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Sunday, 7 May 2023

Le avversarie delle italiane: il Siviglia di Mendilibar

Foto. Pagina Facebook FC Sevilla.

Con le formazioni italiane che continuano a raccogliere grandi risultati in questa stagione di coppe europee, provo ad arrivare alle semifinali di Europa League cercando di analizzare le squadre che andranno ad affrontare le formazioni italiane e che proveranno a rompere lo scenario di una finale tutta italiana a Budapest tra Juventus e Roma.

In questo articolo proverò ad analizzare il Siviglia avversario della Juventus: la formazione andalusa è la regina dell'Europa League, avendone portate a casa ben sei, di cui l'ultima nel 2020 ai danni dell'Inter di Antonio Conte al termine della fase finale disputata in Germania al termine del primo lockdown.

Oggi il Siviglia è allenato da Luis Mendilibar, terzo allenatore che siede sulla panchina del Sanchez Pizjuan dopo Loptegui e Sampaoli. L'ex allenatore dell'Eibar è riuscito a risollevare una squadra che aveva preso una pericolosissima china nella Liga, dove ha sostato per diverse settimane in zona retrocessione. 

Il tecnico basco ha rimesso in piedi la squadra sevilllista usando gli stessi strumenti che gli hanno permesso di tenere nella massima serie spagnola l'Eibar per sei stagioni, ossia un 4-4-2 di base con pochissimi fronzoli ed estremamente diretto. Proprio l'analisi di questa strategia sarà l'oggetto di questo articolo.


Friday, 7 May 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 28

Dopo aver celebrato le finaliste delle due coppe europee, torniamo a rituffarci nella fase finale dei campionati che, anche in questo weekend, prevedono partite decisive per l'esito finale della stagione di molto squadre. Il calendario prevede, tra le altre, l'anteprima della finale di Champions League che potrebbe consegnare al Manchester City il titolo di campione d'Inghilterra in maniera matematica, ma anche quella della finale di Coppa di Germania, con Lipsia e Dortmund che si affrontano in campionato prima di potersi affrontare nella finale di Berlino: In Italia la sfida tra Juventus e Milan avrà un grosso impatto per la lotta per la Champions. 

Gli esempi di cui sopra non sono esaustivi in relazione a quanto accadrà in questo weekend, altri temi di grande importanza sono presenti nelle partite che vi consiglio di seguire in questi giorni, partite che il calendario ha voluto incastrare tutte nella giornata di domenica.

SERIE A, BENEVENTO - CAGLIARI (DOMENICA ORE 15)

La nostra serie A ha assegnato lo scudetto la scorsa settimana, così come ha decretato le prime due squadre a retrocedere in B, ossia Crotone e Parma, ma per le altre posizioni in classifica la lotta è apertissima, sia per la Champions, che vede in programma la sfida tra Juventus e Milan che potrebbe essere decisiva , che per la salvezza, con la lotta per evitare l'ultimo posto rimasto per scendere nella serie cadetta. 

Per questo motivo, la sfida di domenica pomeriggio tra il Benevento ed il Cagliari potrebbe indirizzare la corsa in maniera definitiva così come aprire una bagarre tutti contro tutti che potrebbe arrivare a coinvolgere anche Genoa e Fiorentina.

Per la formazione di Inzaghi la partita di domenica rappresenta quasi un'ultima spiaggia per giocarsi una salvezza che solo qualche settimana fa sembrava una cosa fatta. Le streghe hanno subito un grave crollo nel girone di ritorno, con appena 9 punti raccolti finora (ed una sola vittoria, quella ottenuta in casa della Juventus), un pessimo bottino frutto di una perdita di equilibrio da parte della squadra sotto diversi punti di vista.

I guai sono iniziati quando Inzaghi, un po' per scelta un po' per situazioni contingenti, ha rinunciato al 4-3-2-1 che sembrava essere l'abito tattico migliore di questa squadra, nonché lo schieramento con cui la squadra ha ottenuto la promozione nella scorsa stagione: le assenze in corso d'opera di Roberto Insigne e Caprari, padroni della zona rifinitura, quella di Letizia sulla fascia destra e le presenza a singhiozzo del metronomo Pasquale Schiattarella hanno tolto progressivamente certezze alla squadra ed anche al suo allenatore che ha faticato da quel momento a trovare una quadratura alla squadra.

Fonte dati Wyscout
Ad essere penalizzato è stato prevalentemente l'equilibrio della squadra, con un baricentro che si è progressivamente abbassato rendendo sempre più arida la fase di possesso. Come si evince dal grafico elaborato qui a fianco, nel corso del girone di ritorno la squadra ha progressivamente abbassato la produzione offensiva sia in termini di quantità delle conclusioni che in termini di qualità delle stesse. La situazione di classifica ha costretto Inzaghi nelle ultime settimane ad alzare nuovamente il baricentro della propria squadra che, però, concede molto quando si porta in avanti, una situazione vista in maniera evidente nelle ultime partite contro Lazio, Udinese e Milan.

Il Cagliari, invece, è riuscito grazie al lavoro di Semplici a tirarsi fuori da una situazione di classifica che si era fatta particolarmente critica. Il passaggio al 3-5-2 ha ridato alla squadra un minimo di equilibrio che nella versione della squadra allenata da Di Francesco era assente: un percorso, se vogliamo, contrario a quello del Benevento, con la differenza che l'ex allenatore della Spal ha dovuto quasi improvvisare con una rosa non ben assortita in termini di ruoli, compiti e funzioni. Questo spiega la scelta di schierare Duncan nel ruolo di vertice basso del centrocampo e addirittura Nahitan Nandez da esterno destro a tutta fascia.

Fonte grafico Calcio Datato
Proprio il lato destro è quello dove il Cagliari crea la maggior parte del proprio gioco: nella prima parte di stagione sono state le prestazioni di Zappa a rendere quel lato il più produttivo, con l'infortunio dell'ex terzino del Pescara e con l'arrivo di Semplici quella casella è stata occupata proprio dall'uruguaiano, garantendo in ogni caso il suo apporto. Tuttavia la maggior parte dei pericoli la formazione sarda riesce a crearli su calcio piazzato o su conclusioni dalla distanza, mostrando serie difficoltà a raggiungere l'area di rigore avversaria in maniera organica. 






Presumo che il canovaccio della partita vedrà, giocoforza, il Benevento costretto a fare la partita con il Cagliari che, invece, cercherà, come visto nella partita di domenica scorsa a Napoli di alternare fasi di bunker nella propria area di rigore a fasi di occupazione della metà campo avversaria mediante transizioni ed utilizzo delle fasce per risalire il campo. Sarà una partita in cui ci si gioca tutta una stagione, con molta tattica nella prima parte e tanti mind-games nella mezzora finale da dover gestire per entrambe le squadre, il vantaggio per l'osservatore neutrale è che non può essere una partita da 0-0.


3F SUPERLIGA, BRONDBY - MIDTYJLLAND (DOMENICA ORE 18)

Anche per il campionato danese è arrivato il momento del redde rationem: la formula prevede una fase finale a sei squadre (le prime sei della regular season) che si giocano il titolo affrontandosi in un girone unico in cui si sommano i punti della stagione regolare con quelli di questa fase.

Quando siamo arrivati a 180 minuti dalla fine sono due le squadre che sono in lizza per la vittoria finale, ossia il Midtyjlland ed il Brondby, divise da 4 punti in classifica e che domenica pomeriggio si affrontano nello scontro diretto che potrebbe assegnare il titolo alla squadra della città di Herning per il secondo anno di fila. Al Brondby resta solo un risultato a disposizione in questa sfida per tenere aperti i giochi anche nell'ultima giornata: la vittoria.

Il cammino della storica squadra di Copenaghen in questa stagione è stato esaltante, al punto di chiudere la stagione regolare in testa alla classifica: la fase a gironi, invece, è stata indubbiamente meno soddisfacente in termini di risultati, con 7 punti nelle 6 partite sin qui disputate. Il modo di giocare della squadra allenata da Frederiksen è basato su un 3-5-2 di base in cui i 3 difensori iniziano sempre l'azione da dietro mentre la squadra si distribuisce in quello che può essere definito un 3-3-2-2 con gli esterni che sostengono la fase di sviluppo dell'azione mentre quelle che sulla carta sono le mezzali occupano la zona di rifinitura alle spalle delle due punte. 

Dall'esempio qui a lato si nota chiaramente lo schieramento della squadra in fase di possesso con i tre centrali che si occupano di portar palla e muovere il gioco utilizzando il lavoro degli esterni o cercando la palla filtrante per Frendrup e Lindstrom che completano lo sviluppo o la rifinitura della manovra di gioco. I centrali difensivi della squadra gialloblu sono i giocatori con all'attivo il maggior numero di passaggi effettuati a partita in tutto il campionato, in particolare i due "braccetti" Hermansson e Jung effettuano di media rispettivamente 67 e 65 passaggi per partita.

Una volta riusciti a trovare il passaggio in zona rifinitura ci si affida alle connessioni tra Lindstrom e le due punte Uhre ed Hedlund per trovare la via della rete: sulle prestazioni del giocatore con la maglia numero 18 ne ho già parlato in un post precedente, la sua capacità di cercare la giocata vincente lo rende un giocatore dal pensiero calcistico superiore alla media, tanto da aver messo a referto in campionato 10 goal ed 8 assist. Ha messo il proprio talento a disposizione della propria nazionale Under 21 nella fase a gironi disputata a marzo in cui ha messo a referto due assist nell'ultima partita del girone contro la Russia.

Il Midtyjlland, invece, ha la possibilità, uscendo indenne dalla sfida del Brondby Stadion, di portare a casa il secondo titolo consecutivo al termine di una stagione in cui la squadra allenata da Priske ha potuto assaggiare il teatro della Champions League: un'esperienza che ha consolidato la forza di questa squadra che ha raggiunto un livello di confidenza tecnica fuori scala per questa categoria che le ha permesso, una volta concluso il percorso europeo, di riprendere il controllo di questo campionato e dominarlo nel corso di questo girone finale.

Il 4-2-3-1 del Midtyjlland è ormai decisamente rodato ed è in grado di generare situazioni di pericolo da qualsiasi zona di campo anche grazie alla perfetta copertura in ampiezza del campo ottenuta mediante le rotazioni tra trequartisti che diventano mezzali, attaccanti che diventano trequartisti ed esterni offensivi che diventano attaccanti grazie ai loro tagli. Le soluzioni di gioco di cui dispone questa squadra sono molteplici ed a questo si aggiunge la capacità di recuperare il pallone in zone alte del campo, permettendo alla squadra di avere sempre la supremazia territoriale nel corso della partita e, soprattutto, di tenere lontano l'avversario dall'area di rigore. Infatti la squadra campione in carica non ha il miglior attacco del campionato ma ha, per distacco, la miglior difesa (25 goal subiti) a cui si unisce il minor numero di tiri subiti ed il miglior dato relativo al PPDA.

