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Friday, 10 December 2021

Cosa ha sbagliato l'Atalanta e cosa ha fatto bene il Villarreal


Dopo il rinvio di mercoledì sera per neve, in una gelida Bergamo ieri pomeriggio si è disputata la partita che doveva decidere chi tra Atalanta e Villarreal avrebbe proseguito il proprio cammino europeo in Champions e chi in Europa League. E' toccato all'Atalanta bere l'amaro calice della retrocessione nella seconda competizione europea, un'eliminazione maturata ieri sera a seguito di una serie di errori nella preparazione della partita, ma ancora di più nelle partite precedenti dove non è stata capitalizzata una enorme supremazia contro gli avversaria di turno.

Il 3-2 per il Villarreal è stato frutto di un piano gara preparato molto meglio da Unai Emery rispetto a quanto fatto da Gasperini e che ha permesso agli spagnoli di costruire il triplo vantaggio che poi ha potuto gestire nel tentativo finale di rimonta della squadra bergamasca.


LE FORMAZIONI INIZIALI



Già dalla lettura delle formazioni si possono notare alcune chiavi che poi andranno a decidere la partita: Gasperini sceglie di schierare davanti il solo Zapata con Ilicic e Pessina che agiscono alle sue spalle con compiti e posizioni da coprire diversi; a centrocampo viene confermata la coppia De Roon-Freuler; Emery invece sceglie di schierare Alberto Moreno alto a sinistra a mostrare quale sarà il piano-gara con un 4-4-2 compatto ed i due attaccanti Gerard Moreno e Danjuma pronti a sfruttare le chance di ripartenza.


IL 4-4-2 DEL VILLARREAL

Il fatto di avere due risultati su tre a disposizione ha messo il Villarreal nella condizione di dettare il contesto tattico della partita, ossia compattarsi con il proprio 4-4-2 in fase difensiva e poter sfruttare le qualità dei propri due attaccanti per imbastire le transizioni. Il goal di Danjuma dopo 3 minuti di partita ha reso ancora più evidente la necessità di continuare a percorrere la stessa strategia.

La compattezza delle due linee della squadra di Emery ha tolto spazi all'Atalanta per riuscire a sviluppare la manovra in maniera fluida, questo ha permesso la negazione dello spazio tra le linee per i trequartisti della Dea, serviti sempre in una situazione in cui non potevano far progredire l'azione; inoltre un'attenta linea difensiva ha saputo ben attivare il fuorigioco come arma per negare la profondità ai giocatori atalantini, tagliando fuori dal match Zapata e rendendo inutili i movimenti alle spalle della linea degli esterni atalantini. Come ben si vede dall'esempio il 4-4-2 del sottomarino giallo è compatto ed orientato sulla palla: su palla laterale vediamo come anche l'aiuto di Gerard Moreno tolga all'Atalanta la possibilità di sviluppare il gioco con i propri rombi esterni, inoltre la compattezza delle linee toglie ogni spazio in zona di rifinitura alla squadra di Gasperini, con Pessina in particolare fagocitato da Capoue.

Molto interessante anche l'atteggiamento della squadra di Emery che si compattava in fase di difesa posizionale, ma allo stesso tempo alzava il proprio baricentro quando l'Atalanta riportava il pallone nella propria metà campo o doveva ricostruire un'azione da dietro. In questo esempio vediamo bene come la prima pressione sia esercitata di squadra, con le due linee da 4 che basculano da un lato all'altro del campo e stringono in zona palla. La linea difensiva resta a cavallo della linea di centrocampo per attivare il fuorigioco togliendo la soluzione in profondità ai nerazzurri, nello specifico esempio Ilicic viene messo in offside, in totale i giocatori di Gasperini sono terminati in fuorigioco 7 volte ieri sera.


LA TIMIDEZZA DELL'ATALANTA

Che non sia stata la miglior serata per l'Atalanta credo sia un elemento abbastanza pacifico: fino all'ingresso in campo di Malinovski e Muriel la squadra di Gasperini ha mostrato serie difficoltà a superare il blocco del Villarreal, difficoltà acuite, a mio parere, dalle scelte di formazione del tecnico piemontese che hanno tolto pulizia al possesso palla della squadra.

Le scelte di formazione sono apparse molto conservative da parte del tecnico di Grugliasco, la scelta di lasciare in panchina Malinovski e Koopmeiners ha tolto decisamente tanta qualità alla formazione bergamasca, inoltre avendo solo la vittoria come risultato a disposizione sarebbe stato opportuno adottare una strategia che permettesse di disordinare le linee compatte del Villarreal, cosa che non è avvenuta. 

L'esempio più calzante è quello che si nota in fase di costruzione: giocando con i tre centrali difensivi più De Roon e Freuler, la squadra bergamasca partiva con un vantaggio di due uomini in questa fase, questo rendeva poco complessa la circolazione bassa della palla, ma avere due giocatori in più in quella zona significa perderli in altre zone del campo, per questo motivo non si poteva creare nessuna superiorità posizionale, con Zapata, Ilicic e Pessina che, se serviti, finivano per restare isolati a duello contro gli avversari portando alla perdita del pallone o al mantenimento della sfera in modo abbastanza sterile.

Il dato dei duelli offensivi è abbastanza esemplificativo per mostrare le difficoltà avute ieri dalla squadra atalantina: appena il 30% dei duelli offensivi è stato vinto contro una media stagionale del 40% (dati Wyscout), una situazione questa che rappresenta anche numericamente la differenza che fa giocare nelle competizioni nazionali ed in quelle europee, un elemento che non può essere mai escluso quando si parla di rendimento delle formazioni italiane nelle coppe europee.

Anche la pressione tipica del calcio di Gasperini ha mostrato grosse lacune nella partita di ieri, in particolare si è notato un atteggiamento meno corale in questa fase di gioco, con le marcature a uomo nella metà campo avversaria ben riconoscibili ma allo stesso tempo è mancato il giusto appoggio da parte dei tre centrali difensivi, apparsi molto in difficoltà nel leggere i movimenti degli esterni offensivi del Villarreal e delle due punte, creando quindi delle situazioni di indecisioni nelle scelte che poi si sono riverberate in maggiore libertà alle spalle delle linee di pressione. Nell'esempio è riconoscibile la scelta di andare con De Roon e Freuler sulla coppia Parejo-Capoue mentre Zapata ed Ilicic prendono i due centrali difensivi, questo ha portato il portiere Rulli a muovere il pallone sui terzini o a cercare il lancio lungo; come vedremo, tuttavia, lo spazio alle spalle dei due centrali di centrocampo dell'Atalanta si è rivelata la chiave per il Villarreal per prendere il centro del palcoscenico dopo aver sofferto solamente nei 15' successivi al goal di Danjuma.


LA POSIZIONE DI GERARD MORENO

La chiave della partita è stata per il Villarreal il posizionamento di Gerard Moreno, ma più in generale lo spazio alle spalle di De Roon e Freuler è stato oggetto del piano partita offensivo di Emery, e l'intelligenza del numero 7 nel muoversi negli spazi giusti ha fatto il resto.

A dimostrazione delle difficoltà atalantine a coprire determinati spazi viene a soccorso l'esempio qui a lato: la posizione in cui riceve Moi Gomez il pallone è quella in cui l'Atalanta ha sofferto maggiormente, soprattutto nelle situazioni di transizione. Come si evince dall'esempio tra linea difensiva e resto della squadra si crea tantissimo spazio che il Villarreal ha potuto sfruttare: indubbiamente Toloi, Demiral e Palomino hanno avuto vita difficile nell'interpretare i movimenti delle due punte del Villarreal, con Danjuma che ha fatto a fettine in particolare il difensore turco e Gerard Moreno che ha giocato Palomino in occasione del goal del 3-0 per gli spagnoli.

In un video ho esemplificato alcune situazioni in cui gli smarcamenti preventivi di Gerard Moreno hanno creato situazioni di potenziale pericolo per la difesa dell'Atalanta, i video fanno inoltre emergere la strategia di pressing del Villarreal sull'uscita palla della squadra di Gasperini ed allo stesso tempo la grande compattezza in fase difensiva come già accennato precedentemente.



CONCLUSIONI

L'Atalanta è dunque uscita dalla Champions League dopo che per due stagioni era stata in grado di portare a casa due qualificazioni alla fase ad eliminazione diretta, adesso per la squadra di Gasperini il percorso europeo prosegue in Europa League, una competizione che dovrebbe essere utilizzata dalla squadra nerazzurra per accrescere la propria esperienza a livello continentale e, magari, passare qualche turno al fine di migliorare il proprio ranking in vista di una partecipazione più che possibile alla prossima edizione della Champions League.

La partita di ieri è stata persa per una serie di concause, la base, però, a mio parere sta nelle scelte iniziali di formazione di Gasperini, scelte che probabilmente si sono rivelate fallimentari anche a causa del goal iniziale di Danjuma che ha alzato improvvisamente il livello di pressione sulla squadra orobica, una pressione che ha portato la squadra a commettere tanti errori, avere idee poco chiare in fase di possesso e ad allungarsi una volta persa palla, concedendo, quindi il centro del palcoscenico al Villarreal fino agli ingressi in campo di Muriel e Malinovski che hanno cercato di cambiare (ma era troppo tardi) l'inerzia del match.

