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Thursday, 29 April 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 27

Foto account Twitter Perugia Calcio

Inizia il mese di maggio, fino a questo punto abbiamo messo in risalto i percorsi tecnici delle varie squadre in giro per l'Europa, abbiamo provato a scoprire qualche talento nascosto in campionati più remoti ed abbiamo approfondito tattiche e numeri per capire chi stava lavorando meglio e chi meno bene. Adesso tutti questi discorsi hanno una validità limitata: in questo mese si entra in campo per portare a casa un obiettivo, che sia la vittoria di un campionato, un piazzamento in una coppa europea o evitare una retrocessione. Il percorso tecnico e tattico di una squadra serve ad arrivare a questo punto della stagione in corsa per un obiettivo, ora si tratta di raccogliere quanto seminato e non sempre il percorso fin qui portato avanti può essere utile in questa fase della stagione.

Per questo motivo ho scelto dal calendario di questo fine settimana tre partite che saranno o potranno essere decisive per la storia di un campionato e per stabilire in novanta minuti se lo sforzo degli ultimi 9 mesi giocati tutti d'un fiato avrà avuto un senso oppure no.


FERALPISALO' - PERUGIA (DOMENICA ORE 15)

Dopo che il girone A ed il girone C della terza serie italiana hanno già decretato il vincitore che disputerà il prossimo campionato di serie B (il Como nel girone A, la Ternana nel girone C), il girone B ha previsto per il suo copione 90 minuti thrilling in cui Perugia e Padova si giocheranno la promozione diretta al termine di un campionato che ha vissuto una serie di colpi di scena che rendono imprevedibile anche l'esito di questi ultimi 90 minuti.

L'imprevedibilità di questo girone è data dalla presenza di diverse squadre molto competitive o per valori intrinseci alla squadra o per la bontà del progetto tecnico alle spalle: per questo motivo abbiamo visto alternarsi in vetta Padova, SudTirol ed infine il Perugia, tutte squadre che nel corso della stagione hanno dovuto lasciare diversi punti per strada contro squadre altrettanto attrezzate (vedi Modena) o con squadre mento attrezzate ma ben organizzate (come la Feralpisalò o la Sambenedettese che, invece, è messa molto male a livello societario).

La squadra umbra parte in questa giornata con il coltello dalla parte del manico, forte della possibilità di festeggiare il ritorno in B dopo la clamorosa retrocessione della scorsa stagione. La squadra oggi allenata da Fabio Caserta è retrocessa dalla serie cadetta non ostante una rosa per la quale si pensava addirittura ad un ruolo da protagonista nella lotta promozione, per cui non ostante qualche elemento che è fuoriuscito causa retrocessione (vedi per esempio il centrale difensivo Gyomber, ceduto alla Salernitana , o il terzino destro Mazzocchi ora al Venezia), la rosa ai nastri di partenza in questa stagione presentava tanti elementi fuori categoria come i centrocampisti Kouan e Falzerano o l'ex romanista Aleandro Rosi ed i difensori centrali Sgarbi ed il capitano Angella. A questi elementi Caserta ha chiesto è ottenuto il suo pupillo Salvatore Elia che ha lavorato con l'allenatore nelle ultime due stagioni alla Juve Stabia, mentre a centrocampo sono arrivati elementi di ordine come l'ex Pordenone Burrai, il greco Sounas e la sorpresa del francese Vanbaeleghem.

La forza della squadra di Caserta sta nella duttilità di molti dei propri elementi, con Rosi che può essere schierato indifferentemente da terzo in una difesa a tre a da quarto di destra in una difesa a quattro, stesso discorso per Elia che può giocare da quinto di centrocampo così come da ala destra o esterno offensivo di un tridente, così come Vanbaeleghem può giocare sia da centrale di una difesa a tre che vertice basso del centrocampo.

Nell'ultima partita di campionato contro il Matelica abbiamo visto questo cambio di modulo in corso d'opera da parte di Caserta, pur restando inalterati i compiti richiesti da chi occupava la specifica zona di campo: con il 4-3-1-2 di partenza, i due terzini erano chiamati a dare ampiezza, mentre Vanbaeleghem da vertice basso di centrocampo si abbassava vicino ai centrali difensivi con Sounas a Kouan che agivano su una linea più avanzata. In fase di non possesso, poi, il francese si abbassava ulteriormente per creare una linea difensiva a 5.

Dopo aver trovato la rete del vantaggio, invece, la squadra di Caserta si dispone con uno schieramento che prevede la scalata di Rosi affianco ai due centrali difensivi, Sounas che affianca Vanbaeleghem in mezzo al campo, con Kouan spostato assieme a Minesso in zona rifinitura mentre ad Elia è richiesta l'ampiezza a destra, così come all'esterno opposto Crialese viene chiesta la stessa ampiezza a sinistra, tuttavia questo è un compito che non è variato tra uno schieramento e l'altro. Grazie a questa duttilità tattica dei suoi elementi e del suo allenatore, la squadra umbra ha sfruttato al meglio il materiale importante a propria disposizione non ostante nel corso di stagione abbia dovuto fronteggiare diverse emergenze per gli infortuni, specie nel reparto difensivo.

L'ultimo ostacolo per ottenere la promozione per la formazione perugina è dato dalla Feralpisalò, squadra di proprietà dell'omonima azienda avente sede proprio in prossimità del Lago di Garda con idee ambiziose ma senza fare follie dal punto di vista economico. Nel corso della stagione, la squadra allenata da Pavanel è stata anche in corsa per giocarsi la promozione diretta fino a poco prima della fine del girone d'andata, salvo poi avere un calo a cavallo tra il vecchio ed il nuovo anno, fino a ritrovarsi fisicamente e mentalmente nelle ultime settimane: nella partita di domenica pomeriggio la squadra gardenese avrà un obiettivo comunque importante da ottenere, ossia mantenere il quinto posto dagli assalti della Triestina, una posizione che garantirebbe un piazzamento più comodo in vista dell'inizio dei playoff.

Fonte grafico Wyscout
Nel 4-3-3 con cui in genere la Feralpisalò si schiera in campo, l'uomo attorno al quale gira tutta la squadra è Federico Carraro: il regista classe 1992 è uno di quei talenti del nostro calcio che promettevano grandi cose quando faceva parte della primavera della Fiorentina ma che una volta entrato nel calcio professionistico non è riuscito a rispettare le aspettative che in tanti riponevano su di lui. Dopo aver girato diverse piazze della serie C, lo scorso anno la Feralpisalò ha deciso di affidargli le chiavi del centrocampo dopo che nella stagione precedente all'Imolese Alessio Dionisi lo ha definitivamente spostato nella posizione di vertice basso davanti alla difesa, ruolo e posizione in cui, a 28 anni, sembra in grado di poter ricostruire la propria carriera da calciatore. L'ex Fiorentina è il giocatore da cui passano tutti i palloni in fase di costruzione e si sta mostrando un giocatore molto valido anche in fase di protezione della linea difensiva, specie da quanto il tecnico Pavanel ha deciso di predisporre una fase di non possesso più attendista rispetto alla prima parte di stagione.

