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Thursday, 15 June 2023

Chiacchere da Bar(i) #39 - Bari-Cagliari, finale di ritorno

Foto. Pagina Facebook SSC Bari

Era appena iniziato settembre quando io e Giovanni Fasano abbiamo deciso di creare questa rubrica ed entrambi non avevamo l'aspettativa di arrivare a raccontare una serata come quella della scorsa domenica, sia nel bene (ad inizio stagione chi se l'aspettava di arrivare fino a questo punto?) che nel male (inutile spiegare a cosa si fa riferimento). Ed invece siamo qui a raccontare questo epilogo a cui è difficile dare un aggettivo, per cui preferiamo guardare a cosa è successo prima del goal di Pavoletti e cosa può succedere nei prossimi giorni o nelle prossime settimane.

Con noi anche questa settimana ci fa compagnia Marco Lai che ci racconta la partita del San Nicola dal punto di vista dei vincitori. Cominciamo.

Saturday, 10 June 2023

Chiacchere da Bar(i) #38 - Cagliari-Bari, finale d'andata

 

Fonte: Pagina Facebook SSC Bari.

Eccoci tornati per commentare la finale d'andata dei playoff di B tra Cagliari e Bari: è stata la partita in cui la formazione biancorossa ha devastato gli algoritmi che calcolano gli expected goals, ma allo stesso tempo quella che possiamo considerare la prestazione di più alto livello della squadra di Mignani dall'inizio di stagione. La commentiamo al solito io e Giovanni Fasano con l'aiuto del nostro cagliaritano di riferimento Marco Lai, che ringraziamo nuovamente per la sua disponibilità.

Wednesday, 22 February 2023

Chiacchere da Bar(i) #22 - Bari-Cagliari

 

Fonte: Pagina Facebook SSC Bari

Ventiduesimo episodio di Chiacchere da Bar(i) dove assieme a Giovanni Fasano e con l'aiuto di Marco Lai in veste di esperto di faccende cagliaritane raccontiamo la partita disputata sabato pomeriggio al San Nicola tra Bari e Cagliari, partita terminata con un pareggio che lascia rimpianti ad entrambe le squadre per motivi diversi. Quali sono queste motivazioni? Proviamo a spiegarvele qui.

Tuesday, 20 September 2022

Chiacchiere da Bar(i) #4 - Cagliari-Bari

Foto: Pagina Facebook SSC Bari


Siamo giunti al termine del primo ciclo di partite per la serie B, un ciclo che vede il Bari chiudere imbattuto e con un inaspettato terzo posto in classifica reso possibile da un'insperata vittoria nella trasferta di Cagliari, un'impresa frutto di episodi che hanno girato dalla parte giusta ma anche della forza della squadra biancorossa di togliere alla squadra sarda le proprie certezze.

Per questa quarta puntata di Chiacchere da Bar(i) io e Giovanni Fasano abbiamo invitato Marco Lai, che ci ha fornito il suo punto di vista sulla partita dell'Unipol Domus dicendoci qualcosa in più sulla squadra allenata da Liverani.

Le puntate precedenti di Chiacchere da Bar(i) le trovate, invece, a questo link.

Friday, 7 May 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 28

Dopo aver celebrato le finaliste delle due coppe europee, torniamo a rituffarci nella fase finale dei campionati che, anche in questo weekend, prevedono partite decisive per l'esito finale della stagione di molto squadre. Il calendario prevede, tra le altre, l'anteprima della finale di Champions League che potrebbe consegnare al Manchester City il titolo di campione d'Inghilterra in maniera matematica, ma anche quella della finale di Coppa di Germania, con Lipsia e Dortmund che si affrontano in campionato prima di potersi affrontare nella finale di Berlino: In Italia la sfida tra Juventus e Milan avrà un grosso impatto per la lotta per la Champions. 

Gli esempi di cui sopra non sono esaustivi in relazione a quanto accadrà in questo weekend, altri temi di grande importanza sono presenti nelle partite che vi consiglio di seguire in questi giorni, partite che il calendario ha voluto incastrare tutte nella giornata di domenica.

SERIE A, BENEVENTO - CAGLIARI (DOMENICA ORE 15)

La nostra serie A ha assegnato lo scudetto la scorsa settimana, così come ha decretato le prime due squadre a retrocedere in B, ossia Crotone e Parma, ma per le altre posizioni in classifica la lotta è apertissima, sia per la Champions, che vede in programma la sfida tra Juventus e Milan che potrebbe essere decisiva , che per la salvezza, con la lotta per evitare l'ultimo posto rimasto per scendere nella serie cadetta. 

Per questo motivo, la sfida di domenica pomeriggio tra il Benevento ed il Cagliari potrebbe indirizzare la corsa in maniera definitiva così come aprire una bagarre tutti contro tutti che potrebbe arrivare a coinvolgere anche Genoa e Fiorentina.

Per la formazione di Inzaghi la partita di domenica rappresenta quasi un'ultima spiaggia per giocarsi una salvezza che solo qualche settimana fa sembrava una cosa fatta. Le streghe hanno subito un grave crollo nel girone di ritorno, con appena 9 punti raccolti finora (ed una sola vittoria, quella ottenuta in casa della Juventus), un pessimo bottino frutto di una perdita di equilibrio da parte della squadra sotto diversi punti di vista.

I guai sono iniziati quando Inzaghi, un po' per scelta un po' per situazioni contingenti, ha rinunciato al 4-3-2-1 che sembrava essere l'abito tattico migliore di questa squadra, nonché lo schieramento con cui la squadra ha ottenuto la promozione nella scorsa stagione: le assenze in corso d'opera di Roberto Insigne e Caprari, padroni della zona rifinitura, quella di Letizia sulla fascia destra e le presenza a singhiozzo del metronomo Pasquale Schiattarella hanno tolto progressivamente certezze alla squadra ed anche al suo allenatore che ha faticato da quel momento a trovare una quadratura alla squadra.

Fonte dati Wyscout
Ad essere penalizzato è stato prevalentemente l'equilibrio della squadra, con un baricentro che si è progressivamente abbassato rendendo sempre più arida la fase di possesso. Come si evince dal grafico elaborato qui a fianco, nel corso del girone di ritorno la squadra ha progressivamente abbassato la produzione offensiva sia in termini di quantità delle conclusioni che in termini di qualità delle stesse. La situazione di classifica ha costretto Inzaghi nelle ultime settimane ad alzare nuovamente il baricentro della propria squadra che, però, concede molto quando si porta in avanti, una situazione vista in maniera evidente nelle ultime partite contro Lazio, Udinese e Milan.

Il Cagliari, invece, è riuscito grazie al lavoro di Semplici a tirarsi fuori da una situazione di classifica che si era fatta particolarmente critica. Il passaggio al 3-5-2 ha ridato alla squadra un minimo di equilibrio che nella versione della squadra allenata da Di Francesco era assente: un percorso, se vogliamo, contrario a quello del Benevento, con la differenza che l'ex allenatore della Spal ha dovuto quasi improvvisare con una rosa non ben assortita in termini di ruoli, compiti e funzioni. Questo spiega la scelta di schierare Duncan nel ruolo di vertice basso del centrocampo e addirittura Nahitan Nandez da esterno destro a tutta fascia.

Fonte grafico Calcio Datato
Proprio il lato destro è quello dove il Cagliari crea la maggior parte del proprio gioco: nella prima parte di stagione sono state le prestazioni di Zappa a rendere quel lato il più produttivo, con l'infortunio dell'ex terzino del Pescara e con l'arrivo di Semplici quella casella è stata occupata proprio dall'uruguaiano, garantendo in ogni caso il suo apporto. Tuttavia la maggior parte dei pericoli la formazione sarda riesce a crearli su calcio piazzato o su conclusioni dalla distanza, mostrando serie difficoltà a raggiungere l'area di rigore avversaria in maniera organica. 






