Dopo il mercato di gennaio una delle formazioni da osservare con maggiore interesse è senza dubbio il Tottenham di Antonio Conte che ha deciso di aggiungere alla propria rosa due ex juventini come Rodrigo Bentancur e Dejan Kulusevski, due giocatori che destano curiosità per come il tecnico salentino potrebbe utilizzarli per inserirli nei meccanismi della sua squadra. Oltre a questo, gli Spurs sono chiamati a rincorrere un posto in Champions per la prossima stagione da cui alimentari i propositi per i quali l'ex allenatore dell'Inter è stato chiamato a White Hart Lane.
Per questo motivo la partita contro il Southampton rappresentava un crocevia importante per avanzare la candidatura a favorita per quel quarto posto a cui ambiscono anche Manchester United, West Ham ed Arsenal. Ma la squadra allenata da Hassenhuttl promette di essere un cliente scomodissimo grazie al suo gioco super-aggressivo e la tanta interessantissima gioventù di cui l'allenatore austriaco dispone.
La partita è stata decisamente bella e giocata a ritmi altissimi, più per merito del Southampton che infatti è uscito dal Tottenham Hotspur Stadium con i 3 punti in tasca, frutto di una prestazione sontuosa a livello di applicazione tattica e di tenuta mentale dopo essere passata in svantaggio nella parte centrale della ripresa. Anche la statistica degli expected goals ha confermano la bontà del risultato finale rispetto a quanto visto in campo.
LE FORMAZIONI INIZIALI
Nella formazione iniziale Antonio Conte da continuità alla formazione tipo con cui ha iniziato la propria avventura sulla panchina degli Spurs, con Lucas Moura e Son alle spalle di Kane sostenuti sugli esterni da Reguilon ed Emerson Royal, mentre la difesa a 3 formata da Davinson Sanchez, Romero e Ben Davies è protetta dalla coppia Winks-Hojbjerg.
Nel Southampton, Hassenhuttl non rinuncia al suo 4-4-2 che si trasforma in 4-2-2-2 in possesso. In attacco Che Adams è affiancato dal promettentissimo talento albanese Armando Broja di proprietà del Chelsea; i due vengono sostenuti da Armstrong ed Elyounoussi con Ward-Prowse e Oriol Romeu a smistare il gioco in mezzo. I due terzini scelti dall'ex allenatore del Lipsia sono Walker-Peters ed il francese ex Brest Perraud, mentre la super aggressiva coppia Bednarek-Salisu sono i centrali difensivi.
L'AGGRESSIVITA' DEI SAINTS DETTA IL CONTESTO TATTICO
Lo stile di gioco del tecnico del Southampton è da sempre riconoscibile, visto che parliamo di uno dei principali discepoli di Ralf Rangnick, l'attuale allenatore del Manchester United e fautore del progetto Red Bull. Ed infatti vedere giocare il Southampton è proprio un'esecuzione di quei principi di gioco basati sulla pressione continua sull'avversario e l'immediata riconquista del pallone appena perso.
Un esempio lo vediamo sulla prima pressione non appena il Tottenham tentava di costruire l'azione: il baricentro della squadra è altissimo ed i tre centrali della squadra di Conte avevano sempre un uomo addosso. In questa specifica circostanza si può osservare la propensione del Southampton a difendere in avanti, con Armstrong che va a pressare Davies mentre Walker-Peters (il terzino destro) si alza per andare ad aggredire Reguilon. Tutto il sistema di pressing dei Saints si basa su queste scalate in avanti senza preoccuparsi in alcun modo di lasciare la coppia di centrali difensivi alle prese con Kane e Son.
La strategia ha decisamente funzionato non solo dal punto di vista del risultato (che nel calcio può sempre essere casuale) ma soprattutto dal quantitativo di palloni recuperati in avanti tra azioni di pressing e di gegenpressing, ossia di riconquista immediata del pallone appena perso. Tornando alla questione del rischio di lasciare Bednarek e Salisu soli contro gli attaccanti del Tottenham, il rischio era decisamente calcolato considerando che a fare da schermo ai due centrali difensivi c'erano i due mediani Romeu e Ward-Prowse, i cui intercetti e recuperi palla a metà campo danno un'idea ancora più precisa di quanto i Saints abbiano puntato a non far uscire gli avversari dalla propria metà campo.
LE INTENZIONI DEL TOTTENHAM DI CONTE IN POSSESSO
Come abbiamo visto in precedenza, la partita si è dipanata sull'atteggiamento del Southampton che ha dettato il contesto tattico della partita, per cui per la squadra di casa il problema era quello di trovare un modo per uscire dalla pressione avversaria senza buttare il pallone. All'interno delle enormi difficoltà avute nel riuscire a risalire il campo (specie nel primo tempo) le intenzioni degli Spurs su come cercare di sviluppare il gioco erano comunque visibili seppur poche volte siano riuscito a trovare la corretta esecuzione vista la grande aggressività dell'avversario.
In fase di costruzione il Tottenham si schierava con un 3+2 composto dai tre centrali difensivi ed i due mediani mentre i due esterni cercavano di staccarsi più in avanti per attirare i terzini ed aprire la retroguardia del Southampton in larghezza, sostanzialmente utilizzando il principio più in voga a Coverciano in questo momento dei 5 costruttori e 5 invasori. La disposizione in campo, visibile in questo esempio preso dal primo tempo, era più chiara da riconoscere nel secondo tempo, quando il Southampton ha, un po' per scelta un po' per un calo fisiologico, allentato la pressione rispetto alla prima parte di gara. In questo modo è stato anche più semplice vedere i meccanismi su cui Conte sta cercando di costruire la propria strategia offensiva.
L'obiettivo della strategia offensiva di Conte era quello di superare la prima pressione con un passaggio progressivo che raggiungesse il trio offensivo strutturato come nell'esempio: Lucas Moura che viene incontro e scambia con Kane e Son. I tre giocatori si muovono ad altezze diverse per cercare di disordinare le linee avversarie e per poter scambiare il pallone più rapidamente per raggiungere la profondità oppure, come ben visibile nell'esempio, creare un sovraccarico che attiri la linea difensiva creando un lato debole dove favorire gli inserimenti di Reguilon.
Rispetto alle sue ultime esperienze da allenatore, Conte ha rinunciato alle due punte, preferendo giocare con Son e Lucas Moura a sostegno di Kane, anche se spesso vediamo il meccanismo opposto, con il centravanti della nazionale inglese che viene incontro a sostegno della fase di sviluppo dell'azione per poi invitare il brasiliano ed il coreano ad attaccare la profondità. Dalla mappa delle posizioni medie della partita si possono anche notare le differenti altezze medie di Emerson e Reguilon, così come la posizione di Lucas Moura che tanto si è dato da fare per collegare centrocampo ed attacco, a dimostrazione della scelta del lato destro come quello di sviluppo dell'azione.
IL 4-2-2-2 IN SVILUPPO DEL SOUTHAMPTON
Uno degli elementi distintivi del modo di giocare di Hassenhuttl e di tutti gli allenatori cresciuti avendo come riferimento il metodo Rangnick è lo schieramento della squadra in fase di possesso palla, ossia con quello che sulla carta è un 4-4-2 che si trasforma in un 4-2-2-2 con le due ali che entrano dentro il campo facendo salire i terzini a dare ampiezza. Lo scopo è formare delle connessioni centrali in zona rifinitura (ossia la zona centrale tra difesa e centrocampo avversario) per sfondare centralmente ma anche per far stringere l'avversario e liberare i terzini al cross e, soprattutto, per avere tanti giocatori vicino alla palla per poterla riconquistare immediatamente appena persa o appena l'attacco tentato venga sventato dalla difesa avversaria.
In questo esempio si vede chiaramente lo schieramento della squadra con le due ali Elyounoussi e Armstrong che entrano dentro il campo, i due mediani alle loro spalle ed i due attaccanti davanti ad essi, mentre i terzini Perraud e Walker-Peters occupavano l'ampiezza. Questo schieramento oltre a creare un sovraccarico nella zona centrale del campo per attivare l'eventuale meccanismo di riconquista della palla persa, ha avuto anche lo scopo di costringere Conte ad abbassare Lucas e Son per restringere gli spazi, in questo modo il Southampton oltre a sviluppare il gioco ha avuto modo di piantare le tende nella metà campo del Tottenham.
Anche la fase di costruzione era abbastanza riconoscibile con i due centrali difensivi ed i due centrocampisti centrali che si occupano di far partire l'azione per poi cercare di servire le ali nei mezzi spazi in zona rifinitura, una soluzione che il Southampton ha cercato di rendere possibile attraendo in pressione uno dei due centrocampisti centrali del Tottenham. In questo esempio è Winks ad uscire in pressione lasciando spazio alle proprie spalle per la ricezione di Elyounoussi.
Le posizioni medie tenute dai Saints nel corso della partita mostrano in maniera inequivocabile quanto abbiano puntato all'accorciare quanto più possibile il campo mantenendo una grande compattezza centrale e delegando l'ampiezza ai terzini. Ma soprattutto si può notare quanto alto sia il baricentro della squadra, con addirittura i due centrocampisti centrali (Oriol Romeu con il numero 6 e James Ward-Prowse con il numero 8) quasi alla stessa altezza delle due ali che stringono nei mezzi spazi.
Il tratto che unisce tutte le fasi di gioco della squadra di Hassenhuttl, a partire dalla fase di costruzione per finire alla fase difensiva posizionale è la grande compattezza dello schieramento. Anche le posizioni medie ci mostrano come tutta la squadra fosse cortissima e con tutti i giocatori uno vicino all'altro coprendo allo stesso tempo più altezze del campo.
