Showing posts with label Valencia. Show all posts
Showing posts with label Valencia. Show all posts

Thursday, 26 November 2020

Consigli per il weekend calcistico Stagione 20/21, ep. 8


 


Sarà un weekend calcistico abbastanza particolare, non è possibile a pochi giorni di distanza scindere il campo con il pensiero della morte del più grande artista calcistico della storia, sarà il primo weekend che il calcio giocherà senza che ad osservarlo (almeno con gli occhi mortali) ci sia il punto di riferimento per chi questo sport lo pratica sin da bambino. 

La mia scelta è caduta su 4 partite che mettono di fronte tanti spunti tecnici e tattici e dove le squadre impegnate andranno alla ricerca di risposte in termini di continuità rispetto a quanto fatto vedere nelle ultime settimane.


WOLFSBURG- WERDER BREMA (VENERDI' ORE 20,30)


Il weekend parte venerdì sera con l'anticipo della nona giornata di Bundesliga che vede di fronte due formazioni in grande crescita e reduci da una serie di risultati e prestazioni a dir poco incoraggianti che stanno riscattando dei periodi difficili vissuti negli ultimi mesi: da una parte, infatti, il Wolfsburg ha mancato l'accesso ai gironi di Europa League, eliminato dall'AEK Atene, dall'altra parte il Werder è reduce da una stagione pessima in cui è riuscita ad evitare la retrocessione all'ultima giornata per poi vincere lo spareggio contro l'Heidenheim in maniera molto faticosa.

Le due squadre si affrontano con una differenza di 3 punti tra di loro, frutto della sconfitta subita dagli uomini di Kohfeldt alla prima giornata, unica sconfitta subita dal Werder finora, mentre il Wolfsburg è al momento imbattuto con 3 vittorie e 5 pareggi al proprio attivo e reduce da 10 punti nelle ultime 4 partite.

La squadra di Glasner continua a mantenere l'identità che il tecnico austriaco ha portato a partire dalla scorsa stagione, rendendo i Die Wölfe una squadra riconoscibile per il suo atteggiamento aggressivo e molto verticale (8,92 l'indice di PPDA, il terzo alle spalle di Bayern e Lipsia e 10,35 di OPPDA, ossia il dato opposto, quello dei passaggi effettuati prima del cambio di possesso o di termine dell'azione, valore più alto di appena 6 squadre).




In questo video si può vedere notare l'approccio della squadra di Glasner sia in fase di possesso che non possesso: nella prima parte del video si nota la tensione verticale dello sviluppo del gioco da parte del Wolfsburg, con i due centrocampisti centrali Arnold e Schlager (una delle coppie di centrocampo a mio parere meglio assortite in tutta Europa) che si sistemano in verticale proprio allo scopo di creare situazioni di risalita disordinando le linee di pressione avversarie per arrivare con pochi passaggi ad affrontare la linea difensiva avversaria; nella seconda parte del video, invece, si nota l'aggressività della squadra nell'andare a contendere il pallone in tutte le zone del campo cercando di chiudere linee di passaggio ed allo stesso tempo di portare quanti più uomini possibile in zona palla.

Il Werder, invece, ha un approccio al gioco molto più coperto in fase di non possesso, con Kohfeldt che in questa stagione ha deciso di transitare verso una difesa a 3 abbandonando il 4-3-3 delle scorse stagioni: dal momento del passaggio di modulo il Werder ha subito 5 reti in 6 partite (quarta difesa del campionato), un risultato importante per quella che è stata la seconda peggior difesa della scorsa Bundesliga.

Ma sicuramente la prova di consapevolezza per i bianco-verdi è arrivata dalla grande prestazione in casa del Bayern nello scorso week-end, una prestazione in cui le modifiche tattiche in fase di non possesso di Kohfeldt hanno mostrato la loro bontà chiudendo ogni spazio centrale alla squadra campione d'Europa ed allo stesso tempo mostrando grandi qualità in fase di possesso, che ho voluto riassumere nel seguente video:





In fase di costruzione è molto interessante il movimento del difensore centrale della difesa a 3 (in questo caso Toprak) che fa un passo in avanti creando una seconda linea che può permettere di bypassare la prima linea di pressione del Bayern in zona centrale, mentre sull'esterno il braccetto di parte, il quinto ed il centrocampista centrale di parte creano una catena che disordina anche la seconda linea di pressione del Bayern mandando a vuoto il pressing bavarese per poi spostare il gioco sull'altro lato dove può agire Milot Rashica, coadiuvato da Augustinsson che, in fase di possesso, giocava ad un'altezza maggiore rispetto al suo omologo sull'altro lato Gebreselassie; queste situazioni hanno permesso al Werder di creare tanti problemi alla linea del Bayern anche in fase di transizione, vista anche la grande qualità negli smarcamenti preventivi ed in conduzione dell'esterno offensivo kosovaro, per il quale, a 24 anni, deve essere giunta la stagione in cui può (e deve) far esplodere il suo talento sul quale molti addetti ai lavori contano ciecamente.

Per le due squadre, quindi, l'avversario di turno rappresenta un ulteriore sfida per confermare i progressi delle ultime settimane, per il Werder la possibilità di vedere ulteriormente testata la propria fase di possesso da un'altra squadra super-aggressiva ma soprattutto testare la propria compattezza in fase di non possesso contro la verticalità degli uomini di Glasner che, invece, dovranno ulteriormente dimostrare la bontà dell'approccio aggressivo contro un avversario in grado di saper manipolare i meccanismi di pressione alta.


VALENCIA-ATLETICO MADRID (SABATO ORE 16,15)


E' arrivato il momento della stagione in cui dobbiamo andare a vedere come è messo l'Atletico Madrid, una squadra che da almeno 3 anni è in attesa di una trasformazione che fatica a completarsi, e dopo 10 partite ufficiali disputate forse quel momento sembra realmente arrivato. La vittoria sul Barcellona ed i contemporanei rallentamenti del Real Madrid stanno rendendo concreta l'opportunità per i colchoneros di potersi giocare fino in fondo il ritorno al successo nella Liga dopo quel magico 2014.

Il grafico che ho elaborato qui a fianco mostra che la fase difensiva dell'Atletico resta sempre caratterizzata da una totale copertura degli spazi ed un baricentro basso: in colonna troviamo il dato della percentuale dei passaggi concessi nella propria trequarti, mentre in riga si trovano la percentuale dei passaggi concessi in area rispetto a quelli concessi nella trequarti: messi da parte i dati della Real Sociedad la cui fase di non possesso aggressiva sta generando importanti dividendi (tra cui la momentanea vetta della classifica), l'Atletico Madrid è situata nel quadrante a sinistra, ossia quello dove troviamo squadre che giocano con un baricentro medio-basso dove si concede l'ingresso nell'ultimo terzo di campo ma la grande compattezza della squadra di Simeone rende molto complicato l'accesso all'area di rigore (valore molto sopra la media del campionato): questo atteggiamento ha portato a dei dati difensivi clamorosi come i 2 goal subiti in 8 partite ed un valore di 0,08 xG subiti per tiro, a questo si aggiungono le solite grandi prestazioni di Oblak a difesa della porta (93% di parate e +3,4 come saldo positivo dei psxG, ossia il dato degli xG basato solo sui tiri diretti verso lo specchio della porta, in cui il portiere sloveno è, manco a dirlo, il migliore del campionato). 

Ma ovviamente l'Atletico di quest'anno non è solo questo, Simeone ha abbandonato nelle ultime partite il 4-4-2, un modulo che da queste parti sembrava scolpito nella pietra, per orientarsi su un 3-5-2 dove si possa sfruttare al meglio in fase di possesso la corsa di Carrasco (schierato come quinto di sinistra come in nazionale) e la capacità di Marcos Llorente di leggere gli spazi generati dal movimento delle due punte, mostrando una rinnovata volontà del Cholo di voler adattare lo schieramento in campo alle caratteristiche dei suoi uomini di maggior talento.

La trasferta di Valencia sarà un'importante banco di prova contro una squadra che, seppur tra le mille difficoltà generate dalla gestione quanto meno discutibile del patron Lim, sta mostrando dei valori importanti, soprattutto nel mettere in mostra diversi elementi che possano continuare a generare fantasie positive per i tifosi valenciani.

La rivoluzione voluta dalla proprietà per ridurre i buchi di bilancio hanno portato a delle scelte sul mercato molto forti: come si evince dal riepilogo fornito da Transfermarkt il club valenciano ha svenduto sostanzialmente i pezzi pregiati della sua rosa, con addirittura il capitano Parejo, simbolo della squadra, ceduto a titolo gratuito ai rivali del Villarreal al pari di Coquelin, così come i giocatori di maggior valore come Rodrigo e Ferran Torres ceduti rispettivamente per 30 e 23 milioni di Euro; lo stesso riepilogo di Transfermarkt indica che gli incassi dalle cessioni, pari a 74,5 milioni di Euro, rappresentano un valore addirittura inferiore alla metà del valore di mercato dei giocatori, così come calcolato dal sito stesso, dunque una vera e propria svendita.


