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Friday, 21 February 2020

Cosa vedere nel weekend #19



A cavallo dei turni di Champions ed Europa League, ritornano i campionati nel weekend con i 5 principali campionati europei ancora aperti a diversi scenari per la lotta al titolo finale (in serie A, Liga e Bundesliga), ai posti in Europa con bagarre che coinvolgono ancora tantissime squadre ed alla lotta per non retrocedere che, specie in serie A ed in Premier League si è aperta a scenari a dir poco clamorosi.

Ma questo weekend non è solo calcio, in questo post daremo spazio, come promesso due settimane fa, anche alla presentazione di Italia-Scozia, la terza partita dell'Italia in questo 6 Nazioni dove si spera gli azzurri saranno in grado di fermare l'emorragia di 23 sconfitte consecutive contro l'avversario sulla carta più abbordabile.

SERIE A

La scorsa giornata ci ha lasciato in eredità una nuova classifica e nuove gerarchie, con la Lazio che si è presa il ruolo di anti-Juve nella volata scudetto battendo l'Inter nello scontro diretto di domenica sera, l'Atalanta che, battendo la Roma, ha messo una seria ipoteca sulla sua seconda partecipazione consecutiva alla Champions League; in zona Europa League la lotta per il sesto posto (ed il settimo, qualora la Coppa Italia la vinca una delle prime 6) vede inesorabile la risalita di Napoli e Milan, ma Verona e Bologna non lasceranno nulla di intentato vista la grande mentalità che i rispettivi allenatori sono riusciti ad imprimere alle loro squadre; in zona salvezza, invece, la bagarre è apertissima grazie alla risalita di Lecce e Genoa che ha alzato la quota punti per la permanenza in serie A e dove a rischiare forte ci sono la Sampdoria ed il Torino.


ATALANTA-SASSUOLO (DOMENICA ORE 15)


Dopo la magica serata di San Siro in Champions League, l'Atalanta torna a casa sua al Gewiss Stadium dove affronta il Sassuolo di De Zerbi in un match tra due squadre la cui riconoscibilità è quasi proverbiale: da un lato il calcio verticale ed aggressivo di Gasperini, dall'altra parte il calcio di posizione ed ipertecnico del tecnico bresciano.

La stagione dell'Atalanta ci ha insegnato come con la rosa a sua disposizione Gasperini abbia reso ancora più sofisticate le sue strategie, difatti contro il Valencia in Champions lo abbiamo visto rinunciare ad entrambe le due punte di ruolo (Zapata e Muriel) lasciando in avanti Gomez ed Ilicic allo scopo di occupare la linea a 4 del Valencia e permettere le imbucate di Pasalic e gli inserimenti dall'esterno dei quinti (la doppietta di Hateboer ne è la chiara esemplificazione); in altre occasioni, invece, abbiamo visto l'Atalanta rinunciare ad uno tra De Roon e Freuler ed occupare i mezzi spazi con Pasalic e Malinovskyi con Papu Gomez addirittura ad abbassarsi in fase di costruzione. Questa varianza permette ai nerazzurri di essere maggiormente imprevedibili in fase di possesso ed anche gestire il ritmo della partita a proprio piacimento senza la necessità di costruire gioco a velocità supersonica, sensazione confermata dal dato del possesso palla (55,4% di media) che vede la squadra di Gasperini al terzo posto alle spalle solo di Juventus e Napoli ed inoltre è la squadra che mantiene il possesso per più tempo nella trequarti avversaria (32% come la Roma, mentre Juventus e Napoli sono indietro con il 31%), ma soprattutto sono i dati sulla produzione offensiva a rendere l'Atalanta una squadra di valore top a livello europeo. 

Il Sassuolo si presenta a Bergamo reduce dalla sconfitta casalinga contro il Parma dove i nero-verdi sono andati a sbattere contro il solito muro eretto dal Parma di D'Aversa fermando una serie positiva di 10 punti in 4 partite che ha portato la squadra di De Zerbi lontana da zone pericolose di classifica che permette al tecnico bresciano di continuare con serenità il percorso di crescita della sua squadra il cui abito migliore, dopo tante difficoltà iniziali nel trovare il giusto assetto, sembra essere il 4-2-3-1 che ha messo a proprio agio diversi giocatori in rosa, come per esempio i due terzini Toljan e Kiriakopoulos, ha permesso l'esplosione di Jeremy Boga (7 goal, 2 assist, 5 dribbling riusciti a partita) ed un ritorno a buoni livelli di Domenico Berardi (9 goal e 5 assist per lui).

Ma sono soprattutto le prestazioni di Manuel Locatelli a destare l'attenzione: De Zerbi gli ha ritagliato come posizione quella di centrale di centrocampo accanto ad Obiang nel 4-2-3-1, dove può esercitare al meglio rispetto ad una posizione di centrale davanti alla difesa in quanto può permettersi di spingere più avanti e supportare la fase offensiva. La sua influenza sulle strategie di gioco del Sassuolo in fase di impostazione e rifinitura è ben visibile dalla spider-chart elaborata da Understats; il suo duello con Freuler o De Roon sarà molto interessante da seguire e potrebbe determinare buona parte dell'inerzia del match.






PREMIER LEAGUE

L'esclusione del Manchester City dalla prossima Champions League sta avendo l'effetto di un terremoto sul proseguimento della stagione in Premier League, questo perché il quinto posto (salvo ripensamenti nei prossimi gradi di giudizio favorevoli al City) e non più solo il quarto garantiranno l'accesso alla prossima Champions League, una prospettiva che rimette in corsa diversi club che stavano iniziando a concentrare l'attenzione su altri obiettivi (vedi Manchester United ed Arsenal) e che ora rientrano in corsa, per questa ragione il Lunch Match di sabato tra Chelsea e Tottenham assume un valore a dir poco fondamentale.


CHELSEA-TOTTENHAM (SABATO ORE 13.30)


La sfida tra allievo e maestro (Lampard e Mourinho) è una sfida delicata tra due squadre messe in seria difficoltà dagli infortuni che stanno continuando a falcidiare le due rose e costringere gli allenatori a rivedere le proprie strategie in funzione degli elementi a propria disposizione. Entrambe le squadre si affrontano a seguite di due sconfitte casalinghe, il Chelsea battuto nel Monday Night dal Manchester United, il Tottenham reduce dalla sconfitta in Champions contro il Lipsia che mette a serio repentaglio il proseguimento nella competizione di cui è vice-campione.

Con i 2 punti raccolti nelle ultime 4 partite la squadra di Lampard ha visto ormai del tutto erodersi il vantaggio che aveva sulle proprie inseguitrici, in primis lo stesso Tottenham che, adesso, si trova ad appena 1 punto di distacco, una situazione critica acuita dagli infortuni di Abraham e Kante proprio alla vigilia dell'impegno di Champions League contro il Bayern Monaco, assenze molto pesanti che, come la partita contro lo United ci ha mostrato, creano dei grossi buchi nello scacchiere tattico del Chelsea.

Il sistema di pressing uomo contro uomo voluto da Lampard sollecita molto in fase difensiva i centrocampisti chiamati ad aggredire gli omologhi avversari uomo contro uomo, questo è rappresentato a livello numerico dal quantitativo di giocate difensive effettuate dai centrocampisti e dagli esterni, per questa ragione l'assenza di Kante ha effetti deleteri sul pressing del Chelsea, e la partita contro il Manchester United di lunedì scorso lo ha dimostrato. A Lampard ora spetta il compito di trovare la giusta strategia in vista sia dell'impegno contro gli Spurs che contro il Bayern Monaco; nello scontro precedente con Mourinho disputato a fine dicembre, Lampard si è schierato con la difesa a 3 per meglio coprire la larghezza, possibile che la dovrà rispolverare per questo doppio impegno accentando di abbassarsi in fase di non possesso.