LE DIFFICOLTA' DIFENSIVE DEL TOTTENHAM
Non è stato facile per il Tottenham trovare il modo per limitare i sovraccarichi creati in zona palla dal Southampton, per questo motivo nel corso del primo tempo la squadra di Conte è stata costretta a mantenere un baricentro basso per limitare le ricezioni delle ali e dei terzini. Ma tutto questo non è bastato visto che alla fine il Southampton ha chiuso la partita con 23 conclusioni effettuate di cui 15 da azione manovrata, un dato reso più allarmante dal fatto che queste occasioni sono arrivate mediante lo stesso tipo di dinamica.
Mentre sulle progressioni centrali della squadra di Hassenhuttl il Tottenham sembrava in grado di chiudere gli spazi, l'altro lato della medaglia stava nello spazio che il Southampton riusciva a crearsi per arrivare ad entrare in area per vie esterne e, non appena il pallone arrivava in area ecco che la linea difensiva non si è mai mostrata in grado di gestire gli attaccanti avversari. I dati su come il Southampton sia entrato in area sono abbastanza sufficienti a capire come i pericoli siano giunti dalle fasce (8 cross tentati da Perraud), a questo si aggiunge il dato relativo ai cosiddetti DEEP passes (ossia i passaggi effettuati all'interno di un immaginario semicerchio intorno alla porta il cui diametro è di 20 metri): i Saints ne hanno effettuati appena 3, a sostegno della tesi che gli spazi centrali erano ben presidiati lasciando all'avversario il cross come unica arma per arrivare al tiro (statisticamente la soluzione meno efficiente di tutte).
Ciò che a livello strategico ha parzialmente funzionato non ha funzionato a livello pratico nel momento in cui i palloni giocati in area hanno creato il panico nella difesa del Tottenham. Esempio che calza a pennello è il comportamento della difesa sul goal del 2-2 firmato da Elyounoussi, dove tutta la linea difensiva ed i centrocampisti a supporto sono attratti dalla combinazione laterale tra Walker-Peters e Ward-Prowse che porterà. nonostante la superiorità numerica in area di rigore, il norvegese a colpire indisturbato alle spalle di Lloris. La stessa problematica si ripeterà due minuti dopo in occasione del goal di Che Adams che decide la partita, ma anche altre volte nel corso della partita è stato Lloris a metterci una pezza sull'eccessiva attrazione della linea difensiva nei confronti della palla una volta posizionati in area di rigore, un aspetto su cui Antonio Conte dovrà lavorare davvero tantissimo.
CONCLUSIONI
Tottenham-Southampton è stata una partita bellissima giocata a ritmi altissimi soprattutto grazie alla coraggiosissima strategia di gara della squadra del sud dell'Inghilterra, una strategia che ha messo in strenua difficoltà il Tottenham che ha avuto serissime difficoltà ad uscire dalla propria metà campo per quasi tutto il primo tempo.
Il dato relativo alla pericolosità dei possessi nel corso della partita mostra chiaramente quanto l'andamento della partita sia stato dettato dalla strategia della squadra di Hassenhuttl, con il Tottenham che è riuscito a giocare solo nei momenti in cui i Saints hanno preso fiato dalla loro continua ricerca della pressione asfissiante.
L'unico appunto da cui Antonio Conte può ripartire dopo questa partita è che dopo le prime settimane di lavoro, il Tottenham sembra avere un disegno tattico riconoscibile, con la scelta del 3-4-2-1 come schema di base: gli arrivi di Bentancur e Kulusevski e la cessione di Alli sembrano confermare che la strada scelta è questa, con l'uruguaiano ed il polacco che al momento rappresentano rispettivamente i backup di uno dei due di centrocampo e di Lucas Moura. Dall'altra parte c'è una linea difensiva completamente da registrare in fase di difesa posizionale.
Ultima nota personale di stampo nostalgico: il 4-2-4 riproposto nei minuti finali di partita dopo aver subito il goal del 2-3 di Adams potrebbe diventare il famoso piano B di Conte, chissà che nello sviluppo del suo lavoro nel nord di Londra il tecnico salentino non decida di rispolverare i playbook con cui si è fatto conoscere agli occhi del mondo come allenatore ai tempi di Bari.
Per l'ultima volta in questo 2020 che non passerà di certo inosservato pubblico i miei consigli per il weekend calcistico, un weekend che chiude il 2020 della Bundesliga (ma a differenza degli altri anni riprende subito dopo Capodanno) mentre per gli altri maggiori campionati non è ancora tempo di calare il sipario; il calendario prevede per questo weekend due importantissime sfide al vertice come Bayer Leverkusen-Bayern Monaco che determinerà chi lascerà il 2020 in testa alla Bundesliga, mentre in Francia le due capolista momentanee Lille e PSG si affronteranno nello scontro diretto che potrebbe o meno certificare le difficoltà della squadra parigina a prendere il controllo della Ligue 1; in Italia, invece, il turno di campionato prevede che 6 delle prime 9 in classifica si affrontino tra di loro in un turno che potrebbe ulteriormente delineare i valori in campo nel nostro campionato.
Fatta questa premessa, ho scelto, come da mia abitudine, 4 partite che meritano di essere seguite, dato che siamo costretti a stare chiusi in casa almeno sfruttiamo questo weekend per goderci qualcosa di potenzialmente bello ed interessante proveniente dai principali campionati europei.
SOUTHAMPTON-MANCHESTER CITY (SABATO ORE 16)
Chi avrebbe mai detto che saremmo arrivati a questo punto della stagione con la squadra di Hassenhuttl davanti a quella di Guardiola? Ebbene, la classifica di queste due squadre ben rappresenta lo stato evolutivo che sta vivendo questa Premier League, forse il campionato maggiormente impattato dall'assenza del pubblico sugli spalti e dalle scelte più o meno forzate di dover continuare con progetti già iniziati negli anni precedenti.
Sul campionato del Southampton e sul progetto messo in piedi dal suo allenatore ne abbiamo parlato più volte in passato, per cui le prestazioni non sono sorprendenti (i Saints sono secondi solo al Leeds di Bielsa in termini di PPDA) e rappresentano l'esportazione in Premier League dei principi strategici del calcio verticale ed aggressivo marchio di fabbrica del modello Red Bull, un modo di giocare che sta esaltando diverse individualità, tra cui due elementi che possono essere tranquillamente accostati, in questo momento, ai migliori giocatori del campionato, il mio riferimento è a James Ward-Prowse e Kyle Walker-Peters.
Nelle grafiche elaborate dall'account Telegram playerankBot relativamente alle ultime due partite contro Sheffiled United ed Arsenal, si nota chiaramente l'influenza dei due giocatori in diverse zone ed ampiezze del campo, specie il centrocampista (inserito sulla carta nei due di centrocampo nel 4-4-2 di Hassenhuttl) che si muove su tutto il campo creando e sfruttando gli spazi con un dinamismo che può mettere in seria difficoltà una squadra come il City di Guardiola che sta mostrando seri problemi proprio su questo aspetto.
La squadra del tecnico catalano sta mostrando delle crepe abbastanza serie nel proprio sistema di gioco, evidentemente dopo 5 anni di lavoro il gruppo sembra essere logoro, un aspetto che non va considerato uno scandalo visto quanto richiede in termini di stress mentale (ancor più che fisico) l'applicazione dei dettami di Guardiola, per questo motivo è molto evidente quanto lo schieramento della squadra sia molto più rigido e, soprattutto, molto più preoccupato a non concedere spazio agli avversari anzichè cercare di invadere la metà campo avversaria come ci avevano abituato nel corso degli ultimi anni: le statistiche di Understat mostrano come il City abbia sì il miglior differenziale tra xG realizzati e subiti su gioco in movimento, ma il merito è dato dai numeri difensivi (8,36 xG subiti su azione, ben 2 in meno della prima inseguitrice, il Chelsea) e non da quelli offensivi (19,52, quinto posto in questa classifica, seppur con una partita in meno).
Appena 21.80 Expected Goals in 12 partite per il Manchester City, che negli anni prima arrivava sempre tra i 92 e i 102 xG.
Non pare neanche più una squadra di Guardiola. Ormai sembra che domini la paura di concedere contropiede ai rivali: la manovra è rigida e prevedibile.
Di certo il gioco del Southampton genera diversi spazi che possono essere attaccati, cosa che gran parte delle avversarie del City non concedono mantenendo il blocco difensivo sempre molto basso, per questo motivo potrebbe essere possibile rivedere dal City qualche reminiscenza delle combinazioni sulla trequarti e relativa imbucata alle spalle della difesa che tanto ci hanno fatto innamorare dei Citizens in questi anni, se neanche in questo contesto riusciremo a vedere un City maggiormente brillante, magari perchè surclassato da una migliore copertura del campo da parte del Southampton, allora la teoria che un nuovo ciclo deve iniziare al più presto potrebbe avere molti più proseliti.
WOLFSBURG-STOCCARDA (DOMENICA ORE 18)
Il campionato tedesco chiuderà i battenti per il 2020 con una bellissima sfida domenica sera tra due delle più interessanti realtà del campionato, ossia il Wolfsburg di Glasner e lo Stoccarda di Matarazzo, due squadre che amano tenere il baricentro alto e pressare gli avversari anche molto in alto, una strategia che, date le prestazioni ed anche la classifica, sta portando interessanti dividendi per entrambe le formazioni.
