Showing posts with label Copa Libertadores. Show all posts
Showing posts with label Copa Libertadores. Show all posts

Friday, 29 January 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 15



Questo weekend chiuderà il mese di gennaio, un mese che, come spesso accade ad ogni stagione, ci fornisce indicazioni molto forti su come sarà il proseguimento della stagione. Difatti, non è un caso che in Bundesliga il Bayern Monaco abbia iniziato l'allungo che potrebbe rivelarsi decisivo per il successo finale, mentre in Spagna la classifica comincia progressivamente a sgranarsi. E' stato, inoltre, un mese in cui le coppe nazionali hanno regalato molte emozioni, con Real ed Atletico eliminate in Copa del Rey, il Bayern Monaco eliminato dal Kiel in Coppa di Germania, la FA Cup che ha visto Arsenal e Liverpool uscire negli scontri contro Southampton e Manchester United. In Italia, invece, la nostra Coppa Italia paga una formula che non permette questo tipo di situazioni ma, quanto meno, ci ha regalato spettacolo nella sfida degli ottavi tra Roma e Spezia e nei due quarti di finale tra Inter e Milan ed Atalanta e Lazio.

Fatta questa premessa sul mese di gennaio che fa a chiudersi, come da mia abitudine vi fornisco i miei consigli sulle partite del weekend che meritano, a mio parere, la vostra attenzione.


ARSENAL - MANCHESTER UNITED (SABATO ORE 18,30)

La sfida tra Arsenal e Manchester United fa venire in mente molto di più le liti nei sottopassi tra Roy Keane e Vieira, oppure "The Battle of Old Trafford" della stagione in cui i Gunners portarono a casa l'ultima Premier della sua storia nella stagione degli Invicibles. Oggi siamo lontani da quegli standard, le due squadre di maggior tradizione in Premier vengono da stagioni interlocutorie e stanno cercando, con percorsi diversi, di tornare grandi.

Il percorso che Arteta ha iniziato all'Arsenal ha avuto delle premesse che sembravano alquanto promettenti: la vittoria della FA Cup e la seguente vittoria nel Charity Shield parevano rilanciare le quotazioni dei Gunners che, invece, si sono nuovamente involuti in corso d'opera come accaduto nella prima parte della scorsa stagione fino ad arrivare all'esonero di Emery.

Arteta sta avendo grosse difficoltà a mettere in piedi una squadra in grado di avanzare rapidamente in campo, chi si aspettava di vedere riproposti i princìpi di gioco di Guardiola nell'Arsenal si è dovuto ricredere. Non ostante vari tentativi di riproporre un tipo di calcio più complesso, con rotazioni posizionali e schieramento fluido tra le due fasi, il tecnico spagnolo è dovuto tornare sui propri passi e mettere via determinati esperimenti (vedi la difesa a 3) a causa delle difficoltà di molti interpreti ad eseguire determinati movimenti.

Fonte dati WhoScored
Come si evince dalle statistiche, l'Arsenal fa una grande fatica a sviluppare il gioco per vie centrali, solo tre squadre in Premier hanno un rapporto percentuale peggiore dei Gunners, a dimostrazione di come il gioco passi prevalentemente mediante conduzioni esterne (addirittura il 41% del gioco transita dal lato sinistro del campo) e triangolazioni laterali rapide supportate dalla corsa di Tierney e gli spunti di Bukayo Saka, la vera nota lieta di questa stagione della squadra di Arteta.
Segnali di miglioramento sono arrivati dall'innesto tra i titolari di Emile Smith-Rowe, giocatore che schierato sulla trequarti sta permettendo ai Gunners di trovare quella fluidità nel possesso palla che mancava anche a causa della scelta del club di tenere fuori dai giochi Mesut Ozil, da pochi giorni trasferitosi al Fenerbache. Alle ottime prestazioni del classe 2000 inglese si aggiungerà a breve l'innesto di Odegaard (magari lo vedremo esordire proprio in questa occasione?) che potrebbe davvero aiutare Arteta in quel processo di crescita della squadra che sembra davvero molto complesso.

Il Manchester United, invece, si presenta a questa sfida da momentanea capolista della Premier nonché reduce dalla qualificazione al quinto turno di FA Cup grazie alla vittoria contro il Liverpool. Per buona parte della stagione la squadra di Solskjaer sembrava ancora vittima dei suoi limiti: le sconfitte pesanti nella prime giornate di campionato (vedi il 6-1 subito dal Tottenham), l'inopinata eliminazione dalla Champions League (con la sconfitta contro il Basaksehir che brucia ancora per gli errori commessi dalla squadra) sembravano cancellare quanto di buono la squadra aveva prodotto nella fase finale della scorsa stagione.
Invece, con il ritorno ai suoi livelli di Paul Pogba, proporzionalmente è salito il livello della squadra che ha iniziato ad inanellare una lunga serie positiva (durata 13 partite) interrotta clamorosamente nel turno infrasettimanale contro lo Sheffield United. Una struttura di squadra basata su aggiustamenti fatti alla squadra di partita in partita giustifica il continuo cambio di disposizione della squadra a seconda della partita da affrontare.

