L'Old Firm è una delle sfide più iconiche dell'intero calcio europeo: quella tra Rangers e Celtic è una delle rivalità stracittadine più antiche e più sentite nel mondo, con implicazioni che non riguardano solamente il calcio (anzi il calcio è proprio un aspetto marginale), in un connubio tra fede calcistica e religiosa che rende questa sfida e questa rivalità unica nel suo genere.
Nella sfida di mercoledì sera al Celtic Park la formazione di casa ha letteralmente distrutto i Rangers con un sonoro 3-0 che ha permesso alla squadra cattolica di Glasgow di riprendersi oltre che la testa provvisoria della Premiership scozzese, anche un primato in termini di ciclo tecnico che sembrava perduto dopo le ultime due stagioni, dove Steven Gerrard aveva permesso ai Rangers di riprendere il dominio interrotto dal fallimento del club nel 2012.
Con il combinato disposto dell'addio dell'ex capitano del Liverpool, che ha deciso di prendere il ruolo di manager all'Aston Villa, e l'arrivo a Celtic Park di Ange Postecoglou, la situazione sembra essersi nuovamente ribaltata, per cui in questa analisi andremo a vedere come l'ex tecnico degli Yokohama Marinos ha permesso alla sua squadra di trionfare nell'Old Firm che mancava (in campionato) da settembre 2019.
LE FORMAZIONI INIZIALI
Le assenze determinate dagli infortuni e la partenza di alcuni giocatori per affrontare i match con le rispettive nazionali hanno costretto i due allenatori ad alcune scelte forzate o avere poche alternative su chi mettere in campo dal primo minuto.
Dal punto di vista tattico entrambe le formazioni si sono schierate con un 4-3-3 di base la cui interpretazione sarà oggetto di questa analisi. E' proprio questo aspetto ad essere stato decisivo in quanto sia a livello di caratteristiche di interpreti che di disposizione delle squadre in campo le due squadre partivano sulla carta in maniera speculare.
LA COMPLICITA' DEI RANGERS
Nel trionfo della squadra bianco-verde, oltre ai meriti giganteschi del modo di stare in campo imposto da Postecoglou, una quota di complicità va assegnata all'atteggiamento voluto da Giovanni van Bronckhorst, reo di aver preparato la squadra a giocare con un atteggiamento in campo molto timido molto lontano da quello ereditato da Steven Gerrard.
Questo atteggiamento si sta riverberando negativamente sulla fase difensiva dei Gers. Come si evince dal grafico, dall'addio di Gerrard sono decisamente aumentate le partite in cui la squadra concede un numero di xG maggiore della media. Le barre in rosso si riferiscono alle partite sotto la gestione dell'attuale tecnico dell'Aston Villa, quelle in blu alle partite sotto la gestione del tecnico olandese, insomma il peggioramento sembra particolarmente visibile e riconoscibile a livello statistico ma lo si può anche notare dall'atteggiamento della squadra in fase di non possesso.
L'atteggiamento dei Rangers è stato quello di abbassarsi e di non contestare in alcun modo la costruzione degli avversari. Qui vediamo per esempio il centrale difensivo del Celtic Starfelt che può condurre liberamente il pallone fin oltre il cerchio di centrocampo mentre tutta la squadra indietreggia, inoltre da qui possiamo vedere il sistema di sviluppo esterno della squadra biancoverde con Jota, l'esterno offensivo che da l'ampiezza allo schieramento attirando Tavernier, il terzino Taylor accentrandosi apre la linea di passaggio verso l'ex Benfica in quanto Amad Diallo lo segue a uomo. Questa situazione creerà tutti i presupposti per il dominio Celtic, come vedremo nel proseguimento di questa analisi.
LO SVILUPPO LATERALE DEL CELTIC
La principale costante del modo di giocare del Celtic di Postecoglou è indubbiamente quella di sviluppare l'azione mediante triangoli laterali, un sistema tipico del 4-3-3 di Vincenzo Italiano e Zdenek Zeman che ho già analizzato in passato sulle pagine di questo blog. Anche qui si va grande uso delle rotazioni posizionali tra i giocatori appartenenti a ciascuna delle catene: in questa partita queste rotazioni sono state particolarmente meccaniche a causa dell'insistenza dei Rangers di orientare la propria fase difensiva sull'uomo.
Queste sono le heatmap di Jota e Abada, ossia i due esterni offensivi del 4-3-3 del tecnico australiano, da qui si evince chiaramente come, nella sua versione di questo schieramento siano questi due giocatori a dover fornire la massima ampiezza alla manovra. Inoltre emerge il fatto che, insieme, questi due giocatori abbiano sommato 100 tocchi, il che significa che sono stati serviti molto frequentemente dai loro compagni che, a loro volta, erano in grado, di creare spazi sufficienti affinché potessero essere serviti e giocare il pallone. Questo meccanismo si può evincere anche dall'esempio mostrato sopra, generato dal movimento dei terzini che si accentrano liberando le linee di passaggio per le loro ricezioni.
Ecco come il Celtic organizzava il proprio triangolo di sviluppo esterno: Abada, l'esterno offensivo, riceve il pallone allargandosi, il terzino Juranovic si accentra portandosi dietro Kent che lo segue a uomo, un po' come sul lato opposto Amad Diallo faceva su Taylor. Barisic a sua volta deve aprirsi per contestare Abada aprendo la linea difensiva. Nello spazio creato si inserisce la mezzala O'Riley che può essere servito in profondità dallo stesso Abada alle spalle di Barisic.
Inoltre la corsa in avanti di O'Riley non aveva come unico scopo quello di farsi servire in profondità, ma anche di costringere Aribo ad inseguirlo fin dentro l'area, liberando spazio tra le linee dove potevano essere serviti, oltre che lo stesso Juranovic, anche l'altra mezzala Hatate, come avvenuto nell'azione del secondo goal del Celtic. Grazie a questi movimenti il Celtic ha fatto saltare quello che era un sistema di marcature a uomo dei Rangers manipolando perfettamente gli spazi.
L'azione del goal del 2-0 è una perfetta esemplificazione di quanto esaminato fino ad ora: si parte dalla costruzione paziente dei due centrali che prima cercano di attivare la catena sinistra, poi vanno su quella destra da dove si innesca la combinazione terzino, esterno, mezzala che costringe Kamara (il mediano dei Rangers) a dover scalare per dare man forte; tuttavia questo movimento libera spazio proprio in zona rifinitura che viene attaccato da Hatate che poi fa il resto con una meravigliosa conclusione da fuori area.
LA GRANDE AGGRESSIVITA' DELLA PRIMA PRESSIONE
Altro elemento che ha permesso al Celtic di dominare la partita è stato l'atteggiamento super-aggressivo non appena i Rangers cercavano di giocare la palla: al contrario dei propri avversari la squadra di Postecoglou non ha mai aspettato l'avversario e non gli ha mai consentito di giocare il pallone comodamente sin dalla propria trequarti.
