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Friday, 19 March 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 22


Dopo aver vissuto questi mesi tutti d'un fiato, per il calcio questo weekend rappresenta per i club l'ultimo prima di una breve pausa che ci proietterà, poi, nella fase finale della stagione, quella che determinerà i verdetti. Per molte squadre questa pausa arriverà come una benedizione per ritrovare qualche giocatore infortunato o per permettere a giocatori troppo utilizzati di poter rifiatare; per altre squadre, invece, questa pausa arriva in un momento in cui l'andamento delle cose è ottimale e, con alcuni giocatori che lasceranno la squadre per le nazionali, c'è anche il rischio di ritrovarsi alcuni di loro non proprio al meglio.

Per questo weekend in arrivo, dunque, ho scelto tre partite (una al giorno) in cui racconterò di squadre il cui percorso si sta facendo interessanti per ragioni diverse.


FULHAM - LEEDS (VENERDI' ORE 21)

La Premier League arriva a questo turno prima della pausa con ogni partita che può rappresentare tanto in termini di classifica: difatti, messo da parte il dominio indiscutibile del Manchester City, la classifica alle loro spalle è molto corta, con tante squadre che proveranno a giocarsi le proprie possibilità per chiudere la stagione strappando un posto nelle prossime competizioni europee. Ma anche la zona salvezza vede una bagarre interessantissima: WBA e Sheffield United possono senz'altro considerarsi fuori dai giochi, mentre la lotta per evitare l'ultima casella che porta in Championship è molto aperta e questo per merito del Fulham che, questa sera si gioca molte chances di salvezza nella sfida contro il Leeds di Marcelo Bielsa.

La squadra allenata da Scott Parker si sta mostrando in grande crescita, mostrando pienamente la qualità della propria guida tecnica: l'ex centrocampista di Charlton e Chelsea ha mostrato una piena fiducia nello stile di gioco che ha voluto imprimere alla propria squadra, seguito anche dagli stessi giocatori. Purtroppo per lui il poco tempo tra la finale dei playoff di Championship vinta ad agosto e l'inizio della stagione di Premier non gli ha consentito di avere sin dall'inizio una squadra competitiva, cosa che è avvenuta in corso d'opera con il mercato di ottobre e con gli aggiustamenti di gennaio. Questa situazione ha ovviamente rallentato il processo di costruzione di una squadra che fosse competitiva per la Premier, ma non appena la rosa si è consolidata, le prestazioni sono andate di pari passo, così adesso il Fulham è ancora in corsa per giocarsi una salvezza che appariva utopistica fino a qualche settimana fa.

Anche nella partita persa nell'ultimo weekend contro il Manchester City, la squadra di Parker ha mostrato tutta la qualità della propria organizzazione: in particolare in fase di prima pressione e di prima costruzione si è vista una squadra poco incline ad atteggiamenti conservativi. Nel caso della prima pressione si nota l'esempio di mischiare concetti di copertura di linee di passaggio a marcature a uomo prestabilite sui centrocampisti: nell'esempio che vi porto potete notare come Anguissa, giocatore che si era ben disimpegnato già lo scorso anno a Villarreal e che si sta confermando su alti livelli anche in questa stagione in Premier. segua a uomo per tutto il campo Rodri al fine di non fargli ricevere palla; stesso tipo di attenzione ce l'aveva l'ex juventino Mario Lemina su Bernardo Silva.

Dall'altra parte abbiamo un Leeds la cui classifica è decisamente più tranquilla, tuttavia il Fulham non può fare affidamento a considerazioni di questo tipo quando ti tocca affrontare una squadra allenata da Marcelo Bielsa che dal punto di vista dell'intensità di gioco difficilmente molla qualcosa al proprio avversario di turno.

Del modo di giocare della squadra di Bielsa ne ho già disquisito nei miei post precedenti: il 4-1-4-1 dei Whites sta portando la squadra al raggiungimento di una salvezza molto tranquilla unitamente ad un'espressione di gioco di altissimo livello, soprattutto alla luce delle difficoltà che molte squadre in Premier stanno trovando nell'esprimersi su ritmi di gioco elevati come da tradizione del principale campionato inglese. Ed invece la metodologia di lavoro del maestro di Rosario ha permesso a questa squadra di continuare a mostrare quanto di buono già visto negli anni precedenti in Champions.

Come per il Fulham, sono i meccanismi di pressione il fiore all'occhiello del Leeds: l'approccio di Bielsa è ancora più portato al duello individuale ed all'orientamento sull'avversario diretto, un approccio parecchio dispendioso ma che spesso e volentieri raccoglie dividendi così come può portare a far saltare la fase difensiva della squadra (basti ricordare i 6 goal presi dal Manchester United nella sfida di Old Trafford), tuttavia la classifica mostra la bontà del lavoro di Bielsa, così come gli indicatori statistici relativi al PPDA (6,85, per distacco il migliore del campionato) ed alla percentuale di passaggi riusciti degli avversari (pari al 73,3%, peggio solo di Eibar e Bayer Leverkusen in tutta Europa). Gli esempi nei fermo immagine a fianco sono presi rispettivamente dall'ultima vittoria in campionato, quella contro il Southampton, e l'ultima partita disputata, ossia quella contro il Chelsea, dove la squadra di Bielsa ha soffocato ogni tipo di manovra della squadra di Tuchel. Come si nota dagli esempi è forte l'orientamento sull'avversario in fase di possesso così come è alto il livello di aggressività ogni volta che il pallone viene giocato all'indietro da parte dell'avversario: la postura del corpo die giocatori è proiettata in avanti, un elemento su cui Bielsa lavora in maniera incessante durante i suoi allenamenti.

Come abbiamo visto, dunque, si affrontano due squadre molto ben preparate dai rispettivi allenatori: all'andata il Fulham era decisamente indietro come idea di squadra ma riuscì comunque a giocarsi la partita che termino con un 4-3 che ben rappresenta il modo di intendere il calcio da parte dei due allenatori e ben assorbito dalle relative squadre.


NIZZA -MARSIGLIA (SABATO ORE 17)

Nizza e Marsiglia tornano ad affrontarsi poco meno di un mese dopo il recupero della sfida non disputata ad ottobre per i focolai di COVID di cui le squadre stavano soffrendo: rispetto a come avrebbero dovuto affrontarsi ad ottobre queste due squadre sono molto cambiate a causa di diverse vicissitudini che hanno dovuto affrontare nel corso di questa particolare stagione e che cercano in questo finale di stagione di ritrovare un filo del discorso perso nei mesi precedenti.

La formazione nizzarda, non ostante le importanti ambizioni della proprietà, non sta disputando una stagione all'altezza delle aspettative: la motivazione sta nella difficoltà che la squadra ha mostrato nel digerire le scelte tattiche di Patrick Vieira, sollevato dall'incarico dopo la pesante eliminazione nei gironi di Europa League. Il Nizza ha mostrato parecchie difficoltà a far progredire il gioco e neanche il cambio in panchina, con la promozione di Ursea a capo allenatore, ha favorito un reale cambiamento per la formazione rossonera.

Sul mercato di gennaio il club ha provato a rinforzare il reparto difensivo con l'acquisto di Saliba, ottimo difensore messo ai margini da Arteta all'Arsenal, tuttavia le difficoltà quando l'avversario è in possesso palla restano molto evidenti e numericamente evidenziato dalle statistiche difensive. La squadra di Ursea è quella che, assieme al Montpellier, subisce il maggior numero di tiri a partita in campionato. 

