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Thursday, 13 October 2022

Le idee di Xabi Alonso, Conçeicao, Tudor ed Amorim


Il mercoledì sera della quarta giornata di Champions League metteva di fronte quattro allenatori desiderosi di emergere nell'élite del calcio europeo, e per farlo si sono messi in gioco in quattro realtà tra le più importanti di quel sottobosco del grande calcio che si trova un gradino sotto i top club ma che ama organizzarsi per cercare di far loro qualche sgambetto per poi convincerli a portarli dalla loro parte. 

Questi quattro allenatori sono rispettivamente Xabi Alonso, fresco allenatore del Bayer Leverkusen, Sergio Conçeicao, allenatore del Porto con un'esperienza già più consolidata con il club portoghese, Ivan Tudor, che ha scelto di raccogliere l'eredità di Sampaoli a Marsiglia dopo l'esperienza positiva a Verona, ed infine Ruben Amorim, l'enfant prodige della titolata scuola portoghese, al terzo anno sulla panchina dello Sporting Lisbona.

Le due partite (Leverkusen-Porto e Sporting-Marsiglia) si sono chiuse con due vittorie esterne rese possibili da elementi episodici che hanno indirizzato da una parte la partita di Lisbona ma in coerenza con la superiorità espressa dalla strategia del Marsiglia, e dall'altra la partita di Leverkusen, dove invece il cinismo della squadra portoghese e due rigori generosi hanno permesso un risultato diverso da ciò che abbiamo visto sul terreno di gioco.

Ma ciò che più ci importa in questa analisi è vedere i quattro modi diversi di porsi in campo dei quattro allenatori e come si sono sfidati in questo doppio incrocio.

Friday, 25 February 2022

Lazio-Porto, la sintesi del lavoro di Sarri


Il pareggio per 2-2 tra Lazio e Porto ha posto fine alla campagna europea della formazione di Maurizio Sarri. In termini giornalistici questa viene definita un'uscita a testa alta, tuttavia il doppio confronto ha mostrato le difficoltà ed i limiti di questa squadra.

In particolare questa partita è stata un'esemplificazione di come la rosa a disposizione abbia costretto l'ex allenatore di Napoli e Juventus a dover venire a patti con il proprio modo di giocare a pallone. 

La statistica finale sul possesso palla mostra chiaramente quanto detto sopra, la Lazio ha chiuso la partita con un possesso palla del 46%, un dato non propriamente da calcio sarriano, abituati come siamo a squadre del tecnico toscano capaci di gestire lunghe fasi di possesso nel corso delle partite.



LE FORMAZIONI INIZIALI

Sarri, rispetto alla gara d'andata in Portogallo, recupera Immobile ma perde Zaccagni squalificato, per cui l'attacco è obbligato con Pedro e Felipe Anderson al fianco di Immobile; davanti alla difesa Lucas Leiva è ripassato davanti alle gerarchie di Sarri rispetto a Cataldi.


Nel Porto Conceiçao si schiera con il suo classico 4-4-2 di base ma con diverse variazioni sul tema in fase di possesso che andremo a vedere. Rispetto all'andata Taremi viene schierato al fianco di Toni Martinez e Vitinha in luogo di Grujic; novità anche a destra in difesa con Bruno Costa al posto di Joao Mario.


LA DIVERSITA' DELLA LAZIO RISPETTO AL SARRISMO

Vedendo la Lazio giocare con la palla non ci sembra una squadra allenata da Sarri, i fraseggi e le triangolazioni tipiche del gioco del tecnico toscano faticano ad essere messi in opera. Tutto parte dalle difficoltà dei centrali difensivi nel portare la palla e tentare il dialogo con i centrocampisti, inoltre i movimenti senza palla sono molto limitati.

Questo è lo schieramento della squadra biancazzurra in fase di costruzione, con i 4 difensori più Lucas Leiva che fanno partire l'azione mentre i 5 invasori attendono alle spalle delle linee di pressione avversarie. Tuttavia come si evince dall'esempio il Porto chiude a chiave la fascia centrale del campo e toglie soluzioni ai centrali difensivi ed a Lucas, così le uniche opzioni arrivano dalle zone esterne dove spetta alle giocate individuali di Felipe Anderson e Pedro cercare di creare qualcosa.
 
Per questo motivo era necessario che fosse una delle due mezzali a venire a prendersi la palla in zona costruzione per cercare una soluzione per far risalire l'azione: in questo esempio vediamo Luis Alberto che si abbassa per ricevere il pallone da Patric, tuttavia anche con questo movimento dello spagnolo si evita la perdita del possesso palla ma lo schieramento della squadra resta piatto (mancano i triangoli per muovere la palla usando il terzo uomo. marchio di fabbrica del gioco di Sarri), il che rende difficile una circolazione palla fluida. Non riuscendo, quindi, a costruire nulla mediante azione manovrata propria, i pericoli la Lazio di Sarri li crea spostando il gioco nella metà campo avversaria per poi trovare un modo per servire Immobile in profondità o cercando la testa di Milinkovic-Savic. 

Anche la fase di non possesso è decisamente meno aggressiva del solito, le caratteristiche dei giocatori e della squadra, proveniente da un sistema tattico più attendista come quello di Simone Inzaghi, non permettono a Sarri di creare un pressing alto organizzato in maniera aggressiva. Più volte in campionato (vedi la partita di Napoli) la squadra biancazzurra ha mostrato di aprirsi paurosamente ogniqualvolta tentasse di alzare il proprio pressing.

Per cui il tecnico toscano ha cambiato approccio, ora vediamo una squadra che attende l'avversario ma senza abbassare il baricentro e mantenendo le linee compatte e strette. In questo esempio vediamo come è organizzata la prima pressione, con Immobile e Milinkovic-Savic (in altre occasioni Felipe Anderson) pronti a far scattare il pressing sul passaggio in orizzontale tra i due centrali ma preoccupandosi inizialmente solo di coprire le linee di passaggio verso i centrocampisti del Porto lasciando aperte solo le soluzioni laterali su cui scalare in blocco durante il viaggio della palla dal centrale difensivo al terzino.

Questo atteggiamento è quello che ha portato Pepe a commettere l'errore in impostazione che ha permesso alla Lazio di recuperare il pallone e lanciare Immobile in profondità per andare a concludere in rete e portare in vantaggio la Lazio. Insomma per essere pericolosa non c'è altro modo per la Lazio di giocare in maniera più diretta ed in profondità, soprattutto quando in campo c'è Ciro Immobile.




LE SOLUZIONI E LA SICUREZZA DEL PORTO


La scelta della Lazio di lasciare il pallone alla squadra portoghese per fare in modo da costringere la squadra di Conceiçao a concedere la profondità e disordinarsi, ha necessitato delle contromosse da parte del tecnico portoghese, contromosse che non si sono fatte attendere.

Il sistema naturale di costruzione del Porto vede sostanzialmente i 4 difensori ed i 2 centrocampisti centrali che operano in modo da scaglionarsi sul terreno di gioco a diverse altezze. Per questo in premessa è stato opportuno indicare che il 4-4-2 o 4-2-3-1 di partenza prevedeva delle variabili in fase di possesso. In questo esempio vediamo il posizionamento dei due centrali di centrocampo Vitinha ed Uribe uno davanti all'altro. Da questo esempio si può anche notare la posizione non simmetrica tra i due terzini, con Costa a destra che resta più basso, Zaidu a sinistra che invece tende a muoversi alle spalle delle linee di pressione della Lazio. La posizione di Vitinha è stata una mossa molto interessante da parte di Conceiçao che ha decisamente abbassato il raggio d'azione dell'ex giocatore del Wolverhampton, che in questa maniera ha potuto usare al meglio la propria tecnica per gestire il pallone resistendo anche alla pressione dei giocatori laziali. 

Tuttavia la pulizia del possesso non sembrava coincidere con la progressione del gioco: il goal subito ha mostrato le difficoltà della squadra portoghese nell'avanzare in campo ed anche l'uso del gioco diretto (altra costante del gioco del Porto) per Taremi non sembrava portare pericoli. L'attaccante iraniano ha vinto solamente 2 dei 7 duelli aerei in cui è stato coinvolto.



Per questo motivo è stato molto importante per il Porto riuscire a trovare soluzioni alternative per far avanzare il pallone, e sotto questo aspetto è stata molto importante la capacità dello stesso Taremi e di Otavio di muoversi e di ruotare per rendersi disponibili a ricevere i passaggio tra le linee.  In questo esempio vediamo come Pepè, accentrandosi, tiene impegnata la linea difensiva della Lazio assieme a Toni Martinez; anche Taremi ed Otavio (fuori inquadratura) occupano la zona centrale del campo sovraccaricandola e creando spazio per le avanzate di Zaidu a sinistra. Questo sistema ha permesso al Porto in corso d'opera di prendere campo ed iniziare a rendersi pericolosa sfruttando l'ampiezza del campo.

Perché l'ampiezza del campo? La specificità del sistema difensivo di Sarri (questo sì implementato interamente in questi mesi a Formello) sta nel totale orientamento della linea difensiva sul lato palla. Questo schieramento permette di restringere il campo all'avversario ma ha come punto debole quello di concedere spazio sul lato di gioco opposto rispetto alla palla; il Porto ha giocato sull'idea di sovraccaricare un lato per esperire la soluzione sul lato debole. In questo esempio vediamo ancora le rotazioni in avanti con Pepé più basso e Otavio più alto; Vitinha ed Uribe sono molto vicini proprio per riempire la zona palla permettendo al portoghese di ribaltare il gioco per Bruno Costa sul lato opposto. Da questa situazione nasce l'azione che porterà al discusso rigore del pareggio del Porto.


