Showing posts with label Granada. Show all posts
Showing posts with label Granada. Show all posts

Friday, 29 January 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 15



Questo weekend chiuderà il mese di gennaio, un mese che, come spesso accade ad ogni stagione, ci fornisce indicazioni molto forti su come sarà il proseguimento della stagione. Difatti, non è un caso che in Bundesliga il Bayern Monaco abbia iniziato l'allungo che potrebbe rivelarsi decisivo per il successo finale, mentre in Spagna la classifica comincia progressivamente a sgranarsi. E' stato, inoltre, un mese in cui le coppe nazionali hanno regalato molte emozioni, con Real ed Atletico eliminate in Copa del Rey, il Bayern Monaco eliminato dal Kiel in Coppa di Germania, la FA Cup che ha visto Arsenal e Liverpool uscire negli scontri contro Southampton e Manchester United. In Italia, invece, la nostra Coppa Italia paga una formula che non permette questo tipo di situazioni ma, quanto meno, ci ha regalato spettacolo nella sfida degli ottavi tra Roma e Spezia e nei due quarti di finale tra Inter e Milan ed Atalanta e Lazio.

Fatta questa premessa sul mese di gennaio che fa a chiudersi, come da mia abitudine vi fornisco i miei consigli sulle partite del weekend che meritano, a mio parere, la vostra attenzione.


ARSENAL - MANCHESTER UNITED (SABATO ORE 18,30)

La sfida tra Arsenal e Manchester United fa venire in mente molto di più le liti nei sottopassi tra Roy Keane e Vieira, oppure "The Battle of Old Trafford" della stagione in cui i Gunners portarono a casa l'ultima Premier della sua storia nella stagione degli Invicibles. Oggi siamo lontani da quegli standard, le due squadre di maggior tradizione in Premier vengono da stagioni interlocutorie e stanno cercando, con percorsi diversi, di tornare grandi.

Il percorso che Arteta ha iniziato all'Arsenal ha avuto delle premesse che sembravano alquanto promettenti: la vittoria della FA Cup e la seguente vittoria nel Charity Shield parevano rilanciare le quotazioni dei Gunners che, invece, si sono nuovamente involuti in corso d'opera come accaduto nella prima parte della scorsa stagione fino ad arrivare all'esonero di Emery.

Arteta sta avendo grosse difficoltà a mettere in piedi una squadra in grado di avanzare rapidamente in campo, chi si aspettava di vedere riproposti i princìpi di gioco di Guardiola nell'Arsenal si è dovuto ricredere. Non ostante vari tentativi di riproporre un tipo di calcio più complesso, con rotazioni posizionali e schieramento fluido tra le due fasi, il tecnico spagnolo è dovuto tornare sui propri passi e mettere via determinati esperimenti (vedi la difesa a 3) a causa delle difficoltà di molti interpreti ad eseguire determinati movimenti.

Fonte dati WhoScored
Come si evince dalle statistiche, l'Arsenal fa una grande fatica a sviluppare il gioco per vie centrali, solo tre squadre in Premier hanno un rapporto percentuale peggiore dei Gunners, a dimostrazione di come il gioco passi prevalentemente mediante conduzioni esterne (addirittura il 41% del gioco transita dal lato sinistro del campo) e triangolazioni laterali rapide supportate dalla corsa di Tierney e gli spunti di Bukayo Saka, la vera nota lieta di questa stagione della squadra di Arteta.
Segnali di miglioramento sono arrivati dall'innesto tra i titolari di Emile Smith-Rowe, giocatore che schierato sulla trequarti sta permettendo ai Gunners di trovare quella fluidità nel possesso palla che mancava anche a causa della scelta del club di tenere fuori dai giochi Mesut Ozil, da pochi giorni trasferitosi al Fenerbache. Alle ottime prestazioni del classe 2000 inglese si aggiungerà a breve l'innesto di Odegaard (magari lo vedremo esordire proprio in questa occasione?) che potrebbe davvero aiutare Arteta in quel processo di crescita della squadra che sembra davvero molto complesso.

Il Manchester United, invece, si presenta a questa sfida da momentanea capolista della Premier nonché reduce dalla qualificazione al quinto turno di FA Cup grazie alla vittoria contro il Liverpool. Per buona parte della stagione la squadra di Solskjaer sembrava ancora vittima dei suoi limiti: le sconfitte pesanti nella prime giornate di campionato (vedi il 6-1 subito dal Tottenham), l'inopinata eliminazione dalla Champions League (con la sconfitta contro il Basaksehir che brucia ancora per gli errori commessi dalla squadra) sembravano cancellare quanto di buono la squadra aveva prodotto nella fase finale della scorsa stagione.
Invece, con il ritorno ai suoi livelli di Paul Pogba, proporzionalmente è salito il livello della squadra che ha iniziato ad inanellare una lunga serie positiva (durata 13 partite) interrotta clamorosamente nel turno infrasettimanale contro lo Sheffield United. Una struttura di squadra basata su aggiustamenti fatti alla squadra di partita in partita giustifica il continuo cambio di disposizione della squadra a seconda della partita da affrontare.

Fonte Heatmap - SofaScore
Ma sono soprattutto le individualità a fare la differenza, in particolare Bruno Fernandes, il grimaldello che permette al sistema di Solskjaer di funzionare: nelle formazioni pre-partita lo trovate generalmente indicato come trequartista del 4-2-3-1 o vertice avanzato di un rombo di centrocampo, tuttavia la trequarti in tutta l'ampiezza è la sua zona, mostrando una grande capacità di riconoscere ed utilizzare gli spazi creati dai movimenti dei suoi compagni di squadra che gli permette di associarsi con essi e creare, quindi i maggiori pericoli per la porta avversaria. La heatmap riprodotta qui a fianco mostra anche visivamente quanto indicato sopra, a questo si aggiunge un piede educatissimo sui calci da fermo (decisiva la sua punizione in FA Cup contro il Liverpool) tanto da essere il tiratore prescelto dalla squadra per le situazioni di palla inattiva (basta vedere il colore all'altezza della bandierina del calcio d'angolo e sul dischetto dell'area di rigore.

La sfida dell'Emirates, dunque, si prevede molto bloccata tatticamente, con pochi spazi al centro e con le due squadre che dovranno cercare di creare catene laterali per poter risalire il campo e generare pericoli: la partita dell'andata fu molto bloccata e fu l'Arsenal in grado di portarsela a casa, ma, seppur parlando di una partita di poco meno di 3 mesi fa, le due squadre sono oggi molto diverse ma, allo stesso tempo, i due allenatori sembrano conoscerne meglio vizi e virtù, per cui mi aspetto tecnicamente di vedere qualcosa in più.


PALMEIRAS - SANTOS (SABATO ORE 21)

La settimana scorsa ho presentato la finale di Coppa Sudamericana che ha visto vincente il Defensa y Justicia allenato da Hernan Crespo. In questo weekend, invece. tocca alla Coppa Libertadores prendersi il centro della scena calcistica e, come da nuova tradizione (iniziata nello scorso anno) la finale si gioca in gara secca. Lo scenario è uno dei più iconici, se non il più iconico, del calcio sudamericano, ossia il Maracanà di Rio de Janeiro, il tempio del calcio carioca che, suo malgrado, ospiterà una finale di Coppa Libertadores tutta paulista.

Ad affrontarsi in questa finale, infatti, saranno il Palmeiras di Abel Ferreira ed il Santos di Cuca, che hanno ottenuto l'accesso a questa finale facendo fuori in semifinale niente meno che le finaliste dell'edizione 2018, ossia le due big d'Argentina River Plate e Boca Juniors.

Il Palmeiras arriva a questa finale al culmine di una stagione alquanto travagliata che ha trovato, però, la svolta a fine ottobre con l'esonero di Vanderlei Luxemburgo al termine di un periodo pessimo per i Verdao. Per la sua successione erano emersi nomi di un certo livello come Quique Setien, Matias Almeyda e Juan Antonio Pizzi. Alla fine la scelta è ricaduta su Abel Ferreira, giovane allenatore portoghese che negli ultimi mesi si era messo in evidenza in Grecia sulla panchina del Paok Salonicco con cui ha sfiorato la vittoria del campionato nella scorsa stagione e l'accesso alla fase a gironi della Champions all'inizio della stagione attuale, questo prima di accettare la chiamata del Palmeiras.

Con Luxemburgo il Palmeiras era abituato a giocare un 4-2-3-1 che Ferreira ha mantenuto fino alle due semifinali disputate contro il River quando si è schierato con un 3-4-3/3-4-2-1 molto simile a quello che ha utilizzato nella sua esperienza in Grecia. Il passaggio è stato reso possibile dall'arrivo all' Allianz Parque dell'ex difensore di Verona, Bari e Salernitana Alan Empereur, difensore centrale che offre a Ferreira l'opportunità di avere un giocatore mancino da inserire nella linea difensiva. Tuttavia, quello che sembra essere il vero punto di forza dei Verdao è l'avere a disposizione una rosa composta da elementi molto duttili che possono permettere all'allenatore portoghese di preparare diversi tipi di piano-partita, soprattutto perché l'idea di fondo sembra essere quella che questa squadra sembra molto più a suo agio quando può agire in contropiede anziché quando è in possesso palla.