Il Tottenham, invece, è in totale emergenza in zona offensiva dove ha perso sostanzialmente fino a fine stagione sia Harry Kane che Son, ossia i principali marcatori in Premier con rispettivamente 11 e 9 reti; entrambi inoltre avevano una funzione ben precisa nel sistema che Mourinho ha implementato dal suo arrivo a White Hard Lane, ossia il centravanti faceva da riferimento centrale supportato da Alli alle sue spalle, mentre il coreano era deputato a dare ampiezza sulla fascia sinistra visto che il terzino sinistro (Davies o Vertonghen o Tanganga) resta bloccato accanto ai difensori in impostazione e lasciare spazio ad Aurier per fornire ampiezza a destra. Persi questi due elementi chiave, Mourinho ha dovuto rimescolare gli uomini e, nella difficile serata di Champions contro il Lipsia, ha avuto delle risposte sulle strategie a cui affidarsi per ovviare alle assenze.

Lo scaglionamento asimmetrico della linea difensiva è ormai un dato acquisito, con Davies e Winks chiamati ad iniziare l'azione ed Aurier che cerca di far progredire l'azione sulla destra o con le sue discese o svolgendo il compito che prima era delegato a Kane, ossia tentare di contendere le palle lunghe per tentare di attivare i giocatori disposti sulla trequarti chiamati a non isolare Lucas Moura; una strategia che però ha funzionato solamente quando hanno lasciato il campo Dele Alli e Gedson Fernandes: l'ingresso di Lamela al posto dell'inglese e di Ndombele al posto dell'ex giocatore del Benfica hanno permesso al Tottenham di avere un posizionamento migliore sulla trequarti offensiva coprendo le voragini che vedete nella passmap tra Davies e Bergwjin e tra Winks ed il lato destro del campo; se i minuti finali della partita con il Lipsia saranno la base della strategia di Mourinho contro il Chelsea, allora avremo risposte positive per il proseguimento della stagione per gli Spurs.


BUNDESLIGA

Lo scorso turno di campionato ha visto le prime cinque della classe portare a casa i 3 punti mantenendo dunque invariate le distanze davanti alla classifica e dunque aumentando l'incertezza in merito a chi la spunterà da qui alla fine di una stagione in cui il valore del campionato tedesco si sta innalzando a dismisura con il picco probabilmente raggiunto nel corso della settimana con le vittorie stra-convincenti di Dortmund e Lipsia in Champions League. Il calendario della giornata numero 23 potrebbe favorire il Bayern Monaco che affronta in casa il Paderborn ultimo in classifica, mentre le rivali sono alle prese con match meno agevoli, in particolare il Lipsia di Nagelsmann che, dopo la vittoria sul Tottenham in Champions se la dovrà vedere contro lo Schalke 04 di Wagner nella partita che ho scelto per questo weekend. 


SCHALKE 04-LIPSIA (SABATO ORE 18.30)


La sfida di Gelsenkirchen è senza dubbio il match più interessante della giornata specie se consideriamo che all'andata lo Schalke fu capace di espugnare Lipsia con un 3-1 sfruttando al meglio gli errori della squadra di Nagelsmann.

La squadra di Wagner ha un'identità tattica e strategica abbastanza riconoscibile con un pressing uomo contro uomo particolarmente aggressivo che spesso risulta efficace (quarto posto nel dato sul PPDA pari a 9,17), mentre la fase offensiva si basa prevalentemente sul movimento e sulle giocate di Amin Harit, principale fonte di pericolo della squadra con i suoi 4 goal, 6 assist ed una media di 1,91 passaggi-chiave a partita; le fonti alternative sono le discese sugli esterni di Caligiuri ed Oczipka, la cui assenza nelle ultime settimane ha avuto un certo peso sul rendimento offensivo dello Schalke.

Il punto debole dello Schalke è la fase difensiva nel momento in cui l'avversario si mostra abile a superare la prima linea di pressione, finora la squadra di Wagner ha concesso tantissimo agli avversari, tuttavia pur avendo numeri in termini di xG concessi da squadra da parte destra della classifica, lo Schalke è la quarta difesa del campionato, una overperformance difensiva che è spiegata dalla statistica del post-shot xG (PSxG) elaborata da StatsBomb in cui gli xG vengono aggiustati sulla base della direzione del tiro effettuato, un dato utile per valutare le prestazioni dei portieri: in base a questo valore la coppia Nubel-Schubert ha permesso allo Schalke di subire 7,5 goal in meno rispetto ai goal attesi, un dato inferiore solamente a quello di Sommer a Moenchengladbach e di gran lunga superiore a qualsiasi altro portiere del campionato.

Il Lipsia si presenta alla sfida di Gelsenchirken con negli occhi la prestazione a tratti dominante sul campo del Tottenham in Champions, il dato più interessante è che per la squadra di Nagelsmann quella di Londra è la terza partita consecutiva senza prendere goal, un dato tutt'altro che scontato se si considera che in queste tre partite l'unico centrale di ruolo fosse Dajot Upamecano, a sua volta assente anche a Londra, inoltre il giovane tecnico tedesco sembra aver finalmente trovato con il 3-4-3 il sistema per ricostruire la strategia in fase di possesso dopo la partenza di Diego Demme lasciando la fase di impostazione ai tre centrali difensivi con il supporto degli esterni.

La prestazione clamorosa di Ampadu a Londra alla sua seconda partita da titolare in questa stagione mostra come con il giocatore in prestito dal Chelsea il Lipsia abbia trovato un giocatore utilissimo in fase di impostazione ma anche in fase di lettura delle linee di passaggio avversarie, ora resterà di capire se Nagelsmann, con il rientro di Upamecano rivedrà nuovamente il modulo oppure se l'inglese tornerà in panchina.














LA LIGA

Pareggiando contro il Celta Vigo domenica scorsa, il Real Madrid ha visto ridursi il vantaggio sul Barcellona ad 1 solo punto, il tutto mentre la squadra di Setien, nel mezzo di una polveriera societaria è riuscito a superare, parafrasando una citazione di Guardiola in relazione all'Atalanta, "la visita al dentista" rappresentata nella Liga dal Getafe di Bordalas che, comunque, riesce a mantenere il terzo posto in una lotta per la Champions in cui tutti hanno rallentato, eccetto il Villarreal, unica a vincere ed ora a 2 punti dal quarto posto occupato da Atletico Madrid e Siviglia, per questo motivo la partita che consiglio questo weekend è la visita del sottomarino giallo al Wanda Metropolitano.


ATLETICO MADRID - VILLARREAL (DOMENICA ORE 21)


Come indicato in premessa, appena due punti dividono l'Atletico Madrid dal Villarreal: i colchoneros sono alle prese con mille difficoltà derivanti dalle assenze e dai limiti in fase di finalizzazione già discussi nei miei post precedenti sul blog, il Villarreal ha una serie positiva aperta di 10 punti nelle ultime 4 partite coincisa con l'arrivo in attacco di Paco Alcacer, fuoriuscito da Dortmund a causa dell'arrivo di Haaland.

In tutte le difficoltà di questa stagione l'Atletico non ha mai perso lo spirito combattivo e la grande applicazione in fase di non possesso che le permette di essere la miglior difesa del campionato alle spalle del Real Madrid e la miglior difesa in termini di xG subiti (ad eccezione del modello di Between the Posts). In settimana la prestazione difensiva contro il Liverpool ci ha riportato alla mente l'Atletico del 2014, quello capace di vincere la Liga e di trovarsi ad un passo dalla vittoria della Champions League; una prova di intensità difensiva non sfuggita ai freddi numeri delle statistiche con le 6 respinte di Savic e, soprattutto, i possessi persi da Alexander-Arnold (36) a dimostrazione di come la fase difensiva di Simeone può soffocare qualsiasi tipo di organizzazione offensiva; con il Villarreal l'Atletico Madrid dovrà dare continuità alla prestazione in Champions se intende risalire la corrente anche nella Liga.



Il test per l'Atletico Madrid è molto probante visto che il Villarreal è una delle squadre con la migliore produzione offensiva della Liga e che con l'arrivo di Paco Alcacer vuole risolvere il problema della underperformance realizzative evidenziatosi per lunghi tratti della stagione. Javi Calleja avrà studiato le difficoltà avute dal Liverpool contro il blocco difensivo dell'Atletico, l'arma a sua disposizione è la grande qualità dei suoi centrocampisti ai quali chiede continue rotazioni per disordinare le linee difensive avversarie; a livello di modulo il Villarreal alterna il 4-1-4-1 al 4-2-3-1 a seconda delle caratteristiche dei giocatori utilizzati, in genere la differenza tattica la fa la presenza in campo di Iborra o Anguissa: il primo è il tipico pivote che gioca davanti alla difesa e che si affianca a loro al momento di far partire la manovra, il secondo è un centrocampista che ama muoversi di più e per questo è necessario che ci sia qualcuno accanto che dia copertura alle sue sortite in avanti, in questo ruolo si alternano lo stesso Iborra oppure Trigueros.