COME E' MATURATO IL RISULTATO FINALE


L'analisi fin qui ha mostrato quale è stato il contesto tattico della partita nel primo tempo, con la Lazio che, lasciando il pallone al Porto, lo ha messo in grossa difficoltà nella fase iniziale costringendo Conceiçao a cercare soluzioni alternative per creare gioco, riuscendoci. Nel secondo tempo il contesto tattico è stato ribaltato nel momento in cui doveva essere la squadra di Sarri a dover trovare il modo per togliere il controllo della partita e del pallone agli avversari.   

L'andamento del match, come si desume dalle statistiche, ha visto le due squadre alternarsi nel prendere il controllo della partita. Nel primo tempo l'andamento segue il contesto tattico sopra descritto, con la Lazio più pericolosa nella fase iniziale ed il Porto che poi alza il proprio livello di pericolo. Nel secondo tempo la fase iniziale ha seguito a livello tattico lo stesso canovaccio del primo tempo, il punto di svolta sono stati gli ingressi di Cataldi ed Hysaj al posto di Lucas Leiva e Radu, con i due nuovi ingressi che non hanno avuto un impatto molto lucido sulla partita. 

Il momento peggiore per la Lazio, che è quello che alla fine ha deciso partita e qualificazione, è coinciso nel momento in cui il contropressing del Porto ha mostrato le difficoltà del terzino albanese a gestire queste situazioni di pressione in cui si è trovato, ed il dato relativo ai duelli mostra chiaramente come abbia perso tutti quelli avvenuti in area di rigore fino ad arrivare allo schieramento disordinato della linea difensiva in occasione del goal del 2-1 della squadra ospite. Ovviamente non è che la Lazio abbia perso per colpa di Hysaj, ma nel calcio attuale, tanto più in questo periodo post-pandemico con i calendari particolarmente compressi, il poter gestire l'andamento delle partite con i cambi è essenziale, e questa possibilità la Lazio ha mostrato di non averla, tanto quanto accaduto alle altre squadre italiane impegnate in Europa in queste settimane.

L'azione del goal del 2-1 del Porto mostra sia la difficoltà di Hysaj ad allinearsi alla linea difensiva che quello di Cataldi nel seguire l'inserimento di Uribe. Insomma, l'impatto sulla gara dei due nuovi ingressi non ha fornito certo il supporto voluto da Sarri alla partita della Lazio.



Con un risultato completamente da ribaltare, alla Lazio non è rimasto altro che tentare di acuire ulteriormente la propria verticalità, affidandosi ad un gioco diretto fatto di duelli offensivi e di seconde palle con 12 dei 27 tocchi in area di rigore della formazione biancoceleste avvenuti nei 15 minuti di serrate finale che ha portato al goal di Cataldi e ad almeno altre due gigantesche opportunità da rete sprecate quasi a porta spalancata.


CONCLUSIONI

L'eliminazione dall'Europa League ha lasciato indubbiamente l'amaro in bocca a Maurizio Sarri che ha cercato di giocarsi al meglio le sue carte in questo doppio confronto contro una squadra che si è rivelata più completa della sua. A fine partita ha dichiarato che questa eliminazione servirà a lui per poter continuare il proprio lavoro al meglio sul campo d'allenamento in settimana senza ulteriori impegni ufficiali infrasettimanali.

Il lavoro del tecnico toscano si sta vedendo in alcuni aspetti (vedi gestione della linea difensiva) e meno in altri, con una fase di possesso meno ricercata e più diretta ed un atteggiamento più attendista (seppur mai passivo) in fase di non possesso. 

Nelle prossime settimane vedremo come si evolverà il lavoro, ossia se vedremo una Lazio che cercherà di raggiungere obiettivi ambiziosi in campionato giocando sui compromessi tattici di cui sopra oppure se si insisterà nel cercare di avvicinare il gioco della squadra ai desiderata del tecnico toscano, un'impresa che però ritengo molto complicata viste le caratteristiche dei giocatori in rosa, tanto più che si tratta di un gruppo di giocatori dall'età media molto alta e quindi più difficile da trasformare. 



Friday, 26 February 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep.19


Come ogni venerdì siamo qui a presentare un nuovo weekend calcistico ricco di eventi: ci siamo messi alle spalle le prime due settimane di coppe europee ed i campionati riprendono a regalarci sfide ricche di contenuti e, soprattutto, in questo weekend, cariche di storia. 

E' un weekend, infatti, pieno di sfide che evocano rivalità che hanno fatto la storia del calcio: oggi molte di queste rivalità serviranno a decidere obiettivi e campionati diversi, e per questo cercherò di raccontarvele all'interno delle scelte che ho fatto per questo weekend ricco di temi calcistici storici o recenti.

Per questioni di spazio non ho inserito tra i miei consigli il programma della Eredivisie che vede le prime quattro in classifica scontrarsi tra di loro con il De Topper ad Eindhoven tra PSV ed Ajax e la sfida di Alkmaar tra l'AZ dei baby fenomeni ed il Feyenoord di Dick Advocaat. Ma è inutile dire che queste due sfide rappresentano l'apice dello spettacolo a livello europeo per chi ama un calcio di tipo tecnico ed offensivo con talento che tracima da ogni parte.


DERBY COUNTY - NOTTINGHAM FOREST (VENERDI' ORE 20.45)

La sfida tra Derby County e Nottingham Forest ci riporta dritti indietro di quasi 50 anni, ossia ai tempi in cui le due squadre dell'East Midlands inglese erano grandi protagoniste del calcio inglese e, nel caso del Forest, anche di quello internazionale. Il nome che accomuna la storia di questi due club e che ne è ha generato la rivalità è Brian Clough, uno dei tecnici più iconici della storia del calcio britannico e che è stato conteso come simbolo da entrambi i club e tifoserie.

Oggi, invece, le due squadre, si affrontano in un match dove in palio non ci sono titoli ma la possibilità di allontanare gli spettri della retrocessione in Ligue One, dopo che negli ultimi anni i due club sembravano aver trovato il modo per risalire e competere per un posto in Premier League.

Il Derby County è passato da una situazione in cui ha sfiorato il ritorno in Premier sotto la guida di Lampard, ad una situazione molto complicata che è costata la panchina a Philippe Cocu, successore di Lampard, ma che non si è rivelato in grado di fare presa nello spogliatioio. Il suo posto sulla panchina è stato preso da Wayne Rooney che, dopo essersi trasferito nella scorsa stagione a Derby per chiudere la carriera da calciatore alternandosi anche come assistente di Cocu, ha preso possesso della panchina a seguito dell'esonero dell'allenatore olandese, ad ogni modo il club per non lasciarlo solo in questa sua prima avventura da allenatore ha creato una figura di direttore tecnico assegnata ad Steve McClaren.

Fonte statistiche WhoScored

L'ex centravanti di Everton e Manchester United ha ricostruito la squadra basandosi su un atteggiamento più diretto senza avere un modulo di riferimento (anche se il 4-2-3-1 ed il 4-4-2 sono quelli maggiormente usati): in questa maniera la squadra, con un gioco più essenziale sta progressivamente riuscendo a risalire la classifica e ad allontanarsi dalla zona retrocessione. Come riportato da chi ne segue quotidianamente il lavoro, l'ex allievo di Sir Alex Ferguson, ha focalizzato molto del suo lavoro sulla cura dei calci piazzati, al punto che, come si desume dalle statistiche, le reti da calcio piazzato hanno un'enorme incidenza sulle realizzazioni del Derby County, con il terzino Byrne (di piede destro) ed il centrocampista scozzese Shinnie (di piede mancino) che hanno la media di passaggi-chiave più alta della squadra.

Il percorso del Nottingham Forest è molto simile a quello dei propri rivali: mentre il Derby County ha sfiorato la Premier due stagioni fa, nella scorsa stagione il Forest, sotto la guida di Lamouchi è stata a lungo in corsa per raggiungere la promozione salvo poi crollare nella fase finale della stagione fino ad essere estromessa anche dalla lotta per i playoff.

Le scorie del finale della scorsa stagione a cui aggiungere una diffidenza nei confronti dei metodi di Sabri Lamouchi, tacciati di eccessivo difensivismo in un ambiente che ha conosciuto il mito di Brian Clough e del suo gioco palla a terra. L'inizio di stagione è stato a dir poco pessimo con 1 sola vittoria nelle prime 9 partite che ha convinto il club a rimuovere Lamouchi dal suo incarico affidandola a Chris Hughton, reduce da un anno sabbatico dopo aver ceduto la panchina del Brighton a Potter.

Fonte dati Wyscout
L'allenatore irlandese non è certamente un allenatore che ama un calcio offensivo, anzi, ma quanto meno ha permesso al Forest di ritrovare una certa solidità difensiva, tanto da portarli ad essere la quinta difesa del campionato con 31 reti subite. Di contro c'è che la prolificità offensiva lascia alquanto a desiderare. Come si nota dalle statistiche, la squadra di Hughton ha un pessimo rapporto nel trovare la via della rete rispetto a quanto produce in termini di occasioni: sotto questo aspetto sta avendo un certo rilievo la stagione spezzettata dagli infortuni di Lewis Grabban, il finalizzatore della squadra nelle ultime due stagioni che, proprio a causa dei guai fisici di questa stagione sta dando uno scarso contributo in fase di finalizzazione con appena 3 reti realizzate.

PORTO - SPORTING LISBONA (SABATO ORE 21.30)

Altra sfida decisiva, questa volta per il campionato portoghese, e di fronte anche in questo caso un'altra rivalità che parla la stessa lingua della sfida che deciderà il Brasilerao: Porto e Sporting si affrontano in un match che potrebbe rappresentare il passaggio di consegne tra Sergio Conçeicao e Ruben Amorim e che potrebbe riportare il titolo a Lisbona sponda bianco-verde dopo 19 stagioni.