Come si evince da questo e dal precedente fermo immagine, la prima pressione o la contro-pressione in fase di transizione difensiva è estremamente aggressiva ed impegna un gran numero di uomini portati in quella zona di campo dai meccanismi della squadra in fase di possesso: in entrambi gli esempi possiamo notare come la squadra di Priske si trovi ad avere in zona palla un numero maggiore di giocatori rispetto all'avversario, determinando il più della volta la riconquista immediata del pallone nella trequarti avversaria o la scelta dell'avversario di buttare via il pallone per evitare rischi.

Il calcio danese ha mostrato in questi anni di essere in grandissima ascesa e sta producendo una grandissima quantità di talenti che si stanno formando al meglio in questo campionato che sta diventando un contesto molto fertile a livello tattico e tecnico per accelerarne la crescita. Ne è la dimostrazione i grandi risultati ottenuti dalla nazionale maggiore e dall'Under 21 nella recente pausa per le nazionali: questa partita oltre a decidere il destino del campionato metterà ulteriormente in mostra interessantissimi talenti che vedremo a giugno nella fase finale delle due competizioni per nazionali.


LA LIGA, REAL MADRID - SIVIGLIA (DOMENICA ORE 21)

La sconfitta subita dal Siviglia lunedì sera per mano dell'Athletic Bilbao ha probabilmente tolto dalla contesa per il titolo la squadra di Lopetegui che, in questo weekend da royal rumble per la Liga, va a far visita al Real Madrid mentre Barcellona e Atletico Madrid si affrontano al Camp Nou. Riducendosi al lumicino le speranze di ambire per il titolo, per il Siviglia la trasferta a Madrid resta comunque importante per cercare di tagliar fuori anche la squadra di Zidane dalla lotta per il titolo e, con magari un pareggio nella sfida di Barcellona, continuare a mantenere in piedi le flebili speranze di una grandiosa rimonta. 

La squadra di Zidane si presenta a questa partita reduce dalla pesante eliminazione in Champions per mano del Chelsea: le diverse assenze patite dalla squadra nel corso della stagione alla fine sono state pagate al cospetto di una squadra solida ed organizzata come quella di Tuchel, che ha mostrato come alla fine la squadra non possiede realmente tutta quella grande quantità di soluzioni offensive in grado di invertire il contesto di una partita come avveniva nel corso del triennio delle tre Champions consecutive.

In campionato Zidane ha più volte cambiato la squadra da mettere in campo, utilizzando la Liga come laboratorio tattico in vista dei match di Champions, come è accaduto per esempio dell'implementazione della difesa a tre in vista dell'ottavo di finale contro l'Atalanta o l'utilizzo di Vazquez da terzino destro. Nelle ultime settimane, per esempio, Zidane non ha mai utilizzato Kroos in campionato per avere a disposizione i suoi lanci e le sue geometrie per le sfide ad eliminazione diretta. Il tutto in nome della gestione di una rosa che ha mammano perso pezzi a causa di una catena clamorosa di infortuni che, per fortuna del Real, non hanno coinvolto Luka Modric, uno dei migliori nella sfida persa a Stamford Bridge mercoledì sera, e Karin Benzema, anime di questa squadra in questa stagione.

Fonte statistiche WhoScored


Se vogliamo trovare una costante nel gioco del Real pur all'interno di questo continuo cambio di sistemi di gioco e di moduli sta nell'utilizzo del lato sinistro del campo per sviluppare il gioco e per arrivare in porta: la presenza di un giocatore come Vinicius su quel lato, così come lo è stata la stagione di Mendy su quella fascia, ha convinto l'allenatore francese a preferire quel lato del campo per sviluppare e rifinire il gioco, come anche dimostrato dalla tendenza di Karin Benzema a prediligere quella zona di campo sul dove andare a giocare il pallone. Nelle ultime settimane Zidane è riuscito anche a riesumare Eden Hazard, oggetto misterioso dal suo arrivo a Madrid, falcidiato da una lunga serie di infortuni che stanno rendendo l'investimento fatto dal club un grandissimo flop.

Fonte dati FbRef / StatsBomb
La squadra di Lopetegui ha costruito la propria stagione basandosi su una continua ricerca del controllo del gioco e del possesso del pallone. Ma, come già evidenziato in miei precedenti post, la specificità del Siviglia sta nel suo atteggiamento senza palla, sempre basato sulla pressione alta e supportato da un gran lavoro dei due centrali difensivi, quando sono in grado di accorciare sui rispettivi attaccanti. Come si evince dalle statistiche, questo approccio funziona molto spesso e rende i valori difensivi della squadra di primo livello. Tuttavia, in corso d'opera, i rischi di questo sistema a cui si espone la linea difensiva di Lopetegui, emergono in maniera crudele e sono stati evidenziati nel periodo tra le due gare degli ottavi di Champions League in cui il Siviglia ha perso l'accesso alla finale di Coppa del Re per mano del Barça e l'eliminazione dalla massima competizione continentale, oltre ad una serie negativa in campionato che sembrava allontanarla definitivamente dalle prime tre posizioni. Con un solo impegno settimanale rimasto in programma, la squadra è tornata a ricompattarsi fino ad iniziare una lunga striscia positiva esauritasi lunedì sera dopo un assalto alla porta di Unai Simon durato per quasi tutti i 90 minuti. 

Tra il grande pressing del Siviglia e la capacità di attaccare la linea difensiva avversaria del Real Madrid mediante la tecnica dei suoi centrocampisti abili ad eludere anche i sistemi di pressing meglio organizzati, vedremo sicuramente una grande sfida a livello tattico e tecnico: la prestazione del Real a Londra mercoledì sera ha mostrato sicuramente una squadra in calo, ma la storia di questa stagione e non solo ci insegna che questa è una squadra che non bisogna dare per morta. Ma stesso discorso si può fare sul Siviglia che è stato in grado di risalire da due grossi periodi di crisi in questa stagione, per cui oltre all'importanza per la classifica la sfida di Valdebebas mostrerà chi delle due squadre ha maggior orgoglio da mettere sul campo.

Friday, 12 March 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 21



Superata un'altra settimana in cui sono state protagoniste le coppe europee si ritorna immediatamente nell'atmosfera dei campionati che, a questo punto, iniziano ad entrare nella fase finale: dopo aver lavorato negli ultimi mesi alla ricerca di un'identità di gioco, questo è il periodo dove si capisce quali strategie si sono rivelati vincenti e quali no. E' il momento di focalizzarsi sugli obiettivi ed ogni partita comincia ad assumere un ruolo decisivo per la classifica.

Per questo weekend ho scelto tre partite ognuna avente un significato diverso: abbiamo due squadre che hanno deciso di cambiare volto nel corso della stagione in attesa di capire cosa fare nella prossima stagione ma che non possono abbassare la guardia nella stagione attuale; abbiamo due squadre che, invece, hanno costruito una stagione in cui hanno consolidato le proprie idee di gioco e che si affrontano per capire se nel breve o nel lungo periodo possono pensare di diventare grandi; infine abbiamo due squadre che rappresentano una delle più grandi rivalità stracittadine d'Europa le cui tracce in questa stagione sono sempre andate in direzioni opposte.


BORUSSIA DORTMUND - HERTHA BERLINO (SABATO ORE 18,30)

Con il passaggio del turno in Champions League il Borussia Dortmund ha trovato un senso ad una stagione che, dopo l'esonero di Favre, è sembrata scappare di mano: ad Edin Terzic, traghettatore in attesa di affidare la panchina a Marco Rose nella prossima stagione, sta riuscendo il compito di trovare in questa situazione un minimo di quadratura del cerchio all'interno di un contesto molto confuso, soprattutto a causa degli infortuni che stanno falcidiando la squadra in questo periodo della sua gestione.

Il tecnico del Dortmund ha dovuto lottare con una serie di infortuni in questi mesi che lo hanno costretto a rivedere più volte i suoi piani fino ad arrivare al punto di mettere da parte ogni tipo di proposta di gioco specifica ma di adattarla in base agli uomini a disposizione: e così dopo l'infortunio di Witsel ha dovuto trasformare il 4-2-3-1 in un 3-4-3 per mantenere un certo equilibrio difensivo, poi con l'infortunio di Sancho e Guerreiro ha dovuto virare sul 4-3-3 come nella sfida infrasettimanale di Champions contro il Siviglia.

Fonte dati FbRef / StatsBomb
Lavorando più sugli uomini che su uno specifico sistema di gioco Terzic sta riuscendo quanto meno ad esaltare le caratteristiche di diversi elementi che sembravano finiti in ombra: uno di questi è senza dubbio Mahmoud Dahoud autore di prestazioni eccezionali sia nel doppio confronto contro il Siviglia in Champions che nel Klassiker perso nei minuti finali contro il Bayern lo scorso weeekend, partite in cui ha mostrato le sue qualità tecniche nel far avanzare il gioco anche sotto pressione avversaria, ed anche insospettabili capacità nell'andare ad aggredire palloni vacanti o seconde palle; l'altro è Marco Reus che sta trovando una importante continuità di rendimento e di minutaggio sperando che gli infortuni non tornino a tormentarlo. Ma ovviamente non è possibile parlare di Borussia Dortmund senza parlare della centralità di Haaland: il suo coinvolgimento o meno nel gioco, la sua presenza o assenza in campo hanno un impatto pari a quello dell'inclinazione di un tavolo per una biglia, ed il suo rendimento è perfettamente sintetizzato dai numeri, per cui alla fine il discorso tecnico per Terzic si riduce a far toccare quanti più palloni possibili al norvegese consapevole che più e coinvolto più alte sono le possibilità di trovare la via della rete.

L'avversario di turno per il Dortmund è l'Hertha Berlino, una delle grandi delusioni di questa Bundesliga: il club della capitale ha fatto grossi investimenti quest'anno che sembravano potessero portare la squadra ad avere un ruolo di rilievo nel corso del campionato, ed invece si trovano a dover lottare per la salvezza.

L'escalation negativa della situazione ha portato a fine gennaio all'esonero di Labbadia, allenatore che aveva preso in consegna la squadra durante il lockdown nella scorsa stagione, anch'essa ricca di delusioni e difficoltà nei rapporti tra campo e club. La sua versione dell'Hertha Berlino era tatticamente ambiziosa, con una squadra che cercava di fare possesso e di aggredire maggiormente l'avversario: un'idea di calcio che sembrava calzante per la rosa a disposizione di Labbadia, ma invece le cose non sono andate come sperato, con una squadra che raramente ha mostrato di tenere un certo equilibrio che, difatti, si è riverberato sulle prestazioni difensive della squadra.