L'obiettivo della pressione della squadra di casa era quello di portare i Rangers a giocare sulla fascia, dove, con l'aiuto della linea laterale, il campo si stringe inesorabilmente per l'avversario e quindi dare inizio al pressing. Per costringere la squadra di Van Bronckhorst ad andare lateralmente, la strategia era quella di avere due uomini come prima linea di pressione che si accoppiassero con i due centrali difensivi avversari togliendo loro la possibilità di servire centralmente Kamara. Sul passaggio tra un centrale difensivo e l'altro uno dei due elementi (qui la mezzala O'Riley) aggredisce Bassey chiudendogli la linea di passaggio di ritorno per Goldson, mentre l'altro elemento (qui la punta Giakoumakis) scalava su Kamara; in questa maniera l'unica soluzione a disposizione del centrale difensivo dei Gers era quella di apppoggiare su Barisic a sinistra.
Una volta che Barisic viene aggredito (dall'esterno Abada) questi si trova impossibilitato a far progredire l'azione: i suoi due appoggi più vicini sono Kamara e l'esterno offensivo Kent che cercano di scambiare ma i giocatori del Celtic hanno fatto sempre un gran lavoro a restare attaccati ai propri uomini in questa fase rendendo vano ogni tentativo di progressione del pallone nella metà campo avversaria. Per questo motivo i Rangers saranno costretti a tanti lanci lunghi o tanti retropassaggi, finendo per non avere mai il controllo del pallone e del territorio.
Neanche appoggiarsi sul portiere era un'opzione percorribile per la squadra ospite, questo per lo stesso meccanismo precedente: sul passaggio verso il portiere il giocatore in pressione continua la propria corsa verso il portiere, chiude la linea di passaggio di ritorno mentre l'altro elemento della prima linea di pressione va ad attaccare l'altro centrale difensivo. A McGregor restano due opzioni: una è quella più sbrigativa di lanciare il pallone, l'altra di rischiare un passaggio in verticale verso Kamara con O'Riley in agguato. L'estremo difensore dei Rangers percorrerà il più delle volte la prima opzione (12 lanci lunghi tentati rispetto ai 5 di media nel corso della stagione).
Tutto questo dominio è ben riassumibile da questa grafica apparsa nel corso della partita, quando non erano passati neanche 20 minuti, che ben testimoniano con quale approccio il Celtic abbia affrontato la partita giustificando pienamente il successo finale, maturato, tra l'altro, già al termine del primo tempo, dopo 45 minuti in cui si è letteralmente vista una sola squadra in campo.
CONCLUSIONI
Il trionfo del Celtic è stata un'enorme dimostrazione di forza della squadra di Postecoglu, questo 4-3-3 paziente in possesso finché non innesca i triangoli laterali di sviluppo e la grande aggressività in fase di non possesso rappresenta un marchio di fabbrica che l'allenatore australiano si è portato dal Giappone assieme a diversi interessantissimi elementi della rosa.
L'altro elemento che preme sottolineare è che l'attuale stagione nei piani del club cattolico di Glasgow sarebbe dovuta essere di mero assestamento dopo la rivoluzione avvenuta nel corso dell'ultima estate. Oggi il Celtic si trova in testa alla Premiership con una squadra la cui età media è la seconda più bassa del campionato, per questo motivo la prestazione di ieri sera assume maggiore valore perché più che un exploit siamo di fronte alla possibilità di dare il via ad un ciclo che può regalare grandi soddisfazioni per i tifosi dei Bhoys.
Per i Rangers il passaggio da Gerrard a Van Bronckhorst sembra aver abbassato il livello della squadra che sembra essere diventata più timida e fa molta fatica a capire i meccanismi che l'allenatore olandese sta cercando di implementare soprattutto in fase di non possesso. Restituire il titolo un anno dopo averlo riconquistato sarebbe un grande problema per la sponda protestante della città scozzese, per questo all'ex tecnico del Feyenoord servirà restituire alla squadra la stessa mentalità lasciata dal suo predecessore.
Infine sarà molto interessante capire come si comporteranno le due squadre a febbraio nel turno preliminare rispettivamente di Europa League e di Conference League: per i Gers il turno di Europa League prevede la sfida quasi proibitiva contro il Borussia Dortmund, contro i quali un atteggiamento così passivo rischia di creare le condizioni per una disfatta; per il Celtic scontro molto interessante in Conference League contro il Bodo Glimt, altra squadra che esprime un tipo di gioco particolarmente offensivo e bello da osservare.
Per l'Aston Villa questa doveva essere una stagione di rinnovamento, con una squadra costretta a cambiar pelle a causa della cessione di Jack Grealish al City che ha aggiusto risorse economiche ad un club che era già ben saldo sotto questo aspetto. Per questo il club ha investito nel ringiovanimento della rosa e in una strategia di lungo periodo che permettesse al club di poter tornare ad occupare almeno la parte sinistra della classifica.
Questa richiesta di rinnovamento è stata lasciata nelle mani di Dean Smith, l'allenatore che ha riportato il Villa in Premier dopo 3 anni in Championship e che è riuscito a mantenere la categoria per due anni di fila il tutto sotto il segno del capitano con la maglia numero 10 sul quale si appoggiava l'intera fase finale della manovra dei Villans. Con la partenza di Grealish era necessario rimodellare questa squadra ed il manager nativo di West Bromwich ha mostrato difficoltà a trovare uno schieramento coerente, pagando questa poca chiarezza di intenti con l'esonero (seppur ricollocandosi immediatamente in quel di Norwich).
Dalle parti del Villa Park serviva un allenatore in grado di dare un'identità tattica alla squadra, per questo motivo non poteva essere scelta migliore quella di rivolgersi a Steven Gerrard, un nome la cui fama precede qualsiasi cosa e che in questi primi anni da allenatore si sta mostrando un tecnico dalle idee molto chiare e con una gestione della squadra molto moderna ed innovativa.
4-3-3 COME PUNTO DI PARTENZA
In questi anni da allenatore ai Rangers l'ex capitano del Liverpool ha scelto il 4-3-3 come modulo di base per far giocare la sua squadra, ma come è sempre opportuno rimarcare, non è il modulo a definire la strategia di un allenatore quanto i princìpi di gioco ed il modo in cui la squadra si comporta con e senza la palla. Proprio per questo motivo gli interpreti del 4-3-3 di Gerrard determinano alcuni movimenti della squadra in campo.
Per esempio quando vuole consolidare il possesso dal basso, Gerrard inserisce tra i tre di centrocampo un "costruttore" in più da affiancare al vertice basso, in questo caso Lundstram si abbassa fuori linea per aiutare la costruzione dell'azione e permettere al terzino di parte (Barisic) di poter avanzare in campo, l'altro terzino (il capitano dei Rangers Tavernier) resta più basso in quanto spesso l'obiettivo della costruzione da dietro dei Rangers è servirlo per attivare una verticalizzazione da quel lato di campo sfruttando le ottime capacità del terzino inglese (uno dei tanti forti terzini destri prodotti in serie dal calcio inglese negli ultimi anni) di far progredire il gioco grazie al proprio destro molto educato.
Allo stesso tempo se l'avversario rende difficile la costruzione dal basso, ecco che è necessario avere una struttura in grado di andare a risolvere la questione "seconde palle", sotto questo aspetto è indispensabile il grande lavoro della punta centrale Morelos che diventa il target delle costruzioni dirette dei Rangers, coadiuvati dal terzo centrocampista più avanzato e dall'esterno offensivo, pronti a raccogliere la sponda del compagno o andare sulla ribattuta della difesa avversaria.