Fonte Heatmap - SofaScore
Ma sono soprattutto le individualità a fare la differenza, in particolare Bruno Fernandes, il grimaldello che permette al sistema di Solskjaer di funzionare: nelle formazioni pre-partita lo trovate generalmente indicato come trequartista del 4-2-3-1 o vertice avanzato di un rombo di centrocampo, tuttavia la trequarti in tutta l'ampiezza è la sua zona, mostrando una grande capacità di riconoscere ed utilizzare gli spazi creati dai movimenti dei suoi compagni di squadra che gli permette di associarsi con essi e creare, quindi i maggiori pericoli per la porta avversaria. La heatmap riprodotta qui a fianco mostra anche visivamente quanto indicato sopra, a questo si aggiunge un piede educatissimo sui calci da fermo (decisiva la sua punizione in FA Cup contro il Liverpool) tanto da essere il tiratore prescelto dalla squadra per le situazioni di palla inattiva (basta vedere il colore all'altezza della bandierina del calcio d'angolo e sul dischetto dell'area di rigore.

La sfida dell'Emirates, dunque, si prevede molto bloccata tatticamente, con pochi spazi al centro e con le due squadre che dovranno cercare di creare catene laterali per poter risalire il campo e generare pericoli: la partita dell'andata fu molto bloccata e fu l'Arsenal in grado di portarsela a casa, ma, seppur parlando di una partita di poco meno di 3 mesi fa, le due squadre sono oggi molto diverse ma, allo stesso tempo, i due allenatori sembrano conoscerne meglio vizi e virtù, per cui mi aspetto tecnicamente di vedere qualcosa in più.


PALMEIRAS - SANTOS (SABATO ORE 21)

La settimana scorsa ho presentato la finale di Coppa Sudamericana che ha visto vincente il Defensa y Justicia allenato da Hernan Crespo. In questo weekend, invece. tocca alla Coppa Libertadores prendersi il centro della scena calcistica e, come da nuova tradizione (iniziata nello scorso anno) la finale si gioca in gara secca. Lo scenario è uno dei più iconici, se non il più iconico, del calcio sudamericano, ossia il Maracanà di Rio de Janeiro, il tempio del calcio carioca che, suo malgrado, ospiterà una finale di Coppa Libertadores tutta paulista.

Ad affrontarsi in questa finale, infatti, saranno il Palmeiras di Abel Ferreira ed il Santos di Cuca, che hanno ottenuto l'accesso a questa finale facendo fuori in semifinale niente meno che le finaliste dell'edizione 2018, ossia le due big d'Argentina River Plate e Boca Juniors.

Il Palmeiras arriva a questa finale al culmine di una stagione alquanto travagliata che ha trovato, però, la svolta a fine ottobre con l'esonero di Vanderlei Luxemburgo al termine di un periodo pessimo per i Verdao. Per la sua successione erano emersi nomi di un certo livello come Quique Setien, Matias Almeyda e Juan Antonio Pizzi. Alla fine la scelta è ricaduta su Abel Ferreira, giovane allenatore portoghese che negli ultimi mesi si era messo in evidenza in Grecia sulla panchina del Paok Salonicco con cui ha sfiorato la vittoria del campionato nella scorsa stagione e l'accesso alla fase a gironi della Champions all'inizio della stagione attuale, questo prima di accettare la chiamata del Palmeiras.

Con Luxemburgo il Palmeiras era abituato a giocare un 4-2-3-1 che Ferreira ha mantenuto fino alle due semifinali disputate contro il River quando si è schierato con un 3-4-3/3-4-2-1 molto simile a quello che ha utilizzato nella sua esperienza in Grecia. Il passaggio è stato reso possibile dall'arrivo all' Allianz Parque dell'ex difensore di Verona, Bari e Salernitana Alan Empereur, difensore centrale che offre a Ferreira l'opportunità di avere un giocatore mancino da inserire nella linea difensiva. Tuttavia, quello che sembra essere il vero punto di forza dei Verdao è l'avere a disposizione una rosa composta da elementi molto duttili che possono permettere all'allenatore portoghese di preparare diversi tipi di piano-partita, soprattutto perché l'idea di fondo sembra essere quella che questa squadra sembra molto più a suo agio quando può agire in contropiede anziché quando è in possesso palla.

Fonte dati: SofaScore
A rappresentare al meglio la bontà della rosa a disposizione di Ferreira c'è senza dubbio Patrick De Paula, centrocampista centrale che può fungere sia da vertice basso davanti alla difesa o centrale in uno schieramento con doble pivote, ossia quando si sceglie di avere due giocatori centrali davanti alla difesa. Dunque De Paula rappresenta al meglio il profilo ideale per un 4-2-3-1 o per un 3-4-2-1/3-4-3, ossia gli schieramenti prescelti dai suoi allenatori in questa stagione.
Come si evince dalle statistiche relative alla sua stagione, il centrocampista classe 1999 risulta molto prezioso in fase di non possesso, soprattutto in fase di recupero palla, gli 11 palloni recuperati nella gara d'andata contro il River hanno mostrato le grandi qualità di questo giocatore in fase di pressione. Si tratta di un elemento poco appariscente, ma la sua assenza nella semifinale di ritorno contro la squadra di Gallardo si è fatta sentire e non poco.
Oltre a lui, i Verdao possono completare una linea di centrocampo molto interessante con l'altro mediano Danilo, classe 2001, del quale Ferreira sembra fidarsi molto al punto di togliere la titolarità ad un Ramires in fase calante; ai loro fianchi è molto importante il lavoro svolto dai due esterni Gabriel Menino (classe 2000, può anche giocare da mezzala) e Matias Vina (classe 1997); infine menzione particolare merita Gabriel Veron, esterno offensivo classe 2002 messosi in luce nell'ultimo mondiale U17 che, però, al momento, Ferreira utilizza con parsimonia, principalmente come sostituto nel terzo finale di partita.