Fonte dati FbRef / StatsBomb
Al suo posto il club ha assegnato il posto a Paul Dardai, cavallo di ritorno sulla panchina dell'Hertha, nonché bandiera da calciatore. L'ungherese sta cercando di cambiare il corso degli eventi della squadra modificandone l'approccio: la fase di non possesso è meno aggressiva (il PPDA è aumentato sotto la sua gestione comparato alla gestione Labbadia), mentre la fase di possesso è più diretta (il numero di passaggi a partita è abbondantemente diminuito, come si evince dal grafico, suddiviso tra gestione Labbadia, in verde, e gestione Dardai, in rosso). Al momento il cambio di approccio ha portato appena 4 punti in 6 partite (che includono, però, le sfide contro le attuali prime 4 in classifica) e che ha portato la prima vittoria nell'ultimo weekend contro l'Augsburg.

La sfida dell'andata terminò con un pirotecnico 5-2 a favore del Dortmund in cui i pregi ed i difetti delle due squadre erano stati alquanto visibili, nel corso della stagione i difetti hanno portato all'esonero di entrambi gli allenatori, per cui sarà una sfida interessante quella tra Terzic e Dardai, due traghettatori ma con la responsabilità di restituire un senso al materiale importante che hanno a disposizione.


MANCHESTER UNITED - WEST HAM (DOMENICA, ORE 20,15)

Sfida di grande fascino quella dell'Old Trafford ed i motivi non sono pochi: si tratta di due squadre dalla grande tradizione e che hanno fatto la storia del calcio inglese, tornando ai giorni nostri è la partita che vede il ritorno di Moyes nello stadio dove sembrava essere iniziato il declino della sua carriera, ma soprattutto è una sfida che dopo tanti anni torna a profumare di alta classifica, con gli Hammers che sembrano aver trovato, dopo anni di sofferenze, una competitività ad alti livelli.

Lo United si presenta a questa sfida reduce dalla vittoria del derby contro il City, dove ancora una volta abbiamo avuto la dimostrazione di quale direzione Solskjaer ha voluto dare alla propria guida tecnica con questo gruppo di giocatori. L'allenatore norvegese ha sostanzialmente creato una squadra prevalentemente reattiva, con una preparazione alla partita basata sull'avversario e sul come limitarne i punti di forza: questo approccio presenta, come altro lato della medaglia, una sensazione di squadra che, invece, in possesso si affidi prevalentemente alle giocate individuali dei suoi elementi offensivi o alla velocità degli stessi in situazioni di transizione.

Queste sensazioni sono maggiormente visibili nelle gare disputate negli scontri diretti in campionato, dove lo United stava iniziando a raccogliere una serie di 0-0 che ben rappresentavano il tipo di partita messo in piedi dalla squadra di Solskjaer. Questo atteggiamento è stato più volte contestato da buona parte della critica vicina al mondo dei Red Devils, critiche che al momento sono state smorzate dalla vittoria ottenuta in casa del City.

Questo è un esempio di come Solskjaer adatti il proprio schieramento a quello dell'avversario in fase di non possesso: contro il City nello scorso weekend lo United è stato molto bravo nel limitare l'impostazione della squadra di Guardiola creando una gabbia per le ricezioni di De Bruyne e Gundogan. I due mediano Fred e McTominay li seguivano a uomo mentre la prima linea di pressione si occupava di chiudere le linee di passaggio verso di loro. Questa strategia mista tra copertura della prima linea e marcatura dei due mediani ha tolto ossigeno alla manovra del City che ha fatto una gran fatica a raggiungere l'area di rigore avversaria. Da una situazione di questo genere è nata la palla rubata da cui è scaturita l'azione del rigore che ha sbloccato il derby dello scorso weekend.

Il campionato del West Ham, come indicato in premessa, ha superato di gran lunga le aspettative, sia per quel che si è visto dalle parti del London Stadium nelle ultime stagioni, sia per la fiducia nella capacità di David Moyes di far risalire le quotazioni proprie e della squadra. Ed invece ecco che il manager scozzese, che dopo l'avventura nel 2013 ad Old Trafford sembrava essere caduto in un buco nero, è riuscito a ricostruire un'identità a questa squadra rendendola molto solida e, allo stesso tempo, molto piacevole da vedere.

A differenza delle scorse stagioni, sotto la guida di Moyes il primo passo in avanti è stato fatto sulle scelte operate in sede di mercato a partire dalla sessione invernale dello scorso anno: anziché andare ad investire somme su giocatori di grido ma poco funzionali, il club ha iniziato a scandagliare mercati meno affascinanti sulla carta ma decisamente più funzionali: così dallo Slavia Praga sono arrivati Coufal e Soucek, mentre dalla Championship sono arrivati Bowen, Dawson e Benrahma, giocatori che si sono rivelati subito utili alla causa.

Moyes schiera la squadra sostanzialmente con due moduli: il 4-2-3-1 oppure un 3-4-2-1 in cui però la strategia di gara non cambia: accettazione del possesso avversario e ricerca delle transizioni dove poter utilizzare la rapidità di Lingard, Bowen o Pablo Fornals. Tuttavia il vero punto di forza del lavoro di Moyes sta nell'esaltare le qualità dei propri uomini in termini di compiti e funzioni ancor prima del loro posizionamento in campo: infatti guardando le statistiche individuali dei giocatori del West Ham, molti di essi risultano eccellenti in uno specifico fondamentale, ed è su questo che Moyes costruisce la forza della sua squadra. Guardando agli esempi a fianco si evince chiaramente che il principale punto di forza della squadra sta nelle capacità dei due centrali di centrocampo Rice e Soucek che hanno formato un'accoppiata che perfettamente si integra: il talento della sempre florida Academy degli Hammers ha una grande capacità di raccattare palloni davanti alla difesa mediante intercetto, il ceco, invece, sfrutta la sua prepotenza fisica per dominare nel gioco aereo, le 8 reti realizzate in campionato sono il biglietto da visita di questa stagione del West Ham. 

SIVIGLIA - BETIS (DOMENICA ORE 21)

Ad una settimana di distanza dal derby di Madrid, un altro sentitissimo derby impreziosisce il calendario della Liga spagnola: il derby di Siviglia mette contro le due identità della città andalusa in uno degli scontro di maggior fascino e vissuti con maggior calore in tutta la Spagna.

Questa partita arriva, inoltre, in un periodo particolare per le due squadre, e per opposte ragioni: nel giro di poche settimane la squadra di Lopetegui ha visto sciogliersi in mano buona parte degli obiettivi di questa stagione, con la pesante uscita di scena dalla Copa del Rey, vittima di una grande prestazione del Barça, ed anche quella dalla Champions League, con il Dortmund che è stato in grado di cambiare di invertire la rotta proprio in coincidenza con la doppia sfida contro gli uomini di Lopetegui; dall'altra parte, invece, il Betis di Pellegrini ha iniziato a trovare un'interessante continuità di risultati, oltre che un miglioramento delle prestazioni, che l'ha portata ad entrare in pianta stabile in lotta per un posto in Europa.

Analizzando le ultime prestazioni del Siviglia è abbastanza percettibile il calo di rendimento della squadra che fatica a muovere il pallone in fase di possesso così come fatica a mantenere il giusto posizionamento in campo in fase di riconquista della palla, ossia l'elemento che sembrava quasi un marchio di fabbrica per la squadra allenata da Lopetegui.

Come si evince dai fermo immagine relativi alle reti subite nelle sfide contro Dortmund e Barcellona, entrambe le situazioni nascono in fase di transizione: Messi nel primo caso, Haaland nel secondo riescono a ricevere il pallone ed eseguire la giocata successiva in piena libertà a causa di una mancanza di attenzione nelle marcature preventive. Questo aspetto è stato a lunghi tratti il punto di forza della squadra di Lopetegui nel corso della stagione permettendole di giocarsi le partite con un baricentro alto ed una forte supremazia territoriale, errori come quelli evidenziati qui di fianco rischiano di far cadere tutto come un castello di carte. Per questo motivo al Siviglia è necessario risintonizzarsi al meglio dal punto di vista della tenuta mentale ancora prima che fisica prima che la Real Sociedad non riesca a colmare tutto il vantaggio che la squadra di Lopetegui si era costruita nel corso della stagione.


Dall'altra parte il Betis di Pellegrini è in un ottimo stato di forma, soprattutto a livello mentale: la squadra betica si presenta a questo derby con una striscia di 10 partite in cui ha raccolto 7 vittorie, 2 pareggi ed 1 sconfitta nella sfida contro il Barcellona che vi avevo presentato qualche settimana fa. Grazie a questa seria positiva i biancoverdi sono riusciti a sfruttare anche il crollo del Villarreal per issarsi al sesto posto in classifica che, ad oggi, sarebbe valido per l'accesso alla Conference League del prossimo anno. La crescita della squadra di Pellegrini nasce grazie al miglioramento di alcuni meccanismi che hanno permesso alla squadra di avere una maggiore supremazia territoriale e, soprattutto, la gestione degli uomini da parte del tecnico cileno gli ha permesso di trovare sempre soluzioni in corso d'opera anche in situazioni molto difficili come l'ultima partita di campionato vinta di rimonta contro l'Alaves. 

Fonte, canale Telegram PlayerankBot
Come è possibile notare dai grafici qui a fianco, il Betis ha uno stile di gioco in fase di non possesso che è abbastanza codificato: il recupero palla avviene cercando di portare l'avversario sull'esterno per poi aggredirlo. Sotto questo aspetto il 4-2-3-1 creato da Pellegrini nasce proprio con questa strategia: se l'avversario non concede il centro del campo si cerca di portare il gioco nella trequarti avversaria mediante catene esterne; se l'avversario, a sua volta, è molto aggressivo, come nel caso del Barcellona, si cerca anche la palla lunga verso la punta centrale (e sotto questo aspetto sia Borja Iglesias che Loren Moron sono dei discreti target man) per poi cercare di andare sulla seconda palla portando diversi uomini a contrastare la risalita dell'avversario. A livello numerico, anche l'indice PPDA del Betis conferma questo approccio, visto che, stando ai dati Understat, la squadra betica si trova al quinto posto con un indice pari a 8,52.


Friday, 16 October 2020

Consigli per il weekend calcistico Stagione 20/21 Ep. 4

Terminata la pausa delle nazionali che ha lasciato indicazioni non del tutto attendibili nel momento in cui molte nazionali sono state penalizzate dalle assenze di diversi giocatori colpiti dal COVID, trascinando con se polemiche sul calendario messo in piedi da FIFA e UEFA, ritorna il calcio dei club, soprattutto si torna a fare sul serio, visto che non ritornano solo i campionati ma tornano anche le competizioni europee nel corso della prossima settimana, per questa ragione i miei consigli del weekend sono orientati a conoscere alcune squadre che vedremo impegnate da martedì tra Champions ed Europa League e di cui mi piacerebbe conoscere e farvi conoscere qualcosa in più.

