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Monday, 20 February 2023

Il Lille di Fonseca è un bel progetto

 


Dopo l'esperienza di Roma e dopo le difficili settimane trascorse all'inizio dello scorso anno in concomitanza con l'inizio della guerra iniziata dalla Russia in Ucraina, Paulo Fonseca ha scelto di ripartire da Lille, una piazza che due stagioni fa fu in grado di festeggiare un clamoroso titolo in Ligue 1 ma che, a causa di problemi societari, ha dovuto ricostruirsi e, dopo una stagione interlocutoria (eufemismo), si è affidata al tecnico portoghese per dare il via ad un nuovo progetto tecnico.

Fonseca ha scelto questo progetto per poter tornare a proporre il calcio che preferisce, basato sul possesso palla e riempire la squadra di giocatori tecnici per moltiplicare le soluzioni offensive. Il biennio romano lo ha costretto a venire a patti con necessità tecniche diverse che lo hanno messo molto a disagio, un disagio che non è mai stato nascosto.

Per spiegare il percorso che Fonseca sta cercando di seguire nel nord della Francia, lo facciamo analizzando una sconfitta, quella subita ieri nel lunch match contro il PSG, in cui solo un goal di Messi su punizione a tempo scaduto ha regalato ai parigini tre punti che, in realtà, avrebbero meritato gli uomini di Fonseca. 

Il commento più immediato lo ha fornito proprio il tecnico portoghese al termine della partita.



Thursday, 29 April 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 27

Foto account Twitter Perugia Calcio

Inizia il mese di maggio, fino a questo punto abbiamo messo in risalto i percorsi tecnici delle varie squadre in giro per l'Europa, abbiamo provato a scoprire qualche talento nascosto in campionati più remoti ed abbiamo approfondito tattiche e numeri per capire chi stava lavorando meglio e chi meno bene. Adesso tutti questi discorsi hanno una validità limitata: in questo mese si entra in campo per portare a casa un obiettivo, che sia la vittoria di un campionato, un piazzamento in una coppa europea o evitare una retrocessione. Il percorso tecnico e tattico di una squadra serve ad arrivare a questo punto della stagione in corsa per un obiettivo, ora si tratta di raccogliere quanto seminato e non sempre il percorso fin qui portato avanti può essere utile in questa fase della stagione.

Per questo motivo ho scelto dal calendario di questo fine settimana tre partite che saranno o potranno essere decisive per la storia di un campionato e per stabilire in novanta minuti se lo sforzo degli ultimi 9 mesi giocati tutti d'un fiato avrà avuto un senso oppure no.


FERALPISALO' - PERUGIA (DOMENICA ORE 15)

Dopo che il girone A ed il girone C della terza serie italiana hanno già decretato il vincitore che disputerà il prossimo campionato di serie B (il Como nel girone A, la Ternana nel girone C), il girone B ha previsto per il suo copione 90 minuti thrilling in cui Perugia e Padova si giocheranno la promozione diretta al termine di un campionato che ha vissuto una serie di colpi di scena che rendono imprevedibile anche l'esito di questi ultimi 90 minuti.

L'imprevedibilità di questo girone è data dalla presenza di diverse squadre molto competitive o per valori intrinseci alla squadra o per la bontà del progetto tecnico alle spalle: per questo motivo abbiamo visto alternarsi in vetta Padova, SudTirol ed infine il Perugia, tutte squadre che nel corso della stagione hanno dovuto lasciare diversi punti per strada contro squadre altrettanto attrezzate (vedi Modena) o con squadre mento attrezzate ma ben organizzate (come la Feralpisalò o la Sambenedettese che, invece, è messa molto male a livello societario).

La squadra umbra parte in questa giornata con il coltello dalla parte del manico, forte della possibilità di festeggiare il ritorno in B dopo la clamorosa retrocessione della scorsa stagione. La squadra oggi allenata da Fabio Caserta è retrocessa dalla serie cadetta non ostante una rosa per la quale si pensava addirittura ad un ruolo da protagonista nella lotta promozione, per cui non ostante qualche elemento che è fuoriuscito causa retrocessione (vedi per esempio il centrale difensivo Gyomber, ceduto alla Salernitana , o il terzino destro Mazzocchi ora al Venezia), la rosa ai nastri di partenza in questa stagione presentava tanti elementi fuori categoria come i centrocampisti Kouan e Falzerano o l'ex romanista Aleandro Rosi ed i difensori centrali Sgarbi ed il capitano Angella. A questi elementi Caserta ha chiesto è ottenuto il suo pupillo Salvatore Elia che ha lavorato con l'allenatore nelle ultime due stagioni alla Juve Stabia, mentre a centrocampo sono arrivati elementi di ordine come l'ex Pordenone Burrai, il greco Sounas e la sorpresa del francese Vanbaeleghem.

La forza della squadra di Caserta sta nella duttilità di molti dei propri elementi, con Rosi che può essere schierato indifferentemente da terzo in una difesa a tre a da quarto di destra in una difesa a quattro, stesso discorso per Elia che può giocare da quinto di centrocampo così come da ala destra o esterno offensivo di un tridente, così come Vanbaeleghem può giocare sia da centrale di una difesa a tre che vertice basso del centrocampo.

Nell'ultima partita di campionato contro il Matelica abbiamo visto questo cambio di modulo in corso d'opera da parte di Caserta, pur restando inalterati i compiti richiesti da chi occupava la specifica zona di campo: con il 4-3-1-2 di partenza, i due terzini erano chiamati a dare ampiezza, mentre Vanbaeleghem da vertice basso di centrocampo si abbassava vicino ai centrali difensivi con Sounas a Kouan che agivano su una linea più avanzata. In fase di non possesso, poi, il francese si abbassava ulteriormente per creare una linea difensiva a 5.

Dopo aver trovato la rete del vantaggio, invece, la squadra di Caserta si dispone con uno schieramento che prevede la scalata di Rosi affianco ai due centrali difensivi, Sounas che affianca Vanbaeleghem in mezzo al campo, con Kouan spostato assieme a Minesso in zona rifinitura mentre ad Elia è richiesta l'ampiezza a destra, così come all'esterno opposto Crialese viene chiesta la stessa ampiezza a sinistra, tuttavia questo è un compito che non è variato tra uno schieramento e l'altro. Grazie a questa duttilità tattica dei suoi elementi e del suo allenatore, la squadra umbra ha sfruttato al meglio il materiale importante a propria disposizione non ostante nel corso di stagione abbia dovuto fronteggiare diverse emergenze per gli infortuni, specie nel reparto difensivo.

L'ultimo ostacolo per ottenere la promozione per la formazione perugina è dato dalla Feralpisalò, squadra di proprietà dell'omonima azienda avente sede proprio in prossimità del Lago di Garda con idee ambiziose ma senza fare follie dal punto di vista economico. Nel corso della stagione, la squadra allenata da Pavanel è stata anche in corsa per giocarsi la promozione diretta fino a poco prima della fine del girone d'andata, salvo poi avere un calo a cavallo tra il vecchio ed il nuovo anno, fino a ritrovarsi fisicamente e mentalmente nelle ultime settimane: nella partita di domenica pomeriggio la squadra gardenese avrà un obiettivo comunque importante da ottenere, ossia mantenere il quinto posto dagli assalti della Triestina, una posizione che garantirebbe un piazzamento più comodo in vista dell'inizio dei playoff.

Fonte grafico Wyscout
Nel 4-3-3 con cui in genere la Feralpisalò si schiera in campo, l'uomo attorno al quale gira tutta la squadra è Federico Carraro: il regista classe 1992 è uno di quei talenti del nostro calcio che promettevano grandi cose quando faceva parte della primavera della Fiorentina ma che una volta entrato nel calcio professionistico non è riuscito a rispettare le aspettative che in tanti riponevano su di lui. Dopo aver girato diverse piazze della serie C, lo scorso anno la Feralpisalò ha deciso di affidargli le chiavi del centrocampo dopo che nella stagione precedente all'Imolese Alessio Dionisi lo ha definitivamente spostato nella posizione di vertice basso davanti alla difesa, ruolo e posizione in cui, a 28 anni, sembra in grado di poter ricostruire la propria carriera da calciatore. L'ex Fiorentina è il giocatore da cui passano tutti i palloni in fase di costruzione e si sta mostrando un giocatore molto valido anche in fase di protezione della linea difensiva, specie da quanto il tecnico Pavanel ha deciso di predisporre una fase di non possesso più attendista rispetto alla prima parte di stagione.

Gli ultimi 90 minuti della stagione regolare del girone B della serie C saranno sicuramente ricchi di patos, il Perugia deve vincere per essere certo di festeggiare la promozione, e l'avversario non sarà certo dei più comodi: insomma la domenica pomeriggio è pronta a regalarci tante emozioni. tra festeggiamenti o psicodrammi.


ZENIT SAN PIETROBURGO - LOKOMOTIV MOSCA (DOMENICA ORE 18)

Anche in Russia la stagione è in dirittura d'arrivo e proprio domenica sera potremmo avere la matematica certezza del vincitore del campionato: a differenza di quanto accaduto in altre parti in giro per l'Europa, qui non vi sono novità, lo Zenit è saldamente al comando ed è pronto a festeggiare il terzo titolo consecutivo davanti al proprio pubblico. Tuttavia l'ostacolo che divide la squadra di Semak dalla matematica certezza del titolo è proprio l'immediata inseguitrice, ossia la Lokomotiv Mosca di Marko Nikolic, lontana 6 punti in classifica e che andrà a San Pietroburgo non solo a rovinare la possibile festa allo Zenit,  ma cercherà anche di portarsi a -3 in classifica e dare tanto pepe alle ultime due giornate di campionato.

Della forza dello Zenit ne avevo scritto anche nei mesi precedenti, mostrando come la grande quantità di talento individuale a disposizione della squadra di San Pietroburgo sopperisse all'assenza di una strategia di gioco particolarmente brillante: in particolare l'utilizzo dello strapotere aereo di Dzyuba è stata una carta molto utilizzata da Semak nel corso della stagione; tuttavia, la povertà di soluzione tattiche si è poi vista in Champions dove lo Zenit è uscito nel girone in cui era testa di serie senza mai mostrare di essere competitivo.