Per Emery quella di ieri sera è stata un'altra masterclass europea, in continuità con quanto fatto nell'Europa League dello scorso anno, ha decisamente preparato la partita meglio di Gasperini mostrando come un 4-4-2 ben utilizzato sia in grado di riempire il campo nel modo migliore e poter portare avanti diverse strategie nel corso della partita.

Thursday, 27 May 2021

Villarreal e Manchester United si sono bloccate a vicenda

Foto Twitter @EuropaLeague


Il Villarreal, dopo un'agonica serie di calci di rigore, porta a casa l'Europa League, permettendo alla Spagna l'ottava vittoria della competizione nelle ultime 12 edizioni e scrivendo un altro capitolo del rapporto speciale tra Unai Emery e l'Europa League.

I calci di rigore probabilmente sono state le emozioni più grandi di una partita molto tattica in cui nessuna delle due squadre è riuscita a rompere le strategie del proprio avversario: da una parte lo United alle prese con un quasi inedito blocco basso proposto da Emery, dall'altra il Villarreal alle prese con la difficoltà a risalire il campo contro la grande pressione della squadra di Solskjaer.

In questo post andrò ad analizzare alcune tematiche relative al match di Danzica e mostrare come le fasi di non possesso abbiano di gran lunga surclassato le fasi di possesso.


LE FORMAZIONI



Già alla lettura delle formazioni la prima domanda è stata quella di capire cosa avesse in mente l'allenatore norvegese che si è privato di Fred, uno degli equilibratori della squadra assieme a McTominay, per inserire Pogba nella casella accanto allo scozzese: il francese non è certo il giocatore adatto a dare la copertura che il giocatore ex Shakhtar garantisce.

Nessuna sorpresa nell'undici iniziale del Villarreal che sostanzialmente ricalca quello entrato in campo a Madrid nell'atto finale della Liga, con Raul Albiol e Pau Torres al centro della difesa, Parejo e Capoue in mezzo al campo e Pina confermato esterno a destra a supporto di Gerard Moreno e Carlos Bacca.


L'AGGRESSIVITA' DELLO UNITED

I primi 15 minuti della partita sono stati dettati dall'atteggiamento molto aggressivo della squadra di Solskjaer che non ha permesso al sottomarino giallo di uscire con costrutto dalla propria trequarti: il meccanismo di pressione era misto tra orientamento sulla palla (effettuato dai 4 elementi più avanzati) ed uscite sull'uomo (in particolare quella di Wan Bissaka su Pedraza).

Ecco la situazione tipica di pressing proposta ieri sera da Solskjaer: il Villarreal cerca in costruzione di sfondare dal lato sinistro, anche perché Pedraza garantisce maggiore spinta rispetto a Foyth. Per questo motivo la scelta di alzare Wan Bissaka sul canterano dei sottomarini gialli è funzionale alla scelta di aggredire adattandosi allo schieramento asimmetrico della linea difensiva di Emery. Inoltre si può notare (escluso Rashford che è fuori inquadratura) come i quattro elementi offensivi vadano a stringere in zona palla per supportare l'azione di pressione, costringendo gli avversari a lanciare in avanti sperando nella grande qualità di Bacca e Gerard Moreno.

I due centrocampisti ed i due difensori centrali, invece, andavano a comporre un rombo di costruzione: tuttavia la finalità primaria, oltra a quella di far staccare i terzini, era quella di avere sufficiente margine per le coperture preventive in caso di perdita del possesso. Da questo fermo immagine si evince chiaramente lo scopo di questa scelta da parte di Solskjaer, con i due centrali difensivi che si occupano in transizione addirittura degli spazi lasciati dai terzini alle loro spalle.

Scopo delle coperture preventive era quello di togliere ossigeno alle ricezioni di Gerard Moreno e Bacca che, infatti, poche volte sono riusciti a giocare il pallone ma le poche volte che lo hanno fatto hanno saputo mostrare la debolezza dello schieramento voluto da Solskjaer, con i due attaccanti abili a trovare lo spazio per dettare la linea di passaggio alle spalle delle linee di pressione. In questo esempio vediamo come Bacca abbia avuto molto tempo per muoversi senza palla prima che Bailly decidesse di andarlo a prendere. Da questo tipo di situazioni sono nate le opportunità su cui il Villarreal ha costruito la sua partita a livello offensivo, ossia i calci piazzati da cui è nata la prima occasione intorno al 15' ed il goal del vantaggio al 30' di Gerard Moreno: piccola nota statistica, nel corso dei tempi regolamentari le uniche conclusioni all'interno dell'area di rigore effettuate dalla squadra di Emery sono state proprio sullo sviluppo di palle inattive.

Fonte dato Wyscout
Sempre le statistiche ci dicono, alla fine, che il pressing dello United è testimoniato dal dato del PPDA, ossia i passaggi concessi per azione difensiva: un valore rimasto su livelli molto alti (la proporzionalità dell'indice è inversa rispetto all'intensità del pressing) e costante nel corso dei 90' regolamentari. Paradossalmente il dato è rimasto immutato non ostante la scelta singolare del tecnico norvegese di non effettuare cambi fino ai tempi supplementari, quando la scelta delle sostituzioni è stata effettuata solamente al fine di inserire giocatori adatti ad affrontare i tiri dagli undici metri. 





La scelta di non effettuare le sostituzioni è molto singolare ma non è un inedito dell'allenatore dello United, le cui strategie sui cambi e delle letture in corso di partita non sempre sono di facile comprensione.


LA COMPATTEZZA DEL VILLARREAL

Emery da canto suo ha risposto togliendo ogni possibilità di accesso centrale: la principale preoccupazione dell'ex tecnico del Siviglia è stata quella di togliere la ricezione tra le linee a Bruno Fernandes che, infatti, poco è riuscito a rendersi pericoloso e, anzi, per buona parte del primo tempo, non è riuscito a ricevere palla quasi a farci pensare che si stesse nascondendo.

Come si evince dall'esempio proposto, Emery in fase di non possesso ha schierato un 4-4-2 davvero molto compatto, sia in termini di lunghezza che di larghezza, con le due linee cortissime e molto strette al fine di fermare ogni tipo di combinazione nel breve tra i giocatori dello United per poi cercare, una volta conquistata palla, di appoggiare le transizioni sulla coppia Gerard Moreno-Bacca, come già desumibile da quanto indicato precedentemente riguardo le coperture preventive dello United.

Per questo motivo l'unico modo che aveva il Manchester United per rendersi pericoloso era quella di cercare di sfondare lateralmente, per questo motivo l'ampiezza era data dai due terzini che cercavano di arrivare sul fondo mediante triangolazione con l'esterno offensivo di parte o con Bruno Fernandes: nell'esempio Wan Bissaka è appoggiato da McTominay, che però è li principalmente a garantire la ri-aggressione in caso di palla persa, e da Greenwood, con cui l'ex terzino del Crystal Palace andrà a triangolare per arrivare sul fondo.

Gli unici pericoli sono arrivati, quindi, tramite i cross, soluzione sulla carta non sempre ottimale per essere pericolosi, ma la presenza di 6 uomini a coprire l'ampiezza rendeva possibile un riempimento dell'area di rigore sufficiente ad allarmare la difesa degli spagnoli. In questo caso si nota come tutti i 4 uomini offensivi del 4-2-3-1 dei Red Devils occupino diversi punti dell'area di rigore pronti a sfruttare al meglio il cross dei terzini.

Inoltre, la presenza del terzino opposto sull'altro lato garantiva anche l'opzione di tenere vivo l'attacco qualora la difesa del Villarreal fosse in grado di fronteggiare ai cross dal fondo: nel proseguimento della stessa azione, infatti, il terzino opposto, ossia Luke Shaw si è trovato in una situazione speculare a quella precedente. In questa circostanza opterà per un tiro che però non centrerà la porta difesa da Rulli.

Fonte WhoScored

A rendere poco efficace questa strategia per il Manchester United è stata, oltre ai propri limiti nel muovere rapidamente il pallone, la grande prestazione al centro della difesa di Raul Albiol: l'ex centrale del Napoli ha letteralmente dominato al centro dell'area di rigore, chiudendo il match addirittura con 10 palloni liberati dalla propria area di rigore (le cosiddette clearances in linguaggio anglosassone).




CONCLUSIONI

La finale di Europa League è stata una sfida tra due strategie di pressione, quella più aggressiva dello United e quella decisamente più attendista del Villarreal: sono state queste scelte a dettare il contesto tattico della partita, con la squadra di Emery alla ricerca di una via di fuga dal pressing alto avversario e quella di Solskjaer alla ricerca di spazi per superare il blocco centrale del sottomarino giallo. Ne è venuta fuori una bella lotta tattica in cui però nessuno ha prevalso fino ad arrivare al punto di rinunciare a prendere rischi e giocarsi tutto ai rigori.

La gloria va al Villarreal al culmine di un processo di crescita della squadra portato avanti, tra alti e bassi, da Unai Emery nel corso della stagione: il tecnico di origine basca ha lavorato mano a mano i meccanismi della squadra, specie in fase di possesso, al fine di mantenere il giusto equilibrio. I sottomarini gialli visti per buona parte della stagione regalavano molto spazio tra le linee di difesa e centrocampo, rendendoli parecchio vulnerabili: la prestazione di ieri sera, invece, ha mostrato una squadra con una maschera diversa rispetto al solito, ed è stata sufficiente a rendere inoffensivo un Manchester United dalle intenzioni bellicose ma che non ha avuto supporto dalla vena individuale di alcuni suoi elementi.

