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Wednesday, 21 April 2021

Il Chelsea è animale da scontri diretti?


La partita di ieri sera tra Chelsea e Brighton mi ha permesso di aprire alcune riflessioni sul valore del Chelsea e sui diversi risultati che sta ottenendo in Champions ed in FA Cup e quelli che ottiene in campionato: la risposta sta nel fatto che questa squadra, nelle mani di Tuchel da pochi mesi, ha un modo di giocare basato sul controllo (come spesso sbandierato dallo stesso allenatore nelle sue interessanti conferenze stampa) che, paradossalmente può esercitare meglio in gare aperte che in gare in cui l'avversario non ha problemi a concedere il controllo.

LA PARTITA CONTRO IL BRIGHTON

Come indicato in premessa, la partita di ieri sera ha mostrato come il Brighton con uno schieramento in grado di chiudere ogni soluzione alla profondità del Chelsea, è riuscito a rendere inoffensiva la squadra di Tuchel. Attenzione qui non si parla di chiudersi davanti all'area di rigore, ma di contestare determinate traiettorie di passaggio con un atteggiamento tutt'altro che attendista e conservativo.

Fonte passmap Between the Posts
Dalla passmap della partita si evince chiaramente come la squadra di Tuchel abbia fatto fatica a trovare la profondità: le posizioni medie degli uomini più avanzati sono praticamente poco oltre la linea di centrocampo, a dimostrazione di quanto fosse aggressiva (ed efficace) la pressione della linea difensiva del Brighton. La strategia in fase di possesso della squadra di Tuchel è basata sui tre centrali difensivi che impostano e mantengono il possesso finché non trovano uno spazio per far arrivare un pallone tra le linee: questo può avvenire mediante un passaggio in verticale o tramite una conduzione palla al piede di uno dei due "braccetti" (ieri sera chi si è preso maggiori responsabilità in questo senso è stato Rudiger). L'ottimo atteggiamento del Brighton ha reso estremamente difficoltoso il lavoro tra le linee di Pulisic e Ziyech.



Un chiaro esempio di quanto descritto dalla passmap sopra è mostrato in questo esempio: i tre attaccanti del 3-4-3 del Brighton si posizionano in modo tale da schermare Jorginho e Mount ed allo stesso tempo aggredire uno dei 3 difensori. Alle loro spalle i due centrocampisti centrali Bissouma e Gross sono pronti ad aggredire i due centrocampisti del Chelsea: la zona di rifinitura per i Blues, quindi, si trova praticamente nel cerchio di centrocampo, dove si abbassano Pulisic e Ziyech, quest'ultimo riceve la palla ma c'è già pronto ad uscire su di lui il centrale difensivo Webster, che va a contestare il pallone al marocchino bloccando ogni possibilità di risalita al Chelsea (nell'esempio del fermo immagine Ziyech otterrà forse il massimo da questa situazione, ossia un calcio di punizione).

LA PARTITA CONTRO IL MANCHESTER CITY

Nello scorso weekend, invece, abbiamo visto la squadra di Tuchel ottenere il passaggio alla finale di FA Cup battendo il City di Guardiola e, udite udite, lo ha fatto utilizzando gli stessi meccanismi che ha tentato di utilizzare ieri sera contro il Brighton.

Utilizzando come riferimento il raggiungimento della zona rifinitura già analizzata nella partita di ieri sera, si nota come nella partita contro il City, la costruzione con 3 difensori e due centrocampisti, oltre al posizionamento più in basso dei due esterni, abbia manipolato decisamente molto bene la pressione del City fino ad arrivare ad imbeccare Ziyech e Mount liberi in quella zona di campo, raccogliendo il pallone alle spalle della pressione della squadra di Guardiola e con tanto campo davanti grazie allo scatto di Werner che fa scappare dietro la linea difensiva dei Citizens. Questo scaglionamento in campo, dunque, mostra grandi vantaggi nel momento in cui il Chelsea affronta una squadra che, nell'alzare la pressione, fatica ad accorciare sui palloni giocati alle spalle di queste linee di pressione.

Dunque il quadro che ne emerge può essere paradossale ma non sorprendente: la ricerca del controllo voluta da Tuchel ha portato ad un meccanismo che fatica a creare calcio di qualità contro squadre che accettano di lasciare quel controllo al Chelsea, mentre riesce ad essere molto più spettacolare e redditizio quando trova di fronte un avversario che vuole contendere ai Blues quel controllo.

Fonte account Twitter EricLaurie
La strategia voluta da Tuchel per controllare il match si basa sui princìpi ben riassunti da questo riassunto grafico di Eric Laurie, dove la chiave sta nei 5 costruttori e 5 invasori (che lui semplifica con 5 che attaccano e 5 che difendono) al fine di avere supporto alle spalle del portatore di palla. In avanti, invece, lo scopo è quello di occupare i 5 canali verticali con i 5 invasori e, come abbiamo visto negli esempi sopra, creare ed occupare spazi nella zona rifinitura (o tra le linee che dir si voglia). Ultimo ma non meno importante aspetto è l'utilizzo delle zone laterali per avere la maggiore ampiezza possibile e costringere l'avversario ad allargare le maglie centralmente, nonché per avere opzioni per la risalita del pallone tramite triangoli che accelerano la circolazione della palla.


LE PRESTAZIONI DIFENSIVE


Il controllo ricercato da Tuchel passa anche dalle sicurezze difensive: come abbiamo visto nello schema realizzato sopra da Eric Laurie, il principio di attaccare e difendere con 5 uomini nasce dalla necessità di avere sempre un supporto alle spalle del portatore di palla che possa mantenere in sicurezza l'area di rigore in caso di transizione e/o palla persa in costruzione. Ciò che ha portato di nuovo Tuchel rispetto a Lampard è stato appunto capire che la squadra per esprimersi al meglio aveva bisogno di sentirsi sicura: il calcio rapido e di transizioni che Lampard aveva proposto nella scorsa stagione aveva indubbiamente divertito ma non sembrava più attecchire in un gruppo di lavoro che ha subito pesanti e massicci cambiamenti nel corso del mercato estivo. 