Presumo che il canovaccio della partita vedrà, giocoforza, il Benevento costretto a fare la partita con il Cagliari che, invece, cercherà, come visto nella partita di domenica scorsa a Napoli di alternare fasi di bunker nella propria area di rigore a fasi di occupazione della metà campo avversaria mediante transizioni ed utilizzo delle fasce per risalire il campo. Sarà una partita in cui ci si gioca tutta una stagione, con molta tattica nella prima parte e tanti mind-games nella mezzora finale da dover gestire per entrambe le squadre, il vantaggio per l'osservatore neutrale è che non può essere una partita da 0-0.


3F SUPERLIGA, BRONDBY - MIDTYJLLAND (DOMENICA ORE 18)

Anche per il campionato danese è arrivato il momento del redde rationem: la formula prevede una fase finale a sei squadre (le prime sei della regular season) che si giocano il titolo affrontandosi in un girone unico in cui si sommano i punti della stagione regolare con quelli di questa fase.

Quando siamo arrivati a 180 minuti dalla fine sono due le squadre che sono in lizza per la vittoria finale, ossia il Midtyjlland ed il Brondby, divise da 4 punti in classifica e che domenica pomeriggio si affrontano nello scontro diretto che potrebbe assegnare il titolo alla squadra della città di Herning per il secondo anno di fila. Al Brondby resta solo un risultato a disposizione in questa sfida per tenere aperti i giochi anche nell'ultima giornata: la vittoria.

Il cammino della storica squadra di Copenaghen in questa stagione è stato esaltante, al punto di chiudere la stagione regolare in testa alla classifica: la fase a gironi, invece, è stata indubbiamente meno soddisfacente in termini di risultati, con 7 punti nelle 6 partite sin qui disputate. Il modo di giocare della squadra allenata da Frederiksen è basato su un 3-5-2 di base in cui i 3 difensori iniziano sempre l'azione da dietro mentre la squadra si distribuisce in quello che può essere definito un 3-3-2-2 con gli esterni che sostengono la fase di sviluppo dell'azione mentre quelle che sulla carta sono le mezzali occupano la zona di rifinitura alle spalle delle due punte. 

Dall'esempio qui a lato si nota chiaramente lo schieramento della squadra in fase di possesso con i tre centrali che si occupano di portar palla e muovere il gioco utilizzando il lavoro degli esterni o cercando la palla filtrante per Frendrup e Lindstrom che completano lo sviluppo o la rifinitura della manovra di gioco. I centrali difensivi della squadra gialloblu sono i giocatori con all'attivo il maggior numero di passaggi effettuati a partita in tutto il campionato, in particolare i due "braccetti" Hermansson e Jung effettuano di media rispettivamente 67 e 65 passaggi per partita.

Una volta riusciti a trovare il passaggio in zona rifinitura ci si affida alle connessioni tra Lindstrom e le due punte Uhre ed Hedlund per trovare la via della rete: sulle prestazioni del giocatore con la maglia numero 18 ne ho già parlato in un post precedente, la sua capacità di cercare la giocata vincente lo rende un giocatore dal pensiero calcistico superiore alla media, tanto da aver messo a referto in campionato 10 goal ed 8 assist. Ha messo il proprio talento a disposizione della propria nazionale Under 21 nella fase a gironi disputata a marzo in cui ha messo a referto due assist nell'ultima partita del girone contro la Russia.

Il Midtyjlland, invece, ha la possibilità, uscendo indenne dalla sfida del Brondby Stadion, di portare a casa il secondo titolo consecutivo al termine di una stagione in cui la squadra allenata da Priske ha potuto assaggiare il teatro della Champions League: un'esperienza che ha consolidato la forza di questa squadra che ha raggiunto un livello di confidenza tecnica fuori scala per questa categoria che le ha permesso, una volta concluso il percorso europeo, di riprendere il controllo di questo campionato e dominarlo nel corso di questo girone finale.

Il 4-2-3-1 del Midtyjlland è ormai decisamente rodato ed è in grado di generare situazioni di pericolo da qualsiasi zona di campo anche grazie alla perfetta copertura in ampiezza del campo ottenuta mediante le rotazioni tra trequartisti che diventano mezzali, attaccanti che diventano trequartisti ed esterni offensivi che diventano attaccanti grazie ai loro tagli. Le soluzioni di gioco di cui dispone questa squadra sono molteplici ed a questo si aggiunge la capacità di recuperare il pallone in zone alte del campo, permettendo alla squadra di avere sempre la supremazia territoriale nel corso della partita e, soprattutto, di tenere lontano l'avversario dall'area di rigore. Infatti la squadra campione in carica non ha il miglior attacco del campionato ma ha, per distacco, la miglior difesa (25 goal subiti) a cui si unisce il minor numero di tiri subiti ed il miglior dato relativo al PPDA.

Come si evince da questo e dal precedente fermo immagine, la prima pressione o la contro-pressione in fase di transizione difensiva è estremamente aggressiva ed impegna un gran numero di uomini portati in quella zona di campo dai meccanismi della squadra in fase di possesso: in entrambi gli esempi possiamo notare come la squadra di Priske si trovi ad avere in zona palla un numero maggiore di giocatori rispetto all'avversario, determinando il più della volta la riconquista immediata del pallone nella trequarti avversaria o la scelta dell'avversario di buttare via il pallone per evitare rischi.

Il calcio danese ha mostrato in questi anni di essere in grandissima ascesa e sta producendo una grandissima quantità di talenti che si stanno formando al meglio in questo campionato che sta diventando un contesto molto fertile a livello tattico e tecnico per accelerarne la crescita. Ne è la dimostrazione i grandi risultati ottenuti dalla nazionale maggiore e dall'Under 21 nella recente pausa per le nazionali: questa partita oltre a decidere il destino del campionato metterà ulteriormente in mostra interessantissimi talenti che vedremo a giugno nella fase finale delle due competizioni per nazionali.


LA LIGA, REAL MADRID - SIVIGLIA (DOMENICA ORE 21)

La sconfitta subita dal Siviglia lunedì sera per mano dell'Athletic Bilbao ha probabilmente tolto dalla contesa per il titolo la squadra di Lopetegui che, in questo weekend da royal rumble per la Liga, va a far visita al Real Madrid mentre Barcellona e Atletico Madrid si affrontano al Camp Nou. Riducendosi al lumicino le speranze di ambire per il titolo, per il Siviglia la trasferta a Madrid resta comunque importante per cercare di tagliar fuori anche la squadra di Zidane dalla lotta per il titolo e, con magari un pareggio nella sfida di Barcellona, continuare a mantenere in piedi le flebili speranze di una grandiosa rimonta. 

La squadra di Zidane si presenta a questa partita reduce dalla pesante eliminazione in Champions per mano del Chelsea: le diverse assenze patite dalla squadra nel corso della stagione alla fine sono state pagate al cospetto di una squadra solida ed organizzata come quella di Tuchel, che ha mostrato come alla fine la squadra non possiede realmente tutta quella grande quantità di soluzioni offensive in grado di invertire il contesto di una partita come avveniva nel corso del triennio delle tre Champions consecutive.

In campionato Zidane ha più volte cambiato la squadra da mettere in campo, utilizzando la Liga come laboratorio tattico in vista dei match di Champions, come è accaduto per esempio dell'implementazione della difesa a tre in vista dell'ottavo di finale contro l'Atalanta o l'utilizzo di Vazquez da terzino destro. Nelle ultime settimane, per esempio, Zidane non ha mai utilizzato Kroos in campionato per avere a disposizione i suoi lanci e le sue geometrie per le sfide ad eliminazione diretta. Il tutto in nome della gestione di una rosa che ha mammano perso pezzi a causa di una catena clamorosa di infortuni che, per fortuna del Real, non hanno coinvolto Luka Modric, uno dei migliori nella sfida persa a Stamford Bridge mercoledì sera, e Karin Benzema, anime di questa squadra in questa stagione.