Anche il Santos, come il Palmeiras, è una squadra che non si fa molti problemi a cedere il pallone all'avversario se necessario (nel Brasilerao il dato del possesso palla si attiene sul 50%) e che Cuca ha costruito sulle ceneri del lavoro di Sampaoli che, in parte, è stato smantellato a causa di alcune difficoltà finanziarie del club che ha anche dovuto subire un blocco dei trasferimenti a causa di alcune situazioni di insolvenza.

In questo contesto, disponendo di un settore giovanile che di talento storicamente ne ha prodotto in maniera esondante, i Peixe hanno deciso di fondare la squadra lanciando alcuni giovani elementi, in particolare il centrocampista Sandry Roberto, classe 2002, che al momento viene utilizzato come alternativa alla coppia di centrocampo Pituca-Alison. Anche la squadra di Cuca ha mostrato una certa flessibilità a livello tattico, tuttavia la linea a 4 di difesa formata da Parà a destra, Felipe a sinistra e i due centrali Verissimo e Luan Peres rappresenta, assieme alla coppia di centrocampisti, l'architrave su cui si poggia questa squadra. In fase offensiva, invece, sono le giocate di Lucas Braga, del colombiano Soteldo e di Marinho a creare i maggiori pericoli con i loro movimenti a collegare fase di sviluppo e fase di finalizzazione con quest'ultimo che fa la voce del padrone in termini di goal e assist, visto che nel Brasilerao ne ha collezionati 22 (16 goal e 6 assist).

Fonte heatmap SofaScore
Ma in Libertadores il protagonista assoluto diventa Kaio Jorge, che da pochi giorni ha compiuto 19 anni e vorrà farsi un regalo con il suo primo trofeo internazionale. Come il suo avversario Gabriel Veron, l'attaccante è esploso nel corso dell'ultimo mondiale Under 17 e, complice la necessità del Santos di dover ripartire sugli elementi del proprio vivaio, ha preso la piena titolarità in attacco. Vedendo i suoi movimenti e la sua struttura fisica è impossibile non notare le somiglianze con Roberto Firmino, un attaccante che non può certo competere a livello fisico (tanto che il dato dei duelli aerei lo vede vincente solo nel 30% dei casi) ma che fa tanto movimento sulla trequarti avversaria generando quel tipo di situazione in cui la linea difensiva deve scegliere se alzarsi per andare a contrastarlo o coprire gli inserimenti degli elementi offensivi. La sua heatmap stagionale mostra chiaramente questo tipo di movimenti e le zone di campo in cui ama ricevere il pallone. 

Spero che quanto sopra vi abbia portato interesse per seguire la sfida di sabato sera, di certo rispetto al derby argentino visto la settimana scorsa per la finale di Copa Sudamericana manca l'ingrediente del contrasto di stili, il vantaggio, tuttavia, sta nel fatto che sarà molto interessante capire chi detterà il contesto tecnico e tattico della partita: Palmeiras e Santos hanno mostrato di essere due squadre molto solide e, sotto un certo punto di vista, ormai distanti dal tipo di calcio a cui il Brasile ci aveva abituato storicamente. Questa maggiore attenzione all'equilibrio ed alla costruzioni di giocatori abili in fase difensiva è anche ben rappresentata dalla nazionale maggiore, tuttavia proprio in un contesto dei questo tipo toccherà al talento individuale a disposizione delle due squadre il compito di far saltare l'equilibrio.


LORIENT - PARIS SAINT GERMAIN (DOMENICA ORE 15)

Uno degli elementi di maggior interesse di questa prima parte del 2021 è senza dubbio dato dall'approdo di Pochettino sulla panchina del PSG al posto di Tuchel. Il tecnico argentino ha ereditato dal tecnico tedesco una squadra reduce da una finale di Champions League e da un mercato estivo che non aveva accontentato il suo predecessore, adesso a lui spetta il compito di mantenere alti gli standard di rendimento della squadra e trasmetterle quelle idee di gioco che gli hanno permesso di costruire un ciclo esaltante al Tottenham.

In queste prime partite sotto la sua gestione, Poch ha cercato di portare alcuni elementi che hanno contraddistinto la sua avventura al Tottenham, in particolare lo schieramento di gioco flessibile basato su un 4-2-3-1 di base che si trasforma in 4-4-2 in fase di non possesso e 3-1-4-2 in fase di possesso che permette alla squadra di essere ben scaglionata sul terreno di gioco.

Una particolarità che si evince osservando le ultime partite del PSG, è la posizione di Neymar che, soprattutto in situazione di blocco basso dell'avversario, entra in zona di sviluppo per venire a giocare il pallone a supporto di Verratti e Paredes. Questa soluzione, cercata, seppur meno frequentemente, anche da Di Maria nell'altro mezzo spazio, somiglia ai movimenti a venire incontro di Eriksen ai tempi del Tottenham, a dimostrazione che questo può essere già considerato come un primo accorgimento voluto dal tecnico che, allo stesso tempo, mette maggiormente a proprio agio il brasiliano che, così può muoversi per il campo molto liberamente. Ovviamente resta da vedere se questa soluzione verrà ricercata anche in contesti diversi, in particolare nel doppio confronto con il Barcellona che è ormai alle porte e che, molto probabilmente rappresenterà il primo vero test per capire a che punto è il lavoro del nuovo allenatore in quel di Parigi.

