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Sunday, 6 August 2023

Positional Play, Progression Boxes, Fluidity: Enzo Maresca at Leicester

Photo: Twitter account Leicester

My first post in this blog in English is dedicated to the first official game played in Championship by Leicester who appointed Enzo Maresca to try to get the Foxes back in Premier League.

I analyzed some patterns which was implemented by the former assistant of Pep Guardiola at City last year, a collaboration fully visible in the Leicester's structure during the match.

Friday, 30 December 2022

Il Newcastle non è andato in vacanza


Il ritorno in campo della Premier League con il suo tipico Boxing Day portava con se diversi interrogativi su come la pausa per i Mondiali in Qatar avrebbe impattato sulle prestazioni delle squadre. Una delle squadre attese "al varco" in questa giornata era il Newcastle di Eddie Howe, che aveva lasciato il campionato al terzo posto e con una striscia positiva di cinque vittorie consecutive, ma soprattutto una sensazione di essere a livello corale una delle migliori squadre del campionato al pari del City di Guardiola e dell'Arsenal di Mikel Arteta.

Il ritorno del campionato metteva di fronte per i Magpies un test estremamente complicato come la trasferta al Kingpower Stadium contro il Leicester di Brendan Rodgers, squadra partita molto male in questa stagione ma che nelle settimane precedenti la pausa aveva ritrovato una certa confidenza nei propri meccanismi che le aveva permesso di raccogliere 4 vittorie nelle ultime 5 partite.

La squadra di Eddie Howe ha mostrato che i propri meccanismi non si sono affatto scalfiti o impolverati dopo il mese abbondante di pausa, mettendoli del tutto in mostra anche contro le Foxes e portando a casa, quindi, la sesta vittoria consecutiva ed un'ulteriore consapevolezza della bontà del percorso portato avanti dall'ex allenatore del Bornemouth. 

Per questo motivo ritengo che questi meccanismi di cui sopra siano degni di menzione, da qui l'analisi di come il Newcastle riesce a disporre in maniera apparentemente facile dei propri avversari.

Thursday, 30 December 2021

Il Liverpool sembra un po' più fragile


Per la Premier League questo è un periodo ricco di partite, un periodo poco amato dagli allenatori, costretti a fare i salti mortali per schierare una formazione all'altezza ogni 48 ore; soprattutto quelli stranieri, non particolarmente legati alle usanze del Regno Unito, faticano a gestire questo periodo della stagione, e Jurgen Klopp sta mostrando di non digerire al meglio questa fase della stagione, in cui il Liverpool è scivolato a -9 dal Manchester City con una gara da recuperare.

Martedì sera per i Reds è arrivata una sconfitta sul campo del Leicester, reduce dal 6-3 subito proprio dalla squadra di Guardiola nel Boxing Day, che in totale emergenza difensiva è riuscita a tenere inviolata la propria porta. Il Liverpool ha creato diverse occasioni ma senza trovare la via della rete, mentre il Leicester seppur soffrendo, è riuscito ad attivare bene i propri meccanismi in contropiede, trovando grazie ad esso il goal che è valso un'insperata vittoria.

Il dato degli xG, del possesso palla e delle conclusioni ci raccontano di una partita che in altre circostanze il Liverpool avrebbe potuto vincere tranquillamente, tuttavia qualche difficoltà la squadra di Klopp l'ha dimostrata, ben ingabbiata dallo schieramento della formazione di Rodgers che ha rinunciato ad ogni tipo di pressione sul possesso del Liverpool (18,57 il dato del PPDA della formazione di Rodgers) puntando, invece, su un indirizzamento del gioco avversario verso le zone esterne del campo dove poter isolare i giocatori del Liverpool, per poi cercare di partire in contropiede.


LE FORMAZIONI INIZIALI

Vedendo la formazione del Leicester è abbastanza semplice rendersi conto della situazione di emergenza delle Foxes nel reparto difensivo: tutti i difensori centrali erano fuori uso e per questa ragione la coppia al centro della difesa era formata da Ndidi ed Amartey, due mediani, davanti a loro Rodgers ha inserito altri due mediani come Choudhury e Soumarè, il tutto in un 4-3-1-2 dove Maddison agisce da trequartista alle spalle delle punte Vardy e Iheanacho.



Dall'altra parte Klopp ha dovuto rinunciare al solo Robertson, sostituito da Tsimikas; a centrocampo sono Henderson e Oxlade-Chamberlain ad affiancare Fabinho, mentre in avanti non si tocca il tridente Salah-Jota-Manè.

LA STRATEGIA DIFENSIVA DEL LEICESTER


Il 4-3-1-2 con cui il Leicester si è schierato in campo aveva obiettivi molto chiari in fase di non possesso: il Liverpool è una della squadre più difficili da limitare in fase di sviluppo, visti i continui movimenti dei terzini, delle mezzali e dei tre d'attacco atti a disordinare le difese avversarie sfruttando l'intera larghezza del campo e gli spazi tra le linee.

Per ovviare a questa situazione, Rodgers ha istruito la linea difensiva a muoversi in modo da avere sempre sotto controllo i tre attaccanti del Liverpool, lasciando a Choudoury e Dewsbury-Hall il doppio compito di scalare sul terzino o sulla mezzala. Come si evince dall'esempio Castagne e Thomas seguono Salah e Manè, mentre vediamo il meccanismo di scalate dei centrocampisti in base al posizionamento della palla: qui Dewsbury-Hall va a prendere Alexander-Arnold mentre Soumarè scala su Henderson, inoltre possiamo anche notare Maddison che segue le tracce di Fabinho. Con questo schieramento il Leicester ha molto rallentato il gioco dei Reds che hanno avuto difficoltà ad innescare il tridente offensivo.

L'altra mossa dell'allenatore del Leicester è stata quella di indirizzare il gioco del Liverpool, non permettendo alla squadra di Klopp di muoversi per vie centrali in costruzione, una situazione che avrebbe permesso ai terzini di prendere immediatamente campo mentre come si evince dall'esempio la costruzione deve essere portata sull'esterno: le linee di pressione molto basse si limitano ad occludere gli spazi centrali, il Liverpool deve andare sull'esterno per proseguire l'impostazione dell'azione facendo scattare la trappola preparata dal predecessore di Klopp sulla panchina di Anfield.

La trappola consiste nel muovere lo schieramento della squadra in zona palla andando a schiacciare il triangolo di sviluppo esterno formato da Tsimikas, Manè e Oxlade-Chamberlain verso la linea laterale, costringendo gli avversari a tornare indietro per cercare di ricostruire il gioco. Non è un caso che, come vedremo più avanti. per cercare di costruire azioni da rete mediante la propria manovra Klopp abbia dovuto rinunciare al 4-3-3 per permettersi una costruzione di gioco in grado di trovare l'uomo alle spalle delle linee di pressione avversarie.


HENDERSON L'ARMA OFFENSIVA DEL LIVERPOOL


La grande attenzione mostrata da parte della linea difensiva del Leicester nei confronti del tridente offensivo del Liverpool ha reso da una parte poco pericolosi i tre attaccanti, ma dall'altra ha portato la creazione di spazi per gli inserimenti delle mezzali. Il giocatore che più di tutti si è reso pericoloso utilizzando le sue doti di corsa senza la palla è stato Jordan Henderson.

Ecco un esempio di come l'ex giocatore del Southampton si è reso pericoloso: sfruttando l'orientamento sulla palla delle linee difensive del Leicester, cercava di sfruttare lo spazio tra centrale difensivo e terzino creato dal movimento ad allargarsi di uno dei tre attaccanti (nella fattispecie Jota) per sfruttare quello spazio e mettere in crisi lo schieramento difensivo del Leicester. In questo esempio il pallone terminerà sui piedi di Jota che però non troverà modo di concludere a rete da posizione favorevole.

L'unico modo che aveva la squadra di Klopp per generare pericoli era quello di sfruttare le debolezza intrinseca di un 4-3-1-2, ossia la difficoltà a gestire i cambi di gioco: frequentemente il pallone è passato da lato di Tsimikas a quello di Alexander-Arnold allo scopo di aprire la scatola dello schieramento difensivo. In questo esempio, con il Leicester portato dentro la propria area di rigore, le zone esterne sono lasciate libere, per cui sul cambio di lato tocca a Dewsbury-Hall uscire liberando spazio per l'inserimento di Henderson. Anche in questo caso arriverà un'occasione per Salah da posizione defilata parata da Schmeichel. 

Inoltre, dove il Liverpool non riusciva a creare su azione manovrata, provava a farlo nel gioco da fermo, soprattutto creando situazioni di pericolo dagli sviluppi di rimessa laterale in zona d'attacco: proprio da questo tipo di situazione è stato propiziato il calcio di rigore poi fallito da Salah. A procurarselo è stato proprio Henderson con un'altra incursione all'interno dell'area di rigore avversaria. Il rigore sbagliato unitamente alla successiva ribattuta ha influenzato in gran parte il dato degli xG, ma soprattutto non ha permesso al Liverpool di portare la partita sui binari preferiti, ossia un avversario che deve alzare il baricentro che si espone quindi alla verticalità del gioco dei Reds.

IL GIOCO DI TRANSIZIONE DEL LEICESTER


Per la squadra di Rodgers il piano partita non poteva essere oggetto di scelta libera, sia a causa delle tante assenze, sia a causa della forza dell'avversario che mai e poi mai avrebbe concesso al suo ex allenatore di risalire il campo mediante il palleggio. Per questo motivo la scelta del tecnico nordirlandese è andata su un gioco diretto e di transizioni.

D'altronde riuscire a giocare da dietro era un'impresa a dir poco complicata per il Leicester. In questo esempio si nota chiaramente il sistema di prima pressione creato da Klopp che rendeva assai complicato il palleggio da dietro. Per questo motivo la soluzione migliore era comunque quella di costruire con 6 uomini (i 4 di difesa più Choudhury e Soumarè) allo scopo di attirare la pressione dei giocatori del Liverpool e cercare in profondità i movimenti di Maddison e delle due punte. Le statistiche ci vengono in soccorso contando ben 14 rinvii lunghi di Schmeichel al cospetto dei 7 di media effettuati in ogni match, a dimostrazione che la pressione del Liverpool ha costretto Rodgers ad adattare il piano gara.

