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Thursday, 24 June 2021

Come stanno giocando le nazionali di Euro 2020?

Terminata la prima fase di questi campionati europei siamo quasi pronti ad affrontare la fase ad eliminazione diretta che inizierà sabato pomeriggio con Danimarca-Galles. Avendo ciascuna delle 24 squadre terminato il proprio ciclo di 3 partite, mi è sembrato opportuno rivisitare le prestazioni di alcune di esse e capire quali sono stati i principali spunti a livello tattico e quali squadre hanno mostrato di essere state allenate meglio e quali meno bene.

Allenare una nazionale è un percorso estremamente complicato visto che i commissari tecnici sono costretti a lavorare in slot molto ristretti di circa due settimane per 4 volte all'anno, il problema si è acuito con l'emergenza pandemica che ha ulteriormente ridotto i margini di manovra per costruire squadre con un'identità tattica precisa: per questo motivo esiste la solita suddivisione tra chi ritiene il CT un mero selezionatore dei migliori talenti aventi quella nazionalità, oppure chi ritiene che una nazionale per funzionare al meglio debba funzionare come un club e, quindi, costruire una propria identità nel corso degli anni. In questa fase a gironi abbiamo visto chi sta lavorando usando come base la prima chiave di lettura e chi invece la seconda ed anche chi una commistione delle due.

Ho tenuto fuori da questa analisi l'Italia, della quale ormai non ci sono più segreti e che si è rivelata al momento la squadra che ha espresso il calcio migliore dell'intera competizione in entrambe le fasi di gioco.


L'OLANDA DI FRANK DE BOER 

La nazionale dei Paesi Bassi partiva circondata da un discreto pessimismo la cui principale motivazione stava proprio nella figura del suo allenatore: Frank De Boer. L'ex centrale difensivo dell'Ajax e del Barcellona di Van Gaal (da cui sta mostrando di aver attinto a piene mani) era proveniente da una serie di clamorosi fallimenti in panchina tra Inter, Crystal Palace e Atlanta United in cui i suoi metodi di gioco e di allenamento non hanno per nulla attecchito: per questo motivo la scelta delle federazione olandese di assegnargli la panchina dopo l'addio di Koeman sembrava presagio di sventura per gli oranjes.

La scelta di disporre la squadra con un 3-4-1-2 è stata parecchio criticata in patria, dove si reclamava a gran voce il 4-3-3 considerato come identitario da quelle parti: eppure anche il suo predecessore schierava la squadra con moduli diversi a seconda di partite ed interpreti, tra cui il 3-4-1-2 adesso utilizzato dall'attuale CT. Con questa disposizione in campo l'Olanda fu in grado di blindare la qualificazione a questo Europeo andando a vincere per 4-2 in Germania a settembre 2019, e già da quella partita si riscontravano alcune costanti che stiamo vedendo in questo Europeo.

In questo esempio, appunto, relativo alla partita vinta contro la Germania due anni fa, si vedono i meccanismi che De Boer ha deciso di riproporre dopo aver ereditato la panchina da Ronald Koeman. Ciò che ho evidenziato è, oltre allo schieramento con un 5-2-3 in fase di non possesso, la posizione di Gini Wijnaldum, chiamato a giocare sempre un passo avanti rispetto ai suoi due compagni di reparto che, invece, si occupano di coprire gli eventuali appoggi avversari.

Nella gara d'esordio contro l'Ucraina abbiamo iniziato ad apprezzare il posizionamento del futuro centrocampista del Liverpool proprio in quella posizione: in questo caso si occupa di tenere sotto controllo il vertice basso della squadra di Schevchenko, ossia Serhiy Sydorchuk. il regista della Dynamo Kiev di Mircea Lucescu, un posizionamento molto utile sia in queste fasi di difesa posizionale che nelle fasi di transizione, dove il suo senso della posizione gli permette di andare ad aggredire le seconde palle da par suo. 

Non è un caso, infatti, che la squadra olandese sia tra le migliori sia dal punto di vista del PPDA (seconda dietro la Spagna secondo i dati di The Analyst), , sia in relazione alla quantità di palloni recuperati nella trequarti avversaria, in cui la formazione olandese ha il miglior dato dell'intera competizione, con ben 44 palloni recuperati in zone alte del campo, mostrando un'organizzazione in pressione decisamente efficace.




In fase di possesso si nota, invece, lo scaglionamento della squadra di De Boer ed i compiti specifici richiesti ai tre centrocampisti: l'atalantino De Roon è chiamato a coprire le conduzioni del centrale di parte (in questo caso De Vrij, una sorpresa vederlo con questi panni), mentre De Jong e Wijnaldum si collocano a diverse ampiezze per manipolare le linee di pressione e la linea difensiva avversaria. Mentre i due "quinti" mantengono l'ampiezza, la copertura su lato opposto è garantita dalla presenza di Blind sul centro-sinistra.

Sullo sviluppo dell'azione si nota ancora meglio lo scaglionamento e le rotazioni posizionali della squadra con la ricerca della copertura dei cinque corridoi in ampiezza e profondità: qui vediamo Wijnaldum venire incontro per portarsi via Schlager e permettere a De Jong di inserisi in quello spazio lasciato incustodito dai movimenti del giocatore che veste la maglia numero 10 degli Oranje.




IL PRESSING DELL'AUSTRIA  E DELLA DANIMARCA


Sabato sera l'Italia si troverà ad affrontare una squadra che, certamente, non è imbattibile ma che ha dimostrato, in un antipasto di gara da dentro o fuori contro l'Ucraina, di poter dare fastidio alla nazionale di Mancini. 

La squadra austriaca è figlia, a livello di organico, del progetto RedBull, per cui gran parte della rosa a disposizione di Franco Foda è cresciuta in quel laboratorio tecnico creato da Ralf Rangnick fatto di gioco e verticale e grande aggressività. Frutto di questo lavoro è stata la creazione di una generazione di calciatori in grado di coprire ampie porzioni di campo con grande facilità e, soprattutto, portare i ritmi della partita su livelli non facilmente sostenibili.