Fonte statistiche WhoScored


Se vogliamo trovare una costante nel gioco del Real pur all'interno di questo continuo cambio di sistemi di gioco e di moduli sta nell'utilizzo del lato sinistro del campo per sviluppare il gioco e per arrivare in porta: la presenza di un giocatore come Vinicius su quel lato, così come lo è stata la stagione di Mendy su quella fascia, ha convinto l'allenatore francese a preferire quel lato del campo per sviluppare e rifinire il gioco, come anche dimostrato dalla tendenza di Karin Benzema a prediligere quella zona di campo sul dove andare a giocare il pallone. Nelle ultime settimane Zidane è riuscito anche a riesumare Eden Hazard, oggetto misterioso dal suo arrivo a Madrid, falcidiato da una lunga serie di infortuni che stanno rendendo l'investimento fatto dal club un grandissimo flop.

Fonte dati FbRef / StatsBomb
La squadra di Lopetegui ha costruito la propria stagione basandosi su una continua ricerca del controllo del gioco e del possesso del pallone. Ma, come già evidenziato in miei precedenti post, la specificità del Siviglia sta nel suo atteggiamento senza palla, sempre basato sulla pressione alta e supportato da un gran lavoro dei due centrali difensivi, quando sono in grado di accorciare sui rispettivi attaccanti. Come si evince dalle statistiche, questo approccio funziona molto spesso e rende i valori difensivi della squadra di primo livello. Tuttavia, in corso d'opera, i rischi di questo sistema a cui si espone la linea difensiva di Lopetegui, emergono in maniera crudele e sono stati evidenziati nel periodo tra le due gare degli ottavi di Champions League in cui il Siviglia ha perso l'accesso alla finale di Coppa del Re per mano del Barça e l'eliminazione dalla massima competizione continentale, oltre ad una serie negativa in campionato che sembrava allontanarla definitivamente dalle prime tre posizioni. Con un solo impegno settimanale rimasto in programma, la squadra è tornata a ricompattarsi fino ad iniziare una lunga striscia positiva esauritasi lunedì sera dopo un assalto alla porta di Unai Simon durato per quasi tutti i 90 minuti. 

Tra il grande pressing del Siviglia e la capacità di attaccare la linea difensiva avversaria del Real Madrid mediante la tecnica dei suoi centrocampisti abili ad eludere anche i sistemi di pressing meglio organizzati, vedremo sicuramente una grande sfida a livello tattico e tecnico: la prestazione del Real a Londra mercoledì sera ha mostrato sicuramente una squadra in calo, ma la storia di questa stagione e non solo ci insegna che questa è una squadra che non bisogna dare per morta. Ma stesso discorso si può fare sul Siviglia che è stato in grado di risalire da due grossi periodi di crisi in questa stagione, per cui oltre all'importanza per la classifica la sfida di Valdebebas mostrerà chi delle due squadre ha maggior orgoglio da mettere sul campo.

Friday, 6 December 2019

Cosa vedere nel weekend #13


E' un weekend ricco di big-match quello che ci aspetta, in Italia si incrociano le prime quattro della classifica, in Germania la capolista Borussia Moenchengladbach ospita il Bayern Monaco partendo da un +4 che può trasformarsi in +7, mentre in Premier scatta l'ora del sentitissimo derby di Manchester. Ma andiamo nel dettaglio e andiamo a vedere cosa guardare in questo weekend.

SERIE A

Come da premessa, la quindicesima giornata del nostro campionato propone la sfida tra le due romane che sfideranno le prime due della classe; a San Siro questa sera l'Inter di Conte dovrà difendere il primato in classifica conquistato la scorsa settimana con grosse assenze ma con l'entusiasmo derivante dal sorpasso avvenuto domenica scorsa, una vittoria oltre a garantire il primato permetterebbe ai nerazzurri di presentarsi lanciatissima alla super sfida di martedì contro il Barcellona che le può regalare anche la qualificazione agli ottavi di Champions. Qualificazione agli ottavi e primo posto nel girone li ha ottenuti in totale facilità la Juventus che, però, dopo aver subito il sorpasso dell'Inter la scorsa settimana, è atteso da una trasferta difficilissima all'Olimpico contro la Lazio reduce da 6 vittorie consecutive e con un attacco in grandissimo spolvero, sabato sera sapremo fin dove si è innalzato il livello della squadra di Inzaghi e soprattutto capiremo se la Juventus saprà alzare il suo livello nelle grandi sfide come ha saputo fare spesso quest'anno.

Chi potrebbe trarre vantaggio da un passo falso delle due romane, oltre all'Atalanta impegnata sabato contro il Verona in una interessantissima sfida tra il maestro Gasperini e l'allievo Juric, è il Cagliari di Maran, le cui overperformance non fanno quasi più notizia, impegnato domenica pomeriggio in quel di Reggio Emilia contro il Sassuolo di De Zerbi.

SASSUOLO-CAGLIARI (DOMENICA ORE 15)

Il pareggio di Torino contro la Juventus ha riportato la luce sul Sassuolo di De Zerbi dopo un inizio di stagione a singhiozzo; la squadra emiliana sembra aver trovato nelle ultime settimane un assetto che le permette di tornare ad esprimersi sui livelli visti nella scorsa stagione, basati su un gioco di possesso palla ed insistita costruzione dell'azione da dietro, anche a rischio di perdere palloni sanguinosi come accaduto sull'azione che ha portato al rigore della Juventus domenica scorsa, un dato supportato dai numeri.

Il Sassuolo assieme alla Juventus ha la percentuale più elevata di passaggi completati (85,6%) con Marlon che possiede la più alta percentuale di passaggi riusciti (94,4%); tra i 20 migliori passatori del nostro campionato rientrano, inoltre, Magnanelli ed Obiang, ossia i due uomini che De Zerbi alterna davanti alla difesa.
A conferma dello stile di gioco voluto da De Zerbi, il Sassuolo è la squadra che tenta il maggior numero di lanci lunghi di tutta la serie A. Insomma i numeri danno conferma delle sensazioni che lascia all'osservatore in merito all'identità della squadra neroverde, ulteriormente confermata dal dato che la vede al terzo posto in relazione al possesso palla (solo Juventus e Napoli le sono davanti).




Di fronte a se la squadra di De Zerbi si troverà il Cagliari di Maran, definito ormai il Cagliari dei miracoli, in senso giornalistico perché in pochi si aspettavano la squadra sarda così in alto in classifica non ostante il mercato sontuoso di quest'estate, in senso statistico perché le overperformance dei rossoblu sono sotto gli occhi di tutti; la vittoria sulla Sampdoria nel posticipo di lunedì scorso ed il pareggio di Lecce ottenuto nella settimana precedente sono una chiara esemplificazione di come la squadra subisca meno goal e faccia più goal rispetto a quanto effettivamente produce; come già analizzato nelle precedenti settimane, le parate di Olsen e le qualità balistiche di Nainggolan permettono ai sardi di ottenere questi risultati decisamente straordinari.

La mappa degli xG relativi alla trasferta di Lecce e la rocambolesca sfida contro la Samp hanno visto il Cagliari realizzare 6 reti a fronte di 1,65 xG realizzati (dato addirittura "sporcato" dal rigore ottenuto e realizzato a Lecce).
Contro la Samp, invece, i puntini che rappresentano i tiri in area di rigore avversaria sono arrivati tutti nei minuti finali del match, quelli che hanno portato la squadra di Maran a ribaltare la partita da 1-3 a 4-3; in questo caso il merito sta nell'aver sfruttato il crollo fisico e mentale dei blucerchiati nei minuti finali del match, a dimostrazione che la squadra ha raggiunto un livello di solidità mentale davvero molto elevato.










La trasferta di Reggio Emilia, tuttavia, potrebbero far venire alla luce le inefficienze del sistema offensivo e difensivo del Cagliari, questo perché la squadra di De Zerbi ha dei numeri in fase realizzativa molto simili alla formazione rossoblu visto che le due formazioni sono quelle che hanno il saldo migliore tra Goal realizzati e xG (+11 il Cagliari, +6 il Sassuolo) ed il miglior rapporto migliore gol/tiri (16% il Cagliari, 14% il Sassuolo) e gol/tiri nello specchio (45% il Cagliari, 39% il Sassuolo).