Fonte dati: SofaScore
A rappresentare al meglio la bontà della rosa a disposizione di Ferreira c'è senza dubbio Patrick De Paula, centrocampista centrale che può fungere sia da vertice basso davanti alla difesa o centrale in uno schieramento con doble pivote, ossia quando si sceglie di avere due giocatori centrali davanti alla difesa. Dunque De Paula rappresenta al meglio il profilo ideale per un 4-2-3-1 o per un 3-4-2-1/3-4-3, ossia gli schieramenti prescelti dai suoi allenatori in questa stagione.
Come si evince dalle statistiche relative alla sua stagione, il centrocampista classe 1999 risulta molto prezioso in fase di non possesso, soprattutto in fase di recupero palla, gli 11 palloni recuperati nella gara d'andata contro il River hanno mostrato le grandi qualità di questo giocatore in fase di pressione. Si tratta di un elemento poco appariscente, ma la sua assenza nella semifinale di ritorno contro la squadra di Gallardo si è fatta sentire e non poco.
Oltre a lui, i Verdao possono completare una linea di centrocampo molto interessante con l'altro mediano Danilo, classe 2001, del quale Ferreira sembra fidarsi molto al punto di togliere la titolarità ad un Ramires in fase calante; ai loro fianchi è molto importante il lavoro svolto dai due esterni Gabriel Menino (classe 2000, può anche giocare da mezzala) e Matias Vina (classe 1997); infine menzione particolare merita Gabriel Veron, esterno offensivo classe 2002 messosi in luce nell'ultimo mondiale U17 che, però, al momento, Ferreira utilizza con parsimonia, principalmente come sostituto nel terzo finale di partita.

Anche il Santos, come il Palmeiras, è una squadra che non si fa molti problemi a cedere il pallone all'avversario se necessario (nel Brasilerao il dato del possesso palla si attiene sul 50%) e che Cuca ha costruito sulle ceneri del lavoro di Sampaoli che, in parte, è stato smantellato a causa di alcune difficoltà finanziarie del club che ha anche dovuto subire un blocco dei trasferimenti a causa di alcune situazioni di insolvenza.

In questo contesto, disponendo di un settore giovanile che di talento storicamente ne ha prodotto in maniera esondante, i Peixe hanno deciso di fondare la squadra lanciando alcuni giovani elementi, in particolare il centrocampista Sandry Roberto, classe 2002, che al momento viene utilizzato come alternativa alla coppia di centrocampo Pituca-Alison. Anche la squadra di Cuca ha mostrato una certa flessibilità a livello tattico, tuttavia la linea a 4 di difesa formata da Parà a destra, Felipe a sinistra e i due centrali Verissimo e Luan Peres rappresenta, assieme alla coppia di centrocampisti, l'architrave su cui si poggia questa squadra. In fase offensiva, invece, sono le giocate di Lucas Braga, del colombiano Soteldo e di Marinho a creare i maggiori pericoli con i loro movimenti a collegare fase di sviluppo e fase di finalizzazione con quest'ultimo che fa la voce del padrone in termini di goal e assist, visto che nel Brasilerao ne ha collezionati 22 (16 goal e 6 assist).

Fonte heatmap SofaScore
Ma in Libertadores il protagonista assoluto diventa Kaio Jorge, che da pochi giorni ha compiuto 19 anni e vorrà farsi un regalo con il suo primo trofeo internazionale. Come il suo avversario Gabriel Veron, l'attaccante è esploso nel corso dell'ultimo mondiale Under 17 e, complice la necessità del Santos di dover ripartire sugli elementi del proprio vivaio, ha preso la piena titolarità in attacco. Vedendo i suoi movimenti e la sua struttura fisica è impossibile non notare le somiglianze con Roberto Firmino, un attaccante che non può certo competere a livello fisico (tanto che il dato dei duelli aerei lo vede vincente solo nel 30% dei casi) ma che fa tanto movimento sulla trequarti avversaria generando quel tipo di situazione in cui la linea difensiva deve scegliere se alzarsi per andare a contrastarlo o coprire gli inserimenti degli elementi offensivi. La sua heatmap stagionale mostra chiaramente questo tipo di movimenti e le zone di campo in cui ama ricevere il pallone. 

Spero che quanto sopra vi abbia portato interesse per seguire la sfida di sabato sera, di certo rispetto al derby argentino visto la settimana scorsa per la finale di Copa Sudamericana manca l'ingrediente del contrasto di stili, il vantaggio, tuttavia, sta nel fatto che sarà molto interessante capire chi detterà il contesto tecnico e tattico della partita: Palmeiras e Santos hanno mostrato di essere due squadre molto solide e, sotto un certo punto di vista, ormai distanti dal tipo di calcio a cui il Brasile ci aveva abituato storicamente. Questa maggiore attenzione all'equilibrio ed alla costruzioni di giocatori abili in fase difensiva è anche ben rappresentata dalla nazionale maggiore, tuttavia proprio in un contesto dei questo tipo toccherà al talento individuale a disposizione delle due squadre il compito di far saltare l'equilibrio.


LORIENT - PARIS SAINT GERMAIN (DOMENICA ORE 15)

Uno degli elementi di maggior interesse di questa prima parte del 2021 è senza dubbio dato dall'approdo di Pochettino sulla panchina del PSG al posto di Tuchel. Il tecnico argentino ha ereditato dal tecnico tedesco una squadra reduce da una finale di Champions League e da un mercato estivo che non aveva accontentato il suo predecessore, adesso a lui spetta il compito di mantenere alti gli standard di rendimento della squadra e trasmetterle quelle idee di gioco che gli hanno permesso di costruire un ciclo esaltante al Tottenham.

In queste prime partite sotto la sua gestione, Poch ha cercato di portare alcuni elementi che hanno contraddistinto la sua avventura al Tottenham, in particolare lo schieramento di gioco flessibile basato su un 4-2-3-1 di base che si trasforma in 4-4-2 in fase di non possesso e 3-1-4-2 in fase di possesso che permette alla squadra di essere ben scaglionata sul terreno di gioco.

Una particolarità che si evince osservando le ultime partite del PSG, è la posizione di Neymar che, soprattutto in situazione di blocco basso dell'avversario, entra in zona di sviluppo per venire a giocare il pallone a supporto di Verratti e Paredes. Questa soluzione, cercata, seppur meno frequentemente, anche da Di Maria nell'altro mezzo spazio, somiglia ai movimenti a venire incontro di Eriksen ai tempi del Tottenham, a dimostrazione che questo può essere già considerato come un primo accorgimento voluto dal tecnico che, allo stesso tempo, mette maggiormente a proprio agio il brasiliano che, così può muoversi per il campo molto liberamente. Ovviamente resta da vedere se questa soluzione verrà ricercata anche in contesti diversi, in particolare nel doppio confronto con il Barcellona che è ormai alle porte e che, molto probabilmente rappresenterà il primo vero test per capire a che punto è il lavoro del nuovo allenatore in quel di Parigi.

Dall'altra parte ci sarà il Lorient, formazione neopromossa in Ligue 1 e che, suo malgrado, occupa l'ultimo posto in classifica. A dispetto della classifica, però, la squadra allenata da Christophe Pelissier, mostra un'ottima qualità di gioco ed alcune individualità interessanti come i centravanti Terem Moffi e Yoane Wissa.

Fonte dati FbRef/Statsbomb
Il punto debole, al momento, sembra essere la fase difensiva, non tanto in merito a come la squadra difende, ma in termini puramente numerici subisce più goal rispetto a quanto la squadra effettivamente concede ai propri avversari. I numeri suggeriscono che sono le prestazioni dell'estremo difensore Paul Nardi ad essere il punto debole della squadra, con quasi 10 reti subite finora in eccesso rispetto all'aspettativa dei tiri subiti (i cosiddetti post-shots xG). Ad ogni modo nel recupero disputato mercoledì sera nello scontro diretto contro il Dijon, è arrivata una vittoria importantissima che permette alla squadra bretone di tenersi agganciata al treno delle squadre che vogliono evitare la retrocessione e che, soprattutto, permetterà agli uomini di Pelissier di affrontare questa sfida con uno stato d'animo privo di pressioni.


GRANADA-CELTA VIGO (DOMENICA ORE 18,30)


In una Liga in cui i valori in campo stanno iniziando nuovamente a consolidarsi dopo una fase iniziale ricca di colpi di scena, l'assalto ai posti che possono garantire l'accesso all'Europa League o alla Conference League della prossima stagione è, invece, molto aperta, e domenica pomeriggio prevede uno scontro che potrebbe dare un importante indirizzo anche a questa zona di classifica.

Stiamo parlando della sfida per il settimo posto tra Granada e Celta Vigo, ovviamente è una posizione di classifica che non garantisce l'accesso alle coppe europee (dipende dall'andamento della Copa del Rey che sembra aperta a mille scenari), tuttavia con un consolidamento di valori dato dal quartetto Atletico-Real-Barça-Siviglia per la Champions e Villareal-Real Sociedad in controllo delle posizioni per l'accesso diretto all'Europa, il settimo posto rappresenta un risultato ambito da molte squadre che vogliono proporsi in prospettiva come una forza che vuole lottare in maniera continua per un posto in Europa.

A rendere ulteriormente interessante la sfida tra le due squadre è la diversa strategia di gioco portata avanti dai due allenatori decisamente molto differente, soprattutto in fase di possesso.