La squadra nazionale non aveva ancora mostrato in questi anni di saper mettere in atto questi progressi: il principale responsabile di ciò è sembrato essere il ct Franco Foda, sempre molto indeciso sul giusto schieramento da dare alla squadra e che infatti ha comportato due prestazioni deludenti nelle gare contro Macedonia del Nord ed Olanda. Contro la squadra di De Boer, il 3-4-1-2 schierato in campo con Alaba in una strana posizione da centrale di una difesa a 3 ed il trentaquatrenne Ulmer a scarrozzare sulla fascia sinistra non ha fatto altro che ingigantire alcuni limiti della squadra che, invece, una volta schierata con il 4-2-3-1 ha visto tanti tasselli incastrarsi nel modo giusto.

Sostanzialmente grazie al 4-2-3-1 la squadra può attuare un pressing molto più aggressivo, una situazione che raramente vediamo in una nazionale se non in situazione di transizione. Qui invece vediamo l'Austria applicare una pressione alta sulla costruzione avversaria, con ciascun giocatore che prende in consegna individualmente un avversario: la presenza in campo, come detto precedentemente, di giocatori come Sabitzer, Laimer e Schlager, già abituati a svolgere questo tipo di lavoro nei rispettivi club, rende questo vestito molto più consono alla formazione austriaca, rendendola una squadra da cui ci dobbiamo ben guardare.

Come si vede dall'esempio qui a lato il meccanismo prevede per primo la parità numerica con i due centrali difensivi, questo per costringere quest'ultimi a non avere opzioni comode per far progredire il pallone: le uniche soluzioni sono quella di tornare al portiere o cercare un appoggio sull'esterno oppure un lancio lungo. Arnautovic è già pronto ad orientare la corsa sul portiere dell'Ucraina per chiudere anche a quest'ultimo comode opzioni di passaggio.

Infatti il portiere della squadra allenata da Schevchenko, non avendo soluzioni centrali, deve cercare il terzino destro Karavaev: il passaggio è fuori misura e regala, quindi, una rimessa laterale alla formazione austriaca. In ogni caso, anche qualora il passaggio verso il terzino destro fosse stato preciso, il meccanismo di pressione aggressiva dei nostri prossimi avversari era già partito e pronto ad ingabbiare l'uscita da dietro degli avversari.



La Danimarca, invece, ha vissuto una prima parte di Europeo di certo non tra le più comode: la vicenda Eriksen ha influenzato parecchio la prestazione nella partita contro la Finlandia, dove la sconfitta ha complicato parecchio il cammino della squadra di Hjulmand ma che non ha rovinato il lieto fine sia con riguardo allo stato di salute del giocatore dell'Inter, sia riguardo il passaggio del turno grazie alla vittoria per 4-1 sulla Russia.

Ma soprattutto, a non essere mancata è stata l'identità di gioco della squadra danese che pur passando dal 4-2-3-1 al 3-4-3 non ha cambiato il proprio modo di giocare, anzi ha accentuato una vena verticale ed aggressiva che ha prima messo in seria difficoltà il Belgio dominatore del girone B e poi hanno permesso di fare un solo boccone della Russia.

L'atteggiamento della squadra di Hjulmand è ben riassunto da questo schieramento in campo, con i due esterni Maehle e Wass che occupano l'ampiezza e le zone centrali del campo occupate da più giocatori al fine di avere una superiorità numerica da poter sfruttare sia nel cercare la giocata migliore per arrivare alla conclusione ma soprattutto per poter immediatamente sfruttare la stessa superiorità numerica in zona palla in caso di recupero del pallone da parte dell'avversario.

Il riempimento degli spazi si rende utile anche quando il pallone raggiunge le zone esterne del campo: nell'esempio della partita contro la Russia si vede chiaramente con quanti uomini la squadra danese occupi l'area di rigore e con quanti giocatori è già pronta a raccogliere il pallone in caso di respinta della difesa avversaria. Un atteggiamento decisamente aggressivo che ha permesso a Kjaer e compagni di allontanare gli spettri di quel pomeriggio del 12 giugno e permettere alla squadra di mantenere a livello qualitativo le premesse con cui si era presentata a questa competizione.


Fonte Dati FbRef
Il dato relativo alle conclusioni effettuate mostra chiaramente come, grazie a questo atteggiamento, la Danimarca si sia rivelata una delle squadre più offensive di questa fase a gironi, generando un volume di conclusioni a partita inferiore solamente a quello della nostra nazionale, un dato che non sembra drogato dalla distanza media dalla porta delle conclusioni effettuate, difatti all'interno dello stesso quadrante (ma con volumi di tiro inferiori) solo Germania, Spagna e Scozia hanno un dato migliore rispetto a quello dei danesi.


L'ORGANIZZAZIONE DEL GALLES E DELLA SVEZIA

Una squadra che non certo balza all'occhio in termini di qualità è il Galles, da molti indicata come la squadra più debole del girone dell'Italia che, invece, è stata in grado di chiudere il girone al secondo posto con un piano-gara figlio della relativa povertà di soluzioni a disposizione di Page ma che si è rivelato ben eseguito e quindi anche ammirevole da osservare.

Nella partita contro l'Italia disputata domenica scorsa abbiamo avuto modo di ammirare una buona flessibilità degli schieramenti in fase di possesso, con interessanti movimenti a scalare di Ampadu che si alternava tra centrale della difesa a 5 e vertice basso in costruzione, così come la mobilità di Ramsey che agisce tanto da falso nove tanto quanto da trequartista.




Ma soprattutto il Galles ci ha ricordato che non è il modello di gioco a vincere le partite e le competizioni, ma lo è l'esecuzione di quel modello: la presenza in avanti di giocatori come Bale e James hanno ingolosito Page sull'opportunità di utilizzare uno schieramento difensivo molto compatto e che copra l'ampiezza per poi innescare i contropiedi utilizzando le qualità del giocatore del Real Madrid per aprire il gioco con il suo sinistro (purtroppo le doti in corsa non sono più quelle di qualche anno fa) e quelle dell'esterno del Manchester United per lanciarsi in velocità contro le difese avversarie.