Spesso il piano gara di Gerrard prevede di bypassare la prima pressione avversaria mediante una costruzione diretta sulla punta, per questo i due centrocampisti che affiancano Davis hanno generalmente meno compiti di costruzione e più di supporto alla struttura della squadra in queste situazioni in cui il possesso è conteso, per questo motivo in questa partita contro il Celtic, partita la cui importanza ritengo superfluo specificare, i due centrocampisti al fianco di Davis sono Aribo e Kamara, con quest'ultimo molto più abile di Lundstram in queste fasi di gioco. Tuttavia, come si vede, la strategia è sempre quella di avere molti giocatori vicino alla palla, tanto meglio se in misura maggiore rispetto all'avversario.
Per questo motivo il 4-3-3 resta alla base del modo di giocare di Gerrard, è un sistema che gli permette di avere sempre un numero di giocatori in zona palla con gli interpreti che cambiano a seconda delle fasi di gioco che l'ex capitano del Liverpool si aspetta di dover affrontare con maggior frequenza nel corso della partita.
LO SVILUPPO LATERALE
Uno degli aspetti più facilmente riconoscibili del sistema di gioco implementato da Gerrard a Glasgow è lo sviluppo laterale del gioco, in particolare sul lato destro del campo, quello in cui viene schierato in campo Tavernier.
Ciò che emerge a livello visivo è anche confermato dai dati statistici: la squadra di Gerrard preferisce il lato destro del campo, ma in un quadro ancora più generale l'avanzamento avviene appunto lateralmente, con la zona centrale del campo utilizzata solamente per ribaltare il lato di gioco dopo aver mosso l'avversario sul lato forte per creare un lato debole. E qui troviamo un altro aspetto precipuo di una squadra che gioca con il 4-3-3, ossia l'utlizzo delle catene formate da terzino, mezzala ed esterno offensivo di parte per rendere possibili questo sviluppo laterale dell'azione di gioco, un elemento che accomuna il 4-3-3 di Gerrard con quello che ho raccontato in miei precedenti post in relazione a quello di Vincenzo Italiano e di Zdenek Zeman.
Un esempio di passmap tipico dei Rangers di Gerrard mostra chiaramente quanto siano accentuate le linee sul lato occupato dal giocatore con la maglia numero 2 dei Gers che puoi move il gioco sfruttando le combinazioni con il triangolo di sviluppo precedentemente menzionato, in questo caso completato dalla mezzala Arfield e da Aribo spostato nel tridente offensivo (anche la composizione dei tre attaccanti del 4-3-3 non è mai simile nelle scelte di Gerrard ma variano a seconda del tipo di partita da fare e dello schieramento difensivo avversario).
Nell'esempio si può vedere quali soluzioni cerca la squadra scozzese quando il gioco viene sviluppato lateralmente. In questo specifico esempio manca Tavernier, tuttavia la disposizione non cambia, vediamo il triangolo di sviluppo che non viene tenuto isolato dal resto della squadra. Come si può notare uno dei tre attaccanti ed uno dei centrocampisti creano a loro volta una linea di passaggio dopo che il triangolo ha attirato le linee difensive avversarie su quel lato.
In questo modo si permette un rapido cambio di lato promosso dal fatto che l'intero schieramento avversario è stato attirato dal sovraccarico a destra, così il pallone arriva al terzino opposto che può arrivare al cross mentre gli altri giocatori vanno ad occupare l'area di rigore avversaria. Non è da tralasciare, inoltre, il fatto che la massiccia presenza di uomini in maglia blu permetta la possibilità di riciclare il possesso in caso l'avversario riesca ad intercettare un passaggio o l'ingresso in area di rigore,
Sotto questo aspetto è molto importante l'utilizzo di Morelos nel muoversi negli spazi generati dal triangolo di sviluppo, qui vediamo come lo spazio tra le linee venga utilizzato dal centravanti colombiano per proporsi per un passaggio "a muro", ossia raccogliere un passaggio in avanti e scaricarlo alla mezzala opposta che sta accorrendo. Raramente Gerrard chiede agli attaccanti di affrettare l'assalto alla linea difensiva avversaria, preferisce disordinare lo schieramento avversario con questi movimenti muovendo contestualmente il pallone da un lato all'altro del campo.
Mediante il cambio di lato c'è spazio anche per creare situazioni di uno contro uno o delle sovrapposizioni che consentono ai Rangers di raggiungere l'area di rigore rapidamente e costringendo gli avversari a corse all'indietro molto faticose che spesso portano ad errori ma soprattutto alla concessione di molte palle inattive in cui il piede dei terzini unito alle doti aeree di diversi giocatori genera diverse situazioni di pericolo per gli avversari e, soprattutto tante reti. Non è un caso che la media di assist a partita di Tavernier sia aumentata esponenzialmente di stagione in stagione sotto la guida del neo-allenatore dell'Aston Villa.
LE CURA NELLE TRANSIZIONI DIFENSIVE
Le fasi di transizione sono quelle che spesso e volentieri decidono le partite, ed avere idee chiare su come gestire questa fase di gioco rappresenta un aspetto fondamentale della strategia di gara, e su questo aspetto Gerrard ha mostrato di aver preparato molto bene la sua squadra.
Come già anticipato, tutto parte da una immediata ricerca di recuperare il pallone una volta perduto, cosa resa possibile dalla concentrazione di uomini in zona palla. Qui siamo in una situazione in cui il Celtic ha appena recuperato un pallone: qui si nota come la squadra vada immediatamente a stringere nella zona dove si trova il pallone chiudendo quindi diverse linee di passaggio e accorciando immediatamente sul giocatore più vicino al portatore di palla: il più delle volte questo costringe gli avversari a calciare lungo il pallone che viene, quindi, fagocitato dai centrali difensivi dei Gers.
Nell'eventualità l'avversario riesca a superare la contropressione dei Rangers, la linea difensiva si mostra quasi sempre preparata a gestire la transizione avversaria scappando all'indietro e mantenendo la superiorità numerica in zona centrale: qui sono i due centrali a tenere a bada la punta centrale, mentre i due terzini ripiegano sui due esterni; qualora l'avversario giochi con due punte uno dei tre centrocampisti (generalmente il vertice basso della difesa) resta a protezione dei due centrali per garantire la superiorità numerica.
IDEE CHIARE IN FASE DI NON POSSESSO
Un altro elemento in cui la mano di Gerrard è visibile sta nell'organizzazione della squadra in fase di non possesso, partendo dalla prima pressione per arrivare al comportamento della linea difensiva. Anche qui i princìpi guidano il tutto, poi a seconda della disposizione dell'avversario vengono fatte le scelte degli uomini da utilizzare nelle varie sotto fasi.
