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Friday, 5 March 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 20


Quello in partenza stasera è un altro weekend ricco di sfide importanti, si parte dai derby di Manchester e di Madrid al Der Klassiken di Germania, così come al crocevia dei destini di Inter e Juventus in serie A nelle sfide contro Atalanta e Lazio. Tutto questo arricchisce un palinsesto ricco di spunti in giro per l'Europa: le mie scelte sono ricadute su tre match che si disputeranno rispettivamente nelle giornate di sabato, domenica e lunedì giusto per evitare sovrapposizioni e per poterne prendere nota e seguirle nel corso del weekend.


FRIBURGO - LIPSIA (SABATO ORE 15,30)

Questo weekend la Bundesliga merita di avere tutti gli occhi su di se per la grande quantità di scontri interessanti creati dal calendario: infatti questo è il fine settimana del Der Klassiker tra Bayern e Borussia Dortmund, così come quello della sfida pirotecnica tra Borussia Moenchengladbach e Bayer Leverkusen, protagoniste all'andata di un 4-3 quasi epico; pur in presenza di questi big-match, il campionato ha altre due protagoniste che per motivi diversi si stanno ritagliando un ruolo importante in questo campionato e che sabato pomeriggio si sfideranno una contro l'altra, mi riferisco a Friburgo e Lipsia.

La squadra della città della Foresta Nera resta una delle più interessanti della Bundesliga per proposta di gioco e per individualità mostrate in campo: per chi segue il campionato tedesco la cosa non è una sorpresa considerando chi detiene la cabina di comando, ossia Christian Streich, allenatore dalle importanti conoscenze calcistiche unite ad una capacità importante (stando agli addetti ai lavori) nel saper empatizzare con i propri calciatori, facilitando dunque la possibilità di trasmettere il proprio pensiero sul campo.

Una delle costanti del tipo di gioco di Streich sta nella ricerca degli spazi in zona centrale tramite uno stile di gioco che sia quanto più possibile verticale. Nell'esempio che vedete a fianco si può notare l'esecuzione di questo piano: il 4-4-2 di base si trasforma in un 4-2-2-2 con i due esterni offensivi che entrano nel centro del campo mentre le due punte raccolgono i palloni che arrivano direttamente dalla difesa; come si nota, anche i due centrocampisti centrali giocano molto vicini rendendo possibile la conquista della seconda palla. In fase di non possesso, lo schieramento torna ad essere un 4-4-2 ma con un baricentro che cerca di non essere molto basso per evitare di farsi chiudere in area di rigore: questo approccio si è rivelato molto utile e funzionale soprattutto contro le grandi della Bundesliga, tanto che nell'ultimo mese sia Borussia Dortmund che Bayer Leverkusen hanno dovuto lasciare l'intera posta in palio alla formazione di Streich.

Sul Lipsia di Nagelsmann ormai sappiamo tutto: siamo di fronte ad una delle squadre più importanti d'Europa allenata da uno degli allenatori più brillanti ed influenti del continente: il lavoro fin qui svolto dalla squadra di proprietà della Red Bull in questa stagione li ha portati a tenere il passo del Bayern Monaco superando alcuni momenti di appannamento. La partita di Friburgo è un crocevia importante per la formazione di Nagelsmann per restare attaccata ai bavaresi e, chissà, sperarne in un nuovo passo falso per poter addirittura prendere la vetta della classifica.

Nelle ultime settimane, specie in concomitanza con un periodo poco brillante della squadra culminato in un'inopinata sconfitta a Mainz, si è cominciato a parlare di quello che sembra essere il punto debole della squadra che Nagelsmann ha cercato in tutti i modi di mascherare ma spesso senza successo: la fase di finalizzazione. La partenza di Werner ha senza dubbio tolto al Lipsia quello che era l'uomo che dava la profondità alla squadra e finalizzava il lavoro svolto dai compagni: quest'anno, invece, gli attaccanti a disposizione di Nagelsmann faticano ad essere particolarmente incisivi in fase conclusiva, probabilmente anche a causa di una scarsa attitudine a cercare la profondità.