Fonte Understat
Come si evince dai dati statistici elaborati da Understat, sotto la gestione Tuchel il Chelsea è la squadra che ha concesso meno expected goals su azione: è sempre opportuno rammentare che il dato degli expected goals non sempre fornisce un quadro definitivo della situazione, però quanto meno conferma l'impressione che si ha osservando questa squadra e che l'ha portata, con molta pazienza a trovare risultati che sono poi risultati decisivi per proseguire il cammino in Champions League, come, per esempio. la vittoria sull'Atletico Madrid negli ottavi di finale, dove il Chelsea ha vinto la partita con la pazienza derivante dal fatto che sapeva di essere in controllo della partita grazie alla capacità di essere al riparo dalle letali transizioni della squadra di Simeone.


UN BUSINESS CASE PER LA FINALE DI CHAMPIONS


Insomma, le caratteristiche di questo Chelsea si sposano perfettamente per partite bloccate ed equilibrate come possono essere delle partite secche di una competizione come la FA Cup (di cui è finalista) e come la Champions League (dove affronterà in semifinale il Real Madrid), mentre in campionato questo atteggiamento si sta rivelando non sempre produttivo contro determinati avversari come, appunto, il Brighton di ieri.

Paradossalmente, dunque, questo Chelsea, poco considerato tra le 4 squadre rimanenti in lizza per la Champions, ha tutte le carte in regola per mettere in difficoltà il Real Madrid: la sua forza difensiva sarà molto importante per tenere a bada gente come Benzema e Vinicius che, invece, hanno fatto a fette una difesa che si espone maggiormente come quella del Liverpool; a sua volta il Real è una squadra che pressa bene, ma allo stesso tempo, contro squadre non schierate "a specchio" il Chelsea è in grado di sapersi creare le superiorità numeriche necessarie a risalire rapidamente il campo ed arrivare in porta.

Dall'altra parte, invece, la lotta per i primi 4 posti in Premier non è affatto semplice per gli uomini di Tuchel, proprio perché la ricerca del controllo non sempre si tramuta in vittorie, e questo sta rallentando la scalata dei Blues in maniera abbastanza pericolosa: la lotta è molto serrata e gli impegni sono tanti, per cui il paradosso di un Chelsea in finale di Champions ma estromesso dalle prime quattro della Premier potrebbe realizzarsi molto più facilmente di quanto non si creda.

Friday, 15 January 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 13


Questa sera inizia un altro weekend ricco di sfide che, seppur rese meno affascinanti dall'assenza del pubblico, mantengono un grosso impatto a livello di rivalità e di passione che genera per i tifosi ma anche per chi le segue da semplice osservatore. Già questa sera il derby di Roma rappresenta un confronto che si racconta da solo, ma anche la sfida di domenica sera tra Inter e Juventus non necessita particolari presentazioni.

Per scoprire quali sono le altri grandi rivalità che si consumeranno sul terreno di gioco da qui fino a domenica, seguite questo post e state certi che ne avrete di motivi di restare sul divano in questo weekend.


PREMIER LEAGUE, LEEDS-BRIGHTON (SABATO ORE 16)


Non è certamente una rivalità al livello di Manchester United e Liverpool (impegnate ad Anfield domenica pomeriggio) quella tra Leeds e Brighton, non è neanche una rivalità quella tra Bielsa e Potter, ma certamente Leeds e Brighton rappresentano le squadre più interessanti e brillanti come espressione di gioco della Premier League al di fuori delle squadre copertina e vederle giocare l'una contro l'altra dovrebbe essere garanzia di uno spettacolo da seguire con grande attenzione.

Il Leeds di Bielsa è ormai oggetto di culto per gli amanti di un calcio che non metta il solo risultato al centro di tutto ma anche come ottenerlo, ed il tecnico argentino lo sta facendo con un gruppo di giocatori che appena 3 anni fa valevano una piazza di basso livello di Championship e che ha portato a vestire la maglia delle proprie nazionali, tra cui quella prestigiosa dei tre leoni d'Albione.

Il 4-1-4-1 del Loco si contraddistingue per la ricerca continua degli spazi per far avanzare rapidamente il pallone, usando al meglio tutta l'ampiezza del campo per costringere gli avversari a fare delle scelte su quali coperture privilegiare, a questo si aggiunge una continua ricerca di triangolazioni e di movimenti atti a smarcarsi per liberare un compagno, tutto allo scopo di arrivare al tiro nel modo più rapido possibile.

Fonte dati FbRef - StatsBomb
Come si evince dal grafico, creato sulla base dei dati relativi ai passaggi effettuati per tiro limitatamente alle squadre con un possesso palla medio superiore al 55%, il Leeds è la seconda squadra nei 5 principali campionati europei, per "verticalità" all'interno di questo specifico lotto alle spalle del solo Lione. Questo dato testimonia l'efficacia a livello di produzione offensiva del lavoro di Bielsa, spesso criticato per un approccio troppo idealistico al gioco del calcio, tuttavia non è possibile negare l'efficacia dell'approccio sotto questi termini.

Fonte dati FbRef StatsBomb
Dal punto di vista difensivo, invece, emergono i punti di forza e di debolezza dell'approccio bielsista del Leeds: dal grafico si nota come i Whites come l'approccio iper-aggressivo quando l'avversario entra in possesso del pallone sia molto redditizio in termini di contestazione dei passaggi avversari (solo le avversarie dell'Eibar hanno maggiori difficoltà a giocare il pallone nei principali campionati). L'altra faccia della medaglia sta nel fatto che l'approccio basato sugli uno contro uno può saltare nel confronto con avversari ben dotati tecnicamente, questo spiega l'elevato numero di conclusioni subite per partita subiti, così come la grandezza dell'indicatore mostra che la qualità media dei tiri subiti è molto alta. Non è un caso che nello stesso quadrante sul grafico troviamo il Verona di Juric, un'altra squadra che fa degli uno contro uno a tutto campo un elemento distintivo.

Il Brighton è una delle squadre più interessanti della parte destra di classifica della Premier, questo grazie alle idee di gioco di Graham Potter, allenatore chiamato dal club a fornire un gioco esteticamente più godibile e con prìncipi di gioco basati su una maggiore qualità del possesso palla.


