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Thursday, 17 October 2024

How Manchester City stopped Barcelona

 


UWCL group phase started last week and the focus of this edition is to understand if there is some team able to stop Barcelona's dominance in the competition. We just needed one game to see that there is a way to stop them, thanks to Manchester City which stopped the Catalan team through a really dominant match, especially in the first half. The final result (2-0) probably did not provide the real value of City's performance but it was enough to secure a statement win.

In this article I will try to explain how the 4-1-4-1 issued by Gareth Taylor was able to cope against Barça positional play with some final notes on the consistency of their approach throughout the season.

Friday, 23 April 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 26


Inutile rimarcare che tipo di settimana sia stata questa per il calcio, una settimana senza ombra di dubbio gattopardesca in cui ognuno di noi, chi a favore o chi contro, ha tirato fuori tutta l'emozionalità possibile ed immaginabile di fronte a ciò che è stato, ciò che non è stato e ciò che sarà.

Personalmente tra domenica sera e martedì pomeriggio ho avuto serie difficoltà a trovare stimoli nel seguire delle partite e soprattutto a darne un senso. Ad esempio abbiamo assistito lunedì sera ad un Leeds-Liverpool in cui, in quello specifico momento, non c'era alcuna posta in palio nel momento in cui i Reds avrebbero comunque avuto un posto garantito nella nuova Superleague, mentre il Leeds, a sua volta, si sarebbe trovata a disputare la Champions League della UEFA nella prossima stagione, con entrambe le squadre a metà classifica in questo campionato.

Fatta questa digressione, sono bastate 48 ore per tornare a vivere il calcio giocato alla stessa maniera di prima e con gli stessi problemi (irrisolti, e forse irrisolvibili) di prima, per cui abbiamo seguito i vari turni infrasettimanali di campionato e adesso torniamo in questo weekend a seguire i campionati con anche un occhio alle semifinali delle coppe europee che, fatte salve improbabili sanzioni della UEFA, si disputeranno la settimana prossima.

Il weekend in arrivo propone davvero tanti match interessanti e decisivi per le sorti di diversi obiettivi stagionali nei vari campionati: la scelta delle partite da seguire in questo weekend si pone a metà strada tra ciò che vedremo nelle coppe, ciò che è successo in questa settimana ed il peso delle singole partite per gli obiettivi delle squadre.


MLS, SPORTING KANSAS CITY - ORLANDO CITY (SABATO ORE 1,30)

In una settimana in cui si è parlato tanto di Super League, della sua opportunità e fattibilità, uno dei discorsi più utilizzati è stato quello di avvicinare lo sport europeo a quello americano dove, appunto, le leghe sono chiuse e dove il livello di spettacolo è molto alto. Non fa eccezione nel panorama oltreoceano il campionato di calcio, ossia la MLS, che nasce come una lega chiusa ma che, come negli altri sport americani, non è composta da squadre bensì da franchigie, ossia da organizzazioni che scelgono in quale città giocare per ragioni fiscali, di strutture e bacino d'utenza. La MLS, inoltre, prevede, al pari delle altre leghe sportive americane, normative sul salary cup e, soprattutto, l'utilizzo del draft per inserire nuovi giocatori provenienti da leghe esterne, un sistema che crea interesse anche per queste leghe sulla falsariga di quanto accade per il basket NCAA o altri sport collegiali: un concetto, questo, totalmente assente in Europa e, soprattutto, assente nel sistema della Super League.

Fatta questa doverosa premessa, la nuova edizione della MLS è iniziata la settimana scorsa e, come fatto negli ultimi anni, si propone come campionato di riferimento per giocatori sudamericani che non si fidano a misurarsi nel breve periodo nei campionati europei, ma anche come campionato dove emergono talenti americani e canadesi pronti a tentare l'avventura in Europa e, soprattutto, accrescere il valore del movimento calcistico statunitense in vista dei Mondiali di casa nel 2026. Talenti come Antonio Davies del Bayern, Brenden Aaronson del Salisburgo e il neo-acquisto della Roma Bryan Reynolds sono alcuni esempi di elementi cresciuti nelle franchigie della MLS e sbarcati sul mercato europeo.

Le squadre favorite per la vittoria del titolo sono altre (vedi Seattle, i campioni uscenti di Columbus, l'Atlanta United allenato dall'ex romanista Heinze e i Los Angeles Football Club di Carlos Vela), tuttavia una partita interessante da seguire, a mio parere, è quella che mette di fronte lo Sporting Kansas City e l'Orlando City, due squadre diverse come tipologia di gioco e che hanno comunque aspettative importanti da questa stagione.

Fonte passmap: sito web MLS
La franchigia della città del Missouri ha iniziato la stagione con una vittoria sul campo dei Red Bull di New York, rimontando la rete della stella nascente della squadra newyorchese, ossia Caden Clark. Dal canto suo la squadra allenata da Peter Vermes ha messo in campo il diciottenne Gianluca Busio, da cui ci si attende molto in chiave futura e che agisce da centravanti nel 4-3-3 di base. Tuttavia a livello offensivo, il giocatore su cui probabilmente ripone le proprie speranze Kansas City è nell'attaccante di origine ungherese Daniel Salloi, reduce da un paio di stagioni molto deludenti dopo una stagione in doppia cifra nel 2018, che ha realizzato il goal della vittoria a New York al termine di un'azione corale che identifica lo stile di gioco della squadra, parso molto diretto e che utilizza molto le fasce per progredire, soprattutto quella destra, dove il terzino di parte Lindsey tende ad alzarsi, mentre sul lato opposto Luis Martins resta prevalentemente bloccato in costruzione a supporto dei due centrali difensivi: le connessioni con centrocampisti e attaccanti avvengono, come si evince dalla passmap, mediante cambi di gioco e lanci lunghi.

Diverso, invece, è lo stile di gioco di Orlando che, grazie al lavoro del suo allenatore Oscar Pareja, ha fatto risalire le quotazioni della franchigia della città di Disneyworld. Unitamente al lavoro del tecnico argentino, anche la rosa a sua disposizione è notevolmente migliorata e presenta individualità molto interessanti anche andando oltre le presenze "di grido" nel roster come l'ex Manchester United Nani e l'ex milanista Pato. Nella partita d'esordio contro l'Atlanta United di Gabriel Heinze, la squadra della Florida ha mostrato ottime qualità sia in fase di possesso sia in fase di non possesso con un pressing molto intelligente che ha costretto la squadra di Heinze a non trovare quasi mai sbocchi centrali.

Il tecnico colombiano ha mostrato di saper tenere la squadra in campo con sistemi di gioco differenti ma sempre portati ad occupare in maniera efficace il centro del campo: così il 4-4-2 di base con cui la squadra si schiera, si trasforma in fase di possesso in un 4-2-2-2 in cui i due esterni di centrocampo entrano in zona rifinitura mentre sono i terzini a creare l'ampiezza. Nell'esempio qui di fianco si nota chiaramente come Mueller e Nani (i due esterni nominali del 4-4-2) si accentrino per giocare il pallone, mentre le due punte cercano di attaccare la profondità. Anche con il passaggio al 4-3-3 nel secondo tempo, i concetti non sono cambiati ma cambiano solo i compiti dei giocatori: i due esterni offensivi hanno uno il compito di restare largo (Mueller), l'altro si occupa di attaccare la profondità assieme alla punta (Nani), mentre spetta alle due mezzali (Perea, entrato al posto della punta Akindela, ed uno tra Urso e Mendez che, invece nel primo tempo agivano esclusivamente da mediani) occupare la zona centrale del campo. In questa maniera Orlando pur avendo un possesso palla basso, è riuscito comunque ad avere una supremazia territoriale rispetto all'avversario, è mancata solo la giocata giusta in fase di finalizzazione ed anche un po' di energia nei minuti finali per dare maggiore concretizzazione a quanto proposto, chissà se con un clima meno torrido rispetto a quello della Florida, la squadra di Pareja riesca a mostrare quanto di buono visto su tutti i 90 minuti.

