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Thursday, 13 October 2022

Le idee di Xabi Alonso, Conçeicao, Tudor ed Amorim


Il mercoledì sera della quarta giornata di Champions League metteva di fronte quattro allenatori desiderosi di emergere nell'élite del calcio europeo, e per farlo si sono messi in gioco in quattro realtà tra le più importanti di quel sottobosco del grande calcio che si trova un gradino sotto i top club ma che ama organizzarsi per cercare di far loro qualche sgambetto per poi convincerli a portarli dalla loro parte. 

Questi quattro allenatori sono rispettivamente Xabi Alonso, fresco allenatore del Bayer Leverkusen, Sergio Conçeicao, allenatore del Porto con un'esperienza già più consolidata con il club portoghese, Ivan Tudor, che ha scelto di raccogliere l'eredità di Sampaoli a Marsiglia dopo l'esperienza positiva a Verona, ed infine Ruben Amorim, l'enfant prodige della titolata scuola portoghese, al terzo anno sulla panchina dello Sporting Lisbona.

Le due partite (Leverkusen-Porto e Sporting-Marsiglia) si sono chiuse con due vittorie esterne rese possibili da elementi episodici che hanno indirizzato da una parte la partita di Lisbona ma in coerenza con la superiorità espressa dalla strategia del Marsiglia, e dall'altra la partita di Leverkusen, dove invece il cinismo della squadra portoghese e due rigori generosi hanno permesso un risultato diverso da ciò che abbiamo visto sul terreno di gioco.

Ma ciò che più ci importa in questa analisi è vedere i quattro modi diversi di porsi in campo dei quattro allenatori e come si sono sfidati in questo doppio incrocio.

Tuesday, 10 August 2021

Il Marsiglia è già una creatura di Sampaoli

 



Dopo la prima giornata di Ligue 1 di certo è complicato giungere a conclusioni o avere delle idee precise su quale sarà l'andamento del campionato, le squadre sono al lavoro da poche settimane e non tutte le idee degli allenatori possono essere implementate al meglio in così poco tempo, eppure dopo Montpellier-Marsiglia l'idea che la squadra provenzale abbia già assorbito le idee del tecnico argentino è molto solida.


LA FLESSIBILITA' DELLO SCHIERAMENTO


La prima particolarità del sistema di gioco di Sampaoli è lo schieramento in campo della squadra nelle due fasi: sulla carta la formazione viene indicata come un 3-2-4-1 ma che invece è, in fase di possesso molto simile al 3-2-5 tipico di un sistema di gioco posizionale, mentre si trasforma in un 4-1-4-1 in fase di non possesso.

Da questo fermo immagine si nota il 3+2 in fase di costruzione con Saliba, Balerdi e Luan a formare la prima linea e Kamara e Gueye a formare la seconda linea, mentre Under, Guendouzi, Payet, Gerson e De La Fuente si dispongono sui corridoi in zona di rifinitura per fornire la miglior copertura in ampiezza del campo nel tentativo di aprire la linea difensiva avversaria: il Montpellier si limita a non concedere soluzioni centrali alla squadra marsigliese.

Molto particolare il sistema delle scalata in fase di non possesso, dove Kamara scala da centrale di centrocampo a terzino destro, formando una linea difensiva a 4 con Gueye che resta a dare protezione alla linea, Gerson e Guendouzi che si occupano dei centrocampisti avversari e i due esterni offensivi che coprono l'ampiezza, trasformando lo schieramento in un 4-1-4-1 che effettivamente ha concesso poco agli avversari, specie nel primo tempo, quando però sono arrivate le due reti del Montpellier, il primo su un cross da sinistra deviato nella propria porta da Balerdi, il secondo su una conclusione di bellissima fattura di Laborde.

L'UTILIZZO DELL'AMPIEZZA PER VERTICALIZZARE


Con il Montpellier che chiudeva le zone centrali, il Marsiglia si è appoggiato sugli esterni per produrre gioco: diverse volte Under e De La Fuente sono stati serviti allo scopo di affrontare gli avversari in uno contro uno e portare il pallone in area di rigore. Non a caso le statistiche ci dicono che Cengiz Under da quella posizione ha generato 7 passaggi-chiave, così come il turco e l'americano sono i giocatori con il maggior numero di tocchi in area di rigore.

L'utilizzo di Under è stato necessario per evitare di mantenere un possesso palla sterile: il dettato di Sampaoli non prevede un ristagnamento del possesso o circolazione di palla ad U, per cui si deve sempre cercare l'avanzamento del campo, così mantenendo l'ex romanista a contatto con la linea laterale poteva essere imbeccato anche da un cambio di gioco quando le soluzioni di penetramento centrale non erano disponibili. In questo caso è Gueye con un lancio a trovare Under allo scopo di imbastire un'azione pericolosa.

I dati statistici mostrano come il lato preferito per attaccare fosse quello del giocatore prestato al Leicester nella scorsa stagione, questa strategia è quella che ha permesso al Marsiglia di mantenere il controllo territoriale della partita, costringendo il Montpellier a restare chiuso nella propria metà campo per gran parte dell'incontro.

Fonte grafico WhoScored.


LA POSIZIONE DI PAYET


Una soluzione che possiamo definire a sorpresa è stata quella di vedere Dimitri Payet da falso nove a livello nominale: il fantasista francese aveva il compito di muovere la difesa avversaria con il suo movimento senza palla, con un set di movimenti molto simile a quello che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi mesi con giocatori come Morata e Kane negli ultimi Europei.

In questo esempio Payet si muove tra le linee per generare spazio per gli inserimenti: in questo caso è Gerson a cercare l'inserimento. Questa soluzione ha garantito molta libertà di movimento al giocatore con la maglia numero 10 del Marsiglia ma non sempre la profondità a livello centrale è stata trovata, creando diverse difficoltà alla fase di finalizzazione della squadra che riusciva a superare la linea difensiva avversaria solo grazie alle giocate sugli esterni sopra menzionate. Con l'ingresso di Benedetto al posto del brasiliano nel corso del secondo tempo, Payet ha trovato anche un partner migliore con cui dialogare permettendo all'Olympique di trovare delle soluzioni centrali che sono state utili per portare a termine la rimonta.

GUENDOUZI INVASORE

Un giocatore che abbiamo visto trasformato dalla gestione Sampaoli è Matteo Guendouzi: l'ex centrocampista di Arsenal ed Hertha Berlino è sempre stato utilizzato dai precedenti allenatori come costruttore e cucitore di gioco, sostanzialmente facendogli giocare tanti palloni a partita. Nella partita di Montpellier, invece, abbiamo visto un giocatore con funzioni diverse, e chissà che non possa essere la svolta per il ventunenne centrocampista francese.

Una volta che l'azione del Marsiglia veniva sviluppata sull'esterno, il numero 8 andava ad attaccare l'area di rigore avversaria fornendo una prima opzione ad Under in area di rigore; in questa azione si inseriranno in area anche Payet e Gerson che, a differenza di quanto avrebbero potuto fare, non hanno coperto bene l'area di rigore, a dimostrazione di non essere giocatori ideali per questo tipo di compiti. Nell'azione si nota anche come Konrad De La Fuente fosse un ulteriore opzione disponibile sul lato debole, soluzione diverse volte cercata dal turco nelle innumerevoli volte in cui ha sfondato sulla destra.

Fonte grafica SofaScore
I due passaggi-chiave e le due conclusioni a rete rappresentano un unicum comparato con i numeri della carriera del giocatore francese. Con le difficoltà del primo tempo del Marsiglia a trovare lo spazio alle spalle della linea difensiva avversaria, si è infatti mostrato in grado anche di procurarsi lo spazio per andare al tiro da fuori area, conclusioni che sono terminate lontano dalla porta ma che hanno mostrato un cambio di attitudine del giocatore su richiesta del proprio allenatore. Per cui chissà che con Sampaoli la carriera di Guendouzi non esploda e poter, quindi, iniziare a raccontare, a 22 anni di un nuovo inizio per il giocatore frutto del settore giovanile del PSG.










CONCLUSIONI


Come indicato in premessa, siamo solo alla prima giornata e non è certo possibile trarre delle conclusioni dopo 90 minuti di campionato, tuttavia è stata una piacevole sorpresa vedere l'Olympique al 7 di agosto imporsi su un campo complicato come quello di Montpellier mostrando subito un gioco molto veloce e verticale e con anche sprazzi di intensità in fase di contro-pressing. Restano dei margini di miglioramento per questa squadra, con qualche errore individuale a livello difensivo che va ancora registrato, così come la questione relativa a chi deve fornire la profondità centrale, elemento di non poco conto per una squadra costruita con una tensione così verticale dal proprio allenatore.

