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Monday, 25 October 2021

Dionisi e Zanetti stanno plasmando Sassuolo e Venezia


Sabato pomeriggio al Mapei Stadium di Reggio Emilia è andata in scena la sfida tra il Sassuolo ed il Venezia, due squadra allenate dai due tecnici, assieme a Vincenzo Italiano, che meglio rappresentano la nuova generazione di allenatori italiani in grado di proporre un calcio propositivo ed in grado di utilizzare al meglio il materiale umano a propria disposizione.

La partita è terminata 3-1 per la formazione nero-verde, un risultato che ha premiato la capacità di Dionisi di saper cambiare in corsa lo schieramento della propria squadra (complice il cambio forzato di Djuricic) e penalizzato oltremodo un Venezia che ha perso i propri riferimenti nel momento in cui ha visto uscire dal campo per infortunio il suo gioiello Gianluca Busio, mettendo a nudo alcune difficoltà della squadra date dal faticoso inserimento in gruppo dei tanti acquisti arrivati nel corso dell'ultimo mercato estivo.


LE FORMAZIONI

Alla lettura delle formazioni iniziali si poteva intuire il piano iniziale di gara dei due allenatori, con Dionisi che prosegue sul solco del 4-2-3-1 ereditato da De Zerbi, mentre Zanetti conferma, a sua volta, un 4-3-3 molto atipico viste le caratteristiche dei giocatori schierati a centrocampo ed in attacco, denotando la ricerca di un sistema di gioco quanto più fluido possibile.



Dopo la doppietta sul campo del Genoa, Scamacca riprende la maglia da titolare in attacco con Raspadori confermato alle sue spalle, a sinistra confermato anche Djuricic in luogo di Boga, per il resto formazione consolidatissima. Stesso discorso per quel che riguarda la linea difensiva del Venezia: la coppia centrale della scorsa stagione composta da Svoboda e Ceccaroni fornisce garanzie a Zanetti, così come la grande forza fisica ed atletica di Ebuehi e Haps ai loro lati; l'assenza dell'ultimo minuto di Aramu e l'infortunio patito da Johnsen contro la Fiorentina, portano a qualche variazione a centrocampo ed in avanti, con Crnigoj ad affiancare Ampadu e Busio confermatissimi a centrocampo, mentre Okereke e Kiyine operano davanti al fianco di Henry.


POCHI SPAZI A DISPOSIZIONE PER IL SASSUOLO

Gran parte del contesto tattico della partita è stato dettato dalla ricerca degli spazi da parte del Sassuolo: diverse sono state le modifiche che Dionisi ha dovuto operare a partita in corso per trovare il modo di forzare il blocco centrale predisposto dal Venezia.

Questa era la situazione tipica di schieramento delle due squadre nel momento in cui il Sassuolo dava inizio all'azione: da qui si può notare il blocco centrale della squadra arancioneroverde, con un'unica eccezione: Haps che si staccava lateralmente dai propri compagni della linea difensiva per andare a prendere Berardi che cercava di giocare largo allo scopo di condurre il pallone in zona rifinitura. Scopo di questa strategia del Venezia era quello di condurre il Sassuolo a giocare per linee esterne, una situazione in cui la squadra di Dionisi non è a suo agio, soprattutto se non può raggiungere la zona di rifinitura, ossia quello spazio tra linea difensiva e linea di centrocampo avversaria.

Il Sassuolo a quel punto cercava di sfruttare lo spazio che lo schieramento del Venezia lasciava ai giocatori schierati in prima costruzione per creare linee di passaggio interne mediante movimenti verso l'esterno del campo: in questo esempio vediamo Ferrari che porta palla, Rogerio e Djuricic che spostano verso l'esterno le linee del Venezia e Raspadori che cerca di venire incontro tra le linee. Questo movimento costringe Svoboda a spezzare la linea difensiva del Venezia, in quello spazio alle spalle Scamacca ha provato ad inserirsi, ma nonostante l'uscita dalla linea di Svoboda, il resto della linea è molto brava a non concedere la profondità al centravanti del Sassuolo mettendolo in fuorigioco o accompagnando il suo taglio come spesso ha fatto Ceccaroni in queste circostanze.

Sul lato destro l'obiettivo era quello di sfruttare lo spazio creato tra Ceccaroni ed Haps ben visibile nell'esempio precedente; con Frattesi limitato nei suoi movimenti in verticale, spettava a Toljan cercare di attaccare quello spazio con rapide corse in verticale, tuttavia anche in questo caso il Venezia sapeva cosa fare: Haps seguiva l'inserimento del terzino avversario mentre Busio scivolava esternamente per chiudere Berardi e ritardarne la giocata, una mossa che consentiva al contempo a Kiyine di abbassarsi sullo stesso Frattesi, lasciato incustodito dalla scalata dell'ex giocatore del Kansas City.

LA FLUIDITA' DEL VENEZIA IN COSTRUZIONE

Come già visto nella partita vinta contro la Fiorentina, ma anche, in modo diverso, nella scorsa stagione, il Venezia di Zanetti ama costruire e sviluppare l'azione sovraccaricando le zone esterne del campo. Lo scorso anno in B la costante era quella di creare sovraccarico su un lato di campo in fase di sviluppo per poi ribaltare il gioco sull'altro lato, quest'anno, invece, le cose migliori le stiamo vedendo con l'utilizzo di questo sovraccarico per poi cercare la profondità.

Qui vediamo come si muove lo schieramento del Venezia ad inizio azione: Busio si allarga per fornire manforte all'uscita del pallone sul lato sinistro, nessun giocatore del Sassuolo esce su di lui in quanto la posizione di Kiyine costringe la squadra nero-verde ad una scelta se uscire sullo statunitense o coprire l'ex fantasista della Salernitana. Infatti a quel punto le soluzioni a disposizione di Haps che riceve la palla sono due: appoggiarsi su Busio per poi creare il lato forte a sinistra, oppure qualora Toljan scelga di uscire dalla linea difensiva, lo stesso terzino ex Feyenoord poteva tentare l'immediata verticalizzazione alle spalle dei difensori avversari, facilitata anche dai movimenti a venire incontro di Henry.

Questa è la situazione tipica che più volte si è creata nel corso del primo tempo: Okereke taglia alle spalle di Toljan costringendo Chiriches ad una difficile rincorsa ad un giocatore decisamente più esplosivo di lui sui primi passi. Da questa situazione sono nati diversi pericoli veri o potenziali per la porta di Consigli, ma soprattutto il goal con cui l'ex attaccante del Bruges ha sbloccato la partita a favore della squadra lagunare. Il modo in cui è stata impostata e sviluppata l'azione ha diversi punti in comune con la rete realizzata alla Fiorentina una settimana fa.

In tutto ciò non è possibile nascondere l'importanza di Gianluca Busio. giocatore che sta mostrando di poter svolgere con la stessa efficacia compiti di costruzione, sviluppo dell'azione ed anche interdizione delle azioni avversarie. A Kansas City ha giocato in diverse posizioni anche se quella preferita sembrava fosse da vertice davanti alla difesa, con l'inserimento di Ampadu è stato spostato praticamente in posizione di mezzala mostrando grande capacità di poter coprire il campo anche in larghezza permettendo alla squadra di mantenere sempre un certo equilibrio in mezzo al campo. Non è un caso che con la sua uscita dal campo il Venezia abbia perso la capacità di poter coprire il campo in ampiezza: il suo sostituto Peretz non è stato in grado di svolgere lo stesso tipo di funzioni mantenendo una posizione decisamente più rigida in campo e soprattutto mostrando grosse difficoltà a gestire i continui inserimenti di Frattesi.


IL CAMBIO DJURICIC-TRAORE CAMBIA VOLTO AL SASSUOLO


Il termine cambiare volto spesso viene usato in maniera inflazionata da giornalisti e commentatori sportivi per raccontare l'impatto di un avvenimento su una partita; l'ingresso in campo di Traorè al posto di Djuricic ha decisamente ridisegnato il modo di giocare del Sassuolo permettendo a Dionisi di risolvere il problema del superamento del blocco centrale del Venezia.

Sin dalla fase di costruzione si è notato un atteggiamento diverso della squadra emiliana rispetto alla prima parte della partita: come si evince dall'esempio, i terzini si scollegano dalla fase di costruzione mentre Maxime Lopez si abbassa al fianco (e non in mezzo) dei centrali, l'ampiezza adesso è data da Toljan, mentre Berardi si inserisce nella zona di rifinitura; anche la prima linea di pressione a 3 del Venezia viene sfruttata a proprio vantaggio dalla squadra di Dionisi con Frattesi che si muove alla spalle di Kiyine costringendo Busio a scegliere se alzarsi sull'ex centrocampista del Monza o tracciare l'avanzamento di Toljan a destra.