Come si evince dal fermo immagine, per caratteristiche il centravanti di questa stagione, ossia Youssuf Poulsen, tende principalmente a venire incontro alla palla per giocare di sponda e permettere ai centrocampisti alle proprie spalle (Nkunku o Dani Olmo o Sabitzer come in questo caso) di chiudere una triangolazione che li porti davanti al portiere: questa sembra la formula più ricercata dal Lipsia per arrivare alla porta vista, appunto, la poca propensione del danese ad attaccare la profondità anche perché, per caratteristiche fisiche, non è propriamente un fulmine di guerra.

L'altra soluzione cercata per attaccare la linea difensiva è quella di arrivare dall'esterno e cercare di riempire l'area di rigore con quanti più uomini possibile e posizionati in punti diversi dell'area di rigore: questa soluzione è quella che, nell'ultima partita con il Moenchengladbach vinta di rimonta, ha permesso ai Die Roten Bullen di trovare la via della rete. 
I numeri, tuttavia, mostrano come le difficoltà in fase di finalizzazione esistano: l'attacco è il quinto del campionato con 43 reti realizzate ed il sesto per xG per tiro (fonte Wyscout), un dato che mostra come spesso la squadra sia costretta a prendersi tiri da posizione poco favorevole; altro aspetto che nelle precedenti settimane ha contribuito alla perdita di qualche punto per il Lipsia sta nei numeri difensivi: nel corso del 2021 in campionato il numero dei goal subiti (11) in 10 partite è già superiore a quanto fatto segnare nelle giornate di campionato disputate nel 2020, ossia 9 reti in 13 partite.

Su questi numeri hanno influito parecchio alcuni grossi errori individuali commessi dai difensori del Lipsia, errori che sono anche costati la sconfitta nella sfida d'andata contro il Liverpool negli ottavi di Champions, il cui ritorno il Lipsia dovrà affrontare successivamente a questa dura trasferta contro una squadra che sa bene come sfruttare gli errori avversari e ad indurli mediante la loro pressione.

SUPERLIGA DANESE, BRONDBY-COPENAGHEN (DOMENICA ORE 14)

Come indicato e prospettato da molti osservatori attenti del calcio internazionale, l'epicentro della costruzione del talento a livello europeo si sta spostando verso il nord del continente: basti pensare ai tanti talenti norvegesi in giro per l'Europa, la Svezia che ci ha negato l'accesso ai Mondiali nel 2018 per poi raggiungere i quarti di finale in Russia, i miracoli dell'Islanda e, più di recente, della Finlandia. In questo contesto non può certo mancare all'appello la Danimarca che, di talento ne ha sempre messo a disposizione, o tramite i propri talenti o tramite quelli prodotti dal proprio campionato: così abbiamo visto il Midtjylland accedere alla Champions League e mostrare i propri talenti, abbiamo visto in Italia sbocciare il talento di Mikkel Damsgaard cresciuto nel Nordsjoelland.

Anche in questa stagione il campionato danese sta rispettando le aspettative e sta mettendo in mostra altri nuovi talenti pronti ad essere lanciati nel mercato internazionale: la sfida tra Brondby e Copenaghen metterà in mostra alcuni elementi molto interessanti oltre ad essere una partita che ha un valore molto importante per la classifica e non solo, visto che qui si tratta del derby della città di Copenaghen, parecchio sentito dalle due tifoserie non ostante la rivalità abbia origini molto recenti nel tempo.

Il Brondby tra le due contendenti è la squadra con maggiore tradizione e dominatrice in suolo danese fino agli anni '90 (con annesse due sfide contro la Roma in Coppa Uefa nel 1991 e nel 1995 che i tifosi giallorossi ricordando con molto piacere), poi la costituzione dell'FC Kobenhavn ha tolto prima lo strapotere cittadino e, conseguentemente, il dominio nazionale. 

Alla squadra giallo-blu il titolo nazionale manca ormai dal 2005, un periodo davvero lunghissimo per una squadra che dal 1985 al 2005 non ha mai lasciato le prime due posizioni in classifica: a partire da un paio d'anni, tuttavia, le cose sembrano in fase di miglioramento, grazie al miglioramento dello scouting di giovani calciatori da sviluppare all'interno del proprio settore giovanile.

