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Friday, 24 March 2023

Le avversarie delle italiane: il Feyenoord


Da qui all'inizio dei quarti di finale delle tre competizioni europee proverò ad analizzare le squadre che affronteranno le compagini italiane. Sei squadre in corsa in Europa in questa fase della stagione era un qualcosa che non succedeva davvero da tempo immemore, per cui, da amante di tutto il calcio del globo terracqueo (cit.) provo a raccontarvi cosa aspetta ciascuna delle italiane impegnate nelle rispettive competizioni. Con esclusione di Milan-Napoli, per ovvi motivi.

Iniziamo oggi con il Feyenoord di Arne Slot che affronterà la Roma nei quarti di finale di Europa League in una riedizione della finale della scorsa Conference League vinta dalla formazione giallorossa per 1-0 con goal di Zaniolo che, come forse avete avuto modo di sapere, non sarà della sfida, ma non è l'unica differenza che mi aspetto tra la partita di Tirana e questo doppio confronto.

Monday, 30 January 2023

AZ-Utrecht, anatomia di un 5-5

 


Cosa raccontare di una partita che è terminata 5-5? Superficialmente si può parlare di una sfida degna più del calcetto infrasettimanale tra amici anziché di una partita di Eredivisie, ossia il principale campionato olandese. Ed invece, come per ogni cosa della vita, non ci si deve mai fidare delle apparenze; la match analysis serve a guardare le partite aldilà del risultato e cercare di dare una spiegazione a qualcosa che in apparenza non ne ha.

Per cui scopo di questo articolo è quello di razionalizzare quanto avvenuto nella serata di sabato all'AFAS Stadion di Alkmaar, dove l'AZ padrone di casa e l'Utrecht hanno dato vita ad una partita memorabile e che ci consegna delle riflessioni su cosa vorremmo da una partita di calcio.

Thursday, 16 December 2021

La fluidità in salsa olandese di Ajax e AZ Alkmaar


Che il 4-3-3 sia il mantra del calcio olandese non lo scopriamo certo oggi, ma a differenza di quanto visto con le varianti di Zeman, Vincenzo Italiano e Steven Gerrard (senza contare quella di Jurgen Klopp) quanto proposto da Ajax ed AZ Alkmaar nella sfida di domenica, mostra chiaramente quanto Erik Ten Hag e Pascal Jensen lo declinino lasciando grande libertà di movimento ai propri calciatori e studiando accorgimenti al fine di limitare il 4-3-3 avversario fino a renderlo estremamente fluido.

La partita è terminata con la vittoria della squadra di Alkmaar per 2-1 che ha portato come conseguenza l'accorciamento della classifica della Eredivisie adesso comandata dal PSV Eindhoven, non male per il campionato la cui unica rappresentante in Champions ha chiuso la fase a gironi a punteggio pieno e che, invece, non riesce a fare il vuoto in campionato: un buon segnale di salute per la massima divisione olandese.

LE FORMAZIONI INIZIALI

Una cosa che emerge in maniera netta alla lettura delle formazioni iniziali sta nell'età media delle due squadre con i lancieri in campo con 4 giocatori nati dopo il 2000 e l'AZ il cui Jordy Clasie nato nel 1991 era il giocatore più anziano a disposizione di Pascal Jansen.


Mentre il 4-3-3 dell'Ajax è ben riconoscibile nello schieramento iniziale, quello dell'AZ viene indicato in grafica come un 3-5-2 ma vedremo bene come le caratteristiche dei giocatori e la necessità di modellare lo schieramento nelle varie fasi di gioco porti la squadra a schierarsi in diversi modi sul terreno di gioco.


GLI SCHIERAMENTI IN POSSESSO DELLE DUE SQUADRE

A dimostrazione del fatto che parlare di moduli di gioco è un esercizio aleatorio, basta vedere come le due squadre modifichino il proprio schieramento in fase di costruzione per rendersi conto come entrambe ricercassero l'obiettivo di coprire al meglio il campo in ampiezza ed avere superiorità numerica in fase di uscita del pallone.

Lo schieramento dell'Ajax in fase di costruzione vedeva la posizione asimmetrica dei due terzini, con Blind che andava a posizionarsi largo a sinistra in avanti, mentre Rensch restava basso assieme ai due centrali difensivi: se il numero 15 dell'Ajax si staccava, toccava ad Alvarez abbassarsi in linea con i centrali difensivi per garantire la presenza di tre uomini allo scopo di mantenere la superiorità numerica contro i due attaccanti dell'AZ in prima pressione. L'ampiezza a destra invece era data da Antony, il cui duello con Wijndal sarà una della chiavi della partita.

Anche l'AZ seguiva la stessa logica in fase di prima costruzione: la prima linea è composta dai due centrali difensivi più il terzino destro Witry, questo spiega la scelta di Jansen di schierare Sugawara in una posizione di ala, questo perché il giapponese classe 2000 aveva il compito di fornire l'ampiezza a destra mentre sul lato opposto agiva il terzino sinistro Wijndal. La seconda linea di costruzione era composta generalmente da Clasie e Midtsjo con De Wit che, invece, si staccava alle spalle delle linee di pressione dell'Ajax e collegarsi con le punte Pavlidis e Karlsson. Il fatto che il giocatore svedese sia stato utilizzato in questa posizione da seconda punta anziché da esterno sinistro del tridente è una chiara dimostrazione di come il tecnico dell'AZ abbia decisamente rimodulato il proprio 4-3-3 in un 3-2/3-2 in fase di possesso.

Le posizioni medie dell'Ajax mostrano chiaramente la posizione di Blind più alta rispetto a quella di Rentsch e la centralità di Antony e Tadic nel cercare di sviluppare la manovra. Altro elemento identitario della formazione di Amsterdam e che si evince dalla mappa è il baricentro alto della squadra, acuito ulteriormente dalla necessità di dover portare dalla propria parte l'inerzia del match sempre rimasta dalla parte dell'AZ. A differenza di quanto fatto dalla squadra ospite con il proprio centravanti Pavlidis, Haller è stato poco coinvolto nel possesso palla della squadra di Ten Hag: i suoi movimenti a venire incontro per giocare a muro con i centrocampisti avrebbero permesso alla squadra di rompere le linee difensive avversarie, cosa raramente accaduta nel corso della partita.

Dall'altra parte vediamo come la squadra di Jansen sia stata costretta a dover giocare una gara di trincea per lunghi tratti della partita. A livello di posizioni si può notare come la squadra in fase di possesso tenesse Sugawara e Wijndal a dare ampiezza e spettasse a loro anche il compito di legare la fase di costruzione con quella di sviluppo; ma soprattutto si può evincere quante volte la squadra si sia appoggiata sul centravanti Pavlidis per risalire il campo. I suoi duelli con i centrali dell'Ajax hanno spesso dettato alcuni momenti chiave della partita, tra cui il goal con cui il greco ha sbloccato la partita proprio su un'azione originata da un pallone da lui ripulito dopo un disimpegno dei propri compagni di squadra.

L'ORGANIZZAZIONE DELL'AZ IN FASE DI NON POSSESSO


Il dato del possesso palla a fine partita è stato abbastanza chiaro: l'Ajax ha chiuso il match con il 65% di possesso a proprio favore contro il 35% dell'AZ, per questo motivo la partita si è giocata principalmente su come la squadra ospite fosse in grado di rendere sterile il possesso avversario e massimizzare al meglio il proprio.

Anche nella progressione del dato nel corso della partita il pallone è sempre stato prevalentemente giocato dalla formazione ajacide, tuttavia, specie nel primo tempo, la squadra della Frisia ha cercato a tratti di sfruttare la grande qualità a propria disposizione per alleggerire la supremazia avversaria, e va detto che l'obiettivo è stato raggiunto, visto che la prima azione pulita costruita dall'Ajax è arrivata nei secondi iniziali del secondo tempo grazie ad una conclusione di Berghuis su suggerimento di Haller (proprio quel movimento che spesso è mancato nella partita della squadra di Ten Hag).



