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Friday, 25 February 2022

Lazio-Porto, la sintesi del lavoro di Sarri


Il pareggio per 2-2 tra Lazio e Porto ha posto fine alla campagna europea della formazione di Maurizio Sarri. In termini giornalistici questa viene definita un'uscita a testa alta, tuttavia il doppio confronto ha mostrato le difficoltà ed i limiti di questa squadra.

In particolare questa partita è stata un'esemplificazione di come la rosa a disposizione abbia costretto l'ex allenatore di Napoli e Juventus a dover venire a patti con il proprio modo di giocare a pallone. 

La statistica finale sul possesso palla mostra chiaramente quanto detto sopra, la Lazio ha chiuso la partita con un possesso palla del 46%, un dato non propriamente da calcio sarriano, abituati come siamo a squadre del tecnico toscano capaci di gestire lunghe fasi di possesso nel corso delle partite.



LE FORMAZIONI INIZIALI

Sarri, rispetto alla gara d'andata in Portogallo, recupera Immobile ma perde Zaccagni squalificato, per cui l'attacco è obbligato con Pedro e Felipe Anderson al fianco di Immobile; davanti alla difesa Lucas Leiva è ripassato davanti alle gerarchie di Sarri rispetto a Cataldi.


Nel Porto Conceiçao si schiera con il suo classico 4-4-2 di base ma con diverse variazioni sul tema in fase di possesso che andremo a vedere. Rispetto all'andata Taremi viene schierato al fianco di Toni Martinez e Vitinha in luogo di Grujic; novità anche a destra in difesa con Bruno Costa al posto di Joao Mario.


LA DIVERSITA' DELLA LAZIO RISPETTO AL SARRISMO

Vedendo la Lazio giocare con la palla non ci sembra una squadra allenata da Sarri, i fraseggi e le triangolazioni tipiche del gioco del tecnico toscano faticano ad essere messi in opera. Tutto parte dalle difficoltà dei centrali difensivi nel portare la palla e tentare il dialogo con i centrocampisti, inoltre i movimenti senza palla sono molto limitati.

Questo è lo schieramento della squadra biancazzurra in fase di costruzione, con i 4 difensori più Lucas Leiva che fanno partire l'azione mentre i 5 invasori attendono alle spalle delle linee di pressione avversarie. Tuttavia come si evince dall'esempio il Porto chiude a chiave la fascia centrale del campo e toglie soluzioni ai centrali difensivi ed a Lucas, così le uniche opzioni arrivano dalle zone esterne dove spetta alle giocate individuali di Felipe Anderson e Pedro cercare di creare qualcosa.
 
Per questo motivo era necessario che fosse una delle due mezzali a venire a prendersi la palla in zona costruzione per cercare una soluzione per far risalire l'azione: in questo esempio vediamo Luis Alberto che si abbassa per ricevere il pallone da Patric, tuttavia anche con questo movimento dello spagnolo si evita la perdita del possesso palla ma lo schieramento della squadra resta piatto (mancano i triangoli per muovere la palla usando il terzo uomo. marchio di fabbrica del gioco di Sarri), il che rende difficile una circolazione palla fluida. Non riuscendo, quindi, a costruire nulla mediante azione manovrata propria, i pericoli la Lazio di Sarri li crea spostando il gioco nella metà campo avversaria per poi trovare un modo per servire Immobile in profondità o cercando la testa di Milinkovic-Savic. 

Anche la fase di non possesso è decisamente meno aggressiva del solito, le caratteristiche dei giocatori e della squadra, proveniente da un sistema tattico più attendista come quello di Simone Inzaghi, non permettono a Sarri di creare un pressing alto organizzato in maniera aggressiva. Più volte in campionato (vedi la partita di Napoli) la squadra biancazzurra ha mostrato di aprirsi paurosamente ogniqualvolta tentasse di alzare il proprio pressing.

Per cui il tecnico toscano ha cambiato approccio, ora vediamo una squadra che attende l'avversario ma senza abbassare il baricentro e mantenendo le linee compatte e strette. In questo esempio vediamo come è organizzata la prima pressione, con Immobile e Milinkovic-Savic (in altre occasioni Felipe Anderson) pronti a far scattare il pressing sul passaggio in orizzontale tra i due centrali ma preoccupandosi inizialmente solo di coprire le linee di passaggio verso i centrocampisti del Porto lasciando aperte solo le soluzioni laterali su cui scalare in blocco durante il viaggio della palla dal centrale difensivo al terzino.

Questo atteggiamento è quello che ha portato Pepe a commettere l'errore in impostazione che ha permesso alla Lazio di recuperare il pallone e lanciare Immobile in profondità per andare a concludere in rete e portare in vantaggio la Lazio. Insomma per essere pericolosa non c'è altro modo per la Lazio di giocare in maniera più diretta ed in profondità, soprattutto quando in campo c'è Ciro Immobile.




LE SOLUZIONI E LA SICUREZZA DEL PORTO


La scelta della Lazio di lasciare il pallone alla squadra portoghese per fare in modo da costringere la squadra di Conceiçao a concedere la profondità e disordinarsi, ha necessitato delle contromosse da parte del tecnico portoghese, contromosse che non si sono fatte attendere.

Il sistema naturale di costruzione del Porto vede sostanzialmente i 4 difensori ed i 2 centrocampisti centrali che operano in modo da scaglionarsi sul terreno di gioco a diverse altezze. Per questo in premessa è stato opportuno indicare che il 4-4-2 o 4-2-3-1 di partenza prevedeva delle variabili in fase di possesso. In questo esempio vediamo il posizionamento dei due centrali di centrocampo Vitinha ed Uribe uno davanti all'altro. Da questo esempio si può anche notare la posizione non simmetrica tra i due terzini, con Costa a destra che resta più basso, Zaidu a sinistra che invece tende a muoversi alle spalle delle linee di pressione della Lazio. La posizione di Vitinha è stata una mossa molto interessante da parte di Conceiçao che ha decisamente abbassato il raggio d'azione dell'ex giocatore del Wolverhampton, che in questa maniera ha potuto usare al meglio la propria tecnica per gestire il pallone resistendo anche alla pressione dei giocatori laziali. 

Tuttavia la pulizia del possesso non sembrava coincidere con la progressione del gioco: il goal subito ha mostrato le difficoltà della squadra portoghese nell'avanzare in campo ed anche l'uso del gioco diretto (altra costante del gioco del Porto) per Taremi non sembrava portare pericoli. L'attaccante iraniano ha vinto solamente 2 dei 7 duelli aerei in cui è stato coinvolto.



Per questo motivo è stato molto importante per il Porto riuscire a trovare soluzioni alternative per far avanzare il pallone, e sotto questo aspetto è stata molto importante la capacità dello stesso Taremi e di Otavio di muoversi e di ruotare per rendersi disponibili a ricevere i passaggio tra le linee.  In questo esempio vediamo come Pepè, accentrandosi, tiene impegnata la linea difensiva della Lazio assieme a Toni Martinez; anche Taremi ed Otavio (fuori inquadratura) occupano la zona centrale del campo sovraccaricandola e creando spazio per le avanzate di Zaidu a sinistra. Questo sistema ha permesso al Porto in corso d'opera di prendere campo ed iniziare a rendersi pericolosa sfruttando l'ampiezza del campo.