La squadra, dunque, ringiovanita ed indebolita rispetta allo scorso anno, è stata affidata a Javi Gracia, costretto a fare le proverbiali nozze con i fichi secchi, ma che, non potendo, di fatto, contare su arrivi dal mercato, ha deciso di non tradire il 4-4-2 appartenente alla tradizione di questa squadra e puntare sui diversi giocatori provenienti dalla cantera valenciana, in modo tale da utilizzare il fattore identitario per creare una leva per far partire questa stagione con il piede giusto. 
I risultati, effettivamente, stanno dando ragione al tecnico navarro, con il 4-4-2 molto compatto che funziona specialmente contro formazioni di alta classifica, visto che sia la Real Sociedad attuale capolista che il Real Madrid sono usciti sconfitti dallo scontro con il Valencia, e specie quest'ultimo match è stato il capolavoro della squadra di Javi Gracia, partita in cui abbiamo visto splendere il talento di Soler, nuovo simbolo tecnico della squadra, ma anche quello di Musah e, soprattutto, Hugo Guillamon, centrale difensivo classe 2000 che mostra una qualità molto rara nei difensori centrali contemporanei, l'attenzione posta all'uomo una volta che la linea difensiva è forzata ad abbassarsi in area di rigore, un livello di attenzione che gli ha permesso di tenere a bada un certo Karim Benzema, costretto a girare al largo dell'area di rigore per trovare il tiro (poi oh, un campione è un campione e così il francese è stato capace di trovare il goal con un gran tiro da fuori area).

Dati i precedenti con le grandi del campionato la trasferta valenciana rappresenta, dunque, una trappola pericolosissima per l'Atletico Madrid, sarà una sfida tra due squadre molto compatte in cui, con ogni probabilità, saranno i duelli individuali a fare la differenza a parità di intensità e strategia tattica.



CHELSEA-TOTTENHAM (DOMENICA ORE 17,30)



La sfida di Stamford Bridge merita di essere vista perché non può mai passare in secondo piano una sfida tra Jose Mourinho e Frank Lampard, il giocatore che tanto ha contribuito ai successi di Mou in Inghilterra e che oggi sulla panchina del Chelsea sta provando a costruire un nuovo progetto vincente, mentre, dall'altra parte, Mourinho, con il suo calcio compatto e di transizioni ha riportato, finalmente, il Tottenham ad essere una contendente per la Premier.

I precedenti della scorsa stagione hanno visto Lampard prevalere in entrambi i precedenti, certo erano partite molto particolari in quanto il Tottenham nel primo confronto si trovò presto in 10 per l'espulsione di Son mentre nella gara di ritorno, disputata meno di due mesi dopo, sia Son che Kane erano ai box per infortunio: proprio questi ultimi due sono gli elementi su cui Mourinho ha costruito il suo Tottenham versione 2020/2021, mentre l'utilizzo della difesa a 3 da parte di Lampard nei due precedenti della scorsa stagione è stato messo in soffitta (utilizzato solo nella transferta ad Old Trafford) e vedremo quanta voglia avrà Lampard di riesumarlo per questo match.

Con il passaggio al 4-3-3 Lampard ha potuto dare a diversi uomini la possibilità di muoversi in maniera più organica ed in modo da esaltare al meglio le caratteristiche di ciascun singolo: nell'esempio preso dall'ultima partita di Premier contro il Newcastle si notano i principi posizionali della squadra ed anche le rotazioni tra i giocatori: dallo screenshot si nota Ziyech che scambia la posizione con Kovacic, mentre Mount (a cui Lampard ha dato piena libertà di movimento) si posizione in zona di rifinitura permettendo a Werner di attaccare con i suoi tagli da sinistra lo spazio che si crea tra centrale e terzino avversario, un marchio di fabbrica del tedesco, stessa cosa fa in questa circostanza Kovacic che sfrutta l'attenzione che i centrali devono riversare su Abraham e lo stesso Mount, per tenatare anche lui un movimento davanti o alle spalle del terzino avversario. Questa serie di opzioni è resa possibile, a mio parere, dalla presenza in campo di una punta centrale dalle caratteristiche di Abraham (stesso discorso vale per Giroud) che rende possibili queste rotazioni sia in verticale tra zona sviluppo e rifinitura che in ampiezza, dove i terzini possono a loro volta attaccare la linea con le sovrapposizioni; questo sistema permette a Lampard di sfruttare al meglio tutto il materiale a propria disposizione, visto che anche gente Havertz o Hudson-Odoi possono inserirsi al meglio in questo contesto, permettendo a Lampard di poter ruotare gli uomini a propria disposizione, un elemento indispensabile in un calendario così congestionato.

Dall'altra parte il Chelsea troverà una squadra che ha imparato molto bene dal proprio allenatore ad attrarre gli avversari nella propria metà campo per poi attaccare in transizione, per farlo Mourinho si è affidato ai due elementi offensivi principali della sua squadra (ossia Kane e Son) ricostruendo intorno a loro una nuova struttura di squadra puntellata sul mercato con acquisti mirati a tal scopo, mi riferisco principalmente a Hojbjerg in mezzo al campo, Sergio Reguilon sulla fascia sinistra e Tanguy Ndombele tra centrocampo ed attacco, quest'ultimo è stato un colpo di teatro positivo da parte di Mourinho, in genere poco propenso a riabilitare giocatori con cui non riesce a costruire rapporti empatici, invece con il francese (complice forse il peso che ha il suo costo sui conti del club) il tecnico portoghese è tornato sui suoi passi riconsegnandoli una centralità nel suo progetto tecnico; ciò che hanno portato questi tre elementi è la capacità di avanzare il campo in conduzione, rendendo possibili le transizioni degli Spurs.

Fonte Squawka
Come accennato prima, la trasformazione della squadra da parte di Mourinho è completata dall'apporto dato alla fase di rifinitura e realizzazione da parte di Kane e Son: il centravanti inglese, dopo una stagione di appannamento influenzata dai diversi infortuni subiti, quest'anno sembra aver trovato una nuova vita agendo spesso e volentieri con le funzioni di uomo di raccordo tra centrocampo ed attacco mettendo in difficoltà le scelte delle linee difensive sempre indecise se seguirlo o consegnarlo alla linea di centrocampo, una situazione che genera quel disordine nello schieramento offensivo avversario sufficiente a permettere a Son di sfruttare gli spazi generati dal suo movimento. Dai numeri indicati sopra, si evince quanto il coreano abbia raggiunto dei livelli clamorosi in finalizzazione, così come si può facilmente notare l'aumento di tocchi e passaggi a partita da parte di Kane (nonché di passaggi che portano al tiro, i cosiddetti Key Passes) a dimostrazione di un maggiore coinvolgimento del centravanti alla fase di possesso degli Spurs.

Con queste premesse sarà sicuramente una gara in cui possiamo prevedere le strategie dei due allenatori, con Lampard a cercare spazi e Mourinho a negarli, per cui la partita ci dirà quanto il Chelsea sia cresciuto al punto da sapere manipolare un blocco come quello del Tottenham (cosa non riuscita a Guardiola la scorsa settimana) ma anche quanto abbia trovato un equilibrio in base a come sarà in grado di contrastare le transizioni del Tottenham, per gli Spurs, invece, un risultato ed una prestazione positiva a Stamford Bridge può essere un ulteriore step per consolidare nello spogliatoio la strategia di Mourinho, e sappiamo tutti la storia cosa ci ha insegnato nei momenti in cui spogliatoio e l'allenatore portoghese entrano in simbiosi tra di loro.

 

COSENZA-SALERNITANA (DOMENICA ORE 21)


La serie B è arrivata alla nona giornata di un campionato in cui tante squadre reclamano un ruolo da protagonista, le otto giornate fin qui disputate sono già un campione sufficiente per stabilire l'identità che ciascuna squadra sta raggiungendo: le protagoniste della partita che ho scelto per questo weekend sono due squadre come Cosenza e Salernitana particolarmente identitarie e con visioni di calcio molto differenti tra di loro, elemento che rende questa partita molto interessante da seguire.

La Salernitana si presenta a questa trasferta da capolista del campionato in coabitazione con l'Empoli, una posizione influenzata anche dalla vittoria a tavolino decretata la scorsa settimana della sfida contro la Reggiana non disputata a causa del focolaio COVID che aveva colpito la squadra emiliana.

