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Wednesday, 13 May 2020

Appunti finali sulla Ligue 1



La Ligue 1 è stato il primo dei top campionati europei a scegliere di chiudere la stagione anzitempo, una decisione nata dalla scelta del Governo di non permettere eventi sportivi di ogni genere fino a settembre unitamente alla richiesta della UEFA di chiudere le stagioni sportive al massimo entro la prima settimana di agosto, quindi la federazione francese non ha fatto altro che ufficializzare quella che di fatto era una situazione ormai inevitabile date le circostanze.

In aggiunta alla chiusura del campionato, la federazione francese ha stabilito anche la classifica finale della Ligue 1 basata sulla media punti delle squadre, incoronando dunque come campione di Francia il PSG dominatore della stagione, Marsiglia e Rennes accedono alla prossima Champions League, mentre Lille, Reims e Nizza conquisterebbero i posti per la prossima Europa League (in attesa di capire se le finali di Coppa di Lega e Coppa di Francia potranno essere disputate, in tal caso tornerebbero in gioco Lione e Saint-Etienne, finaliste delle due coppe dove sfideranno il PSG); infine il Tolosa e l'Amiens sono stati retrocessi in Ligue 2 da dove risalgono Lorient e Lens.

In attesa delle definitività dei risultati sportivi, grazie ai dati presenti sulla piattaforma Fbref ho potuto analizzare nel dettaglio le statistiche del campionato, che, invece, possono essere considerate come definitive, e che ci farà capire chi si è distinto sia a livello di squadra sia a livello individuale, ed ipotizzare alcune prospettive per la prossima stagione (ammesso che possa iniziare regolarmente); infine ho voluto creare una top 11 dei giocatori che si sono messi in luce in questa stagione.

FASE DI NON POSSESSO

LA DIFESA DELLA PORTA (I PORTIERI)


La mia analisi ha inizio con il ruolo dell'estremo difensore, in un campionato dove il baricentro delle squadre tende ad essere molto basso è molto importante non prendere goal, per cui l'importanza rivestita dal portiere è quella di chi con una parata può davvero cambiare le sorti di una partita, così come un portiere facilmente battibile può essere un vulnus troppo grande da gestire per una squadra di Ligue 1.
Nel grafico che segue, utilizzando le statistiche elaborate dal sito Fbref, ho utilizzato i dati relatiivi ai post-shots expected goals (PSxG) che calcola le prestazioni dei portieri sulla base della probabilità che il tiro subito vada in rete in base alla direzione del tiro avversario rispetto allo specchio della porta, insomma stesso discorso degli xG ma non calcolato sulla base della posizione di tiro ma sulla base della direzione dello stesso; fatta questa premessa sull'origine dei dati, nei due assi ho inserito da una parte il saldo tra goal subiti e PSxG subiti, dall'altra i PSxG per tiro subito allo scopo di misurare la difficoltà media dei tiri subiti.



Osservano i dati del grafico emergono tante informazioni molto interessanti che ci permettono di capire il concetto affrontato in premessa: troviamo tante squadre con lo stesso indice di PSxG ma con divari clamorosi in termini di saldo, così troviamo sul quadrante alto a destra Walter Benitez del Nizza e Gautier Larsonneur del Brest che hanno un salto positivo di ben 8 goal attesi (tantissimi per una squadra coinvolta in una lotta punto a punto), il loro contributo sul raggiungimento dell'obiettivo sportivo delle rispettive squadre (una potenziale qualificazione in Europa League per il Nizza, la salvezza per il neopromosso Brest), mentre dal lato opposto troviamo Stephane Ruffier, il portiere del Saint-Etienne, le cui underperformance hanno avuto un impatto sulla stagione negativa della squadra allenata da Puel, la cui caduta verticale è stata salvata dallo stop dovuto all'emergenza COVID-19 e Baptiste Reynet, il portiere del Tolosa che ha chiuso il campionato in fondo alla classifica; non è casuale, inoltre, che il portiere dell'altra squadra retrocessa (Regis Gurtner dell'Amiens) sia situato in una zona di grande saldo negativo.

Dimostrata la centralità dei portieri nell'ottenimento del risultato, tra gli estremi difensori da segnalare metterei l'ex portiere di Spal e Torino Alfred Gomis, autore di un'ottima stagione a Digione, così come il portiere del Metz Oukidja e soprattutto il portiere del Reims Predrag Rajkovic che, con le sue parate, ha permesso al Reims di essere la squadra meno battuta del campionato, per questo ho deciso che nella nostra top 11 sia lui il portiere titolare con Larsonneur come suo backup.

ALTEZZA DELLA PRESSIONE 


Il campionato francese è riconosciuto a livello europeo per essere uno dei più fisici e più difensivi, per questo è difficile trovare squadre che cercano di proporre un calcio particolarmente propositivo, questo si riflette principalmente nella strategia di non possesso. Nel grafico riportato sotto, elaborato sulla base dei dati Fbref, ho cercato di mettere insieme i dati relativi agli xG subiti dalle 20 squadre ed il relativo approccio in fase di pressione, in particolare sulla percentuale di pressioni effettuate nella trequarti avversaria.





Ciò che si desume ovviamente sono i valori fuori scala del PSG che, sostanzialmente, domina tutte la partite del campionato forte dell'infinita superiorità a propria disposizione, per cui tralasciando i parigini, solo Lille, Marsiglia e Nizza hanno un approccio maggiormente aggressivo (assieme a Monaco e Nizza, ma che raccolgono pochi dividendi) in fase di recupero palla, mentre la maggior parte delle squadre preferisce un approccio più conservativo.

Il Lille di Galtier è una delle squadre che è maggiormente cresciuta nel corso della stagione e lo stop forzato alla stagione li ha penalizzati visto che erano in piena corsa per contendere il terzo posto al Rennes; gli uomini di Galtier hanno un approccio molto aggressivo in fase di riconquista del pallone (il 75% della pressione è esercitata nei due terzi di campo più avanzati) al cospetto di una minore attitudine al controllo del pallone dove viene preferito un approccio maggiormente verticale.


Un esempio lo possiamo apprezzare da questa immagine: il terzino sinistro Reinildo va ad attaccare alto l'esterno destro del Rennes Raphinha, costringendolo ad un pallone in orizzontale intercettato da Ikonè che manda al tiro Remy che andrà a segnare regalando il goal vittoria al Lille; la squadra di Galtier ha utilizzato spesso il pressing alto anche per andare a prendere le seconde palle dopo i lanci lunghi a cercare Osimehn, insomma una versione in scala ridotta del gegenpressing, una strategia che nessun altro mette in pratica con continuità e con la stessa efficacia nel campionato francese.


Al versante opposto rispetto al Lille abbiamo il Reims, la rivelazione di questo campionato che ha chiuso al quinto posto in classifica e che è in attesa di capire se sarà designata come partecipante alla prossima Europa League. Il grafico sopra dimostra come sia una squadra molto propensa a contestare il possesso avversario solo in zone molto basse del campo, rispecchiato in uno stile in non possesso basato sull'indirizzamento del gioco avversario in zone meno pericolose mediante una copertura delle linee di passaggio anziché contestare direttamente il possesso, poi una volta recuperato il pallone gli uomini di Guion preferiscono non accelerare ma muovere il pallone con molta pazienza.