Gli ultimi 90 minuti della stagione regolare del girone B della serie C saranno sicuramente ricchi di patos, il Perugia deve vincere per essere certo di festeggiare la promozione, e l'avversario non sarà certo dei più comodi: insomma la domenica pomeriggio è pronta a regalarci tante emozioni. tra festeggiamenti o psicodrammi.


ZENIT SAN PIETROBURGO - LOKOMOTIV MOSCA (DOMENICA ORE 18)

Anche in Russia la stagione è in dirittura d'arrivo e proprio domenica sera potremmo avere la matematica certezza del vincitore del campionato: a differenza di quanto accaduto in altre parti in giro per l'Europa, qui non vi sono novità, lo Zenit è saldamente al comando ed è pronto a festeggiare il terzo titolo consecutivo davanti al proprio pubblico. Tuttavia l'ostacolo che divide la squadra di Semak dalla matematica certezza del titolo è proprio l'immediata inseguitrice, ossia la Lokomotiv Mosca di Marko Nikolic, lontana 6 punti in classifica e che andrà a San Pietroburgo non solo a rovinare la possibile festa allo Zenit,  ma cercherà anche di portarsi a -3 in classifica e dare tanto pepe alle ultime due giornate di campionato.

Della forza dello Zenit ne avevo scritto anche nei mesi precedenti, mostrando come la grande quantità di talento individuale a disposizione della squadra di San Pietroburgo sopperisse all'assenza di una strategia di gioco particolarmente brillante: in particolare l'utilizzo dello strapotere aereo di Dzyuba è stata una carta molto utilizzata da Semak nel corso della stagione; tuttavia, la povertà di soluzione tattiche si è poi vista in Champions dove lo Zenit è uscito nel girone in cui era testa di serie senza mai mostrare di essere competitivo.

Dopo la pausa invernale, invece, abbiamo visto una squadra che cercava di sfruttare in modo diverso il proprio dominio tecnico, questo grazie ad un 4-4-2 che in fase di possesso si trasforma in un qualcosa di molto simile ad un 4-2-2-2 e con anche delle rotazioni in zona rifinitura molto interessanti: come si vede dall'esempio tratto dall'ultimo match di campionato vinto agevolmente contro il Rotor, si vede come la seconda punta Driussi e l'esterno destro Malcom vadano ad occupare la zona rifinitura mentre l'esterno sinistro Mostovoj alterna movimenti in cui resta largo oppure taglia alle spalle della difesa. L'ampiezza viene, invece, garantita dai due terzini che salgono contemporaneamente protetti dalla coppia di centrocampisti centrali che si dividono i compiti. Grazie a questa migliore occupazione degli spazi e portando un maggior numero di uomini in fase offensiva, lo Zenit ha potuto portare avanti il proprio dominio, riscontrabile non solo nel primo posto in classifica ma anche nel dato delle reti realizzate e delle conclusioni effettuati, tutti dati in cui è ampiamente in vantaggio sulla concorrenza: stesso discorso vale per l'occupazione del terzo avversario, con il 34% la squadra di Semak ha un dato di gran lunga migliore della concorrenza (lo Spartak Mosca, con il 32%, è l'unica ad avvicinarsi).

La Lokomotiv arriva a questa partita reduce da una serie di 8 vittorie consecutive che l'hanno portata a risalire fino al secondo posto dopo che fino alla pausa invernale la squadra veleggiava a metà classifica, forse influenzata dal doppio impegno in campionato ed in Champions, dove, non ostante l'eliminazione, ha mostrato di saper reggere il confronto contro corazzate come Bayern Monaco e Real Madrid.

La squadra allenata da Nikolic è abbastanza riconoscibile nel suo 4-3-1-2 con alcune costanti, sia in fase di possesso e non possesso, che non cambiano anche se modificano gli interpreti in campo: il lavoro svolto nel memorizzare questi concetti di gioco hanno portato la squadra ad essere sempre in grado di sapere cosa fare anche in contesti di gara differenti tra loro.

In fase di costruzione la Lokomotiv chiede ai terzini di tenersi quanto più larghi possibili, mentre l'altezza è basata su quanto sia forte il pressing avversario, nel frattempo il vertice basso di centrocampo ed una delle mezzali restano in zona di sviluppo a supporto dei centrali difensivi: Se l'azione non può progredire centralmente, il pallone viene allargato su uno dei terzini: la mezzala presente su quel lato si muove alle spalle della seconda linea di pressione avversaria e si aggiunge agli "invasori", ossia il trequartista e le due punte. In questo caso il terzino destro ha la possibilità di ritornare al centro dal vertice basso oppure verticalizzare immediatamente sulla mezzala che si inserisce: la Lokomotiv appena può cerca di sfruttare la seconda opzione.

In questa maniera la squadra di Nikolic accede alla trequarti avversaria dove la mezzala dialoga in zona rifinitura con le due punte ed il trequartista che si muovono per occupare al meglio quella zona di campo e, allo stesso tempo attaccare la linea difensiva con un inserimento. In questa occasione vediamo che una delle punte (Smolov) viene incontro mentre l'altra (Kamano) attacca la linea difensiva; in altre occasioni il loro movimento è quello di allargarsi ai lati della linea difensiva in modo da aprirne le maglie.

Sul proseguimento dell'azione Smolov controlla il pallone spalle alla porta mentre il trequartista Zhemaletdinov cerca l'inserimento alle spalle della linea difensiva: questo movimento genera ulteriore spazio in zona rifinitura che viene preso dall'altra mezzala Krychowiak che serve l'inserimento di Barinov, la mezzala che con il suo inserimento aveva dato il via all'azione. In questo caso il centrocampista polacco è l'uomo che genera l'ultimo passaggio, ma molto più spesso è lui a finalizzare questo tipo di azioni, tanto da essere il giocatore con più conclusioni e più realizzazioni della squadra anche su azione. 

A completare il quadro sul 4-3-2-1 della Lokomotiv vi è la fase difensiva che, come tutte le squadre che si dispongono con il rombo a centrocampo, cerca di orientarsi prevalentemente sul pallone allo scopo di comprimere gli spazi all'avversario. Da questo fermo immagine si nota abbastanza chiaramente quanto sia stretta la linea difensiva e totalmente orientata sul pallone: allo stesso tempo si vede chiaramente quanta densità faccia la formazione di Nikolic in zona palla per ridurre le opzioni al giocatore avversario in possesso palla. Tuttavia questo sistema ha anche dei punti di debolezza che sono facilmente desumibili: qualora l'avversario sia in grado di cambiare fronte di gioco diventa estremamente complicato andare a riaccorciare anche sul lato opposto, esponendo dunque la difesa a situazioni di grande pericolo, soprattutto nel momento in cui il grande sforzo fisico richiesto per coprire il campo in questa maniera non viene a chiedere il conto, cosa che è avvenuta soprattutto nella prima parte di stagione quando la squadra dei ferrovieri era alle prese con la doppia competizione in Russia ed in Europa.