In questo esempio vediamo come viene messa in pratica la transizione offensiva: su una palla recuperata a centrocampo è uno dei tre elementi offensivi a proporre il primo smarcamento preventivo (nel caso di specie Iheanacho) mentre gli altri due vanno subito in profondità portandosi via la linea difensiva del Liverpool. Questa scelta ha creato i presupposti per la creazione di alcune situazioni potenzialmente pericolose, tuttavia non sono state convertite in pulite occasioni di rete poiché, come visto in precedenza, Alexander-Arnold e Tsimikas non si alzavano subito in costruzione, questo permetteva loro di poter assistere la linea difensiva in caso di transizione e non lasciare in inferiorità numerica i propri compagni; nel secondo tempo, con i due terzini alzati in fase di costruzione (come stiamo per vedere), le transizioni del Leicester riusciranno a far male alla difesa del Liverpool.

LE MOSSE CHE HANNO CAMBIATO LA PARTITA


Come detto in precedenza, il Leicester ha saputo trovare il modo per rendere complicato l'accesso all'area di rigore da parte del Liverpool grazie alla capacità di chiudere ogni spazio centrale chiudendo i portatori di palla verso la linea laterale. Per ovviare a questa situazione Klopp ha cercato di cambiare lo spartito mettendo in campo Keita al posto di Oxlade-Chamberlain, mettendo da parte il 4-3-3 per avere più presenza al centro.

Come si evince da questo esempio lo schieramento si trasforma in un 4-2-2-2 con due attaccanti che bloccano la linea difensiva, due giocatori che si muovono tra le linee mentre Keita si abbassa in costruzione. I due terzini danno ampiezza allo scopo di aprire la linea di centrocampo del Leicester, passata a 5 con l'ingresso in campo di Lookman e Maddison spostato sulla destra. Attirando la pressione dei centrocampisti con i costruttori il Liverpool riesce finalmente a trovare i giocatori liberi tra le linee togliendo, inoltre, riferimenti alla linea difensiva avversaria. Da questo tipo di situazione nascerà la migliore occasione del secondo tempo per il Liverpool che, però, Manè non riuscirà a convertire in rete.

Il passaggio al 4-5-1 sembrava, al contrario, una mossa suicida di Rodgers, non più in grado di mandare il Liverpool sull'esterno in quanto le due linee si facevano facilmente manipolare. Tuttavia l'ingresso di Tielemans alzando il livello tecnico del centrocampo ha aperto nuove opportunità di gestire meglio il gioco di transizione una volta recuperata palla.

La qualità del belga nel difendere il pallone lo rende un giocatore di difficile replicabilità per qualsiasi squadra, tanto più per il Leicester, per cui qui si può notare come da solo sia stato in grado di eludere una immediata riaggressione del Liverpool dopo una palla recuperata al limite dell'area di rigore con un altro attacco impostato nel modo descritto sopra. L'altra chiave sta nella posizione di Lookman inserito per sfruttare il punto debole del gioco di Klopp: lo spazio che i due terzini lasciano alle spalle in fase di transizione. Da una situazione molto simile a quella dell'esempio è nata l'azione con cui l'ex giocatore dell'Everton ha sbloccato la partita regalando la vittoria alla sua squadra.

Quindi i cambi hanno permesso da una parte al Liverpool di trovare modo di avanzare centralmente ed aggirare le trappole di Rodgers, ma dall'altra parte ha esposto i Reds ai contropiedi del Leicester, resi possibili dal posizionamento di Lookman. La partita tatticamente si è decisa qui, con le Foxes che hanno trovato modo di massimizzare i vantaggi del nuovo schieramento tattico al contrario di quanto fatto da Salah e compagni.

Friday, 2 October 2020

Consigli per il weekend calcistico Stagione 20/21 Ep. 3

Il weekend che avrà inizio questa sera sancirà la fine di questa prima fase della nuova stagione sportiva, infatti la prossima settimana i club lasceranno il posto alle nazionali ed alla conclusione del calcio mercato, al termine del quale averemo una reale idea su quali saranno le corrette aspettative per società e tifosi.

Come da abitudine che intendo consolidare nel corso della stagione proverò a trovare spunti di interesse tra le sfide in programma nei prossimi giorni sulla base delle indicazioni o aspettative generate da quanto visto nelle ultime settimane, per questo sarà molto facile escludere le cosiddette "partite di cartello" per focalizzarci su sfide di minore appeal mediatico ma di grande interesse tecnico.


SERIE B, EMPOLI-MONZA (SABATO, ORE 16.15)


Il nostro campionato cadetto ha visto la luce a partire dallo scorso weekend, come per gli altri campionati anche le squadre della nostra seconda serie hanno dovuto affrontare le conseguenze del calendario super-congestionato della parte finale della scorsa stagione nonché delle difficoltà derivanti dalla positività al COVID di diversi giocatori. Capire i reali valori in campo è un esercizio ad oggi ancora troppo difficile visto il mercato aperto, ma si può immaginare quali siano i club che abbiano messo nel mirino la promozione in serie A, due di queste pretendenti sono senza dubbio Empoli e Monza.

La squadra toscana si è affidata in questa stagione ad Alessio Dionisi, giovane allenatore reduce da due ottime stagioni sulle panchine dell'Imolese e del Venezia dove ha proposto un gioco basato sul possesso palla e sulla costruzione da dietro ben intervallata dall'utilizzo dei palloni in verticale quando necessario.

Nella sfida d'esordio in quel di Frosinone, Dionisi ha portato una sorpresa nello schieramento in campo schierando contemporaneamente Moreo, La Mantia e Mancuso, tuttavia la vera novità è stata la posizione dell'ex attaccante di Venezia e Palermo che si è posizionato in una zona da trequartista atipico, chiamato a fare un gioco di sponda per le mezzali Bandinelli e Ricci che attaccano gli spazi creati dai tagli esterni delle due punte, il suo posizionamento al vertice di un rombo il cui vertice basso era, invece, un altro ex Venezia, ossia Stulac, ha fortemente disorientato le linee di centrocampo e difesa del Frosinone. staremo a vedere se Dionisi vorrà riproporre questa soluzione contro la squadra brianzola.

Il Monza, forte di una proprietà in grado di fare diversi investimenti, sta costruendo quella che dovrebbe essere la squadra da battere in campionato, con una rosa composta da almeno due elementi per ruolo in grado di fare la differenza in questa categoria; l'unico punto interrogativo è la capacità di Brocchi di riuscire a trovare in tempi ristretti il modo di far assimilare alla squadra i meccanismi di gioco del suo 4-3-1-2, non a caso nella prima di campionato contro la Spal la trasmissione di palla non è stata ottimale, inoltre buona parte dei giocatori in campo erano prevalentemente gli uomini che hanno riportato i brianzoli in serie B nella scorsa stagione.


Il sistema di gioco di Brocchi numericamente è lo stesso rispetto a quello proposto da Dionisi, tuttavia esiste una tensione più verticale ed un coinvolgimento dei terzini in zone più alte del campo, mentre il ruolo di raccordo tra centrocampo e punte è svolto da un giocatore tecnico come Machin (o D'Errico) anche se l'arrivo di Boateng potrebbe convincere Brocchi a sfruttarlo proprio in quella posizione, ad ogni modo i movimenti del trequartista sono completati da quelli delle due punte che hanno una il compito di attaccare la linea difensiva, l'altra di muoversi in ampiezza per aprire spazi per gli inserimenti delle mezzali, fondamentale in cui potrà fare la differenza Antonino Barillà ma anche lo stesso Machin. Come si evince dalle posizioni medie della partita contro la Spal il baricentro è tenuto alto dalla squadra brianzola anche perché spesso Brocchi richiede un pressing più alto ed aggressivo, al contrario dell'Empoli di Dionisi che lo attiva solo all'altezza del cerchio di centrocampo con i tre uomini più avanzati che schermano la zona centrale per costringere l'avversario a portare il pallone in zone laterali del campo per poi far scattare il pressing con le mezzali ed i terzini.
Per cui, pur in presenza di uno schema di base molto simile, le due squadre lo interpretano in maniera diversa e, soprattutto, con tipologie di giocatori differenti: per entrambe le formazioni una prova importante per capire subito quanto i propositi di promozione siano ben riposti.


BUNDESLIGA, EINTRACHT-HOFFENHEIM (SABATO, ORE 15.30)

Lo scorso weekend ha visto la Bundesliga cadere le sue principali pretendenti al titolo, ossia il Bayern Monaco ed il Borussia Dortmund, battute dalle squadre che adesso sono le uniche due ad essere in testa a punteggio pieno, ossia l'Augsburg e l'Hoffenheim, il cui 4-1 ai bavaresi ha mostrato le capacità di Sebastian Hoeness di saper colpire i punti deboli della squadra presieduta da suo nonno e la cui squadra B ha allenato con successo nella scorsa stagione.
Per questo la trasferta di Francoforte rappresenta un'altra prova importante per capire se il 3-4-3/3-4-1-2 mostrato nelle prime due gare di campionato sia davvero un metodo vincente per superare squadre che fanno della pressione alta ed asfissiante il proprio marchio di fabbrica.

Nella partita vinta contro il Bayern Monaco la strategia di gara messa in piedi da Hoeness è stata a dir poco perfetta, con il campo coperto in orizzontale ed in verticale grazie al 3-5-2 che in fase di non possesso si trasformava in un 3-5-2 ed in fase di possesso in un 3-4-1-2 con i movimenti di Baumgartner in zona di rifinitura.

La strategia dell'Hoffenheim nella vittoria contro il Bayern è riassunta in questa immagine: in fase di non possesso il 5-3-2 con linee corte permette di chiudere le zone centrali del campo mentre i movimenti tra le linee vengono gestiti dai centrali difensivi che si alzano su chi riceve il pallone in zona rifinitura, se il pallone viene spostato in zone laterali il centrocampista centrale di parte è già pronto al raddoppio assieme all'esterno chiudendo ogni possibilità al Bayern di innescare Sanè o Gnabry; infine i due attaccanti Dabbur e Kramaric si sono resi protagonisti di una grande prestazione sfruttando al meglio i limiti derivanti dall'utilizzo di una linea difensiva così alta da parte del Bayern: i loro smarcamenti al lato dei centrali difensivi del Bayern ha permesso alla squadra di Hoeness di verticalizzare rapidamente il possesso palla (che infatti è stato bassissimo, poco sotto al 30%) generando spazi giganteschi in cui attaccare, questo spiega le 4 reti, i 4 Xg realizzati e le 17 conclusioni a rete a fronte di appena 154 passaggi completati (meno di 12 passaggi per tiro effettuati). Oltre alla strategia di gara mi ha favorevolmente impressionato il rendimento individuale di tutti i giocatori della squadra di Sinzheim, per cui la trasferta di Francoforte ci dirà quanta continuità può avere questa squadra che, ricordiamolo, da ottobre parteciperà alla fase a gironi dell'Europa League.