In prima pressione si nota chiaramente la volontà di non permettere l'accesso alle zone centrali del campo: per chi gioca con il 4-3-3 spesso questo è un problema nel momento di stabilire chi deve prendere il centrale dei tre costruttori avversari. Gerrard risolve questo problema tenendo interni i tre attaccanti, ognuno assegnato a coprire le linee di passaggio ai tre uomini che formano la prima linea di costruzione avversaria. La strategia è quella di portare l'avversario a giocare la palla esternamente per poi scatenare la trappola con l'ausilio della linea laterale. In questo esempio i tre attaccanti seguono i tre centrali difensivi del Brondby, una volta che il pallone raggiunge la fascia è il terzino di parte a staccarsi per andare a prendere il "quinto" avversario; in caso di schieramento avversario con difesa a 4, i tre attaccanti si occupano dei centrali e del regista basso mentre una volta che il pallone viene portato sui terzini sono le mezzali a scalare su di loro per evitare che i terzini uscendo creino spazio alle loro spalle.
Inoltre una volta che l'avversario riesce a sviluppare l'azione superando la trappola della prima pressione, la strategia rimane quella di negare la progressione al centro del campo: i tre centrocampisti ed i tre attaccanti sono molto stretti e compatti con i centrali difensivi pronti a spezzare la linea qualora il pallone raggiunga la zona rifinitura (ossia lo spazio tra la linea di centrocampo e quella di difesa). Il dato medio del PPDA è ovviamente molto basso contro le squadre di Premiership scozzese tecnicamente di gran lunga inferiori ai Rangers, mentre molto più indicativo della strategia di Gerrard è il dato nelle competizioni europee e nelle sfide dell'Old Firm: qui il dato si attesta poco sopra il 10 di media che sta a rappresentare un atteggiamento non particolarmente aggressivo ma allo stesso tempo tutt'altro che passivo in fase di non possesso.
Una volta che l'avversario è stato mandato al largo ecco invece il comportamento della linea difensiva che accorcia la diagonale costringendo l'avversario a ricominciare daccapo lo sviluppo dell'azione per assenza di sbocchi e di linee di passaggio che possano permettere delle triangolazioni o degli inserimenti o raggiungere il centro dell'area anche vincendo l'uno contro uno con l'avversario diretto: la strada verso la porta viene completamente sbarrata.
La cosa più logica per l'avversario a quel punto diventa il cambio di lato, ma anche qui la linea difensiva sa cosa fare per non trovarsi impreparata: il terzino sul lato debole scala esternamente mentre il resto della linea difensiva non accorcia la diagonale richiedendo alla mezzala di parte di chiudere lo spazio che si genera tra centrale difensivo e terzino, un meccanismo molto facilmente riconoscibile e che mostra pienamente quanta mano ci sia dell'allenatore nel codificare i movimenti della linea.
Questo atteggiamento può anche cambiare contro squadre che giocano con due punte e con il terzino chiamato ad uscire sul quinto avversario anziché su un esterno offensivo, per cui in questo caso la diagonale resta lunga e con uno dei centrocampisti che copre lo spazio tra centrale difensivo e terzino. Come detto precedentemente possono cambiare le funzioni ed i compiti ma non cambia la strategia: togliere accesso centrale all'avversario.
Anche in questo caso l'avversario deve cambiare lato per cercare di sfondare ed ancora una volta la struttura resta la stessa: qui il terzino si stacca dalla linea difensiva e resta in copertura dell'esterno offensivo che ha ripiegato sull'esterno avversario mentre la mezzala si occupa di chiudere la porta ad inserimenti tra terzino e centrale difensivo. Insomma ci troviamo di fronte a meccanismi difensivi molto consapevoli.
COSA DEVE AGGIUSTARE NELL'ASTON VILLA?
Ciò che è emerso nell'analisi dei Rangers di Steven Gerrard è l'identità e riconoscibilità che ha costruito in questi anni di regno sulla panchina della squadra scozzese: di questo sicuramente ha bisogno la squadra di Birmingham per risalire la china.
Con l'addio di Grealish e con gli investimenti su Buendia, Bailey ed Ings per ricostruire l'attacco, Dean Smith ha avuto difficoltà nel trovare il modo per dare fluidità alla manovra della sua squadra e soprattutto mantenere un certo equilibrio in campo.
Andando a vedere gli schieramenti messi in campo da Dean Smith nelle ultime settimane emerge chiaramente una difficoltà a trovare uno schieramento in campo definitivo e soprattutto soddisfacente ed in grado di mettere a proprio agio tutti gli interpreti a disposizione. Come emerge dalle formazioni disposte in campo nelle ultime giornate si desume chiaramente come Smith per trovare un certo equilibrio di schieramento ha dovuto tenere fuori di volta in volta alcuni singoli importanti come Buendia, Bailey ed Ings, a volte anche in maniera forzata causa infortuni. Insomma, come si desume anche dai numeri difensivi, la squadra ha spesso fatto fatica a trovare il modo per mantenere l'equilibrio in campo, con una coperta che è sembrata sempre molto corta e con poche idee in fase di possesso. Con il 3-5-2 si è visto un maggiore equilibrio ed anche una certa attitudine a prendere il controllo territoriale delle partite, come avvenuto nelle due vittorie consecutive ottenute contro Everton prima e Manchester United dopo, tuttavia la necessità di dover inserire Emiliano Buendìa nello scacchiere ed il ritorno alla difesa a 4 hanno portato ad un peggioramento delle prestazioni della squadra.
Un elemento su cui Gerrard probabilmente dovrà partire sta nell'istruire al meglio i due terzini, la cui centralità in fase di sviluppo dell'azione abbiamo avuto modo di vedere precedentemente ed è testimoniata dai numeri. Per questa ragione il primo intervento me lo aspetto proprio sulla qualità delle giocate di Cash e Targett e soprattutto su come il resto della squadra riuscirà a sostenere la spinta dei due esterni fornendo ad essi le giuste linee di passaggio ed anche le giuste coperture in caso di palla persa, per questo motivo sarà molto importante vedere il lavoro dell'ex numero 8 del Liverpool nel convincere i giocatori avanzati a muoversi in maniera più codificata e non esclusivamente chiamati a duelli individuali come accaduto in questa stagione.
Tra l'altro l'uscita dalla propria metà campo da parte dei Villans nelle ultime partite si basava molto spesso sull'appoggio a Targett sulla sinistra per poi cercare un pallone in verticale verso Watkins, tuttavia come si può vedere dall'esempio a lato, si nota chiaramente un'assenza di strategia di sviluppo con il centravanti ex Brentford che si muove per ricevere palla ma non trova sostegno per far progredire l'azione. Questa assenza di struttura in caso di palla persa si traduce poi in esposizione della squadra alle transizioni avversarie, e per quanto Smith si affidasse molto alle qualità individuali dei suoi centrali difensivi nel recuperare lo spazio di campo alle loro spalle, questo non si è rivelato sufficiente per fermare la forza offensiva avversaria.
Per questo motivo questo sarà l'aspetto da cui mi aspetto immediato impatto da parte di Gerrard, a questo aggiungo un obiettivo di medio periodo, ossia, copiando quanto fatto in questi anni a Glasgow, gestire la rosa al meglio e fare dei piccoli aggiustamenti allo schieramento della squadra in base a quali tipo di giocatori avrà bisogno per una specifica partita, per cui si divertirà ad alternare, specie nel tridente offensivo, un giocatore tecnico come Buendìa, due attaccanti forti come Watkins ed Ings ed un esterno come Bailey, ma senza stravolgere lo schieramento in campo, semplicemente affidando compiti specifici in base alle necessità della partita ed alle corde del singolo.