Sarà il weekend, questo dei derby di Liverpool e di Milano che possono valere la vetta della Premier e della Serie A, ma è anche il weekend del derby di Glasgow, e quest'ultimo è una delle partite che ho scelto per questa preview del weekend calcistico.





IN ATTESA DI CHELSEA-SIVIGLIA (MARTEDÌ ORE 21)


La squadra di Lampard e quella di Lopetegui sono le favorite di un girone (il girone E) parecchio interessante, visto che include anche il Rennes, di cui ho parlato nelle scorse settimane, ed il Krasnodar, squadra russa con giocatori di talento. Per introdurvi alla sfida di martedì a Stamford Bridge i rispettivi impegni di campionato ci diranno che squadre si affronteranno.

GRANADA-SIVIGLIA (SABATO ORE 13)

Prima del ritorno in Champions League, la formazione andalusa avrà un bell'impegno nella Liga, dove dovrà affrontare all' Estadio de lo Carmenes il Granada in un derby andaluso che ci farà rendere conto di quanto manca agli osservatori ed agli addetti ai lavori dover seguire questi match senza la giusta cornice di pubblico, ma questo è un altro discorso.

L'asse Monchi-Lopetegui ha costruito una squadra che ha riportato il Siviglia in Champions dopo due stagioni non esaltanti e, soprattutto, ha riportato dopo 4 stagioni l'Europa League, appena alzato il trofeo al cielo in Germania, Monchi si è rimesso all'opera per sostituire prima due pedine importanti come Reguillon e Banega, al cui posto sono arrivati rispettivamente Marcos Acuna dallo Sporting Lisbona ed Ivan Rakitic, cavallo di ritorno e giocatore che ritengo favoloso e perfetto per associarsi nel centrocampo di Lopetegui con Fernando e Jordan; in zona offensiva sono rimasti tutti al Sanchez Pijuan, soprattutto Lucas Ocampos, decisivo nella scorsa stagione, e Luuk De Jong, partito molto a rilento nella scorsa stagione e poi giocatore decisivo nelle fasi finali, doppietta all'Inter in finale di Europa League inclusa, ma soprattutto, nell'ultimo giorno di mercato si è regalata un tocco di classe in più con l'arrivo di Oussama Idrissi, uno dei tanti giovani prospetti di alto livello usciti da quel meraviglioso laboratorio che è l'AZ Alkmaar, pronto a scalzare dall'undici di partenza l'ex milanista Suso.

Il 4-3-3 di Lopetegui è ormai facilmente riconoscibile nella strategia, basata sulla copertura in ampiezza del campo, con una fase di costruzione molto pulita, atta ad attrarre la pressione avversaria per poi innescare con i cambi di gioco le batterie di esterni formate dal terzino e l'ala, una giocata che disordina spesso e volentieri le linee avversarie e che porta a generare diverse palle goal: ciò che è mancato per lunghi tratti della Liga lo scorso anno è stata la fase realizzativa, questo a causa del rendimento non ottimale di De Jong che, invece, ha alzato il livello della squadra nel momento in cui ha iniziato a trovare la porta con regolatrità; a dimostrazione della riconoscibilità del gioco di Lopetegui, abbiamo la statistica dell'ammontare dei cambi di gioco a partita per squadra, come dimostrato dal grafico che ho creato qui sotto sulla base dei dati StatsBomb resi disponibili dalla piattaforma FbRef che conferma i dati anche della scorsa stagione, dove tra i 5 principali campionati il Siviglia era secondo al solo Real Madrid e addirittura davanti al Liverpool.



Il Granada dal canto suo viene da una stagione sorprendente, dove da neo promossa è riuscita a trovare la qualificazione in Europa League, dove in queste settimane ha anche ottenuto la qualificazione alla fase a gironi dove dovrà vedersela con il PSV di Roger Schmidt, il PAOK retrocesso dai preliminari di Champions ed i ciprioti dell'Omonoia. La squadra di Diego Martinez in queste stagioni ha consolidato un sistema di gioco basato sul 4-2-3-1 che in fase di non possesso si trasforma in un 4-1-4-1 con uno dei mediani che si abbassa per presidiare la zona di rifinitura.

Nell'immagine a fianco un'esemplificazione dello schieramento del Granada in fase di non possesso dove è facilmente riconoscibile il 4-1-4-1 (l'attaccante è fuori inquadratura), sulla carta uno schieramento che predilige la copertura delle zone centrali, ma il posizionamento di terzini ed ali è sempre pronto al raddoppio in caso di cambio di gioco, ossia la strategia che il Siviglia usa per sviluppare la propria manovra, per questo motivo vedremo tanti duelli nelle zone esterne del campo che saranno la chiave per il Granada al fine di soffocare la maggior qualità di cui il Siviglia dispone; in fase di possesso, invece, i terzini si spingono molto in avanti, mentre uno dei centrocampisti si pone tra i due centrali difensivi formando una classica salida lavolpiana su cui il Siviglia dovrà fare delle scelte molto precise sul come attaccarla, visto che poi la pressione avversaria viene usata dagli uomini di Martinez per innescare in verticale la qualità di Machis, ex Udinese ed uno degli uomini più pericolosi della Liga in questa fase di stagione, se non saranno i duelli individuali sugli esterni, dunque, a decidere la partita, lo saranno allora le transizioni.


CHELSEA-SOUTHAMPTON (SABATO ORE 16)

Il Chelsea di Frank Lampard, complice il mercato faraonico, si presenta a questa stagione con tanti occhi puntati addosso e, sotto sotto, con molti che sperano nel fallimento della stagione dei Blues: le prime gare della stagione non sono state del tutto incoraggianti, soprattutto nelle prime due partite, dove Brighton e Liverpool hanno surclassato il Chelsea (il dato aggregato degli xG parla di un -1,8 secondo StatsBomb); la partita con il Southampton mette di fronte gli uomini di Lampard ad una squadra di cui ho già più volte disquisito nelle precedenti settimane e che, dopo un inizio in cui i difetti hanno nascosto i pregi, ha trovato due vittorie consecutive prima della pausa che ne hanno fatto risalire le quotazioni.

Il problema di Lampard in questo primo scorcio di stagione è quello di trovare un sistema di gioco che sia in grado di tenere insieme il talento di Havertz e Werner, questo ha portato a tanti cambiamenti dello schieramento nelle 4 partite di campionato fin qui disputate, allo stato delle cose la scelta sembra essere ricaduta su un 4-2-3-1 in cui il Chelsea schiera un riferimento avanzato (Abraham o Giroud) che si associ con i due tedeschi, le ultime due partite, inoltre, hanno visto salire le quotazioni di Hudson-Odoi come elemento necessario a garantire l'ampiezza a destra, mentre quella a sinistra è garantita dal ritorno in campo di Chillwell, arrivato da Leicester lo scorso agosto.

Il 4-2-3-1 visto contro il Crystal Palace prima della pausa e nel secondo tempo della partita contro il WBA in cui ha rimontato 3 reti si sviluppa sostanzialmente nella maniera indicata nello schieramento qui accanto: Azpilicueta resta bloccato in fase di impostazione mentre Chillwell tende ad avanzare, se lo spagnolo è chiamato anche lui a salire è Jorginho ad abbassarsi tra i due centrali difensivi o al loro fianco, lo scaglionamento offensivo vede Hudson-Odoi dare ampiezza a destra mentre Havertz e Werner occupano la zona di rifinitura per poi attaccare la linea sfruttando i movimenti a venire incontro di Abraham, se invece la manovra si sviluppa sull'esterno, avanzano anche Azpilicueta e Kante in modo tale che l'area possa essere invasa da più uomini possibile e, in caso, di palla persa, ci sia un numero sufficiente di giocatori per avviare la ri-aggressione. Indubbiamente questa strategia sembra essere la comfort zone di Lampard e della squadra, tuttavia il timore di lasciare spazi alle spalle delle linee di pressione sembrano essere una grossa preoccupazione per la squadra, come si è visto nella partita contro il Liverpool, dove un atteggiamento estremamente prudente in fase di non possesso non ha raccolto sufficienti dividendi, la trasferta su un campo di una squadra propositiva come i Saints sarà un'occasione per capire quanto questa squadra stia crescendo e quale strada intende seguire.

Del Southampton abbiamo parlato nei post precedenti così come nella presentazione di questa Premier League, il progetto Hassenhuttl prosegue in continuità con quanto visto nella scorsa stagione, ossia squadra molto aggressiva e che vive di transizioni così come di occupare la trequarti avversaria.


I numeri mostrano chiaramente i segni della strategia portata avanti dal tecnico del Southampton, visto che la squadra si trova al terzo posto alle spalle di City e Liverpool come minor percentuale di tempo speso nella propria trequarti, a dimostrazione della tensione verticale della squadra, un dato che conferma la strategia di Hassenhuttl è quello relativo al PPDA, ossia il dato relativo alla rapidità con cui si recupera il pallone, dato che, secondo Understat è pari a 7,40, indice più basso di tutta la Premier, insomma non siamo ai convenzionali tre indizi ma ci sembra che abbiamo una prova sufficiente per mostrare che i principi del tecnico austriaco abbiano del tutto attecchito sulla costa sud dell'Inghilterra ed intende portare avanti un ciclo che promette molto bene, a patto che si accettino sia i pregi che i difetti (vedi i disastri della partita persa contro il Tottenham alla seconda giornata); la partita contro il Chelsea, inoltre, potrebbe vedere in campo l'esordio dal primo minuto dei nuovi acquisti Salisu e Diallo, quest'ultimo giunto dal Brest nell'ultimo giorno di mercato con lo scopo di sostituire, nello scacchiere di Hassenhuttl, il posto lasciato vacante dalla partenza di Hojbjerg verso il Tottenham, permettendo ai Saints di poter temere in misura minore gli ampi spazi da difendere alle spalle della propria linea di pressione, se entrambi saranno in campo, la tecnica e la velocità di cui dispone il Chelsea dalla metà campo in su rappresenteranno un bel banco di prova che potrebbe aprire o meno scenari ambiziosi.


IN ATTESA DI MIDTJYLLAND-ATALANTA (MERCOLEDÌ ORE 21)

Dopo essere stata lei ad essere messa a battesimo nella scorsa Champions, per l'Atalanta arriva il momento, alla sua seconda partecipazione, di dare il battesimo al Midtjylland, formazione danese dal progetto molto affascinante (basato sui principi del MoneyBall) che l'ha portata nel giro di pochi anni a raggiungere la cima del calcio danese scalzando il Copenaghen e mettendo in mostra un gioco molto piacevole e lanciando tanti talenti molto interessanti che avranno a disposizione in Champions di una vetrina ancora più importante per mettersi in mostra.