Il Wolfsburg, di cui avevo già parlato in un precedente post, ha subito nel turno infrasettimanale la prima sconfitta in campionato per mano del Bayern Monaco in una partita, specie nel primo tempo, in cui gli uomini di Glasner hanno mostrato di essere meglio organizzati della squadra di Flick, passando in vantaggio con Philipp e creando diverse potenziali chances per mandare ko il Bayern ma senza trovare la giocata vincente.
La timeline (fonte Understat) di Bayern-Wolfsburg mostra come la squadra di Glasner abbia concesso pochissimo ai bavaresi nel primo tempo fino al goal di Lewandovski allo scadere della prima frazione per poi mettere alle corde la squadra campione d'Europa nell'ultima parte di partita, a dimostrazione che si tratta di una squadra che non ha intenzione di farsi mettere sotto da nessuno e di proprore il proprio calcio in qualsiasi situazione e circostanza.
Dall'altra parte lo Stoccarda, dopo aver ritrovato la Bundesliga, si sta progressivamente mostrando come una delle formazioni più interessanti del campionato con un sistema di gioco parecchio fluido e che esalta le caratteristiche di diversi elementi, uno su tutti è Silas Wawangituka, giocatore che per convenzione potremmo incasellare come un esterno destro, ma il classe 1999 congolese è la perfetta rappresentazione della fluidità del calcio moderno.
Esemplificazione del concetto sta nella sua heatmap (fonte SofaScore) relativa alla partita vinta una settimana fa a Dortmund (partita vinta 5-1 e che ha causato l'esonero di Lucien Favre): si nota quanto spesso partendo da esterno destro del 3-1-4-2 di Matarazzo finisca ad agire in una posizione da centravanti, tanto che le statistiche parlano di 8 goal e 3 assist per lui in questa stagione.
Nella giornata di campionato che vedrà lo scontro al vertice tra Bayer Leverkusen e Bayern Monaco questa sfida tra due protagoniste della prima periferia del vertice del calcio tedesco potrebbe rendere la nostra domenica pomeriggio molto divertente e confortevole e magari vi farà innamorare di qualcuno dei giocatori di talento a disposizione delle due squadre (a proposito, se non avete mai visto giocare Maximilian Arnold prima d'ora, questa è l'occasione giusta!).
EIBAR-REAL MADRID (DOMENICA ORE 21)
Anche il campionato spagnolo vivrà questo weekend come punto di passaggio verso un turno infrasettimanale che sarò ricchissimo di spunti (sì, mi sto riferendo alla sfida di martedì tra Real Sociedad ed Atletico Madrid), mentre in questo weekend la partita che consiglio è la trasferta del Real Madrid in casa dell'Eibar, sia perché una trasferta in terra basca (seppur senza pubblico) non è mai una cosa banale per il Real Madrid, sia perché la squadra di Mendilibar ha le carte in regola per dare fastidio alle merengues.
Lo stato di forma della squadra di Mendilibar è molto buono (viene da 5 risultati consecutivi che le hanno consentito di risalire la classifica che resta, però, molto corta) e non tradisce mai quelle che sono le caratteristiche principali della squadra, ossia la grande verticalità ed aggressività.
Dal fermo immagine relativo alla partita pareggiata la scorsa settimana nel derby sul campo della Real Sociedad è possibile notare il baricentro alto della squadra e l'atteggiamento in fase di prima pressione, dove la squadra esercita un vero e proprio pressing uomo su uomo allo scopo di recuperare immediatamente il pallone perché prerogativa della squadra è sempre quella di tenere il gioco nella trequarti avversaria (secondo i dati WhoScored la squadra di Mendilibar trascorre il 34% del tempo nel terzo di campo avversario, maggiore percentuale in Liga al part del Barcellona) utilizzando attacchi diretti ed aggressione alle seconde palle in fase di possesso e pressione alta nella fase di non possesso.
Il Real Madrid, quindi, potrebbe avere difficoltà contro il pressing organizzato della squadra basca, specie se l'atteggiamento della squadra di Zidane non è quello concentrato sulla partita come spesso è accaduto nel corso di questa stagione: gli ultimi due precedenti ad Ipurua raccontano di un Real sconfitto per 3-0 due stagioni fa e vincente per 4-0 lo scorso anno, una dimostrazione di come un atteggiamento sbagliato possa costare carissimo a Benzema e compagni, ed è un allarme da non prendere sotto gamba visto il modo in cui il Real ha affrontato partite come quelle contro lo Shakthar in Champions o la sfida contro il Valencia in campionato.
La partita infrasettimanale contro il Bilbao ha nuovamente messo in mostra le contraddizioni di questa squadra anche nel corso della stessa partita, a Madrid nulla è regalato anche quando negli ultimi 7 anni hai portato a casa 4 Champions League e 2 Liga, e questo gruppo di giocatori deve stare attento alle trappole che un ciclo che è lì prossimo a finire può trovare in giro.
Stasera ho visto il motivo per il quale il Real può essere imbattibile ma anche per il quale possa crollare da un momento all'altro. Quando le cose vanno male tirano fuori classe e artigli, quando entrano in confidenza cadono al primo colpo di vento. #RealMadridAthletic
— La Setta degli Sportivi Intelligenti (@somethingleft) December 15, 2020
METZ-LENS (SABATO ORE 17)
La scorsa settimana la Ligue 1 ha subito una pesante doccia fredda causata dalla perdita dei dritti televisivi in essere (causati dalla discutibile scelta di bloccare il campionato nella scorsa stagione) che potrebbe portare ad un forte ridimensionamento del campionato proprio nel momento in cui si stava sviluppando in maniera interessante con progetti economici e tecnici decisamente interessanti (vedi INEOS a Nizza, così come i percorsi di Rennes e Lille).
Pur in presenza di questa preoccupante situazione, di certo il campionato non perde i suoi spunti di interesse, con una classifica che, anche dopo il turno infrasettimanale, resta molto corta con 4 squadre (PSG, Lille, Lione e Marsiglia) che sembrano potersi giocare la vittoria del campionato dopo anni di cavalcate solitarie da parte del PSG, a questo si aggiunge un contesto tecnico e tattico decisamente interessante che continua a mettere in mostra tantissimi elementi di grande prospettiva, due esempi di ciò sono il Metz ed il Lens, due società che hanno fatto del proprio settore giovanile un grandissimo fiore all'occhiello e che, adesso, cercano di ritagliarsi un posto anche nella Ligue 1 dopo aver dovuto respirare per alcuni anni l'aria meno borghese della Ligue 2.
Vedere una partita di queste due squadre, dunque, è un esercizio continuo di scouting per capire quali prospettive possono avere i giocatori in campo: e quando vedo una partita del Metz (ammetto che non sempre mi è possibile farlo) l'occhio cade sempre su Fabien Centonze, classe 1996, età ideale per considerarlo come pronto per un livello superiore, ed infatti credo fermamente che questa possa e debba essere la sua ultima stagione nel nord della Francia: già nella scorsa stagione era finito nella top11 statistica di WhoScored e, molto più umilmente, anche tra gli elementi più importanti emersi dal mio recap della scorsa stagione; come evidenziato dalla radar chart elaborata da Calcio Datato, i numeri difensivi del terzino destro del Metz sono assolutamente da top del ruolo, per cui osservarlo nella sfida contro il Lens potrebbe essere molto utile per capire nel contesto di quale grande squadra potrebbe far parte.
Al Lens avevo già dedicato alcune righe qualche settimana fa, precisamente ad inizio ottobre alla vigilia del match contro il Saint-Etienne, partita nella quale ha perso per infortunio Ignatius Ganago, sicuramente il suo elemento più rappresentativo, e la cui mancanza nei due mesi di assenza si è fatta sentire (nessuna vittoria nell'arco di questo periodo, seppure il numero di partite disputate è stato molto limitato da alcuni rinvii causa COVID), al suo ritorno la squadra ha ritrovato anche la strada della vittoria, e che vittorie sui campi di Rennes e Monaco; nel frattempo tra i tanti elementi di prospettiva a disposizione di Hause sono emerse le prestazioni del centrale difensivo classe 2000 Loic Bade, inserito come centrale delle linea difensiva a 3 che si valere tantissimo sul gioco area e che si dimostra particolarmente valido anche in fase di impostazione, come testimoniano i dati elaborati da Calcio Datato.
Dato che tra poche settimane ricomincia la giostra del mercato e che le società di Ligue 1 sono in difficoltà finanziaria per i motivi di cui sopra, una partita come questa rappresenta una vetrina per profili che possono avere un importante impatto in contesti di livello top.
Terminata la pausa delle nazionali che ha lasciato indicazioni non del tutto attendibili nel momento in cui molte nazionali sono state penalizzate dalle assenze di diversi giocatori colpiti dal COVID, trascinando con se polemiche sul calendario messo in piedi da FIFA e UEFA, ritorna il calcio dei club, soprattutto si torna a fare sul serio, visto che non ritornano solo i campionati ma tornano anche le competizioni europee nel corso della prossima settimana, per questa ragione i miei consigli del weekend sono orientati a conoscere alcune squadre che vedremo impegnate da martedì tra Champions ed Europa League e di cui mi piacerebbe conoscere e farvi conoscere qualcosa in più.
Sarà il weekend, questo dei derby di Liverpool e di Milano che possono valere la vetta della Premier e della Serie A, ma è anche il weekend del derby di Glasgow, e quest'ultimo è una delle partite che ho scelto per questa preview del weekend calcistico.