In cima a questi meccanismi, infine, vi è un giocatore, si tratta di Santi Cazorla, classe 1984 come Cristiano Ronaldo, due anni fa la sua carriera sembrava finita a causa di una serie di complicazioni derivante da un batterio che gli aveva devastato il tallone d'achille, tornato a Villarreal lo scorso anno ha ritrovato la miglior condizione e una gran voglia di ritornare a giocare che lo hanno portato a realizzare 8 goal e 5 assist ed un gigantesco contributo in fase di impostazione e rifinitura, che possa essere lui il grimaldello che permetterà al Villarreal di sbancare il Wanda Metropolitano e rimettere il Villarreal nella mappa dei top club spagnoli?

LIGUE 1

La scorsa settimana il Marsiglia vincendo a Lille ha praticamente chiuso i conti per quel che riguarda il secondo posto in classifica, complice anche la sconfitta del Rennes a Reims che ha portato la squadra di Stephan a 11 punti ed il Lille a 12 punti; in questo contesto si accende a sorpresa la lotta per il terzo posto con Rennes e Lille adesso incalzati da 9 squadre raccolte in 5 punti, a capeggiare questo gruppo vi è il Monaco, finalmente risollevatosi dopo i mille alti e bassi di questa stagione; i monegaschi sono chiamati a dare continuità al loro momento di forma andando a fare visita al Digione.


DIJON-MONACO (SABATO ORE 20)


La trasferta di Digione rappresenta un'importante prova per il Monaco di Robert Moreno, reduce da tre vittorie consecutive che hanno consentito ai monegaschi di risalire fino al quinto posto in classifica, ma la Ligue 1 ci ha abituato a diverse storie di serie positive che si sono poi rivelate come dei fuochi di paglia, per questo una quarta vittoria consecutiva potrebbe essere considerata come un segnale positivo che indica che la strada intrapresa è quella giusta.

Con l'esonero di Jardim e l'arrivo di Roberto Moreno durante la pausa invernale il Monaco ha operato l'ennesima rivoluzione della rosa spendendo 60 milioni per ringiovanire la rosa con profili di importante prospettiva come i giovani  centrocampisti Youssouf Fofana dallo Strasburgo e Aurélien Tchouaméni dal Bordeaux e dei difensori centrali Pavlovic dal Partizan (rimasto in Serbia fino a fine stagione) e Marcelin dall'Auxerre. 

Dei nuovi acquisti l'unico che ha trovato spazio è Fofana che forma la cerniera centrale di centrocampo che da protezione alla difesa e permette a Golovin e Jovetic di muoversi e di servire le due punte Slimani e Ben Yedder. Dalle due mappe di azione del centrocampista nelle ultime due partite si intuisce anche come Moreno continui a modificare lo schieramento della squadra, contro il Montpellier Fofana ha giocata come vertice basso di un rombo di centrocampo, mentre nella partita di Amiens le principali responsabilità in fase di impostazione erano delegate ad Adrien Silva.

Il Dijon in piena lotta per la salvezza si trova al terzultimo posto in classifica, posizione che al momento la costringerebbe ad affrontare lo spareggio contro la vincitrice dei play-off di Ligue 2, esperienza già affrontata lo scorso anno, tuttavia le prestazioni della squadra di Jobard mostrano una squadra in grande crescita che, con l'arrivo di Benzia nel mercato invernale ha aggiunto qualità alla rosa della squadra.

Il profilo statistico elaborato da Soccerment dimostra come i valori della squadra in termini numerici siano sostanzialmente in linea con i valori medi del campionato; come già segnalato nei miei post precedenti, la squadra di Jobart finalizza meno bene rispetto a quanto produce, anche a causa del fatto che gli attaccanti centrali tendono a lavorare più in fase di rifinitura che in fase di finalizzazione; la partita con il Monaco dovrà mostrare una continuità della squadra borgognona nella ricerca di soluzioni di tiro più efficienti che possano migliorare la fase realizzativa, le 4 reti segnate nelle due partite contro Nantes e Bordeaux sono uno buon viatico, tuttavia deve saper cercare di non far sostenere tutto il peso offensivo alle grandi qualità di Chouiar.


BONUS TRACK


RUGBY, ITALIA-SCOZIA (SABATO ORE 15.30)


Da 5 anni a questa parte è arrivato quel momento dell'anno in cui gli appassionati di rugby in Italia sperano che avvenga il miracolo, ossia una vittoria nel 6 nazioni: domani pomeriggio all'Olimpico viene a fare visita agli azzurri la Scozia, ossia l'avversario che per l'Italia è sempre stato il principale benchmark in termini di valore tecnico.

Messi da parte i rapporti di forza storici tra le due squadre, la situazione negli ultimi anni ha visto allargarsi paurosamente le forbice tra l'Italia e gli scozzesi, con quest'ultimi che negli ultimi anni hanno anche raccolto punti contro gli inglesi ma che sono reduci dalla delusione mondiale dove sono stati eliminati da Irlanda e Giappone nel girone.

L'Italia ha cambiato guida tecnica con l'addio di O'Shea sostituito da Franco Smith, il quale ha instaurato una strategia di consolidamento di un gruppo di giocatori con cui costruire un percorso tecnico che possa permettere agli azzurri di crescere fino al punto di tornare competitivi. Finora questo percorso ha portato a 2 sconfitte, una molto pesante in Galles (42-0) ed un'altra contro la Francia (35-22) in cui si sono visti dei progressi, non tanto dal punto di vista tecnico quanto dal punto di vista mentale.

Dando uno sguardo ai report statistici del 6 Nazioni, l'Italia è la squadra che fa meno utilizzo del calcio per avanzare preferendo il gioco alla mano, un sistema molto ambizioso ma che non sembra pagare grossi dividendi visto che l'Italia fatica ad avere possesso territoriale (46% contro il 53% di possesso generale) esponendosi a tanti errori tecnici derivanti dalle difficoltà a rompere le linee avversarie; inoltre in fase difensiva si fa una gran fatica a controllare gli attacchi avversari (appena 8% i placcaggi dominanti, ossia i placcaggi che determinano uno stop dell'inerzia dell'azione offensiva avversaria).

La Scozia, al contrario, ha mostrato un approccio più conservativo mediante un utilizzo più frequente del calcio per allontanare gli avversari dalla propria area dei 22 facendo un uso dunque molto ridotto del gioco alla mano che, però, si mostra molto produttivo visto che la Scozia ha il miglior dato di avanzamento della linea del vantaggio (58%), mentre in difesa i dati ci dicono che si tratta di una squadra difficile da sfondare (13% di placcaggi dominanti) essendo in testa a tutti gli indicatori relativi ai break subiti (2 a partita contro i 4 di media della competizione). In fase offensiva, tuttavia, la squadra scozzese, non ostante un possesso territoriale superiore al 50% e non ostante i numeri interessanti in avanzamento, non è riuscita ancora ad andare a meta in questo 6 nazioni subendo al contempo solamente 2 mete, tuttavia il 70% dei punti subiti arriva dai calci di punizione, generati principalmente da placcaggi irregolari, un dato che, unito alla percentuale di placcaggi dominanti, suggerisce un approccio molto aggressivo della squadra scozzese.

Dai dati di cui sopra ci suggeriscono che Italia-Scozia sarà anche una gara tattica, lo stesso Smith in conferenza stampa ha parlato di una gara che è stata pianificata per reggere il confronto fisico con gli scozzesi, specie con riguardo alla tenuta della squadra per tutti gli 80' di gara, un focus, quest'ultimo, su cui il nuovo allenatore sta lavorando molto e che ha mostrato degli importanti progressi nella gara contro la Francia, che sia la strada giusta per fermare a 24 la striscia di partite consecutive perse nel 6 Nazioni?