LIGA, VILLARREAL-BARCELLONA (SABATO ORE 16,15)


Il livello di thrilling che la Liga spagnola raggiungerà in queste ultime giornate di campionato potrebbe farlo passare alla storia: in 6 punti abbiamo 4 squadre che tenteranno tutto il possibile per portare a casa il titolo ed in questa lotta a 4 va inserito un calendario che presenta sia scontri diretti come quelli tra Barcellona ed Atletico e tra Real Madrid e Siviglia che partite tostissime come quella che vedrà protagonista la squadra di Koeman domenica pomeriggio sul campo del Villarreal.

La squadra di Unai Emery deve pensare al campionato per difendere uno dei due posti destinati all'Europa League, dove si trova in lotta con Real Sociedad e Betis, ma deve anche pensare alla semifinale della stessa competizione contro l'Arsenal. L'andamento dei sottomarini gialli è molto ondivago in campionato mentre è stato decisamente spedito in Europa, dove evidentemente la mistica sevillista del suo allenatore ha molto aiutato nella doppia sfida dei sedicesimi di finale contro il Salisburgo, vinta ma senza grandissimi meriti. che nei turni successivi, agevolati da sorteggi non impossibili se confrontati con altri accoppiamenti. Tuttavia, sorte favorevole da parte, la squadra di Emery ha mostrato in Europa League di saper mettere in campo grande personalità e sfruttare al meglio la propria tecnica ed il proprio controllo della partita per tenere lontano ogni tipo di pericolo.

Fonte passmap BetweenThePosts
A rendere possibile questa strategia e migliorarla con il passare delle settimane c'è stato sicuramente il fatto di aver potuto recuperare una serie di assenze con cui il Villarreal aveva dovuto convivere nei mesi precedenti e che aveva costretto lo stesso Emery a provare soluzioni tattiche non efficienti (vedi l'utilizzo della difesa a 3 o schierare Foyth davanti alla difesa). Non appena il Villarreal è potuto tornare al 4-4-2 con i suoi elementi migliori, la strada si è chiaramente messa in discesa ed ha permesso ai sottomarini gialli di ripristinare quella superiorità tecnica rispetto ai propri avversari. Come si evince dalla passmap relativa alla partita vinta nello scorso weekend sul campo del Levante, il 4-4-2 si sostiene con il lavoro di Parejo a centrocampo che cerca di trovare Moi Gomez (nella fattispecie, altrimenti Trigueros) o Gerard Moreno (stagione clamorosa la sua) tra le linee, mentre sugli esterni abbiamo Samu Chukwueze che dialogando con Gerard Moreno parte dall'esterno per entrare in campo con il suo sinistro, mentre sul lato opposto il terzino Pedraza spinge per sovrapporsi e/o arrivare sul fondo. Questi meccanismi, tuttavia, funzionano prevalentemente quando l'undici a disposizione non perde troppi pezzi, altrimenti molti meccanismi faticano a trovare la giusta esecuzione, e questo ha influito pesantemente sul cammino della squadra in campionato, come ad esempio è accaduto nel turno infrasettimanale contro l'Alaves, dove l'assenza di Pau Torres ha tolto un difensore in grado di far partire l'azione in maniera pulita oltre che un giocatore in grado di coprire le discese di Pedraza a sinistra, stesso discorso applicabile all'assenza di Coquelin nel coprire il lato destro del campo.

Il Barça, invece, giunge a questo impegno reduce dalla trionfale vittoria della Coppa del Re, primo trofeo portato a casa dalla gestione Koeman, e chissà che non resti l'unico vista la grande progressione che la squadra sta avendo nel corso di questa stagione che l'ha portata, sostanzialmente, a raggiungere le due squadre di Madrid nella lotta per il titolo.

Fonte grafici Calcio Datato
Questa progressione segue una progressione tattica della squadra blaugrana basata su un lavoro di comprensione di Koeman della rosa a propria disposizione: per il tecnico olandese erano tante le situazioni di difficile risoluzione a livello tattico ma con un lavoro molto paziente spesso corredato da pesanti sconfitte (vedi il 3-0 subito dalla Juventus nel girone di Champions che è costato al Barça il primo posto nel girone e, indirettamente, l'eliminazione contro il PSG) che però sembra aver portato la squadra sui livelli attesi e che ha rimesso Leo Messi nuovamente la centro del mondo Barça.

Uno dei dilemmi tattici che Koeman ha risolto è stata la coesistenza di Messi e Griezmann nonché quella tra Busquets e De Jong: la soluzione è stata il passaggio alla difesa a 3 con due varianti, una con De Jong centrale difensivo con licenza di avanzare in fase di possesso, e l'altra con Pique al centro della difesa e l'olandese che si schiera da mezzala al fianco di Busquets in un 3-5-2 dove il centro-sinistra è presidiato da Pedri. Questo sistema, inoltre, permette ai due esterni Dest e Jordi Alba di spingere a volontà permettendo alla squadra di avere sufficiente ampiezza soprattutto nel momento in cui c'è da rifinire l'azione: ne è venuto fuori un meccanismo che nel corso delle settimane si è perfezionato, permettendo al Barcellona di esprimersi nuovamente su livelli che, personalmente, non vedevo dai tempi di Luis Enrique.

Rovescio della medaglia del progetto portato avanti da Koeman è quello che la gioventù messa in campo dai vari Pedri, Dest, Dembele, Moriba, Araujo e Mingueza, da un lato porta quella freschezza che è resa visibile dal modo di esprimersi della squadra, ma dall'altra parte nelle partite contro avversari attrezzati in termini di personalità e forza tecnica come Real Madrid e PSG, si evidenzia ancora il lavoro da fare in termini di esperienza e gestione di situazioni complesse della partita. La trasferta all'Estadio della Ceramica potrebbe rappresentare un nuovo test di maturità per la squadra contro un avversario che potrebbe sottrarre ai blaugrana il contesto tattico ed il controllo della partita.


FINALE DI CARABAO CUP, TOTTENHAM-MANCHESTER CITY (DOMENICA, ORE 17,30)

Dopo che l'Inghilterra ha sventato il progetto Super League, due attrici di quel progetto si affrontano domenica pomeriggio per giocarsi il primo trofeo stagionale nell'isola, sicuramente il meno prestigioso dei tre messi in palio ma d'altronde vincere sotto l'arco di Wembley non dispiace mai a nessuno. 

Le due contendenti a questa vittoria hanno ulteriori storie da dover raccontare dopo questa settimana o per ciò che accadrà nella prossima: da una parte abbiamo il Tottenham che ha esonerato Mourinho il giorno dopo aver annunciato l'ingresso nella già defunta Super League, dall'altra parte abbiamo un City reduce dall'eliminazione dalla FA Cup e che mercoledì sarà impegnato nell'andata della semifinale di Champions League contro il PSG. 

L'esonero dell'allenatore portoghese arriva, a mio parere, a consolidare il pensiero che il suo percorso ed i suoi metodi di lavoro non sono più all'altezza del calcio attuale: ricordiamo che è stato lui a portare nel calcio il sistema di allenamento basato sulla periodizzazione tattica. Con il passare degli anni il suo sistema per motivare i giocatori non ha attecchito in nessuno degli spogliatoi dove poi ha messo piede, questo perché penso che certi concetti come determinazione, metterci la passione ed altre cose di questo tipo non possono essere trasmessi in un contesto privo di stimoli tecnici. In questa stagione e mezza a White Hart Lane, oltre ad aver raccolto pochi risultati di rilievo, Mourinho non è stato in grado di migliorare nessuno dei giocatori a propria disposizione: gli stessi Kane e Son erano già forti prima e lo sono anche adesso, mentre gli altri giocatori della rosa non hanno innalzato il proprio livello. Penso che un allenatore oggi quando entra in uno spogliatoio debba convincere i propri giocatori ad essere compatti nel seguire un obiettivo se esiste una strada tecnica per ottenerlo. E questo Mourinho sembra non in grado di trasmetterlo.

Al suo posto il club del nord di Londra ha deciso di affidare la panchina, quanto meno temporaneamente, a Ryan Mason, ex giocatore degli Spurs ed elemento dello staff di Jose Mourinho: purtroppo Mason ha dovuto terminare anzitempo la sua carriera da calciatore per un grave incidente di gioco e adesso si ritrova ad allenare una squadra in cerca di un trofeo assente dal 2008, anche in quel caso si trattava della Coppa di Lega.