Questo sta a significare che l'organizzazione difensiva della squadra di Jansen è stata ottimale e ben preparata dal tecnico dell'AZ, il tutto grazie ad una strategia mista tra difesa posizionale e marcature a uomo.

Il primo elemento costante della fase difensiva della squadra di Alkmaar sta nella marcatura quasi a uomo di Wijndal su Antony: come si evince dall'esempio e come abbiamo avuto modo di vedere prima nel descrivere lo schieramento dell'Ajax in fase di possesso, il giocatore brasiliano era l'elemento deputato a dare ampiezza alla manovra della squadra per poi sfruttare le sue infinite qualità tecniche e nell'uno contro uno per generare situazioni di pericolo; vista la centralità del giocatore brasiliano nel sistema di gioco dei campioni d'Olanda, Jansen ha pensato bene di permettere al suo terzino sinistro di occuparsi solamente di lui staccandosi dalla linea difensiva sia su palla laterale che su attacco centrale. Decisivo a questo punto è stato il compito di De Wit che andava a coprire lo spazio che si creava tra terzino e centrale difensivo, assorbendo quindi l'inserimento del giocatore dell'Ajax di turno che andava ad attaccare quello spazio (in questo esempio è addirittura Timber a cercare l'inserimento in quella zona.

Il dato relativo ai duelli difensivi vinti dal terzino sinistro e capitano dell'AZ provano la bontà della scelta strategica dell'allenatore erede di Slot; la grafica, inoltre, ci mostra la grandissima partita anche di Midtsjo e Clasie nel negare gli inserimenti a Gravenberch e Tadic. Per un sistema offensivo così tecnico e basato sulle abilità negli uno contro uno come quello dell'Ajax, trovare una squadra con una strategia difensiva così ben preparata è stato davvero difficile generare pericoli per la porta di Vindhal. Il dato dei 3xG creati dalla squadra di Ten Hag alla fine della partita è frutto di 19 conclusioni la gran parte arrivate nell'arrembaggio finale (e per questo motivo il risultato finale è senz'altro bugiardo) ma soprattutto con una distanza media delle conclusioni di 18,41 metri dalla porta, poco meno di 3 metri in più rispetto alla media delle conclusioni effettuate in stagione dai prossimi avversari del Benfica negli ottavi di Champions League. Sono piccole statistiche che mostrano quanto comunque l'AZ sia stato in grado di limitare una squadra che spesso abbiamo visto arrivare al tiro con facilità irrisoria in questa stagione.

Secondo elemento di riferimento per capire la fase di difesa posizionale della squadra ospite, sta nella trasformazione del modulo di gioco in un 4-4-2 o 4-4-1-1 quando l'Ajax portava il gioco nella metà campo avversaria. Dall'esempio si possono notare le due linee da 4 ed allo stesso tempo si può notare ancora una volta le posizioni di Wijndal e De Wit, gli estremi mancini delle due linee che però adattano la propria posizione rispetto ai movimenti rispettivamente di Antony e dell'incursore dell'Ajax nel mezzo spazio sinistro (che, come abbiamo potuto vedere prima è un compito che poteva essere svolto da Berghuis ma anche mediante l'inserimento di un terzino o di un centrale difensivo, il tutto in nome della fluidità posizionale). In questo modo si può notare come la zona tra le linee sia ben serrata e gli inserimenti in profondità siano ben tracciati.

SI E' GIOCATO TUTTO SULLA PRESSIONE ALTA DELL'AJAX


Un aspetto che non è negoziabile nel sistema di gioco della squadra di Ten Hag è certamente quello di tentare di recuperare il pallone quanto più in alto possibile sul campo, un elemento reso strategicamente ancora più importante quando l'avversario cerca di non concederti spazi, come accaduto nella partita di domenica.

Per questo motivo l'utilizzo dei meccanismi di riconquista palla sono stati parecchio pronunciati, proprio perché la pressione esercitata ha costretto l'AZ ad abbassarsi, per cui riconquistare subito i palloni in zone alte del campo si è rivelato fondamentale per mettere sotto pressione la formazione di Jansen. Questo è il sistema della squadra di casa in fase di prima pressione, con ben cinque giocatori impegnati a contestare l'uscita da dietro avversaria, con un focus particolare sulla zona palla (tipico della scuola Ajax) oltre che ad una pressione individuale sui due centrocampisti avversari. Questo spiega anche il motivo per cui l'AZ abbia dovuto sfruttare prevalentemente i terzini o gli attacchi diretti verso Pavlidis per risalire il campo.

Ecco un esempio in fase di transizione difensiva, con i due centrali difensivi posizionati addirittura più in alto del mediano Alvarez: in questa circostanza il centrale difensivo argentino ha seguito preventivamente Karlsson fino al limite della trequarti offensiva, mentre il centrocampista messicano era in preventiva su Pavlidis. Come si evince non vi è un sistema di coperture preventive di squadra, ma si va alla ricerca del duello individuale a supporto della fase di riaggressione alta della squadra, accettando chiaramente il rischio di prendersi dei contropiedi con 60 metri di campo aperto.

Ovviamente questo atteggiamento ha permesso ai lancieri di avere il controllo non solo del possesso palla ma anche il dominio territoriale (occupato il terzo di campo dell'AZ per il 40% del tempo), nonché un indice PPDA di 8,48 che seppur denotando un valore molto positivo in termini di aggressività, rappresenta un valore superiore alla media stagionale di 7,45, a dimostrazione che Karlsson e compagni siano riusciti più volte di quanto facciano gli avversari affrontati dall'Ajax in questa stagione a superare la pressione esercitata. 

Il posizionamento in transizione offensiva di Karlsson davanti a Pavlidis ha reso spesso possibile la creazione di opportunità in contropiede che hanno generato situazioni di potenziale pericolo come ben visibile dagli esempi sotto, in cui spesso l'Ajax ha affrontato in due contro due gli attaccanti dell'AZ, una situazione che ben esemplifica l'idea di calcio della squadra di Amsterdam nel bene e nel male.




CONCLUSIONI


La vittoria dell'AZ all'Amsterdam Arena è un risultato sicuramente sorprendente e probabilmente premia eccessivamente la pur ottima prestazione della squadra di Jansen. Insomma, nonostante le cessioni di Koopmeiners, Stengs e Boadu, il club della Frisia sta mostrando di poter ricostruire un ciclo ancora competitivo dopo un inizio difficile resosi necessario per assorbire le partenze ed inserire nei meccanismi il principale acquisto stagionale, ossia Vangelis Pavlidis e dare centralità agli altri gioielli presenti in rosa, tra cui Sugawara, Wijndal, Jesper Karlsson e, ultimo ma non meno importante, Dani De Wit, giocatore la cui intelligenza calcistica e il riconoscimento degli spazi lo rendono un giocatore archetipico del talento olandese con un futuro da centrocampista moderno box to box che presto farà gola ai top club in Europa (specie in Premier League). 

La prestazione dell'Ajax non è stata certamente negativa, tuttavia la capacità dell'AZ di limitare i proprio esterni offensivi e gli inserimenti nei mezzi spazi ha tolto molte certezze alla fase di possesso della squadra di Ten Hag che ha provato ad ovviare alle difficoltà sfruttando l'altra grande specificità, ossia il suo sistema di pressione alta che, però, l'ha esposta difensivamente più di quanto preventivato e probabilmente la partita si è decisa proprio lì.

Friday, 8 January 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 12




Finite le feste e messo alle spalle il 2020, il calcio entra nel vivo della stagione: così come le feste, anche questa stagione calcistica è fortemente condizionata dalla pandemia globale che ha cambiato la vita di tutti negli ultimi 12 mesi, per cui il weekend in arrivo non arriva, come accade in genere, dopo una mini pausa invernale, bensì è un lungo susseguirsi di partite in un calendario super-compresso per poter chiudere la stagione in tempo per permettere alle nazionali di giocarsi la vittoria nelle rispettive competizioni continentali.

Non ostante il calendario compresso e la particolarità della stagione, gennaio resta sempre il mese dove, a mio parere, vengono decise le stagioni: facendo un paragone ciclistico, il mese di gennaio sta alla stagione calcistica come il primo arrivo in salita di un grande giro, ossia non puoi sapere con certezza chi vincerà, ma si può ben identificare chi non sarà in grado di raggiungere i maggiori obiettivi.