L'Eintracht è giunto alla terza stagione di Adi Hutter sulla panchina, l'allenatore austriaco ha dato una forte identità verticale alla sua squadra, basata su un pressing aggressivo e sulla ricerca diretta delle punte: dopo l'esaltante stagione di due anni fa culminata con la semifinale di Europa League contro il Chelsea persa solo ai rigori e con una zona Champions sfuggita solo all'ultima giornata, la scorsa stagione è stata decisamente più avara di soddisfazioni a causa dello smantellamento sul mercato del trio d'attacco composto da Rebic, Jovic ed Haller che, certamente, ha portato soldi freschi nelle casse del club ma che ha indebolito i meccanismi della squadra non ostante gli arrivi di Andre Silva e Bas Dost che, però hanno fatto fatica costringendo l'Eintracht ad una stagione di metà classifica ed un cammino in Europa League interrotto agli ottavi contro il Basilea.


Senza grossi movimenti sul mercato e con meno impegni in programma il club e Hutter hanno deciso di non modificare la rosa e continuare a puntare sulla squadra delle ultime stagioni tornando al 3-4-1-2 che per un certo periodo della scorsa stagione fu messo da parte per un più prudente 4-4-2. Anche le costanti di gioco sono simili, con grande utilizzo degli esterni (in questa grafica di Between the Posts si evince chiaramente il tentativo di raggiungere gli attaccanti dalle zone laterali), d'altronde potendo contare in squadra di un giocatore come Kostic a sinistra e Almamy Toure a destra, la strategia non può essere considerata negativamente, per questo motivo anche i compiti dati ai centrocampisti centrali sono diversi, con uno deputato a dare copertura ai tre difensori e l'altro in posizione più avanzata a dividersi i mezzi spazi in zona di rifinitura con Kamada, il trequartista del 3-4-1-2, tuttavia i compiti cambiano a seconda degli interpreti messi in campo (per esempio l'uomo in più in copertura può diventare l'esterno destro se la coppia di centrali di centrocampo è composta da Kohr e Rode ed Ilsanker viene retrocesso nella linea difensiva). 

Sarà dunque una sfida tatticamente molto combattuta, con i due allenatori che lavoreranno su mosse e contromosse come in una partita di scacchi, con l'Eintracht che cercherà di trovare il modo per mettere in crisi i meccanismi di coperture dell'Hoffenheim che, d'altra parte vorrà far male con le sue transizioni.


LA LIGA, LEVANTE - REAL MADRID (DOMENICA ORE 17)


Includere una partita del Real Madrid dopo aver detto in premessa che cercherò di allontanarmi quanto più possibile dal mainstream mediatico appare come un controsenso, tuttavia la trasferta della squadra di Zidane allo stadio Ciutat de Valencia è un importante occasione per rivedere all'opera la squadra di Paco Lopez, una delle squadre della Liga che più attirano l'occhio per il proprio atteggiamento propositivo al limite della sfrontatezza.



Come si evince dai dati degli xG per partita, il Levante ha una produzione in termini di qualità offensiva che la mette tra le prime quattro del campionato, tutto nasce dalla peculiarità del 4-4-2 di Lopez, in cui i due esterni offensivi sono Campana e Bardhi che partono esterni ma sul lato opposto a quello del loro piede forte (i cosiddetti esterni a piede invertito) che permette loro di prendere possesso dei mezzi spazi in zona rifinitura ed attaccare la linea difensiva avversaria innescando le punte, tra cui si sta ritagliando uno spazio importante Jose Luis Morales, già arrivato a 3 goal ed 1 assist in questo inizio di stagione, dove lo scorso anno invece aveva chiuso la stagione con soli 4 goal e 2 assist al suo attivo; un atteggiamento, questo, che comporta, ovviamente, dei rischi, con i terzini che giocano molto alti togliendo copertura in fase di non possesso, una difficoltà che lo scorso anno era stata mitigata dalle grandi parate di Aitor Fernandez che l'anno scorso è stato il miglior portiere del campionato in base alla statistica dei post-shots xG, mentre quest'anno le sorti sembrano essersi ribaltate con il portiere classe 1991 che si trova all'ultimo posto in questa statistica con un differenziale di quasi 2 goal subiti in più rispetto a quelli attesi. 

Per il Real, dunque, si tratta di un'altra partita di una certa importanza per stabilire quanto sia sostenibile il sistema che Zidane sta mettendo in piedi in questa stagione, ossia un rombo che cerca di far coesistere uno tra Kroos e Modric, Odegaard vertice avanzato del rombo e un attacco con Benzema e Jovic.

La parte problematica dello schieramento tattico del Real resta, specie con un rombo, la copertura della larghezza, specie in fase di transizione difensiva, in questa immagine il Betis aveva recuperato palla nella zona di Carvajal ed aveva innescato una transizione in cui il Real si è mostrato decisamente scoperto, inoltre quando attaccata lateralmente la linea difensiva del Real mantiene la diagonale lunga ma senza che nessun centrocampista (se si eccettua Casemiro) legge gli inserimenti dei centrocampisti avversari; lo scaglionamento del Betis in questa azione è molto simile ad un tipico scaglionamento del Levante in fase offensiva, per cui se la formazione valenciana sarà in grado di sfruttare questo punto debole del Real ci sono tutti i presupposti per vedere la squadra di Zidane in seria difficoltà, tuttavia per trovarsi in questa situazione il Levante dovrà essere in grado di superare la pressione del Real a centrocampo senza commettere errori e soprattutto organizzare a sua volta una pressione alta effettuata in maniera organica. 
Ci sono tutti i presupposti per una partita ricca di emozioni e di goal, con tanti capovolgimenti di fronte da un lato all'altro del campo, oltre a tante belle giocate a livello tecnico e chissà che non venga fuori l'upset di giornata.


PREMIER LEAGUE, LEICESTER - WEST HAM (DOMENICA, ORE 13)


Una delle partite che ha fatto più scalpore nella scorsa settimana è stata senz'altro quella che ha visto il Leicester andare ad espugnare l'Etihad Stadium di Manchester rifilando ben 5 reti al City di Pep Guardiola, una vittoria che ha issato le Foxes in testa alla classifica della Premier assieme all'Everton di Ancelotti ed al Liverpool.

Domenica all'ora di pranzo per la squadra di Rodgers arriva una partita con presupposti tattici diversi rispetto alla partita col City, dove Vardy e compagni si sono esaltati in fase di transizione sfruttando gli spazi lasciati dal City il cui rombo di costruzione è stato attratto in posizioni avanzate dallo schieramento compatto con baricentro basso del Leicester in fase di non possesso, un atteggiamento insolito per un allenatore propositivo come il nordirlandese, tuttavia il rispetto verso la forza dell'avversario lo ha portato a questa strategia che ha reso raramente pericoloso il City fino a portarlo ad esporsi nelle transizioni che hanno esaltato le qualità di Vardy nell'attaccare la linea difensiva e l'abilità di Barnes di muoversi negli spazi lasciati dal compagno.

Proprio la connessione tra Vardy e Barnes è la costante della fase offensiva del Leicester in questa stagione, indipendentemente se il piano partita è di tipo propositivo o reattivo; le posizioni medie nella partita interna contro il Burnley alla seconda giornata mostrano come entrambi occupino le posizioni più avanzate in campo, questo sbilanciamento del gioco verso sinistra, in situazioni di partita con squadre chiuse, permette di creare un lato debole sul lato opposto in cui sta sguazzando Timothy Castagne, giunto quest'estate dall'Atalanta e che ha raccolto in queste prime tre giornate 1 goal e 2 assist, portando alcuni meccanismi sviluppati sotto la guida di Gasperini anche in un nuovo contesto come quello del Leicester, ribaltando la mistica dei giocatori che perdono di valore al di fuori del sistema Atalanta. La varietà di soluzioni che Rodgers ha a disposizione a livello di uomini ed anche (come dimostrato a Manchester) di schieramento tattico, rendono il Leicester una squadra in grado di dare continuità a quanto messo in mostra lo scorso anno, mostrando di poter superare le difficoltà viste nella fase finale della scorsa stagione che le sono costate la qualificazione alla Champions.

A far visita al King Power Stadium ci sarà il West Ham di David Moyes, squadra che, guardando la rosa, dovrebbe ambire a posizioni importanti, invece ci troviamo a parlare di una squadra con un forte senso di incompiutezza dato dalla mancanza di continuità nelle prestazioni di diversi dei suoi uomini, ma soprattutto la difficoltà a trovare un abito tattico equilibrato per la squadra.

Dopo la sconfitta interna contro il Newcastle alla prima giornata Moyes ha notato la necessità di trovare un equilibrio che il 4-2-3-1 evidentemente non sembrava in grado di dare, così è passato al 3-4-3 spostando Cresswell in posizione di braccetto di sinistra e Masuaku esterno, questo, oltre alle coperture, permette agli Hammers di dare maggiore libertà a Pablo Fornals e Jarod Bowen che possono agire nella trequarti avversaria associandosi con gli esterni: la modifica ha portato ad una sconfitta contro l'Arsenal (immeritata stando al dato degli xG) e ad una vittoria clamorosa per 4-0 contro il Wolverhampton resa possibile grazie ad un piano di gioco basato sulle transizioni usando, appunto le connessioni laterali o l'attacco diretto su Antonio per poi risalire il campo con le seconde palle.


Dunque per il Leicester si ribalta il piano tattico della partita, dato che si passa ad un avversario che terrà il baricentro basso e tenterà di innescare due giocatori temibilissimi come Fornals e Bowen, la cui sola presenza in campo è, a mio parere, un ulteriore motivo di interesse per seguire questa sfida.

LIGUE 1, LENS-SAINT ETIENNE (SABATO ORE 17)


Una squadra che ha attirato l'occhio degli osservatori in queste prime battute della nuova stagione è il Lens: la squadra del nord della Francia è tornata in Ligue 1 e la sta affrontando con importanti ambizioni, come testimonia l'acquisto di Fofana dall'Udinese e del portiere venezuelano Farinez, tuttavia al momento i due neo acquisti non hanno praticamente mai visto il campo (28 minuti in totale per Fofana) ma l'interesse per questa squadra resta aperto per via di tre giocatori (uno per reparto) che si stanno mettendo in grandissima luce.