Fonte dati FbRef/Statsbomb
Andando a leggere le statistiche relative alla frequenza dei passaggi lunghi, si evince chiaramente la differenza delle due formazioni nel modo di approcciare alla fase di possesso palla. Il Granada preferisce di gran lunga cercare il lancio lungo per poi andare a cercare l'assalto alle seconde palle oppure cerca di innescare gli esterni offensivi (in particolare Darwin Machis) con palloni lunghi alle spalle della difesa avversaria; a livello statistico i dati Wyscout mostrano come mediamente i possessi della squadra allenata da Diego Martinez si attestano attorno ai 3 passaggi per possesso, una situazione che banalizzando può essere riassunta in due pattern ricercati. Il primo è centralmente un lancio per la punta centrale che fa da sponda per l'inserimento di uno dei centrocampisti (Yangel Herrera è letale in questo tipo di inserimenti), magari anche dopo che un altro centrocampista ha ripulito un'eventuale seconda palla rimettendola in area; la seconda opzione è appunto un pallone che il terzino lancia in direzione dell'attaccante esterno di parte che scatta alle spalle della difesa e crossa in mezzo all'area dove una punta, un centrocampista a rimorchio o l'altro esterno sul secondo palo possono concludere in rete.

Sempre leggendo lo stesso grafico visto sopra, il Celta ha chiaramente uno stile di gioco molto diverso, il centrocampo della squadra allenata da Coudet è composto da tanti giocatori di qualità, per questo motivo non passare dal centro del campo per sviluppare la manovra sarebbe delittuoso. Su questo punto di forza ha lavorato Eduardo Coudet che, dopo l'ottimo lavoro in SudAmerica, si sta confermando un ottimo allenatore anche in Europa.

Fonte dati FbRef/Statsbomb
Come si evince dal grafico elaborato qui a fianco, il lavoro del tecnico argentino è ben visibile anche a livello statistico: dal momento del suo arrivo sulla panchina la squadra ha diminuito la distanza media dalla porta delle sue conclusioni e proporzionalmente si è innalzata la pericolosità media delle conclusioni stesse. Come si nota ci sono due partite in cui la tendenza non è stata rispettata e sono le due partite contro Getafe e Villarreal in cui la squadra di Coudet non è riuscita ad esprimersi al meglio, nel primo caso soffrendo oltremodo la grande aggressività della squadra avversaria, nel secondo caso nel secondo caso, invece, la sconfitta è arrivata al culmine di un periodo molto negativo che è coinciso con l'assenza del leader tecnico ed emotivo della squadra, ossia Iago Aspas.

Date le premesse di cui sopra, la sfida tra Granada e Celta Vigo presenta molti spunti di interesse, non ultimo sarà un match che guarderanno con moltissima attenzione i tifosi del Napoli, visto che mancano pochi giorni alla doppia sfida di Europa League che metterà di fronte la formazione di Martinez a quella di Gattuso.

Friday, 16 October 2020

Consigli per il weekend calcistico Stagione 20/21 Ep. 4

Terminata la pausa delle nazionali che ha lasciato indicazioni non del tutto attendibili nel momento in cui molte nazionali sono state penalizzate dalle assenze di diversi giocatori colpiti dal COVID, trascinando con se polemiche sul calendario messo in piedi da FIFA e UEFA, ritorna il calcio dei club, soprattutto si torna a fare sul serio, visto che non ritornano solo i campionati ma tornano anche le competizioni europee nel corso della prossima settimana, per questa ragione i miei consigli del weekend sono orientati a conoscere alcune squadre che vedremo impegnate da martedì tra Champions ed Europa League e di cui mi piacerebbe conoscere e farvi conoscere qualcosa in più.

Sarà il weekend, questo dei derby di Liverpool e di Milano che possono valere la vetta della Premier e della Serie A, ma è anche il weekend del derby di Glasgow, e quest'ultimo è una delle partite che ho scelto per questa preview del weekend calcistico.





IN ATTESA DI CHELSEA-SIVIGLIA (MARTEDÌ ORE 21)


La squadra di Lampard e quella di Lopetegui sono le favorite di un girone (il girone E) parecchio interessante, visto che include anche il Rennes, di cui ho parlato nelle scorse settimane, ed il Krasnodar, squadra russa con giocatori di talento. Per introdurvi alla sfida di martedì a Stamford Bridge i rispettivi impegni di campionato ci diranno che squadre si affronteranno.

GRANADA-SIVIGLIA (SABATO ORE 13)

Prima del ritorno in Champions League, la formazione andalusa avrà un bell'impegno nella Liga, dove dovrà affrontare all' Estadio de lo Carmenes il Granada in un derby andaluso che ci farà rendere conto di quanto manca agli osservatori ed agli addetti ai lavori dover seguire questi match senza la giusta cornice di pubblico, ma questo è un altro discorso.

L'asse Monchi-Lopetegui ha costruito una squadra che ha riportato il Siviglia in Champions dopo due stagioni non esaltanti e, soprattutto, ha riportato dopo 4 stagioni l'Europa League, appena alzato il trofeo al cielo in Germania, Monchi si è rimesso all'opera per sostituire prima due pedine importanti come Reguillon e Banega, al cui posto sono arrivati rispettivamente Marcos Acuna dallo Sporting Lisbona ed Ivan Rakitic, cavallo di ritorno e giocatore che ritengo favoloso e perfetto per associarsi nel centrocampo di Lopetegui con Fernando e Jordan; in zona offensiva sono rimasti tutti al Sanchez Pijuan, soprattutto Lucas Ocampos, decisivo nella scorsa stagione, e Luuk De Jong, partito molto a rilento nella scorsa stagione e poi giocatore decisivo nelle fasi finali, doppietta all'Inter in finale di Europa League inclusa, ma soprattutto, nell'ultimo giorno di mercato si è regalata un tocco di classe in più con l'arrivo di Oussama Idrissi, uno dei tanti giovani prospetti di alto livello usciti da quel meraviglioso laboratorio che è l'AZ Alkmaar, pronto a scalzare dall'undici di partenza l'ex milanista Suso.

Il 4-3-3 di Lopetegui è ormai facilmente riconoscibile nella strategia, basata sulla copertura in ampiezza del campo, con una fase di costruzione molto pulita, atta ad attrarre la pressione avversaria per poi innescare con i cambi di gioco le batterie di esterni formate dal terzino e l'ala, una giocata che disordina spesso e volentieri le linee avversarie e che porta a generare diverse palle goal: ciò che è mancato per lunghi tratti della Liga lo scorso anno è stata la fase realizzativa, questo a causa del rendimento non ottimale di De Jong che, invece, ha alzato il livello della squadra nel momento in cui ha iniziato a trovare la porta con regolatrità; a dimostrazione della riconoscibilità del gioco di Lopetegui, abbiamo la statistica dell'ammontare dei cambi di gioco a partita per squadra, come dimostrato dal grafico che ho creato qui sotto sulla base dei dati StatsBomb resi disponibili dalla piattaforma FbRef che conferma i dati anche della scorsa stagione, dove tra i 5 principali campionati il Siviglia era secondo al solo Real Madrid e addirittura davanti al Liverpool.



Il Granada dal canto suo viene da una stagione sorprendente, dove da neo promossa è riuscita a trovare la qualificazione in Europa League, dove in queste settimane ha anche ottenuto la qualificazione alla fase a gironi dove dovrà vedersela con il PSV di Roger Schmidt, il PAOK retrocesso dai preliminari di Champions ed i ciprioti dell'Omonoia. La squadra di Diego Martinez in queste stagioni ha consolidato un sistema di gioco basato sul 4-2-3-1 che in fase di non possesso si trasforma in un 4-1-4-1 con uno dei mediani che si abbassa per presidiare la zona di rifinitura.

Nell'immagine a fianco un'esemplificazione dello schieramento del Granada in fase di non possesso dove è facilmente riconoscibile il 4-1-4-1 (l'attaccante è fuori inquadratura), sulla carta uno schieramento che predilige la copertura delle zone centrali, ma il posizionamento di terzini ed ali è sempre pronto al raddoppio in caso di cambio di gioco, ossia la strategia che il Siviglia usa per sviluppare la propria manovra, per questo motivo vedremo tanti duelli nelle zone esterne del campo che saranno la chiave per il Granada al fine di soffocare la maggior qualità di cui il Siviglia dispone; in fase di possesso, invece, i terzini si spingono molto in avanti, mentre uno dei centrocampisti si pone tra i due centrali difensivi formando una classica salida lavolpiana su cui il Siviglia dovrà fare delle scelte molto precise sul come attaccarla, visto che poi la pressione avversaria viene usata dagli uomini di Martinez per innescare in verticale la qualità di Machis, ex Udinese ed uno degli uomini più pericolosi della Liga in questa fase di stagione, se non saranno i duelli individuali sugli esterni, dunque, a decidere la partita, lo saranno allora le transizioni.


CHELSEA-SOUTHAMPTON (SABATO ORE 16)

Il Chelsea di Frank Lampard, complice il mercato faraonico, si presenta a questa stagione con tanti occhi puntati addosso e, sotto sotto, con molti che sperano nel fallimento della stagione dei Blues: le prime gare della stagione non sono state del tutto incoraggianti, soprattutto nelle prime due partite, dove Brighton e Liverpool hanno surclassato il Chelsea (il dato aggregato degli xG parla di un -1,8 secondo StatsBomb); la partita con il Southampton mette di fronte gli uomini di Lampard ad una squadra di cui ho già più volte disquisito nelle precedenti settimane e che, dopo un inizio in cui i difetti hanno nascosto i pregi, ha trovato due vittorie consecutive prima della pausa che ne hanno fatto risalire le quotazioni.