Fonte Squawka
Come si evince dalle statistiche dei due elementi su cui si poggiano le transizioni offensive dei gallesi si notano abbastanza chiaramente i numeri importanti di Bale in azioni di rifinitura, così come si nota altrettanto l'accuratezza delle giocate di James quando viene chiamato in causa (molto meno rispetto al suo capitano visto che ha il compito di restare sempre molto alto e largo con lo scopo di allargare le maglie delle difese avversarie).

In particolare si evidenzia anche numericamente la maggiore capacità del giocatore del Manchester United di vincere i duelli con il marcatore diretto così come la capacità di generare occasioni ogni qual volta viene chiamato in causa. Dall'altra parte si nota come le capacità in uno contro uno del giocatore in prestito al Tottenham si siano ormai ridimensionato mentre è chiaramente aumentato il suo coinvolgimento nelle fasi di possesso della sua squadra. Come si nota dall'esempio mostrato nel mio tweet sopra menzionato, Bale ha la libertà di svariare su tutto il fronte d'attacco prediligendo il mezzo spazio di destra dove può creare spazio per le discese di Roberts da quel lato e, soprattutto, poter armare il proprio sinistro da posizioni di campo utili a generare importanti pericoli per l'avversario. Perfetta esemplificazione è la giocata con cui ha mandato in rete Ramsey nella partita vinta dominando contro la Turchia e che le è valsa la qualificazione all'ottavo di finale contro la Danimarca.


Anche la Svezia merita attenzione sotto questo aspetto: l'atteggiamento della squadra di Janne Andersson è ovviamente quanto di più simile al catenaccio visto in questo Europeo, tuttavia tanto è bastato per non far segnare la Spagna e per portare a casa la qualificazione con la vittoria risicata contro la Slovacchia che ha messo in evidenza sia la bontà del 4-4-2 in termini di compattezza e che ha messo in mostra le qualità di Alexander Isak anche in un contesto antitetico rispetto a quello in cui si trova ad operare nella Real Sociedad.

Fonte Dati FbRef
A sostegno della tesi che vede la Svezia come la squadra più difensiva tra quelle rimaste in corsa nella competizione ci sono le statistiche inerenti i disimpegni dall'interno dell'area di rigore, in cui la formazione svedese ha il primato, a dimostrazione di una squadra che difende prevalentemente in area di rigore e che lo fa con successo; l'altro dato che certifica questo approccio è quello relativo al possesso palla: solo l'Ungheria (impegnata in un girone di ferro) ha tenuto il pallone per meno tempo rispetto agli scandinavi.

LA GERMANIA SI AVVICINA ALLA BUNDESLIGA

Il percorso della Germania dal trionfo del Maracanà nel 2014 alla vigilia di questo Europeo è stato lastricato di grossi fallimenti per la formazione allenata da Joachim Low che ha avuto, a mio parere, il demerito di non aver letto immediatamente il contesto tattico e tecnico su cui si stava muovendo la Bundesliga e la scuola tattica tedesca che sta dominando il calcio europeo; anche in questa competizione i tedeschi hanno rischiato di portare a casa un'altra figuraccia, ma il goal di Goretzka nei minuti finali della partita con l'Ungheria tiene in piedi permetterà a Low di chiudere la sua lunga avventura sulla panchina della Mánnschaft.

Con la virata alla vigilia di questo Europeo al 3-4-3 l'ex tecnico dello Stoccarda ha deciso di preparare la strada al suo successore Hans Flick proponendo un calcio che unisce alcuni punti delle squadre di club tedesche ad altri che riprendono il lavoro svolto da Thomas Tuchel al Chelsea nella seconda parte di questa stagione.

Qui si vede la fase di non possesso della Germania che, con il cambio di modulo si trasforma in un 5-2-3 con le prime due linee di pressione che si occupano di chiudere ogni chance di progressione centrale agli avversari, un atteggiamento che abbiamo visto molto spesso nel Chelsea di Tuchel da cui Low ha tratto ispirazione per fissare questa fase di gioco. Dove però il commissario tecnico tedesco non è riuscito a trasporre gli stessi meccanismi dell'allenatore campione d'Europa per club è nella fase di transizione, dove la Germania nelle tre partite disputate ha concesso davvero tanto agli avversari: perfetta esemplificazione è il goal preso contro il Portogallo nella seconda partita del girone, ma anche il goal dell'1-2 subito dall'Ungheria grida vendetta.

In fase offensiva, invece, la scelta di disporsi con il 3-4-3 permette ai due terzini di poter fissare tanto l'ampiezza e sfruttarla al meglio, come avvenuto nella partita contro il Portogallo. Come visto, però, nell'analizzare il gioco di Thomas Tuchel, anche la Germania di Low cerca di sovraccaricare quanto più possibile la zona di rifinitura e la nazionale tedesca dispone di giocatori maestri nel coprire lo spazio tra le linee come Kai Havertz e Thomas Muller. 
Fonte grafico Total Football Analysis
Come si nota dalle tipologie di passaggi relative alla partita contro l'Ungheria si nota chiaramente la strategia predisposta dalla squadra tedesca di utilizzare i lati del campo in maniera predefinita: sul lato destro con le discese di Ginter si crea un lato forte a turno con Sanè, Gnabry o Havertz che si associano a Kimmich per poi cercare di ribaltare il gioco verso Gosens dall'altra parte grazie alle capacità balistiche di Toni Kroos. Questa strategia ha raccolto parecchi dividendi contro il Portogallo disposto a 4 in difesa e mai in grado di coprire l'ampiezza, mentre contro l'Ungheria, complice anche l'assenza di Thomas Muller, il giocatore atalantino ha ricevuto meno palloni giocabili e soprattutto non è mai stato in grado di arrivare sul fondo per andare al cross (appena 2 cross effettuati in tutta la partita contro i 6 di Ginter e di Kimmich dall'altra parte), cosa che invece era perfettamente riuscita contro il Portogallo (4 cross).

Pur avendo raccolto 4 punti ed aver rischiato seriamente l'eliminazione i 4 volte campioni del Mondo si presentano a questa fase finale come una squadra che può fare male a tutti così come farsi tanto male anche con le proprie mani, non certo un tratto distintivo della tradizione teutonica ma che ben rappresenta il modo in cui il calcio sta cambiando rivoluzionando scuole calcistiche già consolidate da anni.