Fonte passmap Between the Posts
Lo schieramento ormai consolidato dei Seagulls è quello di un 3-4-3 o 3-4-1-2 a seconda degli interpreti a disposizione di Potter. Come si nota dalla passmap qui a fianco il gioco parte sempre dai tre centrali difensivi e tende a svilupparsi utilizzando gli esterni, uno dei principali elementi su cui l'allenatore del Brighton ha messo la propria mano è l'insistenza di pretendere dai difensori la conduzione del pallone al fine di attirare il pressing avversario, una situazione che può generare vantaggi nel momento in cui il pressing viene superato ma porta con se anche il rischio di perdere palloni in zone del campo molto pericolose. 
I dati statistici mostrano come l'atteggiamento della squadra di Potter comporti dei vantaggi: il Brighton è sesto in classifica se consideriamo il differenziale tra xG effettuati e subiti (dati FbRef/StatsBomb), tuttavia quando poi andiamo a vedere cosa comporta questo in termini di dati reali, notiamo dei differenziali tra aspettative e realtà disarmanti (4 reti in meno realizzate rispetto agli xG e addirittura quasi il doppio se parliamo di reti subite) e spiegano perché la situazione di classifica resta molto critica.

Quello di Elland Road, dunque, si presenta come un confronto tra due squadre dalla forte identità e che intendono trasformare in punti quanto di bello ed interessante propongono sul campo, da un lato vedremo come il Leeds riuscirà a contrastare il possesso palla prolungato del Brighton, dall'altra la squadra di Potter cercherà di sfruttare a proprio vantaggio i punti deboli della grande pressione esercitata dagli uomini di Bielsa per poter, finalmente, invertire il trend negativo di risultati che non seguono le prestazioni.


PRIMEIRA LIGA, PORTO-BENFICA (VENERDI' ORE 22)


Porto e Benfica rappresentano la più forte rivalità in essere in terra lusitana: da 18 anni è solo una delle due a vincere il titolo e nello stesso lasso di tempo sono state le uniche ad arrivare in fondo alle competizioni europee (1 Champions League e 2 Coppa Uefa/Europa League per il Porto, 2 finali consecutive di Europa League per il Benfica).

Questa sera le due squadre si affrontano in una situazione di classifica quasi inedita in queste ultime stagioni: entrambe sono all'inseguimento dello Sporting Lisbona capolista 4 punti più avanti, ragion per la quale una sconfitta nella sfida del Dragao potrebbe mettere a serio repentaglio la rincorsa al titolo.
A dare ulteriore valore al match c'è il fatto che si tratta di uno scontro a cui assisteranno con grande interesse sia la Juventus che l'Arsenal, ossia le prossime avversarie europee delle due contendenti.

Il Porto di Conceiçao basa il proprio sistema di gioco su un 4-4-2 di base ma che presto si sviluppa in un 4-2-3-1 in fase di possesso il cui scopo è essenzialmente quello di sovraccaricare un lato di campo con la palla per poi cercare di colpire l'avversario sul lato debole o comunque con movimenti alle spalle della linea difensiva. Come si evince dal fermo immagine sopra, il lato palla è occupato da 5 uomini mentre la punta Marega attacca la linea alle spalle (avendo come opzione anche il terzino sul lato opposto pronto ad attaccare alle spalle del quinto di difesa avversario).

Questo fermo immagine, invece, mostra chiaramente come il Porto utilizzi spesso questa strategia che si basa sull'attrarre il movimento della linea difensiva per poi tentare un attacco diretto alle spalle, sostanzialmente la zona di rifinitura viene utilizzata come esca per creare indecisione nella linea difensiva.

Dall'altra parte, invece, il Benfica è solito schierarsi con un 4-4-2 che resta, però, solamente sulla carta, visto che Jorge Jesus (cavallo di ritorno in panchina dopo la trionfale esperienza al Flamengo) prevede la trasformazione della squadra in un 4-2-2-2 in cui le connessioni tra i due attaccanti e i due giocatori in zona rifinitura sono continui e permettono di creare fraseggi di altissima qualità. In questo contesto, ovviamente, sono esaltate le qualità delle punte a disposizione delle Aguias, ossia Seferovic, Gian Luca Waldschmidt e soprattutto Darwin Nuñez, l'attaccante uruguayano classe 1999.



A questi elementi in attacco si aggiunge il grande apporto in fase di rifinitura di Rafa Silva e Adel Taarabt; insomma il Benfica è uno squadra dal livello tecnico davvero eccelso e che Jorge Jesus non si fa problemi a sfruttare al massimo del loro potenziale rendendo la sua squadra una delle più spettacolari dell'intero panorama europeo.

Il Porto, invece, rappresenta una tipologia di calcio diversa ma non meno interessante, con un attacco molto più muscolare con il talento, invece, maggiormente concentrato sulle fasce laterali, dove stazionano "Tecatito" Corona ed Otavio, le guide tecniche di questa squadra non ancora oggetto del player-trading del club che quest'anno ha fatto cassa grazie alla cessione di Alex Telles al Manchester United, già discretamente sostituito dal nigeriano Zaidu.

Da un lato vedremo dunque una squadra che cercherà di sfruttare la profondità (il Porto) e dall'altra una che cercherà di sfruttare lo spazio tra le linee (il Benfica). Allora saranno probabilmente le fasi di non possesso a decidere la partita, da una parte la squadra di Conceiçao ha seri problemi in fase di transizione difensiva (già 3 reti subite in contropiede in stagione) vista anche la grande quantità di uomini che spesso porta in zona offensiva; dall'altra parte, invece, sarà curioso seguire come Otamendi e Vertonghen riusciranno a non concedere spazio a Marega e Mehdi Taremi.


SERIE A, TORINO-SPEZIA (SABATO ORE 18)

Nel weekend del derby di Roma e di Inter-Juventus anche la lotta alla salvezza presenta uno scontro molto interessante tra il Torino di Marco Giampaolo e lo Spezia di Vincenzo Italiano, due tecnici con idee di calcio molto precise e riconoscibili ma con differenti capacità nello riuscire a trasmetterle alle proprie squadre.

Che per Giampaolo l'avventura sulla panchina del Torino sarebbe stata una strada molto tortuosa era da mettere abbastanza in preventivo: la rosa granata era costruita per eseguire il calcio di Walter Mazzarri, un calcio quasi agli antipodi rispetto a quello dell'ex tecnico di Sampdoria e Milan.