Dopo la pausa invernale, invece, abbiamo visto una squadra che cercava di sfruttare in modo diverso il proprio dominio tecnico, questo grazie ad un 4-4-2 che in fase di possesso si trasforma in un qualcosa di molto simile ad un 4-2-2-2 e con anche delle rotazioni in zona rifinitura molto interessanti: come si vede dall'esempio tratto dall'ultimo match di campionato vinto agevolmente contro il Rotor, si vede come la seconda punta Driussi e l'esterno destro Malcom vadano ad occupare la zona rifinitura mentre l'esterno sinistro Mostovoj alterna movimenti in cui resta largo oppure taglia alle spalle della difesa. L'ampiezza viene, invece, garantita dai due terzini che salgono contemporaneamente protetti dalla coppia di centrocampisti centrali che si dividono i compiti. Grazie a questa migliore occupazione degli spazi e portando un maggior numero di uomini in fase offensiva, lo Zenit ha potuto portare avanti il proprio dominio, riscontrabile non solo nel primo posto in classifica ma anche nel dato delle reti realizzate e delle conclusioni effettuati, tutti dati in cui è ampiamente in vantaggio sulla concorrenza: stesso discorso vale per l'occupazione del terzo avversario, con il 34% la squadra di Semak ha un dato di gran lunga migliore della concorrenza (lo Spartak Mosca, con il 32%, è l'unica ad avvicinarsi).

La Lokomotiv arriva a questa partita reduce da una serie di 8 vittorie consecutive che l'hanno portata a risalire fino al secondo posto dopo che fino alla pausa invernale la squadra veleggiava a metà classifica, forse influenzata dal doppio impegno in campionato ed in Champions, dove, non ostante l'eliminazione, ha mostrato di saper reggere il confronto contro corazzate come Bayern Monaco e Real Madrid.

La squadra allenata da Nikolic è abbastanza riconoscibile nel suo 4-3-1-2 con alcune costanti, sia in fase di possesso e non possesso, che non cambiano anche se modificano gli interpreti in campo: il lavoro svolto nel memorizzare questi concetti di gioco hanno portato la squadra ad essere sempre in grado di sapere cosa fare anche in contesti di gara differenti tra loro.

In fase di costruzione la Lokomotiv chiede ai terzini di tenersi quanto più larghi possibili, mentre l'altezza è basata su quanto sia forte il pressing avversario, nel frattempo il vertice basso di centrocampo ed una delle mezzali restano in zona di sviluppo a supporto dei centrali difensivi: Se l'azione non può progredire centralmente, il pallone viene allargato su uno dei terzini: la mezzala presente su quel lato si muove alle spalle della seconda linea di pressione avversaria e si aggiunge agli "invasori", ossia il trequartista e le due punte. In questo caso il terzino destro ha la possibilità di ritornare al centro dal vertice basso oppure verticalizzare immediatamente sulla mezzala che si inserisce: la Lokomotiv appena può cerca di sfruttare la seconda opzione.

In questa maniera la squadra di Nikolic accede alla trequarti avversaria dove la mezzala dialoga in zona rifinitura con le due punte ed il trequartista che si muovono per occupare al meglio quella zona di campo e, allo stesso tempo attaccare la linea difensiva con un inserimento. In questa occasione vediamo che una delle punte (Smolov) viene incontro mentre l'altra (Kamano) attacca la linea difensiva; in altre occasioni il loro movimento è quello di allargarsi ai lati della linea difensiva in modo da aprirne le maglie.

Sul proseguimento dell'azione Smolov controlla il pallone spalle alla porta mentre il trequartista Zhemaletdinov cerca l'inserimento alle spalle della linea difensiva: questo movimento genera ulteriore spazio in zona rifinitura che viene preso dall'altra mezzala Krychowiak che serve l'inserimento di Barinov, la mezzala che con il suo inserimento aveva dato il via all'azione. In questo caso il centrocampista polacco è l'uomo che genera l'ultimo passaggio, ma molto più spesso è lui a finalizzare questo tipo di azioni, tanto da essere il giocatore con più conclusioni e più realizzazioni della squadra anche su azione. 

A completare il quadro sul 4-3-2-1 della Lokomotiv vi è la fase difensiva che, come tutte le squadre che si dispongono con il rombo a centrocampo, cerca di orientarsi prevalentemente sul pallone allo scopo di comprimere gli spazi all'avversario. Da questo fermo immagine si nota abbastanza chiaramente quanto sia stretta la linea difensiva e totalmente orientata sul pallone: allo stesso tempo si vede chiaramente quanta densità faccia la formazione di Nikolic in zona palla per ridurre le opzioni al giocatore avversario in possesso palla. Tuttavia questo sistema ha anche dei punti di debolezza che sono facilmente desumibili: qualora l'avversario sia in grado di cambiare fronte di gioco diventa estremamente complicato andare a riaccorciare anche sul lato opposto, esponendo dunque la difesa a situazioni di grande pericolo, soprattutto nel momento in cui il grande sforzo fisico richiesto per coprire il campo in questa maniera non viene a chiedere il conto, cosa che è avvenuta soprattutto nella prima parte di stagione quando la squadra dei ferrovieri era alle prese con la doppia competizione in Russia ed in Europa.

Sarà quindi una sfida molto aperta e spettacolare a mio parere: la Lokomotiv ha sempre vinto in campionato nel 2021 e non ha alcuna intenzione di vedere festeggiare i propri rivali, la capacità di muovere rapidamente il pallone può mettere indubbiamente in difficoltà la squadra di San Pietroburgo. I vari Driussi, Azmoun e Malcom dovranno alzare il livello del proprio rendimento per far male alla Lokomotiv, questo potrebbe essere un'ulteriore garanzia di spettacolo.


MONACO - LIONE (DOMENICA ORE 21)


Credo che ormai si siano spese davvero tante parole per raccontare quanto sia avvincente la lotta che si sta delineando nel campionato francese per tutti gli obiettivi: la vittoria del Lille domenica scorsa a Lione ha aumentato la convinzione della squadra di Galtier di poter davvero fare il colpo grosso in questa stagione, ma alle sue spalle PSG e Monaco sono li pronte ad aspettare un passo falso della capolista per poter operare il sorpasso.

Per i monegaschi le possibilità di restare in corsa per la vittoria finale passano per la sfida di domenica sera proprio contro il Lione di Rudy Garcia, uscito sicuramente distrutto nel morale per la rimonta subita dal Lille domenica scorsa ma allo stesso tempo vuole mantenere vive le speranze di restare in corsa per le prime tre posizioni che varrebbero l'accesso alla Champions League, un traguardo che sarebbe un giusto riconoscimento per l'ottima stagione disputata ma che rischia di essere vanificato dalla presenza di una concorrenza ancora più forte che però l'ex tecnico della Roma crede di poter battere.

La squadra di Kovac si presenta a questa sfida dall'altro di un girone di ritorno letteralmente dominato con 12 vittorie in 15 partite e con una crescita sia individuale di alcuni elementi (straripante lo strapotere a centrocampo della coppia Fofana-Tchouameni) che tattico di squadra. In queste settimane i meccanismi messi in piedi dall'ex allenatore del Bayern Monaco hanno permesso alla squadra di esprimersi a proprio agio anche in assenza del suo giocatore più rappresentativo, ossia Wissem Ben-Yedder: il capocannoniere e capitano della squadra monegasca è stato utilizzato part-time per alcuni problemi fisici ma la squadra non ne ha risentito anche grazie alle ottime prestazioni di un Stefan Jovetic restituito ad alti livelli.

Fonte dati FbRef / StatsBomb
La crescita delle prestazioni del Monaco ha seguito pari-passo il miglioramento delle prestazioni difensive: il talento a disposizione della squadra di Kovac nella metà campo avversario era già conosciuto, tuttavia restava da registrare la fase difensiva. E' qui che l'allenatore croato ha eseguito un lavoro estremamente importante: ha sfruttato la forza fisica dei suoi centrocampisti e dei suoi centrali difensivi per tenere sempre alto il baricentro anche in fase di non possesso e rendere a tratti impossibile all'avversario raggiungere l'area di rigore. Come si evince dal grafico qui esposto, la squadra monegasca è tra quelle che subiscono meno tiri a partita, inoltre solo tre squadre nei principali campionati europei concedono tiri dal livello di pericolosità inferiore; squadre che, allo stesso tempo, subiscono un maggior numero di tiri dagli avversari.

Il Lione indubbiamente sta disputando una bellissima stagione e sarebbe davvero un gran peccato vederli fuori dalla Champions: la squadra di Garcia ha mostrato di essere una contendente valida per il titolo e lo ha anche dimostrato nella partita persa contro il Lille, quanto meno per come la squadra ha interpretato la partita nel corso del primo tempo. Ciò che sta mancando in questo momento alla squadra lyonnaise è una condizione fisica in grado di sostenere l'ambizioso piano partita dell'ex allenatore della Roma: l'assenza di diversi elementi, soprattutto nel reparto difensivo, ed il recupero lento da precedenti infortuni di gente come Aouar, Cherki e Kadewere, si sta rivelando un problema nel momento in cui la squadra necessita di avere forze fresche nella fase finale della partita.

Il principale punto di forza della squadra allenata dall'ex tecnico della Roma sta proprio nella strategia di pressing molto simile a quella che il tecnico francese esercitava quando era allenatore della squadra giallorossa: in fase di non possesso, infatti, il 4-3-3 si trasforma in un qualcosa a metà tra un 4-3-3 ed un 4-1-4-1. Gli esterni offensivi, infatti, si abbassano sulla seconda linea di pressione, mentre le due mezzali si alzano quasi in linea con il centravanti a formare la prima linea di pressione. Lo scopo di questa scelta sta nella maggiore capacità degli interni di andare a prendere i centrali di centrocampo avversari, mentre gli esterni si occupano, appunto, delle zone laterali chiudendo la linea di passaggio verso l'esterno offensivo avversario togliendo l'opzione di passaggio più semplice al terzino avversario. Lo studio della strategia di pressing da parte di Garcia ha consentito al Lione di raccogliere molti dividendi nel primo tempo, tuttavia il gran lavoro richiesto ai due interni Paqueta e Caqueret si è visto nel secondo tempo quando i due hanno perso forza e lucidità, situazione che ha portato al grave errore del brasiliano in occasione del momentaneo pareggio del Lille.