Questo tipo di movimenti genererà la situazione che porterà al pareggio realizzato da Berardi: con Busio che viene spinto verso il largo da Toljan, Haps deve uscire su Traore; alle spalle del terzino sinistro del Venezia si inserisce Frattesi che viene seguito da Ampadu, ma questo movimento libera spazio per Berardi tra le linee, sul numero 25 del Sassuolo dovrebbe scalare Crnigoj come richiesto chiaramente da Ceccaroni. Ciò non avviene e l'esterno della nazionale può attraversare la trequarti palla al piede sostanzialmente indisturbato e coordinarsi per il goal del pareggio.

L'ingresso di Traorè ha permesso a Dionisi di ridisegnare la propria squadra: la rigidità che il 4-2-3-1 mostrava di avere contro il blocco centrale del Venezia ha lasciato posto ad un 4-3-3 dove Traorè spesso si abbassava per attrarre il centrocampo avversario su di se generando spazio alle proprie spalle sfruttato dai movimenti di Raspadori ad accentrarsi nel mezzo spazio di sinistra. Questa mossa tattica unita all'uscita di Busio sopra menzionata ha mosso il contesto tattico della partita e l'inerzia della stessa dalla parte dei padroni di casa che hanno potuto, poi, mettere sul tavolo anche la propria superiorità tecnica.









CONCLUSIONI 

Sassuolo e Venezia hanno disputato una partita molto bella e godibile con due allenatori che hanno cercato di giocarsi la partita cercando di prendere in mano il controllo delle operazioni e dettare il contesto tattico della stessa.

Entrambe le squadre hanno cercato di giocare sempre il pallone da dietro e cercare di manipolare gli schieramenti difensivi avversari: ne è venuta fuori una partita con anche diverse fasi di rapide transizioni e capovolgimenti di fronte, infatti poi a vincere la partita è stata la squadra che ha saputo eseguire al meglio le giocate a livello tecnico.

Monday, 11 January 2021

Chi ha vinto la sfida tra Pirlo e De Zerbi?



La sfida tra Juventus e Sassuolo si presentava come uno scontro importante, non solo per la classifica, ma anche perché metteva uno contro l'altro Andrea Pirlo e Roberto De Zerbi, due allenatori nati a pochi km di distanza ed espressione della generazione di allenatori usciti dal nuovo corso di Coverciano voluto da Maurizio Viscidi, con principi di gioco di stile più europeo.

Da una parte abbiamo Andrea Pirlo maggiormente legato all'occupazione degli spazi in ampiezza e la riconquista alta del pallone, dall'altra parte De Zerbi cerca un calcio maggiormente legato al possesso ed alla risalita del campo mediante rotazioni tra centrocampisti e trequartisti e sistemi di pressione che permettano di mantenere il controllo territoriale del campo.

Finisce con una vittoria della Juventus per 3-1 in una partita molto equilibrata e con poche occasioni nel primo tempo, poi l'espulsione di Obiang cambia la partita costringendo le due squadre a trovare soluzioni che hanno portato alla creazione di spazi ed occasioni da rete.


Gli xG della partita sono schizzati quando il Sassuolo è rimasto in 10, ossia dopo l'intervallo. 
Fonte:Understat


LE FORMAZIONI




Lo schieramento base della Juventus viene indicato in un 4-4-2 che, come da abitudine, si trasforma in un 3-2-5 in fase di possesso con Danilo che stringe accanto agli altri due centrali difensivi, Frabotta, invece si alza per dare ampiezza a sinistra, mentre a destra tocca a Chiesa a fornire la larghezza.

Il Sassuolo risponde con il suo tipico 4-2-3-1, con Djuricic alle spalle di Caputo, con Defrel che sostituisce Berardi infortunato, Traorè, invece, è preferito a Boga come esterno offensivo a sinistra.


L'ATTEGGIAMENTO IN PRIMA PRESSIONE


Lo schieramento in fase di non possesso delle due squadre era numericamente molto simile, ossia un 4-4-2 stretto a chiudere le zone centrali del campo ed orientando il possesso avversario sugli esterni, ciò che cambiava tuttavia era l'altezza della prima pressione.


Il baricentro delle due squadre mostra la diversa altezza media delle due squadre in fase di non possesso.
Fonte: Match Report Lega Serie A


Come si evince da questo fermo immagine il 4-4-2 della Juventus in fase di non possesso ha cercato di contestare la costruzione dal basso con le linee di pressione molto alte sfidando la qualità dei centrali difensivi e del portiere Consigli nel saper uscire con il pallone da situazioni di questo genere. Scopo della Juve in questo caso era quello di non permettere alla squadra di De Zerbi di progredire centralmente, costringendo gli avversari ad andare sugli esterni per ingabbiarli con le uscite del terzino e dell'esterno di parte.


Il Sassuolo, invece, raramente ha contestato la costruzione dei centrali difensivi, questo indipendentemente dal fatto se la Juve decidesse di costruire a 4 (quindi tenendo basso Frabotta ed allargando Danilo) oppure costruire a 3 stringendo Danilo, lo scopo della fase di prima pressione della squadra di De Zerbi era quello di contestare la ricezione comoda della palla per Arthur e Bentancur. Come si evince dal fermo immagine il 4-4-2 del Sassuolo vede i due elementi più avanzati (Caputo e Djuricic) proprio sulle tracce dei due centrocampisti della Juventus costringendo la Juventus ad andare anch'essa a cercare lo sviluppo sugli esterni, come si evince dalle passmaps qui sotto, i bianconeri hanno preferito risalire il campo da sinistra, stesso discorso per il Sassuolo.


Le passmaps delle due squadre elaborate dall'account Twitter TacticsPlatform



LO SVILUPPO DEL GIOCO


Entrambe le squadre hanno cercato più volte di mischiare le carte in fase di costruzione e sviluppo al fine di cercare il modo migliore per superare i blocchi centrali.

Come abbiamo visto precedentemente, la Juventus ha provato più volte a trovare spazi centrali utilizzando lo scaglionamento di Arthur e Bentancur, ma venivano presi in consegna da Djuricic e Caputo, mentre i due di centrocampo restavano in copertura, per cui l'unico modo per progredire per la Juventus era quello di far abbassare Dybala o lo stesso Cristiano Ronaldo cercando di attaccare poi la linea difensiva del Sassuolo con gli inserimenti di McKennie. In questo fermo immagine vediamo un esempio di movimento a venire incontro di Dybala in zona sviluppo, il taglio di Ronaldo per favorire l'inserimento del centrocampista americano, da questa situazione arriverà l'occasione avuta da Frabotta ma anche l'infortunio che ha tolto di scena lo stesso McKennie.

L'uscita prematura dal match dello statunitense ha tolto dalla partita il giocatore che più di tutto poteva aggredire la linea difensiva del Sassuolo, questo perché Ramsey più volte tendeva ad abbassarsi lasciando i soli CR7 e Dybala in avanti. Come si evince dal fermo immagine l'ex Arsenal si unisce ai costruttori del gioco bianconero ma in questa maniera toglie un invasore alla squadra bianconera.



Dopo i richiami di Pirlo il gallese si è spostato in zona rifinitura per cercare un dialogo stretto con Ronaldo e Dybala, combinazione che ha creato i presupposti per una delle azioni potenzialmente più belle del primo tempo, una soluzione molto simile a quella con cui l'argentino e Chiesa hanno trovato il goal dell'1-0 a San Siro; tuttavia, in questo caso, come per tutto il primo tempo, il Sassuolo era preparato a questo tipo di giocate grazie soprattutto alle ottime letture della linea difensiva in grado di spezzare la linea per andare a chiudere le ricezioni tra le linee e l'ottimo lavoro dei terzini nell'assorbire i tagli e le triangolazioni come in questa occasione.

Il Sassuolo, invece, ha risposto alla pressione della Juve utilizzando lo scaglionamento di Obiang e Locatelli atto ad aprire lo spazio per la ricezione di Djuricic o Caputo alle spalle delle linee di pressione. Nell'esempio del fermo immagine si nota come i movimenti di Obiang e Locatelli, e quelli di Djuricic e Caputo cerchino di manipolare la pressione della Juventus con il centravanti pugliese che viene incontro ed il serbo che, dopo aver attirato Arthur gli sfila alle spalle per ricevere la sponda ed attaccare la linea difensiva bianconera. La stessa linea difensiva aveva difficoltà a leggere le situazioni: alzandosi per togliere spazio alle ricezioni alle spalle delle linee di pressione permetteva al Sassuolo di sfruttare la velocità di Traoré e Defrel alle spalle della linea difensiva; per fortuna dei bianconeri queste situazioni di difficoltà non hanno portato a reali pericoli alla porta di Szczesny ma "solamente" due ammonizioni ai danni di Bonucci e Bentancur per fallo professionale.

