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Thursday, 2 September 2021

L'impronta di Van Bommel sul Wolfsburg


Il prologo della Bundesliga prima di tuffarci nel vivo della stagione vede in testa alla classifica il Wolfsburg, che in estate ha visto partire Oliver Glasner, ossia l'allenatore che l'ha riportata in Champions League per affidarsi all'ex centrocampista del Milan Mark Van Bommel, reduce da un'esperienza sulla panchina del PSV Eindhoven.

Il tecnico olandese ha portato delle lievi modifiche al modo di giocare della squadra smussando il calcio iper-verticale del suo predecessore ma senza rivoluzionare la struttura della squadra. Il Wolfsburg sembra una squadra in grado di capire quando è il momento di aggredire e quando compattarsi, quando verticalizzare e quando mantenere il pallone, tutto questo si è trasformato in 3 vittorie su 3 partite di campionato, il che rende la squadra di proprietà della Volkswagen una papabile terza incomoda nella lotta al titolo tra Bayern Monaco e Borussia Dortmund.


 COME SI SCHIERA IL WOLFSBURG


Una delle cose che certamente Van Bommel non ha modificato rispetto a Glasner è il 4-2-3-1 di partenza che conferma la squadra in grado nella scorsa stagione di ottenere la qualificazione alla Champions League: il punto di forza sta nelle coppie centrali di difesa e centrocampo, con quest'ultima che dovrà fare a meno nel corso della stagione del grande dinamismo di Xaver Schlager, che si è rotto il crociato nel corso dell'ultima partita vinta contro il Lipsia, il che potrebbe portare il tecnico olandese ad apportare delle modifiche allo schieramento visto che negli ultimi giorni di mercato l'unico rinforzo giunto è quello di Dodi Lukebakio che andrà a fornire passo alla fascia sinistra.


L'IMPORTANZA DELLA COPPIA ARNOLD-SCHLAGER

Perché senza Schlager vedremo un altro Wolfsburg? La risposta è semplice: il centrocampista austriaco è davvero un giocatore unico nel suo genere per stamina e per capacità di coprire ampie porzioni di campo senza perdere lucidità nei contrasti. Le sue capacità bene si sposavano con quelle di Maximilian Arnold, l'uomo da cui passano i palloni prima di decidere cosa farne: i movimenti e i compiti di questa coppia di centrocampisti sono quelli su cui si basava l'identità del Wolfsburg di Glasner ed altrettanto vale per quella di Van Bommel.

Partiamo dalla fase di costruzione dove Arnold tende ad abbassarsi assieme ai due centrali difensivi per fare partire l'azione: come spesso accade nelle scuole calcistiche mitteleuropee, al centrocampista centrale viene spesso richiesto di non posizionarsi tra i centrali come accade nella salida lavolpiana bensì a lato di essi in modo da poter avere più soluzioni di passaggio diagonali; Arnold si sposta sul lato sinistro per poter sfruttare al meglio il suo piede mancino da cui fare partire l'azione. Da contraltare fa, invece, Schlager che si scagliona alle spalle della prima linea di pressione avversaria, una posizione da cui fa partire le proprie corse per andare a sostenere le successive fasi di gioco.

L'importanza del centrocampista austriaco nella fasi successive del gioco la si nota nel momento in cui il Wolfsburg, come da propria abitudine, cerca di sviluppare esternamente l'azione: in questo caso, partendo dalla propria posizione avanzata rispetto a quella di Arnold, è pronto a sostenere la risalita del pallone sul lato destro, dove agiscono due giocatori di grande corsa come Mbabu e Baku e dal cui lato i bianco-verdi generano diverse occasioni. Da questa posizione Schlager può sia completare un triangolo con i due esterni, sia andare alla riconquista della seconda palla qualora il compagno perda il duello individuale con il proprio avversario sulla fascia.

La spartizione delle funzioni tra i due centrocampisti è, inoltre, visibile, nelle fasi di transizioni difensiva, dove l'austriaco va a sostegno della fase di immediata riconquista del pallone mentre Arnold resta un passo indietro a fornire copertura preventiva davanti ai centrali difensivi e sostenuto da uno o entrambi i terzini. In questa occasione il Wolfsburg stava tentando di penetrare centralmente per cui i terzini non erano avanzati a dare sostegno; qualora, invece, il tentativo di attacco venga portato sugli esterni, quello sul lato opposto al lato pallo resta in marcatura preventiva garantendo due linee di copertura in caso di transizione avversaria.


SVILUPPO SUGLI ESTERNI ED OCCUPAZIONE ZONA RIFINITURA


Il Wolfsburg pur non possedendo una rosa intrisa di campioni ha giocatori in grado di permettere alla squadra diverse soluzioni di gioco per potersi rendere pericolosa: le principali sono lo sviluppo dell'azione sull'esterno e l'occupazione della zona rifinitura che viene cercata sia per vie centrali che sfondando appunto esternamente.

Nel proseguimento dell'azione analizzata prima che partiva sulla fascia destra, una volta superata la metà campo il trequartista centrale Philipp partecipa alla catena con Baku e Schlager. In questa occasione manca all'appello Mbabu, rimasto in copertura visto l'atteggiamento aggressivo del Lipsia, ma come si nota, la palla in verticale del terzino svizzero costringe il terzino avversario ad uscire sull'esterno creando uno spazio alle spalle potenzialmente esplorabile da un inserimento di Philipp o dello stesso Schlager, tutto questo in ossequio alla verticalità necessaria per sopravvivere all'ecosistema della Bundesliga.

Un esempio che vede la collaborazione del terzino lo vediamo in questo esempio, dove l'azione si sviluppa a sinistra. L'avversario di turno, l'Hertha Berlino è meno aggressivo in pressione, per cui i due terzini possono più facilmente slegarsi dalla fase di costruzione: in questo caso Roussilon triangola con l'esterno di parte Steffen e cerca di chiudere il triangolo con una sovrapposizione interna per poter arrivare ad un cross per Weghorst che prende posizione a centro area, questo fa collassare la difesa avversaria sul lato dove si sviluppa l'azione e sul centravanti generando spazio per l'inserimento da dietro di Philipp o per un taglio di Baku dal lato debole. In questa situazione, quindi, il Wolfsburg crea diverse opzioni per rendersi pericolosa sfruttando al meglio le specificità dei propri singoli. A completamento di quanto descritto nel paragrafo precedente , si può notare anche la presenza di Schlager (cerchiato) pronto ad intervenire in caso si rendesse necessaria la ri-aggressione della palla.

Da questa immagine meglio si chiarisce il modo in cui il Wolfsburg cerca di schierarsi in campo in fase di possesso: come abbiamo già visto precedentemente Arnold si abbassa in costruzione, i due terzini forniscono ampiezza ma ad altezze diverse, questo perché la preferenza di Van Bommel è quella di sviluppare l'azione sul lato destro con la catena Mbabu-Schlager-Baku-Phillip, tuttavia qualora quella zona di campo non sia accessibile ecco che si sfrutta lo spazio lasciato libero a sinistra dagli avversari per sviluppare l'azione da quel lato usando le discese di Roussillon. Altro elemento che si può notare da questo schieramento è l'occupazione della zona rifinitura da cui si evince anche il compito che hanno i giocatori all'interno di questo schieramento: sfruttando la fisicità e l'abilità sulle palle alte, Weghorst è quello che viene incontro spalle alla porta per giocare di sponda per giocare con gli altri occupanti della zona che attaccano la difesa o aiutano, assieme al solito Schlager, ad andare ad attaccare la seconda palla.

Da questo schieramento si evince come l'allenatore olandese cerca di avere quante più soluzioni possibile per avanzare e mettere in difficoltà la linea difensiva avversaria, quindi anche le soluzioni centrali sono esperite dai costruttori della squadra, anche se le soluzioni più utilizzate sono quelle esterne.

Come testimoniano le statistiche, l'utilizzo delle fasce laterali è decisamente massiccio ed è perfettamente suddiviso tra i due lati, un dato questo basato sul fatto che nell'ultima partita contro il Lipsia il Wolfsburg ha cercato di giocare prevalentemente a destra, sul lato opposto invece ha attaccato nella partita contro l'Hertha Berlino. Questo mostra come la squadra di Van Bommel cerca di attaccare dove l'avversario concede spazio, il fine ultimo dei bianco-verdi è quello di raggiungere la zona di rifinitura per conservare la supremazia territoriale.