Friday, 23 April 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 26


Inutile rimarcare che tipo di settimana sia stata questa per il calcio, una settimana senza ombra di dubbio gattopardesca in cui ognuno di noi, chi a favore o chi contro, ha tirato fuori tutta l'emozionalità possibile ed immaginabile di fronte a ciò che è stato, ciò che non è stato e ciò che sarà.

Personalmente tra domenica sera e martedì pomeriggio ho avuto serie difficoltà a trovare stimoli nel seguire delle partite e soprattutto a darne un senso. Ad esempio abbiamo assistito lunedì sera ad un Leeds-Liverpool in cui, in quello specifico momento, non c'era alcuna posta in palio nel momento in cui i Reds avrebbero comunque avuto un posto garantito nella nuova Superleague, mentre il Leeds, a sua volta, si sarebbe trovata a disputare la Champions League della UEFA nella prossima stagione, con entrambe le squadre a metà classifica in questo campionato.

Fatta questa digressione, sono bastate 48 ore per tornare a vivere il calcio giocato alla stessa maniera di prima e con gli stessi problemi (irrisolti, e forse irrisolvibili) di prima, per cui abbiamo seguito i vari turni infrasettimanali di campionato e adesso torniamo in questo weekend a seguire i campionati con anche un occhio alle semifinali delle coppe europee che, fatte salve improbabili sanzioni della UEFA, si disputeranno la settimana prossima.

Il weekend in arrivo propone davvero tanti match interessanti e decisivi per le sorti di diversi obiettivi stagionali nei vari campionati: la scelta delle partite da seguire in questo weekend si pone a metà strada tra ciò che vedremo nelle coppe, ciò che è successo in questa settimana ed il peso delle singole partite per gli obiettivi delle squadre.


MLS, SPORTING KANSAS CITY - ORLANDO CITY (SABATO ORE 1,30)

In una settimana in cui si è parlato tanto di Super League, della sua opportunità e fattibilità, uno dei discorsi più utilizzati è stato quello di avvicinare lo sport europeo a quello americano dove, appunto, le leghe sono chiuse e dove il livello di spettacolo è molto alto. Non fa eccezione nel panorama oltreoceano il campionato di calcio, ossia la MLS, che nasce come una lega chiusa ma che, come negli altri sport americani, non è composta da squadre bensì da franchigie, ossia da organizzazioni che scelgono in quale città giocare per ragioni fiscali, di strutture e bacino d'utenza. La MLS, inoltre, prevede, al pari delle altre leghe sportive americane, normative sul salary cup e, soprattutto, l'utilizzo del draft per inserire nuovi giocatori provenienti da leghe esterne, un sistema che crea interesse anche per queste leghe sulla falsariga di quanto accade per il basket NCAA o altri sport collegiali: un concetto, questo, totalmente assente in Europa e, soprattutto, assente nel sistema della Super League.

Fatta questa doverosa premessa, la nuova edizione della MLS è iniziata la settimana scorsa e, come fatto negli ultimi anni, si propone come campionato di riferimento per giocatori sudamericani che non si fidano a misurarsi nel breve periodo nei campionati europei, ma anche come campionato dove emergono talenti americani e canadesi pronti a tentare l'avventura in Europa e, soprattutto, accrescere il valore del movimento calcistico statunitense in vista dei Mondiali di casa nel 2026. Talenti come Antonio Davies del Bayern, Brenden Aaronson del Salisburgo e il neo-acquisto della Roma Bryan Reynolds sono alcuni esempi di elementi cresciuti nelle franchigie della MLS e sbarcati sul mercato europeo.

Le squadre favorite per la vittoria del titolo sono altre (vedi Seattle, i campioni uscenti di Columbus, l'Atlanta United allenato dall'ex romanista Heinze e i Los Angeles Football Club di Carlos Vela), tuttavia una partita interessante da seguire, a mio parere, è quella che mette di fronte lo Sporting Kansas City e l'Orlando City, due squadre diverse come tipologia di gioco e che hanno comunque aspettative importanti da questa stagione.

Fonte passmap: sito web MLS
La franchigia della città del Missouri ha iniziato la stagione con una vittoria sul campo dei Red Bull di New York, rimontando la rete della stella nascente della squadra newyorchese, ossia Caden Clark. Dal canto suo la squadra allenata da Peter Vermes ha messo in campo il diciottenne Gianluca Busio, da cui ci si attende molto in chiave futura e che agisce da centravanti nel 4-3-3 di base. Tuttavia a livello offensivo, il giocatore su cui probabilmente ripone le proprie speranze Kansas City è nell'attaccante di origine ungherese Daniel Salloi, reduce da un paio di stagioni molto deludenti dopo una stagione in doppia cifra nel 2018, che ha realizzato il goal della vittoria a New York al termine di un'azione corale che identifica lo stile di gioco della squadra, parso molto diretto e che utilizza molto le fasce per progredire, soprattutto quella destra, dove il terzino di parte Lindsey tende ad alzarsi, mentre sul lato opposto Luis Martins resta prevalentemente bloccato in costruzione a supporto dei due centrali difensivi: le connessioni con centrocampisti e attaccanti avvengono, come si evince dalla passmap, mediante cambi di gioco e lanci lunghi.

Diverso, invece, è lo stile di gioco di Orlando che, grazie al lavoro del suo allenatore Oscar Pareja, ha fatto risalire le quotazioni della franchigia della città di Disneyworld. Unitamente al lavoro del tecnico argentino, anche la rosa a sua disposizione è notevolmente migliorata e presenta individualità molto interessanti anche andando oltre le presenze "di grido" nel roster come l'ex Manchester United Nani e l'ex milanista Pato. Nella partita d'esordio contro l'Atlanta United di Gabriel Heinze, la squadra della Florida ha mostrato ottime qualità sia in fase di possesso sia in fase di non possesso con un pressing molto intelligente che ha costretto la squadra di Heinze a non trovare quasi mai sbocchi centrali.

Il tecnico colombiano ha mostrato di saper tenere la squadra in campo con sistemi di gioco differenti ma sempre portati ad occupare in maniera efficace il centro del campo: così il 4-4-2 di base con cui la squadra si schiera, si trasforma in fase di possesso in un 4-2-2-2 in cui i due esterni di centrocampo entrano in zona rifinitura mentre sono i terzini a creare l'ampiezza. Nell'esempio qui di fianco si nota chiaramente come Mueller e Nani (i due esterni nominali del 4-4-2) si accentrino per giocare il pallone, mentre le due punte cercano di attaccare la profondità. Anche con il passaggio al 4-3-3 nel secondo tempo, i concetti non sono cambiati ma cambiano solo i compiti dei giocatori: i due esterni offensivi hanno uno il compito di restare largo (Mueller), l'altro si occupa di attaccare la profondità assieme alla punta (Nani), mentre spetta alle due mezzali (Perea, entrato al posto della punta Akindela, ed uno tra Urso e Mendez che, invece nel primo tempo agivano esclusivamente da mediani) occupare la zona centrale del campo. In questa maniera Orlando pur avendo un possesso palla basso, è riuscito comunque ad avere una supremazia territoriale rispetto all'avversario, è mancata solo la giocata giusta in fase di finalizzazione ed anche un po' di energia nei minuti finali per dare maggiore concretizzazione a quanto proposto, chissà se con un clima meno torrido rispetto a quello della Florida, la squadra di Pareja riesca a mostrare quanto di buono visto su tutti i 90 minuti.

LIGA, VILLARREAL-BARCELLONA (SABATO ORE 16,15)


Il livello di thrilling che la Liga spagnola raggiungerà in queste ultime giornate di campionato potrebbe farlo passare alla storia: in 6 punti abbiamo 4 squadre che tenteranno tutto il possibile per portare a casa il titolo ed in questa lotta a 4 va inserito un calendario che presenta sia scontri diretti come quelli tra Barcellona ed Atletico e tra Real Madrid e Siviglia che partite tostissime come quella che vedrà protagonista la squadra di Koeman domenica pomeriggio sul campo del Villarreal.

La squadra di Unai Emery deve pensare al campionato per difendere uno dei due posti destinati all'Europa League, dove si trova in lotta con Real Sociedad e Betis, ma deve anche pensare alla semifinale della stessa competizione contro l'Arsenal. L'andamento dei sottomarini gialli è molto ondivago in campionato mentre è stato decisamente spedito in Europa, dove evidentemente la mistica sevillista del suo allenatore ha molto aiutato nella doppia sfida dei sedicesimi di finale contro il Salisburgo, vinta ma senza grandissimi meriti. che nei turni successivi, agevolati da sorteggi non impossibili se confrontati con altri accoppiamenti. Tuttavia, sorte favorevole da parte, la squadra di Emery ha mostrato in Europa League di saper mettere in campo grande personalità e sfruttare al meglio la propria tecnica ed il proprio controllo della partita per tenere lontano ogni tipo di pericolo.