La guida tecnica della squadra granata, dopo l'anno tutto sommato positivo di Ventura, è stata affidata a Fabrizio Castori, allenatore che fa della compattezza e della copertura degli spazi la base della propria visione tattica che, in questa stagione si traduce in campo con un 4-4-2 classico in entrambe le fasi, con la fase di non possesso che si preoccupa di chiudere gli spazi come si evince dal fermo immagine, con le due linee orientate in zona palla; in fase di possesso invece, la presenza di Djuric in attacco viene utilizzata per costruire attacchi diretti verso la torre bosniaca, mentre la seconda punta Tutino diventa il target di giocate verticali immediate dalla difesa o da centrocampo; scopo di questa strategia è quello di sfruttare questa verticalità che i due attaccanti danno alla squadra per portare il gioco immediatamente nella trequarti avversaria per poi andare a giocare sulle seconde palle, una strategia in cui è ben riconoscibile la firma dell'allenatore marchigiano.

Dall'altra parte il Cosenza, grazie alla clamorosa salvezza ottenuta nella scorsa stagione, ha confermato in panchina Roberto Occhiuzzi che ha mantenuto intatta la mentalità mostrata dalla squadra nella fase finale della scorsa stagione: la squadra silana sta mostrando, pur all'interno di limiti individuali evidenti, un sistema di gioco molto coraggioso ed aggressivo ma allo stesso tempo in grado di mantenere una certa compattezza in fase di non possesso e soprattutto una linea difensiva a 3 sempre ben affiatata e che ha chiari i compiti assegnati.

In questo esempio, tratto dall'ultima partita di campionato, vinta sul campo del Frosinone, si nota chiaramente la propensione offensiva del 3-4-1-2 di Occhiuzzi, una squadra che ama invadere l'area avversaria con tanti uomini, specie quando l'ingresso in area arriva da zone esterne, per cui spesso troviamo questa situazione in cui l'esterno di parte va al cross, i 3 elementi offensivi cercano di coprire al meglio l'area di rigore coadiuvati dall'esterno opposto e da uno dei centrocampisti centrali (in genere Daniele Sciaudone, il motore dei Lupi) che arriva a rimorchio; un sistema molto diretto ed aggressivo di giocare che ha permesso al Cosenza di giocarsela anche nel corso della settimana contro il Parma in Coppa Italia mostrando un calcio davvero molto interessante e che potrà permettere alla squadra di togliersi delle soddisfazioni nel corso di questa stagione ed ottenere una salvezza meno sofferta rispetto a quella della scorsa stagione e, perché no, magari alzare le quotazioni in ottica di carriera futura, dello stesso Occhiuzzi, ma anche di alcuni elementi della rosa come il centrale difensivo Andrea Tiritiello ed il trequartista Bahlouli, classe 2000 in prestito dalla Sampdoria, che sta mostrando doti tecniche interessanti, ma forse ancora un po' troppo barocco e poco funzionale in alcune situazioni, tuttavia ha mostrato una certa crescita rispetto alla scorsa stagione.

Questa contrapposizione di stili, tra la solidità e l'essenzialità del pensiero calcistico di Castori, contro il coraggio e l'aggressività del Cosenza di Occhiuzzi potrebbero rendere questa partita molto più intensa e godibile rispetto ad una normale partita di serie B.

Tuesday, 18 February 2020

Cosa vedere degli Ottavi di Champions (Parte I)



Martedì 18 febbraio è la data che da inizio alla seconda fase della stagione, quella in cui le indicazioni dei mesi da settembre a gennaio devono portare a dei risultati e, soprattutto, a dei trofei. Ed il 18 febbraio è la data di inizio perché non si può più sbagliare, inizia la fase ad eliminazione diretta della Champions League.

In questo post andremo a capire quali sono gli spunti di interesse di ciascuno degli ottavi di finale della competizione sulla base di quanto visto finora e di come le squadre si sono mosse in questo 2020 tra mercato e revisioni dell'assetto della squadra.

Oggi pubblichiamo la prima parte con le partite che si giocheranno in questa settimana.

BORUSSIA DORTMUND-PARIS SAINT GERMAIN

Con l'arrivo di Haaland il Borussia Dortmund sembra aver risolto una buona parte dei suoi problemi offensivi in questa stagione; non era un mistero come nella prima parte di stagione l'assenza di un attaccante in grado di dare profondità fosse un serio problema per Favre vista l'assenza forzata per infortunio di Paco Alcacer, ora trasferitosi al Villarreal.

Dopo le difficoltà della prima parte di stagione che avevano reso la posizione del tecnico svizzero poco solida, l'arrivo di Haaland ed il passaggio definitivo al 3-4-3 ha permesso al Dortmund di esprimersi al meglio in fase di possesso, che resta ancora compassato in fase iniziale ma che grazie al lavoro di Hakimi e Guerreiro sugli esterni ed alle rotazioni dei 3 davanti a cui aggiungere l'ottimo lavoro di Brandt schierato come centrale di centrocampo al fianco di Witsel permette alla palla di giungere più facilmente sulla trequarti avversaria per poi innescare le giocate di Reus e Sancho; un sistema che ha portato a 23 goal realizzati nelle prime 5 partite di Bundesliga nel corso del 2020.

Il quadro delineato sopra desta qualche preoccupazione in più per il PSG rispetto al momento del sorteggio, una situazione molto simile a quella dello scorso anno quando dall'urna uscì il nome del Manchester United che aveva appena rimosso dalla propria panchina Jose Mourinho e sembrava una squadra in caduta libera, tuttavia la scossa data da Solskjaer aveva cambiato le carte in tavola. Per Thomas Tuchel è un ritorno al passato, si giocherà il passaggio ai quarti contro la squadra che lo ha lanciato all'attenzione del grande pubblico e lo farà dall'alto di una stagione in cui la sua squadra sta mostrando costanti miglioramenti e dove, di volta in volta, il tecnico tedesco sta riuscendo ad incasellare nello scacchiere tattico tutti i grandi giocatori di cui dispone, come si evince dalla bellissima azione che porta al 4-2 contro il Lione.




In particolare il 4-2-4 con cui Tuchel ha iniziato a schierare la squadra dal momento in cui Neymar (o Sarabia in sua assenza) e Mbappe sono diventati entrambi disponibili, gli ha permesso di schierare contemporaneamente, oltre al francese ed al brasiliano, anche Icardi e Di Maria; le rotazioni dei 4 davanti tolgono qualsiasi punto di riferimento alle difese avversarie e permette alle qualità tecniche di Neymar di esaltarsi; alle loro spalle l'equilibrio è dato dalla presenza di un centrale di centrocampo abile nella fase difensiva (Gueye o Marquinhos) ed uno abile nel gestire il pallone (Paredes o Verratti), mentre a dare ampiezza al gioco ci pensano i due esterni bassi Meunier e Kurzawa, tuttavia in alcune partite Tuchel ha schierato Diallo come quarto a sinistra per non esporre eccessivamente la squadra.

La sconfitta subita a Leverkusen unitamente agli infortuni di Reus e Brandt hanno complicato la rincorsa del Dortmund in vetta alla Bundesliga, ma soprattutto complica i piani di Favre in questo doppio confronto, visto che con ogni probabilità dovrà rinunciare ad entrambi nella gara d'andata; riguardo l'assenza dell'ex Leverkusen, Favre potrà sostituirlo con Emre Can, che ha mostrato subito di avere un impatto importante nella gara d'esordio contro il Leverkusen, molto più difficile rimpiazzare Reus, pur essendo Thorgan Hazard ed il giovane Reyna delle soluzioni interessanti ma non all'altezza del fuoriclasse.



Il PSG si presenterà con il dubbio Neymar, un'assenza che in Ligue 1 non incide sui risultati e le prestazioni, ma in un doppio confronto diretto contro una squadra come il Dortmund una potenziale assenza del brasiliano rischia di penalizzare i francesi che, però, possono contare su un Di Maria in condizioni mostruose, senza contare un certo Mbappè. Nelle ultime partite il PSG ha mostrato di calare pericolosamente in concentrazione nelle fasi finali della partita (vedi trasferta di Nantes la scorsa settimana, ma anche la rilassatezza dopo il goal del 3-0 contro il Lione), una mancanza che in Champions difficilmente verrà perdonata, specie contro gente come Sancho e Haaland.

I numeri ci dicono che il PSG è favorito per il passaggio del turno, tuttavia entrambe le squadre sono capaci di tutto nel bene e nel male, per questo il pronostico, pur essendo sbilanciato verso Mbappè e compagni, è molto meno chiuso di quanto possa sembrare.