E' sufficiente leggere la formazione-tipo del Torino per rendersi conto delle difficoltà che ha il tecnico nativo di Bellinzona a poter mettere in pratica il calcio che ha in mente, per questo non è un caso che abbia dovuto mettere in soffitta per un certo periodo il suo rombo di centrocampo e la difesa a 4 per passare ad un 3-5-2 maggiormente in linea con quanto visto nelle ultime stagioni dei granata.

Fonte passmap Between the Posts
Il passaggio alla difesa a 3 ha quanto meno permesso alla squadra di Giampaolo di avere delle soluzioni per l'uscita del pallone da dietro e nell'usare combinazioni per risalire il campo che non si limitassero al lancio verso Belotti sperando che l'attaccante bergamasco vinca i duelli individuali con il proprio marcatore. Il recupero di Izzo, per esempio, ha permesso la creazione di un triangolo, assieme a Singo ed a Lukic (quest'ultimi tra le poche note positive della stagione granata) che permetta alla squadra di avanzare con un minimo di concetto permettendo, allo stesso tempo, di esonerare Rincon da compiti di costruzione che non gli sono congeniali (l'assenza di un regista posizionato davanti alla difesa, elemento cardine del gioco di Giampaolo è la principale falla del Toro). Obiettivo di questa sessione di mercato per i granata, dunque, è quello di trovare gente in grado di non isolare Belotti nei suoi duelli individuali e trovare un sistema che permetta al pallone di muoversi in maniera più fluida; intanto, a mio parere, questa soluzione che vede il contemporaneo utilizzo di Lukic, Gojak e Linetty potrebbe essere un tampone che, una volta assorbito dalla squadra, potrebbe permettere alla squadra di Giampaolo di portare la testa fuori dalla sabbia.

Lo Spezia era partito nello scetticismo generale vista la rosa stracolma di esordienti in serie A, tuttavia il lavoro svolto da Vincenzo Italiano nella scorsa stagione aveva dato una chiara identità alla squadra che ha portato una forte consapevolezza nel gruppo sulle opportunità di giocarsela anche nella massima serie, e così con le difficoltà che il passaggi di categoria comporta, la squadra spezzina è riuscita a riproporre il proprio calcio anche in serie A senza mai farsi mettere sotto dai propri avversari.

Fonte dati FbRef StatsBomb
Come si evince dal grafico a fianco, la strategia di gioco di Vincenzo Italiano molto propositiva ed aggressiva comporta dei vantaggi in termini di capacità di recuperare il pallone così come di risalire il campo (molto suggestivo è l'utilizzo a tale scopo delle catene formate da terzino, mezzala ed esterno offensivo che ruotano all'interno di questa catena). A livello statistico il dato che spicca della squadra ligure è il dato degli xG su azione per tiro: in fase offensiva la qualità media dei tiri è la terza del campionato mentre a livello difensivo la qualità media dei tiri subiti è la peggiore della serie A, a dimostrazione dei vantaggi e degli svantaggi (calcolati) che il sistema genera.
La classifica, al momento, considerate le difficoltà ad inserire in rosa elementi con esperienza in serie A, mostra che il lavoro di Italiano funziona ed i 5 punti di vantaggio sulla zona retrocessione a questo punto della stagione rappresentano un risultato più che soddisfacente.

Dato che il gap di 5 punti coinvolge proprio le due squadre in analisi, è pressoché superfluo sottolineare l'importanza della partita, mentre è di sicuro interesse il confronto tra due allenatori che amano studiare soluzioni ambiziose per alzare il livello delle rispettive squadre.


SÜPERLIG, BESIKTAS-GALATASARAY (DOMENICA ORE 17) 


In un weekend ricco di sfide tra squadre rivali, non potevamo certo farci sfuggire uno dei derby più sentiti di Istanbul, ossia quello tra Besiktas e Galatasaray, che si affrontano domenica non solo per rinnovare la reciproca rivalità ma anche per giocarsi il primo posto in classifica nel momento che le due squadre sono divise da appena due punti con le Aquile Nere avanti di due punti e capolista del campionato.

I padroni di casa, dopo un inizio di stagione a rilento (3 sconfitte nelle prime 7 partite) hanno iniziato una lunga striscia positiva con 8 vittorie nelle ultime 10 partite, con i due esterni offensivi del 4-2-3-1 Ghezzal e Larin che hanno portato grande qualità nella trequarti avversaria ma soprattutto nella fase di finalizzazione, dove i loro tagli e la loro velocità nelle fasi di transizione offensiva rappresentano un grande pericolo per le difese avversarie.

Dall'osservazione delle posizioni medie tipiche della squadra allenata da Sergen Yalçin si nota come i due esterni offensivi tendano ad occupare quelle zone di campo ideale per effettuare i tagli nello spazio tra centrale difensivo e terzino avversario. Questa soluzione ha permesso all'esterno sinistro canadese Cyle Larin di essere l'attuale vicecapocannoniere del campionato con 11 reti, mentre l'algerino Rachid Ghezzal è il principale assist-man del campionato con 8 assist realizzati.

Fonte Posizioni Medie WhoScored


Sicuramente siamo lontani dai "fasti" della squadra che nel 2017 e nel 2018 aveva ben impressionato anche in Champions League ma sicuramente il lavoro svolto da Yalçin si sta rivelando sufficientemente efficace per rendere la squadra nuovamente competitiva per la vittoria finale del campionato, ed una vittoria nel derby contro il Galatasaray potrebbe consolidare oltre che il primato anche la consapevolezza del percorso che la squadra sta seguendo.

Quando parliamo di Galatasaray il primo nome che viene in mente è quello di Fatih Terim, per cui non c'è da sorprendersi se l'Imperatore abbia ripreso le redini della squadra per la quarta volta nella sua carriera. Anche per i Cimbom è tempo di austerità, nessun investimento sul mercato, unico nome di rilievo arrivato a parametro zero è quello di Arda Turan.

In questo contesto l'ex tecnico di Fiorentina e Milan si è messo all'opera per costruire una squadra che continuasse a giocare un calcio tecnico ed associativo in cui il gioco si sviluppi prevalentemente per vie centrali.