Stesso discorso, dall'altra parte, per il Saint Etienne che, con Puel alla guida, ha iniziato un'operazione di forte ringiovanimento della rosa che nelle prime giornate ha raccolto frutti interessanti, tra cui la vittoria al Velodrome di Marsiglia appena tre giorni dopo che la squadra di Villas-Boas aveva espugnato il Parco dei Principi, mettendo in mostra un'ottima organizzazione difensiva che, però, nelle ultime due partite sembra aver risentito della ormai imminente partenza di Wesley Fofana direzione Leicester.

Per cui, per meglio presentarvi questa partita, proverò ad indicarvi i principali protagonisti che si sono messi in mostra in queste prime giornate:

Il primo è il centrale difensivo Facundo Medina, schierato come braccetto di sinistra nella difesa a 3, in queste prime 5 partite è l'unico della squadra ad aver completato tutti i 450 minuti della stagione, molto attento nelle chiusure difensive, ancora in difficoltà nei duelli aerei ed anche negli uno contro uno ma adatto a situazioni di difesa posizionale ed anche sufficientemente aggressivo in situazioni di transizione, un profilo, dunque, molto utile sia se si vuole difendere in avanti, sia se si preferisce mantenere una linea difensiva bassa. Dall'altra parte Claude Puel ha potuto contare solo nelle prime 3 giornate delle prestazioni di Wesley Fofana, la scelta su come sostituirlo al momento è passata sulle spalle di Moukoudi, altro interessante centrale difensivo che merita osservazione, tuttavia due partite disputate non possono essere un campione sufficiente a livello statistico per capire il reale valore del ragazzo.

A dare protezione al reparto difensivo del Lens vi è Cheick Doucuré: il maliano è il vero e proprio frangiflutti a protezione alla difesa (il dato sugli intercetti è il migliore del campionato nel suo ruolo, tra i migliori anche nella statistica dei passaggi e tiri bloccati, 1,8 a partita), a questo si aggiungono ottime qualità in conduzione della palla (0,6 palloni persi a partita a fronte di 1,6 contrasti subiti a cui aggiungere 1,8 dribbling tentati a partita di cui solo 0,2 falliti, un dato che lo inserisce nella stessa categoria, giusto per fare un esempio, di Bruno Guimaraes del Lione).


Fonte Squawka


Ad affrontarlo ci sarà Mahdi Camara, suo omologo nel centrocampo dei Les Verts, giocatore dai livelli in fase di non possesso molto simili a quelli di Doucuré e che in fase di possesso, invece, mostra di avere qualcosa in più a livello di gestione della palla ma meno in conduzione, ad ogni modo si tratta di due giocatori che in queste prime giornate si sono posti a livelli top nella competizione e vederli l'uno contro l'altro sarà molto interessante.

Anche in fase offensiva possiamo sbizzarrirci in termini di qualità e talento a disposizione delle due squadre, con da una parte il tridente Kakuta-Ganago-Sotoka capace di produrre un livello di xG inferiore solo a quello del PSG, dall'altra parte qualità e gioventù traboccano con gente come Bouanga-Hamouma-Aouchiche-Nordin a comporre un quartetto offensivo che sa far malissimo specie in transizione offensiva, situazione che la squadra di Puel cercherà di creare nel corso della sfida di sabato pomeriggio.

Fonte Squawka


PRIMEIRA LIGA, TONDELA-BRAGA (SABATO, ORE 22)


L'obbiettivo per cui consigliare questa partita nasce dal fatto che il campionato portoghese ogni anno, quasi al pari del campionato francese, riesce sempre a mettere in mostra talenti interessantissimi che poi vanno a popolare i campionati principali finanziando il player-trading delle società portoghesi, facilitato anche dai rapporti con il procuratore più potente del mondo, ossia Jorge Mendes.

Un esempio fulgido di questa strategia messa in atto dalle squadre portoghesi è dato dallo Sporting Braga che, nella finestra di mercato dello scorso gennaio ha ceduto il suo gioiello Trinçao al Barcellona per 31 milioni di Euro acquisendo dal Barça per 8 milioni di Euro il canterano Abel Ruiz, entrambe mosse gestite ed orchestrate dalla Gestifute di Jorge Mendes.

Con gli infortuni in attacco di Nico Gaitan, Paulinho e Rui Fonte, la partita con il Tondela sembra essere la partita adatta a vedere in campo dal primo minuto il ventenne spagnolo, che avrà il compito di mostrare sul campo l'hype che gli amanti della cantera blaugrana hanno nei suoi confronti, visto che in queste prime due partite ha collezionato 60 minuti ma senza creare nulla di buono al momento (nessun tiro per lui), ma soprattutto dovrà tirar fuori il Braga dall'ultimo posto in classifica, visto che ha subito due sconfitte nelle due prime partite, seppur dando ottima dimostrazione di se soprattutto nel corso della gara inaugurale della stagione in cui è stato sconfitto dal Porto ma dominando a tratti il primo tempo della partita.

Se, però, vogliamo scommettere sulla prossima plusvalenza che il Braga potrebbe mettere in cantiere da qui a fine stagione, punterei le mie fiches su David Carmo, ventunenne centrale difensivo che ha preso posto al centro della linea difensiva dallo scorso gennaio senza poi lasciarlo, alto 196 cm, molto aggressivo in fase di non possesso (ammonito in entrambe le gare di campionato) e molto sicuro palla al piede (più di 80 passaggi a partita, ed anche utilizzo del lancio lungo), su di lui si legge di un'interessamento della Roma.

L'avversario del Braga è il Tondela, squadra che ha raccolto 1 punto nelle prime due partite ma ha mostrato di essere squadra di buona qualità e soprattutto molto propositiva che cerca di occupare la metà campo avversaria mediante le ottime qualità tecniche in conduzione dei propri terzini Bebeto e Khacef, ma anche dei propri centrocampisti, tanto che in queste prime due giornate di campionato si trova al terzo posto in termini di occupazione del terzo di campo avversario (fonte WhoScored).

A livello di classifica, dunque, potrebbe sembrare una sfida tra squadre di coda, ma Tondela-Braga è una partita che vede di fronte due squadre da osservare aldilà dei risultati ma vanno analizzate per ciò che sono in grado di produrre, sia in termini di gioco che di individualità da mettere in vetrina.


Monday, 27 July 2020

Leicester-Manchester United, ossia come lo United ha conquistato la Champions

Leicester e United si sono affrontate in una sfida che rappresentava uno spareggio per stabilire chi delle due avrebbe strappato il quarto posto disponibile per la prossima Champions League, alle Foxes serviva solo la vittoria a meno di una sconfitta contestuale del Chelsea contro il Wolverhampton, mentre lo United poteva giocare con due risultati su tre a disposizione.

E' finita con una vittoria dello United per 2-0 che ha permesso alla squadra di Solskjaer di chiudere la Premier al terzo posto in classifica, un risultato che può essere un discreto punto di partenza in attesa di capire se questo progetto possa portare ad insidiare il dualismo tra il Liverpool di Klopp ed il City di Guardiola, al Leicester resta in mano la qualificazione alla prossima Europa League ed il rammarico di aver dilapidato un grande vantaggio in classifica sullo United, ma Rodgers ha buona ragione ad imprecare contro gli infortuni che hanno falcidiato la rosa a disposizione. specie nel reparto difensivo.

LE FORMAZIONI




Come indicato in premessa, a complicare i piani di Rodgers alla ripresa della stagione sono stati gli infortuni che hanno fatto fuori i due esterni difensivi titolari Pereira e Chillwell, a cui si aggiunge la squalifica di Soyuncu al centro della difesa, per questa ragione l'ex tecnico del Liverpool è passato al 3-4-2-1 che, nell'occasione viene trasformato in un 3-5-2 che, in fase di possesso si trasforma in un 3-4-1-2 con Tielemans alle spalle di Vardy ed Inheanacho.

Lo United risponde con la formazione che ha permesso a Solskjaer di risalire la classifica e di dare, finalmente, un'identità di gioco alla propria squadra, grazie soprattutto all'inserimento di Bruno Fernandes nel 4-2-3-1.


LEICESTER

LA FASE DI NON POSSESSO

Il Leicester è la squadra con il PPDA più basso di tutta la Premier League (7,89), merito di una prima pressione molto aggressiva sia in fase di prima costruzione avversaria che in fase di transizione difensiva.

PRIMA PRESSIONE

Sulla prima costruzione dello United il Leicester chiude gli accessi su Pogba e Matic (che per questo motivo si abbassa dentro la linea dei centrali) per forzare lo United ad andare sull'esterno difensivo su cui esce la mezzala di lato, gli altri due centrocampisti escono su Pogba e Fernandes, mentre la linea difensiva a 5 fornisce sufficiente copertura contro i 3 di attacco dello United (4 quando Bruno si alza in zona rifinitura).

In questo fermo immagine vediamo la pressione del Leicester sull'uscita difensiva dello United, con i due attaccanti che chiudono il centro, su Williams esce Tielemans, in questa maniera il Leicester si assicura la superiorità numerica alle spalle della linea di pressione.






TRANSIZIONE DIFENSIVA

Decisamente più coraggioso l'approccio in fase di transizione, in questo caso sono gli esterni del 3-5-2 ad uscire sui terzini dello United, con i tre centrali che escono alti sulle ali dello United che vengono in contro, in ogni caso i difensori di Rodgers hanno sempre il compito di andare in chiusura aggressiva sui giocatori dello United non appena il pallone raggiungeva i mezzi spazi in zona di rifinitura, grazie a questo tipo di pressione è arrivata l'occasione che al 14' poteva portare in vantaggio le Foxes.

Ecco un esempio di aggressione in fase di transizione difensiva del Leicester: rispetto alla prima pressione in fase di uscita del pallone Tielemans va su Matic mentre Albrighton va ad aggredire Williams in un approccio uomo su uomo che costringe lo United a giocare il pallone sui giocatori offensivi isolati a duello contro i centrali del Leicester e Ndidi, ovviamente un atteggiamento di questo tipo comporta dei rischi, con un recupero palla subordinato alla vittoria nei duelli individuali contro gente come Rashford e Martial.


LINEA DIFENSIVA

In fase difensiva il Leicester si schierava con i 5 in linea in modo da avere superiorità contro i tre attaccanti del Manchester, molto spesso si è visto nel corso della partita i tre centrali giocare davvero molto vicini tra loro supportati da Ndidi e Choudoury che ostruivano ogni spazio di manovra nella fascia centrale del campo.