Fonte passmap BetweenThePosts
La prima apparizione del Tottenham sotto la gestione di Mason ha visto qualche modifica al modo di giocare della squadra, probabilmente influenzato anche dall'assenza di Harry Kane, tuttavia abbiamo visto una squadra che ha esercitato il 61% del possesso palla e qualche novità nella distribuzione dei compiti: in assenza del centravanti Mason ha chiesto la profondità principalmente a Bale e Son, chiamati ad attaccare la linea difensiva avversaria mediante tagli dall'esterno (nel caso del gallese) o inserimenti tra terzino e centrale avversario (nel caso del coreano), mentre Lo Celso e Lucas Moura si occupavano di giocare il pallone tra le linee. Infine è opportuno notare come i compiti dei due terzini fossero diversi, con Reguillon chiamato a spingere a sinistra, mentre Aurier restava più spesso bloccato in fase di costruzione per supportare i due centrali difensivi ed i due centrali di centrocampo contro la pressione del Southampton. La prestazione non è stata brillantissima, tuttavia la squadra ha mostrato di saper sfruttare bene l'ampiezza del campo e riempire l'area di rigore con più uomini come in occasione del goal di Gareth Bale.

Il City si presenta, ovviamente, da favorito di questa finale: il lavoro svolto da Guardiola in questa stagione è stato snocciolato da più parti, soprattutto con riguardo alla capacità di rinnovare i princìpi di gioco posizionale della squadra rimodellando i compiti di alcuni interpreti, i maggiori esempi sono, ovviamente, i numeri e le prestazioni di Gundogan e l'esplosione del classe 2000 Phil Foden. Ma ciò che mi piace sottolineare è quanto sia efficace la fase difensiva del City, non solo perché riannodando i fili del gioco posizionale il controllo del gioco e la rapidità del recupero palla ne hanno tratto vantaggio ma anche perchè la squadra quanto attaccata sa ricompattarsi e, soprattutto le linee difensive mostrano di chiudere perfettamente il centro del campo e, soprattutto di limitare le soluzioni per chi possiede la palla.

 



La partita di FA Cup dello scorso weeek-end contro il Chelsea, però, ha nuovamente mostrato delle lacune nella pressione del Manchester City, ben aggirata dalla squadra di Tuchel e che ha portato ad una sconfitta che, oltre ad aver negato l'accesso alla finale di coppa, potrebbe aver minato alcune certezze negli uomini di Guardiola su cui magari Mason può costruire il proprio piano-gara.

Wednesday, 3 March 2021

Manchester City-Wolverhampton, tesi ed antitesi


All'Etihad Stadium di Manchester la squadra di Guardiola ospita il Wolverhampton in una sfida che nell'anno precedente fu molto amara per i Citizens sconfitti in entrambi i confronti. Quest'anno per il City, invece, è tutta un'altra storia, per cui quale migliore occasione per dimostrarlo contro la squadra di Nuno Espirito Santo in una sfida che vede contrapposti due sistemi di gioco completamente agli antipodi tra di loro.

Da una parte il sistema del City basato sui princìpi del gioco di posizione di cui Pep Guardiola è maestro, con tante rotazioni posizionali tra i giocatori e ricerca della giocata migliore per arrivare alla soluzione di tiro più comoda e dal più alto tasso di realizzazione possibile. Dall'altra parte abbiamo il sistema attendista dei Wolves di Nuno Espirito Santo, con una linea difensiva a 5 che protegge l'area di rigore ed una linea di centrocampo che chiude le opzioni centrali contribuendo allo schieramento basso della squadra; la fase offensiva, invece, si avvale principalmente delle transizioni condotte dai propri elementi offensivi dotati di grande rapidità palla al piede come, per esempio, Pedro Neto e Adama Traorè.

La partita termina con una netta vittoria per 4-1 della squadra di Guardiola, che ha mostrato al mondo come si aggira un blocco basso e corto come quello predisposto da Nuno, così come quest'ultimo è stato in grado di mostrare che con un giusto approccio mentale si possono togliere certezze al City e portarli a commettere errori nella gestione della partita.


LE FORMAZIONI



Guardiola schiera il City con quella che può benissimo essere definita come la formazione-tipo, con la coppia centrale Ruben Dias-Laporte in difesa, unica novità è l'assenza di Gundogan, lasciato in panchina a vantaggio di un centrocampo con Rodri affiancato da De Bruyne e Bernardo Silva: il tecnico catalano, insomma, tira fuori tutta l'artiglieria prevedendo una sfida con molti pochi spazi a disposizione.

Il Wolverhampton si schiera con il solito 3-4-2-1 ma con diverse variazioni sul tema, la principale è la presenza simultanea di Hoever e Semedo, due terzini destri sulla carta, le cui funzioni all'interno della partita sono tutte da scoprire; sicuramente di valore più offensivo il lato sinistro con Saiss, Jonny Otto e Pedro Neto. Singolare anche la scelta della punta, ossia Adama Traorè che difficilmente, nei fatti, occuperà quella posizione in campo.

IL CITY CHE AGGIRA IL BLOCCO BASSO DEL WOLVERHAMPTON


Passano pochi secondi dal fischio d'inizio e subito si capisce che lo scenario tattico previsto alla vigilia del match non verrà disatteso: il Wolverhampton si schiera con un 5-4-1 compatto che cerca di togliere accesso al City della parte centrale del campo mentre la squadra di Guardiola cerca di manipolare lo schieramento per arrivare in area di rigore.

Per permettersi di manipolare lo schieramento della squadra di Nuno, il Manchester City in fase di possesso si schiera con quello che si puà definire un 3-1-4-2 con Rodri vertice basso del rombo di costruzione completato dai due centrali Ruben Dias e Laporte e con Walker che stringe dalla posizione di terzino destro; nelle zone più avanzate del campo, invece, Cancelo e Mahrez danno l'ampiezza mentre De Bruyne e Bernardo Silva si pongono nei corridoi intermedi per ricevere il pallone, mentre Gabriel Jesus e Sterling impegnano i tre centrali difensivi.

I primi 15' di partita sono un monologo della squadra di Guardiola che stringe al collo i Wolves con meccanismi che aggirano le linee corte predisposte da Nuno proprio grazie alla posizione di Cancelo che associandosi con Laporte e De Bruyne sovraccaricavano quella zona di campo liberando spazio per le ricezioni di Rodri che, quindi, ha potuto gestire il pallone in una situazione di grande comfort per lui, ossia senza un giocatore in costante pressione su di lui: grande lancio per Mahrez sul lato debole, l'algerino vincerà l'uno contro uno e arrivare in area dove il suo cross teso costringerà Dendoncker a depositarsi la palla nella propria porta.









IL CONTROLLO DELLA PARTITA TRAMITE IL POSSESSO E LA PRESSIONE ALTA


La disposizione in campo della squadra di Guardiola, una volta ottenuta la rete del vantaggio, è stata quella di gestire il possesso del pallone e sfruttare il blocco basso dei Wolves per mantenere un baricentro altro ed avere un controllo territoriale della partita: gli stessi meccanismi utilizzati nei primi 15' per sbloccare la partita sono stati poi utilizzati per gestire il possesso e far correre a vuoto il centrocampo avversario. Secondo scopo, molto più pragmatico del primo, è quello che tale schieramento ha permesso alla squadra di Guardiola di annullare ogni possibilità di ripartenza al Wolverhampton mediante una forte pressione sulla palla persa e mediante una cura sulle marcature preventive, specie su Adama Traorè.

Fonte dati WhoScored
Conferma a livello statistico del dominio espresso dalla squadra di Guardiola nel corso del primo tempo è data dai possessi: le macchie arancioni sono relative ai tocchi effettuati dai giocatori del City, quelle blu quelli effettuati dai giocatori del Wolverhampton. Si può facilmente osservare come l'approccio del City abbia sostanzialmente annullato ogni tentativo della squadra di Nuno di accedere alla metà campo del City, nessun giocatore dei Wolves è riuscito a toccare palla in area di rigore ma anche nella cosiddetta zona 14, ossia la zona centrale della trequarti offensiva: un dato davvero impressionante.