LA PRUDENZA PAGHERA' ALLA DISTANZA?

Ultimo capitolo di questa digressione nella fase a gironi la dedichiamo a quelle squadre che nella fase a gironi non hanno mostrato una particolare identità di gioco e che, anzi, hanno molto deluso le aspettative, soprattutto se confrontate con squadre che hanno mostrato di muoversi come una squadra con delle idee. Tuttavia queste squadre sono proprio tre delle grandi favorite per la vittoria finale della competizione: il Portogallo campione in carica, la Francia campione del mondo e l'Inghilterra, squadra che nella fase ad eliminazione diretta vestirà i panni della padrona di casa.

L'INGHILTERRA SI STA NASCONDENDO?

La squadra di Southgate ha espresso un calcio poco convincente dal punto di vista estetico: non è un caso che la nazionale dei Tre Leoni abbia chiuso il girone con 2 reti segnate e 0 subite, a dimostrazione che le partite non siano state propriamente un manifesto per il calcio.

Il problema sembra riguardare prevalentemente lo schieramento in campo molto prudente della formazione inglese, in cui l'unico uomo che si è mostrato in grado di rompere la rigidità della squadra è stato Kalvin Phillips, centrocampista del Leeds di Bielsa ed unico giocatore che ha mostrato la volontà di rompere le linee difensive avversarie.

Fonte heatmap Sofascore
Dalla heatmap del giocatore in forza alla squadra di Bielsa si nota quante volte, partendo da una posizione di mediano nel 4-2-3-1 di Southgate, abbia cercato di sganciarsi per riempire la zona di rifinitura (come in occasione del goal contro la Croazia) o per sfruttare i movimenti a venire incontro di Kane mostrandosi come l'unico giocatore in grado di smuovere, come detto in premessa, la rigidità della manovra inglese.





Fonte heatmap Sofascore
Al fianco di Phillips, Declan Rice aveva il compito di fare da guardiano della propria linea difensiva: il centrocampista del West Ham è uno dei migliori interpreti del ruolo in Premier League ed è stato voluto dal commissario tecnico proprio per dare la giusta protezione alla retroguardia, tuttavia la sua posizione resta sempre molto bloccata e, soprattutto, non è il giocatore a cui si possono delegare molti compiti in fase di impostazione, per questo motivo è necessario che i 4 difensori si assumessero maggiori rischi in costruzione, cosa che abbiamo visto molto di rado se non nelle fasi iniziali dell'ultima partita del girone contro la Repubblica Ceca.

La formazione inglese ha diverse potenzialità che nella fase a gironi non sono state esplorate, come se Southgate abbia voluto tenersi qualcosa nel taschino per la fase ad eliminazione diretta, l'ottavo di finale contro la Germania (uno scontro che può diventare l'instant classic di questo Europeo) ci dirà se siamo di fronte ad un bluff oppure no.

LA FRANCIA E' TROPPO SICURA DELLA PROPRIA FORZA?


Osservando le prestazioni della formazione transalpina sono molti i punti di domanda che ci si pongono: in particolare Didier Deschamps sta sfruttando al meglio il potenziale di cui dispone? A vedere questa squadra nel corso di questi ultimi mesi la risposta sembra essere di no. 
L'impressione che si ha è quella di una squadra che gioca con il freno a mano tirato e si affidi esclusivamente al talento individuale per andare avanti: certo con il materiale di cui l'ex allenatore e giocatore della Juventus dispone è di primissimo livello e di gran lunga superiore rispetto al resto delle nazionali, e già questo potrebbe bastare per risolvere le partite da qui alla fine della competizione.

Quando si parla di talento, osservando le partite della Francia non possono certo ricadere in secondo piano le giocate di Paul Pogba e Kylian Mbappe: da una parte le verticalizzazione del centrocampista del Manchester United che ci ha deliziato con dei passaggi filtranti di clamorosa bellezza, dall'altra parte la grande velocità del centravanti del PSG e la sua propensione a cercare l'uno contro uno contro l'avversario diretto forte della sua tecnica e delle sue esplosività.





Il tweet sopra menzionato di Calcio Datato bene riassume le prestazioni di Pogba nell'economia del gioco francese, tuttavia sono proprio le pause tipiche che l'ex giocatore della Juventus si prende il grande pericolo: una volta che abbassa la guardia il gioco della Francia non progredisce proprio per l'assenza di un piano di gioco prestabilito a cui si aggiunge la discutibile scelta di Deschamps di schierare due centrali difensivi come terzini, togliendo alla squadra ogni possibilità di attaccare in ampiezza. 

Per questo è giusto porsi il quesito se il solo talento individuale potrà essere sufficiente alla formazione di Deschamps per portare a casa un'altra doppietta Mondiale-Europeo come avvenuto tra il 1998 ed il 2000.


IL PORTOGALLO TROVERA' LA QUADRATURA DEL CERCHIO?


I campioni d'Europa uscenti si sono qualificati agli ottavi mediante il meccanismo delle migliori terzi, proprio come avvenuto 5 anni fa in Francia: quella di allora era una squadra di cui non si conoscevano le potenzialità e che è andata avanti grazie ad una squadra molto solida e, a tratti, lontana dal suo paradigma di calcio tecnico al limite della trasposizione del futsal  in un campo ad undici, come accadeva con le generazioni precedenti.

Cinque anni dopo questa squadra ha ritrovato talenti in grado di giocare a pallone con grandissima confidenza, tuttavia Santos non è stato in grado di intercettare al meglio il valore della squadra a propria disposizione continuando a proporre un calcio non nelle corde di questa squadra esponendola a grosse figuracce come quella contro la Germania e portandola a pochi passi dall'eliminazione.