Per questo primo weekend calcistico del 2021, come da mia abitudine, ho scelto alcune partite da consigliare, vuoi per temi specifici, vuoi per peculiarità tattiche delle squadre impegnate, vuoi per vedere all'opera giocatori entrati nelle cronache del calciomercato che ha aperto i battenti questa settimana.


BUNDESLIGA, LIPSIA - BORUSSIA DORTMUND (SABATO ORE 18.30)


Per la Bundesliga il weekend in arrivo è decisamente da seguire con le cinture allacciate, si parte già questa sera con la sfida tra Borussia Moenchengladbach e Bayern Monaco, ostacolo di non poco conto per i campioni di tutto che continuano a scricchiolare ma alla fine portano sempre il risultato a casa; i riflettori, invece, per quel che mi riguarda, sono concentrati sulla sfida di Lipsia tra Julian Nagelsmann ed Edin Terzic, rispettivamente classe 1987 e 1982, due allenatori con una formazione che in Italia definiremmo non di campo e che adesso siedono su due delle panchine più ambite di Germania e di Europa.

Sul sistema di gioco di Julian Nagelsmann a Lipsia è inutile rimarcare quanto inchiostro (o meglio, quante battute) sia stato speso per esaltare la fluidità della sua squadra, vedere una partita del Lipsia è sempre qualcosa di molto stimolante per chi ama osservare il calcio nel pieno della sua evoluzione, in ogni partita il tecnico ex Hoffenheim riesce sempre a mettere in campo un accorgimento, una novità che permette alla sua squadra di non essere mai uguale a se stessa pur all'interno di principi che sono ben riconoscibili, come il mantenimento del possesso e l'occupazione militare degli spazi nella trequarti avversaria.

Nella prima partita del 2021, vinta in quel di Stoccarda (tre punti a dir poco pesanti che hanno permesso al Lipsia di restare in scia del Bayern) si è vista un'ulteriore qualità della squadra di Nagelsmann, ossia quella di sapersi adattare al contesto della partita, riconoscerne le criticità e, quindi, adottare il piano gara adatto per portare a casa la partita: nel caso della vittoria di Stoccarda, ad essere decisive sono state le connessioni sul gioco esterno, elemento sempre più preponderante nel calcio post-lockdown, dove gli avversari tendono a chiudere per quanto più possibile gli spazi centrali, il Lipsia ovvia a questa situazione mediante la progressione del gioco sugli esterni per poi riempire l'area di rigore di giocatori pronti a ricevere i cross.





In questo contesto così altamente competitivo a livello tattico, Lucien Favre non è stato in grado di trovare il modo giusto per dare il salto di qualità al Borussia Dortmund, per questa ragione, una sconfitta, proprio contro lo Stoccarda, ha convinto il club che il ciclo del tecnico svizzero al Westfalen Stadion era ormai terminato; al suo posto è stato scelto Edin Terzic, assistente di Favre e responsabile del settore giovanile del Dortmund, il quale, ha messo in soffitta il 3-4-3 per passare ad un 4-2-3-1 che in fase di possesso si trasforma in un 4-2-2-2 con gli esterni difensivi che si alzano a seconda della situazione di gioco, mentre gli esterni offensivi stringono la posizione in zona di rifinitura, questo genera spazi sugli esterni che vengono attaccati dai due terzini, mentre gli altri due giocatori offensivi cercano di attaccare la linea difensiva avversaria.

In fase di non possesso, invece, la squadra tiene un baricentro medio in cui vige un sistema misto tra copertura delle linee di passaggio centrali ed orientamento sull'uomo, difatti quello che potrebbe essere un 4-4-1-1 in realtà è scaglionato in modo tale che Reus prenda in consegna il vertice basso avversario, mentre Witsel prende in consegna il trequartista avversario coordinandosi con i centrali difensivi per la chiusura della zona tra le linee di difesa e di centrocampo (in particolare con Hummels).

Per il nuovo tecnico del Dortmund, dunque, la sfida in casa del Lipsia rappresenta un banco di prova molto importante per le sue idee, la sfida tattica con Nagelsmann sarà davvero molto interessante, personalmente mi aspetto una ricerca continua degli spazi da ambo le parti, da una parte il Lipsia che cercherà di sfruttare l'ampiezza del campo per disordinare le linee del Dortmund, dall'altra parte la squadra di Terzic che cercherà di usare Haaland come arma per dilatare gli spazi tra le linee e permettere alle qualità individuali dei vari Sancho, Reyna e Reus di venire fuori.


FA CUP, BRENTFORD-MIDDLESBROUGH (SABATO ORE 19)


Come da tradizione, gennaio è il mese in cui le principali squadre inglesi entrano in competizione nella FA Cup per il terzo turno con incroci che rendono questo trofeo a dir poco affascinante, anche questa edizione, seppur in un tono minore (sia per l'assenza di pubblico che per la compresenza di un calendario a dir poco compresso) non si sottrae al suo fascino che si mostrerà appieno nello scontro tra i dilettanti del Marine FC contro il Tottenham di Mourinho; il match di questo turno, invece, che consiglio di osservare, è quello tra il Brentford ed il Middlesbrough, un incrocio tra due squadre di Championship che rappresenta un vero contrasto di stili.

Il Brentford è rappresentazione della mente visionaria di un proprietario come Matthew Benham, capace di costruire un progetto tecnico di primissimo livello con budget limitatati ma sfruttati al meglio per mettere in piedi un sistema di scouting basato in prima istanza sull'utilizzo delle statistiche e poi sull'osservazione dei giocatori da aggiungere in rosa, poi con un allenatore dalle idee propositive come Thomas Frank questi giocatori entrano in un meccanismo fatto di calcio associativo che ne tira fuori i maggiori punti di forza e così oltre a risultati sportivi di ottimo livello (promozione in Premier mancata lo scorso anno proprio all'ultimo atto contro il Fulham) si aggiungono risultati economici straordinari con giocatori ceduti dopo averne quintuplicato il valore di mercato (vedi le ultime cessioni di Watkins all'Aston Villa e di Benrahma al West Ham) che hanno permesso al club di dotarsi di un nuovo stadio (il Brentford Community Stadium) pensionando il glorioso ma vetusto Griffin Park.

Lo schieramento che contraddistingue il Brentford è il 4-3-3 votato al possesso palla ed una occupazione dello spazio che utilizza i principi del gioco di posizione, ciò è reso possibile dalla qualità delle due mezzali che fiancheggiano il vertice basso del triangolo di centrocampo e che permettono una progressione della palla molto pulita sia ricevendo il pallone direttamente dai passaggi dei centrali difensivi alle spalle della prima linea di pressione avversaria, sia mediante la costruzione di catene laterali con il terzino e l'esterno offensivo di parte.







Dall'altra parte c'è una squadra agli antipodi del modo di vedere il calcio di Thomas Frank, ossia Neil Warnock, chiamato nel finale della scorsa stagione al capezzale del Middlesbrough che rischiava la retrocessione in Ligue One; reduce da 3 stagioni e mezzo a Cardiff in cui aveva riportato la squadra gallese in Premier League salvo poi non riuscire ad evitare l'immediato ritorno in Championship, il tecnico di Sheffield incarna, dall'alto dei suoi 72 anni, il vecchio calcio inglese basato sui lanci lunghi e l'aggressione sulle seconde palle.

Andando a vedere i dati relativi alle  zone d'azione in fase di possesso è molto riconoscibile anche a livello numerico la ricerca immediata di portare il gioco nel terzo di campo avversario, un sistema del tutto opposto a quello promosso dal Brentford e che, in ogni caso, si sta mostrando decisamente redditizio, nel momento che questo atteggiamento permette alla squadra di avere molto spesso tanti giocatori nei pressi dell'area avversaria, generando situazioni potenzialmente pericolose per le difese avversarie, ma soprattutto rendono difficile la risalita del campo per gli avversari tanto che i tiri subiti a partita sono poco più di 9 (quarta in Championship in questa classifica) e la media reti subita è la terza dopo quella di Swansea e Watford (0,82 goal subiti/partita); ulteriore dato numerico che testimonia lo stile differente di gioco voluto da Warnock sta nel fatto che solo 4 squadre tengono meno la palla rispetto al Middlesbrough (46,9% il dato del possesso palla medio, decisamente agli antipodi rispetto al 53,7% del Brentford).