Ecco un esempio di come il City andava a recuperare il pallone appena perso: è lo schieramento in fase di possesso la base per il recupero palla in transizione, in questa fase è fondamentale l'apporto di Rodri che si alza affiancando Walker il quale aggredendo immediatamente Pedro Neto ne ritarda l'uscita permettendo di creare una gabbia (che ho evidenziato) da cui l'ex laziale non può uscire.  




LA RISPOSTA DEI WOLVES NEL SECONDO TEMPO


L'unico errore nella gestione della gara da parte del City è stato quello di aver giocato troppo sul proprio possesso nel corso del primo tempo rinunciando quasi scientemente alla ricerca della profondità e degli uno contro uno sugli esterni come avvenuto nelle battute iniziali della partita fino all'autogoal di Dendoncker. 

Fonte xG chart Between the Posts
Come si evince dall'evoluzione degli xG nel corso della partita, nel primo tempo il City è arrivato al tiro con poca frequenza e con un livello qualitativo delle conclusioni effettuate non troppo elevato. E' anche opportuno rammentare che l'autogoal di Dendoncker non viene annoverato nelle statistiche degli xG in quanto la conclusione a rete non è stata effettuata da un giocatore del City, tuttavia la rete del vantaggio è stato l'evento su cui la squadra di Guardiola ha giocato al fine di costringere Nuno a cambiare in corsa la strategia della sua gara e concedergli maggiori spazi negli ultimi metri. Questo non è avvenuto, i Wolves hanno sostanzialmente rinunciato ad attaccare rimandando al secondo tempo le decisioni su come cercare di cambiare contesto tattico alla partita.





Questo atteggiamento, nel secondo tempo, si è poi trasformato in rilassatezza, fino ad arrivare al goal del pareggio del Wolverhampton con Coady sugli sviluppi di un calcio piazzato: in quel momento la partita ha rischiato di svoltare in quanto il goal subito ha fatto perdere al City le certezze che si era costruita fino a quel momento.

A questa situazione ha contribuito il cambio di atteggiamento studiato da Nuno: il momento del richiamo alle armi è arrivato con il cambio di Otto con Fabio Silva, così oltre all'ingresso di una punta di ruolo il tecnico portoghese ha potuto schierare le proprie pedine in campo in maniera più propositiva e con compiti e posizioni in campo più aderenti alle rispettive caratteristiche.

Già a partire dalla fase di costruzioni si nota subito un atteggiamento diverso: i due centrocampisti Ruben Neves e Joao Moutinho operano con un posizionamento scaglionato atto a creare spazio tra le linee di pressione del City, inoltre si può notare come i due esterni Semedo (fuori inquadratura) e Hoever agiscano in zone di campo più avanzate.




Una volta che il pallone giunge sulla trequarti del City, non ci sono più i poveri Traorè e Pedro Neto a dover lottare contro i centrali del City, bensì abbiamo Fabio Silva che li tiene occupati mentre i due trequartisti esterni occupano l'ampiezza costringendo la linea difensiva del City a muoversi di conseguenza generando spazi che Semedo con i propri tagli e Moutinho con i propri inserimenti potevano sfruttare: da una situazione di questo genere è nata la punizione per fallo sullo stesso Moutinho che generato il momentaneo pareggio di Coady.

La modifica nello schieramento, inoltre, ha avuto impatti anche sulla fase di prima pressione: infatti l'avanzamento di Moutinho ha portato il centrocampista ex Monaco a seguire le tracce di Rodri in questa fase di gioco, con Fabio Silva e Pedro Neto orientati sui centrali difensivi del City e Traoré in copertura su Walker. Questo atteggiamento nelle fasi successive al goal del pareggio ha messo in seria difficoltà l'impostazione del Manchester City che ha anche rischiato, su un paio di palle perse da Rodri, di vedersi infilata nuovamente dai Wolves.

Tutto questo ha reso il secondo tempo molto più vivace del primo con diversi capovolgimenti di fronte: in questo contesto le qualità individuali dei giocatori del City hanno ripreso il controllo del match e, complice anche un calo fisico dei Wolves, costretti a rincorrere la palla per tutto il match, sono riusciti a chiudere nuovamente la squadra di Nuno nella propria area di rigore e trovare a 10' dalla fine il goal di Gabriel Jesus dopo aver sciupato diverse opportunità da rete create con i soliti tagli dall'esterno dei terzini o di Mahrez.

CONCLUSIONI


Il risultato finale di 4-1 è stato determinato dalle reti realizzate dal City ormai a tempo scaduto, tuttavia rende l'idea della grande forza e del valore della squadra di Guardiola giunta ormai alla ventunesima vittoria consecutiva in stagione.

A rendere questa squadra, a mio parere, ancora più forte di quella che nel 2018 e nel 2019 vinse la Premier è il fatto che Guardiola può disporre di un'infinità di alternative in rosa che gli permettono di gestire fisicamente alcuni calciatori che in passato hanno mostrato un'eccessiva propensione agli infortuni. Questo è un aspetto di non poco conto e che, negli anni precedenti, può aver influito sul modo in cui Guardiola e la squadra hanno affrontato la fase finale della Champions League, per questo motivo il City di oggi non può essere certamente messo alle spalle del Bayern Monaco in un'ipotetica graduatoria di favoriti per la vittoria finale della massima competizione continentale, dando per assodato che la vittoria di ieri sera abbia ormai chiuso ogni discorso riguardante la vittoria finale della Premier (semmai ce ne fosse stato bisogno).

Il Wolverhampton, invece, ha cercato di superare questo ostacolo mediante un piano-gara che è stato immediatamente manipolato da Guardiola nelle fasi iniziali del match: Nuno, tuttavia, non ha voluto cambiare immediatamente la strategia di gara giocandosi le proprie carte solo nel secondo tempo e poco ci è mancato che la strategia non facesse saltare il banco nella parte centrale del secondo tempo. L'infortunio di Raul Jimenez sembra aver indebolito fortemente i Wolves e Nuno sembra ancora alla ricerca del sistema giusto per tornare ad essere competitivi in assenza del messicano, l'operazione si sta rivelando più complessa del previsto.

 

Thursday, 11 February 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 17


Il weekend in partenza questa sera arriva alla vigilia del ritorno delle coppe europee con la prima tranche degli ottavi di finale di Champions League ed i sedicesimi di Europa League. Per questo motivo, come la scorsa settimana, ho voluto scegliere sfide che vede coinvolte squadre che saranno impegnate in Europa a partire dal prossimo martedì.


MANCHESTER CITY-TOTTENHAM (SABATO ORE 18.30)


Quando si affrontano Guardiola e Mourinho nulla può essere scontato e nulla può essere banale, per questo motivo Manchester City e Tottenham è una partita che non può non essere consigliata tanto più a poca distanza dal ritorno delle due squadre sul palcoscenico europeo.

Conoscendo i due allenatori, i rispettivi impegni continentali e la possibilità di alzare un trofeo è un'evenienza che non può essere messa in secondo piano, per questo l'incrocio nel bel mezzo dei turni di FA Cup, di Champions League e di Europa League e a poca distanza dall'ulteriore incrocio in finale di Coppa di Lega ci dice che questa partita ci dirà tante informazioni sullo stato delle due squadre a livello tattico ed a livello mentale.

Non è un mistero il differente approccio tattico dei due allenatori, un rapporto quasi antitetico di idea del gioco del calcio ma accomunati da un'idea: vincere quanti più trofei possibile.

Il Manchester City ha ormai intrapreso un cammino da schiacciasassi in Premier League certificato dal trionfo di domenica scorsa ad Anfield Road. Dopo un inizio difficile, Guardiola ha lavorato sul trovare un equilibrio alla propria squadra: il male che il tecnico catalano ha riscontrato nella squadra è quello di un timore generato dal rischio di subire le transizioni avversarie che si riverberava anche nella qualità del gioco espresso in fase di possesso.

Fonte dati FbRef/StatsBomb
L'obiettivo è stato raggiunto: la fase difensiva, con l'arrivo di Ruben Dias e l'integrazione nei meccanismi di Joao Cancelo (stagione clamorosa la sua) ha sostanzialmente annullato il fattore rischio in fase di non possesso. Come si evince dal grafico a lato, i numeri difensivi della squadra di Guardiola sono al top in Europa prendendo in considerazioni dati come i goal ed i tiri subiti ma anche gli xG subiti e, soprattutto gli xG subiti per tiro, il valore che l'anno scorso destava principale preoccupazione dalle parti dell'Etihad Stadium. Liberando psicologicamente e tatticamente diversi giocatori, questi sono tornati sui livelli del 2018 e del 2019: su tutti si sta distinguendo Ilkay Gundogan, alla miglior stagione con la maglia del City e, per proprietà transitiva, sotto la gestione Guardiola.