Ecco un esempio di come è schierata la linea delle Foxes, in questa circostanza Albroghton esce su Williams e tutta la linea difensiva scivola su quel lato mantenendo lo scaglionamento, inoltre i due centrocampisti sono pronti a loro volta a ricomporre la linea qualora uno dei centrali debba uscire per prendere Bruno Fernandes che, come anche in questo esempio, tende a defilarsi per sfuggire alla morsa dei due centrocampisti del Leicester e dialogare sul corto con Martial o Rashford, tuttavia non sempre questi meccanismi hanno funzionato al meglio (basta vedere la posizione del corpo di Morgan e di Evans, il primo rivolto in avanti, il secondo in copertura) complice la poca intesa tra i singoli componenti.


FASE DI POSSESSO


LA COSTRUZIONE E LO SVILUPPO DEL GIOCO


Avendo l'onere di fare la partita il Leicester ha cercato diversi modi per trovare spazi contro l'atteggiamento attendista della squadra di Soskjaer. Dopo il lockdown, con il passaggio alla difesa a 3, Rodgers ha creato un sistema di uscita del pallone basato su un 3+2 composto dai tre centrali di difesa ed i due centrocampisti Ndidi e Choudary, questo permette ai due esterni di centrocampo di scollegarsi dalla fase di impostazione e poter avanzare nella metà campo avversaria creando di fatto un 3-2/4-1 con Tielemans che si muove in zona rifinitura ed assieme a Iheanacho ed all'esterno sovraccaricano la relativa zona di campo.

In questa immagine si nota in maniera evidente il 3+2 in costruzione del Leicester, qui si nota anche la posizione di Tielemans che, invece, cerca di raccogliere il pallone alle spalle dei centrocampisti dello United. Lo scopo del Leicester era quello di sovraccaricare il lato destro con il supporto anche di Albrighton e Iheanacho, infatti le statistiche di WhoScored ci dicono che la squadra di Rogers ha imbastito il 45% dei propri attacchi da quella parte di campo.

In questo fermo immagine si nota chiaramente il sovraccarico creato su lato destro, con Tielemans e Iheanacho  che attirano Pogba e Matic, il Leicester svilupperà l'azione con un cambio di gioco che libera Thomas a sinistra ma quest'ultimo sbaglia la verticalizzazione su Vardy



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L'ATTACCO DELLA LINEA

Quando si parla di attacco alla linea, in casa Leicester si parla di Jamie Vardy, il capocannoniere della Premier ha provato con i suoi smarcamenti a bucare la linea difensiva dello United nonché a creare spazi sulla fascia sinistra visto che i suoi tagli hanno spesso portato Wan Bissaka a restare molto vicino a Lindelof visto che la zona che il centravanti del Leicester aveva battezzato era proprio quella tra il centrale svedese ed il terzino ex Crystal Palace.

Come ben si evince da questo fermo immagine ecco una tipica giocata sviluppata dal Leicester con Vardy che stazione tra Lindelof e Wan Bissaka pronto a ricevere una verticalizzazione alle spalle della linea difensiva dello United. La mancanza di lucidità e di precisione dei suoi compagni, tuttavia, ha reso questa soluzione non vincente, tanto che l'unica volta in cui si è reso pericoloso è stata sugli sviluppi di un calcio da fermo dove con una sua spizzata ha colpito la traversa.



MANCHESTER UNITED


LA FASE DI POSSESSO


LA COSTRUZIONE 


La costruzione dell'azione dello United avviene prevalentemente con Matic che si abbassa tra i centrali (a volte ponendosi fuori linea alla sinistra di Maguire) in modo da avere superiorità numerica contro i due attaccanti del Leicester, rispetto al Leicester, tuttavia, i terzini mantenevano posizioni più conservative ed avevano funzioni diverse: Wan Bissaka restava largo a destra a fornire ampiezza, mentre Williams aveva il compito di favorire l'abbassamento di uno tra Bruno Fernandes e Rashford, questa era possibile o accentrandosi in posizione di falso terzino al fianco di Pogba dietro la prima linea di pressione, oppure sganciandosi in avanti creando uno spazio in quella zona di campo.

Il fermo immagine mostra i movimenti effettuati dai giocatori dello United per uscire dalla pressione del Leicester, potete notare la posizione di Williams che genera spazio per Bruno Fernandes, il Leicester qui ha risposto senza rischiare uscite dalla linea difensiva, infatti è Ndidi ad uscire su Bruno Fernandes, per progredire lo United aveva come soluzioni un cambio di gioco o delle triangolazioni dall'alto coefficiente di difficoltà con Martial o con Rashford. Nel secondo tempo con il risultato favorevole la squadra di Solskjaer ha mantenuto la stessa impostazione ma non ha mai forzato la giocata sapendo di poter gestire il pallone grazie alla superiorità numerica data dall'abbassamento di Matic tra i centrali difensivi.

LO SVILUPPO DEL GIOCO


In fase di sviluppo dell'azione lo United aveva il problema di superare il blocco del Leicester che si schierava con un 5-3-2 molto corto con pochissimo spazio nella zona di rifinitura, zona di campo dove lo United ha prodotto molte delle sue fortune dopo l'arrivo di Bruno Fernandes, per questo il portoghese spesso doveva o allargarsi per combinare con Rashford o con Martial o allinearsi a Pogba per ricevere palloni giocabili, questo spiega perché nei primi 40' lo United non ha di fatto mai tirato verso la porta di Schmeichel, a questo si aggiunge il timore degli smarcamenti preventivi di Vardy che tenevano Wan-Bissaka in una posizione più prudente, mentre Williams partecipava più attivamente alla fase offensiva in quanto c'era Matic a coprire dalla sua parte.

In questo fotogramma ecco una spiegazione di come provava lo United a risalire il campo: Bruno Fernandes viene a prendere il pallone  a centrocampo, i 3 di centrocampo del Leicester non concedono linee di passaggio in zona di rifinitura, l'unica soluzione è il cambio di gioco su Greenwood, solo il cambio di gioco convince Wan Bissaka a lasciare la propria posizione ed attaccare, tuttavia restano troppi pochi uomini contro la linea a 5 del Leicester.

LA FASE DI NON POSSESSO

Avendo 2 risultati su 3 a disposizione, il Manchester United non aveva molti motivi nel prendersi rischi, per questa ragione la squadra di Solskjaer è sempre stata molto attenta a non mandare in avanti troppi giocatori, anche a costo di non dare ritmo all'azione offensiva attaccando in decisa inferiorità numerica contro le linee corte del Leicester.

LA TRANSIZIONE DIFENSIVA


I giocatori chiave nella fase di transizione difensiva sono stati Wan Bissaka e soprattutto Matic: lo spauracchio per lo United erano in fase di transizione gli smarcamenti di Vardy, per questa ragione l'obiettivo era sempre quello di tenere la linea difensiva sempre in superiorità numerica e con i due attaccanti sempre marcati preventivamente.

Ecco un esempio dell'attenzione posta dallo United alle marcature preventive, qui vediamo Matic che resta sulle tracce di Iheanacho e copre l'avanzamento di Wan Bissaka a destra: in altre occasioni nel corso della partita era Matic a sganciarsi a supporto della manovra offensiva, in queste occasioni era Wan Bissaka a restare dietro a dare man forte a Maguire e Lindelof.



LA GIOCATA DECISIVA DELLA PARTITA


L'evento decisivo della partita è arrivato grazie ad un ottima prima pressione degli attaccanti dello United che hanno indotto la prima impostazione del Leicester a perdere un pallone sulla propria trequarti che ha permesso a Martial di lanciarsi verso la porta prima di essere falciato da Evans e Morgan prima di battere a rete inducendo all'assegnazione di un sacrosanto calcio di rigore.

Come si evince dal fermo immagine, Fernandes, Martial e Greenwood hanno chiuso ogni linea di passaggio in fase di uscita del Leicester: questo costringe Evans a forzare un passaggio scomodo per Choudury a causa anche della sua postura, Greenwood è bravo ad intuire le potenzialità di una immediata aggressione e soffia il pallone al centrocampista del Leicester, poi Fernandes manderà in porta Martial costringendo Evans al fallo da rigore.


CONCLUSIONI

La vittoria dello United è stata, a mio parere, meritata: la squadra di Solskjaer ha decisamente interpretato meglio le criticità che la partita portava oltre a saper gestire molto bene anche il vantaggio di avere 2 risultati su 3 permettendole di gestire il ritmo senza la necessità di forzare la giocata.

Il Leicester ha provato a fare una gara aggressiva ma senza lasciare troppi spazi dietro, tuttavia impegnare pochi giocatori in fase di sviluppo dell'azione e fare all in sugli smarcamenti di Vardy non è stata una mossa vincente considerando che lo United è stato in grado di disinnescare con pochi accorgimenti sul posizionamento di Matic e Wan Bissaka i movimenti del centravanti del Leicester.

Alla fine la partita più che una battaglia tattica si è rivelata una sfida di duelli individuali in cui il tasso tecnico degli interpreti dello United ha fatto la differenza, soprattutto alla luce del fatto che gli episodi decisivi o potenzialmente decisivi della partita sono stati innescati da errori individuali dei giocatori del Leicester, sia che fossero le letture sbagliate di Iheanacho su un paio di potenziali occasioni da rete per il Leicester nel primo tempo, sia per il grave errore di Choudhury che ha consegnato partita e qualificazione in Champions allo United,

Friday, 31 January 2020

Cosa vedere nel weekend #16





In questo weekend i cinque principali campionati europei tornano in campo tutti insieme dopo aver superato le relative pause invernali ed i turni di coppa nazionale, un periodo che ci ha dato ulteriori indicazioni sui valori in campo ma che ha anche visto delle trasformazioni tra cambi di panchina e la parentesi di calcio mercato che terminerà (finalmente) questa sera.

Oltre ai campionati il weekend vedrà anche assegnarsi il primo slam della stagione, con gli Australian Open che decreteranno i vincitori, con sabato mattina la finale femminile tra Muguruza e Kenin e domenica mattina quella maschile tra Djokovic e Thiem.

Inoltre nella notte tra domenica e lunedì ci sarà uno degli spettacoli sportivi più mediatici al mondo, ossia il SuperBowl della NFL, evento che, presumiamo, si giocherà in un clima meno festoso del solito visto il fresco ricordo della scomparsa di Kobe Bryant la scorsa domenica.