Fonte passmap StatsBomb
Per rendere possibile una fluida trasmissione del pallone Terim chiede ai centrocampisti avanzati del suo 4-1-4-1 di effettuare rotazioni e scambi di posizione che permettano alla squadra di avere il controllo del gioco nella trequarti avversaria e, soprattutto, permette ai giocatori più tecnici ed influenti come Belhanda e Arda Turan di essere sempre al centro del gioco e poter liberare spazi per l'attacco della linea difensiva avversaria o poter tentare l'aggiramento mediante le sovrapposizioni dei terzini sull'esterno.
Il Galatasaray con questo schieramento sembra aver trovato la propria strada che sembrava persa ad inizio stagione a causa delle cessioni e di alcuni infortuni importanti come quello di Muslera e, soprattutto, quello di Radamel Falcao che, pur non essendo più quell'attaccante che conoscevamo ai tempi dell'Atletico Madrid, resta sempre un giocatore importante per una squadra del livello attuale dei gialli e rossi di Istanbul.

Come avrete potuto evincere dall'analisi, il campionato turco non sta vivendo propriamente un'età d'oro e Besiktas e Galatasaray non sono da meno, tuttavia un derby ad Istanbul non è mai banale, in più vedere all'opera la tecnica nord-africana di Belhanda e Feghouli da una parte così come le volate di Ghezzal e Larin dall'altra, permette anche al valore tecnico della sfida di uscirne nobilitato.

Friday, 25 September 2020

Consigli per il weekend calcistico Stagione 20/21 Ep. 2

Questa sera inizia un altro weekend ricco di partite che ci porterà verso una settimana in cui sapremo la composizione dei gironi della prossima Champions League, la settimana appena trascorsa, invece, ci ha lasciato diverse indicazioni sia a livello di giocatori da seguire che di indicazioni su come molte squadre stiano rivedendo le proprie strategie tattiche in questa stagione; sulla base di ciò ho scelto le partite da consigliare per questo weekend che, sicuramente, ci fornirà maggiori indicazioni sul calcio che vedremo in questa stagione.

Foto Bundesliga Website 


BRIGHTON-MANCHESTER UNITED (SABATO ORE 13.30)


La Premier League è partita con una particolarità a livello statistico, in 18 partite disputate nessuna è terminata in pareggio, inoltre tutte le squadre (eccetto l'Aston Villa, ma con una partita in meno) hanno subito almeno un goal così come tutte le squadre hanno realizzato almeno una rete (eccetto lo Sheffield United), il dato rappresenta al meglio un'inizio di stagione ricco di belle partite in Premier, con tante squadre che si stanno proponendo con un ruolo da protagonista pur non avendo obiettivi di alta classifica.

Una delle squadre che in queste prime due partite ha destato sensazioni solo positive è il Brighton: la squadra allenata da Potter ha mostrato un gioco decisamente spettacolare sia contro il Chelsea (seppur sconfitti in maniera decisamente immeritata) che nella trasferta di Newcastle, dove nei primi 30 minuti si è potuto assistere ad una prova di coralità impressionante; nel Lunch Match del sabato i Seagulls ospitano il Manchester United, reduce dalla pesante sconfitta all'esordio contro il Crystal Palace che ha riaperto tutti i dubbi sulla tenuta della squadra di Solskjaer.

La mentalità della squadra di Potter è ben rappresentata dall'immagine qui a fianco, non ostante il vantaggio di due reti il Brighton continuava ad occupare la metà campo del Newcastle con uno scaglionamento ben riconoscibile e che tanti allenatori che amano il gioco di posizione mettono in pratica in fase di possesso, ossia il 3-2/5 con i primi 5 uomini a consolidare il possesso e gli altri 5 ad occupare le zone avanzate del campo presidiando tutti i corridoi; in questo contesto i Seagulls hanno mantenuto la supremazia territoriale sia con il Chelsea che contro il Newcastle nonché si sono mostrati maggiormente pericolosi rispetto ai propri avversari (il differenziale di xG è a loro favore di 1,4, terzo posto), a questo si aggiunge l'esplosione dell'esterno destro Tariq Lamptey, che si aggiunge alla lista dei suoi omologhi in quel ruolo quali Alexander-Arnold, Walker, Reece James e Wan-Bissaka: il terzino del Brighton ha disputato una partita mostruosa a Newcastle, propiziando il rigore dell'1-0, il third-pass per il goal del 2-0, ha costretto al giallo sia Shelvey che Lewis e, fino alla sua uscita dal campo, è stato il giocatore con più tocchi effettuati nella metà campo avversaria, una prestazione dominante che ci auguriamo di rivedere anche contro lo United.

Lo United, invece, ha esordito in Premier subendo una clamorosa sconfitta casalinga contro il Crystal Palace che ha posto fine ad una serie positiva di 14 partite in Premier e che ha fatto riaffiorare i dubbi che l'arrivo di Bruno Fernandes sembrava avesse fatto sparire.

La mappa degli xG della partita contro il Crystal Palace ha riportato alla luce le enormi difficoltà dello United a generare occasioni da rete (basti osservare quanti tiri da fuori area sono stati effettuati) e le occasioni concesse al Palace, invece, sono state tutte frutto di transizioni generate da palloni persi a centrocampo (pessima la prestazione di Pogba che ha perso 18 palloni prima di essere sostituito da Van de Beek) in cui si è notata la difficoltà di Lindelof nel contenere attaccanti veloci con Zaha ed Ayew; la partita di Brighton ci dirà in che modo Solskjaer intende ridare ordine alla propria squadra, sicuramente sarà importante il recupero di Wan-Bissaka in difesa per garantire maggiore copertura in quella zona di campo, tanto mancata contro il Crystal Palace, ma soprattutto ci sarà da definire chi lascerà il posto a Donny Van de Beek, l'ex Ajax ha mostrato di poter essere subito decisivo negli equilibri dei Red Devils (goal realizzato incluso) e, stante la pessima prestazione di Pogba, sarà molto importante capire quali saranno le scelte di Solskjaer a riguardo.

Un incrocio tra una squadra che punta alla salvezza ma che è in ottima forma e mostra una qualità di gioco di primo livello ed una squadra dalle aspettative molto alte ma che mostra serie difficoltà nel ritrovare un'identità di gioco è sempre motivo di grande interesse, per questo la sfida dell'AMEX Community Stadium si prospetta come la partita più ricca di spunti di questa giornata di Premier.




INTER-FIORENTINA (SABATO ORE 20.45)


E' arrivato il momento di vedere alla prima apparizione ufficiale dell'Inter di Antonio Conte, a poco meno di un mese dalla finale di Europa League persa contro il Siviglia.