Come si desume dall'immagine il Reims in fase di non possesso si dispone con un 4-2-3-1 (i difensori non si vedono nell'inquadratura) in cui lo scopo è muovere la linea in direzione del pallone per coprire le linee di passaggio più immediate; i centrocampisti centrali si occupano dei propri omologhi; in caso l'avversario si disponga con difesa a 4 e centrocampo con un vertice basso il centravanti ha un ruolo più attivo nel contestare le linee di passaggio a disposizione del centrale difensivo in possesso; l'avversario fatica ad accedere centralmente ed è costretta al lancio lungo o a giocare sugli esterni, la cui ricezione attiva la pressione del Reims. Questa strategia, unitamente ad una fase di possesso atta a tenere bassi i ritmi ha permesso alla squadra di David Guion di essere la migliore difesa del campionato per goal subiti (21) e la terza migliore difesa per xG subiti (27, fonte StatsBomb).

Lo stesso grafico, come accennato inizialmente mostra, invece, come un atteggiamento aggressivo in fase di non possesso ha raccolto pochi dividendi, per Monaco e Nizza, le quali hanno concesso moltissimo ai propri avversari in termini difensivi, tuttavia mentre la squadra nizzarda è riuscita a limitare i danni grazie all'imprecisione degli avversari e le parate di Benitez (vedi sopra il paragrafo riservato ai portieri), per la squadra monegasca le mancanze difensive hanno tenuto la squadra al di sotto delle proprie potenzialità in classifica dilapidando i propri numeri offensivi (vedi successivi paragrafi sulla fase di rifinitura e finalizzazione).

Così come il Reims, invece, molto positivi anche i numeri difensivi di Strasburgo ed Angers, gli alsaziani devono questo dato ad un atteggiamento sempre molto coperto mentre gli angioini dall'altra parte hanno mostrato un atteggiamento molto aggressivo che li ha tenuti per lungo tempo nelle zone alte della classifica e che la vede come la squadra con meno tiri subiti di media a partita.

I DIFENSORI DA SEGNALARE


La principale caratteristica delle Ligue 1 è quella di mettere in mostra talenti da poter mettere in vetrina e permettere una prosecuzione della strategia di player-trading; partendo dalla linea difensiva, sulla base di alcuni dati statistici che andrò a mostrarvi, ho scelto gli elementi più interessanti visti in questa stagione e che possono essere profili interessanti da seguire per squadre dei maggiori campionati.

Prendendo come riferimento difensori con almeno 10 presenze all'attivo e calcolandone le prestazioni sulla base dei duelli individuali da una parte e sugli interventi difensivi dall'altra, emergono i profili di Gnagnon del Rennes, Djiku dello Strasburgo come centrali difensivi e Hassane Kamara del Reims e Centonze del Metz come terzini rispettivamente a sinistra ed a destra. Nella mia scelta avrebbero potuto essere inseriti altri profili interessanti come la coppia difensiva del Reims Disasi-Abelhamid, molto forti sulle palle alte ed anche ben educati in fase di impostazione da dietro, inoltre i numeri mostrano come Bain del Brest e Isimat-Mirin del Tolosa fossero meritevoli di menzione, ma in ogni caso le loro prestazioni non mi permettono di metterli davanti ai quattro che ho scelto, tuttavia ritengo possibile che quanto meno all'interno della stessa Ligue 1 (anche se c'è da considerare che il centrale del Tolosa è sotto contratto con il Besiktas) il loro profilo potrebbe essere preso in considerazione per rafforzare il reparto difensivo.


Entrando più nel dettaglio ho voluto fare una comparazione per caratteristiche mediante l'apposito tool di WhoScored per la comparazione dei giocatori, e questo è il ritratto che ne vien fuori, ovviamente i due centrali difensivi hanno numeri migliori in relazione alle chiusure difensive (Djiku nel rinviare il pallone fuori dalla propria area, Gnagnon nel chiudere le traiettorie di tiro; i due terzini negli interventi in tackles e nei palloni intercettati.


























L'età dei quattro elementi che ho scelto da inserire nella mia ipotetica top 11 è quella di giocatori che hanno raggiunto la fase finale della loro maturazione e che cercheranno, al termine di questa stagione, di trovare una possibilità a livelli più importanti: lo stesso Kamara ha preso il posto in questa stagione che lo scorso anno era occupato da Mouassa, oggi compagno di Gnagnon a Rennes, per cui data l'età e data la propensione del Nimes al player-trading, non è da escludere un suo passaggio ad un livello più alto, fermo restando che per la squadra di Guion esiste la concreta possibilità di disputare l'Europa League nella prossima stagione, permettendo a Kamara di avere la vetrina desiderata e confrontarsi su uno scenario diverso.

Discorso simile può essere fatto per Gnagnon, il difensore ivoriano del Rennes, stante le decisioni della federazione francese, potrà avere la chance di mettersi in mostra nella prossima Champions League qualora decida di restare in Bretagna per poter poi spiccare il volo verso mete più prestigiose, fermo restando che il progetto della società sembra essere molto più ambizioso rispetto ad una mera strategia di player-trading.

Per Centonze la sua prima stagione in Ligue 1 è stata un gran successo, il suo stile come terzino è adatto a lottare in duelli fisici, profilo opposto a quello di Kamara che punta tutto sulle proprie qualità atletiche e di recupero in corsa, per questa ragione il terzino destro del Metz è un profilo adatto a squadre che non amano giocare con un baricentro molto alto, inoltre non è un giocatore su cui fare molto affidamento in fase di possesso, per questo può essere utile in una difesa a 4 con disposizione asimmetrica in fase di possesso, con lui che resta basso in copertura mentre l'ampiezza può essere data dal terzino dall'altra parte del campo con maggiore qualità in fase di possesso (anche qui, lo stesso Kamara ne è un esempio).

Alexander Djiku è già al centro di diverse speculazioni: la sua fisicità e la sua duttilità lo rendono utilizzabile anche davanti alla difesa oltre che come braccetto della difesa a tre, tuttavia nelle ultime partite il difensore francese sembra essere entrato in rotta di collisione con l'allenatore Laurey proprio per la scelta di schierarlo da centrocampista davanti alla difesa (al posto di Fofana, ceduto nella finestra invernale al Monaco) anziché come difensore centrale, i numeri parlano di un ottimo giocatore in termini di letture difensive (come dimostra il grafico sopra), al momento il suo limite sembra essere l'eccessiva irruenza nei duelli individuali che lo rende un giocatore molto falloso (è tra i 10 difensori centrali più fallosi del campionato); per lo Strasburgo la sua cessione potrebbe rivelarsi un ottima plusvalenza (lo ha acquistato dal Caen la scorsa estate per 4,5 milioni, Transfermarkt prima della sospensione della stagione lo valutava già il doppio).

FASE DI POSSESSO


Dopo aver analizzato la fase di non possesso entriamo nell'analisi della fase di possesso che ho suddiviso nelle seguenti fasi:

  • L'avanzamento del campo, ossia capire in che modo le squadre cercano di risalire il campo
  • La distribuzione del gioco, ossia la frequenza con cui le squadre sfruttano zone di campo in verticale
  • Lo stile dei passaggi

STILE DI AVANZAMENTO IN CAMPO


Uno dei sistemi per capire a livello statistico l'atteggiamento strategico di una squadra è valutare il modo in cui la squadra decide di avanzare in campo, se mediante la conduzione del pallone, se mediante i dribbling o mediante il movimento della palla.