Friday, 19 March 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 22


Dopo aver vissuto questi mesi tutti d'un fiato, per il calcio questo weekend rappresenta per i club l'ultimo prima di una breve pausa che ci proietterà, poi, nella fase finale della stagione, quella che determinerà i verdetti. Per molte squadre questa pausa arriverà come una benedizione per ritrovare qualche giocatore infortunato o per permettere a giocatori troppo utilizzati di poter rifiatare; per altre squadre, invece, questa pausa arriva in un momento in cui l'andamento delle cose è ottimale e, con alcuni giocatori che lasceranno la squadre per le nazionali, c'è anche il rischio di ritrovarsi alcuni di loro non proprio al meglio.

Per questo weekend in arrivo, dunque, ho scelto tre partite (una al giorno) in cui racconterò di squadre il cui percorso si sta facendo interessanti per ragioni diverse.


FULHAM - LEEDS (VENERDI' ORE 21)

La Premier League arriva a questo turno prima della pausa con ogni partita che può rappresentare tanto in termini di classifica: difatti, messo da parte il dominio indiscutibile del Manchester City, la classifica alle loro spalle è molto corta, con tante squadre che proveranno a giocarsi le proprie possibilità per chiudere la stagione strappando un posto nelle prossime competizioni europee. Ma anche la zona salvezza vede una bagarre interessantissima: WBA e Sheffield United possono senz'altro considerarsi fuori dai giochi, mentre la lotta per evitare l'ultima casella che porta in Championship è molto aperta e questo per merito del Fulham che, questa sera si gioca molte chances di salvezza nella sfida contro il Leeds di Marcelo Bielsa.

La squadra allenata da Scott Parker si sta mostrando in grande crescita, mostrando pienamente la qualità della propria guida tecnica: l'ex centrocampista di Charlton e Chelsea ha mostrato una piena fiducia nello stile di gioco che ha voluto imprimere alla propria squadra, seguito anche dagli stessi giocatori. Purtroppo per lui il poco tempo tra la finale dei playoff di Championship vinta ad agosto e l'inizio della stagione di Premier non gli ha consentito di avere sin dall'inizio una squadra competitiva, cosa che è avvenuta in corso d'opera con il mercato di ottobre e con gli aggiustamenti di gennaio. Questa situazione ha ovviamente rallentato il processo di costruzione di una squadra che fosse competitiva per la Premier, ma non appena la rosa si è consolidata, le prestazioni sono andate di pari passo, così adesso il Fulham è ancora in corsa per giocarsi una salvezza che appariva utopistica fino a qualche settimana fa.

Anche nella partita persa nell'ultimo weekend contro il Manchester City, la squadra di Parker ha mostrato tutta la qualità della propria organizzazione: in particolare in fase di prima pressione e di prima costruzione si è vista una squadra poco incline ad atteggiamenti conservativi. Nel caso della prima pressione si nota l'esempio di mischiare concetti di copertura di linee di passaggio a marcature a uomo prestabilite sui centrocampisti: nell'esempio che vi porto potete notare come Anguissa, giocatore che si era ben disimpegnato già lo scorso anno a Villarreal e che si sta confermando su alti livelli anche in questa stagione in Premier. segua a uomo per tutto il campo Rodri al fine di non fargli ricevere palla; stesso tipo di attenzione ce l'aveva l'ex juventino Mario Lemina su Bernardo Silva.

Dall'altra parte abbiamo un Leeds la cui classifica è decisamente più tranquilla, tuttavia il Fulham non può fare affidamento a considerazioni di questo tipo quando ti tocca affrontare una squadra allenata da Marcelo Bielsa che dal punto di vista dell'intensità di gioco difficilmente molla qualcosa al proprio avversario di turno.

Del modo di giocare della squadra di Bielsa ne ho già disquisito nei miei post precedenti: il 4-1-4-1 dei Whites sta portando la squadra al raggiungimento di una salvezza molto tranquilla unitamente ad un'espressione di gioco di altissimo livello, soprattutto alla luce delle difficoltà che molte squadre in Premier stanno trovando nell'esprimersi su ritmi di gioco elevati come da tradizione del principale campionato inglese. Ed invece la metodologia di lavoro del maestro di Rosario ha permesso a questa squadra di continuare a mostrare quanto di buono già visto negli anni precedenti in Champions.

Come per il Fulham, sono i meccanismi di pressione il fiore all'occhiello del Leeds: l'approccio di Bielsa è ancora più portato al duello individuale ed all'orientamento sull'avversario diretto, un approccio parecchio dispendioso ma che spesso e volentieri raccoglie dividendi così come può portare a far saltare la fase difensiva della squadra (basti ricordare i 6 goal presi dal Manchester United nella sfida di Old Trafford), tuttavia la classifica mostra la bontà del lavoro di Bielsa, così come gli indicatori statistici relativi al PPDA (6,85, per distacco il migliore del campionato) ed alla percentuale di passaggi riusciti degli avversari (pari al 73,3%, peggio solo di Eibar e Bayer Leverkusen in tutta Europa). Gli esempi nei fermo immagine a fianco sono presi rispettivamente dall'ultima vittoria in campionato, quella contro il Southampton, e l'ultima partita disputata, ossia quella contro il Chelsea, dove la squadra di Bielsa ha soffocato ogni tipo di manovra della squadra di Tuchel. Come si nota dagli esempi è forte l'orientamento sull'avversario in fase di possesso così come è alto il livello di aggressività ogni volta che il pallone viene giocato all'indietro da parte dell'avversario: la postura del corpo die giocatori è proiettata in avanti, un elemento su cui Bielsa lavora in maniera incessante durante i suoi allenamenti.

Come abbiamo visto, dunque, si affrontano due squadre molto ben preparate dai rispettivi allenatori: all'andata il Fulham era decisamente indietro come idea di squadra ma riuscì comunque a giocarsi la partita che termino con un 4-3 che ben rappresenta il modo di intendere il calcio da parte dei due allenatori e ben assorbito dalle relative squadre.


NIZZA -MARSIGLIA (SABATO ORE 17)

Nizza e Marsiglia tornano ad affrontarsi poco meno di un mese dopo il recupero della sfida non disputata ad ottobre per i focolai di COVID di cui le squadre stavano soffrendo: rispetto a come avrebbero dovuto affrontarsi ad ottobre queste due squadre sono molto cambiate a causa di diverse vicissitudini che hanno dovuto affrontare nel corso di questa particolare stagione e che cercano in questo finale di stagione di ritrovare un filo del discorso perso nei mesi precedenti.

La formazione nizzarda, non ostante le importanti ambizioni della proprietà, non sta disputando una stagione all'altezza delle aspettative: la motivazione sta nella difficoltà che la squadra ha mostrato nel digerire le scelte tattiche di Patrick Vieira, sollevato dall'incarico dopo la pesante eliminazione nei gironi di Europa League. Il Nizza ha mostrato parecchie difficoltà a far progredire il gioco e neanche il cambio in panchina, con la promozione di Ursea a capo allenatore, ha favorito un reale cambiamento per la formazione rossonera.

Sul mercato di gennaio il club ha provato a rinforzare il reparto difensivo con l'acquisto di Saliba, ottimo difensore messo ai margini da Arteta all'Arsenal, tuttavia le difficoltà quando l'avversario è in possesso palla restano molto evidenti e numericamente evidenziato dalle statistiche difensive. La squadra di Ursea è quella che, assieme al Montpellier, subisce il maggior numero di tiri a partita in campionato. 

Fonte dati Fbref / StatsBomb
Le difficoltà della squadra sono proprio frutto del sistema di gioco che prevede un prolungato possesso palla che molto spesso ristagna nella propria metà campo e fatica a progredire in avanti e che, spesso e volentieri, espone la squadra una volta perso il possesso: questa situazione si acuisce maggiormente nelle partite interne, dove giocoforza gli spazi per far progredire il gioco sono inferiori e la squadra nizzarda è comunque costretta a fare la partita ed esporsi alle transizioni avversarie. Come si evince dal grafico sopra, il possesso palla del Nizza ristagna troppo in zone basse del campo ed è troppo orizzontale: la percentuale di avanzamento del campo e quella di passaggi sulla trequarti mostra chiaramente quanto già visibile osservando la squadra giocare. 

Le potenzialità della squadra, tuttavia, restano molto elevate vista la grande quantità di prospetti presenti in rosa, su tutti l'esterno d'attacco Amine Gouri, capocannoniere della squadra con 11 reti e sicuramente notizia migliore di questa stagione per la squadra nizzarda.

Anche il Marsiglia ha subito tante peripezie in questa stagione: una situazione societaria complessa, unita ad un ambiente facilmente infiammabile e con un allenatore poco propenso a compromessi ha portato la situazione ad esplodere nel giro di poche settimane in concomitanza con il periodo del mercato invernale. Alla fine di questo periodo turbolento (per usare un eufemismo) Villas-Boas ha rassegnato le dimissioni, il board del club è totalmente cambiato mentre la tifoseria a fine gennaio ha pensato bene di assaltare il centro sportivo della squadra. In questo contesto la squadra ha iniziato una pesante striscia negativa culminata poche settimane fa con la sconfitta in Coppa di Francia contro il Perpignan, squadra di quarta serie.