Le discussioni delle ultime settimane in casa interista sono ruotate sulla figura di Antonio Conte che ha deciso di accettare nuovamente la sfida nerazzurra dopo settimane turbolente con la dirigenza poi risolte con l'intervento del presidente Zhang in prima persona. A rendere possibile la tregua tra l'allenatore salentino ed il club è stato senza dubbio anche il mercato, dove l'Inter ha dato nuove forze all'organico inserendo Hakimi sulla fascia destra, Vidal a centrocampo e Kolarov in difesa, tutti giocatori decisamente graditi e ben adattabili alle esigenze tattiche di Conte; a questo punto un solo punto interrogativo resta irrisolto, che fine farà Eriksen? L'arrivo di Vidal rende difficile pensare che l'Inter possa virare verso un 3-4-1-2 in cui il danese potesse sentirsi a suo agio, per cui a meno di cessioni entro la fine del mercato, dovrà adattarsi ad una posizione, quella di mezzala, in cui oggettivamente non si trova a proprio agio.

Data la premessa di cui sopra la prima formazioni ufficiale dell'anno che Conte schiererà contro la Fiorentina dovrebbe darci delle indicazioni sulla strategia che il tecnico salentino vorrà adottare nella stagione in corso. L'amichevole con il Pisa della scorsa settimana ha visto l'Inter presentarsi con Eriksen tra le linee e con Hakimi e Perisic sugli esterni: proprio il croato potrebbe essere la grande novità della formazione nerazzurra in questa stagione, bocciato lo scorso anno da Conte per lo stesso ruolo, l'esperienza ricca di successi a Monaco potrebbe aver convinto la società nerazzurra a tenerlo, sarebbe molto interessante vederlo esterno di tutta fascia contro la Fiorentina, partita che lo scorso anno l'Inter dominò senza riuscire a superare la resistenza della squadra di Iachini.





La Fiorentina di Iachini si presenta alla partita di San Siro con una vittoria all'esordio contro il Torino mostrando di essere in uno stato avanzato come idea di squadra con la scelta di spostare Chiesa a tutta fascia sulla destra che potrebbe rivelarsi vincente sia in termini di soluzioni offensive per la squadra che per permettere la crescita del giocatore che, a mio parere, va tenuto in zone di campo lontane dalla porta, in opposizione a quanto la stampa mainstream afferma, in modo da poter sfruttare al meglio le capacità atletiche del figlio di Enrico.

L'asse di riferimento del gioco della squadra viola è basato sul lato sinistro del campo (dove tendenzialmente agiscono Castrovilli e Biraghi) e sfruttare l'ampiezza per i cross di Biraghi e Chiesa; il goal è arrivato proprio su un cross teso di Chiesa a centro-area spinto in rete da Castrovilli. La sfida sugli esterni con Hakimi e Biraghi ancora uno contro l'altro dopo Borussia-Inter dello scorso anno e Chiesa-Perisic dall'altra potrebbe essere la chiave di lettura della partita che prevedo molto ricca di duelli individuali visto che le due squadre si presenteranno, almeno sulla carta, con lo stesso modulo, una situazione che spinge in genere gli allenatori a dover trovare mosse e contromosse in corso di partita proprio sulla base dei duelli individuali che si creano sul campo; l'Inter avrà bisogno di mostrare da subito di essere in grado di superare un avversario difficile per consolidare le certezze di essere la principale contender per togliere lo scudetto alla Juve, dall'altra parte la Fiorentina ha bisogno quanto meno di una prestazione in graodo di allontanare gli scetticismi non tanto sul valore della squadra quanto sulle capacità del suo allenatore di fornire una strategia tattica all'altezza della situazione.

BARCELLONA-VILLARREAL (DOMENICA ORE 21)


E' arrivato il momento dell'esordio stagionale anche per il Barcellona di Ronald Koeman, una squadra ed una società uscita da questa estate con le ossa rotte, sul campo per l'uscita dalla Champions a seguito del fragoroso 8-2 subito dal Bayern, e fuori dal campo con Messi che ha provato ad utilizzare la clausola per lasciare il Camp Nou e con tentativi maldestri di liberarsi di uomini non più al centro del progetto del club catalano (vicenda Suarez su tutti).


In tutto questo marasma è passato quasi inosservato il lavoro che Koeman sta portando avanti in queste settimane per costruire una nuova identità e riconoscibilità a questa squadra: il primo passo è stato quello di stabilire che il 4-3-3 va messo da parte per giocare con il doble pivote a centrocampo, per cui si accantona il vertice basso di centrocampo sostituiti da una coppia di centrocampisti davanti alla difesa (presumibilmente Busquets e De Jong che si alterneranno con Pjanic) e poi quattro giocatori in avanti a completare quello che, sulla carta, sarà un 4-2-3-1 in cui Griezmann dovrebbe giocare alle spalle di Messi alternando le rispettive posizioni nel corso della partita, ai loro fianchi Koeman ha dato molto spazio a Coutinho in precampionato, così come abbiamo visto all'opera i vari Trincao, Ansu Fati e Dembele; scopo di questo passaggio tattico è quello di muovere il gioco più rapidamente ed in verticale, elemento assente nelle ultime versioni del Barça, per cui sarà molto interessante capire come queste connessioni funzioneranno al cospetto del Villarreal di Unai Emery.

Il "sottomarino giallo" si presenta a questa sfida del Camp Nou con 4 punti conquistati nelle prime due partite contro Huesca ed Eibar, entrambe affrontate tra le mura amiche, due sfide che hanno mostrato alcune difficoltà da parte della squadra a trovare i giusti meccanismi, questo poiché il tempo avuto a disposizione di Emery per ricostruire questa squadra è stato alquanto limitato, per questo, così come da un lato si vedono le intenzioni in fase di possesso, dall'altra parte si notano ancora delle indecisioni nella fase di non possesso, con una squadra che tende ad allungarsi con la linea di difesa che non segue i tentativi di pressione alta della linea di centrocampo e di attacco.