LA FASE DI NON POSSESSO E' IL PUNTO DI FORZA


Pur essendo facilmente riconoscibili le intenzioni della fase di possesso dei lupi, questa non porta la squadra facilmente al tiro o alla creazione di occasioni particolarmente pericolose; i 13 tiri a partita registrati finora mettono il Wolfsburg a metà classifica in questa particolare classifica, mentre è la fase difensiva ad essere di ottimo livello con una sola rete subita in tre partite (su calcio di rigore) ed una media di xG per tiro che è la migliore del campionato tedesco.



Due sono le cause che permettono alla squadra di Van Bommel di mantenere questo tipo di valori difensivi: il primo sta proprio nella fase di non possesso, il secondo nella gestione della palla in fase di possesso.

Partendo dalla fase di non possesso, abbiamo già avuto modo di vedere la capacità della squadra di saper organizzare una transizione difensiva di ottimo livello, con sovraccarico della zona palla ed un sistema ben organizzato di marcature preventive. Oltre a questo c'è la compattezza del 4-2-3-1 della squadra in fase difensiva.

Il 4-2-3-1 in fase di non possesso è ben visibile da questo esempio, dove le linee sono ben compatte sia verticalmente che orizzontalmente. La fase di prima pressione porta l'avversario ad andare sull'esterno con una pressione che può essere molto alta (come avvenuto nella partita contro il Lipsia) sia più prudente e basata sulla copertura delle zone centrali (come accaduto contro l'Hertha Berlino). Una volta portata l'azione avversaria sull'esterno si nota altrettanto chiaramente come il Wolfsburg riesca ad avere superiorità numerica in quella zona di campo grazie allo scivolamento del solito Schlager.

Altro elemento distintivo è l'aggressività dei centrali difensivi, i quali hanno il compito di chiudere la zona di rifinitura qualora l'avversario si mostri in grado di averne accesso. I due centrali Brooks e Lacroix vanno sempre alla ricerca dell'anticipo spezzando la linea sempre con ottima scelta di tempo, qualora il tentativo non vada a segno, la profondità può essere coperta dalla grande velocità dei due terzini pronti a scappare indietro e recuperare sugli avversari in velocità. Come si desume anche da questo esempio si può notare la compattezza delle linee per negare il centro del campo e la progressione.

Oltre all'ottima organizzazione in fase di non possesso, altro elemento che permette al Wolfsburg di gestire il controllo della partita sta nella scelta di non accettare le sfide di transizioni con l'avversario. Difatti dopo aver riconquistato il pallone grazie agli ottimi meccanismi di transizione difensiva o grazie alla compattezza in fase di difesa posizionale vista sopra, la squadra di Van Bommel non rilancia a sua volta con una verticalizzazione ma decide di consolidare il possesso del pallone e ricostruire il gioco partendo dalla costruzione da dietro. In questa maniera il ritmo viene controllato e si evita di disordinare eccessivamente la squadra e, quindi, poter dettare il contesto tattico della partita, questo spiega i bassi punteggi delle partite del Wolfsburg in queste prime partite di campionato rispetto alle alte medie della Bundesliga.


CONCLUSIONI


Il Wolfsburg è arrivata alla pausa per le nazionali come capolista solitaria della Bundesliga, un risultato ottenuto grazie ad un approccio voluto da Van Bommel che contamina la ricerca della riconquista aggressiva del pallone con il controllo dei ritmi ed il mantenimento dell'ordine in campo, un concetto frutto delle idee di calcio che il tecnico olandese ha incontrato nella propria carriera di calciatore.

Sostanzialmente il Wolfsburg è davanti a tutti grazie prevalentemente alle proprie prestazioni difensive, sicuramente un cambio di paradigma per la Bundesliga. Terminata la pausa, tuttavia, diverse saranno le sfide che i lupi dovranno affrontare: la prima è capire come il sistema creato finora possa reggere senza un'architrave come Xaver Schlager, la seconda è capire come verrà gestito il doppio impegno, visto che Weghorst e compagni sono attesi dal girone di Champions in cui le probabilità di passare il turno sono alte visto che hanno pescato un girone con Lille, Siviglia e Salisburgo, squadre alla portata dei bianco-verdi.

La scelta di uno stile di gioco atto a controllare i ritmi di gioco può tornare utile a gestire gli impegni ed imporsi anche in Europa, per cui sarà moto utile tenere sotto controllo le prestazioni della squadra di Van Bommel.









Thursday, 11 February 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 17


Il weekend in partenza questa sera arriva alla vigilia del ritorno delle coppe europee con la prima tranche degli ottavi di finale di Champions League ed i sedicesimi di Europa League. Per questo motivo, come la scorsa settimana, ho voluto scegliere sfide che vede coinvolte squadre che saranno impegnate in Europa a partire dal prossimo martedì.


MANCHESTER CITY-TOTTENHAM (SABATO ORE 18.30)


Quando si affrontano Guardiola e Mourinho nulla può essere scontato e nulla può essere banale, per questo motivo Manchester City e Tottenham è una partita che non può non essere consigliata tanto più a poca distanza dal ritorno delle due squadre sul palcoscenico europeo.

Conoscendo i due allenatori, i rispettivi impegni continentali e la possibilità di alzare un trofeo è un'evenienza che non può essere messa in secondo piano, per questo l'incrocio nel bel mezzo dei turni di FA Cup, di Champions League e di Europa League e a poca distanza dall'ulteriore incrocio in finale di Coppa di Lega ci dice che questa partita ci dirà tante informazioni sullo stato delle due squadre a livello tattico ed a livello mentale.

Non è un mistero il differente approccio tattico dei due allenatori, un rapporto quasi antitetico di idea del gioco del calcio ma accomunati da un'idea: vincere quanti più trofei possibile.

Il Manchester City ha ormai intrapreso un cammino da schiacciasassi in Premier League certificato dal trionfo di domenica scorsa ad Anfield Road. Dopo un inizio difficile, Guardiola ha lavorato sul trovare un equilibrio alla propria squadra: il male che il tecnico catalano ha riscontrato nella squadra è quello di un timore generato dal rischio di subire le transizioni avversarie che si riverberava anche nella qualità del gioco espresso in fase di possesso.

Fonte dati FbRef/StatsBomb
L'obiettivo è stato raggiunto: la fase difensiva, con l'arrivo di Ruben Dias e l'integrazione nei meccanismi di Joao Cancelo (stagione clamorosa la sua) ha sostanzialmente annullato il fattore rischio in fase di non possesso. Come si evince dal grafico a lato, i numeri difensivi della squadra di Guardiola sono al top in Europa prendendo in considerazioni dati come i goal ed i tiri subiti ma anche gli xG subiti e, soprattutto gli xG subiti per tiro, il valore che l'anno scorso destava principale preoccupazione dalle parti dell'Etihad Stadium. Liberando psicologicamente e tatticamente diversi giocatori, questi sono tornati sui livelli del 2018 e del 2019: su tutti si sta distinguendo Ilkay Gundogan, alla miglior stagione con la maglia del City e, per proprietà transitiva, sotto la gestione Guardiola.

Il sistema creato da Mourinho al Tottenham, come da tradizione del tecnico portoghese, si muove su un percorso antitetico rispetto a quello di Guardiola, con un calcio fatto di compattezza e difesa della propria area di rigore per creare pericoli mediante le transizioni.

Nella prima parte di questa stagione l'approccio sembrava essere perfettamente funzionante, come ben ha dimostrato la gara d'andata vinta dagli Spurs per 2-0, dove Mourinho è riuscito a sfruttare le debolezze della fase di transizione del City in quel periodo utilizzando il lavoro di Harry Kane spalle alla porta nel nuovo ruolo di rifinitore per gli inserimenti di Son.

Fonte dati FbRef/StatsBomb
Nelle ultime settimane, tuttavia, i meccanismi del Tottenham sembrano essersi inceppati, da una parte gli avversari si sono mostrati in grado di saper manipolare il blocco basso predisposto da Mourinho muovendo i giocatori in modo tale da creare situazioni di superiorità numerica. A livello statistico l'inversione è ben visibile mediante l'andamento degli xG offensivi e difensivi nel corso del campionat: si nota abbastanza evidentemente come nelle ultime settimane gli xG subiti siano ben oltre la media tanto quanto gli xG a favore sono ben al di sotto del livello mediano.

Per esempio nella sfide perse contro Liverpool e Chelsea di recente, l'accorgimento utilizzato da Klopp e Tuchel è stato quello di impostare da dietro con tre uomini (quindi tenendo un terzino più basso) in modo da avere superiorità numerica rispetto alla coppia Son-Kane (o Vinicius, quando il centravanti inglese è stato ai box). Utilizzando le capacità di conduzione dei centrali difensivi (eh si, questa moda dei difensori che sanno impostare chissà a cosa serve, vero?) le linee di centrocampo e difesa del Tottenham sono costrette a fare delle scelte che generano a loro volta spazi che possono essere esplorati dall'avversario di turno.