Fonte passmap BetweenThePosts
A rendere possibile questa strategia e migliorarla con il passare delle settimane c'è stato sicuramente il fatto di aver potuto recuperare una serie di assenze con cui il Villarreal aveva dovuto convivere nei mesi precedenti e che aveva costretto lo stesso Emery a provare soluzioni tattiche non efficienti (vedi l'utilizzo della difesa a 3 o schierare Foyth davanti alla difesa). Non appena il Villarreal è potuto tornare al 4-4-2 con i suoi elementi migliori, la strada si è chiaramente messa in discesa ed ha permesso ai sottomarini gialli di ripristinare quella superiorità tecnica rispetto ai propri avversari. Come si evince dalla passmap relativa alla partita vinta nello scorso weekend sul campo del Levante, il 4-4-2 si sostiene con il lavoro di Parejo a centrocampo che cerca di trovare Moi Gomez (nella fattispecie, altrimenti Trigueros) o Gerard Moreno (stagione clamorosa la sua) tra le linee, mentre sugli esterni abbiamo Samu Chukwueze che dialogando con Gerard Moreno parte dall'esterno per entrare in campo con il suo sinistro, mentre sul lato opposto il terzino Pedraza spinge per sovrapporsi e/o arrivare sul fondo. Questi meccanismi, tuttavia, funzionano prevalentemente quando l'undici a disposizione non perde troppi pezzi, altrimenti molti meccanismi faticano a trovare la giusta esecuzione, e questo ha influito pesantemente sul cammino della squadra in campionato, come ad esempio è accaduto nel turno infrasettimanale contro l'Alaves, dove l'assenza di Pau Torres ha tolto un difensore in grado di far partire l'azione in maniera pulita oltre che un giocatore in grado di coprire le discese di Pedraza a sinistra, stesso discorso applicabile all'assenza di Coquelin nel coprire il lato destro del campo.

Il Barça, invece, giunge a questo impegno reduce dalla trionfale vittoria della Coppa del Re, primo trofeo portato a casa dalla gestione Koeman, e chissà che non resti l'unico vista la grande progressione che la squadra sta avendo nel corso di questa stagione che l'ha portata, sostanzialmente, a raggiungere le due squadre di Madrid nella lotta per il titolo.

Fonte grafici Calcio Datato
Questa progressione segue una progressione tattica della squadra blaugrana basata su un lavoro di comprensione di Koeman della rosa a propria disposizione: per il tecnico olandese erano tante le situazioni di difficile risoluzione a livello tattico ma con un lavoro molto paziente spesso corredato da pesanti sconfitte (vedi il 3-0 subito dalla Juventus nel girone di Champions che è costato al Barça il primo posto nel girone e, indirettamente, l'eliminazione contro il PSG) che però sembra aver portato la squadra sui livelli attesi e che ha rimesso Leo Messi nuovamente la centro del mondo Barça.

Uno dei dilemmi tattici che Koeman ha risolto è stata la coesistenza di Messi e Griezmann nonché quella tra Busquets e De Jong: la soluzione è stata il passaggio alla difesa a 3 con due varianti, una con De Jong centrale difensivo con licenza di avanzare in fase di possesso, e l'altra con Pique al centro della difesa e l'olandese che si schiera da mezzala al fianco di Busquets in un 3-5-2 dove il centro-sinistra è presidiato da Pedri. Questo sistema, inoltre, permette ai due esterni Dest e Jordi Alba di spingere a volontà permettendo alla squadra di avere sufficiente ampiezza soprattutto nel momento in cui c'è da rifinire l'azione: ne è venuto fuori un meccanismo che nel corso delle settimane si è perfezionato, permettendo al Barcellona di esprimersi nuovamente su livelli che, personalmente, non vedevo dai tempi di Luis Enrique.

Rovescio della medaglia del progetto portato avanti da Koeman è quello che la gioventù messa in campo dai vari Pedri, Dest, Dembele, Moriba, Araujo e Mingueza, da un lato porta quella freschezza che è resa visibile dal modo di esprimersi della squadra, ma dall'altra parte nelle partite contro avversari attrezzati in termini di personalità e forza tecnica come Real Madrid e PSG, si evidenzia ancora il lavoro da fare in termini di esperienza e gestione di situazioni complesse della partita. La trasferta all'Estadio della Ceramica potrebbe rappresentare un nuovo test di maturità per la squadra contro un avversario che potrebbe sottrarre ai blaugrana il contesto tattico ed il controllo della partita.


FINALE DI CARABAO CUP, TOTTENHAM-MANCHESTER CITY (DOMENICA, ORE 17,30)

Dopo che l'Inghilterra ha sventato il progetto Super League, due attrici di quel progetto si affrontano domenica pomeriggio per giocarsi il primo trofeo stagionale nell'isola, sicuramente il meno prestigioso dei tre messi in palio ma d'altronde vincere sotto l'arco di Wembley non dispiace mai a nessuno. 

Le due contendenti a questa vittoria hanno ulteriori storie da dover raccontare dopo questa settimana o per ciò che accadrà nella prossima: da una parte abbiamo il Tottenham che ha esonerato Mourinho il giorno dopo aver annunciato l'ingresso nella già defunta Super League, dall'altra parte abbiamo un City reduce dall'eliminazione dalla FA Cup e che mercoledì sarà impegnato nell'andata della semifinale di Champions League contro il PSG. 

L'esonero dell'allenatore portoghese arriva, a mio parere, a consolidare il pensiero che il suo percorso ed i suoi metodi di lavoro non sono più all'altezza del calcio attuale: ricordiamo che è stato lui a portare nel calcio il sistema di allenamento basato sulla periodizzazione tattica. Con il passare degli anni il suo sistema per motivare i giocatori non ha attecchito in nessuno degli spogliatoi dove poi ha messo piede, questo perché penso che certi concetti come determinazione, metterci la passione ed altre cose di questo tipo non possono essere trasmessi in un contesto privo di stimoli tecnici. In questa stagione e mezza a White Hart Lane, oltre ad aver raccolto pochi risultati di rilievo, Mourinho non è stato in grado di migliorare nessuno dei giocatori a propria disposizione: gli stessi Kane e Son erano già forti prima e lo sono anche adesso, mentre gli altri giocatori della rosa non hanno innalzato il proprio livello. Penso che un allenatore oggi quando entra in uno spogliatoio debba convincere i propri giocatori ad essere compatti nel seguire un obiettivo se esiste una strada tecnica per ottenerlo. E questo Mourinho sembra non in grado di trasmetterlo.

Al suo posto il club del nord di Londra ha deciso di affidare la panchina, quanto meno temporaneamente, a Ryan Mason, ex giocatore degli Spurs ed elemento dello staff di Jose Mourinho: purtroppo Mason ha dovuto terminare anzitempo la sua carriera da calciatore per un grave incidente di gioco e adesso si ritrova ad allenare una squadra in cerca di un trofeo assente dal 2008, anche in quel caso si trattava della Coppa di Lega.

Fonte passmap BetweenThePosts
La prima apparizione del Tottenham sotto la gestione di Mason ha visto qualche modifica al modo di giocare della squadra, probabilmente influenzato anche dall'assenza di Harry Kane, tuttavia abbiamo visto una squadra che ha esercitato il 61% del possesso palla e qualche novità nella distribuzione dei compiti: in assenza del centravanti Mason ha chiesto la profondità principalmente a Bale e Son, chiamati ad attaccare la linea difensiva avversaria mediante tagli dall'esterno (nel caso del gallese) o inserimenti tra terzino e centrale avversario (nel caso del coreano), mentre Lo Celso e Lucas Moura si occupavano di giocare il pallone tra le linee. Infine è opportuno notare come i compiti dei due terzini fossero diversi, con Reguillon chiamato a spingere a sinistra, mentre Aurier restava più spesso bloccato in fase di costruzione per supportare i due centrali difensivi ed i due centrali di centrocampo contro la pressione del Southampton. La prestazione non è stata brillantissima, tuttavia la squadra ha mostrato di saper sfruttare bene l'ampiezza del campo e riempire l'area di rigore con più uomini come in occasione del goal di Gareth Bale.

Il City si presenta, ovviamente, da favorito di questa finale: il lavoro svolto da Guardiola in questa stagione è stato snocciolato da più parti, soprattutto con riguardo alla capacità di rinnovare i princìpi di gioco posizionale della squadra rimodellando i compiti di alcuni interpreti, i maggiori esempi sono, ovviamente, i numeri e le prestazioni di Gundogan e l'esplosione del classe 2000 Phil Foden. Ma ciò che mi piace sottolineare è quanto sia efficace la fase difensiva del City, non solo perché riannodando i fili del gioco posizionale il controllo del gioco e la rapidità del recupero palla ne hanno tratto vantaggio ma anche perchè la squadra quanto attaccata sa ricompattarsi e, soprattutto le linee difensive mostrano di chiudere perfettamente il centro del campo e, soprattutto di limitare le soluzioni per chi possiede la palla.

 



La partita di FA Cup dello scorso weeek-end contro il Chelsea, però, ha nuovamente mostrato delle lacune nella pressione del Manchester City, ben aggirata dalla squadra di Tuchel e che ha portato ad una sconfitta che, oltre ad aver negato l'accesso alla finale di coppa, potrebbe aver minato alcune certezze negli uomini di Guardiola su cui magari Mason può costruire il proprio piano-gara.

Friday, 19 February 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 18


Dopo esserci goduti il ritorno delle coppe europee, il weekend torna per metterci di fronte ad un altro turno di campionato che, considerata la concomitanza con gli impegni europei di molte squadre, potrebbe vivere una fase decisiva che può spostare alcuni equilibri o ampliarne altri. Non scopro certo l'acqua calda nell'affermare che in questo periodo della stagione la gestione delle forze diventa fondamentale per definire l'esito della stagione.