ATLETICO MADRID-LIVERPOOL

A mio parere uno degli ottavi di finale dal pronostico più chiuso del lotto, seppur sulla carta la squadra di Simeone può essere un cliente pessimo per chiunque, le prestazioni dei colchoneros in questa stagione sembrano quelle di un ciclo giunto ormai al capolinea, seppur un ricambio generazionale è in atto ma con attori che non sembrano sposarsi con i principi di gioco di Simeone. Le difficoltà dell'Atletico più nello specifico sono state già affrontate nei miei post precedenti e riguardano tendenzialmente la fase realizzativa; il dato del differenziale tra xG e goal realizzati (-8,7 secondo il modello di Between the Posts, addirittura -12,95 secondo il modello Understats).

Secondo gli algoritmi di FiveThirtyEight il Liverpool è la favorita per bissare il successo di Madrid dello scorso anno e nel novero di questi ottavi di finale solo il Barcellona contro il Napoli ha una percentuale di passaggio del turno più alta; sono i numeri difensivi a permettere ai Reds di comandare gli indici previsti dall'algoritmo statistico; i 15 goal subiti in Premier sono il dato che certifica il valore difensivo della squadra di Klopp, dato validato dagli xG subiti (che a seconda dei modelli utilizzati vedono il Liverpool migliore nel dato assoluto o nel dato rapportato per i tiri subiti) che mostrano una overperformance resa possibile dal fatto di avere uno dei migliori portieri al mondo (nella mia personale preferenza Alisson a livello mondiale è inferiore al solo Ter Stegen) ma anche dal fatto che il dato degli xG, se ripulito col dato elaborato da StatsBomb dei post-shots xG vede l'impatto dell'overperformance scendere ad un differenziale di appena 3 reti in più subite rispetto alla qualità dei tiri subiti dal portiere brasiliano.


Dal punto di vista tattico la sfida tra Simeone e Klopp è un inedito in gare ufficiali per cui quanto meno potremo godere di una grande lotta a livello tattico: il 4-4-2 dell'Atletico sicuramente si focalizzerà sull' ingabbiare i movimenti a venire incontro di Firmino, ossia la giocata che attiva di fatto la batteria dei tre davanti e principale fonte di pericolo dei Reds. Come si evince dalla mappa dei passaggi ricevuti dal brasiliano nelle ultime due sfide di Premier, i compagni lo cercano per spostare il possesso nella trequarti avversaria. 
Come si evince, invece, dalla mappa relativa ai suoi passaggi, si evidenzia il suo compito di giocare di sponda per un giocatore che può ricevere nel mezzo spazio fronte alla porta; il dato di 23,32 relativo agli xGchain calcolati da Understats, ossia gli xG generati dal suo coinvolgimento in impostazione, rifinitura e finalizzazione lo rendono confermano come il brasiliano sia la principale fonte di pericolosità della formazione di Klopp.


La squadra di Simeone, a sua volta, è molto abile nella chiusura degli spazi centrali, tuttavia la partita contro il Real Madrid disputata due settimane fa ha mostrato delle difficoltà nel contenere le sovrapposizioni sugli esterni (il goal di Benzema è nato da una combinazione tra Vinicius e Mendy sul lato sinistro, per cui i principali grattacapi per il tecnico argentino arriveranno dagli esterni  Alexander-Arnold e Robertson, il cui apporto alla fase offensiva è ben esplicato dai 16 assist in due collezionati in Premier fino a questo momento, cosa sceglierà dunque Simeone? Potrebbe decidere di tornare al suo 4-4-2 classico con Koke e Saul esterni a centrocampo a garantire le coperture anche sugli esterni o punterà su esterni più offensivi come Correa e Carrasco (Lemar e Vitolo le altre opzioni) per sfruttare lo spazio lasciato dai due esterni del Liverpool quando di portano in avanti?


ATALANTA-VALENCIA

Il sorteggio ha messo di fronte le due squadre protagoniste delle qualificazioni più clamorose nella fase a gironi, con l'Atalanta che si è resa protagonista di una rimonta insperata dopo le 3 pesanti sconfitte nelle prime 3 partite, dall'altra parte il Valencia che ha sbattuto fuori dalla competizione l'Ajax andando a vincere all'Amsterdam Arena all'ultima giornata replicando la vittoria esterna ottenuta a Stamford Bridge contro il Chelsea.

Nel corso di questi due mesi tra la fine della fase a gironi e l'inizio della fase ad eliminazione diretta, le due squadre hanno avuto modo di mostrare i propri pregi e difetti in maniera ancora più marcata, ma soprattutto il modello di FiveThirtyEight ci evidenzia come in questi mesi l'Atalanta abbia accresciuto il suo ruolo di favorita in questo accoppiamento.


La prima immagine si riferisce all'elaborazione delle probabilità di passaggio del turno la mattina dopo il sorteggio, nella secondo immagine abbiamo l'elaborazione più recente ad oggi: le probabilità di passaggio del turno per la Dea sono aumentato in questo lasso di tempo del 20%, dopo il sorteggio solo la sfida tra il Lipsia ed il Tottenham prevedeva maggiore equilibrio, mentre adesso il modello vede la squadra di Gasperini avere una percentuale maggiore persino della Juventus che ha, sulla carta, il compito più agevole contro il Lione. 
Ad influenzare i meccanismi del sito statunitense sono le prestazioni dominanti della formazione orobica, capace, detto in maniera banale, di creare e realizzare azioni da goal in maniera decisamente maggiore rispetto a quanto subisce, insomma trattasi di una trasfigurazione matematica dei principi di gioco che Gasperini pretende dai suoi giocatori e che ha permesso all'Atalanta di affacciarsi su questi livelli da tre anni a questa parte.

Meccanismi che hanno fatto crollare, invece, le quotazioni del Valencia, i cui rating offensivi e difensivi risultano particolarmente negativi, ad alimentare tali numeri è l'assenza di equilibrio della squadra che, quando prova ad aggredire in avanti fatica a chiudere gli spazi che si creano alle proprie spalle, costringendo la squadra a dover rivedere al ribasso le proprie intenzioni abbassando di molto il baricentro, approccio che protegge meglio l'area di rigore ma che poi non si tramuta in una risalita del campo inficiando la fase offensiva.

Elaborando i dati sugli xG determinati dal modello di StatsBomb è ben evidenziato anche a livello numerico lo scarto tra quanto la squadra di Celades riesce a proporre offensivamente e quanto subisce difensivamente, dato riassunto dalle linee di tendenza elaborate dal grafico. Ciò che dovrebbe rallegrare maggiormente l'Atalanta è che i dati peggiori in questa serie per il Valencia arrivano dalle gare con Osasuna e Getafe, ossia due squadre che, come approccio alla partita hanno diversi punti in comune con la squadra bergamasca, specie la squadra di Bordalas, per cui da quello che si evince da questa analisi, per l'Atalanta sembra essere una grande occasione per continuare il proprio cammino europeo.

TOTTENHAM - RB LIPSIA

La sfida tra Nagelsmann e Mourinho è sicuramente uno degli incroci più intriganti di questi ottavi di finale, una sfida tra due strateghi che ha anche un ruolo generazionale, con il tedesco molto legato alla teoria e con una grande attenzione alla tattica ed una continua richiesta di flessibilità in termine di posizioni in campo dei suoi giocatori, un punto che sicuramente lo unisce con Mou, il quale però punta ad un rapporto con la sua squadra basato su meno sovrastrutture tattiche e con la richiesta di grande compattezza in fase di non possesso.

Fatta questa premessa, le varie assenze da una parte e dall'altra non ci permettono di stabilire come si svilupperanno le due partite, specie quella di andata a Londra, dove il Tottenham avrà come obiettivo principale quello di non concedere goal in trasferta alla squadra tedesca, per questo motivo è più facile immaginare un Lipsia che avrà un maggiore possesso palla con l'obiettivo di manipolare le linee difensive del Tottenham che, invece, cercherà di innescare Lucas Moura e Son alle spalle della linea difensiva dei tedeschi.

Dal momento in cui Mourinho ha perso Kane per infortunio, l'avversario con principi più simili al Lipsia affrontato dal Tottenham è il Liverpool di Jurgen Klopp, specie in riferimento alla fase di non possesso, in quell'occasione il tecnico portoghese ha fatto esordire il giovane Tanganga in difesa (ora diventato quasi inamovibile) schierandosi con una difesa a 3 ed usando i due esterni Aurier e Rose per far progredire l'azione puntando sui tagli di Son e Lucas Moura e sulle qualità in rifinitura di Alli ed Eriksen; contro il Lipsia potremo vedere uno schieramento simile ma con Tanganga schierato come terzo di sinistra come accaduto contro il City e l'ampiezza a sinistra data a turno tra Son e Berwijn, mentre il ruolo che fu di Eriksen è stato consegnato da Mourinho a Lo Celso.