IN ATTESA DI CHELSEA-SIVIGLIA (MARTEDÌ ORE 21)
La squadra di Lampard e quella di Lopetegui sono le favorite di un girone (il girone E) parecchio interessante, visto che include anche il Rennes, di cui ho parlato nelle scorse settimane, ed il Krasnodar, squadra russa con giocatori di talento. Per introdurvi alla sfida di martedì a Stamford Bridge i rispettivi impegni di campionato ci diranno che squadre si affronteranno.
GRANADA-SIVIGLIA (SABATO ORE 13)
Prima del ritorno in Champions League, la formazione andalusa avrà un bell'impegno nella Liga, dove dovrà affrontare all' Estadio de lo Carmenes il Granada in un derby andaluso che ci farà rendere conto di quanto manca agli osservatori ed agli addetti ai lavori dover seguire questi match senza la giusta cornice di pubblico, ma questo è un altro discorso.
L'asse Monchi-Lopetegui ha costruito una squadra che ha riportato il Siviglia in Champions dopo due stagioni non esaltanti e, soprattutto, ha riportato dopo 4 stagioni l'Europa League, appena alzato il trofeo al cielo in Germania, Monchi si è rimesso all'opera per sostituire prima due pedine importanti come Reguillon e Banega, al cui posto sono arrivati rispettivamente Marcos Acuna dallo Sporting Lisbona ed Ivan Rakitic, cavallo di ritorno e giocatore che ritengo favoloso e perfetto per associarsi nel centrocampo di Lopetegui con Fernando e Jordan; in zona offensiva sono rimasti tutti al Sanchez Pijuan, soprattutto Lucas Ocampos, decisivo nella scorsa stagione, e Luuk De Jong, partito molto a rilento nella scorsa stagione e poi giocatore decisivo nelle fasi finali, doppietta all'Inter in finale di Europa League inclusa, ma soprattutto, nell'ultimo giorno di mercato si è regalata un tocco di classe in più con l'arrivo di Oussama Idrissi, uno dei tanti giovani prospetti di alto livello usciti da quel meraviglioso laboratorio che è l'AZ Alkmaar, pronto a scalzare dall'undici di partenza l'ex milanista Suso.
Il 4-3-3 di Lopetegui è ormai facilmente riconoscibile nella strategia, basata sulla copertura in ampiezza del campo, con una fase di costruzione molto pulita, atta ad attrarre la pressione avversaria per poi innescare con i cambi di gioco le batterie di esterni formate dal terzino e l'ala, una giocata che disordina spesso e volentieri le linee avversarie e che porta a generare diverse palle goal: ciò che è mancato per lunghi tratti della Liga lo scorso anno è stata la fase realizzativa, questo a causa del rendimento non ottimale di De Jong che, invece, ha alzato il livello della squadra nel momento in cui ha iniziato a trovare la porta con regolatrità; a dimostrazione della riconoscibilità del gioco di Lopetegui, abbiamo la statistica dell'ammontare dei cambi di gioco a partita per squadra, come dimostrato dal grafico che ho creato qui sotto sulla base dei dati StatsBomb resi disponibili dalla piattaforma FbRef che conferma i dati anche della scorsa stagione, dove tra i 5 principali campionati il Siviglia era secondo al solo Real Madrid e addirittura davanti al Liverpool.
Il Granada dal canto suo viene da una stagione sorprendente, dove da neo promossa è riuscita a trovare la qualificazione in Europa League, dove in queste settimane ha anche ottenuto la qualificazione alla fase a gironi dove dovrà vedersela con il PSV di Roger Schmidt, il PAOK retrocesso dai preliminari di Champions ed i ciprioti dell'Omonoia. La squadra di Diego Martinez in queste stagioni ha consolidato un sistema di gioco basato sul 4-2-3-1 che in fase di non possesso si trasforma in un 4-1-4-1 con uno dei mediani che si abbassa per presidiare la zona di rifinitura.
Nell'immagine a fianco un'esemplificazione dello schieramento del Granada in fase di non possesso dove è facilmente riconoscibile il 4-1-4-1 (l'attaccante è fuori inquadratura), sulla carta uno schieramento che predilige la copertura delle zone centrali, ma il posizionamento di terzini ed ali è sempre pronto al raddoppio in caso di cambio di gioco, ossia la strategia che il Siviglia usa per sviluppare la propria manovra, per questo motivo vedremo tanti duelli nelle zone esterne del campo che saranno la chiave per il Granada al fine di soffocare la maggior qualità di cui il Siviglia dispone; in fase di possesso, invece, i terzini si spingono molto in avanti, mentre uno dei centrocampisti si pone tra i due centrali difensivi formando una classica salida lavolpiana su cui il Siviglia dovrà fare delle scelte molto precise sul come attaccarla, visto che poi la pressione avversaria viene usata dagli uomini di Martinez per innescare in verticale la qualità di Machis, ex Udinese ed uno degli uomini più pericolosi della Liga in questa fase di stagione, se non saranno i duelli individuali sugli esterni, dunque, a decidere la partita, lo saranno allora le transizioni.
CHELSEA-SOUTHAMPTON (SABATO ORE 16)
Il Chelsea di Frank Lampard, complice il mercato faraonico, si presenta a questa stagione con tanti occhi puntati addosso e, sotto sotto, con molti che sperano nel fallimento della stagione dei Blues: le prime gare della stagione non sono state del tutto incoraggianti, soprattutto nelle prime due partite, dove Brighton e Liverpool hanno surclassato il Chelsea (il dato aggregato degli xG parla di un -1,8 secondo StatsBomb); la partita con il Southampton mette di fronte gli uomini di Lampard ad una squadra di cui ho già più volte disquisito nelle precedenti settimane e che, dopo un inizio in cui i difetti hanno nascosto i pregi, ha trovato due vittorie consecutive prima della pausa che ne hanno fatto risalire le quotazioni.
Il problema di Lampard in questo primo scorcio di stagione è quello di trovare un sistema di gioco che sia in grado di tenere insieme il talento di Havertz e Werner, questo ha portato a tanti cambiamenti dello schieramento nelle 4 partite di campionato fin qui disputate, allo stato delle cose la scelta sembra essere ricaduta su un 4-2-3-1 in cui il Chelsea schiera un riferimento avanzato (Abraham o Giroud) che si associ con i due tedeschi, le ultime due partite, inoltre, hanno visto salire le quotazioni di Hudson-Odoi come elemento necessario a garantire l'ampiezza a destra, mentre quella a sinistra è garantita dal ritorno in campo di Chillwell, arrivato da Leicester lo scorso agosto.
Il 4-2-3-1 visto contro il Crystal Palace prima della pausa e nel secondo tempo della partita contro il WBA in cui ha rimontato 3 reti si sviluppa sostanzialmente nella maniera indicata nello schieramento qui accanto: Azpilicueta resta bloccato in fase di impostazione mentre Chillwell tende ad avanzare, se lo spagnolo è chiamato anche lui a salire è Jorginho ad abbassarsi tra i due centrali difensivi o al loro fianco, lo scaglionamento offensivo vede Hudson-Odoi dare ampiezza a destra mentre Havertz e Werner occupano la zona di rifinitura per poi attaccare la linea sfruttando i movimenti a venire incontro di Abraham, se invece la manovra si sviluppa sull'esterno, avanzano anche Azpilicueta e Kante in modo tale che l'area possa essere invasa da più uomini possibile e, in caso, di palla persa, ci sia un numero sufficiente di giocatori per avviare la ri-aggressione. Indubbiamente questa strategia sembra essere la comfort zone di Lampard e della squadra, tuttavia il timore di lasciare spazi alle spalle delle linee di pressione sembrano essere una grossa preoccupazione per la squadra, come si è visto nella partita contro il Liverpool, dove un atteggiamento estremamente prudente in fase di non possesso non ha raccolto sufficienti dividendi, la trasferta su un campo di una squadra propositiva come i Saints sarà un'occasione per capire quanto questa squadra stia crescendo e quale strada intende seguire.
Del Southampton abbiamo parlato nei post precedenti così come nella presentazione di questa Premier League, il progetto Hassenhuttl prosegue in continuità con quanto visto nella scorsa stagione, ossia squadra molto aggressiva e che vive di transizioni così come di occupare la trequarti avversaria.
I numeri mostrano chiaramente i segni della strategia portata avanti dal tecnico del Southampton, visto che la squadra si trova al terzo posto alle spalle di City e Liverpool come minor percentuale di tempo speso nella propria trequarti, a dimostrazione della tensione verticale della squadra, un dato che conferma la strategia di Hassenhuttl è quello relativo al PPDA, ossia il dato relativo alla rapidità con cui si recupera il pallone, dato che, secondo Understat è pari a 7,40, indice più basso di tutta la Premier, insomma non siamo ai convenzionali tre indizi ma ci sembra che abbiamo una prova sufficiente per mostrare che i principi del tecnico austriaco abbiano del tutto attecchito sulla costa sud dell'Inghilterra ed intende portare avanti un ciclo che promette molto bene, a patto che si accettino sia i pregi che i difetti (vedi i disastri della partita persa contro il Tottenham alla seconda giornata); la partita contro il Chelsea, inoltre, potrebbe vedere in campo l'esordio dal primo minuto dei nuovi acquisti Salisu e Diallo, quest'ultimo giunto dal Brest nell'ultimo giorno di mercato con lo scopo di sostituire, nello scacchiere di Hassenhuttl, il posto lasciato vacante dalla partenza di Hojbjerg verso il Tottenham, permettendo ai Saints di poter temere in misura minore gli ampi spazi da difendere alle spalle della propria linea di pressione, se entrambi saranno in campo, la tecnica e la velocità di cui dispone il Chelsea dalla metà campo in su rappresenteranno un bel banco di prova che potrebbe aprire o meno scenari ambiziosi.