Fonte dati Fbref / StatsBomb
Le difficoltà della squadra sono proprio frutto del sistema di gioco che prevede un prolungato possesso palla che molto spesso ristagna nella propria metà campo e fatica a progredire in avanti e che, spesso e volentieri, espone la squadra una volta perso il possesso: questa situazione si acuisce maggiormente nelle partite interne, dove giocoforza gli spazi per far progredire il gioco sono inferiori e la squadra nizzarda è comunque costretta a fare la partita ed esporsi alle transizioni avversarie. Come si evince dal grafico sopra, il possesso palla del Nizza ristagna troppo in zone basse del campo ed è troppo orizzontale: la percentuale di avanzamento del campo e quella di passaggi sulla trequarti mostra chiaramente quanto già visibile osservando la squadra giocare. 

Le potenzialità della squadra, tuttavia, restano molto elevate vista la grande quantità di prospetti presenti in rosa, su tutti l'esterno d'attacco Amine Gouri, capocannoniere della squadra con 11 reti e sicuramente notizia migliore di questa stagione per la squadra nizzarda.

Anche il Marsiglia ha subito tante peripezie in questa stagione: una situazione societaria complessa, unita ad un ambiente facilmente infiammabile e con un allenatore poco propenso a compromessi ha portato la situazione ad esplodere nel giro di poche settimane in concomitanza con il periodo del mercato invernale. Alla fine di questo periodo turbolento (per usare un eufemismo) Villas-Boas ha rassegnato le dimissioni, il board del club è totalmente cambiato mentre la tifoseria a fine gennaio ha pensato bene di assaltare il centro sportivo della squadra. In questo contesto la squadra ha iniziato una pesante striscia negativa culminata poche settimane fa con la sconfitta in Coppa di Francia contro il Perpignan, squadra di quarta serie.

Per cercare di ricostruire un discorso tecnico, la prima scelta della nuova dirigenza è stata quella di consegnare la squadra nelle mani di un tecnico come Jorge Sampaoli, profilo senza dubbio perfetto per riaccendere l'entusiasmo in una piazza come quella di Marsiglia.

Nelle prime partite seduto sulla panchina del Marsiglia, il tecnico argentino ha mostrato subito quali sono le sue intenzioni tattiche: lo schieramento in campo dovrebbe portare alla ricostituzione del 3-3-3-1 di matrice bielsista. Ovviamente, però, il bielsismo di cui si nutre il gioco di Sampaoli non è esclusivamente riconducibile al modulo utilizzato ma deve portare avanti anche dei principi di gioco che al momento sono lontani dall'essere realizzati sul campo.

Fonte mappa Between The Posts
Il 3-3-3-1 di Sampaoli sulla carta è esemplificato dalla passmap qui a fianco: i tre centrali difensivi rappresentano la prima linea, e la prima novità voluta da Sampaoli è l'inserimento di Balerdi in pianta stabile nella linea difensiva a 3; la secondo linea è creata dal vertice basso di centrocampo, ossia Kamara, sul quale Sampaoli ha accettato la trasformazione in quella posizione voluta da Villas-Boas, ed i due esterni; le terza linea, invece, è composta dai tre trequartisti Payet, Thauvin e Khaoui che devono inventare per la punta che è Arkadius Milik. Proprio il centravanti arrivato a gennaio dal Napoli ha mostrato di essere molto a proprio agio al centro dell'attacco in questo progetto voluto da Sampaoli e chissà che non trovi finalmente quella continuità di rendimento che gli possa consentire di presentarsi da protagonistra al prossimo Europeo con la maglia della Polonia.

Dato lo schieramento tattico, i principi di gioco del tecnico argentino, tuttavia, non sono ancora stati messi in pratica: il Marsiglia in entrambe le fasi mostra un ritmo non in linea con quello che si addice ad una squadra di stampo bielsista. Le caratteristiche di giocatori come Payet e Thauvin difficilmente si sposano con la ricerca di ritmi alti, per cui sarà importante capire quali saranno le soluzioni che Sampaoli utilizzerà nel proseguimento della sua avventura. Nelle prime due partite sulla panchina del Marsiglia gli ingressi a gara in corso di Luis Enrique sulla sinistra e di Cuisance nella batteria dei tre uomini alle spalle della punta si sono dimostrati essere decisivi nelle vittorie finali delle due partite: chissà che a partire dalla prossima partita Sampaoli non inizi a prendere decisioni forti in termini di gerarchie in campo.

La partita dell'Allianz Riviera, dunque, si presenta come un match tra due formazioni che stanno cercando di trovare un nuovo indirizzo dopo un'annata piena di difficoltà: le due squadre rappresentano le città più rappresentative delle diverse anime del Sud della Francia ma rappresentano anche due club le cui proprietà intendono portare la Ligue 1 verso direzioni molto più ambiziose, per questo ci aspettiamo che anche la proposta di calcio che porterà questa partita vada verso questo tipo di direzione.


REGGINA - CHIEVO VERONA (DOMENICA ORE 15)

La serie B sta entrando ormai nella sua fase cruciale, dopo il turno infrasettimanale dello scorso martedì sono 9 le partite restanti da qui alla fine della regular season. Non ostante il calendario compresso e non ostante le grosse difficoltà economiche che molti club sono costretti ad affrontare in questa situazione, diverse squadre stanno mostrando il desiderio di proporre sistemi di gioco propositivi e con una propensione maggiore al rischio rispetto agli anni precedenti. Reggina e Chievo rientrano in questa categoria con proposte di gioco non sempre efficaci in termini di risultati ma molto riconoscibili dal punto di vista tecnico.

La squadra calabrese è tornata in B dopo diversi anni di assenza e dopo essere stata, nel primo decennio di questo secolo, presenza fissa in serie A: per l'anno del suo ritorno nella cadetteria il club ha deciso di costruire una squadra che unisse giocatori dalla prospettiva interessante e giocatori esperti dal nobile passato. Da una parte troviamo gente come Crisetig e Del Prato, dall'altra gente come German Denis e Jeremy Menez: ad accomunare questi profili c'è, indubbiamente, un'interessante cifra tecnica che, accompagnata dal dinamismo di gente come Folorunsho, Rivas ed anche Nicola Bellomo, ha reso questa squadra molto interessante da seguire.

A far rendere questa squadra al meglio delle proprie possibilità, però, è stato Marco Baroni: il tecnico ex Novara e Benevento ha trasformato la squadra che con il suo predecessore Toscano si schierava con un 3-4-1-2 che era valso la promozione in serie B ma che non sembrava essere altrettanto valido per il campionato di B. Dopo il cambio di allenatore ed il passaggio al 4-2-3-1 la squadra amaranto ha iniziato a girare con una media di 1,56 punti a partita che può essere senza dubbio definibile come una media da play-off.

Fonte Passmap @11tegen11_plots
Come si evince dalla passmap qui di fianco, lo schieramento creato da Baroni segue dettami moderni: sono riconoscibili i 5 uomini in fase di costruzione, composti dai 4 elementi della linea difensiva più uno dei centrocampisti centrali (in genere Crisetig, in questo esempio abbiamo Crimi); il secondo centrocampista centrale, invece, si associa al trequartista centrale in zona di sviluppo e rifinitura dove agiscono anche i trequartisti esterni che forniscono appoggio ai terzini in fase di sviluppo e si accentrano a creare densità in zona rifinitura. Altra particolarità della gestione Baroni è quella di ruotare diversi uomini nell'undici titolare sia a causa dei tanti impegni ravvicinati dovuti al calendario molto stretto della serie B, sia perché il tecnico di origini toscane può attingere da una rosa davvero ben assortita in termini qualitatitvi.