Il Lipsia, dal canto suo, cercherà di sfruttare a proprio vantaggio le amnesie difensive della formazione di Mourinho magari con un tipo di calcio più diretto, basato sulle sponde di Poulsen o Schick con i movimenti di Werner alle sue spalle.

L'ultima partita contro il Werder ha visto quello che sembra essere un assetto definitivo visto che lo abbiamo visto anche contro il Bayern, come si evince dalla passmap la manovra palla a terra passa prevalentemente dalla spinta degli esterni (ottimo l'impatto di Angelino) oppure sull'asse Laimer-Schick, con l'ex sampdoriano che si connette con Werner in profondità o Dani Olmo e Sabitzer al suo fianco o in incursione; la capacità della squadra di Nagelsmann di riuscire a muovere il pallone con direttrici atte a superare lo schieramento basso degli Spurs sarà la chiave vincente per il Lipsia, il piano B saranno i calci piazzati, dove nell'ultima giornata di Premier il Tottenham ha mostrato clamorose difficoltà e dove il Lipsia ha costruito le sue reti contro il Werder.

Thursday, 12 December 2019

Cosa ci lasciano i gironi di Champions



Si è dunque conclusa la fase a gironi di questa edizione della Champions League, abbiamo cercato di seguire i temi di questa prima fase nel corso delle giornate, ora è il momento di trarre alcune conclusioni a fronte dei risultati finali dei vari gironi. Il bilancio delle squadre italiane è stato "macchiato" dall'eliminazione dell'Inter, di certo preventivabile visto il girone, ma che lascia l'amaro in bocca per le occasioni perse, stessa sensazione che i nerazzurri hanno lasciato lo scorso anno, tuttavia portare tre italiane alla fase ad eliminazione diretta della Champions è un accadimento che non si verificava dal 2012 (Milan, Inter, Napoli). Ma adesso analizziamo alcuni temi emersi dall'ultima giornata dei gironi con uno sguardo a cosa succederà lunedì.

LA CLAMOROSA CADUTA DELL'AJAX

Le prime due partite del girone ed il cammino quasi perfetto in campionato non lasciava intravedere alcuna possibilità che i semifinalisti della scorsa Champions lasciassero così anzitempo la Champions; ed invece le due partite contro il Chelsea hanno rimesso in discussione l'esito del girone con i lancieri costretti a giocarsi la qualificazione nella partita interna contro il Valencia avendo a disposizione 2 risultati su 3. L'Ajax è arrivato alla partita reduce dalla prima sconfitta in campionato per mano del Willem II, già questo era un campanello d'allarme per la squadra di Ten Hag, che ha mostrato un punto debole quando l'avversario riesce ad isolare i due centrocampisti centrali dalla batteria offensiva; il Valencia reduce, invece, dal vittorioso derby contro il Levante nella Liga, ha portato a casa vittoria e qualificazione usando come riferimento il tipico piano gara che non ha visto modifiche nel passaggio da Marcelino a Celades: chiusura di tutti i varchi centrali e costringere l'avversario ad attaccare dagli esterni ed accedere in area solo tramite i cross, dove i centrali potevano dominare in assenza di un centravanti abile sulle palle alte.

Come si evince dalla mappa dei passaggi negli spazi di mezzo, il Valencia ha invitato l'Ajax ad attaccare sul proprio centro-destra difensivo, questo poiché l'ala destra del 4-4-2 del Valencia (Ferran Torres) aveva licenza di restare più avanzato per sfruttare le chance in ripartenza (tattica che ha funzionato in occasione del goal di Rodrigo); come si evince l'Ajax è riuscita a mettere in area solo una piccola parte dei palloni gestiti da questa zona di campo, questo quando l'ingresso di Huntelaar e l'avvicinarsi del fischio finale ha costretto gli uomini di Ten Hag a cercare palloni alti per lo stesso Huntelaar e Van de Beek. 




Con questa vittoria il Valencia, oltre alla qualificazione, ha portato a casa anche il primo posto nel girone, per cui si presenterà al sorteggio come la squadra di prima fascia che Napoli ed Atalanta sperano di trovare.

L'INTER SI FERMA ANCORA SUL PIÙ' BELLO

Come lo scorso anno l'Inter deve proseguire la corsa europea tramite l'Europa League, come lo scorso anno i nerazzurri avevano il match point tra le proprie mani a San Siro, l'anno scorso fu un inopinato pareggio contro il PSV Eindhoven ad eliminare l'Inter di Spalletti, quest'anno è toccato invece ad un Barcellona già qualificato come primo del girone e pieno di giocatori poco utilizzati fin qui da Valverde. Le peculiarità del gioco voluto da Conte sono state espresse anche nella sfida di ieri sera, tuttavia Valverde, scottato dal primo tempo della partita d'andata, ha cercato un sistema per aggirare la pressione alta dei nerazzurri schierando una difesa a 3 per avere superiorità numerica sugli attaccanti dell'Inter e schierando Rakitic come vertice basso di centrocampo per attirare un centrocampista e lasciare spazio sulla trequarti una volta superata questa linea di pressione, così nei momenti di difficoltà i blaugrana hanno lanciato via la palla consentendo rapidi recuperi all'Inter, ma quando sono riusciti a superare la pressione alta hanno potuto controllare il ritmo della partita e tenere lontano per quanto più tempo possibile l'Inter dalla propria area di rigore.

Come si evince dalla mappa degli xG, Conte non aveva tutti i torti a fine partita ad affermare che forse l'Inter meritava di più visto che le occasioni migliori (identificate dai cerchi più grandi) le abbia avute l'Inter, tuttavia per lunghi tratti della partita la formazione nerazzurra è stata a lungo presa in mezzo dal possesso palla coraggioso ma ben elaborato da Valverde (59% alla fine della partita); le assenze di Sensi e Barella indubbiamente hanno avuto il proprio peso per l'Inter, tuttavia l'idea di fondo è che l'Inter si sia mostrata impreparata di fronte alle scelte dell'allenatore blaugrana che, con la gara di ieri, ha probabilmente riacquistato credibilità agli occhi dei propri tifosi visto che ha messo in campo contemporaneamente Todibo, Alena, Carles Perez per poi chiudere con l'ingresso di Ansu Fati, autore del goal che ha definitivamente condannato l'Inter.







LA NUOVA GENERAZIONE IN ARRIVO

Siamo a cavallo tra la fine del secondo decennio di questo secolo e l'inizio del terzo decennio, così, complice la possibilità per alcune squadre di sperimentare, ecco che questa giornata di Champions ha portato al superamento di due record di gioventù.

Ansu Fati

A 17 anni e 40 giorni il giovane attaccante del Barcellona ha battuto il record di giocatore più giovane a realizzare un goal in Champions League, il precedente record era appannaggio di Peter Ofori-Quaye, allora attaccante dell'Olympiacos che nel 1997 trovò il goal a 17 anni e 195 giorni.

Con Fati la cantera del Barcelona sembra tornare a far splendere un diamante; in campionato l'attaccante di origine guineana ha collezionato 319 minuti mostrando numeri che lo mettono già al di sopra della media dei pari ruolo all'interno della Liga; il goal di ieri a San Siro gli ha portato anche la ribalta internazionale. Data la grande concorrenza in attacco a Barcellona sarà difficile per lui alzare più di tanto il minutaggio in questa stagione, tuttavia Valverde non si fa problemi a buttarlo nella mischia quando vuole tenere a riposo uno tra Messi, Suarez e Griezmann.







Maarten Vandevoordt

L'ultima partita di Ancelotti sulla panchina del Napoli ha visto l'esordio in Champions tra i pali del Genk di Maarten Vandevoordt che, con 17 anni e 287 giorni ha infranto il record che due anni fa era stato preso da Mile Svilar, allora portiere del Benfica. Per lui, purtroppo, l'esordio in Champions non è stato proprio memorabile, visto che con un suo errore in disimpegno ha regalato a Milik il pallone che ha sbloccato la partita mettendo in discesa la vittoria e la qualificazione del Napoli. Più fortunato per lui è stato l'esordio in campionato sabato scorso con la vittoria sul campo del Cercle Bruges, di certo sembra che il nuovo allenatore Hannes Wolf voglia puntare su di lui.

LE POSSIBILI COMBINAZIONI PER GLI OTTAVI DI FINALE

Con i risultati di questa sera abbiamo la lista completa delle qualificate alla fase ad eliminazione diretta, con i sorteggi che si terranno lunedì.
Le prime nei gironi sono inserite come teste di serie e potranno affrontare solo le squadre non teste di serie da cui escludere la squadra seconda nel proprio girone e le squadre della stessa nazione, per cui vediamo quali probabilità di accoppiamenti ci sono.