Friday, 18 October 2019

Cosa vedere nel weekend #7


E' venerdì ed il conto alla rovescia è terminato, la pausa nazionali è terminata, abbiamo celebrato la qualificazione dell'Italia ai prossimi Europei, ora si ritorna con un weekend in cui abbiamo davvero l'imbarazzo della scelta. Come da consuetudine, ho fatto una selezione dei temi e degli eventi che meritano attenzione in questi giorni.

LAZIO-ATALANTA, LO SPOT PER IL NOSTRO CAMPIONATO?

La serie A ci ha lasciato due settimane fa con la vittoria della Juventus sull'Inter in quello che era il match più atteso della stagione sinora; dopo due settimane si ricomincia con un altro grande match, Lazio-Atalanta, riedizione della finale di Coppa Italia dello scorso anno e scontro tra le squadre indubbiamente più interessanti del nostro campionato da quando Simone Inzaghi e Gianpiero Gasperini hanno iniziato a sedersi sulle rispettive panchine. Da una parte abbiamo una squadra che negli anni si è trasformata in una squadra tecnica (Luis Alberto, Correa, Milinkovic-Savic ormai sempre schierati contemporaneamente da Inzaghi) costruita attorno alle doti realizzative di Ciro Immobile, dall'altra abbiamo una squadra che fa dell'aggressività e della verticalità il suo mantra (maggior numero di xG creati in serie A dietro al Bologna), per cui sarà interessante vedere all'opera la squadra che secondo le statistiche è seconda solo alla Roma per passaggi completati negli ultimi 20 metri, contro la squadra che meno li concede (terza dietro Juventus e Milan).

LA BUNDESLIGA PIÙ EQUILIBRATA DI SEMPRE?

Ok, il titolo è un tantino altisonante, però fa specie vedere sette squadre in 2 punti e dieci squadre in 6 punti: per chi guarda il bicchiere mezzo vuoto la causa è stata l'inopinata sconfitta interna del Bayern Monaco contro l'Hoffenheim nella giornata che ha preceduto la pausa, per chi guarda il bicchiere mezzo pieno il merito è della qualità tecnica e tattica a disposizione di buona parte delle squadre della massima serie tedesca. In questo quadro della situazione le partite di maggior interesse sono quelle di questa sera, con l'Eintracht Francoforte rivoluzionato dalle cessioni di Haller, Rebic e Jovic che affronta al Waldstadion il Bayer Leverkusen di Bosz in un sempre affascinante contrasto di stili tra i padroni di casa votati ad un calcio verticale ed il gioco di possesso e riaggressione tanto amato dall'allenatore ex Ajax.

Ma il proscenio è per la sfida di sabato alle 18.30 tra il Borussia Dortmund altalenante di Favre e la capolista Borussia Moenchengladbach, allenata dall'ex allenatore del Salisburgo Marco Rose, che sta portando, almeno in campionato, la propria filosofia in un contesto tecnico molto interessante (su tutti la coppia d'attacco formata da Pleà e il figlio d'arte Marcus Thuram) dove il lavoro dell'allenatore austriaco ha portato grandi miglioramenti in fase offensiva, dove i numeri in termini di xG fino a questo momento sono inferiori (ma davvero di poco) al solo Bayern Monaco.

I dati offensivi del Moenchengladbach, fonte StatsBomb

GRANADA-OSASUNA, NON DUE SEMPLICI NEOPROMOSSE

Tra i maggiori spunti emersi nelle prime giornate della Liga spagnola c'è sicuramente il rendimento eccezionale di due delle tre neopromosse, ossia Granada ed Osasuna che questa sera si affrontano nell'anticipo. La squadra andalusa, non ostante la sconfitta al Bernabeu prima della pausa si trova al quarto posto in classifica merito di un approccio tattico camaleontico che le permette di mantenere una certa solidità difensiva costringendo gli avversari a soluzioni di tiro non particolarmente efficaci, mentre in fase offensiva sfrutta le doti in velocità dell'ex Udinese Machis in riaprtenza, ma la vera arma offensiva della squadra di Diego Martinez sono i piedi educati di Montoro, letali in situazioni di gioco fermo, difatti il Granada è la squadra con il maggior numero di realizzazione su situazione di palla inattiva. Dall'altra parta la squadra di Pamplona ha assorbito lo stile iper-aggressivo del suo allenatore Jagoba Arrasate, con una produzione offensiva basata sulla distribuzione del gioco degli esterni per portare rapidamente il pallone in area dove la squadra di Pamplona può sfruttare le doti in area di Chimi Avila, vero trascinatore ed esemplificazione sul campo dello spirito del proprio allenatore.

Il manifesto del gioco verticale dell'Osasuna

L'altra neopromossa, ossia il Mallorca, ospiterà sabato sera l'indecifrabile Real Madrid di Zidane, in testa alla classifica non ostante le mille (giustificate) perplessità che circondano l'operato delle merengues. Il Barcellona di Valverde, invece, deve iniziare a trovare continuità anche al di fuori del Camp Nou, per cui avremo risposte dalla trasferta basca sul campo dell'Eibar; altri due match da seguire saranno sicuramente la sfida del Wanda Metropolitano tra l'Atletico Madrid ed il Valencia di Celades e l'esordio di Machin sulla panchina dell'Espanyol contro il Villarreal.

COME SI PUÒ FERMARE IL LIVERPOOL?

Il distacco di 8 punti che il Liverpool ha creato sul Manchester City in sole 8 giornate è il più alto divario nei maggiori campionati, a questo punto è opportuno chiedersi come il City riuscirà a colmare questo divario, ma soprattutto come e chi sarà in grado di togliere punti alla formazione di Klopp (a punteggio pieno con 8 vittorie in 8 partite). Ad Anfield Road il titolo manca da ormai 30 anni, per cui sembra evidente come la strategia di Klopp sia quella di focalizzarsi maggiormente sulla Premier, almeno stando a quanto visto in Champions sinora; tuttavia non mancano i difetti e le imperfezioni ai reds ma al momento tutto sembra stia girando nel verso giusto, e le ultime due vittorie contro Sheffield United e Leicester lo testimoniano, ma attenzione, domenica nel tardo pomeriggio ci sarà la sfida all'Old Trafford contro il Manchester United, sfida sempre ricca di fascino e tradizione e che già lo scorso anno è costata il titolo a Salah e compagni; il Manchester United che attende domenica il Liverpool sembra essere una squadra allo sbando, soprattutto l'abulia offensiva preoccupa i tifosi dei red devils che, a questo punto, devono appellarsi all'orgoglio (ed al ritorno di Martial dall'infortunio) della giovane squadra allenata da Solskjaer, per fermare i loro grandi nemici. 

Dall'altra parte della lotta per il titolo c'è il Manchester City di Guardiola, inaspettatamente distante otto punti, pur essendo nettamente avanti nelle classifiche di rendimento sia difensive che offensive, eppure le sconfitte patite a Norwich e quella interna contro il Wolverhampton prima della pausa hanno messo a nudo le difficoltà dei citizens quando gli avversari riescono, con molto coraggio, a superare la pressione degli uomini di Guardiola. L'infortunio di Laporte ha notevolmente complicato i piani del City in fase difensiva, costringendo il tecnico catalano a schierare Fernandinho in difesa e Gundogan accanto a Rodri a centrocampo per pulire l'uscita del pallone dalla trequarti, ed è proprio questo duo che in fase passiva mostra ancora qualche difficoltà: attenzione, il City domina ancora le partite e produce tantissimo e subisce pochissimo, ma quando subisce concede all'avversario sempre situazioni offensive molto favorevoli (vedi grafico StatsBomb sugli xG concessi per tiro subito). Sabato sera la trasferta di Selhurst Park contro il Crystal Palace (grandissima sorpresa di questo inizio di stagione) ci dirà se il City è in grande di riprendere il cammino sperando in un regalo dagli odiati cugini dello United.