PREMIER LEAGUE

Il turno infrasettimanale ci ha consegnato un Liverpool sempre più solo al comando della classifica (+8 sul Leicester, autore di una stagione fenomenale), ed un divario tra le prime 4 ed il resto del mondo già molto ampio (tra Chelsea e Wolverhampton ci sono 6 punti), ma soprattutto la vittoria del Liverpool nel derby della Merseyside contro l'Everton ha portato i toffees in zona retrocessione, una situazione difficile da pronosticare ad inizio stagione visto il grande ammontare di sterline speso dalla proprietà nelle ultime due stagioni. Per questa ragione, pur in presenza del derby di Manchester, il nostro focus per questo weekend di Premier va sulla sfida della squadra di Silva contro il Chelsea di Frank Lampard.

EVERTON-CHELSEA (SABATO ORE 13,30)

Il derby contro il Liverpool ha portato ulteriormente alla luce le difficoltà della formazione di Silva nel trovare un certo equilibrio alla propria squadra, difficoltà che ha pagato perdendo il posto in panchina; la mancanza di risultati ha portato il tecnico portoghese a cercare continue modifiche all'assetto della propria squadra che hanno portato ad un progressivo degrado delle prestazioni della sua squadra, specie dopo l'ultima pausa, quando i toffees , reduci dalla vittoria di Southampton, sono crollati inopinatamente a Goodison Park contro il Norwich, partita che ha dato adito a tutte le paure ed i dubbi in casa Everton, con il dito puntato verso squadra ed allenatore, la cui decisione è stata quella di affrontare le trasferte di Leicester ed Anfield Road con il passaggio alla difesa a 3 ed un approccio puramente di attesa, atteggiamento che ha parzialmente pagato a Leicester dove la squadra di Rodgers ha portato a casa la vittoria solo nei minuti di recupero, mentre a Liverpool le cose sono andate malissimo, con la squadra di Klopp che ha fatto ciò che ha voluto in fase offensiva mettendo seriamente in pericolo la panchina di Silva che ora deve anche fronteggiare la paura della retrocessione oltre che un calendario davvero complicatissimo.

Lo screenshot ripreso dall'analisi della partita effettuato da The Coaches' Voice dimostra la totale confusione dell'Everton in fase di non possesso, con i 5 difensori alti ma non accompagnati dalla pressione sui difensori centrali del Liverpool, lasciati liberi di servire i 3 attaccanti con un semplice lancio alle spalle della linea difensiva; i goal dei Reds sono arrivati in questa maniera.
Sabato, nel lunch match, vedremo anzitutto chi siederà sulla panchina dell'Everton e soprattutto se, contro un altro avversario di alta classifica, vedremo riproposta la difesa a 3 oppure se si cercherà di tornare al 4-2-3-1 che aveva dato poche soddisfazioni in termini di risultati ma sensazioni non pessime dal punto di vista del gioco proposto.

Dall'altra parte il Chelsea ha fermato la serie negativa dopo le sconfitte con Manchester City e West Ham, battendo a Stamford Bridge l'Aston Villa con la solita prestazione di grande intensità a livello offensivo; gli uomini di Lampard sono stabilmente la seconda forza del campionato in termini di tiri effettuati (17,3 a partita), possesso palla (57%) e passaggi riusciti (85,3%), tutti numeri in cui ha fatto meglio solo il Manchester City di Guardiola, dando subito dimostrazione del tipo di calcio che Lampard sta portando avanti a Stamford Bridge. L'identità del Chelsea di Lampard è quella di una squadra che gioca con la sfrontatezza data dalla giovane età della rosa, con le conseguenze negative che ciò, gioco forza, può portare.

Dove il Chelsea ha bisogno di migliorare sono i calci piazzati, fondamentale in cui la squadra di Lampard sta offrendo ancora molto poco, come testimoniano i numeri elaborati da Between the Posts, tanto che la pericolosità offensiva dei Blues sui calci piazzati è la stessa dell'Everton avversario di sabato. 
Ad essere ancora più preoccupante, tuttavia, è la fase difensiva: il gioco estremamente aggressivo della squadra di Lampard lascia diverse opportunità in attacco agli avversari, così si spiega l'elevato indice di pericolosità degli attacchi avversari che viene mitigato, però, dalla minore frequenza di tiri subiti, un dato che accomuna il Chelsea con il Manchester City ed anche con lo stesso Everton.

















Quanto sopra, dunque, ci fa presupporre la possibilità di vedere una partita molto aperta, con la sfacciataggine del Chelsea che affronterà le grandi paure dell'Everton di colare ancora più a picco in classifica.

LA LIGA

Il gran goal con cui Messi ha permesso al Barcellona di sbancare il Wanda Metropolitano domenica scorsa ha aperto in maniera quasi definitiva uno scenario in cui i blaugrana ed il Real Madrid si giocheranno la prima Liga del nuovo decennio, anche se la corsa del Siviglia alle loro spalle continua a non subire rallentamenti, tuttavia questo potrebbe essere il weekend in cui le due grandi di Spagna possono allungare, con il Barça impegnato al Camp Nou contro il Mallorca ed il Real che ospita al Bernabeu un Espanyol che sembra allo sbando, mentre per il Siviglia arriva una trasferta terribile a Pamplona contro l'Osasuna. La partita, però, che desta il maggior interesse, è quella di domenica pomeriggio al Benito Villamarin di Siviglia dove il Betis affronterà l'Athletic Bilbao.

BETIS-ATHLETIC BILBAO (DOMENICA ORE 14)

Dal ritorno del campionato dopo la pausa Betis e Athletic Bilbao hanno portato a casa la posta in palio in entrambe le partite disputate; già questo basta a rendere la sfida del Benito Villamarin una sfida a dir poco interessante, a questo si aggiunge una sfida tra due stili di gioco differenti: da una parte il calcio tecnico e di possesso del Betis di Rubi, dall'altra parte il calcio intenso e di copertura degli spazi dell'Athletic di Garritano, allenatore che, proprio un anno fa prendeva in mano la panchina del Bilbao in piena zona retrocessione rendendola una squadra candidata a riportare la città basca in Europa, magari anche dalla porta principale.

Rubi ha avuto qualche difficoltà a trovare l'assetto giusto per il Betis, ha ereditato da Setien una squadra votata all'attacco e con una forte vocazione al possesso palla, una vocazione a cui l'ex tecnico dell'Espanyol non ha rinunciato ma che ha tentato di equilibrare con alcuni accorgimenti che hanno reso la squadra meno spettacolare ma in grado progressivamente di prendersi meno rischi; lo spostamento forzato di Bartra a centrocampo davanti alla difesa ha dato meno incombenze difensive a Canales e Guardado che possono dedicarsi a tempo pieno alla fase di impostazione.
I numeri confermano l'attitudine offensiva della squadra (terzo posto per tiri effettuati, quarto posto per precisione dei passaggi effettuati), tuttavia la fatica che Rubi sta facendo a dare un equilibrio alla squadra è ben evidenziati dal saldo dei numeri offensivi e quelli difensivi, tutti in negativo.

I dati elaborati dal blog Between the Posts evidenzia i saldi negativi tra tiri effettuati/subiti (S), expected goals realizzati/subiti (xG), tiri su azione (Sop), expected goal su azione (xGop), tiri su calcio piazzato (Ssp), expected goal su calcio piazzato (xGsp). Tuttavia è opportuno ricordare come con gli accorgimenti voluti da Rubi nelle ultime partite i saldi sono stati progressivamente migliorati, per cui la partita contro l'Athletic Bilbao potrebbe rappresentare il passaggio per la prima volta in stagione a dei saldi positivi, sintomo che il lavoro inizia a pagare.

Dall'altra parte, tuttavia, il cliente è tutt'altro che comodo, visto che l'Athletic è la miglior difesa del campionato con i 9 goal subiti ed ha un approccio al gioco decisamente opposto a quello dei suoi avversari, preferendo un gioco molto più diretto, utilizzando le fasce per portare l'azione immediatamente sulla trequarti avversaria, grazie ai movimenti di Inaki Williams su quel lato.