Dal grafico si evince che con ogni singolo tocco o passaggio il PSG progredisce in misura minore il campo ma lo fa in maniera più efficace visto che è la squadra con più dribbling effettuati, più passaggi in avanti e più conduzioni in avanti, ragion per la quale che anche sotto questo aspetto i valori della squadra di Tuchel siano totalmente fuori scala per il campionato.

Per il resto i valori tra le varie squadre in termini di avanzamento per singola giocata sono più o meno simili, a fare eccezione è il Montpellier, la cui  posizione sul grafico lascia intendere uno stile di gioco molto diretto, confermato inoltre dall'utilizzo massivo dei passaggi lunghi, difatti solo lo Strasburgo ha una percentuale di passaggi lunghi sul totale dei passaggi effettuati simile a quella della squadra di Michel Der Zakarian (34%), inoltre l'avanzamento avviene usando i passaggi come arma principale (solo Monaco e Lione, oltre al PSG, effettuano più passaggi in avanti a partita) ed in misura minore con le conduzioni palla al piede, ma soprattutto è la squadra con il minor numero di dribbling riusciti a partita (8) sintomo di una squadra poco votata alla tecnica. Il sistema della squadra occitana, mostra di essere efficace in termini di produzione offensiva (il dato dei tiri e dei goal effettuati, seppur di poco, sono sopra la media del campionato, mentre i numeri difensivi sono nella media.

Come si evince dall'esempio risalente all'ultima vittoria contro lo Strasburgo, il pattern è molto semplice da individuare: palla lunga dalla difesa (non necessariamente alta), sponda verso l'esterno e palla in area per una delle due punte che nel frattempo riempiono l'area, alle volte supportati dal trequartista (quando si dispongono con il 3-4-1-2) che in questa occasione si era proposto per raccogliere un pallone a rimorchio qualora l'esterno non avesse optato per il cross. Con questo sistema la squadra di Der Zakarian si è costruita una buona posizione in classifica e, se il campionato non fosse stato sospeso, si sarebbe giocata un posto per l'Europa League nella grande mischia presente dal quinto posto (Reims-Nizza 41 punti) al tredicesimo posto (Bordeaux e Nantes a 37 punti).






DISTRIBUZIONE DEL GIOCO PER ZONE


Un'altra analisi fatta per capire la tipologia di gioco delle squadre della Ligue 1 è quella relativa alla distribuzione delle aree di gioco: ho suddiviso nel grafico il numero dei tocchi effettuati da ciascuna squadra e rapportarli per le zone di campo in cui questi tocchi vengono effettuati, sulla base di questo si può intuire la strategia della squadra una volta in possesso del pallone; per esempio dall'incidenza dei tocchi a centrocampo unito con la percentuale di tocchi nella propria trequarti o in quella avversaria si possono evincere delle caratteristiche specifiche di quella squadra. 




Per esempio il Bordeaux di Paulo Sousa gioca molti palloni a centrocampo ma molto pochi nella trequarti avversaria, mentre squadre che hanno un dato simile relativamente al centrocampo come PSG e Lille hanno un maggior numero di tocchi nella trequarti avversaria rispetto alla propria trequarti, il che ci lascia desumere che le ultime due hanno un possesso palla più fluido, in più la tonalità dei colori variano dal rosso fino al nero sulla base del numero dei tocchi effettuati a partita, per cui per il PSG si conferma che il fraseggio a centrocampo è maggiormente prolungato e trova spazi per portare il pallone nella trequarti avversaria, il Lille d'altro canto, visto il minore numero di tocchi, conferma un approccio con meno fraseggio a centrocampo e maggiore ricerca della verticalizzazione. 

Usando lo stesso metro di giudizio possiamo notare come il Nizza di Patrick Vieira muova tanto il pallone nella propria trequarti mostrando come il progetto tecnico dell'ex giocatore dell'Arsenal (dei cui numeri difensivi pessimi abbiamo avuto modo di notare sopra) sia davvero un unicum nel contesto fisico e reattivo della Ligue 1, tuttavia i numeri ci mostrano come questo possesso non si risolva in un avanzamento del campo, a meno che qualcuno non lo faccia mediante conduzione, questo spiega la difficoltà della squadra nizzarda portare il pallone nella trequarti avversaria. Ad ogni modo nel corso delle settimane il lavoro di Vieira nel trovare il giusto equilibrio ha progressivamente trovato dei risultati positivi, anche grazie alla crescita di elementi come Lees-Melou, Ounas e Maoulida, oltre alla duttilità tattica di Herelle e Danilo che permettono alla squadra di poter cambiare di volta in volta lo schieramento sul terreno di gioco senza rinunciare ai proprio principi strategici, per cui il Nizza, qualora Saint Etienne e Lione non fossero in grado di battere il PSG nelle finali delle due coppe nazionali (se si giocheranno) riuscirà a qualificarsi alla prossima Europa League (seppure tramite i turni preliminari); i se ed i ma sulla qualificazione europea resteranno aperti ancora per molto, ma resta che la strada tracciata all'Allianz Riviera possa portare delle soddisfazioni in futuro contando anche la solida proprietà adesso alle spalle.




In questo esempio, preso dall'ultima trasferta della squadra di Vieira a Bordeaux si nota in maniera netta come l'intenzione sia quella di non liberarsi mai del pallone anche a costo di lunghi possessi a ridosso della propria area di rigore, l'obbiettivo è quello di attirare quanto più possibile la pressione avversaria per poi colpirla alle spalle, tuttavia il Nizza è costretto a coinvolgere davvero tanti giocatori nella fase di circolazione del pallone nelle zone più basse del campo, i ricevitori alle spalle delle linee di pressione avversarie sono sempre girati spalle alla porta, per cui l'unica soluzione è quella di tornare indietro o aprire sull'esterno; in questo caso Moussa Wague, l'esterno del Nizza non appena riceve il pallone orientato verso la metà campo avversaria cerca di servire Dolberg in profondità. ma il danese ex Ajax è in inferiorità numerica rispetto ai difensori del Bordeaux e viene anticipato, situazioni di questo genere hanno per lunghi tratti della stagione reso il Nizza particolarmente sterile in fase offensiva rendendo, soprattutto, sterile il proprio possesso palla a meno che delle giocate individuali non riuscissero nell'intento di guadagnare il campo che altrimenti il possesso prolungato non riesce ad ottenere. 


TIPOLOGIA PASSAGGI


Nel grafico sotto ho analizzato i dati relativi ai passaggi effettuati dalle squadre di Ligue 1, indicando su un'asse la percentuali di passaggi riusciti sul totale e sull'altro asse ho indicato la lunghezza dei passaggi in percentuale rispetto ai passaggi totali; ne emerge anzitutto la conferma di un dato ovvio, man mano che le squadre alzano l'incidenza dei passaggi lunghi, in maniera proporzionale diminuisce la percentuale di riuscita dei passaggi effettuati, la squadra con la percentuale di passaggi lunghi effettuati che ha la maggior precisione nei passaggi effettuati è il Rennes, la squadra bretone è allenata da Julien Stéphan, uno degli allenatori emergenti del calcio transalpino, il cui sistema di gioco è basato sullo sviluppo tramite catene esterne, le palle lunghe hanno lo scopo di cambiare il lato di campo e generare occasioni con cross tagliati alle spalle della difesa o mediante gli uno contro uno dei suoi elementi tecnici più interessanti, ossia l'esterno destro di piede mancino Raphinha, in altre situazioni, invece, sono i centrali difensivi che cercano direttamente le punte con lunghe palle verticali, sfruttando al meglio le qualità di protezione spalle alla porta di Niang ed Honou per poi appoggiarsi sugli esterni e risalire il campo.