La squadra di Conceiçao ha mantenuto il secondo posto in classifica grazie ad un goal su rigore in pieno recupero sul campo del Maritimo: la vetta della classifica è lontana 10 punti, per cui definire importante la sfida contro lo Sporting sarebbe a dir poco un eufemismo. Una vittoria ed una prestazione di un certo livello in questo scontro diretto, oltre a rinverdire le ambizioni del Porto, potrebbe essere un ottimo slancio in vista del ritorno degli ottavi di finale di Champions contro la Juventus.

Sullo stile di gioco del Porto ho avuto modo di scrivere su questo blog ed anche le ultime partite disputate non hanno visto variazioni al tema sul 4-4-2 proposto da Conceiçao: specie nella partita contro la Juventus si è ben notato il modo in cui l'esecuzione dello schieramento tattico permetta alla squadra di restare sempre molto stretta chiudendo il campo all'avversario. 

Fonte dati Wyscout
Ma ciò che ha funzionato contro la pigrizia della Juventus nel cercare soluzioni offensive in grado di far male al Porto, non ha funzionato del tutto in questo campionato: i 10 punti di distacco dalla Sporting sono stati causati da una serie di prestazioni difensive non ottimali a causa della difficoltà in alcune situazioni ad eseguire la strategia di gioco. Con spazi ristretti sia in possesso che in non possesso, molto spesso le partite del Porto vedono tanti duelli aerei che, quando persi, mettono in difficoltà la squadra di Conceiçao. Come si evince dalle statistiche, il Porto fa grande uso dei duelli aerei non tanto rispetto alla media del campionato ma quanto rispetto alle altre "grandi" del campionato, a questo si aggiunge una percentuale di successo inferiore alla media e qui il margine rispetto alle concorrenti è ancora più evidente.

Lo Sporting arriva, invece, a questo big match con l'opportunità di chiudere in maniera quasi definitiva la lotta per il titolo: il deus ex machina di questa macchina quasi perfetta è Ruben Amorim, che è arrivato proprio un anno fa dalle parti del Jose Alvalade sostanzialmente acquistandolo dallo Sporting Braga spendendo 10 milioni di Euro.
La parabola di Amorim è quella di un allenatore destinato ad una carriera di grande successo, e sicuramente sarà un nuovo componente della scuola portoghese di cui vediamo grandi rappresentanti in giro per l'Europa ed anche nel nostro campionato: lo Sporting ha deciso di puntare su di lui dopo appena 3 mesi di lavoro sulla panchina del Braga dove ha implementato il 3-4-3 che è stato mantenuto da Carvahal e che ha trasferito in carta carbone dalla parte bianco-verde di Lisbona, dove sta dominando il campionato.

Come abbiamo visto nei precedenti post relativi al Braga, il sistema di Amorim si basa su un 3-4-3 in cui viene garantita una perfetta copertura del campo in ampiezza (grazie ai due esterni) e con i tre giocatori offensivi che hanno il compito di tenere occupati i corridoi centrali sulla trequarti avversaria alternando i movimenti a venire incontro e quelli in profondità per poter aprire le difese avversarie.
Altra caratteristica che rende riconoscibile la squadra di Amorim è la capacità di restare sempre corta in campo impedendo sostanzialmente all'avversario di risalire il campo una volta recuperato il pallone: in questa stagione così influenzata dai tanti impegni e da preparazioni fisiche forzatamente improvvisate, lo Sporting rappresenta una delle realtà più belle d'Europa per coralità nell'intero panorama europeo.

Esemplificazione di quanto spiegato sopra è desumibile dai fermo immagine qui di fianco: nella prima immagine troviamo lo schieramento in fase di costruzione, con i tre centrali difensivi che svolgono un compito importante nello sfidare lo schieramento basso avversario alzandosi palla al piede fino a metà campo, i due centrocampisti centrali cercano di attirare l'attenzione delle prime due linee di pressione per creare spazio tra linea difensiva e linea di centrocampo dove i tre attaccanti si muovono a venire incontro ed uno, invece, detta la profondità, in questo modo le soluzioni di passaggio per il giocatore in possesso del pallone sono molteplici, inoltre va sempre fatto notare che per Amorim è importante che un giocatore spalle alla porta possa avere sempre un compagno sulla stessa linea che sia, invece, fronte alla porta e poter liberarsi subito del pallone e rendere il possesso quanto più veloce possibile. Nel secondo esempio, invece, vediamo una situazione di risalita del campo dove è il centrale del tridente offensivo a venire incontro ed i due esterni d'attacco che cercano la profondità; inoltre si può anche notare come i due centrocampisti centrali, in questa fase di gioco non siano più appaiati ma siano disposti a diverse altezze. 

Insomma, la squadra di Amorim è costruita su dei princìpi di gioco atti a manipolare lo schieramento avversario e generare situazioni di superiorità posizionale: i numeri offensivi non sono eccezionali, tuttavia la capacità della squadra di dominare il contesto della partita rende sostanzialmente inoffensivi gli avversari, tanto che lo Sporting è la miglior difesa del campionato con appena 10 reti subite, ma anche altri indicatori come i tiri subiti e gli xG per tiro subito mostrano il valore della squadra, che, dunque, cercherà di avvicinarsi al ritorno alla vittoria del campionato che, come detto in premessa, manca dal 2002.

SAMPDORIA - ATALANTA (DOMENICA ORE 12.30)

Il confronto tra due allenatori come Ranieri e Gasperini rappresenta sempre un elemento di grande interesse per una partita del campionato di serie A: la diversa tipologia di calcio professata dai due tecnici ha sempre regalato sfide di grande contenuto tattico in cui il vincitore non è mai stato lo stesso.

Da quando il tecnico romano ha preso le redini della Samp, i confronti con l'Atalanta di Gasperini sono stati tre, tutti terminati con un risultato diverso: uno 0-0 a Marassi a fine 2019, vittoria dell'Atalanta nella gara di ritorno disputata a luglio alla ripresa del campionato dopo il lockdown, infine grande vittoria della Samp nella gara d'andata di questa stagione, con un 3-1 frutto di una partita disputata con il giusto mix di coraggio in fase di possesso e compattezza in fase di non possesso.

Come nella gara d'andata le due squadre si sfideranno dopo un impegno dell'Atalanta in Champions League: all'andata la sfida arrivo dopo la vittoria degli orobici in Danimarca contro il Midtjylland, questa volta arriva dopo la dolorosa sconfitta contro il Real negli ottavi di Champions.

Claudio Ranieri, dopo aver portato la barca in porto nella scorsa stagione, tirando fuori la Sampdoria da una situazione di classifica davvero molto difficile e con una squadra in involuzione tecnica, quest'anno ha ottenuto il puntellamento della rosa con elementi che hanno accresciuto (e non poco) la qualità tecnica a disposizione della squadra blucerchiata. Dal punto di vista tattico, pur in presenza di una squadra dal tasso tecnico accresciuto, preferisce mantenere un atteggiamento sempre molto guardingo e schiera la sua squadra sempre prendendo in prima considerazione le caratteristiche dell'avversario da affrontare: per cui indipendentemente dal modulo utilizzato (che generalmente è un 4-4-2 che in fase di possesso si può ramificare in diverse variazioni sul tema) l'atteggiamento della squadra è quello di mantenere un baricentro basso, ma soprattutto lasciare sempre l'onere di fare la partita all'avversario.


Fonte posizioni medie Lega Serie A
A dimostrazione di quanto sopra porto come esempio la disposizione della squadra nella partita contro la Lazio di sabato scorso: il 4-4-2 di partenza scelto da Ranieri si è modellato in fase di possesso in modo tale da coprire il campo allo stesso modo dell'avversario. La strategia voluta dal tecnico romano per questa stagione sta portando discreti frutti e la classifica sta li a dimostrarlo, tuttavia sono più che legittime alcune perplessità sul mantenimento di questo atteggiamento in presenza di una classifica in cui le preoccupazioni possono essere messe alle spalle: in alcune partite l'atteggiamento si è rivelato eccessivamente passivo (vedi la partita persa contro la Juventus a Marassi 3 settimane fa o quella persa a Roma contro la squadra di Fonseca nel primo impegno del 2021). Il motivo di questa perplessità sta nel fatto che un atteggiamento di questo tipo tende a mortificare le qualità tecniche di alcuni elementi come ad esempio Damsgaard (la pepita di questa squadra) che lontano dalla porta non può sempre mostrare le sue infinite qualità in uno contro uno, ma soprattutto Fabio Quagliarella, fortemente a disagio quando è costretto a giocare 50 metri dalla porta, specie considerando che si tratta di un giocatore di quasi 40 anni che se può giocare più vicino all'area di rigore avversaria può ancora garantire stagioni da doppia cifra. 

L'Atalanta si presenta a questa sfida, come detto in premessa, reduce dai soffertissimi 90 minuti di Champions disputati contro il Real Madrid: l'espulsione di Freuler ha costretto la squadra di Gasperini a giocare una partita con un baricentro molto basso e avere una partita di grande sofferenza vanificata dalla rete di Mendy nei minuti finali.

Fonte dati WhoScored
A trasmettere il senso di quanto sia stata faticosa la prestazione per l'Atalanta, e quanto l'espulsione abbia influito sul modo di giocare della squadra, è sufficiente notare statisticamente quanto la squadra di Gasperini sia abituata a sostare nella trequarti avversaria rispetto a quanto ha potuto fare nella sfida contro il Real Madrid. In campionato l'Atalanta è la squadra che riesce con maggiore frequenza ad avere supremazia territoriale ed anche per distacco: il 34% che si evince dalle statistiche è di 4 punti percentuali superiore al resto della concorrenza, a dimostrazione di quanto alla squadra piace difendere in avanti ed aggredire. Lo stesso atteggiamento la squadra lo stava avendo nelle fasi iniziali della partita contro il Real, purtroppo l'espulsione di Freuler ha portato la partita su binari in cui l'Atalanta si è dovuta arrangiare restando arroccata nel proprio terzo di campo per il 37% del tempo: sotto questo aspetto non è stato di poco conto l'impatto avuto dall'infortunio di Zapata, l'uscita del colombiano ha tolto alla Dea la possibilità di risalire il campo sfruttando il fisico e la progressione del suo centravanti che, dunque, salterà anche questa trasferta a Genova.