Dall'altra parte ci sarà il Lorient, formazione neopromossa in Ligue 1 e che, suo malgrado, occupa l'ultimo posto in classifica. A dispetto della classifica, però, la squadra allenata da Christophe Pelissier, mostra un'ottima qualità di gioco ed alcune individualità interessanti come i centravanti Terem Moffi e Yoane Wissa.

Fonte dati FbRef/Statsbomb
Il punto debole, al momento, sembra essere la fase difensiva, non tanto in merito a come la squadra difende, ma in termini puramente numerici subisce più goal rispetto a quanto la squadra effettivamente concede ai propri avversari. I numeri suggeriscono che sono le prestazioni dell'estremo difensore Paul Nardi ad essere il punto debole della squadra, con quasi 10 reti subite finora in eccesso rispetto all'aspettativa dei tiri subiti (i cosiddetti post-shots xG). Ad ogni modo nel recupero disputato mercoledì sera nello scontro diretto contro il Dijon, è arrivata una vittoria importantissima che permette alla squadra bretone di tenersi agganciata al treno delle squadre che vogliono evitare la retrocessione e che, soprattutto, permetterà agli uomini di Pelissier di affrontare questa sfida con uno stato d'animo privo di pressioni.


GRANADA-CELTA VIGO (DOMENICA ORE 18,30)


In una Liga in cui i valori in campo stanno iniziando nuovamente a consolidarsi dopo una fase iniziale ricca di colpi di scena, l'assalto ai posti che possono garantire l'accesso all'Europa League o alla Conference League della prossima stagione è, invece, molto aperta, e domenica pomeriggio prevede uno scontro che potrebbe dare un importante indirizzo anche a questa zona di classifica.

Stiamo parlando della sfida per il settimo posto tra Granada e Celta Vigo, ovviamente è una posizione di classifica che non garantisce l'accesso alle coppe europee (dipende dall'andamento della Copa del Rey che sembra aperta a mille scenari), tuttavia con un consolidamento di valori dato dal quartetto Atletico-Real-Barça-Siviglia per la Champions e Villareal-Real Sociedad in controllo delle posizioni per l'accesso diretto all'Europa, il settimo posto rappresenta un risultato ambito da molte squadre che vogliono proporsi in prospettiva come una forza che vuole lottare in maniera continua per un posto in Europa.

A rendere ulteriormente interessante la sfida tra le due squadre è la diversa strategia di gioco portata avanti dai due allenatori decisamente molto differente, soprattutto in fase di possesso.

Fonte dati FbRef/Statsbomb
Andando a leggere le statistiche relative alla frequenza dei passaggi lunghi, si evince chiaramente la differenza delle due formazioni nel modo di approcciare alla fase di possesso palla. Il Granada preferisce di gran lunga cercare il lancio lungo per poi andare a cercare l'assalto alle seconde palle oppure cerca di innescare gli esterni offensivi (in particolare Darwin Machis) con palloni lunghi alle spalle della difesa avversaria; a livello statistico i dati Wyscout mostrano come mediamente i possessi della squadra allenata da Diego Martinez si attestano attorno ai 3 passaggi per possesso, una situazione che banalizzando può essere riassunta in due pattern ricercati. Il primo è centralmente un lancio per la punta centrale che fa da sponda per l'inserimento di uno dei centrocampisti (Yangel Herrera è letale in questo tipo di inserimenti), magari anche dopo che un altro centrocampista ha ripulito un'eventuale seconda palla rimettendola in area; la seconda opzione è appunto un pallone che il terzino lancia in direzione dell'attaccante esterno di parte che scatta alle spalle della difesa e crossa in mezzo all'area dove una punta, un centrocampista a rimorchio o l'altro esterno sul secondo palo possono concludere in rete.

Sempre leggendo lo stesso grafico visto sopra, il Celta ha chiaramente uno stile di gioco molto diverso, il centrocampo della squadra allenata da Coudet è composto da tanti giocatori di qualità, per questo motivo non passare dal centro del campo per sviluppare la manovra sarebbe delittuoso. Su questo punto di forza ha lavorato Eduardo Coudet che, dopo l'ottimo lavoro in SudAmerica, si sta confermando un ottimo allenatore anche in Europa.

Fonte dati FbRef/Statsbomb
Come si evince dal grafico elaborato qui a fianco, il lavoro del tecnico argentino è ben visibile anche a livello statistico: dal momento del suo arrivo sulla panchina la squadra ha diminuito la distanza media dalla porta delle sue conclusioni e proporzionalmente si è innalzata la pericolosità media delle conclusioni stesse. Come si nota ci sono due partite in cui la tendenza non è stata rispettata e sono le due partite contro Getafe e Villarreal in cui la squadra di Coudet non è riuscita ad esprimersi al meglio, nel primo caso soffrendo oltremodo la grande aggressività della squadra avversaria, nel secondo caso nel secondo caso, invece, la sconfitta è arrivata al culmine di un periodo molto negativo che è coinciso con l'assenza del leader tecnico ed emotivo della squadra, ossia Iago Aspas.

Date le premesse di cui sopra, la sfida tra Granada e Celta Vigo presenta molti spunti di interesse, non ultimo sarà un match che guarderanno con moltissima attenzione i tifosi del Napoli, visto che mancano pochi giorni alla doppia sfida di Europa League che metterà di fronte la formazione di Martinez a quella di Gattuso.