All'interno del 3-4-3 (o 3-4-1-2) messo in piedi dal tecnico Fredriksen, gli elementi che si stanno maggiormente mettendo in luce e che stanno mostrando la bontà del lavoro svolto a livello giovanile sono il centrale di centrocampo Morten Frendrup, classe 2001, e soprattutto Jesper Lindstrom, classe 2000 che in questa stagione sta esplodendo al punto di esordire in nazionale lo scorso novembre.

Nel sistema scelto da Fredriksen, che prevede una squadra che cerca la giocata in verticale quanto più velocemente possibile, il ruolo di Lindstrom è indispensabile nel trio d'attacco: è difficile dargli una collocazione tattica perché nel foglio formazione lo possiamo trovare come esterno offensivo, come punta centrale ed anche mezzala. Le sue funzioni sono quelle di muoversi e cercare lo spazio per la giocata in rifinitura o in finalizzazione: la sua capacità principale è quella di saper evitare la marcatura dell'avversario e trovarsi, dunque, lo spazio per effettuare la giocata. Come si evince dai fermo immagine qui di fianco, la sua capacità di riconoscere il modo con cui tenersi lontano dall'avversario gli permetta poi di avere il tempo giusto per trovare la giocata decisiva, che sia una giocata di prima intenzione alle spalle della difesa come nel primo esempio, o che sia farsi trovare smarcato al tiro da posizione favorevole creando una linea di passaggio al proprio compagno. Queste capacità lo hanno portato a mettere insieme 9 goal e 4 assist a fronte di 1,73 passaggi per il tiro a partita e 5,98 dribbling tentati a partita (fonte Wyscout), a dimostrazione che si tratta di un giocatore che tenta sempre la giocata per arrivare alla porta senza mai essere conservativo nelle scelte, insomma il corollario perfetto per un sistema di gioco diretto come quello dei giallo-blu.

Dall'altra parte della barricata troviamo il Copenaghen (o Kobenhavn per i puristi della definizione originale) che ha raccolto proprio dal Brondby il dominio interno a partire dal 2000 collezionando 12 titoli in 20 campionati. Nelle ultime stagioni il Midtyjlland, a sua volta, ha iniziato fortemente a contrastare il dominio della squadra bianco-blu che, adesso, si trova ad assumere il ruolo della squadra in rincorsa e, guardando la classifica, non solo nei confronti dei campioni uscenti, ma anche nei confronti dei grandi rivali del Brondby.

Ad oggi, infatti, la squadra allenata da Jess Thorup, che ha preso le redini della squadra dopo la fine dell'era Solbakken, si trova a dover risalire in classifica e ricucire un distacco molto importante su Brondby e Midtjylland: per questo motivo il derby con i rivali giallo-blu rappresenta un crocevia importante per il proseguimento della stagione.

Guardando le prestazioni del Copenaghen ciò che emerge è la difficoltà a trovare un equilibrio nel 4-2-3-1 con cui la squadra si schiera in campo: la principale problematica sta nella gestione delle transizioni, con la squadra che alza diversi giocatori nella metà campo avversaria in fase di possesso, curando molto poco le marcature preventive esponendosi, dunque, alle transizioni avversarie, come ben si evince dal fermo immagine qui a fianco. Ma anche in fase di difesa schierata i limiti difensivi del Copenaghen sono evidenti: nel secondo esempio la linea difensiva viene schiacciata dagli attaccanti mentre i due centrali di centrocampo si lasciano entrambi attirare dalla palla, questo genera spazi per un rimorchio da parte di un centrocampista avversario, sono tante le situazioni in cui la squadra di Thorup subisce queste situazioni vanificano la qualità del gioco offensivo prodotto.