Perché l'ampiezza del campo? La specificità del sistema difensivo di Sarri (questo sì implementato interamente in questi mesi a Formello) sta nel totale orientamento della linea difensiva sul lato palla. Questo schieramento permette di restringere il campo all'avversario ma ha come punto debole quello di concedere spazio sul lato di gioco opposto rispetto alla palla; il Porto ha giocato sull'idea di sovraccaricare un lato per esperire la soluzione sul lato debole. In questo esempio vediamo ancora le rotazioni in avanti con Pepé più basso e Otavio più alto; Vitinha ed Uribe sono molto vicini proprio per riempire la zona palla permettendo al portoghese di ribaltare il gioco per Bruno Costa sul lato opposto. Da questa situazione nasce l'azione che porterà al discusso rigore del pareggio del Porto.


COME E' MATURATO IL RISULTATO FINALE


L'analisi fin qui ha mostrato quale è stato il contesto tattico della partita nel primo tempo, con la Lazio che, lasciando il pallone al Porto, lo ha messo in grossa difficoltà nella fase iniziale costringendo Conceiçao a cercare soluzioni alternative per creare gioco, riuscendoci. Nel secondo tempo il contesto tattico è stato ribaltato nel momento in cui doveva essere la squadra di Sarri a dover trovare il modo per togliere il controllo della partita e del pallone agli avversari.   

L'andamento del match, come si desume dalle statistiche, ha visto le due squadre alternarsi nel prendere il controllo della partita. Nel primo tempo l'andamento segue il contesto tattico sopra descritto, con la Lazio più pericolosa nella fase iniziale ed il Porto che poi alza il proprio livello di pericolo. Nel secondo tempo la fase iniziale ha seguito a livello tattico lo stesso canovaccio del primo tempo, il punto di svolta sono stati gli ingressi di Cataldi ed Hysaj al posto di Lucas Leiva e Radu, con i due nuovi ingressi che non hanno avuto un impatto molto lucido sulla partita. 

Il momento peggiore per la Lazio, che è quello che alla fine ha deciso partita e qualificazione, è coinciso nel momento in cui il contropressing del Porto ha mostrato le difficoltà del terzino albanese a gestire queste situazioni di pressione in cui si è trovato, ed il dato relativo ai duelli mostra chiaramente come abbia perso tutti quelli avvenuti in area di rigore fino ad arrivare allo schieramento disordinato della linea difensiva in occasione del goal del 2-1 della squadra ospite. Ovviamente non è che la Lazio abbia perso per colpa di Hysaj, ma nel calcio attuale, tanto più in questo periodo post-pandemico con i calendari particolarmente compressi, il poter gestire l'andamento delle partite con i cambi è essenziale, e questa possibilità la Lazio ha mostrato di non averla, tanto quanto accaduto alle altre squadre italiane impegnate in Europa in queste settimane.

L'azione del goal del 2-1 del Porto mostra sia la difficoltà di Hysaj ad allinearsi alla linea difensiva che quello di Cataldi nel seguire l'inserimento di Uribe. Insomma, l'impatto sulla gara dei due nuovi ingressi non ha fornito certo il supporto voluto da Sarri alla partita della Lazio.



Con un risultato completamente da ribaltare, alla Lazio non è rimasto altro che tentare di acuire ulteriormente la propria verticalità, affidandosi ad un gioco diretto fatto di duelli offensivi e di seconde palle con 12 dei 27 tocchi in area di rigore della formazione biancoceleste avvenuti nei 15 minuti di serrate finale che ha portato al goal di Cataldi e ad almeno altre due gigantesche opportunità da rete sprecate quasi a porta spalancata.


CONCLUSIONI

L'eliminazione dall'Europa League ha lasciato indubbiamente l'amaro in bocca a Maurizio Sarri che ha cercato di giocarsi al meglio le sue carte in questo doppio confronto contro una squadra che si è rivelata più completa della sua. A fine partita ha dichiarato che questa eliminazione servirà a lui per poter continuare il proprio lavoro al meglio sul campo d'allenamento in settimana senza ulteriori impegni ufficiali infrasettimanali.

Il lavoro del tecnico toscano si sta vedendo in alcuni aspetti (vedi gestione della linea difensiva) e meno in altri, con una fase di possesso meno ricercata e più diretta ed un atteggiamento più attendista (seppur mai passivo) in fase di non possesso. 

Nelle prossime settimane vedremo come si evolverà il lavoro, ossia se vedremo una Lazio che cercherà di raggiungere obiettivi ambiziosi in campionato giocando sui compromessi tattici di cui sopra oppure se si insisterà nel cercare di avvicinare il gioco della squadra ai desiderata del tecnico toscano, un'impresa che però ritengo molto complicata viste le caratteristiche dei giocatori in rosa, tanto più che si tratta di un gruppo di giocatori dall'età media molto alta e quindi più difficile da trasformare. 



Tuesday, 27 April 2021

Lazio-Milan, storia di una vittoria in discesa

Foto profilo Twitter Società Sportiva Lazio


Il programma della 33° giornata di Serie A si chiude con un match che vede di fronte due protagoniste della appassionante volata per i 4 posti della prossima Champions League: per la Lazio questa partita non prevede un risultato diverso dalla vittoria per potersi unire a questa corsa, anche approfittando del fatto di poter mettere in difficoltà sia gli avversari di turno che una Juventus che appare in seria difficoltà. Per il Milan una vittoria in questo scontro diretto potrebbe permetterle di riprendere il secondo posto in classifica e vivere con una posizione di vantaggio le giornate finali di questo campionato.

E' finita con una netta vittoria della Lazio per 3-0: un punteggio più figlio degli eventi che hanno contraddistinto il match che per il suo andamento, tuttavia a fare la differenza è stata la capacità della squadra di Inzaghi di saper utilizzare al meglio gli spazi che il Milan ha lasciato a causa della partita di rincorsa che è stata costretta a fare dopo il goal iniziale di Correa.


LE FORMAZIONI


Non ci sono grosse novità nelle formazioni: Simone Inzaghi deve continuare a sostenere l'emergenza in difesa schierando Marusic da terzo difensivo al fianco di Acerbi e Radu, a centrocampo ed in attacco, invece, il tecnico piacentino può contare sugli uomini migliori.
Dall'altra parte Pioli deve fare a meno di Ibrahimovic: il ruolo di riferimento offensivo è affidato a Mario Mandzukic, a cui il tecnico parmense affida la maglia da titolare per ottenere un contributo in questa volata finale per la Champions.



LA COSTRUZIONE DELLA LAZIO SUL LATO SINISTRO


Il primo quarto di partita è stato appannaggio della Lazio grazie alla capacità della squadra di Inzaghi di risalire il campo con la costruzione da dietro utilizzando il lato sinistro del campo. Dopo aver rischiato di subire il goal dello svantaggio, alla ripresa del gioco un perfetto lavoro in uscita sul rinvio dal fondo ha portato ad un serie di passaggi che ha portato Correa ad entrare in area di rigore dopo una perfetta triangolazione con Ciro Immobile.

In questo fermo immagine si nota il triangolo di costruzione e sviluppo sul lato sinistro del campo formato da Radu, Luis Alberto e Lulic: la prima pressione del Milan vede Mandzukic che deve lasciare Acerbi, ma dirige la propria corsa verso Luis Alberto su cui, però, era già scalato Calhanoglu, questo libera il difensore rumeno e mette Saelemaekers in una condizione di indecisione se salire su di lui o coprire lo spazio alle spalle. 