Come si evince dal fermo immagine, il grosso problema delle scelte di Fernando Santos stava nel tenere contemporaneamente in campo due giocatori adatti alla sola interdizione come William Carvalho e Danilo Pereira: contro squadre che non concedono spazi centrali e che, anzi, cercano di aggredire, avere due giocatori con queste caratteristiche rende impossibile avere una fase di costruzione degna di questo nome costringendo quindi i terzini o uno degli elementi più avanzati ad abbassarsi per dare seguito al possesso palla, togliendo ovviamente un giocatore alla fase offensiva della squadra isolando gli attaccanti. Abbiamo visto questo nelle partite contro l'Ungheria e contro la Germania, mentre contro la Francia il commissario tecnico lusitano sembra abbia rinsavito scegliendo di inserire Joao Moutinho e Renato Sanches per scaglionare meglio lo schieramento del centrocampo, questo ha garantito una maggiore fluidità di manovra ma non sembra aver risolto tutti i problemi, visto che questo cambio di modulo ha portato all'esclusione di Bruno Fernandes dall'undici titolare.
Cosa ne sarà dunque per Cristiano Ronaldo e compagni contro il Belgio? A quali equilibrismi il tecnico portoghese starà pensando per fare esplodere tutto il potenziale a propria disposizione?

CONCLUSIONI

Questa prima fase dell'Europeo ci ha fornito, come si è visto, tanti spunti d'interesse ed allo stesso tempo ci ha mostrato un diverso tipo di gestire la competizione da parte di ciascuna squadra: abbiamo visto le partenze lanciate e l'identità tattica molto marcata di Italia ed Olanda, squadre intense come Danimarca ed Austria così come squadre abili a sfruttare un calcio più difensivo come Svezia e Galles. Poi ci sono le grandi favorite della competizione che, da un punto di vista del gioco hanno deluso, ma che hanno dato l'impressione di avere ancora molte carte da giocarsi in vista di una fase ad eliminazione diretta che si preannuncia molto appassionante.

Tuesday, 15 October 2019

La Situazione delle Qualificazioni agli Europei

Si è chiusa questa sera la tornata di match validi per la settima ed ottava giornata dei gironi di qualificazione agli Europei, una tornata che ha regalato il pass alla massima competizione continentale a Belgio, Russia, alla nostra nazionale, all'Ucraina di Shevchenko. la Spagna e la Polonia. Dovranno aspettare novembre Inghilterra e Francia che hanno dovuto rallentare il cammino, mentre dovranno ancora lottare Portogallo, Croazia e Svizzera prima di strappare il pass.




Gruppo A: Inghilterra, Repubblica Ceca, Bulgaria, Montenegro, Kosovo


Classifiche fornite da Sofascore Risultati


La sconfitta subita venerdì a Praga ha costretto l'Inghilterra a dover rimandare al prossimo mese l'ottenimento del pass diretto ad Euro 2020; la sconfitta degli uomini di Southgate, poi rimediata dalla goleada in Bulgaria è sembrata frutto della volontà del ct inglese di sperimentare nuove soluzioni per inserire nel contesto tattico propositivo partito con il Mondiale di Russia quanti più giocatori emergenti in Premier League, tuttavia le cose non sono andate nel verso giusto a Praga, con un centrocampo poco bene assemblato (Rice, Henderson come coppia davanti alla difesa non sembra funzionare) ed una difesa che soffre l'assenza di Stones (la stessa assenza la sta soffrendo anche il City di Guardiola). La Repubblica Ceca ha mostrato con l'Inghilterra la qualità della propria ossatura costruita principalmente dai giocatori dello Slavia Praga che sta favorevolmente impressionando in Champions League nel girone dell'Inter, a cui si aggiunge la qualità sulla trequarti di Darida, incursore dell'Hertha Berlino.
A settembre abbiamo lodato le qualità del Kosovo Bernard Challandes, le lodi sono confermate anche in questa tornata; la formazione kosovara ha liquidato Montenegro e resta in corsa per la qualificazione diretta agli Europei, anche se l'impresa è alquanto ardua, visto che dovrà andarsi a prendere la qualificazione in casa dei cechi per poi difendere il vantaggio nella sfida interna contro l'Inghilterra, tuttavia nulla sembra impossibile per questa squadra.

Gruppo B: Portogallo, Ucraina, Serbia, Lituania, Lussemburgo


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La squadra copertina di queste qualificazione è sicuramente l'Ucraina di Andriy Schevchenko (coadiuvato da Mauro Tassotti e Andrea Maldera) che vince il girone B mettendosi alle spalle Portogallo e Serbia che dovranno, invece, giocarsi il passaggio diretto agli Europei nelle ultime due giornate. Nella sfida di ieri sera a Kiev un gran primo tempo dell'Ucraina rende inutile il goal ufficiale n.700 di Cristiano Ronaldo ed i tentativi di rimonta nei minuti finali giocati in superiorità numerica per il doppio giallo di Stepanenko. Non ostante la sconfitta la qualificazione diretta non sembra in pericolo per i portoghesi, a patto che Santos riesca a trovare un assetto definitivo al proprio centrocampo visto che il trio Danilo Pereira-Joao Moutinho- Joao Mario non ha affatto convinto con gli ultimi due sostituiti così come Goncalo Guedes, anche se gli impegni rimanenti contro Lituania e Lussemburgo lasciano poche speranze alla Serbia che dovrà, con ogni probabilità, giocarsi la qualificazione tramite gli spareggi.

Gruppo C: Olanda, Germania, Irlanda del Nord, Estonia, Bielorussia


Classifiche fornite da Sofascore Risultati


Le partite perse contro Germania a settembre ed Olanda lo scorso giovedì hanno ridimensionato i sogni di gloria dell'Irlanda del Nord, ma attenzione, la squadra di O'Neill fino a 10' dalla fine era in vantaggio nella sfida di Rotterdam, poi la doppietta di Depay (sempre in grande spolvero con la maglia orange) e la rete di Luuk De Jong hanno permesso alla squadra di Koeman di operare il sorpasso in classifica sulla squadra irlandese per poi consolidare la propria posizione vincendo in Bielorussia grazie ad una doppietta di Wijnaldum. La Germania, non ostante l'espulsione di Emre Can per fallo da ultimo uomo, passeggia in Estonia e accompagna la squadra olandese al comando del girone; al netto della pochezza dell'avversario, Low può ritenere di aver fatto qualche passo in avanti con la ricostruzione della squadra, particolarmente convincenti i due esterni difensivi del Lipsia (Klostermann e Halsterberger) e la coppia di centrocampo Gundogan-Kimmich, di contro l'espulsione di Emre Can (posizionato come centrale difensivo) tiene aperta la questione difesa.