Dopo la partita di domenica capiremo quanto le due squadre asseconderanno i propri princìpi di gioco o se cercheranno delle variazioni sul tema al fine di sorprendere l'avversario. Di certo è un grande confronto di stili e, soprattutto un match che indirizzerà le prossime settimane di lavoro dei due allenatori.


GETAFE - REAL SOCIEDAD (DOMENICA ORE 14)


La sfida di domenica tra il Getafe di Bordàlas e la Real Sociedad è un gigantesco confronto di stili tra due club che praticano un tipo di calcio diametralmente opposto: da una parte il calcio verticale ed aggressivo del Getafe, dall'altra parte un calcio fatto di possesso palla e ricco di qualità da parte della Real Sociedad.

Per il Getafe la sfida di domenica va a concludere una settimana molto pesante in termini di impegni, nel momento in cui tra sabato e martedì ha dovuto affrontare prima il Siviglia e poi il Real Madrid. Da entrambi i match la squadra ne è uscita sconfitta (3-0 a Siviglia, 2-0 a Madrid) e con l'idea che quest'anno la strategia che tante soddisfazioni ha dato nelle ultime due stagioni non stia portando i frutti sperati.

Per questo motivo con il mercato invernale il Getafe ha deciso di modificare la struttura del proprio attacco che, molto probabilmente, ha raggiunto il limite di età per essere ancora competitivo, facendo arrivare Kubo e Carles Alena a portare nuova linfa li davanti.

Come già segnalato nella mia recentissima analisi sulla partita giocata contro il Real Madrid in corso di settimana. l'arrivo dei due giocatori di proprietà di Real e Barcellona ha consentito un cambiamento nel modo di attaccare della squadra che può trovare alternative ai soliti lanci lunghi sulle punte per poi andare a giocare sulle seconde palle. Con Kubo e Alena si può portare e giocare il pallone muovendolo da un lato all'altro del campo e guadagnando campo con una trasmissione palla a terra o anche con transizioni palla al piede. Insomma è possibile che il Getafe stia cercando di cambiare pelle per ovviare al calo di rendimento delle sue punte storiche Angel e Mata.

Per la Real Sociedad questo impegno, invece, rappresenta la partita che precede quella contro il Manchester United in Europa League. Per la squadra di Alguacil le vicissitudini dello scorso mese di dicembre hanno parzialmente cancellato quanto di buono fatto nei primi mesi della nuova stagione. I diversi infortuni hanno avuto un impatto molto importante per il rendimento della squadra basca, in particolare quelli che hanno colpito David Silva e Mikel Oyarzabal, arrivati in contemporanea all'inizio di dicembre e che hanno dato via ad una serie di 2 sole vittorie nelle ultime 12 partite.

Fonte dati FbRef/StatsBomb
Come si evince dal grafico a lato, si può notare l'impatto che l'uscita alternata di scena di David Silva ed Oyarzabal per infortunio ha avuto sulla fluidità del possesso palla della Real Sociedad. La linea gialla mostra la divisione dei periodi, mentre i valori indicati sono la quantità dei passaggi nella trequarti avversaria (in rosso) e quelli in area di rigore (in blu). Proprio quest'ultimo aspetto è quello in cui l'impatto di David Silva era maggiormente visibile, non è casuale, quindi, che in sua assenza, la squadra abbia pagato e quindi non sia stata in grado di arrivare in porta con la stessa facilità della prima parte di stagione. Il ritorno progressivo dell'ex Manchester City, dunque, potrebbe essere la chiave della stagione della squadra di San Sebastian, notizia molto importante soprattutto alla luce dell'imminente sfida europea contro il Manchester United.

ROMA - UDINESE (DOMENICA ORE 12,30)


Dopo l'ultima giornata disputata la serie A ha definitamente stabilito che la lotta per lo scudetto è riservata al trio Milan, Inter, Juventus così come ha definito che anche nelle zone basse lo Spezia ha creato un solco tra se e le ultime quattro in classifica. Questa situazione ha visto protagoniste con conseguenze diverse Roma ed Udinese che domenica alle 12,30 si affrontano in un match con diversi spunti d'interesse.

Per la squadra di Fonseca questa partita precede la sfida in terra portoghese contro il Braga, un incrocio per nulla comodo considerando la grande quantità di talento di cui dispone la squadra che in passato fu allenata anche dall'attuale allenatore giallorosso. La partita contro la Juventus ha riaperto alcune ferite nel rapporto tra la critica e la squadra di Fonseca: come contro la Lazio, pur prendendo in mano la partita, alla squadra è mancata la capacità di convertire questo controllo del gioco in pericoli per la porta avversaria.

Tuttavia se andiamo a guardare il rendimento della squadra dato dai freddi numeri, si contano sulle dita di una mano le partite in cui la Roma abbia concesso di più al proprio avversario, ma in certe partite la squadra giallorossa paga una qualità individuale minore rispetto alle concorrenti. Per questo è sempre opportuno rammentare che alla vigilia della stagione la Roma non era certo pronosticata come la favorita per entrare tra le prime quattro, ed invece la classifica dice che, al momento la squadra di Fonseca è proprio lì a giocarsela.

Fonte dati Understat
Come si evince dalla classifica degli expected points creata da Understat, in questo momento la Roma sarebbe addirittura in testa alla classifica, seppure il margine tra le prime 6 in classifica è davvero risicato. Questo dimostra che quanto messo sul campo dalla formazione di Fonseca è su un livello molto elevato e che merita molto credito, soprattutto per la capacità di far proseguire la squadra a seguire un determinato percorso ed una determinata strategia di gioco non ostante il grande scetticismo della città di Roma nei confronti di questa squadra.

Guardando la classifica di Understat, anche l'Udinese ha un valore di punti attesi che la porrebbe addirittura in zona Europa League, ma i risultati finora non hanno dato seguito a quanto visto a livello statistico. Sono diverse le partite di questo campionato in cui la squadra bianconera ha avuto diverse occasioni per portare a casa la vittoria salvo sprecare le opportunità create per poi subire alle prime difficoltà difensive.
Fonte FbRef/StatsBomb
La problematica principale dell'Udinese è stata la concretizzazione offensiva. I numeri mostrano che la squadra friulana è la squadra con il maggior divario negativo tra reti realizzate e reti attese in base al modello xG di StatsBomb, ed il principale responsabile è Kevin Lasagna: l'ex centravanti del Carpi di Castori ha mostrato una scarsissima confidenza come evidenziato dai numeri che mostrano l'impatto della sua underperformance realizzativa su quella dell'Udinese. La cessione di Lasagna al Verona e l'arrivo di Fernando Llorente cambia completamente la tipologia di presenza offensiva: lo spagnolo può essere utilizzato non solo come finalizzatore ma anche come uomo su cui indirizzare attacchi diretti da essere sfruttati da inserimenti di giocatori come Pussetto, Pereyra e lo stesso Deloufeu, senza contare le capacità in tal senso anche di Rodrigo De Paul, il leader tecnico di questa squadra.

La partita dell'Olimpico, dunque, mette di fronte due squadre che sanno giocare a calcio e sanno come trovare il modo per avere il controllo delle partite. Entrambe soffrono di difficoltà a concretizzare quanto prodotto, la partita di domenica vedrà la Roma alla ricerca di sempre diverse soluzioni per cercare di iniziare un percorso di miglioramento o accontentarsi di essere forte con le più debole e debole con le più forti, per l'Udinese la possibilità di mostrare che le modifiche all'attacco portate dal mercato siano la soluzione alle difficoltà a fare risultato a dispetto di una buona qualità di gioco proposta.


WOLFSBURG - BORUSSIA MOENCHENGLADBACH (DOMENICA ORE 18)


In Bundesliga la fuga del Bayern dovrebbe aver archiviato il discorso sulla vittoria finale del torneo, mentre la lotta alle spalle per il raggiungimento delle posizioni valide per le coppe europee è totalmente nel vivo e ricca di contendenti. Due di queste contendenti sono il Wolfsburg ed il Borussia Moenchangladbach, due squadre guidate da due tecnici austriaci come Glasner e Rose, entrambi austriaci ed entrambi discepoli del credo calcistico di Rangnick e del modello Red Bull.