IN ATTESA DI MIDTJYLLAND-ATALANTA (MERCOLEDÌ ORE 21)
Dopo essere stata lei ad essere messa a battesimo nella scorsa Champions, per l'Atalanta arriva il momento, alla sua seconda partecipazione, di dare il battesimo al Midtjylland, formazione danese dal progetto molto affascinante (basato sui principi del MoneyBall) che l'ha portata nel giro di pochi anni a raggiungere la cima del calcio danese scalzando il Copenaghen e mettendo in mostra un gioco molto piacevole e lanciando tanti talenti molto interessanti che avranno a disposizione in Champions di una vetrina ancora più importante per mettersi in mostra.
MIDTJYLLAND-ODENSE (SABATO ORE 16)
La partita di avvicinamento per la squadra danese si disputa sabato pomeriggio, sostanzialmente in contemporanea con quella dell'Atalanta, che scende in campo a Napoli un'ora prima. Gli impegni nei turni preliminari di Champions hanno distolto leggermente l'attenzione della formazione di Brian Priske dal campionato, dove in 4 giornate ha raccolto 7 punti e adesso si trova ad inseguire il Brondby che è in testa a punteggio pieno: la principale problematica che si legge dai numeri è quella delle difficoltà realizzative, visto che, stando a quanto indicato dal sito della 3F Superliga, il Midtjylland ha realizzato meno di quanto prodotto in termini di xG (4 reti a fronte di 6,5 xG).
Lo schieramento del Midtjylland è riassumibile in un 4-3-3 di base che può ruotare in un 4-2-3-1, ma indipendentemente dai numeri è l'identità della squadra quella che balza maggiormente all'occhio, con un gioco di possesso e di interessanti rotazioni sia nel gioco laterale che nella fase di sviluppo a centrocampo, inoltre con l'arrivo di Pione Sisto in questa stagione si sta consolidando una giocata che rischia di diventare un marchio di fabbrica: lo svedese ex Celta si abbassa a metà campo dando man forte ai centrocampisti, non appena riceve il pallone lo scarica di prima intenzione alle spalle della linea difensiva innescando il taglio dell'esterno destro Dreyer che può andare a concludere solo davanti al portiere; è possibile vedere replicata questo tipo di giocata anche nelle sfide dei preliminari di Champions League, in particolare nel corso del 3-0 allo Young Boys.
Un altro motivo per vedere la partita contro l'Odense non è solo relativo alla qualità corale della squadra di Priske, ma anche la qualità individuale dei giocatori pescati dal club, l'età media della squadra è di poco superiore ai 25 anni e si tratta di giocatori pronti davvero ad esplodere, abbiamo già citato Dreyer, ma aggiungo il mediano Cajuste, il regista Evander e l'esterno offensivo Mabil, tutti giocatori di cui l'Atalanta dovrà ben vedersi, vista la capacità di muovere rapidamente il pallone e trovare la giocata per bypassare pressioni aggressive come quelle della squadra di Gasperini; la partita di sabato, dunque, servirà a capire come la squadra danese si presenta a questa fase della stagione.
L'Odense, avversario nella sfida di sabato, si presenta a questa sfida con un curriculum offensivo interessante (6 reti realizzate nelle prime 4 partite) ma che si è poggiato sulle qualità realizzative del centravanti Issam Jebali che però sarà assente per squalifica dopo essersi fatto cacciare fuori dopo 20' dell'ultima partita di campionato contro il Vejle, poi persa per 1-0, un risultato ed una prestazione che hanno dilapidato quanto di buono costruito nelle prime tre giornate, in particolare la vittoria alla prima giornata contro il Copenaghen per 3-2; della squadra allenata da Michelsen, oltre alle prestazioni dell'assente Jebali, segnalo i due esterni d'attacco Frokjaer-Jensen ed Emmanuel Sabbi, molto rapidi e, quindi, potenzialmente molto pericolosi in fase di transizione, dove il Midtjylland potrebbe avere un punto debole e dove invece l'Odense è in grado di farne il proprio punto di forza.
NAPOLI-ATALANTA (SABATO ORE 15)
Per l'Atalanta, invece, la preparazione alla seconda partecipazione alla Champions arriva affrontando uno degli avversari che uno dei 4 posti glieli vuole togliere, ossia il Napoli di Rino Gattuso, sulle cui novità in questa stagione ne avevo scritto alla vigilia della sfida contro il Parma alla prima di campionato.
La rosa a disposizione di Gattuso permette al tecnico calabrese di variare lo schieramento tattico della squadra così come può permettersi diverse strategie a seconda dell'avversario e dell'andamento della partita: ad esempio in una sfida contro una squadra particolarmente offensiva come l'Atalanta non sarei sorpreso di rivedere un Napoli con un baricentro più basso ed un centrocampista in più, una strategia che nella gara disputata a Bergamo lo scorso luglio non pagò dividendi proprio per l'assenza di giocatori in grado di sfruttare le situazioni di transizione offensiva, oggi, invece, con giocatori come Osimhen e Lozano in campo, la storia potrebbe cambiare.
Altra chiave di lettura della sfida sarà senz'altro la fase di costruzione del Napoli contro la pressione individuale dell'Atalanta: Gattuso ha preteso sin dal giorno 1 del suo arrivo di non voler derogare ad un'uscita palla sin da dentro la propria area di rigore, inoltre i numeri ci mostrano come questa contrapposizione si verificherà anche nella metà campo opposta.
Dall'analisi dei numeri delle prime giornate di campionato, si evince come entrambe le squadre facciano un grande uso del possesso nella propria trequarti prima di affondare (difatti sono le prime due squadre per percentuale di possesso nel proprio terzo difensivo sul possesso totale) così come cercano di privilegiare la pressione oltre la propria metà campo; tuttavia, come indicato in precedenza, resterà da capire se Gattuso vorrà mantenere il baricentro alto anche in occasione di questa sfida concedendo uomini contro la batteria di centrocampisti e trequartisti a disposizione di Gasperini, oppure accetterà di restare con un baricentro medio-basso per cercare di limitare le connessione tra Papu Gomez, Pasalic e co.
Anche per l'Atalanta la partita di Napoli sarà un test a dir poco probante per verificare, oltre alla tenuta dei meccanismi in fase di non possesso contro una squadra di grande tecnica come il Napoli, anche la capacità di imporre il proprio gioco ed il proprio ritmo sul campo della squadra partenopea, un successo ed una prestazione dominante, oltre ad essere un buon viatico in vista dell'esordio in Champions, significherà aver vinto molti duelli contro una squadra di prima fascia, il che significa che i nerazzurri potranno iscriversi di diritto alla lotta per la vittoria del campionato.
IN ATTESA DI STANDARD LIEGI-RANGERS (GIOVEDI ORE 18,55)
L'Europa League darà il via alla sua fase a gironi dal prossimo giovedì con in programma diverse partite di sicuro interesse, vedi la sfida tra Nizza e Leverkusen o quella tra PSV e Granada, oltre ai match delle italiane che affrontano Celtic campione di Scozia (il Milan), AZ Alkmaar, primo posto a parti merito con l'Ajax nella scorsa Eredivisie prima della sospensione del campionato (il Napoli) e lo Young Boys campione di Svizzera (la Roma).
Tuttavia la sfida che meglio identifica l'interesse degli appassionati di calcio a questa competizione è la sfida che si disputerà al Maurice Dufrasne di Liegi tra lo Standard padrone di casa ed i Rangers allenati da Steven Gerrard, due squadre che hanno diversi giocatori ma anche un'interessante identità di gioco da mettere in mostra, a questo si aggiunge il vantaggio di vedere due squadre già rodate visto che i rispettivi campionati celebrano nel weekend rispettivamente l'undicesima (la Premiership scozzese) e la nona giornata (la prima divisione belga).
Ma a farmi scegliere questa partita vi sono anche le partite che le due compagini dovranno affrontare prima di incontrarsi in Europa League.
STANDARD LIEGI - BRUGES (SABATO ORE 20,45)
Il contrappasso della storia ha voluto che il Belgio, nazione che ha fatto del colonialismo e dello sfruttamento delle miniere un elemento distintivo, veda oggi il proprio campionato nazionale come una miniera di materiali grezzi da lavorare e far luccicare altrove, tuttavia le squadre belga hanno saputo usare questa funziona come un'ottima fonte di guadagno, iniziando a rendere la Jupiler League una bottega cara grazie ad una vetrina decisamente resa migliore dalla competitività del campionato.
La partita di Liegi è resa molto interessante dal fatto che prima della pausa lo Standard ed il Bruges si sono rese protagoniste di due vittorie in cui hanno dichiarato la candidatura per poter essere le principali contendenti al titolo in questa stagione: la squadra di Liegi è andata ad espugnare il campo della capolista Charleroi con una prestazione a tratti dominante, stesso discorso per il Bruges che ha distrutto il rinnovato Anderlecht di Vincent Kompany; adesso le due squadre sono divise da un solo punto in classifica occupando rispettivamente il terzo ed il secondo posto a due ed un punto di distacco dallo Charleroi capolista.