IL RITORNO DI RUDY GARCIA

A pochi mesi dal divorzio dal Marsiglia, l'ex allenatore della Roma torna in panchina e lo fa in una piazza altrettanto esigente come quella di Lione. Garcia eredita da Silvinho una squadra che era partita con 9 goal fatti e 0 subiti nelle prime due partite, successivamente a questo inizio lanciato il Lione ha raccolto appena tre punti mettendo a nudo i limiti della strategia proposta dal tecnico brasiliano. Il possesso palla esasperato per attirare la pressione avversaria e lanciare in profondità Dembelè e Depay hanno funzionato quando l'avversario aveva necessità di alzare il baricentro per recuperare situazioni di svantaggio, ma è bastato togliere la profondità agli attaccanti per togliere ogni tipo di pericolosità alla manovra. E qui i numeri parlano chiaro, il Lione riesce a costruire tiri prevalentemente da fuori area (solo il Bordeaux ha una percentuale di tiri da fuori superiore a quella del Lione) non riuscendo ad accedere all'area di rigore avversaria con facilità; ad ulteriore dimostrazione di quanto detto sopra c'è anche il dato sulle zone di azione, il possesso palla della squadra lionese avviene prevalentemente nella propria metà campo, mentre il dato sull'occupazione della trequarti avversaria è peggiore solo a quello del Bordeaux. Domani pomeriggio al Groupama Stadium arriva il Digione reduce da due vittorie consecutive e con un atteggiamento tattico prevalentemente difensivo, per cui sarà interessante vedere quale strategia Garcia utilizzerà per riportare i suoi alla vittoria e iniziare la risalita in classifica.


La ripartizione delle conclusioni in porta del Lione, fonte WhoScored
Le zone di gioco del Lione, fonte WhoScored







I QUARTI DI FINALE DELLA RUGBY WORLD CUP



Terminata la fase a gironi, i Mondiali di rugby entrano nella fase più affascinante ed avvincente, non che i gironi non ci abbiano regalato emozioni (vedi il Giappone che ha battuto sia Irlanda e Scozia accedendo ai quarti contro il Sudafrica, vedi la tiratissima partita tra Francia ed Argentina), ma ora ad affrontarsi saranno solo i giganti della palla ovale. Nel weekend si giocano i quarti di finale che andiamo a presentare:

Sabato, ore 9.15, Inghilterra-Australia

E' una sfida che si può ormai definire come un classico della massima manifestazione rugbystica; Inghilterra ed Australia si sono già affrontate in due finali mondiali ed il confronto tra le due nazionali arriva al settimo capitolo nella storia della massima competizione (partita più giocata assieme a Francia-Nuova Zelanda e Galles-Australia; quattro anni fa i wallabies umiliarono gli inglesi a Twickenham sbattendoli fuori dal mondiale di casa nella fase a gironi. Da allora la squadra adesso allenata da Eddie Jones ha aperto un nuovo ciclo che l'ha vista sempre vincente contro la squadra australiana. Gli inglesi hanno, quindi, un 51% di favore del pronostico, tuttavia restano delle incognite dovute al fatto che Ford e compagni al momento non hanno potuto testarsi in maniera seria a causa dell'annullamento della partita contro la Francia e la vittoria più comoda del previsto contro l'Argentina a causa della superiorità numerica goduta praticamente per tutto il match, dall'altra parte gli australiani hanno affrontato tutte le quattro partite del girone ed affrontato (perdendo) il Galles.

Sabato, ore 12.15, Nuova Zelanda-Irlanda

Pronostico sulla carta più chiuso quello della sfida tra gli All Blacks e la formazione irlandese,  con la squadra neozelandese che ha mostrato in questo mondiale di aver terminato con le sperimentazioni dell'ultimo anno, culminate con una Championship giocata col freno a mano tirato, e con l'ultimo precedente tra le due formazioni che ha visto gli irlandesi vincere 16-9. La vittoria della squadra di Hansen contro il SudAfrica ci ha consegnato una squadra non ancora perfetta ma ampiamente superiore alle altre, all'Irlanda servirà una grande prestazione principalmente con l'ovale tra le mani, visto che la formazione neozelandese ha mostrato qualche piccola crepa nella tenuta difensiva, mentre la fase offensiva irlandese si è dimostrata particolarmente incisiva nel corso del girone grazie alla qualità delle proprie terze linee, dove però la sconfitta subita per mano del Giappone ha creato non pochi dubbi sulle possibilità degli uomini di Schmidt che saranno anche privi del centro terza linea Aki, squalificato.

Domenica, ore 9.15, Galles-Francia

Si affrontano la squadra che più ha impressionato nella fase a gironi contro quella che meno ha impressionato. I gallesi sono, a mio parere, la squadra di questa parte dell'emisfero che possiede le maggiori chance di arrivare in fondo alla competizione: la squadra di Gatland è reduce dal grand slam nell'ultimo 6 Nazioni e si presenta con una formazione con un giusto mix tra esperienza (quarto mondiale per il capitano Alun Jones) e gioventù (la seconda linea Josh Adams sembra essere la punta di diamante dei prossimi anni del rugby gallese) e con un roster completo in grado di garantire un'ottima difesa, grande forza offensiva ed anche un utilizzo sapiente e preciso del gioco al piede. Dall'altra parte i francesi sono indicati dagli esperti come la squadra più debole delle otto rimaste in gioco in questi mondiali, e francamente c'è da essere d'accordo: il drop di Lopez contro l'Argentina ha evitato l'eliminazione dal girone, mentre le vittorie contro gli USA e quella di misura contro Tonga hanno alimentato le perplessità sulla formazione francese, evidentemente il cambio generazionale in atto da alcuni anni fatica a completarsi, in ogni caso stiamo parlando della Francia, squadra che sa sempre trovare le giuste forze quando conta, ma è fuori di dubbio che i gallesi siano i grandi favoriti.

Domenica, ore 12.15, Giappone-Sudafrica

In pochi ci saremmo aspettati di vedere i nipponici presenti alla fase ad eliminazione diretta della competizione, ma il cammino della squadra allenata da Jamie Joseph è stato senza ombra di dubbio esaltante, con quattro vittorie in quattro partite inclusi gli scalpi di Irlanda e Scozia; la narrativa della squadra che va oltre i propri limiti in un processo iniziato quattro anni fa con la vittoria di Brighton proprio contro il Sudafrica non può essere sufficiente per spiegare l'exploit dei padroni di casa, ma va aggiunta la capacità di sfruttare al meglio i propri punti di forza, principalmente la velocità del suo estremo Matsushima, ben alimentato dai mediani Matsuka e Tanaka, molto rapidi nel riciclare i possessi in raggruppamento. Il Sudafrica è molto diverso rispetto a quello di 4 anni fa, è reduce dalla vittoria nel Championship quest'estate e si presenta come una delle squadre più fisiche, se non la più fisica, del torneo, con una seconda e terza linea di altissimo livello (specie Etzebeth) e con un roster profondissimo; con questi ingredienti gli springboks tenteranno di sfiancare l'ardore dei giapponesi per poi puntare al loro crollo nelle fasi finali del match.

I PLAYOFF DELLA MLS



L'intervallo tra quella appena passata e la prossima pausa per le nazionali decreterà il vincitore della Major League Soccer, per cui il 10 novembre sapremo se Atlanta sarà stata in grado di confermare il titolo ottenuto lo scorso anno oppure se un'altra giovane franchigia (Los Angeles Football Club) riuscirà a vincere il titolo dopo aver dominato la regular season, oppure Ibra sentendo aria di vittoria riuscirà a portare al titolo l'altra metà della città degli angeli? Andiamo a guardare le sfide con cui si apriranno questi playoff, i cui turni si disputeranno in gara secca in casa della meglio classificata nella regular season.

WESTERN CONFERENCE (vincitrice Los Angeles Football Club)


Come previsto dal nuovo regolamento la vincitrice della Conference è qualificata di diritto al turno successivo, la Western Conference è stata dominata, come già anticipato nel nostro precedente post sulla MLS, dalla franchigia più giovane di Los Angeles, trascinata dalle reti del messicano Carlos Vela, capocannoniere con 34 goal.

Nel weekend quindi si affrontato le squadre dal secondo al settimo posto, le vincitrici raggiungeranno Los Angeles FC nel tabellone delle semifinali.