Di queste due squadre abbiamo più volte parlato in passato, il loro calcio è basato sostanzialmente sugli stessi princìpi, ossia verticalità e recupero immediato del pallone una volta perso. In questo momento la sfida tra le due compagini arriva in prossimità di un impegno importantissimo per la squadra di Marco Rose, chiamata ad affrontare il Manchester City negli ottavi di Champions, un impegno che sta rischiando di togliere focus alla squadra dal campionato, tuttavia la trasferta sul campo del Wolfsburg è uno snodo che può rivelarsi decisivo per la corsa ai primi quattro posti.

Il Wolfsburg, grazie al suo stile di gioco molto aggressivo si è ritagliato un posto di rilievo nella zona alta della classifica, fino a giungere al terzo posto in classifica con 3 punti di vantaggio sulla quinta classificata (il Bayer Leverkusen) e addirittura 6 punti sull'accoppiata Borussia Dortmund-Borussia Moenchengladbach.

Fonte grafico: Calcio Datato
Questa classifica è frutto della striscia positiva di 4 vittorie consecutive con altrettanti clean sheets. Il miglioramento della fase difensiva è frutto di un rendimento di molti calciatori che si è innalzato in fase di non possesso ed una gran tenuta nei duelli individuali (elemento di non poco conto in un campionato come la Bundesliga dove tante partite vivono di duelli a tutto campo). In questo contesto sono esplose le prestazioni di Maxence Lacroix, centrale difensivo classe 2000, altro esemplare della lunga lista di difensori centrali francesi nati tra fine anni '90 ed inizi del nuovo secolo molto abile sia nella marcatura individuale che nella copertura dello spazio alle sue spalle, non escludo che nei prossimi mesi possa già essere un importante uomo mercato.

Il Moenchengladbach era partito molto bene in questo 2021 con 6 risultati utili consecutivi che avevano rilanciato la squadra di Rose nella lotta Champions, a questo si è aggiunta la qualificazione ai quarti di finale di Coppa di Germania in cui dovranno affrontare il Borussia Dortmund.

A fermare la risalita dei Die Fohlen c'è stata la sconfitta interna di domenica scorsa nel derby contro il Colonia, una sconfitta che ha mostrato un punto debole della squadra di Rose, ossia i palloni persi: cominciano ad essere tante le reti o le conclusioni subite a seguito di un errore in impostazione o per una palla persa nella propria trequarti. Il goal che è valso la sconfitta contro il Colonia nasce da un pallone perso malamente da Lainer in disimpegno, inoltre andando a ritroso nelle partite del Gladbach in questa stagione troviamo molte situazioni di palloni gestiti male nella propria trequarti.

Fonte grafico: Calcio Datato
Ad ogni modo questo difetto, unito ad alcune difficoltà a sostenere la linea difensiva in fase di non possesso, non offuscano il valore di questa squadra che continua a mettere in mostra grandi qualità sia di squadra che individuali. Una su tutte in questa stagione è Florian Neuhaus, centrocampista classe 1997 che sotto la guida di Marco Rose è diventato un centrocampista in grado di dominare a centrocampo e di essere pronto a svolgere tutti i ruoli ed i compiti richiesti per un centrocampista moderno. Come si evince dalle radar chart sopra, le qualità in play-making ed in fase di finalizzazione sono da centrocampista di vertice, i numeri difensivi, invece, restano ancora non ottimali, a dimostrazione che il Moenchengladbach sta correndo qualche rischio di troppo dietro per permettere al suo centrocampista di completarsi come centrocampista a tutto tondo.

La sfida di Wolfsburg si presenta, dunque, ricca di spunti ed è pronta a regalare tanto spettacolo. Dal racconto relativo alle due squadre potrebbe apparire il Wolfsburg come netto favorito, ma il Gladbach in questa stagione ha mostrato che negli scontri diretti è sempre in grado di tirar fuori il meglio di se e sono certo che la trasferta alla Wolkswagen Arena non sarà da meno.


PANATHINAIKOS - OLYMPIACOS (DOMENICA ORE 18,30)

In questo weekend il calendario propone una sfida che rappresenta una delle principali rivalità a livello europeo. Come già raccontato nelle scorse settimane per altri derby, le porte chiuse fanno perdere buona parte della magia di sfide come questa, tuttavia la rivalità tra Panathinaikos ed Olympiacos mantiene un certo fascino anche di fronte ad uno stadio vuoto ed anche di fronte ad una certa disparità di valore tra le due compagini.

Il Panathinaikos è in una fase difficile della sua storia, non vince il campionato dal 2010 e negli ultimi anni sta subendo un grosso ridimensionamento tanto da essere stata superata nelle gerarchie del calcio ellenico dalle due squadre di Salonicco e dall'AEK Atene.

Anche questa stagione era partita malissimo per i Trifylli con 3 pareggi e 2 sconfitte nelle prime 5 giornate che hanno portato il club a chiamare in panchina una figura di grande esperienza come il rumeno Laszlo Boloni che in poco tempo è riuscito a dare una certa solidità alla squadra conferendole un atteggiamento flessibile a livello tattico a seconda dell'avversario, smontando il 4-3-3 che il suo predecessore Dani Poyatos (proveniente dalle giovanili del Real Madrid) aveva provato ad implementare senza successo.

Fonte grafico Wyscout
Come si evince dalle statistiche, il sistema voluto da Boloni ha portato il Pana ad avere numeri da squadra a cui non piace fare la partita. Il dato del possesso palla vede addirittura un valore medio inferiore al 50%, frutto di un atteggiamento attendista nelle partite contro squadre che le sono superiori o di pari livello, ma anche nelle partite con avversari inferiori nel momento in cui trova il goal del vantaggio. Altra prova di un atteggiamento non proprio propositivo dei Trifylli è quello che emerge dal dato dei tiri effettuati: il Pana è una delle squadre che va al tiro di meno in campionato, tuttavia a dimostrazione che ciò nasce da un approccio conservativo della squadra, è opportuno far notare che nel dato relativo alla percentuale di tiri in porta ed in quello degli xG per tiro, la squadra di Boloni si trova davanti a tutte: numeri ascrivibili in genere a squadre che attaccano utilizzando prevalentemente il contropiede.

In questo contesto di difficoltà è difficile trovare giocatori che possano al momento aizzare la fantasia dei tifosi del Pana, tuttavia oltre alla delegazione di lingua spagnola presente in rosa e capeggiata dal trequartista argentino Lucas Villafanez e dal centrale difensivo (utilizzato anche da centrale di centrocampo) spagnolo Fran Velez, va segnalata la crescita del classe '99 Argyris Kampetsis, nato centravanti ma, non trovando spazio in quella posizione, Boloni ha deciso di dirottarlo come esterno offensivo di sinistra e nell'ultimo mese ha messo a referto 3 goal ed 1 assist, chissà che non possa essere lui la carta che il Panathinaikos utilizzerà per battere i grandi rivali del Pireo.

Diverso il discorso per l'Olympiacos, tornato a dominare il campionato dopo un intermezzo di AEK e PAOK nel 2018 e nel 2019 e che, sotto la guida di Pedro Martins, sta cercando di costruire un ciclo basato su un sistema di gioco che favorisca il possesso palla e l'utilizzo della tecnica nella trequarti avversaria. Questo sistema, oltre a garantire degli ottimi risultati (18 vittore e 3 pareggi in 21 giornate di campionato), ha permesso a molti elementi di mettersi in luce e quindi poter mettere in piedi una strategia di player-trading che nelle ultime due stagioni ha prodotto dividendi interessanti.
Lo scorso anno arrivò la cessione di Daniel Podence al Wolverhampton per 20 milioni di Euro, quest'anno quella di Tsimikas al Liverpool per 13 milioni, tutto denaro utile a dare fiato alle casse del club e poter permettere di andare sul mercato alla ricerca di nuovi profili da lanciare. 

Fonte FbRef/StatsBomb
In questa stagione i giocatori che si stanno mettendo maggiormente in luce sono il centrale difensivo senegalese Ousseynou Ba, centrale schierato da Martins accanto ad uno tra Semedo e Sokratis (arrivato nel mercato invernale) e Mady Camara, classe 1997 guineano, centrocampista che può agire sia nei due di centrocampo del 4-2-3-1 dell'Olympiacos ma anche come sotto-punta. Le prestazione di entrambi questi elementi potrebbe renderli a partire dalla prossima sessione di mercato, le nuove plusvalenze su cui fondare il proseguimento di questo ciclo vincente. Sotto questo aspetto sarà interessante vedere quanto il dominio in campionato possa riflettersi sul cammino in Europa League, dove da giovedì la squadra del Pireo sarà impegnata in un affascinante incrocio contro il PSV Eindhoven.