Lulic viene preso in consegna da Calabria: il bosniaco taglia verso il centro portandosi via il terzino destro rossonero. A mio parere qui Calabria poteva consegnare Lulic a Bennacer e coprire la linea di passaggio verso Correa alle proprie spalle, ma evidentemente l'azione si stava sviluppando in maniera così rapida che nessuno è stato in grado di fornire la lettura giusta della situazione. In questo modo Correa ed Immobile si trovano in due contro due contro i centrali difensivi rossoneri.

Qui si vede quando l'esterno della Lazio finalizza il movimento creando la linea di passaggio da Luis Alberto a Correa: qui si nota meglio come Calabria e Bennacer continuino a non comunicare su chi dovesse fare cose, in questo modo si libera la linea di passaggio ulteriore per Immobile che entrerà in possesso del pallone dopo una serie di rimpalli dove potrà sfruttare lo spazio che si è creato tra Kjaer e Romagnoli non coperto da Calabria o Bennacer, una situazione che anche Pioli nel post-partita ha sottolineato.

La finalizzazione dell'azione, come preparata dalla squadra biancazzurra, è eseguita mediante una triangolazione tra il centravanti della Lazio e della nazionale e il numero 11 argentino che si lancerà a tu per tu con Donnarumma e troverà il goal che sblocca la partita e la indirizza a favore della squadra di Inzaghi, soprattutto considerando che l'azione è stata creata da una situazione successiva ad una grande occasione avuta dalla squadra rossonera.


Fonte grafico WhoScored
Come si nota dalla heatmap relativa al primo tempo si nota ancora più chiaramente la propensione della Lazio nello sviluppare il gioco utilizzando il lato sinistro del campo, un sistema a cui il Milan ha faticato di trovare una contrapposizione nei primi 20 minuti.







LA PRIMA PRESSIONE DEL MILAN 


Dopo diversi minuti in cui la squadra di Pioli non è stata in grado di porre freno alle uscite da dietro della formazione laziale, alcune modifiche alla fase di prima pressione hanno permesso alla squadra rossonera di recuperare più facilmente il pallone e di togliere all'avversario ogni opzione per risalire il campo una volta che sono tagliati i rifornimenti alla zona sinistra del campo.

A dimostrazione del miglioramento del Milan in fase di prima pressione nella seconda parte del primo tempo ci viene in soccorso il dato relativo ai palloni intercettati: la squadra rossonera (pallini blu) ha recuperato diversi palloni sulla trequarti della Lazio e non è casuale che ciò sia avvenuto nella zona di campo dove la squadra di casa cercava insistentemente di sviluppare il proprio gioco. Da questi palloni rubati sono arrivate anche occasioni potenzialmente interessanti, ma è mancata la lucida nelle scelte nella fase di rifinitura o conclusiva.

Come si desume dal fermo immagine, le modifiche sono arrivate mediante la chiusura delle linee di passaggio verso il lato sinistro del campo: questo è stato reso possibile dal lavoro di Rebic che va ad attaccare Reina, Calhanoglu che va a scalare su Lucas Leiva e Bennacer che sale su Luis Alberto, mentre Mandzukic si orienta verso Acerbi e Saelemaekers che chiude l'uscita su Radu. Questo meccanismo permetterà ai rossoneri di recuperare il pallone sulla trequarti della Lazio e costringere nei minuti successivi Reina a rinunciare alla costruzione bassa e puntare sul gioco lungo che non ha funzionato pur disponendo di gente forte come Milinkovic-Savic ed Immobile nel gioco aereo.


LA RICERCA DELLO SFONDAMENTO CENTRALE


Una volta che il Milan cercava di attaccare aveva lo scopo di riempire la zona di rifinitura con passaggi in verticale tra le linee o mediante le conduzioni di Theo Hernandez da sinistra: in questo modo la formazione rossonera riusciva ad arrivare in maniera relativamente agevole al limite dell'area di rigore avversaria, ma la Lazio era altrettanto brava a proteggere gli ultimi 20 metri stringendo la linea difensiva a 5 togliendo la profondità, questo ha portato il Milan a trovare il tiro solo da fuori area o cercando cross per la testa di Mandzukic sempre ben controllato dai centrali biancazzurri.

Nell'esempio qui si nota quanto il Milan abbia cercato di riempire la zona rifinitura con Calhanoglu ed i tagli di Saelemaekers: la formazione rossonera in questo frangente di partita è stata molto brava a muovere il pallone e farlo arrivare in quella zona anche grazie al 3+1 in costruzione formato dai due centrali di difesa ed i due centrocampisti centrali, il problema è stata la capacità dei singoli, una volta arrivato il pallone tra le linee, nel trovare la giocata giusta e, in alcuni casi, la scelta giusta e spesso ieri sera il Milan si è perso in qualche passaggio o tocco della palla di troppo.

Fonte statistiche SofaScore
A rendere ulteriormente complicato il lavoro per il Milan è stato il lavoro davanti alla difesa di Lucas Leiva che non ha mai avuto paura di affrontare in uno contro uno Calhanoglu o le conduzioni di Bennacer e Theo Hernandez: seppur con interventi che, in alcuni casi, sono stati al limite del fallo (se non superarlo in occasione della palla recuperata in occasione del goal del 2-0), il mediano brasiliano ha chiuso la partita con numeri difensivi impressionanti, il tutto a dimostrazione che, seppur l'età non gli permette di essere sempre al top in caso di doppio impegno, resta un giocatore difficilmente sostituibile per Simone Inzaghi.










LE RIPARTENZE DELLA LAZIO SUL LATO DESTRO

Così come segue il lato sinistro del campo per sviluppare il proprio gioco, la Lazio utilizza, invece, la velocità di Lazzari quando si creano le chances in transizione: la situazione per l'ex giocatore della Spal era ideale nel momento in cui agisce sul lato in cui il Milan soffre maggiormente questa situazione di gioco, ossia il lato lasciato incustodito dalle discese di Theo Hernandez.

Nell'esempio qui di fianco, Lazzari recupera palla con l'aiuto di Milinkovic-Savic ed immediatamente parte alle spalle del terzino francese, una volta che l'esterno destro della Lazio parte in velocità palla al piede è difficile da fermare: in questo caso Kessie, deputato a coprire lo spazio lasciato libero da Hernandez, deve ricorrere al fallo per fermarlo. Situazioni simili continueranno a proporsi nel corso della partita, tra cui il goal del 2-0 dello stesso Lazzari sul finire del primo tempo annullato per fuorigioco.

Le transizioni sono poi state l'arma con cui la Lazio ha chiuso la partita nel secondo tempo sfruttando la scelta del Milan di difendere in 2 contro 2 contro Correa ed Immobile: una scelta che non ha raccolto i dividendi sperati e che ha permesse a Correa di ergersi a protagonista e dominatore della partita vincendo diversi duelli, come sul goal del 2-0 in cui è riuscito a far fuori Tomori, comunque non impeccabile nella situazione.


IL TUTTO PER TUTTO DEL MILAN ED IL BLOCCO BASSO DELLA LAZIO

Sotto di due reti il Milan non aveva molte alternative che cercare di riempire con quanti più uomini possibile la trequarti della Lazio: l'ingresso di Dalot al posto di Calabria ha cercato di fornire soluzioni anche sugli esterni e non solamente cercando una trequarti sempre meglio coperta dalla Lazio.