Sarà quindi una sfida molto aperta e spettacolare a mio parere: la Lokomotiv ha sempre vinto in campionato nel 2021 e non ha alcuna intenzione di vedere festeggiare i propri rivali, la capacità di muovere rapidamente il pallone può mettere indubbiamente in difficoltà la squadra di San Pietroburgo. I vari Driussi, Azmoun e Malcom dovranno alzare il livello del proprio rendimento per far male alla Lokomotiv, questo potrebbe essere un'ulteriore garanzia di spettacolo.


MONACO - LIONE (DOMENICA ORE 21)


Credo che ormai si siano spese davvero tante parole per raccontare quanto sia avvincente la lotta che si sta delineando nel campionato francese per tutti gli obiettivi: la vittoria del Lille domenica scorsa a Lione ha aumentato la convinzione della squadra di Galtier di poter davvero fare il colpo grosso in questa stagione, ma alle sue spalle PSG e Monaco sono li pronte ad aspettare un passo falso della capolista per poter operare il sorpasso.

Per i monegaschi le possibilità di restare in corsa per la vittoria finale passano per la sfida di domenica sera proprio contro il Lione di Rudy Garcia, uscito sicuramente distrutto nel morale per la rimonta subita dal Lille domenica scorsa ma allo stesso tempo vuole mantenere vive le speranze di restare in corsa per le prime tre posizioni che varrebbero l'accesso alla Champions League, un traguardo che sarebbe un giusto riconoscimento per l'ottima stagione disputata ma che rischia di essere vanificato dalla presenza di una concorrenza ancora più forte che però l'ex tecnico della Roma crede di poter battere.

La squadra di Kovac si presenta a questa sfida dall'altro di un girone di ritorno letteralmente dominato con 12 vittorie in 15 partite e con una crescita sia individuale di alcuni elementi (straripante lo strapotere a centrocampo della coppia Fofana-Tchouameni) che tattico di squadra. In queste settimane i meccanismi messi in piedi dall'ex allenatore del Bayern Monaco hanno permesso alla squadra di esprimersi a proprio agio anche in assenza del suo giocatore più rappresentativo, ossia Wissem Ben-Yedder: il capocannoniere e capitano della squadra monegasca è stato utilizzato part-time per alcuni problemi fisici ma la squadra non ne ha risentito anche grazie alle ottime prestazioni di un Stefan Jovetic restituito ad alti livelli.

Fonte dati FbRef / StatsBomb
La crescita delle prestazioni del Monaco ha seguito pari-passo il miglioramento delle prestazioni difensive: il talento a disposizione della squadra di Kovac nella metà campo avversario era già conosciuto, tuttavia restava da registrare la fase difensiva. E' qui che l'allenatore croato ha eseguito un lavoro estremamente importante: ha sfruttato la forza fisica dei suoi centrocampisti e dei suoi centrali difensivi per tenere sempre alto il baricentro anche in fase di non possesso e rendere a tratti impossibile all'avversario raggiungere l'area di rigore. Come si evince dal grafico qui esposto, la squadra monegasca è tra quelle che subiscono meno tiri a partita, inoltre solo tre squadre nei principali campionati europei concedono tiri dal livello di pericolosità inferiore; squadre che, allo stesso tempo, subiscono un maggior numero di tiri dagli avversari.

Il Lione indubbiamente sta disputando una bellissima stagione e sarebbe davvero un gran peccato vederli fuori dalla Champions: la squadra di Garcia ha mostrato di essere una contendente valida per il titolo e lo ha anche dimostrato nella partita persa contro il Lille, quanto meno per come la squadra ha interpretato la partita nel corso del primo tempo. Ciò che sta mancando in questo momento alla squadra lyonnaise è una condizione fisica in grado di sostenere l'ambizioso piano partita dell'ex allenatore della Roma: l'assenza di diversi elementi, soprattutto nel reparto difensivo, ed il recupero lento da precedenti infortuni di gente come Aouar, Cherki e Kadewere, si sta rivelando un problema nel momento in cui la squadra necessita di avere forze fresche nella fase finale della partita.

Il principale punto di forza della squadra allenata dall'ex tecnico della Roma sta proprio nella strategia di pressing molto simile a quella che il tecnico francese esercitava quando era allenatore della squadra giallorossa: in fase di non possesso, infatti, il 4-3-3 si trasforma in un qualcosa a metà tra un 4-3-3 ed un 4-1-4-1. Gli esterni offensivi, infatti, si abbassano sulla seconda linea di pressione, mentre le due mezzali si alzano quasi in linea con il centravanti a formare la prima linea di pressione. Lo scopo di questa scelta sta nella maggiore capacità degli interni di andare a prendere i centrali di centrocampo avversari, mentre gli esterni si occupano, appunto, delle zone laterali chiudendo la linea di passaggio verso l'esterno offensivo avversario togliendo l'opzione di passaggio più semplice al terzino avversario. Lo studio della strategia di pressing da parte di Garcia ha consentito al Lione di raccogliere molti dividendi nel primo tempo, tuttavia il gran lavoro richiesto ai due interni Paqueta e Caqueret si è visto nel secondo tempo quando i due hanno perso forza e lucidità, situazione che ha portato al grave errore del brasiliano in occasione del momentaneo pareggio del Lille.

Lo schieramento in fase di costruzione da parte del Monaco rischia di essere meno produttivo il pressing del Lione, vista la capacità del duo di centrocampo di resistere al pressing avversario ed anche considerato il diverso scaglionamento in campo della squadra di Kovac. Nel precedente di Coppa di Francia disputato un paio di settimane fa il Monaco ha vinto per 2-0 soprattutto grazie alla capacità di mandare più volte a vuoto i tentativi di pressing della squadra di Garcia. Sarà sicuramente una grande sfida in cui il Lione si gioca tutto, ma anche il Monaco non può certo guardarsi indietro, speriamo di vedere un bis della bella sfida tra Lione e Lille di domenica scorsa.

Friday, 5 March 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 20


Quello in partenza stasera è un altro weekend ricco di sfide importanti, si parte dai derby di Manchester e di Madrid al Der Klassiken di Germania, così come al crocevia dei destini di Inter e Juventus in serie A nelle sfide contro Atalanta e Lazio. Tutto questo arricchisce un palinsesto ricco di spunti in giro per l'Europa: le mie scelte sono ricadute su tre match che si disputeranno rispettivamente nelle giornate di sabato, domenica e lunedì giusto per evitare sovrapposizioni e per poterne prendere nota e seguirle nel corso del weekend.


