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Tuesday, 29 August 2023

Norwich: the best attack in Championship?

 

Photo Source: @NorwichCityFC Twitter account

13 goal in 4 matches is the score collected so far by Norwich: the Canaries, after the managerial change from Smith to Wagner, seem have changed their approach, moving from a conservative one to a more proactive behaviour, which is taking some dividends, considering that they are the best attack in the league and they earned 10 points in 4 matches, getting the second place behind Leicester.

I try to figure out which are the solutions adopted by David Wagner in order to unlock the firepower available upfront. 

Friday, 30 October 2020

Consigli per il weekend calcistico Stagione 20/21, ep. 6


Messa alle spalle un'altra settimana piena di impegni, ci affacciamo già verso un nuovo weekend ricco di partite importanti, con tante squadre che devono dare delle risposte importanti ed altre che, invece, dovranno mostrare la propria tenuta tra tanti impegni ravvicinati e le assenze per COVID.

Il calendario del weekend prevede scontri di un certo prestigio come Manchester United-Arsenal, così come un Napoli-Sassuolo che promette grande spettacolo, così come il derby di Genova a concludere il weekend domenica sera. tutte sfide che non necessitano grandissime presentazioni, ragion per la quale, come da mia abitudine quest'anno, mi focalizzo sul presentare altre sfide che generano grande interesse per i temi che metteranno in evidenza.

CHAMPIONSHIP, BRISTOL CITY - NORWICH (SABATO ORE 13.30)


La Championship, la serie B inglese, è sempre più un campionato interessantissimo da seguire, un tempo era amato dai nostalgici del Kick and Rush per il grande livello agonistico del campionato, tuttavia negli ultimi anni l'appetibilità della Premier League a livello economico ha convinto molti investitori a gettarsi nel business proprio acquisendo una squadra di Championship, affidarla ad un manager con principi di gioco maggiormente contemporanei per poi tentare la scalata alla massima divisione dove poter consolidare la posizione economica del club e, dunque, tentare di scalare la gerarchia del calcio inglese. 

Per questa ragione ogni stagione di Championship mostra dei progetti di grande interesse poi replicati in Premier League con più o meno successo: esempi positivi sono sicuramente quelli di Wolverhampton e Leeds, ma anche lo stesso Norwich che, pur retrocedendo, è riuscito a consolidare le proprie casse incassando dalle cessioni di Godfrey e Lewis 44 milioni di Euro, una cifra che impreziosisce il lavoro di scouting del club e che, sotto la guida di Daniel Farke, confermato alla guida della squadra non ostante la retrocessione, proveranno a ripetere l'esperimento con gli acquisti di Przemyslaw Placheta (esterno offensivo del Wroclaw, acquisto più oneroso dell'ultima finestra di mercato (3 milioni spesi) dopo il centravanti Hugill arrivato dal West Ham.

Ed è proprio la partita dei Canaries sul campo del Bristol City quella che inserisco nella watchlist di questo weekend, con i Robins che sono partiti molto bene in una stagione in cui la città del sud-ovest dell'Inghilterra si aspetta un passo di avanti in termini di ambizione da parte della squadra. Nel corso dell'estate si era parlato per la panchina di nomi come Chris Hughton, ex allenatore del Brighton, e niente meno che Steven Gerrard, ma alla fine si è deciso di dare una chance al traghettatore della fase finale della scorsa stagione, Dean Holden.

Il tecnico nord-irlandese ha settato la propria squadra su un 3-5-2 in cui l'occupazione dei mezzi spazi permette una rapida ed efficiente progressione del pallone, molto importante in questo contesto è il ruolo svolto dai due braccetti della difesa a 3 (in genere Wyner e Moore, quest'ultimo si alterna con Mawson) ed anche quello delle due mezzali (Weimann e Paterson) sempre molto abili a generare linee di passaggio e rendere sempre pericolose le fasi di possesso dei Robins associandosi all'esterno di parte in fase di sviluppo, mentre l'altra mezzala va a riempire l'area di rigore assieme alle due punte e l'esterno opposto.  Nell'esempio di cui all'immagine sopra si vede chiaramente il modo in cui la squadra attacca, con l'esterno sinistro che raggiunge il mezzo spazio, gli attaccanti che attirano i centrali difensivi, le due mezzali che si buttano dentro dopo aver portato il pallone in zona di rifinitura, dall'immagine si vede anche la posizione del vertice basso di centrocampo che, assieme ai tre centrali difensivi è chiamato a rallentare un'eventuale transizione avversaria.
Questa disposizione in campo ha permesso ai Robins di portare a casa le prime quattro partite di campionato salvo poi rallentare nelle ultime 4 partite dove ha raccolto 2 punti ma continuando a mostrare quanto di buono visto nelle prime giornate.

Il Norwich, invece, sta seguendo un percorso opposto a quello dei suoi avversari, dopo un inizio stentato, una serie di 3 vittorie consecutive fermata nel turno infrasettimanale dal pareggio raccolto nei minuti finali a Brentford, ha riportato la squadra allenata da Franke nelle posizioni di vertice che sono coerenti con la rosa a disposizione dell'allenatore tedesco.

Anche le statistiche (fonte WhoScored) suggeriscono che i Canaries sono probabilmente la squadra dalla maggior qualità in questo campionato, visto il dato del possesso palla (59,5% di media), quello della percentuale di passaggi completati (83,8%) a cui si aggiunge il dato dei tiri effettuati a partita (17,4) che la pongono in testa a tutte e tre le graduatorie, mostrando come il possesso palla prolungato porta anche ad una certa mole di produzione offensiva, d'altronde potendo contare li davanti su gente come Buendia, Cantwell,  Vrancic e Pukki ed i neo arrivati Placheta e Hugill è molto difficile sorprendersi per certi numeri.

Ciò che, invece, la squadra di Farke si è portata dietro dall'esperienza in Premier sono le difficoltà difensive, l'atteggiamento che porta tanti uomini nella metà campo avversaria inevitabilmente concede spazi agli avversari che la linea difensiva fatica a contenere, non a caso le statistiche affermano che il Norwich subisce più di 10 tiri a partita di media (nona in questa graduatoria).