La situazione standard che abbiamo visto nel corso del secondo tempo è stata la seguente: la formazione di Inzaghi si è chiusa nella propria metà campo con un rigido 5-3-2 con le prime due linee che si occupano di chiudere il centro del campo; l'unica soluzione per il Milan, a quel punto era cercare di sfruttare le fasce. L'inserimento di Dalot aveva consentito anche ai rossoneri di creare dei potenziali pericoli davanti alla porta di Reina, ma una volta che i cross del portoghese raggiungevano l'area non venivano sfruttati a dovere, soprattutto su dei potenziali sviluppi del gioco sulle seconde palle. Insomma la creazione dei presupposti nella squadra rossonera c'è sempre stata, ma è proprio mancata la lucidità nelle scelte al momento dell'ultimo passaggio o di finalizzare.

CONCLUSIONI


Questa vittoria della Lazio rende senza dubbio la lotta per la Champions League ancora più aperta: la formazione di Inzaghi ha avuto la bravura e la fortuna di trovarsi subito in vantaggio e di poter impostare un contesto tattico di maggior controllo potendo sfruttare al meglio le situazioni in transizione che poi le sono valse le due reti con cui il successo è stato reso più rotondo. 

Per il Milan la situazione di classifica si sta facendo preoccupante e, in un certo modo, lo si è visto nell'atteggiamento mentale di alcuni suoi interpreti: le difficoltà della squadra nel creare occasioni da rete nitide non ostante una forte supremazia territoriale ha messo a nudo alcuni limiti dati dalla giovane età di alcuni suoi elementi. In molto analisi si è fatto riferimento, a sproposito a mio parere, all'assenza di Ibrahimovic come il principale male di questa squadra ieri sera, ma in realtà anche con lo svedese in campo difficilmente avremmo visto una squadra in grado di impensierire la linea difensiva della Lazio. 

Le prossime settimane ci diranno come la squadra di Pioli riuscirà a ritrovare la strada verso la vittoria, soprattutto considerando che il calendario non prevede neanche una sfida "comoda" per i rossoneri, chiamati ad affrontare ogni settimana un avversario che avrà da giocarsi qualcosa di molto importante: non è tutto da buttare della prestazione di ieri, anzi, ma servono scelte migliori da parte dei giocatori negli ultimi 20 metri.

Wednesday, 27 January 2021

Atalanta-Lazio non delude mai le aspettative


Per i quarti di finale di Coppa Italia, al Gewiss Stadium di Bergamo si affrontano Atalanta e Lazio in una sfida che è remake della finale del 2019 e, soprattutto dell'esaltante doppia sfida delle scorsa stagione in campionato, con 11 reti in 2 partite frutto di due rimonte clamorose (la Lazio all'andata da 0-3 a 3-3, l'Atalanta al ritorno da 0-2 a 3-2).

La partita anche questa volta non ha tradito le premesse, 5 reti, 23 tiri, 27 falli a dimostrazione dell'intensità di una partita in cui le due squadre si sono affrontate a colpi di duelli individuali e mosse e contromosse tattiche.

Vince l'Atalanta per 3-2 grazie alla capacità di saper sfruttare al meglio le qualità dei suoi migliori interpreti, in particolare la capacità dei suoi attaccanti (prima Muriel, poi Zapata) di sfruttare al meglio gli spazi lasciati dall'atteggiamento aggressivo in fase di non possesso della Lazio che pure aveva portato la squadra di Inzaghi ad avere in mano il controllo della partita in diverse fasi.


LE FORMAZIONI 

L'Atalanta schiera Pessina tra i due di centrocampo del suo 3-4-2-1, con il duo russo-ucraino formato da Miranchuk e Malinovskyi alle spalle di Muriel. Le rotazioni portano, inoltre, Maehle a prendere il posto di Hateboer sulla fascia destra.



Qualche rotazione in più, invece, per Simone Inzaghi, che schiera in attacco la coppia Muriqi-Pereira, riposo anche per Lazzari (gioca Marusic a destra con Fares a sinistra) e per Lucas Leiva (Escalante al suo posto).


LE SCELTE DELL'ATALANTA IN MARCATURA


Come consolidata prassi del suo sistema di gioco, Gasperini assegna marcature individuali a tutto campo, dato lo schieramento della Lazio la scelta delle marcature non è sorprendente: i tre uomini più avanzati prendono in consegna i tre centrali difensivi della Lazio, Pessina e Freuler prendono rispettivamente Escalante e Akpa-Akpro, i due esterni si appaiono sugli omologhi avversari, infine Djimsiti prende in consegna Milinkovic-Savic, Romero va su Muriqi e Palomino su Pereira.

Fonte dati: SofaScore
Con questo sistema, la possibilità di avanzare il campo per la squadra di Inzaghi era delegata ai lanci lunghi verso Muriqi o, più di rado, verso Milinkovic-Savic, alla fine del primo tempo Reina è stato il giocatore con più passaggi effettuati nella Lazio (di cui metà lanci lunghi) visto che nel sistema di marcature a uomo dell'Atalanta, il portiere spagnolo era, per una questione puramente numerica, l'unico giocatore libero di poter giocare la palla. Alla fine della partita i passaggi saranno 53, anche perché con la superiorità numerica del secondo tempo e l'ingresso di Parolo, il portiere è stato meno coinvolto in fase di possesso.


I MOVIMENTI IN COSTRUZIONE DELLA LAZIO


Per ovviare alle marcature a uomo dell'Atalanta, Inzaghi ha trovato come soluzione quella di manipolarla a proprio vantaggio mediante l'abbassamento dei due centrocampisti Escalante e Akpa-Akpro in fase di impostazione, in modo da attrarre fuori posizione Freuler e Pessina, questo per permettere a Reina di giocare palloni più precisi sulla trequarti dell'Atalanta e poter creare situazioni di vantaggio posizionale sulle seconde palle.

Questa scelta da parte della Lazio ha costretto l'Atalanta ad allentare la pressione dei due centrocampisti, in questa maniera Inzaghi ha disinnescato per buona parte del primo tempo la pressione dell'Atalanta, permettendo alla squadra biancazzurra di chiudere il primo tempo in vantaggio nel possesso palla (54%) ed a creare situazioni che hanno permesso di creare la basi per la vittoria di alcuni duelli individuali (Muriqi a fine partita vincerà 14 duelli su 21).

I DUELLI INDIVIDUALI SPOSTANO GLI EQUILIBRI DELLA PARTITA


In questo contesto tattico che la Lazio ha mostrato di saper spostare dalla propria parte, anche i duelli individuali mettono a proprio agio gli uomini di Inzaghi che, quindi, decidono a loro volta di iniziare a contestare in zone più alte di campo la formazione atalantina che si è, dunque, trovata nella stessa situazione in cui si è trovata la Lazio nelle fasi iniziali della partita. E' proprio da una palla recuperata da Acerbi in una fase di pressione è arrivato il goal del vantaggio momentaneo della squadra di Inzaghi. Come si evince dai fermo immagine qui a fianco, nel corso dell'azione del momentaneo 2-1 per la Lazio, sia Patric che Acerbi sono saliti fin sulla trequarti dell'Atalanta per andare ad aggredire il giocatore in appoggio all'uscita del pallone.

La risposta dell'Atalanta è stata quella di utilizzare le uscite dei "braccetti" della Lazio sui due trequartisti per lanciare Muriel alle spalle: i tagli esterni del colombiano hanno messo in difficoltà Hoedt che, oggettivamente, non poteva reggere il passo dell'ex attaccante della Samp. In questa maniera, con i centrali che uscivano sui trequartisti e Muriel che portava via Hoedt si è creato spazio per gli inserimenti centrali, in uno di questi Malinovskyi ha trovato il goal del 2-2 con cui le due squadre sono andate all'intervallo.