Friday, 22 November 2019

Cosa vedere nel weekend #11



Dopo la pausa per le Nazionali inizia un ciclo di partite più o meno lungo a seconda del calendario previsto da ciascuna lega in Europa, sicuramente il ciclo in partenza oggi ci porterà fino a Natale e chiuderà la fase a gironi della Champions League e dell'Europa League con i relativi sorteggi per la fase ad eliminazione diretta. Andiamo a vedere quali sono le partite consigliate per questo weekend, su tutti spicca la finale di Copa Libertadores tra Flamengo e River Plate, una partita che potrebbe fare storia.

SERIE A

Il nostro campionato riprende con la lotta a distanza tra Juventus ed Inter, entrambe impegnate in trasferta rispettivamente a Bergamo ed a Torino sponda granata. Mentre la lotta per lo scudetto sembra ormai circoscritta a due squadre, la lotta Champions è ricca di attori, con Lazio e Cagliari che ad oggi occuperebbero i due posti rimasti in palio, ma siamo certi che Roma, Napoli ed Atalanta non staranno li a guardare, per questo anche la sfida di San Siro tra il Milan (in cerca di un senso alla propria stagione) ed il Napoli che nella pausa ha cercato di risolvere la grane interne con la società che ha restituito pieni poteri ad Ancelotti. Ma indubbiamente il match che merita tutte le attenzioni del caso è la sfida del Gewiss Stadium tra l'Atalanta e la Juventus, un match che potrebbe davvero dirci se la Juve di Sarri è battibile oppure no.

ATALANTA-JUVENTUS (Sabato ore 15)


Tanto per cominciare è la sfida tra il miglior attacco del campionato (Atalanta, 30 goal) e la miglior difesa (Juventus, 9 reti subite), e già questo basta per rendere la sfida tra Atalanta e Juventus il match più interessante da seguire, ma ci sono altri spunti a rendere la sfida di Bergamo il match da seguire del weekend di serie A. A livello numerico ci sarà da seguire la sfida tra le due squadre che tirano di più in porta in questo campionato (90 per l'Atalanta, 80 per la Juventus, seconda a pari merito con la Lazio); trattasi di numeri di diversa natura, l'alto numero di conclusioni tentate dalla squadra di Gasperini sono frutto della brillantezza offensiva e del calcio diretto proposto dalla squadra atalantina che quest'anno sta aggiungendo un elevato tasso tecnico sulla trequarti alla già nota capacità di aggredire gli avversari, il dato è supportato, infatti dal valore delle realizzazioni: l'Atalanta ha convertito in rete il 30% dei suoi tiri in porta, la Juventus il 19%; il dato della formazione bianconera è "sporcato" da Cristiano Ronaldo: per caratteristiche il portoghese fagocita spesso e volentieri la produzione offensiva, succedeva al Real Madrid, ora succede anche alla Juventus, tanto che in serie A CR7 è il giocatore che va più volte al tiro (57 conclusioni tentate) ma spesso non da posizioni ottimali come emerge dalla mappa dei suoi tiri effettuati finora in situazione di "open play", ossia escludendo i calci piazzati; la poca efficienza delle sue scelte di tiro sono anche testimoniate dal fatto che i vari modelli di xG hanno calcolato un valore per tiro inferiore al 10%.

Fonte Understats

A livello di metodologia di gioco, le differenze tra Sarri e Gasperini sono già stato oggetto di lunghi dibattiti già quando l'allenatore toscano era alla guida del Napoli, ossia quando l'Atalanta di Gasperini più volte era riuscito a neutralizzare il gioco di posizione di Sarri: inoltre la Juventus sinora ha dimostrato di non essere ancora perfetta quando aggredita (vedi trasferta di Firenze, anche quella giunta dopo una pausa per le nazionali), per cui sarà un grande banco di prova per la Juve di Sarri per capire quanto le idee del tecnico abbiano attecchito sulla squadra; dall'altra parte l'Atalanta ha mostrato di soffrire squadre capaci, con la tecnica, di ovviare alle marcature a uomo predisposte dal tecnico di Grugliasco (vedi post precedenti sul blog), e la Juve di Sarri ha diversi elementi capaci di far saltare il banco da questo punto di vista con il dribbling (Dybala e Douglas Costa su tutti) o con la resistenza al pressing (fondamentale in cui è migliorato a dismisura Pjanic, il giocatore perno del sistema Sarri versione Juventus).

PREMIER LEAGUE

La Premier League ci ha lasciato negli occhi la splendida partita di Anfield che ha portato il Liverpool di Klopp a +8 su Leicester e Chelsea ed a +9 sul City, uscito sconfitto ma non vinto del tutto dallo scontro diretto contro i Reds. Tuttavia gli ultimi giorni sono stati ovviamente incentrati sulla notizia della fine dell'era Pochettino al Tottenham, e già questo bastava per riempire pagine e pagine di giornali e di blog, ma a questo il presidente degli Spurs Levy ha voluto aggiungere un gran colpo di teatro, annunciando dopo meno di 24 ore l'approdo a White Hart Lane di Jose Mourinho, in una storia in cui sia allenatore che squadra vorranno rilanciarsi e costruire un percorso che possa rendere questo ciclo tecnico del Tottenham finalmente vincente. Per questo motivo, pur in presenza in calendario di un match di livello assoluto come Manchester City-Chelsea, è giusto voltare i riflettori verso la sfida del London Stadium tra la squadra di Mourinho ed il West Ham di Pellegrini.