Entrambe le squadre a livello tattico amano muoversi all'interno di un 4-2-3-1 che può modificarsi in un 4-3-3 a seconda degli interpreti e delle situazioni che la singola partita richiede. Come si evince dalla grafica che ho creato qui a fianco, lo Standard Liegi tende a sfruttare l'ampiezza con i propri terzini abbassando uno dei centrocampisti tra i centrali creando una salida lavolpiana, se necessario il 4-2-3-1 viene poi rielaborato in 4-3-3 qualora sia necessario aggiungere un uomo alla fase di impostazione, in tal caso è il trequartista ad abbassarsi lasciando l'onere di coprire la zona di rifinitura agli esterni offensivi; dall'altra parte il Bruges cerca con uno dei suoi due centrocampisti centrali di esplorare gli spazi alle spalle delle linee di pressione costringendo l'avversario a fare delle scelte su come impostare il pressing, la copertura è data dai terzini che non si alzano subito in fase di costruzioni ma attendono fasi successive del gioco, inoltre l'ampiezza in genere è garantita dagli esterni offensivi nel momento che la zona di rifinitura è occupata dai centrocampisti che si alzano.
Per cui le strategie delle due squadre sono entrambe basate sul desiderio di avere il controllo del gioco e di vincere i duelli individuali: al centro del campo vedremo da una parte la tecnica del 19enne Nicolas Raskin, il trequartista dello Standard Liegi che ha già collezionato 3 assist in campionato e 1,4 passaggi-chiave per partita, dall'altra parte l'esperienza e la fisicità di Ruud Vormer e Hans Vanaken, ossia i giocatori che, con i loro movimenti tra le linee di pressione permettono al Bruges di controllare il gioco e di dominare fisicamente contro qualsiasi avversario, insieme hanno collezionato 7 goal e 7 assist in questa stagione a dimostrazione della loro vocazione offensiva, così come della grande produzione in fase conclusiva della squadra allenata da Clement; in fase di rifinitura i duelli individuali sono affidati da una parte a Semi Amallah, 23enne esterno offensivo marocchino che ha collezionato 1,9 dribbling a partita e 3,4 falli subiti a partita a cui aggiungere una media di 3,6 conclusioni a partita, dati che dimostrano l'enorme quantità di responsabilità che si prende il marocchino assieme all'ex Genoa Maxime Lestienne che sarà il grande ex di questa partita, visto che con la maglia del Bruges ha vissuto le migliori stagioni della sua carriera nel 2013 e nel 2014, dall'altra parte, invece, toccherà all'esterno senegalese classe 1999 Krepin Diatta il ruolo di creare spazi con le sue giocate e tenere indietro i terzini dello Standard e magari sfidarli in uno contro uno, stesso discorso sull'altra fascia verrà richiesto al classe 2001 Charles De Ketelaere.
CELTIC-RANGERS (SABATO ORE 13,30)
Il derby di Glasgow non ha bisogno di molte presentazioni, siamo all'episodio numero 320 in campionato, e sarà ancora più speciale perché si torna a giocare dopo 10 mesi dall'ultima volta, perchè, ahime, sarà il primo a disputarsi senza la bellissima cornice di pubblico del Celtic Park, ma soprattutto perché, per la prima volta dal 2012 (anno in cui i Rangers sono stati costretti a ripartire dalla quarta serie scozzese) l'Old Firm potrebbe valere qualcosa in più della semplice vittoria nella rivalità cittadina (anche se sappiamo tutti che si tratta di una rivalità che va oltre questo aspetto, ma non è questa la sede adatta per approfondire questo aspetto) dato che finalmente i Rangers sembrano aver colmato il gap tecnico rispetto ai Celtic.
Il merito di questo va dato principalmente al gran lavoro di un allenatore il cui nome non ha bisogno di molte presentazioni, ossia Steven Gerrard: l'ex capitano del Liverpool è alla terza stagione sulla panchina dei Gers, stagioni in cui ha riportato la squadra in Europa facendola anche ben figurare nelle ultime due edizioni dell'Europa League (lo scorso anno sono arrivati fino agli ottavi per poi essere eliminati dal Leverkusen), un percorso reso possibile da un percorso tecnico molto preciso basato sulla ricerca costante del gioco all'interno del campo mettendo alle spalle i concetti tradizionali del calcio britannico basato sulle palle alte e la ricerca della punta centrale.
Il mercato ha, inoltre, permesso di trovare sempre giocatori adatti a migliorare la squadra a livello tecnico ma soprattutto ha permesso a Gerrard di avere diverse soluzioni di gioco per modificare il registro delle partite in corso d'opera: lo scorso anno i giocatori che hanno alzato il livello della squadra sono stati Joe Aribo e Ianis Hagi (quest'anno riscattato, come si evince dalla grafica accanto presa da Transfermarkt); quest'anno, invece, Gerrard ha deciso di rimpolpare il reparto degli attaccanti, una scelta nata in primis dalla concreta possibilità che Alfredo Morelos, il trascinatore dei Gers sotto la gestione Gerrard, potesse andare via per sostituire Osimhen al Lille ma invece non è accaduto, tuttavia il club si è cautelato acquistando l'ex Leeds Kemar Roofe e dello svizzero Itten del San Gallo, a cui si aggiunge anche il caro vecchio Jermaine Defoe; lo scopo è quello di avere maggiori alternative negli ultimi metri, magari anche tenendosi come opzione il doppio centravanti come soluzione da tenere nel taschino in corso di partita.
Per il Celtic la stagione è partita decisamente in salita, con l'eliminazione precocissima nei preliminari di Champions League che ha costretto gli uomini di Lennon a dover disputare due turni di preliminare per entrare nella fase a gironi dell'Europa League dove affronterà giovedì il Milan.
Le prestazioni e gli investimenti dei Rangers stanno mettendo alla prova la tenuta di un club e di una squadra che negli ultimi 9 anni ha dominato il campionato scozzese, così dopo la sconfitta subita contro il Ferencvaros in Champions, Neil Lennon ha deciso di mettere mano all'abito tattico della sua squadra passando alla difesa a 3 resa possibile grazie all'arrivo dell'irlandese Shane Duffy in prestito dal Brighton che occupa il posto centrale portando con se il bagaglio di conoscenze acquisito la scorsa stagione sotto la guida di Potter in termini di inizio azione da dietro, al suo fianco c'è il centrale norvegese Kristoffer Ajer, classe 1998, un altro interessante elemento di questa generazione scandinava.
Il 3-5-2 permette, inoltre, a Lennon di poter schierare insieme le sue due punte principali in rosa, ossia Edouard ed Ajeti (quest'ultimo principale investimento dell'ultimo mercato, pagato 5,5 milioni per prelevarlo dal West Ham), tuttavia i due hanno giocato insieme solamente una partita, vinta dal Celtic per 5-0 sul campo del Ross County. Ancora maggiori alternative fornisce il 3-4-1-2 con Ryan Christie nel ruolo di trequartista alle spalle delle due punte, tuttavia il COVID sta falcidiando The Hoops visto che sia il francese che il trequartista scozzese saranno indisponibili per l' Old Firm, così come l'esterno James Forrest ed i due israeliani della rosa Nir Bitton e Hatem Elhamed.
Unica buona notizia potrebbe arrivare dalle fasce laterali, dove potrebbe già essere l'ora per un esordio immediato per Laxalt, arrivato in prestito dal Milan negli ultimi giorni di mercato, ma soprattutto questo Old Firm sarà il primo per l'olandese Frimpong, classe 2000 rivelazione di questa prima fase di stagione, utilizzando gli algoritmi di calcolo di SmarterScout (vedi immagine) seppur valutati su un campione di minuti ancora non sufficientemente probanti, mostrano potenzialità importanti se rapportate alle necessità dei club di un campionato come quello di serie A, se vedrete l'Old Firm sarà il momento giusto anche per voi per valutarne le potenzialità.
Con la ripresa della Bundesliga e della Serie A la stagione calcistica 2020/2021 entra definitivamente nel vivo e con essa cercherò di analizzare di settimana in settimana elementi di particolare interesse scaturiti dai match disputati nel corso delle settimane precedenti per orientarci nel ginepraio di partite che ogni weekend ci metterà di fronte.
Partiamo dunque con l'analisi di questo weekend che mette in programma già partite di assoluto interesse (ogni riferimento a Chelsea-Liverpool non è casuale) ma che allo stesso tempo sarà orfana di alcune protagoniste (come il Barcellona nella Liga o Inter, Atalanta e Lazio in serie A), per questo motivo sarà interessante andare a focalizzarci su squadre già viste all'opera in queste prime settimane di questa nuova stagione o compagini che hanno progetti tecnici meritevoli di particolare attenzione.
PARMA-NAPOLI (DOMENICA ORE 12.30)
La scelta della partita da seguire per la prima del nostro massimo campionato sarebbe potuta anche cadere su Sassuolo-Cagliari, con un incrocio tra De Zerbi e Di Francesco che promette in ogni caso grande spettacolo, ma ho preferito virare sulla sfida del Tardini perché di fronte ci sono due squadre che stanno ricostruendo una propria identità e, per questo motivo, sarà molto interessante capire a che punto è il lavoro di Liverani e Gattuso.
Appena terminato lo scorso campionato, forse complice il cambio di assetto proprietario, il Parma ha vissuto una mini-rivoluzione tecnica, con l'addio di Faggiano e, conseguentemente, quello di D'Aversa, per passare alla direzione di Carli con Fabio Liverani alla guida tecnica: l'ex tecnico del Lecce ha mostrato idee di gioco molto interessanti in Salento nella scorsa stagione, un'idea praticamente opposta a quella del suo predecessore che, almeno nelle fasi iniziali di questa stagione, può portare delle difficoltà per la squadra emiliana.