Per cercare di ricostruire un discorso tecnico, la prima scelta della nuova dirigenza è stata quella di consegnare la squadra nelle mani di un tecnico come Jorge Sampaoli, profilo senza dubbio perfetto per riaccendere l'entusiasmo in una piazza come quella di Marsiglia.

Nelle prime partite seduto sulla panchina del Marsiglia, il tecnico argentino ha mostrato subito quali sono le sue intenzioni tattiche: lo schieramento in campo dovrebbe portare alla ricostituzione del 3-3-3-1 di matrice bielsista. Ovviamente, però, il bielsismo di cui si nutre il gioco di Sampaoli non è esclusivamente riconducibile al modulo utilizzato ma deve portare avanti anche dei principi di gioco che al momento sono lontani dall'essere realizzati sul campo.

Fonte mappa Between The Posts
Il 3-3-3-1 di Sampaoli sulla carta è esemplificato dalla passmap qui a fianco: i tre centrali difensivi rappresentano la prima linea, e la prima novità voluta da Sampaoli è l'inserimento di Balerdi in pianta stabile nella linea difensiva a 3; la secondo linea è creata dal vertice basso di centrocampo, ossia Kamara, sul quale Sampaoli ha accettato la trasformazione in quella posizione voluta da Villas-Boas, ed i due esterni; le terza linea, invece, è composta dai tre trequartisti Payet, Thauvin e Khaoui che devono inventare per la punta che è Arkadius Milik. Proprio il centravanti arrivato a gennaio dal Napoli ha mostrato di essere molto a proprio agio al centro dell'attacco in questo progetto voluto da Sampaoli e chissà che non trovi finalmente quella continuità di rendimento che gli possa consentire di presentarsi da protagonistra al prossimo Europeo con la maglia della Polonia.

Dato lo schieramento tattico, i principi di gioco del tecnico argentino, tuttavia, non sono ancora stati messi in pratica: il Marsiglia in entrambe le fasi mostra un ritmo non in linea con quello che si addice ad una squadra di stampo bielsista. Le caratteristiche di giocatori come Payet e Thauvin difficilmente si sposano con la ricerca di ritmi alti, per cui sarà importante capire quali saranno le soluzioni che Sampaoli utilizzerà nel proseguimento della sua avventura. Nelle prime due partite sulla panchina del Marsiglia gli ingressi a gara in corso di Luis Enrique sulla sinistra e di Cuisance nella batteria dei tre uomini alle spalle della punta si sono dimostrati essere decisivi nelle vittorie finali delle due partite: chissà che a partire dalla prossima partita Sampaoli non inizi a prendere decisioni forti in termini di gerarchie in campo.

La partita dell'Allianz Riviera, dunque, si presenta come un match tra due formazioni che stanno cercando di trovare un nuovo indirizzo dopo un'annata piena di difficoltà: le due squadre rappresentano le città più rappresentative delle diverse anime del Sud della Francia ma rappresentano anche due club le cui proprietà intendono portare la Ligue 1 verso direzioni molto più ambiziose, per questo ci aspettiamo che anche la proposta di calcio che porterà questa partita vada verso questo tipo di direzione.


REGGINA - CHIEVO VERONA (DOMENICA ORE 15)

La serie B sta entrando ormai nella sua fase cruciale, dopo il turno infrasettimanale dello scorso martedì sono 9 le partite restanti da qui alla fine della regular season. Non ostante il calendario compresso e non ostante le grosse difficoltà economiche che molti club sono costretti ad affrontare in questa situazione, diverse squadre stanno mostrando il desiderio di proporre sistemi di gioco propositivi e con una propensione maggiore al rischio rispetto agli anni precedenti. Reggina e Chievo rientrano in questa categoria con proposte di gioco non sempre efficaci in termini di risultati ma molto riconoscibili dal punto di vista tecnico.

La squadra calabrese è tornata in B dopo diversi anni di assenza e dopo essere stata, nel primo decennio di questo secolo, presenza fissa in serie A: per l'anno del suo ritorno nella cadetteria il club ha deciso di costruire una squadra che unisse giocatori dalla prospettiva interessante e giocatori esperti dal nobile passato. Da una parte troviamo gente come Crisetig e Del Prato, dall'altra gente come German Denis e Jeremy Menez: ad accomunare questi profili c'è, indubbiamente, un'interessante cifra tecnica che, accompagnata dal dinamismo di gente come Folorunsho, Rivas ed anche Nicola Bellomo, ha reso questa squadra molto interessante da seguire.

A far rendere questa squadra al meglio delle proprie possibilità, però, è stato Marco Baroni: il tecnico ex Novara e Benevento ha trasformato la squadra che con il suo predecessore Toscano si schierava con un 3-4-1-2 che era valso la promozione in serie B ma che non sembrava essere altrettanto valido per il campionato di B. Dopo il cambio di allenatore ed il passaggio al 4-2-3-1 la squadra amaranto ha iniziato a girare con una media di 1,56 punti a partita che può essere senza dubbio definibile come una media da play-off.

Fonte Passmap @11tegen11_plots
Come si evince dalla passmap qui di fianco, lo schieramento creato da Baroni segue dettami moderni: sono riconoscibili i 5 uomini in fase di costruzione, composti dai 4 elementi della linea difensiva più uno dei centrocampisti centrali (in genere Crisetig, in questo esempio abbiamo Crimi); il secondo centrocampista centrale, invece, si associa al trequartista centrale in zona di sviluppo e rifinitura dove agiscono anche i trequartisti esterni che forniscono appoggio ai terzini in fase di sviluppo e si accentrano a creare densità in zona rifinitura. Altra particolarità della gestione Baroni è quella di ruotare diversi uomini nell'undici titolare sia a causa dei tanti impegni ravvicinati dovuti al calendario molto stretto della serie B, sia perché il tecnico di origini toscane può attingere da una rosa davvero ben assortita in termini qualitatitvi.


Fonte Passmaps @11tegen11_plots
Il Chievo, preso in consegna da Aglietti poco prima del lockdown nella scorsa stagione, è passato dal 4-3-1-2 con centrocampo a rombo ad un 4-4-2 maggiormente lineare ma con meccanismi molto particolari: i due esterni di centrocampo sono schierati, in gergo tecnico, a piede invertito, con il mancino Ciciretti che parte da destra ed il destrorso Garritano che parte da sinistra. Con uno schieramento di questo tipo ci si aspetterebbe in fase di possesso un 4-2-2-2 con i due esterni offensivi che si accentrano in zona di rifinitura, invece come emerge dalle passmap restano comunque schierati in ampiezza finché non ricevono palla: solo in quel momento conducono il pallone verso le zone centrali dove poi cercano di servire la giocata decisiva.

I fermo immagine qui rappresentano esemplificazioni di come il gioco del Chievo si sviluppi su catene esterne e tramite sovrapposizioni sugli esterni: nel primo caso abbiamo l'esterno che propone la sovrapposizione e l'altro esterno che attacca il secondo palo mentre le due punte tengono impegnati i centrali difensivi; nel secondo caso l'esterno si accentra per favore la sovrapposizione del terzino di parte: la maggior parte delle occasioni del Chievo sono create proprio utilizzando queste situazioni con cross verso l'area di rigore occupata dai due attaccanti ed il terzino opposto, oppure con un cut-back, ossia il passaggio all'indietro per il centrocampista centrale che arriva a rimorchio da dietro prendendo in controtempo le linee difensive avversarie.

Questa situazione e questa strategia aveva portato la formazione clivense ad essere in piena corsa per la promozione diretta fino al mese di gennaio; nel momento in cui, tuttavia, gli avversari hanno iniziato a bloccare queste combinazioni esterne, la squadra di Aglietti non si è mostrata in grado di trovare soluzioni di gioco alternative che l'hanno portata ad una serie negativa con 1 sola vittoria ed 1 pareggio nelle ultime 7 partite.

La classifica vede le due squadre distanti 7 punti: la sconfitta della Reggina a Brescia nel corso del turno infrasettimanale ha tolto agli uomini di Barone parte delle chances di riaccodarsi alla zona play-off che è distante 6 punti, tuttavia l'ottima media punti degli amaranto, unitamente alla serie negativa del Chievo rende questo match un crocevia importante per definire le gerarchie della zona play-off e se possa essere aperta ad un maggior numero di contendenti.