Lo schieramento in fase di costruzione da parte del Monaco rischia di essere meno produttivo il pressing del Lione, vista la capacità del duo di centrocampo di resistere al pressing avversario ed anche considerato il diverso scaglionamento in campo della squadra di Kovac. Nel precedente di Coppa di Francia disputato un paio di settimane fa il Monaco ha vinto per 2-0 soprattutto grazie alla capacità di mandare più volte a vuoto i tentativi di pressing della squadra di Garcia. Sarà sicuramente una grande sfida in cui il Lione si gioca tutto, ma anche il Monaco non può certo guardarsi indietro, speriamo di vedere un bis della bella sfida tra Lione e Lille di domenica scorsa.

Friday, 9 April 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, Ep. 24




Ogni weekend inizia ad essere sempre più decisivo per le sorti dei vari campionati, così ogni match diventa importante per consolidare determinate situazioni di classifica o per cercare di inseguire sogni di gloria inattesi all'inizio di questa strana stagione. 

Per esempio in Premier la lotta per la Champions è sempre più intrigante e si incrocerà con una nuova sfida per Mourinho contro il suo passato più recente in Tottenham-Manchester United, con la Liga che potrebbe vivere un turno di campionato che può diventare un instant classic con il Clasico a Madrid e l'Atletico chiamato a mantenere la vetta contro un Betis le quotazioni sono in piena ascesa e la Bundesliga che mette di fronte Wolfsburg ed Eintracht che, oltre a promettere spettacolo, potrebbe dirci se potrà esistere una lotta per accedere ai primi 4 posti oppure no.

Diversi sono i temi emersi nelle ultime settimane, per questo la scelta delle partite da seguire in questo weekend segue questa doppia falsariga: da una parte i motivi di classifica, dall'altra la verifica di spunti tecnici emersi negli ultimi giorni.

LIGUE 1, METZ - LILLE (VENERDI' ORE 21)

Il campionato francese è senza dubbio uno dei più avvincenti d'Europa vista la grandissima lotta al vertice che, a 7 giornate dalla fine, vede ancora 4 squadre in lotta per il titolo divise tra di loro da appena 5 punti: in questa situazione chi ha dato una grande frustata è stato il Lille che, nello scorso weekend, ha espugnato il Parco dei Principi mettendo 3 punti tra se ed il Paris-Saint Germain. 

Questa sera la formazione di Galtier sarà chiamata a confermare la vetta della classifica in un impegno tutt'altro che comodo sul campo di una delle squadre più interessanti del campionato, ossia il Metz di Antonetti. 

Dopo un inizio complicato di stagione la squadra lorena ha iniziato a risalire la classifica con una serie di prestazioni solide e convincenti che l'hanno portata, ad un certo punto, ad essere in piena corsa per un posto in Europa nella prossima stagione: dopo la serie negativa di 1 punto nelle ultime 4 partite, tuttavia, gli uomini di Antonetti hanno perso terreno in questa lotta a vantaggio di Lens, Marsiglia e Rennes e facendosi superare anche dal Montpellier, squadre che sembrano, al momento, meglio attrezzate per il raggiungimento di questo obiettivo.

Del Metz avevo anche scritto in precedenza mettendo in risalto la grande capacità del club di costruire talenti in casa da cedere poi a squadre con maggiore forza economica: questo non ha mai consentito alla squadra granata di ambire a posizioni di classifica particolarmente nobili, anzi per molto tempo la squadra ha dovuto vivacchiare nella Ligue 2. Da quel momento le prestazioni di alcuni suoi elementi si sono ulteriormente innalzate: su tutti si stanno distinguendo, oltre al terzino destro Centonze, di cui avevo parlato precedentemente, il centrocampista centrale Pape Sarr, classe 2002, giocatore dalla grande facilità di calcio e che può sfruttare il suo fisico al meglio in fase di interdizione, ed il trequartista algerino Farid Boulaya, dalle cui giocate dipendono le fortune offensive della squadra.

Il trequartista algerino è l'elemento che rifinisce il gioco della squadra: se andiamo a vedere le statistiche del Metz in questa stagione, Boulaya è per distacco il giocatore che genera il maggior numero di expected assist ed è anche il secondo per xG prodotti dalla squadra. In alcune partite la forza di Boulaya è stata forse anche il limite in fase offensiva della formazione granata: qualora l'avversario si mostra in grado di limitare il giocatore algerino, la squadra fatica a rendersi pericolosa. Una dimostrazione è arrivata proprio dall'ultima partita di campionato persa a Montecarlo, dove il Metz non è mai stato in grado di rendersi pericolosa a causa del fatto che il movimento senza palla delle punte svuotava del tutto l'area di rigore avversaria; quando invece Boulaya riesce a pulire i possessi ed a coinvolgere gli esterni, allora il Metz riesce a portare un numero sufficiente di giocatori in avanti per creare pericoli. 

Di Pape Sarr, invece, impressionano le sue qualità balistiche: è già andato a segno per 3 volte in questa stagione (due volte in campionato, una volta in Coppa di Francia, dove ha realizzato questo bellissimo goal), mostrando tutta la sua qualità nel tiro da fuori area, tutte situazioni generate, come detto precedentemente, dalla capacità del Metz di riuscire a creare pericoli quando riesce ad attaccare l'area con diversi uomini abbassano così le linee avversarie: questo crea spazio per le conclusioni da fuori del centrocampista senegalese che, grazie alle sue prestazioni, ha anche esordito nella nazionale maggiore nelle qualificazioni per la Coppa d'Africa disputate due settimane fa. 

Il Lille, invece, arriva a questa gara reduce dalla pesantissima vittoria ottenuta a Parigi sabato scorso in una partita in cui la squadra di Galtier ha mostrato tutte le proprie capacità di generare le proprie migliori prestazioni quando può giocare in transizione. Per buonissima parte della partita, le volate di David, di Bamba e di Ikone hanno fatto saltare i meccanismi difensivi del PSG. 

La squadra di Galtier è stata più volte oggetto di mie analisi in questi mesi proprio per la sua specificità di squadra che pur cercando di evolversi all'interno di contesti in cui è chiamata a fare la partita è molto a proprio agio quando può agire in transizione o quando ha spazio per innescare la velocità dei suoi attaccanti.

Nell'esempio qui proposto vediamo come la squadra di Galtier sappia compattarsi nel suo 4-4-2 in fase di non possesso chiudendo ogni via d'accesso centrale per poi aggredire non appena l'avversario accetta di utilizzare le vie esterne; in transizione fa il resto la capacità di smarcamento alle spalle del terzino da parte di David e la velocità di Bamba ed Ikone. La partita con il PSG di sabato scorso si è giocata tutta su questa falsariga. Come si evince il Lille quando è senza palla ha un piano molto preciso e difficile da aggirare, al contrario quando è costretta a fare la partita le cose cambiano, specie quando non sono disponibili Yazici e Luiz Arajo, giocatori la cui tecnica e la capacità di gestire il pallone anche in spazi stretti ha permesso di portare a casa partite in cui la squadra di Galtier ha dovuto affrontare a sua volta squadre dal baricentro basso.

Dopo la vittoria di Parigi, dunque, per il Lille è il momento di giocarsi in queste giornate finali le proprie chance di portare a casa un titolo che avrebbe del clamoroso: il Metz ha bisogno, dal canto suo, di tornare a fare punti e per i suoi elementi più giovani è la partita ideale per mettersi in vetrina e mostrare il proprio valore. Non si prospetta una partita ricca di goal e di emozioni, ma sarà interessante vedere come le due squadre saranno in grado di affrontare un piano partita scomodo per entrambe.


BUNDESLIGA, BAYERN MONACO - UNION BERLINO (SABATO ORE 15,30)

Con la vittoria ottenuta a Lipsia nello scorso weekend il Bayern Monaco ha sostanzialmente ipotecato il nono titolo consecutivo andando a +7 sulla squadra di Nagelsmann. Fuori dalla Coppa di Germania, la squadra di Flick potrà adesso focalizzarsi sulla Champions League e cercando di gestire le forze in campionato potendo, appunto, sfruttare un vantaggio in classifica facilmente gestibile. In questo weekend, tuttavia, arriva un test molto serio per i bavaresi che dovranno affrontare l'Union Berlino, grande rivelazione di questa stagione che spera di poter chiudere la stagione addirittura sperando in un clamoroso piazzamento in zona Europa.

La formazione di Flick deve affrontare questa fase della stagione senza il suo centravanti Robert Lewandovski, un'assenza che ha un impatto non di poco conto per la squadra bavarese e che ben è stata riassunta dalla partita di Champions contro il PSG. Mentre nella partita contro il Lipsia dello scorso weekend il Bayern era riuscito a limitare l'assenza del centravanti polacco con una prestazione difensiva molto attenta sia a livello di reparto che a livello individuale che le ha permesso di capitalizzare al meglio la rete di Thomas Muller, la grande forza offensiva della formazione parigina ha messo, invece, a serio repentaglio la difesa della Champions vinta nella scorsa stagione.

Fonte dati FbRef StatsBomb
Le problematiche difensive dell'approccio voluto da Flick dal primo giorno in cui si è insediato all'Allianz Arena sono ben conosciute, tanto da rendere il Bayern una delle squadre maggiormente perforabili a livello europeo anche in confronto con squadre aventi lo stesso stile di gioco. Come si evince dal grafico elaborato qui di fianco, tra le squadre presenti nel quadrante in alto a destra, ossia quelle che esercitano maggiore pressione nella parte più alta del campo, la squadra bavarese è quella che concede più tiri ed occasioni più nitide ai propri avversari proprio in virtù di una difesa alta che, se presa alle spalle, diventa molto perforabile.

Questo è ciò che è successo contro il PSG in settimana, dove una squadra con giocatori come Neymar e Mbappè hanno trovato terreno fertile contro la linea difensiva della squadra di Flick, tuttavia mentre questo difetto viene accettato nel momento in cui la produzione offensiva permette alla squadra di chiudere sempre con almeno un goal in più dell'avversario, l'assenza di Lewandovski ha inciso profondamente nella capacità di concretizzare l'enorme mole di gioco prodotta contro la squadra di Pochettino.