Il problema di Lampard in questo primo scorcio di stagione è quello di trovare un sistema di gioco che sia in grado di tenere insieme il talento di Havertz e Werner, questo ha portato a tanti cambiamenti dello schieramento nelle 4 partite di campionato fin qui disputate, allo stato delle cose la scelta sembra essere ricaduta su un 4-2-3-1 in cui il Chelsea schiera un riferimento avanzato (Abraham o Giroud) che si associ con i due tedeschi, le ultime due partite, inoltre, hanno visto salire le quotazioni di Hudson-Odoi come elemento necessario a garantire l'ampiezza a destra, mentre quella a sinistra è garantita dal ritorno in campo di Chillwell, arrivato da Leicester lo scorso agosto.

Il 4-2-3-1 visto contro il Crystal Palace prima della pausa e nel secondo tempo della partita contro il WBA in cui ha rimontato 3 reti si sviluppa sostanzialmente nella maniera indicata nello schieramento qui accanto: Azpilicueta resta bloccato in fase di impostazione mentre Chillwell tende ad avanzare, se lo spagnolo è chiamato anche lui a salire è Jorginho ad abbassarsi tra i due centrali difensivi o al loro fianco, lo scaglionamento offensivo vede Hudson-Odoi dare ampiezza a destra mentre Havertz e Werner occupano la zona di rifinitura per poi attaccare la linea sfruttando i movimenti a venire incontro di Abraham, se invece la manovra si sviluppa sull'esterno, avanzano anche Azpilicueta e Kante in modo tale che l'area possa essere invasa da più uomini possibile e, in caso, di palla persa, ci sia un numero sufficiente di giocatori per avviare la ri-aggressione. Indubbiamente questa strategia sembra essere la comfort zone di Lampard e della squadra, tuttavia il timore di lasciare spazi alle spalle delle linee di pressione sembrano essere una grossa preoccupazione per la squadra, come si è visto nella partita contro il Liverpool, dove un atteggiamento estremamente prudente in fase di non possesso non ha raccolto sufficienti dividendi, la trasferta su un campo di una squadra propositiva come i Saints sarà un'occasione per capire quanto questa squadra stia crescendo e quale strada intende seguire.

Del Southampton abbiamo parlato nei post precedenti così come nella presentazione di questa Premier League, il progetto Hassenhuttl prosegue in continuità con quanto visto nella scorsa stagione, ossia squadra molto aggressiva e che vive di transizioni così come di occupare la trequarti avversaria.


I numeri mostrano chiaramente i segni della strategia portata avanti dal tecnico del Southampton, visto che la squadra si trova al terzo posto alle spalle di City e Liverpool come minor percentuale di tempo speso nella propria trequarti, a dimostrazione della tensione verticale della squadra, un dato che conferma la strategia di Hassenhuttl è quello relativo al PPDA, ossia il dato relativo alla rapidità con cui si recupera il pallone, dato che, secondo Understat è pari a 7,40, indice più basso di tutta la Premier, insomma non siamo ai convenzionali tre indizi ma ci sembra che abbiamo una prova sufficiente per mostrare che i principi del tecnico austriaco abbiano del tutto attecchito sulla costa sud dell'Inghilterra ed intende portare avanti un ciclo che promette molto bene, a patto che si accettino sia i pregi che i difetti (vedi i disastri della partita persa contro il Tottenham alla seconda giornata); la partita contro il Chelsea, inoltre, potrebbe vedere in campo l'esordio dal primo minuto dei nuovi acquisti Salisu e Diallo, quest'ultimo giunto dal Brest nell'ultimo giorno di mercato con lo scopo di sostituire, nello scacchiere di Hassenhuttl, il posto lasciato vacante dalla partenza di Hojbjerg verso il Tottenham, permettendo ai Saints di poter temere in misura minore gli ampi spazi da difendere alle spalle della propria linea di pressione, se entrambi saranno in campo, la tecnica e la velocità di cui dispone il Chelsea dalla metà campo in su rappresenteranno un bel banco di prova che potrebbe aprire o meno scenari ambiziosi.


IN ATTESA DI MIDTJYLLAND-ATALANTA (MERCOLEDÌ ORE 21)

Dopo essere stata lei ad essere messa a battesimo nella scorsa Champions, per l'Atalanta arriva il momento, alla sua seconda partecipazione, di dare il battesimo al Midtjylland, formazione danese dal progetto molto affascinante (basato sui principi del MoneyBall) che l'ha portata nel giro di pochi anni a raggiungere la cima del calcio danese scalzando il Copenaghen e mettendo in mostra un gioco molto piacevole e lanciando tanti talenti molto interessanti che avranno a disposizione in Champions di una vetrina ancora più importante per mettersi in mostra.

MIDTJYLLAND-ODENSE (SABATO ORE 16)


La partita di avvicinamento per la squadra danese si disputa sabato pomeriggio, sostanzialmente in contemporanea con quella dell'Atalanta, che scende in campo a Napoli un'ora prima. Gli impegni nei turni preliminari di Champions hanno distolto leggermente l'attenzione della formazione di Brian Priske dal campionato, dove in 4 giornate ha raccolto 7 punti e adesso si trova ad inseguire il Brondby che è in testa a punteggio pieno: la principale problematica che si legge dai numeri è quella delle difficoltà realizzative, visto che, stando a quanto indicato dal sito della 3F Superliga, il Midtjylland ha realizzato meno di quanto prodotto in termini di xG (4 reti a fronte di 6,5 xG).


Lo schieramento del Midtjylland è riassumibile in un 4-3-3 di base che può ruotare in un 4-2-3-1, ma indipendentemente dai numeri è l'identità della squadra quella che balza maggiormente all'occhio, con un gioco di possesso e di interessanti rotazioni sia nel gioco laterale che nella fase di sviluppo a centrocampo, inoltre con l'arrivo di Pione Sisto in questa stagione si sta consolidando una giocata che rischia di diventare un marchio di fabbrica: lo svedese ex Celta si abbassa a metà campo dando man forte ai centrocampisti, non appena riceve il pallone lo scarica di prima intenzione alle spalle della linea difensiva innescando il taglio dell'esterno destro Dreyer che può andare a concludere solo davanti al portiere; è possibile vedere replicata questo tipo di giocata anche nelle sfide dei preliminari di Champions League, in particolare nel corso del 3-0 allo Young Boys.




Un altro motivo per vedere la partita contro l'Odense non è solo relativo alla qualità corale della squadra di Priske, ma anche la qualità individuale dei giocatori pescati dal club, l'età media della squadra è di poco superiore ai 25 anni e si tratta di giocatori pronti davvero ad esplodere, abbiamo già citato Dreyer, ma aggiungo il mediano Cajuste, il regista Evander e l'esterno offensivo Mabil, tutti giocatori di cui l'Atalanta dovrà ben vedersi, vista la capacità di muovere rapidamente il pallone e trovare la giocata per bypassare pressioni aggressive come quelle della squadra di Gasperini; la partita di sabato, dunque, servirà a capire come la squadra danese si presenta a questa fase della stagione.

L'Odense, avversario nella sfida di sabato, si presenta a questa sfida con un curriculum offensivo interessante (6 reti realizzate nelle prime 4 partite) ma che si è poggiato sulle qualità realizzative del centravanti Issam Jebali che però sarà assente per squalifica dopo essersi fatto cacciare fuori dopo 20' dell'ultima partita di campionato contro il Vejle, poi persa per 1-0, un risultato ed una prestazione che hanno dilapidato quanto di buono costruito nelle prime tre giornate, in particolare la vittoria alla prima giornata contro il Copenaghen per 3-2; della squadra allenata da Michelsen, oltre alle prestazioni dell'assente Jebali, segnalo i due esterni d'attacco Frokjaer-Jensen ed Emmanuel Sabbi, molto rapidi e, quindi, potenzialmente molto pericolosi in fase di transizione, dove il Midtjylland potrebbe avere un punto debole e dove invece l'Odense è in grado di farne il proprio punto di forza.

NAPOLI-ATALANTA (SABATO ORE 15) 


Per l'Atalanta, invece, la preparazione alla seconda partecipazione alla Champions arriva affrontando uno degli avversari che uno dei 4 posti glieli vuole togliere, ossia il Napoli di Rino Gattuso, sulle cui novità in questa stagione ne avevo scritto alla vigilia della sfida contro il Parma alla prima di campionato.

La rosa a disposizione di Gattuso permette al tecnico calabrese di variare lo schieramento tattico della squadra così come può permettersi diverse strategie a seconda dell'avversario e dell'andamento della partita: ad esempio in una sfida contro una squadra particolarmente offensiva come l'Atalanta non sarei sorpreso di rivedere un Napoli con un baricentro più basso ed un centrocampista in più, una strategia che nella gara disputata a Bergamo lo scorso luglio non pagò dividendi proprio per l'assenza di giocatori in grado di sfruttare le situazioni di transizione offensiva, oggi, invece, con giocatori come Osimhen e Lozano in campo, la storia potrebbe cambiare.






Altra chiave di lettura della sfida sarà senz'altro la fase di costruzione del Napoli contro la pressione individuale dell'Atalanta: Gattuso ha preteso sin dal giorno 1 del suo arrivo di non voler derogare ad un'uscita palla sin da dentro la propria area di rigore, inoltre i numeri ci mostrano come questa contrapposizione si verificherà anche nella metà campo opposta.

Dall'analisi dei numeri delle prime giornate di campionato, si evince come entrambe le squadre facciano un grande uso del possesso nella propria trequarti prima di affondare (difatti sono le prime due squadre per percentuale di possesso nel proprio terzo difensivo sul possesso totale) così come cercano di privilegiare la pressione oltre la propria metà campo; tuttavia, come indicato in precedenza, resterà da capire se Gattuso vorrà mantenere il baricentro alto anche in occasione di questa sfida concedendo uomini contro la batteria di centrocampisti e trequartisti a disposizione di Gasperini, oppure accetterà di restare con un baricentro medio-basso per cercare di limitare le connessione tra Papu Gomez, Pasalic e co.