Dai dati presi dall'ultima vittoria contro il Granada si evince il piano-partita base dell'Athletic: recupero palla nella propria metà campo e passaggio diretto sugli esterni con target preferito Inaki Williams, questo approccio permette ai baschi di stazionare sulla trequarti avversaria per il 29% del tempo in media (quinto posto nella Liga in questa statistica) e di essere la squadra che usa di più la fascia destra in tutta il campionato quando è in possesso (43%).


Dai dati sopra esposti pare evidente il contrasto di stili tra le due squadre, riuscirà a prevalere il calcio di possesso e di ricerca degli spazi del Betis o il calcio diretto e compatto del Bilbao? Di certo riteniamo sarà un match molto interessante da seguire.

BUNDESLIGA

La quattordicesima giornata della Bundesliga non può essere di certo catalogata come una giornata di transizione visto che a Moenchengladbach capiremo quali possono essere le reali ambizioni della capolista del campionato, visto che riceveranno al Borussia-Park il Bayern Monaco distante 4 punti e reduce da un'inopinata sconfitta interna contro il Bayer Leverkusen (terza sconfitta in campionato, seconda in casa) con la concreta possibilità di portarsi a +7 e mettere seriamente a repentaglio le velleità di titolo per la formazione bavarese. Chi potrebbe avvantaggiarsi da questo scontro diretto è il Lipsia che affronta in casa l'Hoffenheim nella prima sfida di Nagelsmann contro la squadra che lo ha lanciato come allenatore.

RB LIPSIA-HOFFENHEIM (SABATO ORE 15,30)

I numeri del Lipsia nella striscia di 4 vittorie consecutive di cui si è resa protagonista nelle ultime 4 giornate l'hanno vista realizzare la bellezza di 19 reti; la svolta è arrivata dopo la sconfitta di Friburgo a fine ottobre, quando Nagelsmann ha messo in soffitta la difesa a 3 per orientarsi sulla difesa a 4, due centrali a centrocampo e poi 4 giocatori d'attacco (in genere Sabitzer, Poulsen, Forsberg e Timo Werner, a cui si aggiunge sempre più spesso Nkunku) che possono completare lo schieramento in 4-2-3-1 o in un 4-4-2 o 4-2-2-2 a secondo della fase di gioco e dell'atteggiamento dell'avversario. 

Lo scopo del gioco di Nagelsmann è focalizzato di cercare spazi nei mezzi spazi, per cui il movimento dei quattro uomini più avanzati è finalizzato a giocare il pallone negli spazi che le difese fanno fatica coprire in maniera puntuale; questo ha permesso al Lipsia di trovare 36 reti in 13 partite in Bundesliga di cui la metà portano la finta di Timo Werner (13 goal e 5 assist).

Dall'altra parte l'allenatore del Lipsia troverà il suo passato, ossia l'Hoffenheim che lo ha sostituito con il suo vice Schreuder che ha lasciato inalterati i meccanismi della squadra, con Vogt regista basso da cui parte l'impostazione prolungata dal basso (l'Hoffenheim spende il 32% del tempo nella propria trequarti ed il 23% nella metà campo avversaria, rispettivamente la percentuale più alta e più bassa della Bundesliga); l'uomo deputato, invece, a far progredire l'azione nella trequarti avversaria è il terzino destro Kaderabek, il più delle volte servito con lanci lunghi in modo che possa sfruttare le proprie doti aeree (3,5 duelli aerei vinti a partita).

Come si evince dalle passmaps delle partite contro Fortuna Dusseldorf e Colonia, il sistema prevede una difesa a tre con Vogt centrale da cui parte sempre l'azione, il resto della linea difensiva si apre a seconda delle caratteristiche dell'avversario, per cui sarà molto interessante capire come l'Hoffenheim si modellerà per ovviare alle combinazioni offensive del Lipsia.
La duttilità tattica dell'Hoffenheim ha permesso agli uomini di Shubert di espugnare l'Allianz Arena e di uscire indenne dalle trasferte di Leverkusen e Wolfsburg nonché di arrivare all'ultima pausa per le nazionali con 5 vittorie consecutive al proprio attivo.














LIGUE 1

Il weekend in arrivo è quello della giornata numero 17 dopo aver celebrato anche il turno infrasettimanale che ha rafforzato il primato del PSG ma che, come anticipato nella preview dello scorso weekend, ha anche designato la principale candidata a seconda forza, ossia il Marsiglia trascinato da un Payet tornato sui livelli del 2016 e del 2017. La squadra di Villas-Boas giocherà domenica sera al Velodrome contro il Bordeaux di un altro allenatore portoghese in cerca di rilancio, Paulo Sousa, che ha portato la squadra girondina fino al terzo posto in classifica. Chi sarà interessato a questa partita sarà il PSG che, prima di capire chi può insidiarla alle spalle, dovrà consolidare il proprio primato in una trasferta tutt'altro che comoda a Montpellier.

MONTPELLIER-PARIS SAINT GERMAIN (SABATO, ORE 17,30)

La squadra di Tuchel ha preso il largo in classifica mostrando progressi di volta in volta che il tecnico tedesco ha avuto modo di inserire i pezzi pregiati della sua rosa nella squadra; lo schieramento tipo della squadra parigina sembra essere orientato ad un 4-3-3 in cui hanno ruotato i vari elementi della rosa, con un solo punto fermo: Angel Di Maria, il giocatore argentino sta confezionando una prima parte di stagione davvero clamorosa con 9 goal e 9 assist tra Ligue 1 e Champions League e giocate meravigliose come il goal realizzato a Nizza.



Inoltre grande contributo alla causa parigina lo sta dando Mauro Icardi, che ha raggiunto la doppia cifra tra campionato e Champions League, mostrando come il suo trasferimento a Parigi sia stata una scelta win-win sia per lui che per l'Inter; il 4-3-3 di Tuchel gli permette di svolgere al meglio il suo ruolo preferito di finalizzatore senza essere troppo coinvolto nella fase di impostazione dell'azione. La precisione clinica delle sue realizzazione è esemplificata dai numeri qui sotto, con un dato che appare evidente, ha segnato 10 goal su 9,99 xG.















Ad affrontare l'armata parigina ci proverà il Montpellier, forte di un rendimento casalingo a dir poco invidiabile con 6 vittorie, 1 pareggio ed 1 sconfitta (all'esordio contro il Rennes); allo stadio della Mosson la squadra blu-arancione ha raccolto, dunque, 19 dei 24 punti in classifica, e tanto basta a rendere la partita estremamente complicata per Mbappè e compagni.
Il Montpellier è allenato dal tecnico franco-armeno Michel Der Zakarian che schiera prevalentemente la sua squadra con un 3-4-1-2 molto aggressivo in fase di non possesso, specie con il lavoro dei centrocampisti che vanno spesso ad aggredire a uomo i giocatori deputati a far progredire l'azione avversaria; a livello numerico il dato è confermato dal numero di contrasti effettuati, con i centrocampisti che ne fanno un grande uso rispetto al resto della squadra.

Come si vede dai dati elaborati da WhoScored, i primi 4 elementi del Montpellier a fare uso dei tackles sono i centrocampisti (incluso l'esterno di destra Souquet), una tendenza che ha come risvolto negativo quello che Delort (uno degli attaccanti) e Savanier (il centrocampista che va maggiormente a contrasto) siano tra i giocatori più fallosi del campionato (2,9 falli di media a partita), come risvolto positivo, invece, quello che la squadra di Der Zakarian sia la terza difesa del campionato per goal subiti (14) e la quarta difesa per xG subiti (14,65), ed anche la terza in classifica come PPDA (9,16) ossia il numero di passaggi medi consentiti all'avversario prima di un intervento difensivo.

Per i fuoriclasse del PSG, dunque, il test è molto complesso, e non potrà bastare giocare a ritmi controllati come spesso può accadere in campionato, servirà un PSG che alzi l'asticella se vorrà portare a casa l'intera posta in palio dal Sud della Francia.

Friday, 1 November 2019

Cosa vedere nel weekend #9



Sarà un weekend ricco di spunti interessanti il prossimo, si inizia domani mattina con la finale dei Mondiali di Rugby tra Inghilterra e Sudafrica, per poi dedicarci ai temi dei campionati nazionali che presentano sfide molto interessanti, soprattutto in serie A e nella Bundesliga, dove ogni settimana la classifica si accorcia sempre più.