La classifica vede le due squadre appaiate in classifica dopo il turno infrasettimanale, li davanti c'è il Reading che a sorpresa sta facendo corsa a se (7 vittorie ed 1 pareggio in 8 partite disputate), il percorso  ed i progetti delle due squadre non prevedono la possibilità di restare fuori dalle prime 6, una sconfitta nella sfida di Ashton Gate potrebbe mettere una delle due contendenti in una posizione scomoda mettendo a repentaglio quanto di buono costruito finora.


LA LIGA, CELTA VIGO - REAL SOCIEDAD (DOMENICA, ORE 16)


La sfida del Balaidos è un altro test importante per testare le ambizioni della Real Sociedad di Imanol Alguacil che, dopo aver fatto sognare San Sebastian la scorsa stagione fino al lockdown, quest'anno ci riprova pur con un calendario che ha aggiunto agli impegni della Liga quelli dell'Europa League. Nel corso dell'estate la società basca ha dovuto lavorare per trovare un sostituto di Martin Odegaard, tornato a Madrid dal prestito con un anno di anticipo, e non poteva esserci sostituto migliore che David Silva che ha deciso di vestire la maglia dei Los Txuri-urdin al termine del contratto con il Manchester City.

L'arrivo del mago ha permesso ad Alguacil di poter avere maggiore qualità a costo di avere meno corsa rispetto ad Odegaard, ma i meccanismi del 4-3-3 ordito dal tecnico basco hanno saputo subito adattarsi alle necessità dettate dal nuovo ingresso potenziandone ulteriormente i punti di forza.

Rispetto allo scorso anno la Real Sociedad sembra tenere meno il possesso (52,6% di media contro il 56,6% della scorsa stagione) ma la rapidità di pensiero e di esecuzione di David Silva e Mikel Oyarzabal rende possibile andare alla squadra andare al tiro con maggiore frequenza e maggiore pericolosità; come si evince dal grafico qui a fianco, il possesso palla si traduce con minore frequenza rispetto alla media in un accesso alla trequarti avversaria, tuttavia una volta raggiunta questa zona di campo, solo il Cadice accede con più frequenza all'area di rigore avversaria e non vi è dubbio che questo dato è ascrivibile all'impatto di David Silva in zona di rifinitura, non casualmente vi è lui in testa alla statistica dei passaggi effettuati verso l'area di rigore avversaria (20).

Il Celta, invece, si presenta a questa partita con la speranza di trovare un successo ed una prestazione che tolga la squadra da quella situazione di alunno intelligente che non si applica che ormai stiamo vivendo da circa tre stagioni: un roster che dalla trequarti in su dispone di giocatori di livello europeo, tuttavia sia a livello organizzativo sia a livello di roster nella metà campo difensiva, il livello della squadra galiziana è, a mio parere, molto basso, per cui nelle ultime due stagioni al Balaidos l'incubo retrocessione è stato scacciato solo all'ultima giornata e questo inizio di stagione, non ostante le sempre buone intenzioni in fase iniziale, continua a far temere per un'altra annata di sofferenza.

Per ovviare a questa situazione il tecnico Oscar Garcia ha deciso di schierare la squadra con un 3-5-2 che in fase di non possesso diventa un 5-3-2 in cui la squadra si abbassa molto e cerca di chiudere l'accesso all'area di rigore, un sistema che ha permesso di ridurre i rischi, tuttavia la difesa resta esposta a diversi errori individuali dei centrali; come si evince dal grafico qui a fianco, i dati relativi alla quantità di pressione esercitata in avanti mostrano il Celta al terzultimo posto, a dimostrazione del baricentro basso tenuto dalla squadra.
Tuttavia in questo contesto così difficile la squadra galiziana sta lanciando qualche elemento dalla propria cantera che aggiunge un senso di identità galiziana alla squadra, gli esempi più interessanti sono il terzino destro (usato come quinto di destra) Sergio Carreira, autore del goal del pareggio nell'ultima sfida di campionato a Levante, elemento molto valido in fase di possesso ma che ha molto da lavorare in fase difensiva, l'altro elemento di interesse è il diciottenne Gabriel Veiga, giocatore la cui caratteristica di buttarsi negli spazi senza palla si può rilevare come decisiva in una squadra che sembra avere mancanze sotto questo aspetto.

Le sfide contro Barcellona e Atletico Madrid hanno mostrato le difficoltà della squadra galiziana nel rendersi pericolosa nella metà campo avversaria, la partita contro un'altra squadra di livello metterà alla prova i meccanismi, specie quelli offensivi, e capire se questa stagione può essere di livello superiore rispetto alle ultime due; allo stesso tempo la partita di Europa League di ieri sera della Real Sociedad contro il Napoli ha mostrato le difficoltà dei baschi nel rendersi pericolosa nel momento in cui trova di fronte una squadra che difende con un blocco basso, per cui anche dagli uomini di Alguacil ci si aspetta un ulteriore salto di qualità che possa giustificare le speranze di una stagione di vertice.


PREMIER LEAGUE, LIVERPOOL-WEST HAM (SABATO ORE 18.30)


Per il Liverpool dopo la Champions, la Supercoppa Europea ed il Mondiale per Club del 2019 e la vittoria della Premier nel 2020, si trova a dover fronteggiare una stagione che sembra una gigantesca corsa ad ostacoli, con una catena di infortuni clamorosa nel reparto centrale difensivo che pone non pochi interrogativi su quale possa essere la tenuta dei Reds in questa stagione e soprattutto quanto l'infortunio di Van Dijk metta di fronte Klopp al quesito su quanto sia necessario insistere su una fase di non possesso aggressiva in assenza del miglior difensore del mondo negli uno contro uno: la prima risposta è arrivata facendo scalare Fabinho al centro della difesa, ma nella sfida di martedì in Champions contro il Midtjylland anche il brasiliano è dovuto uscire anzitempo per infortunio costringendo Klopp ad inserire Williams in quella posizione.