La squadra allenata da Fischer rappresenta un'eccellenza dell'organizzazione in campo: sono diverse le trasformazione che l'allenatore svizzero ha dato a questa squadra con lo scopo di farla evolvere e di esaltare le caratteristiche dei propri giocatori. Indipendentemente dallo schieramento in campo la squadra di Fischer cerca di alternare attacchi diretti ad una impostazione maggiormente ordinata con uno sviluppo delegato agli esterni Trimmel e Lenz (o Ryerson) e con la coppia di centrocampisti formata da Andrich e Promel che giocano scaglionati uno davanti all'altro, con il primo che supporta la fase di costruzione ed il secondo che avanza alle spalle della seconda linea di pressione avversaria. Il passaggio alla difesa a 3 nasce dall'opportunità di usufruire in fase di impostazione di un piede educato come quello di Nico Sclotterbeck, centrale difensivo che può anche disimpegnarsi da terzino sinistro che abbiamo anche visto con la maglia della Germania nel recente europeo Under 21, e che ha saltato buona parte della stagione a causa di un grave infortunio muscolare. 








Fonte dati FbRef / StatsBomb
Questa organizzazione ha permesso di creare una squadra in grado di coprire sempre il campo nel modo migliore ed allo stesso tempo continuare a perseguire la strategia di lasciare l'onere del possesso palla all'avversario. A dimostrazione della specificità e dell'efficacia di questa squadra, i numeri mostrano come a livello dei principali campionati europei, l'Union Berlino sia l'unica squadra con un dato di possesso palla medio sotto al 50% a concedere meno di 10 tiri a partita, ma soprattutto con un pericolosità molto bassa (sulla base degli xG subiti per tiro) e con un saldo di xG a proprio favore, dato non riscontrabile in nessuna delle squadre presenti nella parte sinistra di questo grafico.

Per un Bayern che, quindi, si trova in mezzo a due sfide delicate di Champions, la partita contro una squadra ben organizzata come l'Union potrebbe essere un ostacolo molto più complicato del solito, per cui si prospetta una partita molto aperta e che potrebbe regalarci anche una sorpresa viste le difficoltà dovute alle assenze per la formazione di Flick.

SUPER LIG, GALATASARAY - FATIH KARAGUMRUK (SABATO ORE 18)

Il campionato turco è un campionato che sta vivendo quello che possiamo definire un vuoto di potere: non c'è una squadra che domini il campionato (seppur il Besiktas ha preso la testa della classifica con un certo margine) in questa stagione, una situazione opposta a quella politica, dove il potere è nelle mani di una sola persona la cui squadra, però, dopo aver vinto il campionato nella scorsa stagione, si trova addirittura invischiata nella lotta per non retrocedere.

Per questa ragione le tre grandi tradizionali di Turchia si stanno giocando il titolo ma senza, tuttavia, esaltare gli osservatori. Alle spalle di questo terzetto, ricolmo di giocatori in grado di fare la differenza sul suolo turco, si stanno affacciando diverse realtà interessanti che intendono modernizzare il tipo di calcio espresso in campionato, e tra queste esiste una squadra presa in consegna da un allenatore italiano, Francesco Farioli, ossia il Fatih Karagumruk, che l'ex assistente di De Zerbi al Sassuolo ha preso in consegna da un paio di settimane e che si prepara ad affrontare il Galatasaray all' Ali Sami Yen.

La squadra di Fatih Terim è reduce da due pesanti sconfitte consecutive ed una serie negativa con una sola vittoria nelle ultime 5 partite che ha fermato la corsa dei giallorossi che vincendo a febbraio il derby contro il Fenerbache (allora capolista) e vincendo sul campo dell'Alanyaspor, ex squadra di Farioli, aveva chiuso il mese di febbraio in testa alla classifica. 

Fonte passmap 11Tegen11
I movimenti sul mercato di gennaio hanno completato la squadra rendendola ancora più vicina ai princìpi di gioco di Terim basati sul possesso palla e sulla ricerca del gioco tra le linee per poi colpire in profondità, così a gennaio è stato ceduto Diagne al WBA in Premier League (dove non si sta comportando affatto male) sostituendolo con l'egiziano Mohammed, attaccante molto più mobile e molto più propenso ad attaccare la profondità al pari del nigeriano Onyekuru. Non è un caso che i guai siano iniziati nel momento in cui Feghouli, l'uomo deputato al gioco tra le linee e rifinitore principale nelle idee di Terim, è stato licenziato dal club per le critiche espresse al club in relazione alla tenuta del terreno di gioco dell' Ali Sami Yen. La vicenda non può non aver influito sulla squadra che ha perso un riferimento importante nello sviluppo del gioco, tanto da far perdere anche equilibrio tattico alla squadra che da allora fatica a risalire il campo con la stessa facilità che il trequartista algerino garantiva.

Dall'altra parte Farioli ha preso in consegna il Karagumruk da due settimane dopo aver iniziato la stagione da assistente presso l'Alanyaspor, squadra che per buona parte della stagione è stata anche in vetta alla classifica. Farioli ha un percorso professionale molto diverso rispetto ad altri allenatori italiani, visto che si è formato all'accademia del Barcellona per poi iniziare la propria carriera da assistente di Roberto de Zerbi, contribuendo, da allenatore dei portieri, alla crescita di Andrea Consigli nel gioco con i piedi. Nel suo periodo in Anatolia da vice-allenatore la scuola barcellonista assieme a quella di De Zerbi è stata ben visibile nello stile di gioco dell'Alanyaspor che, infatti, ha il dato di possesso palla più alto del campionato (58,9%) ed anche il dato più alto nei tiri effettuati (15,9 a partita). 

Ora Farioli è chiamato a portare le proprie idee di gioco dall'Anatolia alla periferia di Istanbul, dove ha trovato una squadra che, da neopromossa dopo 36 anni nelle leghe inferiori, ha deciso di puntare su una strategia di mercato molto singolare basata sull'acquisizione di diversi giocatori a parametro zero, di cui gran parte con un passato recente o meno nel campionato italiano: per citarne alcuni abbiamo Lucas Biglia, Fabio Borini, Andrea Bertolacci, Emiliano Viviano e Edin Zukanovic. 

Nelle due partite sin qui disputate si è già vista la mano del tecnico italiano che, con Viviano e Biglia ha i giocatori ideali per perseguire la ricerca del controllo del gioco tramite la costruzione dal basso ed il mantenimento del possesso palla (già oltre al 60% in entrambi i match fin qui disputati). Nei fermo immagine che ho selezionato, presi dalla partita vinta martedì contro l'Hatayspor, si nota subito uno schieramento in costruzione 2+3 molto simile a quello che De Zerbi propone a Sassuolo, così come vediamo le linee che si alzano in assenza di pressione avversaria con Viviano che gestisce il pallone anche diversi metri fuori dall'area di rigore. Ovviamente questi sono solo piccoli accorgimenti e certamente ci sarà da aspettarsi ulteriori evoluzioni, per questo sarà molto interessante capire il percorso di Farioli e di questa squadra che, a sorpresa, è in corsa per un posto in Europa nella prossima stagione.


SERIE A, SAMPDORIA - NAPOLI (DOMENICA ORE 15)

I due recuperi infrasettimanali della serie A hanno finalmente chiarito il quadro della situazione per le prime posizioni: l'Inter è partita in fuga ed ha messo tra se e le proprie avversarie un margine oltre i 10 punti che le dovrebbe permettere di festeggiare il diciannovesimo scudetto anche con un discreto anticipo rispetto alla fine del campionato; per la zona Champions, invece, si è creato un gruppo molto compatto che parte dal Milan secondo in classifica e raggiunge le due romane al sesto e settimo posto più staccate. In questo momento la squadra che ha le uniche reali chance di cambiare l'ordine delle prime quattro posizioni è il Napoli di Gennaro Gattuso, reduce dalla sconfitta contro la Juventus di mercoledì che ha nuovamente ridimensionato le possibilità della formazione partenopea fermando un periodo di forma molto positivo: per questo motivo la trasferta a Marassi contro la Sampdoria rappresenta una sfida quasi decisiva per le ambizioni Champions.

Fonte statistiche WhoScored
La Sampdoria grazie alla vittoria contro il Torino prima della pausa ha messo in ghiaccio l'obiettivo minimo della salvezza, una condizione che ha permesso, finalmente, alla squadra di Ranieri di giocare una partita molto più spigliata in casa del Milan dove abbiamo potuto nuovamente ammirare le giocate di Manolo Gabbiadini, che sembra recuperato dai tanti infortuni di quest'anno, ma soprattutto quelle di Mikkel Damsgaard, il talento danese classe 2000 che, dopo essere stato messo inspiegabilmente ai margini nelle ultime settimane, si è imposto con forza con la maglia della Danimarca nell'ultima pausa per le nazionali, costringendo Ranieri a ridargli una maglia da titolare. Come si evince dalle statistiche, il giocatore danese rientra tra quella categoria di giocatori che in serie A sembrano essere in via di estinzione, ossia quelli che cercano di risolvere una situazione di duello con l'avversario mediante il dribbling: la statistica che ho riportato riguarda gli under 23 del nostro campionato in cui il danese si inserisce al terzo posto come dribbling tentati a partita. Spesso Ranieri ha scelto di relegarlo in panchina per poter avere in campo un 4-4-2 più ortodosso ed equilibrato, ma adesso che la classifica da meno pressioni potrebbe essere l'occasione per vedere una squadra più propositiva, sulla falsariga di quella vista a Milano, pronta ad esaltare le doti del danese.

Per il Napoli, invece, la trasferta di Torino nell'infrasettimanale ha mostrato nuovamente alcune lacune della squadra sia in termine di copertura dei ruoli che in termini di alcune scelte a livello individuale da parte dei calciatori. 

Fonte PlayerankBot
Come si evince dalle elaborazioni relative a come il Napoli ha coperto il campo e come ha gestito il pallone, si nota come praticamente la squadra azzurra non è stata in grado di utilizzare la fascia sinistra in fase offensiva, con Insigne chiamato a giocare la palla anche in zone molto basse del campo per far tentare di far progredire l'azione mentre, al contrario, la fascia destra grazie a Di Lorenzo e Lozano prima e Politano poi ha sviluppato meglio l'azione. Tuttavia, come si evince dal grafico relativo allo stile di gioco, il Napoli ha fatto fatica ad avanzare il campo: chi ha visto la partita ha potuto osservare come i centrocampisti raramente si sono assunti il rischio di tentare la giocata in profondità per il giocatore messicano, il cui mismatch in termini di velocità con Alex Sandro avrebbe potuto generare maggiori pericoli per la porta di Buffon ma così non è stato.