Questa sfida del terzo turno di FA Cup, dunque, si presenta come uno scontro tra due tipologie di calcio opposte ma che giungono alla stessa conclusione, ossia andare al tiro e soprattutto segnare di più degli avversari, alla fine, come ha scritto bene Jonathan Wilson sul The Guardian la scorsa settimana, il pragmatismo sta tutto qui.


EREDIVISIE, AJAX-PSV (DOMENICA ORE 16.45)


E' la più classica delle rivalità del calcio olandese a dare lustro al weekend di Eredivisie in una sfida al vertice che potrebbe dare un importante indirizzo al campionato, difatti una vittoria di una delle due contendenti potrebbe sancire la squadra da battere da qui fino a fine stagione, un pareggio potrebbe permettere un riavvicinamento generale nella lotta per la vittoria finale da parte di Feyenoord, Vitesse e Az Alkmaar rendendo il campionato ancora più avvincente di quanto non lo sia già.

Per l'Ajax la stagione dell'atto terzo della gestione Ten Hag ha dato il via ad un nuovo ciclo di talenti da mettere in vetrina per nuove plusvalenze, tuttavia l'andamento della stagione è stato influenzato da una serie di infortuni che hanno tenuto fuori per lungo tempo David Neres e Mohammed Kudus oltre ad un utilizzo alterno di Noussair Mazraoui, terzino destro dalle caratteristiche molto funzionali al 4-3-3 dei lancieri; tuttavia in questo contesto l'Ajax è riuscito a far esplodere in questa stagione il talento di Ryan Gravenberch in mezzo al campo e di Perr Schuurs al centro della difesa, tuttavia ciò non è bastato a permettere alla squadra di superare il girone di Champions League, per questo motivo il cammino europeo continuerà in Europa League dove a febbraio ci sarà un interessantissimo incrocio contro il Lille.

Fonte InStat
Con la cessione di Dest e la sequenza di infortuni di Mazraoui, il padrone della fascia destra dei lancieri è diventato Sean Klaiber, acquistato dall'Utrecht nell'ultima sessione di mercato, sta mostrando di essere altrettanto dominante quanto il suo predecessore oggi al Barcellona, le caratteristiche sono diverse, in quanto è molto più abile nei contrasti e nel gioco aereo e a livello offensivo arriva meno al cross ma riesce ad innescare molto spesso e con molta pericolosità la linea d'attacco.

Tramite le statistiche elaborate da InStat in cui vengono comparate le performance di Klaiber e Dest in Eredivisie rispettivamente in questa stagione ed in quella precedente, emerge con chiarezza la maggiore propensione dello statunitense al cross ed anche le sue capacità in conduzione, mentre dell'olandese emerge il maggior coinvolgimento in possesso, il maggior numero di occasioni create seppur utilizzando meno l'arma del cross, così come emergono valori superiori nei duelli difensivi, per cui, in assenza di Mazraoui, per lui questo big match potrebbe essere l'occasione più importante per lanciarsi nel calcio di vertice, visto che si tratta di un giocatore classe 1994, quindi già nel pieno della sua maturità calcistica.


E se dobbiamo parlare di terzini destri anche il PSV ha di che mostrare in questo big match: Denzel Dumfries è uno dei gioielli messi in vetrina dal club di Eindhoven ed il suo valore non lo scopriamo certo oggi, se è vero che in tanti club lo hanno cercato nelle ultime sessioni di mercato (non è un mistero che fosse sulla lista della spesa di Rangnick qualora avesse preso posto al Milan) e soprattutto perché è il proprietario della fascia destra della nazionale olandese; ma non è certo solo lui il principale motivo di interesse per osservare il PSV di Roger Schmidt, la cui presenza sulla panchina è già una garanzia di spettacolo: i Boeren possiedono una rosa con una serie di elementi dalla grande prospettiva come Donyell Malen e Mohamed Ihattaren, il primo classe 1999 ed il secondo classe 2002 e parte della scuderia di Mino Raiola (motivo per il quale ripongo dei timori verso la loro carriera), a questi si aggiunge il togolose di origine Cody Gakpo, anche lui classe 1999, che con i due sopra forma un tridente d'attacco esplosivo su cui si fonda il calcio di Roger Schmidt in quel di Eindhoven.

Il tecnico austriaco sta lavorando allo scopo di mettere sempre a loro agio principalmente i tre principali elementi dell'attacco a sua disposizione e tende a modificare lo schieramento sulla base della disposizione dell'avversario ma senza cambiare più di tanto i principi di gioco, basati sul possesso prolungato del pallone e sul cercare di tenere il gioco nella trequarti avversaria.

Un chiaro esempio dei principi che Schmidt sta implementando ad Eindhoven è visibile in questo fermo immagine, dove vediamo come in fase di riconquista del pallone lo schieramento della squadra è portato ad avere diversi giocatori in zona palla con il resto della squadra che accorcia a supporto della fase di recupero palla, inoltre si percepisce come in marcatura preventiva non ci siano remore a tenere in parità numerica i centrali difensivi con gli attaccanti avversari, questo ha comportato un progressivo miglioramento delle prestazioni della squadra nel corso della stagione, meglio dimostrati dal cammino nel girone di Europa League, dove, dopo un inizio con due sconfitte nelle prime tre partite, nel girone di ritorno si è visto un PSV dominante ed aggressivo che ha portato a casa tre vittorie che le hanno consentito di portare a casa la qualificazione alla fase ad eliminazione diretta dove se la dovranno vedere contro l'Olympiacos.

Se non è sufficiente il fatto che ad affrontarsi siano le due squadre in vetta alla Eredivisie o che di mezzo ci sia una delle rivalità più importanti del calcio olandese, allora la sfida tra due sistemi di gioco molto identitari ed i tanti duelli che vedremo in campo tra giocatori dall'elevato valore tecnico attuale ed in prospettiva credo siano ulteriori motivi per non perdersi questa sfida.


LIGUE 1, MONACO-ANGERS (SABATO ORE 21)


Per la Ligue 1 il 2021 è iniziato il giorno dell'Epifania, questo dopo una pausa natalizia che ha visto due cambi di panchina molto chiacchierati, uno è sicuramente quello di Tuchel, esonerato dal PSG praticamente alla vigilia di Natale, e sostituito da Pochettino; l'altro è l'esonero di Gourcuff a Nantes, e fin qui poco di strano, visti i pessimi risultati della squadra giallo-verde, ma la vera bomba è stata la scelta del suo successore, ossia Raymonde Domenech, tornato a sedere su una panchina dopo oltre 10 anni di inattività e dopo i disastri di Sudafrica 2010 sulla panchina della nazionale francese.

Il risultato che maggiormente ha sorpreso nel primo turno di campionato del 2021 è stato sicuramente quello maturato a Lille, dove l'Angers ha portato a casa i 3 punti dal Pierre Mauroy: per la formazione angioina, dopo questo successo si aprono scenari importanti di classifica che vedremo se potranno essere confermati domani sera nella sfida a Montecarlo contro il Monaco di Kovac.