Il sistema creato da Mourinho al Tottenham, come da tradizione del tecnico portoghese, si muove su un percorso antitetico rispetto a quello di Guardiola, con un calcio fatto di compattezza e difesa della propria area di rigore per creare pericoli mediante le transizioni.

Nella prima parte di questa stagione l'approccio sembrava essere perfettamente funzionante, come ben ha dimostrato la gara d'andata vinta dagli Spurs per 2-0, dove Mourinho è riuscito a sfruttare le debolezze della fase di transizione del City in quel periodo utilizzando il lavoro di Harry Kane spalle alla porta nel nuovo ruolo di rifinitore per gli inserimenti di Son.

Fonte dati FbRef/StatsBomb
Nelle ultime settimane, tuttavia, i meccanismi del Tottenham sembrano essersi inceppati, da una parte gli avversari si sono mostrati in grado di saper manipolare il blocco basso predisposto da Mourinho muovendo i giocatori in modo tale da creare situazioni di superiorità numerica. A livello statistico l'inversione è ben visibile mediante l'andamento degli xG offensivi e difensivi nel corso del campionat: si nota abbastanza evidentemente come nelle ultime settimane gli xG subiti siano ben oltre la media tanto quanto gli xG a favore sono ben al di sotto del livello mediano.

Per esempio nella sfide perse contro Liverpool e Chelsea di recente, l'accorgimento utilizzato da Klopp e Tuchel è stato quello di impostare da dietro con tre uomini (quindi tenendo un terzino più basso) in modo da avere superiorità numerica rispetto alla coppia Son-Kane (o Vinicius, quando il centravanti inglese è stato ai box). Utilizzando le capacità di conduzione dei centrali difensivi (eh si, questa moda dei difensori che sanno impostare chissà a cosa serve, vero?) le linee di centrocampo e difesa del Tottenham sono costrette a fare delle scelte che generano a loro volta spazi che possono essere esplorati dall'avversario di turno.

Dopo la partita di domenica capiremo quanto le due squadre asseconderanno i propri princìpi di gioco o se cercheranno delle variazioni sul tema al fine di sorprendere l'avversario. Di certo è un grande confronto di stili e, soprattutto un match che indirizzerà le prossime settimane di lavoro dei due allenatori.


GETAFE - REAL SOCIEDAD (DOMENICA ORE 14)


La sfida di domenica tra il Getafe di Bordàlas e la Real Sociedad è un gigantesco confronto di stili tra due club che praticano un tipo di calcio diametralmente opposto: da una parte il calcio verticale ed aggressivo del Getafe, dall'altra parte un calcio fatto di possesso palla e ricco di qualità da parte della Real Sociedad.

Per il Getafe la sfida di domenica va a concludere una settimana molto pesante in termini di impegni, nel momento in cui tra sabato e martedì ha dovuto affrontare prima il Siviglia e poi il Real Madrid. Da entrambi i match la squadra ne è uscita sconfitta (3-0 a Siviglia, 2-0 a Madrid) e con l'idea che quest'anno la strategia che tante soddisfazioni ha dato nelle ultime due stagioni non stia portando i frutti sperati.

Per questo motivo con il mercato invernale il Getafe ha deciso di modificare la struttura del proprio attacco che, molto probabilmente, ha raggiunto il limite di età per essere ancora competitivo, facendo arrivare Kubo e Carles Alena a portare nuova linfa li davanti.

Come già segnalato nella mia recentissima analisi sulla partita giocata contro il Real Madrid in corso di settimana. l'arrivo dei due giocatori di proprietà di Real e Barcellona ha consentito un cambiamento nel modo di attaccare della squadra che può trovare alternative ai soliti lanci lunghi sulle punte per poi andare a giocare sulle seconde palle. Con Kubo e Alena si può portare e giocare il pallone muovendolo da un lato all'altro del campo e guadagnando campo con una trasmissione palla a terra o anche con transizioni palla al piede. Insomma è possibile che il Getafe stia cercando di cambiare pelle per ovviare al calo di rendimento delle sue punte storiche Angel e Mata.

Per la Real Sociedad questo impegno, invece, rappresenta la partita che precede quella contro il Manchester United in Europa League. Per la squadra di Alguacil le vicissitudini dello scorso mese di dicembre hanno parzialmente cancellato quanto di buono fatto nei primi mesi della nuova stagione. I diversi infortuni hanno avuto un impatto molto importante per il rendimento della squadra basca, in particolare quelli che hanno colpito David Silva e Mikel Oyarzabal, arrivati in contemporanea all'inizio di dicembre e che hanno dato via ad una serie di 2 sole vittorie nelle ultime 12 partite.

Fonte dati FbRef/StatsBomb
Come si evince dal grafico a lato, si può notare l'impatto che l'uscita alternata di scena di David Silva ed Oyarzabal per infortunio ha avuto sulla fluidità del possesso palla della Real Sociedad. La linea gialla mostra la divisione dei periodi, mentre i valori indicati sono la quantità dei passaggi nella trequarti avversaria (in rosso) e quelli in area di rigore (in blu). Proprio quest'ultimo aspetto è quello in cui l'impatto di David Silva era maggiormente visibile, non è casuale, quindi, che in sua assenza, la squadra abbia pagato e quindi non sia stata in grado di arrivare in porta con la stessa facilità della prima parte di stagione. Il ritorno progressivo dell'ex Manchester City, dunque, potrebbe essere la chiave della stagione della squadra di San Sebastian, notizia molto importante soprattutto alla luce dell'imminente sfida europea contro il Manchester United.

ROMA - UDINESE (DOMENICA ORE 12,30)


Dopo l'ultima giornata disputata la serie A ha definitamente stabilito che la lotta per lo scudetto è riservata al trio Milan, Inter, Juventus così come ha definito che anche nelle zone basse lo Spezia ha creato un solco tra se e le ultime quattro in classifica. Questa situazione ha visto protagoniste con conseguenze diverse Roma ed Udinese che domenica alle 12,30 si affrontano in un match con diversi spunti d'interesse.

Per la squadra di Fonseca questa partita precede la sfida in terra portoghese contro il Braga, un incrocio per nulla comodo considerando la grande quantità di talento di cui dispone la squadra che in passato fu allenata anche dall'attuale allenatore giallorosso. La partita contro la Juventus ha riaperto alcune ferite nel rapporto tra la critica e la squadra di Fonseca: come contro la Lazio, pur prendendo in mano la partita, alla squadra è mancata la capacità di convertire questo controllo del gioco in pericoli per la porta avversaria.

Tuttavia se andiamo a guardare il rendimento della squadra dato dai freddi numeri, si contano sulle dita di una mano le partite in cui la Roma abbia concesso di più al proprio avversario, ma in certe partite la squadra giallorossa paga una qualità individuale minore rispetto alle concorrenti. Per questo è sempre opportuno rammentare che alla vigilia della stagione la Roma non era certo pronosticata come la favorita per entrare tra le prime quattro, ed invece la classifica dice che, al momento la squadra di Fonseca è proprio lì a giocarsela.

Fonte dati Understat
Come si evince dalla classifica degli expected points creata da Understat, in questo momento la Roma sarebbe addirittura in testa alla classifica, seppure il margine tra le prime 6 in classifica è davvero risicato. Questo dimostra che quanto messo sul campo dalla formazione di Fonseca è su un livello molto elevato e che merita molto credito, soprattutto per la capacità di far proseguire la squadra a seguire un determinato percorso ed una determinata strategia di gioco non ostante il grande scetticismo della città di Roma nei confronti di questa squadra.