Dove il Sassuolo avrebbe potuto sfondare ma senza successo a sfondare è stato nel momento in cui non è stato in grado di trovare la scelta giusta per attaccare la linea difensiva bianconera: la zona rifinitura veniva occupata dai due esterni offensivi allo scopo di creare spazi per le sovrapposizioni dei terzini, tuttavia quando se n'è presentata l'occasione la scelta è stata di cercare di sfondare centralmente la difesa della Juventus ma senza successo. In questa occasione, per esempio, Traorè entrato in zona rifinitura potrebbe premiare la sovrapposizione di Kyriakopoulos imbucando la difesa bianconera, invece decide di andare su Caputo a rimorchio, tuttavia questa soluzione permette a Danilo e Demiral di salire in pressione sul centravanti del Sassuolo costretto a tentare una conclusione da fuori area non nelle sue corde.

L'ESPULSIONE DI OBIANG CHE STAPPA LA PARTITA

Non vi è dubbio che il primo tempo ha generato una serie di eventi che hanno apparecchiato la tavola per lo spettacolo visto nel secondo tempo: gli infortuni di McKennie e Dybala hanno ridisegnato per forza di cosa lo schieramento della Juventus mentre l'espulsione di Obiang ha, a sua volta, costretto De Zerbi a cercare nuove soluzioni per ovviare all'inferiorità numerica.

L'uomo in più ha permesso alla Juventus di avere un uomo in meno in costruzione (tolto Bentancur) ed averne uno in più in zona rifinitura (dentro Rabiot), in questa maniera la squadra bianconera ha avuto maggiori soluzioni per occupare la zona di rifinitura neutralizzando la possibilità per i centrali difensivi di spezzare la linea in quanto i rischi si sarebbero moltiplicati in caso di uscita sbagliata, per Ramsey e Ronaldo sarebbe stato più facile trovare spazio alle spalle. 

Il Sassuolo in inferiorità numerica ha risposto togliendo Djuricic e Caputo (ancora non al meglio dopo i rispettivi infortuni) inserendo Maxime Lopez e Toljian, alzando Muldur a destra mentre il francese occupa la casella accanto a Locatelli a centrocampo mentre Defrel gioca da punta.

Nel fermo immagine si nota come Danilo si aggiunga ad Arthur tra i costruttori, mentre Rabiot si muove a cercare spazi per ricevere il pallone per poi andare anche lui ad occupare la zona di rifinitura. 



Nello stesso fermo immagine, invece, vediamo lo schieramento del Sassuolo con due linee da quattro giocatori che cercano di chiudere gli spazi centrali, Defrel resta invece l'unica punta, la strategia era quella di aspettare la Juventus continuando a chiudere le linee centrali sperando di innescare Traoré o Defrel in transizione, ma il piano originario salta a causa della clamorosa esecuzione da fuori area di Danilo che sblocca la partita.

Subìto il goal dello svantaggio De Zerbi deve cambiare il piano partita e lo fa ricostruendo l'asse centrale: Maxime Lopez e Locatelli si scaglionano in verticale per cercare soluzioni per risalire il campo centralmente, questo avviene utilizzando la sponda dell'asse di destra formato da Toljian e Muldur che permettevano con delle triangolazioni di superare facilmente la pressione della Juventus mandandola fuori tempo e generando spazi a catena che venivano utlizzati dai tagli di Traorè e dalle sovrapposizioni interne di Muldur o di Toljian che, a loro volta, approfittavano dei movimenti di Defrel ad abbassare la linea difensiva bianconera.
Da una situazione di questo tipo è arrivato il goal del pareggio della squadra emiliana, con Traorè che imbecca il francese bravo ad eludere i centrali della Juventus e battere Szczesny.

Arrivato il goal del pareggio, come detto dallo stesso De Zerbi dopo la partita, il Sassuolo ha trovato coraggio ed ha anche cercato di alzare la pressione per ritardare l'avanzamento del campo da parte della Juve, un atteggiamento che, ovviamente, non è stato esente da rischi, ma a lunghi tratti la squadra neroverde ha dato l'impressione di poter davvero tenere la Juventus lontana dalla propria metà campo, per questo motivo il tecnico della formazione emiliana ha cercato con Boga e l'esordiente classe 2002 Oddel di inserire giocatori freschi per affrontare in uno contro uno la difesa bianconera assieme a Traoré. 

La mossa ha, alla fine, creato l'effetto contrario con la squadra che si è allungata fino a quando la stanchezza non ha tradito Chiriches, il cui buco sul cross di Frabotta ha permesso a Ramsey di trovare il goal che ha deciso la partita.


LE PRESTAZIONI INDIVIDUALI DI DANILO E TRAORE'


La partita è stato teatro di tante prestazioni individuali di alto livello, nella Juventus è giusto menzionare l'ottimo impatto sulla partita di Dejan Kulusevski ed anche di Frabotta, abile a dare sfogo sulla sinistra alla manovra della Juventus, nel Sassuolo non si può non menzionare il "solito" Manuel Locatelli, autore di una prestazione totale a centrocampo e l'ottima prestazione di Kyriakopoulos sulla fascia sinistra, ma oggi è stata la serata da una parte di Danilo, dall'altra quella di Hamed Traorè.

Il terzino brasiliano si sta rivelando l'elemento indispensabile per dare fluidità al sistema di Pirlo per la sua capacità (appresa sotto la gestione Guardiola) di sapersi adattare in qualsiasi posizione ed esercitare le sue conoscenze in fase di possesso. 

Oggi lo abbiamo visto prima fare il terzino destro, poi il centrale di destra in fase di impostazione ed infine il falso terzino nel secondo tempo quando c'era da sfruttare anche a livello posizionale la superiorità numerica generata dall'espulsione di Obiang.

I numeri mostrano la sua pulizia in fase di impostazione (90% di passaggi riusciti, meglio di lui solo Arthur e Demiral) e la sua aggressività in fase di non possesso (6 contrasti completati, per distacco il migliore dei suoi in questo dato), dato che dimostra come il brasiliano meglio abbia assorbito le idee di Pirlo in fase difensiva.









Per Traoré la partita di oggi rappresenta senz'altro la prestazione più importante della stagione: nel primo tempo ha occupato bene lo spazio tra le linee ma con il pallone tra i piedi non si è sempre mostrato abile di trovare la giocata giusta in rifinitura, ma era davvero complicato per i giocatori della Juve toglierli il pallone tra i piedi. 

Nel secondo tempo l'ivoriano ha avuto il compito di occupare la fascia sinistra in fase di possesso ed anche l'intera zona tra le linee in fase di possesso,  una situazione che lo ha ulteriormente esaltato con tante giocate sullo stretto di primissimo livello (impressionante il suo dato dei duelli e dei dribbling) e poi la perla dell'assist per il momentaneo pareggio di Defrel.







CONCLUSIONI

La sfida tra Pirlo e De Zerbi si è chiusa con la vittoria dell'ex giocatore di Juventus e Milan, ma di certo l'andamento della partita ha mostrato chiaramente come l'espulsione di Obiang abbia inclinato il piano della partita dalla parte della squadra bianconera, eppure nella fase centrale del secondo tempo il tecnico del Sassuolo era stato in grado di trovare il sistema di mettere in seria difficoltà non ostante l'inferiorità numerica.

Il bilancio finale della partita lascia per Pirlo con dei quesiti ancora aperti in merito alla capacità della linea difensiva di sostenere il pressing alto e, soprattutto, ci saranno da valutare gli infortuni di Dybala e McKennie, la cui rilevanza potrebbe avere un impatto non da poco sul proseguimento del lavoro per il tecnico che potrebbe ritrovarsi senza alternative da inserire a partita in corso, elemento che lo ha molto aiutato per portare a casa le ultime due partite di campionato. 

Per De Zerbi la partita di stasera rappresenta un ulteriore conferma della bontà del suo lavoro che nelle ultime settimane sembrava arenarsi per sua stessa ammissione, ed invece la capacità che oggi ha avuto la squadra di riconoscere le situazioni di gioco e giocarsi sempre le proprie chances anche in inferiorità numerica ci dicono che forse il Sassuolo sta tornando e difficilmente si sfilerà dalla lotta per un posto in Europa.

Friday, 21 February 2020

Cosa vedere nel weekend #19



A cavallo dei turni di Champions ed Europa League, ritornano i campionati nel weekend con i 5 principali campionati europei ancora aperti a diversi scenari per la lotta al titolo finale (in serie A, Liga e Bundesliga), ai posti in Europa con bagarre che coinvolgono ancora tantissime squadre ed alla lotta per non retrocedere che, specie in serie A ed in Premier League si è aperta a scenari a dir poco clamorosi.

Ma questo weekend non è solo calcio, in questo post daremo spazio, come promesso due settimane fa, anche alla presentazione di Italia-Scozia, la terza partita dell'Italia in questo 6 Nazioni dove si spera gli azzurri saranno in grado di fermare l'emorragia di 23 sconfitte consecutive contro l'avversario sulla carta più abbordabile.