Il gioco offensivo resta, dunque, il principale punto di forza di questa squadra che, infatti, ha il maggior numero di goal segnati in campionato (37) ma è anche la terzultima difesa con 31 reti subite. Con una squadra così sbilanciata in avanti, dunque, è chiaro che ad emergere a livello di singoli siano gli elementi offensivi: Jonas Wind, classe 1999, è il centravanti del Copenaghen e sta trovando una grande stagione a livello realizzativo grazie alle 11 reti realizzate frutto di una percentuale di conversione dei tiri vicina al 30%; al suo fianco occhio anche alla crescita del nativo di Sierra Leone ma naturalizzato danese, Mohammed Daramy, classe 2002 che, quando impiegato largo a destra riesce sempre a creare qualcosa di molto interessante.

Per questo motivo, dunque, questo derby della capitale danese mostra enormi spunti di interesse e metterà in vetrina la prossima interessante generazione di talenti del calcio danese, un movimento la cui crescita deve essere vista con enorme attenzione e che potrebbe, chissà, riportare in futuro un paese del Nord Europa a portare a casa un trofeo internazionale in maniera meno epica ma più programmata dell'Europeo vinto dalla Danimarca nel 1992.


PREMIER LEAGUE RUSSA: RUBIN KAZAN - ZENIT SAN PIETROBURGO (LUNEDI ORE 14,30)

Nello scorso weekend è ripreso, dopo la pausa invernale il campionato russo, un campionato che, a livello internazionale, mostra ancora di essere molto indietro rispetto a molte altre nazioni pur essendoci club in grado di investire grosse somme di denaro da utilizzare sia sul mercato che sulle strutture e gli impianti sportivi.

Non ostante le disponibilità economiche i club russi faticano ad attirare giocatori di talento nel prime della carriera per aumentare il tasso tecnico delle squadre e del torneo, per questo tendono a ripiegare su nomi importanti ma che, evidentemente, non sono più competitivi per contesti di un certo livello.

Uno degli esempi più evidenti di questa situazione è proprio lo Zenit San Pietroburgo, la capolista del campionato che ha infarcito la propria rosa di giocatori come Malcom, Driussi, Lovren e Rakitsky pensando di poter ottenere quel salto di qualità necessario ad essere competitivi in Champions League, cosa che, invece, non è accaduta ma quanto meno le ha permesso di acquisire uno status, nel campionato russo, da prima della classe difficilmente attaccabile.

Fonte passmap account Twitter 11tegen11 plots
Come già accennato in un precedente post, il gioco dello Zenit fa molto affidamento sullo strapotere fisico di Dzyuba al punto dal renderlo il fulcro del gioco della squadra nel momento in cui non si riesce a risalire il campo con qualità: prendendo a riferimento la passmap dell'ultima partita di campionato contro il Rostov (pareggiata per 2-2) si nota come il gioco ristagni sul lato sinistro del campo non potendo avanzare per vie centrali. Inoltre come si nota dai dati indicati a margine della mappa si può notare come il centravanti sia il giocatore su cui vengono diretti i passaggi progressivi e come sia lui stesso il giocatore che riesce a guadagnare più campo con il pallone ai piedi.

Insomma lo Zenit tende ad usare un sistema abbastanza semplice quanto redditizio per poter mantenere la supremazia in patria, quantomeno per il momento. Tuttavia lo stesso sistema che raccoglie dividendi in campionato mostra forti lacune superato il Mar Baltico.

Per questa ragione il campionato russo necessità di realtà in grado di contestare la supremazia dello Zenit cercando di far crescere elementi di talento ed inserirli in un sistema di gioco propositivo in grado di esaltarli: lo abbiamo visto nei post precedenti con la Dinamo Mosca, lo stiamo vedendo anche con il prossimo avversario dello Zenit, ossia il Rubin Kazan.

La squadra di Kazan è allenata dall'ex commissario tecnico della nazionale russa Slutsky che sta schierando la squadra con un 4-1-4-1 ricco di talento e di tecnica, tanto da essere la squadra che ricerca di più i dribbling e le giocate individuali in tutto il campionato. Ad eccellere in queste situazioni ci sono i due esterni offensivi Makarov e soprattutto Kvaratskhelia: nel momento in cui l'avversario non concede il centro del campo il Rubin si allarga sui propri terzini che cercano di servire i due esterni offensivi i quali, con le loro conduzioni conquistano il centro del campo e puntano verso la porta liberando a loro volta spazio per i loro compagni.