Guardando la classifica di Understat, anche l'Udinese ha un valore di punti attesi che la porrebbe addirittura in zona Europa League, ma i risultati finora non hanno dato seguito a quanto visto a livello statistico. Sono diverse le partite di questo campionato in cui la squadra bianconera ha avuto diverse occasioni per portare a casa la vittoria salvo sprecare le opportunità create per poi subire alle prime difficoltà difensive.
Fonte FbRef/StatsBomb
La problematica principale dell'Udinese è stata la concretizzazione offensiva. I numeri mostrano che la squadra friulana è la squadra con il maggior divario negativo tra reti realizzate e reti attese in base al modello xG di StatsBomb, ed il principale responsabile è Kevin Lasagna: l'ex centravanti del Carpi di Castori ha mostrato una scarsissima confidenza come evidenziato dai numeri che mostrano l'impatto della sua underperformance realizzativa su quella dell'Udinese. La cessione di Lasagna al Verona e l'arrivo di Fernando Llorente cambia completamente la tipologia di presenza offensiva: lo spagnolo può essere utilizzato non solo come finalizzatore ma anche come uomo su cui indirizzare attacchi diretti da essere sfruttati da inserimenti di giocatori come Pussetto, Pereyra e lo stesso Deloufeu, senza contare le capacità in tal senso anche di Rodrigo De Paul, il leader tecnico di questa squadra.

La partita dell'Olimpico, dunque, mette di fronte due squadre che sanno giocare a calcio e sanno come trovare il modo per avere il controllo delle partite. Entrambe soffrono di difficoltà a concretizzare quanto prodotto, la partita di domenica vedrà la Roma alla ricerca di sempre diverse soluzioni per cercare di iniziare un percorso di miglioramento o accontentarsi di essere forte con le più debole e debole con le più forti, per l'Udinese la possibilità di mostrare che le modifiche all'attacco portate dal mercato siano la soluzione alle difficoltà a fare risultato a dispetto di una buona qualità di gioco proposta.


WOLFSBURG - BORUSSIA MOENCHENGLADBACH (DOMENICA ORE 18)


In Bundesliga la fuga del Bayern dovrebbe aver archiviato il discorso sulla vittoria finale del torneo, mentre la lotta alle spalle per il raggiungimento delle posizioni valide per le coppe europee è totalmente nel vivo e ricca di contendenti. Due di queste contendenti sono il Wolfsburg ed il Borussia Moenchangladbach, due squadre guidate da due tecnici austriaci come Glasner e Rose, entrambi austriaci ed entrambi discepoli del credo calcistico di Rangnick e del modello Red Bull.

Di queste due squadre abbiamo più volte parlato in passato, il loro calcio è basato sostanzialmente sugli stessi princìpi, ossia verticalità e recupero immediato del pallone una volta perso. In questo momento la sfida tra le due compagini arriva in prossimità di un impegno importantissimo per la squadra di Marco Rose, chiamata ad affrontare il Manchester City negli ottavi di Champions, un impegno che sta rischiando di togliere focus alla squadra dal campionato, tuttavia la trasferta sul campo del Wolfsburg è uno snodo che può rivelarsi decisivo per la corsa ai primi quattro posti.

Il Wolfsburg, grazie al suo stile di gioco molto aggressivo si è ritagliato un posto di rilievo nella zona alta della classifica, fino a giungere al terzo posto in classifica con 3 punti di vantaggio sulla quinta classificata (il Bayer Leverkusen) e addirittura 6 punti sull'accoppiata Borussia Dortmund-Borussia Moenchengladbach.

Fonte grafico: Calcio Datato
Questa classifica è frutto della striscia positiva di 4 vittorie consecutive con altrettanti clean sheets. Il miglioramento della fase difensiva è frutto di un rendimento di molti calciatori che si è innalzato in fase di non possesso ed una gran tenuta nei duelli individuali (elemento di non poco conto in un campionato come la Bundesliga dove tante partite vivono di duelli a tutto campo). In questo contesto sono esplose le prestazioni di Maxence Lacroix, centrale difensivo classe 2000, altro esemplare della lunga lista di difensori centrali francesi nati tra fine anni '90 ed inizi del nuovo secolo molto abile sia nella marcatura individuale che nella copertura dello spazio alle sue spalle, non escludo che nei prossimi mesi possa già essere un importante uomo mercato.

Il Moenchengladbach era partito molto bene in questo 2021 con 6 risultati utili consecutivi che avevano rilanciato la squadra di Rose nella lotta Champions, a questo si è aggiunta la qualificazione ai quarti di finale di Coppa di Germania in cui dovranno affrontare il Borussia Dortmund.

A fermare la risalita dei Die Fohlen c'è stata la sconfitta interna di domenica scorsa nel derby contro il Colonia, una sconfitta che ha mostrato un punto debole della squadra di Rose, ossia i palloni persi: cominciano ad essere tante le reti o le conclusioni subite a seguito di un errore in impostazione o per una palla persa nella propria trequarti. Il goal che è valso la sconfitta contro il Colonia nasce da un pallone perso malamente da Lainer in disimpegno, inoltre andando a ritroso nelle partite del Gladbach in questa stagione troviamo molte situazioni di palloni gestiti male nella propria trequarti.

Fonte grafico: Calcio Datato
Ad ogni modo questo difetto, unito ad alcune difficoltà a sostenere la linea difensiva in fase di non possesso, non offuscano il valore di questa squadra che continua a mettere in mostra grandi qualità sia di squadra che individuali. Una su tutte in questa stagione è Florian Neuhaus, centrocampista classe 1997 che sotto la guida di Marco Rose è diventato un centrocampista in grado di dominare a centrocampo e di essere pronto a svolgere tutti i ruoli ed i compiti richiesti per un centrocampista moderno. Come si evince dalle radar chart sopra, le qualità in play-making ed in fase di finalizzazione sono da centrocampista di vertice, i numeri difensivi, invece, restano ancora non ottimali, a dimostrazione che il Moenchengladbach sta correndo qualche rischio di troppo dietro per permettere al suo centrocampista di completarsi come centrocampista a tutto tondo.

La sfida di Wolfsburg si presenta, dunque, ricca di spunti ed è pronta a regalare tanto spettacolo. Dal racconto relativo alle due squadre potrebbe apparire il Wolfsburg come netto favorito, ma il Gladbach in questa stagione ha mostrato che negli scontri diretti è sempre in grado di tirar fuori il meglio di se e sono certo che la trasferta alla Wolkswagen Arena non sarà da meno.


PANATHINAIKOS - OLYMPIACOS (DOMENICA ORE 18,30)

In questo weekend il calendario propone una sfida che rappresenta una delle principali rivalità a livello europeo. Come già raccontato nelle scorse settimane per altri derby, le porte chiuse fanno perdere buona parte della magia di sfide come questa, tuttavia la rivalità tra Panathinaikos ed Olympiacos mantiene un certo fascino anche di fronte ad uno stadio vuoto ed anche di fronte ad una certa disparità di valore tra le due compagini.

Il Panathinaikos è in una fase difficile della sua storia, non vince il campionato dal 2010 e negli ultimi anni sta subendo un grosso ridimensionamento tanto da essere stata superata nelle gerarchie del calcio ellenico dalle due squadre di Salonicco e dall'AEK Atene.

Anche questa stagione era partita malissimo per i Trifylli con 3 pareggi e 2 sconfitte nelle prime 5 giornate che hanno portato il club a chiamare in panchina una figura di grande esperienza come il rumeno Laszlo Boloni che in poco tempo è riuscito a dare una certa solidità alla squadra conferendole un atteggiamento flessibile a livello tattico a seconda dell'avversario, smontando il 4-3-3 che il suo predecessore Dani Poyatos (proveniente dalle giovanili del Real Madrid) aveva provato ad implementare senza successo.

Fonte grafico Wyscout
Come si evince dalle statistiche, il sistema voluto da Boloni ha portato il Pana ad avere numeri da squadra a cui non piace fare la partita. Il dato del possesso palla vede addirittura un valore medio inferiore al 50%, frutto di un atteggiamento attendista nelle partite contro squadre che le sono superiori o di pari livello, ma anche nelle partite con avversari inferiori nel momento in cui trova il goal del vantaggio. Altra prova di un atteggiamento non proprio propositivo dei Trifylli è quello che emerge dal dato dei tiri effettuati: il Pana è una delle squadre che va al tiro di meno in campionato, tuttavia a dimostrazione che ciò nasce da un approccio conservativo della squadra, è opportuno far notare che nel dato relativo alla percentuale di tiri in porta ed in quello degli xG per tiro, la squadra di Boloni si trova davanti a tutte: numeri ascrivibili in genere a squadre che attaccano utilizzando prevalentemente il contropiede.