Della squadra monegasca ne ho già parlato in diversi miei post nelle settimane precedenti, dopo la parentesi negativa al Bayern, Nico Kovac sta cercando di ricostruire una squadra che possa tornare competitiva dopo due stagioni davvero molto deludenti: la ricetta del club monegasco, anche dopo l'addio di Campos, resta quella di puntare su elementi molto giovani da lanciare per poterli rivendere sul mercato. 
La squadra che oggi il tecnico croato ha in mano è decisamente molto interessante ma non certo al livello di quella che, sotto la guida di Jardim, fu capace di far saltare il banco in Francia ed in Europa nel 2017: oggi gli elementi più interessanti sono l'esterno offensivo Soufiane Diop, il centrocampista Tchouameni ed il centrale difensivo Disasi: tuttavia la giovane età di questi elementi incide sulla continuità di rendimento della squadra che continua ad alternare lunghe strisce positive ad altrettante strisce negative.
Anche all'interno delle stesse partite il Monaco sembra accendere e spegnere un interruttore che mette la squadra in partita o che la fa altrimenti sparire, un atteggiamento le cui conseguenze sono maggiormente visibili in un sistema di gioco che cerca di tenere una pressione alta.
DIfatti, un elemento che Kovac ha cercato di introdurre con maggior costanza rispetto al passato, è quella di alzare la pressione in fase di non possesso, una soluzione che ha portato numericamente dei dividendi rispetto alle scorse stagioni; la squadra segna di più e produce di più rispetto allo scorso anno e, allo stesso tempo, concede di meno, ma non a sufficienza per tenere la squadra al riparo, specie nelle situazioni di transizione, dove soprattutto i due centrali difensivi, Disasi e Badiashile, mostrano ancora delle lacune nel coprire lo spazio alle loro spalle.
A dimostrazione del cambio di regime voluto dal tecnico croato vi sono i dati relativi al PPDA, elaborati da Understat,dove nel confronto tra la scorsa stagione (prima tabella) e quella attuale (seconda tabella) si evince chiaramente una maggiore aggressività della squadra in fase di non possesso.




L'Angers, quindi, rappresenta un bel banco di prova per la formazione monegasca: gli uomini di Stephane Moulin, dopo aver favorevolmente impressionato nella scorsa stagione, si sta confermando su ottimi livelli anche in questa stagione, tanto da presentarsi a questa partita a pari punti con i propri avversari.
La formazione angioina ha un approccio molto diverso rispetto alla formazione di Kovac, non ha problemi a lasciare il possesso all'avversario (possesso medio 46,4%) chiudendo molto bene le zone centrali del campo ed allo stesso tempo non si lascia schiacciare in area di rigore andando ad aggredire l'avversario quando ha raggiunto la metà campo.

Esemplificazione della strategia dell'Angers arriva dall'ultima partita vittoriosa in quel di Lille: come si vede il baricentro è medio-basso ed il possesso dei centrali difensivi avversari non è contestato, al contrario le soluzioni di passaggio più immediate sono già aggredite a uomo dagli uomini deputati a quelle zone di campo, questo costringerà l'avversario a cercare una palla verso la punta con un lancio lungo.
Il centrale difensivo anticipa il centravanti avversario e l'Angers è già disposto per la transizione che avviene, di norma, servendo in verticale la punta centrale Diony spalle alla porta per innescare con un gioco di sponda i trequartisti già pronti a lanciarsi in campo aperto: questa giocata, però. raramente viene utilizzata per innescare un reale contropiede, ma semplicemente per portare il pallone nella metà campo avversaria e gestirlo.


Ciò che emerge è quindi l'identikit di una squadra in grado di saper alternare un approccio di copertura del centro con l'aggressione sull'uomo in zone determinate del campo ed una grande qualità in fase di possesso data dalle capacità in conduzione di elementi come Capelle, Fulgini e Mathias Pereira Lage, con questi ultimi che probabilmente, sono gli elementi più interessante della rosa in prospettiva e pronti ad essere le prossime possibili plusvalenze del club dopo Reine-Adelaide e Nouri.

La sfida di Montecarlo, dunque, metterà alla prova la tenuta ed il valore delle strategie di due squadre dai principi diversi quanto riconoscibili nei loro pregi e nei loro difetti, una vittoria in questa sfida potrebbe risultare decisiva per dare un reale perimetro alle ambizioni di classifica di entrambe le squadre.

SERIE B, REGGIANA-CITTADELLA (SABATO ORE 14)


Con la serie B ferma nel weekend dopo il tour de force a cavallo tra Natale e Capodanno, il calendario permette il recupero delle partite non disputate nei mesi scorsi a causa dei focolai di COVID in alcune squadre, un esempio è Reggiana-Cittadella, partita non disputata alla quinta giornata per il proliferare di casi nella formazione emiliana.

Le due squadre che si affrontano al Mapei Stadium sabato pomeriggio, rappresentano due tra i migliori esempi della tendenza della serie B ad essere un interessante laboratorio a livello tecnico e tattico: i due allenatori Alvini e Venturato hanno dato alle rispettive squadre un'identità ben precisa che rende le due squadre alquanto riconoscibili e molto interessanti da osservare.

La squadra di Alvini è stata, a giusta ragione, definita come un laboratorio in scala minore del gioco proposto in serie A da Gasperini e Juric, ossia una forte propensione ad orientarsi sull'uomo nella fase di non possesso ed affrontare gli uno contro uno con grande aggressività; anche in fase offensiva è una squadra che ama prendersi dei rischi con anche i centrali della difesa a 3 che non hanno paura ad aggredire gli spazi nella trequarti avversaria e in ogni caso prendere il controllo della partita. 
Purtroppo il lungo periodo di inattività della squadra dovuto ai casi di COVID all'interno dello spogliatoio ha tolto buona parte di quella brillantezza vista nelle prime giornate di campionato fino a portare la squadra ad una serie negativa aperta con 1 solo punto ottenuto nelle ultime 6 partite.

Dall'altra parte il Cittadella è la squadra che ha fatto del 4-3-1-2 un marchio di fabbrica e che sembra essere la principale tendenza del campionato (le principali candidate alla vittoria finale, ossia Brescia, Lecce, Empoli, Chievo e Monza lo utilizzano seppur con caratteristiche diverse), tuttavia il modo con cui la squadra veneta mette in opera i propri meccanismi rendono sempre molto interessante da vedere questa squadra che riesce sempre a proporre le stesse idee di gioco pur modificando di anno in anno i suoi interpreti e trovandone sempre di adatti grazie al gran lavoro in fase di scouting del direttore sportivo Marchetti.

Lo scontro tra due tipologie differenti di calcio si noterà nel caso di situazioni derivanti dalle costanti proposte dai due allenatori: nel caso della Reggiana in fase di sviluppo si cerca di sfruttare al massimo l'ampiezza e di portare più giocatori in area di rigore, una situazione che potrebbe generare situazioni molto favorevoli considerato l'utilizzo della difesa a 4 da parte di Venturato.
Mi aspetto di vedere, dunque. la Reggiana consolidare il possesso da un lato (la catena potrebbe essere esterno, trequartista, centrocampista di lato o addirittura il braccetto di parte) che porta la linea difensiva del Cittadella ad orientarsi sulla palla creando un lato debole che può essere sfruttato dall'inserimento dell'esterno opposto.
Sarà interessante, dunque, capire come Venturato ovvierà alla situazione magari facendo scalare i centrocampisti ad ostacolare la creazione della catena laterale o allungando la diagonale difensiva marcando i giocatori della Reggiana che invadono l'area di rigore.

La costante offensiva del Cittadella, invece, è quella a sua volta di generare situazioni favorevoli utilizzando anch'essa uno sviluppo del gioco laterale, con la mezzala di lato, il trequartista (o la punta che si allarga) ed il terzino di parte che ruotano e cercano di arrivare in area con dei palloni scodellati dal mezzo spazio anziché dalla fascia, in cui si cerca di pescare l'inserimento della mezzala opposta.
In questa situazione sarà interessante osservare come Alvini assegnerà le marcature contro una squadra che effettua molte rotazioni e rischia di portare, come conseguenza, diversi giocatori fuori posizione, una situazione che, se da un lato potrebbe rendere complicata questo tipo di giocata da parte del Cittadella, potrebbe favorire, invece, il secondo punto di forza della squadra di Venturato. ossia la ricerca dell'immediato recupero del pallone. 

Oltre alla curiosità che una contrapposizione tattica come questa può dare a questo match, sarà di ulteriore interesse vedere tanti duelli e tante situazioni di transizione: per la Reggiana fare risultato contro una squadra importante come il Cittadella può essere un segnale importante.
Il gruppo di Alvini potrebbe prendere consapevolezza che il loro metodo di lavoro possa rendere possibile il mantenimento della categoria pur non essendo del tutto attrezzati all'obiettivo; dall'altra parte un altro test importante per il Cittadella che deve riprendere il cammino bruscamente interrotto dai casi di COVID nello spogliatoio (e la sconfitta sul campo dell'Entella nell'ultimo turno di campionato) contro una squadra costruita proprio per metterne in evidenza i difetti.