Adesso entriamo nel dettaglio con i miei personali consigli per il weekend relativi alle partite da seguire nei principali campionati ed una breve presentazione delle finali dell'Australian Open.

SERIE A

Nel weekend la serie A scende in campo per la 22° giornata dopo un turno in cui le prime tre della classe hanno tutte lasciato punti con la Juventus che, sconfitta a Napoli, ha tenuto aperto il campionato proprio quando tutto sembrava apparecchiato per la fuga definitiva dopo i pareggi di Inter e Lazio. Alle spalle del trio di testa Roma ed Atalanta si giocheranno il quarto posto disponibile per la prossima Champions League e lo faranno dall'alto delle loro riconoscibili e nobili identità di gioco. Scendendo di un gradino, questa giornata ci darà qualche indicazione in più anche per la lotta al sesto e settimo posto in classifica, con la sfida di San Siro tra il Milan e l'Hellas Verona, ossia le due squadre che, nel 2020, hanno raccolto più punti di tutti assieme alla Lazio.

MILAN-HELLAS VERONA (DOMENICA ORE 15)


Con i 10 punti raccolti nelle prime quattro partite del 2020, Milan e Hellas Verona si affrontano in quello che, di fatto, è uno scontro diretto dell'Europa; la formazione rossonera ha in mano adesso il sesto posto in classifica, piazzamento utile all'accesso alla prossima Europa League e miglior piazzamento da inizio stagione, dall'altra parte il Verona si trova sorprendentemente, rispetto ai pronostici di inizio stagione, a 2 punti dalla squadra di Pioli.

La formazione rossonera ha dovuto ripensare molto a se stessa dopo aver chiuso il 2019 con il pesantissimo 5-0 subito a Bergamo, una partita che ha portato la società a delle riflessioni importanti e che hanno portato alla scelta di riportare Ibrahimovic in Italia; la scelta di Boban nasce da un desiderio di dare una scossa più caratteriale che tecnica alla squadra, lasciando a Pioli pieni poteri sul decidere come sfruttare al meglio in campo il lavoro dell'attaccante svedese; al tecnico emiliano sono bastati i 30 minuti giocati con la Sampdoria per capire come ricostruire la squadra: la scelta è andata verso un 4-4-2 con i due esterni di centrocampo a piedi invertiti che entrano in campo per lasciare spazio alle incursioni dei terzini creando dunque diverse soluzioni per servire le due punte (Ibra + Leao/Rebic); il cambio di schema e l'arrivo di Ibra ha indubbiamente innalzato le prestazioni di tutti i singoli nonché la pericolosità offensiva della formazione rossonera.

L'attaccante svedese non ha ancora inciso in fase realizzativa (1 goal realizzato contro il Cagliari oltre al goal divorato contro il Brescia venerdì scorso) ma si è messo a disposizione per rendere la manovra offensiva più pericolosa (il grafico di Understats evidenzia il suo apporto comparato a quello di Piatek), ma soprattutto ha permesso a Leao e Rebic di alzare il proprio rendimento, con quest'ultimo a segno 3 volte nelle ultime 2 partite con goal decisivi, questo principalmente grazie al fatto che gli appoggi su Ibra hanno permesso al Milan di giocare più palloni nella trequarti avversaria (44 passaggi di media nel terzo offensivo nel 2020, dato migliore assieme all'Atalanta). 

Chi, invece, il mercato lo ha fatto bene, è il Verona, in particolare partendo dalla scelta del suo allenatore: Ivan Juric ha costruito una squadra che è sempre piacevole da vedere giocare, inizialmente ne abbiamo esaltato l'abnegazione, la corsa e la solidità difensiva (attualmente quarta difesa del campionato con 22 reti subite), ma in questo 2020 l'Hellas ha fatto anche il salto di qualità anche a livello tecnico ed ha finalmente trovato una vena realizzativa, anche grazie al ritorno in piena forma di Giampaolo Pazzini. Il tutto ha portato la squadra scaligera ad essere, dietro alla sola Atalanta, la migliore squadra per xG realizzati e concessi (rispettivamenti 10,92 e 3,56, dati Understats) nel corso del 2020.




Le ultime due partite ci mostrano come la squadra grazie all'atteggiamento aggressivo in fase di non possesso (15 falli di media a partita, quinta in questa statistica in campionato) le permette di mantenere un baricentro mai eccessivamente basso) recupera velocemente la palla o rende la transizione offensiva avversaria sempre molto faticosa, giustificando l'appellativo di Atalanta in miniatura in linea, inoltre, con i dettami di Juric, discepolo di Gasperini. La fase di possesso, come si evince dalle passmaps, si appoggia su Faraoni in uscita dalla difesa per poi progredire sulla sinistra con le sgroppate di Lazovic, inoltre i centrocampisti centrali Veloso ed Amrabat e le mezzali/trequartisti Pessina/Verre/Zaccagni permettono la creazione continua di linee di passaggio che rende piacevole la trasmissione della palla, inoltre non è poco frequente la soluzione del cross di Lazovic da sinistra raccolto da Faraoni che arriva da destra, altra signature move delle squadre di Gasperini o Juric, a conferma di ciò il Verona è la squadra che costruisce più di tutti il proprio gioco da sinistra (43% degli attacchi) ed è la squadra che a livello percentuale conclude maggiormente a rete dal lato destro (21%, dato inferiore solo rispetto al Cagliari).

La partita contro il Torino (squadra che ha alcuni punti in comune con il Verona) in Coppa Italia ha mostrato ancora una volta i limiti del Milan che neanche il 4-4-2 è riuscito a coprire, ossia la difficoltà a reggere il confronto sulla distanza contro squadre aggressive, un campanello d'allarme visto l'ottimo stato di forma del Verona che si presenterà a San Siro per regalarsi una grande impresa, visto che finora, non ostante le ottime prestazioni, la squadra di Juric non è riuscita a raccogliere punti con nessuna delle grandi del campionato.

PREMIER LEAGUE

La Premier League giunge in questo weekend alla 25° giornata, ci arriva con il Liverpool che può già iniziare il conto alla rovescia per i festeggiamenti della prima Premier League della storia (all'epoca dell'ultimo titolo, nel 1990, il massimo campionato inglese si chiamava Premiership). Con i Reds che hanno deciso di fare campionato a parte, i motivi di interesse restano per le posizioni alle spalle della squadra di Klopp, con la lotta per i posti in Champions ed in Europa League che si apre ogni settimana a scenari sempre diversi. In questo scenario il match da seguire è la sfida tra il Leicester ed il Chelsea, rispettivamente terza e quarta in classifica.

LEICESTER-CHELSEA (SABATO ORE 13.30)

Il programma della Premier League è inaugurato dalla sfida del King Power Stadium di Leicester, dove la squadra di Rodgers, terza forza del campionato alle spalle del Liverpool e del City. ospita il Chelsea di Frank Lampard, posizionato alle spalle delle Foxes ma con un distacco di 8 punti.

La squadra di Rodgers ha stupito tutti per il proprio rendimento in questa stagione, superando anche le già ottimistiche previsioni della vigilia della stagione; l'arrivo dell'ex tecnico del Liverpool nel corso della scorsa stagione ha dato il via ad un cambio di strategia tecnica mettendo definitivamente in soffitta il 4-4-2 ed il gruppo del clamoroso titolo del 2016 per passare ad una strategia di gioco basata su giocatori più tecnici ed un approccio tattico maggiormente focalizzato sul possesso palla (55%, quarta in Premier) e sul controllo del gioco anche grazie ad una certa aggressività in fase di riconquista della palla (il PPDA del Leicester è il migliore del campionato con 7,79 passaggi concessi per azione difensiva).



Dai dati sugli xG elaborati da Between the Posts si trova conferma della qualità del gioco prodotto dalla squadra di Rodgers in quanto possiedono il dato migliore in relazione alla qualità di occasione per ciascun tiro effettuato (SQ nella tabella a fianco, dove 0,139 sta a significare che ogni tiro effettuato finora aveva mediamente il 14% di possibilità di realizzazione), dato che migliora se si prendono in considerazione i tiri effettuati da azione manovrata (SQop nella tabella a fianco, dove l'indice aumenta a 0,146); chi trae vantaggio da questa qualità espressa dalle Foxes è sicuramente Jamie Vardy, unico reduce dell'annata 2016 ancora pienamente titolare, che al momento comanda la classifica dei cannonieri della Premier con i suoi 17 goal realizzati.

Produzione offensiva importante è anche quella del Chelsea, con il lavoro di Lampard già trattato nei precedenti post di questo blog che ha permesso al club di valorizzare i tanti giovani che negli anni passati erano in prestito in giro per le serie inferiori e che nel frattempo avevano irrorato le nazionali giovanili inglesi. L'approccio cinetico della squadra, ovviamente, ha i suoi pro ed i suoi contro, così ci è capitato di vedere prestazioni e risultati poco continui, con eccezione della serie di 6 vittorie consecutive nella fase centrale del girone d'andata su cui i Blues stanno costruendo la propria classifica che la vedrebbe qualificata alla prossima Champions. Nelle ultime settimane questa discontinuità l'abbiamo riscontrata anche nel corso delle partite, con ampie fasi di dominio poi rese infruttuose da grossi cali nelle fasi finali della partita. I numeri sono ancora dalla parte di Lampard, dati gli scetticismi alla vigilia della stagione, specie dopo l'esordio in Premier con i 4 goal subiti dal Manchester United, il quarto posto in classifica è suggellato anche dai numeri del Chelsea, dove emerge un PPDA di 8,72, un valore che situa i Blues al quarto posto come livello di aggressività senza palla, posizionamento tra le prime quattro anche in relazione ai vari modelli di xG sia realizzati che subiti.