Il calendario del weekend ci regalerà sfide importanti se non decisive come il derby di Milano che potrebbe indirizzare la lotta scudetto in serie A, la trasferta del Bayern a Francoforte che potrebbe diventare decisiva per la vittoria della Bundesliga ma anche per la lotta Champions. Per questo motivo ho scelto quattro partite che assumono per varie ragioni un peso fondamentale per giudicare le stagioni di alcune squadre o per indirizzare gli esiti di un campionato.


LIVERPOOL - EVERTON (SABATO ORE 18.30)

La giornata di Premier in programma questo weekend è clamorosamente piena di sfide di cartello e di tradizione: una di queste è il confronto tra Manchester City ed Arsenal che mette contro Pep Guardiola con quello che dovrebbe essere un suo discepolo, ossia Mikel Arteta. Tuttavia il match che merita maggiore attenzione è il derby della Merseyside tra Liverpool ed Everton: una sfida che rappresenta una grande rivalità storica ma che questa volta potrebbe avere risvolti anche decisivi per la lotta alla Champions League.

La squadra di Klopp è entrata nelle ultime settimane in un momento negativo frutto dei guai fisici che hanno colpito i Reds nel corso di questa stagione: proprio la partita d'andata fu l'evento che ha cambiato in negativo la stagione, con l'entrata di Pickford che mise ko il ginocchio di Van Dijk. Saltato il ginocchio del centrale olandese, è saltata anche l'architrave su cui poggia il sistema di gioco di Klopp, costringendolo a trovare soluzioni per non farsi trovare scoperta sulle incursioni dei due terzini Alexander-Arnold e Robertson.

Passmap Between The Posts
La vittoria in Champions contro il Lipsia ha visto una squadra ritrovare i propri punti di forza, ossia le connessioni tra il terzino e l'esterno d'attacco di parte e la ricerca del cambio di gioco da un terzino all'altro per scoprire l'avversario e disordinarne la pressione. Come si desume dalla passmap della partita, si nota anche il lavoro svolto dai due centrali difensivi Kabak e Henderson nel sostenere questa strategia di gioco e con le due mezzali Jones e Thiago Alcantara a tenere impegnati i centrocampisti centrali avversari. Le difficoltà del Lipsia a trovare la profondità ha reso sostenibile la strategia anche a livello difensivo, con la squadra di Nagelsmann brava a risalire il campo ma meno brava ad accedere all'area di rigore, cosa che, invece, ha saputo fare il Leicester di Rodgers sabato scorso.

L'Everton arriva a questo impegno con la consapevolezza di potersi giocare qualcosa di importante in questa stagione: Ancelotti in estate è riuscito ad ottenere sul mercato una serie di giocatori che gli hanno permesso di modificare l'identità di questa squadra che adesso può giocare un calcio fluido e tecnico, al contrario della scorsa stagione quando la squadra doveva sostanzialmente appoggiarsi su attacchi diretti verso Calvert-Lewin ed aggredire sulle seconde palle.

In fase di possesso lo schieramento della squadra di Ancelotti è un 4-1/2-3 con le mezzali e gli esterni offensivi che occupano le zone avanzate del campo ruotando tra di loro, a volte le rotazioni avvengono anche tra terzino e mezzala di lato. In fase di non possesso la squadra si schiera con un 4-1-4-1 dove gli esterni offensivi si affiancano alle mezzali a creare una linea a 4; la linea difensiva, invece, è protetta dal vertice basso.

La strategia costruita da Ancelotti è quella di occupare con quanti più uomini possibile i corridoi centrali del campo sfruttando i movimenti e le rotazioni tra le mezzali ed i trequartisti; l'ampiezza viene utilizzata solamente per liberare i terzini (in particolare Digne) in modo che con i loro cross possano generare occasioni grazie alle qualità aeree di Calvert-Lewin e grazie alla capacità della squadra di riempire con più uomini l'area di rigore.


Le principali difficoltà, invece, l'Everton le trova nella tenuta della linea difensiva che, spesso non viene sufficientemente assistita dai centrocampisti. Spesso e volentieri gli avversari possono pascolare negli spazi che si creano tra centrale difensivo e terzino, a questo si aggiunge la non grande predisposizione alle marcature in area di rigore dei centrali difensivi.

Sarà dunque un derby quello che si giocherà ad Anfield Road con due squadre ben riconoscibili nei loro pregi e nei loro difetti, all'andata ne venne fuori una grande lotta che terminò con un 2-2 ricco di emozioni, sono abbastanza sicuro che la stessa cosa la vedremo sabato nel tardo pomeriggio.


SALISBURGO - RAPID VIENNA (DOMENICA ORE 17)

Il campionato austriaco, dal momento in cui il gruppo Red Bull ha investito a Salisburgo, è un dominio della squadra della città di Mozart che detiene il titolo da 7 stagioni consecutive. Dalla scorsa stagione, tuttavia, diverse squadre hanno mostrato di avere progetti tecnici in grado di infastidire il dominio della squadra oggi allenata da Jesse Marsch. 

Lo scorso anno questo ruolo sembrava appannaggio del LASK di Lienz che, però, depauperò quanto buono di fatto prima del lockdown prendendosi una penalizzazione per non aver rispettato il protocollo COVID al rientro agli allenamenti; quest'anno, invece, la squadra che sta tenendo testa al Salisburgo è il Rapid Vienna di Didi Kuhbauer.

La squadra di Jesse Marsch ha ormai pochi segreti e, come ogni stagione, si trova a gennaio a dover riportare con una squadra completamente diversa rispetto a quella di inizio stagione. In questa stagione, tuttavia, l'unica partenza del mercato invernale è stata Dominik Szoboszlai, ceduto al Lipsia, ma sappiamo bene quanto fosse determinante l'ungherese per le fortune del Salisburgo.

I suoi sostituti, sul piano tecnico, dovrebbero essere Aaronson e Sucic, di cui ho parlato nel mio post di presentazione della sfida di Europa League contro il Villarreal, persa per 2-0, dove i due talenti del Salisburgo non sono riusciti a mettersi in luce restando avulsi dal gioco senza riuscire a giocare palloni nella zona centrale del campo, dove evidentemente il Villarreal è stato bravo a coprire quelle zone.

Fonte statistiche SofaScore

In campionato, invece, la ricerca e l'occupazione della zona di rifinitura avviene in maniera più frequente fino a trasformare il 4-4-2 in un 4-2-2-2. Tuttavia nella partita contro il Villarreal in Europa League, si trattava della prima volta in coabitazione tra i due giocatori ed il risultato non è stato dei migliori visto che il loro coinvolgimento è rimasto ai margini della squadra. Nella partita contro il Rapid Vienna alla squadra di Marsch servirà tornare alla sua versione migliore, quella cioè capace di sovraccaricare il centro del campo per cercare di aumentare il margine in testa alla classifica e, chissà, trovare idee utili a cercare di contendere la qualificazione agli ottavi di Europa League al Villarreal non ostante lo 0-2 di partenza.

Il Rapid si schiera sul campo con un 4-2-3-1 di base che, però, non è mai rigido in campo, tanto che si tratta di uno schieramento che è più facile vedere in fase di non possesso che in fase di possesso. Il 4-2-3-1 in fase di possesso cambia immediatamente in quanto i due centrocampisti centrali tendono a scaglionarsi a due altezze diverse anziché restare appaiati; stesso discorso vale per i due terzini, con il destro (Stojkovic) che partecipa molto più alla costruzione rispetto al terzino sinistro Ullmann che, invece, attacca maggiormente la profondità.

In fase di non possesso, invece, il Rapid è perfettamente allineato a quella che è la tendenza del calcio in Austria negli ultimi anni e che sta portando diversi allenatori cresciuti aldilà del Brennero a diventare dei riferimenti per il calcio europeo. La squadra di Kuhbauer aggredisce l'avversario con un baricentro molto alto ed orienta diversi giocatori sulla palla e sull'uomo, in perfetto stile gegenpressing. Come si evince dal fermo immagine il Rapid cerca la parità numerica in tutte le zone di campo tenendo permanentemente sotto pressione l'avversario. Non è un caso che il PPDA del Rapid sia addirittura superiore a quello del Salisburgo seppur per poco (7,6 contro 7,8 della squadra di Jesse Marsch).

ATLETICO BILBAO - VILLARREAL (DOMENICA ORE 21)

La sfida di San Mames mette di fronte una sfida che potrebbe avere un impatto di non poco conto per la lotta per i posti europei nella Liga. L'Atletico Bilbao è in grandissima risalita da quando Marcelino ha preso le redini della squadra dopo l'esonero di Garitano.

La squadra basca, con l'arrivo dell'ex tecnico del Valencia (che è anche ex allenatore del prossimo avversario) ha ritrovato un approccio in grado di valorizzare gli elementi offensivi a propria disposizione. Sono bastati pochi accorgimenti al tecnico asturiano per far viaggiare al livello che il club ed i tifosi si aspettano, in particolare sotto la sua gestione si sono innalzate le prestazioni di Iker Munain, giocatore di elevato spessore tecnico che faticava a trovare una collocazione in campo con Garitano e che, invece, con Marcelino sembra aver ritrovato la centralità tecnica in questa squadra.

Fonte dati FbRef/StatsBomb
Come si evince dal grafico a fianco, il n.10 del Bilbao ha notevolmente alzato il proprio livello nella creazione di occasioni da rete. L'arrivo di Marcelino sulla panchina ha modificato l'atteggiamento della squadra in fase offensiva, Munain agisce con maggiore libertà nella trequarti avversaria ed il suo apporto in rifinitura è tangibile sia osservando la partita che osservando, come in questo caso, i soli numeri.