FRIBURGO - LIPSIA (SABATO ORE 15,30)

Questo weekend la Bundesliga merita di avere tutti gli occhi su di se per la grande quantità di scontri interessanti creati dal calendario: infatti questo è il fine settimana del Der Klassiker tra Bayern e Borussia Dortmund, così come quello della sfida pirotecnica tra Borussia Moenchengladbach e Bayer Leverkusen, protagoniste all'andata di un 4-3 quasi epico; pur in presenza di questi big-match, il campionato ha altre due protagoniste che per motivi diversi si stanno ritagliando un ruolo importante in questo campionato e che sabato pomeriggio si sfideranno una contro l'altra, mi riferisco a Friburgo e Lipsia.

La squadra della città della Foresta Nera resta una delle più interessanti della Bundesliga per proposta di gioco e per individualità mostrate in campo: per chi segue il campionato tedesco la cosa non è una sorpresa considerando chi detiene la cabina di comando, ossia Christian Streich, allenatore dalle importanti conoscenze calcistiche unite ad una capacità importante (stando agli addetti ai lavori) nel saper empatizzare con i propri calciatori, facilitando dunque la possibilità di trasmettere il proprio pensiero sul campo.

Una delle costanti del tipo di gioco di Streich sta nella ricerca degli spazi in zona centrale tramite uno stile di gioco che sia quanto più possibile verticale. Nell'esempio che vedete a fianco si può notare l'esecuzione di questo piano: il 4-4-2 di base si trasforma in un 4-2-2-2 con i due esterni offensivi che entrano nel centro del campo mentre le due punte raccolgono i palloni che arrivano direttamente dalla difesa; come si nota, anche i due centrocampisti centrali giocano molto vicini rendendo possibile la conquista della seconda palla. In fase di non possesso, lo schieramento torna ad essere un 4-4-2 ma con un baricentro che cerca di non essere molto basso per evitare di farsi chiudere in area di rigore: questo approccio si è rivelato molto utile e funzionale soprattutto contro le grandi della Bundesliga, tanto che nell'ultimo mese sia Borussia Dortmund che Bayer Leverkusen hanno dovuto lasciare l'intera posta in palio alla formazione di Streich.

Sul Lipsia di Nagelsmann ormai sappiamo tutto: siamo di fronte ad una delle squadre più importanti d'Europa allenata da uno degli allenatori più brillanti ed influenti del continente: il lavoro fin qui svolto dalla squadra di proprietà della Red Bull in questa stagione li ha portati a tenere il passo del Bayern Monaco superando alcuni momenti di appannamento. La partita di Friburgo è un crocevia importante per la formazione di Nagelsmann per restare attaccata ai bavaresi e, chissà, sperarne in un nuovo passo falso per poter addirittura prendere la vetta della classifica.

Nelle ultime settimane, specie in concomitanza con un periodo poco brillante della squadra culminato in un'inopinata sconfitta a Mainz, si è cominciato a parlare di quello che sembra essere il punto debole della squadra che Nagelsmann ha cercato in tutti i modi di mascherare ma spesso senza successo: la fase di finalizzazione. La partenza di Werner ha senza dubbio tolto al Lipsia quello che era l'uomo che dava la profondità alla squadra e finalizzava il lavoro svolto dai compagni: quest'anno, invece, gli attaccanti a disposizione di Nagelsmann faticano ad essere particolarmente incisivi in fase conclusiva, probabilmente anche a causa di una scarsa attitudine a cercare la profondità.

Come si evince dal fermo immagine, per caratteristiche il centravanti di questa stagione, ossia Youssuf Poulsen, tende principalmente a venire incontro alla palla per giocare di sponda e permettere ai centrocampisti alle proprie spalle (Nkunku o Dani Olmo o Sabitzer come in questo caso) di chiudere una triangolazione che li porti davanti al portiere: questa sembra la formula più ricercata dal Lipsia per arrivare alla porta vista, appunto, la poca propensione del danese ad attaccare la profondità anche perché, per caratteristiche fisiche, non è propriamente un fulmine di guerra.

L'altra soluzione cercata per attaccare la linea difensiva è quella di arrivare dall'esterno e cercare di riempire l'area di rigore con quanti più uomini possibile e posizionati in punti diversi dell'area di rigore: questa soluzione è quella che, nell'ultima partita con il Moenchengladbach vinta di rimonta, ha permesso ai Die Roten Bullen di trovare la via della rete. 
I numeri, tuttavia, mostrano come le difficoltà in fase di finalizzazione esistano: l'attacco è il quinto del campionato con 43 reti realizzate ed il sesto per xG per tiro (fonte Wyscout), un dato che mostra come spesso la squadra sia costretta a prendersi tiri da posizione poco favorevole; altro aspetto che nelle precedenti settimane ha contribuito alla perdita di qualche punto per il Lipsia sta nei numeri difensivi: nel corso del 2021 in campionato il numero dei goal subiti (11) in 10 partite è già superiore a quanto fatto segnare nelle giornate di campionato disputate nel 2020, ossia 9 reti in 13 partite.

Su questi numeri hanno influito parecchio alcuni grossi errori individuali commessi dai difensori del Lipsia, errori che sono anche costati la sconfitta nella sfida d'andata contro il Liverpool negli ottavi di Champions, il cui ritorno il Lipsia dovrà affrontare successivamente a questa dura trasferta contro una squadra che sa bene come sfruttare gli errori avversari e ad indurli mediante la loro pressione.

SUPERLIGA DANESE, BRONDBY-COPENAGHEN (DOMENICA ORE 14)

Come indicato e prospettato da molti osservatori attenti del calcio internazionale, l'epicentro della costruzione del talento a livello europeo si sta spostando verso il nord del continente: basti pensare ai tanti talenti norvegesi in giro per l'Europa, la Svezia che ci ha negato l'accesso ai Mondiali nel 2018 per poi raggiungere i quarti di finale in Russia, i miracoli dell'Islanda e, più di recente, della Finlandia. In questo contesto non può certo mancare all'appello la Danimarca che, di talento ne ha sempre messo a disposizione, o tramite i propri talenti o tramite quelli prodotti dal proprio campionato: così abbiamo visto il Midtjylland accedere alla Champions League e mostrare i propri talenti, abbiamo visto in Italia sbocciare il talento di Mikkel Damsgaard cresciuto nel Nordsjoelland.

Anche in questa stagione il campionato danese sta rispettando le aspettative e sta mettendo in mostra altri nuovi talenti pronti ad essere lanciati nel mercato internazionale: la sfida tra Brondby e Copenaghen metterà in mostra alcuni elementi molto interessanti oltre ad essere una partita che ha un valore molto importante per la classifica e non solo, visto che qui si tratta del derby della città di Copenaghen, parecchio sentito dalle due tifoserie non ostante la rivalità abbia origini molto recenti nel tempo.