WEST HAM - TOTTENHAM (SABATO ORE 13.30)


L'esordio di Mourinho sulla panchina del Tottenham arriva sul campo di un'altra squadra che sta attraversando un grandissimo momento di difficoltà, ossia il West Ham di Manuel Pellegrini, reduce da una striscia senza vittorie lunga 6 partite, in cui gli Hammers hanno raccolto appena 2 punti: i principali problemi per la squadra claret and blue giungono dalla fase difensiva, frutto delle scelte di mercato dell'allenatore cileno che ha rinforzato l'attacco senza badare al fatto che alla squadra servisse un giocatore di equilibrio a metà campo per non sbilanciare la squadra; i numeri difensivi del West Ham sono pessimi, visto che parliamo della peggior difesa tra le squadre che oggi non sarebbero retrocesse (20 goal subiti), dato che peggiora se parliamo di xG subiti (penultimo posto, solo il Norwich ha fatto peggio finora), il tutto confermato dal dato sulle azioni difensive, con interventi difensivi prevalentemente basati su tackles anziché intercetti (sempre sintomo di una certa improvvisazione in fase difensiva) ed il dato sui tiri in porta subiti, dove il West Ham è terzultimo, peggio di loro solamente il Norwich e proprio il Tottenham.



Le problematiche degli Hammers erano già emerse all'inizio di stagione per poi annacquarsi grazie ad una serie positiva conclusasi con la fine del primo mini-ciclo di partite tra settembre ed ottobre, da quel momento le problematiche si sono acuite.
A Mourinho, invece, arriva in eredità una squadra che si è involuta pesantemente in questa stagione, c'è un numero che avvalora questa tendenza: gli Spurs sono al quinto posto come passaggi riusciti nella trequarti avversaria, mentre il numero di passaggi in area di rigore li pone in una modesta posizione di metà classifica, il che sta a significare che la manovra del Tottenham in questa stagione non trovava sbocchi una volta raggiunta la trequarti avversaria, per cui agli avversari è bastato restare con un baricentro basso per rendere inoffensiva la squadra di Pochettino. I numeri difensivi li abbiamo accennati sopra parlando del West Ham, per cui resta da capire su cosa Mourinho lavorerà in prima battuta: su un miglioramento della fase offensivo o registrando la difesa?

BUNDESLIGA


Il campionato tedesco arriva alla dodicesima giornata con il Borussia Moenchengladbach che è partito in fuga e con le distanze in classifica che si stanno lentamente diradando; sicuramente l'ultimo turno ci ha dato delle indicazioni interessanti grazie alla vittoria pesante del Bayern sul Borussia Dortmund nel Der Klassiken, una vittoria ed una prestazione che ha convinto la dirigenza bavarese a non affrettare la scelta per la nuova guida tecnica; dall'altra parte la posizione della panchina di Favre è meno solida, per cui il tecnico svizzero dovrà trovare delle soluzioni più coraggiose lontano dal Westfalen Stadion per far risalire le azioni della sua squadra e per conservare intatta la propria panchina. Spulciano il calendario la mia attenzione cade sulla sfida di Francoforte dove l'Eintracht affronta il Wolfsburg in una sfida tra due squadre che vogliono dire la loro per la lotta all'Europa.

EINTRACHT FRANCOFORTE - WOLFSBURG (SABATO ORE 15.30)


Il principale spunto di interesse dato da questa partita è principalmente dovuto alla formazione allenata da Hutter, che ha mostrato di aver assorbito al meglio le partenze di Rebic, Haller e Jovic anzitutto dando la titolarità a Gonçalo Paciencia, riserva decisiva nella scorsa stagione e quest'anno capocannoniere della squadra con 5 goal; al contributo di Paciencia si aggiungono gli acquisti di Dost e Andre Silva, chiamati a sostituire, quanto meno numericamente, le partenze eccellenti di quest'estate. A restare invariata è la struttura di gioco predisposta da Hutter, con un 3-5-2 molto flessibile in cui svolge un ruolo centrale nello sviluppo dell'azione Filip Kostic; il serbo ha il compito di muovere il fronte del gioco nella metà campo avversaria, e di imbeccare gli attaccanti con un cross o con una palla filtrante in diagonale.

I numeri del serbo sono evidenziati dal radar di Understat che dimostra come il suo apporto in fase di costruzione e di rifinitura sia decisamente superiore alla media dei pari ruolo.
La sua centralità nel gioco dell'Eintracht è evidente anche nella passmap pubblicata da Between the Posts dove si evince anche lo stile diretto dei passaggi, marchio di fabbrica della strategia di Hutter, teoria rafforzata dalla statistica sui passaggi effettuati nelle trequarti avversaria rapportati ai passaggi totali, dove l'Eintracht è davanti a tutti con una percentuale pari al 10%.