Anche per l'Atalanta la partita di Napoli sarà un test a dir poco probante per verificare, oltre alla tenuta dei meccanismi in fase di non possesso contro una squadra di grande tecnica come il Napoli, anche la capacità di imporre il proprio gioco ed il proprio ritmo sul campo della squadra partenopea, un successo ed una prestazione dominante, oltre ad essere un buon viatico in vista dell'esordio in Champions, significherà aver vinto molti duelli contro una squadra di prima fascia, il che significa che i nerazzurri potranno iscriversi di diritto alla lotta per la vittoria del campionato.



IN ATTESA DI STANDARD LIEGI-RANGERS (GIOVEDI ORE 18,55)


L'Europa League darà il via alla sua fase a gironi dal prossimo giovedì con in programma diverse partite di sicuro interesse, vedi la sfida tra Nizza e Leverkusen o quella tra PSV e Granada, oltre ai match delle italiane che affrontano Celtic campione di Scozia (il Milan), AZ Alkmaar, primo posto a parti merito con l'Ajax nella scorsa Eredivisie prima della sospensione del campionato (il Napoli) e lo Young Boys campione di Svizzera (la Roma).
Tuttavia la sfida che meglio identifica l'interesse degli appassionati di calcio a questa competizione è la sfida che si disputerà al Maurice Dufrasne di Liegi tra lo Standard padrone di casa ed i Rangers allenati da Steven Gerrard, due squadre che hanno diversi giocatori ma anche un'interessante identità di gioco da mettere in mostra, a questo si aggiunge il vantaggio di vedere due squadre già rodate visto che i rispettivi campionati celebrano nel weekend rispettivamente l'undicesima (la Premiership scozzese) e la nona giornata (la prima divisione belga).
Ma a farmi scegliere questa partita vi sono anche le partite che le due compagini dovranno affrontare prima di incontrarsi in Europa League.


STANDARD LIEGI - BRUGES (SABATO ORE 20,45)


Il contrappasso della storia ha voluto che il Belgio, nazione che ha fatto del colonialismo e dello sfruttamento delle miniere un elemento distintivo, veda oggi il proprio campionato nazionale come una miniera di materiali grezzi da lavorare e far luccicare altrove, tuttavia le squadre belga hanno saputo usare questa funziona come un'ottima fonte di guadagno, iniziando a rendere la Jupiler League una bottega cara grazie ad una vetrina decisamente resa migliore dalla competitività del campionato.

La partita di Liegi è resa molto interessante dal fatto che prima della pausa lo Standard ed il Bruges si sono rese protagoniste di due vittorie in cui hanno dichiarato la candidatura per poter essere le principali contendenti al titolo in questa stagione: la squadra di Liegi è andata ad espugnare il campo della capolista Charleroi con una prestazione a tratti dominante, stesso discorso per il Bruges che ha distrutto il rinnovato Anderlecht di Vincent Kompany; adesso le due squadre sono divise da un solo punto in classifica occupando rispettivamente il terzo ed il secondo posto a due ed un punto di distacco dallo Charleroi capolista.


Entrambe le squadre a livello tattico amano muoversi all'interno di un 4-2-3-1 che può modificarsi in un 4-3-3 a seconda degli interpreti e delle situazioni che la singola partita richiede. Come si evince dalla grafica che ho creato qui a fianco, lo Standard Liegi tende a sfruttare l'ampiezza con i propri terzini abbassando uno dei centrocampisti tra i centrali creando una salida lavolpiana, se necessario il 4-2-3-1 viene poi rielaborato in 4-3-3 qualora sia necessario aggiungere un uomo alla fase di impostazione, in tal caso è il trequartista ad abbassarsi lasciando l'onere di coprire la zona di rifinitura agli esterni offensivi; dall'altra parte il Bruges cerca con uno dei suoi due centrocampisti centrali di esplorare gli spazi alle spalle delle linee di pressione costringendo l'avversario a fare delle scelte su come impostare il pressing, la copertura è data dai terzini che non si alzano subito in fase di costruzioni ma attendono fasi successive del gioco, inoltre l'ampiezza in genere è garantita dagli esterni offensivi nel momento che la zona di rifinitura è occupata dai centrocampisti che si alzano.

Per cui le strategie delle due squadre sono entrambe basate sul desiderio di avere il controllo del gioco e di vincere i duelli individuali: al centro del campo vedremo da una parte la tecnica del 19enne Nicolas Raskin, il trequartista dello Standard Liegi che ha già collezionato 3 assist in campionato e 1,4 passaggi-chiave per partita, dall'altra parte l'esperienza e la fisicità di Ruud Vormer e Hans Vanaken, ossia i giocatori che, con i loro movimenti tra le linee di pressione permettono al Bruges di controllare il gioco e di dominare fisicamente contro qualsiasi avversario, insieme hanno collezionato 7 goal e 7 assist in questa stagione a dimostrazione della loro vocazione offensiva, così come della grande produzione in fase conclusiva della squadra allenata da Clement; in fase di rifinitura i duelli individuali sono affidati da una parte a Semi Amallah, 23enne esterno offensivo marocchino che ha collezionato 1,9 dribbling a partita e 3,4 falli subiti a partita a cui aggiungere una media di 3,6 conclusioni a partita, dati che dimostrano l'enorme quantità di responsabilità che si prende il marocchino assieme all'ex Genoa Maxime Lestienne che sarà il grande ex di questa partita, visto che con la maglia del Bruges ha vissuto le migliori stagioni della sua carriera nel 2013 e nel 2014, dall'altra parte, invece, toccherà all'esterno senegalese classe 1999 Krepin Diatta il ruolo di creare spazi con le sue giocate e tenere indietro i terzini dello Standard e magari sfidarli in uno contro uno, stesso discorso sull'altra fascia verrà richiesto al classe 2001 Charles De Ketelaere.


CELTIC-RANGERS (SABATO ORE 13,30)

Il derby di Glasgow non ha bisogno di molte presentazioni, siamo all'episodio numero 320 in campionato, e sarà ancora più speciale perché si torna a giocare dopo 10 mesi dall'ultima volta, perchè, ahime, sarà il primo a disputarsi senza la bellissima cornice di pubblico del Celtic Park, ma soprattutto perché, per la prima volta dal 2012 (anno in cui i Rangers sono stati costretti a ripartire dalla quarta serie scozzese) l'Old Firm potrebbe valere qualcosa in più della semplice vittoria nella rivalità cittadina (anche se sappiamo tutti che si tratta di una rivalità che va oltre questo aspetto, ma non è questa la sede adatta per approfondire questo aspetto) dato che finalmente i Rangers sembrano aver colmato il gap tecnico rispetto ai Celtic.

Il merito di questo va dato principalmente al gran lavoro di un allenatore il cui nome non ha bisogno di molte presentazioni, ossia Steven Gerrard: l'ex capitano del Liverpool è alla terza stagione sulla panchina dei Gers, stagioni in cui ha riportato la squadra in Europa facendola anche ben figurare nelle ultime due edizioni dell'Europa League (lo scorso anno sono arrivati fino agli ottavi per poi essere eliminati dal Leverkusen), un percorso reso possibile da un percorso tecnico molto preciso basato sulla ricerca costante del gioco all'interno del campo mettendo alle spalle i concetti tradizionali del calcio britannico basato sulle palle alte e la ricerca della punta centrale.  
   

Il mercato ha, inoltre, permesso di trovare sempre giocatori adatti a migliorare la squadra a livello tecnico ma soprattutto ha permesso a Gerrard di avere diverse soluzioni di gioco per modificare il registro delle partite in corso d'opera: lo scorso anno i giocatori che hanno alzato il livello della squadra sono stati Joe Aribo e Ianis Hagi (quest'anno riscattato, come si evince dalla grafica accanto presa da Transfermarkt); quest'anno, invece, Gerrard ha deciso di rimpolpare il reparto degli attaccanti, una scelta nata in primis dalla concreta possibilità che Alfredo Morelos, il trascinatore dei Gers sotto la gestione Gerrard, potesse andare via per sostituire Osimhen al Lille ma invece non è accaduto, tuttavia il club si è cautelato acquistando l'ex Leeds Kemar Roofe e dello svizzero Itten del San Gallo, a cui si aggiunge anche il caro vecchio Jermaine Defoe; lo scopo è quello di avere maggiori alternative negli ultimi metri, magari anche tenendosi come opzione il doppio centravanti come soluzione da tenere nel taschino in corso di partita.


Per il Celtic la stagione è partita decisamente in salita, con l'eliminazione precocissima nei preliminari di Champions League che ha costretto gli uomini di Lennon a dover disputare due turni di preliminare per entrare nella fase a gironi dell'Europa League dove affronterà giovedì il Milan.

Le prestazioni e gli investimenti dei Rangers stanno mettendo alla prova la tenuta di un club e di una squadra che negli ultimi 9 anni ha dominato il campionato scozzese, così dopo la sconfitta subita contro il Ferencvaros in Champions, Neil Lennon ha deciso di mettere mano all'abito tattico della sua squadra passando alla difesa a 3 resa possibile grazie all'arrivo dell'irlandese Shane Duffy in prestito dal Brighton che occupa il posto centrale portando con se il bagaglio di conoscenze acquisito la scorsa stagione sotto la guida di Potter in termini di inizio azione da dietro, al suo fianco c'è il  centrale norvegese Kristoffer Ajer, classe 1998, un altro interessante elemento di questa generazione scandinava.