SERIE A


Il turno infrasettimanale ha avuto come protagoniste quattro squadre: Napoli e Atalanta che hanno dato vita ad una partita bellissima, di cui tutti hanno fatto finta di non accorgersene per alimentari altri tipi di discussione; le altre due sono il Cagliari, vincitore di un'altra partita intensa contro il Bologna, e soprattutto la Roma, capace di asfaltare l'Udinese pur giocando tutta la partita in 10 uomini. Queste quattro squadre si affronteranno tra di loro nel prossimo weekend, e sarà questo scontro incrociato ad attirare le nostra attenzione.

ROMA-NAPOLI (Sabato ore 15)

La sfida dell'Olimpico vede di fronte due squadre dalla situazione psicologica molto differente, con la Roma che si è presentata dopo la pausa con una rosa falcidiata dagli infortuni (praticamente Veretout è l'unico centrocampista disponibile), situazione che in genere in quella piazza porta ad un crollo delle prestazioni della squadra, invece così non è stato, anzi Fonseca ha saputo compattare il gruppo utilizzando questa situazione di emergenza come il momento opportuno per imporre i propri principi di gioco ed il 4-2-3-1 alla squadra ma anche al campionato, così dopo il pareggio di Genova contro la Samp, le vittorie contro il Milan e, soprattutto, il poker in dieci uomini rifilato all'Udinese hanno portato i giallorossi in zona Champions proprio scavalcando il Napoli, ospite domani pomeriggio all'Olimpico. Dall'altra parte si presenta all'Olimpico una squadra reduce da due pareggi contro Spal ed Atalanta, stesso risultato a fronte di due prestazioni diverse, a Ferrara si è vista una squadra che fa fatica ad imporre il proprio gioco contro squadre che amano chiudersi e concedere pochi spazi (la xG chart di UnderStats dimostra come solo l'occasione finale di Llorente abbia portato il computo degli expected goals a favore del Napoli), mentre l'atmosfera delle grandi partite come quella con l'Atalanta tira fuori il meglio dalla formazione di Ancelotti che ha chiuso con un xG di 3.20 contro la formazione di Gasperini, a dimostrazione che il successo poteva essere raggiunto con maggiore lucidità sottoporta anziché additare situazioni e condizionamenti esterni. Insomma sarò una partita in ogni caso molto divertente, visto che vedremo di fronte la terza e la quarta squadra della serie A per xG prodotti, tuttavia resterà da valutare se gli impegni ravvicinati non possano farsi sentire per la rosa ristretta a disposizione di Fonseca, in tal caso il turnover quasi scientifico di Ancelotti potrebbe raccogliere i propri frutti proprio a partire da domani pomeriggio.




ATALANTA-CAGLIARI (Domenica ore 12.30)

Dalla terza giornata in poi Atalanta e Cagliari hanno raccolto gli stessi punti (18), i percorsi seguiti dalle due squadre sono stati molto differenti e questo rende la sfida di Bergamo decisamente interessante e dall'esito molto più equilibrato di quello che possa sembrare visto il clamoroso campionato dell'Atalanta sinora.
Sulla squadra di Gasperini ormai è ormai stata spesa un sacco di letteratura, i numeri la vedono come la squadra con il maggior numero di goal realizzati, nonché con il maggior numero di xG, un approccio ultra offensivo che si riflette, altro lato della medaglia, in un rendimento difensivo alquanto sofferente (solo 5 squadre hanno preso più goal).
Ad opporre resistenza alla forza offensiva degli orobici ci proverà il Cagliari di Maran, reduce da un'estate con acquisti di grido (Rog, Nainggolan, Nandez, Simeone) che stanno confermando le aspettative, ossia stanno lanciando il Cagliari in alto in classifica, e questo proprio grazie all'approccio individuale dei singoli, visto che i numeri ci suggeriscono che i sardi stanno raccogliendo più di quanto prodotto (16 goal realizzati a fronte di meno di 10 xG, 10 goal subiti a fronte di 15xG), questo proprio grazie alle prestazioni individuali: esemplificativa è la mappa dei tiri di Simeone, a segno quando la soluzione di tiro è più difficile, ma, come a Firenze, poco incisivo nelle occasioni più favorevoli; in fase difensiva sono le clamorose parate di Olsen a rendere possibile l'attivo di 5 goal in meno subiti rispetto agli xG.

Fonte Understats


PREMIER LEAGUE


Assodato che Liverpool e City sembrano essere irraggiungibili al top della Premier League, la domanda con maggiori margini di incertezza è quella relativa alla terza e quarta forza del campionato, analisi utile a capire chi. oltre alle due dominatrici, può puntare al piazzamento Champions, incertezza resa possibile dal calo di rendimento del Tottenham, sempre tra le prime quattro nelle ultime 4 stagioni, le continue incertezze dell'Arsenal e l'aria di ricostruzione di Manchester United e Chelsea. Queste ultime due hanno deciso di ripartire dalla guida tecnica di due allenatori alla prima esperienza ad alto livello ma con grande credibilità nell'ambiente per le loro gesta da calciatori nelle rispettive piazze, ossia Ole Gunnar Solskaer ad Old Trafford e Frank Lampard a Stamford Bridge. Mentre il lavoro del tecnico norvegese fatica a raccogliere i propri frutti (anche se il pareggio contro il Liverpool in campionato e la vittoria in Coppa di Lega sul Chelsea hanno dato nuovo credito), il lavoro di Lampard inizia a raccogliere i propri frutti con le 6 vittorie consecutive tra Premier e Champions League interrotta solo in settimana dalla sconfitta, peraltro immeritata, contro il Manchester United in Coppa di Lega. 

WATFORD-CHELSEA (SABATO ORE 18.30)


Il lavoro di Lampard è approntato ad un atteggiamento molto offensivo, con tratti di pressing alto ed aggressivo (seconda squadra per tackles tentati in Premier) a momenti di fase passiva posizionale (terza squadra per intercetti in Premier), stesso discorso in fase offensiva, dove il recupero palla viene spesso affiancato a fasi di possesso palla grazie alla qualità di Jorginho e Kovacic, e le fasi di difesa posizionale affiancate a fulminee partenze in contropiede grazie a Mason Mount e Abraham, a cui spesso Lampard aggiunge Pulisic, reduce da una tripletta sul campo del Burnley. Grazie al gran lavoro svolto dal suo allenatore, il Chelsea è ora la miglior candidata come terza forza del campionato, domani alle 18.30 va a far visita al fanalino di coda Watford, squadra a cui Quique Sanchez Flores sta cercando di dare un equilibrio, tuttavia il lavoro sembra davvero in alto mare, visto che sembra complicato per l'ex allenatore del Valencia trovare un sistema di gioco che permetta alla squadra di non prendere acqua se gioca con più di due giocatori offensivi, lasciando dunque l'onere della finalizzazione a Deulofeu e Pereyra, non proprio due finalizzatori, e questo si desume facilmente dalla grande quantità di tiri dei due giocatori, ma con scarse chance di finalizzazione; per le Hornets, tuttavia, impostare una gara di ripartenza contro il Chelsea potrebbe essere il viatico per tenere quanto meno aperta la striscia di tre pareggi consecutivi che la tengono aggrappata al treno delle squadre che lottano per non retrocedere. A riassumere le difficoltà li davanti della formazione giallonera, il confronto statistico a livello di finalizzazione tra Gerard Deulofeu e Tammy Abraham, al momento i principali generatori di expected goals delle due squadre.


Fonte Soccerment

BUNDESLIGA

Con 10 squadre raccolte in 5 punti c'è davvero l'imbarazzo della scelta nel programma della decima giornata di Bundesliga, visto che di queste 10 squadre, 6 si affrontano in 3 interessantissimi scontri diretti, ossia la capolista Borussia Moenchengladbach che va a far visita al Bayer Leverkusen di Bosz, il Borussia Dortmund affronta in casa l'ancora imbattuto Wolfsburg, mentre il Bayern Monaco va a far visita all'Eintracht Francoforte. 