SERIE A

La scorsa giornata ci ha lasciato in eredità una nuova classifica e nuove gerarchie, con la Lazio che si è presa il ruolo di anti-Juve nella volata scudetto battendo l'Inter nello scontro diretto di domenica sera, l'Atalanta che, battendo la Roma, ha messo una seria ipoteca sulla sua seconda partecipazione consecutiva alla Champions League; in zona Europa League la lotta per il sesto posto (ed il settimo, qualora la Coppa Italia la vinca una delle prime 6) vede inesorabile la risalita di Napoli e Milan, ma Verona e Bologna non lasceranno nulla di intentato vista la grande mentalità che i rispettivi allenatori sono riusciti ad imprimere alle loro squadre; in zona salvezza, invece, la bagarre è apertissima grazie alla risalita di Lecce e Genoa che ha alzato la quota punti per la permanenza in serie A e dove a rischiare forte ci sono la Sampdoria ed il Torino.


ATALANTA-SASSUOLO (DOMENICA ORE 15)


Dopo la magica serata di San Siro in Champions League, l'Atalanta torna a casa sua al Gewiss Stadium dove affronta il Sassuolo di De Zerbi in un match tra due squadre la cui riconoscibilità è quasi proverbiale: da un lato il calcio verticale ed aggressivo di Gasperini, dall'altra parte il calcio di posizione ed ipertecnico del tecnico bresciano.

La stagione dell'Atalanta ci ha insegnato come con la rosa a sua disposizione Gasperini abbia reso ancora più sofisticate le sue strategie, difatti contro il Valencia in Champions lo abbiamo visto rinunciare ad entrambe le due punte di ruolo (Zapata e Muriel) lasciando in avanti Gomez ed Ilicic allo scopo di occupare la linea a 4 del Valencia e permettere le imbucate di Pasalic e gli inserimenti dall'esterno dei quinti (la doppietta di Hateboer ne è la chiara esemplificazione); in altre occasioni, invece, abbiamo visto l'Atalanta rinunciare ad uno tra De Roon e Freuler ed occupare i mezzi spazi con Pasalic e Malinovskyi con Papu Gomez addirittura ad abbassarsi in fase di costruzione. Questa varianza permette ai nerazzurri di essere maggiormente imprevedibili in fase di possesso ed anche gestire il ritmo della partita a proprio piacimento senza la necessità di costruire gioco a velocità supersonica, sensazione confermata dal dato del possesso palla (55,4% di media) che vede la squadra di Gasperini al terzo posto alle spalle solo di Juventus e Napoli ed inoltre è la squadra che mantiene il possesso per più tempo nella trequarti avversaria (32% come la Roma, mentre Juventus e Napoli sono indietro con il 31%), ma soprattutto sono i dati sulla produzione offensiva a rendere l'Atalanta una squadra di valore top a livello europeo. 

Il Sassuolo si presenta a Bergamo reduce dalla sconfitta casalinga contro il Parma dove i nero-verdi sono andati a sbattere contro il solito muro eretto dal Parma di D'Aversa fermando una serie positiva di 10 punti in 4 partite che ha portato la squadra di De Zerbi lontana da zone pericolose di classifica che permette al tecnico bresciano di continuare con serenità il percorso di crescita della sua squadra il cui abito migliore, dopo tante difficoltà iniziali nel trovare il giusto assetto, sembra essere il 4-2-3-1 che ha messo a proprio agio diversi giocatori in rosa, come per esempio i due terzini Toljan e Kiriakopoulos, ha permesso l'esplosione di Jeremy Boga (7 goal, 2 assist, 5 dribbling riusciti a partita) ed un ritorno a buoni livelli di Domenico Berardi (9 goal e 5 assist per lui).

Ma sono soprattutto le prestazioni di Manuel Locatelli a destare l'attenzione: De Zerbi gli ha ritagliato come posizione quella di centrale di centrocampo accanto ad Obiang nel 4-2-3-1, dove può esercitare al meglio rispetto ad una posizione di centrale davanti alla difesa in quanto può permettersi di spingere più avanti e supportare la fase offensiva. La sua influenza sulle strategie di gioco del Sassuolo in fase di impostazione e rifinitura è ben visibile dalla spider-chart elaborata da Understats; il suo duello con Freuler o De Roon sarà molto interessante da seguire e potrebbe determinare buona parte dell'inerzia del match.






PREMIER LEAGUE

L'esclusione del Manchester City dalla prossima Champions League sta avendo l'effetto di un terremoto sul proseguimento della stagione in Premier League, questo perché il quinto posto (salvo ripensamenti nei prossimi gradi di giudizio favorevoli al City) e non più solo il quarto garantiranno l'accesso alla prossima Champions League, una prospettiva che rimette in corsa diversi club che stavano iniziando a concentrare l'attenzione su altri obiettivi (vedi Manchester United ed Arsenal) e che ora rientrano in corsa, per questa ragione il Lunch Match di sabato tra Chelsea e Tottenham assume un valore a dir poco fondamentale.


CHELSEA-TOTTENHAM (SABATO ORE 13.30)


La sfida tra allievo e maestro (Lampard e Mourinho) è una sfida delicata tra due squadre messe in seria difficoltà dagli infortuni che stanno continuando a falcidiare le due rose e costringere gli allenatori a rivedere le proprie strategie in funzione degli elementi a propria disposizione. Entrambe le squadre si affrontano a seguite di due sconfitte casalinghe, il Chelsea battuto nel Monday Night dal Manchester United, il Tottenham reduce dalla sconfitta in Champions contro il Lipsia che mette a serio repentaglio il proseguimento nella competizione di cui è vice-campione.

Con i 2 punti raccolti nelle ultime 4 partite la squadra di Lampard ha visto ormai del tutto erodersi il vantaggio che aveva sulle proprie inseguitrici, in primis lo stesso Tottenham che, adesso, si trova ad appena 1 punto di distacco, una situazione critica acuita dagli infortuni di Abraham e Kante proprio alla vigilia dell'impegno di Champions League contro il Bayern Monaco, assenze molto pesanti che, come la partita contro lo United ci ha mostrato, creano dei grossi buchi nello scacchiere tattico del Chelsea.

Il sistema di pressing uomo contro uomo voluto da Lampard sollecita molto in fase difensiva i centrocampisti chiamati ad aggredire gli omologhi avversari uomo contro uomo, questo è rappresentato a livello numerico dal quantitativo di giocate difensive effettuate dai centrocampisti e dagli esterni, per questa ragione l'assenza di Kante ha effetti deleteri sul pressing del Chelsea, e la partita contro il Manchester United di lunedì scorso lo ha dimostrato. A Lampard ora spetta il compito di trovare la giusta strategia in vista sia dell'impegno contro gli Spurs che contro il Bayern Monaco; nello scontro precedente con Mourinho disputato a fine dicembre, Lampard si è schierato con la difesa a 3 per meglio coprire la larghezza, possibile che la dovrà rispolverare per questo doppio impegno accentando di abbassarsi in fase di non possesso.

Il Tottenham, invece, è in totale emergenza in zona offensiva dove ha perso sostanzialmente fino a fine stagione sia Harry Kane che Son, ossia i principali marcatori in Premier con rispettivamente 11 e 9 reti; entrambi inoltre avevano una funzione ben precisa nel sistema che Mourinho ha implementato dal suo arrivo a White Hard Lane, ossia il centravanti faceva da riferimento centrale supportato da Alli alle sue spalle, mentre il coreano era deputato a dare ampiezza sulla fascia sinistra visto che il terzino sinistro (Davies o Vertonghen o Tanganga) resta bloccato accanto ai difensori in impostazione e lasciare spazio ad Aurier per fornire ampiezza a destra. Persi questi due elementi chiave, Mourinho ha dovuto rimescolare gli uomini e, nella difficile serata di Champions contro il Lipsia, ha avuto delle risposte sulle strategie a cui affidarsi per ovviare alle assenze.

Lo scaglionamento asimmetrico della linea difensiva è ormai un dato acquisito, con Davies e Winks chiamati ad iniziare l'azione ed Aurier che cerca di far progredire l'azione sulla destra o con le sue discese o svolgendo il compito che prima era delegato a Kane, ossia tentare di contendere le palle lunghe per tentare di attivare i giocatori disposti sulla trequarti chiamati a non isolare Lucas Moura; una strategia che però ha funzionato solamente quando hanno lasciato il campo Dele Alli e Gedson Fernandes: l'ingresso di Lamela al posto dell'inglese e di Ndombele al posto dell'ex giocatore del Benfica hanno permesso al Tottenham di avere un posizionamento migliore sulla trequarti offensiva coprendo le voragini che vedete nella passmap tra Davies e Bergwjin e tra Winks ed il lato destro del campo; se i minuti finali della partita con il Lipsia saranno la base della strategia di Mourinho contro il Chelsea, allora avremo risposte positive per il proseguimento della stagione per gli Spurs.