Il modo di giocare delle due squadre è ben riconoscibile: l'Atalanta tornerà sicuramente a giocare per dominare la partita, mentre la Samp cercherà di compattarsi a difesa della propria area di rigore, ma occhio a come la squadra di Ranieri organizzerà le proprie ripartenze e con quali uomini: per citarne uno Mikkel Damsgaard è uno di quelli in grado, per caratteristiche, di far saltare un sistema di marcature a uomo come quello della squadra bergamasca, così come la capacità di gestire la palla di Adrien Silva a centrocampo può mandare fuori giri la coppia di centrocampo De Roon-Freuler. Per questo ed altri motivi (come la tenuta fisica e mentale dell'Atalanta dopo la sfida di Champions) la partita di Marassi si presenta estremamente interessante e ricca di spunti tecnici e tattici.

Friday, 5 February 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 16


Come già accennato nelle scorse settimane, il mese di gennaio ha fornito le sue sentenze dicendoci che la Bundesliga e la Liga sono ormai nelle mani di Bayern Monaco (capirai che sorpresa) e di Atletico Madrid (sorpresa fino ad un certo punto visto il loro andamento post-lockdown), la Premier League sembra tornare nelle mani di Guardiola, mentre in Francia ed in Italia c'è ancora grande incertezza. In serie A la situazione era anche preventivabile alla vigilia viste le difficoltà che la Juve sta avendo nel cercare di cambiare pelle, certo per chi ama l'alternanza al potere non è bello sapere che il campionato se lo giochino la Juve e le due milanesi, ma almeno abbiamo uno scenario più equilibrato rispetto agli ultimi anni; in Ligue 1, invece, la grande crescita di compagini come Lille, Lione ed altre alle spalle del PSG hanno permesso, per il momento, di colmare il gap tecnico, tanto che la squadra ora allenata da Pochettino si trova al terzo posto in classifica.

Fatta questa opportuna premessa, entriamo nel mese di febbraio, ossia il mese in cui rientrano in gioco le coppe europee, per questo motivo i miei consigli per il weekend si focalizzeranno, per la maggior parte, su squadre che tra un paio di settimane giocheranno per testare le proprie ambizioni al di fuori dei confini nazionali.


SUPER LIG, FENERBAHCE-GALATASARAY (SABATO ORE 17)

Ovviamente partiamo con l'eccezione alla regola rispetto a quanto scritto sopra, tuttavia il sentitissimo derby di Istanbul non poteva certo passare inosservato in questo weekend. Poche settimane fa avevo inserito tra i miei consigli un altro derby della vecchia Costantinopoli, tuttavia questo rappresenta probabilmente quello più sentito, visto che parliamo dello scontro tra la parte europea della città e quella asiatica.

Il Fenerbahce si presenta a questa sfida come la squadra del momento, sia perché è stata in grado di prendersi la vetta della classifica nello scorso weekend sfruttando la sconfitta del Besiktas contro il Trabzonspor, sia perché è stata la grande protagonista del mercato con l'acquisto di Mesut Ozil che, dopo essere stato messo fuori rosa all'Arsenal, proverà a rilanciarsi in quella che è la sua squadra del cuore.

L'arrivo del trequartista tedesco, oltre che per la ragioni affettive, assume una certa importanza a livello tecnico per la squadra allenata da Erol Bulut che potrebbe inserire Ozil nel 4-2-3-1 che sembra essere il modulo base della squadra, costruita per giocare in ampiezza e sfruttare le qualità del piede sinistro di Erkin sui cross e sui calci piazzati.

Fonte statistiche WhoScored
Il terzino sinistro turco è sostanzialmente la principale fonte di azioni pericolose per il Fenerbahce grazie ai suoi cross (2,7 riusciti a partita) che generano 2,7 passaggi-chiave a partita, rendendolo il secondo giocatore del campionato per questa statistica alle spalle dell'esterno offensivo del Basaksehir Edin Visca.

Questo approccio meno basato sulla ricerca del possesso e maggiormente basato sulla ricerca più rapida di un pallone giocabile in area di rigore è maggiormente visibile negli scontri diretti disputati finora dalla squadra giallo-blu, dove Bulut preferisce lasciare il possesso all'avversario per poi cercare di servire gli esterni nel tentativo di generare pericoli: una strategia che ha funzionato, per esempio, contro l'Alanyaspor, sicuramente la squadra più propositiva dell'intero campionato, partita vinta per 2-1 sfruttando al meglio un blocco compatto davanti all'area di rigore per poi trovare la giocata vincente in contropiede o con una giocata individuale. Il piano ha funzionato, dunque, ma gli arrivi di Ozil e, nell'ultimo giorno di mercato, di Kahveci dal Basaksehir mostrano come il club ritenga necessario migliorare la qualità della squadra in fase di possesso.

Di tutt'altro genere, invece, il calcio che Fatih Terim cerca di proporre sulla panchina del Galatasaray. Dello stile di gioco imposto dall'ex tecnico di Milan e Fiorentina ne avevo fatto accenno nel post precedente alla partita contro il Besiktas. Quella partita fu persa poiché Terim, nel tentativo di dare alla squadra quel senso di controllo del pallone, ha infarcito il centrocampo di giocatori di grande tecnica ma non propriamente propensi al movimento senza palla e, soprattutto, a correre all'indietro in caso di palla persa, ne è emersa una sfida in cui il Besiktas ha mostrato maggiore dinamismo al punto di soffocare con il proprio pressing il possesso della squadra di Terim (76% di passaggi riusciti contro l'84% di media), portando a casa il successo.

Fonte dati SofaScore
Dopo la sconfitta il club ha capito che qualche cambiamento era necessario sfruttando la sessione di calcio mercato di gennaio, e così con la cessione del centravanti Diagne al WBA, il club ha deciso di riportare in prestito all'Ali Sami Yen il nigeriano Onyekuru che si è presentato in ottima forma nella sua gara d'esordio nello scorso weekend sul campo del Gaziantep realizzando, da subentrato, la doppietta che ha regalato agli uomini di Terim la terza vittoria consecutiva dopo la sconfitta contro il Besiktas rientrando, così, in corsa per la vittoria finale.







Fonte heatmap SofaScore
Con la decisione, dunque, di togliere dallo scacchiere tattico una punta relativamente prolifica come Diagne ma che amplifica la staticità della squadra in alcune situazioni (la heatmap stagionale del senegalese acquistato dal WBA mostra come sia a suo agio esclusivamente al centro dell'area di rigore), Terim sta cercando di chiudere il cerchio nella trasformazione della sua squadra limandone le inefficienze tecniche. 

Oltre alla rivalità sportiva, e non solo, tra le due compagini, esiste anche un enorme motivo di interesse tecnico visto il diverso stile di gioco espresso dalle due squadre che, però, stanno cercando di uscire dal proprio guscio costruito in questa prima parte di stagione per cercare di migliorarsi. E cosa ci sarebbe di meglio che vincere e/o dominare il derby più sentito della città per rilanciare in maniera definitiva le proprie ambizioni?


BUNDESLIGA, HOFFENHEIM-EINTRACHT FRANCOFORTE (DOMENICA ORE 15,30)

In una Bundesliga in cui la lotta per il primo posto si può ritenere (come da previsioni della vigilia) chiusa, è particolarmente esaltante la lotta per i 3 restanti posti in Champions, con il Dortmund che ha subito un'involuzione rispetto agli anni precedenti al punto da essere risucchiata da un gruppo di squadre ben costruite e dalla spiccata identità moderna. Tra queste squadre c'è l'Eintracht Francoforte di Adolf Hutter che, in questo 2021, ha messo in piedi una serie positiva di 5 vittorie in 6 partite che l'ha portata fino al quarto posto in classifica.

Avversario della squadra di Francoforte sarà l'Hoffenheim, che non ostante una classifica non particolarmente interessante, sta mostrando un interessante proposta calcistica e, soprattutto, è ancora in corsa in Europa League, dove affronterà nei sedicesimi di finale i norvegesi del Molde.

La squadra di proprietà del colosso informatico SAP è allenata da Sebastian Hoeness, nipote del dirigente del Bayern Monaco che ha costruito la squadra attorno ad una difesa a 3 e due punte con in mezzo diverse soluzioni che variano a seconda della partita e degli interpreti, con un triangolo che può essere composto da un vertice davanti alla difesa e due mezzali oppure invertito con due centrocampisti centrali ed un trequartista.

Come si evince dal fermo immagine a fianco, il sistema con la difesa a 3 permette alla squadra di Hoeness di risalire il campo sfruttando al meglio l'uscita dal terzo difensivo mediante l'uso del gioco laterale: il centrale difensivo di parte, l'esterno e la mezzala formano un triangolo che permette un'uscita del pallone pulita anche in azioni di pressing alto. Difatti l'avversario non può permettersi di lasciare libero il centrale difensivo di impostare, questo perché permetterebbe la possibilità di imbeccare la mezzala con un passaggio taglia-linee (e Adams e Posch, i "braccetti" dell'Hoffenheim sono molto abili nel giocare il pallone) se non addirittura una delle due punte (come si può evincere dalla disposizione in campo della squadra nel fermo immagine di sotto). Onde evitare questo tipo di situazioni è sempre l'esterno ad avere maggiori possibilità di ricezione, attivando, dunque, il meccanismo delle catene laterali che riescono a disordinare l'avversario permettendo di trovare spazi in zona rifinitura che possono essere sfruttati dagli attaccanti. Questo tipo di schieramento direi che rappresenti la scelta definitiva di Hoeness in relazione allo schieramento della squadra in campo, visto che i continui cambi di modulo effettuati in corso di stagione hanno portato ad una discontinuità di risultati che ha allontanato la squadra dalla prima metà della classifica.