WERDER BREMA - FRIBURGO (SABATO ORE 15.30)

Oltre a queste tre sfide, il pomeriggio di sabato propone un altro interessante scontro tra due squadre le cui classifiche alla vigilia della stagione erano pronosticate in maniera opposta al loro attuale rendimento, ossia il Werder Brema ed il Friburgo: la squadra di Brema si trova nella seconda metà della classifica non ostante aspettative di un gioco propositivo in continuità con quanto proposto la scorsa stagione, aspettative al momento deluse, anche a causa di diversi infortuni che hanno colpito la squadra di Kohfeldt; la squadra di Streich invece è sulla bocca di buona parte degli analisti visto il terzo posto in classifica pur con una squadra costruita con un budget a dir poco ridotto (solo Paderborn e Union Berlino hanno un budget inferiore), il merito è di una squadra molto quadrata che riesce a giocare sempre molto compatta e con una guida tecnica che riesce a dare istruzioni semplici ai propri uomini ma che si rivelano spesso molto efficaci, al punto che sia Dortmund che Lipsia hanno dovuto lasciare punti allo Schwarzwald-Stadion; a livello individuale la squadra della regione del Baden può contare sulle capacità offensive di Luca Waldschmidt, capocannoniere della squadra con 4 goal realizzati, 2 su rigore e 2 con grandi conclusioni da fuori area, come si evince dalla mappa di tiro realizzata da Understats; la fase difensiva invece vede grande protagonista Robin Koch, i cui numeri difensivi (superiori alla media dei difensori del campionato) hanno attratto le attenzioni di Low che sta cercando di ricostruire la difesa della nazionale tedesca.


I dati difensivi di Koch rispetto alla media dei difensori, fonte Soccerment

La mappa di tiro di Gianluca Waldschmidt, fonte Understats

LIGA

Barcellona e Real Madrid, in attesa dello scontro diretto di dicembre, hanno preso, nel corso del turno infrasettimanale la vetta della classifica, i blaugrana sembrano aver superato le difficoltà di inizio stagione grazie al ritorno in piena forma di Leo Messi, la cui presenza evidentemente ha oliato tutti i meccanismi di gioco previsti da Valverde, così come sembra dare maggiore sicurezza agli altri elementi della squadra, che hanno alzato il livello delle proprie prestazioni in presenza della propria stella polare; il Real Madrid ha messo a tacere diverse critiche con le vittorie di Istanbul in Champions ed il 5-0 al Leganes nel turno infrasettimanale.

REAL MADRID-REAL BETIS (SABATO ORE 21)

Secondo appuntamento interno consecutivo per le merengues, a caccia di conferme dopo la vittoria sul Leganes nel turno infrasettimanale, ma soprattutto sarà interessante verificare se Zidane ha realmente deciso di consegnare le chiavi del centrocampo a Federico Valverde togliendole a Luka Modric: i palloni persi in maniera sanguinosa in questa stagione dal croato pallone d'oro in carica, ma tolto dalla lista dei 30 candidati, hanno fatto ricredere Zidane sulla centralità di Modric, e Valverde per ora sta rispondendo presente, con ottimi numeri sia in fase di costruzione dell'azione che in fase difensiva che hanno convinto il tecnico francese ad aumentarne il minutaggio. Domani sera al Bernabeu arriva il Betis, il cui centrocampo di altissima qualità formato da gente come Guardado e Canales può essere un banco di prova decisamente importante per il centrocampista uruguayano.

I numeri di Valverde in questa stagione, fonte Understats.


SIVIGLIA-ATLETICO MADRID (SABATO ORE 18.30)

Partita di grande attrattiva quella del Sanchez Pizjuan tra la squadra di Lopetegui e quella di Simeone: entrambe le squadre sono reduci da due pareggi esterni nel turno infrasettimanale che ha lasciato qualche amaro in bocca e, soprattutto, ha fatto perdere terreno alle due squadre rispetto a Barcellona e Real Madrid, rendendo questa sfida come abbastanza decisiva per capire chi può ambire al ruolo di terza forza del campionato alle spalle delle due grandi potenze di Spagna e, perché no, approfittare di eventuali loro passi falsi. Le due squadre sono accomunate dalle difficoltà a concretizzare quanto prodotto (rispettivamente -4 per il Siviglia e -5 per l'Atletico in termini di conversione degli xG in goal realizzati), mentre si differenziano per stile di gioco, con la squadra di Lopetegui maggiormente votata al possesso palla, mentre Simeone sembra abbia messo in soffitta gli esperimenti di un calcio più tecnico provati a inizio stagione, complice l'infortunio di Joao Felix, tuttavia il tentativo di giocare più tempo nella metàcampo avversaria sta sortendo effetti positivi, insomma l'Atletico Madrid si sta avvicinando maggiormente all'idea di una squadra che fa la partita, tuttavia sarà più facile immaginare un match con la squadra di casa che farà la partita e l'Atletico che proverà a ripartire, ma sarà interessante vedere se l'Atletico non sia realmente cambiato come identità.

LIGUE 1

In Francia l'equilibrio è durato davvero poche settimane, il PSG dopo le difficoltà iniziali ha trovato la sua quadratura del cerchio e, con il ritorno al meglio di Mbappè, l'inserimento di Icardi e la condizione di forma di Di Maria straripante, ha creato il solco quando sono passate 11 giornate con 8 punti di vantaggio sul Nantes secondo.

MARSIGLIA-LILLE (SABATO ORE 17.30)

L'anticipo del sabato pomeriggio vedrà di fronte una sfida tra due squadre che lotteranno per uno dei posti alle spalle del PSG: il Marsiglia di Villas Boas fatica ancora a trovare una certa continuità e soprattutto fatica a trovare un assetto tattico definito ma soprattutto che sia equilibrato visto che al momento la produzione offensiva non è affatto soddisfacente e soprattutto dipende dalla presenza di Dario Benedetto, il cui apporto alla fase offensiva è facilmente riconoscibile, visto che ha realizzato 5 dei 12 goal della squadra; domani l'argentino ritorna dopo la squalifica, e l'assenza, anche in termini di personalità si è fatta sentire nella debacle dell'Olimpique nella trasferta di Parigi. Dall'altra parte il Lille, con la vittoria sul Bordeaux della scorsa settimana, ha ritrovato il 3 punti dopo 3 partite a secco, ed è ancora in attesa del primo acuto esterno: lontano dal Pierre Mauroy la formazione di Galtier ha sinora raccolto appena 2 punti ed ha realizzato appena 3 goal, le caratteristiche della partita potrebbero avvantaggiare il Lille, viste le difficoltà del Marsiglia nel tenere un equilibrio in campo, le frecce da lanciare in contropiede (Ikone, Bamba) a disposizione di Galtier possono spaccare l'equilibrio, sarà interessante capire come e se Villas-Boas, date le circostanze, non decida di rivedere le strategie e cercare di condividere il controllo del pallone e della partita con gli avversari per evitare di scoprirsi. Da seguire anche il duello a distanza tra i due bomber Benedetto e Osimhen.

Fonte WhoScored




Monday, 19 August 2019

Lo stato dell'arte delle "piccole" della serie A

Ieri sera la Coppa Italia ha vissuto il suo terzo turno preliminare, quello in cui sono entrate in campo le squadre di serie A classificate nella scorsa stagione dal nono posto in poi; sicuramente le più attese erano la Fiorentina, all'esordio ufficiale dell'era Commisso, e le due genovesi, con la Sampdoria che ha messo al battesimo la gestione Di Francesco ed il Genoa carico di aspettative con Andreazzoli in panchina e il grande acquisto Schone a dirigere il centrocampo.

Andiamo una per una a capire quali spunti ci ha dato il turno di Coppa Italia per ciascuna delle squadre:

Fiorentina-Monza 3-1

Esordio a dir poco col brivido per la formazione viola; il Monza super-ambizioso di Berlusconi e Galliani, con Brocchi in panchina, era in vantaggio per 1-0 al Franchi fino a 10' dalla fine, questo prima dell'ingresso in campo della coppia Montiel-Vlahovic che hanno completamente ribaltato la partita.