Friday, 11 December 2020

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 10



Quello in arrivo è un weekend con due derby che si presentando da soli come quello di Manchester e Madrid (soprattutto quest'ultimo potrebbe essere dare un indirizzo molto delineato alla Liga), mentre in Francia la rivalità tra PSG e Lione avrà un nuovo capitolo domenica sera che potrebbe sovvertire o consolidare le gerarchie del campionato francese. Oltre a questi incontri di cartello che nobilitano questo weekend calcistico, come da mia abitudine, vi consiglio altre partite meritevoli di considerazione, questa settimana le partite scelte sono 4.


MARSIGLIA-MONACO (SABATO ORE 17)


La Ligue 1 continua ad essere dopo 13 giornate molto incerta grazie ad una concorrenza che sta rendendo la vita difficile ai tentativi di fuga del PSG che domenica sera affronterà il Lione in una sfida tutta da seguire, tuttavia la partita che merita la considerazione per questo weekend è la sfida tra Marsiglia e Monaco, due squadre che con un percorso tecnico diverso e con difficoltà diverse stanno tenendo il passo delle migliori con addirittura i marsigliesi che sono la potenziale capolista del campionato viste le due partite da recuperare sulla concorrenza.

La squadra di Villas-Boas ha costruito un'identità di squadra molto solida e basata su un possesso basso molto insistito cercando di affidare la rifinitura alle giocate individuali dei trequartisti a sua disposizione (Payet, Thauvin, Sanson e Cuisance).

Dall'analisi delle passmaps delle ultime due partite di campionato (fonte Between the Posts) si nota abbastanza chiaramente la tendenza della squadra marsigliese a tenere un baricentro non troppo alto, con l'impostazione gestita dai due centrali difensivi e da Rongier con Kamara che resta basso semplicemente per dare equilibrio allo schieramento e permettere ai terzini di dare maggiore ampiezza in zone più alte del campo, per il resto sono le rotazioni dei tre uomini alle spalle di Benedetto a cercare di trovare la giocata per disordinare le difese avversarie, un sistema molto elaborato e che porta pochi giocatori ad invadere la trequarti avversaria e che sta raccogliendo dividendi in campionato in termini di risultati (come detto in premessa il Marsiglia è potenzialmente primo in classifica) ma meno dal punto di vista statistico (la squadra ha un saldo xG negativo, seppur di poco), il che significa che senza un innalzamento del livello di gioco le overperformance riscontrate finora possono portare ad una regressione dei risultati, cosa che è ben riscontrabile nelle prestazioni in Champions League, dove la squadra di Villas-Boas ha raccolto solo una vittoria nel proprio girone ed ha dovuto dunque abbandonare l'Europa.

Dall'altra parte il Monaco rappresenta un progetto di gioco molto più aggressivo e propositivo con, ovviamente il rovescio della medaglia di lasciare spazi in transizione che la espongono a livello difensivo. Il 4-2-3-1 di Kovac si trasforma in un 4-2-4 in fase di possesso o ancor meglio un 2-4-2-2 con i terzini che si alzano a livello dei due centrocampisti centrali ed i due esterni d'attacco che si accentrano nei mezzi spazi, in questo contesto trovano il loro habitat naturale Kevin Volland che è libero di muoversi su tutto il fronte d'attacco per sfruttare e creare spazi e soprattutto sta esplodendo Soufiane Diop

Come si evince dal grafico elaborato tramite i dati del sito FbRef possiamo vedere tra i giocatori nati dopo il 2000 quali sono i giocatori maggiormente creativi della Ligue 1, dove troviamo elementi già nominati dai miei post precedenti come Adli, Aouchiche, David e Gouiri, alle loro spalle ecco che si erge l'esterno offensivo del Monaco che, a differenza degli altri gioca in posizioni spesso defilate ed anche arretrate, ha messo a referto più di 3 occasioni create a partita. All'apporto di Diop si aggiunge, invece, un giocatore che di primavere alle spalle ne ha molte di più, ossia Cesc Fabregas, a cui Kovac ha affidato il ruolo di super sub nei momenti in cui la squadra necessita di trovare una certa organicità in campo, sistemato in posizione di trequartista lo spagnolo dispensa la sua sapienza calcistica e la sua tecnica ed il riconoscimento degli spazi da attaccare: la partita simbolo dell'ex Arsenal e Barcellona in questa stagione è stata la partita contro il PSG in cui entrato nel secondo tempo sullo 0-2 ha sostanzialmente da solo permesso al Monaco di ribaltare la partita.

Con questi elementi a disposizione l'ex tecnico del Bayern Monaco sta progressivamente ricostruendo una squadra in grado di tornare in zone che di classifica confacenti al blasone del club ed i propositi della proprietà, questo sta avvenendo grazie ad una strategia di gioco molto aggressiva che, nel momento in cui sarà in grado di gestire le transizioni avversarie (e, dati gli uomini a disposizione tra Fofana e Tchouaméni davanti alla difesa e Badiashile e Disasi al centro della difesa la cosa non mi sembra impossibile se viene fatto il giusto lavoro su di essi) potrebbe tornare ad essere una squadra in grado di tornare a competere per la Champions e per il campionato; questa squadra rappresenta il banco di prova, dunque, per le ambizioni del Marsiglia in una partita in cui entrambe le squadre cercheranno di avere il pallone e riconquistarlo quanto prima possibile, chi sarà in grado di uscire dalla pressione avversaria in maniera più brillante avrà la meglio in questa partita, per cui le strategie in tal senso di Villas-Boas e Kovac saranno decisive per stabilire chi avrà il comando della partita e, se equilibrio sarà, toccherà allora ai vari Payet, Thauvin, Diop Fabregas e Gelson Martins trovare la giocata per romperlo l'equilibrio.


ZENIT SAN PIETROBURGO - DYNAMO MOSCA (SABATO ORE 17)


Il campionato russo vive il suo penultimo weekend prima della pausa invernale che terminerà a fine febbraio, il bilancio, al momento, del calcio russo per club resta abbastanza povero in termini di risultati a livello europeo, con il solo Krasnodar che rappresenterà la nazione nella fase ad eliminazione diretta delle coppe europee grazie alla retrocessione in Europa League ottenuta ai danni del Rennes nel girone E della Champions League.

Tra le protagoniste negative della campagna europea delle squadre russe ci sono Zenit e Dynamo Mosca, le due squadre che si affrontano sabato in una sfida che potrebbe avere risvolti molto importanti per l'andamento di questo campionato che, come quasi tutti i campionati in Europa, vivono di grande equilibrio con le prime tre della classifica (Zenit, Spartak e CSKA) in 3 punti e un altro gruppetto di 4 squadre (Dynamo, Rostov, Lokomotiv e Sochi) distanziate tra 5 ed 8 punti dalla vetta.

Lo Zenit per il secondo anno consecutivo è uscito malamente dal girone di Champions League di cui era testa di serie mostrando ancora una volta di avere una rosa non in grado di competere a livello internazionale non ostante la presenza di nomi importanti come Malcom, Driussi ed anche lo stesso Azmoun, tuttavia la squadra di Semak ha mostrato di non avere una chiara strategia di gioco, così come mostrato in campionato, dove le individualità riescono a sopperire alla mancanza di coralità della squadra, mentre in Champions determinati giocatori non hanno mostrato di poterlo fare.

Il gioco della squadra fatica a progredire mediante uno sviluppo della manovra palla a terra, uno dei motivi è, come detto sopra, l'assenza di una reale strategia, ma il più importante è, a mio parere, la presenza di Dzyuba li davanti che spesso e volentieri viene utilizzato come target per i lanci in avanti e poter quindi lavorare sulla seconda palla o sulle triangolazioni strette con il trequartista che si inserisce. Come si evince dalle statistiche elaborate da WhoScored lo Zenit è la squadra che riesce a mettere a segno più lanci lunghi di tutti, a dimostrazione dell'importanza che ha questa mossa per il gioco della squadra di Semak.




Per la Dynamo, invece, la stagione europea è finita in maniera ancora più prematura, eliminata nei preliminari dell'Europa League, tuttavia la squadra allenata da Schwartz, come già indicato in un post dedicato nelle settimane precedenti, sta seminando un percorso che potrebbe portare a delle soddisfazioni sia in termini di risultati, sia in termini di sviluppo di elementi russi in grado di avere un valore in prospettiva migliore rispetto alla generazione attuale.



Tra i giocatori che si stanno mettendo in luce nella squadra moscovita abbiamo diversi elementi di grande interesse sotto i 23 anni: dalla grafica di WhoScored filtrata per i migliori giocatori russi del campionato aventi meno di 25 anni, troviamo ben 4 elementi della Dynamo, con l'esterno sinistro offensivo Daniil Lesovoy che ha il miglior rendimento all'interno di questa classifica che include anche il centrale difensivo Evgeniev, il terzino sinistro Dmitri Skopintsev e soprattutto la mezzala Daniil Fomin, giocatore indispensabile nel sistema di Schwartz in grado di poter giocare da centrale nel 4-2-3-1, ma anche alzarsi in zona di rifinitura nel 4-1-4-1 mostrando ottime capacità sia in fase di sviluppo che di rifinitura ma anche di finalizzazione grazie ad ottime capacità in fase di inserimento, insomma quello che si definirebbe un centrocampista completo, così come già segnalato in un mio precedente post a riguardo e che a partire dallo scorso ottobre è entrato nel giro della nazionale russa.