Le difficoltà nel gestire questo tipo di situazione per la squadra di Klopp sono evidenti, soprattutto in termini di spazio lasciato alle spalle della linea difensiva, specie quando i due terzini (ossia i registi occulti della squadra, ma neanche tanto occulti), si spingono molto in avanti senza lasciare le giuste coperture: una situazione di questo tipo ha causato il clamoroso tonfo contro l'Aston Villa prima di entrare nella pausa per le nazionali.
In una situazione di questo tipo si aggiunge anche la necessità di dover gestire i tanti impegni ravvicinati, questo sta progressivamente portato Klopp a mantenere lo stesso tipo di strategia ma modificando progressivamente lo schieramento in campo della squadra anche mediante rotazioni degli uomini tra una partita e l'altra: nelle due partite di Champions fin qui disputate, per esempio, Klopp ha contemporaneamente tolto dal campo i tre d'attacco durante la sfida contro l'Ajax e tenendoli in panchina nei primi 60' della sfida contro il Midtjylland, una situazione inedita rispetto agli scorsi anni, dove Mane, Firmino e Salah erano pressoché inamovibili; tuttavia la principale novità sta anche nel fatto che il tecnico tedesco, anche grazie all'innesto di Thiago, stia iniziando a pensare a mettere da parte in alcune circostanze il 4-3-3 verso un 4-2-3-1 con dunque un doppio mediano che copra le avanzate dei terzini e protegga la difesa dalle eventuali transizioni avversarie: questo schieramento lo abbiamo vista sia nella partita contro lo Sheffield United dello scorso weekend, sia contro il Midtjylland in Champions, seppur con diversi interpreti.




Il West Ham si presenta ad Anfield Road, invece, dall'alto di una striscia positiva di 4 risultati utili consecutivi raccolti nell'ordine contro Wolverhampton, Leicester, Tottenham e Manchester City: in ognuna di queste partite la squadra di Moyes ha messo in mostra diverse qualità che le hanno consentito di portare a casa con brillantezza il risultato finale: di queste quattro partite, in cui gli Hammers hanno raccolto 8 punti, quella che ha dato le maggiori emozioni ai tifosi è stata sicuramente la partita pareggiata a White Hart Lane contro il Tottenham rimontando tre reti nei 15 minuti finali di partita con il goal del pareggio realizzato da Lanzini con una magnifica conclusione da fuori area.

Nel corso del mercato il club ha cercato a tutti i costi di mettere sotto contratto un difensore di spessore, per diverse settimane c'è stato un forte forcing sul Burnley per cedere Tarkowski (si è arrivati ad offrire anche a 40 milioni di Euro), tuttavia Sean Dyche ha resistito alla tentazione di cederlo e così per ovviare a quelli che sono i limiti della difesa centrale, David Moyes ha deciso di passare in maniera definitiva alla difesa a 5 e ad una fase di possesso con un blocco basso con due centrocampisti come Soucek e Rice a proteggere la zona centrale del campo, questo permette agli elementi di maggior tasso tecnico della squadra di poter svolgere i propri compiti difensivi in maniera limitata e sempre pronti a muoversi in transizione dove possono sfruttare al meglio le proprie qualità in conduzione ed associarsi con gli esterni difensivi molto abili a generare pericolose sovrapposizioni.

Attuando questa strategia la squadra di Moyes si sta rivelando una delle più efficienti su entrambi i fronti di gioco, infatti il grafico che ho elaborato mediante le statistiche rese disponibili da StatsBomb tramite la piattaforma FbRef ci mostra come gli Hammers stiano viaggiando sopra la media sia in termini di xG prodotti per ogni partita che in termini di xG subiti, questo è anche dovuto al fatto che questa strategia esalta anche le caratteristiche di molti elementi chiave della formazione londinese, in particolare sono esaltate le qualità di Pablo Fornals e Jarrod Bowen così come crescono progressivamente le quotazioni di Tomas Soucek a centrocampo, giocatore che già lo scorso anno allo Slavia Praga aveva mostrato tutta la sua intelligenza e la sua qualità sia in fase di possesso che in fase di non possesso.

Per capire, quindi, i progressi e gli adattamenti del Liverpool, il test contro gli Hammers è davvero importante e ci darà davvero tante informazioni da cui potremo ipotizzare che Liverpool sarà nei prossimi mesi e se questo Liverpool sia in grado di confermare il titolo conquistato nella scorsa stagione.

BUNDESLIGA, BORUSSIA MOENCHENGLADBACH-RB LIPSIA (SABATO ORE 18.30)


La sfida tra queste due squadre è sicuramente il match più interessante di questo weekend, vedremo ancora una volta l'uno contro l'altro Marco Rose e Julien Nagelsmann, due degli allenatori che appartengono ad una scuola calcistica simile, con il tecnico del Gladbach che è uno dei discepoli della scuola Rangnick e del modello Red Bull, e l'altro che in questo momento sta portando il club di punta di questo progetto nato in Austria verso vette ogni anno sempre più elevate dopo aver raggiunto lo scorso anno la semifinale di Champions League.

Il Gladbach è partito in Bundesliga ad un ritmo non altissimo, complici alcuni infortuni che hanno tenuto fuori Thuram e Plea nelle battute iniziali della stagione e che tuttora mostrano di non essere al 100% della forma, soprattutto quest'ultimo, autore di molti errori di esecuzione e di scarsa lucidità nella partita di Champions contro il Real Madrid che i Die Fohlen hanno gettato alle ortiche nei minuti di recupero.






Non ostante queste difficoltà nella tenuta fisica (ed anche mentale) della squadra nell'arco dei 90 minuti, è visibile la mano dell'allenatore austriaco, così come è visibile il modo in cui la squadra sia cresciuta sotto la sua gestione: l'evoluzione della squadra ha portato i Die Fohlen a non essere solo riconoscibile per le sua capacità di stritolare l'avversario in fase di non possesso (atteggiamento che è stato, tra l'altro, in parte smussato, basta vedere il blocco posizionale medio utilizzato contro Inter e Real in Champions) ma anche per il sistema molto lucido in fase di possesso, con la coppia di centrali di centrocampo Kramer e Neuhaus sempre molto abili a gestire il possesso del pallone e le rotazioni posizionali sulla trequarti avversaria grazie ai movimenti di Thuram che taglia dall'esterno, Plea che viene incontro in zona di rifinitura e la grande lettura degli spazi di Stindl. Questi movimenti e questa confidenza in fase di possesso ha permesso alla squadra di Rose nella scorsa stagione di mandare in tilt la fase di non possesso di Wolfsburg e dello stesso Lipsia, per questo motivo l'assalto dei bianco-verdi alla capolista della Bundesliga potrebbe darci indicazioni molto importanti sulle ambizioni di entrambe le squadre.