Un esempio della strategia spesso adottata dal Rennes in cui il lancio lungo è usato con raziocinio ed efficacia è quello che vedete nell'esempio sotto (il video è creato con l'ausilio del tool Dynamic 2019 di SICS). Come accennato sopra, il lancio in verticale serve ad innescare la combinazione esterno-punta presenti in quella zona di campo; nel primo caso la combinazione non ha buon esito, nel secondo caso il lavoro di Honou permette al Rennes di lanciarsi con quattro uomini verso la porta del Nizza, l'occasione non si concretizza ma è potenzialmente molto pericolosa viste le tante soluzioni a disposizione dei 4 elementi offensivi del 4-4-2 di Stephan. Insomma il lavoro del tecnico francese ha non solo esaltato le qualità individuali di tanti dei suoi uomini ma ha permesso la qualificazione della squadra bretone ai preliminari della prossima Champions League (con tutti i caveat dovuti alla situazione attuale).




I CENTROCAMPISTI DA SEGNALARE


Dopo aver vivisezionato con i numeri l'atteggiamento in fase di possesso palla da parte delle squadre, adesso passiamo ad analizzare le prestazioni individuali da cui sceglieremo i quattro centrocampisti da inserire nella top 11. Disponendo il centrocampo in una linea a 4 di un 4-4-2 i due posti centrali saranno presi da un giocatore che si è distinto in fase di pressione e recupero palla ed uno da un giocatore abile a far progredire l'azione in conduzione o tramite passaggi; sugli esterni inserirò i giocatori più abili nel dribbling e nel creare opportunità da rete.

PRESSING


Nell'analizzare i centrocampisti sulla base dei numeri in fase di non possesso, ho creato un grafico (utilizzando come riferimento i dati di Fbref) in cui da una parte ho sommato gli interventi difensivi (tackles vincenti, intercetti, passaggi interrotti) mentre dall'altra parte ho indicato la percentuale delle pressioni vincenti sul portatore di palla. 


I giocatori che emergono sono quelli che si trovano nel quadrante in alto a destra, dove troviamo Benjamin André del Lille (il centrocampista con il maggior numero di palloni intercettati, 59), giocatori più aggressivi come Otavio del Bordeaux e Sangarè del Tolosa, ma i giocatori che maggiormente hanno impressionato nello svolgimento dei compiti di pressione e di recupero palla sono Eduardo Camavinga, la stella del Rennes classe 2002, già nel mirino di squadre del calibro del Real Madrid, e Baptiste Santamaria, il frangiflutti messo davanti alla difesa nel 4-1-4-1 dell'Angers e capace di vincere il 60% dei contrasti effettuati (fonte SofaScore); leggendo il grafico non può non essere menzionato il livello oltre la media di Marquinhos quando Tuchel lo ha schierato davanti alla difesa e l'esperienza (classe 1988) di Lucas Deaux che ha permesso al Nimes, seppur per il rotto della cuffia, di portare a casa un'importante salvezza; infine, tornando al quadrante alto a destra del grafico, si nota il grande lavoro di quantità richiesto da PSG e Lione rispettivamente a Gueye ed a Tousart.

Sulla base dell'analisi di questi numeri la prima casella a centrocampo la assegno al fuoriclasse del Rennes con Santamaria come suo backup.

IMPOSTAZIONE E PROGRESSIONE


Per stabilire mediante le statistiche i giocatori che meglio si sono disimpegnati in fase di impostazione e di progressione dell'azione ho elaborato un grafico che tiene in considerazione da una parte la precisione dei passaggi effettuati e dall'altra una serie di dati come la percentuali di passaggi lunghi sul totale dei passaggi effettuati, la percentuale di passaggi lunghi effettuati e la distanza di campo conquistato tramite i passaggi, in modo da calibrare la percentuale di passaggi riusciti con la tipologia di rischio che ogni giocatore prende in fase di impostazione.




Dal grafico (la fonte dei dati è sempre Fbref) mostra la centralità di Verratti e Gueye nello scacchiere del PSG e la loro dominanza nella distribuzione del gioco, sono loro i giocatori con la miglior percentuale di passaggi riusciti tra i centrocampisti, mantenendo una percentuale elevata di passaggi in avanti, anche per questa ragione il loro puntino sul grafico è più grande in quanto misura la distanza di campo guadagnata per ogni partita in conduzione. 

Il grafico mostra, come era lecito attendersi, che il dato della percentuale dei passaggi riusciti diminuisce proporzionalmente all'elevarsi della percentuale di passaggi meno conservativi (misurati dalla percentuale di passaggi in avanti e di passaggi lunghi), a fare eccezione è Cesc Fabregas, l'ex Arsenal tenta frequentemente la verticalizzazione, tuttavia mantiene una precisione nei passaggi quasi in linea con la media degli altri centrocampisti, a rafforzare le sue peculiarità ci sono i dati relativi alla distanza guadagnata per ogni passaggio, inferiore solo a quella di Mangani dell'Angers (ottima l'integrazione dei compiti tra lui e Santamaria) e Savanier del Montpellier (a conferma dell'approccio diretto del Montpellier raccontato sopra). 

Passando al versante destro del grafico, ossia quello dove si trovano i giocatori con la percentuale di passaggi riusciti più alta, oltre a Verratti e Gueye, sorprendono i numeri dell'ex giocatore del Palermo Eddy Gnahore, oggi in forza all'Amiens, tuttavia il suo 91% di passaggi riusciti è spiegabile mediante l'utilizzo di passaggi non particolarmente rischiosi, confermato dal fatto che i suoi passaggi fanno guadagnare poco campo alla sua squadra; di tutt'altro spessore, invece, i numeri di Boubakary Soumarè, centrale di centrocampo del Lille con valori in ciascuna riga superiore alla media, sintomo di varietà di soluzioni di passaggio, ed Ibrahima Diallo, centrocampista classe 1999 del Brest, ma di proprietà del Monaco, capace di una percentuale di passaggi riusciti pari al 87% pur avendo un'incidenza di passaggi lunghi superiore al 30%; a questi due aggiungerei Aurelien Tchouameni, passato a gennaio dal Bordeaux allo stesso Monaco per 20 milioni di Euro il quale ha mostrato numeri da giocatore che sa far progredire il gioco (ha la percentuale più alta di passaggi in avanti effettuati e di distanza conquistata per passaggio all'interno del suo quadrante); infine non possiamo non fare una menzione per Houssem Aouar, il gioiello del Lione, giocatore capace di giocare ogni pallone con grande lucidità e di saper guadagnare campo con le sue progressioni palle al piede e far progredire il campo alla sua squadra.
 
Avendo già scelto Camavinga assieme a Santamaria come centrocampista di rottura, al suo fianco, il posto al loro fianco lo assegniamo a Marco Verratti, mentre come backup mi è difficile esimermi dal lasciare il posto proprio ad Aouar, il cui valore abbiamo potuto ammirare nella partita disputata dal Lione contro la Juventus in Champions League, un saggio delle sue doti lo potete ammirare nel seguente video elaborato grazie al software VideoMatch di SICS).