Al Waldstadion arriva, invece, un Wolfsburg che è reduce da una serie negativa di 4 partite senza vittorie, tra cui 2 sconfitte consecutive contro Borussia Dortmund e Bayer Leverkusen a cui si aggiunge l'eliminazione in Coppa di Germania per mano del Lipsia (sconfitta interna per 6-1) ed una sconfitta in Europa League contro il Gent che ha messo a repentaglio il passaggio del girone; gli ultimi risultati hanno messo a galla i limiti della squadra allenata da Oliver Glasner, il cui assetto molto conservativo ha portato risultati grazie ad una ottima tenuta difensiva (miglior difesa con 10 goal subiti, dato confermato dagli xG subiti pari a 10,76) che le ha permesso di veleggiare nelle parti alte della classifica nelle prime giornate, delegando la fase offensiva al giocatore più talentuoso della squadra, ossia il croato Brekalo che, tuttavia, si sta accendendo ad intermittenza, a questo si aggiunge una bassa qualità di impostazione messa a nudo da sistemi di pressing neanche troppo complessi, come accaduto nell'ultima partita persa in casa contro il Leverkusen.

LA LIGA

Il campionato spagnolo riprende questa sera con la sfida tra Levante e Mallorca; la classifica dopo l'ultimo turno sembra iniziare a delinearsi con 13 squadre in 8 punti ma con le prime tre posizioni occupate dalle big three, ossia Barcellona, Real Madrid ed Atletico Madrid, con i colchoneros appaiati al Siviglia di Lopetegui ed inseguiti dalla Real Sociedad. Sembra lentamente sgonfiarsi il rendimento delle neopromosse terribili Granada ed Osasuna, tuttavia gli andalusi, pur avendo ottenuto solo 6 punti nelle 5 partite hanno mantenuto intatto il proprio livello di prestazioni, soprattutto a livello di tenuta difensiva, per questo sarà molto interessante da seguire il match dello Estadio de Los Cármenes contro l'Atletico Madrid.

GRANADA-ATLETICO MADRID (SABATO ORE 18.30)


Dopo aver assaporato la testa della classifica la squadra andalusa ha subito tre sconfitte consecutive, frutto di alcune difficoltà nel generare azioni offensive pericolose, questo perché i successi delle prime giornate nascevano dalla capacità di generare occasioni principalmente da calcio piazzato, una opzione che normalmente nel lungo periodo diventa poco efficiente; la pausa sarà servita a Diego Martínez a trovare soluzioni per migliorare la fase offensiva, di certo l'Atletico Madrid non è propriamente l'avversario più adatto per migliorare i propri numeri offensivi. La squadra di Simeone, dal canto suo, ha provato all'inizio di questa stagione a cambiare pelle, con un atteggiamento più votato al controllo della palla e con una fase offensiva maggiormente qualitativa con gli esterni offensivi che occupano i mezzi spazi lasciando l'ampiezza ai terzini; tuttavia Simeone continua a contare sulla solidità difensiva della sua squadra, dato riscontrabile in praticamente tutte le statistiche che la vedono come miglior difesa (8 goal subiti, 9xG subiti, 7 volte porta inviolata) e davanti a tutti nelle statistiche sugli interventi difensivi (primo posto come tackles riusciti, secondo posto come intercetti). In fase offensiva più che la qualità del gioco a mancare è la capacità di realizzazione, difatti i colchoneros ad oggi hanno realizzato meno goal rispetto a quanto prodotto in termini di expected goals, questo perché gli attaccanti non hanno mostrato capacità di trasformare in rete le occasioni prodotte dalla squadra.

I dati elaborati da Understats mostrano come tutti gli attaccanti a disposizione di Simeone abbiano realizzato meno rispetto a quanto il modello degli expected goals suggerisce; l'infortunio di Diego Costa, oltre ad aprire scenari di mercato per coprire il ruolo, porta maggiori responsabilità sulle spalle di Morata che dovrà, adesso, prendere al balzo l'opportunità e mostrare definitivamente il suo reale valore come attaccante; il test contro una squadra che concede raramente opportunità pulite ai propri avversari potrebbe essere l'occasione per cambiare la tendenza e riproporre l'Atletico tra le contendenti per il titolo. 

LIGUE 1

Il campionato francese continua a regalarci spunti di interesse e giocatori interessanti da scoprire, con il Paris Saint Germain che, come da previsioni, sta scavando un solco tra se e le altre squadre, mentre permane l'equilibrio con 11 punti di differenza tra la seconda (il Marsiglia) e l'ultima (il Nimes) che ha anche una partita in meno. Per questa ragione è difficile scegliere una partita di interesse, visto che tutte le partite in calendario in questo weekend hanno qualcosa da raccontare, a partire dalla sfida di stasera al Parco dei Principi dove il PSG affronta il Lille, ancora a caccia di una soddisfazione lontano dal Pierre Mauroy ma in piena lotta per confermare i risultati della scorsa stagione, così come la sfida tra Bordeaux e Monaco con Paulo Sousa e Jardim a caccia di conferme dei progressi evidenziati dalle rispettive squadre nell'ultimo ciclo di partite. Andando a guardare i risultati delle ultime partite, desta molta curiosità la sfida tra il Digione ed il Rennes, due squadre che hanno in comune una merce che, in Ligue 1, è molto rara: entrambe in questa stagione hanno battuto il PSG.

DIGIONE-RENNES (SABATO ORE 20)


In Borgogna va in scena una sfida tra due squadre che stanno mettendo in vetrina giocatori che sicuramente gli osservatori delle squadre europee avranno già messo nel mirino, purtroppo nella vetrina di domani sera non sarà presente il pezzo più interessante, ossia Eduardo Camavinga, centrocampista ancora minorenne e giù elemento centrale del Rennes, fermato per infortunio. In assenza anche di Borigeaud, le attenzioni per la squadra bretone saranno puntati sulla coppia Hamari Traore-Raphael Dias, ossia la catena di destra della squadra allenata da Julien Stéphan, lato da cui viene principalmente indirizzata la manovra, con ottimi risultati specie nelle ultime partite.