Insomma quella di sabato a San Pietroburgo è una sfida tra la squadra che rappresenta la massima forza del calcio russo e, dunque la più recente tradizione, e quella che sta cercando di portare un rinnovamento in termini di qualità di gioco ed individuale, a questo si aggiunge la classifica corta a dare un valore importante anche in termini di classifica.


LA FINALE DI MLS CUP (DOMENICA ORE 1.30)


Come tradizione la prima metà di dicembre è quella che assegna il titolo nella MLS e, negli ultimi anni tradizione nella tradizione è quella di trovare i Seattle Sounders a giocarsi il titolo, visto che con quella della notte tra sabato e domenica, saranno 4 finali nelle ultime 5 edizioni; a sfidare la squadra di Brian Schmetzer saranno i Columbus Crew che ospiteranno la sfida al MAPFRE Stadium.

La squadra che ospiterà la finale è giunta fin qui grazie ad un cammino netto nei playoff, frutto di uno stile di gioco molto tecnico e propositivo che ha visto la squadra allenata da Caleb Porter crescere progressivamente nel corso della stagione dopo un'annata (quella 2019) che li ha visti fuori dai playoff, tuttavia il tecnico ed il club hanno deciso di costruire una squadra adatta al tipo di gioco da voler proporre, basato sul possesso palla e su una costruzione che parta dai difensori centrali e che si sviluppi sugli esterni; in questo contesto sono stati molto utili gli arrivi di Zelaryan a supporto della punta Zardes, così come quello del centrocampista ex Atlanta Nagbe davanti alla difesa che, assieme a Artur (autore del goal della vittoria nella finale di Conference contro New England) formano un'ottima cerniera davanti alla difesa oltre ad ottime qualità di resistenza al pressing in fase di possesso, a questo si aggiunge una coppia centrale difensiva di esperienza formata da Afful e Jonathan Mensah, classe 1990, che qualcuno dalla memoria importante può ricordare da ragazzo vestire la maglia dell'Udinese.

Anche Seattle è costruita allo stesso modo, con un giocatore come Lodeiro e Cristian Roldan che sviluppano il gioco per innescare il centravanti peruviano Ruidiaz o i tagli dell'esterno offensivo Jordan Morris, tuttavia ciò che contraddistingue i Sounders è la grande forza mentale che la squadra mostra in un contesto come quello dei playoff, altrimenti sarebbe difficile spiegare la rimonta completata nei 15' minuti finali della finale di Conference contro Minnesota in cui la squadra di Schmetzer è stata in grado di rimontare da 0-2 ottenendo l'accesso alla quarta finale nelle ultime 5 stagioni. 


Avendo le due squadre uno stile molto simile in fase di possesso, dove invece vediamo la differenza è sulla fase di non possesso, dove (seppur limitatamente alle partite dei playoff fin qui disputate) si nota una maggiore aggressività dei Sounders rispetto a Columbus, dato desumibile dalla quantità di tackles effettuati dai campioni in carica contro il dato degli intercetti che vede chiaramente avanti la squadra che ospiterà questa finale che preferisce, invece, difendere con un blocco compatto chiudendo gli spazi agli avversari. E' dunque alta la probabilità di vedere una partita che si deciderà probabilmente su questo aspetto, ossia la capacità di Columbus di usare le proprie qualità in fase di possesso per superare l'aggressività di Seattle, ma ovviamente non sarà solo questo, la forza mentale e l'abitudine a queste sfide da parte della squadra di Schmetzer potrebbe essere la chiave di volta anche per questa finale, per cui Columbus dovrà restare in partita ed imporre il proprio gioco fino alla fine per portare a casa la MLS CUP. 


ATALANTA-FIORENTINA (DOMENICA ORE 15)


La Serie A mette in scena nel weekend un turno in cui non sono previsti scontri diretti, per cui potrebbe essere l'occasione per dare una prima scrematura delle posizioni in vetta alla classifica ed iniziare ad allungarla: per questo molte sfide rappresentano appuntamenti cruciali per molte protagoniste del campionato, una su tutte è l'Atalanta di Gasperini che ha raggiunto in settimana il secondo passaggio consecutivo alla fase ad eliminazione diretta della Champions League e che adesso proverà a riaccodarsi alle zona alte della classifica anche in campionato.

La squadra di Gasperini è alle prese con un processo (non so quanto voluto) di trasformazione del modo di giocare della squadra, decisamente meno aggressivo e dai ritmi più blandi rispetto alle scorse stagioni: sono tante le ragioni che hanno portato a questa situazione ma opinione personale è che il passaggio così breve tra il quarto di finale contro il PSG e l'inizio della nuova stagione abbia svuotato fisicamente e psicologicamente la squadra che fatica a reggere i ritmi di lavoro dello staff di Gasperini, generando quindi una condizione deficitaria in molti interpreti (vedi Zapata e Papu Gomez su tutti) che va ad influire sull'esecuzione dei meccanismi ormai oliati da 5 anni, non è un caso che gli elementi che meglio stanno facendo in questo periodo sono Romero e Pessina, ossia i due elementi di novità nella rosa in questa stagione.

Nella partita vinta in settimana contro l'Ajax e che è valso il passaggio agli ottavi di Champions si nota come la squadra bergamasca si difenda ormai con un blocco compatto e medio-basso (nel fermo immagine trovate tutti i 10 giocatori di movimento) senza però perdere la specificità dell'orientamento sull'uomo, anche il dato del PPDA conferma questo nuovo approccio dei nerazzurri, con un valore di 9,66 che la assesta in una posizione di metà classifica in questa specifica statistica.



Ad affrontare questa "nuova" Atalanta ci sarà una squadra che cambia sempre pelle ma senza cambiare il senso della propria stagione, ossia la Fiorentina, prima ed unica squadra (al momento) ad aver cambiato allenatore in serie A in questa stagione. Il passaggio da Iachini a Prandelli non ha ancora portato a dividendi in termini di risultati, tuttavia il tecnico di Orzinuovi sta cercando di portare dei cambiamenti in termini di mentalità ancor prima che tattici, prediligendo un calcio fatto di possesso palla (d'altronde con la miriade di giocatori tecnici che si ritrova in rosa il calcio reattivo e di transizioni di Iachini comprimeva molto le qualità di molti elementi) ma soprattutto un orientamento all'uomo in fase di non possesso per cercare di recuperare rapidamente il possesso.

Come si evince da quanto elaborato dal sito Understat dal momento dell'insediamento di Prandelli la squadra viola è al terzo posto in termini di PPDA, a conferma che almeno questo cambio di strategia sta raccogliendo i suoi frutti, in molti potrebbero obiettare il fatto che l'aver giocato due partite interne contro Benevento e Genoa possa aver influito sul dato, ed invece anche nella partita di San Siro contro il Milan l'indice PPDA (7,92) è in linea con la media di queste tre partite (7,86). Indubbiamente ciò che è mancato alla squadra fiorentina in queste partite è la capacità in fase di rifinitura e finalizzazione, dove sinceramente continuo a vedere grosse difficoltà a far coesistere Ribery e Castrovilli che tendono ad occupare la stessa porzione di campo piuttosto che creare una catena con Biraghi, così come restano un mistero le prestazioni delle punte a disposizione di Prandelli (Vlahovic, Cutrone e Kouame), per cui staremo a vedere come e se Prandelli riuscirà a trovare una quadratura a questo cerchio che sembra tutt'altro che perfetto.

Questo Atalanta-Fiorentina, dunque, rischia di essere una partita giocata con strategie opposte rispetto a quelle viste negli ultimi precedenti, con una Fiorentina che potrebbe essere, stando a questi recenti sviluppi della strategia di gioco, maggiormente aggressiva contro un' Atalanta, invece, maggiormente attendista, per questo la sfida del Gewiss Stadium è la partita tatticamente e tecnicamente più stimolante di questa giornata.

Friday, 14 February 2020

Cosa vedere nel weekend #18


Il weekend in arrivo è quello che accompagna al ritorno delle coppe europee con gli ottavi di Champions ed i sedicesimi di finale di Europa League, ma sono tanti gli spunti di interesse nei vari campionati, visto che siamo in quel periodo della stagione in cui il lavoro di programmazione delle varie società può essere giudicato con maggiori dati a disposizione e dove i risultati cominciano ad avere un peso per le sorti della stagione.