Fonte Passmaps @11tegen11_plots
Il Chievo, preso in consegna da Aglietti poco prima del lockdown nella scorsa stagione, è passato dal 4-3-1-2 con centrocampo a rombo ad un 4-4-2 maggiormente lineare ma con meccanismi molto particolari: i due esterni di centrocampo sono schierati, in gergo tecnico, a piede invertito, con il mancino Ciciretti che parte da destra ed il destrorso Garritano che parte da sinistra. Con uno schieramento di questo tipo ci si aspetterebbe in fase di possesso un 4-2-2-2 con i due esterni offensivi che si accentrano in zona di rifinitura, invece come emerge dalle passmap restano comunque schierati in ampiezza finché non ricevono palla: solo in quel momento conducono il pallone verso le zone centrali dove poi cercano di servire la giocata decisiva.

I fermo immagine qui rappresentano esemplificazioni di come il gioco del Chievo si sviluppi su catene esterne e tramite sovrapposizioni sugli esterni: nel primo caso abbiamo l'esterno che propone la sovrapposizione e l'altro esterno che attacca il secondo palo mentre le due punte tengono impegnati i centrali difensivi; nel secondo caso l'esterno si accentra per favore la sovrapposizione del terzino di parte: la maggior parte delle occasioni del Chievo sono create proprio utilizzando queste situazioni con cross verso l'area di rigore occupata dai due attaccanti ed il terzino opposto, oppure con un cut-back, ossia il passaggio all'indietro per il centrocampista centrale che arriva a rimorchio da dietro prendendo in controtempo le linee difensive avversarie.

Questa situazione e questa strategia aveva portato la formazione clivense ad essere in piena corsa per la promozione diretta fino al mese di gennaio; nel momento in cui, tuttavia, gli avversari hanno iniziato a bloccare queste combinazioni esterne, la squadra di Aglietti non si è mostrata in grado di trovare soluzioni di gioco alternative che l'hanno portata ad una serie negativa con 1 sola vittoria ed 1 pareggio nelle ultime 7 partite.

La classifica vede le due squadre distanti 7 punti: la sconfitta della Reggina a Brescia nel corso del turno infrasettimanale ha tolto agli uomini di Barone parte delle chances di riaccodarsi alla zona play-off che è distante 6 punti, tuttavia l'ottima media punti degli amaranto, unitamente alla serie negativa del Chievo rende questo match un crocevia importante per definire le gerarchie della zona play-off e se possa essere aperta ad un maggior numero di contendenti.

Friday, 15 January 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 13


Questa sera inizia un altro weekend ricco di sfide che, seppur rese meno affascinanti dall'assenza del pubblico, mantengono un grosso impatto a livello di rivalità e di passione che genera per i tifosi ma anche per chi le segue da semplice osservatore. Già questa sera il derby di Roma rappresenta un confronto che si racconta da solo, ma anche la sfida di domenica sera tra Inter e Juventus non necessita particolari presentazioni.

Per scoprire quali sono le altri grandi rivalità che si consumeranno sul terreno di gioco da qui fino a domenica, seguite questo post e state certi che ne avrete di motivi di restare sul divano in questo weekend.


PREMIER LEAGUE, LEEDS-BRIGHTON (SABATO ORE 16)


Non è certamente una rivalità al livello di Manchester United e Liverpool (impegnate ad Anfield domenica pomeriggio) quella tra Leeds e Brighton, non è neanche una rivalità quella tra Bielsa e Potter, ma certamente Leeds e Brighton rappresentano le squadre più interessanti e brillanti come espressione di gioco della Premier League al di fuori delle squadre copertina e vederle giocare l'una contro l'altra dovrebbe essere garanzia di uno spettacolo da seguire con grande attenzione.

Il Leeds di Bielsa è ormai oggetto di culto per gli amanti di un calcio che non metta il solo risultato al centro di tutto ma anche come ottenerlo, ed il tecnico argentino lo sta facendo con un gruppo di giocatori che appena 3 anni fa valevano una piazza di basso livello di Championship e che ha portato a vestire la maglia delle proprie nazionali, tra cui quella prestigiosa dei tre leoni d'Albione.

Il 4-1-4-1 del Loco si contraddistingue per la ricerca continua degli spazi per far avanzare rapidamente il pallone, usando al meglio tutta l'ampiezza del campo per costringere gli avversari a fare delle scelte su quali coperture privilegiare, a questo si aggiunge una continua ricerca di triangolazioni e di movimenti atti a smarcarsi per liberare un compagno, tutto allo scopo di arrivare al tiro nel modo più rapido possibile.

Fonte dati FbRef - StatsBomb
Come si evince dal grafico, creato sulla base dei dati relativi ai passaggi effettuati per tiro limitatamente alle squadre con un possesso palla medio superiore al 55%, il Leeds è la seconda squadra nei 5 principali campionati europei, per "verticalità" all'interno di questo specifico lotto alle spalle del solo Lione. Questo dato testimonia l'efficacia a livello di produzione offensiva del lavoro di Bielsa, spesso criticato per un approccio troppo idealistico al gioco del calcio, tuttavia non è possibile negare l'efficacia dell'approccio sotto questi termini.

Fonte dati FbRef StatsBomb
Dal punto di vista difensivo, invece, emergono i punti di forza e di debolezza dell'approccio bielsista del Leeds: dal grafico si nota come i Whites come l'approccio iper-aggressivo quando l'avversario entra in possesso del pallone sia molto redditizio in termini di contestazione dei passaggi avversari (solo le avversarie dell'Eibar hanno maggiori difficoltà a giocare il pallone nei principali campionati). L'altra faccia della medaglia sta nel fatto che l'approccio basato sugli uno contro uno può saltare nel confronto con avversari ben dotati tecnicamente, questo spiega l'elevato numero di conclusioni subite per partita subiti, così come la grandezza dell'indicatore mostra che la qualità media dei tiri subiti è molto alta. Non è un caso che nello stesso quadrante sul grafico troviamo il Verona di Juric, un'altra squadra che fa degli uno contro uno a tutto campo un elemento distintivo.

Il Brighton è una delle squadre più interessanti della parte destra di classifica della Premier, questo grazie alle idee di gioco di Graham Potter, allenatore chiamato dal club a fornire un gioco esteticamente più godibile e con prìncipi di gioco basati su una maggiore qualità del possesso palla.


Fonte passmap Between the Posts
Lo schieramento ormai consolidato dei Seagulls è quello di un 3-4-3 o 3-4-1-2 a seconda degli interpreti a disposizione di Potter. Come si nota dalla passmap qui a fianco il gioco parte sempre dai tre centrali difensivi e tende a svilupparsi utilizzando gli esterni, uno dei principali elementi su cui l'allenatore del Brighton ha messo la propria mano è l'insistenza di pretendere dai difensori la conduzione del pallone al fine di attirare il pressing avversario, una situazione che può generare vantaggi nel momento in cui il pressing viene superato ma porta con se anche il rischio di perdere palloni in zone del campo molto pericolose. 
I dati statistici mostrano come l'atteggiamento della squadra di Potter comporti dei vantaggi: il Brighton è sesto in classifica se consideriamo il differenziale tra xG effettuati e subiti (dati FbRef/StatsBomb), tuttavia quando poi andiamo a vedere cosa comporta questo in termini di dati reali, notiamo dei differenziali tra aspettative e realtà disarmanti (4 reti in meno realizzate rispetto agli xG e addirittura quasi il doppio se parliamo di reti subite) e spiegano perché la situazione di classifica resta molto critica.

Quello di Elland Road, dunque, si presenta come un confronto tra due squadre dalla forte identità e che intendono trasformare in punti quanto di bello ed interessante propongono sul campo, da un lato vedremo come il Leeds riuscirà a contrastare il possesso palla prolungato del Brighton, dall'altra la squadra di Potter cercherà di sfruttare a proprio vantaggio i punti deboli della grande pressione esercitata dagli uomini di Bielsa per poter, finalmente, invertire il trend negativo di risultati che non seguono le prestazioni.