Riguardo il Lipsia, la squadra di Nagelsmann ed il suo modello di lavoro è stato oggetto di numerosi post sul mio blog: la partenza di Werner sembrava potesse ridimensionare la stagione della squadra sassone dopo la semifinale di Champions dello scorso anno, ed invece ecco che dopo 5 giornate sono in testa alla Bundesliga alla vigilia di una partita che potrebbe realmente darci la giusta dimensione della squadra.


Tuttavia la pesante sconfitta (quanto meno per il punteggio) subita a Manchester in Champions League mercoledì sera ha mostrato alcuni punti di debolezza del sistema predisposto da Nagelsmann; lo United ha praticamente ingabbiato Kevin Kampl, il deus ex machina attorno al quale gira il sistema del Lipsia, isolandolo il gioco del Lipsia ha ristagnato nella zona destra del campo anche perché la carta Angelino non poteva essere imbeccata come nelle partite precedenti visto che l'esterno ex Manchester City era tenuto a bada da Wan-Bissaka. Sicuramente Rose avrà avuto modo di osservare le difficoltà della squadra di Nagelsmann a Manchester e, vista la capacità mostrata contro il Real di saper ingabbiare la manovra offensiva avversaria, starà già all'opera per replicare il trattamento alla capolista della Bundesliga. Il grafico indicato sopra mostra il livello di coinvolgimento di Kampl sinora nelle partite del Lipsia, non è casuale come le partite in cui il coinvolgimento è stato minore (ossia le partite contro Manchester e Leverkusen) il Lipsia non sia stato in grado di dominare la partita come voluto dal suo allenatore e, soprattutto, rappresentano le due partite in stagione in cui il Lipsia non ha vinto, per cui la trasferta a Moenchengladbach servirà a capire se Nagelsmann ha un piano B per la sua squadra dando per assodato che Rose cercherà di ingabbiare il centrocampista slovacco.


JUPILER PRO LEAGUE, ANDERLECHT-ANVERSA (DOMENICA ORE 13.30)


Il massimo campionato belga continua a generare spunti di grande interesse, come già segnalato in un post di due settimane fa, ma questo interesse non riguarda solo la fucina di talenti che questo campionato mette in vetrina, ma anche l'aumento di livello tecnico della competizione, che è dimostrata dai buoni risultati del Bruges in Champions (4 punti in 2 partite e contro la Lazio avrebbe meritato di portare a casa anche la seconda vittoria), ed anche dalla classifica cortissima con 11 squadre in 6 punti.

A comandare la classifica si trova l'Anversa, squadra dalla grandissima tradizione ma che sembrava caduta in disgrazia negli ultimi anni, tuttavia dopo una risalita avvenuta negli ultimi anni, la squadra più antica del Belgio si trova oggi in vetta alla classifica del campionato dopo un inizio complicato (una vittoria nelle prime 4 giornate) in cui comunque ha portato a casa la coppa nazionale e adesso, dopo che la squadra ha interiorizzato i concetti di Ivan Leko, ha iniziato una scalata che l'ha portata ad issarsi momentaneamente in vetta. Per continuare questo periodo favorevole arriva un test importante, ossia la sfida contro l'Anderlecht di Vincent Kompany, una sfida dall'enorme blasone visto che parliamo delle ultime due squadre belga ad aver raggiunto una finale in una coppa europea, ossia le finali di Coppa delle Coppe del 1990 e del 1993 perse contro la Samp di Vialli e Mancini ed il Parma di Nevio Scala.

Il sistema di gioco che Leko sta implementando ad Anversa segue dei principi che in Italia conosciamo bene in quanto sono gli stessi proposti da Gasperini e Juric, 3-5-2 con marcature a uomo a tutto campo ed i due esterni in perenne proiezione offensiva. 
Come si evince da questa immagine presa dalla partita contro il Tottenham in Europa League, il centrale difensivo di sinistra De Laet ha seguito Bale fino al limite della sua area di rigore, quante volte avete visto fare la stessa cosa per esempio da Toloi o Palomino in serie A?

In fase di possesso il gioco dell'Anversa si basa sulla ricerca della giocata in verticale, il target è il centravanti Mbokani, che ha girovagato per l'Europa nel corso della sua carriera e che in Belgio sta trovando una discreta continuità di rendimento tanto da aver realizzato 4 reti in questo primo scorcio di stagione, una continuità in fase di finalizzazione che negli anni precedenti della sua carriera di fatto non si era mai vista; infine, a differenza di altre squadre della Jupiler Premier League l'età media della squadra di Leko è molto alta: lo stesso Mbokani ha 34 anni, il capitano Haroun perno del centrocampo ne ha uno in più. mentre elementi come l'esterno sinistro Juklerod (26 anni) ed i centrali difensivi Seck (28) e De Laet (31) sono nel già nel pieno se non oltre della loro maturità sportiva; tra gli elementi, invece, che hanno ancora una futuribilità e che quindi saranno interessanti da seguire in questa stagione, vi sono l'esterno destro giapponese Miyoshi (23 anni) e gli interni di centrocampo Hongla e Gerkens (22 e 25 anni rispettivamente).

L'Anderlecht, invece, sotto la guida di Vincent Kompany ha iniziato un percorso di ricostruzione della squadra dopo le deludenti prestazioni delle ultime stagioni e dopo aver messo le casse della società al sicuro con la cessione definitiva di Saelemakers al Milan e le cessioni di Roofe ai Rangers e soprattutto quella del gioellino Doku al Rennes, per un incasso totale di 39 milioni di Euro; i bianco-malva sono fuori dall'Europa in questa stagione e per questo hanno deciso di ringiovanire la rosa lanciando in prima squadra una formazione dall'età media molto bassa (per esempio nell'ultima partita di campionato era poco al di sopra di 23 anni) sulla quale l'ex capitano del Manchester City sta cucendo un sistema basato sui principi del calcio posizionale basato sul possesso palla (secondo possesso palla medio del campionato, 54,8%, alle spalle del solo Gent) ed il cui centro gravitazionale è il prossimo gioiello promesso del settore giovanile, ossia Yari Verschaeren, classe 2001 a cui Kompany sta progressivamente assegnando a lui compiti di sviluppo e di costruzione della manovra (fino allo scorso anno agiva maggiormente in zona rifinitura) facendogli seguire il percorso che un suo predecessore con quella maglia, ossia Dennis Praet, ha seguito con la maglia della Samp sotto la gestione di Marco Giampaolo.