Da questa partita Lampard cerca risposte sul proseguimento di questa stagione da parte della sua squadra, i meccanismi rodati del Leicester saranno un test importante per capire se ci sono dei miglioramenti negli equilibri della squadra e della sua tenuta sui 90 minuti, soprattutto alla luce degli ottavi di finale di Champions contro il Bayern Monaco ormai imminenti ed una fase finale di Premier in cui il quarto posto dovrà essere difeso dai tentativi di recupero (non ancora convincenti, ad onor del vero) di Manchester United e Tottenham; per il Leicester, invece, riuscire a confermare le proprie prerogative di palleggio e dominio del campo anche con una squadra aggressiva e di valore tecnico importante come il Chelsea può essere il lasciapassare definitivo per la prossima Champions League e magari avere sufficiente margine per tentare un assalto anche alla FA Cup,

LA LIGA

La sconfitta netta subita a Valencia sabato scorso ha allontanato il Barcellona dalla vetta della classifica, ora proprietà del Real Madrid che può vantare adesso 3 punti di vantaggio sul Barça ed il Siviglia terzo a -8. Per la squadra di Zidane, che aveva ben impressionato nello scontro diretto del Camp Nou a fine dicembre, potrebbe essere l'inizio della fuga vincente, considerando il fatto che il Barcellona dovrà ritrovare il giusto equilibrio dopo il cambio della guardia in panchina tra il pragmatico Valverde ed il cruyffiano Setien; per rendere possibile questa fuga la squadra madridista dovrà superare le forche caudine del derby contro l'Atletico allo Stadio Bernabeu.

REAL MADRID-ATLETICO MADRID (SABATO ORE 16)

Il Real Madrid del secondo ciclo di Zinedine Zidane ha una nuova veste, ossia quella di una squadra solida, tanto da presentarsi al derby contro l'Atletico di Simeone, oltre che con 10 punti di vantaggio, anche con una rete in meno subita rispetto ai colchoneros, noti per la loro proverbiale tenuta difensiva; merito di ciò va dato principalmente all'ottima stagione della linea difensiva (con Raphael Varane sugli scudi, ma molto bene anche Mendy che da maggiori garanzie difensive rispetto a Marcelo) e dall'equilibrio che a centrocampo riesce a dare Casemiro (migliore del campionato per intercetti e contrasti riusciti, rispettivamente 3,7 e 2,2 a partita), ma soprattutto ad emergere è l'esplosione di Federico Valverde, capace di aggiungere quella corsa e quella qualità al centrocampo che non era più in grado di sostenere la compresenza di Kroos e Modric. Insomma dopo un precampionato difficile, Zidane ha svolto un gran lavoro per costruire una squadra che torni ad essere vincente prima di tutto a livello nazionale e fermare il dominio del Barcellona, la strada è tracciata, partendo da un equilibrio difensivo ben visibile tramite i numeri:


La squadra di Zidane è quella che concede meno xG a partita (0,72, secondo il dato elaborato da Bewtween the Posts), mentre come quantitativo di tiri subiti è dietro al solo Getafe (7,5 contro i 7,3 della squadra di Bordalas), a questo si aggiunge una solidità particolarmente marcata sulle situazioni di palla inattiva (2,5 tiri subiti a partita) a cui si aggiunge in maniera inversamente proporzionale, una grande abilità nelle conclusioni effettuate nello stesso tipo di situazione (vedi tabella successiva) dove le merengues sono avanti a tutti con una media di quasi 5 tiri a partita da sviluppo di palla inattiva.


Avere in squadra gente dalla riconosciuta abilità nel gioco areo (Varane, Sergio Ramos, Casemiro e lo stesso Benzema) è sicuramente la chiave per la squadra di Zidane per essere una minaccia costante in questo fondamentale.

Gli stessi numeri ci danno conferma anche delle qualità difensive dell'Atletico Madrid, questo ovviamente non è una novità vista la grande attenzione che Simeone pretende nella copertura degli spazi, per cui il dato di 0,74 xG subiti, pur essendo di un'inezia inferiore a quello del Real (0,02 di differenza) ha un peso specifico maggiore in quanto derivante da una quantità di tiri subiti di gran lunga superiore (9,6 a partita), il che sta a significare che la media di xG subiti per tiro è pari a 0,077, un dato nettamente migliore rispetto allo 0,096 del Real (posizionandosi rispettivamente primo e terzo in questa graduatoria). Come già indicato nei post precedenti, l'Atletico sta cercando di ricostruirsi un'identità dopo l'importante mercato in entrata ed in uscita della scorsa estate culminato con l'addio di Griezmann, Juanfran e Filipe Luis rimpazziati rispettivamente da Joao Felix, Trippier e Renan Lodi, ossia un tentativo di diventare una squadra più tecnica e meno focalizzata su un piano partita conservativo; il cambiamento tuttavia dimostra di essere ben lungi dall'essere finalizzato e lo stesso Simeone si sta dimostrando ancora poco deciso se proseguire o no su questa strada.


Come si evince dal grafico elaborato tramite le statistiche di Fbref, l'Atletico ha una leggera tendenza all'aumento sia degli xG a proprio favore che degli xG contro, il che lascia intuire una tendenza ad un tipo di impostazione di gara più aperto, ed i risultati iniziavano a dare un senso nei mesi precedenti la pausa di dicembre, tuttavia, al ritorno in patria dopo la supercoppa persa ai rigori proprio contro il Real, improvvisamente gli xG sono crollati tornando sotto la linea di tendenza portando la squadra di Simeone a perdere la trasferta di Eibar ed al pareggio casalingo contro il Leganes, il tutto senza andare a segno e causando il solco di 10 punti con cui l'Atletico si presenta al Bernabeu; la partita di domani deve essere occasione, in particolare, per capire quanto valgono gli attaccanti a disposizione di Simeone, visto che il loro rendimento è al momento alquanto scarso visto che sia Morata, sia Diego Costa, sia Joao Felix che Angel Correa stiano realizzando in misura inferiore rispetto ai loro expected goals, un dato curioso quanto preoccupante per l'Atletico che, infatti, è rimasto a secco nelle sfide contro Real e Barcellona fin qui disputate in questa stagione, dove, tuttavia, ha mostrato di poter neutralizzare e mettere in difficoltà il Real (nella finale di supercoppa Valverde ha dovuto "spendere" un cartellino rosso per evitare la sconfitta), per cui c'è da aspettarsi una sfida molto combattuta seppur, numeri alla mano, con pochi goal.

BUNDESLIGA

Il campionato tedesco è giunto alla terza giornata di ritorno dopo il turno che ha visto nuovamente accorciarsi la classifica nelle parti alte, con le prime 6 in classifica racchiuse in 7 punti, ma soprattutto ha visto esplodere nel massimo campionato tedesco la stella di Erling Håland, autore di 5 goal nelle due partite d'esordio con la maglia del Borussia Dortmund, subentrando dalla panchina in entrambe le occasioni e permettendo ai gialloneri di risalire la classifica, così come il Bayern Monaco che è ripartito dai blocchi con 9 goal fatti e 0 subiti in 2 partite. Ma per accorciare la classifica è stato necessario che Lipsia e Borussia Moenchengladbach facessero un passo falso e così è stato: sia la squadra di Nagelsmann che quella di Rose hanno lasciato l'intera posta in palio rispettivamente all'Eintracht ed allo Schalke permettendo alle altre contendenti di riavvicinarsi in classifica, ed è proprio lo scontro diretto tra le due squadre più interessanti di questo campionato ad attrarre la nostra attenzione per questo weekend.

LIPSIA-BORUSSIA MOENCHENGLADBACH (SABATO ORE 18.30)

La sfida che si gioca alla Red Bull Arena domani oltre a mettere di fronte la prima e la terza forza del campionato mette di fronte due manifesti di ciò che è la Bundesliga oggi, un campionato dove si gioca sostanzialmente quasi sempre all'attacco (con eccezioni interessanti come il Friburgo) e con baricentro alto; l'influenza del metodo Red Bull ha contagiato diversi allenatori in Germania, per cui la sfida tra il Lipsia (capostipite del modello voluto dalla multinazionale austriaca) ed il Moenchengladbach (che ha portato in panchina Marco Rose da Salisburgo, ossia il satellite principale della rete, per portare gli stessi principi anche presso la gloriosa società della Renania settentrionale).

Data la premessa, ed avendo già a lungo disquisito nei post precedenti sulle caratteristiche delle due squadre andiamo ad analizzarne il rendimento nel 2020 per capire quali temi ci proporrà la partita di domani.

Per il Lipsia l'inizio di 2020 ha portato con se l'addio di Diego Demme, partito in direzione Napoli, una partenza che francamente mi ha sorpreso, considerando la centralità del centrocampista nello scacchiere tattico di Nagelsmann, che infatti lo ha sempre schierato titolare in campionato dove il suo impatto è dato dai 64 passaggi di media a partita, secondo solo ad Upamecano (75); la sua partenza deve avere creato qualche difficoltà a Nagelsmann che, pur essendo un allenatore che fa della flessibilità tattica un mantra, ha mostrato nelle prime due partite della stagione di non aver deciso ancora come coprire questo vuoto.


Contro l'Union Berlino (gara vinta 3-1 in rimonta) sembrava mantenuta la struttura vista nella seconda parte del girone d'andata, con l'impostazione demandata ai due centrali difensivi Upamecano e Klostermann, mentre il posto di Demme sembrava condiviso tra lo statunitense Tyler Adams e Konrad Laimer, il tutto, però, all'interno di un 4-2-3-1 con quest'ultimo che agisce su un raggio d'azione meno avanzato rispetto ai mesi precedenti, per questo l'austriaco chiude la partita con un maggior numero di passaggi effettuati (66) rispetto alla sua media (48) e senza passaggi chiave effettuati.




Nella successiva trasferta di Francoforte, invece, Nagelsmann decide di cambiare e tornare ad affidarsi alla difesa a 3, che aveva abbandonato a settembre, decidendo sostanzialmente di lasciare il compito di impostare ai tre centrali, mentre Tyler Adams aveva il compito di far progredire l'azione partendo da quinto di destra, un sistema che ha funzionato nel primo tempo salvo poi non trovare alcuno sbocco offensivo nel secondo tempo dopo che l'Eintracht aveva trovato il goal del vantaggio; questo passaggio al 3-4-2-1 ha alquanto disorientato la squadra oltre a lasciare perplessi alcuni osservatori in merito alla posizione in campo di alcuni giocatori, una perplessità non del tutto sbagliata visto che un eccessivo uso delle rotazioni nelle posizioni in campo potrebbe mettere a disagio alcuni calciatori; la partita di domani ci darà nuove risposte, anche alla luce dell'arrivo di Dani Olmo che apre interrogativi sul destino di Forsberg nel sistema di Nagelsmann, insomma anche nelle difficoltà l'accoppiata Lipsia-Nagelsmann è una manna per chi ama analizzare le strategie tattiche dietro ad una squadra di calcio.