Tra i due, tuttavia, è il georgiano, classe 2001, a sublimare la fase offensiva del Rubin Kazan: le sue grandi doti in dribbling (quasi 16 tentati a partita con una percentuale di riuscita di poco inferiore al 50% secondo i dati Wyscout) e la sua eleganza quando conduce il pallone lo rende sia molto bello da vedere dal punto di vista puramente estetico, ma anche funzionale nel momento che attira sempre raddoppi di marcatura che liberano spazio per i compagni: per dare un'esemplificazione delle qualità del georgiano ho estratto le sue giocate nella sfida di campionato disputata nello scorso weekend sul campo dello Spartak Mosca, partita vinta dal Rubin per 2-0 e che ha rimesso in corsa la squadra granata per un posto nell'affollata lotta per un posto in Europa.

Friday, 1 November 2019

Cosa vedere nel weekend #9



Sarà un weekend ricco di spunti interessanti il prossimo, si inizia domani mattina con la finale dei Mondiali di Rugby tra Inghilterra e Sudafrica, per poi dedicarci ai temi dei campionati nazionali che presentano sfide molto interessanti, soprattutto in serie A e nella Bundesliga, dove ogni settimana la classifica si accorcia sempre più.

SERIE A


Il turno infrasettimanale ha avuto come protagoniste quattro squadre: Napoli e Atalanta che hanno dato vita ad una partita bellissima, di cui tutti hanno fatto finta di non accorgersene per alimentari altri tipi di discussione; le altre due sono il Cagliari, vincitore di un'altra partita intensa contro il Bologna, e soprattutto la Roma, capace di asfaltare l'Udinese pur giocando tutta la partita in 10 uomini. Queste quattro squadre si affronteranno tra di loro nel prossimo weekend, e sarà questo scontro incrociato ad attirare le nostra attenzione.

ROMA-NAPOLI (Sabato ore 15)

La sfida dell'Olimpico vede di fronte due squadre dalla situazione psicologica molto differente, con la Roma che si è presentata dopo la pausa con una rosa falcidiata dagli infortuni (praticamente Veretout è l'unico centrocampista disponibile), situazione che in genere in quella piazza porta ad un crollo delle prestazioni della squadra, invece così non è stato, anzi Fonseca ha saputo compattare il gruppo utilizzando questa situazione di emergenza come il momento opportuno per imporre i propri principi di gioco ed il 4-2-3-1 alla squadra ma anche al campionato, così dopo il pareggio di Genova contro la Samp, le vittorie contro il Milan e, soprattutto, il poker in dieci uomini rifilato all'Udinese hanno portato i giallorossi in zona Champions proprio scavalcando il Napoli, ospite domani pomeriggio all'Olimpico. Dall'altra parte si presenta all'Olimpico una squadra reduce da due pareggi contro Spal ed Atalanta, stesso risultato a fronte di due prestazioni diverse, a Ferrara si è vista una squadra che fa fatica ad imporre il proprio gioco contro squadre che amano chiudersi e concedere pochi spazi (la xG chart di UnderStats dimostra come solo l'occasione finale di Llorente abbia portato il computo degli expected goals a favore del Napoli), mentre l'atmosfera delle grandi partite come quella con l'Atalanta tira fuori il meglio dalla formazione di Ancelotti che ha chiuso con un xG di 3.20 contro la formazione di Gasperini, a dimostrazione che il successo poteva essere raggiunto con maggiore lucidità sottoporta anziché additare situazioni e condizionamenti esterni. Insomma sarò una partita in ogni caso molto divertente, visto che vedremo di fronte la terza e la quarta squadra della serie A per xG prodotti, tuttavia resterà da valutare se gli impegni ravvicinati non possano farsi sentire per la rosa ristretta a disposizione di Fonseca, in tal caso il turnover quasi scientifico di Ancelotti potrebbe raccogliere i propri frutti proprio a partire da domani pomeriggio.