Friday, 25 September 2020

Consigli per il weekend calcistico Stagione 20/21 Ep. 2

Questa sera inizia un altro weekend ricco di partite che ci porterà verso una settimana in cui sapremo la composizione dei gironi della prossima Champions League, la settimana appena trascorsa, invece, ci ha lasciato diverse indicazioni sia a livello di giocatori da seguire che di indicazioni su come molte squadre stiano rivedendo le proprie strategie tattiche in questa stagione; sulla base di ciò ho scelto le partite da consigliare per questo weekend che, sicuramente, ci fornirà maggiori indicazioni sul calcio che vedremo in questa stagione.

Foto Bundesliga Website 


BRIGHTON-MANCHESTER UNITED (SABATO ORE 13.30)


La Premier League è partita con una particolarità a livello statistico, in 18 partite disputate nessuna è terminata in pareggio, inoltre tutte le squadre (eccetto l'Aston Villa, ma con una partita in meno) hanno subito almeno un goal così come tutte le squadre hanno realizzato almeno una rete (eccetto lo Sheffield United), il dato rappresenta al meglio un'inizio di stagione ricco di belle partite in Premier, con tante squadre che si stanno proponendo con un ruolo da protagonista pur non avendo obiettivi di alta classifica.

Una delle squadre che in queste prime due partite ha destato sensazioni solo positive è il Brighton: la squadra allenata da Potter ha mostrato un gioco decisamente spettacolare sia contro il Chelsea (seppur sconfitti in maniera decisamente immeritata) che nella trasferta di Newcastle, dove nei primi 30 minuti si è potuto assistere ad una prova di coralità impressionante; nel Lunch Match del sabato i Seagulls ospitano il Manchester United, reduce dalla pesante sconfitta all'esordio contro il Crystal Palace che ha riaperto tutti i dubbi sulla tenuta della squadra di Solskjaer.

La mentalità della squadra di Potter è ben rappresentata dall'immagine qui a fianco, non ostante il vantaggio di due reti il Brighton continuava ad occupare la metà campo del Newcastle con uno scaglionamento ben riconoscibile e che tanti allenatori che amano il gioco di posizione mettono in pratica in fase di possesso, ossia il 3-2/5 con i primi 5 uomini a consolidare il possesso e gli altri 5 ad occupare le zone avanzate del campo presidiando tutti i corridoi; in questo contesto i Seagulls hanno mantenuto la supremazia territoriale sia con il Chelsea che contro il Newcastle nonché si sono mostrati maggiormente pericolosi rispetto ai propri avversari (il differenziale di xG è a loro favore di 1,4, terzo posto), a questo si aggiunge l'esplosione dell'esterno destro Tariq Lamptey, che si aggiunge alla lista dei suoi omologhi in quel ruolo quali Alexander-Arnold, Walker, Reece James e Wan-Bissaka: il terzino del Brighton ha disputato una partita mostruosa a Newcastle, propiziando il rigore dell'1-0, il third-pass per il goal del 2-0, ha costretto al giallo sia Shelvey che Lewis e, fino alla sua uscita dal campo, è stato il giocatore con più tocchi effettuati nella metà campo avversaria, una prestazione dominante che ci auguriamo di rivedere anche contro lo United.

Lo United, invece, ha esordito in Premier subendo una clamorosa sconfitta casalinga contro il Crystal Palace che ha posto fine ad una serie positiva di 14 partite in Premier e che ha fatto riaffiorare i dubbi che l'arrivo di Bruno Fernandes sembrava avesse fatto sparire.

La mappa degli xG della partita contro il Crystal Palace ha riportato alla luce le enormi difficoltà dello United a generare occasioni da rete (basti osservare quanti tiri da fuori area sono stati effettuati) e le occasioni concesse al Palace, invece, sono state tutte frutto di transizioni generate da palloni persi a centrocampo (pessima la prestazione di Pogba che ha perso 18 palloni prima di essere sostituito da Van de Beek) in cui si è notata la difficoltà di Lindelof nel contenere attaccanti veloci con Zaha ed Ayew; la partita di Brighton ci dirà in che modo Solskjaer intende ridare ordine alla propria squadra, sicuramente sarà importante il recupero di Wan-Bissaka in difesa per garantire maggiore copertura in quella zona di campo, tanto mancata contro il Crystal Palace, ma soprattutto ci sarà da definire chi lascerà il posto a Donny Van de Beek, l'ex Ajax ha mostrato di poter essere subito decisivo negli equilibri dei Red Devils (goal realizzato incluso) e, stante la pessima prestazione di Pogba, sarà molto importante capire quali saranno le scelte di Solskjaer a riguardo.

Un incrocio tra una squadra che punta alla salvezza ma che è in ottima forma e mostra una qualità di gioco di primo livello ed una squadra dalle aspettative molto alte ma che mostra serie difficoltà nel ritrovare un'identità di gioco è sempre motivo di grande interesse, per questo la sfida dell'AMEX Community Stadium si prospetta come la partita più ricca di spunti di questa giornata di Premier.




INTER-FIORENTINA (SABATO ORE 20.45)


E' arrivato il momento di vedere alla prima apparizione ufficiale dell'Inter di Antonio Conte, a poco meno di un mese dalla finale di Europa League persa contro il Siviglia.

Le discussioni delle ultime settimane in casa interista sono ruotate sulla figura di Antonio Conte che ha deciso di accettare nuovamente la sfida nerazzurra dopo settimane turbolente con la dirigenza poi risolte con l'intervento del presidente Zhang in prima persona. A rendere possibile la tregua tra l'allenatore salentino ed il club è stato senza dubbio anche il mercato, dove l'Inter ha dato nuove forze all'organico inserendo Hakimi sulla fascia destra, Vidal a centrocampo e Kolarov in difesa, tutti giocatori decisamente graditi e ben adattabili alle esigenze tattiche di Conte; a questo punto un solo punto interrogativo resta irrisolto, che fine farà Eriksen? L'arrivo di Vidal rende difficile pensare che l'Inter possa virare verso un 3-4-1-2 in cui il danese potesse sentirsi a suo agio, per cui a meno di cessioni entro la fine del mercato, dovrà adattarsi ad una posizione, quella di mezzala, in cui oggettivamente non si trova a proprio agio.

Data la premessa di cui sopra la prima formazioni ufficiale dell'anno che Conte schiererà contro la Fiorentina dovrebbe darci delle indicazioni sulla strategia che il tecnico salentino vorrà adottare nella stagione in corso. L'amichevole con il Pisa della scorsa settimana ha visto l'Inter presentarsi con Eriksen tra le linee e con Hakimi e Perisic sugli esterni: proprio il croato potrebbe essere la grande novità della formazione nerazzurra in questa stagione, bocciato lo scorso anno da Conte per lo stesso ruolo, l'esperienza ricca di successi a Monaco potrebbe aver convinto la società nerazzurra a tenerlo, sarebbe molto interessante vederlo esterno di tutta fascia contro la Fiorentina, partita che lo scorso anno l'Inter dominò senza riuscire a superare la resistenza della squadra di Iachini.





La Fiorentina di Iachini si presenta alla partita di San Siro con una vittoria all'esordio contro il Torino mostrando di essere in uno stato avanzato come idea di squadra con la scelta di spostare Chiesa a tutta fascia sulla destra che potrebbe rivelarsi vincente sia in termini di soluzioni offensive per la squadra che per permettere la crescita del giocatore che, a mio parere, va tenuto in zone di campo lontane dalla porta, in opposizione a quanto la stampa mainstream afferma, in modo da poter sfruttare al meglio le capacità atletiche del figlio di Enrico.