MIDTJYLLAND-ODENSE (SABATO ORE 16)


La partita di avvicinamento per la squadra danese si disputa sabato pomeriggio, sostanzialmente in contemporanea con quella dell'Atalanta, che scende in campo a Napoli un'ora prima. Gli impegni nei turni preliminari di Champions hanno distolto leggermente l'attenzione della formazione di Brian Priske dal campionato, dove in 4 giornate ha raccolto 7 punti e adesso si trova ad inseguire il Brondby che è in testa a punteggio pieno: la principale problematica che si legge dai numeri è quella delle difficoltà realizzative, visto che, stando a quanto indicato dal sito della 3F Superliga, il Midtjylland ha realizzato meno di quanto prodotto in termini di xG (4 reti a fronte di 6,5 xG).


Lo schieramento del Midtjylland è riassumibile in un 4-3-3 di base che può ruotare in un 4-2-3-1, ma indipendentemente dai numeri è l'identità della squadra quella che balza maggiormente all'occhio, con un gioco di possesso e di interessanti rotazioni sia nel gioco laterale che nella fase di sviluppo a centrocampo, inoltre con l'arrivo di Pione Sisto in questa stagione si sta consolidando una giocata che rischia di diventare un marchio di fabbrica: lo svedese ex Celta si abbassa a metà campo dando man forte ai centrocampisti, non appena riceve il pallone lo scarica di prima intenzione alle spalle della linea difensiva innescando il taglio dell'esterno destro Dreyer che può andare a concludere solo davanti al portiere; è possibile vedere replicata questo tipo di giocata anche nelle sfide dei preliminari di Champions League, in particolare nel corso del 3-0 allo Young Boys.




Un altro motivo per vedere la partita contro l'Odense non è solo relativo alla qualità corale della squadra di Priske, ma anche la qualità individuale dei giocatori pescati dal club, l'età media della squadra è di poco superiore ai 25 anni e si tratta di giocatori pronti davvero ad esplodere, abbiamo già citato Dreyer, ma aggiungo il mediano Cajuste, il regista Evander e l'esterno offensivo Mabil, tutti giocatori di cui l'Atalanta dovrà ben vedersi, vista la capacità di muovere rapidamente il pallone e trovare la giocata per bypassare pressioni aggressive come quelle della squadra di Gasperini; la partita di sabato, dunque, servirà a capire come la squadra danese si presenta a questa fase della stagione.

L'Odense, avversario nella sfida di sabato, si presenta a questa sfida con un curriculum offensivo interessante (6 reti realizzate nelle prime 4 partite) ma che si è poggiato sulle qualità realizzative del centravanti Issam Jebali che però sarà assente per squalifica dopo essersi fatto cacciare fuori dopo 20' dell'ultima partita di campionato contro il Vejle, poi persa per 1-0, un risultato ed una prestazione che hanno dilapidato quanto di buono costruito nelle prime tre giornate, in particolare la vittoria alla prima giornata contro il Copenaghen per 3-2; della squadra allenata da Michelsen, oltre alle prestazioni dell'assente Jebali, segnalo i due esterni d'attacco Frokjaer-Jensen ed Emmanuel Sabbi, molto rapidi e, quindi, potenzialmente molto pericolosi in fase di transizione, dove il Midtjylland potrebbe avere un punto debole e dove invece l'Odense è in grado di farne il proprio punto di forza.

NAPOLI-ATALANTA (SABATO ORE 15) 


Per l'Atalanta, invece, la preparazione alla seconda partecipazione alla Champions arriva affrontando uno degli avversari che uno dei 4 posti glieli vuole togliere, ossia il Napoli di Rino Gattuso, sulle cui novità in questa stagione ne avevo scritto alla vigilia della sfida contro il Parma alla prima di campionato.

La rosa a disposizione di Gattuso permette al tecnico calabrese di variare lo schieramento tattico della squadra così come può permettersi diverse strategie a seconda dell'avversario e dell'andamento della partita: ad esempio in una sfida contro una squadra particolarmente offensiva come l'Atalanta non sarei sorpreso di rivedere un Napoli con un baricentro più basso ed un centrocampista in più, una strategia che nella gara disputata a Bergamo lo scorso luglio non pagò dividendi proprio per l'assenza di giocatori in grado di sfruttare le situazioni di transizione offensiva, oggi, invece, con giocatori come Osimhen e Lozano in campo, la storia potrebbe cambiare.






Altra chiave di lettura della sfida sarà senz'altro la fase di costruzione del Napoli contro la pressione individuale dell'Atalanta: Gattuso ha preteso sin dal giorno 1 del suo arrivo di non voler derogare ad un'uscita palla sin da dentro la propria area di rigore, inoltre i numeri ci mostrano come questa contrapposizione si verificherà anche nella metà campo opposta.

Dall'analisi dei numeri delle prime giornate di campionato, si evince come entrambe le squadre facciano un grande uso del possesso nella propria trequarti prima di affondare (difatti sono le prime due squadre per percentuale di possesso nel proprio terzo difensivo sul possesso totale) così come cercano di privilegiare la pressione oltre la propria metà campo; tuttavia, come indicato in precedenza, resterà da capire se Gattuso vorrà mantenere il baricentro alto anche in occasione di questa sfida concedendo uomini contro la batteria di centrocampisti e trequartisti a disposizione di Gasperini, oppure accetterà di restare con un baricentro medio-basso per cercare di limitare le connessione tra Papu Gomez, Pasalic e co.

Anche per l'Atalanta la partita di Napoli sarà un test a dir poco probante per verificare, oltre alla tenuta dei meccanismi in fase di non possesso contro una squadra di grande tecnica come il Napoli, anche la capacità di imporre il proprio gioco ed il proprio ritmo sul campo della squadra partenopea, un successo ed una prestazione dominante, oltre ad essere un buon viatico in vista dell'esordio in Champions, significherà aver vinto molti duelli contro una squadra di prima fascia, il che significa che i nerazzurri potranno iscriversi di diritto alla lotta per la vittoria del campionato.



IN ATTESA DI STANDARD LIEGI-RANGERS (GIOVEDI ORE 18,55)


L'Europa League darà il via alla sua fase a gironi dal prossimo giovedì con in programma diverse partite di sicuro interesse, vedi la sfida tra Nizza e Leverkusen o quella tra PSV e Granada, oltre ai match delle italiane che affrontano Celtic campione di Scozia (il Milan), AZ Alkmaar, primo posto a parti merito con l'Ajax nella scorsa Eredivisie prima della sospensione del campionato (il Napoli) e lo Young Boys campione di Svizzera (la Roma).
Tuttavia la sfida che meglio identifica l'interesse degli appassionati di calcio a questa competizione è la sfida che si disputerà al Maurice Dufrasne di Liegi tra lo Standard padrone di casa ed i Rangers allenati da Steven Gerrard, due squadre che hanno diversi giocatori ma anche un'interessante identità di gioco da mettere in mostra, a questo si aggiunge il vantaggio di vedere due squadre già rodate visto che i rispettivi campionati celebrano nel weekend rispettivamente l'undicesima (la Premiership scozzese) e la nona giornata (la prima divisione belga).
Ma a farmi scegliere questa partita vi sono anche le partite che le due compagini dovranno affrontare prima di incontrarsi in Europa League.


STANDARD LIEGI - BRUGES (SABATO ORE 20,45)


Il contrappasso della storia ha voluto che il Belgio, nazione che ha fatto del colonialismo e dello sfruttamento delle miniere un elemento distintivo, veda oggi il proprio campionato nazionale come una miniera di materiali grezzi da lavorare e far luccicare altrove, tuttavia le squadre belga hanno saputo usare questa funziona come un'ottima fonte di guadagno, iniziando a rendere la Jupiler League una bottega cara grazie ad una vetrina decisamente resa migliore dalla competitività del campionato.

La partita di Liegi è resa molto interessante dal fatto che prima della pausa lo Standard ed il Bruges si sono rese protagoniste di due vittorie in cui hanno dichiarato la candidatura per poter essere le principali contendenti al titolo in questa stagione: la squadra di Liegi è andata ad espugnare il campo della capolista Charleroi con una prestazione a tratti dominante, stesso discorso per il Bruges che ha distrutto il rinnovato Anderlecht di Vincent Kompany; adesso le due squadre sono divise da un solo punto in classifica occupando rispettivamente il terzo ed il secondo posto a due ed un punto di distacco dallo Charleroi capolista.


Entrambe le squadre a livello tattico amano muoversi all'interno di un 4-2-3-1 che può modificarsi in un 4-3-3 a seconda degli interpreti e delle situazioni che la singola partita richiede. Come si evince dalla grafica che ho creato qui a fianco, lo Standard Liegi tende a sfruttare l'ampiezza con i propri terzini abbassando uno dei centrocampisti tra i centrali creando una salida lavolpiana, se necessario il 4-2-3-1 viene poi rielaborato in 4-3-3 qualora sia necessario aggiungere un uomo alla fase di impostazione, in tal caso è il trequartista ad abbassarsi lasciando l'onere di coprire la zona di rifinitura agli esterni offensivi; dall'altra parte il Bruges cerca con uno dei suoi due centrocampisti centrali di esplorare gli spazi alle spalle delle linee di pressione costringendo l'avversario a fare delle scelte su come impostare il pressing, la copertura è data dai terzini che non si alzano subito in fase di costruzioni ma attendono fasi successive del gioco, inoltre l'ampiezza in genere è garantita dagli esterni offensivi nel momento che la zona di rifinitura è occupata dai centrocampisti che si alzano.

Per cui le strategie delle due squadre sono entrambe basate sul desiderio di avere il controllo del gioco e di vincere i duelli individuali: al centro del campo vedremo da una parte la tecnica del 19enne Nicolas Raskin, il trequartista dello Standard Liegi che ha già collezionato 3 assist in campionato e 1,4 passaggi-chiave per partita, dall'altra parte l'esperienza e la fisicità di Ruud Vormer e Hans Vanaken, ossia i giocatori che, con i loro movimenti tra le linee di pressione permettono al Bruges di controllare il gioco e di dominare fisicamente contro qualsiasi avversario, insieme hanno collezionato 7 goal e 7 assist in questa stagione a dimostrazione della loro vocazione offensiva, così come della grande produzione in fase conclusiva della squadra allenata da Clement; in fase di rifinitura i duelli individuali sono affidati da una parte a Semi Amallah, 23enne esterno offensivo marocchino che ha collezionato 1,9 dribbling a partita e 3,4 falli subiti a partita a cui aggiungere una media di 3,6 conclusioni a partita, dati che dimostrano l'enorme quantità di responsabilità che si prende il marocchino assieme all'ex Genoa Maxime Lestienne che sarà il grande ex di questa partita, visto che con la maglia del Bruges ha vissuto le migliori stagioni della sua carriera nel 2013 e nel 2014, dall'altra parte, invece, toccherà all'esterno senegalese classe 1999 Krepin Diatta il ruolo di creare spazi con le sue giocate e tenere indietro i terzini dello Standard e magari sfidarli in uno contro uno, stesso discorso sull'altra fascia verrà richiesto al classe 2001 Charles De Ketelaere.