ATALANTA-CAGLIARI (Domenica ore 12.30)

Dalla terza giornata in poi Atalanta e Cagliari hanno raccolto gli stessi punti (18), i percorsi seguiti dalle due squadre sono stati molto differenti e questo rende la sfida di Bergamo decisamente interessante e dall'esito molto più equilibrato di quello che possa sembrare visto il clamoroso campionato dell'Atalanta sinora.
Sulla squadra di Gasperini ormai è ormai stata spesa un sacco di letteratura, i numeri la vedono come la squadra con il maggior numero di goal realizzati, nonché con il maggior numero di xG, un approccio ultra offensivo che si riflette, altro lato della medaglia, in un rendimento difensivo alquanto sofferente (solo 5 squadre hanno preso più goal).
Ad opporre resistenza alla forza offensiva degli orobici ci proverà il Cagliari di Maran, reduce da un'estate con acquisti di grido (Rog, Nainggolan, Nandez, Simeone) che stanno confermando le aspettative, ossia stanno lanciando il Cagliari in alto in classifica, e questo proprio grazie all'approccio individuale dei singoli, visto che i numeri ci suggeriscono che i sardi stanno raccogliendo più di quanto prodotto (16 goal realizzati a fronte di meno di 10 xG, 10 goal subiti a fronte di 15xG), questo proprio grazie alle prestazioni individuali: esemplificativa è la mappa dei tiri di Simeone, a segno quando la soluzione di tiro è più difficile, ma, come a Firenze, poco incisivo nelle occasioni più favorevoli; in fase difensiva sono le clamorose parate di Olsen a rendere possibile l'attivo di 5 goal in meno subiti rispetto agli xG.

Fonte Understats


PREMIER LEAGUE


Assodato che Liverpool e City sembrano essere irraggiungibili al top della Premier League, la domanda con maggiori margini di incertezza è quella relativa alla terza e quarta forza del campionato, analisi utile a capire chi. oltre alle due dominatrici, può puntare al piazzamento Champions, incertezza resa possibile dal calo di rendimento del Tottenham, sempre tra le prime quattro nelle ultime 4 stagioni, le continue incertezze dell'Arsenal e l'aria di ricostruzione di Manchester United e Chelsea. Queste ultime due hanno deciso di ripartire dalla guida tecnica di due allenatori alla prima esperienza ad alto livello ma con grande credibilità nell'ambiente per le loro gesta da calciatori nelle rispettive piazze, ossia Ole Gunnar Solskaer ad Old Trafford e Frank Lampard a Stamford Bridge. Mentre il lavoro del tecnico norvegese fatica a raccogliere i propri frutti (anche se il pareggio contro il Liverpool in campionato e la vittoria in Coppa di Lega sul Chelsea hanno dato nuovo credito), il lavoro di Lampard inizia a raccogliere i propri frutti con le 6 vittorie consecutive tra Premier e Champions League interrotta solo in settimana dalla sconfitta, peraltro immeritata, contro il Manchester United in Coppa di Lega. 

WATFORD-CHELSEA (SABATO ORE 18.30)


Il lavoro di Lampard è approntato ad un atteggiamento molto offensivo, con tratti di pressing alto ed aggressivo (seconda squadra per tackles tentati in Premier) a momenti di fase passiva posizionale (terza squadra per intercetti in Premier), stesso discorso in fase offensiva, dove il recupero palla viene spesso affiancato a fasi di possesso palla grazie alla qualità di Jorginho e Kovacic, e le fasi di difesa posizionale affiancate a fulminee partenze in contropiede grazie a Mason Mount e Abraham, a cui spesso Lampard aggiunge Pulisic, reduce da una tripletta sul campo del Burnley. Grazie al gran lavoro svolto dal suo allenatore, il Chelsea è ora la miglior candidata come terza forza del campionato, domani alle 18.30 va a far visita al fanalino di coda Watford, squadra a cui Quique Sanchez Flores sta cercando di dare un equilibrio, tuttavia il lavoro sembra davvero in alto mare, visto che sembra complicato per l'ex allenatore del Valencia trovare un sistema di gioco che permetta alla squadra di non prendere acqua se gioca con più di due giocatori offensivi, lasciando dunque l'onere della finalizzazione a Deulofeu e Pereyra, non proprio due finalizzatori, e questo si desume facilmente dalla grande quantità di tiri dei due giocatori, ma con scarse chance di finalizzazione; per le Hornets, tuttavia, impostare una gara di ripartenza contro il Chelsea potrebbe essere il viatico per tenere quanto meno aperta la striscia di tre pareggi consecutivi che la tengono aggrappata al treno delle squadre che lottano per non retrocedere. A riassumere le difficoltà li davanti della formazione giallonera, il confronto statistico a livello di finalizzazione tra Gerard Deulofeu e Tammy Abraham, al momento i principali generatori di expected goals delle due squadre.