Il Brondby tra le due contendenti è la squadra con maggiore tradizione e dominatrice in suolo danese fino agli anni '90 (con annesse due sfide contro la Roma in Coppa Uefa nel 1991 e nel 1995 che i tifosi giallorossi ricordando con molto piacere), poi la costituzione dell'FC Kobenhavn ha tolto prima lo strapotere cittadino e, conseguentemente, il dominio nazionale. 

Alla squadra giallo-blu il titolo nazionale manca ormai dal 2005, un periodo davvero lunghissimo per una squadra che dal 1985 al 2005 non ha mai lasciato le prime due posizioni in classifica: a partire da un paio d'anni, tuttavia, le cose sembrano in fase di miglioramento, grazie al miglioramento dello scouting di giovani calciatori da sviluppare all'interno del proprio settore giovanile.

All'interno del 3-4-3 (o 3-4-1-2) messo in piedi dal tecnico Fredriksen, gli elementi che si stanno maggiormente mettendo in luce e che stanno mostrando la bontà del lavoro svolto a livello giovanile sono il centrale di centrocampo Morten Frendrup, classe 2001, e soprattutto Jesper Lindstrom, classe 2000 che in questa stagione sta esplodendo al punto di esordire in nazionale lo scorso novembre.

Nel sistema scelto da Fredriksen, che prevede una squadra che cerca la giocata in verticale quanto più velocemente possibile, il ruolo di Lindstrom è indispensabile nel trio d'attacco: è difficile dargli una collocazione tattica perché nel foglio formazione lo possiamo trovare come esterno offensivo, come punta centrale ed anche mezzala. Le sue funzioni sono quelle di muoversi e cercare lo spazio per la giocata in rifinitura o in finalizzazione: la sua capacità principale è quella di saper evitare la marcatura dell'avversario e trovarsi, dunque, lo spazio per effettuare la giocata. Come si evince dai fermo immagine qui di fianco, la sua capacità di riconoscere il modo con cui tenersi lontano dall'avversario gli permetta poi di avere il tempo giusto per trovare la giocata decisiva, che sia una giocata di prima intenzione alle spalle della difesa come nel primo esempio, o che sia farsi trovare smarcato al tiro da posizione favorevole creando una linea di passaggio al proprio compagno. Queste capacità lo hanno portato a mettere insieme 9 goal e 4 assist a fronte di 1,73 passaggi per il tiro a partita e 5,98 dribbling tentati a partita (fonte Wyscout), a dimostrazione che si tratta di un giocatore che tenta sempre la giocata per arrivare alla porta senza mai essere conservativo nelle scelte, insomma il corollario perfetto per un sistema di gioco diretto come quello dei giallo-blu.

Dall'altra parte della barricata troviamo il Copenaghen (o Kobenhavn per i puristi della definizione originale) che ha raccolto proprio dal Brondby il dominio interno a partire dal 2000 collezionando 12 titoli in 20 campionati. Nelle ultime stagioni il Midtyjlland, a sua volta, ha iniziato fortemente a contrastare il dominio della squadra bianco-blu che, adesso, si trova ad assumere il ruolo della squadra in rincorsa e, guardando la classifica, non solo nei confronti dei campioni uscenti, ma anche nei confronti dei grandi rivali del Brondby.

Ad oggi, infatti, la squadra allenata da Jess Thorup, che ha preso le redini della squadra dopo la fine dell'era Solbakken, si trova a dover risalire in classifica e ricucire un distacco molto importante su Brondby e Midtjylland: per questo motivo il derby con i rivali giallo-blu rappresenta un crocevia importante per il proseguimento della stagione.

Guardando le prestazioni del Copenaghen ciò che emerge è la difficoltà a trovare un equilibrio nel 4-2-3-1 con cui la squadra si schiera in campo: la principale problematica sta nella gestione delle transizioni, con la squadra che alza diversi giocatori nella metà campo avversaria in fase di possesso, curando molto poco le marcature preventive esponendosi, dunque, alle transizioni avversarie, come ben si evince dal fermo immagine qui a fianco. Ma anche in fase di difesa schierata i limiti difensivi del Copenaghen sono evidenti: nel secondo esempio la linea difensiva viene schiacciata dagli attaccanti mentre i due centrali di centrocampo si lasciano entrambi attirare dalla palla, questo genera spazi per un rimorchio da parte di un centrocampista avversario, sono tante le situazioni in cui la squadra di Thorup subisce queste situazioni vanificano la qualità del gioco offensivo prodotto.

Il gioco offensivo resta, dunque, il principale punto di forza di questa squadra che, infatti, ha il maggior numero di goal segnati in campionato (37) ma è anche la terzultima difesa con 31 reti subite. Con una squadra così sbilanciata in avanti, dunque, è chiaro che ad emergere a livello di singoli siano gli elementi offensivi: Jonas Wind, classe 1999, è il centravanti del Copenaghen e sta trovando una grande stagione a livello realizzativo grazie alle 11 reti realizzate frutto di una percentuale di conversione dei tiri vicina al 30%; al suo fianco occhio anche alla crescita del nativo di Sierra Leone ma naturalizzato danese, Mohammed Daramy, classe 2002 che, quando impiegato largo a destra riesce sempre a creare qualcosa di molto interessante.

Per questo motivo, dunque, questo derby della capitale danese mostra enormi spunti di interesse e metterà in vetrina la prossima interessante generazione di talenti del calcio danese, un movimento la cui crescita deve essere vista con enorme attenzione e che potrebbe, chissà, riportare in futuro un paese del Nord Europa a portare a casa un trofeo internazionale in maniera meno epica ma più programmata dell'Europeo vinto dalla Danimarca nel 1992.


PREMIER LEAGUE RUSSA: RUBIN KAZAN - ZENIT SAN PIETROBURGO (LUNEDI ORE 14,30)

Nello scorso weekend è ripreso, dopo la pausa invernale il campionato russo, un campionato che, a livello internazionale, mostra ancora di essere molto indietro rispetto a molte altre nazioni pur essendoci club in grado di investire grosse somme di denaro da utilizzare sia sul mercato che sulle strutture e gli impianti sportivi.

Non ostante le disponibilità economiche i club russi faticano ad attirare giocatori di talento nel prime della carriera per aumentare il tasso tecnico delle squadre e del torneo, per questo tendono a ripiegare su nomi importanti ma che, evidentemente, non sono più competitivi per contesti di un certo livello.