Come di consueto per ciascuno dei 5 principali campionati europei ho segnalato la gara da seguire e che ho presentato con i dati a mia disposizione.

SERIE A

Il nostro campionato arriva alla quinta giornata del girone di ritorno in una situazione di classifica poco pronosticabile alla vigilia della stagione, con tre squadre in vetta alla classifica divise da un solo punto, infatti la sconfitta della Juventus a Verona sabato scorso ha mostrato delle difficoltà enormi della formazione bianconera in relazione allo stato di forma di alcuni suoi elementi, il che alimenta le speranze di Inter e Lazio di far cadere dal trono la squadra di Sarri, tuttavia nel prossimo weekend le due squadre dovranno ulteriormente mostrare quanto forte possa essere la loro candidatura affrontandosi nello scontro diretto dell'Olimpico che è la partita che andremo a presentare, inoltre non possiamo non menzionare un'altra grande partita, ossia la sfida di sabato sera tra l'Atalanta e la Roma, un match che avrà un peso non banale nella lotta per il quarto posto tra le due squadre.


LAZIO - INTER (DOMENICA ORE 20.45)


La sfida di domenica sera potrebbe diventare un crocevia per la lotta allo Scudetto, uno scenario che i tifosi interisti speravano di poter vedere realizzato con l'arrivo di Antonio Conte, mentre in pochi si aspettavano di trovare la Lazio così in alto ad inizio stagione, una dimostrazione da ambo le società che una corretta e ben definita programmazione è la strada maestra per raggiungere risultati importanti, cosa che negli anni passati è mancata a chi ha lanciato il guanto della sfida alla Juventus.

La programmazione della Lazio nasce da scelte programmatiche ben definite da parte della società da diversi anni, una lucidità che può apparire sorprendente visti i danni che è capace di fare Claudio Lotito quando non veste i panni del presidente della Lazio; la società bianco celeste ha affidato a Simone Inzaghi (dopo il rapido naufragio del progetto Bielsa) un gruppo di giocatori con cui costruire qualcosa di importante nel lungo periodo, ed è così che dopo 4 anni il 3-5-2 del tecnico piacentino si è costantemente evoluto in termini di interpreti e di forza offensiva sopperendo anche a periodi difficili come il finale della stagione 2017-2018 dove in poche settimane la Lazio ha visto farsi sfuggire una semifinale di Europa League ormai nelle proprie mani, così come la qualificazione alla Champions League con l'ormai iconico goal di Vecino all'ultima giornata.

Fu proprio l'Inter a togliere quella qualificazione alla Champions alla Lazio, grazie a quel goal di Vecino la società nerazzurra ha potuto iniziare a programmare la propria risalita al vertice con Spalletti che, tra alti e bassi e tante vicissitudini ambientali, è riuscito a conservare la posizione in Champions League per poi essere messo da parte per dare il via alla fase 2 del progetto della proprietà cinese, ossia l'arrivo di Antonio Conte in panchina e la ricostruzione di uno spogliatoio logoro iniziata con l'affaire Icardi proprio un anno fa.

I risultati di questo lavoro sul campo si tramutano nella scelta dello stesso modulo di partenza (il 3-5-2) ma con sfumature evidentemente diverse per via delle caratteristiche dei giocatori: la Lazio ha un approccio flessibile basato su un baricentro tendenzialmente basso in fase di non possesso ed una ricerca della verticalizzazione o del passaggio vincente mediante le giocate individuale dei suoi interpreti offensivi, in particolare utilizzando l'infinita tecnica e visione di gioco di Luis Alberto e la fisicità di Milinkovic-Savic quando la soluzione richiesta è quella di alzare il pallone, mentre se è necessario andare al largo allora gli sprint di Manuel Lazzari sulla fascia destra sono una fonte alternativa di azioni pericolose (24 passaggi-chiave fino a questo momento per l'ex Spal).

Dai dati reperibili dal sito della Lega Serie A, si evince numericamente quanto sopra, con un baricentro più basso e meno aggressivo (vedi dato dei falli commessi) rispetto a quello dell'Inter ma con un maggiore volume offensivo dettato dal sistema di impostazione che prevede una rete di passaggi inferiore rispetto alla squadra di Conte ma che genera un maggior numero di tiri e passaggi-chiave ed assist; il vestito tattico di Inzaghi, dunque, oltre ad essere facilmente riconoscibile è eseguito sempre molto bene grazie al fatto che il sistema permette a ciascuno dei giocatori utilizzati di esprimersi al proprio meglio.

Di contro il sistema voluto da Conte si basa su un approccio diverso con una fase di possesso più ragionata ma che non prevede un particolarmente coinvolgimento dei centrocampisti avanzati alla costruzione della manovra bensì hanno il compito di creare spazi per permettere di servire le due punte Lukaku e Lautaro, la cui connessione è fondamentale per il sistema di Conte (anche confrontandolo con le sue esperienze pregresse su altre panchine), questo spiega un approccio che ad occhio sembra molto diretto ma che, numeri alla mano, è più paziente di quello che sembra, con una continua ricerca di far partire l'azione dal basso,  un equivoco che ha portato all'ormai famigerato scontro verbale tra Conte e Capello sull'utilizzo del termine "contropiede" per identificare il sistema nerazzurro.

A rendere l'Inter una squadra aggressiva sono i dati relativi al recupero palla, la classifica reperibile sempre dal sito della Lega Serie A vede la squadra nerazzurra molto in alto in questa graduatoria, molto più in alto dei suoi avversari di domenica sera, dato confortato anche dal dato sul baricentro della squadra (52,07 metri, vedi immagine precedente) e sui falli commessi (14,91). Messi insieme questi numeri ne viene fuori l'identità di una squadra che sa stare alta in campo e che una volta in possesso fa muovere la palla con pazienza con l'obiettivo di raggiungere le due punte per poi riaggredire subito in caso gli attaccanti non riescano a raccogliere la palla, questo sistema non produce grandi numeri offensivi comparati a quelli della Lazio, ma genera numeri importanti a livello difensivo con il miglior dato di tutto il campionato relativamente agli xG subiti ed ai tiri in porta subiti.

La sfida dunque, oltre ad avere un valore importante, seppur non decisivo, per la classifica, sarà una grande battaglia tattica tra i due allenatori, da un lato l'Inter tenterà di tenere la Lazio lontana dalla propria metà campo, magari prendendo come riferimento l'aggressività mostrata dalla Roma nel derby, dall'altra parte la Lazio tenterà di far correre all'indietro l'Inter sfruttando la tecnica di Luis Alberto e Milinkovic-Savic per resistere all'aggressività del centrocampo dell'Inter, probabilmente a decidere l'esito saranno i tanti duelli individuali che potrebbero andare a crearsi a causa dello schieramento tattico simile ed anche la tenuta atletica che potrebbe piegare l'esito del match da una parte o dall'altra a seconda di chi starà meglio nei minuti finali. 

PREMIER LEAGUE

Nel weekend si completa il turno numero 26 di Premier, il primo della storia disputato in due settimane differenti per permettere ai giocatori delle 20 squadre di tirare il fiato dopo l'intenso calendario di dicembre e gennaio; tra le squadre impegnate in questo weekend la nostra attenzione va sul nuovo Arsenal di Mikel Arteta, chiamato a tramutare in risultati vincenti i progressi evidenziati in termini tattici nelle ultime settimane, soprattutto alla luce degli impegni in FA Cup ed Europa League che possono rilanciare i Gunners.

ARSENAL - NEWCASTLE (DOMENICA, ORE 17.30)


Il 20 dicembre i Gunners hanno deciso di affidare la panchina a Mikel Arteta con lo scopo di riaprire una nuova era dopo la prematura fine della gestione Emery: al tecnico basco il club del nord di Londra richiede di restituire all'Arsenal l'identità creata da Wenger basata sul possesso palla e dare maggior spazio ai giocatori tecnici. Dopo un paio di partite di assestamento Arteta ha iniziato il lavoro di costruzione dell'identità della squadra mediante la creazione di un sistema che permetta a tutti i migliori giocatori a disposizione in rosa di potersi esprimersi al meglio, in particolare nei post precedenti avevamo evidenziato le difficoltà di Emery di far coesistere Aubameyang, Lacazette e Pepè nello stesso schieramento ed Arteta sembra aver trovato la ricetta giusta.