Lo status delle due squadre suggerisce una partita a senso unico a favore dell'Olympiacos, tuttavia l'atteggiamento del Panathinaikos potrebbe creare fastidi alla fase offensiva della squadra di Martins, a questo si aggiunge il valore che il derby ha, specie in questo momento, per la squadra di Boloni ed ecco che, quindi, l'andamento della partita non sarà così scontato.

Friday, 18 December 2020

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 11

 


Per l'ultima volta in questo 2020 che non passerà di certo inosservato pubblico i miei consigli per il weekend calcistico, un weekend che chiude il 2020 della Bundesliga (ma a differenza degli altri anni riprende subito dopo Capodanno) mentre per gli altri maggiori campionati non è ancora tempo di calare il sipario; il calendario prevede per questo weekend due importantissime sfide al vertice come Bayer Leverkusen-Bayern Monaco che determinerà chi lascerà il 2020 in testa alla Bundesliga, mentre in Francia le due capolista momentanee Lille e PSG si affronteranno nello scontro diretto che potrebbe o meno certificare le difficoltà della squadra parigina a prendere il controllo della Ligue 1; in Italia, invece, il turno di campionato prevede che 6 delle prime 9 in classifica si affrontino tra di loro in un turno che potrebbe ulteriormente delineare i valori in campo nel nostro campionato.

Fatta questa premessa, ho scelto, come da mia abitudine, 4 partite che meritano di essere seguite, dato che siamo costretti a stare chiusi in casa almeno sfruttiamo questo weekend per goderci qualcosa di potenzialmente bello ed interessante proveniente dai principali campionati europei.


SOUTHAMPTON-MANCHESTER CITY (SABATO ORE 16)


Chi avrebbe mai detto che saremmo arrivati a questo punto della stagione con la squadra di Hassenhuttl davanti a quella di Guardiola? Ebbene, la classifica di queste due squadre ben rappresenta lo stato evolutivo che sta vivendo questa Premier League, forse il campionato maggiormente impattato dall'assenza del pubblico sugli spalti e dalle scelte più o meno forzate di dover continuare con progetti già iniziati negli anni precedenti.

Sul campionato del Southampton e sul progetto messo in piedi dal suo allenatore ne abbiamo parlato più volte in passato, per cui le prestazioni non sono sorprendenti (i Saints sono secondi solo al Leeds di Bielsa in termini di PPDA) e rappresentano l'esportazione in Premier League dei principi strategici del calcio verticale ed aggressivo marchio di fabbrica del modello Red Bull, un modo di giocare che sta esaltando diverse individualità, tra cui due elementi che possono essere tranquillamente accostati, in questo momento, ai migliori giocatori del campionato, il mio riferimento è a James Ward-Prowse e Kyle Walker-Peters.


Nelle grafiche elaborate dall'account Telegram playerankBot relativamente alle ultime due partite contro Sheffiled United ed Arsenal, si nota chiaramente l'influenza dei due giocatori in diverse zone ed ampiezze del campo, specie il centrocampista (inserito sulla carta nei due di centrocampo nel 4-4-2 di Hassenhuttl) che si muove su tutto il campo creando e sfruttando gli spazi con un dinamismo che può mettere in seria difficoltà una squadra come il City di Guardiola che sta mostrando seri problemi proprio su questo aspetto.

La squadra del tecnico catalano sta mostrando delle crepe abbastanza serie nel proprio sistema di gioco, evidentemente dopo 5 anni di lavoro il gruppo sembra essere logoro, un aspetto che non va considerato uno scandalo visto quanto richiede in termini di stress mentale (ancor più che fisico) l'applicazione dei dettami di Guardiola, per questo motivo è molto evidente quanto lo schieramento della squadra sia molto più rigido e, soprattutto, molto più preoccupato a non concedere spazio agli avversari anzichè cercare di invadere la metà campo avversaria come ci avevano abituato nel corso degli ultimi anni: le statistiche di Understat mostrano come il City abbia sì il miglior differenziale tra xG realizzati e subiti su gioco in movimento, ma il merito è dato dai numeri difensivi (8,36 xG subiti su azione, ben 2 in meno della prima inseguitrice, il Chelsea) e non da quelli offensivi (19,52, quinto posto in questa classifica, seppur con una partita in meno).



Di certo il gioco del Southampton genera diversi spazi che possono essere attaccati, cosa che gran parte delle avversarie del City non concedono mantenendo il blocco difensivo sempre molto basso, per questo motivo potrebbe essere possibile rivedere dal City qualche reminiscenza delle combinazioni sulla trequarti e relativa imbucata alle spalle della difesa che tanto ci hanno fatto innamorare dei Citizens in questi anni, se neanche in questo contesto riusciremo a vedere un City maggiormente brillante, magari perchè surclassato da una migliore copertura del campo da parte del Southampton, allora la teoria che un nuovo ciclo deve iniziare al più presto potrebbe avere molti più proseliti. 


WOLFSBURG-STOCCARDA (DOMENICA ORE 18)


Il campionato tedesco chiuderà i battenti per il 2020 con una bellissima sfida domenica sera tra due delle più interessanti realtà del campionato, ossia il Wolfsburg di Glasner e lo Stoccarda di Matarazzo, due squadre che amano tenere il baricentro alto e pressare gli avversari anche molto in alto, una strategia che, date le prestazioni ed anche la classifica, sta portando interessanti dividendi per entrambe le formazioni.

Il Wolfsburg, di cui avevo già parlato in un precedente post, ha subito nel turno infrasettimanale la prima sconfitta in campionato per mano del Bayern Monaco in una partita, specie nel primo tempo, in cui gli uomini di Glasner hanno mostrato di essere meglio organizzati della squadra di Flick, passando in vantaggio con Philipp e creando diverse potenziali chances per mandare ko il Bayern ma senza trovare la giocata vincente.

La timeline (fonte Understat) di Bayern-Wolfsburg mostra come la squadra di Glasner abbia concesso pochissimo ai bavaresi nel primo tempo fino al goal di Lewandovski allo scadere della prima frazione per poi mettere alle corde la squadra campione d'Europa nell'ultima parte di partita, a dimostrazione che si tratta di una squadra che non ha intenzione di farsi mettere sotto da nessuno e di proprore il proprio calcio in qualsiasi situazione e circostanza.



Dall'altra parte lo Stoccarda, dopo aver ritrovato la Bundesliga, si sta progressivamente mostrando come una delle formazioni più interessanti del campionato con un sistema di gioco parecchio fluido e che esalta le caratteristiche di diversi elementi, uno su tutti è Silas Wawangituka, giocatore che per convenzione potremmo incasellare come un esterno destro, ma il classe 1999 congolese è la perfetta rappresentazione della fluidità del calcio moderno.
Esemplificazione del concetto sta nella sua heatmap (fonte SofaScore) relativa alla partita vinta una settimana fa a Dortmund (partita vinta 5-1 e che ha causato l'esonero di Lucien Favre): si nota quanto spesso partendo da esterno destro del 3-1-4-2 di Matarazzo finisca ad agire in una posizione da centravanti, tanto che le statistiche parlano di 8 goal e 3 assist per lui in questa stagione.


Nella giornata di campionato che vedrà lo scontro al vertice tra Bayer Leverkusen e Bayern Monaco questa sfida tra due protagoniste della prima periferia del vertice del calcio tedesco potrebbe rendere la nostra domenica pomeriggio molto divertente e confortevole e magari vi farà innamorare di qualcuno dei giocatori di talento a disposizione delle due squadre (a proposito, se non avete mai visto giocare Maximilian Arnold prima d'ora, questa è l'occasione giusta!).


EIBAR-REAL MADRID (DOMENICA ORE 21) 


Anche il campionato spagnolo vivrà questo weekend come punto di passaggio verso un turno infrasettimanale che sarò ricchissimo di spunti (sì, mi sto riferendo alla sfida di martedì tra Real Sociedad ed Atletico Madrid), mentre in questo weekend la partita che consiglio è la trasferta del Real Madrid in casa dell'Eibar, sia perché una trasferta in terra basca (seppur senza pubblico) non è mai una cosa banale per il Real Madrid, sia perché la squadra di Mendilibar ha le carte in regola per dare fastidio alle merengues.

Lo stato di forma della squadra di Mendilibar è molto buono (viene da 5 risultati consecutivi che le hanno consentito di risalire la classifica che resta, però, molto corta) e non tradisce mai quelle che sono le caratteristiche principali della squadra, ossia la grande verticalità ed aggressività.