In questo contesto di difficoltà è difficile trovare giocatori che possano al momento aizzare la fantasia dei tifosi del Pana, tuttavia oltre alla delegazione di lingua spagnola presente in rosa e capeggiata dal trequartista argentino Lucas Villafanez e dal centrale difensivo (utilizzato anche da centrale di centrocampo) spagnolo Fran Velez, va segnalata la crescita del classe '99 Argyris Kampetsis, nato centravanti ma, non trovando spazio in quella posizione, Boloni ha deciso di dirottarlo come esterno offensivo di sinistra e nell'ultimo mese ha messo a referto 3 goal ed 1 assist, chissà che non possa essere lui la carta che il Panathinaikos utilizzerà per battere i grandi rivali del Pireo.

Diverso il discorso per l'Olympiacos, tornato a dominare il campionato dopo un intermezzo di AEK e PAOK nel 2018 e nel 2019 e che, sotto la guida di Pedro Martins, sta cercando di costruire un ciclo basato su un sistema di gioco che favorisca il possesso palla e l'utilizzo della tecnica nella trequarti avversaria. Questo sistema, oltre a garantire degli ottimi risultati (18 vittore e 3 pareggi in 21 giornate di campionato), ha permesso a molti elementi di mettersi in luce e quindi poter mettere in piedi una strategia di player-trading che nelle ultime due stagioni ha prodotto dividendi interessanti.
Lo scorso anno arrivò la cessione di Daniel Podence al Wolverhampton per 20 milioni di Euro, quest'anno quella di Tsimikas al Liverpool per 13 milioni, tutto denaro utile a dare fiato alle casse del club e poter permettere di andare sul mercato alla ricerca di nuovi profili da lanciare. 

Fonte FbRef/StatsBomb
In questa stagione i giocatori che si stanno mettendo maggiormente in luce sono il centrale difensivo senegalese Ousseynou Ba, centrale schierato da Martins accanto ad uno tra Semedo e Sokratis (arrivato nel mercato invernale) e Mady Camara, classe 1997 guineano, centrocampista che può agire sia nei due di centrocampo del 4-2-3-1 dell'Olympiacos ma anche come sotto-punta. Le prestazione di entrambi questi elementi potrebbe renderli a partire dalla prossima sessione di mercato, le nuove plusvalenze su cui fondare il proseguimento di questo ciclo vincente. Sotto questo aspetto sarà interessante vedere quanto il dominio in campionato possa riflettersi sul cammino in Europa League, dove da giovedì la squadra del Pireo sarà impegnata in un affascinante incrocio contro il PSV Eindhoven.

Lo status delle due squadre suggerisce una partita a senso unico a favore dell'Olympiacos, tuttavia l'atteggiamento del Panathinaikos potrebbe creare fastidi alla fase offensiva della squadra di Martins, a questo si aggiunge il valore che il derby ha, specie in questo momento, per la squadra di Boloni ed ecco che, quindi, l'andamento della partita non sarà così scontato.

Friday, 18 December 2020

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 11

 


Per l'ultima volta in questo 2020 che non passerà di certo inosservato pubblico i miei consigli per il weekend calcistico, un weekend che chiude il 2020 della Bundesliga (ma a differenza degli altri anni riprende subito dopo Capodanno) mentre per gli altri maggiori campionati non è ancora tempo di calare il sipario; il calendario prevede per questo weekend due importantissime sfide al vertice come Bayer Leverkusen-Bayern Monaco che determinerà chi lascerà il 2020 in testa alla Bundesliga, mentre in Francia le due capolista momentanee Lille e PSG si affronteranno nello scontro diretto che potrebbe o meno certificare le difficoltà della squadra parigina a prendere il controllo della Ligue 1; in Italia, invece, il turno di campionato prevede che 6 delle prime 9 in classifica si affrontino tra di loro in un turno che potrebbe ulteriormente delineare i valori in campo nel nostro campionato.

Fatta questa premessa, ho scelto, come da mia abitudine, 4 partite che meritano di essere seguite, dato che siamo costretti a stare chiusi in casa almeno sfruttiamo questo weekend per goderci qualcosa di potenzialmente bello ed interessante proveniente dai principali campionati europei.


SOUTHAMPTON-MANCHESTER CITY (SABATO ORE 16)


Chi avrebbe mai detto che saremmo arrivati a questo punto della stagione con la squadra di Hassenhuttl davanti a quella di Guardiola? Ebbene, la classifica di queste due squadre ben rappresenta lo stato evolutivo che sta vivendo questa Premier League, forse il campionato maggiormente impattato dall'assenza del pubblico sugli spalti e dalle scelte più o meno forzate di dover continuare con progetti già iniziati negli anni precedenti.

Sul campionato del Southampton e sul progetto messo in piedi dal suo allenatore ne abbiamo parlato più volte in passato, per cui le prestazioni non sono sorprendenti (i Saints sono secondi solo al Leeds di Bielsa in termini di PPDA) e rappresentano l'esportazione in Premier League dei principi strategici del calcio verticale ed aggressivo marchio di fabbrica del modello Red Bull, un modo di giocare che sta esaltando diverse individualità, tra cui due elementi che possono essere tranquillamente accostati, in questo momento, ai migliori giocatori del campionato, il mio riferimento è a James Ward-Prowse e Kyle Walker-Peters.


Nelle grafiche elaborate dall'account Telegram playerankBot relativamente alle ultime due partite contro Sheffiled United ed Arsenal, si nota chiaramente l'influenza dei due giocatori in diverse zone ed ampiezze del campo, specie il centrocampista (inserito sulla carta nei due di centrocampo nel 4-4-2 di Hassenhuttl) che si muove su tutto il campo creando e sfruttando gli spazi con un dinamismo che può mettere in seria difficoltà una squadra come il City di Guardiola che sta mostrando seri problemi proprio su questo aspetto.

La squadra del tecnico catalano sta mostrando delle crepe abbastanza serie nel proprio sistema di gioco, evidentemente dopo 5 anni di lavoro il gruppo sembra essere logoro, un aspetto che non va considerato uno scandalo visto quanto richiede in termini di stress mentale (ancor più che fisico) l'applicazione dei dettami di Guardiola, per questo motivo è molto evidente quanto lo schieramento della squadra sia molto più rigido e, soprattutto, molto più preoccupato a non concedere spazio agli avversari anzichè cercare di invadere la metà campo avversaria come ci avevano abituato nel corso degli ultimi anni: le statistiche di Understat mostrano come il City abbia sì il miglior differenziale tra xG realizzati e subiti su gioco in movimento, ma il merito è dato dai numeri difensivi (8,36 xG subiti su azione, ben 2 in meno della prima inseguitrice, il Chelsea) e non da quelli offensivi (19,52, quinto posto in questa classifica, seppur con una partita in meno).



Di certo il gioco del Southampton genera diversi spazi che possono essere attaccati, cosa che gran parte delle avversarie del City non concedono mantenendo il blocco difensivo sempre molto basso, per questo motivo potrebbe essere possibile rivedere dal City qualche reminiscenza delle combinazioni sulla trequarti e relativa imbucata alle spalle della difesa che tanto ci hanno fatto innamorare dei Citizens in questi anni, se neanche in questo contesto riusciremo a vedere un City maggiormente brillante, magari perchè surclassato da una migliore copertura del campo da parte del Southampton, allora la teoria che un nuovo ciclo deve iniziare al più presto potrebbe avere molti più proseliti. 


WOLFSBURG-STOCCARDA (DOMENICA ORE 18)


Il campionato tedesco chiuderà i battenti per il 2020 con una bellissima sfida domenica sera tra due delle più interessanti realtà del campionato, ossia il Wolfsburg di Glasner e lo Stoccarda di Matarazzo, due squadre che amano tenere il baricentro alto e pressare gli avversari anche molto in alto, una strategia che, date le prestazioni ed anche la classifica, sta portando interessanti dividendi per entrambe le formazioni.