Fonte tabella Understat
Le modifiche apportate dal tecnico hanno anche un risvolto a livello difensivo: l'Hoffenheim aveva un atteggiamento molto più aggressivo in fase di possesso con pressioni in zone più alte di campo a contestare sin dal principio il possesso avversario. Tuttavia questa scelta non sempre ha raccolto dei dividendi, anzi, sovente l'avversario di turno è arrivato con facilità nelle trequarti esponendo eccessivamente la difesa (l'Hoffenheim al momento è penultimo come xG subiti sulla base dei dati Understats). Per questo motivo Hoeness nelle ultime giornate è tornato sui propri passi richiedendo alla squadra un atteggiamento più conservativo in fase di non possesso (basta osservare il dato del PPDA dal momento del passaggio definitivo alla difesa a 3) che è bastato per recuperare un po' di terreno in classifica. La trasferta sul campo del Bayern lo scorso weekend ha nuovamente "sporcato" i numeri difensivi che sembravano in miglioramento, tuttavia la squadra ha mostrato di essere stata in partita per buona parte del match ed il 4-1 finale non ha rispecchiato fedelmente quanto visto in campo.

Dall'altra parte abbiamo una delle squadre del momento in Bundesliga, ossia l'Eintracht Francoforte di Adi Hutter che, dopo una buona parte del girone di andata in cui è andato alla ricerca dell'assetto giusto e di una continuità di rendimento che sembrava non arrivare, sembra aver trovato la quadratura del cerchio con il passaggio definitivo al 3-4-2-1 con Younes e Kamada alle spalle di Andre Silva. 

Questo schieramento ha innalzato le prestazioni dell'ex Napoli e del giapponese portando il tecnico austriaco alla scelta di far passare il club all'incasso con la cessione di Bas Dost al Bruges e sostituirlo con il prestito di Luka Jovic, cavallo di ritorno dal Real Madrid.

Dai fermo immagine a fianco si può notare il modo in cui l'Eintracht costruisce  le proprie azioni e genera i pericoli: il pattern è quello di creare un sovraccaricare un lato (con l'esterno, il braccetto ed il centrocampista di lato o, come nel secondo esempio, con l'esterno ed i due centrocampisti centrali), i due trequartisti occupano lo spazio tra le linee che deve impegnare le due linee avversarie liberando spazio sul lato debole, attivato da un cambio di gioco o da una rapida trasmissione del pallone da un lato all'altro del campo.

Con questo schieramento in campo la squadra di Hutter ha trovato il modo migliore per generare opportunità da rete, ma soprattutto ha iniziato a trovare con facilità la via della rete ed a portare a casa vittorie su vittorie, tanto che in una classifica virtuale del 2021 della Bundesliga l'Eintracht è in testa con 16 punti in 6 partite, 1 punto avanti al Bayern e 2 sul Borussia Moenchengladbach.

Fonte dati Understat
A trarre vantaggio da questo nuovo approccio non sono solamente i risultati, ma anche la fase difensiva: secondo i dati Understat l'Eintracht nel 2021 è la squadra che concede il minor numero di xG e, nonostante l'underperformance statistica, è la miglior difesa in coabitazione con Union Berlino, Wolfsburg e Werder Brema.

Inoltre, in questo contesto offensivo così qualitativo, sta trovando un'annata particolarmente prolifica l'ex milanista Andre Silva che, in questo 2021 sta addirittura tenendo testa, a livello realizzativo, niente meno che a Lewandovski.





La partita di Sinsheim, dunque, rappresenta un incrocio molto interessante tra due squadre che stanno trovando una propria continuità a livello di prestazioni e di strategia di gioco. Entrambe le contendenti amano utilizzare la zona tra linee di centrocampo e difesa per generare pericoli, la capacità delle due squadre di limitare l'accesso a quella zona di campo darà vita ad un duello tattico parecchio divertente che metterà alla prova le ambizioni di entrambe le squadre, da una parte per arrivare pronti all'imminente impegno Europeo, dall'altra parte per concretizzare quello che sarebbe il sogno sfumato per poco due stagioni fa: l'accesso alla Champions League.


PRIMEIRA LIGA, SPORTING BRAGA-PORTO (DOMENICA ORE 17)

A volte il calendario regala degli incroci che sembrano dettati dalla sceneggiatura di un film in cui si intrecciano storie che sembrano lontane ed invece appartengono tutte allo stesso disegno. Nel weekend in cui in Italia si incrociano Juventus e Roma, in Portogallo si incrociano le relative avversarie negli impegni europei: il Braga sarà impegnato contro i giallorossi nei sedicesimi di Europa League, i Dragoes affronteranno la squadra di Pirlo negli ottavi di Champions.

Il Braga si presenta a questa sfida allo scopo di avvicinare proprio la squadra di Conçeicao, al momento rimasta come unica credibile contendente al titolo alle spalle dello Sporting Lisbona, il cui allenatore Ruben Amorim è l'ideatore della squadra che oggi il Braga propone in campo nazionale ed europeo con importanti ambizioni.

L'attuale allenatore Carlos Carvalhal ha ereditato da Amorim il 3-4-3 rimodellandone lo schieramento ma mantenendo inalterata la strategia di gioco. Il tecnico, tra l'altro nativo della città del nord del Portogallo, alterna al 3-4-3 un 3-4-2-1 o un 4-4-2 asimmetrico in cui, però, la strategia resta la stessa, ossia occupazione della trequarti avversaria in ampiezza e ricerca dell'uomo alle spalle della linea difensiva.

Indipendentemente, quindi, dallo schieramento di base, lo scopo della strategia offensiva del Braga è l'occupazione dei cosiddetti "contenitori", ossia i cinque corridoi che determinano il campo in ampiezza. Come si evince dai fermo immagine a fianco, i due esterni Galeno ed Esgaio giocano molto larghi ed in zona di campo molto avanzata, sostanzialmente all'altezza dei tre d'attacco (nel primo caso tre attaccanti, nel secondo caso due trequartisti ed una punta). Per questo motivo il Braga ha come scopo quello di far progredire il pallone per raggiungere lo spazio tra le linee avversarie, ovviamente determinati meccanismi cambiano in base agli interpreti in campo: nel primo caso gli attaccanti cercano di sfruttare la linea alta degli avversari per attaccarla alle spalle, nel secondo caso i due trequartisti si muovono tra le linee per innescare la palla filtrante in un secondo momento.

Le maggiori difficoltà, invece, la squadra di Carvahal le trova in fase di non possesso, dove si evince una ricerca del recupero del pallone in maniera aggressiva, come confermato dal dato relativo al PPDA, tuttavia questo atteggiamento non sempre raccoglie molti dividendi, anzi il Braga (pur subendo pochi tiri a partita) ne concede di molto pericolosi, come si evince dal posizionamento nel grafico sopra. Questo ha portato il Braga a lasciare per strada alcuni punti sanguinosi per strada in questa stagione rovinando un cammino che l'avrebbe ulteriormente avvicinata alla vetta, ora distante 9 punti.

Il Porto, invece, dovrà affrontare questa partita con la necessità di non lasciare punti per strada, visto che lo Sporting rischia seriamente di prendere il largo in classifica. In tutto questo Conçeicao sta lavorando a consolidare il sistema di gioco della squadra affinché sia pronto a giocarsi da qui al termine della stagione le proprie chances sia in campionato che nell'ottavo di finale di Champions.

Fonte passmaps Wyscout
Dall'analisi delle ultime partite emerge chiaramente qual è lo schieramento scelto dall'ex giocatore di Lazio, Parma ed Inter, ed anche un'idea di fondo degli uomini sui quali sta puntando. Lo schieramento è un 4-4-2 di base che in fase di possesso si trasforma nello scaglionamento che vedete raffigurato nelle passmaps qui di fianco.
I due centrocampisti centrali hanno sostanzialmente compiti diversi: Uribe ha il compito di restare ancorato ai due centrali difensivi, sia per aiutare l'uscita del pallone da dietro, sia per dare copertura contro eventuali transizioni; l'altro centrocampista,  Sergio Oliveira, ha un ruolo di supporto alla fase di sviluppo, testimoniato dai suoi 1,9 passaggi-chiave a partita, oltre ai 7 goal e 4 assist ed il lavoro a sostegno della catena di destra, ossia il lato di campo dove, assieme a Tecatito Corona, vengono costruite le principali opportunità da rete. L'altro lato di campo è quello utilizzato, invece, da Otavio o Luis Diaz, chiamati ad attaccare il lato debole generato dagli attacchi da destra o rifinire per l'attacco alla linea difensiva dei due attaccanti Marega e Taremi che, come abbiamo visto nel precedente post possono essere innescati anche dai lanci di Uribe.

La partita, dunque si prospetta di alto livello, alle specificità tattiche delle due squadre si aggiunge la variabile dei 3 punti in palio che iniziano ad essere molto pesanti; nella gara d'andata il Porto è riuscito a mettere a nudo le difficoltà della squadra di Carvahal, per cui vedremo quanto in questi mesi il Braga è cresciuto e se può essere una squadra in grado di dire qualcosa nella lotta per la Champions. Infine, come indicato in premessa, per Juventus e Roma questa sarà la partita ideale per capire i punti di forza e debolezza di queste due squadre in vista degli imminenti impegni europei.