PRIMEIRA LIGA, PORTO-BENFICA (VENERDI' ORE 22)


Porto e Benfica rappresentano la più forte rivalità in essere in terra lusitana: da 18 anni è solo una delle due a vincere il titolo e nello stesso lasso di tempo sono state le uniche ad arrivare in fondo alle competizioni europee (1 Champions League e 2 Coppa Uefa/Europa League per il Porto, 2 finali consecutive di Europa League per il Benfica).

Questa sera le due squadre si affrontano in una situazione di classifica quasi inedita in queste ultime stagioni: entrambe sono all'inseguimento dello Sporting Lisbona capolista 4 punti più avanti, ragion per la quale una sconfitta nella sfida del Dragao potrebbe mettere a serio repentaglio la rincorsa al titolo.
A dare ulteriore valore al match c'è il fatto che si tratta di uno scontro a cui assisteranno con grande interesse sia la Juventus che l'Arsenal, ossia le prossime avversarie europee delle due contendenti.

Il Porto di Conceiçao basa il proprio sistema di gioco su un 4-4-2 di base ma che presto si sviluppa in un 4-2-3-1 in fase di possesso il cui scopo è essenzialmente quello di sovraccaricare un lato di campo con la palla per poi cercare di colpire l'avversario sul lato debole o comunque con movimenti alle spalle della linea difensiva. Come si evince dal fermo immagine sopra, il lato palla è occupato da 5 uomini mentre la punta Marega attacca la linea alle spalle (avendo come opzione anche il terzino sul lato opposto pronto ad attaccare alle spalle del quinto di difesa avversario).

Questo fermo immagine, invece, mostra chiaramente come il Porto utilizzi spesso questa strategia che si basa sull'attrarre il movimento della linea difensiva per poi tentare un attacco diretto alle spalle, sostanzialmente la zona di rifinitura viene utilizzata come esca per creare indecisione nella linea difensiva.

Dall'altra parte, invece, il Benfica è solito schierarsi con un 4-4-2 che resta, però, solamente sulla carta, visto che Jorge Jesus (cavallo di ritorno in panchina dopo la trionfale esperienza al Flamengo) prevede la trasformazione della squadra in un 4-2-2-2 in cui le connessioni tra i due attaccanti e i due giocatori in zona rifinitura sono continui e permettono di creare fraseggi di altissima qualità. In questo contesto, ovviamente, sono esaltate le qualità delle punte a disposizione delle Aguias, ossia Seferovic, Gian Luca Waldschmidt e soprattutto Darwin Nuñez, l'attaccante uruguayano classe 1999.



A questi elementi in attacco si aggiunge il grande apporto in fase di rifinitura di Rafa Silva e Adel Taarabt; insomma il Benfica è uno squadra dal livello tecnico davvero eccelso e che Jorge Jesus non si fa problemi a sfruttare al massimo del loro potenziale rendendo la sua squadra una delle più spettacolari dell'intero panorama europeo.

Il Porto, invece, rappresenta una tipologia di calcio diversa ma non meno interessante, con un attacco molto più muscolare con il talento, invece, maggiormente concentrato sulle fasce laterali, dove stazionano "Tecatito" Corona ed Otavio, le guide tecniche di questa squadra non ancora oggetto del player-trading del club che quest'anno ha fatto cassa grazie alla cessione di Alex Telles al Manchester United, già discretamente sostituito dal nigeriano Zaidu.

Da un lato vedremo dunque una squadra che cercherà di sfruttare la profondità (il Porto) e dall'altra una che cercherà di sfruttare lo spazio tra le linee (il Benfica). Allora saranno probabilmente le fasi di non possesso a decidere la partita, da una parte la squadra di Conceiçao ha seri problemi in fase di transizione difensiva (già 3 reti subite in contropiede in stagione) vista anche la grande quantità di uomini che spesso porta in zona offensiva; dall'altra parte, invece, sarà curioso seguire come Otamendi e Vertonghen riusciranno a non concedere spazio a Marega e Mehdi Taremi.


SERIE A, TORINO-SPEZIA (SABATO ORE 18)

Nel weekend del derby di Roma e di Inter-Juventus anche la lotta alla salvezza presenta uno scontro molto interessante tra il Torino di Marco Giampaolo e lo Spezia di Vincenzo Italiano, due tecnici con idee di calcio molto precise e riconoscibili ma con differenti capacità nello riuscire a trasmetterle alle proprie squadre.

Che per Giampaolo l'avventura sulla panchina del Torino sarebbe stata una strada molto tortuosa era da mettere abbastanza in preventivo: la rosa granata era costruita per eseguire il calcio di Walter Mazzarri, un calcio quasi agli antipodi rispetto a quello dell'ex tecnico di Sampdoria e Milan.

E' sufficiente leggere la formazione-tipo del Torino per rendersi conto delle difficoltà che ha il tecnico nativo di Bellinzona a poter mettere in pratica il calcio che ha in mente, per questo non è un caso che abbia dovuto mettere in soffitta per un certo periodo il suo rombo di centrocampo e la difesa a 4 per passare ad un 3-5-2 maggiormente in linea con quanto visto nelle ultime stagioni dei granata.

Fonte passmap Between the Posts
Il passaggio alla difesa a 3 ha quanto meno permesso alla squadra di Giampaolo di avere delle soluzioni per l'uscita del pallone da dietro e nell'usare combinazioni per risalire il campo che non si limitassero al lancio verso Belotti sperando che l'attaccante bergamasco vinca i duelli individuali con il proprio marcatore. Il recupero di Izzo, per esempio, ha permesso la creazione di un triangolo, assieme a Singo ed a Lukic (quest'ultimi tra le poche note positive della stagione granata) che permetta alla squadra di avanzare con un minimo di concetto permettendo, allo stesso tempo, di esonerare Rincon da compiti di costruzione che non gli sono congeniali (l'assenza di un regista posizionato davanti alla difesa, elemento cardine del gioco di Giampaolo è la principale falla del Toro). Obiettivo di questa sessione di mercato per i granata, dunque, è quello di trovare gente in grado di non isolare Belotti nei suoi duelli individuali e trovare un sistema che permetta al pallone di muoversi in maniera più fluida; intanto, a mio parere, questa soluzione che vede il contemporaneo utilizzo di Lukic, Gojak e Linetty potrebbe essere un tampone che, una volta assorbito dalla squadra, potrebbe permettere alla squadra di Giampaolo di portare la testa fuori dalla sabbia.

Lo Spezia era partito nello scetticismo generale vista la rosa stracolma di esordienti in serie A, tuttavia il lavoro svolto da Vincenzo Italiano nella scorsa stagione aveva dato una chiara identità alla squadra che ha portato una forte consapevolezza nel gruppo sulle opportunità di giocarsela anche nella massima serie, e così con le difficoltà che il passaggi di categoria comporta, la squadra spezzina è riuscita a riproporre il proprio calcio anche in serie A senza mai farsi mettere sotto dai propri avversari.

Fonte dati FbRef StatsBomb
Come si evince dal grafico a fianco, la strategia di gioco di Vincenzo Italiano molto propositiva ed aggressiva comporta dei vantaggi in termini di capacità di recuperare il pallone così come di risalire il campo (molto suggestivo è l'utilizzo a tale scopo delle catene formate da terzino, mezzala ed esterno offensivo che ruotano all'interno di questa catena). A livello statistico il dato che spicca della squadra ligure è il dato degli xG su azione per tiro: in fase offensiva la qualità media dei tiri è la terza del campionato mentre a livello difensivo la qualità media dei tiri subiti è la peggiore della serie A, a dimostrazione dei vantaggi e degli svantaggi (calcolati) che il sistema genera.
La classifica, al momento, considerate le difficoltà ad inserire in rosa elementi con esperienza in serie A, mostra che il lavoro di Italiano funziona ed i 5 punti di vantaggio sulla zona retrocessione a questo punto della stagione rappresentano un risultato più che soddisfacente.