Il minutaggio di questa stagione (212 minuti) non è ancora sufficiente a capire cosa ne sarà di questa transizione, ma si evince (dati SmarterScout) un'ottima capacità di recuperare palloni grazie ad un ottimo senso della posizione, mentre per essere appetibile su livelli superiori dovrà migliorare la difesa della palla, fondamentale non ancora al top a causa della sua esilità che può penalizzarlo contro squadre ricche di fisicità a centrocampo, tuttavia non si è preoccupato di questo Roberto Martinez che gli ha già concesso due apparizioni con la maglia della nazionale dove è stato utilizzato nei 3 di attacco del 3-4-3, mentre Kompany al momento lo alterna tra i tre d'attacco ed i tre di centrocampo nel suo 4-3-3, insomma la partita di domenica sarà molto bello vedere questo giocatore alle prese con le marcature a uomo del centrocampo dell'Anversa. 

Sarà dunque una partita tra due tipologie di squadra davvero molto differenti, da un lato il calcio di possesso e la rosa giovane dell'Anderlecht di Kompany, dall'altra parte il calcio diretto ed aggressivo dell'Anversa di Leko, uno scontro che merita tutta la nostra attenzione in questo weekend.

Friday, 29 November 2019

Cosa vedere nel weekend #12


Superata la settimana di coppe europee da stasera i club tornano in campo per i rispettivi campionati: il pezzo forte del weekend è, con ogni probabilità, la sfida di domenica sera tra l'Atletico Madrid di Simeone ed il Barcellona al Wanda Metropolitano, una sfida che rievoca prima di tutto le sfide del 2014 con l'Atletico capace di andarsi a prendere la Liga al Camp Nou e di fare fuori i blaugrana nei quarti di Champions, impresa ripetuta due anni dopo generando la mistica dell'Atletico di Simeone, una mistica che nelle ultime stagioni sta lentamente scemando e che domenica sera deve riemergere per reinserirsi nella lotta per il titolo. 

Data la premessa ora ci focalizziamo sulle partite che generano i maggiori temi di interesse nel weekend.

SERIE A

Il nostro massimo campionato può festeggiare un improvviso ritorno alla competitività dopo le 3 vittorie ed 1 pareggio (quello del Napoli ad Anfield Road, non proprio un risultato negativo) della due giorni di Champions; ora ci si rituffa nel duello a distanza tra Juventus ed Inter (impegnate in casa contro Sassuolo e Spal), e su quello che accade alle loro spalle e capire se la prestazione ed il risultato di Liverpool permetteranno al Napoli (impegnato in casa contro il Bologna) di ritrovare la strada della vittoria; la partita di maggior interesse, invece, è quella di domenica sera al Bentegodi, dove la Roma di Fonseca, reduce dalla trasferta turca in Europa League, affronterà il bellissimo Verona di Juric.

HELLAS VERONA-ROMA (DOMENICA ORE 20.45)

Sarà un posticipo tutt'altro che banale quello del Bentegodi, si affrontano due squadre che stanno regalando bel calcio ai propri tifosi con stili di gioco molto differenti ma accomunati dalla grande presa che i rispettivi tecnici (Juric e Fonseca) hanno avuto sui rispettivi gruppi.

Il Verona ha trovato in Juric l'uomo in grado di valorizzare una rosa che alla vigilia sembrava destinata ad un ritorno immediato in serie B, ed invece ecco che il 3-4-1-2 del tecnico ex Crotone e Genoa unito alle scelte di mercato condivise tra allenatore e società (vedi l'arrivo di Veloso e Salcedo, due pupilli del tecnico e giovani elementi come Kumbulla e Rrahmani, tra i migliori difensori per rendimento della serie A, pescati dalla società) ha creato una squadra che ha sorpreso tutti per le sue prestazioni, merito anche di un lavoro a livello atletico comparabile solamente con quello che Gasperini ha messo in piedi all'Atalanta (non a caso Juric è un discepolo dell'allenatore dell'Atalanta) ed i numeri lo dimostrano: in fase di aggressione la squadra scaligera è in testa alla classifica dei palloni recuperati (99, dato Lega Serie A) ed è nella prima metà della classifica secondo l'indice PPDA (Passaggi concessi per azione difensiva) i quali dimostrano l'approccio aggressivo della squadra in fase di non possesso. In fase di possesso la squadra ha come pattern preferito lo spostamento del pallone sugli esterni, con Lazovic a sinistra che opera quasi sulla stessa linea degli attaccanti e Faraoni che, invece, dall'altra parte mantiene una posizione mediamente più bassa; tuttavia i veri motori del gioco gialloblu sono i due interni di centrocampo Amrabat e Veloso (ora sostituito da Pessina in quanto infortunato) che si sobbarcano il compito di portare la manovra nella trequarti avversaria associandosi con gli esterni e creando spazi con i loro tagli verso l'esterno. Il goal della vittoria nel match contro la Fiorentina è l'esemplificazione del livello elevato di intesa raggiunta dai meccanismi di squadra del Verona.

La pressione che sa imporre il Verona e la sua capacità di muovere il pallone da un lato all'altro del campo sarà un grande banco di prova per la Roma di Fonseca, squadra che sta progredendo a vista d'occhio nell'assimilazione dei concetti tattici del tecnico portoghese, basati su un possesso palla che parte da dietro per poi lasciare spazio alle scelte degli interpreti nel terzo finale di campo, un sistema che ha funzionato molto bene contro avversari che non hanno messo troppo sotto pressione l'impostazione da dietro dei giallorossi.
L'impostazione è finalizzata a portare la palla sulla trequarti avversaria nel modo più sicuro possibile, per questo i due centrali difensivi ed i due centrali di centrocampo sono soliti creare un quadrilatero da cui far partire l'azione in superiorità numerica per vie centrali (in caso di squadre che difendono più basse il quadrilatero può essere completato anche dal portiere Pau Lopez), i due terzini danno ampiezza qualora necessario per poi imbeccare immediatamente gli attaccanti esterni (Zaniolo e Kluivert) che poi hanno il compito di creare superiorità numerica con i dribbling verso il centro del campo (2,3 dribbling a partita per l'olandese e 2 dribbling a partita per l'azzurro) per poi creare spazi necessari a servire Dzeko tramite le sovrapposizioni di Pellegrini (o Pastore in sua assenza) e Veretout o tramite i cross dei terzini (in particolare Kolarov, 2 assist a cui si aggiungono i 2,3 cross riusciti a partita).