La principale novità che Liverani ha portato con se è quella di tenere una linea difensiva più alta, un cambiamento non da poco per una squadra che con D'Aversa è sempre stata abituata a difendere sostanzialmente in area di rigore; nell'immagine qui a fianco, tratta dalla partita amichevole contro l'Empoli, si nota l'altezza della linea ma anche una maggiore propensione a lasciare spazi alle spalle in caso di uscita aggressiva di uno dei centrali difensivi (come accade in questo caso), per questo motivo servirà molto lavoro sul campo d'allenamento e sarà la sfida più importante per Liverani, ed il battesimo contro l'attacco del Napoli ci dirà molto sullo stato dei lavori.
Il Napoli ha iniziato il proprio cambiamento a dicembre dello scorso anno, quando ha deciso di sollevare dall'incarico Carlo Ancelotti consegnando una squadra sostanzialmente a fine ciclo nelle mani di Rino Gattuso; il lavoro del tecnico calabrese ha vissuto di alti e bassi proprio per le difficoltà a trovare un sistema in grado di mettere a proprio agio i calciatori presenti in rosa: la sua visione di gioco prevede un possesso palla che parta dal portiere ed un'aggressione alta sulla costruzione avversaria, un'idea, quest'ultima, che si è scontrata con la difficoltà mostrata dai suoi interpreti, di eseguire questo tipo di lavoro, per questa ragione i maggiori successi del Napoli (in particolare la vittoria della Coppa Italia) nella fase finale della scorsa stagione, sono nati grazie alla rinuncia di Gattuso ad adottare questa strategia optando per un blocco basso che ha disinnescato la manovra offensiva avversaria, permettendo ai partenopei di ottenere lo scalpo di Inter, in semifinale di Coppa Italia, Juventus in finale e limitando parecchio il Barcellona nell'ondata degli ottavi di Champions.
Il risvolto della medaglia di un baricentro basso come quello avuto dal Napoli in determinate partite la scorsa stagione era quello di non essere in grado di essere pericolosa in transizione offensiva, visto che le soluzioni offensive come Insigne o Mertens non sono propriamente dei velocisti, per questa ragione Gattuso sta studiando le mosse per migliorare la pressione alta ed allo stesso tempo avere delle opzioni importanti in fase di ripartenza, questa necessità ha portato a due soluzioni: la prima è l'arrivo di Victor Osimhen, acquisto più oneroso della storia del Napoli, la seconda è il possibile passaggio al 4-2-3-1 con Mertens in una posizione alle spalle del centravanti nigeriano.
Con l'arrivo del centravanti nigeriano dal Lille il Napoli si è assicurato un giocatore molto abile in fase di pressione (31% di pressioni vincenti, secondo i dati StatsBomb elaborati dalla piattaforma FBRef) ma anche un giocatore in grado di fare malissimo se lanciato in progressione ed anche utile in caso ci sia da affrontare un duello aereo e giocare di sponda; raccontato così sembra che si stia parlando di un giocatore perfetto, ma essendo un attaccante non deve mancare la fase realizzativa, e qui i livelli non sono propriamente eccezionali: come si desume dai dati riportati, tra i principali realizzatori della scorsa Ligue 1, Osimhen è l'unico ad avere un differenziale negativo tra goal realizzati e xG, per questo motivo. L'esordio al Tardini, quindi, ci darà tante importanti informazioni su come sarà questo Napoli.
SOUTHAMPTON-TOTTENHAM (DOMENICA, ORE 13)
La Premier ha avuto il suo battesimo nello scorso weekend, seppur a ranghi ridotti visto il rinvio delle partite delle due squadre di Manchester ed è stata oggetto di un post di presentazione su questo blog la scorsa settimana; in questo weekend il big-match sarà senz'altro quello tra Chelsea e Liverpool, con Lampard già chiamato a mostrare qualcosa contro i campioni in carica dopo l'esordio vincente ma molto balbettante in quel di Brighton, guarderemo con curiosità anche l'Arsenal che affronta il West Ham, l'Everton di Ancelotti che affronta in casa il WBA ed anche il Leeds di Bielsa che affronta il Fulhma di Parker ad Elland Road, tutte squadre in cerca di conferme positive dopo le ottime prestazioni nella prima giornata.
Chi, invece, dalla prima giornata, ne è uscito ridimensionato sono Southampton e Tottenham, entrambe sconfitte di misura, rispettivamente da Crystal Palace ed Everton, e che hanno denotato difficoltà che questa partita ci dirà quanto sono lontane dall'essere risolte.
Il calcio del Southampton è fatto di occupazione degli spazi nella metà campo avversaria ed aggressione in zone alte del campo (il PPDA di 3,61 fatto registrare contro il Crystal Palace lo dimostra), genera anche situazioni pericolose in fase di transizione difensiva, dove la scelta di difendere in uno contro uno genera situazioni come quella che hanno portato al goal di Zaha nonché le diverse occasioni in contropiede che la squadra di Hassenhuttl ha subito nel corso della partita. Nell'esempio della foto si nota l'assenza di marcature preventive, soprattutto su Zaha che, in teoria, dovrebbe essere il giocatore avversario più pericoloso; dato che nel sud dell'Inghilterra domenica si presenterà un'altra squadra che ama difendere nella propria metà campo e sfruttare le transizioni come il Tottenham, per i Saints il test su come gestire questo tipo di partite è a dir poco probante.
Per il Tottenham e per Mourinho, invece, iniziare la Premier con due sconfitte in due partite sarebbe devastante a livello morale per una squadra, come denunciato più volte dall'allenatore portoghese, che già non si distingue per forza mentale; ma non è certo questo il problema principale visto sul campo dagli Spurs: nel giro di pochi mesi Mou ha dato al Tottenham l'identità che ha dato sempre alle sue squadre negli ultimi anni, ossia tanta passività ed attacchi solamente in transizione.
La Passmap della partita contro l'Everton (fonte Between the Posts) ha messo a nudo i limiti degli Spurs e delle scelte del suo tecnico: come si evince Alli e Kane si trovano sostanzialmente isolati dal gioco che progredisce solo tramite le catene esterne ma senza alcun accesso alla zona centrale del campo; il motivo è la scelta degli uomini in mezzo al campo, dove Mourinho ha scelto per tutto il match di fare a meno di Lo Celso, l'unico che sarebbe in grado di muovere il pallone per vie centrali con cognizione di causa; la trasferta di Southampton metterà il Tottenham di fronte ad una squadra decisamente aggressiva ma con i difetti in transizione difensiva che abbiamo visto sopra, per cui difficilmente vedremo Mou affrontare la sfida con un piano gara diverso, proprio perché il contesto sembra ideale per un contesto di baricentro basso e ripartenze che sfruttano la velocità di Lucas Moura e Son, ma se anche stavolta la partita richiederà un cambio di strategia come se la caverà?
HUESCA-CADICE (DOMENICA ORE 16)
Anche la Liga è tornata in campo la scorsa settimana, anch'essa a ranghi ridotti (e lo sarà anche questo weekend), per cui queste prime due giornate ci serviranno a conoscere meglio le squadre che vivono meno sotto la luce dei riflettori mainstream, ma che rendono la Liga il campionato più competitivo al mondo.
Per questa ragione la partita che consiglio per questo weekend vede di fronte addirittura due neopromosse, ossia l'Huesca ed il Cadice, con gli aragonesi che si presentano a questa partita forti del primo punto ottenuto in casa del Villarreal di Unai Emery mentre la squadra andalusa è stata sconfitta in casa dall'Osasuna per 2-0 ma non uscendone male dal punto di vista della prestazione; le neopromosse negli ultimi anni hanno portato nella Liga tanta qualità sia a livello tecnico che tattico alzando di molto il livello del campionato stesso, gli ultimi esempi sono quelli di Osasuna e Granada che tanto bene hanno figurato nell'ultima stagione, con gli andalusi che addirittura hanno trovato la qualificazione ai preliminari di Europa League.
L'Huesca arriva a questa partita con il punto ottenuto a Villarreal giocando, specie nel primo tempo, una partita di grande qualità, specie in fase di impostazione, con la squadra allenata da Michel che non ha paura a giocare palla a terra da dietro anche in presenza di un pressing aggressivo, contro il Villarreal abbiamo avuto modo di ammirare le qualità del terzino sinistro Galan in questa fase di gioco.
Il Cadice si presenta a questa Liga dopo aver sostanzialmente dominato la Segunda lo scorso anno e gestendo il vantaggio nella fase post-lockdown; lo stile di gioco della squadra andalusa, allenata da Alvaro Cervera, mostra una tensione decisamente più verticale potendo contare su un veterano come Alvaro Negredo al centro dell'attacco.
La Passmap della partita (fonte Between the Posts) contro l'Osasuna mostra chiaramente come le principali connessioni di gioco siano quelle tra il portiere ed Alvaro Negredo oppure le combinazioni sugli esterni (25 cross effettuati), in questo contesto, però, è emerso l'esterno offensivo classe 1994 Jorge Pombo, giocatore molto abile negli uno contro uno (4 dribbling riusciti contro l'Osasuna) e molto aggressivo in fase di non possesso, sarà molto interessante il suo duello con Maffeo su quella fascia.
Tempo di dare il via al campionato anche nella Bundesliga tedesca, campionato che può vantare di avere tra le fila la vincitrice ed una semifinalista uscente dell'ultima Champions League oltre ad aver creato una generazione di allenatori che oggi sono presi a modello in Europa, rendendo la Bundesliga quindi un grande incubatore di novità tattica e rampa di lancio internazionale per grandissimi talenti.