Il Villarreal arriva a questa sfida reduce dalla pesante vittoria in Europa League a Salisburgo, mentre il cammino in campionato sembra essersi arenato nella ultime settimane. 

Scouting report FbRef/StatsBomb

La squadra di Emery spesso fatica a trovare la giocata giusta in fase di rifinitura che, con l'infortunio di Samu Chukwueze, sembra essere delegata esclusivamente al grande lavoro di Gerard Moreno, autore di una prestazione clamorosa a Salisburgo e protagonista di una stagione strepitosa, ben riassunta dai numeri che lo rendono un attaccante quanto un esterno offensivo di prima fascia.

Il sistema voluto dall'ex tecnico di Siviglia, PSG ed Arsenal si basa sul possesso palla ed un tentativo di recupero del pallone che possa essere aggressivo. Proprio su quest'ultimo aspetto le cose non stanno andando come previsto (il PPDA è superiore a 10) soprattutto a causa del fatto che la linea difensiva fatica a sostenere un sistema di pressing alto e spesso tende a concedere spazi in situazioni di transizione o in situazione in cui l'avversario verticalizza rapidamente l'azione con una giocata individuale. Il Bilbao è una squadra che sa innescare rapidamente i giocatori tra le linee, per cui per la squadra di Emery, dopo l'ottima prestazione di Salisburgo, una prestazione ed un risultato positivi anche al San Mames possono dare nuove certezze al gruppo di Emery e far ripartire la stagione del Villarreal.


PSG - MONACO (DOMENICA ORE 21)

Il campionato francese, a differenza delle stagioni precedenti, si sta rivelando uno dei campionati più equilibrati e ricchi di spunti di tutta Europa e nel weekend si celebra la sfida tra il PSG ed il Monaco in un incrocio che ha rappresentato per diversi anni una rivalità tra due proprietà facoltose desiderose di giocarsi la supremazia nazionale.

Negli ultimi anni, tuttavia, questa rivalità è scemata a causa delle ultime pessime stagioni della squadra monegasca che invece, quest'anno sembra aver ritrovato quella competitività che sembrava perduta: dopo un periodo di assestamento, Niko Kovac ha trovato il sistema in grado di far rendere al meglio questa squadra che va a Parigi per giocarsi la sua chance di entrare addirittura in corsa per il titolo.

Il PSG, tuttavia, si presenta a questa grande sfida reduce dal capolavoro del Camp Nou in Champions League: pur con le assenze di Neymar e Di Maria, Pochettino ha saputo pescare le giuste risorse dalla sua rosa e soprattutto ha trovato una grande serata di Marco Verratti, giocatore diventato centrale nelle idee di Pochettino, tanto che in sua assenza abbiamo visto le peggiori prestazioni della squadra parigina nella giovane gestione del tecnico argentino (leggi trasferta di Lorient in campionato).

Fonte statistiche SofaScore
I numeri della prestazione di Verratti a Barcellona non rendono sufficientemente l'idea della sua prestazione a tutto campo, la sua resistenza al pressing e la capacità di ripulire palloni creando situazioni potenzialmente pericolose da momenti in cui l'azione sembra non avere inerzia. A mio parere la prestazione di Verratti e del PSG sono frutto del lavoro messo in piedi nelle ultime due stagioni da Thomas Tuchel che ha dato una personalità ed un'identità a questa squadra, tutti elementi di base su cui oggi Pochettino sta aggiungendo i propri accorgimenti. A questo si aggiunge l'aumento di competitività del campionato francese che costringe i parigini a dover tenere alta la soglia di attenzione anche in campionato, difatti questa partita contro il Monaco è molto importante per evitare di aggiungere alla lotta per il titolo anche la squadra di Kovac.








Da parte sua, invece, il Monaco ha intenzione di mettersi alla prova dopo che nel 2021 è riuscita, finalmente, a trovare un'identità di gioco ed un equilibrio tale da portarla al quarto posto solitario in classifica grazie ad una serie positiva aperta di 9 vittorie e 2 pareggi nelle ultime 11 partite tra campionato e coppa nazionale. Il sistema di gioco, ormai consolidato, vede un 3-2/5 in fase di possesso che si trasforma in 4-4-2 in fase di non possesso che esalta le qualità della coppia d'attacco Ben Yedder-Volland e che sta facendo esplodere il talento di Soufiane Diop oltre a quello della coppia di centrocampo Fofana-Tchouameni che ha margini di crescita devastanti.




Friday, 25 September 2020

Consigli per il weekend calcistico Stagione 20/21 Ep. 2

Questa sera inizia un altro weekend ricco di partite che ci porterà verso una settimana in cui sapremo la composizione dei gironi della prossima Champions League, la settimana appena trascorsa, invece, ci ha lasciato diverse indicazioni sia a livello di giocatori da seguire che di indicazioni su come molte squadre stiano rivedendo le proprie strategie tattiche in questa stagione; sulla base di ciò ho scelto le partite da consigliare per questo weekend che, sicuramente, ci fornirà maggiori indicazioni sul calcio che vedremo in questa stagione.

Foto Bundesliga Website 


BRIGHTON-MANCHESTER UNITED (SABATO ORE 13.30)


La Premier League è partita con una particolarità a livello statistico, in 18 partite disputate nessuna è terminata in pareggio, inoltre tutte le squadre (eccetto l'Aston Villa, ma con una partita in meno) hanno subito almeno un goal così come tutte le squadre hanno realizzato almeno una rete (eccetto lo Sheffield United), il dato rappresenta al meglio un'inizio di stagione ricco di belle partite in Premier, con tante squadre che si stanno proponendo con un ruolo da protagonista pur non avendo obiettivi di alta classifica.

Una delle squadre che in queste prime due partite ha destato sensazioni solo positive è il Brighton: la squadra allenata da Potter ha mostrato un gioco decisamente spettacolare sia contro il Chelsea (seppur sconfitti in maniera decisamente immeritata) che nella trasferta di Newcastle, dove nei primi 30 minuti si è potuto assistere ad una prova di coralità impressionante; nel Lunch Match del sabato i Seagulls ospitano il Manchester United, reduce dalla pesante sconfitta all'esordio contro il Crystal Palace che ha riaperto tutti i dubbi sulla tenuta della squadra di Solskjaer.

La mentalità della squadra di Potter è ben rappresentata dall'immagine qui a fianco, non ostante il vantaggio di due reti il Brighton continuava ad occupare la metà campo del Newcastle con uno scaglionamento ben riconoscibile e che tanti allenatori che amano il gioco di posizione mettono in pratica in fase di possesso, ossia il 3-2/5 con i primi 5 uomini a consolidare il possesso e gli altri 5 ad occupare le zone avanzate del campo presidiando tutti i corridoi; in questo contesto i Seagulls hanno mantenuto la supremazia territoriale sia con il Chelsea che contro il Newcastle nonché si sono mostrati maggiormente pericolosi rispetto ai propri avversari (il differenziale di xG è a loro favore di 1,4, terzo posto), a questo si aggiunge l'esplosione dell'esterno destro Tariq Lamptey, che si aggiunge alla lista dei suoi omologhi in quel ruolo quali Alexander-Arnold, Walker, Reece James e Wan-Bissaka: il terzino del Brighton ha disputato una partita mostruosa a Newcastle, propiziando il rigore dell'1-0, il third-pass per il goal del 2-0, ha costretto al giallo sia Shelvey che Lewis e, fino alla sua uscita dal campo, è stato il giocatore con più tocchi effettuati nella metà campo avversaria, una prestazione dominante che ci auguriamo di rivedere anche contro lo United.

Lo United, invece, ha esordito in Premier subendo una clamorosa sconfitta casalinga contro il Crystal Palace che ha posto fine ad una serie positiva di 14 partite in Premier e che ha fatto riaffiorare i dubbi che l'arrivo di Bruno Fernandes sembrava avesse fatto sparire.

La mappa degli xG della partita contro il Crystal Palace ha riportato alla luce le enormi difficoltà dello United a generare occasioni da rete (basti osservare quanti tiri da fuori area sono stati effettuati) e le occasioni concesse al Palace, invece, sono state tutte frutto di transizioni generate da palloni persi a centrocampo (pessima la prestazione di Pogba che ha perso 18 palloni prima di essere sostituito da Van de Beek) in cui si è notata la difficoltà di Lindelof nel contenere attaccanti veloci con Zaha ed Ayew; la partita di Brighton ci dirà in che modo Solskjaer intende ridare ordine alla propria squadra, sicuramente sarà importante il recupero di Wan-Bissaka in difesa per garantire maggiore copertura in quella zona di campo, tanto mancata contro il Crystal Palace, ma soprattutto ci sarà da definire chi lascerà il posto a Donny Van de Beek, l'ex Ajax ha mostrato di poter essere subito decisivo negli equilibri dei Red Devils (goal realizzato incluso) e, stante la pessima prestazione di Pogba, sarà molto importante capire quali saranno le scelte di Solskjaer a riguardo.

Un incrocio tra una squadra che punta alla salvezza ma che è in ottima forma e mostra una qualità di gioco di primo livello ed una squadra dalle aspettative molto alte ma che mostra serie difficoltà nel ritrovare un'identità di gioco è sempre motivo di grande interesse, per questo la sfida dell'AMEX Community Stadium si prospetta come la partita più ricca di spunti di questa giornata di Premier.