La pressione sull'impostazione da dietro di squadre come l'Atalanta ha fatto saltare i meccanismi della Roma, c'è da aspettarsi lo stesso atteggiamento dal Verona, a due mesi di distanza dalla partita contro la squadra di Gasperini capiremo come Fonseca abbia aggiustato i meccanismi di uscita della palla per portare il pallone sulla trequarti avversaria; una soluzione potrebbe essere quella di permettere l'uscita del pallone scavalcando la trequarti e giocando di sponda con Dzeko, il cui duello con Rrahmani e Kumbulla sarà un altro grande elemento di interesse della partita. Oppure chiedere a Lorenzo Pellegrini di fare quanto visto ieri sera ad Istanbul.







PREMIER LEAGUE

Con il ritorno di Mourinho la Premier ha ritrovato il personaggio mancante per aumentare (se mai fosse necessario) l'interesse sul campionato inglese, tuttavia gli servirà un successo contro il Bournemouth per continuare a mantenere intatto il suo impatto sugli Spurs. Ma è un gran malato del calcio inglese al centro della nostra attenzione in questo weekend, ossia l'Arsenal di Unai Emery, con la panchina del tecnico spagnolo che è saltata dopo la sconfitta di Europa League contro l'Eintracht e la serie di 7 partite senza vittorie (l'ultimo successo in Premier addirittura risale al 4 ottobre).

NORWICH-ARSENAL (DOMENICA ORE 15)

In Inghilterra la crisi dell'Arsenal è oggetto di continuo dibattito, in tanti si chiedono come sia possibile che Unai Emery ad ormai 18 mesi dal suo insediamento dopo l'addio di Arsene Wenger non sia stato in grado di trovare un assetto tattico in grado di mettere insieme i pezzi della rosa a sua disposizione. I numeri relativi a questa stagione sono abbastanza esplicativi per capire le difficoltà dei Gunners, in particolare fa specie la classifica relativa al saldo tra tiri effettuati e tiri concessi, un saldo negativo molto preoccupante che pone la squadra di Emery addirittura in zona retrocessione.

Il dato è determinato dalla poca predisposizione della squadra alla fase difensiva, difetto sempre presente dalle parti dell'Emirates Stadium, ma generalmente dovuto ad un approccio offensivo della squadra durante l'era Wenger che lasciava spesso la propria metà campo scoperta; con Emery il problema sembra essere molto più grave, il tecnico spagnolo ha visto erodere le certezze sulla propria squadra (in particolare la fase difensiva) e, per questo, ha progressivamente abbassato il baricentro impostando partite meramente speculative, come testimoniato dalle continue modifiche di modulo, con il recente passaggio alla difesa a 3. L'accorgimento, tuttavia, non ha raccolto dividendi, anzi, la situazione è peggiorata visibilmente visti i limiti congeniti alla squadra in fase di recupero palla, anche con una difesa più bassa, e sicuramente i 21 tiri concessi al Southampton nell'ultima sfida di Premier sono stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso fino a giungere all'inopinata sconfitta interna in Europa League contro l'Eintracht nel deserto dell'Emirates, che ha portato questa mattina la società alla scelta di rimuovere dall'incarico l'ex allenatore di Siviglia e PSG.

In attesa di capire chi sarà a prendere il posto di Emery, domenica pomeriggio i Gunners faranno visita al Norwich sotto la guida di Freddie Ljungberg, indicato dalla società come manager ad interim, una mossa di stile nostalgico come quella di Solskjaer a Manchester (con la differenza che Ljungberg era già parte dello staff tecnico di Emery) che chissà non diventi definitiva qualora lo svedese non trovi la quadra, magari con l'aiuto di un rinforzo difensivo a gennaio.

Ad ospitare l'Arsenal ci sarà, come annunciato, il Norwich di Daniel Farke, che ha lasciato l'ultimo posto in classifica la scorsa settimana dopo la vittoria sul campo dell'Everton mettendosi alle spalle una serie negativa di 1 punto in 7 partite dopo la clamorosa vittoria sul City. Abbiamo più volte parlato bene dell'atteggiamento della squadra di Farke in approccio alla Premier League con una squadra priva di esperienza nella categoria, un approccio molto aggressivo confermato dai numeri (il dato PPDA vede il Norwich veleggiare poco sotto metà classifica) che, però, comporta molti rischi che molto spesso non hanno pagato (il Norwich è penultimo per goal subiti e ultimo per xG subiti).

Preso atto delle difficoltà di esecuzione della strategia i Canaries hanno progressivamente abbassato il proprio baricentro rinunciando in parte all'aggressione alta con conseguenti difficoltà nel portare l'azione nella trequarti avversaria (solo il Newcastle ha giocato meno tempo del Norwich nella trequarti avversaria) comportando anche difficoltà a generare azioni pericolose, come esemplificato dal grafico elaborato in base agli xG a favore e gli xG subiti.
Per entrambe le squadre, dunque, la partita sarà un test molto importante, da una parte per capire quali aggiustamenti vorrà portare Ljungberg alla squadra, dall'altra parte per capire se la vittoria sul campo dell'Everton possa essere una nuova partenza per la squadra di Farke.