Dalla passmap della partita contro lo Sheffield United si nota lo scaglionamento della squadra che parte da un 4-2-3-1 di base ma con delle rotazioni in fase di possesso ben definite: la prima manipolazione è data dalla posizione di Xhaka che si abbassa alla sinistra dei due centrali per permettere a Saka di alzarsi a sinistra e permettere ad Aubameyang (in questo caso sostituito da Martinelli causa squalifica del gabonese) di accentrarsi al fianco di Lacazette mentre l'ampiezza a destra è data da Pepé; questo schieramento, inoltre, ha permesso ad un giocatore spesso indeciso in fase difensiva come David Luiz di agire con più agio vista la protezione che gli viene data da Xhaka e soprattutto ha restituito su livelli altamente competitivi Mesut Ozil, chiamato ad agire nel ruolo di rifinitore e talmente a suo agio dal non far mancare il suo apporto anche in fase di non possesso. Da quando Arteta è passato a questo schieramento i risultati sono stati parzialmente positivi con una sola vittoria e 4 pareggi nelle cinque partite in questione a cui si aggiunge il passaggio dei due turni di FA Cup contro Leeds e Bournemouth, tuttavia il cartello lavori in corso è ancora appeso alla porta dello spogliatoio dei Gunners, la partita contro il Newcastle dovrà servire a dare maggiori certezze sul nuovo percorso tecnico iniziato dalle parti dell'Emirates Stadium.

Il Newcastle rappresenta un banco di prova importante per l'Arsenal data la capacità degli uomini di Steve Bruce di chiudere ogni tipo di spazio agli avversari grazie ad un approccio deliberatamente speculativo facilmente riconoscibile tramite le analisi di numeri abbastanza basilari: come si evince dalle statistiche di WhoScored il Newcastle rinuncia sostanzialmente al possesso palla (39,8% il dato del possesso palla medio) e mantiene un baricentro bassissimo che la tiene lontana dalla metà campo offensiva (è la squadra con il minor tempo speso nella trequarti avversaria). 


In fase offensiva, invece, la squadra di Bruce, non ha particolari meccanismi per la gestione del possesso palla; semplicemente il pallone viene lanciato lungo cercando di servire immediatamente i giocatori offensivi, una strategia che si riassume sostanzialmente in palla a Joelinton e Miguel Almiron e speriamo che ci pensino loro, un sistema in cui Bruce sta cercando di inserire anche Saint-Maximin, grimaldello utile con i suoi dribbling quando la partita necessita una deviazione dal solito piano, ma gli infortuni stanno limitando il minutaggio dell'ex Nizza, che nelle ultime settimane sta trovando però un minimo di continuità, soprattutto in FA Cup dove i Magpies hanno raggiunto il quinto turno; la strategia in termini di numeri offensivi non sta avendo particolarmente successo visto che il dato dei tiri effettuati e degli xG prodotti è il più basso della lega. La strategia generale, invece, sta portando i suoi frutti in termini di punti in classifica dal momento in cui la squadra di Bruce si trova trova comodamente a metà classifica con meno punti da recuperare sulla zona europea rispetto a quelli da difendere sulla zona retrocessione al momento occupata dal West Ham e distante 7 punti.

LA LIGA

Il campionato spagnolo continua ad essere particolarmente appassionante con una classifica incerta per tutti gli obiettivi e con tante squadre che continuano ad evolversi in maniera molto interessante, a questo si aggiunge il fatto che quattro outsider si sono affrontate in settimana per le semifinali di Coppa del Re, insomma la Liga che si autocelebra come miglior lega del mondo lo fa non più solamente dall'alto della presenza di Real e Barcellona ma grazie alla presenza di tante altre realtà capaci di programmare dei percorsi tecnici ed economici interessanti, ben dimostrato dal fatto che anche piccole realtà sono capaci di fare grandi cose anche al di fuori dei confini spagnoli, ed è per questo che la mia scelta per il prossimo weekend, pur in presenza di sfide come Valencia-Atletico Madrid e Barcellona-Getafe, va su Siviglia-Espanyol, due protagoniste spagnole in Europa League.


SIVIGLIA - ESPANYOL (DOMENICA ORE 12)


Il match del Sanchez Pizjuan vede di fronte due delle tre contendenti spagnole all'Europa League che si affrontano quattro giorni prima dei rispettivi match in Europa, lo fanno partendo da due posizioni in classifica diametralmente opposte ma con un trend nelle ultime settimane inversamente proporzionale alla classifica delle due squadre, con il Siviglia che ha avuto una falsa partenza in questo 2020 con una sola vittoria in cinque partite facendola uscire dalla zona Champions; dall'altra parte l'Espanyol si è presentata al nuovo anno con il terzo cambio di panchina con Machin che ha lasciato il posto ad Abelardo e con il mercato invernale che ha portato in dote Raul de Tomas in attacco, Embarba a centrocampo e Leandro Cabrera in difesa, un cambiamento che sta permettendo ai Pericos di iniziare a risalire la china dopo aver chiuso il 2019 in coda alla classifica.

Dello stile di gioco introdotto da Lopetegui al Siviglia ne abbiamo già ampiamente parlato nei post precedenti, la strategia voluta dall'ex ct della Spagna è rimasta invariata dall'inizio della stagione ed è basata su un 4-3-3 con i due terzini che si alzano ed il vertice basso del triangolo di centrocampo (Fernando o Gudelj) che si abbassa tra i centrali in fase di possesso; i due interni di centrocampo hanno il ruolo di impostare il gioco e creare spazi nella trequarti avversaria dove i due esterni offensivi si associano ai terzini per cercare l'ingresso in area (Navas e Reguillon hanno collezionato 1,7 passaggi-chiave a partita), tuttavia ciò significa che, in assenza di Banega, le principali occasioni sono generate dai cross, ragione per la quale la pericolosità della squadra di Lopetegui ne esce indebolita specie se l'area non viene riempita a sufficienza, per questo motivo la fase offensiva spesso si appoggia alle giocate individuali dei tanti elementi di talento che Monchi ha consegnato a Lopetegui.

Nelle ultime due partite i sivigliani hanno raccolto un solo punto pareggiando in casa contro l'Alaves, come si evince dalle mappe dei passaggi effettuati in area di rigore i palloni sono sempre destinati in zone esterne dove difficilmente si trovano soluzioni di tiro efficienti, per questa ragione gli xG prodotti per tiro sono piuttosto bassi (0,9 secondo il modello di Between the Posts) portando come conseguenza una scarsa capacità realizzativa (32,4% dei tiri centrano lo specchio della porta, di cui solo il 26% vengono convertiti in rete, un dato, numeri alla mano, da parte destra della classifica).

 Dall'altra parte l'Espanyol sembra aver trovato, con l'arrivo di Abelardo, il giusto equilibrio in campo grazie al passaggio al 4-4-2 che ha eliminato tutte le sovrastrutture che, inutilmente, i suoi predecessori hanno cercato di implementare in una squadra che aveva perso l'identità della stagione precedente a causa dell'addio degli elementi chiave quali la punta Borja Iglesias ed il difensore centrale Mario Hermoso. Gli arrivi di gennaio hanno completato la trasformazione della squadra che adesso ha ritrovato un attaccante che da i giusti riferimenti offensivi (Raul de Tomas) e che meglio si accompagna alle caratteristiche di Calleri così come il ritorno al ruolo di mediano dell'ex Napoli David Lopez ha reso possibile la creazione di una linea a 4 di centrocampo in cui gente come Marc Roba, Sergi Darder ed il neo acquisto Embarba possono muoversi maggiormente a proprio agio. Il risultato è stato che la squadra ha raccolto 8 punti nelle ultime 5 partite con un saldo positivo tra xG realizzati ed xG subiti (come evidenziato dai dati UnderStats), saldo che era particolarmente negativo al termine del ciclo di Machin (-9,08, dato migliore solo a quello del Mallorca e del Valladolid).

Dato lo stato di forma delle contendenti ci si aspetta una sfida davvero molto interessante, soprattutto perché la partita si prospetta come un crocevia importante per i due allenatori per gli obiettivi finali e per guardare con più o meno ottimismo alle prossime due settimane fitte di impegni tra Liga ed Europa League.

BUNDESLIGA

Dopo il pareggio di domenica scorsa tra Bayern e Lipsia che tiene aperti i giochi nelle prime posizioni della classifica, il campionato tedesco presenta un turno in cui il compito più complicato ce l'ha il Borussia Dortmund che, reduce dall'eliminazione dalla Coppa di Germania e dalla sconfitta subita a Leverkusen, affronta in casa un Eintracht in grande forma grazie ai cambi tattici predisposti da Hutter, cui i rumors accostano proprio alla panchina giallonera al termine della stagione; per Bayern, Lipsia e Borussia Moenchengladbach impegni sulla carta meno complessi. La mia scelta per il weekend ricade, invece, sulla sfida tra Hoffenheim e Wolfsburg, un'occasione per scoprire da vicino queste due squadre dalle caratteristiche molto diverse e che ben rappresentano l'elevato livello tattico del campionato tedesco.