Per vincere a Genova contro la Samp il Napoli dovrà ritrovare una maggiore cattiveria intesa nel senso di maggiore propensione al rischio da parte dei propri centrocampisti nel muovere con maggiore rapidità il pallone: Ranieri è un allenatore molto abile nel costringere gli avversari a giocare male e sotto ritmo, una condizione in cui il Napoli ha mostrato di essere a forte disagio e contro la Juventus e nel resto della stagione, per cui sarà uno scontro molto interessante a livello tattico ed anche tecnico.

Thursday, 22 October 2020

Consigli per il weekend calcistico Stagione 20/21, ep. 5

















Da venerdì scorso è iniziato un periodo che vedrà quotidianamente partite per quattro settimane di fila, per cui con tutti gli eventi che ci sono in corso, concentrarsi su ciò che avviene nel solo weekend può essere limitativo visto il menu che ci troviamo di fronte ogni giorno, ma visto che sarebbe consigliabile restare a casa in questo periodo per limitare i contagi COVID, il weekend, specie per chi in settimana è preso da altri impegni, resta il momento migliore per godersi un po' di eventi sportivi dal proprio divano.

Come nelle precedenti settimane ho scelto dal palinsesto le partite e le squadre che mi destano maggiore interesse, non solo per la partita in se ma anche per conoscere alcune squadre in vista dei prossimi impegni oppure per rivedere squadre che mi hanno favorevolmente impressionato in questo periodo.

Prima di procedere alla presentazione delle mie scelte partiamo da una premessa, questo weekend prevede una partita che non necessita di presentazioni ne di consigli, si gioca Barcellona-Real Madrid al Camp Nou, appuntamento sabato alle ore 16, non aggiungo altre considerazioni ed analisi ma non perdetevela!.


PREMIER LEAGUE UCRAINA, VORSKLA POLTAVA-SHAKHTAR DONETSK (SABATO ORE 13)


La prestazione dello Shakhtar a Madrid in Champions League è stata sorprendente sia perché si tratta pur sempre di disporre a proprio piacimento del Real Madrid, ma anche perché si tratta di una prestazione ottenuta non ostante le tante assenze (non che il Real fosse a pieno organico, anzi) e dopo un inizio di campionato tutt'altro che dominante se comparato con il dominio espresso nella massima divisione ucraina negli ultimi anni.

Difatti in questo momento la classifica del campionato ucraino vede la squadra di Castro all'inseguimento della Dynamo Kiev di Lucescu e del suo avversario di sabato, per cui dopo la vittoria di Madrid ed in attesa di un'importantissima sfida interna contro l'Inter, riuscire a riprendere la vetta della classifica scavalcando il Vorskla potrebbe certificare ulteriormente la bontà del lavoro del tecnico portoghese in piena continuità con quanto fatto da Fonseca negli anni precedenti.

La squadra allenata da Maksimov è impattata dalle assenze causa COVID, seppur non ai livelli dello Shakhtar, ma a sufficienza per costringere il tecnico ucraino a modificare il 3-4-3 di base con un 4-4-1-1 nell'ultima sfida di campionato vinta contro l'Olimpik Donetsk per 1-0 principalmente per ovviare dell'assenza degli esterni offensivo Ibrahim Kane, classe 2000, e Pavlo Rebenok; per questo la squadra della città di Poltava perde un po' della sua brillantezza offensiva ed anche alcuni meccanismi che probabilmente hanno necessitato di qualche revisione. 
Nella partita vinta nell'ultima giornata ad essere stato decisivo ai fini della vittoria è stato l'ingresso in campo in corso d'opera del trequartista Shcherbak, autore dell'assist per il goal di Kulach, capocannoniere della squadra con 4 reti e terminale offensivo designato.

Lo Shakhtar visto a Madrid (al netto del forte abbassamento del baricentro nel secondo tempo) parte chiaramente favorito in questa sfida, tuttavia le tante assenze causa COVID hanno portato Castro a tenere lo stesso 11 in campo per tutti i 90 minuti e dato l'impegno contro l'Inter in Champions, è giusto pensare che il tecnico portoghese possa rischiare di mettere in campo qualche elemento con meno esperienza, per esempio sarei curioso di capire se ci sarà spazio per il 21enne Marquinhos Cipriano, scuola San Paolo, esterno offensivo ideale per un 4-2-3-1 come quello dello Shakhtar che però finora ha raccolto solo 32 minuti in questa stagione.

LIGA, ATLETICO MADRID-BETIS (SABATO ORE 21)


La sfida del Wanda Metropolitano tra la squadra di Simeone e quella di Pellegrini è una sfida che merita di essere vista soprattutto per capire su cosa le due compagini hanno diritto a competere in questa stagione.

Per il terzo anno di fila gli osservatori (me compreso) cercano di capire se questo possa essere l'anno buono per la "decholizzazione" dell'Atletico Madrid, una cultura che ha reso grande questa squadra nel momento in cui il gap a livello di seguito ed a livello economico era sensibilmente inferiore a quello di Barcellona e Real, ma che adesso sembra penalizzare gli elementi a disposizione di Simeone.

La sconfitta subita in Champions per mano del Bayern in settimana a messo a nudo tutti i limiti di una squadra che, pur avendone i mezzi, non riesce a far rendere al meglio i propri uomini, una situazione che ben ha riassunto sul suo account twitter Ricardo Rubio:





Il Betis, invece, è ripartito in questa stagione consegnando la panchina a Pellegrini, in una ricerca reciproca di rilancio dopo le ultime stagioni non propriamente esaltanti in cui entrambi hanno puntato sulla costruzione delle squadre con tanta qualità dalla metà campo in su ma senza riuscire a farla esprimere al meglio; il tecnico cileno ha deciso di costruire la squadra con un 4-2-3-1 .

Come si evince dalla passmap della partita vinta contro il Valencia, la formazione di Pellegrini affida il proprio gioco coinvolgendo le zone esterno del campo, dove i terzini e gli esterni di parte si sovrappongono e creano diverse triangolazioni con il supporto di Fekir, chiamato dalla sua posizione di trequartista di dare maggiore qualità al possesso grazie alle sue giocate palla al piede (2,5 dribbling riusciti a partita e 2,8 falli subiti), non è un caso che le maggiori opportunità siano partite dai piedi di Joaquin (2,6 passaggi-chiave a partita) e Canales (2,3 passaggi-chiave ed anche 2 assist al suo attivo), con quest'ultimo che viene schierato da Pellegrini o come esterno offensivo a sinistra o come centrale di centrocampo, scelta avvenuta quando il tecnico cileno non aveva William Carvalho a propria disposizione. L'ultima partita persa contro la Real Sociedad, tuttavia, ha mostrato che se l'avversario è in grado di bloccare questi sfoghi laterali e tenere Fekir fuori dal gioco (o ancora peggio quando è lui stesso in una di quelle giornate di abulia) la squadra mostra segnali di essere del tutto innocua e con i due terzini alti e senza la cerniera di William Carvalho diventa anche molto vulnerabile in fase di non possesso.



PREMIER LEAGUE, ASTON VILLA-LEEDS (VENERDI ORE 21)


Il programma della Premier League e dell'intero weekend si apre con quella che a mio parere è la sfida più eccitante di tutto il fine settimana, al Villa Park si affrontano due formazioni che portavano con se un hype gigantesco dato, da una parte, dalla campagna acquisti e di rinnovi contrattuali del Villa da club con idee chiare ed ambiziose, dall'altra il Leeds con il progetto tecnico iniziato tre anni fa in Championship con la panchina assegnata a Marcelo Bielsa che ha costruito un meccanismo il quale oltre a riportare i Whites in Premier League dopo 17 anni, ha messo in luce una serie di individualità che sembravano destinate ad un percorso da comprimari nella Championship e che invece, adesso sono in misura fissa nell'agenda di Southgate e di altri commissari tecnici per il prossimo europeo.


Partendo dall'Aston Villa, il clamoroso inizio di stagione con 4 vittorie nelle prime 4 partite trae origine, a mio parere, dal lavoro svolto da Dean Smith nel momento più difficile della scorsa stagione, ossia la ripresa della Premier dopo il lockdown: in quel momento il Villa si presentava al restart della stagione con la peggior difesa del campionato, frutto di un atteggiamento molto propositivo ma che creava troppe opportunità agli avversari, tanto più che la capacità realizzativa della squadra in fase di possesso era tutt'altro che positiva visto che nessuno degli attaccanti a disposizione di Smith, in particolare Wesley, non sono stati in grado di trovare la via della rete. Così dopo il lockdown, sull'orlo della retrocessione, il tecnico ha preferito abbassare il baricentro della squadra e cercare di blindare la propria area di rigore e sperare nelle giocate degli uomini avanzati, la strategia si è rivelata efficace in termini di numeri difensivi (come si evince dalla grafica di Understat esposta sopra) e soprattutto ha permesso, grazie alle prodezze del capitano Jack Grealish, di portare a casa la salvezza all'ultima giornata complice anche il crollo finale del Watford.

E proprio dalla lezione dell'ultima stagione, allenatore e club hanno deciso di ripartire per costruire una squadra maggiormente competitiva: il primo passo è stato rinnovare e mantenere gli elementi più importanti della scorsa stagione, ossia il già citato capitano Jack Grealish, il duo di centrali difensivi formati da Konsa e Mings ed il brasiliano Douglas Luiz perno davanti alla difesa ed ago della bilancia dell'equilibrio della squadra di Smith; alla loro conferma il club ha completato la squadra con un recruiting da 10 in pagella: nel ruolo di terzino destro è arrivato Matthew Cash, reduce da una grande stagione con il Nottingham Forest in Championship, mentre per il ruolo del centravanti, il grande buco della scorsa stagione, il club ha deciso di fare un investimento importante per Ollie Watkins, capocannoniere della scorsa Championship con la maglia del Brentford, con cui ha sfiorato la Premier, ha coperto il ruolo del portiere acquistando un signor estremo difensore come Emiliano Martinez dall'Arsenal e, ciliegina sulla torta, ha preso in prestito dal Chelsea Ross Barkley che si è già rivelato decisivo con la rete al 90' contro il Leicester ma soprattutto ha permesso a Smith il passaggio al 4-2-3-1 che, così assemblato, permette di contenere gli avversari con un 4-4-1-1 che chiude le zone centrali ed allo stesso tempo permette sufficiente elasticità sulla base di come l'avversario cerca di attaccare (raddoppio terzino-ala in caso di attacco laterale, abbassamento di Douglas Luiz in caso di movimenti in zona di rifinitura da parte delle punte), mentre in fase di possesso permette a Grealish di avere un giocatore in più con cui connettersi e con cui ruotare le posizioni assieme a Watkins permettendo anche a McGinn di mostrare le proprie qualità negli inserimenti, insomma un meccanismo che sembra ben costruito e che, al momento, è decisamente ben suffragato dai risultati (punteggio pieno e miglior difesa con 2 goal e 3,9 xG subiti, dato StatsBomb).