Dato che il gap di 5 punti coinvolge proprio le due squadre in analisi, è pressoché superfluo sottolineare l'importanza della partita, mentre è di sicuro interesse il confronto tra due allenatori che amano studiare soluzioni ambiziose per alzare il livello delle rispettive squadre.


SÜPERLIG, BESIKTAS-GALATASARAY (DOMENICA ORE 17) 


In un weekend ricco di sfide tra squadre rivali, non potevamo certo farci sfuggire uno dei derby più sentiti di Istanbul, ossia quello tra Besiktas e Galatasaray, che si affrontano domenica non solo per rinnovare la reciproca rivalità ma anche per giocarsi il primo posto in classifica nel momento che le due squadre sono divise da appena due punti con le Aquile Nere avanti di due punti e capolista del campionato.

I padroni di casa, dopo un inizio di stagione a rilento (3 sconfitte nelle prime 7 partite) hanno iniziato una lunga striscia positiva con 8 vittorie nelle ultime 10 partite, con i due esterni offensivi del 4-2-3-1 Ghezzal e Larin che hanno portato grande qualità nella trequarti avversaria ma soprattutto nella fase di finalizzazione, dove i loro tagli e la loro velocità nelle fasi di transizione offensiva rappresentano un grande pericolo per le difese avversarie.

Dall'osservazione delle posizioni medie tipiche della squadra allenata da Sergen Yalçin si nota come i due esterni offensivi tendano ad occupare quelle zone di campo ideale per effettuare i tagli nello spazio tra centrale difensivo e terzino avversario. Questa soluzione ha permesso all'esterno sinistro canadese Cyle Larin di essere l'attuale vicecapocannoniere del campionato con 11 reti, mentre l'algerino Rachid Ghezzal è il principale assist-man del campionato con 8 assist realizzati.

Fonte Posizioni Medie WhoScored


Sicuramente siamo lontani dai "fasti" della squadra che nel 2017 e nel 2018 aveva ben impressionato anche in Champions League ma sicuramente il lavoro svolto da Yalçin si sta rivelando sufficientemente efficace per rendere la squadra nuovamente competitiva per la vittoria finale del campionato, ed una vittoria nel derby contro il Galatasaray potrebbe consolidare oltre che il primato anche la consapevolezza del percorso che la squadra sta seguendo.

Quando parliamo di Galatasaray il primo nome che viene in mente è quello di Fatih Terim, per cui non c'è da sorprendersi se l'Imperatore abbia ripreso le redini della squadra per la quarta volta nella sua carriera. Anche per i Cimbom è tempo di austerità, nessun investimento sul mercato, unico nome di rilievo arrivato a parametro zero è quello di Arda Turan.

In questo contesto l'ex tecnico di Fiorentina e Milan si è messo all'opera per costruire una squadra che continuasse a giocare un calcio tecnico ed associativo in cui il gioco si sviluppi prevalentemente per vie centrali.

Fonte passmap StatsBomb
Per rendere possibile una fluida trasmissione del pallone Terim chiede ai centrocampisti avanzati del suo 4-1-4-1 di effettuare rotazioni e scambi di posizione che permettano alla squadra di avere il controllo del gioco nella trequarti avversaria e, soprattutto, permette ai giocatori più tecnici ed influenti come Belhanda e Arda Turan di essere sempre al centro del gioco e poter liberare spazi per l'attacco della linea difensiva avversaria o poter tentare l'aggiramento mediante le sovrapposizioni dei terzini sull'esterno.
Il Galatasaray con questo schieramento sembra aver trovato la propria strada che sembrava persa ad inizio stagione a causa delle cessioni e di alcuni infortuni importanti come quello di Muslera e, soprattutto, quello di Radamel Falcao che, pur non essendo più quell'attaccante che conoscevamo ai tempi dell'Atletico Madrid, resta sempre un giocatore importante per una squadra del livello attuale dei gialli e rossi di Istanbul.

Come avrete potuto evincere dall'analisi, il campionato turco non sta vivendo propriamente un'età d'oro e Besiktas e Galatasaray non sono da meno, tuttavia un derby ad Istanbul non è mai banale, in più vedere all'opera la tecnica nord-africana di Belhanda e Feghouli da una parte così come le volate di Ghezzal e Larin dall'altra, permette anche al valore tecnico della sfida di uscirne nobilitato.

Thursday, 22 October 2020

Consigli per il weekend calcistico Stagione 20/21, ep. 5

















Da venerdì scorso è iniziato un periodo che vedrà quotidianamente partite per quattro settimane di fila, per cui con tutti gli eventi che ci sono in corso, concentrarsi su ciò che avviene nel solo weekend può essere limitativo visto il menu che ci troviamo di fronte ogni giorno, ma visto che sarebbe consigliabile restare a casa in questo periodo per limitare i contagi COVID, il weekend, specie per chi in settimana è preso da altri impegni, resta il momento migliore per godersi un po' di eventi sportivi dal proprio divano.

Come nelle precedenti settimane ho scelto dal palinsesto le partite e le squadre che mi destano maggiore interesse, non solo per la partita in se ma anche per conoscere alcune squadre in vista dei prossimi impegni oppure per rivedere squadre che mi hanno favorevolmente impressionato in questo periodo.

Prima di procedere alla presentazione delle mie scelte partiamo da una premessa, questo weekend prevede una partita che non necessita di presentazioni ne di consigli, si gioca Barcellona-Real Madrid al Camp Nou, appuntamento sabato alle ore 16, non aggiungo altre considerazioni ed analisi ma non perdetevela!.


PREMIER LEAGUE UCRAINA, VORSKLA POLTAVA-SHAKHTAR DONETSK (SABATO ORE 13)


La prestazione dello Shakhtar a Madrid in Champions League è stata sorprendente sia perché si tratta pur sempre di disporre a proprio piacimento del Real Madrid, ma anche perché si tratta di una prestazione ottenuta non ostante le tante assenze (non che il Real fosse a pieno organico, anzi) e dopo un inizio di campionato tutt'altro che dominante se comparato con il dominio espresso nella massima divisione ucraina negli ultimi anni.

Difatti in questo momento la classifica del campionato ucraino vede la squadra di Castro all'inseguimento della Dynamo Kiev di Lucescu e del suo avversario di sabato, per cui dopo la vittoria di Madrid ed in attesa di un'importantissima sfida interna contro l'Inter, riuscire a riprendere la vetta della classifica scavalcando il Vorskla potrebbe certificare ulteriormente la bontà del lavoro del tecnico portoghese in piena continuità con quanto fatto da Fonseca negli anni precedenti.

La squadra allenata da Maksimov è impattata dalle assenze causa COVID, seppur non ai livelli dello Shakhtar, ma a sufficienza per costringere il tecnico ucraino a modificare il 3-4-3 di base con un 4-4-1-1 nell'ultima sfida di campionato vinta contro l'Olimpik Donetsk per 1-0 principalmente per ovviare dell'assenza degli esterni offensivo Ibrahim Kane, classe 2000, e Pavlo Rebenok; per questo la squadra della città di Poltava perde un po' della sua brillantezza offensiva ed anche alcuni meccanismi che probabilmente hanno necessitato di qualche revisione. 
Nella partita vinta nell'ultima giornata ad essere stato decisivo ai fini della vittoria è stato l'ingresso in campo in corso d'opera del trequartista Shcherbak, autore dell'assist per il goal di Kulach, capocannoniere della squadra con 4 reti e terminale offensivo designato.