SECONDO TEMPO: NUOVI INGRESSI E NUOVI DUELLI

La prima mossa all'intervallo la fa Simone Inzaghi che toglie Patric e Fares e mette dentro Parolo (riprogrammato in questa stagione come centrale difensivo di destra) e Lazzari (con passaggio di Marusic a sinistra). E' proprio l'ex esterno della Spal a sfruttare un duello vinto da Muriqi contro Romero per lanciarsi verso la porta di Gollini costringendo Palomino ad un intervento giudicato dall'arbitro come intervento da ultimo uomo.




Se un duello perso da Romero ha generato l'azione che ha portato l'Atalanta a giocare il secondo tempo in 10, una palla recuperata dallo stesso difensore argentino sulla trequarti della Lazio permette a Miranchuk di trovare il goal che ribalta nuovamente la partita. Insomma in due azioni abbiamo potuto spiegare cosa significhi, nel bene e nel male, avere un approccio tecnico basato sui duelli individuali come quello voluto da Gasperini.

Con la superiorità numerica ed un goal da rimontare la Lazio deve giocarsi il tutto per tutto, per cui lo schieramento vede Acerbi e Lazzari a dare ampiezza, Akpa-Akpro e Parolo davanti ad Hoedt e gli altri 5 che cercano di congestionare l'area di rigore e la zona di rifinitura. La soluzione, tuttavia, non genera sufficienti pericoli alla porta di Gollini.

La carta che Gasperini si gioca, invece, è quella di Duvan Zupata: sostanzialmente il tecnico atalantino lo lascia in zona attacco pronto a sfidare Hoedt a duello in transizione, un duello che ovviamente è un mismatch favorevole al colombiano che, infatti, troverà su una transizione un fallo da rigore del difensore olandese che, comunque, appoggia tra le braccia di Reina tenendo aperta la sfida fino al termine. 
Inzaghi a questo punto coglie il messaggio e toglie dal campo Hoedt passando alla difesa a 4 in modo tale da avere superiorità numerica con Parolo e Acerbi contro Zapata, tuttavia questo vuol dire perdere il vantaggio numerico in altre zone del campo inibendo, dunque, gli effetti dell'espulsione di Palomino, permettendo all'Atalanta di portare a casa vittoria e qualificazione alle semifinali di Coppa Italia.

CONCLUSIONI

Ancora una volta l'Atalanta e la Lazio ci regalano una grande sfida piena di reti e di belle giocate, così come il quarto di finale tra Milan ed Inter abbiamo visto tanti duelli a tutto campo, ragion per la quale a dettare i tempi della partita sono state le capacità delle due squadre di vincere i singoli duelli per tutto il campo. 

Domenica pomeriggio rivedremo le due squadre nuovamente affrontarsi in un'altra sfida che promette altrettanto spettacolo, la capacità dei due allenatori di saper utilizzare al meglio le qualità dei loro singoli, la capacità di analizzare in corso d'opera gli aggiustamenti da fare in corso di partita e l'accettazione di affrontare i duelli con i rispettivi avversari rende Atalanta e Lazio due squadre in grado di inserirsi al meglio nel calcio di questi anni, soprattutto a livello europeo, e non è un caso se queste due squadre tra poco più di due settimane cercheranno di sfidare Real Madrid e Bayern Monaco negli ottavi di Champions League.

Friday, 28 February 2020

Cosa vedere nel weekend #20




Superata una settimana particolare per motivi extra sportivi, nel weekend in arrivo molti di noi avranno bisogno di sapere come trascorrere il tempo se non ci fidiamo di uscire di casa, per cui, a maggior ragione provo a guidarvi su cosa vedere in questo weekend, soprattutto nelle ore che ci divideranno dai fuochi d'artificio di domenica sera dove ci troveremo a decidere se seguire Juventus-Inter o Real Madrid-Barcellona, programmate, ahimè, in contemporanea.

SERIE A

LAZIO-BOLOGNA (SABATO ORE 15)

Con lo scontro Juve-Inter in programma, come indicato in premessa, domenica sera, la collocazione oraria di Lazio-Bologna potrebbe portare la squadra di Inzaghi in vetta alla classifica almeno per le ore che la dividono dalla partita di Torino. Ma il compito non è propriamente semplice visto che all'Olimpico scenderà in campo il Bologna di Sinisa Mihajlovic, uno che in maglia Lazio lo scudetto lo ha vinto.

Le preoccupazioni per la squadra bianco-celeste nascono dalle difficoltà incontrate contro squadre che sono molto aggressive in fase di non possesso e che sanno essere aggressivi in possesso coprendo in ampiezza il campo.

L'esempio più calzante è senza dubbio quello dell'ultimo derby pareggiato contro la Roma, dove. come testimoniato dalle posizioni medie in fase di possesso elaborate dalla Lega Serie A, la posizione alta dei terzini giallorossi ha costretto Lazzari (una delle principali risorse dei bianco-celesti nello spostare l'azione dalla propria trequarti a quella avversaria) a giocare quasi tutti il match in linea con i propri difensori e, dunque, depotenziando offensivamente la squadra di Inzaghi.

Il Bologna, sempre secondo i dati della Lega Calcio, è una delle squadre che gioca con il baricentro più alto di tutto il campionato (52,42 metri) ed è la squadra con l'indice PPDA più basso dell'intero campionato (7,21, fonte Understats), indice ancora più attendibile dello stile aggressivo della squadra di Mihajlovic.

Sulla base dei dati di cui sopra sarà facile aspettarsi un Bologna super aggressivo che cercherà di tenere la Lazio all'interno della propria metà-campo, un atteggiamento che aveva consentito agli uomini di Mihajlovic di mettere a ferro e fuoco l'altra metà di Roma, ossia la Roma di Fonseca; l'arrivo di Barrow ha permesso di avere una maggiore ampiezza anche sul lato sinistro (con il lato destro presidiato da Orsolini).

Proprio mentre la squadra emiliana sembrava poter mettersi in corsa per un posto in Europa, il doppio turno interno contro Genoa ed Udinese l'ha vista raccogliere solamente un punto a causa della tremenda sequenza di infortuni che ha colpito i rossoblu ed anche ad uno standard nelle esecuzioni difensive ed offensive ben al di sotto rispetto a quanto prodotto, un trend che il Bologna si porta dietro da inizio stagione. Ci sono due dati statistici che confermano questo aspetto per la squadra bolognese, da un lato la capacità di convertire in rete gli xG prodotti (secondo una media dei vari modelli parliamo di circa 4 goal in meno realizzati rispetto a quanto prodotto in termini di xG), mentre c'è un dato in cui il Bologna si trova ad essere fanalino di coda in classifica, ossia i post-shot xG elaborati da StatsBomb e fruibili mediante FbRef, in cui, in base alla direzione dei tiri subiti, Skorupski (o Da Costa nella sua unica apparizione) ha subito più di 6 goal oltre a quanto ci si attendeva dai tiri subiti, un dato che, tra l'altro si contrappone in maniera totale con i numeri di Strakosha, il cui saldo è in attivo di quasi 6 reti.