RIFINITURA


Dopo aver analizzato i centrocampisti in fase di rottura ed in fase di impostazione, la nostra attenzione è rivolta, invece, ai centrocampisti aventi il compito di trasformare l'azione in una pericolosa opportunità da rete, per questa ragione ho voluto prendere come riferimento i valori relativi ai key passes rapportati ai passaggi totali effettuati, e il dato sugli expected assist (xA) che misura (come per gli expected goals) la probabilità che il passaggio effettuato possa essere trasformato in rete dal ricevente.



Dall'analisi del grafico emerge inequivocabilmente la grande stagione di Angel Di Maria, forse la miglior stagione dell'argentino da quando veste la maglia del PSG, il posizionamento largo a destra nel sistema di Tuchel in cui può accentrarsi con il suo sinistro da dove dispensare assist e giocate decisive lo hanno reso a mio parere il giocatore più influente di tutto il campionato; per qualità di occasioni create alle spalle di Di Maria abbiamo Mbappè, ma il suo posto in questa formazione non sarà nella linea di centrocampo.

Il discorso fatto per Di Maria possiamo farlo anche per Dimitri Payet, la sua influenza sulla stagione positiva del Marsiglia vice-campione è ben visibile dal suo posizionamento nel grafico, l'11% dei suoi passaggi sono stati key-passes, ossia hanno armato il tiro di un compagno di squadra, generando poco più di 7 xA.

Passando ai giocatori che hanno mostrato un grande salto di qualità in questa stagione è il brasiliano del Rennes Raphinha, che il Rennes ha acquistato ad agosto dallo Sporting Lisbona, le cui qualità hanno convinto Julien Stéphan a modificare il modulo della squadra da un 3-5-2 passivo al 4-4-2 effervescente visto sopra e che ha consentito alla squadra bretone di issarsi fino al terzo posto in classifica; il suo posizionamento nel grafico denota la sua visione di gioco in fase di rifinitura e la grande velocità palla al piede che gli permette di sfidare spesso e volentieri in uno contro uno i propri avversari diretti (5 dribbling tentati a partita).
Per le stesse motivazioni un altro giocatore che vedete spiccare nel grafico è Mounir Chouiar, ventunenne esterno sinistro/trequartista del Digione, in grado di generare con i suoi 2,2 key passes e 3,5 dribbling a partita un totale di poco più di 3 xA, sufficienti a regalare alla sua squadra una salvezza tutt'altro che scontata ed a lui di veder raddoppiato il suo valore di mercato (TransferMarkt prima dellao stop lo valutava 8 milioni di Euro, rispetto ai 4 milioni di inizio stagione).

Per chiudere, tra i giocatori che meritano una menzione vi sono anche il numero 10 algerino del Nimes Zinedine Ferhat (capace di generare quasi 5 xA nella sua posizione di esterno destro/trequartista) e quella del 32enne Mathieu Dossevi, che ha cercato con le sue giocate (anche per lui poco meno di 5xA) di salvare il Tolosa, ma senza successo.

Per cui sulla base di quanto sopra, gli esterni del nostro centrocampo ideale della Ligue 1 saranno Di Maria e Payet con Raphinha e Chouiar designati come loro backup.


FASE DI REALIZZAZIONE


Dopo aver visto come le squadre della Ligue 1 cercano di recuperare la palla, come avanzano in campo, ora vediamo come e quanto arrivano alla conclusione e con quale pericolosità.

EXPECTED GOALS E CONVERSIONE SQUADRA


L'indicatore principale a livello statistico della pericolosità di una squadra è dato dagli expected goals, ossia il modello per il quale ad ogni tiro corrisponde un indice di pericolosità. Nel grafico riportato sotto sono indicati su un asse gli xG generati per ciascun tiro costruito, sull'altro asse la percentuale di realizzazione dei tiri effettuati.

 

Anche in questo caso i dati del grafico mostrano i valori fuori scala del PSG, capace di generare 0,165 xG/tiro per una percentuale di realizzazione pari al 15% dei tiri effettuati (quindi la squadra di Tuchel soffre addirittura realizza meno di quanto produce), inoltre è la squadra con più tiri effettuati a partita (l'indicatore varia dal verde al rosso scuro in base ai tiri effettuati a partita) e con più reti realizzate (l'indicatore è di dimensioni più grandi proporzionalmente ai goal realizzati).

La squadra dopo il PSG dalla maggior produzione offensiva è il Monaco, facilitato dalla grande quantità di talento di cui dispone dalla metà campo in su (Golovin, Jovetic, Ben Yedder e Slimani su tutti, senza dimenticare il contributo di Fabregas che abbiamo visto nei paragrafi precedenti), tuttavia anche i monegaschi soffrono di una capacità di realizzazione inferiore a quella attesa, un dato che la accomuna al Lille (0,12 di xG/tiro contro il 9% di gol/tiro).

Da notare è la presenza di puntini verdi nel quadrante in basso a sinistra, ossia squadre che tirano molto ma che, prendendo in considerazione il dato di xG/tiro sotto il limite medio del campionato pari a 0,10, significa che forse lo fanno troppo scegliendo di tirare anche da posizioni in cui è meno probabile segnare: in questo gruppo troviamo Marsiglia e Montpellier, i cui valori in termini di xG e percentuale di realizzazione sono in linea con la media del campionato, e Nimes e Angers che invece hanno valori decisamente sotto la media del campionato.

Infine mi soffermo sulle due squadre presenti sulla linea media degli xG/tiro, ossia Bordeaux e Tolosa, due squadre che producono tiri con la stessa frequenza e qualità delle occasioni, ma la squadra di Paulo Sousa ha delle percentuali di realizzazione inferiori solo al PSG, mentre quella del Tolosa è pari appena al 5%, con un livello di underperformance insostenibile e che ha portato la squadra occitana a chiudere il campionato in fondo alla classifica.


ATTACCANTI DA SEGNALARE


Come abbiamo provato a fare con le squadre, andiamo ad analizzare la finalizzazione dal lato dei calciatori allo scopo di scegliete i due attaccanti che completeranno la mia formazione ideale per questa edizione della Ligue 1: la valutazione è basata sul grafico che segue che mette in correlazione la differenza tra goal attesi (gli xG) ed i goal realizzati con la qualità delle occasioni medie per ogni tiro effettuato (rigori esclusi), in questa maniera ho voluto valutare la capacità degli attaccanti di trasformare in rete le azioni costruite dalla loro squadra ma anche capire la loro capacità di essere al posto giusto al momento giusto (elemento non negoziabile per qualunque attaccante).

 

Dal grafico i profili che emergono sulla base delle valutazioni che vi ho fornito sono quelli nel quartile in alto a destra, dove troviamo gli attaccanti più prolifici ma soprattutto quelli più abili a trasformare in rete le migliori azioni costruite dalla propria squadra: avendo visto i numeri offensivi del PSG non è una sorpresa, quindi, trovare i nomi di Mauro Icardi e Kylian Mbappé tra i giocatori che si fanno trovare più pronti sotto porta (il dato di Icardi sugli xG/tiro la dice lunga sulle doti dell'ex centravanti dell'Inter in area di rigore).