Infine, c'è anche un obiettivo di lungo periodo: l'Aston Villa ha a disposizione alle spalle della prima squadra un'interessante settore giovanile, per cui all'ex tecnico dei Rangers verrà chiesto (e lui sarà molto stimolato da questo) di inserire progressivamente nel sistema i fratelli Chukwuemeka classe 2002 e 2003 che stanno emergendo anche nelle nazionali giovanili inglesi, il centravanti Archer che abbiamo visto già segnare in Coppa di Lega contro il Chelsea ed il centrocampista classe 2001 Jacob Ramsey, che ha già collezionato diverse presenze in questa stagione e potrebbe già essere un elemento su cui Gerrard poserà i propri occhi.
Terminata la pausa delle nazionali che ha lasciato indicazioni non del tutto attendibili nel momento in cui molte nazionali sono state penalizzate dalle assenze di diversi giocatori colpiti dal COVID, trascinando con se polemiche sul calendario messo in piedi da FIFA e UEFA, ritorna il calcio dei club, soprattutto si torna a fare sul serio, visto che non ritornano solo i campionati ma tornano anche le competizioni europee nel corso della prossima settimana, per questa ragione i miei consigli del weekend sono orientati a conoscere alcune squadre che vedremo impegnate da martedì tra Champions ed Europa League e di cui mi piacerebbe conoscere e farvi conoscere qualcosa in più.
Sarà il weekend, questo dei derby di Liverpool e di Milano che possono valere la vetta della Premier e della Serie A, ma è anche il weekend del derby di Glasgow, e quest'ultimo è una delle partite che ho scelto per questa preview del weekend calcistico.
IN ATTESA DI CHELSEA-SIVIGLIA (MARTEDÌ ORE 21)
La squadra di Lampard e quella di Lopetegui sono le favorite di un girone (il girone E) parecchio interessante, visto che include anche il Rennes, di cui ho parlato nelle scorse settimane, ed il Krasnodar, squadra russa con giocatori di talento. Per introdurvi alla sfida di martedì a Stamford Bridge i rispettivi impegni di campionato ci diranno che squadre si affronteranno.
GRANADA-SIVIGLIA (SABATO ORE 13)
Prima del ritorno in Champions League, la formazione andalusa avrà un bell'impegno nella Liga, dove dovrà affrontare all' Estadio de lo Carmenes il Granada in un derby andaluso che ci farà rendere conto di quanto manca agli osservatori ed agli addetti ai lavori dover seguire questi match senza la giusta cornice di pubblico, ma questo è un altro discorso.
L'asse Monchi-Lopetegui ha costruito una squadra che ha riportato il Siviglia in Champions dopo due stagioni non esaltanti e, soprattutto, ha riportato dopo 4 stagioni l'Europa League, appena alzato il trofeo al cielo in Germania, Monchi si è rimesso all'opera per sostituire prima due pedine importanti come Reguillon e Banega, al cui posto sono arrivati rispettivamente Marcos Acuna dallo Sporting Lisbona ed Ivan Rakitic, cavallo di ritorno e giocatore che ritengo favoloso e perfetto per associarsi nel centrocampo di Lopetegui con Fernando e Jordan; in zona offensiva sono rimasti tutti al Sanchez Pijuan, soprattutto Lucas Ocampos, decisivo nella scorsa stagione, e Luuk De Jong, partito molto a rilento nella scorsa stagione e poi giocatore decisivo nelle fasi finali, doppietta all'Inter in finale di Europa League inclusa, ma soprattutto, nell'ultimo giorno di mercato si è regalata un tocco di classe in più con l'arrivo di Oussama Idrissi, uno dei tanti giovani prospetti di alto livello usciti da quel meraviglioso laboratorio che è l'AZ Alkmaar, pronto a scalzare dall'undici di partenza l'ex milanista Suso.
Il 4-3-3 di Lopetegui è ormai facilmente riconoscibile nella strategia, basata sulla copertura in ampiezza del campo, con una fase di costruzione molto pulita, atta ad attrarre la pressione avversaria per poi innescare con i cambi di gioco le batterie di esterni formate dal terzino e l'ala, una giocata che disordina spesso e volentieri le linee avversarie e che porta a generare diverse palle goal: ciò che è mancato per lunghi tratti della Liga lo scorso anno è stata la fase realizzativa, questo a causa del rendimento non ottimale di De Jong che, invece, ha alzato il livello della squadra nel momento in cui ha iniziato a trovare la porta con regolatrità; a dimostrazione della riconoscibilità del gioco di Lopetegui, abbiamo la statistica dell'ammontare dei cambi di gioco a partita per squadra, come dimostrato dal grafico che ho creato qui sotto sulla base dei dati StatsBomb resi disponibili dalla piattaforma FbRef che conferma i dati anche della scorsa stagione, dove tra i 5 principali campionati il Siviglia era secondo al solo Real Madrid e addirittura davanti al Liverpool.
Il Granada dal canto suo viene da una stagione sorprendente, dove da neo promossa è riuscita a trovare la qualificazione in Europa League, dove in queste settimane ha anche ottenuto la qualificazione alla fase a gironi dove dovrà vedersela con il PSV di Roger Schmidt, il PAOK retrocesso dai preliminari di Champions ed i ciprioti dell'Omonoia. La squadra di Diego Martinez in queste stagioni ha consolidato un sistema di gioco basato sul 4-2-3-1 che in fase di non possesso si trasforma in un 4-1-4-1 con uno dei mediani che si abbassa per presidiare la zona di rifinitura.
Nell'immagine a fianco un'esemplificazione dello schieramento del Granada in fase di non possesso dove è facilmente riconoscibile il 4-1-4-1 (l'attaccante è fuori inquadratura), sulla carta uno schieramento che predilige la copertura delle zone centrali, ma il posizionamento di terzini ed ali è sempre pronto al raddoppio in caso di cambio di gioco, ossia la strategia che il Siviglia usa per sviluppare la propria manovra, per questo motivo vedremo tanti duelli nelle zone esterne del campo che saranno la chiave per il Granada al fine di soffocare la maggior qualità di cui il Siviglia dispone; in fase di possesso, invece, i terzini si spingono molto in avanti, mentre uno dei centrocampisti si pone tra i due centrali difensivi formando una classica salida lavolpiana su cui il Siviglia dovrà fare delle scelte molto precise sul come attaccarla, visto che poi la pressione avversaria viene usata dagli uomini di Martinez per innescare in verticale la qualità di Machis, ex Udinese ed uno degli uomini più pericolosi della Liga in questa fase di stagione, se non saranno i duelli individuali sugli esterni, dunque, a decidere la partita, lo saranno allora le transizioni.