Fonte Soccerment

BUNDESLIGA

Con 10 squadre raccolte in 5 punti c'è davvero l'imbarazzo della scelta nel programma della decima giornata di Bundesliga, visto che di queste 10 squadre, 6 si affrontano in 3 interessantissimi scontri diretti, ossia la capolista Borussia Moenchengladbach che va a far visita al Bayer Leverkusen di Bosz, il Borussia Dortmund affronta in casa l'ancora imbattuto Wolfsburg, mentre il Bayern Monaco va a far visita all'Eintracht Francoforte. 

WERDER BREMA - FRIBURGO (SABATO ORE 15.30)

Oltre a queste tre sfide, il pomeriggio di sabato propone un altro interessante scontro tra due squadre le cui classifiche alla vigilia della stagione erano pronosticate in maniera opposta al loro attuale rendimento, ossia il Werder Brema ed il Friburgo: la squadra di Brema si trova nella seconda metà della classifica non ostante aspettative di un gioco propositivo in continuità con quanto proposto la scorsa stagione, aspettative al momento deluse, anche a causa di diversi infortuni che hanno colpito la squadra di Kohfeldt; la squadra di Streich invece è sulla bocca di buona parte degli analisti visto il terzo posto in classifica pur con una squadra costruita con un budget a dir poco ridotto (solo Paderborn e Union Berlino hanno un budget inferiore), il merito è di una squadra molto quadrata che riesce a giocare sempre molto compatta e con una guida tecnica che riesce a dare istruzioni semplici ai propri uomini ma che si rivelano spesso molto efficaci, al punto che sia Dortmund che Lipsia hanno dovuto lasciare punti allo Schwarzwald-Stadion; a livello individuale la squadra della regione del Baden può contare sulle capacità offensive di Luca Waldschmidt, capocannoniere della squadra con 4 goal realizzati, 2 su rigore e 2 con grandi conclusioni da fuori area, come si evince dalla mappa di tiro realizzata da Understats; la fase difensiva invece vede grande protagonista Robin Koch, i cui numeri difensivi (superiori alla media dei difensori del campionato) hanno attratto le attenzioni di Low che sta cercando di ricostruire la difesa della nazionale tedesca.


I dati difensivi di Koch rispetto alla media dei difensori, fonte Soccerment

La mappa di tiro di Gianluca Waldschmidt, fonte Understats

LIGA

Barcellona e Real Madrid, in attesa dello scontro diretto di dicembre, hanno preso, nel corso del turno infrasettimanale la vetta della classifica, i blaugrana sembrano aver superato le difficoltà di inizio stagione grazie al ritorno in piena forma di Leo Messi, la cui presenza evidentemente ha oliato tutti i meccanismi di gioco previsti da Valverde, così come sembra dare maggiore sicurezza agli altri elementi della squadra, che hanno alzato il livello delle proprie prestazioni in presenza della propria stella polare; il Real Madrid ha messo a tacere diverse critiche con le vittorie di Istanbul in Champions ed il 5-0 al Leganes nel turno infrasettimanale.

REAL MADRID-REAL BETIS (SABATO ORE 21)

Secondo appuntamento interno consecutivo per le merengues, a caccia di conferme dopo la vittoria sul Leganes nel turno infrasettimanale, ma soprattutto sarà interessante verificare se Zidane ha realmente deciso di consegnare le chiavi del centrocampo a Federico Valverde togliendole a Luka Modric: i palloni persi in maniera sanguinosa in questa stagione dal croato pallone d'oro in carica, ma tolto dalla lista dei 30 candidati, hanno fatto ricredere Zidane sulla centralità di Modric, e Valverde per ora sta rispondendo presente, con ottimi numeri sia in fase di costruzione dell'azione che in fase difensiva che hanno convinto il tecnico francese ad aumentarne il minutaggio. Domani sera al Bernabeu arriva il Betis, il cui centrocampo di altissima qualità formato da gente come Guardado e Canales può essere un banco di prova decisamente importante per il centrocampista uruguayano.