Uno degli esempi più evidenti di questa situazione è proprio lo Zenit San Pietroburgo, la capolista del campionato che ha infarcito la propria rosa di giocatori come Malcom, Driussi, Lovren e Rakitsky pensando di poter ottenere quel salto di qualità necessario ad essere competitivi in Champions League, cosa che, invece, non è accaduta ma quanto meno le ha permesso di acquisire uno status, nel campionato russo, da prima della classe difficilmente attaccabile.

Fonte passmap account Twitter 11tegen11 plots
Come già accennato in un precedente post, il gioco dello Zenit fa molto affidamento sullo strapotere fisico di Dzyuba al punto dal renderlo il fulcro del gioco della squadra nel momento in cui non si riesce a risalire il campo con qualità: prendendo a riferimento la passmap dell'ultima partita di campionato contro il Rostov (pareggiata per 2-2) si nota come il gioco ristagni sul lato sinistro del campo non potendo avanzare per vie centrali. Inoltre come si nota dai dati indicati a margine della mappa si può notare come il centravanti sia il giocatore su cui vengono diretti i passaggi progressivi e come sia lui stesso il giocatore che riesce a guadagnare più campo con il pallone ai piedi.

Insomma lo Zenit tende ad usare un sistema abbastanza semplice quanto redditizio per poter mantenere la supremazia in patria, quantomeno per il momento. Tuttavia lo stesso sistema che raccoglie dividendi in campionato mostra forti lacune superato il Mar Baltico.

Per questa ragione il campionato russo necessità di realtà in grado di contestare la supremazia dello Zenit cercando di far crescere elementi di talento ed inserirli in un sistema di gioco propositivo in grado di esaltarli: lo abbiamo visto nei post precedenti con la Dinamo Mosca, lo stiamo vedendo anche con il prossimo avversario dello Zenit, ossia il Rubin Kazan.

La squadra di Kazan è allenata dall'ex commissario tecnico della nazionale russa Slutsky che sta schierando la squadra con un 4-1-4-1 ricco di talento e di tecnica, tanto da essere la squadra che ricerca di più i dribbling e le giocate individuali in tutto il campionato. Ad eccellere in queste situazioni ci sono i due esterni offensivi Makarov e soprattutto Kvaratskhelia: nel momento in cui l'avversario non concede il centro del campo il Rubin si allarga sui propri terzini che cercano di servire i due esterni offensivi i quali, con le loro conduzioni conquistano il centro del campo e puntano verso la porta liberando a loro volta spazio per i loro compagni.

Tra i due, tuttavia, è il georgiano, classe 2001, a sublimare la fase offensiva del Rubin Kazan: le sue grandi doti in dribbling (quasi 16 tentati a partita con una percentuale di riuscita di poco inferiore al 50% secondo i dati Wyscout) e la sua eleganza quando conduce il pallone lo rende sia molto bello da vedere dal punto di vista puramente estetico, ma anche funzionale nel momento che attira sempre raddoppi di marcatura che liberano spazio per i compagni: per dare un'esemplificazione delle qualità del georgiano ho estratto le sue giocate nella sfida di campionato disputata nello scorso weekend sul campo dello Spartak Mosca, partita vinta dal Rubin per 2-0 e che ha rimesso in corsa la squadra granata per un posto nell'affollata lotta per un posto in Europa.

Friday, 11 December 2020

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 10



Quello in arrivo è un weekend con due derby che si presentando da soli come quello di Manchester e Madrid (soprattutto quest'ultimo potrebbe essere dare un indirizzo molto delineato alla Liga), mentre in Francia la rivalità tra PSG e Lione avrà un nuovo capitolo domenica sera che potrebbe sovvertire o consolidare le gerarchie del campionato francese. Oltre a questi incontri di cartello che nobilitano questo weekend calcistico, come da mia abitudine, vi consiglio altre partite meritevoli di considerazione, questa settimana le partite scelte sono 4.


MARSIGLIA-MONACO (SABATO ORE 17)


La Ligue 1 continua ad essere dopo 13 giornate molto incerta grazie ad una concorrenza che sta rendendo la vita difficile ai tentativi di fuga del PSG che domenica sera affronterà il Lione in una sfida tutta da seguire, tuttavia la partita che merita la considerazione per questo weekend è la sfida tra Marsiglia e Monaco, due squadre che con un percorso tecnico diverso e con difficoltà diverse stanno tenendo il passo delle migliori con addirittura i marsigliesi che sono la potenziale capolista del campionato viste le due partite da recuperare sulla concorrenza.

La squadra di Villas-Boas ha costruito un'identità di squadra molto solida e basata su un possesso basso molto insistito cercando di affidare la rifinitura alle giocate individuali dei trequartisti a sua disposizione (Payet, Thauvin, Sanson e Cuisance).

Dall'analisi delle passmaps delle ultime due partite di campionato (fonte Between the Posts) si nota abbastanza chiaramente la tendenza della squadra marsigliese a tenere un baricentro non troppo alto, con l'impostazione gestita dai due centrali difensivi e da Rongier con Kamara che resta basso semplicemente per dare equilibrio allo schieramento e permettere ai terzini di dare maggiore ampiezza in zone più alte del campo, per il resto sono le rotazioni dei tre uomini alle spalle di Benedetto a cercare di trovare la giocata per disordinare le difese avversarie, un sistema molto elaborato e che porta pochi giocatori ad invadere la trequarti avversaria e che sta raccogliendo dividendi in campionato in termini di risultati (come detto in premessa il Marsiglia è potenzialmente primo in classifica) ma meno dal punto di vista statistico (la squadra ha un saldo xG negativo, seppur di poco), il che significa che senza un innalzamento del livello di gioco le overperformance riscontrate finora possono portare ad una regressione dei risultati, cosa che è ben riscontrabile nelle prestazioni in Champions League, dove la squadra di Villas-Boas ha raccolto solo una vittoria nel proprio girone ed ha dovuto dunque abbandonare l'Europa.

Dall'altra parte il Monaco rappresenta un progetto di gioco molto più aggressivo e propositivo con, ovviamente il rovescio della medaglia di lasciare spazi in transizione che la espongono a livello difensivo. Il 4-2-3-1 di Kovac si trasforma in un 4-2-4 in fase di possesso o ancor meglio un 2-4-2-2 con i terzini che si alzano a livello dei due centrocampisti centrali ed i due esterni d'attacco che si accentrano nei mezzi spazi, in questo contesto trovano il loro habitat naturale Kevin Volland che è libero di muoversi su tutto il fronte d'attacco per sfruttare e creare spazi e soprattutto sta esplodendo Soufiane Diop

Come si evince dal grafico elaborato tramite i dati del sito FbRef possiamo vedere tra i giocatori nati dopo il 2000 quali sono i giocatori maggiormente creativi della Ligue 1, dove troviamo elementi già nominati dai miei post precedenti come Adli, Aouchiche, David e Gouiri, alle loro spalle ecco che si erge l'esterno offensivo del Monaco che, a differenza degli altri gioca in posizioni spesso defilate ed anche arretrate, ha messo a referto più di 3 occasioni create a partita. All'apporto di Diop si aggiunge, invece, un giocatore che di primavere alle spalle ne ha molte di più, ossia Cesc Fabregas, a cui Kovac ha affidato il ruolo di super sub nei momenti in cui la squadra necessita di trovare una certa organicità in campo, sistemato in posizione di trequartista lo spagnolo dispensa la sua sapienza calcistica e la sua tecnica ed il riconoscimento degli spazi da attaccare: la partita simbolo dell'ex Arsenal e Barcellona in questa stagione è stata la partita contro il PSG in cui entrato nel secondo tempo sullo 0-2 ha sostanzialmente da solo permesso al Monaco di ribaltare la partita.