Gruppo D: Svizzera, Danimarca, Repubblica d'Irlanda, Georgia, Gibilterra


Classifiche fornite da Sofascore Risultati


Prosegue la grande incertezza in questo girone, sensazione resa ancora più forte dal sorprendente rendimento della Georgia, che si sta ritagliando un posto importante nel definire gli equilibri del girone. A settembre ci eravamo lasciati con la Danimarca fermata dai georgiani e che doveva battere la Svizzera per riprendere quota nel girone, e così è stato: un goal di Poulsen, centravanti del Lipsia, a pochi minuti dal termine, su assist di Eriksen, e le parate di Kasper Schmeichel hanno regalato una vittoria importante ai danesi, vittoria resa ancora più importante dal pareggio dell'Irlanda in Georgia. Così la partita di stasera tra gli elvetici e l'Irlanda assumeva il ruolo di match dentro o fuori, ma la squadra di Petkovic non ha fallito l'appuntamento e con le reti di Seferovic ed Edimilson Fernandes ha regolato gli irlandesi e si rimette in una posizione meno scomoda per ottenere la qualificazione diretta senza la coda degli spareggi, visto che sarà sufficiente portare a casa due vittorie contro Georgia e Gibilterra a novembre.

Gruppo E: Croazia, Galles, Slovacchia, Ungheria, Azerbaigian


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Continua a mantenersi molto equilibrato il girone E, a settembre ci eravamo dati appuntamento con le partite della settima giornata, quella disputata giovedì 10 ottobre, in cui si affrontavano le quattro candidate ai posti diretti ad Euro 2020, per stabilire le gerarchie: ne è uscita rafforzata la posizione della Croazia vice campione del mondo, che ha battuto per 3-0 l'Ungheria (doppietta di Bruno Petkovic, ora alla Dinamo Zagabria, ex Bologna), mentre Slovacchia e Galles si sono fermate a vicenda. Nel turno di domenica sera, invece, gli ungheresi si riscattano della sconfitta in Croazia battendo di misura l'Azerbaijan, mentre Galles e Croazia si sono divise la posta nella sfida di Cardiff, rimettendo in bilico la situazione per i croati, che dovranno fare punti contro la Slovacchia per non subire brutte sorprese. La sfida dell'ultima giornata tra Galles e Ungheria, molto probabilmente, sancirà il nome della seconda qualificata diretta.

Gruppo F: Spagna, Svezia, Norvegia, Romania, Isole Faroer, Malta


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I pareggi in Norvegia ed in Svezia ha reso meno immacolato il cammino della Spagna, ma il goal di Rodrigo al 92' ha permesso agli spagnoli di strappare la matematica certezza della qualificazione. Per Robert Moreno c'è da risolvere la questione che sta accompagnando la nazionale spagnola da diversi anni: tanto possesso palla (70% di media) ma poca pericolosità e poca concretezza davanti alla porta avversaria, complice anche la scelta di schierare come punta Oyarzabal, non proprio la scelta migliore in quella posizione. Tuttavia il girone per la Spagna non era dei più agevoli, a dimostrarlo è la bagarre per il secondo posto, con Svezia, Romania e Norvegia ancora in gioco: specie i norvegesi hanno strappato due pareggi entrambi nel recupero delle partite contro Spagna e Romania, tenendo aperte le proprie speranze di qualificazione dovendo affrontare a novembre sia Malta che Far Oer, mentre Romania e Svezia si affronteranno nello scontro diretto ed i rumeni dovranno anche affrontare la Spagna all'ultima giornata, insomma i giochi sono più che aperti, ma favori del pronostico che vanno alla Svezia.

Gruppo G: Polonia, Austria, Israele, Slovenia, Macedonia, Lettonia


Classifiche fornite da Sofascore Risultati


Il turno di settembre sembrava aver aperto questo girone a diverse soluzione, con la Polonia che era rimasta a secco nei match contro Slovenia ed Austria, con gli sloveni in grande risalita, ed invece ecco che Ilicic e compagni si suicidano andando a perdere contro la Macedonia trascinata da una doppietta di Elmas, per poi perdere nella sfida senza appello contro l'Austria (rete dell'interista Lazaro) che permette agli austriaci di prendere il largo assieme alla Polonia, che con le due vittorie raccolte contro Lettonia e Macedonia ottiene il pass per gli Europei; per gli austriaci, invece, basterà una vittoria in uno dei match contro Macedonia e Lettonia a novembre per portare a casa la qualificazione: attenzione alla formazione allenata da Foda, il calcio austriaco è in grandissima ascesa, le prestazioni del Salisburgo in Champions e la grande scuola tecnica che sta spopolando in Bundesliga fatta di pressing e ritmi alti sono la dimostrazione che possono diventare la mina vagante dei prossimi Europei.

Gruppo H: Francia, Islanda, Turchia, Albania, Moldavia, Andorra


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Il pareggio nella sfida di Saint Denis tra Francia e Turchia ha ritardato di un mese la qualificazione diretta delle due compagini. Partita poco piacevole quella giocata a Parigi, parte a causa della situazione extra-campo determinata dall'invasione turca in Siria e parte determinata dalle assenze di cui ha sofferto la formazione di Deschamps (fuori Mbappe e Kante su tutti) che ha dovuto tirare fuori dalla panchina il solito Giroud (al posto di un deludente Ben Yedder) per rendersi più pericolosa: la Turchia ha mostrato di essere una squadra solida e che in fase offensiva ha potenzialmente delle frecce importanti al proprio arco, su tutti Hakan Calhanoglu che, quando è subentrato, ha mostrato di alzare la qualità della propria squadra. Per l'Islanda, invece, le speranze di accesso ai prossimi Europei passerà tramite gli spareggi.