CHELSEA-SOUTHAMPTON (SABATO ORE 16)
Il Chelsea di Frank Lampard, complice il mercato faraonico, si presenta a questa stagione con tanti occhi puntati addosso e, sotto sotto, con molti che sperano nel fallimento della stagione dei Blues: le prime gare della stagione non sono state del tutto incoraggianti, soprattutto nelle prime due partite, dove Brighton e Liverpool hanno surclassato il Chelsea (il dato aggregato degli xG parla di un -1,8 secondo StatsBomb); la partita con il Southampton mette di fronte gli uomini di Lampard ad una squadra di cui ho già più volte disquisito nelle precedenti settimane e che, dopo un inizio in cui i difetti hanno nascosto i pregi, ha trovato due vittorie consecutive prima della pausa che ne hanno fatto risalire le quotazioni.
Il problema di Lampard in questo primo scorcio di stagione è quello di trovare un sistema di gioco che sia in grado di tenere insieme il talento di Havertz e Werner, questo ha portato a tanti cambiamenti dello schieramento nelle 4 partite di campionato fin qui disputate, allo stato delle cose la scelta sembra essere ricaduta su un 4-2-3-1 in cui il Chelsea schiera un riferimento avanzato (Abraham o Giroud) che si associ con i due tedeschi, le ultime due partite, inoltre, hanno visto salire le quotazioni di Hudson-Odoi come elemento necessario a garantire l'ampiezza a destra, mentre quella a sinistra è garantita dal ritorno in campo di Chillwell, arrivato da Leicester lo scorso agosto.
Il 4-2-3-1 visto contro il Crystal Palace prima della pausa e nel secondo tempo della partita contro il WBA in cui ha rimontato 3 reti si sviluppa sostanzialmente nella maniera indicata nello schieramento qui accanto: Azpilicueta resta bloccato in fase di impostazione mentre Chillwell tende ad avanzare, se lo spagnolo è chiamato anche lui a salire è Jorginho ad abbassarsi tra i due centrali difensivi o al loro fianco, lo scaglionamento offensivo vede Hudson-Odoi dare ampiezza a destra mentre Havertz e Werner occupano la zona di rifinitura per poi attaccare la linea sfruttando i movimenti a venire incontro di Abraham, se invece la manovra si sviluppa sull'esterno, avanzano anche Azpilicueta e Kante in modo tale che l'area possa essere invasa da più uomini possibile e, in caso, di palla persa, ci sia un numero sufficiente di giocatori per avviare la ri-aggressione. Indubbiamente questa strategia sembra essere la comfort zone di Lampard e della squadra, tuttavia il timore di lasciare spazi alle spalle delle linee di pressione sembrano essere una grossa preoccupazione per la squadra, come si è visto nella partita contro il Liverpool, dove un atteggiamento estremamente prudente in fase di non possesso non ha raccolto sufficienti dividendi, la trasferta su un campo di una squadra propositiva come i Saints sarà un'occasione per capire quanto questa squadra stia crescendo e quale strada intende seguire.
Del Southampton abbiamo parlato nei post precedenti così come nella presentazione di questa Premier League, il progetto Hassenhuttl prosegue in continuità con quanto visto nella scorsa stagione, ossia squadra molto aggressiva e che vive di transizioni così come di occupare la trequarti avversaria.
I numeri mostrano chiaramente i segni della strategia portata avanti dal tecnico del Southampton, visto che la squadra si trova al terzo posto alle spalle di City e Liverpool come minor percentuale di tempo speso nella propria trequarti, a dimostrazione della tensione verticale della squadra, un dato che conferma la strategia di Hassenhuttl è quello relativo al PPDA, ossia il dato relativo alla rapidità con cui si recupera il pallone, dato che, secondo Understat è pari a 7,40, indice più basso di tutta la Premier, insomma non siamo ai convenzionali tre indizi ma ci sembra che abbiamo una prova sufficiente per mostrare che i principi del tecnico austriaco abbiano del tutto attecchito sulla costa sud dell'Inghilterra ed intende portare avanti un ciclo che promette molto bene, a patto che si accettino sia i pregi che i difetti (vedi i disastri della partita persa contro il Tottenham alla seconda giornata); la partita contro il Chelsea, inoltre, potrebbe vedere in campo l'esordio dal primo minuto dei nuovi acquisti Salisu e Diallo, quest'ultimo giunto dal Brest nell'ultimo giorno di mercato con lo scopo di sostituire, nello scacchiere di Hassenhuttl, il posto lasciato vacante dalla partenza di Hojbjerg verso il Tottenham, permettendo ai Saints di poter temere in misura minore gli ampi spazi da difendere alle spalle della propria linea di pressione, se entrambi saranno in campo, la tecnica e la velocità di cui dispone il Chelsea dalla metà campo in su rappresenteranno un bel banco di prova che potrebbe aprire o meno scenari ambiziosi.
IN ATTESA DI MIDTJYLLAND-ATALANTA (MERCOLEDÌ ORE 21)
Dopo essere stata lei ad essere messa a battesimo nella scorsa Champions, per l'Atalanta arriva il momento, alla sua seconda partecipazione, di dare il battesimo al Midtjylland, formazione danese dal progetto molto affascinante (basato sui principi del MoneyBall) che l'ha portata nel giro di pochi anni a raggiungere la cima del calcio danese scalzando il Copenaghen e mettendo in mostra un gioco molto piacevole e lanciando tanti talenti molto interessanti che avranno a disposizione in Champions di una vetrina ancora più importante per mettersi in mostra.
MIDTJYLLAND-ODENSE (SABATO ORE 16)
La partita di avvicinamento per la squadra danese si disputa sabato pomeriggio, sostanzialmente in contemporanea con quella dell'Atalanta, che scende in campo a Napoli un'ora prima. Gli impegni nei turni preliminari di Champions hanno distolto leggermente l'attenzione della formazione di Brian Priske dal campionato, dove in 4 giornate ha raccolto 7 punti e adesso si trova ad inseguire il Brondby che è in testa a punteggio pieno: la principale problematica che si legge dai numeri è quella delle difficoltà realizzative, visto che, stando a quanto indicato dal sito della 3F Superliga, il Midtjylland ha realizzato meno di quanto prodotto in termini di xG (4 reti a fronte di 6,5 xG).
Lo schieramento del Midtjylland è riassumibile in un 4-3-3 di base che può ruotare in un 4-2-3-1, ma indipendentemente dai numeri è l'identità della squadra quella che balza maggiormente all'occhio, con un gioco di possesso e di interessanti rotazioni sia nel gioco laterale che nella fase di sviluppo a centrocampo, inoltre con l'arrivo di Pione Sisto in questa stagione si sta consolidando una giocata che rischia di diventare un marchio di fabbrica: lo svedese ex Celta si abbassa a metà campo dando man forte ai centrocampisti, non appena riceve il pallone lo scarica di prima intenzione alle spalle della linea difensiva innescando il taglio dell'esterno destro Dreyer che può andare a concludere solo davanti al portiere; è possibile vedere replicata questo tipo di giocata anche nelle sfide dei preliminari di Champions League, in particolare nel corso del 3-0 allo Young Boys.