Con questi elementi a disposizione l'ex tecnico del Bayern Monaco sta progressivamente ricostruendo una squadra in grado di tornare in zone che di classifica confacenti al blasone del club ed i propositi della proprietà, questo sta avvenendo grazie ad una strategia di gioco molto aggressiva che, nel momento in cui sarà in grado di gestire le transizioni avversarie (e, dati gli uomini a disposizione tra Fofana e Tchouaméni davanti alla difesa e Badiashile e Disasi al centro della difesa la cosa non mi sembra impossibile se viene fatto il giusto lavoro su di essi) potrebbe tornare ad essere una squadra in grado di tornare a competere per la Champions e per il campionato; questa squadra rappresenta il banco di prova, dunque, per le ambizioni del Marsiglia in una partita in cui entrambe le squadre cercheranno di avere il pallone e riconquistarlo quanto prima possibile, chi sarà in grado di uscire dalla pressione avversaria in maniera più brillante avrà la meglio in questa partita, per cui le strategie in tal senso di Villas-Boas e Kovac saranno decisive per stabilire chi avrà il comando della partita e, se equilibrio sarà, toccherà allora ai vari Payet, Thauvin, Diop Fabregas e Gelson Martins trovare la giocata per romperlo l'equilibrio.


ZENIT SAN PIETROBURGO - DYNAMO MOSCA (SABATO ORE 17)


Il campionato russo vive il suo penultimo weekend prima della pausa invernale che terminerà a fine febbraio, il bilancio, al momento, del calcio russo per club resta abbastanza povero in termini di risultati a livello europeo, con il solo Krasnodar che rappresenterà la nazione nella fase ad eliminazione diretta delle coppe europee grazie alla retrocessione in Europa League ottenuta ai danni del Rennes nel girone E della Champions League.

Tra le protagoniste negative della campagna europea delle squadre russe ci sono Zenit e Dynamo Mosca, le due squadre che si affrontano sabato in una sfida che potrebbe avere risvolti molto importanti per l'andamento di questo campionato che, come quasi tutti i campionati in Europa, vivono di grande equilibrio con le prime tre della classifica (Zenit, Spartak e CSKA) in 3 punti e un altro gruppetto di 4 squadre (Dynamo, Rostov, Lokomotiv e Sochi) distanziate tra 5 ed 8 punti dalla vetta.

Lo Zenit per il secondo anno consecutivo è uscito malamente dal girone di Champions League di cui era testa di serie mostrando ancora una volta di avere una rosa non in grado di competere a livello internazionale non ostante la presenza di nomi importanti come Malcom, Driussi ed anche lo stesso Azmoun, tuttavia la squadra di Semak ha mostrato di non avere una chiara strategia di gioco, così come mostrato in campionato, dove le individualità riescono a sopperire alla mancanza di coralità della squadra, mentre in Champions determinati giocatori non hanno mostrato di poterlo fare.

Il gioco della squadra fatica a progredire mediante uno sviluppo della manovra palla a terra, uno dei motivi è, come detto sopra, l'assenza di una reale strategia, ma il più importante è, a mio parere, la presenza di Dzyuba li davanti che spesso e volentieri viene utilizzato come target per i lanci in avanti e poter quindi lavorare sulla seconda palla o sulle triangolazioni strette con il trequartista che si inserisce. Come si evince dalle statistiche elaborate da WhoScored lo Zenit è la squadra che riesce a mettere a segno più lanci lunghi di tutti, a dimostrazione dell'importanza che ha questa mossa per il gioco della squadra di Semak.




Per la Dynamo, invece, la stagione europea è finita in maniera ancora più prematura, eliminata nei preliminari dell'Europa League, tuttavia la squadra allenata da Schwartz, come già indicato in un post dedicato nelle settimane precedenti, sta seminando un percorso che potrebbe portare a delle soddisfazioni sia in termini di risultati, sia in termini di sviluppo di elementi russi in grado di avere un valore in prospettiva migliore rispetto alla generazione attuale.



Tra i giocatori che si stanno mettendo in luce nella squadra moscovita abbiamo diversi elementi di grande interesse sotto i 23 anni: dalla grafica di WhoScored filtrata per i migliori giocatori russi del campionato aventi meno di 25 anni, troviamo ben 4 elementi della Dynamo, con l'esterno sinistro offensivo Daniil Lesovoy che ha il miglior rendimento all'interno di questa classifica che include anche il centrale difensivo Evgeniev, il terzino sinistro Dmitri Skopintsev e soprattutto la mezzala Daniil Fomin, giocatore indispensabile nel sistema di Schwartz in grado di poter giocare da centrale nel 4-2-3-1, ma anche alzarsi in zona di rifinitura nel 4-1-4-1 mostrando ottime capacità sia in fase di sviluppo che di rifinitura ma anche di finalizzazione grazie ad ottime capacità in fase di inserimento, insomma quello che si definirebbe un centrocampista completo, così come già segnalato in un mio precedente post a riguardo e che a partire dallo scorso ottobre è entrato nel giro della nazionale russa.

Insomma quella di sabato a San Pietroburgo è una sfida tra la squadra che rappresenta la massima forza del calcio russo e, dunque la più recente tradizione, e quella che sta cercando di portare un rinnovamento in termini di qualità di gioco ed individuale, a questo si aggiunge la classifica corta a dare un valore importante anche in termini di classifica.


LA FINALE DI MLS CUP (DOMENICA ORE 1.30)


Come tradizione la prima metà di dicembre è quella che assegna il titolo nella MLS e, negli ultimi anni tradizione nella tradizione è quella di trovare i Seattle Sounders a giocarsi il titolo, visto che con quella della notte tra sabato e domenica, saranno 4 finali nelle ultime 5 edizioni; a sfidare la squadra di Brian Schmetzer saranno i Columbus Crew che ospiteranno la sfida al MAPFRE Stadium.