PREMIER LEAGUE, SHEFFIELD UNITED-CHELSEA (DOMENICA ORE 20,15)

Una delle principali novità del 2021 è stata la scelta del Chelsea di esonerare Frank Lampard, reo di non essere riuscito ad inserire in squadra i grandi acquisti di questa estate (in particolare Werner ed Havertz) in quanto non è stato in grado di trovare una proposta di gioco adatta ai giocatori che il club gli ha affidato. Al suo posto è arrivato Thomas Tuchel, il cui compito resta tutt'altro che semplice viste le tante contraddizioni che questa squadra porta con se in termini di caratteristiche dei giocatori in rosa.

In questo weekend la squadra di Tuchel va ad affrontare lo Sheffield United ultimo in classifica in una trasferta meno semplice di quanto la classifica possa indicare. La squadra di Wilder ha avuto un girone d'andata davvero disastroso con 2 punti racimolati nelle prime 16 partite, uno score che ha portato le Blades ad una situazione di classifica disperata. 

Eppure vedendo giocare la squadra di Wilder lo schieramento ed i principi di gioco non sono mutati rispetto allo scorso anno, dove lo Sheffield United si è proposto alla Premier con il suo calcio fatto di inserimenti e sovrapposizioni il cui marchio di fabbrica era dato dagli sganciamenti dei due braccetti della difesa a 3 che andavano a proporsi in sovrapposizione con l'esterno di parte. 

Fonte dati FbRef/StatsBomb
Tuttavia un difetto che la squadra di Wilder si è portato dietro dalla scorsa stagione e che in questa si è acuito è quello relativo alla fase di finalizzazione. Il grande sforzo prodotto in fase di sviluppo della manovra non trova sufficiente riscontro nell'area di rigore avversaria. Per dare un maggior senso al discorso, il grafico a fianco mostra i valori offensivi della Premier League nelle ultime due stagioni: già dalla scorsa stagione lo Sheffield United concludeva poco (anzi, era la squadra con meno conclusioni effettuate in tutto il campionato) e questa mancanza non le ha permesso dopo il lockdown di dare seguito a quanto fatto nei primi 2/3 di stagione (quando le Blades veleggiavano in zona europea). In questa stagione la situazione è peggiorata in quanto il dato numerico delle conclusioni per partita è diminuito (pur essendoci il WBA quest'anno che fa peggio), a questo si aggiunge la diminuzione della pericolosità delle conclusioni (dato reso visibile dalla grandezza dell'indicatore) e soprattutto è anche aumentata la forbice tra reti realizzate e gli xG prodotti. Per cui non basta la diminuzione del volume e della qualità delle conclusioni, ma anche la capacità realizzativa è ulteriormente diminuita. Il rendimento nel corso delle ultime settimane, tuttavia, sembra essere migliorato: le 3 vittorie ottenute nell'ultimo mese ha ridato vigore agli uomini di Wilder, in particolare la vittoria sorprendente ad Old Trafford ha ridato fiducia alla squadra.

Nei pochi giorni di lavoro, invece, Tuchel ovviamente non ha potuto creare chissà cosa per mettere mano alle problematiche della sua squadra: sicuramente i test che ha dovuto affrontare finora gli hanno permesso di studiare bene le problematiche che la squadra ha, visto che ha dovuto affrontare avversari molto chiusi e che, quindi, concedono davvero pochi spazi, una situazione in cui il Chelsea ha mostrato di essere molto a disagio sotto la guida di Lampard. 

Fonte passmaps Between The Posts
Dall'analisi delle prime partite della gestione dell'allenatore tedesco ciò che si evince è che il percorso iniziato sembra prevedere una spina dorsale da cui iniziare la costruzione della manovra con tre giocatori a formare la linea difensiva e due centrocampisti davanti a loro. Come si evince dalle passmaps a fianco, il giocatore che sembra essere diventato centrale nelle idee dell'ex tecnico del PSG è Mateo Kovacic, giocatore in grado di saper svolgere diversi compiti in fase di costruzione e di sviluppo della manovra, non è un caso che il croato sia il giocatore con il maggior numero di passaggi progressivi in entrambe le partite. Altra chiave di lettura, che ha molto funzionato nella partita contro il Burnley, è quella di utilizzare l'ampiezza del campo per smuovere gli schieramenti bassi degli avversari, non è un caso che le due reti realizzate nella sfida di domenica scorsa portino la firma di Azpilicueta e Marcos Alonso, con quest'ultimo ripescato da Tuchel dal dimenticatoio in cui Lampard lo aveva lasciato. Insomma lo scopo del lavoro di Tuchel, al momento, sembra incentrato sul trovare il modo per liberare gli spazi per le giocate tra le linee per attivare la qualità dei vari elementi di cui dispone in rosa, la partita di Sheffield ci dirà, dopo 4 partite, lo stato di evoluzione di questo progetto, considerando che il 23 febbraio arriva la sfida all'Atletico Madrid in Champions League.


LIGA, BETIS-BARCELLONA (DOMENICA ORE 21)

Il weekend si chiude domenica sera con una sfida di grandissimo interesse tra il Betis di Manuel Pellegrini ed il Barcellona di Ronald Koeman, due squadre che in questo 2021 sembrano aver alzato il proprio rendimento dopo mesi alquanto turbolenti (per usare un gigantesco eufemismo). In campionato entrambe le squadre sono in serie positiva aperta.

Il Betis è schierato da Pellegrini da inizio stagione con un 4-2-3-1 abbastanza standard, la rosa sostanzialmente è la stessa su cui hanno messo le mani nelle ultime stagioni Quique Setien e Rubi, entrambi ne sono usciti con quelle mani scottate. In particolare quest'ultimo, reduce dalla grande stagione all'Espanyol, ha pagato le difficoltà con l'esonero pochi giorni dopo il ritorno in campo dopo il lockdown, ma soprattutto non era riuscito a risolvere alcune difficoltà della squadra a trovare la profondità.

Pellegrini, con il suo 4-2-3-1 ha cercato di ovviare a questa difficoltà cercando di fornire ampiezza alla manovra della squadra ed utilizzando i suoi giocatori di maggiore tecnica come Canales e Fekir per svolgere ruoli di raccordo a seconda della catena laterale prescelta per lo sviluppo dell'azione. L'ex Real Madrid supporta la catena di sinistra, mentre il franco-algerino tende a supportare quella sul lato opposto.

Fonte passmaps Wyscout
Come si evince dalla mappa dei passaggi effettuati per avanzare il campo, il Betis in fase di sviluppo trasforma il suo 4-2-3-1 mediante gli spostamenti, come accennato sopra, di Canales e Fekir che appoggiano terzino ed ala del proprio lato. La differenza tra le due passmaps, come si può evincere dai numeri evidenziati dalle combinazioni più frequenti, è data prevalentemente dalla scelta del lato preferito per generare pericoli, questo può dipendere dall'avversario o dagli interpreti: per esempio sulla fascia destra l'utilizzo di Joaquin o di Lainez modifica la tipologia di combinazioni, stesso discorso sul lato opposto tra Rodri (o Ruibial) e Tello.
Difatti Pellegrini tende sempre ad inserire un esterno a piede invertito da una parte ed un esterno classico dall'altra proprio per avere variazioni del gioco su un lato o sull'altro. Nell'ultima partita contro l'Osasuna le diverse assenze hanno portato il tecnico cileno a schierare Joaquin da un lato e Rodri dall'altra, appiattendo le soluzioni a disposizione della squadra una volta raggiunta la trequarti avversaria: non è un caso, infatti, che il goal della vittoria sia arrivato da una giocata di Tello che, sulla sinistra rientrando col destro ha fornito l'assist per la rete di Borja Iglesias.

Fonte grafico Understat
Indubbiamente il tallone d'Achille della squadra di Pellegrini resta la fase difensiva: non ostante i lievi miglioramenti in termini numerici evidenziati dal grafico relativo agli xG subiti su azione in corso di stagione restano molte riserve sulla tenuta difensiva della squadra betica.
Molto spesso sulle palle che arrivano dalle zone laterali la difesa si mostra impreparata, in caso di cross dal fondo la linea difensiva tende a schiacciarsi lasciando spazi per i rimorchi, così come la zona di Emerson sul lato destro viene spesso utilizzata dagli avversari per esplorare spazi per superare la linea difensiva in situazioni di transizione ma anche di difesa posizionale: il terzino brasiliano mostra grossi limiti nelle letture difensive, pensare che da quella parte nel Barça agisce un certo Jordi Alba le prospettive non sono certo delle più rosee.

Jordi Alba non è certo l'unico elemento di pericolo che il Barcellona propone in quella zona di campo: la squadra di Koeman ha mostrato di poter sfruttare al meglio le qualità dei propri interpreti togliendo rigidità al 4-2-3-1 con cui era partito in questa stagione per passare ad uno schieramento molto fluido maggiormente identificabile in un 4-3-3 ma con molte rotazioni posizionali.

A rendere possibile queste modifiche sono stati due elementi che appartengono all'idea di rinnovamento che Koeman è chiamato a portare al Camp Nou: uno è il difensore Mingueza, proveniente dalla Masia blaugrana che, con la sua capacità di agire sia da terzo difensivo di destra che da esterno difensivo permette alla squadra di controbilanciare le sortite di Jordi Alba sul lato opposto; l'altro elemento è invece Pedri, classe 2002, sicuramente uno degli elementi più promettenti della propria generazione, arrivato al Barça dal Las Palmas per 10 milioni, soldi decisamente ben spesi per l'apporto che il canario sta portando alla squadra di Koeman, anche a livello economico, secondo i dati Transfermarkt il suo valore è già 5 volte tanto quello di acquisto.