Al duo del PSG il grafico ci fa notare i numeri importanti di Wissam Ben Yedder, centravanti francese arrivato al Monaco negli ultimi giorni del mercato estivo e capocannoniere del campionato assieme allo stesso Mbappè, ma soprattutto non possono non essere prese in considerazione i numeri di Moussa Dembelè, il centravanti del Lione, autore di appena 2 goal in meno dei due capo-cannonieri pur prendendosi tiri da situazioni statisticamente meno semplici, per cui è opportuno chiedersi quali numeri potrà ottenere qualora il Lione nella prossima stagione si mostrasse in grado di creare opportunità da rete migliori; degni di menzione a livello statistico ci sono Kasper Dolberg, ex centravanti dell'Ajax chiamato a ricostruirsi una fama a Nizza dopo le ultime stagioni deludenti in Olanda, ed i segnali sulla sua crescita sono parecchio incoraggianti, oltre a lui è opportuno segnalare le ottime prestazioni in fase realizzativa di Loic Remy, quasi a sopperire i vuoti realizzativi a volte lasciati dal compagno d'attacco a Lille Victor Osimhen, autore di 13 reti ma con ancora interessanti margini di miglioramento.

Infine, tra gli attaccanti che hanno mostrato ottimi numeri ma che hanno ulteriori opportunità di migliorarsi nei prossimi anni, oltre al già citato Osimhen, vorrei menzionare le ottime prestazione del "Pipa" Benedetto che ha spesso trascinato da solo il Marsiglia a suon di reti e di Adrien Honou, attaccante del Rennes che ha mostrato di sapere trovare la porta quando è chiamato in causa, resta da capire se il suo futuro è più vicino all'area di rigore avversaria o più creatore di spazi per Niang e Raphinha.

Sulla base di quanto analizzato sopra i miei due attaccanti scelti per la top 11 sono Mbappè e Ben Yedder con Icardi e Dembelè come loro backup.


RIEPILOGO DELLA TOP 11


In coda alla mia analisi sulla Ligue 1 2019/2020 terminata anzitempo, provo a riassumere la mia top 11 del campionato (backup inclusi) e provo a compararla con quella elaborata dagli algoritmi di WhoScored.

LA MIA TOP 11


Come siamo arrivati a costruire questa top 11 lo abbiamo visto nei paragrafi precedenti, la scelta del modulo è dettata anche dalla mia scelta dell'allenatore che ha espresso un calcio molto gradevole per il campionato francese, ossia il 4-4-2 del Rennes di Stephan, in cui i due esterni alti hanno facoltà di svariare sulla trequarti per poi innescare le punte e/o interscambiandosi con esse.



LA TOP 11 DI WHOSCORED


L'algoritmo di WhoScored crea la top 11 dando un peso a ciascun evento che coinvolge un singolo calciatore all'interno della partita, ad ogni evento viene dato un punteggio che va a creare una valutazione del singolo giocatore da 1 a 10, sulla base di questo calcolo la Top 11 che ne emerge è la seguente:

Fonte WhoScored
 

Guardando lo schieramento ed i giocatori scelti troviamo molte similitudini tra la top 11 da me elaborata e quella proposta da WhoScored: i centrali difensivi scelti sono Abdelhamid (che io ho scelto come backup di Djiku e Gnagnon) e Marquinhos, la quota PSG a centrocampo è presa da Gueye (anziché Verratti), mentre al suo fianco si trova Savanier del Montpellier al posto di Camavinga, per il resto le catene di fascia e la coppia d'attacco sono le stesse che avevo scelto nella mia top 11.


CONCLUSIONI


Come ogni anno la Ligue 1 mantiene intatte le proprie prerogative di un campionato in cui lo spettacolo non è la priorità mentre resta un laboratorio di primissimo livello per lo sviluppo di giovani giocatori di talento, in questo contesto a livello tattico abbiamo visto delle eccezioni come il Nizza di Vieira o il Rennes di Stephan che hanno provato a giocare un calcio di maggiore qualità o il Lille di Galtier che ha proposto una fase di non possesso meno conservativa e più orientata ad un pressing alto; questi contesti tattici hanno permesso la valorizzazione di giovani di grande interesse (di cui ho disquisito nel post) ed anche il rilancio di talenti che sembravano non mantenere le aspettative (vedi Dolberg a Nizza e Renato Sanches a Lille); la presenza di contesti e situazioni di questo genere possono creare una maggiore attrattiva per questo campionato e, anche grazie a qualche investimento di alcune nuove proprietà (vedi INEOS a Nizza, il gruppo Artemis a Rennes, lo stesso Aulas a Lione), avvicinarlo ai maggiori campionati europei in termini di competitività.

Friday, 27 September 2019

Cosa vedere nel weekend #5

E' un weekend che arriva molto in fretta quest'ultimo di settembre, la settimana appena trascorsa ha visto le squadre all'opera nei turni infrasettimanali di campionato (in Spagna, Francia ed Italia) e nelle competizioni nazionali (EFL Cup in Inghilterra), per cui il weekend in arrivo dovrà principalmente dirci come sarà la condizione delle squadre dopo questo primo tour de force della stagione, come ogni venerdì abbiamo scelto i temi principali per seguire questo weekend calcistico.

COSA SUCCEDE AL TOTTENHAM?

E' stata una settimana tremenda per la squadra di Pochettino: prima la sconfitta subita a Leicester sabato scorso, poi la clamorosa eliminazione per mano del Colchester nella EFL Cup martedì sera; sabato pomeriggio al White Hart Lane arriva il Southampton di Hasenhuttl, per Kane e compagni è già una partita da non sbagliare per non aprire una crisi partita già dal deludente pareggio nell'esordio di Champions League ad Atene e che sta mettendo in discussione la gestione Pochettino come se qualcosa si sia rotto dopo la sconfitta in finale di Champions lo scorso anno. Gli Spurs continuano a mostrare debolezze nella fase difensiva, specie sulle ripartenze avversarie; il Southampton è una squadra che ama particolarmente giocare in verticale come da insegnamenti dell'ex allenatore del Lipsia, tuttavia finora i Saints hanno mostrato poca dimestichezza con il goal e sono reduci dalla sconfitta interna nella sentitissima sfida contro il Bornemouth, riscattata dalla vittoria in EFL Cup sul campo dell'altra storica rivale, il Portsmouth.


WOLVES-WATFORD, CACCIA ALLA PRIMA VITTORIA

Non era affatto previsto ad inizio stagione che queste due squadre si sarebbero presentate allo scontro diretto con l'obiettivo di decidere chi sarà il fanalino di coda: entrambe le squadre sono ancora senza vittorie ma con problematiche differenti. Il Wolverhampton sta trovando parecchie difficoltà nel corso di questa Premier League in quanto l'approccio reattivo voluto da Nuno non sembra possedere un piano B quando lo sviluppo della partita lo richiede (Esclusa la gara d'esordio con l'Everton terminata 0-0, nei successivi match i Wolves sono sempre passati in svantaggio), questo si riflette nella qualità delle occasioni create in situazioni di gioco in movimento (vedi il grafico creato, fonte Statsbomb).






















Dall'altra parte c'è il Watford che ha cambiato guida tecnica nel corso della pausa per le nazionali con il ritorno di Quique Sanchez Flores, subentrato a Javi Gracia, fautore lo scorso anno della stagione più gloriosa della storia degli Hornets, culminata con l'accesso alla finale di FA Cup. Il nuovo tecnico è partito bene con il pareggio in rimonta contro l'Arsenal, a Manchester invece gli Hornets hanno dovuto subire la furia del City reduce dalla sconfitta di Norwich; nel primo impegno abbordabile, in EFL Cup, è arrivata la vittoria sullo Swansea capolista della Championship. Come abbiamo avuto modo di sottolineare in commento all'esonero di Javi Gracia, gli indici di rendimento del Watford sono da squadra di metà-classifica, il che rende del tutto ingiustificata l'attuale posizione di classifica.