INTER-FIORENTINA (SABATO ORE 20.45)


E' arrivato il momento di vedere alla prima apparizione ufficiale dell'Inter di Antonio Conte, a poco meno di un mese dalla finale di Europa League persa contro il Siviglia.

Le discussioni delle ultime settimane in casa interista sono ruotate sulla figura di Antonio Conte che ha deciso di accettare nuovamente la sfida nerazzurra dopo settimane turbolente con la dirigenza poi risolte con l'intervento del presidente Zhang in prima persona. A rendere possibile la tregua tra l'allenatore salentino ed il club è stato senza dubbio anche il mercato, dove l'Inter ha dato nuove forze all'organico inserendo Hakimi sulla fascia destra, Vidal a centrocampo e Kolarov in difesa, tutti giocatori decisamente graditi e ben adattabili alle esigenze tattiche di Conte; a questo punto un solo punto interrogativo resta irrisolto, che fine farà Eriksen? L'arrivo di Vidal rende difficile pensare che l'Inter possa virare verso un 3-4-1-2 in cui il danese potesse sentirsi a suo agio, per cui a meno di cessioni entro la fine del mercato, dovrà adattarsi ad una posizione, quella di mezzala, in cui oggettivamente non si trova a proprio agio.

Data la premessa di cui sopra la prima formazioni ufficiale dell'anno che Conte schiererà contro la Fiorentina dovrebbe darci delle indicazioni sulla strategia che il tecnico salentino vorrà adottare nella stagione in corso. L'amichevole con il Pisa della scorsa settimana ha visto l'Inter presentarsi con Eriksen tra le linee e con Hakimi e Perisic sugli esterni: proprio il croato potrebbe essere la grande novità della formazione nerazzurra in questa stagione, bocciato lo scorso anno da Conte per lo stesso ruolo, l'esperienza ricca di successi a Monaco potrebbe aver convinto la società nerazzurra a tenerlo, sarebbe molto interessante vederlo esterno di tutta fascia contro la Fiorentina, partita che lo scorso anno l'Inter dominò senza riuscire a superare la resistenza della squadra di Iachini.





La Fiorentina di Iachini si presenta alla partita di San Siro con una vittoria all'esordio contro il Torino mostrando di essere in uno stato avanzato come idea di squadra con la scelta di spostare Chiesa a tutta fascia sulla destra che potrebbe rivelarsi vincente sia in termini di soluzioni offensive per la squadra che per permettere la crescita del giocatore che, a mio parere, va tenuto in zone di campo lontane dalla porta, in opposizione a quanto la stampa mainstream afferma, in modo da poter sfruttare al meglio le capacità atletiche del figlio di Enrico.

L'asse di riferimento del gioco della squadra viola è basato sul lato sinistro del campo (dove tendenzialmente agiscono Castrovilli e Biraghi) e sfruttare l'ampiezza per i cross di Biraghi e Chiesa; il goal è arrivato proprio su un cross teso di Chiesa a centro-area spinto in rete da Castrovilli. La sfida sugli esterni con Hakimi e Biraghi ancora uno contro l'altro dopo Borussia-Inter dello scorso anno e Chiesa-Perisic dall'altra potrebbe essere la chiave di lettura della partita che prevedo molto ricca di duelli individuali visto che le due squadre si presenteranno, almeno sulla carta, con lo stesso modulo, una situazione che spinge in genere gli allenatori a dover trovare mosse e contromosse in corso di partita proprio sulla base dei duelli individuali che si creano sul campo; l'Inter avrà bisogno di mostrare da subito di essere in grado di superare un avversario difficile per consolidare le certezze di essere la principale contender per togliere lo scudetto alla Juve, dall'altra parte la Fiorentina ha bisogno quanto meno di una prestazione in graodo di allontanare gli scetticismi non tanto sul valore della squadra quanto sulle capacità del suo allenatore di fornire una strategia tattica all'altezza della situazione.

BARCELLONA-VILLARREAL (DOMENICA ORE 21)


E' arrivato il momento dell'esordio stagionale anche per il Barcellona di Ronald Koeman, una squadra ed una società uscita da questa estate con le ossa rotte, sul campo per l'uscita dalla Champions a seguito del fragoroso 8-2 subito dal Bayern, e fuori dal campo con Messi che ha provato ad utilizzare la clausola per lasciare il Camp Nou e con tentativi maldestri di liberarsi di uomini non più al centro del progetto del club catalano (vicenda Suarez su tutti).


In tutto questo marasma è passato quasi inosservato il lavoro che Koeman sta portando avanti in queste settimane per costruire una nuova identità e riconoscibilità a questa squadra: il primo passo è stato quello di stabilire che il 4-3-3 va messo da parte per giocare con il doble pivote a centrocampo, per cui si accantona il vertice basso di centrocampo sostituiti da una coppia di centrocampisti davanti alla difesa (presumibilmente Busquets e De Jong che si alterneranno con Pjanic) e poi quattro giocatori in avanti a completare quello che, sulla carta, sarà un 4-2-3-1 in cui Griezmann dovrebbe giocare alle spalle di Messi alternando le rispettive posizioni nel corso della partita, ai loro fianchi Koeman ha dato molto spazio a Coutinho in precampionato, così come abbiamo visto all'opera i vari Trincao, Ansu Fati e Dembele; scopo di questo passaggio tattico è quello di muovere il gioco più rapidamente ed in verticale, elemento assente nelle ultime versioni del Barça, per cui sarà molto interessante capire come queste connessioni funzioneranno al cospetto del Villarreal di Unai Emery.

Il "sottomarino giallo" si presenta a questa sfida del Camp Nou con 4 punti conquistati nelle prime due partite contro Huesca ed Eibar, entrambe affrontate tra le mura amiche, due sfide che hanno mostrato alcune difficoltà da parte della squadra a trovare i giusti meccanismi, questo poiché il tempo avuto a disposizione di Emery per ricostruire questa squadra è stato alquanto limitato, per questo, così come da un lato si vedono le intenzioni in fase di possesso, dall'altra parte si notano ancora delle indecisioni nella fase di non possesso, con una squadra che tende ad allungarsi con la linea di difesa che non segue i tentativi di pressione alta della linea di centrocampo e di attacco.

Una costante del sistema messo in piedi da Emery è quello di schierare un 4-4-2 di base ma che richiede diverse rotazioni per rendere possibile uno scaglionamento in campo che cerchi di disordinare l'avversario: in questo caso vediamo Parejo si proponga in fase di costruzione mentre Coquelin si apre e genera spazio per i movimenti di Moi Gomez e Gerard Moreno, questo movimento, come si evince dall'immagine accanto, disordina la linea di centrocampo dell'Eibar generando linee di passaggio, inoltre Samu a destra e Pedraza a sinistra garantiscono l'ampiezza necessaria a tenere i terzini avversari; il 4-2-3-1/4-2-4 di Koeman visto sopra potrebbe essere messo in difficoltà da questo tipo di schieramento del Villarreal, così come lo spazio tra linea difensiva e linea di centrocampo (sempre nella stessa immagine si evince che in caso di transizione il Villarreal avrebbe dovuto fronteggiare un tre contro tre con molto spazio a disposizione per i giocatori dell'Eibar) che la squadra di Emery lascia agli avversari potrebbe portare Coutinho e Messi a banchettare in zona di rifinitura, così come la stessa fascia sinistra potrebbe essere terra di conquista per Dembele o Fati vista la grande propensione offensiva di Pedraza o del neo arrivo Pervis Estupinan.

BAYER LEVERKUSEN-LIPSIA (SABATO ORE 15.30)


La seconda giornata di campionato mette di fronte il Lipsia di Nagelsmann al primo impegno di una certa difficoltà, visto che dovrà far visita al Bayer Leverkusen di Bosz, squadra dall'identità tattica ben definita ma che rischia di uscire indebolita dall'addio di Havertz e Volland.

Il Leverkusen si presenta a questa partita dopo aver pareggiato a Wolfsburg nella prima giornata, la squadra di Bosz ha mantenuto molte delle prerogative viste nella precedente stagione, ossia una squadra che tiene il possesso del pallone nelle retrovie per poi cercare una verticalizzazione che mandi uno dei suoi giocatori offensivi davanti alla porta.

Per rendere possibile questo tipo di strategia, Bosz alterna la difesa a 3 o a 4 a seconda dell'avversario, con lo scopo di avere una superiorità numerica in fase di impostazione, contro il Wolfsburg qui si vede come la linea a 4 difensiva muova il pallone nel tentativo di cercare spazi tra le linee avversarie scaglionando 5 giocatori in zona rifinitura (Alario centralmente, Wirtz e Demirbay nei mezzi spazi, Bellarabi e Diaby sugli esterni) per poi attivare delle combinazioni rapide per superare la linea difensiva, nel caso qui accanto Tapsoba ha sufficiente spazio per mandare il pallone alle spalle delle difesa sfruttando la velocità di Diaby; in fase di non possesso, invece la squadra mantiene un atteggiamento aggressivo in fase di transizione, mentre tende a disporsi con due linee da 4 in situazioni posizionali, inoltre il posizionamento di Aranguiz permette alla difesa di avere maggiore protezione anche nei momenti in cui uno degli elementi spezzi la linea per andare ad aggredire l'avversario andando a ricomporre la linea. Altro motivo per vedere all'opera il Leverkusen è per osservare Florian Wirtz, classe 2003, giocatore visto all'opera già nella scorsa stagione dopo il lockdown, adesso chiamato a sostituire Kai Havertz da cui eredita la posizione in campo e da cui sembra aver anche ereditato le qualità tecniche, specie nel muovere il pallone con grande rapidità ed efficacia anche in spazi molto stretti.