Fonte heatmap Sofascore
Ma che giocatore è Pedri? Difficile assegnare un ruolo a questo ragazzo, nella versione Barça iniziale, ossia quella con un 4-2-3-1 più rigido, la sua posizione era quella di esterno a sinistra, ma con il passaggio a questo 4-3-3 maggiormente fluido sono esplose le sue qualità: come si evince dalla heatmap, la sua zona preferita di campo è il mezzo spazio di sinistra dove si associa spesso e volentieri con Messi e Jordi Alba per creare una catena a tratti immarcabile. Leo Messi ha già ben fiutato l'affare nell'avere come compagno un giocatore dalle qualità di Pedri e non manca mai l'occasione per andare a dialogare sullo stretto con lui regalandoci diverse situazioni di alto contenuto spettacolare che ci stanno progressivamente restituendo l'immagine che tutti ci portiamo dentro del Barcellona e del suo stile basato di tecnica e dialogo in spazi stretti.

Come per il Betis anche il Barça mostra alcuni problemi a livello difensivo: la rivoluzione forzata di Koeman ha portato molte modifiche al pacchetto arretrato dei blaugrana; con l'infortunio di Pique il tecnico olandese ha dato le chiavi della difesa all'uruguayano Ronald Araujo, promosso dalla formazione B al pari di Mingueza. Spesso alcuni errori individuali di questi giovani elementi hanno creato situazioni di pericolo gratuito per il Barça.

Le due squadre, dunque, si somigliano sotto alcuni aspetti, in particolare sul fatto che entrambe hanno pregi e difetti ben visibili che le accomunano e che, non ostante l'ottima serie positiva in questo inizio d'anno, generando ancora dubbi sulla continuità di questi risultati nelle prossime settimane, per questo la partita del Benito Villamarin ci dirà qualcosa in più su chi tra le due in questa fase di stagione si sta rivelando una mera illusione e chi, invece, sta trovando una reale strada da seguire.

Friday, 15 January 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 13


Questa sera inizia un altro weekend ricco di sfide che, seppur rese meno affascinanti dall'assenza del pubblico, mantengono un grosso impatto a livello di rivalità e di passione che genera per i tifosi ma anche per chi le segue da semplice osservatore. Già questa sera il derby di Roma rappresenta un confronto che si racconta da solo, ma anche la sfida di domenica sera tra Inter e Juventus non necessita particolari presentazioni.

Per scoprire quali sono le altri grandi rivalità che si consumeranno sul terreno di gioco da qui fino a domenica, seguite questo post e state certi che ne avrete di motivi di restare sul divano in questo weekend.


PREMIER LEAGUE, LEEDS-BRIGHTON (SABATO ORE 16)


Non è certamente una rivalità al livello di Manchester United e Liverpool (impegnate ad Anfield domenica pomeriggio) quella tra Leeds e Brighton, non è neanche una rivalità quella tra Bielsa e Potter, ma certamente Leeds e Brighton rappresentano le squadre più interessanti e brillanti come espressione di gioco della Premier League al di fuori delle squadre copertina e vederle giocare l'una contro l'altra dovrebbe essere garanzia di uno spettacolo da seguire con grande attenzione.

Il Leeds di Bielsa è ormai oggetto di culto per gli amanti di un calcio che non metta il solo risultato al centro di tutto ma anche come ottenerlo, ed il tecnico argentino lo sta facendo con un gruppo di giocatori che appena 3 anni fa valevano una piazza di basso livello di Championship e che ha portato a vestire la maglia delle proprie nazionali, tra cui quella prestigiosa dei tre leoni d'Albione.

Il 4-1-4-1 del Loco si contraddistingue per la ricerca continua degli spazi per far avanzare rapidamente il pallone, usando al meglio tutta l'ampiezza del campo per costringere gli avversari a fare delle scelte su quali coperture privilegiare, a questo si aggiunge una continua ricerca di triangolazioni e di movimenti atti a smarcarsi per liberare un compagno, tutto allo scopo di arrivare al tiro nel modo più rapido possibile.

Fonte dati FbRef - StatsBomb
Come si evince dal grafico, creato sulla base dei dati relativi ai passaggi effettuati per tiro limitatamente alle squadre con un possesso palla medio superiore al 55%, il Leeds è la seconda squadra nei 5 principali campionati europei, per "verticalità" all'interno di questo specifico lotto alle spalle del solo Lione. Questo dato testimonia l'efficacia a livello di produzione offensiva del lavoro di Bielsa, spesso criticato per un approccio troppo idealistico al gioco del calcio, tuttavia non è possibile negare l'efficacia dell'approccio sotto questi termini.

Fonte dati FbRef StatsBomb
Dal punto di vista difensivo, invece, emergono i punti di forza e di debolezza dell'approccio bielsista del Leeds: dal grafico si nota come i Whites come l'approccio iper-aggressivo quando l'avversario entra in possesso del pallone sia molto redditizio in termini di contestazione dei passaggi avversari (solo le avversarie dell'Eibar hanno maggiori difficoltà a giocare il pallone nei principali campionati). L'altra faccia della medaglia sta nel fatto che l'approccio basato sugli uno contro uno può saltare nel confronto con avversari ben dotati tecnicamente, questo spiega l'elevato numero di conclusioni subite per partita subiti, così come la grandezza dell'indicatore mostra che la qualità media dei tiri subiti è molto alta. Non è un caso che nello stesso quadrante sul grafico troviamo il Verona di Juric, un'altra squadra che fa degli uno contro uno a tutto campo un elemento distintivo.

Il Brighton è una delle squadre più interessanti della parte destra di classifica della Premier, questo grazie alle idee di gioco di Graham Potter, allenatore chiamato dal club a fornire un gioco esteticamente più godibile e con prìncipi di gioco basati su una maggiore qualità del possesso palla.


Fonte passmap Between the Posts
Lo schieramento ormai consolidato dei Seagulls è quello di un 3-4-3 o 3-4-1-2 a seconda degli interpreti a disposizione di Potter. Come si nota dalla passmap qui a fianco il gioco parte sempre dai tre centrali difensivi e tende a svilupparsi utilizzando gli esterni, uno dei principali elementi su cui l'allenatore del Brighton ha messo la propria mano è l'insistenza di pretendere dai difensori la conduzione del pallone al fine di attirare il pressing avversario, una situazione che può generare vantaggi nel momento in cui il pressing viene superato ma porta con se anche il rischio di perdere palloni in zone del campo molto pericolose. 
I dati statistici mostrano come l'atteggiamento della squadra di Potter comporti dei vantaggi: il Brighton è sesto in classifica se consideriamo il differenziale tra xG effettuati e subiti (dati FbRef/StatsBomb), tuttavia quando poi andiamo a vedere cosa comporta questo in termini di dati reali, notiamo dei differenziali tra aspettative e realtà disarmanti (4 reti in meno realizzate rispetto agli xG e addirittura quasi il doppio se parliamo di reti subite) e spiegano perché la situazione di classifica resta molto critica.

Quello di Elland Road, dunque, si presenta come un confronto tra due squadre dalla forte identità e che intendono trasformare in punti quanto di bello ed interessante propongono sul campo, da un lato vedremo come il Leeds riuscirà a contrastare il possesso palla prolungato del Brighton, dall'altra la squadra di Potter cercherà di sfruttare a proprio vantaggio i punti deboli della grande pressione esercitata dagli uomini di Bielsa per poter, finalmente, invertire il trend negativo di risultati che non seguono le prestazioni.


PRIMEIRA LIGA, PORTO-BENFICA (VENERDI' ORE 22)


Porto e Benfica rappresentano la più forte rivalità in essere in terra lusitana: da 18 anni è solo una delle due a vincere il titolo e nello stesso lasso di tempo sono state le uniche ad arrivare in fondo alle competizioni europee (1 Champions League e 2 Coppa Uefa/Europa League per il Porto, 2 finali consecutive di Europa League per il Benfica).

Questa sera le due squadre si affrontano in una situazione di classifica quasi inedita in queste ultime stagioni: entrambe sono all'inseguimento dello Sporting Lisbona capolista 4 punti più avanti, ragion per la quale una sconfitta nella sfida del Dragao potrebbe mettere a serio repentaglio la rincorsa al titolo.
A dare ulteriore valore al match c'è il fatto che si tratta di uno scontro a cui assisteranno con grande interesse sia la Juventus che l'Arsenal, ossia le prossime avversarie europee delle due contendenti.

Il Porto di Conceiçao basa il proprio sistema di gioco su un 4-4-2 di base ma che presto si sviluppa in un 4-2-3-1 in fase di possesso il cui scopo è essenzialmente quello di sovraccaricare un lato di campo con la palla per poi cercare di colpire l'avversario sul lato debole o comunque con movimenti alle spalle della linea difensiva. Come si evince dal fermo immagine sopra, il lato palla è occupato da 5 uomini mentre la punta Marega attacca la linea alle spalle (avendo come opzione anche il terzino sul lato opposto pronto ad attaccare alle spalle del quinto di difesa avversario).

Questo fermo immagine, invece, mostra chiaramente come il Porto utilizzi spesso questa strategia che si basa sull'attrarre il movimento della linea difensiva per poi tentare un attacco diretto alle spalle, sostanzialmente la zona di rifinitura viene utilizzata come esca per creare indecisione nella linea difensiva.

Dall'altra parte, invece, il Benfica è solito schierarsi con un 4-4-2 che resta, però, solamente sulla carta, visto che Jorge Jesus (cavallo di ritorno in panchina dopo la trionfale esperienza al Flamengo) prevede la trasformazione della squadra in un 4-2-2-2 in cui le connessioni tra i due attaccanti e i due giocatori in zona rifinitura sono continui e permettono di creare fraseggi di altissima qualità. In questo contesto, ovviamente, sono esaltate le qualità delle punte a disposizione delle Aguias, ossia Seferovic, Gian Luca Waldschmidt e soprattutto Darwin Nuñez, l'attaccante uruguayano classe 1999.