BUNDESLIGA

Il campionato tedesco sembra prossimo a diventare una lotta a tre tra la capolista Borussia Moenchengladbach, il Bayern Monaco rivitalizzato dall'addio di Kovac ed il Lipsia di Nagelsmann che in settimana ha festeggiato l'accesso alla fase ad eliminazione diretta della Champions League. Delle tre ad avere la partita sulla carta meno complicata sembra essere il Lipsia, impegnato sul campo del Paderborn ultimo in classifica ma reduce dal pareggio ottenuto a Dortmund, per il Moenchengladbach gara interna molto ostica contro la grande sorpresa Friburgo, mentre per il Bayern Monaco test interno contro il mai decifrabile Bayer Leverkusen, reduce dalla vittoria in Champions in terra russa ed ancora in corsa per la qualificazione. Tuttavia in settimana la Bundesliga ha visto un'altra panchina saltare, ossia quella di Covic all'Hertha Berlino, notizia non così sorprendente vista la striscia negativa dei berlinese, a fare notizia è il fatto che il suo posto in panchina è stato preso da Jurgen Klinsmann; per l'ex tecnico della nazionale tedesca e del Bayern Monaco il battesimo arriverà dal Dortmund di Favre, anche lui, probabilmente, all'ultima spiaggia.

HERTHA BERLINO-BORUSSIA DORTMUND (SABATO ORE 15.30)

La pesante sconfitta subita ad Augsburg lo scorso sabato ha decretato il capolinea dell'avventura di Covic sulla panchina dell'Hertha, una scelta determinata dalle quattro sconfitte consecutive della formazione berlinese e dall'idea che il tecnico croato non avesse realmente capito come far rendere al meglio il materiale a propria disposizione. I numeri non hanno dato tecnico all'erede di Dardai sulla panchina berlinese, a livello difensivo l'Hertha subisce 2 reti a partita e con un solo clean sheet all'attivo; numeri che farebbero pensare ad un approccio di una squadra che concede perché sbilanciata in avanti, ed invece vediamo che si tratta di una squadra che difende bassa e che concede poco su azione, tuttavia sono i calci piazzati il grande problema dell'Hertha che è la squadra di Bundesliga che concede le migliori occasioni su calcio piazzato nell'intera Bundesliga.


Come si evince dalle statistiche elaborate da Between the Posts, l'indice di qualità dei tiri concessi da calcio piazzato (nella tabella indicato come SQsp) un tiro medio concesso su calcio piazzato dall'Hertha ha una probabilità di conversione del 17,5%, un numero troppo alto, considerata una media di 3,6 tiri concessi a partita su situazione di palla inattiva, emerge che in ogni partita l'Hertha in ogni partita ha circa il 63% di possibilità di subire goal da calcio piazzato. nei fatti ciò si è tramutato in 12 goal subiti da calcio piazzato subiti sui 25 totali. A questi pessimi numeri si aggiungono numeri alquanto pessimi in fase offensiva: l'Hertha Berlino è la squadra che tira meno di tutte nell'intera Bundesliga (meno di 10 tiri a partita) e che accede con meno frequenza alla trequarti avversaria, insomma l'atteggiamento conservativo voluto da Covic costringe la squadra a risalire molto campo e non bastano le qualità di Lukebakio e Dilrosun in transizione a generare sufficienti pericoli una volta rientrati in possesso palla; a Klinsmann, dunque, il compito di riprendere in mano la situazione magari con un atteggiamento più offensivo.

Capire come Klinsmann disporrà l'Hertha Berlino sarà un pensiero aggiuntivo per Favre, la cui posizione sulla panchina del Dortmund è parecchio in bilico complici le rovinose sconfitte a Monaco prima della pausa e poi quella di Barcellona in Champions che ha messo a repentaglio la qualificazione al prossimo turno. I punti di contatto tra le due partite ed il rendimento stagionale della sqaudra di Dortmund è quella di non essere in grado di proporre una manovra che esalti le qualità della squadra come spesso accadeva lo scorso anno. Diversi sono i fattori che stanno generando le difficoltà per il Dortmund, in primis le precarie condizioni di forma di Paco Alcacer, spesso ai box per infortunio, che toglie profondità alla manovra, e poi i rapporti che non sembrando essere idilliaci tra Sancho e la società che stanno influendo negativamente sulle prestazioni del gioiello inglese, costringendo Favre a preferirgli Hakimi in quella posizione, così come successo a Barcellona ed in altre occasioni in questa stagione. Dato che il duo Sancho-Alcacer è stato l'asse dei principali successi del Dortmund nella scorsa stagione, ecco che la loro assenza/scarsa motivazione incide profondamente sulle dinamiche offensive dei gialloneri.

Le radar chart elaborate da StatsBomb fanno emergere in maniera chiara l'impatto offensivo della squadra con e senza il centravanti spagnolo, un problema a cui Favre non è riuscito a trovare una soluzione in quanto poco incline a muoversi dai propri principi conservativi (per esempio un pressing più alto avrebbe aiutato a colmare alcune lacune), per cui adesso il Dortmund si trova ad essere al nono posto per tiri effettuati e addirittura terzultima se limitiamo l'analisi della stessa casistica alle gare esterne. Dovrebbe essere chiaro a Favre dove intervenire per salvare non solo la sua panchina ma permettere al Dortmund di reinserirsi nella lotta a tre per la vittoria del titolo o quanto meno garantirsi un posto tra le prime quattro; Berlino deve essere la gara della svolta da un punto di vista di approccio alle gare esterne.

LA LIGA

Come indicato in premessa, la Liga vive in questo weekend la sfida tra l'Atletico del Cholo Simeone ed il Barcellona, sicuramente il big-match della quindicesima giornata del campionato spagnolo, una sfida che potrebbe permettere a Real Madrid e Siviglia di approfittarne e mettersi il Barça alle spalle: la squadra di Zidane, in grandissima crescita, affronta una trasferta mai semplice come quella sul campo dell'Alaves; per il Siviglia sfida interna contro il Leganes ultimo in classifica, ma che sta ritrovando la migliore strada sotto la guida di Aguirre. Come match da seguire, invece, ho scelto la sfida del Mestalla con il derby tra Valencia e Villarreal.

VALENCIA-VILLARREAL (SABATO, ORE 21)

La sfida del Mestalla mette in campo due squadre divise geograficamente da 60 km e da due punti in classifica, ma unite dalle vicissitudini degli ultimi mesi, a cui le due squadre stanno cercando di far fronte regalando momenti di grande esaltazione alternati a momenti di grande depressione, il che rende questa partita totalmente impronosticabile ed anche foriera di un grande spettacolo sia tecnico che agonistico.