La squadra che ospiterà la finale è giunta fin qui grazie ad un cammino netto nei playoff, frutto di uno stile di gioco molto tecnico e propositivo che ha visto la squadra allenata da Caleb Porter crescere progressivamente nel corso della stagione dopo un'annata (quella 2019) che li ha visti fuori dai playoff, tuttavia il tecnico ed il club hanno deciso di costruire una squadra adatta al tipo di gioco da voler proporre, basato sul possesso palla e su una costruzione che parta dai difensori centrali e che si sviluppi sugli esterni; in questo contesto sono stati molto utili gli arrivi di Zelaryan a supporto della punta Zardes, così come quello del centrocampista ex Atlanta Nagbe davanti alla difesa che, assieme a Artur (autore del goal della vittoria nella finale di Conference contro New England) formano un'ottima cerniera davanti alla difesa oltre ad ottime qualità di resistenza al pressing in fase di possesso, a questo si aggiunge una coppia centrale difensiva di esperienza formata da Afful e Jonathan Mensah, classe 1990, che qualcuno dalla memoria importante può ricordare da ragazzo vestire la maglia dell'Udinese.

Anche Seattle è costruita allo stesso modo, con un giocatore come Lodeiro e Cristian Roldan che sviluppano il gioco per innescare il centravanti peruviano Ruidiaz o i tagli dell'esterno offensivo Jordan Morris, tuttavia ciò che contraddistingue i Sounders è la grande forza mentale che la squadra mostra in un contesto come quello dei playoff, altrimenti sarebbe difficile spiegare la rimonta completata nei 15' minuti finali della finale di Conference contro Minnesota in cui la squadra di Schmetzer è stata in grado di rimontare da 0-2 ottenendo l'accesso alla quarta finale nelle ultime 5 stagioni. 


Avendo le due squadre uno stile molto simile in fase di possesso, dove invece vediamo la differenza è sulla fase di non possesso, dove (seppur limitatamente alle partite dei playoff fin qui disputate) si nota una maggiore aggressività dei Sounders rispetto a Columbus, dato desumibile dalla quantità di tackles effettuati dai campioni in carica contro il dato degli intercetti che vede chiaramente avanti la squadra che ospiterà questa finale che preferisce, invece, difendere con un blocco compatto chiudendo gli spazi agli avversari. E' dunque alta la probabilità di vedere una partita che si deciderà probabilmente su questo aspetto, ossia la capacità di Columbus di usare le proprie qualità in fase di possesso per superare l'aggressività di Seattle, ma ovviamente non sarà solo questo, la forza mentale e l'abitudine a queste sfide da parte della squadra di Schmetzer potrebbe essere la chiave di volta anche per questa finale, per cui Columbus dovrà restare in partita ed imporre il proprio gioco fino alla fine per portare a casa la MLS CUP. 


ATALANTA-FIORENTINA (DOMENICA ORE 15)


La Serie A mette in scena nel weekend un turno in cui non sono previsti scontri diretti, per cui potrebbe essere l'occasione per dare una prima scrematura delle posizioni in vetta alla classifica ed iniziare ad allungarla: per questo molte sfide rappresentano appuntamenti cruciali per molte protagoniste del campionato, una su tutte è l'Atalanta di Gasperini che ha raggiunto in settimana il secondo passaggio consecutivo alla fase ad eliminazione diretta della Champions League e che adesso proverà a riaccodarsi alle zona alte della classifica anche in campionato.

La squadra di Gasperini è alle prese con un processo (non so quanto voluto) di trasformazione del modo di giocare della squadra, decisamente meno aggressivo e dai ritmi più blandi rispetto alle scorse stagioni: sono tante le ragioni che hanno portato a questa situazione ma opinione personale è che il passaggio così breve tra il quarto di finale contro il PSG e l'inizio della nuova stagione abbia svuotato fisicamente e psicologicamente la squadra che fatica a reggere i ritmi di lavoro dello staff di Gasperini, generando quindi una condizione deficitaria in molti interpreti (vedi Zapata e Papu Gomez su tutti) che va ad influire sull'esecuzione dei meccanismi ormai oliati da 5 anni, non è un caso che gli elementi che meglio stanno facendo in questo periodo sono Romero e Pessina, ossia i due elementi di novità nella rosa in questa stagione.

Nella partita vinta in settimana contro l'Ajax e che è valso il passaggio agli ottavi di Champions si nota come la squadra bergamasca si difenda ormai con un blocco compatto e medio-basso (nel fermo immagine trovate tutti i 10 giocatori di movimento) senza però perdere la specificità dell'orientamento sull'uomo, anche il dato del PPDA conferma questo nuovo approccio dei nerazzurri, con un valore di 9,66 che la assesta in una posizione di metà classifica in questa specifica statistica.



Ad affrontare questa "nuova" Atalanta ci sarà una squadra che cambia sempre pelle ma senza cambiare il senso della propria stagione, ossia la Fiorentina, prima ed unica squadra (al momento) ad aver cambiato allenatore in serie A in questa stagione. Il passaggio da Iachini a Prandelli non ha ancora portato a dividendi in termini di risultati, tuttavia il tecnico di Orzinuovi sta cercando di portare dei cambiamenti in termini di mentalità ancor prima che tattici, prediligendo un calcio fatto di possesso palla (d'altronde con la miriade di giocatori tecnici che si ritrova in rosa il calcio reattivo e di transizioni di Iachini comprimeva molto le qualità di molti elementi) ma soprattutto un orientamento all'uomo in fase di non possesso per cercare di recuperare rapidamente il possesso.

Come si evince da quanto elaborato dal sito Understat dal momento dell'insediamento di Prandelli la squadra viola è al terzo posto in termini di PPDA, a conferma che almeno questo cambio di strategia sta raccogliendo i suoi frutti, in molti potrebbero obiettare il fatto che l'aver giocato due partite interne contro Benevento e Genoa possa aver influito sul dato, ed invece anche nella partita di San Siro contro il Milan l'indice PPDA (7,92) è in linea con la media di queste tre partite (7,86). Indubbiamente ciò che è mancato alla squadra fiorentina in queste partite è la capacità in fase di rifinitura e finalizzazione, dove sinceramente continuo a vedere grosse difficoltà a far coesistere Ribery e Castrovilli che tendono ad occupare la stessa porzione di campo piuttosto che creare una catena con Biraghi, così come restano un mistero le prestazioni delle punte a disposizione di Prandelli (Vlahovic, Cutrone e Kouame), per cui staremo a vedere come e se Prandelli riuscirà a trovare una quadratura a questo cerchio che sembra tutt'altro che perfetto.

Questo Atalanta-Fiorentina, dunque, rischia di essere una partita giocata con strategie opposte rispetto a quelle viste negli ultimi precedenti, con una Fiorentina che potrebbe essere, stando a questi recenti sviluppi della strategia di gioco, maggiormente aggressiva contro un' Atalanta, invece, maggiormente attendista, per questo la sfida del Gewiss Stadium è la partita tatticamente e tecnicamente più stimolante di questa giornata.

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