Una costante del sistema messo in piedi da Emery è quello di schierare un 4-4-2 di base ma che richiede diverse rotazioni per rendere possibile uno scaglionamento in campo che cerchi di disordinare l'avversario: in questo caso vediamo Parejo si proponga in fase di costruzione mentre Coquelin si apre e genera spazio per i movimenti di Moi Gomez e Gerard Moreno, questo movimento, come si evince dall'immagine accanto, disordina la linea di centrocampo dell'Eibar generando linee di passaggio, inoltre Samu a destra e Pedraza a sinistra garantiscono l'ampiezza necessaria a tenere i terzini avversari; il 4-2-3-1/4-2-4 di Koeman visto sopra potrebbe essere messo in difficoltà da questo tipo di schieramento del Villarreal, così come lo spazio tra linea difensiva e linea di centrocampo (sempre nella stessa immagine si evince che in caso di transizione il Villarreal avrebbe dovuto fronteggiare un tre contro tre con molto spazio a disposizione per i giocatori dell'Eibar) che la squadra di Emery lascia agli avversari potrebbe portare Coutinho e Messi a banchettare in zona di rifinitura, così come la stessa fascia sinistra potrebbe essere terra di conquista per Dembele o Fati vista la grande propensione offensiva di Pedraza o del neo arrivo Pervis Estupinan.

BAYER LEVERKUSEN-LIPSIA (SABATO ORE 15.30)


La seconda giornata di campionato mette di fronte il Lipsia di Nagelsmann al primo impegno di una certa difficoltà, visto che dovrà far visita al Bayer Leverkusen di Bosz, squadra dall'identità tattica ben definita ma che rischia di uscire indebolita dall'addio di Havertz e Volland.

Il Leverkusen si presenta a questa partita dopo aver pareggiato a Wolfsburg nella prima giornata, la squadra di Bosz ha mantenuto molte delle prerogative viste nella precedente stagione, ossia una squadra che tiene il possesso del pallone nelle retrovie per poi cercare una verticalizzazione che mandi uno dei suoi giocatori offensivi davanti alla porta.

Per rendere possibile questo tipo di strategia, Bosz alterna la difesa a 3 o a 4 a seconda dell'avversario, con lo scopo di avere una superiorità numerica in fase di impostazione, contro il Wolfsburg qui si vede come la linea a 4 difensiva muova il pallone nel tentativo di cercare spazi tra le linee avversarie scaglionando 5 giocatori in zona rifinitura (Alario centralmente, Wirtz e Demirbay nei mezzi spazi, Bellarabi e Diaby sugli esterni) per poi attivare delle combinazioni rapide per superare la linea difensiva, nel caso qui accanto Tapsoba ha sufficiente spazio per mandare il pallone alle spalle delle difesa sfruttando la velocità di Diaby; in fase di non possesso, invece la squadra mantiene un atteggiamento aggressivo in fase di transizione, mentre tende a disporsi con due linee da 4 in situazioni posizionali, inoltre il posizionamento di Aranguiz permette alla difesa di avere maggiore protezione anche nei momenti in cui uno degli elementi spezzi la linea per andare ad aggredire l'avversario andando a ricomporre la linea. Altro motivo per vedere all'opera il Leverkusen è per osservare Florian Wirtz, classe 2003, giocatore visto all'opera già nella scorsa stagione dopo il lockdown, adesso chiamato a sostituire Kai Havertz da cui eredita la posizione in campo e da cui sembra aver anche ereditato le qualità tecniche, specie nel muovere il pallone con grande rapidità ed efficacia anche in spazi molto stretti.

Il Lipsia si presenta a Leverkusen con la seria intenzione di portare avanti il progetto di Nagelsmann che tanto ci ha esaltato dal punto di vista della qualità del gioco prodotto, quanto dal punto di vista dei risultati, con la semifinale di Champions che ha dato lustro ad una stagione terminata con un terzo posto in campionato ed una eliminazione ai quarti di finale di Coppa di Germania per mano dell'Eintracht.
Le due partite contro il Leverkusen giocate lo scorso anno hanno visto per lunghi periodi di gioco in difficoltà gli uomini di Nagelsmann, per cui la sfida alla squadra di Bosz diventa un test di particolare importanza per il 3-4-2-1 che il tecnico tedesco sembra aver definitamente adottato a partire dalla fase finale della scorsa stagione.

La prima in campionato ha visto il Lipsia passeggiare contro il Mainz (squadra a cui ha rifilato 14 reti nella scorsa stagione) ma soprattutto abbiamo avuto modo di ammirare i principi di gioco di Nagelsmann che tanto ci hanno divertito nel quarto di finale di Champions contro l'Atletico Madrid: il 3-4-2-1 sulla carta, si trasforma in fase di possesso in un 3-2/5, con la prima e la seconda linea che hanno il compito di dare inizio all'azione (un sistema che ha influenzato molto le strategie di Pirlo e del suo staff alla Juve) per poi innescare nei mezzi spazi Dani Olmo e Forsberg o tramite una giocata in verticale di uno dei tre difensori o passando per gli esterni; tuttavia a rendere particolarmente efficace il sistema di gioco è la capacità di muovere il pallone con grande rapidità da parte dei due centrocampisti centrali, e su questo è impressionante il lavoro svolto da Kevin Kampl, sempre in grado di spostare il pallone a due tocchi in qualsiasi situazione, indubbiamente è lui l'uomo a cui il sistema di Nagelsmann dovrà affidarsi per ottenere le migliori fortune in questa stagione.

Come si evince sarà una sfida che si giocherà in battere e levare, con tanti giovani interpreti pronti a dominare il decennio appena iniziato supportati da allenatori e club con un'idea di calcio a mio parere molto esaltante.


LILLE-NANTES (VENERDI' ORE 21)


Il programma della quinta giornata di Ligue 1 si apre con la sfida interna tra il Lille di Galtier ed il Nantes, una sfida tra due squadre che hanno portati avanti un mercato in questi mesi molto interessante e che, come d'abitudine nel campionato francese, stanno mettendo in mostra profili interessanti da seguire.