Il Valencia è stato costretto a settembre a ripartire dopo il tormentato addio di Marcelino alla panchina a causa dei conflitti con la dirigenza, nei due anni di regno dell'allenatore asturiano (ex allenatore anche del Villarreal) ha portato due volte il Valencia in Champions League ereditando un pregresso di un paio di stagioni in cui i pipistrelli hanno anche temuto di lottare per non retrocedere; al posto di Marcelino in panchina si è seduto Albert Celades, ex allenatore dell'under 21 spagnola, che ha deciso di non fare rivoluzioni a livello tattico mantenendo la struttura di base del 4-4-2 di Marcelino con Dani Parejo leader del centrocampo e della squadra; i risultati finora sono stati molto alterni, anche a causa degli infortuni che hanno costretto Celades ad inventarsi soluzioni come Wass terzino destro o centrale di centrocampo, in fase offensiva di fatto non ha mai avuto a disposizione Goncalo Guedes, l'uomo in più della squadra sotto la gestione Marcelino, ma ha potuto mettere in mostra giovani prospetti di grande interesse come Ferran Torres, Carlos Soler ed il coreano Lee Kang-In, sulla cui crescita si appoggia il progetto sul campo della squadra valenciana in questa stagione, nonché la strategia societaria, che aspetta l'esplosione dei suoi giovani della cantera per poter monetizzare sul mercato e consolidare i conti della società. A livello statistico si evidenzia chiaramente un atteggiamento più offensivo di Celades rispetto a quello di Marcelino che prediligeva la solidità della squadra, i dati sui tiri effettuati e subiti fanno emergere come il Valencia crei tanto ma allo stesso tempo subisca tanto; un atteggiamento che spiega i risultati altalenanti.

Il dato relativo ai tiri effettuati dimostra come il Valencia vada al tiro con molta meno frequenza rispetto al Villarreal e soprattutto rispetto a buona parte della compagnia nella Liga, prevalentemente perché consente all'avversario di tenere per più tempo la palla (48% il possesso palla medio) avendo, dunque, meno tempo per creare opportunità.
Ma, osservando il dato della seconda immagine, si nota come la qualità dei singoli tiri effettuati innalza di gran lunga il rendimento della squadra di Celades che sale al quarto posto in questa classifica, questo dato è prevalentemente dovuto alla pericolosità sulle palle da fermo, e su questo aspetto non è di poca incidenza le qualità in questo fondamentale di Dani Parejo.


Riguardo, invece, il Villarreal i numeri offensivi la vedono allo stesso livello, se non superiore, di Barcellona e Real Madrid, il merito è, oltre all'atteggiamento ultra-offensivo della squadra di Calleja, che si dispone con un 4-3-3 che esalta le caratteristiche di Santi Cazorla, che ha addirittura ritrovato la nazionale spagnola grazie alle sue prestazioni e di Gerard Moreno che, in 14 partite ha raggiunto il bottino di reti raccolto in 35 partite lo scorso anno (8 reti), tuttavia questo grande rendimento offensivo non è accompagnato dallo stesso rendimento in fase difensiva, dove la squadra subisce troppo, soprattutto da calcio piazzato dove, con 6 goal subiti il sottomarino giallo è la squadra ad aver subito più goal su palla inattiva, e pensando alla capacità del Valencia su questo fondamentale, sarà un test davvero importante per la difesa del Villarreal. Gli ingredienti per seguire una partita piena di goal e spettacolo ci sono tutti, l'atmosfera del derby renderà le cose ancora più spettacolari.

LIGUE 1 

Il campionato francese è giunto alla quindicesima giornata ed è già a caccia della seconda forza del campionato visto il dominio del PSG. La caccia al secondo posto sarà appannaggio della squadra che sarà stata in grado di trovare una fisionomia che le dia l'opportunità di raggiungere una certa continuità in termini di risultati, ad oggi vi è una candidata ad assumere questo ruolo, ed è il Marsiglia di Andres Villas-Boas che, con tre vittorie consecutive ha portato la sua squadra al secondo posto e questa sera inaugurerà la giornata ospitando al Velodrome il Brest.

MARSIGLIA-BREST (VENERDI, ORE 20.45)

Il Marsiglia di Andres Villas Boas è reduce da 4 vittorie nelle ultime partite che hanno portato l'Olimpique al secondo posto in classifica e che hanno permesso all'allenatore portoghese di trovare quello che dovrebbe essere finalmente l'assetto definitivo della squadra che può essere sintetizzato con un 4-1-4-1 che vede un uomo davanti alla difesa (Strootman o Kamara), Payet largo a sinistra, Maxime Lopez largo a destra e Rongier e Sanson come incursori e Dario Benedetto il riferimento centrale; indubbiamente ad alzare il livello della squadra ci ha pensato Payet, che con il lavoro di Villas-Boas è diventato l'uomo deputato ad inventare, e lui ha risposto presente: in un campionato dove gioca gente come Di Maria, Golovin e Slimani, è lui il re dei passaggi chiave con 3.6 a partita.
Sono le sue giocate, assieme al lavoro spalle alla porta di Benedetto, ad aprire gli spazi ed a permettere al Marsiglia di trovare la giocata vincente. 

Quella di stasera sicuramente è da considerare come la prova del nove per la squadra marsigliese, visto che affronterà il neopromosso Brest, squadra che, sulla carta, è decisamente alla portata degli uomini di Villas Boas, ma che dovrà stare attenta contro una squadra che ha mostrato una grande resilienza a livello mentale, rimanendo sempre in partita e mostrando anche coraggio, cercando di buttare via la palla quando necessario. I numeri vedono ovviamente la squadra bretone molto indietro in termini di xG, sia realizzati che subiti, per cui sia i goal segnati che subiti sono frutto di overperformance statistiche ma imputabili alle ottime qualità a livello offensivo dei due esterni di attacco Court e Grandsir e della punta Charbonnier che si sobbarcano la fase offensiva della squadra, mentre in difesa è giusto osservare le prestazioni del portiere Larsonneur, capace di parare 31 tiri provenienti dall'area di rigore, nessuno meglio di lui in Ligue 1. Per cui oltre che una prestazione di squadra il Marsiglia avrà bisogno di importanti prestazioni individuali dei suoi elementi chiave per portare avanti la propria striscia positiva.

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