Dal fermo immagine relativo alla partita pareggiata la scorsa settimana nel derby sul campo della Real Sociedad è possibile notare il baricentro alto della squadra e l'atteggiamento in fase di prima pressione, dove la squadra esercita un vero e proprio pressing uomo su uomo allo scopo di recuperare immediatamente il pallone perché prerogativa della squadra è sempre quella di tenere il gioco nella trequarti avversaria (secondo i dati WhoScored la squadra di Mendilibar trascorre il 34% del tempo nel terzo di campo avversario, maggiore percentuale in Liga al part del Barcellona) utilizzando attacchi diretti ed aggressione alle seconde palle in fase di possesso e pressione alta nella fase di non possesso.

Il Real Madrid, quindi, potrebbe avere difficoltà contro il pressing organizzato della squadra basca, specie se l'atteggiamento della squadra di Zidane non è quello concentrato sulla partita come spesso è accaduto nel corso di questa stagione: gli ultimi due precedenti ad Ipurua raccontano di un Real sconfitto per 3-0 due stagioni fa e vincente per 4-0 lo scorso anno, una dimostrazione di come un atteggiamento sbagliato possa costare carissimo a Benzema e compagni, ed è un allarme da non prendere sotto gamba visto il modo in cui il Real ha affrontato partite come quelle contro lo Shakthar in Champions o la sfida contro il Valencia in campionato.
La partita infrasettimanale contro il Bilbao ha nuovamente messo in mostra le contraddizioni di questa squadra anche nel corso della stessa partita, a Madrid nulla è regalato anche quando negli ultimi 7 anni hai portato a casa 4 Champions League e 2 Liga, e questo gruppo di giocatori deve stare attento alle trappole che un ciclo che è lì prossimo a finire può trovare in giro.





METZ-LENS (SABATO ORE 17) 


La scorsa settimana la Ligue 1 ha subito una pesante doccia fredda causata dalla perdita dei dritti televisivi in essere (causati dalla discutibile scelta di bloccare il campionato nella scorsa stagione) che potrebbe portare ad un forte ridimensionamento del campionato proprio nel momento in cui si stava sviluppando in maniera interessante con progetti economici e tecnici decisamente interessanti (vedi INEOS a Nizza, così come i percorsi di Rennes e Lille). 

Pur in presenza di questa preoccupante situazione, di certo il campionato non perde i suoi spunti di interesse, con una classifica che, anche dopo il turno infrasettimanale, resta molto corta con 4 squadre (PSG, Lille, Lione e Marsiglia) che sembrano potersi giocare la vittoria del campionato dopo anni di cavalcate solitarie da parte del PSG, a questo si aggiunge un contesto tecnico e tattico decisamente interessante che continua a mettere in mostra tantissimi elementi di grande prospettiva, due esempi di ciò sono il Metz ed il Lens, due società che hanno fatto del proprio settore giovanile un grandissimo fiore all'occhiello e che, adesso, cercano di ritagliarsi un posto anche nella Ligue 1 dopo aver dovuto respirare per alcuni anni l'aria meno borghese della Ligue 2.

Vedere una partita di queste due squadre, dunque, è un esercizio continuo di scouting per capire quali prospettive possono avere i giocatori in campo: e quando vedo una partita del Metz (ammetto che non sempre mi è possibile farlo) l'occhio cade sempre su Fabien Centonze, classe 1996, età ideale per considerarlo come pronto per un livello superiore, ed infatti credo fermamente che questa possa e debba essere la sua ultima stagione nel nord della Francia: già nella scorsa stagione era finito nella top11 statistica di WhoScored e, molto più umilmente, anche tra gli elementi più importanti emersi dal mio recap della scorsa stagione; come evidenziato dalla radar chart elaborata da Calcio Datato, i numeri difensivi del terzino destro del Metz sono assolutamente da top del ruolo, per cui osservarlo nella sfida contro il Lens potrebbe essere molto utile per capire nel contesto di quale grande squadra potrebbe far parte.

Al Lens avevo già dedicato alcune righe qualche settimana fa, precisamente ad inizio ottobre alla vigilia del match contro il Saint-Etienne, partita nella quale ha perso per infortunio Ignatius Ganago, sicuramente il suo elemento più rappresentativo, e la cui mancanza nei due mesi di assenza si è fatta sentire (nessuna vittoria nell'arco di questo periodo, seppure il numero di partite disputate è stato molto limitato da alcuni rinvii causa COVID), al suo ritorno la squadra ha ritrovato anche la strada della vittoria, e che vittorie sui campi di Rennes e Monaco; nel frattempo tra i tanti elementi di prospettiva a disposizione di Hause sono emerse le prestazioni del centrale difensivo classe 2000 Loic Bade, inserito come centrale delle linea difensiva a 3 che si valere tantissimo sul gioco area e che si dimostra particolarmente valido anche in fase di impostazione, come testimoniano i dati elaborati da Calcio Datato.

Dato che tra poche settimane ricomincia la giostra del mercato e che le società di Ligue 1 sono in difficoltà finanziaria per i motivi di cui sopra, una partita come questa rappresenta una vetrina per profili che possono avere un importante impatto in contesti di livello top.

Thursday, 26 November 2020

Consigli per il weekend calcistico Stagione 20/21, ep. 8


 


Sarà un weekend calcistico abbastanza particolare, non è possibile a pochi giorni di distanza scindere il campo con il pensiero della morte del più grande artista calcistico della storia, sarà il primo weekend che il calcio giocherà senza che ad osservarlo (almeno con gli occhi mortali) ci sia il punto di riferimento per chi questo sport lo pratica sin da bambino. 

La mia scelta è caduta su 4 partite che mettono di fronte tanti spunti tecnici e tattici e dove le squadre impegnate andranno alla ricerca di risposte in termini di continuità rispetto a quanto fatto vedere nelle ultime settimane.


WOLFSBURG- WERDER BREMA (VENERDI' ORE 20,30)


Il weekend parte venerdì sera con l'anticipo della nona giornata di Bundesliga che vede di fronte due formazioni in grande crescita e reduci da una serie di risultati e prestazioni a dir poco incoraggianti che stanno riscattando dei periodi difficili vissuti negli ultimi mesi: da una parte, infatti, il Wolfsburg ha mancato l'accesso ai gironi di Europa League, eliminato dall'AEK Atene, dall'altra parte il Werder è reduce da una stagione pessima in cui è riuscita ad evitare la retrocessione all'ultima giornata per poi vincere lo spareggio contro l'Heidenheim in maniera molto faticosa.

Le due squadre si affrontano con una differenza di 3 punti tra di loro, frutto della sconfitta subita dagli uomini di Kohfeldt alla prima giornata, unica sconfitta subita dal Werder finora, mentre il Wolfsburg è al momento imbattuto con 3 vittorie e 5 pareggi al proprio attivo e reduce da 10 punti nelle ultime 4 partite.

La squadra di Glasner continua a mantenere l'identità che il tecnico austriaco ha portato a partire dalla scorsa stagione, rendendo i Die Wölfe una squadra riconoscibile per il suo atteggiamento aggressivo e molto verticale (8,92 l'indice di PPDA, il terzo alle spalle di Bayern e Lipsia e 10,35 di OPPDA, ossia il dato opposto, quello dei passaggi effettuati prima del cambio di possesso o di termine dell'azione, valore più alto di appena 6 squadre).




In questo video si può vedere notare l'approccio della squadra di Glasner sia in fase di possesso che non possesso: nella prima parte del video si nota la tensione verticale dello sviluppo del gioco da parte del Wolfsburg, con i due centrocampisti centrali Arnold e Schlager (una delle coppie di centrocampo a mio parere meglio assortite in tutta Europa) che si sistemano in verticale proprio allo scopo di creare situazioni di risalita disordinando le linee di pressione avversarie per arrivare con pochi passaggi ad affrontare la linea difensiva avversaria; nella seconda parte del video, invece, si nota l'aggressività della squadra nell'andare a contendere il pallone in tutte le zone del campo cercando di chiudere linee di passaggio ed allo stesso tempo di portare quanti più uomini possibile in zona palla.

Il Werder, invece, ha un approccio al gioco molto più coperto in fase di non possesso, con Kohfeldt che in questa stagione ha deciso di transitare verso una difesa a 3 abbandonando il 4-3-3 delle scorse stagioni: dal momento del passaggio di modulo il Werder ha subito 5 reti in 6 partite (quarta difesa del campionato), un risultato importante per quella che è stata la seconda peggior difesa della scorsa Bundesliga.