La formazione della Fiorentina proposta da Montella è stato un 4-3-3 con a centrocampo Badelj e Pulgar a dividersi il compito di regista e Benassi con il compito di incursore; in attacco lo strano tridente formato da Chiesa-Boateng-Sottil. Difficile pensare che questo possa essere lo schieramento per la prima di campionato, dove sicuramente, però, Montella dovrà prendere in considerazione l'utilizzo di Montiel e Vlahovic, visto l'impatto che i due hanno avuto sulla partita.

Crotone-Sampdoria 1-3

Come per la Fiorentina, anche la Sampdoria parte ad handicap in quel di Crotone, una verticalizzazione di Barberis per Molina porta in vantaggio la squadra di Stroppa; la Samp non si disunisce e con le reti di Caprari, Quagliarella e Maroni porta a casa la vittoria dallo "Scida".

Per la partita di esordio alla guida della Samp, Di Francesco schiera Ramirez nel tridente con Caprari e Quagliarella (l'esclusione di Gabbiadini suona già di sentenza), a centrocampo le chiavi sono consegnate a Vieira, ben visto dal neo-allenatore blucerchiato. I quattro di difesa sembrano, invece, essere già quelli scelti per la prima di campionato contro la Lazio di domenica sera.

Nota negativa per i blucerchiati l'infortunio di Maroni, a segno dopo 30 secondi dall'ingresso in campo, ma uscito in barella poco dopo a causa di un duro contrasto subito, le ultime notizie tendono ad essere ottimistiche sulle condizioni dell'argentino.















Genoa-Imolese 4-1

Sul neutro di Chiavari il Genoa passeggia contro l'Imolese (4-1 il risultato finale) e permette ad Andreazzoli di mostrare subito l'argenteria a propria disposizione, pronta a far dimenticare le sofferenze della scorsa stagione.

Andreazzoli ha schierato il Genoa con il 3-5-2 con un trio di centrocampo che genera grandi aspettative, formato da Schone-Lerager-Saponara; desta particolare curiosità la posizione dell'ex Sampdoria come mezzala, vedremo se Andreazzoli insisterà su questa opzione anche a stagione in corso.































Cagliari-Chievo 2-1

L'altra squadra attesissima all'esordio ufficiale era il Cagliari di Maran, protagonista quest'estate di un mercato da prima pagina con gli arrivi di Rog. Nainggolan e Nandez. Alla fine è arrivata la vittoria per 2-1 contro il Chievo di Marcolini, chiamato alla ricostruzione dopo la rovinosa retrocessione dello scorso anno.

I nuovi arrivi non hanno smosso il credo tattico di Maran che ha schierato il centrocampo a rombo con Nainggolan messo come vertice basso del triangolo di centrocampo, resta da capire come si inserirà Nandez non appena sarà disponibile al 100%.




















Parma-Venezia 3-1

Passa il turno anche il Parma del confermato D'Aversa che ha alla meglio del Venezia ripescato in B ed allenato da Dionisi. Doppietta per Gervinho già tirato a lucido e, chissà, pronto a mettere a ferro e fuoco i meccanismi difensivi non ancora collaudati della Juve di Sarri nella gara inaugurale di sabato pomeriggio al Tardini.

Per il resto D'Aversa ha confermato il 4-3-3 dello scorso anno, resta aperta la questione terzino sinistro (Gagliolo titolare, Dermaku è un backup all'altezza?); a centrocampo sembra già inamovibile Hernani. Manca anche un centrale difensivo, Iacoponi adattato al centro potrebbe non essere la soluzione ideale nel lungo periodo, entro il 2 settembre sicuramente il Parma si muoverà in tale direzione.

Perugia-Brescia 2-1

La prima testa a cadere della massima serie è il neopromosso Brescia di Corini, sconfitto dall'attrezzatissimo Perugia di Massimo Oddo dopo i tempi supplementari e dopo essersi fatti raggiungere allo scadere dei tempi regolamentari.

Corini ha disposto la squadra con lo stesso schieramento che lo scorso anno ha permesso alle rondinelle di tornare in serie A, ossia un 4-3-1-2 con le conferme di Tonali davanti alla difesa e della coppia Donnarumma-Torregrossa in attacco (in attesa di Balotelli), per il resto esordio per la coppia centrale difensiva composta da Magnani e Chancellor. Dalla formazione emerge come dalla metà campo in su la squadra è identica rispetto allo scorso anno, mentre dietro Corini e la società hanno deciso di cambiare uomini.





















Hellas Verona - Cremonese 1-2

L'altra squadra di serie A a cadere è l'altra neopromossa, ossia il Verona di Juric. La Cremonese passa al Bentegodi dopo i tempi supplementari. Ancora difficile da decifrare lo schieramento della squadra scaligera. Juric sembra aver messo in soffitta il suo tipico 3-4-3/3-5-2 per schierare il Verona con un 3-4-1-2 asimmetrico con Faraoni alto a destra ed Empereur a sinistra che resta vicino ai centrali di difesa in fase di possesso per poi allargarsi facendo posizionare la difesa a 4 in non possesso con Faraoni che si abbassa da destra; attacco con Tupta-Tutino supportati da Verre è sembrato troppo leggero e poco concreto, vedremo se la società correrà ai ripari sul mercato; a centrocampo Veloso ha già ricevuto le chiavi da Juric.

Pisa-Bologna 0-3

Non ostante l'assenza sul campo di Mihajlovic, il Bologna parte col piede giusto in questa stagione, tuttavia lo schieramento iniziale predisposto da Di Leo lascia ancora qualche punto interrogativo su quale sarà la fisionomia definitiva dei rossoblu in questa stagione. In particolare Kingsley per caratteristiche non sembra essere un sostituto ideale per Pulgar, inoltre anche numericamente i felsinei sembrano avere necessità di rinforzi a centrocampo. In attacco il trio Orsolini-Destro-Palacio con Soriano a supporto sembra già pronto per iniziare la stagione.

Spal-Feralpi Salò 3-1

Vittoria anche per la Spal, alla terza stagione consecutiva in serie A; per la gara d'esordio in questa stagione, Semplici sperimenta uno schieramento con due esterni dalle caratteristiche diverse rispetto a quelle usate negli ultimi anni, ossia D'Alessandro a destra e Di Francesco a sinistra. D'altronde con la partenza di Lazzari e l'infortunio di Fares, Semplici non aveva molte scelte; da segnalare Moncini dal primo minuto accanto a Petagna in attacco, insomma la Spal sembra essere una delle squadre ad avere le idee più chiare per questo inizio di stagione.

Sassuolo-Spezia 1-0

Atto secondo per De Zerbi al Sassuolo, ed anche quest'anno le attese per la squadra emiliana non sono poche, specie per la campagna acquisti che ha visto arrivare alla corte della formazione neroverde giocatori del calibro di Traorè, Obiang, Toljian e Ciccio Caputo. De Zerbi si è presentato con il 4-3-3 marchio di fabbrica della scorsa stagione che da già l'idea di quella che può essere la formazione tipo che il tecnico bresciano vorrà utilizzare nel corso della stagione. Come per la Spal, idee chiare già in partenza.

Lecce-Salernitana 4-0

La stagione del ritorno in serie A dei salentini parte sotto i migliori auspici, con la Salernitana di Ventura annientata dalla formazione di Liverani, unica delle tre neopromosse a superare il turno. Liverani, in attesa di qualche colpo sul mercato, decide di dare continuità al progetto tattico degli ultimi due anni, con il 4-3-1-2 con Falco alle spalle di Lapadula (doppietta per lui all'esordio in maglia giallorossa) e La Mantia.

Udinese-Sud Tirol 3-1

Confermato Tudor dopo il buon finale dello scorso anno, l'allenatore croato si ripresenta alla nuova stagione con il 3-5-2 proposto nel finale della scorsa stagione con Mandragora al comando delle operazioni a centrocampo supportato da Jajalo, conferma per Pussetto a tutta fascia sulla sinistra; in attacco la coppia Lasagna-De Paul, ma cosa ne sarà dell'argentino dopo il 2 settembre?

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