Mentre Nagelsmann ha smussato, con la sua flessibilità tattica, il DNA iper-agressivo del Lipsia, Marco Rose ha portato un atteggiamento iper-aggressivo a Moenchengladbach, un atteggiamento che ha portato la squadra bianco-verde a veleggiare in testa alla classifica per lunga parte del girone d'andata nonché rendere la squadra particolarmente riconoscibile come atteggiamento, basato su poche sovrastrutture in fase di possesso anche perché se sotto pressione il possesso basso va in difficoltà.


Dalla mappa dei passaggi delle ultime due partite si capisce il modo di costruire della squadra di Rose, nella partita contro il Mainz la poca pressione degli avversari porta il Moenchengladbach ad aggirare il blocco centrale indirizzando il gioco sugli esterni (si nota la quasi assenza di passaggi da e verso le zone centrali della metà-campo) per poi occupare la trequarti avversaria con diversi uomini a sostegno del gioco di sponda di Pleà. Un approccio che, però, mostra le sue debolezze quando il pressing avversario è piuttosto aggressivo (vedi stessa mappa nella partita persa contro lo Schalke), forzando diversi errori e rendendo complicatissimo l'accesso all'area di rigore avversaria. Per ovviare a questi limiti l'approccio di Rose è quello di andare immediatamente a caccia della seconda palla, un atteggiamento che spesso porta dei dividendi ma che spesso pecca nelle coperture preventive, permettendo agli avversari di trovare diverse opportunità da rete partendo da palle lunghe dalla propria metà campo (vedi i goal subiti per mano dello Schalke e del Mainz nelle prime due partite del 2020).




A livello statistico si aggiunge il fatto che il Borussia ha un saldo negativo tra tiri effettuati e tiri subiti (-0,5) come si evince dai dati elaborati da Between The Posts, tuttavia il dato degli xG è favorevole alla formazione di Rose che, però, contro gente come Werner e Nkunku dovrà tirar fuori una prestazione perfetta in fase di ri-aggressione della palla altrimenti il Lipsia rischia di esondare; la lezione della partita di andata (1-3 con tripletta di Werner) è un campanello d'allarme a cui Rose dovrà prestare molto attenzione.

In ogni caso sarà sicuramente una gran partita giocata in battere e levare, a meno che le due squadre, in un eccesso di rispetto reciproco, decidano di adottare un atteggiamento più prudente e guardare alla classifica snaturando le proprie prerogative.


LIGUE 1

Queste prime settimane del 2020 in Francia non hanno cambiato le gerarchie, con il PSG trascinato dal miglior Neymar dell'esperienza parigina che ha allungato a +10 dal Marsiglia che, quando è privo di Payet, perde quasi tutta la sua pericolosità offensiva. Questo primo scorcio di anno, inoltre, sta vedendo in corso la risalita del Montpellier e del Lione così come stiamo assistendo ad una nuova rivoluzione in casa Monaco, con Moreno che ha preso il posto di Jardim in panchina e con una squadra rivoluzionata in sede di mercato. Un'altra squadra che, quasi sotto silenzio, si sta ritagliando un ruolo da protagonista è il Rennes che, questa sera, affronta in casa il Nantes nella partita che consigliamo per questo weekend.

RENNES-NANTES (VENERDI' ORE 20.45)

Come indicato in premessa, quasi passando sotto silenzio, il Rennes di Julien Stephan, grazie ad una serie di 7 vittorie nelle ultime 10 partite è risalita fino al terzo posto con addirittura 4 punti di vantaggio sul Montpellier attualmente quarto, una posizione che al momento le garantirebbe la partecipazione alla prossima Champions League. Come per gran parte delle squadre della Ligue 1, Julien Stephan ha aggiustato in corso d'opera la struttura tattica della sua squadra in modo da mettere in vetrina la maggior parte delle individualità che ha a propria disposizione, difatti la svolta è arrivata con il passaggio dal 3-5-2 al 4-4-2 flessibile che ha esaltato le qualità di diversi elementi tra cui Raphinha (2,3 dribbling e 2,1 passaggi chiave a partita) e Camavinga (17 anni, ma già leader totale del centrocampo con 4,6 contrasti vincenti ed 1,6 intercetti a partita) e che ha permesso alla squadra di trovare maggiore coraggio in fase di non possesso.


Dal confronto tra l'ultima partita del Rennes (il pareggio a Nizza dello scorso venerdì) e l'ultima partita disputata con il 3-5-2 (la sconfitta di metà ottobre a Monaco) si denotano le posizioni medie più alte ed un maggior coinvolgimento dei giocatori più avanzati, oltre al già citato Raphinha, va notato il maggior coinvolgimento di Niang che viene spesso incontro per creare spazi per gli inserimenti della seconda punta Honou così come Tait da sinistra, autore del goal del pareggio.


Stesso discorso vale per la fase di non possesso dove si vede il tentativo della squadra bretone di alzare il pressing, un meccanismo reso possibile da un 4-2-3-1 con Niang che pressa o indirizza sull'esterno l'impostazione dei centrali per poi aizzare il pressing dei tre uomini alle sue spalle.

Con questa impostazione, dunque, Stephan ha portato il Rennes tra le prime 3 del campionato, l'avversario di stasera, invece, ossia il Nantes di Gourcuff si presenta con soli 5 punti di svantaggio frutto di numeri difensivi che avevamo sottolineato in un nostro precedente post, con una fase di recupero palla poco aggressiva prevalentemente improntato ad indirizzare il gioco avversario in zone di campo meno pericolose per facilitare il lavoro dei difensori.


Questo atteggiamento si riflette, a livello numerico, con la terza difesa del campionato (19 goal subiti) alla spalle di Reims e PSG, mentre solo l'Angers ha subito meno tiri della formazione di Gourcuff.

A livello offensivo, invece, i numeri non sono affatto positivi con 19 reti segnate (quartultimo attacco del campionato). Come si evince dalla grafica elaborata da WhoScored, la manovra del Nantes si sviluppa sugli esterni dove agiscono generalmente Blas a destra e Simon a sinistra, con quest'ultimo designato per creare pericoli in 1 vs. 1 e cercare il tiro, mentre Blas tende ad accentrarsi per lasciare l'ampiezza ad Appiah, il terzino destro che Gourcuff lascia sganciare tenendo, invece, più basso, il terzino sinistro.










AUSTRALIAN OPEN

Il primo slam della stagione, iniziato sotto i cattivi presagi degli incendi che avevano colpito l'Australia nelle scorse settimane, si è rivelato ricco di spunti interessanti sia nel tabellone maschile che in quello femminile, tracciando importanti indicazioni su ciò che sarà il 2020 tennistico.

IL TORNEO MASCHILE


Nel tabellone maschile la finale sarà tra Djokovic e Thiem, sicuramente la finale migliore per quello che si è visto in campo in queste due settimane, con il serbo grande favorito della vigilia ed ancora imbattuto nel 2020.

Djokovic di fatti si è presentato in Australia stracciando la concorrenza e regalando la ATP Cup alla Serbia; il tabellone, inoltre, gli proponeva come primo ostacolo sulla carta Tsitsipas ai quarti, ma la sconfitta subita dal russo per mano di un redivivo Raonic ha messo in discesa il cammino del serbo, facilitato anche dai problemi fisici di Federer in semifinale. La vittoria nella finale di domenica mattina porterebbe l'ottavo titolo a Melbourne, nonché il ritorno al primo posto nella classifica ATP grazie alla sconfitta di Nadal ai quarti contro Thiem.

L'austriaco, invece, non era partito con i favori del pronostico (complice un non convincente inizio di 2020) dal suo lato del tabellone, dove, invece, si trovavano Nadal e Medvedev (finalisti dell'ultimo slam del 2019, ossia gli US Open), ed invece eccoti che Wawrinka spariglia le carte negli ottavi di finale battendo il russo, mentre Thiem trova la grande impresa nei quarti battendo per la prima volta in uno slam Rafa Nadal, mostrando una grande crescita sia a livello tecnico sulla superficie (per Thiem questa è la terza finale in uno Slam, le precedenti due finali le ha giocate a Parigi sulla terra, sua superficie preferita) che a livello di tenuta mentale nelle sfide su 5 set, ossia la grande debolezza finora imputato ai vari talenti della NextGen da cui in questo 2020 ci aspettiamo la risoluzione, vista la finale ottenuta a Flushing Meadows da Medvedev lo scorso anno e la semifinale raggiunta, finalmente da Zverev.

I precedenti tra i due vedono in vantaggio il serbo che però ha vinto solo 1 degli ultimi 5 incontri contro l'austriaco, con l'ultimo precedente dello scorso novembre nelle ATP Finals di Londra in cui Thiem si è imposto al termine di una partita clamorosamente bella su una superficie, seppure indoor, non tanto dissimile da quella di Melbourne; Djokovic resta favorito, ma occhio allo stato di forma di Thiem.
 










IL TORNEO FEMMINILE


Nel tabellone femminile, invece, la finale sarà tra la Kenin e la Muguruza, una finale inaspettata quanto meritata dalle due contendenti che sono andate avanti con un percorso netto, in particolare la spagnola, tornata in grande forma e capace di abbattere qualsiasi cosa le capitasse sul percorso, inclusa la Halep in semifinale, ma soprattutto le vittorie al terzo turno contro la Svitolina (lasciandole appena 3 games) ed al quarto turno contro la Bertens (doppio 6-3); dal canto suo la Kenin ha fatto fuori la Barty, n.1 del tabellone e beniamina di casa, ma soprattutto ha interrotto al quarto turno l'avanzata di Coco Gauff, la predestinata del tennis femminile del decennio appena iniziato che, a sua volta, aveva fermato al terzo turno niente meno che Naomi Osaka, detentrice del torneo e testa di serie n.3

L'unico precedente tra le due contendenti è dello scorso settembre a Pechino, tra l'altro su una superficie simile a quella di Melbourne, in quell'occasione si era imposta la Kenin in 3 set, ma mentre la statunitense era in netta ascesa (basta vedere il dato del +14 nel ranking negli ultimi 6 mesi), la Muguruza sembrava entrata in un buco nero da cui sembra miracolosamente uscita dopo lo 0-6 subito nel primo set del primo turno contro la Rogers, poi è iniziata una marcia inarrestabile che ha portato la spagnola a giocarsi la terza finale di uno slam (le precedenti due le ha vinte a Parigi nel 2016 ed a Wimbledon nel 2017); per la Kenin invece, arriva a 21 anni la prima finale di uno slam, dopo che negli anni precedenti non era mai riuscita ad accedere alla seconda settimana.

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