CELTIC-RANGERS (SABATO ORE 13,30)

Il derby di Glasgow non ha bisogno di molte presentazioni, siamo all'episodio numero 320 in campionato, e sarà ancora più speciale perché si torna a giocare dopo 10 mesi dall'ultima volta, perchè, ahime, sarà il primo a disputarsi senza la bellissima cornice di pubblico del Celtic Park, ma soprattutto perché, per la prima volta dal 2012 (anno in cui i Rangers sono stati costretti a ripartire dalla quarta serie scozzese) l'Old Firm potrebbe valere qualcosa in più della semplice vittoria nella rivalità cittadina (anche se sappiamo tutti che si tratta di una rivalità che va oltre questo aspetto, ma non è questa la sede adatta per approfondire questo aspetto) dato che finalmente i Rangers sembrano aver colmato il gap tecnico rispetto ai Celtic.

Il merito di questo va dato principalmente al gran lavoro di un allenatore il cui nome non ha bisogno di molte presentazioni, ossia Steven Gerrard: l'ex capitano del Liverpool è alla terza stagione sulla panchina dei Gers, stagioni in cui ha riportato la squadra in Europa facendola anche ben figurare nelle ultime due edizioni dell'Europa League (lo scorso anno sono arrivati fino agli ottavi per poi essere eliminati dal Leverkusen), un percorso reso possibile da un percorso tecnico molto preciso basato sulla ricerca costante del gioco all'interno del campo mettendo alle spalle i concetti tradizionali del calcio britannico basato sulle palle alte e la ricerca della punta centrale.  
   

Il mercato ha, inoltre, permesso di trovare sempre giocatori adatti a migliorare la squadra a livello tecnico ma soprattutto ha permesso a Gerrard di avere diverse soluzioni di gioco per modificare il registro delle partite in corso d'opera: lo scorso anno i giocatori che hanno alzato il livello della squadra sono stati Joe Aribo e Ianis Hagi (quest'anno riscattato, come si evince dalla grafica accanto presa da Transfermarkt); quest'anno, invece, Gerrard ha deciso di rimpolpare il reparto degli attaccanti, una scelta nata in primis dalla concreta possibilità che Alfredo Morelos, il trascinatore dei Gers sotto la gestione Gerrard, potesse andare via per sostituire Osimhen al Lille ma invece non è accaduto, tuttavia il club si è cautelato acquistando l'ex Leeds Kemar Roofe e dello svizzero Itten del San Gallo, a cui si aggiunge anche il caro vecchio Jermaine Defoe; lo scopo è quello di avere maggiori alternative negli ultimi metri, magari anche tenendosi come opzione il doppio centravanti come soluzione da tenere nel taschino in corso di partita.


Per il Celtic la stagione è partita decisamente in salita, con l'eliminazione precocissima nei preliminari di Champions League che ha costretto gli uomini di Lennon a dover disputare due turni di preliminare per entrare nella fase a gironi dell'Europa League dove affronterà giovedì il Milan.

Le prestazioni e gli investimenti dei Rangers stanno mettendo alla prova la tenuta di un club e di una squadra che negli ultimi 9 anni ha dominato il campionato scozzese, così dopo la sconfitta subita contro il Ferencvaros in Champions, Neil Lennon ha deciso di mettere mano all'abito tattico della sua squadra passando alla difesa a 3 resa possibile grazie all'arrivo dell'irlandese Shane Duffy in prestito dal Brighton che occupa il posto centrale portando con se il bagaglio di conoscenze acquisito la scorsa stagione sotto la guida di Potter in termini di inizio azione da dietro, al suo fianco c'è il  centrale norvegese Kristoffer Ajer, classe 1998, un altro interessante elemento di questa generazione scandinava.

Il 3-5-2 permette, inoltre, a Lennon di poter schierare insieme le sue due punte principali in rosa, ossia Edouard ed Ajeti (quest'ultimo principale investimento dell'ultimo mercato, pagato 5,5 milioni per prelevarlo dal West Ham), tuttavia i due hanno giocato insieme solamente una partita, vinta dal Celtic per 5-0 sul campo del Ross County. Ancora maggiori alternative fornisce il 3-4-1-2 con Ryan Christie nel ruolo di trequartista alle spalle delle due punte, tuttavia il COVID sta falcidiando The Hoops visto che sia il francese che il trequartista scozzese saranno indisponibili per l' Old Firm, così come l'esterno James Forrest ed i due israeliani della rosa Nir Bitton e Hatem Elhamed.

Unica buona notizia potrebbe arrivare dalle fasce laterali, dove potrebbe già essere l'ora per un esordio immediato per Laxalt, arrivato in prestito dal Milan negli ultimi giorni di mercato, ma soprattutto questo Old Firm sarà il primo per l'olandese Frimpong, classe 2000 rivelazione di questa prima fase di stagione, utilizzando gli algoritmi di calcolo di SmarterScout (vedi immagine) seppur valutati su un campione di minuti ancora non sufficientemente probanti, mostrano potenzialità importanti se rapportate alle necessità dei club di un campionato come quello di serie A, se vedrete l'Old Firm sarà il momento giusto anche per voi per valutarne le potenzialità. 

Friday, 14 February 2020

Cosa vedere nel weekend #18


Il weekend in arrivo è quello che accompagna al ritorno delle coppe europee con gli ottavi di Champions ed i sedicesimi di finale di Europa League, ma sono tanti gli spunti di interesse nei vari campionati, visto che siamo in quel periodo della stagione in cui il lavoro di programmazione delle varie società può essere giudicato con maggiori dati a disposizione e dove i risultati cominciano ad avere un peso per le sorti della stagione.

Come di consueto per ciascuno dei 5 principali campionati europei ho segnalato la gara da seguire e che ho presentato con i dati a mia disposizione.

SERIE A

Il nostro campionato arriva alla quinta giornata del girone di ritorno in una situazione di classifica poco pronosticabile alla vigilia della stagione, con tre squadre in vetta alla classifica divise da un solo punto, infatti la sconfitta della Juventus a Verona sabato scorso ha mostrato delle difficoltà enormi della formazione bianconera in relazione allo stato di forma di alcuni suoi elementi, il che alimenta le speranze di Inter e Lazio di far cadere dal trono la squadra di Sarri, tuttavia nel prossimo weekend le due squadre dovranno ulteriormente mostrare quanto forte possa essere la loro candidatura affrontandosi nello scontro diretto dell'Olimpico che è la partita che andremo a presentare, inoltre non possiamo non menzionare un'altra grande partita, ossia la sfida di sabato sera tra l'Atalanta e la Roma, un match che avrà un peso non banale nella lotta per il quarto posto tra le due squadre.


LAZIO - INTER (DOMENICA ORE 20.45)


La sfida di domenica sera potrebbe diventare un crocevia per la lotta allo Scudetto, uno scenario che i tifosi interisti speravano di poter vedere realizzato con l'arrivo di Antonio Conte, mentre in pochi si aspettavano di trovare la Lazio così in alto ad inizio stagione, una dimostrazione da ambo le società che una corretta e ben definita programmazione è la strada maestra per raggiungere risultati importanti, cosa che negli anni passati è mancata a chi ha lanciato il guanto della sfida alla Juventus.

La programmazione della Lazio nasce da scelte programmatiche ben definite da parte della società da diversi anni, una lucidità che può apparire sorprendente visti i danni che è capace di fare Claudio Lotito quando non veste i panni del presidente della Lazio; la società bianco celeste ha affidato a Simone Inzaghi (dopo il rapido naufragio del progetto Bielsa) un gruppo di giocatori con cui costruire qualcosa di importante nel lungo periodo, ed è così che dopo 4 anni il 3-5-2 del tecnico piacentino si è costantemente evoluto in termini di interpreti e di forza offensiva sopperendo anche a periodi difficili come il finale della stagione 2017-2018 dove in poche settimane la Lazio ha visto farsi sfuggire una semifinale di Europa League ormai nelle proprie mani, così come la qualificazione alla Champions League con l'ormai iconico goal di Vecino all'ultima giornata.

Fu proprio l'Inter a togliere quella qualificazione alla Champions alla Lazio, grazie a quel goal di Vecino la società nerazzurra ha potuto iniziare a programmare la propria risalita al vertice con Spalletti che, tra alti e bassi e tante vicissitudini ambientali, è riuscito a conservare la posizione in Champions League per poi essere messo da parte per dare il via alla fase 2 del progetto della proprietà cinese, ossia l'arrivo di Antonio Conte in panchina e la ricostruzione di uno spogliatoio logoro iniziata con l'affaire Icardi proprio un anno fa.

I risultati di questo lavoro sul campo si tramutano nella scelta dello stesso modulo di partenza (il 3-5-2) ma con sfumature evidentemente diverse per via delle caratteristiche dei giocatori: la Lazio ha un approccio flessibile basato su un baricentro tendenzialmente basso in fase di non possesso ed una ricerca della verticalizzazione o del passaggio vincente mediante le giocate individuale dei suoi interpreti offensivi, in particolare utilizzando l'infinita tecnica e visione di gioco di Luis Alberto e la fisicità di Milinkovic-Savic quando la soluzione richiesta è quella di alzare il pallone, mentre se è necessario andare al largo allora gli sprint di Manuel Lazzari sulla fascia destra sono una fonte alternativa di azioni pericolose (24 passaggi-chiave fino a questo momento per l'ex Spal).

Dai dati reperibili dal sito della Lega Serie A, si evince numericamente quanto sopra, con un baricentro più basso e meno aggressivo (vedi dato dei falli commessi) rispetto a quello dell'Inter ma con un maggiore volume offensivo dettato dal sistema di impostazione che prevede una rete di passaggi inferiore rispetto alla squadra di Conte ma che genera un maggior numero di tiri e passaggi-chiave ed assist; il vestito tattico di Inzaghi, dunque, oltre ad essere facilmente riconoscibile è eseguito sempre molto bene grazie al fatto che il sistema permette a ciascuno dei giocatori utilizzati di esprimersi al proprio meglio.