BUNDESLIGA

Lo scorso turno di campionato ha visto le prime cinque della classe portare a casa i 3 punti mantenendo dunque invariate le distanze davanti alla classifica e dunque aumentando l'incertezza in merito a chi la spunterà da qui alla fine di una stagione in cui il valore del campionato tedesco si sta innalzando a dismisura con il picco probabilmente raggiunto nel corso della settimana con le vittorie stra-convincenti di Dortmund e Lipsia in Champions League. Il calendario della giornata numero 23 potrebbe favorire il Bayern Monaco che affronta in casa il Paderborn ultimo in classifica, mentre le rivali sono alle prese con match meno agevoli, in particolare il Lipsia di Nagelsmann che, dopo la vittoria sul Tottenham in Champions se la dovrà vedere contro lo Schalke 04 di Wagner nella partita che ho scelto per questo weekend. 


SCHALKE 04-LIPSIA (SABATO ORE 18.30)


La sfida di Gelsenkirchen è senza dubbio il match più interessante della giornata specie se consideriamo che all'andata lo Schalke fu capace di espugnare Lipsia con un 3-1 sfruttando al meglio gli errori della squadra di Nagelsmann.

La squadra di Wagner ha un'identità tattica e strategica abbastanza riconoscibile con un pressing uomo contro uomo particolarmente aggressivo che spesso risulta efficace (quarto posto nel dato sul PPDA pari a 9,17), mentre la fase offensiva si basa prevalentemente sul movimento e sulle giocate di Amin Harit, principale fonte di pericolo della squadra con i suoi 4 goal, 6 assist ed una media di 1,91 passaggi-chiave a partita; le fonti alternative sono le discese sugli esterni di Caligiuri ed Oczipka, la cui assenza nelle ultime settimane ha avuto un certo peso sul rendimento offensivo dello Schalke.

Il punto debole dello Schalke è la fase difensiva nel momento in cui l'avversario si mostra abile a superare la prima linea di pressione, finora la squadra di Wagner ha concesso tantissimo agli avversari, tuttavia pur avendo numeri in termini di xG concessi da squadra da parte destra della classifica, lo Schalke è la quarta difesa del campionato, una overperformance difensiva che è spiegata dalla statistica del post-shot xG (PSxG) elaborata da StatsBomb in cui gli xG vengono aggiustati sulla base della direzione del tiro effettuato, un dato utile per valutare le prestazioni dei portieri: in base a questo valore la coppia Nubel-Schubert ha permesso allo Schalke di subire 7,5 goal in meno rispetto ai goal attesi, un dato inferiore solamente a quello di Sommer a Moenchengladbach e di gran lunga superiore a qualsiasi altro portiere del campionato.

Il Lipsia si presenta alla sfida di Gelsenchirken con negli occhi la prestazione a tratti dominante sul campo del Tottenham in Champions, il dato più interessante è che per la squadra di Nagelsmann quella di Londra è la terza partita consecutiva senza prendere goal, un dato tutt'altro che scontato se si considera che in queste tre partite l'unico centrale di ruolo fosse Dajot Upamecano, a sua volta assente anche a Londra, inoltre il giovane tecnico tedesco sembra aver finalmente trovato con il 3-4-3 il sistema per ricostruire la strategia in fase di possesso dopo la partenza di Diego Demme lasciando la fase di impostazione ai tre centrali difensivi con il supporto degli esterni.

La prestazione clamorosa di Ampadu a Londra alla sua seconda partita da titolare in questa stagione mostra come con il giocatore in prestito dal Chelsea il Lipsia abbia trovato un giocatore utilissimo in fase di impostazione ma anche in fase di lettura delle linee di passaggio avversarie, ora resterà di capire se Nagelsmann, con il rientro di Upamecano rivedrà nuovamente il modulo oppure se l'inglese tornerà in panchina.














LA LIGA

Pareggiando contro il Celta Vigo domenica scorsa, il Real Madrid ha visto ridursi il vantaggio sul Barcellona ad 1 solo punto, il tutto mentre la squadra di Setien, nel mezzo di una polveriera societaria è riuscito a superare, parafrasando una citazione di Guardiola in relazione all'Atalanta, "la visita al dentista" rappresentata nella Liga dal Getafe di Bordalas che, comunque, riesce a mantenere il terzo posto in una lotta per la Champions in cui tutti hanno rallentato, eccetto il Villarreal, unica a vincere ed ora a 2 punti dal quarto posto occupato da Atletico Madrid e Siviglia, per questo motivo la partita che consiglio questo weekend è la visita del sottomarino giallo al Wanda Metropolitano.


ATLETICO MADRID - VILLARREAL (DOMENICA ORE 21)


Come indicato in premessa, appena due punti dividono l'Atletico Madrid dal Villarreal: i colchoneros sono alle prese con mille difficoltà derivanti dalle assenze e dai limiti in fase di finalizzazione già discussi nei miei post precedenti sul blog, il Villarreal ha una serie positiva aperta di 10 punti nelle ultime 4 partite coincisa con l'arrivo in attacco di Paco Alcacer, fuoriuscito da Dortmund a causa dell'arrivo di Haaland.

In tutte le difficoltà di questa stagione l'Atletico non ha mai perso lo spirito combattivo e la grande applicazione in fase di non possesso che le permette di essere la miglior difesa del campionato alle spalle del Real Madrid e la miglior difesa in termini di xG subiti (ad eccezione del modello di Between the Posts). In settimana la prestazione difensiva contro il Liverpool ci ha riportato alla mente l'Atletico del 2014, quello capace di vincere la Liga e di trovarsi ad un passo dalla vittoria della Champions League; una prova di intensità difensiva non sfuggita ai freddi numeri delle statistiche con le 6 respinte di Savic e, soprattutto, i possessi persi da Alexander-Arnold (36) a dimostrazione di come la fase difensiva di Simeone può soffocare qualsiasi tipo di organizzazione offensiva; con il Villarreal l'Atletico Madrid dovrà dare continuità alla prestazione in Champions se intende risalire la corrente anche nella Liga.



Il test per l'Atletico Madrid è molto probante visto che il Villarreal è una delle squadre con la migliore produzione offensiva della Liga e che con l'arrivo di Paco Alcacer vuole risolvere il problema della underperformance realizzative evidenziatosi per lunghi tratti della stagione. Javi Calleja avrà studiato le difficoltà avute dal Liverpool contro il blocco difensivo dell'Atletico, l'arma a sua disposizione è la grande qualità dei suoi centrocampisti ai quali chiede continue rotazioni per disordinare le linee difensive avversarie; a livello di modulo il Villarreal alterna il 4-1-4-1 al 4-2-3-1 a seconda delle caratteristiche dei giocatori utilizzati, in genere la differenza tattica la fa la presenza in campo di Iborra o Anguissa: il primo è il tipico pivote che gioca davanti alla difesa e che si affianca a loro al momento di far partire la manovra, il secondo è un centrocampista che ama muoversi di più e per questo è necessario che ci sia qualcuno accanto che dia copertura alle sue sortite in avanti, in questo ruolo si alternano lo stesso Iborra oppure Trigueros.

In cima a questi meccanismi, infine, vi è un giocatore, si tratta di Santi Cazorla, classe 1984 come Cristiano Ronaldo, due anni fa la sua carriera sembrava finita a causa di una serie di complicazioni derivante da un batterio che gli aveva devastato il tallone d'achille, tornato a Villarreal lo scorso anno ha ritrovato la miglior condizione e una gran voglia di ritornare a giocare che lo hanno portato a realizzare 8 goal e 5 assist ed un gigantesco contributo in fase di impostazione e rifinitura, che possa essere lui il grimaldello che permetterà al Villarreal di sbancare il Wanda Metropolitano e rimettere il Villarreal nella mappa dei top club spagnoli?

LIGUE 1

La scorsa settimana il Marsiglia vincendo a Lille ha praticamente chiuso i conti per quel che riguarda il secondo posto in classifica, complice anche la sconfitta del Rennes a Reims che ha portato la squadra di Stephan a 11 punti ed il Lille a 12 punti; in questo contesto si accende a sorpresa la lotta per il terzo posto con Rennes e Lille adesso incalzati da 9 squadre raccolte in 5 punti, a capeggiare questo gruppo vi è il Monaco, finalmente risollevatosi dopo i mille alti e bassi di questa stagione; i monegaschi sono chiamati a dare continuità al loro momento di forma andando a fare visita al Digione.


DIJON-MONACO (SABATO ORE 20)


La trasferta di Digione rappresenta un'importante prova per il Monaco di Robert Moreno, reduce da tre vittorie consecutive che hanno consentito ai monegaschi di risalire fino al quinto posto in classifica, ma la Ligue 1 ci ha abituato a diverse storie di serie positive che si sono poi rivelate come dei fuochi di paglia, per questo una quarta vittoria consecutiva potrebbe essere considerata come un segnale positivo che indica che la strada intrapresa è quella giusta.

Con l'esonero di Jardim e l'arrivo di Roberto Moreno durante la pausa invernale il Monaco ha operato l'ennesima rivoluzione della rosa spendendo 60 milioni per ringiovanire la rosa con profili di importante prospettiva come i giovani  centrocampisti Youssouf Fofana dallo Strasburgo e Aurélien Tchouaméni dal Bordeaux e dei difensori centrali Pavlovic dal Partizan (rimasto in Serbia fino a fine stagione) e Marcelin dall'Auxerre. 