CHI SARA' LA QUARTA FORZA DELLA BUNDESLIGA?

Gli osservatori della Bundesliga si affacciano alla quinta giornata chiedendosi se i primi tre posti possano già essere considerati come un affare a tre tra Lipsia, Bayern e Borussia Dortmund e chi, tra le squadre viste sinora, può essere la favorita per la quarta posizione utile all'accesso in Champions League e/o inserirsi nella gerarchia delle tre grandi. La prossima giornata di campionato misurerà la velleità delle ambizioni di due squadre dalle caratteristiche diverse ma reduci da un buon momento in campionato.

Il Borussia Moenchengladbach

La squadra di Rose è nel gruppo di squadre appaiate al quarto posto ma con indicatori statistici che la includono tra le squadre che meglio si stanno disimpegnando in questa stagione; in particolare i biancoverdi sono al terzo posto come xG realizzati su azione (quarto posto se includiamo i calci piazzati), tuttavia le realizzazioni effettive sono inferiori rispetto a quanto prodotto (7 goal realizzati a fronte di poco meno di 11 xG), ragion per la quale si può guardare con fiducia all'obiettivo del quarto posto. Marco Rose è l'ex allenatore del Salisburgo, per cui ha portato a Moenchengladbach la mentalità iper-verticale ed iper-aggreessiva del sistema Red Bull (7 passaggi in media concessi all'avversario prima della riconquista del pallone, il cosiddetto indice PPDA, seconda solo al Bayer Leverkusen). Sabato la squadra di Rose va a far visita all'Hoffenheim, reduce dal pareggio di Wolfsburg, sicuramente un impegno probante contro una squadra che sa gestire molto bene la palla grazie ad un centrocampo di ottima qualità.

Lo Schalke 04


Dopo la disgraziata stagione dello scorso anno, la squadra di Gelsenkirchen ha deciso di ripartire in panchina dall'ex allenatore dell'Huddesrsfield David Wagner, profilo non propriamente in discontinuità con il suo predecessore Domenico Tedesco, mantenendo un atteggiamento attendista in fase di non possesso ed un piano di risalita del campo ben codificato, con i terzini molto alti che portano palla sulla trequarti avversaria, oppure utilizzando i lanci per la sponda di Burgstaller, poi il possesso viene consolidato nella trequarti avversaria grazie al lavoro di Serdar e Harit.

Particolarmente esemplificativa dell'approccio voluto da Wagner è la mappa dei passaggi nell'ultima partita vinta contro il Mainz che ha decretato la terza vittoria consecutiva e la risalita in classifica fino a raggiungere il gruppetto a 10 punti.
Tuttavia i 10 goal realizzati sinora dalla squadra di Wagner, stando agli xG, sono da considerare un'over performance rispetto a quanto costruito realmente in fase offensiva, per questo motivo la trasferta sul campo del Lipsia di Nagelsmann ci dirà se davvero questa serie positiva sia solo un bluff o l'inizio di un progetto che possa portare al ritorno dei minatori in Europa.






VILLARREAL-BETIS, PER CHI AMA LE PARTITE FOLLI

La Liga, dopo il turno infrasettimanale, ritorna immediatamente in campo questa sera con il match dell'Estadio della Ceramica tra il Villarreal ed il Betis, due squadre in un ottimo momento di forma appaiate a metà classifica con 8 punti. La squadra di Calleja prima di uscire sconfitta martedì sera dal Camp Nou proveniva da due vittorie consecutive che hanno dato concretizzazione ad un inizio di stagione in cui hanno prodotto un grandissimo quantitativo di volume offensivo che, però, nelle prime tre giornate aveva portato pochi risultati (inclusi i pareggi interni a dir poco rocamboleschi contro Granada e Real Madrid), poi le due vittorie contro Leganes e Valladolid hanno trasformato in numeri reali i dati sugli xG che vedono il sottomarino giallo secondi solo al Real Madrid. 
Dall'altra parte il Betis è reduce da quattro risultati utili consecutivi dopo le due sconfitte nelle prime due gare, poi la squadra di Rubi (che ha ereditato la panchina dopo i due anni di calcio visionario di Quique Setien) ha trovato una quadratura con elemento chiave Sergio Canales, che Rubi sposta al fianco di Carvalho quando serve impostare da dietro, oppure sposta sotto punta quando la partita richiede l'utilizzo del lancio lungo verso la punta Borja Iglesias; questa mossa ha migliorato la qualità della manovra ed ha messo a proprio agio il grande acquisto di questa estate, ossia Nabil Fekir, libero di muoversi su tutta la trequarti. Insomma se volete godervi uno spettacolo interessante non perdetevi questo match, intanto godetevi l'azione che ha portato al terzo goal del Betis contro il Levante martedì sera e il super goal di Cazorla contro il Barcellona.




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NAPOLI, SARA' RISCATTO?

Il turno infrasettimanale ha fatto salire sul banco degli imputati il Napoli ed Ancelotti a causa della sconfitta interna contro il Cagliari; domenica nell'anticipo delle 12.30 al San Paolo arriva il Brescia di Corini, capace di tenere testa alla Juventus martedì sera. Oltre a capire come il Napoli reagirà alla sconfitta di mercoledì sarà molto interessante vedere in campo tutto il talento di cui le due squadre dispongono, specie in mezzo al campo, dove, qualora Ancelotti decida di schierare Elmas, potremo godere del duello con Tonali tra centrocampisti moderni destinati a dominare il terzo decennio di questo secolo. Tuttavia il pronostico resta abbastanza chiuso a favore dei partenopei, contando sul fatto che la squadra di Ancelotti ha prodotto la più alta quantità di xG su azione dopo Bologna e Roma, mentre il Brescia è la squadra che ne ha subiti di più in queste prime giornate di campionato; inoltre il rombo di centrocampo del Brescia lascia molti spazi sugli esterni dove gente come Callejon e Ghoulam potrebbero trovare spazi per creare tante opportunità da rete, resta da vedere se il 3-5-2  sperimentato nel secondo tempo contro la Juventus verrà riutilizzato da Corini per arginare la forza offensiva della squadra di Ancelotti.

BORDEAUX-PSG, LA GRANDE VERIFICA PER PAULO SOUSA

Uno dei primi post di questo blog aveva analizzato la difficile situazione di Paulo Sousa sulla panchina del Bordeaux, alle prese con una società con scarsa progettualità, in cui l'allenatore portoghese faticava a trovare un equilibrio; la sconfitta di Angers alla prima giornata dava l'idea di una squadra allo sbando, ed invece passo dopo passo i girondini sono riusciti a risalire la china ripartendo dalla difesa a 3 (e l'innesto di Koscielny) che ha anche permesso il consolidamento del possesso palla (quarto posto in classifica come media possesso); certo la qualità offensiva della squadra è ben lontana dall'essere ottimale (la azioni più pericolose arrivano da calcio piazzato) ma almeno l'emorragia di risultati che aveva caratterizzato la prima parte della gestione Paulo Sousa sembra essere stata decisamente tamponata. Ora al Mahmut Atlantique arriva il PSG, reduce dalla clamorosa sconfitta interna contro il Reims di mercoledì sera, una sconfitta clamorosa se pensiamo che la squadra di Tuchel sembrava aver trovato una quadratura nelle ultime partite (con culmine nel trionfo in Champions contro il Real Madrid) che lasciavano presagire finalmente ad una stagione da squadra vera.