Di contro il sistema voluto da Conte si basa su un approccio diverso con una fase di possesso più ragionata ma che non prevede un particolarmente coinvolgimento dei centrocampisti avanzati alla costruzione della manovra bensì hanno il compito di creare spazi per permettere di servire le due punte Lukaku e Lautaro, la cui connessione è fondamentale per il sistema di Conte (anche confrontandolo con le sue esperienze pregresse su altre panchine), questo spiega un approccio che ad occhio sembra molto diretto ma che, numeri alla mano, è più paziente di quello che sembra, con una continua ricerca di far partire l'azione dal basso,  un equivoco che ha portato all'ormai famigerato scontro verbale tra Conte e Capello sull'utilizzo del termine "contropiede" per identificare il sistema nerazzurro.

A rendere l'Inter una squadra aggressiva sono i dati relativi al recupero palla, la classifica reperibile sempre dal sito della Lega Serie A vede la squadra nerazzurra molto in alto in questa graduatoria, molto più in alto dei suoi avversari di domenica sera, dato confortato anche dal dato sul baricentro della squadra (52,07 metri, vedi immagine precedente) e sui falli commessi (14,91). Messi insieme questi numeri ne viene fuori l'identità di una squadra che sa stare alta in campo e che una volta in possesso fa muovere la palla con pazienza con l'obiettivo di raggiungere le due punte per poi riaggredire subito in caso gli attaccanti non riescano a raccogliere la palla, questo sistema non produce grandi numeri offensivi comparati a quelli della Lazio, ma genera numeri importanti a livello difensivo con il miglior dato di tutto il campionato relativamente agli xG subiti ed ai tiri in porta subiti.

La sfida dunque, oltre ad avere un valore importante, seppur non decisivo, per la classifica, sarà una grande battaglia tattica tra i due allenatori, da un lato l'Inter tenterà di tenere la Lazio lontana dalla propria metà campo, magari prendendo come riferimento l'aggressività mostrata dalla Roma nel derby, dall'altra parte la Lazio tenterà di far correre all'indietro l'Inter sfruttando la tecnica di Luis Alberto e Milinkovic-Savic per resistere all'aggressività del centrocampo dell'Inter, probabilmente a decidere l'esito saranno i tanti duelli individuali che potrebbero andare a crearsi a causa dello schieramento tattico simile ed anche la tenuta atletica che potrebbe piegare l'esito del match da una parte o dall'altra a seconda di chi starà meglio nei minuti finali. 

PREMIER LEAGUE

Nel weekend si completa il turno numero 26 di Premier, il primo della storia disputato in due settimane differenti per permettere ai giocatori delle 20 squadre di tirare il fiato dopo l'intenso calendario di dicembre e gennaio; tra le squadre impegnate in questo weekend la nostra attenzione va sul nuovo Arsenal di Mikel Arteta, chiamato a tramutare in risultati vincenti i progressi evidenziati in termini tattici nelle ultime settimane, soprattutto alla luce degli impegni in FA Cup ed Europa League che possono rilanciare i Gunners.

ARSENAL - NEWCASTLE (DOMENICA, ORE 17.30)


Il 20 dicembre i Gunners hanno deciso di affidare la panchina a Mikel Arteta con lo scopo di riaprire una nuova era dopo la prematura fine della gestione Emery: al tecnico basco il club del nord di Londra richiede di restituire all'Arsenal l'identità creata da Wenger basata sul possesso palla e dare maggior spazio ai giocatori tecnici. Dopo un paio di partite di assestamento Arteta ha iniziato il lavoro di costruzione dell'identità della squadra mediante la creazione di un sistema che permetta a tutti i migliori giocatori a disposizione in rosa di potersi esprimersi al meglio, in particolare nei post precedenti avevamo evidenziato le difficoltà di Emery di far coesistere Aubameyang, Lacazette e Pepè nello stesso schieramento ed Arteta sembra aver trovato la ricetta giusta.

Dalla passmap della partita contro lo Sheffield United si nota lo scaglionamento della squadra che parte da un 4-2-3-1 di base ma con delle rotazioni in fase di possesso ben definite: la prima manipolazione è data dalla posizione di Xhaka che si abbassa alla sinistra dei due centrali per permettere a Saka di alzarsi a sinistra e permettere ad Aubameyang (in questo caso sostituito da Martinelli causa squalifica del gabonese) di accentrarsi al fianco di Lacazette mentre l'ampiezza a destra è data da Pepé; questo schieramento, inoltre, ha permesso ad un giocatore spesso indeciso in fase difensiva come David Luiz di agire con più agio vista la protezione che gli viene data da Xhaka e soprattutto ha restituito su livelli altamente competitivi Mesut Ozil, chiamato ad agire nel ruolo di rifinitore e talmente a suo agio dal non far mancare il suo apporto anche in fase di non possesso. Da quando Arteta è passato a questo schieramento i risultati sono stati parzialmente positivi con una sola vittoria e 4 pareggi nelle cinque partite in questione a cui si aggiunge il passaggio dei due turni di FA Cup contro Leeds e Bournemouth, tuttavia il cartello lavori in corso è ancora appeso alla porta dello spogliatoio dei Gunners, la partita contro il Newcastle dovrà servire a dare maggiori certezze sul nuovo percorso tecnico iniziato dalle parti dell'Emirates Stadium.

Il Newcastle rappresenta un banco di prova importante per l'Arsenal data la capacità degli uomini di Steve Bruce di chiudere ogni tipo di spazio agli avversari grazie ad un approccio deliberatamente speculativo facilmente riconoscibile tramite le analisi di numeri abbastanza basilari: come si evince dalle statistiche di WhoScored il Newcastle rinuncia sostanzialmente al possesso palla (39,8% il dato del possesso palla medio) e mantiene un baricentro bassissimo che la tiene lontana dalla metà campo offensiva (è la squadra con il minor tempo speso nella trequarti avversaria). 


In fase offensiva, invece, la squadra di Bruce, non ha particolari meccanismi per la gestione del possesso palla; semplicemente il pallone viene lanciato lungo cercando di servire immediatamente i giocatori offensivi, una strategia che si riassume sostanzialmente in palla a Joelinton e Miguel Almiron e speriamo che ci pensino loro, un sistema in cui Bruce sta cercando di inserire anche Saint-Maximin, grimaldello utile con i suoi dribbling quando la partita necessita una deviazione dal solito piano, ma gli infortuni stanno limitando il minutaggio dell'ex Nizza, che nelle ultime settimane sta trovando però un minimo di continuità, soprattutto in FA Cup dove i Magpies hanno raggiunto il quinto turno; la strategia in termini di numeri offensivi non sta avendo particolarmente successo visto che il dato dei tiri effettuati e degli xG prodotti è il più basso della lega. La strategia generale, invece, sta portando i suoi frutti in termini di punti in classifica dal momento in cui la squadra di Bruce si trova trova comodamente a metà classifica con meno punti da recuperare sulla zona europea rispetto a quelli da difendere sulla zona retrocessione al momento occupata dal West Ham e distante 7 punti.

LA LIGA

Il campionato spagnolo continua ad essere particolarmente appassionante con una classifica incerta per tutti gli obiettivi e con tante squadre che continuano ad evolversi in maniera molto interessante, a questo si aggiunge il fatto che quattro outsider si sono affrontate in settimana per le semifinali di Coppa del Re, insomma la Liga che si autocelebra come miglior lega del mondo lo fa non più solamente dall'alto della presenza di Real e Barcellona ma grazie alla presenza di tante altre realtà capaci di programmare dei percorsi tecnici ed economici interessanti, ben dimostrato dal fatto che anche piccole realtà sono capaci di fare grandi cose anche al di fuori dei confini spagnoli, ed è per questo che la mia scelta per il prossimo weekend, pur in presenza di sfide come Valencia-Atletico Madrid e Barcellona-Getafe, va su Siviglia-Espanyol, due protagoniste spagnole in Europa League.


SIVIGLIA - ESPANYOL (DOMENICA ORE 12)


Il match del Sanchez Pizjuan vede di fronte due delle tre contendenti spagnole all'Europa League che si affrontano quattro giorni prima dei rispettivi match in Europa, lo fanno partendo da due posizioni in classifica diametralmente opposte ma con un trend nelle ultime settimane inversamente proporzionale alla classifica delle due squadre, con il Siviglia che ha avuto una falsa partenza in questo 2020 con una sola vittoria in cinque partite facendola uscire dalla zona Champions; dall'altra parte l'Espanyol si è presentata al nuovo anno con il terzo cambio di panchina con Machin che ha lasciato il posto ad Abelardo e con il mercato invernale che ha portato in dote Raul de Tomas in attacco, Embarba a centrocampo e Leandro Cabrera in difesa, un cambiamento che sta permettendo ai Pericos di iniziare a risalire la china dopo aver chiuso il 2019 in coda alla classifica.

Dello stile di gioco introdotto da Lopetegui al Siviglia ne abbiamo già ampiamente parlato nei post precedenti, la strategia voluta dall'ex ct della Spagna è rimasta invariata dall'inizio della stagione ed è basata su un 4-3-3 con i due terzini che si alzano ed il vertice basso del triangolo di centrocampo (Fernando o Gudelj) che si abbassa tra i centrali in fase di possesso; i due interni di centrocampo hanno il ruolo di impostare il gioco e creare spazi nella trequarti avversaria dove i due esterni offensivi si associano ai terzini per cercare l'ingresso in area (Navas e Reguillon hanno collezionato 1,7 passaggi-chiave a partita), tuttavia ciò significa che, in assenza di Banega, le principali occasioni sono generate dai cross, ragione per la quale la pericolosità della squadra di Lopetegui ne esce indebolita specie se l'area non viene riempita a sufficienza, per questo motivo la fase offensiva spesso si appoggia alle giocate individuali dei tanti elementi di talento che Monchi ha consegnato a Lopetegui.

Nelle ultime due partite i sivigliani hanno raccolto un solo punto pareggiando in casa contro l'Alaves, come si evince dalle mappe dei passaggi effettuati in area di rigore i palloni sono sempre destinati in zone esterne dove difficilmente si trovano soluzioni di tiro efficienti, per questa ragione gli xG prodotti per tiro sono piuttosto bassi (0,9 secondo il modello di Between the Posts) portando come conseguenza una scarsa capacità realizzativa (32,4% dei tiri centrano lo specchio della porta, di cui solo il 26% vengono convertiti in rete, un dato, numeri alla mano, da parte destra della classifica).