Il Wolfsburg, di cui avevo già parlato in un precedente post, ha subito nel turno infrasettimanale la prima sconfitta in campionato per mano del Bayern Monaco in una partita, specie nel primo tempo, in cui gli uomini di Glasner hanno mostrato di essere meglio organizzati della squadra di Flick, passando in vantaggio con Philipp e creando diverse potenziali chances per mandare ko il Bayern ma senza trovare la giocata vincente.

La timeline (fonte Understat) di Bayern-Wolfsburg mostra come la squadra di Glasner abbia concesso pochissimo ai bavaresi nel primo tempo fino al goal di Lewandovski allo scadere della prima frazione per poi mettere alle corde la squadra campione d'Europa nell'ultima parte di partita, a dimostrazione che si tratta di una squadra che non ha intenzione di farsi mettere sotto da nessuno e di proprore il proprio calcio in qualsiasi situazione e circostanza.



Dall'altra parte lo Stoccarda, dopo aver ritrovato la Bundesliga, si sta progressivamente mostrando come una delle formazioni più interessanti del campionato con un sistema di gioco parecchio fluido e che esalta le caratteristiche di diversi elementi, uno su tutti è Silas Wawangituka, giocatore che per convenzione potremmo incasellare come un esterno destro, ma il classe 1999 congolese è la perfetta rappresentazione della fluidità del calcio moderno.
Esemplificazione del concetto sta nella sua heatmap (fonte SofaScore) relativa alla partita vinta una settimana fa a Dortmund (partita vinta 5-1 e che ha causato l'esonero di Lucien Favre): si nota quanto spesso partendo da esterno destro del 3-1-4-2 di Matarazzo finisca ad agire in una posizione da centravanti, tanto che le statistiche parlano di 8 goal e 3 assist per lui in questa stagione.


Nella giornata di campionato che vedrà lo scontro al vertice tra Bayer Leverkusen e Bayern Monaco questa sfida tra due protagoniste della prima periferia del vertice del calcio tedesco potrebbe rendere la nostra domenica pomeriggio molto divertente e confortevole e magari vi farà innamorare di qualcuno dei giocatori di talento a disposizione delle due squadre (a proposito, se non avete mai visto giocare Maximilian Arnold prima d'ora, questa è l'occasione giusta!).


EIBAR-REAL MADRID (DOMENICA ORE 21) 


Anche il campionato spagnolo vivrà questo weekend come punto di passaggio verso un turno infrasettimanale che sarò ricchissimo di spunti (sì, mi sto riferendo alla sfida di martedì tra Real Sociedad ed Atletico Madrid), mentre in questo weekend la partita che consiglio è la trasferta del Real Madrid in casa dell'Eibar, sia perché una trasferta in terra basca (seppur senza pubblico) non è mai una cosa banale per il Real Madrid, sia perché la squadra di Mendilibar ha le carte in regola per dare fastidio alle merengues.

Lo stato di forma della squadra di Mendilibar è molto buono (viene da 5 risultati consecutivi che le hanno consentito di risalire la classifica che resta, però, molto corta) e non tradisce mai quelle che sono le caratteristiche principali della squadra, ossia la grande verticalità ed aggressività.

Dal fermo immagine relativo alla partita pareggiata la scorsa settimana nel derby sul campo della Real Sociedad è possibile notare il baricentro alto della squadra e l'atteggiamento in fase di prima pressione, dove la squadra esercita un vero e proprio pressing uomo su uomo allo scopo di recuperare immediatamente il pallone perché prerogativa della squadra è sempre quella di tenere il gioco nella trequarti avversaria (secondo i dati WhoScored la squadra di Mendilibar trascorre il 34% del tempo nel terzo di campo avversario, maggiore percentuale in Liga al part del Barcellona) utilizzando attacchi diretti ed aggressione alle seconde palle in fase di possesso e pressione alta nella fase di non possesso.

Il Real Madrid, quindi, potrebbe avere difficoltà contro il pressing organizzato della squadra basca, specie se l'atteggiamento della squadra di Zidane non è quello concentrato sulla partita come spesso è accaduto nel corso di questa stagione: gli ultimi due precedenti ad Ipurua raccontano di un Real sconfitto per 3-0 due stagioni fa e vincente per 4-0 lo scorso anno, una dimostrazione di come un atteggiamento sbagliato possa costare carissimo a Benzema e compagni, ed è un allarme da non prendere sotto gamba visto il modo in cui il Real ha affrontato partite come quelle contro lo Shakthar in Champions o la sfida contro il Valencia in campionato.
La partita infrasettimanale contro il Bilbao ha nuovamente messo in mostra le contraddizioni di questa squadra anche nel corso della stessa partita, a Madrid nulla è regalato anche quando negli ultimi 7 anni hai portato a casa 4 Champions League e 2 Liga, e questo gruppo di giocatori deve stare attento alle trappole che un ciclo che è lì prossimo a finire può trovare in giro.





METZ-LENS (SABATO ORE 17) 


La scorsa settimana la Ligue 1 ha subito una pesante doccia fredda causata dalla perdita dei dritti televisivi in essere (causati dalla discutibile scelta di bloccare il campionato nella scorsa stagione) che potrebbe portare ad un forte ridimensionamento del campionato proprio nel momento in cui si stava sviluppando in maniera interessante con progetti economici e tecnici decisamente interessanti (vedi INEOS a Nizza, così come i percorsi di Rennes e Lille). 

Pur in presenza di questa preoccupante situazione, di certo il campionato non perde i suoi spunti di interesse, con una classifica che, anche dopo il turno infrasettimanale, resta molto corta con 4 squadre (PSG, Lille, Lione e Marsiglia) che sembrano potersi giocare la vittoria del campionato dopo anni di cavalcate solitarie da parte del PSG, a questo si aggiunge un contesto tecnico e tattico decisamente interessante che continua a mettere in mostra tantissimi elementi di grande prospettiva, due esempi di ciò sono il Metz ed il Lens, due società che hanno fatto del proprio settore giovanile un grandissimo fiore all'occhiello e che, adesso, cercano di ritagliarsi un posto anche nella Ligue 1 dopo aver dovuto respirare per alcuni anni l'aria meno borghese della Ligue 2.

Vedere una partita di queste due squadre, dunque, è un esercizio continuo di scouting per capire quali prospettive possono avere i giocatori in campo: e quando vedo una partita del Metz (ammetto che non sempre mi è possibile farlo) l'occhio cade sempre su Fabien Centonze, classe 1996, età ideale per considerarlo come pronto per un livello superiore, ed infatti credo fermamente che questa possa e debba essere la sua ultima stagione nel nord della Francia: già nella scorsa stagione era finito nella top11 statistica di WhoScored e, molto più umilmente, anche tra gli elementi più importanti emersi dal mio recap della scorsa stagione; come evidenziato dalla radar chart elaborata da Calcio Datato, i numeri difensivi del terzino destro del Metz sono assolutamente da top del ruolo, per cui osservarlo nella sfida contro il Lens potrebbe essere molto utile per capire nel contesto di quale grande squadra potrebbe far parte.

Al Lens avevo già dedicato alcune righe qualche settimana fa, precisamente ad inizio ottobre alla vigilia del match contro il Saint-Etienne, partita nella quale ha perso per infortunio Ignatius Ganago, sicuramente il suo elemento più rappresentativo, e la cui mancanza nei due mesi di assenza si è fatta sentire (nessuna vittoria nell'arco di questo periodo, seppure il numero di partite disputate è stato molto limitato da alcuni rinvii causa COVID), al suo ritorno la squadra ha ritrovato anche la strada della vittoria, e che vittorie sui campi di Rennes e Monaco; nel frattempo tra i tanti elementi di prospettiva a disposizione di Hause sono emerse le prestazioni del centrale difensivo classe 2000 Loic Bade, inserito come centrale delle linea difensiva a 3 che si valere tantissimo sul gioco area e che si dimostra particolarmente valido anche in fase di impostazione, come testimoniano i dati elaborati da Calcio Datato.

Dato che tra poche settimane ricomincia la giostra del mercato e che le società di Ligue 1 sono in difficoltà finanziaria per i motivi di cui sopra, una partita come questa rappresenta una vetrina per profili che possono avere un importante impatto in contesti di livello top.

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