La crescita in termini di impatto sulla manovra offensiva da parte di Rafinha è facilmente identificabile tramite l'elaborazione dei suoi dati in termini di xGchain (partecipazione alla manovra + tiri + passaggi) che di xGBuildUp (partecipazione alla manovra che ha portato ad un tiro esclusi tiri e passaggi); la trasferta di Digione ci dirà se la crescita dei numeri verrà confermata anche in trasferta, il che permetterà al Rennes di considerare come coperto il vuoto lasciato dalla partenza di Ismaila Sarr al Watford.
Il test è maggiormente probante nel momento in cui sullo stesso lato di campo agiranno per il Digione la coppia formata dal marocchino Mendyl (ex Schalke) ed il francese Chouiar (rispettivamente 21 e 20 anni), il cui asse sembra il preferito dalla squadra borgognona; inoltre lo spostamento del francese sul mezzo spazio sinistro ha permesso all'allenatore Stéphane Jobard di tentare la carta di un 4-3-3 con il venezuelano Cadiz (l'eroe della vittoria contro il PSG) e il riferimento principale Julio Tavares.
La passmap dell'ulitmo match contro il Monaco denota lo spostamento del baricentro della squadra verso sinistra ed il continuo dialogo tra Mendyl e Chouiar, questa soluzione sta generando maggiore qualità della produzione offensiva, tuttavia è ancora molto povera la fase realizzativa, con la squadra che ha realizzato appena 6 reti su azione a fronte di 10xG creati. Una tendenza che il Digione deve assolutamente risolvere già a partire dalla partita di domani sera per poter puntare alla salvezza.









COPA LIBERTADORES, ATTO FINALE

Domani sera la Copa Libertadores vivrà il suo atto finale, per la prima volta in gara secca in campo neutro, la sede prevista era Santiago del Cile, ma la situazione politico/economica della nazione andina ha consigliato i vertici della federazione sudamericana a spostare la sede più a Nord in quel di Lima, ad affontarsi ci sono due delle squadre più gloriose del SudAmerica, il Flamengo ed il River Plate.

FLAMENGO-RIVER PLATE (SABATO, ORE 21)


Arrivano alla finale probabilmente le squadre più forti, ma la cui forza è data da caratteristiche diverse, da un lato abbiamo il grande talento individuale di cui dispone il Flamengo, dall'altra parte la forza mentale del River Plate, capace sempre di gestire le partite e le situazioni più difficili grazie alla coscienza collettiva costruita sotto la guida di Marcelo Gallardo.
Vedendo le probabili formazioni che scenderanno in campo al Monumental di Lima il pronostico sembra chiuso a favore dei brasiliani, è sufficiente vedere i giocatori di cui può disporre Jorge Jesus per sistemare il 4-2-3-1, con Gabriel Barbosa (il Gabigol ancora di proprietà dell'Inter) supportato da un trio formato da Bruno Henrique, De Arrascaeta ed Everton, a questi si aggiunge l'ex romanista Gerson come mediano e due terzini come Rafinha e Filipe Luis a dare spinta sull'esterno; tutto ciò ha portato la rubo-negro ad una finale di Libertadores che manca dal 1981 con 21 reti realizzate (di cui 12 dalla coppia Gabigol- Bruno Henrique) con capolavoro finale il 5-0 nella semifinale di ritorno al Gremio.



Dall'altra parte ci sono i campioni in carica, il River Plate è a caccia della seconda Libertadores consecutiva, che porterebbe il tecnico Gallardo ad entrare nella storia del club, visto che ne ha già vinta una da calciatore nel 1996 e due da allenatore (2015 e 2018): i Milionarios hanno sostanzialmente mantenuto la stessa intelaiatura della squadra che ha portato a casa il trofeo lo scorso anno, in particolare la difesa a 4 con Armani in porta e la linea formata da Montiel-Martinez Quarta-Pinola-Casco è ormai una filastrocca imparata a memoria, così come l'ossatura centrale del centrocampo formata da Palacios ed Enzo Perez; l'unica perdita rispetto allo scorso anno è quella del "Pity" Martinez, partito alla volta di Atlanta in MLS; in attacco la coppia preferita da Gallardo è quella formata da Borré e Matías Suárez, con Lucas Pratto e Ignacio Scocco pronti a subentrare, tuttavia gli uomini che possono decidere gli equilibri della partita a favore del River saranno le due mezzali De La Cruz e Ignacio Fernandes, due centrocampisti box-to-box che danno alla squadra di Marcelo Gallardo l'anima Rio Platense, toccherà a loro creare fastidi ai terzini del Flamengo ed in fase di non possesso cercare di limitare i tagli verso il centro di Everton e Bruno Henrique, se riusciranno nel loro compito la vita per il Flamengo sarà molto complicata e dovrà fare attenzione a non portare la partita su un ritmo troppo elevato ed intenso a livello agonistico, cosa che porterebbe la partita nell'habitat preferito dal River.


Post in evidenza

Davide Possanzini and De Zerbi legacy

  We everybody know the style of play promoted by Roberto de Zerbi in his journey from Italy to Ukraine and now to Brighton in Premier Leagu...

Highlights