 Dall'altra parte l'Espanyol sembra aver trovato, con l'arrivo di Abelardo, il giusto equilibrio in campo grazie al passaggio al 4-4-2 che ha eliminato tutte le sovrastrutture che, inutilmente, i suoi predecessori hanno cercato di implementare in una squadra che aveva perso l'identità della stagione precedente a causa dell'addio degli elementi chiave quali la punta Borja Iglesias ed il difensore centrale Mario Hermoso. Gli arrivi di gennaio hanno completato la trasformazione della squadra che adesso ha ritrovato un attaccante che da i giusti riferimenti offensivi (Raul de Tomas) e che meglio si accompagna alle caratteristiche di Calleri così come il ritorno al ruolo di mediano dell'ex Napoli David Lopez ha reso possibile la creazione di una linea a 4 di centrocampo in cui gente come Marc Roba, Sergi Darder ed il neo acquisto Embarba possono muoversi maggiormente a proprio agio. Il risultato è stato che la squadra ha raccolto 8 punti nelle ultime 5 partite con un saldo positivo tra xG realizzati ed xG subiti (come evidenziato dai dati UnderStats), saldo che era particolarmente negativo al termine del ciclo di Machin (-9,08, dato migliore solo a quello del Mallorca e del Valladolid).

Dato lo stato di forma delle contendenti ci si aspetta una sfida davvero molto interessante, soprattutto perché la partita si prospetta come un crocevia importante per i due allenatori per gli obiettivi finali e per guardare con più o meno ottimismo alle prossime due settimane fitte di impegni tra Liga ed Europa League.

BUNDESLIGA

Dopo il pareggio di domenica scorsa tra Bayern e Lipsia che tiene aperti i giochi nelle prime posizioni della classifica, il campionato tedesco presenta un turno in cui il compito più complicato ce l'ha il Borussia Dortmund che, reduce dall'eliminazione dalla Coppa di Germania e dalla sconfitta subita a Leverkusen, affronta in casa un Eintracht in grande forma grazie ai cambi tattici predisposti da Hutter, cui i rumors accostano proprio alla panchina giallonera al termine della stagione; per Bayern, Lipsia e Borussia Moenchengladbach impegni sulla carta meno complessi. La mia scelta per il weekend ricade, invece, sulla sfida tra Hoffenheim e Wolfsburg, un'occasione per scoprire da vicino queste due squadre dalle caratteristiche molto diverse e che ben rappresentano l'elevato livello tattico del campionato tedesco.


HOFFENHEIM - WOLFSBURG (SABATO ORE 15,30)


Quello tra Hoffenheim e Wolfsburg è un contrasto di stili tra una squadra (l'Hoffenheim) che basa il proprio gioco sul possesso palla e sulla manipolazione dello schieramento avversario, dall'altra una squadra (il Wolfsburg) che ama poco gestire la palla cercando di accedere il più rapidamente possibile nella metà campo avversaria.

Schreuder, che ha ereditato la panchina da Nagelsmann, ha mantenuto a Sinsheim la stessa flessibilità tattica del suo predecessore stabilendo tuttavia dei principi di gioco e delle strategie comuni in tutti gli schieramenti che ha utilizzato finora. 

 

Come si evince dalle passmaps qui esposte il possesso parte sempre dalla propria trequarti con i due esterni a creare spazio per la ricezione nella metà campo avversaria; consolidato questo sistema di gioco, l'allenatore olandese ha ottenuto dalla società una spesa di 30 milioni nel mercato di gennaio per gli arrivi di Bruun Larsen e Dabbur allo scopo di avere maggiori soluzioni negli ultimi metri da aggiungere a Kramaric ed il sorprendente armeno Adamyan, obiettivo neanche velatamente dichiarato è il ritorno in Europa distante appena 2 punti non ostante un inizio di 2020 privo di continuità, la partita contro il Wolfsburg è l'occasione per calare definitivamente la propria candidatura.

Per il Wolfsburg di Glasner la partita di Sinsheim è l'ultima di campionato prima di riprendere la propria avventura europea in Europa League dove sfiderà gli svedesi del Malmoe; l'allenatore austriaco si è insediato quest'estate sulla panchina bianco verde dopo l'ottimo lavoro al LASK Linz negli anni precedenti, portando un sistema di gioco molto diretto basato su una difesa a 3 o una difesa a 4 con il vertice basso del centrocampo che si abbassa tra i centrali difensivi e dunque permettere agli esterni (i terzini in caso di difesa a 4, i quinti in caso di difesa a 3) di salire per fare progredire l'azione in zone avanzate del campo.

Le posizioni medie indicate mostrano in maniera chiara quale sia lo scaglionamento in campo voluto dall'allenatore austriaco, con il passaggio alla difesa a 4 è Guilavogui ad aggiungersi ai centrali difensivi in fase di impostazione dal basso ed i terzini che si alzano e vengono molto coinvolti; l'approccio voluto da Glasner produce molto in termini quantitativi (13 tiri a partita) ma poco in termini qualitativi, difatti secondo il modello xG di Between the Posts ogni tiro del Wofsburg mediamente produce 0,095 xG, dato in cui occupano il terzultimo posto in classifica; in fase difensiva, invece, il sistema di Glasner prevede grazie allo scaglionamento della squadra sul campo di cercare la conquista immediata del pallone (PPDA 8,81 peggiore solo di quello di Bayern Monaco e Bayer Leverkusen) o costringere l'avversario al lancio lungo dove i centrali ben strutturati a disposizione possano evitare i pericoli vincendo i duelli aerei, ciò permette al Wolfsburg di essere la miglior difesa del campionato e la seconda per qualità media dei tiri concessi (0,093) dietro al Borussia Moenchengladbach di Marco Rose che, guarda caso, viene dalla stessa scuola di Glasner.

LIGUE 1

Il campionato francese è ormai entrato nella fase in cui i valori tecnici sembrano essere determinati anche a dispetto di una classifica che, alle spalle di PSG e Marsiglia non si è ancora allungata come i valori espressi nelle ultime settimane sembrano suggerire; per questo motivo sfide come quelle di questo weekend tra Monaco e Montpellier e Lione contro Strasburgo possono delineare in maniera importante la classifica. Il mio consiglio per il weekend, comunque, è la sfida che chiude la giornata, ossia quella tra il Lille ed il Marsiglia, ossia i vice-campioni uscenti contro quelli che probabilmente saranno i prossimi vice-campioni.


LILLE - MARSIGLIA (DOMENICA ORE 21)


La Ligue 1 vivrà il suo finale di giornata con la sfida tra la formazione di Galtier e quella di Villa-Boas, una sifda che per la squadra del nord della Francia è fondamentale per raggiungere l'obiettivo di bissare la qualificazione alla Champions ottenuta lo scorso anno; per la squadra marsigliese, invece, una vittoria a Lille significherebbe mettere al riparo il secondo posto dall'assalto proprio della formazione di Galtier.

Il Lille da due anni ha costruito un sistema basato su un gruppo di giocatori giovani ma dai mezzi tecnici e fisici di grande prospettiva con lo scopo di far completare a questi giocatori il passaggio finale tra giovani, appunto, di prospettiva, a giocatori veri, infatti la società non ha come obiettivo di medio-lungo periodo quello di far esplodere giocatori da rivendere al miglior offerente nell'estate successiva, ma quello di tenerli in un lasso di tempo più lungo, per rendere possibile questo è necessario che il lavoro di Galtier sia finalizzato non solo alla crescita definitiva dei singoli giocatori ma anche quello di consolidare la posizione della squadra nei gironi di Champions per permettere alla società l'accesso ai lauti compensi della principale competizione europea per club e dunque rendere non strettamente necessario l'utilizzo scientifico del player-trading, destino spesso inevitabile per le squadre francesi che non si chiamano PSG.

Il Marsiglia fallendo lo scorso anno l'accesso alle competizioni europee ha visto drasticamente ridotti i propri introiti complicando ulteriormente la situazione finanziaria del club costretto già ad un settlement agreement con l'UEFA per evitare l'esclusione nei prossimi anni; una situazione nata dalla volontà della società di spendere in profili di giocatori di esperienza il cui peso sul budget salariale è stato alquanto pesante (per esempio, Luiz Gustavo, Rami, Balotelli, Ocampos e Rolando, tutti liquidati a fine stagione assieme a Rudi Garcia), ragion per la quale quest'estate la società è ripartita da una rosa molto più giovane consegnando la guida tecnica an Andres Villas-Boas, tornato in sella ad una panchina europea dopo l'esperienza in Cina ed i progetti extra-calcistici (vedi partecipazione alla Dakar).

Domenica sera queste due squadre si affrontano in un momento di forma molto positivo, con la squadra di Villas-Boas in serie aperta da 13 partite consecutive e 5 partite consecutive senza prendere goal (di fatto la porta di Mandanda è imbattuta in questo 2020), una serie che ha portato i marsigliesi ad isolarsi al secondo posto in classifica con 12 punti di ritardo dal PSG capolista ma soprattutto 8 punti di vantaggio su Rennes e +9 sullo stesso Lille, principali contendenti per i due posti rimanenti in Champions. In questi mesi l'allenatore portoghese ha costruito la sua squadra con un 4-3-3 di base spesso più simile ad un 4-1-4-1 dove Kamara (una delle maggiori rivelazioni della stagione) o Strootman agiscono a protezione della linea difensiva mentre le due mezzali ed i due esterni si associano tra di loro con la collaborazione di Dario Benedetto che spesso si abbassa per attirare la linea difensiva avversaria in zone più avanzate.

Il Lille dal canto suo è reduce da tre vittorie consecutive, frutto di un approccio maggiormente offensivo imbastito da Galtier che, nella prima parte di stagione, invece, aveva optato per un modello di gioco maggiormente speculativo, con un controllo delle operazioni nelle partite interne ed un atteggiamento passivo nelle gare esterne; un sistema che ha portato a prestazioni e, soprattutto, risultati spesso ondivaghi, infatti l'attuale serie di 3 vittorie consecutive segue una serie di altrettante sconfitte consecutive precedute, a loro volta, da 4 vittorie consecutive.

Punto in comune delle due squadre è che i due allenatori hanno avuto bisogno di alcuni mesi per trovare la giusta veste tattica, il Marsiglia ha dovuto lottare contro gli infortuni che non hanno permesso a Villas-Boas di trovare la continuità in alcuni suoi interpreti, in particolare Payet, l'uomo che trasforma la manovra del Marsiglia in azioni pericolose e reti; come si evince dalla mappa offensiva relativa all'ultima partita contro il Tolosa, l'accesso alla trequarti è effettuato mediante un possesso palla che passa dai centrocampisti centrali per poi svilupparsi sugli esterni. 


 


Il Lille ha cambiato più volte modulo finché Galtier ha deciso di optare per un 4-4-2 di partenza che si evolve poi in base alle caratteristiche dei suoi interpreti, la versione più convincente è quella delle ultime settimane dove il ruolo di esterni offensivi è assegnato ad Ikone e Bamba e con un Renato Sanches che, in versione di centrocampista box to box sembra aver ritrovato lo spirito con cui nel 2016 si era messo in luce con la maglia del Benfica. Dalla mappa offensiva relative all'ultima gara del Lille si evince il metodo di gioco molto diretto con l'obiettivo di spostare il gioco nella trequarti avversaria.

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