Ma sicuramente la prova di consapevolezza per i bianco-verdi è arrivata dalla grande prestazione in casa del Bayern nello scorso week-end, una prestazione in cui le modifiche tattiche in fase di non possesso di Kohfeldt hanno mostrato la loro bontà chiudendo ogni spazio centrale alla squadra campione d'Europa ed allo stesso tempo mostrando grandi qualità in fase di possesso, che ho voluto riassumere nel seguente video:





In fase di costruzione è molto interessante il movimento del difensore centrale della difesa a 3 (in questo caso Toprak) che fa un passo in avanti creando una seconda linea che può permettere di bypassare la prima linea di pressione del Bayern in zona centrale, mentre sull'esterno il braccetto di parte, il quinto ed il centrocampista centrale di parte creano una catena che disordina anche la seconda linea di pressione del Bayern mandando a vuoto il pressing bavarese per poi spostare il gioco sull'altro lato dove può agire Milot Rashica, coadiuvato da Augustinsson che, in fase di possesso, giocava ad un'altezza maggiore rispetto al suo omologo sull'altro lato Gebreselassie; queste situazioni hanno permesso al Werder di creare tanti problemi alla linea del Bayern anche in fase di transizione, vista anche la grande qualità negli smarcamenti preventivi ed in conduzione dell'esterno offensivo kosovaro, per il quale, a 24 anni, deve essere giunta la stagione in cui può (e deve) far esplodere il suo talento sul quale molti addetti ai lavori contano ciecamente.

Per le due squadre, quindi, l'avversario di turno rappresenta un ulteriore sfida per confermare i progressi delle ultime settimane, per il Werder la possibilità di vedere ulteriormente testata la propria fase di possesso da un'altra squadra super-aggressiva ma soprattutto testare la propria compattezza in fase di non possesso contro la verticalità degli uomini di Glasner che, invece, dovranno ulteriormente dimostrare la bontà dell'approccio aggressivo contro un avversario in grado di saper manipolare i meccanismi di pressione alta.


VALENCIA-ATLETICO MADRID (SABATO ORE 16,15)


E' arrivato il momento della stagione in cui dobbiamo andare a vedere come è messo l'Atletico Madrid, una squadra che da almeno 3 anni è in attesa di una trasformazione che fatica a completarsi, e dopo 10 partite ufficiali disputate forse quel momento sembra realmente arrivato. La vittoria sul Barcellona ed i contemporanei rallentamenti del Real Madrid stanno rendendo concreta l'opportunità per i colchoneros di potersi giocare fino in fondo il ritorno al successo nella Liga dopo quel magico 2014.

Il grafico che ho elaborato qui a fianco mostra che la fase difensiva dell'Atletico resta sempre caratterizzata da una totale copertura degli spazi ed un baricentro basso: in colonna troviamo il dato della percentuale dei passaggi concessi nella propria trequarti, mentre in riga si trovano la percentuale dei passaggi concessi in area rispetto a quelli concessi nella trequarti: messi da parte i dati della Real Sociedad la cui fase di non possesso aggressiva sta generando importanti dividendi (tra cui la momentanea vetta della classifica), l'Atletico Madrid è situata nel quadrante a sinistra, ossia quello dove troviamo squadre che giocano con un baricentro medio-basso dove si concede l'ingresso nell'ultimo terzo di campo ma la grande compattezza della squadra di Simeone rende molto complicato l'accesso all'area di rigore (valore molto sopra la media del campionato): questo atteggiamento ha portato a dei dati difensivi clamorosi come i 2 goal subiti in 8 partite ed un valore di 0,08 xG subiti per tiro, a questo si aggiungono le solite grandi prestazioni di Oblak a difesa della porta (93% di parate e +3,4 come saldo positivo dei psxG, ossia il dato degli xG basato solo sui tiri diretti verso lo specchio della porta, in cui il portiere sloveno è, manco a dirlo, il migliore del campionato). 

Ma ovviamente l'Atletico di quest'anno non è solo questo, Simeone ha abbandonato nelle ultime partite il 4-4-2, un modulo che da queste parti sembrava scolpito nella pietra, per orientarsi su un 3-5-2 dove si possa sfruttare al meglio in fase di possesso la corsa di Carrasco (schierato come quinto di sinistra come in nazionale) e la capacità di Marcos Llorente di leggere gli spazi generati dal movimento delle due punte, mostrando una rinnovata volontà del Cholo di voler adattare lo schieramento in campo alle caratteristiche dei suoi uomini di maggior talento.

La trasferta di Valencia sarà un'importante banco di prova contro una squadra che, seppur tra le mille difficoltà generate dalla gestione quanto meno discutibile del patron Lim, sta mostrando dei valori importanti, soprattutto nel mettere in mostra diversi elementi che possano continuare a generare fantasie positive per i tifosi valenciani.

La rivoluzione voluta dalla proprietà per ridurre i buchi di bilancio hanno portato a delle scelte sul mercato molto forti: come si evince dal riepilogo fornito da Transfermarkt il club valenciano ha svenduto sostanzialmente i pezzi pregiati della sua rosa, con addirittura il capitano Parejo, simbolo della squadra, ceduto a titolo gratuito ai rivali del Villarreal al pari di Coquelin, così come i giocatori di maggior valore come Rodrigo e Ferran Torres ceduti rispettivamente per 30 e 23 milioni di Euro; lo stesso riepilogo di Transfermarkt indica che gli incassi dalle cessioni, pari a 74,5 milioni di Euro, rappresentano un valore addirittura inferiore alla metà del valore di mercato dei giocatori, così come calcolato dal sito stesso, dunque una vera e propria svendita.


La squadra, dunque, ringiovanita ed indebolita rispetta allo scorso anno, è stata affidata a Javi Gracia, costretto a fare le proverbiali nozze con i fichi secchi, ma che, non potendo, di fatto, contare su arrivi dal mercato, ha deciso di non tradire il 4-4-2 appartenente alla tradizione di questa squadra e puntare sui diversi giocatori provenienti dalla cantera valenciana, in modo tale da utilizzare il fattore identitario per creare una leva per far partire questa stagione con il piede giusto. 
I risultati, effettivamente, stanno dando ragione al tecnico navarro, con il 4-4-2 molto compatto che funziona specialmente contro formazioni di alta classifica, visto che sia la Real Sociedad attuale capolista che il Real Madrid sono usciti sconfitti dallo scontro con il Valencia, e specie quest'ultimo match è stato il capolavoro della squadra di Javi Gracia, partita in cui abbiamo visto splendere il talento di Soler, nuovo simbolo tecnico della squadra, ma anche quello di Musah e, soprattutto, Hugo Guillamon, centrale difensivo classe 2000 che mostra una qualità molto rara nei difensori centrali contemporanei, l'attenzione posta all'uomo una volta che la linea difensiva è forzata ad abbassarsi in area di rigore, un livello di attenzione che gli ha permesso di tenere a bada un certo Karim Benzema, costretto a girare al largo dell'area di rigore per trovare il tiro (poi oh, un campione è un campione e così il francese è stato capace di trovare il goal con un gran tiro da fuori area).

Dati i precedenti con le grandi del campionato la trasferta valenciana rappresenta, dunque, una trappola pericolosissima per l'Atletico Madrid, sarà una sfida tra due squadre molto compatte in cui, con ogni probabilità, saranno i duelli individuali a fare la differenza a parità di intensità e strategia tattica.



CHELSEA-TOTTENHAM (DOMENICA ORE 17,30)



La sfida di Stamford Bridge merita di essere vista perché non può mai passare in secondo piano una sfida tra Jose Mourinho e Frank Lampard, il giocatore che tanto ha contribuito ai successi di Mou in Inghilterra e che oggi sulla panchina del Chelsea sta provando a costruire un nuovo progetto vincente, mentre, dall'altra parte, Mourinho, con il suo calcio compatto e di transizioni ha riportato, finalmente, il Tottenham ad essere una contendente per la Premier.

I precedenti della scorsa stagione hanno visto Lampard prevalere in entrambi i precedenti, certo erano partite molto particolari in quanto il Tottenham nel primo confronto si trovò presto in 10 per l'espulsione di Son mentre nella gara di ritorno, disputata meno di due mesi dopo, sia Son che Kane erano ai box per infortunio: proprio questi ultimi due sono gli elementi su cui Mourinho ha costruito il suo Tottenham versione 2020/2021, mentre l'utilizzo della difesa a 3 da parte di Lampard nei due precedenti della scorsa stagione è stato messo in soffitta (utilizzato solo nella transferta ad Old Trafford) e vedremo quanta voglia avrà Lampard di riesumarlo per questo match.