Minnesota-LA Galaxy

Si affrontano la quarta contro la quinta della regular season. Si gioca in casa della franchigia di Minneapolis (il nuovissimo Allianz Field è però situato nella vicina St. Paul) che è stata per lunghi tratti della stagione al secondo posto nella conference salvo poi calare nelle battute finali della regular season; stando ai valori tecnici delle due squadre il pronostico suggerisce una vittoria dei Galaxy che ovviamente punterà tutto sulle giocate di Zlatan Ibrahimovic, vero catalizzatore della produzione offensiva.

Salt Lake-Portland

La franchigia dello Utah si presenta a questi playoff da terza della Conference, un risultato favorevolmente sorprendente dato che si tratta di una società che non riesce ad attrarre i migliori talenti vista la mancanza di fascino della location ma che comunque è stata in grado di costruire una squadra che cerca di giocare a calcio palla a terra partendo dalla difesa. L'incrocio con Portland, però, non è dei più favorevoli, visto che gli ultimi incroci tra le due squadre ha visto prevalere i Timbers, squadra dall'ottima organizzazione in fase di pressing alto e dall'approccio molto verticale in fase di possesso, anche grazie alle capacità come assistman di Valeri e Blanco, due dei tre trequartisti del 4-2-3-1 dei Timbers.

Seattle-Dallas

Sfida molto interessante tra la seconda e la settima classificata nella regular season: i Sounders si presentano a questa sfida con una striscia positiva nella fase finale della stagione regolare che l'ha portata fino al secondo posto; la squadra allenata da Henderson può  ancora contare sulla classe ed il carisma di Nicolas Lodeiro, centrocampista uruguayano ancora capace di incantare, ora nella posizione di trequartista. Dall'altra parte Dallas si presenta con un finale di regular season in sordina, tuttavia la franchigia texana ha mostrato cose interessanti nel corso della stagione, tra cui un approccio basato su un gioco palla a terra sfruttando poco il centro del campo ma appoggiandosi spesso sugli esterni offensivi e soprattutto le sovrapposizioni dei terzini Cannon e Hollishead. Seattle, vincitrice nel 2016 e finalista nel 2017, non dovrebbe deludere le aspettative e trovare il passaggio al prossimo turno contro la vincente di Salt Lake-Portland.


EASTERN CONFERENCE (vincitrice New York City Football Club)


Dall'altra parte del tabellone la lotta per il primo posto è stata molto equilibrata, ma a spuntarla alla fine è stata la metà di New York di proprietà del Manchester City, di cui condivide il colore della maglia ed il sistema di gioco posizionale marchio di Pep Guardiola, che il tecnico Domènec Torrent traduce con un 3-4-2-1 in cui la coppia Maxi Moralez-Mitrita supporta la punta Castellanos, per loro settimana di riposo in attesa di affrontare la vincente di Toronto-D.C. United allo Yankee Stadium.

Toronto - D.C. United

La formazione canadese, vincitrice nel 2017, dopo una stagione di ricostruzione culminata con l'addio di Giovinco, torna ai playoff come quarta classificata grazie al lavoro dell'allenatore Greg Vanney, abile a trovare un giusto equilibrio nel corso della stagione con una squadra che imposta il gioco prevalentemente palla a terra dalla propria trequarti (quinta in classifica per possesso palla), con una fase offensiva poggiata sulla coppia Pozuelo-Altidore (entrambi in doppia cifra) e con una fase difensiva che si è andata aggiustando in corso d'opera. Il test per la squadra canadese è tutt'altro che semplice, i D.C. United hanno chiuso la regular season al quinto posto ma con una striscia di cinque partite senza sconfitte, inoltre in attacco hanno qualcuno che, quando la posta in palio si alza, sa bene come alzare la voce, lui è Wayne Rooney che, dopo questi playoff lascerà la MLS per tornare in Inghilterra a vestire la maglia del Derby County.

Philadelphia - NY Red Bulls

La terza e la sesta della Eastern Conference si affrontano al Talen Energy Stadium di Chester, casa dei Philadelphia Union, in una partita che promette grande spettacolo, con da una parte la squadra della città della Pennsylvania sempre molto propositiva e sbilanciata con il suo rombo a centrocampo, dall'altra parte la franchigia newyorkese di proprietà del marchio Red Bull, avamposto oltre oceano del progetto tecnico portato avanti in Europa a Salisburgo e Lipsia. con un calcio sempre aggressivo e verticale. Difficile fare un pronostico, il precedente in regular season disputato in casa di Philadelphia ha visto gli Unions rimontare nel secondo tempo due goal di svantaggio.

Atlanta - New England

La partita della Mercedes Benz Arena di Atlanta (uno degli stadi moderni più affascinanti nel mondo) è quella con, probabilmente, il pronostico più chiuso di questo primo turno di playoff. L'Atlanta United intende seriamente confermare il titolo ottenuto lo scorso anno sotto la guida di Gerardo Martino, la cui eredità è stata raccolta da Frank De Boer che, dopo un inizio difficile, ha impostato la squadra con un 3-4-2-1 che permette agli esterni Meram e Gressel di dialogare direttamente con la batteria offensiva che conta gente come Ezequiel Barco, "Pity" Martinez ed il capocannoniere della scorsa stagione Josef Martinez; dall'altra parte i New England Revolutions hanno trovato dei playoff insperati dopo un tremendo inizio di stagione che ha portato sulla panchina l'ex ct statunitense Bruce Arena che ha ridato una quadratura alla franchigia di Foxborough, e chissà che non riesca a piazzare qualche trappola ai campioni in carica.

Friday, 4 October 2019

Cosa vedere nel weekend #6

Con il prossimo weekend si chiude il primo ciclo di impegni per le squadre di club che poi si fermeranno per lasciare spazio alle nazionali. Ne approfittiamo per fare già un primo bilancio delle indicazioni ricevute e renderle argomento di verifica per questo weekend. Piccolo, ma importante, spazio lo dedichiamo anche al rugby, con il terzo weekend di gare nei gironi della World Cup, weekend già iniziato questa mattina con la pesante sconfitta degli azzurri contro il Sudafrica che, di fatto, ci estromette dalla competizione.








INTER-JUVENTUS CHE PESO AVRÀ?

La Serie A chiuderà questa tranche di stagione con il big-match di San Siro, la partita più attesa da quando l'Inter ha ufficializzato l'arrivo di Antonio Conte, attesa ancor più giustificata visto che ad affrontarsi sono le prime due della classe. Tenendo il discorso esclusivamente alle tematiche di campo, a livello tattico sarà interessante capire come Conte cercherà di contrastare il rombo bianconero, in particolare se sarà Brozovic ad occuparsi del trequartista (Ramsey o Bernardeschi) o se verrà sacrificato Barella per lasciare spazio a Gagliardini. Dall'altra parte Sarri dovrà predisporre un piano per fermare Stefano Sensi, il giocatore del mese di settembre, compito complesso se l'ex Sassuolo andasse ad operare nella zona di competenza di Khedira. 

 



Non ostante la testa della classifica, chi ha l'onere dei tre punti, a mio parere, è l'Inter che deve approfittare dello scontro diretto a San Siro per allungare a +5 e costringere la Juventus a fare un campionato di rincorsa, ogni altro risultato permetterà alla Juve di mantenere il controllo sul campionato.

Chi potrebbe trarre vantaggio da un pareggio potrebbe essere il Napoli, tuttavia la squadra di Ancelotti deve risolvere una serie di problematiche derivanti dalle ultime prestazioni in cui il potenziale offensivo a disposizione sembra essersi inceppato, l'unico che sembra non soffrire di questa problematica è Dries Mertens, inserito da WhoScored nella top11 della serie A di settembre.



WEST HAM E LEICESTER POSSONO SOGNARE LA CHAMPIONS?




Con Liverpool e City che sembrano fare un campionato a parte, con Chelsea, Manchester United ed Arsenal alle prese con un complesso cambio generazionale, e con il Tottenham che sembra in grave crisi tecnica, sembra essere arrivato il momento per contestare il dominio delle top 6; questo mese di Premier ha designato Leicester e West Ham come le squadre in grado di assolvere a questo compito.