Il 3-5-2 permette, inoltre, a Lennon di poter schierare insieme le sue due punte principali in rosa, ossia Edouard ed Ajeti (quest'ultimo principale investimento dell'ultimo mercato, pagato 5,5 milioni per prelevarlo dal West Ham), tuttavia i due hanno giocato insieme solamente una partita, vinta dal Celtic per 5-0 sul campo del Ross County. Ancora maggiori alternative fornisce il 3-4-1-2 con Ryan Christie nel ruolo di trequartista alle spalle delle due punte, tuttavia il COVID sta falcidiando The Hoops visto che sia il francese che il trequartista scozzese saranno indisponibili per l' Old Firm, così come l'esterno James Forrest ed i due israeliani della rosa Nir Bitton e Hatem Elhamed.

Unica buona notizia potrebbe arrivare dalle fasce laterali, dove potrebbe già essere l'ora per un esordio immediato per Laxalt, arrivato in prestito dal Milan negli ultimi giorni di mercato, ma soprattutto questo Old Firm sarà il primo per l'olandese Frimpong, classe 2000 rivelazione di questa prima fase di stagione, utilizzando gli algoritmi di calcolo di SmarterScout (vedi immagine) seppur valutati su un campione di minuti ancora non sufficientemente probanti, mostrano potenzialità importanti se rapportate alle necessità dei club di un campionato come quello di serie A, se vedrete l'Old Firm sarà il momento giusto anche per voi per valutarne le potenzialità. 

Monday, 8 June 2020

Liga, dove eravamo rimasti

Con l'annuncio dello scorso 23 maggio il presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez, ha annunciato il ritorno della Liga, forse il campionato più interessante di Europa, sia per l'elevato livello tecnico e tattico, sia per il fatto che alla data di chiusura delle ostilità causa COVID, nessuna squadra può ritenere conclusa la propria stagione visto che tutti gli obiettivi a disposizione sono in palio, il tutto merito di un forte equilibrio ma livellato verso l'alto, per intenderci sono lontane le stagioni in cui Barcellona e Real Madrid chiudevano entrambe la stagione sfiorando i 100 punti, oggi ogni partita della Liga è un grattacapo importante per le due grandi di Spagna e rende ogni partita sempre molto difficile da pronosticare.

Oltre al livello tecnico, dunque, anche a livello tattico/strategico non mancano gli aspetti di interesse in ciascuna delle squadre della Liga: ogni squadra ha una precisa identità che nella gran parte dei casi parte sin dalla visione del settore giovanile (vedi le squadre basche ed il Barcellona) sia dalla capacità degli allenatori di costruire un'identità tale da far salire di livello squadre che a livello di singoli avrebbero poco da dire (vedi Bordalas a Getafe, a pochi chilometri dal regno del Cholismo), oppure società che hanno deciso di approntare strategie molto interessante in sede di scouting, con epicentro la città di Siviglia, dove da una parte il sistema Monchi e dall'altra parte il progetto iniziato dall'ex Fiorentina Macìa hanno reso le due anime della città andalusa come punti di riferimento nella scelta dei giocatori adatti ad alzare il livello della squadra e della società: saranno proprio Siviglia e Betis ad affrontarsi l'11 giugno nella partita che segnerà la ripartenza della Liga.



I dati (fonte Fbref e StatsBomb) mi hanno permesso di inserire le 20 squadre della Liga in 4 quadranti che ne rappresentato vizi e virtù: da una parte abbiamo squadre che cercano di prendere il controllo del campo e della partita grazie alle proprie qualità in palleggio e conduzione (quadrante in alto a destra), l'identikit coincide con le squadre in vetta alla classifica (difatti troviamo Real, Barça, Siviglia e Real Sociedad); al di sotto di questo troviamo le squadre che amano avanzare in maniera diretta quanto efficace (una definizione in cui è facile riconoscere realtà come Eibar, Getafe e Osasuna che fanno della verticalità un mantra). Dall'altra parte troviamo squadre che avanzano in campo ma grazie a conduzioni individuali causa difficoltà a muovere il pallone in avanti (il dato è ben identificabile in Betis e Celta Vigo. squadre che tengono tanto il pallone e che usano spesso il dribbling per guadagnare campo); infine troviamo le squadre costrette a giocare in trincea, ossia le squadre che sono state costruite con lo scopo di mantenere la categoria.

Fatta questa premessa andiamo a vedere quali temi ci presenta il campionato iberico in vista del suo ritorno.

IL DUELLO BARCELLONA-REAL MADRID


Oltre a dominare la classifica (tra Real secondo e Siviglia terzo ci sono 9 punti di differenza) Real e Barcellona sono le dominatrici del campionato anche a livello statistico: nel grafico sopra si evince quanti palloni entrambe le squadre giochino nell'ultimo terzo di campo (area avversaria inclusa) e quanto siano dominanti sia in termini di conclusioni nello specchio che nel differenziale degli expected goals.

Gli stessi dati del grafico ci mostrano, a loro volta, i pregi ed i difetti delle due contendenti, caratteristiche che sono riconoscibili anche con una semplice osservazione del campo e che quindi i numeri confermano: nel grafico denominato "controllo del gioco" ho inserito alle ascisse il numero di tocchi nella trequarti avversaria, sull'asse delle ordinate quanti ingressi in area per ciascun accesso alla trequarti avversaria; quest'ultimo dato ci mostra come il Barcellona porti molto facilmente il pallone davanti all'area di rigore ma fatica ad entrarci, al contrario del Real che riesce ad entrarci con maggiore frequenza.

Dall'immagine presa dalla partita persa al Mestalla contro il Valencia, si nota in maniera inequivocabile la mancanza nella squadra di Setien di giocatori che attacchino le linee avversarie, specie quando le due linee, come quelle del Valencia sono molto strette; in questa situazione l'unico giocatore tra le linee è Griezmann che essendo mancino ha una postura del corpo tale da rendere inefficace il controllo del pallone qualora i suoi compagni fossero in caso di servirlo, inoltre mancano movimenti in sovrapposizione ed in ogni caso non riescono a generare superiorità numerica in nessuna zona; l'azione qui si concluderà con un cambio di gioco per Jordi Alba che, però, non riuscirà a trovare la sua giocata classica, ossia il cross basso all'indietro (il cosiddetto cut-back) viste le linee strette della squadra di Celades.

Dal lato Real ciò che il grafico nominato "finalizzazioni", si nota la grande capacità di entrare in area con frequenza durante la partita ma una capacità di realizzazione molto bassa, questo anche a causa del livello medio non particolarmente elevato degli xG/tiro (vedi grandezza dell'indicatore). 
In una situazione simile a quella in cui il Barça si è trovato a Valencia (ossia due linee strette e basse) il Real mostra di avere idee chiare su come distribuirsi in ampiezza ed in zona di rifinitura, questo le permette di attaccare molto bene la linea difensiva avversaria, tuttavia in fase conclusiva negli esempi che vediamo sotto Benzema non finalizza delle occasioni da rete ben costruite.




Chi, tra le due, riuscirà a trovare rimedio ai propri difetti riuscirà a portare a casa la vittoria finale: ad essere decisivo sotto questo aspetto potrebbe essere, a mio parere, il ritorno di Suarez dopo l'infortunio, ossia il tassello che manca alla squadra di Setien per accedere all'area di rigore avversaria con maggiore facilità.

LA LOTTA CHAMPIONS


I due posti rimanenti in Champions League sono una lotta tra 4 squadre: Siviglia, Real Sociedad, Getafe e Atletico Madrid. Per identificare meglio le caratteristiche delle quattro contendenti mi sono aiutato mediante la creazione dei grafici qui sotto: da una parte abbiamo il grafico "pressione alta" che identifica l'atteggiamento senza palla delle squadre sulla trequarti avversaria; il secondo grafico, invece, denominato "controllo del gioco" è lo stesso utilizzato sopra per indicare l'approccio nel terzo di campo avversario con il pallone in proprio possesso.

Dal grafico relativo alla pressione alta si ottengono informazioni sufficienti per definire lo stile delle 4 contendenti.
Il Getafe è senza dubbio la squadra più aggressiva nei contrasti (oltre il 14% dei suoi tackles sono esercitati sulla trequarti avversaria), figlio dell'atteggiamento della squadra di Bordalas basato sul gioco diretto e sulle riconquiste della seconda palla, se guardiamo il secondo grafico lo stile di gioco è confermato dal numero di palloni toccati nella trequarti avversaria (minore rispetto alle altre contendenti, sintomo anch'esso di uno stile diretto) che però si uniforma alle altre squadre in termini di accesso all'area avversaria dalla trequarti.
Il posizionamento dell'Atletico Madrid mostra, invece, un atteggiamento in fase di possesso non molto dissimile a quello del Getafe, mentre la fase di non possesso mostra come il focus non sia sul contestare il possesso immediatamente sulla trequarti avversaria.
Siviglia e Real Sociedad, invece, si pongono su una strategia diversa: la squadra di Lopetegui cerca di restare alta anche in fase di non possesso ma non tende a contestare il possesso in zone alte del campo, semmai cerca di indirizzarlo in una zona dove può attuare le strategie di recupero palla, mentre in fase di possesso è la squadra che più cerca di giocare il pallone nella trequarti avversaria prima di entrare in area; la Real Sociedad, invece, è, a mio parere, la squadra più ambiziosa ed interessante del lotto: la fase di pressione sull'uscita avversaria è molto aggressiva e ben strutturata, la fase di possesso è, invece, strutturata a raggiungere la trequarti per poi cercare la verticalizzazione sfruttando i tagli degli esterni offensivi.