Anche il Leeds, come molti di noi speravano, sta mantenendo le promesse di inizio stagione, la curiosità di vedere i principi di gioco di Bielsa nella competizione che, al momento, rappresenta il pantheon tattico a livello mondiale, era gigantesca e ciò che sta proponendo il Leeds in queste prime giornate è un piacere per gli occhi; il calendario ha già messo di fronte i Whites con Liverpool e City dando vita a due partite molto avvincenti dove è riuscita a raccogliere un punto ma ha mostrato che la sua squadra può davvero giocarsela con chiunque, stesso discorso per la partita di lunedì scorso persa contro il Wolverhampton in cui gli uomini di Bielsa meritavano molto di più, partita che ho analizzato separatamente nel blog e dove potrete trovare un compendio del modo di giocare della squadra dello Yorkshire.


Oltre alle trame di gioco ci sono anche i numeri a certificare l'unicità del credo calcistico di Bielsa che, oltre a vedere il Leeds in testa alla classifica dei km percorsi e degli scatti effettuati, domina la statistica dei palloni contesi agli avversari in pressione e dei tackles effettuati, chiara dimostrazione della propensione della squadra a non accettare il possesso avversario e non abbassare mai il proprio baricentro, a questo si aggiunge il dato sul PPDA che ha visto i Whites passare davanti al Southamption di Hassenhuttl di cui ho già disquisito nei miei precedenti post

Il ritmo vertiginoso proposto dal Leeds contrapposto alla compattezza ed alla qualità dell'Aston Villa renderanno, a mio parere, ci regalerà una sfida che potrebbe diventare la giusta pubblicità per riconoscere l'innalzamento generale del livello della Premier League.



LIGUE 1, NIZZA-LILLE (DOMENICA, ORE 17)


All'Allianz Riviera di Nizza va in scena una sfida tra due squadre che si presentano con convinzioni differenti ma molto vicine in classifica con la squadra di Vieira che si trova la quarto posto con 13 punti a -4 dalla formazione di Galtier che si trova in testa alla classifica con grande merito.

Il Nizza si presenta a questa sfida reduce dal pesantissimo 6-2 subito in casa del Bayer Leverkusen in Europa League, dove da un lato si è vista l'inesperienza della squadra in un contesto come quello europeo, ma soprattutto si sono viste delle difficoltà da parte della squadra a mettere in pratica le idee di Patrick Vieira; l'ex capitano dell'Arsenal degli invincibili ha deciso di portare in costa azzurra un gioco basato sul possesso insistito cercando di attirare la pressione degli avversari e dunque sfruttare gli spazi generati da questa circolazione della palla. 

A livello numerico questa strategia di Vieira trova riscontro nel dato del possesso palla (pari al 58%) ma un possesso visivamente molto sterile e, come visto nella partita di Europa League contro il Leverkusen anche molto rischioso in quanto spesso messo in difficoltà da squadre che organizzano bene la prima pressione.

La sterilità del possesso della squadra nizzarda è testimoniata dalla difficoltà ad avanzare in campo, utilizzando i dati di StatsBomb presenti sulla piattaforma FbRef, si evidenzia come la squadra di Vieira sia all'ultimo posto come passaggi progressivi in tutto il campionato (poco più del 7% dei passaggi permettono alla squadra di avanzare sul terreno di gioco), un dato che conferma quanto visto già nella scorsa stagione e spiegato maggiormente nel dettaglio nel mio post riepilogativo sulla Ligue 1 al termine (forzato) della scorsa stagione. Fatta questa premessa allora qualcuno si chiederebbe come riesca questa squadra a rendersi pericolosa in zona offensiva, la risposta sta nella qualità elevata dei suoi elementi offensivi, su tutti l'ex Lione Amine Gouiri, esterno offensivo del 4-3-3 o seconda punta in caso di utilizzo di un 4-4-2 o nel 3-5-2 visto a Leverkusen, capace di guadagnare palla al piede quel campo che con il possesso palla la squadra non è in grado di ottenere. 

Il Lille, invece, si presenta a questo confronto da capolista del campionato, a dimostrazione che il percorso iniziato tre anni fa sotto la gestione di Galtier e la direzione tecnica di Luis Campos continua a raccogliere frutti non ostante le cessioni parecchio profittevoli per le casse della società che, però, non minano il valore tecnico della squadra.
Dopo aver tentato ad inizio stagione un 4-3-3 contro il Rennes, il tecnico marsigliese è tornato al 4-4-2 in continuità con le precedenti stagioni ma con una tensione meno verticale rispetto allo scorso anno: l'arrivo di Botman al centro della difesa ha reso possibile un impostazione da dietro più pulita, ma soprattutto l'avanzamento in campo non avviene più cercando il riferimento offensivo come Osimhen lo scorso anno e Leao l'anno precedente, bensì tramite combinazioni strette tra le punte ed i due esterni offensivi che si accentrano creando spazio per le sovrapposizioni dei terzini oppure tagliano alle spalle della linea difensiva per essere imbeccati dai passanti dalla zona di rifinitura; esempio di questo piano lo abbiamo visto con il goal del 3-1 realizzato sul campo dello Sparta Praga giovedì in Europa League, con Soumare che ha imbeccato in verticale il taglio di Ikone.




Ma la forza della squadra del nord della Francia sta principalmente nella fase difensiva, con Maignan che finora ha dovuto raccogliere solo due palloni da dentro la sua porta, questo sia per merito della compattezza della squadra in fase di non possesso, grazie alle idee chiare che la squadra ha su come indirizzare il possesso avversario per poi aggredirlo, ed anche quando l'avversario riesce ad andare al tiro, è lo stesso estremo difensore a mostrare il suo valore tra i pali visto che ad oggi con un saldo positivo di +4,3 in termini di xG post-tiro è per distacco il miglior portiere del campionato.

Per il Nizza di Vieira, dunque, un test decisivo per capire quali possano essere le reali ambizioni della squadra in questa stagione, per il Lille, invece, un risultato pieno anche in questa giornata potrebbe permettere alla squadra di sentirsi giustificata ad alzare l'asticella degli obiettivi e chissà, lanciare un guanto di sfida al PSG.


Friday, 25 September 2020

Consigli per il weekend calcistico Stagione 20/21 Ep. 2

Questa sera inizia un altro weekend ricco di partite che ci porterà verso una settimana in cui sapremo la composizione dei gironi della prossima Champions League, la settimana appena trascorsa, invece, ci ha lasciato diverse indicazioni sia a livello di giocatori da seguire che di indicazioni su come molte squadre stiano rivedendo le proprie strategie tattiche in questa stagione; sulla base di ciò ho scelto le partite da consigliare per questo weekend che, sicuramente, ci fornirà maggiori indicazioni sul calcio che vedremo in questa stagione.

Foto Bundesliga Website 


BRIGHTON-MANCHESTER UNITED (SABATO ORE 13.30)


La Premier League è partita con una particolarità a livello statistico, in 18 partite disputate nessuna è terminata in pareggio, inoltre tutte le squadre (eccetto l'Aston Villa, ma con una partita in meno) hanno subito almeno un goal così come tutte le squadre hanno realizzato almeno una rete (eccetto lo Sheffield United), il dato rappresenta al meglio un'inizio di stagione ricco di belle partite in Premier, con tante squadre che si stanno proponendo con un ruolo da protagonista pur non avendo obiettivi di alta classifica.

Una delle squadre che in queste prime due partite ha destato sensazioni solo positive è il Brighton: la squadra allenata da Potter ha mostrato un gioco decisamente spettacolare sia contro il Chelsea (seppur sconfitti in maniera decisamente immeritata) che nella trasferta di Newcastle, dove nei primi 30 minuti si è potuto assistere ad una prova di coralità impressionante; nel Lunch Match del sabato i Seagulls ospitano il Manchester United, reduce dalla pesante sconfitta all'esordio contro il Crystal Palace che ha riaperto tutti i dubbi sulla tenuta della squadra di Solskjaer.

La mentalità della squadra di Potter è ben rappresentata dall'immagine qui a fianco, non ostante il vantaggio di due reti il Brighton continuava ad occupare la metà campo del Newcastle con uno scaglionamento ben riconoscibile e che tanti allenatori che amano il gioco di posizione mettono in pratica in fase di possesso, ossia il 3-2/5 con i primi 5 uomini a consolidare il possesso e gli altri 5 ad occupare le zone avanzate del campo presidiando tutti i corridoi; in questo contesto i Seagulls hanno mantenuto la supremazia territoriale sia con il Chelsea che contro il Newcastle nonché si sono mostrati maggiormente pericolosi rispetto ai propri avversari (il differenziale di xG è a loro favore di 1,4, terzo posto), a questo si aggiunge l'esplosione dell'esterno destro Tariq Lamptey, che si aggiunge alla lista dei suoi omologhi in quel ruolo quali Alexander-Arnold, Walker, Reece James e Wan-Bissaka: il terzino del Brighton ha disputato una partita mostruosa a Newcastle, propiziando il rigore dell'1-0, il third-pass per il goal del 2-0, ha costretto al giallo sia Shelvey che Lewis e, fino alla sua uscita dal campo, è stato il giocatore con più tocchi effettuati nella metà campo avversaria, una prestazione dominante che ci auguriamo di rivedere anche contro lo United.