I numeri di Valverde in questa stagione, fonte Understats.


SIVIGLIA-ATLETICO MADRID (SABATO ORE 18.30)

Partita di grande attrattiva quella del Sanchez Pizjuan tra la squadra di Lopetegui e quella di Simeone: entrambe le squadre sono reduci da due pareggi esterni nel turno infrasettimanale che ha lasciato qualche amaro in bocca e, soprattutto, ha fatto perdere terreno alle due squadre rispetto a Barcellona e Real Madrid, rendendo questa sfida come abbastanza decisiva per capire chi può ambire al ruolo di terza forza del campionato alle spalle delle due grandi potenze di Spagna e, perché no, approfittare di eventuali loro passi falsi. Le due squadre sono accomunate dalle difficoltà a concretizzare quanto prodotto (rispettivamente -4 per il Siviglia e -5 per l'Atletico in termini di conversione degli xG in goal realizzati), mentre si differenziano per stile di gioco, con la squadra di Lopetegui maggiormente votata al possesso palla, mentre Simeone sembra abbia messo in soffitta gli esperimenti di un calcio più tecnico provati a inizio stagione, complice l'infortunio di Joao Felix, tuttavia il tentativo di giocare più tempo nella metàcampo avversaria sta sortendo effetti positivi, insomma l'Atletico Madrid si sta avvicinando maggiormente all'idea di una squadra che fa la partita, tuttavia sarà più facile immaginare un match con la squadra di casa che farà la partita e l'Atletico che proverà a ripartire, ma sarà interessante vedere se l'Atletico non sia realmente cambiato come identità.

LIGUE 1

In Francia l'equilibrio è durato davvero poche settimane, il PSG dopo le difficoltà iniziali ha trovato la sua quadratura del cerchio e, con il ritorno al meglio di Mbappè, l'inserimento di Icardi e la condizione di forma di Di Maria straripante, ha creato il solco quando sono passate 11 giornate con 8 punti di vantaggio sul Nantes secondo.

MARSIGLIA-LILLE (SABATO ORE 17.30)

L'anticipo del sabato pomeriggio vedrà di fronte una sfida tra due squadre che lotteranno per uno dei posti alle spalle del PSG: il Marsiglia di Villas Boas fatica ancora a trovare una certa continuità e soprattutto fatica a trovare un assetto tattico definito ma soprattutto che sia equilibrato visto che al momento la produzione offensiva non è affatto soddisfacente e soprattutto dipende dalla presenza di Dario Benedetto, il cui apporto alla fase offensiva è facilmente riconoscibile, visto che ha realizzato 5 dei 12 goal della squadra; domani l'argentino ritorna dopo la squalifica, e l'assenza, anche in termini di personalità si è fatta sentire nella debacle dell'Olimpique nella trasferta di Parigi. Dall'altra parte il Lille, con la vittoria sul Bordeaux della scorsa settimana, ha ritrovato il 3 punti dopo 3 partite a secco, ed è ancora in attesa del primo acuto esterno: lontano dal Pierre Mauroy la formazione di Galtier ha sinora raccolto appena 2 punti ed ha realizzato appena 3 goal, le caratteristiche della partita potrebbero avvantaggiare il Lille, viste le difficoltà del Marsiglia nel tenere un equilibrio in campo, le frecce da lanciare in contropiede (Ikone, Bamba) a disposizione di Galtier possono spaccare l'equilibrio, sarà interessante capire come e se Villas-Boas, date le circostanze, non decida di rivedere le strategie e cercare di condividere il controllo del pallone e della partita con gli avversari per evitare di scoprirsi. Da seguire anche il duello a distanza tra i due bomber Benedetto e Osimhen.

Fonte WhoScored




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