La squadra di Brendan Rodgers ha già raccolto 4 punti nei tre match disputati contro le top 6 (pareggio a Stamford Bridge contro il Chelsea, sconfitta all'Old Trafford contro lo United, vittoria interna contro il Tottenham) ma soprattutto mostra di crescere di rendimento e di consapevolezza ogni settimana, sabato pomeriggio arriva un vero e proprio test di fuoco, ossia la trasferta ad Anfield. Il terzo posto attuale in classifica non è affatto casuale, il percorso di Rodgers e dello scouting del Leicester sembra davvero molto interessante, con diversi giocatori interessanti e forse già pronti ad essere considerati elementi di prima fascia, uno su tutti il terzino destro Ricardo Pereira, inserito nella top 11 europea di settembre da parte di WhoScored per i suoi interventi difensivi ma anche per la qualità in fase di impostazione.

Con riguardo al West Ham, l'esordio contro il Manchester City non lasciava presagire nulla di buono ed invece lo 0-5 casalingo della prima giornata è al momento l'unica sconfitta subita dagli Hammers, con Pellegrini che ha man mano inserito i nuovi arrivi della scorsa estate, in particolare uno su tutti, Sébastien Haller: il centravanti francese dopo aver fatto le fortune dell'Eintracht Francoforte nelle ultime due stagioni, continua ad essere un giocatore unico nel suo genere che sta aiutando i clarets and blue a fare il salto di qualità atteso dal momento del passaggio da Boleyn Ground al London Stadium,

Il radar di StatsBomb mostra le qualità di Haller, utile nel gioco aereo per far risalire la squadra, utilissimo in fase di pressione dell'impsotazione avversaria, lucidissimo nel tentare conclusioni solo da posizioni favorevoli (ogni suo tiro ha il 20% di possibilità di terminare in rete). Sabato alle 18.30 al London Stadium arriva il Crystal Palace che Roy Hodgson sta facendo rendere molto oltre le aspettative tanto da portarli a pari merito con gli Hammers.











SCHALKE 04, LA SQUADRA DEL MOMENTO?


Gelsenkirchen è una delle città più passionali della Germania, forse perché contaminata dall'immigrazione portata dalle miniere della regione, riferimento orgogliosamente riportato nel corridoio di ingresso al campo della Veltins Arena; una passionalità che si riflette dallo spettacolo della tifoseria dello Schalke 04, sempre presente quanto rumorosa anche in situazioni come quella dello scorso anno, dove i minatori si sono ritrovati faccia a faccia con lo spettro della retrocessione. Quest'anno la musica sembra cambiata, ed il cambio di passo sembra avere il nome di Amine Harit: il fantasista marocchino piazzato da Wagner da esterno sinistro, sta facendo grandi cose potendo puntare verso il centro con la sua tecnica disordinando le difese avversarie. Statsbomb ha dedicato a lui un articolo la scorsa settimana a lui e sulla squadra questa settimana, evidenziandone i progressi lievi ma costanti.


Sabato pomeriggio alle 18.30 alla Veltins Arena farà visita il Colonia, tornato in Bundesliga dopo l'inopinata retrocessione di due anni fa. La squadra di Beierlozer sta ancora patendo il passaggio di categoria e sta facendo fatica a trovare una giusta identità. Per lo Schalke, dopo la vittoria di Lipsia, un test importante per capire se i progressi di cui al grafico accanto saranno confermati.




LA STAGIONE DI OCAMPOS

Domenica sera il Siviglia di Lopetegui sarà impegnato nel posticipo al Camp Nou contro il Barcellona, una grande occasione per vedere all'opera in un contesto di altissimo livello Lucas Ocampos, uno dei tanti talenti rilasciati dalla cantera del River Plate, passato in Italia con la maglia di Genoa e Milan, di cui si attende l'esplosione. Il sistema di Lopetegui sembra aver messo a proprio agio il giocatore argentino che, partendo largo a destra e utilizzando le sovrapposizioni di Jesus Navas dalla sua parte (vedi passmap di Siviglia-Real Sociedad), riesce a saltare l'uomo con grande facilità e accontentando il gusto estetico di chi ama vedere giocate in bello stile che ora non sembrano più fini a se stesse (2 goal, 1 assist e 2.2 dribbling a partita, numeri che lo avvicinano alle prestazioni con cui ha contribuito a mandare il Marsiglia in finale di Europa League nel 2018). 

Domenica a Barcellona la squadra di Valverde sarà ancora priva dei terzini sinistri di ruolo, per cui sarà un'importante prova di maturità per l'argentino, qualora riuscirà ad approfittare della situazione.















IL MONACO STA GUARENDO?

La formazione monegasca dallo scorso anno è una delle grandi malate del calcio europeo, la gestione estrema del player-trading che sta caratterizzando la società del Principato (ad oggi tutti gli elementi protagonisti dell'annata 2016-2017 sono stati ceduti con le sole eccezioni di Glik e Jemerson oltre al cavallo di ritorno Bakayoko) ha portato ad una stagione, quella passata, in cui il rischio retrocessione è stato scongiurato solo nelle ultime giornate di campionato dopo il ritorno di Jardim in panchina a seguito del fallimentare interregno di Thierry Henry. Quest'anno il tecnico portoghese è stato confermato in panchina ma le difficoltà sono aumentate visto che sostanzialmente la squadra è stata ricostruita dopo le prime due, fallimentari, giornate di campionato, sfruttando la finestra di mercato aperta fino al 2 settembre. Ricostruita la squadra, dopo qualche settimana per trovare la giusta alchimia, la soluzione sembra essere arrivata con il passaggio alla difesa a tre che permette migliori letture alla linea difensiva (dopo il 3-4 subito contro il Marsiglia il 15 settembre, 2 goal subiti in tre partite) e che mette a proprio agio il potenziale offensivo a disposizione di Jardim, con Slimani giocatore del mese di settembre secondo le statistiche di WhoScored. 


Domani sera arriva un test probante in casa del Montpellier, che allo Stadio della Mosson è reduce da quattro vittorie consecutive.










ARGENTINA-INGHILTERRA, RUGBY E NON SOLO

Il weekend della World Cup di Rugby ci regala un super match domani mattina tra Argentina ed Inghilterra, partita che, con ogni probabilità, segnerà le sorti del girone C, senza dubbio quello più incerto, assieme al girone A. La rivalità tra le due nazioni è ormai acclarata, i rancori derivanti dalla vicenda delle isola Falkland non si sono mai sopiti, per cui ogni incontro sportivo tende ad assumere contorni che vanno ben oltre la mera rivalità sportiva. Tornando sul campo i favori del pronostico vanno agli inglesi, che hanno vinto agevolmente i primi due match realizzando in totale 11 mete e subendone una dagli statunitensi a match praticamente terminato con i 5 punti già messi ampiamente in cassaforte; per gli argentini, invece, il match di domani mattina è un dentro o fuori a causa della sconfitta subita all'esordio contro la Francia per mano di un drop di Lopez a pochi minuti dalla fine.

Sempre domani, ma in tarda mattinata, ritorna in campo il Giappone padrone di casa contro le Samoa; con una vittoria i giapponesi potranno consolidare il primato nel girone ottenuto grazie alla clamorosa vittoria ottenuta una settimana fa sull'Irlanda, impresa che fa il paio con quella portata a termine quattro anni fa a Brighton, quando a cadere fu il Sudafrica. Con il fattore campo dalla propria parte i nipponici sognano un clamoroso passaggio ai quarti di finali, tuttavia la strada non è ancora in discesa visto che oltre alle Samoa domani ci sarà la sfida decisiva domenica 13 contro la Scozia.



Infine, come anticipato nell'introduzione, l'Italia, dopo due nette vittorie contro Namibia e Canada, questa mattina è andata a sbattere contro lo strapotere dei sudafricani, dominatori del match dall'inizio alla fine; la vittoria del Giappone sull'Irlanda ha, evidentemente, alzato la soglia di attenzione degli springboks, assolutamente imbattibili nei punti d'incontro. A complicare le cose per gli azzurri è stata anche la progressiva erosione a livello numerico della prima linea, con Simone Ferrari e Marco Riccioni costretti a finire anzitempo la partita per infortunio e colpo di grazia con l'espulsione di Lovotti ad inizio ripresa mentre l'Italia si trovava nell'area dei 5 metri dalla linea di meta, episodio che ha definitivamente portato il match dalla parte dei sudafricani che hanno chiuso sul 49-3. Piccola nota di curiosità, a nulla è servito il sostegno "dall'alto" di Luca Parmitano.