Teste di serie

Barcellona - (Può pescare Atalanta/Chelsea/Lyon/Napoli/Tottenham)
Bayern Monaco (Può pescare Atalanta/Atletico Madrid/Chelsea/Lyon/Napoli/Real Madrid)
Juventus (Può pescare Borussia Dortmund/Chelsea/Lyon/Real Madrid/Tottenham)
Lipsia (Può pescare Atalanta/Atletico Madrid/Chelsea/Napoli/Real Madrid/Tottenham)
Liverpool (Può pescare Atalanta/Atletico Madrid/Borussia Dortmund/Lyon/Real Madrid)
Manchester City (Può pescare Atletico Madrid/Borussia Dortmund/Lyon/Real Madrid)
Paris Saint Germain (Può pescare Atalanta/Atletico Madrid/Borussia Dortmund/Chelsea/Napoli/Tottenham)
Valencia (Può pescare Atalanta/Borussia Dortmund/Lyon/Napoli/Tottenham)

Non teste di serie

Atalanta (Può pescare Barcellona/Bayern Monaco/Lipsia/Liverpool/PSG/Valencia)
Atlético Madrid (Può pescare Bayern Monaco/Lipsia/Liverpool/Manchester City/PSG/Valencia)
Borussia Dortmund (Può pescare Juventus/Liverpool/Manchester City/PSG/Valencia)
Chelsea (Può pescare Barcellona/Bayern Monaco/Juventus/Lipsia/PSG)
Lyon (Può pescare Barcellona/Bayern Monaco/Juventus/Liverpool/Manchester City/Valencia)
Napoli (Può pescare Barcellona/Bayern Monaco/Lipsia/Manchester City/PSG/Valencia)
Real Madrid (Può pescare Bayern Monaco/Juventus/Lipsia/Liverpool/Manchester City/Valencia)
Tottenham (Può pescare Barcellona/Juventus/Lipsia/PSG/Valencia)

Indubbiamente lo spauracchio nel sorteggio è il Real Madrid che ha 2 possibilità su 3 di incontrare una grande favorita per la vittoria finale, al contrario le squadre della seconda fascia non faranno mistero di sperare di pescare dall'urna il Valencia (teoricamente anche il Lipsia, ma opinione personale mi guarderei bene dall'esultare per un accoppiamento contro la squadra di Nagelsmann); la qualificazione di Napoli ed Atalanta non è una grande notizia per la Juventus che ha il 60% di prendere una tra Real Madrid, Tottenham (con due mesi di Mourinho in più nel motore) e Chelsea (con i possibili rinforzi del mercato di gennaio).

Friday, 29 November 2019

Cosa vedere nel weekend #12


Superata la settimana di coppe europee da stasera i club tornano in campo per i rispettivi campionati: il pezzo forte del weekend è, con ogni probabilità, la sfida di domenica sera tra l'Atletico Madrid di Simeone ed il Barcellona al Wanda Metropolitano, una sfida che rievoca prima di tutto le sfide del 2014 con l'Atletico capace di andarsi a prendere la Liga al Camp Nou e di fare fuori i blaugrana nei quarti di Champions, impresa ripetuta due anni dopo generando la mistica dell'Atletico di Simeone, una mistica che nelle ultime stagioni sta lentamente scemando e che domenica sera deve riemergere per reinserirsi nella lotta per il titolo. 

Data la premessa ora ci focalizziamo sulle partite che generano i maggiori temi di interesse nel weekend.

SERIE A

Il nostro massimo campionato può festeggiare un improvviso ritorno alla competitività dopo le 3 vittorie ed 1 pareggio (quello del Napoli ad Anfield Road, non proprio un risultato negativo) della due giorni di Champions; ora ci si rituffa nel duello a distanza tra Juventus ed Inter (impegnate in casa contro Sassuolo e Spal), e su quello che accade alle loro spalle e capire se la prestazione ed il risultato di Liverpool permetteranno al Napoli (impegnato in casa contro il Bologna) di ritrovare la strada della vittoria; la partita di maggior interesse, invece, è quella di domenica sera al Bentegodi, dove la Roma di Fonseca, reduce dalla trasferta turca in Europa League, affronterà il bellissimo Verona di Juric.

HELLAS VERONA-ROMA (DOMENICA ORE 20.45)

Sarà un posticipo tutt'altro che banale quello del Bentegodi, si affrontano due squadre che stanno regalando bel calcio ai propri tifosi con stili di gioco molto differenti ma accomunati dalla grande presa che i rispettivi tecnici (Juric e Fonseca) hanno avuto sui rispettivi gruppi.

Il Verona ha trovato in Juric l'uomo in grado di valorizzare una rosa che alla vigilia sembrava destinata ad un ritorno immediato in serie B, ed invece ecco che il 3-4-1-2 del tecnico ex Crotone e Genoa unito alle scelte di mercato condivise tra allenatore e società (vedi l'arrivo di Veloso e Salcedo, due pupilli del tecnico e giovani elementi come Kumbulla e Rrahmani, tra i migliori difensori per rendimento della serie A, pescati dalla società) ha creato una squadra che ha sorpreso tutti per le sue prestazioni, merito anche di un lavoro a livello atletico comparabile solamente con quello che Gasperini ha messo in piedi all'Atalanta (non a caso Juric è un discepolo dell'allenatore dell'Atalanta) ed i numeri lo dimostrano: in fase di aggressione la squadra scaligera è in testa alla classifica dei palloni recuperati (99, dato Lega Serie A) ed è nella prima metà della classifica secondo l'indice PPDA (Passaggi concessi per azione difensiva) i quali dimostrano l'approccio aggressivo della squadra in fase di non possesso. In fase di possesso la squadra ha come pattern preferito lo spostamento del pallone sugli esterni, con Lazovic a sinistra che opera quasi sulla stessa linea degli attaccanti e Faraoni che, invece, dall'altra parte mantiene una posizione mediamente più bassa; tuttavia i veri motori del gioco gialloblu sono i due interni di centrocampo Amrabat e Veloso (ora sostituito da Pessina in quanto infortunato) che si sobbarcano il compito di portare la manovra nella trequarti avversaria associandosi con gli esterni e creando spazi con i loro tagli verso l'esterno. Il goal della vittoria nel match contro la Fiorentina è l'esemplificazione del livello elevato di intesa raggiunta dai meccanismi di squadra del Verona.

La pressione che sa imporre il Verona e la sua capacità di muovere il pallone da un lato all'altro del campo sarà un grande banco di prova per la Roma di Fonseca, squadra che sta progredendo a vista d'occhio nell'assimilazione dei concetti tattici del tecnico portoghese, basati su un possesso palla che parte da dietro per poi lasciare spazio alle scelte degli interpreti nel terzo finale di campo, un sistema che ha funzionato molto bene contro avversari che non hanno messo troppo sotto pressione l'impostazione da dietro dei giallorossi.
L'impostazione è finalizzata a portare la palla sulla trequarti avversaria nel modo più sicuro possibile, per questo i due centrali difensivi ed i due centrali di centrocampo sono soliti creare un quadrilatero da cui far partire l'azione in superiorità numerica per vie centrali (in caso di squadre che difendono più basse il quadrilatero può essere completato anche dal portiere Pau Lopez), i due terzini danno ampiezza qualora necessario per poi imbeccare immediatamente gli attaccanti esterni (Zaniolo e Kluivert) che poi hanno il compito di creare superiorità numerica con i dribbling verso il centro del campo (2,3 dribbling a partita per l'olandese e 2 dribbling a partita per l'azzurro) per poi creare spazi necessari a servire Dzeko tramite le sovrapposizioni di Pellegrini (o Pastore in sua assenza) e Veretout o tramite i cross dei terzini (in particolare Kolarov, 2 assist a cui si aggiungono i 2,3 cross riusciti a partita).

La pressione sull'impostazione da dietro di squadre come l'Atalanta ha fatto saltare i meccanismi della Roma, c'è da aspettarsi lo stesso atteggiamento dal Verona, a due mesi di distanza dalla partita contro la squadra di Gasperini capiremo come Fonseca abbia aggiustato i meccanismi di uscita della palla per portare il pallone sulla trequarti avversaria; una soluzione potrebbe essere quella di permettere l'uscita del pallone scavalcando la trequarti e giocando di sponda con Dzeko, il cui duello con Rrahmani e Kumbulla sarà un altro grande elemento di interesse della partita. Oppure chiedere a Lorenzo Pellegrini di fare quanto visto ieri sera ad Istanbul.