Dei nuovi acquisti l'unico che ha trovato spazio è Fofana che forma la cerniera centrale di centrocampo che da protezione alla difesa e permette a Golovin e Jovetic di muoversi e di servire le due punte Slimani e Ben Yedder. Dalle due mappe di azione del centrocampista nelle ultime due partite si intuisce anche come Moreno continui a modificare lo schieramento della squadra, contro il Montpellier Fofana ha giocata come vertice basso di un rombo di centrocampo, mentre nella partita di Amiens le principali responsabilità in fase di impostazione erano delegate ad Adrien Silva.

Il Dijon in piena lotta per la salvezza si trova al terzultimo posto in classifica, posizione che al momento la costringerebbe ad affrontare lo spareggio contro la vincitrice dei play-off di Ligue 2, esperienza già affrontata lo scorso anno, tuttavia le prestazioni della squadra di Jobard mostrano una squadra in grande crescita che, con l'arrivo di Benzia nel mercato invernale ha aggiunto qualità alla rosa della squadra.

Il profilo statistico elaborato da Soccerment dimostra come i valori della squadra in termini numerici siano sostanzialmente in linea con i valori medi del campionato; come già segnalato nei miei post precedenti, la squadra di Jobart finalizza meno bene rispetto a quanto produce, anche a causa del fatto che gli attaccanti centrali tendono a lavorare più in fase di rifinitura che in fase di finalizzazione; la partita con il Monaco dovrà mostrare una continuità della squadra borgognona nella ricerca di soluzioni di tiro più efficienti che possano migliorare la fase realizzativa, le 4 reti segnate nelle due partite contro Nantes e Bordeaux sono uno buon viatico, tuttavia deve saper cercare di non far sostenere tutto il peso offensivo alle grandi qualità di Chouiar.


BONUS TRACK


RUGBY, ITALIA-SCOZIA (SABATO ORE 15.30)


Da 5 anni a questa parte è arrivato quel momento dell'anno in cui gli appassionati di rugby in Italia sperano che avvenga il miracolo, ossia una vittoria nel 6 nazioni: domani pomeriggio all'Olimpico viene a fare visita agli azzurri la Scozia, ossia l'avversario che per l'Italia è sempre stato il principale benchmark in termini di valore tecnico.

Messi da parte i rapporti di forza storici tra le due squadre, la situazione negli ultimi anni ha visto allargarsi paurosamente le forbice tra l'Italia e gli scozzesi, con quest'ultimi che negli ultimi anni hanno anche raccolto punti contro gli inglesi ma che sono reduci dalla delusione mondiale dove sono stati eliminati da Irlanda e Giappone nel girone.

L'Italia ha cambiato guida tecnica con l'addio di O'Shea sostituito da Franco Smith, il quale ha instaurato una strategia di consolidamento di un gruppo di giocatori con cui costruire un percorso tecnico che possa permettere agli azzurri di crescere fino al punto di tornare competitivi. Finora questo percorso ha portato a 2 sconfitte, una molto pesante in Galles (42-0) ed un'altra contro la Francia (35-22) in cui si sono visti dei progressi, non tanto dal punto di vista tecnico quanto dal punto di vista mentale.

Dando uno sguardo ai report statistici del 6 Nazioni, l'Italia è la squadra che fa meno utilizzo del calcio per avanzare preferendo il gioco alla mano, un sistema molto ambizioso ma che non sembra pagare grossi dividendi visto che l'Italia fatica ad avere possesso territoriale (46% contro il 53% di possesso generale) esponendosi a tanti errori tecnici derivanti dalle difficoltà a rompere le linee avversarie; inoltre in fase difensiva si fa una gran fatica a controllare gli attacchi avversari (appena 8% i placcaggi dominanti, ossia i placcaggi che determinano uno stop dell'inerzia dell'azione offensiva avversaria).

La Scozia, al contrario, ha mostrato un approccio più conservativo mediante un utilizzo più frequente del calcio per allontanare gli avversari dalla propria area dei 22 facendo un uso dunque molto ridotto del gioco alla mano che, però, si mostra molto produttivo visto che la Scozia ha il miglior dato di avanzamento della linea del vantaggio (58%), mentre in difesa i dati ci dicono che si tratta di una squadra difficile da sfondare (13% di placcaggi dominanti) essendo in testa a tutti gli indicatori relativi ai break subiti (2 a partita contro i 4 di media della competizione). In fase offensiva, tuttavia, la squadra scozzese, non ostante un possesso territoriale superiore al 50% e non ostante i numeri interessanti in avanzamento, non è riuscita ancora ad andare a meta in questo 6 nazioni subendo al contempo solamente 2 mete, tuttavia il 70% dei punti subiti arriva dai calci di punizione, generati principalmente da placcaggi irregolari, un dato che, unito alla percentuale di placcaggi dominanti, suggerisce un approccio molto aggressivo della squadra scozzese.

Dai dati di cui sopra ci suggeriscono che Italia-Scozia sarà anche una gara tattica, lo stesso Smith in conferenza stampa ha parlato di una gara che è stata pianificata per reggere il confronto fisico con gli scozzesi, specie con riguardo alla tenuta della squadra per tutti gli 80' di gara, un focus, quest'ultimo, su cui il nuovo allenatore sta lavorando molto e che ha mostrato degli importanti progressi nella gara contro la Francia, che sia la strada giusta per fermare a 24 la striscia di partite consecutive perse nel 6 Nazioni?

Friday, 6 December 2019

Cosa vedere nel weekend #13


E' un weekend ricco di big-match quello che ci aspetta, in Italia si incrociano le prime quattro della classifica, in Germania la capolista Borussia Moenchengladbach ospita il Bayern Monaco partendo da un +4 che può trasformarsi in +7, mentre in Premier scatta l'ora del sentitissimo derby di Manchester. Ma andiamo nel dettaglio e andiamo a vedere cosa guardare in questo weekend.

SERIE A

Come da premessa, la quindicesima giornata del nostro campionato propone la sfida tra le due romane che sfideranno le prime due della classe; a San Siro questa sera l'Inter di Conte dovrà difendere il primato in classifica conquistato la scorsa settimana con grosse assenze ma con l'entusiasmo derivante dal sorpasso avvenuto domenica scorsa, una vittoria oltre a garantire il primato permetterebbe ai nerazzurri di presentarsi lanciatissima alla super sfida di martedì contro il Barcellona che le può regalare anche la qualificazione agli ottavi di Champions. Qualificazione agli ottavi e primo posto nel girone li ha ottenuti in totale facilità la Juventus che, però, dopo aver subito il sorpasso dell'Inter la scorsa settimana, è atteso da una trasferta difficilissima all'Olimpico contro la Lazio reduce da 6 vittorie consecutive e con un attacco in grandissimo spolvero, sabato sera sapremo fin dove si è innalzato il livello della squadra di Inzaghi e soprattutto capiremo se la Juventus saprà alzare il suo livello nelle grandi sfide come ha saputo fare spesso quest'anno.

Chi potrebbe trarre vantaggio da un passo falso delle due romane, oltre all'Atalanta impegnata sabato contro il Verona in una interessantissima sfida tra il maestro Gasperini e l'allievo Juric, è il Cagliari di Maran, le cui overperformance non fanno quasi più notizia, impegnato domenica pomeriggio in quel di Reggio Emilia contro il Sassuolo di De Zerbi.

SASSUOLO-CAGLIARI (DOMENICA ORE 15)

Il pareggio di Torino contro la Juventus ha riportato la luce sul Sassuolo di De Zerbi dopo un inizio di stagione a singhiozzo; la squadra emiliana sembra aver trovato nelle ultime settimane un assetto che le permette di tornare ad esprimersi sui livelli visti nella scorsa stagione, basati su un gioco di possesso palla ed insistita costruzione dell'azione da dietro, anche a rischio di perdere palloni sanguinosi come accaduto sull'azione che ha portato al rigore della Juventus domenica scorsa, un dato supportato dai numeri.

Il Sassuolo assieme alla Juventus ha la percentuale più elevata di passaggi completati (85,6%) con Marlon che possiede la più alta percentuale di passaggi riusciti (94,4%); tra i 20 migliori passatori del nostro campionato rientrano, inoltre, Magnanelli ed Obiang, ossia i due uomini che De Zerbi alterna davanti alla difesa.
A conferma dello stile di gioco voluto da De Zerbi, il Sassuolo è la squadra che tenta il maggior numero di lanci lunghi di tutta la serie A. Insomma i numeri danno conferma delle sensazioni che lascia all'osservatore in merito all'identità della squadra neroverde, ulteriormente confermata dal dato che la vede al terzo posto in relazione al possesso palla (solo Juventus e Napoli le sono davanti).