Un altro motivo per vedere la partita contro l'Odense non è solo relativo alla qualità corale della squadra di Priske, ma anche la qualità individuale dei giocatori pescati dal club, l'età media della squadra è di poco superiore ai 25 anni e si tratta di giocatori pronti davvero ad esplodere, abbiamo già citato Dreyer, ma aggiungo il mediano Cajuste, il regista Evander e l'esterno offensivo Mabil, tutti giocatori di cui l'Atalanta dovrà ben vedersi, vista la capacità di muovere rapidamente il pallone e trovare la giocata per bypassare pressioni aggressive come quelle della squadra di Gasperini; la partita di sabato, dunque, servirà a capire come la squadra danese si presenta a questa fase della stagione.
L'Odense, avversario nella sfida di sabato, si presenta a questa sfida con un curriculum offensivo interessante (6 reti realizzate nelle prime 4 partite) ma che si è poggiato sulle qualità realizzative del centravanti Issam Jebali che però sarà assente per squalifica dopo essersi fatto cacciare fuori dopo 20' dell'ultima partita di campionato contro il Vejle, poi persa per 1-0, un risultato ed una prestazione che hanno dilapidato quanto di buono costruito nelle prime tre giornate, in particolare la vittoria alla prima giornata contro il Copenaghen per 3-2; della squadra allenata da Michelsen, oltre alle prestazioni dell'assente Jebali, segnalo i due esterni d'attacco Frokjaer-Jensen ed Emmanuel Sabbi, molto rapidi e, quindi, potenzialmente molto pericolosi in fase di transizione, dove il Midtjylland potrebbe avere un punto debole e dove invece l'Odense è in grado di farne il proprio punto di forza.
NAPOLI-ATALANTA (SABATO ORE 15)
Per l'Atalanta, invece, la preparazione alla seconda partecipazione alla Champions arriva affrontando uno degli avversari che uno dei 4 posti glieli vuole togliere, ossia il Napoli di Rino Gattuso, sulle cui novità in questa stagione ne avevo scritto alla vigilia della sfida contro il Parma alla prima di campionato.
La rosa a disposizione di Gattuso permette al tecnico calabrese di variare lo schieramento tattico della squadra così come può permettersi diverse strategie a seconda dell'avversario e dell'andamento della partita: ad esempio in una sfida contro una squadra particolarmente offensiva come l'Atalanta non sarei sorpreso di rivedere un Napoli con un baricentro più basso ed un centrocampista in più, una strategia che nella gara disputata a Bergamo lo scorso luglio non pagò dividendi proprio per l'assenza di giocatori in grado di sfruttare le situazioni di transizione offensiva, oggi, invece, con giocatori come Osimhen e Lozano in campo, la storia potrebbe cambiare.
Altra chiave di lettura della sfida sarà senz'altro la fase di costruzione del Napoli contro la pressione individuale dell'Atalanta: Gattuso ha preteso sin dal giorno 1 del suo arrivo di non voler derogare ad un'uscita palla sin da dentro la propria area di rigore, inoltre i numeri ci mostrano come questa contrapposizione si verificherà anche nella metà campo opposta.
Dall'analisi dei numeri delle prime giornate di campionato, si evince come entrambe le squadre facciano un grande uso del possesso nella propria trequarti prima di affondare (difatti sono le prime due squadre per percentuale di possesso nel proprio terzo difensivo sul possesso totale) così come cercano di privilegiare la pressione oltre la propria metà campo; tuttavia, come indicato in precedenza, resterà da capire se Gattuso vorrà mantenere il baricentro alto anche in occasione di questa sfida concedendo uomini contro la batteria di centrocampisti e trequartisti a disposizione di Gasperini, oppure accetterà di restare con un baricentro medio-basso per cercare di limitare le connessione tra Papu Gomez, Pasalic e co.
Anche per l'Atalanta la partita di Napoli sarà un test a dir poco probante per verificare, oltre alla tenuta dei meccanismi in fase di non possesso contro una squadra di grande tecnica come il Napoli, anche la capacità di imporre il proprio gioco ed il proprio ritmo sul campo della squadra partenopea, un successo ed una prestazione dominante, oltre ad essere un buon viatico in vista dell'esordio in Champions, significherà aver vinto molti duelli contro una squadra di prima fascia, il che significa che i nerazzurri potranno iscriversi di diritto alla lotta per la vittoria del campionato.
IN ATTESA DI STANDARD LIEGI-RANGERS (GIOVEDI ORE 18,55)
L'Europa League darà il via alla sua fase a gironi dal prossimo giovedì con in programma diverse partite di sicuro interesse, vedi la sfida tra Nizza e Leverkusen o quella tra PSV e Granada, oltre ai match delle italiane che affrontano Celtic campione di Scozia (il Milan), AZ Alkmaar, primo posto a parti merito con l'Ajax nella scorsa Eredivisie prima della sospensione del campionato (il Napoli) e lo Young Boys campione di Svizzera (la Roma).
Tuttavia la sfida che meglio identifica l'interesse degli appassionati di calcio a questa competizione è la sfida che si disputerà al Maurice Dufrasne di Liegi tra lo Standard padrone di casa ed i Rangers allenati da Steven Gerrard, due squadre che hanno diversi giocatori ma anche un'interessante identità di gioco da mettere in mostra, a questo si aggiunge il vantaggio di vedere due squadre già rodate visto che i rispettivi campionati celebrano nel weekend rispettivamente l'undicesima (la Premiership scozzese) e la nona giornata (la prima divisione belga).
Ma a farmi scegliere questa partita vi sono anche le partite che le due compagini dovranno affrontare prima di incontrarsi in Europa League.
STANDARD LIEGI - BRUGES (SABATO ORE 20,45)
Il contrappasso della storia ha voluto che il Belgio, nazione che ha fatto del colonialismo e dello sfruttamento delle miniere un elemento distintivo, veda oggi il proprio campionato nazionale come una miniera di materiali grezzi da lavorare e far luccicare altrove, tuttavia le squadre belga hanno saputo usare questa funziona come un'ottima fonte di guadagno, iniziando a rendere la Jupiler League una bottega cara grazie ad una vetrina decisamente resa migliore dalla competitività del campionato.
La partita di Liegi è resa molto interessante dal fatto che prima della pausa lo Standard ed il Bruges si sono rese protagoniste di due vittorie in cui hanno dichiarato la candidatura per poter essere le principali contendenti al titolo in questa stagione: la squadra di Liegi è andata ad espugnare il campo della capolista Charleroi con una prestazione a tratti dominante, stesso discorso per il Bruges che ha distrutto il rinnovato Anderlecht di Vincent Kompany; adesso le due squadre sono divise da un solo punto in classifica occupando rispettivamente il terzo ed il secondo posto a due ed un punto di distacco dallo Charleroi capolista.
Entrambe le squadre a livello tattico amano muoversi all'interno di un 4-2-3-1 che può modificarsi in un 4-3-3 a seconda degli interpreti e delle situazioni che la singola partita richiede. Come si evince dalla grafica che ho creato qui a fianco, lo Standard Liegi tende a sfruttare l'ampiezza con i propri terzini abbassando uno dei centrocampisti tra i centrali creando una salida lavolpiana, se necessario il 4-2-3-1 viene poi rielaborato in 4-3-3 qualora sia necessario aggiungere un uomo alla fase di impostazione, in tal caso è il trequartista ad abbassarsi lasciando l'onere di coprire la zona di rifinitura agli esterni offensivi; dall'altra parte il Bruges cerca con uno dei suoi due centrocampisti centrali di esplorare gli spazi alle spalle delle linee di pressione costringendo l'avversario a fare delle scelte su come impostare il pressing, la copertura è data dai terzini che non si alzano subito in fase di costruzioni ma attendono fasi successive del gioco, inoltre l'ampiezza in genere è garantita dagli esterni offensivi nel momento che la zona di rifinitura è occupata dai centrocampisti che si alzano.