PREMIER LEAGUE

Con il ritorno di Mourinho la Premier ha ritrovato il personaggio mancante per aumentare (se mai fosse necessario) l'interesse sul campionato inglese, tuttavia gli servirà un successo contro il Bournemouth per continuare a mantenere intatto il suo impatto sugli Spurs. Ma è un gran malato del calcio inglese al centro della nostra attenzione in questo weekend, ossia l'Arsenal di Unai Emery, con la panchina del tecnico spagnolo che è saltata dopo la sconfitta di Europa League contro l'Eintracht e la serie di 7 partite senza vittorie (l'ultimo successo in Premier addirittura risale al 4 ottobre).

NORWICH-ARSENAL (DOMENICA ORE 15)

In Inghilterra la crisi dell'Arsenal è oggetto di continuo dibattito, in tanti si chiedono come sia possibile che Unai Emery ad ormai 18 mesi dal suo insediamento dopo l'addio di Arsene Wenger non sia stato in grado di trovare un assetto tattico in grado di mettere insieme i pezzi della rosa a sua disposizione. I numeri relativi a questa stagione sono abbastanza esplicativi per capire le difficoltà dei Gunners, in particolare fa specie la classifica relativa al saldo tra tiri effettuati e tiri concessi, un saldo negativo molto preoccupante che pone la squadra di Emery addirittura in zona retrocessione.

Il dato è determinato dalla poca predisposizione della squadra alla fase difensiva, difetto sempre presente dalle parti dell'Emirates Stadium, ma generalmente dovuto ad un approccio offensivo della squadra durante l'era Wenger che lasciava spesso la propria metà campo scoperta; con Emery il problema sembra essere molto più grave, il tecnico spagnolo ha visto erodere le certezze sulla propria squadra (in particolare la fase difensiva) e, per questo, ha progressivamente abbassato il baricentro impostando partite meramente speculative, come testimoniato dalle continue modifiche di modulo, con il recente passaggio alla difesa a 3. L'accorgimento, tuttavia, non ha raccolto dividendi, anzi, la situazione è peggiorata visibilmente visti i limiti congeniti alla squadra in fase di recupero palla, anche con una difesa più bassa, e sicuramente i 21 tiri concessi al Southampton nell'ultima sfida di Premier sono stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso fino a giungere all'inopinata sconfitta interna in Europa League contro l'Eintracht nel deserto dell'Emirates, che ha portato questa mattina la società alla scelta di rimuovere dall'incarico l'ex allenatore di Siviglia e PSG.

In attesa di capire chi sarà a prendere il posto di Emery, domenica pomeriggio i Gunners faranno visita al Norwich sotto la guida di Freddie Ljungberg, indicato dalla società come manager ad interim, una mossa di stile nostalgico come quella di Solskjaer a Manchester (con la differenza che Ljungberg era già parte dello staff tecnico di Emery) che chissà non diventi definitiva qualora lo svedese non trovi la quadra, magari con l'aiuto di un rinforzo difensivo a gennaio.

Ad ospitare l'Arsenal ci sarà, come annunciato, il Norwich di Daniel Farke, che ha lasciato l'ultimo posto in classifica la scorsa settimana dopo la vittoria sul campo dell'Everton mettendosi alle spalle una serie negativa di 1 punto in 7 partite dopo la clamorosa vittoria sul City. Abbiamo più volte parlato bene dell'atteggiamento della squadra di Farke in approccio alla Premier League con una squadra priva di esperienza nella categoria, un approccio molto aggressivo confermato dai numeri (il dato PPDA vede il Norwich veleggiare poco sotto metà classifica) che, però, comporta molti rischi che molto spesso non hanno pagato (il Norwich è penultimo per goal subiti e ultimo per xG subiti).

Preso atto delle difficoltà di esecuzione della strategia i Canaries hanno progressivamente abbassato il proprio baricentro rinunciando in parte all'aggressione alta con conseguenti difficoltà nel portare l'azione nella trequarti avversaria (solo il Newcastle ha giocato meno tempo del Norwich nella trequarti avversaria) comportando anche difficoltà a generare azioni pericolose, come esemplificato dal grafico elaborato in base agli xG a favore e gli xG subiti.
Per entrambe le squadre, dunque, la partita sarà un test molto importante, da una parte per capire quali aggiustamenti vorrà portare Ljungberg alla squadra, dall'altra parte per capire se la vittoria sul campo dell'Everton possa essere una nuova partenza per la squadra di Farke.

BUNDESLIGA

Il campionato tedesco sembra prossimo a diventare una lotta a tre tra la capolista Borussia Moenchengladbach, il Bayern Monaco rivitalizzato dall'addio di Kovac ed il Lipsia di Nagelsmann che in settimana ha festeggiato l'accesso alla fase ad eliminazione diretta della Champions League. Delle tre ad avere la partita sulla carta meno complicata sembra essere il Lipsia, impegnato sul campo del Paderborn ultimo in classifica ma reduce dal pareggio ottenuto a Dortmund, per il Moenchengladbach gara interna molto ostica contro la grande sorpresa Friburgo, mentre per il Bayern Monaco test interno contro il mai decifrabile Bayer Leverkusen, reduce dalla vittoria in Champions in terra russa ed ancora in corsa per la qualificazione. Tuttavia in settimana la Bundesliga ha visto un'altra panchina saltare, ossia quella di Covic all'Hertha Berlino, notizia non così sorprendente vista la striscia negativa dei berlinese, a fare notizia è il fatto che il suo posto in panchina è stato preso da Jurgen Klinsmann; per l'ex tecnico della nazionale tedesca e del Bayern Monaco il battesimo arriverà dal Dortmund di Favre, anche lui, probabilmente, all'ultima spiaggia.

HERTHA BERLINO-BORUSSIA DORTMUND (SABATO ORE 15.30)

La pesante sconfitta subita ad Augsburg lo scorso sabato ha decretato il capolinea dell'avventura di Covic sulla panchina dell'Hertha, una scelta determinata dalle quattro sconfitte consecutive della formazione berlinese e dall'idea che il tecnico croato non avesse realmente capito come far rendere al meglio il materiale a propria disposizione. I numeri non hanno dato tecnico all'erede di Dardai sulla panchina berlinese, a livello difensivo l'Hertha subisce 2 reti a partita e con un solo clean sheet all'attivo; numeri che farebbero pensare ad un approccio di una squadra che concede perché sbilanciata in avanti, ed invece vediamo che si tratta di una squadra che difende bassa e che concede poco su azione, tuttavia sono i calci piazzati il grande problema dell'Hertha che è la squadra di Bundesliga che concede le migliori occasioni su calcio piazzato nell'intera Bundesliga.


Come si evince dalle statistiche elaborate da Between the Posts, l'indice di qualità dei tiri concessi da calcio piazzato (nella tabella indicato come SQsp) un tiro medio concesso su calcio piazzato dall'Hertha ha una probabilità di conversione del 17,5%, un numero troppo alto, considerata una media di 3,6 tiri concessi a partita su situazione di palla inattiva, emerge che in ogni partita l'Hertha in ogni partita ha circa il 63% di possibilità di subire goal da calcio piazzato. nei fatti ciò si è tramutato in 12 goal subiti da calcio piazzato subiti sui 25 totali. A questi pessimi numeri si aggiungono numeri alquanto pessimi in fase offensiva: l'Hertha Berlino è la squadra che tira meno di tutte nell'intera Bundesliga (meno di 10 tiri a partita) e che accede con meno frequenza alla trequarti avversaria, insomma l'atteggiamento conservativo voluto da Covic costringe la squadra a risalire molto campo e non bastano le qualità di Lukebakio e Dilrosun in transizione a generare sufficienti pericoli una volta rientrati in possesso palla; a Klinsmann, dunque, il compito di riprendere in mano la situazione magari con un atteggiamento più offensivo.

Capire come Klinsmann disporrà l'Hertha Berlino sarà un pensiero aggiuntivo per Favre, la cui posizione sulla panchina del Dortmund è parecchio in bilico complici le rovinose sconfitte a Monaco prima della pausa e poi quella di Barcellona in Champions che ha messo a repentaglio la qualificazione al prossimo turno. I punti di contatto tra le due partite ed il rendimento stagionale della sqaudra di Dortmund è quella di non essere in grado di proporre una manovra che esalti le qualità della squadra come spesso accadeva lo scorso anno. Diversi sono i fattori che stanno generando le difficoltà per il Dortmund, in primis le precarie condizioni di forma di Paco Alcacer, spesso ai box per infortunio, che toglie profondità alla manovra, e poi i rapporti che non sembrando essere idilliaci tra Sancho e la società che stanno influendo negativamente sulle prestazioni del gioiello inglese, costringendo Favre a preferirgli Hakimi in quella posizione, così come successo a Barcellona ed in altre occasioni in questa stagione. Dato che il duo Sancho-Alcacer è stato l'asse dei principali successi del Dortmund nella scorsa stagione, ecco che la loro assenza/scarsa motivazione incide profondamente sulle dinamiche offensive dei gialloneri.