Sulla base dei dati di cui sopra, se il Bologna riuscirà con il suo pressing e con la sua aggressività a chiudere la Lazio nella propria trequarti, per la squadra di Inzaghi sarà difficile rendersi pericolosa in avanti, ma basterà un piccolo errore individuale, a cui il Bologna spesso si espone, per far inclinare il piano della partita a favore di Immobile e compagni. 

PREMIER LEAGUE

In Premier il calendario ci propone diverse sfide di grande interesse come la sfida tra il Tottenham ed il Wolverhampton, con Mourinho che ha bisogno di ritrovare la vittoria per alimentare le speranze di aggancio alla zona Champions e la sfida tra West Ham e Southampton che potrebbe rivelarsi decisiva per la lotta salvezza. Inoltre il weekend in arrivo è quello della finale di Coppa di Lega (o Carabao Cup se vogliamo utilizzare il nome commerciale) tra Manchester City ed Aston Villa, con Guardiola che, dopo aver quasi ipotecato i quarti di Champions vincendo a Madrid, proverà ad aggiungere un altro trofeo alla sua bacheca personale ed a quella del City sotto la sua gestione. La partita che, tuttavia, desta maggiore interesse per i temi tattici, tecnici e di classifica è la sfida di Goodison Park tra l'Everton di Ancelotti ed il Manchester United, reduce dalla trionfale notte di Europa League contro il Bruges.

EVERTON-MANCHESTER UNITED (DOMENICA ORE 15)


A Goodison Park domenica pomeriggio si gioca una partita che ci dirà se Ancelotti potrà seriamente considerare l'accesso all'Europa (anche la più importante) come un'opzione perseguibile da qui a fine stagione: la sconfitta subita la scorsa settimana sul campo dell'Arsenal ha ricacciato indietro in classifica i Toffees ma non ha certo ridimensionato il valore della squadra di Ancelotti che, ospitando uno United che sembra in ottima forma, può rilanciare le proprie ambizioni.

Dal suo arrivo sulla panchina dell'Everton, Ancelotti ha fissato come schieramento tattico il 4-4-2 che ha utilizzato nella sua esperienza a Napoli, mantenendone gli aspetti positivi ma anche quelli negativi, come ad esempio la difficoltà a coprire gli spazi alle spalle delle linee di pressione.
Ciò che sta mancando in termini di risultati ad Ancelotti sono proprio le partite contro le cosiddette "top 6" visto che le due uniche sconfitte in Premier sono arrivate per mano di Manchester City ed Arsenal a cui aggiungere la sconfitta in FA Cup per mano del Liverpool di Klopp; per questa ragione il ciclo di partite in arrivo con lo United domenica e Chelsea e Leicester nelle prossime settimane ci aiuteranno a capire il livello di competitività raggiunto dalla squadra e permetterà, probabilmente, ad Ancelotti di capire quali pedine muovere nel prossimo calciomercato. 

A livello tattico il lavoro di Ancelotti è facilmente riconoscibile dallo scaglionamento del suo 4-4-2 che non cambia a seconda degli avversari ma cambia in base agli interpreti: dall'analisi delle azioni difensive si evince che, indipendentemente dall'avversario, l'Everton cerca sempre di aggredire l'avversario anche in zone alte del campo, con i due centrali di centrocampo (in genere Delph e Sigurdsson, o Schneiderlin quando l'islandese viene spostato più largo) che aggrediscono sull'uscita di palla dell'avversario ma soprattutto sulle seconde palle quando il pallone viene giocato lungo su Calvert-Lewin per sfruttarne le sue doti aeree, un pattern che spesso l'Everton usa per far progredire l'azione più rapidamente; questa opzione difficilmente può creare dividendi contro lo United vista la grande forza fisica dei centrali a disposizione di Solskjaer, per cui Ancelotti ha l'occasione in questa partita di escogitare nuove strategie per portare il pallone in zone pericolose di campo.

Il Manchester United è in un grande momento di forma e, soprattutto, l'arrivo di Bruno Fernandes sembra aver aiutato Solskjaer a migliorare l'atteggiamento della squadra in partita ed a sopperire, con la sua connessione con James, Martial e Greenwood, alle assenze di Pogba e Rashford.

Dalla mappa delle sue giocate elaborata da StatsZone si nota il fatto che, pur partendo da posizione di trequartista centrale, il suo punto di forza è il continuo movimento senza palla che gli permette di ricevere palla in posizioni di campo dove può meglio valutare la posizione dei compagni e sfruttarne al meglio i movimenti; nella partita contro il Watford si vede il suo sforzo nel venire a prendere il pallone anche nella propria metà campo e muovere il pallone anche utilizzando la sua grande capacità in conduzione (le stelle verdi rappresentano i dribbling completati), insomma il portoghese ha portato quell'imprevedibilità ed una migliore divisione del campo in zona offensiva di cui hanno giovato i giocatori offensivi ed anche Fred, che finalmente un partner con cui parlare la stessa lingua calcistica. 
Ancelotti finora non ha mostrato, con i suoi meccanismi, di saper tenere a bada i movimenti di un giocatore dalle caratteristiche del portoghese, lo si è visto domenica scorsa contro Ozil, per cui sarà interessante vedere come Ancelotti riuscirà a limitare le connessioni tra Bruno Fernandes e l'attacco dei Red Devils.


LA LIGA

Con il sorpasso avvenuto la scorsa settimana, il Barcellona di Setien si presenta al Clasico di domenica sera con due punti di vantaggio sul Real Madrid, a questo si aggiunge l'intermezzo europeo che ha visto i blaugrana, seppur con grosse difficoltà, uscire indenni da Napoli ed il Real sconfitto al Bernabeu dal Manchester City e quindi in una condizione psicologia tutt'altro che ottimale, tuttavia il precedente della gara d'andata, con ancora Valverde alla guida del Barça, rende fiducioso il Real sulla possibilità di portare a casa il match ed operare il contro-sorpasso. Per il resto la giornata parte questa sera con la Real Sociedad che ospita il Valladolid e con tanti scontri pieni di spunti interessanti, uno di questi vede di fronte due delle squadre che nelle ultime settimane hanno destato le migliori impressioni, ossia Granada e Celta Vigo.

GRANADA-CELTA VIGO (SABATO ORE 21)


La sfida del Nuevo Estadio de Los Cármenes vede di fronte due squadre in un ottimo momento di forma, con i padroni di casa reduci da due vittorie consecutive e con il ritorno della semifinale di Coppa del Re da affrontare contro il Bilbao nel corso della settimana, dall'altra parte il Celta Vigo che grazie a risultati di prestigio come il pareggio ottenuto al Santiago Bernabeu contro il Real Madrid e alla vittoria in rimonta contro il Siviglia, ha inanellato una serie positiva che l'ha tirata fuori dalla zona retrocessione.

La squadra andalusa indipendentemente dal modulo di partenza utilizzato si dispone in campo con un 4-4-2 asimmetrico, molto diretto (43% di possesso palla medio, 120 passaggi completati nella propria metà campo contro i 163 di media della Liga, 122 passaggi completati nella metà campo avversaria contro i 172 di media della Liga, dato Soccerment) ed aggressivo in fase di non possesso (PPDA pari a 9,34 secondo i dati di Understats, ma ulteriormente diminuito a 6,23 dopo la gara ultra passiva di Barcellona a metà gennaio).