Gruppo I: Belgio, Russia, Scozia, Cipro, Kazakistan, San Marino


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Come ampiamente preannunciato nel post del mese di settembre, il girone I non ha storia, con Belgio e Russia che fanno il pieno anche in questa tornata e portano a casa il pass per gli Europei con abbondante anticipo. La squadra di Martinez è stata la prima squadra a trovare la qualificazione giovedì sera con i nove goal realizzati al povero San Marino, mentre la Russia lo ha raccolto il pass domenica sera con la manita rifilata a domicilio a Cipro; attenzione alla formazione russa, sempre in crescendo dopo gli insperati quarti di finale nel mondiale domestico: l'intelaiatura della squadra è formata da giocatori dello Zenit San Pietroburgo che non sta affatto sfigurando in Champions League e con un'organizzazione di gioco non particolarmente accattivante ma parecchio funzionale alle doti di un attaccante come Artem Dzyuba e le incursioni di Denis Cherischev. Per le altre contendenti (in particolare la più che deludente Scozia) è già tempo di mettersi calcolatrice alla mano e capire se riusciranno a trovare posto negli spareggi.

Gruppo J: Italia, Bosnia-Erzegovina, Finlandia, Grecia, Armenia, Liechtenstein


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Dopo il Belgio è stata l'Italia la seconda squadra ad ottenere il pass per gli Europei, gli azzurri non hanno avuto problemi a sbarazzarsi della Grecia e, a giochi fatti, del Lichtenstein. Mancini ha approfittato di questo doppio impegno per provare alcune opzioni alternative e fare del turn-over in modo da non irritare i club evitando di far giocare 180' agli uomini convocati (escluso Verratti). Con riguardo alla lotta per il secondo posto, è quasi fatta per la Finlandia, la sconfitta di sabato contro la Bosnia sembrava riaprire i giochi, invece questa sera Pjanic e compagni hanno deciso, come da tradizione delle squadre slave, di rovinare quanto di buono fatto tre giorni prima andando a perdere in Grecia e compromettendo il passaggio diretto agli Europei che ora dovrà passare tramite gli spareggi.

Wednesday, 11 September 2019

La Situazione delle Qualificazioni agli Europei

In questo weekend i gironi di qualificazione ad EURO 2020 hanno tutti passato il giro di boa, a questo punto è possibile fare un punto della situazione per capire chi ha già un piede agli Europei, chi ce la dovrebbe fare, chi rischia clamorosamente di non qualificarsi.












Gruppo A: Inghilterra, Repubblica Ceca, Bulgaria, Montenegro, Kosovo


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L'Inghilterra finora non ha perso un colpo nel suo girone concretizzando il divario tecnico a proprio favore rispetto alle altre contendenti tanto da essere in testa al girone non ostante abbia una partita in meno (a causa del fatto che nello slot di giugno era impegnata nella fase finale di Nations League). A questo si aggiunge la prosecuzione in totale continuità del progetto tecnico iniziato da Southgate nel ciclo precedente al Mondiale di Russia, con un calcio posizionale fatto di possesso palla e tanta qualità. Alle spalle degli inglesi grande sorpresa quella del Kosovo, in piena corsa per il secondo posto grazie alla vittoria ottenuta contro la Repubblica Ceca e che ha perso l'imbattibilità solo con la sconfitta di ieri sera a Wembley, ad alimentare la narrazione sulla squadra kosovara l'atteggiamento aggressivo dell'allenatore Challandes.


Gruppo B: Portogallo, Ucraina, Serbia, Lituania, Lussemburgo


      
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Girone decisamente competitivo, con tre squadre pronte a giocarsi i due posti disponibili. La sorpresa sta nel fatto che le meglio accreditate Portogallo e Serbia sono costrette ad inseguire l'Ucraina in fuga; la squadra allenata da Shevchenko (coadiuvato da Tassotti e Maldera) sta letteralmente volando grazie al pareggio strappato all'esordio in Portogallo ed il clamoroso 5-0 rifilato alla Serbia a giugno. Nel match disputato sabato sera a Belgrado, invece, la spettacolare vittoria del Portogallo per 4-2 sulla Serbia inizia ad accomodare il percorso di Cristiano Ronaldo e compagni dopo l'inizio a singhiozzo con due pareggi consecutivi.

Gruppo C: Olanda, Germania, Irlanda del Nord, Estonia, Bielorussia



      

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Il girone C è quello che ha nesso in mostra le partite più spettacolari grazie alla doppia sfida tra Olanda e Germania che ha visto 11 goal tra la partita di andata e quella di ritorno; uno spettacolo permesso, oltre che dalle qualità delle due squadre, dalla consapevolezza di poter dominare il girone. Tuttavia sia la squadra tedesca che quella olandese bene farebbero a non prendere sottogamba l'Irlanda del Nord: la squadra di O'Neill ha vinto le prime 4 partite del girone e, nell'impegno contro la Germania di lunedì sera, ha messo sotto scacco la squadra di Low nel primo tempo, prima di capitolare nella ripresa. L'impressione è che l'Olanda sia la squadra più attrezzata del girone, i progressi della nazionale oranje sotto la gestione di Koeman sono evidenti e continui, mentre Low fatica a portare avanti il cambio generazionale della Germania dopo il flop del Mondiale di Russia.

Gruppo D: Svizzera, Danimarca, Repubblica d'Irlanda, Georgia, Gibilterra


Come previsto il girone D vede una lotta serrata a tre per la conquista dell'accesso diretto ad EURO 2020: infatti Svizzera, Irlanda e Danimarca nei relativi scontri diretti non sono mai riuscite a superarsi, per cui rischia di costare caro ai danesi il pareggio di domenica sera in Georgia; il 12 ottobre a Copenaghen potrebbe essere già decisiva la sfida tra la squadra di Hareide e la Svizzera, un insuccesso dei danesi potrebbe realmente costringere Eriksen e compagni a dover sperare negli spareggi per accedere alle fasi finali a meno che nella stessa giornata la Georgia non sia in grado di mettere uno sgambetto anche all'Irlanda, forte anche della certezza di avere un posto assicurato agli spareggi di marzo per aver vinto il proprio gruppo in Nations League.