Lo United, invece, ha esordito in Premier subendo una clamorosa sconfitta casalinga contro il Crystal Palace che ha posto fine ad una serie positiva di 14 partite in Premier e che ha fatto riaffiorare i dubbi che l'arrivo di Bruno Fernandes sembrava avesse fatto sparire.

La mappa degli xG della partita contro il Crystal Palace ha riportato alla luce le enormi difficoltà dello United a generare occasioni da rete (basti osservare quanti tiri da fuori area sono stati effettuati) e le occasioni concesse al Palace, invece, sono state tutte frutto di transizioni generate da palloni persi a centrocampo (pessima la prestazione di Pogba che ha perso 18 palloni prima di essere sostituito da Van de Beek) in cui si è notata la difficoltà di Lindelof nel contenere attaccanti veloci con Zaha ed Ayew; la partita di Brighton ci dirà in che modo Solskjaer intende ridare ordine alla propria squadra, sicuramente sarà importante il recupero di Wan-Bissaka in difesa per garantire maggiore copertura in quella zona di campo, tanto mancata contro il Crystal Palace, ma soprattutto ci sarà da definire chi lascerà il posto a Donny Van de Beek, l'ex Ajax ha mostrato di poter essere subito decisivo negli equilibri dei Red Devils (goal realizzato incluso) e, stante la pessima prestazione di Pogba, sarà molto importante capire quali saranno le scelte di Solskjaer a riguardo.

Un incrocio tra una squadra che punta alla salvezza ma che è in ottima forma e mostra una qualità di gioco di primo livello ed una squadra dalle aspettative molto alte ma che mostra serie difficoltà nel ritrovare un'identità di gioco è sempre motivo di grande interesse, per questo la sfida dell'AMEX Community Stadium si prospetta come la partita più ricca di spunti di questa giornata di Premier.




INTER-FIORENTINA (SABATO ORE 20.45)


E' arrivato il momento di vedere alla prima apparizione ufficiale dell'Inter di Antonio Conte, a poco meno di un mese dalla finale di Europa League persa contro il Siviglia.

Le discussioni delle ultime settimane in casa interista sono ruotate sulla figura di Antonio Conte che ha deciso di accettare nuovamente la sfida nerazzurra dopo settimane turbolente con la dirigenza poi risolte con l'intervento del presidente Zhang in prima persona. A rendere possibile la tregua tra l'allenatore salentino ed il club è stato senza dubbio anche il mercato, dove l'Inter ha dato nuove forze all'organico inserendo Hakimi sulla fascia destra, Vidal a centrocampo e Kolarov in difesa, tutti giocatori decisamente graditi e ben adattabili alle esigenze tattiche di Conte; a questo punto un solo punto interrogativo resta irrisolto, che fine farà Eriksen? L'arrivo di Vidal rende difficile pensare che l'Inter possa virare verso un 3-4-1-2 in cui il danese potesse sentirsi a suo agio, per cui a meno di cessioni entro la fine del mercato, dovrà adattarsi ad una posizione, quella di mezzala, in cui oggettivamente non si trova a proprio agio.

Data la premessa di cui sopra la prima formazioni ufficiale dell'anno che Conte schiererà contro la Fiorentina dovrebbe darci delle indicazioni sulla strategia che il tecnico salentino vorrà adottare nella stagione in corso. L'amichevole con il Pisa della scorsa settimana ha visto l'Inter presentarsi con Eriksen tra le linee e con Hakimi e Perisic sugli esterni: proprio il croato potrebbe essere la grande novità della formazione nerazzurra in questa stagione, bocciato lo scorso anno da Conte per lo stesso ruolo, l'esperienza ricca di successi a Monaco potrebbe aver convinto la società nerazzurra a tenerlo, sarebbe molto interessante vederlo esterno di tutta fascia contro la Fiorentina, partita che lo scorso anno l'Inter dominò senza riuscire a superare la resistenza della squadra di Iachini.





La Fiorentina di Iachini si presenta alla partita di San Siro con una vittoria all'esordio contro il Torino mostrando di essere in uno stato avanzato come idea di squadra con la scelta di spostare Chiesa a tutta fascia sulla destra che potrebbe rivelarsi vincente sia in termini di soluzioni offensive per la squadra che per permettere la crescita del giocatore che, a mio parere, va tenuto in zone di campo lontane dalla porta, in opposizione a quanto la stampa mainstream afferma, in modo da poter sfruttare al meglio le capacità atletiche del figlio di Enrico.

L'asse di riferimento del gioco della squadra viola è basato sul lato sinistro del campo (dove tendenzialmente agiscono Castrovilli e Biraghi) e sfruttare l'ampiezza per i cross di Biraghi e Chiesa; il goal è arrivato proprio su un cross teso di Chiesa a centro-area spinto in rete da Castrovilli. La sfida sugli esterni con Hakimi e Biraghi ancora uno contro l'altro dopo Borussia-Inter dello scorso anno e Chiesa-Perisic dall'altra potrebbe essere la chiave di lettura della partita che prevedo molto ricca di duelli individuali visto che le due squadre si presenteranno, almeno sulla carta, con lo stesso modulo, una situazione che spinge in genere gli allenatori a dover trovare mosse e contromosse in corso di partita proprio sulla base dei duelli individuali che si creano sul campo; l'Inter avrà bisogno di mostrare da subito di essere in grado di superare un avversario difficile per consolidare le certezze di essere la principale contender per togliere lo scudetto alla Juve, dall'altra parte la Fiorentina ha bisogno quanto meno di una prestazione in graodo di allontanare gli scetticismi non tanto sul valore della squadra quanto sulle capacità del suo allenatore di fornire una strategia tattica all'altezza della situazione.

BARCELLONA-VILLARREAL (DOMENICA ORE 21)


E' arrivato il momento dell'esordio stagionale anche per il Barcellona di Ronald Koeman, una squadra ed una società uscita da questa estate con le ossa rotte, sul campo per l'uscita dalla Champions a seguito del fragoroso 8-2 subito dal Bayern, e fuori dal campo con Messi che ha provato ad utilizzare la clausola per lasciare il Camp Nou e con tentativi maldestri di liberarsi di uomini non più al centro del progetto del club catalano (vicenda Suarez su tutti).


In tutto questo marasma è passato quasi inosservato il lavoro che Koeman sta portando avanti in queste settimane per costruire una nuova identità e riconoscibilità a questa squadra: il primo passo è stato quello di stabilire che il 4-3-3 va messo da parte per giocare con il doble pivote a centrocampo, per cui si accantona il vertice basso di centrocampo sostituiti da una coppia di centrocampisti davanti alla difesa (presumibilmente Busquets e De Jong che si alterneranno con Pjanic) e poi quattro giocatori in avanti a completare quello che, sulla carta, sarà un 4-2-3-1 in cui Griezmann dovrebbe giocare alle spalle di Messi alternando le rispettive posizioni nel corso della partita, ai loro fianchi Koeman ha dato molto spazio a Coutinho in precampionato, così come abbiamo visto all'opera i vari Trincao, Ansu Fati e Dembele; scopo di questo passaggio tattico è quello di muovere il gioco più rapidamente ed in verticale, elemento assente nelle ultime versioni del Barça, per cui sarà molto interessante capire come queste connessioni funzioneranno al cospetto del Villarreal di Unai Emery.

Il "sottomarino giallo" si presenta a questa sfida del Camp Nou con 4 punti conquistati nelle prime due partite contro Huesca ed Eibar, entrambe affrontate tra le mura amiche, due sfide che hanno mostrato alcune difficoltà da parte della squadra a trovare i giusti meccanismi, questo poiché il tempo avuto a disposizione di Emery per ricostruire questa squadra è stato alquanto limitato, per questo, così come da un lato si vedono le intenzioni in fase di possesso, dall'altra parte si notano ancora delle indecisioni nella fase di non possesso, con una squadra che tende ad allungarsi con la linea di difesa che non segue i tentativi di pressione alta della linea di centrocampo e di attacco.

Una costante del sistema messo in piedi da Emery è quello di schierare un 4-4-2 di base ma che richiede diverse rotazioni per rendere possibile uno scaglionamento in campo che cerchi di disordinare l'avversario: in questo caso vediamo Parejo si proponga in fase di costruzione mentre Coquelin si apre e genera spazio per i movimenti di Moi Gomez e Gerard Moreno, questo movimento, come si evince dall'immagine accanto, disordina la linea di centrocampo dell'Eibar generando linee di passaggio, inoltre Samu a destra e Pedraza a sinistra garantiscono l'ampiezza necessaria a tenere i terzini avversari; il 4-2-3-1/4-2-4 di Koeman visto sopra potrebbe essere messo in difficoltà da questo tipo di schieramento del Villarreal, così come lo spazio tra linea difensiva e linea di centrocampo (sempre nella stessa immagine si evince che in caso di transizione il Villarreal avrebbe dovuto fronteggiare un tre contro tre con molto spazio a disposizione per i giocatori dell'Eibar) che la squadra di Emery lascia agli avversari potrebbe portare Coutinho e Messi a banchettare in zona di rifinitura, così come la stessa fascia sinistra potrebbe essere terra di conquista per Dembele o Fati vista la grande propensione offensiva di Pedraza o del neo arrivo Pervis Estupinan.

BAYER LEVERKUSEN-LIPSIA (SABATO ORE 15.30)


La seconda giornata di campionato mette di fronte il Lipsia di Nagelsmann al primo impegno di una certa difficoltà, visto che dovrà far visita al Bayer Leverkusen di Bosz, squadra dall'identità tattica ben definita ma che rischia di uscire indebolita dall'addio di Havertz e Volland.

Il Leverkusen si presenta a questa partita dopo aver pareggiato a Wolfsburg nella prima giornata, la squadra di Bosz ha mantenuto molte delle prerogative viste nella precedente stagione, ossia una squadra che tiene il possesso del pallone nelle retrovie per poi cercare una verticalizzazione che mandi uno dei suoi giocatori offensivi davanti alla porta.