Lo Shakhtar visto a Madrid (al netto del forte abbassamento del baricentro nel secondo tempo) parte chiaramente favorito in questa sfida, tuttavia le tante assenze causa COVID hanno portato Castro a tenere lo stesso 11 in campo per tutti i 90 minuti e dato l'impegno contro l'Inter in Champions, è giusto pensare che il tecnico portoghese possa rischiare di mettere in campo qualche elemento con meno esperienza, per esempio sarei curioso di capire se ci sarà spazio per il 21enne Marquinhos Cipriano, scuola San Paolo, esterno offensivo ideale per un 4-2-3-1 come quello dello Shakhtar che però finora ha raccolto solo 32 minuti in questa stagione.

LIGA, ATLETICO MADRID-BETIS (SABATO ORE 21)


La sfida del Wanda Metropolitano tra la squadra di Simeone e quella di Pellegrini è una sfida che merita di essere vista soprattutto per capire su cosa le due compagini hanno diritto a competere in questa stagione.

Per il terzo anno di fila gli osservatori (me compreso) cercano di capire se questo possa essere l'anno buono per la "decholizzazione" dell'Atletico Madrid, una cultura che ha reso grande questa squadra nel momento in cui il gap a livello di seguito ed a livello economico era sensibilmente inferiore a quello di Barcellona e Real, ma che adesso sembra penalizzare gli elementi a disposizione di Simeone.

La sconfitta subita in Champions per mano del Bayern in settimana a messo a nudo tutti i limiti di una squadra che, pur avendone i mezzi, non riesce a far rendere al meglio i propri uomini, una situazione che ben ha riassunto sul suo account twitter Ricardo Rubio:





Il Betis, invece, è ripartito in questa stagione consegnando la panchina a Pellegrini, in una ricerca reciproca di rilancio dopo le ultime stagioni non propriamente esaltanti in cui entrambi hanno puntato sulla costruzione delle squadre con tanta qualità dalla metà campo in su ma senza riuscire a farla esprimere al meglio; il tecnico cileno ha deciso di costruire la squadra con un 4-2-3-1 .

Come si evince dalla passmap della partita vinta contro il Valencia, la formazione di Pellegrini affida il proprio gioco coinvolgendo le zone esterno del campo, dove i terzini e gli esterni di parte si sovrappongono e creano diverse triangolazioni con il supporto di Fekir, chiamato dalla sua posizione di trequartista di dare maggiore qualità al possesso grazie alle sue giocate palla al piede (2,5 dribbling riusciti a partita e 2,8 falli subiti), non è un caso che le maggiori opportunità siano partite dai piedi di Joaquin (2,6 passaggi-chiave a partita) e Canales (2,3 passaggi-chiave ed anche 2 assist al suo attivo), con quest'ultimo che viene schierato da Pellegrini o come esterno offensivo a sinistra o come centrale di centrocampo, scelta avvenuta quando il tecnico cileno non aveva William Carvalho a propria disposizione. L'ultima partita persa contro la Real Sociedad, tuttavia, ha mostrato che se l'avversario è in grado di bloccare questi sfoghi laterali e tenere Fekir fuori dal gioco (o ancora peggio quando è lui stesso in una di quelle giornate di abulia) la squadra mostra segnali di essere del tutto innocua e con i due terzini alti e senza la cerniera di William Carvalho diventa anche molto vulnerabile in fase di non possesso.



PREMIER LEAGUE, ASTON VILLA-LEEDS (VENERDI ORE 21)


Il programma della Premier League e dell'intero weekend si apre con quella che a mio parere è la sfida più eccitante di tutto il fine settimana, al Villa Park si affrontano due formazioni che portavano con se un hype gigantesco dato, da una parte, dalla campagna acquisti e di rinnovi contrattuali del Villa da club con idee chiare ed ambiziose, dall'altra il Leeds con il progetto tecnico iniziato tre anni fa in Championship con la panchina assegnata a Marcelo Bielsa che ha costruito un meccanismo il quale oltre a riportare i Whites in Premier League dopo 17 anni, ha messo in luce una serie di individualità che sembravano destinate ad un percorso da comprimari nella Championship e che invece, adesso sono in misura fissa nell'agenda di Southgate e di altri commissari tecnici per il prossimo europeo.


Partendo dall'Aston Villa, il clamoroso inizio di stagione con 4 vittorie nelle prime 4 partite trae origine, a mio parere, dal lavoro svolto da Dean Smith nel momento più difficile della scorsa stagione, ossia la ripresa della Premier dopo il lockdown: in quel momento il Villa si presentava al restart della stagione con la peggior difesa del campionato, frutto di un atteggiamento molto propositivo ma che creava troppe opportunità agli avversari, tanto più che la capacità realizzativa della squadra in fase di possesso era tutt'altro che positiva visto che nessuno degli attaccanti a disposizione di Smith, in particolare Wesley, non sono stati in grado di trovare la via della rete. Così dopo il lockdown, sull'orlo della retrocessione, il tecnico ha preferito abbassare il baricentro della squadra e cercare di blindare la propria area di rigore e sperare nelle giocate degli uomini avanzati, la strategia si è rivelata efficace in termini di numeri difensivi (come si evince dalla grafica di Understat esposta sopra) e soprattutto ha permesso, grazie alle prodezze del capitano Jack Grealish, di portare a casa la salvezza all'ultima giornata complice anche il crollo finale del Watford.

E proprio dalla lezione dell'ultima stagione, allenatore e club hanno deciso di ripartire per costruire una squadra maggiormente competitiva: il primo passo è stato rinnovare e mantenere gli elementi più importanti della scorsa stagione, ossia il già citato capitano Jack Grealish, il duo di centrali difensivi formati da Konsa e Mings ed il brasiliano Douglas Luiz perno davanti alla difesa ed ago della bilancia dell'equilibrio della squadra di Smith; alla loro conferma il club ha completato la squadra con un recruiting da 10 in pagella: nel ruolo di terzino destro è arrivato Matthew Cash, reduce da una grande stagione con il Nottingham Forest in Championship, mentre per il ruolo del centravanti, il grande buco della scorsa stagione, il club ha deciso di fare un investimento importante per Ollie Watkins, capocannoniere della scorsa Championship con la maglia del Brentford, con cui ha sfiorato la Premier, ha coperto il ruolo del portiere acquistando un signor estremo difensore come Emiliano Martinez dall'Arsenal e, ciliegina sulla torta, ha preso in prestito dal Chelsea Ross Barkley che si è già rivelato decisivo con la rete al 90' contro il Leicester ma soprattutto ha permesso a Smith il passaggio al 4-2-3-1 che, così assemblato, permette di contenere gli avversari con un 4-4-1-1 che chiude le zone centrali ed allo stesso tempo permette sufficiente elasticità sulla base di come l'avversario cerca di attaccare (raddoppio terzino-ala in caso di attacco laterale, abbassamento di Douglas Luiz in caso di movimenti in zona di rifinitura da parte delle punte), mentre in fase di possesso permette a Grealish di avere un giocatore in più con cui connettersi e con cui ruotare le posizioni assieme a Watkins permettendo anche a McGinn di mostrare le proprie qualità negli inserimenti, insomma un meccanismo che sembra ben costruito e che, al momento, è decisamente ben suffragato dai risultati (punteggio pieno e miglior difesa con 2 goal e 3,9 xG subiti, dato StatsBomb).