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Gruppo E: Croazia, Galles, Slovacchia, Ungheria, Azerbaigian


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I risultati di lunedì sera riaprono totalmente i giochi nel girone, il pareggio della Croazia a Baku e la vittoria della Slovacchia in Ungheria rendono i quattro turni finali del girone decisamente interessanti ed aperti a qualsiasi epilogo. La Croazia resta la favorita a concludere il girone al comando, il pareggio in Azerbaijan dovrebbe essere solo dovuto ad un calo di concentrazione avvenuto nel secondo tempo, se invece c'è dell'altro sappiamo bene come le squadre slave sanno dilapidare la propria superiorità tecnica. Il 10 ottobre si scontrano le prime quattro (Galles in Slovacchia, Ungheria in Croazia), sarà la giornata decisiva?

Gruppo F: Spagna, Svezia, Norvegia, Romania, Isole Faroer, Malta


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La Spagna passeggia nel suo girone (6 vittorie su 6) mentre Svezia, Norvegia e Romania si giocano il secondo accesso diretto alla fase finale, Svezia leggermente favorita, principalmente a causa di un calendario apparentemente meno favorevole sia ai norvegesi che ai rumeni. Chissà che non possa essere arbitro di tutto la Spagna che dovrà affrontare da qui alla fine Norvegia  e Svezia fuori nei turni di ottobre e chiudere in casa con la Romania all'ultima giornata.

Gruppo G: Polonia, Austria, Israele, Slovenia, Macedonia, Lettonia


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Anche questo girone è super equilibrato come previsto con la Polonia che ha messo in discussione la propria supremazia raccogliendo un solo punto (e zero goal segnati) nella doppia sfida contro Slovenia ed Austria, le tre squadre sono ora racchiuse in tre punti con Israele e Macedonia che tallonano alle spalle. Oltre all'interesse per una classifica ancora in bilico il girone G ci sta facendo godere le qualità individuali di Ilicic (guardare per credere), di Zahavi (9 goal, capocannoniere delle qualificazioni), ed anche quelle di un altro talento rovinato dall'indolenza, ossia Marko Arnautovic. Insomma tanto equilibrio e tanto materiale per chi ama il gusto estetico nel calcio, cosa chiedere di più a questo girone?

Gruppo H: Francia, Islanda, Turchia, Albania, Moldavia, Andorra


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Francia in testa a questo girone, tuttavia la sconfitta patita a giugno in Turchia ha sporcato il cammino dei campioni del Mondo in questo girone di qualificazione, permettendo a Turchia ed Islanda di restare a contatto. Nelle due partite contro Albania e Andorra, il tecnico francese, complici gli infortuni di Kante e Mbappe, ha voluto buttare nella mischia Ikone in posizione di esterno destro, alternandolo con Fekir; a centrocampo spazio, invece, a Corentin Tolisso. Per il resto poco da dire, con l'Islanda e la Turchia che si giocano l'accesso tramite secondo posto (e perché no, anche qualcosa in più) contando sulla pochezza delle altre contendenti (Albania ormai lontana parente della squadra che con De Biasi si qualificò agli Europei del 2016).

Gruppo I: Belgio, Russia, Scozia, Cipro, Kazakistan, San Marino

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Il Belgio dopo il terzo posto ai Mondiali di Russia prosegue spedita la sua marcia nell'elite del calcio: la squadra allenata da Martinez sta dominando il girone con 19 goal fatti ed uno subito, inoltre la squadra sembra aver trovato una quadra a livello tattico che le permette di far coesistere tutte le anime di cui dispone; il 3-4-2-1 permette di esaltare le caratteristiche di Alderweireld e Vertonghen, coadiuvati da Vermaelen, Meunier a destra e Chadli a sinistra in posizioni asimmetriche con quest'ultimo in posizione più avanzata; in mezzo al campo la coppia Dendoncker e Tielemans per un centrocampo sia di lotta che di governo e per liberare spazio alle giocate di De Bruyne e Mertens alle spalle di Lukaku, unica falla sembra quella della profondità della rosa che potrebbe penalizzare i belgi nelle fasi avanzate della competizione continentale.
Per il resto la Russia con le due vittorie conseguite contro Scozia e Kazakhistan (ottenuta all'89') ha ipotecato il secondo posto, rendendo le ultime giornate di questo girone un mero esercizio di stile.

Gruppo J: Italia, Bosnia-Erzegovina, Finlandia, Grecia, Armenia, Liechtenstein
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L'Italia di Roberto Mancini ha già un piede nella fase finale degli Europei, le sei vittorie in sei partite permettono agli azzurri di considerare la missione compiuta. Ai meriti del lavoro di Mancini (lavoro di cui si vedono anche margini di miglioramento piuttosto ampi) si aggiunge un livello delle contendenti non particolarmente valido. La lotta per il secondo posto vede favorita la Finlandia di Teemu Pukki, il centravanti del momento (5 goal in 6 partite per lui), che sovrasta Bosnia e Grecia che fanno a gara a chi perde più punti facili (domenica scorsa bosniaci sconfitti in Armenia con annesse dimissioni di Prosinecki e Grecia fermata in casa dal Lichtenstein).


La situazione per gli spareggi

Per chi è escluso dalla lista delle 20 squadre che ottengono l'accesso alla fase finale dell'Europeo, il format delle qualificazioni prevede che i quattro slot rimanenti vengano assegnati tramite spareggio tra le squadre meglio classificate nei gruppi di Nations League.
Le vincitrici di ciascun girone in ciascuna lega della Nations League hanno priorità nella lista delle squadre che accedono agli spareggi, se una di queste squadre accede alla fase finale tramite il girone di qualificazione cede il posto alla meglio classificata alle sue spalle nel ranking di quella lega.
Allo stato dell'arte, le squadre che si potranno giocare la qualificazione tramite spareggi sono le seguenti:


Lega A: Svizzera, Olanda, Islanda, Bulgaria/Israele/Ungheria*
Lega B: Bosnia ed Erzegovina, Austria, Galles, Bulgaria/Israele/Ungheria*
Lega C: Scozia, Norvegia, Serbia, Bulgaria/Israele/Ungheria*
Lega D: Georgia, Macedonia del Nord, Kosovo, Bielorussia


*Nello scenario attuale sarebbe un sorteggio a stabilire chi tra Bulgaria, Israele o Ungheria verrebbe inserita nel percorso della Lega C, chi nel percorso del Gruppo B e chi nel percorso della Lega A.

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