A questi elementi in attacco si aggiunge il grande apporto in fase di rifinitura di Rafa Silva e Adel Taarabt; insomma il Benfica è uno squadra dal livello tecnico davvero eccelso e che Jorge Jesus non si fa problemi a sfruttare al massimo del loro potenziale rendendo la sua squadra una delle più spettacolari dell'intero panorama europeo.

Il Porto, invece, rappresenta una tipologia di calcio diversa ma non meno interessante, con un attacco molto più muscolare con il talento, invece, maggiormente concentrato sulle fasce laterali, dove stazionano "Tecatito" Corona ed Otavio, le guide tecniche di questa squadra non ancora oggetto del player-trading del club che quest'anno ha fatto cassa grazie alla cessione di Alex Telles al Manchester United, già discretamente sostituito dal nigeriano Zaidu.

Da un lato vedremo dunque una squadra che cercherà di sfruttare la profondità (il Porto) e dall'altra una che cercherà di sfruttare lo spazio tra le linee (il Benfica). Allora saranno probabilmente le fasi di non possesso a decidere la partita, da una parte la squadra di Conceiçao ha seri problemi in fase di transizione difensiva (già 3 reti subite in contropiede in stagione) vista anche la grande quantità di uomini che spesso porta in zona offensiva; dall'altra parte, invece, sarà curioso seguire come Otamendi e Vertonghen riusciranno a non concedere spazio a Marega e Mehdi Taremi.


SERIE A, TORINO-SPEZIA (SABATO ORE 18)

Nel weekend del derby di Roma e di Inter-Juventus anche la lotta alla salvezza presenta uno scontro molto interessante tra il Torino di Marco Giampaolo e lo Spezia di Vincenzo Italiano, due tecnici con idee di calcio molto precise e riconoscibili ma con differenti capacità nello riuscire a trasmetterle alle proprie squadre.

Che per Giampaolo l'avventura sulla panchina del Torino sarebbe stata una strada molto tortuosa era da mettere abbastanza in preventivo: la rosa granata era costruita per eseguire il calcio di Walter Mazzarri, un calcio quasi agli antipodi rispetto a quello dell'ex tecnico di Sampdoria e Milan.

E' sufficiente leggere la formazione-tipo del Torino per rendersi conto delle difficoltà che ha il tecnico nativo di Bellinzona a poter mettere in pratica il calcio che ha in mente, per questo non è un caso che abbia dovuto mettere in soffitta per un certo periodo il suo rombo di centrocampo e la difesa a 4 per passare ad un 3-5-2 maggiormente in linea con quanto visto nelle ultime stagioni dei granata.

Fonte passmap Between the Posts
Il passaggio alla difesa a 3 ha quanto meno permesso alla squadra di Giampaolo di avere delle soluzioni per l'uscita del pallone da dietro e nell'usare combinazioni per risalire il campo che non si limitassero al lancio verso Belotti sperando che l'attaccante bergamasco vinca i duelli individuali con il proprio marcatore. Il recupero di Izzo, per esempio, ha permesso la creazione di un triangolo, assieme a Singo ed a Lukic (quest'ultimi tra le poche note positive della stagione granata) che permetta alla squadra di avanzare con un minimo di concetto permettendo, allo stesso tempo, di esonerare Rincon da compiti di costruzione che non gli sono congeniali (l'assenza di un regista posizionato davanti alla difesa, elemento cardine del gioco di Giampaolo è la principale falla del Toro). Obiettivo di questa sessione di mercato per i granata, dunque, è quello di trovare gente in grado di non isolare Belotti nei suoi duelli individuali e trovare un sistema che permetta al pallone di muoversi in maniera più fluida; intanto, a mio parere, questa soluzione che vede il contemporaneo utilizzo di Lukic, Gojak e Linetty potrebbe essere un tampone che, una volta assorbito dalla squadra, potrebbe permettere alla squadra di Giampaolo di portare la testa fuori dalla sabbia.

Lo Spezia era partito nello scetticismo generale vista la rosa stracolma di esordienti in serie A, tuttavia il lavoro svolto da Vincenzo Italiano nella scorsa stagione aveva dato una chiara identità alla squadra che ha portato una forte consapevolezza nel gruppo sulle opportunità di giocarsela anche nella massima serie, e così con le difficoltà che il passaggi di categoria comporta, la squadra spezzina è riuscita a riproporre il proprio calcio anche in serie A senza mai farsi mettere sotto dai propri avversari.

Fonte dati FbRef StatsBomb
Come si evince dal grafico a fianco, la strategia di gioco di Vincenzo Italiano molto propositiva ed aggressiva comporta dei vantaggi in termini di capacità di recuperare il pallone così come di risalire il campo (molto suggestivo è l'utilizzo a tale scopo delle catene formate da terzino, mezzala ed esterno offensivo che ruotano all'interno di questa catena). A livello statistico il dato che spicca della squadra ligure è il dato degli xG su azione per tiro: in fase offensiva la qualità media dei tiri è la terza del campionato mentre a livello difensivo la qualità media dei tiri subiti è la peggiore della serie A, a dimostrazione dei vantaggi e degli svantaggi (calcolati) che il sistema genera.
La classifica, al momento, considerate le difficoltà ad inserire in rosa elementi con esperienza in serie A, mostra che il lavoro di Italiano funziona ed i 5 punti di vantaggio sulla zona retrocessione a questo punto della stagione rappresentano un risultato più che soddisfacente.

Dato che il gap di 5 punti coinvolge proprio le due squadre in analisi, è pressoché superfluo sottolineare l'importanza della partita, mentre è di sicuro interesse il confronto tra due allenatori che amano studiare soluzioni ambiziose per alzare il livello delle rispettive squadre.


SÜPERLIG, BESIKTAS-GALATASARAY (DOMENICA ORE 17) 


In un weekend ricco di sfide tra squadre rivali, non potevamo certo farci sfuggire uno dei derby più sentiti di Istanbul, ossia quello tra Besiktas e Galatasaray, che si affrontano domenica non solo per rinnovare la reciproca rivalità ma anche per giocarsi il primo posto in classifica nel momento che le due squadre sono divise da appena due punti con le Aquile Nere avanti di due punti e capolista del campionato.

I padroni di casa, dopo un inizio di stagione a rilento (3 sconfitte nelle prime 7 partite) hanno iniziato una lunga striscia positiva con 8 vittorie nelle ultime 10 partite, con i due esterni offensivi del 4-2-3-1 Ghezzal e Larin che hanno portato grande qualità nella trequarti avversaria ma soprattutto nella fase di finalizzazione, dove i loro tagli e la loro velocità nelle fasi di transizione offensiva rappresentano un grande pericolo per le difese avversarie.

Dall'osservazione delle posizioni medie tipiche della squadra allenata da Sergen Yalçin si nota come i due esterni offensivi tendano ad occupare quelle zone di campo ideale per effettuare i tagli nello spazio tra centrale difensivo e terzino avversario. Questa soluzione ha permesso all'esterno sinistro canadese Cyle Larin di essere l'attuale vicecapocannoniere del campionato con 11 reti, mentre l'algerino Rachid Ghezzal è il principale assist-man del campionato con 8 assist realizzati.

Fonte Posizioni Medie WhoScored


Sicuramente siamo lontani dai "fasti" della squadra che nel 2017 e nel 2018 aveva ben impressionato anche in Champions League ma sicuramente il lavoro svolto da Yalçin si sta rivelando sufficientemente efficace per rendere la squadra nuovamente competitiva per la vittoria finale del campionato, ed una vittoria nel derby contro il Galatasaray potrebbe consolidare oltre che il primato anche la consapevolezza del percorso che la squadra sta seguendo.

Quando parliamo di Galatasaray il primo nome che viene in mente è quello di Fatih Terim, per cui non c'è da sorprendersi se l'Imperatore abbia ripreso le redini della squadra per la quarta volta nella sua carriera. Anche per i Cimbom è tempo di austerità, nessun investimento sul mercato, unico nome di rilievo arrivato a parametro zero è quello di Arda Turan.

In questo contesto l'ex tecnico di Fiorentina e Milan si è messo all'opera per costruire una squadra che continuasse a giocare un calcio tecnico ed associativo in cui il gioco si sviluppi prevalentemente per vie centrali.

Fonte passmap StatsBomb
Per rendere possibile una fluida trasmissione del pallone Terim chiede ai centrocampisti avanzati del suo 4-1-4-1 di effettuare rotazioni e scambi di posizione che permettano alla squadra di avere il controllo del gioco nella trequarti avversaria e, soprattutto, permette ai giocatori più tecnici ed influenti come Belhanda e Arda Turan di essere sempre al centro del gioco e poter liberare spazi per l'attacco della linea difensiva avversaria o poter tentare l'aggiramento mediante le sovrapposizioni dei terzini sull'esterno.
Il Galatasaray con questo schieramento sembra aver trovato la propria strada che sembrava persa ad inizio stagione a causa delle cessioni e di alcuni infortuni importanti come quello di Muslera e, soprattutto, quello di Radamel Falcao che, pur non essendo più quell'attaccante che conoscevamo ai tempi dell'Atletico Madrid, resta sempre un giocatore importante per una squadra del livello attuale dei gialli e rossi di Istanbul.

Come avrete potuto evincere dall'analisi, il campionato turco non sta vivendo propriamente un'età d'oro e Besiktas e Galatasaray non sono da meno, tuttavia un derby ad Istanbul non è mai banale, in più vedere all'opera la tecnica nord-africana di Belhanda e Feghouli da una parte così come le volate di Ghezzal e Larin dall'altra, permette anche al valore tecnico della sfida di uscirne nobilitato.

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