Come si evince dalla mappa delle posizioni medie delle ultime due partite, il 3-5-2/ 5-3-2 esposto sulla carta, in realtà è un 4-4-2 in cui l'asimmetria è maggiormente accentuata dalla posizione di Foulquier che da ampiezza a destra, mentre Victor Diaz resta in posizione più accentrata a sostegno dei due centrali difensivi di ruolo, mentre Neva da larghezza a sinistra, a centrocampo Gonalons e la grande rivelazione Yangel Herrera fanno legna, mentre Machis attacca partendo da sinistra unendosi alle due punte Soldado e Carlos Fernandez; dunque un sistema che copre molto bene il campo e che permette di trovare la porta in maniera molto diretta e con maggiori margini di pericolosità, difatti le 5 reti realizzate nelle ultime due partite sembrano dar ragione ai nuovi accorgimenti voluti da Diego Martinez.

Il Celta Vigo si presenta a Granada con la consapevolezza che Oscar Garcia, subentrato a Fran Escribà a novembre, sembra aver trovato la strada per far risalire la china alla squadra galiziana, il cui talento a disposizione merita una situazione di classifica migliore.

L'analisi della progressione degli xG mostrano le differenze tra la gestione Escribà (parte sinistra del grafico) e la gestione Garcia, si nota come la fase difensiva non abbia subito variazioni rilevanti (difatti la linea di tendenza non mostra particolari inclinazioni), mentre la fase offensiva mostra sensibili miglioramenti, questo grazie al ritorno ad una focalizzazione su un calcio di possesso, in cui la tecnica degli interpreti a disposizione potesse emergere, e così gente come Rafinha, Fran Beltran e Brais Mendez può operare con maggior agio e creare opportunità per Pione Sisto, Santi Mina e, soprattutto, Iago Aspas, capitano ed anima di questa squadra che domani sera cercherà a Granada di mettersi alla prova contro un avversario che fa dell'aggressività e della contestazione del possesso avversario il proprio marchio di fabbrica, insomma Granada-Celta Vigo è una tipica sfida tra le due anime della Liga, il calcio tecnico e di possesso dei galiziani contro il calcio fatto di verticalizzazione ed aggressione alta degli andalusi.  

BUNDESLIGA

Il campionato tedesco ha confermato anche questa settimana di essere la competizione di livello più avanzato in Europa, la vittoria e dominio annesso del Bayern Monaco sul campo del Chelsea in Champions ed il passaggio del turno brillante ottenuto da Bayer Leverkusen e Wolfsburg in Europa League (in attesa di sapere il destino dell'Eintracht, chiamato a difendere 3 goal di vantaggio a Salisburgo nel tardo pomeriggio di oggi). A rendere ancora più interessante il campionato tedesco è la lotta a 5 per la vittoria finale, suddivise da 6 punti, il prossimo weekend vedrà scontrarsi tra di loro due di esse, ossia il Lipsia, squadra sulla quale questo blog ha speso milioni di bellissime parole, ed il Bayer Leverkusen, squadra che, come lo scorso anno, sta trovando una interessante continuità di rendimento nel corso del girone di ritorno. Tuttavia, oltre a consigliare lo scontro di cui sopra, vi consigliamo un altro match di particolare interesse, ossia la sfida tra l'Union Berlino ed il Wolfsburg.

UNION BERLINO - WOLFSBURG (DOMENICA ORE 13,30)


La sfida che si gioca all'Alte Försterei di Berlino sarà teatro di una sfida di grande interesse tra due squadre che sono in ottima forma per le quali questa partita può essere uno spartiacque di una certa importanza per il raggiungimento dei rispettivi obbiettivi.

L'Union Berlino si è presentato in Bundesliga per la prima volta nella propria storia, legata principalmente alla sua appartenenza geografica alla DDR e resa squadra culto per il grande apporto della tifoseria alla crescita del club e. per questo, ha raccolto tanti estimatori e tifosi anche al di fuori dei confini tedeschi. Fatta la doverosa premessa culturale sulla società, parlando di campo la squadra di Fischer ad inizio stagione sembrava la principale candidata al ritorno immediato in 2.Bundesliga ed invece, dopo le prime giornate di assestamento e dopo il passaggio al 3-4-3/3-5-2 ha iniziato una risalita che la vede in questo momento veleggiare a metà classifica con ben 9 punti di vantaggio sul Fortuna Dusseldorf, la squadra che in questo momento disputerebbe lo spareggio contro la terza della 2.Bundesliga.


L'analisi delle posizioni medie dell'Union nelle ultime due partite ci mostra degli elementi ormai caratteristici della squadra di Fischer, ossia possesso palla lasciato all'avversario, fase offensiva demandata al lavoro degli esterni (Lenz a sinistra, Ryerson o Trimmel a destra) ed alle doti aeree del centravanti Sebastian Andersson (8,52 duelli di testa vinti a partita, pari al 53% dei duelli aerei affrontati, fonte Soccerment); il passaggio alla difesa a 3 ha, inoltre, migliorato le prestazioni individuale del centrale difensivo Keven Schlotterbeck, classe 1997, il cui duello con Weghorst potrebbe essere una delle chiavi di lettura del match.

Il Wolfsburg è in un ottimo momento di forma con 4 vittorie nelle ultime 5 partite tra Bundesliga ed Europa League, serie in cui la squadra di Glasner si è qualificata agli ottavi di finale di Europa League ai danni del Malmoe ed è rientrata in corsa per un posto in Europa anche per la prossima stagione; la partita di domenica a Berlino contro un'altra squadra in grande forma servirà a mettere alla prova le qualità di Weghorst e compagni e mostrare di aver acquisito la flessibilità in termini di approccio vista nelle ultime settimane.

Le statistiche elaborate dagli analisti di Soccerment mostrano le qualità della squadra di Glasner già analizzate nelle scorse settimane: la fase difensiva continua ad essere ottimale grazie alla ricerca della conquista immediata del pallone ed anche grazie ad un ottimo rendimento dei centrali Brooks e Knoche, specie sui palloni alti, mentre il gioco offensivo  poco basato sul possesso palla (media inferiore al 50%) e molto di più su giocate dirette e verticali il cui target è Weghorst supportato dai centrocampisti alle sue spalle.

L'analisi delle due squadre lascia intendere la possibilità di una partita in cui saranno le seconde palle a fare la differenza, sotto questo aspetto il Wolfsburg dovrà amministrare al meglio l'assenza di Guilavogui. il suo uomo di equilibrio nella metà campo difensiva.


LIGUE 1


La sconfitta patita dal Marsiglia contro il Nantes sabato scorso ha definitivamente chiuso i conti, semmai ci fosse stata una chance di tenerli aperti, per quel che riguarda la lotta al titolo, con il PSG che può gestire un vantaggio di 13 punti che le può permettere di concentrare tutta l'attenzione sulla gara di ritorno in Champions League contro il Borussia Dortmund e gestire gli uomini a sua disposizione; alle spalle dei parigini e del Marsiglia che, a sua volta, non ostante l'ultima sconfitta, ha sotto controllo il secondo posto in classifica, continua la lotta per il terzo posto in Champions e per l'accesso all'Europa, una lotta che coinvolge diverse squadre e che è aperta a tantissimi scenari; due di queste protagoniste si affrontano domani sera e sono Montpellier e Strasburgo.

MONTPELLIER - STRASBURGO (SABATO ORE 20)

La sfida dello Stade de la Mosson tra Montpellier e Strasburgo potrebbe valere l'iscrizione per una delle contendenti alla corsa per un posto in Europa la prossima stagione; le due squadre hanno in comune diverse statistiche numeriche che rendono somiglianti i rispettivi stili di gioco in fase di possesso, mentre le differenze esistono in fase di non possesso. 