Di fronte a se la squadra di De Zerbi si troverà il Cagliari di Maran, definito ormai il Cagliari dei miracoli, in senso giornalistico perché in pochi si aspettavano la squadra sarda così in alto in classifica non ostante il mercato sontuoso di quest'estate, in senso statistico perché le overperformance dei rossoblu sono sotto gli occhi di tutti; la vittoria sulla Sampdoria nel posticipo di lunedì scorso ed il pareggio di Lecce ottenuto nella settimana precedente sono una chiara esemplificazione di come la squadra subisca meno goal e faccia più goal rispetto a quanto effettivamente produce; come già analizzato nelle precedenti settimane, le parate di Olsen e le qualità balistiche di Nainggolan permettono ai sardi di ottenere questi risultati decisamente straordinari.

La mappa degli xG relativi alla trasferta di Lecce e la rocambolesca sfida contro la Samp hanno visto il Cagliari realizzare 6 reti a fronte di 1,65 xG realizzati (dato addirittura "sporcato" dal rigore ottenuto e realizzato a Lecce).
Contro la Samp, invece, i puntini che rappresentano i tiri in area di rigore avversaria sono arrivati tutti nei minuti finali del match, quelli che hanno portato la squadra di Maran a ribaltare la partita da 1-3 a 4-3; in questo caso il merito sta nell'aver sfruttato il crollo fisico e mentale dei blucerchiati nei minuti finali del match, a dimostrazione che la squadra ha raggiunto un livello di solidità mentale davvero molto elevato.










La trasferta di Reggio Emilia, tuttavia, potrebbero far venire alla luce le inefficienze del sistema offensivo e difensivo del Cagliari, questo perché la squadra di De Zerbi ha dei numeri in fase realizzativa molto simili alla formazione rossoblu visto che le due formazioni sono quelle che hanno il saldo migliore tra Goal realizzati e xG (+11 il Cagliari, +6 il Sassuolo) ed il miglior rapporto migliore gol/tiri (16% il Cagliari, 14% il Sassuolo) e gol/tiri nello specchio (45% il Cagliari, 39% il Sassuolo).

PREMIER LEAGUE

Il turno infrasettimanale ci ha consegnato un Liverpool sempre più solo al comando della classifica (+8 sul Leicester, autore di una stagione fenomenale), ed un divario tra le prime 4 ed il resto del mondo già molto ampio (tra Chelsea e Wolverhampton ci sono 6 punti), ma soprattutto la vittoria del Liverpool nel derby della Merseyside contro l'Everton ha portato i toffees in zona retrocessione, una situazione difficile da pronosticare ad inizio stagione visto il grande ammontare di sterline speso dalla proprietà nelle ultime due stagioni. Per questa ragione, pur in presenza del derby di Manchester, il nostro focus per questo weekend di Premier va sulla sfida della squadra di Silva contro il Chelsea di Frank Lampard.

EVERTON-CHELSEA (SABATO ORE 13,30)

Il derby contro il Liverpool ha portato ulteriormente alla luce le difficoltà della formazione di Silva nel trovare un certo equilibrio alla propria squadra, difficoltà che ha pagato perdendo il posto in panchina; la mancanza di risultati ha portato il tecnico portoghese a cercare continue modifiche all'assetto della propria squadra che hanno portato ad un progressivo degrado delle prestazioni della sua squadra, specie dopo l'ultima pausa, quando i toffees , reduci dalla vittoria di Southampton, sono crollati inopinatamente a Goodison Park contro il Norwich, partita che ha dato adito a tutte le paure ed i dubbi in casa Everton, con il dito puntato verso squadra ed allenatore, la cui decisione è stata quella di affrontare le trasferte di Leicester ed Anfield Road con il passaggio alla difesa a 3 ed un approccio puramente di attesa, atteggiamento che ha parzialmente pagato a Leicester dove la squadra di Rodgers ha portato a casa la vittoria solo nei minuti di recupero, mentre a Liverpool le cose sono andate malissimo, con la squadra di Klopp che ha fatto ciò che ha voluto in fase offensiva mettendo seriamente in pericolo la panchina di Silva che ora deve anche fronteggiare la paura della retrocessione oltre che un calendario davvero complicatissimo.

Lo screenshot ripreso dall'analisi della partita effettuato da The Coaches' Voice dimostra la totale confusione dell'Everton in fase di non possesso, con i 5 difensori alti ma non accompagnati dalla pressione sui difensori centrali del Liverpool, lasciati liberi di servire i 3 attaccanti con un semplice lancio alle spalle della linea difensiva; i goal dei Reds sono arrivati in questa maniera.
Sabato, nel lunch match, vedremo anzitutto chi siederà sulla panchina dell'Everton e soprattutto se, contro un altro avversario di alta classifica, vedremo riproposta la difesa a 3 oppure se si cercherà di tornare al 4-2-3-1 che aveva dato poche soddisfazioni in termini di risultati ma sensazioni non pessime dal punto di vista del gioco proposto.

Dall'altra parte il Chelsea ha fermato la serie negativa dopo le sconfitte con Manchester City e West Ham, battendo a Stamford Bridge l'Aston Villa con la solita prestazione di grande intensità a livello offensivo; gli uomini di Lampard sono stabilmente la seconda forza del campionato in termini di tiri effettuati (17,3 a partita), possesso palla (57%) e passaggi riusciti (85,3%), tutti numeri in cui ha fatto meglio solo il Manchester City di Guardiola, dando subito dimostrazione del tipo di calcio che Lampard sta portando avanti a Stamford Bridge. L'identità del Chelsea di Lampard è quella di una squadra che gioca con la sfrontatezza data dalla giovane età della rosa, con le conseguenze negative che ciò, gioco forza, può portare.

Dove il Chelsea ha bisogno di migliorare sono i calci piazzati, fondamentale in cui la squadra di Lampard sta offrendo ancora molto poco, come testimoniano i numeri elaborati da Between the Posts, tanto che la pericolosità offensiva dei Blues sui calci piazzati è la stessa dell'Everton avversario di sabato. 
Ad essere ancora più preoccupante, tuttavia, è la fase difensiva: il gioco estremamente aggressivo della squadra di Lampard lascia diverse opportunità in attacco agli avversari, così si spiega l'elevato indice di pericolosità degli attacchi avversari che viene mitigato, però, dalla minore frequenza di tiri subiti, un dato che accomuna il Chelsea con il Manchester City ed anche con lo stesso Everton.

















Quanto sopra, dunque, ci fa presupporre la possibilità di vedere una partita molto aperta, con la sfacciataggine del Chelsea che affronterà le grandi paure dell'Everton di colare ancora più a picco in classifica.

LA LIGA

Il gran goal con cui Messi ha permesso al Barcellona di sbancare il Wanda Metropolitano domenica scorsa ha aperto in maniera quasi definitiva uno scenario in cui i blaugrana ed il Real Madrid si giocheranno la prima Liga del nuovo decennio, anche se la corsa del Siviglia alle loro spalle continua a non subire rallentamenti, tuttavia questo potrebbe essere il weekend in cui le due grandi di Spagna possono allungare, con il Barça impegnato al Camp Nou contro il Mallorca ed il Real che ospita al Bernabeu un Espanyol che sembra allo sbando, mentre per il Siviglia arriva una trasferta terribile a Pamplona contro l'Osasuna. La partita, però, che desta il maggior interesse, è quella di domenica pomeriggio al Benito Villamarin di Siviglia dove il Betis affronterà l'Athletic Bilbao.

BETIS-ATHLETIC BILBAO (DOMENICA ORE 14)

Dal ritorno del campionato dopo la pausa Betis e Athletic Bilbao hanno portato a casa la posta in palio in entrambe le partite disputate; già questo basta a rendere la sfida del Benito Villamarin una sfida a dir poco interessante, a questo si aggiunge una sfida tra due stili di gioco differenti: da una parte il calcio tecnico e di possesso del Betis di Rubi, dall'altra parte il calcio intenso e di copertura degli spazi dell'Athletic di Garritano, allenatore che, proprio un anno fa prendeva in mano la panchina del Bilbao in piena zona retrocessione rendendola una squadra candidata a riportare la città basca in Europa, magari anche dalla porta principale.

Rubi ha avuto qualche difficoltà a trovare l'assetto giusto per il Betis, ha ereditato da Setien una squadra votata all'attacco e con una forte vocazione al possesso palla, una vocazione a cui l'ex tecnico dell'Espanyol non ha rinunciato ma che ha tentato di equilibrare con alcuni accorgimenti che hanno reso la squadra meno spettacolare ma in grado progressivamente di prendersi meno rischi; lo spostamento forzato di Bartra a centrocampo davanti alla difesa ha dato meno incombenze difensive a Canales e Guardado che possono dedicarsi a tempo pieno alla fase di impostazione.
I numeri confermano l'attitudine offensiva della squadra (terzo posto per tiri effettuati, quarto posto per precisione dei passaggi effettuati), tuttavia la fatica che Rubi sta facendo a dare un equilibrio alla squadra è ben evidenziati dal saldo dei numeri offensivi e quelli difensivi, tutti in negativo.