Tuesday, 13 August 2019

Villas Boas e Paulo Sousa, storia di false partenze

Andres Villas Boas e Paulo Sousa destavano le principali curiosità in questa prima giornata di Ligue 1: assieme a Tuchel e Silvinho sono gli allenatori più in vista del massimo campionato francese.
I due allenatori portoghesi allenano rispettivamente il Marsiglia, preso quest'estate dopo la gestione Rudy Garcia, ed il Bordeaux da subentrato a marzo in una stagione iniziata con l'esonero/dimissioni di Poyet dopo la prima giornata.

Ciò che accomuna i due allenatori, oltre alla loro nazionalità. è quella di essere entrambi tornati in Europa a giocarsi un'opportunità in sella a due realtà particolarmente problematiche della Ligue 1 dopo aver tentato la strada del ricco campionato cinese.

Ma soprattutto, loro malgrado, ora sono accomunati dal tonfo fragoroso delle rispettive squadre nella prima giornata di Ligue 1.

Il Marsiglia di Andres Villas Boas - Marsiglia-Reims 0-2

La storia di Villas Boas è indubbiamente molto affascinante e ricca di aspettative, le stesse che accompagnano il Marsiglia ad ogni inizio di stagione. Sulle premesse relative al binomio Villas-Boas-Marsiglia se ne è occupato con la solita competenza l'Ultimo Uomo.


Nella gara d'esordio della squadra marsigliese, al Velodrome si presenta il Reims, squadra che l'anno scorso ha ottenuto la salvezza dopo la promozione ottenuta due anni fa; una sfida che, sulla carta, lasciava presagire una partenza agevole per la squadra di Villas-Boas e invece gli alsaziani, utilizzando la carta della propria solidità, tengono a bada la squadra marsigliese e, nel secondo tempo, si permette il lusso di portare a casa l'intera posta in palo.

Le Formazioni

Villas-Boas propone il 4-3-3 con Luiz Gustavo davanti alla difesa



















La fase offensiva del Marsiglia

Nel primo tempo il Marsiglia non è mai riuscito a centrare la porta e neanche a sfondare centralmente, il Reims ha badato a non dare accesso alle zone centrali forzando il flusso di gioco della squadra marsigliese sulla fascia destra (Sakai 74 passaggi a fine partita contro i 44 di Amavi dall'altro lato).
Senza riuscire a trovare le vie centrali il Marsiglia è stato forzato ad andare al cross (29 alla fine della partita, di cui appena 4 riusciti), manna per i centrali Disasi ed Abdelhamid, a questo si aggiunge che Radonjic ha perso il duello con Hassane Kamara, autore di una prestazione difensiva sontuosa che gli ha consentito di ricevere il titolo di migliore in campo da WhoScored che lo ha anche inserito nella top 11 di settimana della Ligue 1.

Il palo di Strootman e poi il buio

Il secondo tempo e la partita hanno vissuto la propria sliding door tra il minuto 57 ed il minuto 58, quando Strootman ha avuto sul sinistro la palla del vantaggio libero in area di rigore; sarebbe stato sufficiente piazzarla, ma l'olandese preferisce un collo sinistro al volo che prende in pieno la traversa. Sul capovolgimento di fronte Dingome buca la difesa del Marsiglia con un filtrante che lascia solo Dia davanti a Mandanda sbloccando la partita.
Da quel momento la partita torna sugli stessi temi del primo tempo, il Reims concede qualcosa solo sui calci piazzati (dopo il gol di Dia il Marsiglia è andato al tiro solo con i due centrali difensivi e con Luiz Gustavo).
L'assalto finale e gli innesti di Dario Benedetto in attacco e Chabrolle a centrocampo non cambiano la storia, anzi nel finale il Reims trova anche il raddoppio in contropiede con Hyun-Jun Suk.

Il Bordeaux di Paulo Sousa - Angers-Bordeaux 3-1

Molto più allarmante la situazione del Bordeaux e di Paulo Sousa, dal suo arrivo a marzo la sua media punti è la peggiore della storia della squadra girondina con appena 0,73 punti di media (fonte l'Equipe). A sua discolpa vi è una situazione ereditata tutt'altro che idilliaca, con una squadra reduce in pochi mesi da due cambi di panchina (Poyet prima, Ricardo Gomes poi) e con una rosa non proprio all'altezza di grandi ambizioni, tenendo anche conto che i giocatori più interessanti vengono sempre venduti al primo offerente (Malcolm lo scorso anno, Kamano non ha giocato ad Angers in quanto in partenza, Samp sulle sue tracce).

Le formazioni


L'Angers conferma il 4-1-4-1 dello scorso anno, il Bordeaux non schiera Kamano, in attacco DePreville e Briand

La fragilità difensiva del Bordeaux

La punizione con cui DePreville sblocca la partita sembra mettere in discesa la partita per la squadra di Paulo Sousa, ed invece, come già denotato nel corso del precampionato, la squadra soffre pesantemente quando si tratta di difendere: i quattro uomini messi da Moulin a supporto di Alioui hanno mandato in tilt i meccanismi difensivi del Bordeaux.

In particolare Reine-Adelaide (9 dribbling su 11 riusciti, giocatore da seguire con attenzione in questa stagione) e Pereira Lage dialogando con Alioui hanno sempre dominato lo spazio tra difesa e centrocampo del Bordeaux, incapace di trovare soluzioni collettive e/o individuali per arginare gli attacchi angioini. Non è casuale che Paulo Sousa abbia cercato di porre soluzione togliendo Lottin per far posto a Besic nel tentativo di non farsi prendere in mezzo dal tourbillon di movimenti dei trequartisti dell'Angers, mossa utile a tamponare solo in parte la forza offensiva della squadra di casa ma non a cambiare il volto alla partita.


Il Bordeaux ha concesso 14 tiri all'Angers, tutti da posizione centrale e dall'alto livello di pericolosità
Dopo questa partita al Bordeaux resta da sperare che l'arrivo di Koscielny possa essere utile a registrare la fase difensiva al meglio, tuttavia la strada per Paulo Sousa a Bordeaux sembra davvero in salita.

Conclusioni

La prima di Villas-Boas e Paulo Sousa termina con due sconfitte pesanti che denotano lacune importanti sia per il Marsiglia che per il Bordeaux, la finestra di mercato resta l'ancora di salvezza per invertire la rotta.
Dall'altra parte invece, i difetti di Marsiglia e Bordeaux fanno salire alla ribalta due realtà come Reims ed Angers, due squadre con mentalità diverse ma pronte, come da tradizione delle Ligue 1, a lanciare giovani interessanti e, chissà, a togliersi ulteriori soddisfazioni nel corso della stagione.
Il prossimo weekend ci dirà qualche risposta in più sugli elementi evidenziati nell'analisi, in particolare ci chiediamo:
  • Riuscirà Villas-Boas a migliorare la manovra dell'OM contro squadre che chiudono le vie centrali?
  • Come si comporterà il Reims in partite in cui non potrà contare su un avversario "condannato" a fare la partita?
  • Come Paulo Sousa risolverà le evidenti lacune difensive del Bordeaux? E che squadra sarà il Bordeaux alla fine della finestra di mercato?
  • I vari Capelle, Reine-Adelaide, e Mangani riusciranno a dimostrare con continuità il proprio valore e riusciranno a far male contro squadre difensivamente meglio organizzate? Intanto dare un'occhiata a loro in questa stagione potrebbe essere un esercizio ricco di soddisfazioni.

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