Le radar chart elaborate da StatsBomb fanno emergere in maniera chiara l'impatto offensivo della squadra con e senza il centravanti spagnolo, un problema a cui Favre non è riuscito a trovare una soluzione in quanto poco incline a muoversi dai propri principi conservativi (per esempio un pressing più alto avrebbe aiutato a colmare alcune lacune), per cui adesso il Dortmund si trova ad essere al nono posto per tiri effettuati e addirittura terzultima se limitiamo l'analisi della stessa casistica alle gare esterne. Dovrebbe essere chiaro a Favre dove intervenire per salvare non solo la sua panchina ma permettere al Dortmund di reinserirsi nella lotta a tre per la vittoria del titolo o quanto meno garantirsi un posto tra le prime quattro; Berlino deve essere la gara della svolta da un punto di vista di approccio alle gare esterne.

LA LIGA

Come indicato in premessa, la Liga vive in questo weekend la sfida tra l'Atletico del Cholo Simeone ed il Barcellona, sicuramente il big-match della quindicesima giornata del campionato spagnolo, una sfida che potrebbe permettere a Real Madrid e Siviglia di approfittarne e mettersi il Barça alle spalle: la squadra di Zidane, in grandissima crescita, affronta una trasferta mai semplice come quella sul campo dell'Alaves; per il Siviglia sfida interna contro il Leganes ultimo in classifica, ma che sta ritrovando la migliore strada sotto la guida di Aguirre. Come match da seguire, invece, ho scelto la sfida del Mestalla con il derby tra Valencia e Villarreal.

VALENCIA-VILLARREAL (SABATO, ORE 21)

La sfida del Mestalla mette in campo due squadre divise geograficamente da 60 km e da due punti in classifica, ma unite dalle vicissitudini degli ultimi mesi, a cui le due squadre stanno cercando di far fronte regalando momenti di grande esaltazione alternati a momenti di grande depressione, il che rende questa partita totalmente impronosticabile ed anche foriera di un grande spettacolo sia tecnico che agonistico.

Il Valencia è stato costretto a settembre a ripartire dopo il tormentato addio di Marcelino alla panchina a causa dei conflitti con la dirigenza, nei due anni di regno dell'allenatore asturiano (ex allenatore anche del Villarreal) ha portato due volte il Valencia in Champions League ereditando un pregresso di un paio di stagioni in cui i pipistrelli hanno anche temuto di lottare per non retrocedere; al posto di Marcelino in panchina si è seduto Albert Celades, ex allenatore dell'under 21 spagnola, che ha deciso di non fare rivoluzioni a livello tattico mantenendo la struttura di base del 4-4-2 di Marcelino con Dani Parejo leader del centrocampo e della squadra; i risultati finora sono stati molto alterni, anche a causa degli infortuni che hanno costretto Celades ad inventarsi soluzioni come Wass terzino destro o centrale di centrocampo, in fase offensiva di fatto non ha mai avuto a disposizione Goncalo Guedes, l'uomo in più della squadra sotto la gestione Marcelino, ma ha potuto mettere in mostra giovani prospetti di grande interesse come Ferran Torres, Carlos Soler ed il coreano Lee Kang-In, sulla cui crescita si appoggia il progetto sul campo della squadra valenciana in questa stagione, nonché la strategia societaria, che aspetta l'esplosione dei suoi giovani della cantera per poter monetizzare sul mercato e consolidare i conti della società. A livello statistico si evidenzia chiaramente un atteggiamento più offensivo di Celades rispetto a quello di Marcelino che prediligeva la solidità della squadra, i dati sui tiri effettuati e subiti fanno emergere come il Valencia crei tanto ma allo stesso tempo subisca tanto; un atteggiamento che spiega i risultati altalenanti.

Il dato relativo ai tiri effettuati dimostra come il Valencia vada al tiro con molta meno frequenza rispetto al Villarreal e soprattutto rispetto a buona parte della compagnia nella Liga, prevalentemente perché consente all'avversario di tenere per più tempo la palla (48% il possesso palla medio) avendo, dunque, meno tempo per creare opportunità.
Ma, osservando il dato della seconda immagine, si nota come la qualità dei singoli tiri effettuati innalza di gran lunga il rendimento della squadra di Celades che sale al quarto posto in questa classifica, questo dato è prevalentemente dovuto alla pericolosità sulle palle da fermo, e su questo aspetto non è di poca incidenza le qualità in questo fondamentale di Dani Parejo.


Riguardo, invece, il Villarreal i numeri offensivi la vedono allo stesso livello, se non superiore, di Barcellona e Real Madrid, il merito è, oltre all'atteggiamento ultra-offensivo della squadra di Calleja, che si dispone con un 4-3-3 che esalta le caratteristiche di Santi Cazorla, che ha addirittura ritrovato la nazionale spagnola grazie alle sue prestazioni e di Gerard Moreno che, in 14 partite ha raggiunto il bottino di reti raccolto in 35 partite lo scorso anno (8 reti), tuttavia questo grande rendimento offensivo non è accompagnato dallo stesso rendimento in fase difensiva, dove la squadra subisce troppo, soprattutto da calcio piazzato dove, con 6 goal subiti il sottomarino giallo è la squadra ad aver subito più goal su palla inattiva, e pensando alla capacità del Valencia su questo fondamentale, sarà un test davvero importante per la difesa del Villarreal. Gli ingredienti per seguire una partita piena di goal e spettacolo ci sono tutti, l'atmosfera del derby renderà le cose ancora più spettacolari.

LIGUE 1 

Il campionato francese è giunto alla quindicesima giornata ed è già a caccia della seconda forza del campionato visto il dominio del PSG. La caccia al secondo posto sarà appannaggio della squadra che sarà stata in grado di trovare una fisionomia che le dia l'opportunità di raggiungere una certa continuità in termini di risultati, ad oggi vi è una candidata ad assumere questo ruolo, ed è il Marsiglia di Andres Villas-Boas che, con tre vittorie consecutive ha portato la sua squadra al secondo posto e questa sera inaugurerà la giornata ospitando al Velodrome il Brest.

MARSIGLIA-BREST (VENERDI, ORE 20.45)

Il Marsiglia di Andres Villas Boas è reduce da 4 vittorie nelle ultime partite che hanno portato l'Olimpique al secondo posto in classifica e che hanno permesso all'allenatore portoghese di trovare quello che dovrebbe essere finalmente l'assetto definitivo della squadra che può essere sintetizzato con un 4-1-4-1 che vede un uomo davanti alla difesa (Strootman o Kamara), Payet largo a sinistra, Maxime Lopez largo a destra e Rongier e Sanson come incursori e Dario Benedetto il riferimento centrale; indubbiamente ad alzare il livello della squadra ci ha pensato Payet, che con il lavoro di Villas-Boas è diventato l'uomo deputato ad inventare, e lui ha risposto presente: in un campionato dove gioca gente come Di Maria, Golovin e Slimani, è lui il re dei passaggi chiave con 3.6 a partita.
Sono le sue giocate, assieme al lavoro spalle alla porta di Benedetto, ad aprire gli spazi ed a permettere al Marsiglia di trovare la giocata vincente. 

Quella di stasera sicuramente è da considerare come la prova del nove per la squadra marsigliese, visto che affronterà il neopromosso Brest, squadra che, sulla carta, è decisamente alla portata degli uomini di Villas Boas, ma che dovrà stare attenta contro una squadra che ha mostrato una grande resilienza a livello mentale, rimanendo sempre in partita e mostrando anche coraggio, cercando di buttare via la palla quando necessario. I numeri vedono ovviamente la squadra bretone molto indietro in termini di xG, sia realizzati che subiti, per cui sia i goal segnati che subiti sono frutto di overperformance statistiche ma imputabili alle ottime qualità a livello offensivo dei due esterni di attacco Court e Grandsir e della punta Charbonnier che si sobbarcano la fase offensiva della squadra, mentre in difesa è giusto osservare le prestazioni del portiere Larsonneur, capace di parare 31 tiri provenienti dall'area di rigore, nessuno meglio di lui in Ligue 1. Per cui oltre che una prestazione di squadra il Marsiglia avrà bisogno di importanti prestazioni individuali dei suoi elementi chiave per portare avanti la propria striscia positiva.

Post in evidenza

Davide Possanzini and De Zerbi legacy

  We everybody know the style of play promoted by Roberto de Zerbi in his journey from Italy to Ukraine and now to Brighton in Premier Leagu...

Highlights