Anche il Leeds, come molti di noi speravano, sta mantenendo le promesse di inizio stagione, la curiosità di vedere i principi di gioco di Bielsa nella competizione che, al momento, rappresenta il pantheon tattico a livello mondiale, era gigantesca e ciò che sta proponendo il Leeds in queste prime giornate è un piacere per gli occhi; il calendario ha già messo di fronte i Whites con Liverpool e City dando vita a due partite molto avvincenti dove è riuscita a raccogliere un punto ma ha mostrato che la sua squadra può davvero giocarsela con chiunque, stesso discorso per la partita di lunedì scorso persa contro il Wolverhampton in cui gli uomini di Bielsa meritavano molto di più, partita che ho analizzato separatamente nel blog e dove potrete trovare un compendio del modo di giocare della squadra dello Yorkshire.


Oltre alle trame di gioco ci sono anche i numeri a certificare l'unicità del credo calcistico di Bielsa che, oltre a vedere il Leeds in testa alla classifica dei km percorsi e degli scatti effettuati, domina la statistica dei palloni contesi agli avversari in pressione e dei tackles effettuati, chiara dimostrazione della propensione della squadra a non accettare il possesso avversario e non abbassare mai il proprio baricentro, a questo si aggiunge il dato sul PPDA che ha visto i Whites passare davanti al Southamption di Hassenhuttl di cui ho già disquisito nei miei precedenti post

Il ritmo vertiginoso proposto dal Leeds contrapposto alla compattezza ed alla qualità dell'Aston Villa renderanno, a mio parere, ci regalerà una sfida che potrebbe diventare la giusta pubblicità per riconoscere l'innalzamento generale del livello della Premier League.



LIGUE 1, NIZZA-LILLE (DOMENICA, ORE 17)


All'Allianz Riviera di Nizza va in scena una sfida tra due squadre che si presentano con convinzioni differenti ma molto vicine in classifica con la squadra di Vieira che si trova la quarto posto con 13 punti a -4 dalla formazione di Galtier che si trova in testa alla classifica con grande merito.

Il Nizza si presenta a questa sfida reduce dal pesantissimo 6-2 subito in casa del Bayer Leverkusen in Europa League, dove da un lato si è vista l'inesperienza della squadra in un contesto come quello europeo, ma soprattutto si sono viste delle difficoltà da parte della squadra a mettere in pratica le idee di Patrick Vieira; l'ex capitano dell'Arsenal degli invincibili ha deciso di portare in costa azzurra un gioco basato sul possesso insistito cercando di attirare la pressione degli avversari e dunque sfruttare gli spazi generati da questa circolazione della palla. 

A livello numerico questa strategia di Vieira trova riscontro nel dato del possesso palla (pari al 58%) ma un possesso visivamente molto sterile e, come visto nella partita di Europa League contro il Leverkusen anche molto rischioso in quanto spesso messo in difficoltà da squadre che organizzano bene la prima pressione.

La sterilità del possesso della squadra nizzarda è testimoniata dalla difficoltà ad avanzare in campo, utilizzando i dati di StatsBomb presenti sulla piattaforma FbRef, si evidenzia come la squadra di Vieira sia all'ultimo posto come passaggi progressivi in tutto il campionato (poco più del 7% dei passaggi permettono alla squadra di avanzare sul terreno di gioco), un dato che conferma quanto visto già nella scorsa stagione e spiegato maggiormente nel dettaglio nel mio post riepilogativo sulla Ligue 1 al termine (forzato) della scorsa stagione. Fatta questa premessa allora qualcuno si chiederebbe come riesca questa squadra a rendersi pericolosa in zona offensiva, la risposta sta nella qualità elevata dei suoi elementi offensivi, su tutti l'ex Lione Amine Gouiri, esterno offensivo del 4-3-3 o seconda punta in caso di utilizzo di un 4-4-2 o nel 3-5-2 visto a Leverkusen, capace di guadagnare palla al piede quel campo che con il possesso palla la squadra non è in grado di ottenere. 

Il Lille, invece, si presenta a questo confronto da capolista del campionato, a dimostrazione che il percorso iniziato tre anni fa sotto la gestione di Galtier e la direzione tecnica di Luis Campos continua a raccogliere frutti non ostante le cessioni parecchio profittevoli per le casse della società che, però, non minano il valore tecnico della squadra.
Dopo aver tentato ad inizio stagione un 4-3-3 contro il Rennes, il tecnico marsigliese è tornato al 4-4-2 in continuità con le precedenti stagioni ma con una tensione meno verticale rispetto allo scorso anno: l'arrivo di Botman al centro della difesa ha reso possibile un impostazione da dietro più pulita, ma soprattutto l'avanzamento in campo non avviene più cercando il riferimento offensivo come Osimhen lo scorso anno e Leao l'anno precedente, bensì tramite combinazioni strette tra le punte ed i due esterni offensivi che si accentrano creando spazio per le sovrapposizioni dei terzini oppure tagliano alle spalle della linea difensiva per essere imbeccati dai passanti dalla zona di rifinitura; esempio di questo piano lo abbiamo visto con il goal del 3-1 realizzato sul campo dello Sparta Praga giovedì in Europa League, con Soumare che ha imbeccato in verticale il taglio di Ikone.




Ma la forza della squadra del nord della Francia sta principalmente nella fase difensiva, con Maignan che finora ha dovuto raccogliere solo due palloni da dentro la sua porta, questo sia per merito della compattezza della squadra in fase di non possesso, grazie alle idee chiare che la squadra ha su come indirizzare il possesso avversario per poi aggredirlo, ed anche quando l'avversario riesce ad andare al tiro, è lo stesso estremo difensore a mostrare il suo valore tra i pali visto che ad oggi con un saldo positivo di +4,3 in termini di xG post-tiro è per distacco il miglior portiere del campionato.

Per il Nizza di Vieira, dunque, un test decisivo per capire quali possano essere le reali ambizioni della squadra in questa stagione, per il Lille, invece, un risultato pieno anche in questa giornata potrebbe permettere alla squadra di sentirsi giustificata ad alzare l'asticella degli obiettivi e chissà, lanciare un guanto di sfida al PSG.


Tuesday, 20 October 2020

La battaglia tattica di Leeds-Wolverhampton

Il Monday Night della Premier League ha visto affrontarsi ad Elland Road il Leeds di Marcelo Bielsa ed il Wolverhampton in salsa portoghese di Nuno Espirito Santo, due progetti tecnici altrettanto interessanti quanto antitetici tra di loro: da una parte abbiamo un club che ha deciso di affidare la guida tecnica ad un maestro come Bielsa sulla cui carriera esiste una bibliografia infinita e che basa il proprio progetto sulla crescita dei giocatori a livello tecnico e di conoscenza del gioco, dall'altra parte un club gestito sostanzialmente da un agente, ossia Jorge Mendes, che utilizza il club inglese per dare una vetrina di primo livello ai suoi assistiti più importanti.

Ma oltre alla diversa gestione societaria, a livello di campo c'era grande interesse (quanto meno da parte mia) di vedere contrapposti due visioni di calcio agli antipodi, con il gioco rapido e dominante voluto da Bielsa contro la compattezza ricercata dal tecnico portoghese per poi liberare le qualità individuali in uno contro uno dei suoi elementi offensivi, ne è venuta fuori una battaglia tattica da cui ne è uscito vincitore il Wolverhampton ma in cui il Leeds avrebbe meritato decisamente qualcosa in più.







GLI SCHIERAMENTI IN CAMPO 


Il Leeds di Bielsa viene schierato con il solito 4-1-4-1 di base, al centro della difesa Strujik sostituisce Cooper mentre Rodrigo Moreno viene riproposto nella batteria dei quattro uomini alle spalle della punta Bamford; dall'altra parte Nuno si schiera con un 5-3-2 di base dove i due esterni sono Semedo e Saiss, non certo due interpreti iper-offensivi, al centro del campo, invece, viene schierato Pedro Neto e Podence viene chiamato a fare coppia davanti con Raul Jimenez, ma come vedremo tra poco le modifiche allo schieramento sono state molteplici.