Tuesday, 24 September 2019

Cosa abbiamo visto ai Mondiali di Rugby

E' iniziata lo scorso venerdì la nona edizione del Mondiale di Rugby, la prima disputata in un Paese non appartenente alle superpotenze della palla ovale a livello mondiale; difatti è il Giappone, nazione emergente nel rugby mondiale, ad ospitare questa edizione della massima competizione rugbystica con le sue strutture super tecnologiche e la grande atmosfera ed accoglienza che contraddistingue la terra nipponica.

Favoriti alla vittoria finale sono i bi-campioni in carica della Nuova Zelanda, ma la distanza dalle concorrenti si è assottigliata negli ultimi mesi, per cui, a differenza di quattro anni fa, vige un minimo di incertezza sull'esito finale della competizione; adesso andiamo ad analizzare i quattro gironi e le indicazione ricevute dopo la prima giornata.

Gruppo A

Irlanda, Giappone, Scozia, Samoa, Russia

Classifiche fornite da Sofascore Risultati

Il gruppo A è il girone dei padroni di casa che quattro anni fa furono capaci di battere il Sudafrica in un upset che è già parte della storia del rugby mondiale; quattro anni dopo i nipponici si presentano con maggiori consapevolezze di crescita del movimento e con il vantaggio del fattore campo che sarà necessario per riuscire a far saltare il banco contro Irlanda (meno probabile) e Scozia (molto difficile, ma non impossibile).
Nella prima giornata il Giappone, nella gara inaugurale, ha battuto agevolmente la Russia, la squadra più debole del girone, tuttavia i nipponici hanno dovuto soffrire per tutto il primo tempo prima di prendere il largo nella seconda frazione; l'emozione dell'esordio casalingo può aver influito sulla prestazione di Matsushima (sue tre delle quatto mete) e compagni. Intanto per far familiarizzare il pubblico giapponese con i ruoli del rugby, la federazione ha pensato bene di rappresentare i ruoli dei 15 in campo associandolo con un animale, l'esercizio non poteva essere più fedele alla realtà.


















Il big-match era quello disputato a Yokohama (sede della finale) tra Irlanda e Scozia: i progressi fatti vedere dagli scozzesi nell'ultimo 6 nazioni lasciava presagire un match molto equilibrato, ma così non è stato, gli irlandesi hanno dominato in lungo ed in largo ipotecando il match già prima dell'intervallo, nel secondo tempo gli irlandesi hanno controllato il match trovando la quarta meta che le ha regalato anche il punto di bonus. Alla Scozia per ora restano i 90 secondi di brividi che regala Flower of Scotland.



Gruppo B

Nuova Zelanda, SudAfrica, Italia, Canada, Namibia


Classifiche fornite da Sofascore Risultati

Fa un certo effetto vedere l'Italia in testa ad un girone di cui fanno parte gli All Blacks ed il Sudafrica, ovviamente il complice principale di questa situazione è il calendario che ha visto gli azzurri affrontare la Namibia e Nuova Zelanda-Sudafrica che si sono affrontate in un tiratissimo scontro diretto.

Gli azzurri hanno avuto vita facile come da pronostico contro la formazione africana, ancora a secco di vittorie nella sua storia nella Rugby World Cup, bene gli azzurri che hanno trovato anche il punto di bonus realizzando 6 mete. Positiva la prestazione della coppia di mediani Tebaldi-Allan, puliti nelle giocate al piede il primo, sui piazzati il secondo; molto meno bene la gestione delle touche, con gli azzurri che hanno perso il possesso per tre volte sulla propria rimessa, di cui una è costata la meta iniziale della Namibia.


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Nel big-match di sabato mattina, invece, la Nuova Zelanda ha mostrato subito i muscoli contro la squadra maggiormente accreditata tra quelle che intendono sottrarle il titolo, ossia il Sudafrica, che, seppur mettendo in difficoltà gli All Blacks specie nelle fase iniziali del match, non è riuscita a ribaltare l'inerzia del match che i neozelandesi hanno portato dalla loro parte con le due mete realizzate nel giro di 3' nella parte centrale del primo tempo; nel secondo tempo il Sudafrica ha provato a rimettersi in corsa con la meta di Du Toit, ma la difesa neozelandese ha tenuto, complice qualche errore nella gestione dell' ovale da parte degli Springboks (sei giocatori con due errori di ball handling secondo le statistiche) vanificando l'occupazione dei 22 metri neozelandesi nella fase finale della partita.



Gruppo C

Inghilterra, Francia, Argentina, USA, Tonga


Classifiche fornite da Sofascore Risultati


Il gruppo C è indubbiamente il girone più incerto dell'intera fase eliminatoria, con tre squadre che puntano, a ragione, al raggiungimento dei quarti di finale (per blasone e per valore delle squadre) più una squadra come Tonga che richiede sugli 80' la stessa attenzione e lo stesso sforzo. Chi, sulla carta, ha le carte in regola per finire davanti nel girone è l'Inghilterra, squadra che negli ultimi mesi ha costruito il percorso alla World Cup ponendo particolare attenzione alla fase difensiva (nel test-match contro l'Italia, gli azzurri sono rimasti a secco pur proponendo delle interessanti trame offensive); l'approccio si è rivelato vincente nell'esordio contro Tonga, resa totalmente inoffensiva dalla seconda e terza linea inglese (le statistiche dicono che, di fatto, la squadra polinesiana non è mai riuscita ad avanzare se non con l'utilizzo dei calci).

Molto più aperta ed entusiasmante la sfida tra Francia ed Argentina, sfida che dopo il primo tempo sembrava già archiviata a favore dei francesi grazie alla grande qualità dei suoi estremi Penaud, Fickou e Medard che hanno messo a ferro e fuoco la tenuta difensiva delle linee argentine (risultato 20-3); nel secondo tempo i pumas ribaltano la partita grazie agli ingressi di Montoya, Urdapilleta e Carreras che ridanno vigore alla seconda linea e che permettono agli argentini di contestare ogni pallone ai francesi (8 turnovers per i francesi nella propria metà campo e 2 touche perse), al 68' gli argentini sono in vantaggio 20-21, ma subito dopo il drop di Lopez riporta avanti i francesi che resistono fino alla fine e si portano a casa un pezzo di qualificazione ai quarti.



Gruppo D

Galles, Australia, Fiji, Uruguay, Georgia

Classifiche fornite da Sofascore Risultati

Anche il gruppo D parte con due grandi favorite sulla carta, ossia Australia e Galles, riconosciute da tutti come una spanna al di sopra delle altre tre contendenti che comunque sono da considerarsi in crescita rispetto agli anni precedenti. A capire da subito quali insidie nascondeva questo girone è stata l'Australia: i wallabies a 20' dalla fine della partita con le Fiji si trovavano sotto nel punteggio (addirittura al 45' era a -9), prima di esondare con tre mete nel giro di dieci minuti che le hanno permesso di ottenere anche il punto di bonus. Per l'Australia la rimonta da -9 è la più grande ottenuta nella sua storia ai Mondiali, migliorando quanto fatto quattro anni fa nei quarti di finale contro la Scozia, dove rimontarono 8 punti. 



Memori dello spavento che si sono presi gli australiani, i gallesi, in campo dopo 48 ore, hanno pensato bene di chiudere la pratica georgiana in meno di 20 minuti portandosi avanti di 22 punti con tre mete realizzate, giusto a ricordare che sono loro i detentori dell'ultimo 6 nazioni e che in tanti farebbero male a sottovalutarli da qui alla fine della competizione, e per rimarcarlo chiudono la partita con 6 mete (con sei marcatori diversi: Jonathan Davies, Tipuric, Adams, Liam Williams, Tomos Williams e North) e con una dimostrazione di superiorità contro un avversario che non venderà facilmente la pelle nelle prossime partite.

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