Entrando nel dettaglio del gioco della squadra basca si evince la peculiarità del sistema di Alguacil costruito in maniera sartoriale per esaltare le qualità dei suoi interpreti, uno su tutti è Martin Odegaard, le cui qualità in rifinitura e conduzione si completano con i movimenti dei due esterni d'attacco e della punta centrale, creando un sistema fortemente associativo ed anche molto bello da vedere.




Il video qui sopra ci mostra un esempio del sistema di aggressione della squadra di Alguacil, con la punta centrale che va a pressare fin sul portiere ed i giocatori alle sue spalle (le due ali più Odegaard)  pronti ad accorciare sugli appoggi; l'atteggiamento raccoglie molti dividendi ma ovviamente porta con se il rischio di creare molto spazio alle spalle esponendo la linea difensiva, specie se alla linea di prima pressione si aggiunge Mikel Merino, ossia la mezzala meno offensiva del trio di centrocampo. In fase di possesso si nota invece la trasformazione del 4-3-3 in 4-1-4-1 con l'ampiezza data dalle ali e gli spazi in zona di rifinitura occupati dalle mezzali. La peculiarità del sistema sta nel fatto che le ali tendono poco ad associarsi nella zona di rifinitura ma restano larghe quando il pallone si trova sul loro lato e tagliano alle spalle della difesa sul lato cieco quando l'azione si sviluppa sul lato opposto: in questo fondamentale eccelle particolarmente Portu, l'ex Girona grazie a questo tipo di movimento ha già raccolto un bottino di 7 goal e 7 assist.

La lotta tra queste 4 squadre sarà davvero molto interessante, il blasone e la rosa dicono che le favorite sono Siviglia e Atletico, ma la grande identità di gioco del Getafe e della Real Sociedad renderanno questa lotta aperta fino alla fine.

LA LOTTA SALVEZZA

Anche la lotta per la permanenza nella Liga è abbastanza aperta e molto avvincente, questo grazie alla presenza nella lotta di almeno due squadre che alla vigilia della stagione non erano pronosticate in questa parte di classifica, il mio riferimento è ad Espanyol e Celta Vigo, con i pericos che si trovano all'ultimo posto in classifica con 6 punti da recuperare proprio sulla squadra galiziana che, in questo momento sarebbe la prima squadra ad evitare la retrocessione.

L'Espanyol ha pagato alcune cessioni importanti quest'estate oltre alla partenza del tecnico Rubi, la cui successione ha visto finora avvicendarsi tre allenatori: Gallego, Machin fino alla scelta attuale di Abelardo che sta ottenendo risultati migliori rispetto ai suoi predecessori ma le 11 partite che restano sono una grande montagna da scalare; il Celta Vigo, invece, si ritrova nella stessa condizione della scorsa stagione, quando riuscì a trovare la salvezza per il rotto della cuffia, tuttavia il cambio in panchina tra Fran Escriba ed Oscar a novembre sembra aver portato dei miglioramenti resi ancora più continui dal mercato di gennaio che ha sistemato alcuni tasselli specie nel reparto arretrato (3 clean sheets nelle 3 partite prima dell'interruzione) e che ha permesso alla squadra di potersi esprimere meglio nella metà campo offensiva dove possono innescarsi giocatori da squadra che dovrebbe puntare maggiormente in alto come Denis Suarez, Rafinha e gli emergenti Brais Mendez e Fran Beltran.

Al contrario di Espanyol e Celta Vigo, chi invece sta mostrando livelli di prestazione inaspettati rispetto alla vigilia sono le due neopromosse Granada e Osasuna che hanno mostrato un ottimo approccio alla categoria presentandosi entrambi con un 4-4-2 molto diretto ed aggressivo che ha permesso alle due squadre di tenere l'avversario quanto più possibile lontano dalla propria area di rigore.


Il grafico sopra esposto cerca di misurare i valori difensivi delle squadre in lotta per la salvezza e l'approccio in campo in fase di conquista e gestione del pallone nella metà campo avversaria: ricollegandoci a quanto detto prima in relazione ad Osasuna e Granada, la strategia messa in piedi rispettivamente da Jacoba Arrasate e Diego Martinez mostra come il differenziale degli xG per le due squadre abbia un saldo positivo o molto vicino alla parità, l'unica differenza tra le due squadre è data dalle prestazioni dei rispettivi portieri, con il Granada che ha visto la propria porta difesa meglio da parte del proprio estremo difensore.

Nel secondo grafico si nota una maggiore dispersione delle squadre all'interno del grafico, dimostrazione che esistano stili differenti, a partire dall'atteggiamento molto aggressivo dell'Eibar di Mendilibar che cerca di andare a prendere alti i propri avversari, un sistema che le permette, come si vede dal primo grafico, di limitare molto le conclusioni in porta degli avversari, tuttavia le conclusioni subite sono molto più pericolose di quelle effettuate (differenziale di -12 xG) giustificando dunque i pessimi numeri difensivi e la posizione di classifica particolarmente complicata; in scala minore si riscontrano le stesse problematiche per quel che riguarda il Leganés a cui però Aguirre sta dando maggiore stabilità.

Molto più conservativo è l'approccio di Alavés e Valladolid, due squadre che tengono un baricentro basso che permette di mantenere una certa tenuta difensiva che rende sostenibile il saldo negativo degli xG in quanto le conclusioni subite a partita nello specchio della porta sono piuttosto basse e vengono anche neutralizzate dai rispettivi portieri (l'indicatore verde nel primo grafico indica un'indice di parate superiore al 70%).

Due squadre che hanno dati particolari, invece, sono Levante e Mallorca: dal grafico sui valori difensivi emergono i pessimi numeri della squadra valenciana, inoltre il grafico sugli stili di gioco mostrano valori da squadra che gioca con un baricentro molto basso, eppure la classifica ride alla formazione allenata da Paco Lopez essenzialmente grazie alle parate di Aitor Fernandez, statisticamente il miglior portiere della Liga fino all'interruzione; la squadra maiorchina invece, cerca di esprimere un calcio pulito in fase di possesso ma che concede molto in fase difensiva, ed al contrario del Levante, al suo estremo difensore Manolo Reina non riescono i miracoli.

GIOCATORI DA MONITORARE

Dopo aver analizzato le squadre passiamo ai giocatori che si sono messi in mostra in questa stagione fino al momento dell'interruzione; l'analisi si suddividerà tra difensori, costruttori/sviluppatori di gioco e rifinitori/finalizzatori e terrà conto solamente di giocatori con almeno 10 presenze e di età non superiore ai 25 anni.

REPARTO DIFENSIVO

Per misurare le prestazioni dei difensori ho suddiviso l'analisi su due grafici in modo tale da poter avere una valutazione dei difensori centrali ed una valutazione dei terzini.

Con riguardo ai difensori centrali ho valutato il quantitativo di interventi difensivi a partita (intercetti, tackles, tiri bloccati al netto degli errori commessi) e la precisione dei passaggi in fase di possesso, la grandezza degli indicatori è data, invece, dal quantitativo di falli commessi (la grandezza è inversamente proporzionale ai falli commessi).

Con riguardo ai terzini, invece, ho inserito sostanzialmente i contrasti vinti in fase difensiva ed in fase offensiva proprio allo scopo di valutare l'apporto alle due fasi, così come richiesto ai terzini in questa era calcistica; la grandezza dell'indicatore, invece, è data dalla quantità di campo che il giocatore guadagna in conduzione, anche questo un fondamentale indispensabile per un terzino.


Dall'analisi dei difensori centrali il giocatore che emerge maggiormente è Aritz Elustondo, il centrale difensivo della Real Sociedad, profilo ideale nello scacchiere tattico precedentemente descritto della squadra allenata da Alguacil: le sue qualità in anticipo e sulle palle alte sono indispensabili per accompagnare la pressione alta dei suoi compagni e far svanire sul nascere le transizioni offensive avversarie; altro contesto è quello in cui opera Yeray Alvarez, centrale difensivo dell'Athletic Bilbao, squadra che difende più spesso in maniera posizionale che ne fanno emergere le doti in copertura oltre che le sue qualità nel gioco aereo. Assieme ai due centrali difensivi baschi merita una menzione il centrale ghanese del Valladolid Mohammed Salisu, classe 1999, dalle grandi doti fisiche e molto utile nel difendere la propria area di rigore, andrebbe rivisto in un contesto difensivo diverso ma i margini di miglioramento di cui può disporre potrebbero renderlo un difensore di ottimo livello nei prossimi anni.

A fare da trait d'union tra centrali e terzini abbiamo Jules Koundé del Siviglia, classe 1998, giocatore che Monchi ha portato a Siviglia da Bordeaux per 25 milioni di Euro la scorsa estate e che Lopetegui ha utilizzato sia nelle funzioni di centrale difensivo che nelle funzioni di terzino destro; ciò che emerge dai numeri è la sua grande forza nei duelli individuali ed anche una buona pulizia in fase di possesso, tuttavia i 178 cm di altezza lo penalizzano nel gioco aereo, il profilo del difensore francese odora già di ennesima plusvalenza per Monchi. Oltre a Koundè il grafico inerente i terzini mette in evidenza l'ottima stagione d'esordio al Real Madrid di Ferland Mendy ed anche quella di Sergio Reguilòn in prestito dal Real al Siviglia, tuttavia a meritare la copertina sono i due terzini dell'Osasuna Nacho Vidal e Pervis Estupinan: lo spagnolo gioca sul lato destro ed ha delle caratteristiche più di copertura mentre con il pallone tra i piedi fa progredire la propria squadra muovendo molto spesso il pallone in avanti, l'ecuadoregno invece ha un atteggiamento molto più aggressivo, ama difendere in avanti ed in fase di possesso usa le proprie qualità per avanzare in conduzione e, come vedremo successivamente si propone come rifinitore esterno della squadra di Pamplona: l'ottima stagione della squadra di Arrasate ha fatto emergere i profili di questi due interessantissimi profili.