La formazione occitana, allenata da Der Zakarian, si differenzia per la grande aggressività in fase di non possesso, incentrata sul grande lavoro dei centrali di centrocampo, a cui avevamo fatto già accenno nelle settimane passate ed una fase di possesso molto verticale e basata sullo sfruttare il lavoro dei centrali di lato della difesa a 3 e sui cross degli esterni.

La mappa dei passaggi in verticale mostrano chiaramente come spesso e volentieri l'impostazione da dietro è finalizzata a cercare direttamente i tre uomini offensivi, qualora non sia questa la strada seguita, la mappa ci mostra il grande utilizzo dei cross. Le statistiche confermano il trend indicando il Montpellier come la squadra con più cross effettuati a partita (22) e più passaggi lunghi effettuati per partita (71), a livello individuale la statistica che conferma l'approccio verticale di Der Zakarian è data dai 6,7 passaggi lunghi a partita del centrale brasiliano Hilton (fonte dei dati WhoScored).

Ad affrontare la squadra occitana ci sarà lo Strasburgo; la squadra alsaziana è avanti al Montpellier in classifica di 2 punti e, come indicato in premessa, ha degli elementi in comune con essa. visto che anche la squadra allenata da Thierry Laurey in fase di possesso ama giocare in verticale e si affida molto spesso ai cross (è seconda in entrambe le statistiche proprio al Montpellier).

In fase di non possesso, invece, come mostrato dalla mappa predisposta da Between the Posts in relazione alla trasferta dello Strasburgo in casa del Lione ci mostra come la squadra di Garcia non sia riuscita ad accedere centralmente all'area di rigore avversaria, questo perché l'approccio voluto da Laurey è di non andare ad aggredire alto ma lavorare sulle coperture delle linee di passaggio per eliminare ogni possibilità di accesso per l'avversario alla fascia centrale del campo. L'approccio della squadra alsaziana in non possesso ha pagato grossi dividendi in termini di tenuta difensiva visto che la media dei tiri subiti è pari a 9,7 secondo i dati WhoScored, dato inferiore solamente a quello di Angers e Marsiglia.

La Ligue 1 difficilmente regala contesti tattici particolarmente evoluti e le due contendenti in questione, infatti, ne sono una dimostrazione, ma si sa che il campionato francese crea principalmente un contesto atto alla costruzione ed alla crescita di talenti, per cui alla fine a decidere la sfida dello Stade de la Mosson saranno le individualità a disposizione delle due squadre a cui sarà demandato di rompere le strategie difensive dei rispettivi avversari.


BONUS TRACK


MANCHESTER CITY - ASTON VILLA, FINALE DI CARABAO CUP


Come già accennato in precedenza, il prossimo weekend assegnerà il primo titolo in Inghilterra, con il Manchester City che affronta l'Aston Villa nella tipica cornice di Wembley per la finale di Coppa di Lega, per Guardiola è la possibilità di aggiungere un ulteriore trofeo alla bacheca, per l'Aston Villa, in piena lotta per evitare la retrocessione dalla Premier, battere il City sarebbe un'impresa clamorosa ma ha sufficiente tecnica a centrocampo per mettere in difficoltà i fragili meccanismi difensivi della squadra di Guardiola, che deve rinunciare nuovamente a Laporte per circa un mese.

RITORNA IL CAMPIONATO RUSSO


Classifiche fornite da Sofascore Risultati



Dopo la pausa invernale, il campionato russo torna in campo con lo Zenith in netto vantaggio sulle inseguitrici (+10 sul Krasnodar, +11 su Rostov, CSKA Mosca e Lokomotiv Mosca) quando mancano 11 giornate alla fine. Il campionato russo non è uscito benissimo a livello europeo, con nessuna rappresentante che è giunta alla fase ad eliminazione diretta di entrambe le competizioni. Il livello tecnico a livello individuale sembra tutto sbilanciato dalla parte della squadra di San Pietroburgo, mentre alle spalle si fatica ad intravedere una capacità di generare talenti anche a livello locale, tutti dati che non inducono all'ottimismo anche per il cammino della nazionale ai prossimi Europei dopo l'exploit del mondiale casalingo. Oltre ai gemelli Miranchuk del Lokomotiv Mosca e lo stesso Odzoev dello Zenith, i giocatori su cui si può tentare a puntare qualche centesimo sono il centrocampista del CSKA Ivan Oblyakov, classe 1998, chiamato ad un salto di qualità definitivo, ed il compagno di squadra Igor Diveev, centrale difensivo mancino classe 1999; se invece vogliamo muovere il focus sul reparto offensivo l'unico prospetto di rilievo è l'esterno destro d'attacco del Krasnodar Shapi Suleimanov, classe 1999, che tra competizioni di club e nazionale Under 21 ha messo a segno 8 goal e 7 assist.


EREDIVISIE, AJAX-AZ (DOMENICA ORE 20)


Come all'andata, le due contendenti al titolo in Olanda si affrontano distanti 3 punti in classifica ed entrambi reduci da un'altra delusione europea: la gara d'andata, disputata lo scorso 15 dicembre, si è disputata dopo la retrocessione dei lancieri dalla Champions e la pesante sconfitta della squadra di Arne Slot sul campo dello United in Europa League senza pregiudicarne la qualificazione. Domenica tornano ad affrontarsi dopo essere state entrambe eliminate in Europa League rispettivamente da Getafe e LASK Linz, ossia due formazioni dalla forte connotazione tattica che hanno mostrato i limiti delle due formazioni.

La gara d'andata, introdotta da un grande hype derivante dal grande talento a disposizione delle due formazioni, fu tutt'altro che spettacolare e fu risolta nei minuti finali da un goal di Boadu su una confusa azione di calcio d'angolo; entrambe le squadre (vedi numero di passaggi completati sulla trequarti) sembravano restie ad affrontarsi a viso aperto ed il goal nei minuti finali premiò, seppur oltremodo, un progressivo forcing della squadra di Alkmaar.


















RICOMINCIA LA MLS

Dall'altra parte del continente prende il via la MLS che quest'anno vedrà aggiungersi una nuova squadra, ossia l'Inter Miami, presieduta da David Beckham, che ha deciso di entrare nella competizione di certo non in punta di piedi, acquisendo Rodolfo Pizarro, centrocampista/trequartista messicano di grande valore ed occupando la prima casella destinata ai "designated playersall'esterno d'attacco argentino dell'Estudiantes Matias Pellegrini.

Per il resto le favorite dovrebbero essere le stesse della scorsa stagione, con i detentori di Seattle che non hanno modificato la squadra, così come le altre due principali contendenti, ossia l'Atlanta United, vincitrice due stagioni fa, e il Los Angeles Football Club, dominatrice della regular season nella scorsa stagione.

Tra le novità della stagione, oltre all'esordio di Miami, c'è il cambio di panchina a New York sponda City, con l'approdo di Ronny Delia, ex Celtic e Valerenga, rimanendo in tema di allenatori, molta curiosità per Thierry Henry che, dopo la negativa esperienza a Montecarlo, decide di ricominciare da Montreal; se invece, anche se a 33 anni, sperate ancora nella rinascita di Giuseppe Rossi, allora sarà interessante capire come andrà la sua avventura tra le montagne dello Utah, a Salt Lake City.

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