LE CATENE DEL LEEDS


Il gioco del Leeds prevede diversi modi per rendersi pericoloso e trovare la miglior soluzione per arrivare rapidamente al tiro cercando di disordinare quanto più possibile lo schieramento avversario, per Bielsa poter aggirare un blocco basso a compatto come quello del Wolverhampton era sicuramente una sfida che avrà stimolato il suo pensiero e questo lavoro si è ben visto nel corso della partita, specie nel primo tempo.

Il primo aspetto che è balzato all'occhio vedendo la partita (e confermato dai numeri, vedi accanto) è stata la capacità di muovere il pallone tramite le catene esterne, con Ayling, Helder Costa da un lato e Dallas ed Harrison dall'altro, coadiuvati dai movimenti dei centrocampisti centrali che andavano a sovraccaricare la zona palla per favorire gli scambi stretti in velocità oppure i cambi di gioco (22 cambi di gioco in tutta la partita, di cui 9 effettuati da Kevin Phillips) e soprattutto poter aggredire immediatamente non appena il pallone veniva riconquistato dai Wolves (17 pressioni effettuate dal solo Rodrigo in tutta la partita).

Questo è un esempio di come lavorava la catena di destra nella prima parte del primo tempo: il pallone portato da Ayling fa uscire Pedro Neto sul terzino del Leeds, lo spazio alle sue spalle viene preso da Klich che si ritroverebbe in una posizione favorevole in zona rifinitura, la scelta dei Wolves è quella di far uscire il centrale Kilman dalla linea difensiva, ma questo genera a sua volta spazio alle sue spalle che può essere attaccato da uno tra Helder Costa, Bamford o anche Rodrigo, in questa maniera i White sono andati al tiro per quattro volte nei primi 15 minuti, tuttavia solo in una occasione Rui Patricio è stato impegnato, ossia un colpo di testa di Bamford al 5'.


IL PASSAGGIO AL 5-4-1 DEI WOLVES


Con un inizio così complesso di partita, Nuno è stato chiamato a trovare delle contromosse per arginare le trame del Leeds, soprattutto per chiudere le linee di passaggio in zona rifinitura che tanti problemi hanno creato ai meccanismi difensivi della squadra.

La risposta dei Wolves, quindi, è stata quella di spostare Podence dall'attacco alla linea di centrocampo in modo da coprire al meglio tutti i corridoi in zona di rifinitura e dare meno scelta ai terzini del Leeds nell'attivare le catene laterali comprimendo tutti gli spazi. Il Leeds ha adeguato il proprio schieramento a questa scelta di Nuno sfruttando la libertà comunque lasciata a disposizione dei terzini di portare palla: non potendo sfruttare la zona rifinitura, ha richiesto ai due esterni di tenere i due quinti dei Wolves quanto più staccati dai centrali ed allo stesso tempo ha richiesto a Klich, Rodrigo e Bamford di invadere l'area di rigore al fine di avere un 3 contro 3 contro i centrali dei Wolves, infatti le statistiche parlano di 7 cross tentati da Ayling e 5 di Harrison dall'altra parte. La modifica, tuttavia, ha premiato Nuno che ha sfruttato la capacità dei suoi centrali di vincere i duelli in area contro gli attaccanti del Leeds, dove spiccano i numeri di Kliman che ha liberato per 9 volte la propria area di rigore (6 Boly, 5 Semedo, 4 Saiss).



LA QUALITA' DEI WOLVES PER DECIDERE LA PARTITA


Le capacità di Nuno di saper leggere le difficoltà della partita hanno permesso ai Wolves di non essere penalizzato dal dominio espresso dal Leeds per lunghi tratti della partita, quasi come se avesse scelto di far sfogare la squadra di Bielsa ed attenderli al varco nel momento in cui non fossero stati più in grado di reggere il ritmo.

Il passaggio al 4-5-1 in fase di non possesso ha innescato meccanismi diversi in fase di possesso una volta che la squadra fosse stata capace di alzare il baricentro:

La strategia, una volta recuperato il possesso del pallone era quello di cercare gli uomini di maggior qualità in grado di risalire il campo e far correre all'indietro il Leeds per recuperare campo e generare situazioni pericolose mediante giocate individuali: il grafico che ho creato qui a fianco ci mostra quanto i Wolves abbiano affidato il pallone a Raul Jimenez e Pedro Neto per raggiungere questo scopo oltre che a Dendoncker; la scelta, non possibile nel primo tempo grazie all'immediata ri-aggressione del Leeds, ha raccolto i propri dividendi nel secondo tempo: l'attaccante messicano ha chiuso la partita con 3 dribbling su 5 riusciti, Pedro Neto addirittura 6 su 11, mentre Dendoncker spicca per i duelli aerei vinti (7 su 7), meno coinvolto, invece, Podence che, però, nel primo tempo ha avuto sul piede l'unica palla goal costruita dai suoi in tutta la prima frazione; l'azione del goal che ha deciso la partita nasce su una giocata personale di Jimenez che conducendo la palla dall'esterno all'interno del campo si è creato uno spazio per una conclusione da fuori area che è terminata in rete grazie alla decisiva deviazione di Phillips.


I CAMBI DEL LEEDS PER L'ARREMBAGGIO FINALE


Per una squadra che fa del ritmo e della corsa i propri fondamenti di gioco, come Bielsa vuole per il suo Leeds, l'utilizzo dei cambi è fondamentale per il tecnico argentino per ovviare al fisiologico calo che la squadra può avere nelle fasi finali della partita, difatti, subito il goal l'obiettivo era quello di ricreare le situazioni viste nel primo tempo sperando anche in una minore tenuta della squadra di Nuno in fase difensiva, così gli ingressi Poveda, di Pablo Hernandez e Raphinha cercano di dare nuovo vigore alle linee avanzate con Ayling e Dallas ad agire da "braccetti" di una difesa che, sulla carta diventa a 3 con l'uscita di Struijk.


Anche l'assalto finale, come si evince dall'immagine qui a fianco, si è incentrato nell'occupare l'area di rigore con tanti uomini (5 contro 5 in questa situazione), una strategia che ha portato in due minuti a due conclusione in zona pericolosa di Pablo Hernandez e di Pobeda (quest'ultima quella che ha generato i maggiori xG secondo Understat) che però si sono frantumate sul muro difensivo dei Wolves.





CONCLUSIONI


La partita è stato davvero molto bella e ricca di spunti, come spesso accade quando si affrontano due squadre che esprimono visioni di gioco diverse sul campo da gioco; i numeri dicono che la partita avrebbe dovuta portarla a casa il Leeds (66% di possesso palla, 13 tiri contro 7) così come anche esposto dal dato degli xG (vedi sopra), tuttavia avere in squadra giocatori di qualità come Raul Jimenez, Pedro Neto (citando solo quelli più brillanti ieri sera) permette a Nuno di costruire strategie di gara in cui può affidare la fase offensiva solo alle qualità individuali di questi elementi. così come è da sottolineare la prestazione dei 3 centrali difensivi, in particolare al quasi esordiante Kilman, classe 1997, alla sua seconda presenza in stagione dopo le 3 collezionate in quella scorsa, oltre alle conferme di Conor Coady, ormai stabilmente nel giro della nazionale inglese, e di Willy Boly.
Leeds e Wolverhampton sono due squadre costruite con principi differenti ma con ambizioni comuni, per questo sarà decisamente molto stimolante seguire il loro cammino anche nel proseguimento di questa stagione.

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