Il Lipsia si presenta a Leverkusen con la seria intenzione di portare avanti il progetto di Nagelsmann che tanto ci ha esaltato dal punto di vista della qualità del gioco prodotto, quanto dal punto di vista dei risultati, con la semifinale di Champions che ha dato lustro ad una stagione terminata con un terzo posto in campionato ed una eliminazione ai quarti di finale di Coppa di Germania per mano dell'Eintracht.
Le due partite contro il Leverkusen giocate lo scorso anno hanno visto per lunghi periodi di gioco in difficoltà gli uomini di Nagelsmann, per cui la sfida alla squadra di Bosz diventa un test di particolare importanza per il 3-4-2-1 che il tecnico tedesco sembra aver definitamente adottato a partire dalla fase finale della scorsa stagione.

La prima in campionato ha visto il Lipsia passeggiare contro il Mainz (squadra a cui ha rifilato 14 reti nella scorsa stagione) ma soprattutto abbiamo avuto modo di ammirare i principi di gioco di Nagelsmann che tanto ci hanno divertito nel quarto di finale di Champions contro l'Atletico Madrid: il 3-4-2-1 sulla carta, si trasforma in fase di possesso in un 3-2/5, con la prima e la seconda linea che hanno il compito di dare inizio all'azione (un sistema che ha influenzato molto le strategie di Pirlo e del suo staff alla Juve) per poi innescare nei mezzi spazi Dani Olmo e Forsberg o tramite una giocata in verticale di uno dei tre difensori o passando per gli esterni; tuttavia a rendere particolarmente efficace il sistema di gioco è la capacità di muovere il pallone con grande rapidità da parte dei due centrocampisti centrali, e su questo è impressionante il lavoro svolto da Kevin Kampl, sempre in grado di spostare il pallone a due tocchi in qualsiasi situazione, indubbiamente è lui l'uomo a cui il sistema di Nagelsmann dovrà affidarsi per ottenere le migliori fortune in questa stagione.

Come si evince sarà una sfida che si giocherà in battere e levare, con tanti giovani interpreti pronti a dominare il decennio appena iniziato supportati da allenatori e club con un'idea di calcio a mio parere molto esaltante.


LILLE-NANTES (VENERDI' ORE 21)


Il programma della quinta giornata di Ligue 1 si apre con la sfida interna tra il Lille di Galtier ed il Nantes, una sfida tra due squadre che hanno portati avanti un mercato in questi mesi molto interessante e che, come d'abitudine nel campionato francese, stanno mettendo in mostra profili interessanti da seguire.

Il Lille arriva a questa partita dopo aver perso nei minuti finali la possibilità di uscire da Marsiglia con una vittoria e la testa della classifica; la squadra di Galtier si è mossa sul mercato quest'estate con lo scopo principale di coprire le due principali partenze, ossia il difensore Gabriel Magalhaes, acquistato dall'Arsenal, e l'altro elemento è Victor Osimhen, il centravanti nigeriano acquistato dal Napoli: al posto del primo è arrivato Sven Botman, classe 2000, scuola Ajax e che già ha preso il posto al centro della difesa con buone prestazioni, in attacco, invece, il posto di Osimhen è stato preso dalla grande promessa canadese Jonathan David, anche lui classe 2000, ma che sta facendo ancora un po' fatica ad entrare nei meccanismi della squadra di Galtier che, infatti, ha rivisitato il suo 4-4-2 per dividere i compiti offensivi con un altro attaccante centrale, ossia Burak Yilmaz, arrivato anche lui quest'estate al posto di Loic Remy.

Il cambio di tipologia di centravanti ha portato Galtier anche a rivedere la strategia della squadra in fase di possesso, fino all'anno scorso molto diretto, quest'anno, invece, l'assenza di un giocatore come Osimhen, ben innescabile anche con palloni verticali, ha portato il Lille a cercare di elaborare l'impostazione da dietro: come si evince dalla passmap elaborata da Between the Posts nella partita di domenica scorsa a Marsiglia si nota come Celik (il terzino destro) resti bloccato in fase di costruzione per creare una linea a 3 con i centrali difensivi permettendo al terzino sinistro (Bradaric o Reinildo) di alzarsi in zone più avanzate di campo e coinvolgendo maggiormente i due centrocampisti centrali, limitando, dunque, l'utilizzo degli attacchi diretti sulle punte, questo permette alla squadra Lilloise di avere un maggior controllo sulla partita ma manca ancora di incisività negli ultimi 20 metri, non è un caso che le due punte David e Yilmaz abbiano messo insieme meno di un tiro di media a partita e nessuno dei due abbia ancora trovato la via della rete, la partita contro un'altra squadra come il Nantes che ama, specie in trasferta, giocare prevalentemente nella propria metà campo mette di fronte Galtier di fronte alla necessità di elaborare nuove vie per lo sviluppo e la rifinitura della manovra.

Il Nantes si presenta, invece, a questa sfida reduce dal pareggio ottenuto nei minuti finali contro il Saint-Etienne dopo essere stata sotto di due reti: la squadra di Christian Gourcuff ha due anime diverse a seconda se gioca in casa o in trasferta, nel primo caso la squadra di mostra molto propositiva, nel secondo caso tende a concedere il campo alla squadra avversaria

Come si evince dalla mappa delle posizioni medie delle ultime due partite contro Saint-Etienne (in casa) e contro il Monaco (in trasferta) il 4-4-2 resta il modulo di base ma il baricentro (dato principalmente dal posizionamento dei due centrali di centrocampo e della linea difensiva).
La squadra di Gourcuff è stata costruita quest'estate aggiungendo principalmente un tassello, ossia quello dell'ex Liverpool Pedro Chirivella a centrocampo, dove lo spagnolo è l'uomo destinato a far partire l'azione innescando i due esterni offensivi e le due punte, tra le quali emerge l'esterno sinistro Moses Simon, giocatore devastante specie quando si tratta di creare attacchi in transizione (8 dribbling su 15 riusciti) a cui la squadra si affida per generare pericoli (è il giocatore che tocca più palloni nel terzo di campo avversario), bene anche il suo dirimpettaio Bamba (8 dribbling su 12) ma meno utilizzato da Gourcuff che lo alterna con Coco da quella parte di campo. A Lille vedremo sicuramente una squadra che aspetterà nella propria metà campo sperando di innescare in transizione i due esterni d'attacco, tuttavia, data la grande capacità della squadra di Galtier di saper coprire lo spazio che gli avversari possono usare in transizione, a Gourcuff servirà un atteggiamento diverso per uscire indenne dal Pierre Mauroy.
 

AJAX-VITESSE (SABATO ORE 21)


La terza edizione dell'Ajax di Ten Hag sembra essere partita nel verso giusto, con due vittorie nelle prime due partite (di cui la prima ottenuta non ostante l'inferiorità numerica), certo fino ad ottobre esiste la spada di Damocle del mercato che potrebbe influire non poco sulle forze a disposizione dei lancieri (Van de Beek ceduto al Manchester United e Sergino Dest che è prossimo a vestire la maglia del Barcellona) ed anche su questa prospettiva Ten Hag sta sperimentando nuovi giocatori da inserire nel suo sistema di gioco.
Nelle due partite fin qui disputate in Eredivisie l'allenatore olandese ha messo in campo già 19 giocatori schierati con il tipico 4-3-3 che in fase di possesso si trasforma in un 4-2-3-1 con Promes nominalmente nei tre di centrocampo ma in realtà agisce prevalentemente tra vertice avanzato del triangolo di un triangolo a centrocampo completato da Edson Alvearez supportato da Gravenbech o dal ghanese Kudus arrivato dal Nordsjoelland, in attacco il volto nuovo è l'esterno offensivo Antony, il match-winner della gara d'esordio in casa dello Sparta Rotterdam, in difesa, invece, questa dovrà essere la stagione dell'affermazione al centro della difesa di Perr Schuurs, giocatore che ha avuto la possibilità di unirsi già alla nazionale olandese nell'ultimo slot riservato alle nazionali lo scorso settembre.

La partita contro il Vitesse è un ottimo test per capire come sarà l'Ajax di questa stagione e cosa aspettarsi dai lancieri, questo perché la squadra allenata dal tedesco Thomas Letsch è decisamente una squadra di livello superiore rispetto alle due affrontate sinora da Tadic e compagni e che ama essere molto aggressiva in fase di non possesso ed il cui obiettivo è tenere il gioco della metà campo avversaria.

Anche se si parla di appena due partite di campionato il Vitesse è la squadra seconda in Eredivisie per occupazione territoriale del terzo di campo avversario, come indicato dalle statistiche di WhoScored, questo a dimostrazione di quanto la strategia aggressiva voluta da Letsch (scuola Red Bull anche lui) sia ben eseguita e rappresenti un aspetto che possa creare delle difficoltà ad una squadra che ha perso nell'ultimo mercato i giocatori su cui basava la propria costruzione dal basso, a questo si aggiunge la qualità tecnica in zona offensiva, in particolare grazie al giocatore copertina di queste prime due giornate della Eredivisie, ossia Oussama Tannane, classe 1994, attaccante che può coprire tutti i ruoli dell'attacco e che nell'ultima giornata di campionato è stato in grado di sbloccare la partita con questo calcio di punizione.


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