Per cui le strategie delle due squadre sono entrambe basate sul desiderio di avere il controllo del gioco e di vincere i duelli individuali: al centro del campo vedremo da una parte la tecnica del 19enne Nicolas Raskin, il trequartista dello Standard Liegi che ha già collezionato 3 assist in campionato e 1,4 passaggi-chiave per partita, dall'altra parte l'esperienza e la fisicità di Ruud Vormer e Hans Vanaken, ossia i giocatori che, con i loro movimenti tra le linee di pressione permettono al Bruges di controllare il gioco e di dominare fisicamente contro qualsiasi avversario, insieme hanno collezionato 7 goal e 7 assist in questa stagione a dimostrazione della loro vocazione offensiva, così come della grande produzione in fase conclusiva della squadra allenata da Clement; in fase di rifinitura i duelli individuali sono affidati da una parte a Semi Amallah, 23enne esterno offensivo marocchino che ha collezionato 1,9 dribbling a partita e 3,4 falli subiti a partita a cui aggiungere una media di 3,6 conclusioni a partita, dati che dimostrano l'enorme quantità di responsabilità che si prende il marocchino assieme all'ex Genoa Maxime Lestienne che sarà il grande ex di questa partita, visto che con la maglia del Bruges ha vissuto le migliori stagioni della sua carriera nel 2013 e nel 2014, dall'altra parte, invece, toccherà all'esterno senegalese classe 1999 Krepin Diatta il ruolo di creare spazi con le sue giocate e tenere indietro i terzini dello Standard e magari sfidarli in uno contro uno, stesso discorso sull'altra fascia verrà richiesto al classe 2001 Charles De Ketelaere.
CELTIC-RANGERS (SABATO ORE 13,30)
Il derby di Glasgow non ha bisogno di molte presentazioni, siamo all'episodio numero 320 in campionato, e sarà ancora più speciale perché si torna a giocare dopo 10 mesi dall'ultima volta, perchè, ahime, sarà il primo a disputarsi senza la bellissima cornice di pubblico del Celtic Park, ma soprattutto perché, per la prima volta dal 2012 (anno in cui i Rangers sono stati costretti a ripartire dalla quarta serie scozzese) l'Old Firm potrebbe valere qualcosa in più della semplice vittoria nella rivalità cittadina (anche se sappiamo tutti che si tratta di una rivalità che va oltre questo aspetto, ma non è questa la sede adatta per approfondire questo aspetto) dato che finalmente i Rangers sembrano aver colmato il gap tecnico rispetto ai Celtic.
Il merito di questo va dato principalmente al gran lavoro di un allenatore il cui nome non ha bisogno di molte presentazioni, ossia Steven Gerrard: l'ex capitano del Liverpool è alla terza stagione sulla panchina dei Gers, stagioni in cui ha riportato la squadra in Europa facendola anche ben figurare nelle ultime due edizioni dell'Europa League (lo scorso anno sono arrivati fino agli ottavi per poi essere eliminati dal Leverkusen), un percorso reso possibile da un percorso tecnico molto preciso basato sulla ricerca costante del gioco all'interno del campo mettendo alle spalle i concetti tradizionali del calcio britannico basato sulle palle alte e la ricerca della punta centrale.
Il mercato ha, inoltre, permesso di trovare sempre giocatori adatti a migliorare la squadra a livello tecnico ma soprattutto ha permesso a Gerrard di avere diverse soluzioni di gioco per modificare il registro delle partite in corso d'opera: lo scorso anno i giocatori che hanno alzato il livello della squadra sono stati Joe Aribo e Ianis Hagi (quest'anno riscattato, come si evince dalla grafica accanto presa da Transfermarkt); quest'anno, invece, Gerrard ha deciso di rimpolpare il reparto degli attaccanti, una scelta nata in primis dalla concreta possibilità che Alfredo Morelos, il trascinatore dei Gers sotto la gestione Gerrard, potesse andare via per sostituire Osimhen al Lille ma invece non è accaduto, tuttavia il club si è cautelato acquistando l'ex Leeds Kemar Roofe e dello svizzero Itten del San Gallo, a cui si aggiunge anche il caro vecchio Jermaine Defoe; lo scopo è quello di avere maggiori alternative negli ultimi metri, magari anche tenendosi come opzione il doppio centravanti come soluzione da tenere nel taschino in corso di partita.
Per il Celtic la stagione è partita decisamente in salita, con l'eliminazione precocissima nei preliminari di Champions League che ha costretto gli uomini di Lennon a dover disputare due turni di preliminare per entrare nella fase a gironi dell'Europa League dove affronterà giovedì il Milan.
Le prestazioni e gli investimenti dei Rangers stanno mettendo alla prova la tenuta di un club e di una squadra che negli ultimi 9 anni ha dominato il campionato scozzese, così dopo la sconfitta subita contro il Ferencvaros in Champions, Neil Lennon ha deciso di mettere mano all'abito tattico della sua squadra passando alla difesa a 3 resa possibile grazie all'arrivo dell'irlandese Shane Duffy in prestito dal Brighton che occupa il posto centrale portando con se il bagaglio di conoscenze acquisito la scorsa stagione sotto la guida di Potter in termini di inizio azione da dietro, al suo fianco c'è il centrale norvegese Kristoffer Ajer, classe 1998, un altro interessante elemento di questa generazione scandinava.
Il 3-5-2 permette, inoltre, a Lennon di poter schierare insieme le sue due punte principali in rosa, ossia Edouard ed Ajeti (quest'ultimo principale investimento dell'ultimo mercato, pagato 5,5 milioni per prelevarlo dal West Ham), tuttavia i due hanno giocato insieme solamente una partita, vinta dal Celtic per 5-0 sul campo del Ross County. Ancora maggiori alternative fornisce il 3-4-1-2 con Ryan Christie nel ruolo di trequartista alle spalle delle due punte, tuttavia il COVID sta falcidiando The Hoops visto che sia il francese che il trequartista scozzese saranno indisponibili per l' Old Firm, così come l'esterno James Forrest ed i due israeliani della rosa Nir Bitton e Hatem Elhamed.
Unica buona notizia potrebbe arrivare dalle fasce laterali, dove potrebbe già essere l'ora per un esordio immediato per Laxalt, arrivato in prestito dal Milan negli ultimi giorni di mercato, ma soprattutto questo Old Firm sarà il primo per l'olandese Frimpong, classe 2000 rivelazione di questa prima fase di stagione, utilizzando gli algoritmi di calcolo di SmarterScout (vedi immagine) seppur valutati su un campione di minuti ancora non sufficientemente probanti, mostrano potenzialità importanti se rapportate alle necessità dei club di un campionato come quello di serie A, se vedrete l'Old Firm sarà il momento giusto anche per voi per valutarne le potenzialità.