Per rendere possibile questo tipo di strategia, Bosz alterna la difesa a 3 o a 4 a seconda dell'avversario, con lo scopo di avere una superiorità numerica in fase di impostazione, contro il Wolfsburg qui si vede come la linea a 4 difensiva muova il pallone nel tentativo di cercare spazi tra le linee avversarie scaglionando 5 giocatori in zona rifinitura (Alario centralmente, Wirtz e Demirbay nei mezzi spazi, Bellarabi e Diaby sugli esterni) per poi attivare delle combinazioni rapide per superare la linea difensiva, nel caso qui accanto Tapsoba ha sufficiente spazio per mandare il pallone alle spalle delle difesa sfruttando la velocità di Diaby; in fase di non possesso, invece la squadra mantiene un atteggiamento aggressivo in fase di transizione, mentre tende a disporsi con due linee da 4 in situazioni posizionali, inoltre il posizionamento di Aranguiz permette alla difesa di avere maggiore protezione anche nei momenti in cui uno degli elementi spezzi la linea per andare ad aggredire l'avversario andando a ricomporre la linea. Altro motivo per vedere all'opera il Leverkusen è per osservare Florian Wirtz, classe 2003, giocatore visto all'opera già nella scorsa stagione dopo il lockdown, adesso chiamato a sostituire Kai Havertz da cui eredita la posizione in campo e da cui sembra aver anche ereditato le qualità tecniche, specie nel muovere il pallone con grande rapidità ed efficacia anche in spazi molto stretti.

Il Lipsia si presenta a Leverkusen con la seria intenzione di portare avanti il progetto di Nagelsmann che tanto ci ha esaltato dal punto di vista della qualità del gioco prodotto, quanto dal punto di vista dei risultati, con la semifinale di Champions che ha dato lustro ad una stagione terminata con un terzo posto in campionato ed una eliminazione ai quarti di finale di Coppa di Germania per mano dell'Eintracht.
Le due partite contro il Leverkusen giocate lo scorso anno hanno visto per lunghi periodi di gioco in difficoltà gli uomini di Nagelsmann, per cui la sfida alla squadra di Bosz diventa un test di particolare importanza per il 3-4-2-1 che il tecnico tedesco sembra aver definitamente adottato a partire dalla fase finale della scorsa stagione.

La prima in campionato ha visto il Lipsia passeggiare contro il Mainz (squadra a cui ha rifilato 14 reti nella scorsa stagione) ma soprattutto abbiamo avuto modo di ammirare i principi di gioco di Nagelsmann che tanto ci hanno divertito nel quarto di finale di Champions contro l'Atletico Madrid: il 3-4-2-1 sulla carta, si trasforma in fase di possesso in un 3-2/5, con la prima e la seconda linea che hanno il compito di dare inizio all'azione (un sistema che ha influenzato molto le strategie di Pirlo e del suo staff alla Juve) per poi innescare nei mezzi spazi Dani Olmo e Forsberg o tramite una giocata in verticale di uno dei tre difensori o passando per gli esterni; tuttavia a rendere particolarmente efficace il sistema di gioco è la capacità di muovere il pallone con grande rapidità da parte dei due centrocampisti centrali, e su questo è impressionante il lavoro svolto da Kevin Kampl, sempre in grado di spostare il pallone a due tocchi in qualsiasi situazione, indubbiamente è lui l'uomo a cui il sistema di Nagelsmann dovrà affidarsi per ottenere le migliori fortune in questa stagione.

Come si evince sarà una sfida che si giocherà in battere e levare, con tanti giovani interpreti pronti a dominare il decennio appena iniziato supportati da allenatori e club con un'idea di calcio a mio parere molto esaltante.


LILLE-NANTES (VENERDI' ORE 21)


Il programma della quinta giornata di Ligue 1 si apre con la sfida interna tra il Lille di Galtier ed il Nantes, una sfida tra due squadre che hanno portati avanti un mercato in questi mesi molto interessante e che, come d'abitudine nel campionato francese, stanno mettendo in mostra profili interessanti da seguire.

Il Lille arriva a questa partita dopo aver perso nei minuti finali la possibilità di uscire da Marsiglia con una vittoria e la testa della classifica; la squadra di Galtier si è mossa sul mercato quest'estate con lo scopo principale di coprire le due principali partenze, ossia il difensore Gabriel Magalhaes, acquistato dall'Arsenal, e l'altro elemento è Victor Osimhen, il centravanti nigeriano acquistato dal Napoli: al posto del primo è arrivato Sven Botman, classe 2000, scuola Ajax e che già ha preso il posto al centro della difesa con buone prestazioni, in attacco, invece, il posto di Osimhen è stato preso dalla grande promessa canadese Jonathan David, anche lui classe 2000, ma che sta facendo ancora un po' fatica ad entrare nei meccanismi della squadra di Galtier che, infatti, ha rivisitato il suo 4-4-2 per dividere i compiti offensivi con un altro attaccante centrale, ossia Burak Yilmaz, arrivato anche lui quest'estate al posto di Loic Remy.

Il cambio di tipologia di centravanti ha portato Galtier anche a rivedere la strategia della squadra in fase di possesso, fino all'anno scorso molto diretto, quest'anno, invece, l'assenza di un giocatore come Osimhen, ben innescabile anche con palloni verticali, ha portato il Lille a cercare di elaborare l'impostazione da dietro: come si evince dalla passmap elaborata da Between the Posts nella partita di domenica scorsa a Marsiglia si nota come Celik (il terzino destro) resti bloccato in fase di costruzione per creare una linea a 3 con i centrali difensivi permettendo al terzino sinistro (Bradaric o Reinildo) di alzarsi in zone più avanzate di campo e coinvolgendo maggiormente i due centrocampisti centrali, limitando, dunque, l'utilizzo degli attacchi diretti sulle punte, questo permette alla squadra Lilloise di avere un maggior controllo sulla partita ma manca ancora di incisività negli ultimi 20 metri, non è un caso che le due punte David e Yilmaz abbiano messo insieme meno di un tiro di media a partita e nessuno dei due abbia ancora trovato la via della rete, la partita contro un'altra squadra come il Nantes che ama, specie in trasferta, giocare prevalentemente nella propria metà campo mette di fronte Galtier di fronte alla necessità di elaborare nuove vie per lo sviluppo e la rifinitura della manovra.

Il Nantes si presenta, invece, a questa sfida reduce dal pareggio ottenuto nei minuti finali contro il Saint-Etienne dopo essere stata sotto di due reti: la squadra di Christian Gourcuff ha due anime diverse a seconda se gioca in casa o in trasferta, nel primo caso la squadra di mostra molto propositiva, nel secondo caso tende a concedere il campo alla squadra avversaria

Come si evince dalla mappa delle posizioni medie delle ultime due partite contro Saint-Etienne (in casa) e contro il Monaco (in trasferta) il 4-4-2 resta il modulo di base ma il baricentro (dato principalmente dal posizionamento dei due centrali di centrocampo e della linea difensiva).
La squadra di Gourcuff è stata costruita quest'estate aggiungendo principalmente un tassello, ossia quello dell'ex Liverpool Pedro Chirivella a centrocampo, dove lo spagnolo è l'uomo destinato a far partire l'azione innescando i due esterni offensivi e le due punte, tra le quali emerge l'esterno sinistro Moses Simon, giocatore devastante specie quando si tratta di creare attacchi in transizione (8 dribbling su 15 riusciti) a cui la squadra si affida per generare pericoli (è il giocatore che tocca più palloni nel terzo di campo avversario), bene anche il suo dirimpettaio Bamba (8 dribbling su 12) ma meno utilizzato da Gourcuff che lo alterna con Coco da quella parte di campo. A Lille vedremo sicuramente una squadra che aspetterà nella propria metà campo sperando di innescare in transizione i due esterni d'attacco, tuttavia, data la grande capacità della squadra di Galtier di saper coprire lo spazio che gli avversari possono usare in transizione, a Gourcuff servirà un atteggiamento diverso per uscire indenne dal Pierre Mauroy.
 

AJAX-VITESSE (SABATO ORE 21)


La terza edizione dell'Ajax di Ten Hag sembra essere partita nel verso giusto, con due vittorie nelle prime due partite (di cui la prima ottenuta non ostante l'inferiorità numerica), certo fino ad ottobre esiste la spada di Damocle del mercato che potrebbe influire non poco sulle forze a disposizione dei lancieri (Van de Beek ceduto al Manchester United e Sergino Dest che è prossimo a vestire la maglia del Barcellona) ed anche su questa prospettiva Ten Hag sta sperimentando nuovi giocatori da inserire nel suo sistema di gioco.
Nelle due partite fin qui disputate in Eredivisie l'allenatore olandese ha messo in campo già 19 giocatori schierati con il tipico 4-3-3 che in fase di possesso si trasforma in un 4-2-3-1 con Promes nominalmente nei tre di centrocampo ma in realtà agisce prevalentemente tra vertice avanzato del triangolo di un triangolo a centrocampo completato da Edson Alvearez supportato da Gravenbech o dal ghanese Kudus arrivato dal Nordsjoelland, in attacco il volto nuovo è l'esterno offensivo Antony, il match-winner della gara d'esordio in casa dello Sparta Rotterdam, in difesa, invece, questa dovrà essere la stagione dell'affermazione al centro della difesa di Perr Schuurs, giocatore che ha avuto la possibilità di unirsi già alla nazionale olandese nell'ultimo slot riservato alle nazionali lo scorso settembre.

La partita contro il Vitesse è un ottimo test per capire come sarà l'Ajax di questa stagione e cosa aspettarsi dai lancieri, questo perché la squadra allenata dal tedesco Thomas Letsch è decisamente una squadra di livello superiore rispetto alle due affrontate sinora da Tadic e compagni e che ama essere molto aggressiva in fase di non possesso ed il cui obiettivo è tenere il gioco della metà campo avversaria.

Anche se si parla di appena due partite di campionato il Vitesse è la squadra seconda in Eredivisie per occupazione territoriale del terzo di campo avversario, come indicato dalle statistiche di WhoScored, questo a dimostrazione di quanto la strategia aggressiva voluta da Letsch (scuola Red Bull anche lui) sia ben eseguita e rappresenti un aspetto che possa creare delle difficoltà ad una squadra che ha perso nell'ultimo mercato i giocatori su cui basava la propria costruzione dal basso, a questo si aggiunge la qualità tecnica in zona offensiva, in particolare grazie al giocatore copertina di queste prime due giornate della Eredivisie, ossia Oussama Tannane, classe 1994, attaccante che può coprire tutti i ruoli dell'attacco e che nell'ultima giornata di campionato è stato in grado di sbloccare la partita con questo calcio di punizione.


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