Il calendario della prima giornata ha creato da subito degli accoppiamenti interessanti, tra cui l'esordio dei campioni del Bayern contro lo Schalke, ma anche la sfida tra Wolfsburg e Bayer Leverkusen, ma sicuramente a meritare la massima attenzione è la sfida tra il Borussia Moenchengladbach di Marco Rose ed il Borussia Dortmund allenato da Lucien Favre ed ancora più tracimante di talento rispetto allo scorso anno.
Il Dortmund si presenta a questa stagione con l'ambizione di contendere davvero il titolo al Bayern Monaco, l'unico fuoriuscito dal mercato è stato Hakimi che, però, è stato sostituito più che degnamente da Meunier; alla fine anche Jadon Sancho è rimasto a disposizione del tecnico svizzero che spera di poter contare anche del miglior Marco Reus, mentre a centrocampo l'arrivo di Bellingham aggiunge una nuova scelta per Favre che, in questo modo, può retrocedere Emre Can nella difesa a 3 che rimane, anche a livello di profondità numerica, il tallone d'Achille della squadra che, però, potrà contare su un assetto tattico consolidato, ossia il 3-4-3, che mette a proprio agio tutti i talentuosissimi talenti di cui dispone.
In fase di impostazione i 3 difensori ed i 2 centrocampisti formano le linee di costruzione al fine di avere superiorità numerica rispetto al pressing avversario o, come nel caso della partita di coppa della scorsa settimana contro il Duisburg vengono creati spazi per rendere possibile l'innesco dei trequartisti in zona di rifinitura in cui accede eventualmente anche uno dei centrocampisti centrali.
Raggiunta la metà campo avversaria i 5 "invasori" sono composti dai due esterni che danno l'ampiezza mentre le tre punte (in questo caso Haaland, Sancho e Reyna) occupano le corsie centrali, in questo modo la squadra può innescare al meglio il talento infinito di cui dispone li davanti. Questo assetto è quello che Favre ha raggiunto con il 3-4-3 impostato a partire dal girone di ritorno della scorsa stagione e reso letale grazie all'arrivo di Haaland.
Il Gladbach, invece, si presenta a questa stagione con la rinnovata ambizione data dal ritorno nella fase a gironi di Champions e da un progetto tecnico di spessore grazie al lavoro di Marco Rose in panchina, un progetto che avrà la sua continuità in questa stagione grazie al mantenimento della rosa dello scorso anno a cui sono stati aggiunti due elementi come Wolf e Lazaro a dare maggiore profondità al centrocampo.
Sulla base delle indicazioni ricevute dal precampionato e dalla partita di Coppa di Germania, con ogni probabilità Rose utilizzerà il 4-4-2 che diventa 4-2-2-2 in fase di possesso con i due esterni offensivi che si accentrano in zona rifinitura e si associano con le due punte, una situazione posizionale che vedete rappresentata nell'esempio a fianco, con i terzini che danno ampiezza ed i due esterni che entrano in campo ed occupano i mezzi spazi; in fase di non possesso Marco Rose l'hanno scorso ha avuto un approccio meno aggressivo rispetto a quello visto nei suoi anni a Salisburgo (PPDA nella scorsa Bundesliga pari a 10,82), la pressione viene attivata solo di fronte a determinati trigger, per questo motivo non sempre vediamo folate di giocatori che vanno a ri-aggredire il pallone come accade per tutte le squadre allenate da allievi di Ralf Rangnick, chissà che al secondo anno il tecnico austriaco non abbia intenzione di alzare il livello della propria squadra a partire da queste situazioni ed il Borussia Dortmund potrebbe essere un ottimo banco di prova.
RENNES-MONACO (SABATO ORE 21)
Il campionato francese, complice il fatto che ha chiuso le ostilità della stagione 2019-2020 senza rientrare dal lockdown, in questo weekend scende in campo per la quarta giornata; dopo tre giornate, abbastanza a sorpresa, a comandare la classifica è il Saint Etienne di Claude Puel, in testa a punteggio pieno e senza reti subite; il capolavoro per i verdi è arrivato proprio ieri sera grazie alla vittoria per 2-0 sul campo del Marsiglia in una sfida che valeva il primato in classifica.
Non ostante la squadra di Puel sia la capolista, due delle squadre che più hanno impresso positivamente in queste tre giornate sono Rennes e Monaco che si affrontano sabato sera in una sfida che potrebbe valere il primato visto il contemporaneo impegno ostico del Saint-Etienne a Nantes e la trasferta del Lille a Marsiglia.
La squadra bretone ha una società con importanti ambizioni, concretizzabili anche grazie alla qualificazione in Champions League ottenuta nella scorsa stagione, questo ha permesso al Rennes di poter trattenere (almeno finora) i migliori elementi della rosa (incluso quel fenomeno di Camavinga a centrocampo); Julien Stephan ha costruito una squadra che si differenzia moltissimo rispetto alla tendenza delle squadre francesi di costruire squadre che pensano prima a difendere, ha implementato un 4-3-3 con concetti di gioco posizionale e con tanta tecnica in fase di rifinitura dell'azione grazie ad interpreti come Raphael (2,3 dribbling e 1,3 key passes a partita finora, numeri in continuità con quelli della scorsa stagione). A questo contesto tecnico la società sta supportando l'allenatore con gli acquisti di Guirassy al centro dell'attacco (doppietta all'esordio la scorsa settimana) prelevato dall'Amiens, e di Terrier, esterno offensivo arrivato dal Lione e giocatore di cui si attende l'esplosione in questa stagione, a questo si aggiunge la capacità di buttare nella mischia i talenti del proprio settore giovanile, lo scorso anno c'è stata l'esplosione di Camavinga, questa, invece, sembra essere la stagione di Brandon Soppy, terzino destro classe 2002, già in grado di mettersi in mostra grazie alla sua grande aggressività e l'uso del fisico nei duelli individuali.
Dall'altra parte abbiamo il Monaco di Niko Kovac, giunto quest'estate al posto di Moreno che, prima del lockdown, sembrava aver trovato un sistema per far funzionare la squadra monegasca; il tecnico croato è intervenuto nel solco del lavoro iniziato dal suo predecessore istituzionalizzando un 4-3-3 in cui mettere a proprio agio i giocatori di maggiore tecnica come Golovin e Cesc Fabregas, affiancandoli a giocatori in grado di equilibrare lo schieramento come Fofana (arrivato nel mercato di gennaio scorso dallo Strasburgo) e Tchouameni (tornato dal prestito a Bordeaux); la strategia dell'ex allenatore del Bayern ha finora portato 7 punti in 3 partite, con miglioramenti costanti principalmente nella fase difensiva, dove quest'anno il Monaco può anche contare su Axel Disasi, decisamente uno dei migliori centrali difensivi della scorsa stagione con la maglia del Reims.
Il lavoro di Stephan sembra essere, naturalmente, in uno stato più avanzato rispetto a quello di Kovac, per cui i bretoni partono favoriti, ma sarà importante leggere il comportamento delle due squadre contro avversari che amano giocare il pallone allo stesso modo e soprattutto sarà importante capire lo stato di salute a livello difensivo di queste due squadre contro attacchi ben strutturati e dotati di grande qualità individuale.
IL PSV DI SCHMIDT (PSV-EMMEN, SABATO ORE 20)
Uno dei progetti tecnici più attesi di questa stagione è quello che ha riportato Roger Schmidt in Europa, dove ha accettato l'offerta del PSV per rendere nuovamente competitiva la squadra di Eindhoven e per implementare le sue idee di calcio nel laboratorio tattico per eccellenza d'Europa, ossia l'Olanda; il calcio di Schmidt è l'estremizzazione dei concetti iper-verticali resi celebri dal Ralf Rangnick e dal metodo Red Bull, dunque ricerca continua della verticalità ed immediata riaggressione sul portatore di palla, nel suo caso addirittura innescata da un passaggio in verticale volutamente sbagliato.
Nella prima giornata di campionato a Groningen abbiamo vista solo a sprazzi le idee di gioco del tecnico austriaco che, probabilmente sta ancora valutando gli uomini a propria disposizione, tanto che abbiamo visto lunghi tratti di possesso prolungato e sviluppo dell'azione mediante un approccio di calcio posizionale con il 4-4-2 di partenza che si trasforma in un 3-1-4-2 in fase di possesso, dove uno dei centrocampisti centrali si abbassa tra i centrali di difesa per far partire l'azione, gli esterni d'attacco che occupano i mezzi spazi in zona di rifinitura (zona di campo fondamentale nei principi di gioco di Schmidt) mentre i due terzini forniscono l'ampiezza.
In questa immagine si notano i principi di Schmidt con la squadra che, già dalla fase di possesso, sta pensando ad un'eventuale recupero palla in caso il giocatore in possesso perda il duello individuale, nelle immediate vicinanze del pallone ci sono 4 uomini più altri 3 pronti ad andare in chiusura (ed il terzino sinistro è fuori dall'inquadratura ma è largo a sinistra), in questo momento il PSV ha solo 2 uomini in marcatura preventiva, tuttavia l'atteggiamento aggressivo porta il Groningen a lasciare un solo giocatore contro la linea difensiva che, dunque, può operare in superiorità numerica.
Non abbiamo visto spesso, tuttavia, questo tipo di approccio nel corso della partita di Groningen, per cui vedremo se, con una settimana di lavoro in più, vedremo questi principi applicati con maggiore continuità.