I dati elaborati dal blog Between the Posts evidenzia i saldi negativi tra tiri effettuati/subiti (S), expected goals realizzati/subiti (xG), tiri su azione (Sop), expected goal su azione (xGop), tiri su calcio piazzato (Ssp), expected goal su calcio piazzato (xGsp). Tuttavia è opportuno ricordare come con gli accorgimenti voluti da Rubi nelle ultime partite i saldi sono stati progressivamente migliorati, per cui la partita contro l'Athletic Bilbao potrebbe rappresentare il passaggio per la prima volta in stagione a dei saldi positivi, sintomo che il lavoro inizia a pagare.

Dall'altra parte, tuttavia, il cliente è tutt'altro che comodo, visto che l'Athletic è la miglior difesa del campionato con i 9 goal subiti ed ha un approccio al gioco decisamente opposto a quello dei suoi avversari, preferendo un gioco molto più diretto, utilizzando le fasce per portare l'azione immediatamente sulla trequarti avversaria, grazie ai movimenti di Inaki Williams su quel lato.

Dai dati presi dall'ultima vittoria contro il Granada si evince il piano-partita base dell'Athletic: recupero palla nella propria metà campo e passaggio diretto sugli esterni con target preferito Inaki Williams, questo approccio permette ai baschi di stazionare sulla trequarti avversaria per il 29% del tempo in media (quinto posto nella Liga in questa statistica) e di essere la squadra che usa di più la fascia destra in tutta il campionato quando è in possesso (43%).


Dai dati sopra esposti pare evidente il contrasto di stili tra le due squadre, riuscirà a prevalere il calcio di possesso e di ricerca degli spazi del Betis o il calcio diretto e compatto del Bilbao? Di certo riteniamo sarà un match molto interessante da seguire.

BUNDESLIGA

La quattordicesima giornata della Bundesliga non può essere di certo catalogata come una giornata di transizione visto che a Moenchengladbach capiremo quali possono essere le reali ambizioni della capolista del campionato, visto che riceveranno al Borussia-Park il Bayern Monaco distante 4 punti e reduce da un'inopinata sconfitta interna contro il Bayer Leverkusen (terza sconfitta in campionato, seconda in casa) con la concreta possibilità di portarsi a +7 e mettere seriamente a repentaglio le velleità di titolo per la formazione bavarese. Chi potrebbe avvantaggiarsi da questo scontro diretto è il Lipsia che affronta in casa l'Hoffenheim nella prima sfida di Nagelsmann contro la squadra che lo ha lanciato come allenatore.

RB LIPSIA-HOFFENHEIM (SABATO ORE 15,30)

I numeri del Lipsia nella striscia di 4 vittorie consecutive di cui si è resa protagonista nelle ultime 4 giornate l'hanno vista realizzare la bellezza di 19 reti; la svolta è arrivata dopo la sconfitta di Friburgo a fine ottobre, quando Nagelsmann ha messo in soffitta la difesa a 3 per orientarsi sulla difesa a 4, due centrali a centrocampo e poi 4 giocatori d'attacco (in genere Sabitzer, Poulsen, Forsberg e Timo Werner, a cui si aggiunge sempre più spesso Nkunku) che possono completare lo schieramento in 4-2-3-1 o in un 4-4-2 o 4-2-2-2 a secondo della fase di gioco e dell'atteggiamento dell'avversario. 

Lo scopo del gioco di Nagelsmann è focalizzato di cercare spazi nei mezzi spazi, per cui il movimento dei quattro uomini più avanzati è finalizzato a giocare il pallone negli spazi che le difese fanno fatica coprire in maniera puntuale; questo ha permesso al Lipsia di trovare 36 reti in 13 partite in Bundesliga di cui la metà portano la finta di Timo Werner (13 goal e 5 assist).

Dall'altra parte l'allenatore del Lipsia troverà il suo passato, ossia l'Hoffenheim che lo ha sostituito con il suo vice Schreuder che ha lasciato inalterati i meccanismi della squadra, con Vogt regista basso da cui parte l'impostazione prolungata dal basso (l'Hoffenheim spende il 32% del tempo nella propria trequarti ed il 23% nella metà campo avversaria, rispettivamente la percentuale più alta e più bassa della Bundesliga); l'uomo deputato, invece, a far progredire l'azione nella trequarti avversaria è il terzino destro Kaderabek, il più delle volte servito con lanci lunghi in modo che possa sfruttare le proprie doti aeree (3,5 duelli aerei vinti a partita).

Come si evince dalle passmaps delle partite contro Fortuna Dusseldorf e Colonia, il sistema prevede una difesa a tre con Vogt centrale da cui parte sempre l'azione, il resto della linea difensiva si apre a seconda delle caratteristiche dell'avversario, per cui sarà molto interessante capire come l'Hoffenheim si modellerà per ovviare alle combinazioni offensive del Lipsia.
La duttilità tattica dell'Hoffenheim ha permesso agli uomini di Shubert di espugnare l'Allianz Arena e di uscire indenne dalle trasferte di Leverkusen e Wolfsburg nonché di arrivare all'ultima pausa per le nazionali con 5 vittorie consecutive al proprio attivo.














LIGUE 1

Il weekend in arrivo è quello della giornata numero 17 dopo aver celebrato anche il turno infrasettimanale che ha rafforzato il primato del PSG ma che, come anticipato nella preview dello scorso weekend, ha anche designato la principale candidata a seconda forza, ossia il Marsiglia trascinato da un Payet tornato sui livelli del 2016 e del 2017. La squadra di Villas-Boas giocherà domenica sera al Velodrome contro il Bordeaux di un altro allenatore portoghese in cerca di rilancio, Paulo Sousa, che ha portato la squadra girondina fino al terzo posto in classifica. Chi sarà interessato a questa partita sarà il PSG che, prima di capire chi può insidiarla alle spalle, dovrà consolidare il proprio primato in una trasferta tutt'altro che comoda a Montpellier.

MONTPELLIER-PARIS SAINT GERMAIN (SABATO, ORE 17,30)

La squadra di Tuchel ha preso il largo in classifica mostrando progressi di volta in volta che il tecnico tedesco ha avuto modo di inserire i pezzi pregiati della sua rosa nella squadra; lo schieramento tipo della squadra parigina sembra essere orientato ad un 4-3-3 in cui hanno ruotato i vari elementi della rosa, con un solo punto fermo: Angel Di Maria, il giocatore argentino sta confezionando una prima parte di stagione davvero clamorosa con 9 goal e 9 assist tra Ligue 1 e Champions League e giocate meravigliose come il goal realizzato a Nizza.



Inoltre grande contributo alla causa parigina lo sta dando Mauro Icardi, che ha raggiunto la doppia cifra tra campionato e Champions League, mostrando come il suo trasferimento a Parigi sia stata una scelta win-win sia per lui che per l'Inter; il 4-3-3 di Tuchel gli permette di svolgere al meglio il suo ruolo preferito di finalizzatore senza essere troppo coinvolto nella fase di impostazione dell'azione. La precisione clinica delle sue realizzazione è esemplificata dai numeri qui sotto, con un dato che appare evidente, ha segnato 10 goal su 9,99 xG.















Ad affrontare l'armata parigina ci proverà il Montpellier, forte di un rendimento casalingo a dir poco invidiabile con 6 vittorie, 1 pareggio ed 1 sconfitta (all'esordio contro il Rennes); allo stadio della Mosson la squadra blu-arancione ha raccolto, dunque, 19 dei 24 punti in classifica, e tanto basta a rendere la partita estremamente complicata per Mbappè e compagni.
Il Montpellier è allenato dal tecnico franco-armeno Michel Der Zakarian che schiera prevalentemente la sua squadra con un 3-4-1-2 molto aggressivo in fase di non possesso, specie con il lavoro dei centrocampisti che vanno spesso ad aggredire a uomo i giocatori deputati a far progredire l'azione avversaria; a livello numerico il dato è confermato dal numero di contrasti effettuati, con i centrocampisti che ne fanno un grande uso rispetto al resto della squadra.

Come si vede dai dati elaborati da WhoScored, i primi 4 elementi del Montpellier a fare uso dei tackles sono i centrocampisti (incluso l'esterno di destra Souquet), una tendenza che ha come risvolto negativo quello che Delort (uno degli attaccanti) e Savanier (il centrocampista che va maggiormente a contrasto) siano tra i giocatori più fallosi del campionato (2,9 falli di media a partita), come risvolto positivo, invece, quello che la squadra di Der Zakarian sia la terza difesa del campionato per goal subiti (14) e la quarta difesa per xG subiti (14,65), ed anche la terza in classifica come PPDA (9,16) ossia il numero di passaggi medi consentiti all'avversario prima di un intervento difensivo.

Per i fuoriclasse del PSG, dunque, il test è molto complesso, e non potrà bastare giocare a ritmi controllati come spesso può accadere in campionato, servirà un PSG che alzi l'asticella se vorrà portare a casa l'intera posta in palio dal Sud della Francia.

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