Con il passaggio al 4-3-3 Lampard ha potuto dare a diversi uomini la possibilità di muoversi in maniera più organica ed in modo da esaltare al meglio le caratteristiche di ciascun singolo: nell'esempio preso dall'ultima partita di Premier contro il Newcastle si notano i principi posizionali della squadra ed anche le rotazioni tra i giocatori: dallo screenshot si nota Ziyech che scambia la posizione con Kovacic, mentre Mount (a cui Lampard ha dato piena libertà di movimento) si posizione in zona di rifinitura permettendo a Werner di attaccare con i suoi tagli da sinistra lo spazio che si crea tra centrale e terzino avversario, un marchio di fabbrica del tedesco, stessa cosa fa in questa circostanza Kovacic che sfrutta l'attenzione che i centrali devono riversare su Abraham e lo stesso Mount, per tenatare anche lui un movimento davanti o alle spalle del terzino avversario. Questa serie di opzioni è resa possibile, a mio parere, dalla presenza in campo di una punta centrale dalle caratteristiche di Abraham (stesso discorso vale per Giroud) che rende possibili queste rotazioni sia in verticale tra zona sviluppo e rifinitura che in ampiezza, dove i terzini possono a loro volta attaccare la linea con le sovrapposizioni; questo sistema permette a Lampard di sfruttare al meglio tutto il materiale a propria disposizione, visto che anche gente Havertz o Hudson-Odoi possono inserirsi al meglio in questo contesto, permettendo a Lampard di poter ruotare gli uomini a propria disposizione, un elemento indispensabile in un calendario così congestionato.

Dall'altra parte il Chelsea troverà una squadra che ha imparato molto bene dal proprio allenatore ad attrarre gli avversari nella propria metà campo per poi attaccare in transizione, per farlo Mourinho si è affidato ai due elementi offensivi principali della sua squadra (ossia Kane e Son) ricostruendo intorno a loro una nuova struttura di squadra puntellata sul mercato con acquisti mirati a tal scopo, mi riferisco principalmente a Hojbjerg in mezzo al campo, Sergio Reguilon sulla fascia sinistra e Tanguy Ndombele tra centrocampo ed attacco, quest'ultimo è stato un colpo di teatro positivo da parte di Mourinho, in genere poco propenso a riabilitare giocatori con cui non riesce a costruire rapporti empatici, invece con il francese (complice forse il peso che ha il suo costo sui conti del club) il tecnico portoghese è tornato sui suoi passi riconsegnandoli una centralità nel suo progetto tecnico; ciò che hanno portato questi tre elementi è la capacità di avanzare il campo in conduzione, rendendo possibili le transizioni degli Spurs.

Fonte Squawka
Come accennato prima, la trasformazione della squadra da parte di Mourinho è completata dall'apporto dato alla fase di rifinitura e realizzazione da parte di Kane e Son: il centravanti inglese, dopo una stagione di appannamento influenzata dai diversi infortuni subiti, quest'anno sembra aver trovato una nuova vita agendo spesso e volentieri con le funzioni di uomo di raccordo tra centrocampo ed attacco mettendo in difficoltà le scelte delle linee difensive sempre indecise se seguirlo o consegnarlo alla linea di centrocampo, una situazione che genera quel disordine nello schieramento offensivo avversario sufficiente a permettere a Son di sfruttare gli spazi generati dal suo movimento. Dai numeri indicati sopra, si evince quanto il coreano abbia raggiunto dei livelli clamorosi in finalizzazione, così come si può facilmente notare l'aumento di tocchi e passaggi a partita da parte di Kane (nonché di passaggi che portano al tiro, i cosiddetti Key Passes) a dimostrazione di un maggiore coinvolgimento del centravanti alla fase di possesso degli Spurs.

Con queste premesse sarà sicuramente una gara in cui possiamo prevedere le strategie dei due allenatori, con Lampard a cercare spazi e Mourinho a negarli, per cui la partita ci dirà quanto il Chelsea sia cresciuto al punto da sapere manipolare un blocco come quello del Tottenham (cosa non riuscita a Guardiola la scorsa settimana) ma anche quanto abbia trovato un equilibrio in base a come sarà in grado di contrastare le transizioni del Tottenham, per gli Spurs, invece, un risultato ed una prestazione positiva a Stamford Bridge può essere un ulteriore step per consolidare nello spogliatoio la strategia di Mourinho, e sappiamo tutti la storia cosa ci ha insegnato nei momenti in cui spogliatoio e l'allenatore portoghese entrano in simbiosi tra di loro.

 

COSENZA-SALERNITANA (DOMENICA ORE 21)


La serie B è arrivata alla nona giornata di un campionato in cui tante squadre reclamano un ruolo da protagonista, le otto giornate fin qui disputate sono già un campione sufficiente per stabilire l'identità che ciascuna squadra sta raggiungendo: le protagoniste della partita che ho scelto per questo weekend sono due squadre come Cosenza e Salernitana particolarmente identitarie e con visioni di calcio molto differenti tra di loro, elemento che rende questa partita molto interessante da seguire.

La Salernitana si presenta a questa trasferta da capolista del campionato in coabitazione con l'Empoli, una posizione influenzata anche dalla vittoria a tavolino decretata la scorsa settimana della sfida contro la Reggiana non disputata a causa del focolaio COVID che aveva colpito la squadra emiliana.

La guida tecnica della squadra granata, dopo l'anno tutto sommato positivo di Ventura, è stata affidata a Fabrizio Castori, allenatore che fa della compattezza e della copertura degli spazi la base della propria visione tattica che, in questa stagione si traduce in campo con un 4-4-2 classico in entrambe le fasi, con la fase di non possesso che si preoccupa di chiudere gli spazi come si evince dal fermo immagine, con le due linee orientate in zona palla; in fase di possesso invece, la presenza di Djuric in attacco viene utilizzata per costruire attacchi diretti verso la torre bosniaca, mentre la seconda punta Tutino diventa il target di giocate verticali immediate dalla difesa o da centrocampo; scopo di questa strategia è quello di sfruttare questa verticalità che i due attaccanti danno alla squadra per portare il gioco immediatamente nella trequarti avversaria per poi andare a giocare sulle seconde palle, una strategia in cui è ben riconoscibile la firma dell'allenatore marchigiano.

Dall'altra parte il Cosenza, grazie alla clamorosa salvezza ottenuta nella scorsa stagione, ha confermato in panchina Roberto Occhiuzzi che ha mantenuto intatta la mentalità mostrata dalla squadra nella fase finale della scorsa stagione: la squadra silana sta mostrando, pur all'interno di limiti individuali evidenti, un sistema di gioco molto coraggioso ed aggressivo ma allo stesso tempo in grado di mantenere una certa compattezza in fase di non possesso e soprattutto una linea difensiva a 3 sempre ben affiatata e che ha chiari i compiti assegnati.

In questo esempio, tratto dall'ultima partita di campionato, vinta sul campo del Frosinone, si nota chiaramente la propensione offensiva del 3-4-1-2 di Occhiuzzi, una squadra che ama invadere l'area avversaria con tanti uomini, specie quando l'ingresso in area arriva da zone esterne, per cui spesso troviamo questa situazione in cui l'esterno di parte va al cross, i 3 elementi offensivi cercano di coprire al meglio l'area di rigore coadiuvati dall'esterno opposto e da uno dei centrocampisti centrali (in genere Daniele Sciaudone, il motore dei Lupi) che arriva a rimorchio; un sistema molto diretto ed aggressivo di giocare che ha permesso al Cosenza di giocarsela anche nel corso della settimana contro il Parma in Coppa Italia mostrando un calcio davvero molto interessante e che potrà permettere alla squadra di togliersi delle soddisfazioni nel corso di questa stagione ed ottenere una salvezza meno sofferta rispetto a quella della scorsa stagione e, perché no, magari alzare le quotazioni in ottica di carriera futura, dello stesso Occhiuzzi, ma anche di alcuni elementi della rosa come il centrale difensivo Andrea Tiritiello ed il trequartista Bahlouli, classe 2000 in prestito dalla Sampdoria, che sta mostrando doti tecniche interessanti, ma forse ancora un po' troppo barocco e poco funzionale in alcune situazioni, tuttavia ha mostrato una certa crescita rispetto alla scorsa stagione.

Questa contrapposizione di stili, tra la solidità e l'essenzialità del pensiero calcistico di Castori, contro il coraggio e l'aggressività del Cosenza di Occhiuzzi potrebbero rendere questa partita molto più intensa e godibile rispetto ad una normale partita di serie B.

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