REPARTO DI SVILUPPO E RIFINITURA

In questa sezione della nostra analisi ci concentriamo sui giocatori il cui ruolo è quello di sviluppare la manovra e di muovere il pallone dalla propria metà campo a quella avversaria; come per i difensori mi sono avvalso dell'elaborazione di due grafici che hanno il compito di definire i giocatori portati a giocare nelle posizioni davanti alla linea difensiva da una parte e quelli che invece giocano principalmente nella zona di rifinitura. 

Per analizzare i giocatori aventi ruolo di regia ho creato un grafico che da un lato conta i palloni recuperati per partita e dall'altro la percentuale di passaggi completati, mentre la grandezza degli indicatori rappresenta la quantità di campo guadagnato per ciascun passaggio, un modo anche per capire il tipo di passaggi effettuati.

L'analisi sulle zone avanzate del campo, invece, tiene in considerazione il campo guadagnato in conduzione ed il numero di passaggi in avanti a partita; la grandezza dell'indicatore, invece, rappresenta la quantità di dribbling tentati a partita, questo ci permette di capire anche in quale modo le squadre della Liga avanzano il campo: se vediamo in una posizione alta del grafico un terzino potremo ipotizzare che l'avanzamento della squadra avviene principalmente mediante lo sviluppo laterale, se vediamo un trequartista o una mezzala si potrà ritenere che la squadra preferisca giocare tra le linee.
 



Il grafico denominato "centrocampisti/registi" vede chiaramente un'inversa proporzionalità tra la percentuale di passaggi completati e la progressione dei passaggi stessi, per cui possiamo notare la grande precisione di De Jong ed Arthur figlie del gioco corto del Barcellona, in alto a sinistra troviamo i due centrocampisti del Getafe Maksimovic ed Arambarri a testimonianza dello stile di gioco diretto ed aggressivo del Getafe, ma a prendersi la scena tra i giocatori analizzati sono i centrocampisti della Real Sociedad, con i vertici bassi Igor Zubeldia e Ander Guevara (i due si alternano in formazione nel ruolo davanti alla difesa) nel quadrante in alto a destra e la mezzala Mikel Merino nel quadrante in alto a sinistra, mostrando da una parte lo scaglionamento per compiti del centrocampo della Real Sociedad come visto sopra e dall'altra parte quanto sia giovane la squadra basca visto che l'analisi è effettuata esclusivamente su giocatori sotto i 25 anni. In questo grafico segnalo anche l'ottima stagione di Zambo Anguissa, equilibratore del sistema molto offensivo del Villarreal, nonché l'ottima stagione di Joan Jordan, centrocampista di lotta e governo portato da Monchi a Siviglia e ben integratosi con Banega nel triangolo di centrocampo voluto da Lopetegui.

Nel grafico "avanzamento giocatori" come accennato in premessa troviamo diverse categorie di giocatori la cui presenza nel grafico è spia del tipo di sviluppo del gioco voluto dalla squadra; il dominatore in questo particolare ruolo è il giocatore che più di tutti è esploso in questa stagione, ossia Martin Odegaard, il centrocampista avanzato norvegese, in prestito dal Real Madrid, ha trovato la stagione della consacrazione nel sistema di Imanol Alguacil, ad oggi ha realizzato 4 goal e 5 assist, solo Messi ha realizzato più key passes di lui in campionato; tra gli altri giocatori con un posizionamento in campo simile a quello del giocatore norvegese troviamo Denis Suarez, alle cui giocate il Celta Vigo si aggrappa per allontanarsi dalle zone calde della classifica, inoltre se guardiamo alle squadre della zona bassa della classifica troviamo l'anima dell'Espanyol ultimo in classifica, ossia il centrale di centrocampo Marc Roca che troviamo ben posizionato in entrambi i grafici, un giocatore molto abile palla al piede e che è in grado di giocare sia corto che lungo senza che la cosa intacchi la sua lucidità, inoltre non disdegna di portare la palla in conduzione se ciò si rende necessario, insomma un centrocampista a tutto tondo che difficilmente seguirà i suoi compagni qualora l'Espanyol non porti a termine la rimonta salvezza; sempre rimanendo nella lotta per non retrocedere ritengo opportuno menzionare Takefusa Kubo, il giapponese del Mallorca in prestito dal Real Madrid, e Toni Villa del Valladolid, giocatori che cercano di emergere da contesti tattici molto complessi per giocatori con le loro caratteristiche. 
Dal grafico, inoltre, si evince la presenza di diversi terzini già citati nel paragrafo precedente, difatti ritroviamo nel quadrante in alto a destra i vari Reguillon, Mendy ed Estupinan a cui si aggiunge Alvaro Tejero dell'Eibar, la cui presenza in basso a destra nel grafico mostra la grande verticalità che Mendilibar richiede alla propria squadra chiedendo ai propri terzini di limitare gli avanzamenti con il pallone tra i piedi.

REPARTO DI RIFINITURA E FINALIZZAZIONE

Chiudiamo la risalita del campo valutando le prestazioni dei calciatori negli ultimi 20 metri di campo analizzando da una parte il comportamento dei giocatori nell'ultimo terzo di campo mediante l'analisi dei tocchi effettuati dai giocatori in quella zona e le pressioni esercitate nella stessa in modo tale da capire non solo le caratteristiche dei giocatori ma anche quelli della squadra in cui giocano; infine l'indicatore misura il quantitativo di expected assist completati.

Nel secondo grafico sono misurati, invece, i dati di finalizzazione, indicando da un lato i palloni toccati nell'area avversaria e dall'altra la percentuale realizzativa, la grandezza degli indicatori è data, invece, dagli xG per tiro, dato che sta a rappresentare la qualità delle occasioni avute.




I due grafici confermano la presenza di alcuni elementi già citati nel paragrafo precedente come Odegaard e Denis Suarez (pallino verde nel quadrante in basso a destra), inoltre è possibile notare come molti esterni d'attacco come Angel Correa dell'Atletico Madrid, Samu Chukwueze del Villarreal e Lucas Ocampos del Siviglia siano molto coinvolti in fase di rifinitura e nella fase di pressione a dimostrazione che la strategia di prima pressione della loro squadre è orientata a portare l'avversario sull'esterno per poi aggredirlo in quella zona.
Un altro dato che possiamo constatare è quello relativo a Vinicius Junior, i cui tocchi sia nella trequarti che nell'area avversaria sono esponenzialmente superiori rispetto a quelli degli avversari questo a conferma della fluidità del gioco del Real che ho spiegato nei paragrafi precedenti, tuttavia la percentuale realizzativa del brasiliano è davvero molto bassa.
Fatta questa digressione, i giocatori che vorrei menzionare nella mia analisi sono essenzialmente due, entrambi appartenenti a due squadre di cui abbiamo già ampiamente discusso nel corso di questo post: il primo è Alexander Isak, centravanti classe 1999 della Real Sociedad che Alguacil alterna in quel ruolo con il più esperto Willian Jose, nel corso della stagione lo svedese ha visto aumentare il proprio minutaggio e si è dimostrato un ottimo finalizzatore delle trame fluide della formazione basca (7 reti in Liga finora); il secondo nome che vorrei segnalare è quello dell'attaccante dell'Osasuna "Chimy" Avila: l'attaccante argentino, dopo la buona stagione dello scorso anno con la maglia dell'Huesca, ha trovato posto in un'altra neopromossa, una scelta che si è rivelata vincente, le sue caratteristiche si identificano perfettamente con quelle della sua squadra, ossia grande dinamismo e grande aggressività, questo gli permette di trovarsi in una posizione importante sia nel grafico di rifinitura che quello di finalizzazione, difatti ai 9 goal ed ai 2 assist si unisce una grande quantità di pressione nella trequarti avversaria.

CONCLUSIONI

La Liga ritorna con quasi tutte le squadre che hanno qualcosa da giocarsi nelle 11 partite rimanenti, l'incertezza è uno degli elementi che rende questo campionato particolarmente interessante e soprattutto molto competitivo, a mio parere quello spagnolo è il campionato di più alto livello tecnico (basta vedere il cammino in Europa del Getafe ed anche l'accesso alla fase ad eliminazione diretta dell'Europa League pur occupando l'ultimo posto in classifica in campionato) ed anche a livello di strategie tattiche che rispecchiano spesso e volentieri identità storiche di ciascuna delle squadre e che permettono ai tifosi di sentire inalterata l'identità della squadra per cui tifano pur in un contesto dove il denaro può influire negativamente su questo aspetto.

Da giovedì si ricomincia non casualmente con il derby di Siviglia, una delle rivalità più sentite in Spagna all'interno di una città lontanissima da Madrid e Barcellona e che ne rivendica fortemente la distanza, giusto per farci ricordare cosa rappresenta il calcio in Spagna e che è ben espresso dallo slogan ufficiale trasmesso prima ogni partita in tv: "This is not football. This is la Liga" .


Post in evidenza

Davide Possanzini and De Zerbi legacy

  We everybody know the style of play promoted by Roberto de Zerbi in his journey from Italy to Ukraine and now to Brighton in Premier Leagu...

Highlights