L'asse di riferimento del gioco della squadra viola è basato sul lato sinistro del campo (dove tendenzialmente agiscono Castrovilli e Biraghi) e sfruttare l'ampiezza per i cross di Biraghi e Chiesa; il goal è arrivato proprio su un cross teso di Chiesa a centro-area spinto in rete da Castrovilli. La sfida sugli esterni con Hakimi e Biraghi ancora uno contro l'altro dopo Borussia-Inter dello scorso anno e Chiesa-Perisic dall'altra potrebbe essere la chiave di lettura della partita che prevedo molto ricca di duelli individuali visto che le due squadre si presenteranno, almeno sulla carta, con lo stesso modulo, una situazione che spinge in genere gli allenatori a dover trovare mosse e contromosse in corso di partita proprio sulla base dei duelli individuali che si creano sul campo; l'Inter avrà bisogno di mostrare da subito di essere in grado di superare un avversario difficile per consolidare le certezze di essere la principale contender per togliere lo scudetto alla Juve, dall'altra parte la Fiorentina ha bisogno quanto meno di una prestazione in graodo di allontanare gli scetticismi non tanto sul valore della squadra quanto sulle capacità del suo allenatore di fornire una strategia tattica all'altezza della situazione.

BARCELLONA-VILLARREAL (DOMENICA ORE 21)


E' arrivato il momento dell'esordio stagionale anche per il Barcellona di Ronald Koeman, una squadra ed una società uscita da questa estate con le ossa rotte, sul campo per l'uscita dalla Champions a seguito del fragoroso 8-2 subito dal Bayern, e fuori dal campo con Messi che ha provato ad utilizzare la clausola per lasciare il Camp Nou e con tentativi maldestri di liberarsi di uomini non più al centro del progetto del club catalano (vicenda Suarez su tutti).


In tutto questo marasma è passato quasi inosservato il lavoro che Koeman sta portando avanti in queste settimane per costruire una nuova identità e riconoscibilità a questa squadra: il primo passo è stato quello di stabilire che il 4-3-3 va messo da parte per giocare con il doble pivote a centrocampo, per cui si accantona il vertice basso di centrocampo sostituiti da una coppia di centrocampisti davanti alla difesa (presumibilmente Busquets e De Jong che si alterneranno con Pjanic) e poi quattro giocatori in avanti a completare quello che, sulla carta, sarà un 4-2-3-1 in cui Griezmann dovrebbe giocare alle spalle di Messi alternando le rispettive posizioni nel corso della partita, ai loro fianchi Koeman ha dato molto spazio a Coutinho in precampionato, così come abbiamo visto all'opera i vari Trincao, Ansu Fati e Dembele; scopo di questo passaggio tattico è quello di muovere il gioco più rapidamente ed in verticale, elemento assente nelle ultime versioni del Barça, per cui sarà molto interessante capire come queste connessioni funzioneranno al cospetto del Villarreal di Unai Emery.

Il "sottomarino giallo" si presenta a questa sfida del Camp Nou con 4 punti conquistati nelle prime due partite contro Huesca ed Eibar, entrambe affrontate tra le mura amiche, due sfide che hanno mostrato alcune difficoltà da parte della squadra a trovare i giusti meccanismi, questo poiché il tempo avuto a disposizione di Emery per ricostruire questa squadra è stato alquanto limitato, per questo, così come da un lato si vedono le intenzioni in fase di possesso, dall'altra parte si notano ancora delle indecisioni nella fase di non possesso, con una squadra che tende ad allungarsi con la linea di difesa che non segue i tentativi di pressione alta della linea di centrocampo e di attacco.

Una costante del sistema messo in piedi da Emery è quello di schierare un 4-4-2 di base ma che richiede diverse rotazioni per rendere possibile uno scaglionamento in campo che cerchi di disordinare l'avversario: in questo caso vediamo Parejo si proponga in fase di costruzione mentre Coquelin si apre e genera spazio per i movimenti di Moi Gomez e Gerard Moreno, questo movimento, come si evince dall'immagine accanto, disordina la linea di centrocampo dell'Eibar generando linee di passaggio, inoltre Samu a destra e Pedraza a sinistra garantiscono l'ampiezza necessaria a tenere i terzini avversari; il 4-2-3-1/4-2-4 di Koeman visto sopra potrebbe essere messo in difficoltà da questo tipo di schieramento del Villarreal, così come lo spazio tra linea difensiva e linea di centrocampo (sempre nella stessa immagine si evince che in caso di transizione il Villarreal avrebbe dovuto fronteggiare un tre contro tre con molto spazio a disposizione per i giocatori dell'Eibar) che la squadra di Emery lascia agli avversari potrebbe portare Coutinho e Messi a banchettare in zona di rifinitura, così come la stessa fascia sinistra potrebbe essere terra di conquista per Dembele o Fati vista la grande propensione offensiva di Pedraza o del neo arrivo Pervis Estupinan.

BAYER LEVERKUSEN-LIPSIA (SABATO ORE 15.30)


La seconda giornata di campionato mette di fronte il Lipsia di Nagelsmann al primo impegno di una certa difficoltà, visto che dovrà far visita al Bayer Leverkusen di Bosz, squadra dall'identità tattica ben definita ma che rischia di uscire indebolita dall'addio di Havertz e Volland.

Il Leverkusen si presenta a questa partita dopo aver pareggiato a Wolfsburg nella prima giornata, la squadra di Bosz ha mantenuto molte delle prerogative viste nella precedente stagione, ossia una squadra che tiene il possesso del pallone nelle retrovie per poi cercare una verticalizzazione che mandi uno dei suoi giocatori offensivi davanti alla porta.

Per rendere possibile questo tipo di strategia, Bosz alterna la difesa a 3 o a 4 a seconda dell'avversario, con lo scopo di avere una superiorità numerica in fase di impostazione, contro il Wolfsburg qui si vede come la linea a 4 difensiva muova il pallone nel tentativo di cercare spazi tra le linee avversarie scaglionando 5 giocatori in zona rifinitura (Alario centralmente, Wirtz e Demirbay nei mezzi spazi, Bellarabi e Diaby sugli esterni) per poi attivare delle combinazioni rapide per superare la linea difensiva, nel caso qui accanto Tapsoba ha sufficiente spazio per mandare il pallone alle spalle delle difesa sfruttando la velocità di Diaby; in fase di non possesso, invece la squadra mantiene un atteggiamento aggressivo in fase di transizione, mentre tende a disporsi con due linee da 4 in situazioni posizionali, inoltre il posizionamento di Aranguiz permette alla difesa di avere maggiore protezione anche nei momenti in cui uno degli elementi spezzi la linea per andare ad aggredire l'avversario andando a ricomporre la linea. Altro motivo per vedere all'opera il Leverkusen è per osservare Florian Wirtz, classe 2003, giocatore visto all'opera già nella scorsa stagione dopo il lockdown, adesso chiamato a sostituire Kai Havertz da cui eredita la posizione in campo e da cui sembra aver anche ereditato le qualità tecniche, specie nel muovere il pallone con grande rapidità ed efficacia anche in spazi molto stretti.

Il Lipsia si presenta a Leverkusen con la seria intenzione di portare avanti il progetto di Nagelsmann che tanto ci ha esaltato dal punto di vista della qualità del gioco prodotto, quanto dal punto di vista dei risultati, con la semifinale di Champions che ha dato lustro ad una stagione terminata con un terzo posto in campionato ed una eliminazione ai quarti di finale di Coppa di Germania per mano dell'Eintracht.
Le due partite contro il Leverkusen giocate lo scorso anno hanno visto per lunghi periodi di gioco in difficoltà gli uomini di Nagelsmann, per cui la sfida alla squadra di Bosz diventa un test di particolare importanza per il 3-4-2-1 che il tecnico tedesco sembra aver definitamente adottato a partire dalla fase finale della scorsa stagione.