HOFFENHEIM - WOLFSBURG (SABATO ORE 15,30)


Quello tra Hoffenheim e Wolfsburg è un contrasto di stili tra una squadra (l'Hoffenheim) che basa il proprio gioco sul possesso palla e sulla manipolazione dello schieramento avversario, dall'altra una squadra (il Wolfsburg) che ama poco gestire la palla cercando di accedere il più rapidamente possibile nella metà campo avversaria.

Schreuder, che ha ereditato la panchina da Nagelsmann, ha mantenuto a Sinsheim la stessa flessibilità tattica del suo predecessore stabilendo tuttavia dei principi di gioco e delle strategie comuni in tutti gli schieramenti che ha utilizzato finora. 

 

Come si evince dalle passmaps qui esposte il possesso parte sempre dalla propria trequarti con i due esterni a creare spazio per la ricezione nella metà campo avversaria; consolidato questo sistema di gioco, l'allenatore olandese ha ottenuto dalla società una spesa di 30 milioni nel mercato di gennaio per gli arrivi di Bruun Larsen e Dabbur allo scopo di avere maggiori soluzioni negli ultimi metri da aggiungere a Kramaric ed il sorprendente armeno Adamyan, obiettivo neanche velatamente dichiarato è il ritorno in Europa distante appena 2 punti non ostante un inizio di 2020 privo di continuità, la partita contro il Wolfsburg è l'occasione per calare definitivamente la propria candidatura.

Per il Wolfsburg di Glasner la partita di Sinsheim è l'ultima di campionato prima di riprendere la propria avventura europea in Europa League dove sfiderà gli svedesi del Malmoe; l'allenatore austriaco si è insediato quest'estate sulla panchina bianco verde dopo l'ottimo lavoro al LASK Linz negli anni precedenti, portando un sistema di gioco molto diretto basato su una difesa a 3 o una difesa a 4 con il vertice basso del centrocampo che si abbassa tra i centrali difensivi e dunque permettere agli esterni (i terzini in caso di difesa a 4, i quinti in caso di difesa a 3) di salire per fare progredire l'azione in zone avanzate del campo.

Le posizioni medie indicate mostrano in maniera chiara quale sia lo scaglionamento in campo voluto dall'allenatore austriaco, con il passaggio alla difesa a 4 è Guilavogui ad aggiungersi ai centrali difensivi in fase di impostazione dal basso ed i terzini che si alzano e vengono molto coinvolti; l'approccio voluto da Glasner produce molto in termini quantitativi (13 tiri a partita) ma poco in termini qualitativi, difatti secondo il modello xG di Between the Posts ogni tiro del Wofsburg mediamente produce 0,095 xG, dato in cui occupano il terzultimo posto in classifica; in fase difensiva, invece, il sistema di Glasner prevede grazie allo scaglionamento della squadra sul campo di cercare la conquista immediata del pallone (PPDA 8,81 peggiore solo di quello di Bayern Monaco e Bayer Leverkusen) o costringere l'avversario al lancio lungo dove i centrali ben strutturati a disposizione possano evitare i pericoli vincendo i duelli aerei, ciò permette al Wolfsburg di essere la miglior difesa del campionato e la seconda per qualità media dei tiri concessi (0,093) dietro al Borussia Moenchengladbach di Marco Rose che, guarda caso, viene dalla stessa scuola di Glasner.

LIGUE 1

Il campionato francese è ormai entrato nella fase in cui i valori tecnici sembrano essere determinati anche a dispetto di una classifica che, alle spalle di PSG e Marsiglia non si è ancora allungata come i valori espressi nelle ultime settimane sembrano suggerire; per questo motivo sfide come quelle di questo weekend tra Monaco e Montpellier e Lione contro Strasburgo possono delineare in maniera importante la classifica. Il mio consiglio per il weekend, comunque, è la sfida che chiude la giornata, ossia quella tra il Lille ed il Marsiglia, ossia i vice-campioni uscenti contro quelli che probabilmente saranno i prossimi vice-campioni.


LILLE - MARSIGLIA (DOMENICA ORE 21)


La Ligue 1 vivrà il suo finale di giornata con la sfida tra la formazione di Galtier e quella di Villa-Boas, una sifda che per la squadra del nord della Francia è fondamentale per raggiungere l'obiettivo di bissare la qualificazione alla Champions ottenuta lo scorso anno; per la squadra marsigliese, invece, una vittoria a Lille significherebbe mettere al riparo il secondo posto dall'assalto proprio della formazione di Galtier.

Il Lille da due anni ha costruito un sistema basato su un gruppo di giocatori giovani ma dai mezzi tecnici e fisici di grande prospettiva con lo scopo di far completare a questi giocatori il passaggio finale tra giovani, appunto, di prospettiva, a giocatori veri, infatti la società non ha come obiettivo di medio-lungo periodo quello di far esplodere giocatori da rivendere al miglior offerente nell'estate successiva, ma quello di tenerli in un lasso di tempo più lungo, per rendere possibile questo è necessario che il lavoro di Galtier sia finalizzato non solo alla crescita definitiva dei singoli giocatori ma anche quello di consolidare la posizione della squadra nei gironi di Champions per permettere alla società l'accesso ai lauti compensi della principale competizione europea per club e dunque rendere non strettamente necessario l'utilizzo scientifico del player-trading, destino spesso inevitabile per le squadre francesi che non si chiamano PSG.

Il Marsiglia fallendo lo scorso anno l'accesso alle competizioni europee ha visto drasticamente ridotti i propri introiti complicando ulteriormente la situazione finanziaria del club costretto già ad un settlement agreement con l'UEFA per evitare l'esclusione nei prossimi anni; una situazione nata dalla volontà della società di spendere in profili di giocatori di esperienza il cui peso sul budget salariale è stato alquanto pesante (per esempio, Luiz Gustavo, Rami, Balotelli, Ocampos e Rolando, tutti liquidati a fine stagione assieme a Rudi Garcia), ragion per la quale quest'estate la società è ripartita da una rosa molto più giovane consegnando la guida tecnica an Andres Villas-Boas, tornato in sella ad una panchina europea dopo l'esperienza in Cina ed i progetti extra-calcistici (vedi partecipazione alla Dakar).

Domenica sera queste due squadre si affrontano in un momento di forma molto positivo, con la squadra di Villas-Boas in serie aperta da 13 partite consecutive e 5 partite consecutive senza prendere goal (di fatto la porta di Mandanda è imbattuta in questo 2020), una serie che ha portato i marsigliesi ad isolarsi al secondo posto in classifica con 12 punti di ritardo dal PSG capolista ma soprattutto 8 punti di vantaggio su Rennes e +9 sullo stesso Lille, principali contendenti per i due posti rimanenti in Champions. In questi mesi l'allenatore portoghese ha costruito la sua squadra con un 4-3-3 di base spesso più simile ad un 4-1-4-1 dove Kamara (una delle maggiori rivelazioni della stagione) o Strootman agiscono a protezione della linea difensiva mentre le due mezzali ed i due esterni si associano tra di loro con la collaborazione di Dario Benedetto che spesso si abbassa per attirare la linea difensiva avversaria in zone più avanzate.

Il Lille dal canto suo è reduce da tre vittorie consecutive, frutto di un approccio maggiormente offensivo imbastito da Galtier che, nella prima parte di stagione, invece, aveva optato per un modello di gioco maggiormente speculativo, con un controllo delle operazioni nelle partite interne ed un atteggiamento passivo nelle gare esterne; un sistema che ha portato a prestazioni e, soprattutto, risultati spesso ondivaghi, infatti l'attuale serie di 3 vittorie consecutive segue una serie di altrettante sconfitte consecutive precedute, a loro volta, da 4 vittorie consecutive.

Punto in comune delle due squadre è che i due allenatori hanno avuto bisogno di alcuni mesi per trovare la giusta veste tattica, il Marsiglia ha dovuto lottare contro gli infortuni che non hanno permesso a Villas-Boas di trovare la continuità in alcuni suoi interpreti, in particolare Payet, l'uomo che trasforma la manovra del Marsiglia in azioni pericolose e reti; come si evince dalla mappa offensiva relativa all'ultima partita contro il Tolosa, l'accesso alla trequarti è effettuato mediante un possesso palla che passa dai centrocampisti centrali per poi svilupparsi sugli esterni. 


 


Il Lille ha cambiato più volte modulo finché Galtier ha deciso di optare per un 4-4-2 di partenza che si evolve poi in base alle caratteristiche dei suoi interpreti, la versione più convincente è quella delle ultime settimane dove il ruolo di esterni offensivi è assegnato ad Ikone e Bamba e con un Renato Sanches che, in versione di centrocampista box to box sembra aver ritrovato lo spirito con cui nel 2016 si era messo in luce con la maglia del Benfica. Dalla mappa offensiva relative all'ultima gara del Lille si evince il metodo di gioco molto diretto con l'obiettivo di spostare il gioco nella trequarti avversaria.

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