Il Lille arriva a questa partita dopo aver perso nei minuti finali la possibilità di uscire da Marsiglia con una vittoria e la testa della classifica; la squadra di Galtier si è mossa sul mercato quest'estate con lo scopo principale di coprire le due principali partenze, ossia il difensore Gabriel Magalhaes, acquistato dall'Arsenal, e l'altro elemento è Victor Osimhen, il centravanti nigeriano acquistato dal Napoli: al posto del primo è arrivato Sven Botman, classe 2000, scuola Ajax e che già ha preso il posto al centro della difesa con buone prestazioni, in attacco, invece, il posto di Osimhen è stato preso dalla grande promessa canadese Jonathan David, anche lui classe 2000, ma che sta facendo ancora un po' fatica ad entrare nei meccanismi della squadra di Galtier che, infatti, ha rivisitato il suo 4-4-2 per dividere i compiti offensivi con un altro attaccante centrale, ossia Burak Yilmaz, arrivato anche lui quest'estate al posto di Loic Remy.

Il cambio di tipologia di centravanti ha portato Galtier anche a rivedere la strategia della squadra in fase di possesso, fino all'anno scorso molto diretto, quest'anno, invece, l'assenza di un giocatore come Osimhen, ben innescabile anche con palloni verticali, ha portato il Lille a cercare di elaborare l'impostazione da dietro: come si evince dalla passmap elaborata da Between the Posts nella partita di domenica scorsa a Marsiglia si nota come Celik (il terzino destro) resti bloccato in fase di costruzione per creare una linea a 3 con i centrali difensivi permettendo al terzino sinistro (Bradaric o Reinildo) di alzarsi in zone più avanzate di campo e coinvolgendo maggiormente i due centrocampisti centrali, limitando, dunque, l'utilizzo degli attacchi diretti sulle punte, questo permette alla squadra Lilloise di avere un maggior controllo sulla partita ma manca ancora di incisività negli ultimi 20 metri, non è un caso che le due punte David e Yilmaz abbiano messo insieme meno di un tiro di media a partita e nessuno dei due abbia ancora trovato la via della rete, la partita contro un'altra squadra come il Nantes che ama, specie in trasferta, giocare prevalentemente nella propria metà campo mette di fronte Galtier di fronte alla necessità di elaborare nuove vie per lo sviluppo e la rifinitura della manovra.

Il Nantes si presenta, invece, a questa sfida reduce dal pareggio ottenuto nei minuti finali contro il Saint-Etienne dopo essere stata sotto di due reti: la squadra di Christian Gourcuff ha due anime diverse a seconda se gioca in casa o in trasferta, nel primo caso la squadra di mostra molto propositiva, nel secondo caso tende a concedere il campo alla squadra avversaria

Come si evince dalla mappa delle posizioni medie delle ultime due partite contro Saint-Etienne (in casa) e contro il Monaco (in trasferta) il 4-4-2 resta il modulo di base ma il baricentro (dato principalmente dal posizionamento dei due centrali di centrocampo e della linea difensiva).
La squadra di Gourcuff è stata costruita quest'estate aggiungendo principalmente un tassello, ossia quello dell'ex Liverpool Pedro Chirivella a centrocampo, dove lo spagnolo è l'uomo destinato a far partire l'azione innescando i due esterni offensivi e le due punte, tra le quali emerge l'esterno sinistro Moses Simon, giocatore devastante specie quando si tratta di creare attacchi in transizione (8 dribbling su 15 riusciti) a cui la squadra si affida per generare pericoli (è il giocatore che tocca più palloni nel terzo di campo avversario), bene anche il suo dirimpettaio Bamba (8 dribbling su 12) ma meno utilizzato da Gourcuff che lo alterna con Coco da quella parte di campo. A Lille vedremo sicuramente una squadra che aspetterà nella propria metà campo sperando di innescare in transizione i due esterni d'attacco, tuttavia, data la grande capacità della squadra di Galtier di saper coprire lo spazio che gli avversari possono usare in transizione, a Gourcuff servirà un atteggiamento diverso per uscire indenne dal Pierre Mauroy.
 

AJAX-VITESSE (SABATO ORE 21)


La terza edizione dell'Ajax di Ten Hag sembra essere partita nel verso giusto, con due vittorie nelle prime due partite (di cui la prima ottenuta non ostante l'inferiorità numerica), certo fino ad ottobre esiste la spada di Damocle del mercato che potrebbe influire non poco sulle forze a disposizione dei lancieri (Van de Beek ceduto al Manchester United e Sergino Dest che è prossimo a vestire la maglia del Barcellona) ed anche su questa prospettiva Ten Hag sta sperimentando nuovi giocatori da inserire nel suo sistema di gioco.
Nelle due partite fin qui disputate in Eredivisie l'allenatore olandese ha messo in campo già 19 giocatori schierati con il tipico 4-3-3 che in fase di possesso si trasforma in un 4-2-3-1 con Promes nominalmente nei tre di centrocampo ma in realtà agisce prevalentemente tra vertice avanzato del triangolo di un triangolo a centrocampo completato da Edson Alvearez supportato da Gravenbech o dal ghanese Kudus arrivato dal Nordsjoelland, in attacco il volto nuovo è l'esterno offensivo Antony, il match-winner della gara d'esordio in casa dello Sparta Rotterdam, in difesa, invece, questa dovrà essere la stagione dell'affermazione al centro della difesa di Perr Schuurs, giocatore che ha avuto la possibilità di unirsi già alla nazionale olandese nell'ultimo slot riservato alle nazionali lo scorso settembre.

La partita contro il Vitesse è un ottimo test per capire come sarà l'Ajax di questa stagione e cosa aspettarsi dai lancieri, questo perché la squadra allenata dal tedesco Thomas Letsch è decisamente una squadra di livello superiore rispetto alle due affrontate sinora da Tadic e compagni e che ama essere molto aggressiva in fase di non possesso ed il cui obiettivo è tenere il gioco della metà campo avversaria.

Anche se si parla di appena due partite di campionato il Vitesse è la squadra seconda in Eredivisie per occupazione territoriale del terzo di campo avversario, come indicato dalle statistiche di WhoScored, questo a dimostrazione di quanto la strategia aggressiva voluta da Letsch (scuola Red Bull anche lui) sia ben eseguita e rappresenti un aspetto che possa creare delle difficoltà ad una squadra che ha perso nell'ultimo mercato i giocatori su cui basava la propria costruzione dal basso, a questo si aggiunge la qualità tecnica in zona offensiva, in particolare grazie al giocatore copertina di queste prime due giornate della Eredivisie, ossia Oussama Tannane, classe 1994, attaccante che può coprire tutti i ruoli dell'attacco e che nell'ultima giornata di campionato è stato in grado di sbloccare la partita con questo calcio di punizione.


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