La prima in campionato ha visto il Lipsia passeggiare contro il Mainz (squadra a cui ha rifilato 14 reti nella scorsa stagione) ma soprattutto abbiamo avuto modo di ammirare i principi di gioco di Nagelsmann che tanto ci hanno divertito nel quarto di finale di Champions contro l'Atletico Madrid: il 3-4-2-1 sulla carta, si trasforma in fase di possesso in un 3-2/5, con la prima e la seconda linea che hanno il compito di dare inizio all'azione (un sistema che ha influenzato molto le strategie di Pirlo e del suo staff alla Juve) per poi innescare nei mezzi spazi Dani Olmo e Forsberg o tramite una giocata in verticale di uno dei tre difensori o passando per gli esterni; tuttavia a rendere particolarmente efficace il sistema di gioco è la capacità di muovere il pallone con grande rapidità da parte dei due centrocampisti centrali, e su questo è impressionante il lavoro svolto da Kevin Kampl, sempre in grado di spostare il pallone a due tocchi in qualsiasi situazione, indubbiamente è lui l'uomo a cui il sistema di Nagelsmann dovrà affidarsi per ottenere le migliori fortune in questa stagione.

Come si evince sarà una sfida che si giocherà in battere e levare, con tanti giovani interpreti pronti a dominare il decennio appena iniziato supportati da allenatori e club con un'idea di calcio a mio parere molto esaltante.


LILLE-NANTES (VENERDI' ORE 21)


Il programma della quinta giornata di Ligue 1 si apre con la sfida interna tra il Lille di Galtier ed il Nantes, una sfida tra due squadre che hanno portati avanti un mercato in questi mesi molto interessante e che, come d'abitudine nel campionato francese, stanno mettendo in mostra profili interessanti da seguire.

Il Lille arriva a questa partita dopo aver perso nei minuti finali la possibilità di uscire da Marsiglia con una vittoria e la testa della classifica; la squadra di Galtier si è mossa sul mercato quest'estate con lo scopo principale di coprire le due principali partenze, ossia il difensore Gabriel Magalhaes, acquistato dall'Arsenal, e l'altro elemento è Victor Osimhen, il centravanti nigeriano acquistato dal Napoli: al posto del primo è arrivato Sven Botman, classe 2000, scuola Ajax e che già ha preso il posto al centro della difesa con buone prestazioni, in attacco, invece, il posto di Osimhen è stato preso dalla grande promessa canadese Jonathan David, anche lui classe 2000, ma che sta facendo ancora un po' fatica ad entrare nei meccanismi della squadra di Galtier che, infatti, ha rivisitato il suo 4-4-2 per dividere i compiti offensivi con un altro attaccante centrale, ossia Burak Yilmaz, arrivato anche lui quest'estate al posto di Loic Remy.

Il cambio di tipologia di centravanti ha portato Galtier anche a rivedere la strategia della squadra in fase di possesso, fino all'anno scorso molto diretto, quest'anno, invece, l'assenza di un giocatore come Osimhen, ben innescabile anche con palloni verticali, ha portato il Lille a cercare di elaborare l'impostazione da dietro: come si evince dalla passmap elaborata da Between the Posts nella partita di domenica scorsa a Marsiglia si nota come Celik (il terzino destro) resti bloccato in fase di costruzione per creare una linea a 3 con i centrali difensivi permettendo al terzino sinistro (Bradaric o Reinildo) di alzarsi in zone più avanzate di campo e coinvolgendo maggiormente i due centrocampisti centrali, limitando, dunque, l'utilizzo degli attacchi diretti sulle punte, questo permette alla squadra Lilloise di avere un maggior controllo sulla partita ma manca ancora di incisività negli ultimi 20 metri, non è un caso che le due punte David e Yilmaz abbiano messo insieme meno di un tiro di media a partita e nessuno dei due abbia ancora trovato la via della rete, la partita contro un'altra squadra come il Nantes che ama, specie in trasferta, giocare prevalentemente nella propria metà campo mette di fronte Galtier di fronte alla necessità di elaborare nuove vie per lo sviluppo e la rifinitura della manovra.

Il Nantes si presenta, invece, a questa sfida reduce dal pareggio ottenuto nei minuti finali contro il Saint-Etienne dopo essere stata sotto di due reti: la squadra di Christian Gourcuff ha due anime diverse a seconda se gioca in casa o in trasferta, nel primo caso la squadra di mostra molto propositiva, nel secondo caso tende a concedere il campo alla squadra avversaria

Come si evince dalla mappa delle posizioni medie delle ultime due partite contro Saint-Etienne (in casa) e contro il Monaco (in trasferta) il 4-4-2 resta il modulo di base ma il baricentro (dato principalmente dal posizionamento dei due centrali di centrocampo e della linea difensiva).
La squadra di Gourcuff è stata costruita quest'estate aggiungendo principalmente un tassello, ossia quello dell'ex Liverpool Pedro Chirivella a centrocampo, dove lo spagnolo è l'uomo destinato a far partire l'azione innescando i due esterni offensivi e le due punte, tra le quali emerge l'esterno sinistro Moses Simon, giocatore devastante specie quando si tratta di creare attacchi in transizione (8 dribbling su 15 riusciti) a cui la squadra si affida per generare pericoli (è il giocatore che tocca più palloni nel terzo di campo avversario), bene anche il suo dirimpettaio Bamba (8 dribbling su 12) ma meno utilizzato da Gourcuff che lo alterna con Coco da quella parte di campo. A Lille vedremo sicuramente una squadra che aspetterà nella propria metà campo sperando di innescare in transizione i due esterni d'attacco, tuttavia, data la grande capacità della squadra di Galtier di saper coprire lo spazio che gli avversari possono usare in transizione, a Gourcuff servirà un atteggiamento diverso per uscire indenne dal Pierre Mauroy.
 

AJAX-VITESSE (SABATO ORE 21)


La terza edizione dell'Ajax di Ten Hag sembra essere partita nel verso giusto, con due vittorie nelle prime due partite (di cui la prima ottenuta non ostante l'inferiorità numerica), certo fino ad ottobre esiste la spada di Damocle del mercato che potrebbe influire non poco sulle forze a disposizione dei lancieri (Van de Beek ceduto al Manchester United e Sergino Dest che è prossimo a vestire la maglia del Barcellona) ed anche su questa prospettiva Ten Hag sta sperimentando nuovi giocatori da inserire nel suo sistema di gioco.
Nelle due partite fin qui disputate in Eredivisie l'allenatore olandese ha messo in campo già 19 giocatori schierati con il tipico 4-3-3 che in fase di possesso si trasforma in un 4-2-3-1 con Promes nominalmente nei tre di centrocampo ma in realtà agisce prevalentemente tra vertice avanzato del triangolo di un triangolo a centrocampo completato da Edson Alvearez supportato da Gravenbech o dal ghanese Kudus arrivato dal Nordsjoelland, in attacco il volto nuovo è l'esterno offensivo Antony, il match-winner della gara d'esordio in casa dello Sparta Rotterdam, in difesa, invece, questa dovrà essere la stagione dell'affermazione al centro della difesa di Perr Schuurs, giocatore che ha avuto la possibilità di unirsi già alla nazionale olandese nell'ultimo slot riservato alle nazionali lo scorso settembre.

La partita contro il Vitesse è un ottimo test per capire come sarà l'Ajax di questa stagione e cosa aspettarsi dai lancieri, questo perché la squadra allenata dal tedesco Thomas Letsch è decisamente una squadra di livello superiore rispetto alle due affrontate sinora da Tadic e compagni e che ama essere molto aggressiva in fase di non possesso ed il cui obiettivo è tenere il gioco della metà campo avversaria.

Anche se si parla di appena due partite di campionato il Vitesse è la squadra seconda in Eredivisie per occupazione territoriale del terzo di campo avversario, come indicato dalle statistiche di WhoScored, questo a dimostrazione di quanto la strategia aggressiva voluta da Letsch (scuola Red Bull anche lui) sia ben eseguita e rappresenti un aspetto che possa creare delle difficoltà ad una squadra che ha perso nell'ultimo mercato i giocatori su cui basava la propria costruzione dal basso, a questo si aggiunge la qualità tecnica in zona offensiva, in particolare grazie al giocatore copertina di queste prime due giornate della Eredivisie, ossia Oussama Tannane, classe 1994, attaccante che può coprire tutti i ruoli dell'attacco e che nell'ultima giornata di campionato è stato in grado di sbloccare la partita con questo calcio di punizione.


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