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Monday, 30 January 2023

AZ-Utrecht, anatomia di un 5-5

 


Cosa raccontare di una partita che è terminata 5-5? Superficialmente si può parlare di una sfida degna più del calcetto infrasettimanale tra amici anziché di una partita di Eredivisie, ossia il principale campionato olandese. Ed invece, come per ogni cosa della vita, non ci si deve mai fidare delle apparenze; la match analysis serve a guardare le partite aldilà del risultato e cercare di dare una spiegazione a qualcosa che in apparenza non ne ha.

Per cui scopo di questo articolo è quello di razionalizzare quanto avvenuto nella serata di sabato all'AFAS Stadion di Alkmaar, dove l'AZ padrone di casa e l'Utrecht hanno dato vita ad una partita memorabile e che ci consegna delle riflessioni su cosa vorremmo da una partita di calcio.

Thursday, 16 December 2021

La fluidità in salsa olandese di Ajax e AZ Alkmaar


Che il 4-3-3 sia il mantra del calcio olandese non lo scopriamo certo oggi, ma a differenza di quanto visto con le varianti di Zeman, Vincenzo Italiano e Steven Gerrard (senza contare quella di Jurgen Klopp) quanto proposto da Ajax ed AZ Alkmaar nella sfida di domenica, mostra chiaramente quanto Erik Ten Hag e Pascal Jensen lo declinino lasciando grande libertà di movimento ai propri calciatori e studiando accorgimenti al fine di limitare il 4-3-3 avversario fino a renderlo estremamente fluido.

La partita è terminata con la vittoria della squadra di Alkmaar per 2-1 che ha portato come conseguenza l'accorciamento della classifica della Eredivisie adesso comandata dal PSV Eindhoven, non male per il campionato la cui unica rappresentante in Champions ha chiuso la fase a gironi a punteggio pieno e che, invece, non riesce a fare il vuoto in campionato: un buon segnale di salute per la massima divisione olandese.

LE FORMAZIONI INIZIALI

Una cosa che emerge in maniera netta alla lettura delle formazioni iniziali sta nell'età media delle due squadre con i lancieri in campo con 4 giocatori nati dopo il 2000 e l'AZ il cui Jordy Clasie nato nel 1991 era il giocatore più anziano a disposizione di Pascal Jansen.


Mentre il 4-3-3 dell'Ajax è ben riconoscibile nello schieramento iniziale, quello dell'AZ viene indicato in grafica come un 3-5-2 ma vedremo bene come le caratteristiche dei giocatori e la necessità di modellare lo schieramento nelle varie fasi di gioco porti la squadra a schierarsi in diversi modi sul terreno di gioco.


GLI SCHIERAMENTI IN POSSESSO DELLE DUE SQUADRE

A dimostrazione del fatto che parlare di moduli di gioco è un esercizio aleatorio, basta vedere come le due squadre modifichino il proprio schieramento in fase di costruzione per rendersi conto come entrambe ricercassero l'obiettivo di coprire al meglio il campo in ampiezza ed avere superiorità numerica in fase di uscita del pallone.

Lo schieramento dell'Ajax in fase di costruzione vedeva la posizione asimmetrica dei due terzini, con Blind che andava a posizionarsi largo a sinistra in avanti, mentre Rensch restava basso assieme ai due centrali difensivi: se il numero 15 dell'Ajax si staccava, toccava ad Alvarez abbassarsi in linea con i centrali difensivi per garantire la presenza di tre uomini allo scopo di mantenere la superiorità numerica contro i due attaccanti dell'AZ in prima pressione. L'ampiezza a destra invece era data da Antony, il cui duello con Wijndal sarà una della chiavi della partita.

Anche l'AZ seguiva la stessa logica in fase di prima costruzione: la prima linea è composta dai due centrali difensivi più il terzino destro Witry, questo spiega la scelta di Jansen di schierare Sugawara in una posizione di ala, questo perché il giapponese classe 2000 aveva il compito di fornire l'ampiezza a destra mentre sul lato opposto agiva il terzino sinistro Wijndal. La seconda linea di costruzione era composta generalmente da Clasie e Midtsjo con De Wit che, invece, si staccava alle spalle delle linee di pressione dell'Ajax e collegarsi con le punte Pavlidis e Karlsson. Il fatto che il giocatore svedese sia stato utilizzato in questa posizione da seconda punta anziché da esterno sinistro del tridente è una chiara dimostrazione di come il tecnico dell'AZ abbia decisamente rimodulato il proprio 4-3-3 in un 3-2/3-2 in fase di possesso.

Le posizioni medie dell'Ajax mostrano chiaramente la posizione di Blind più alta rispetto a quella di Rentsch e la centralità di Antony e Tadic nel cercare di sviluppare la manovra. Altro elemento identitario della formazione di Amsterdam e che si evince dalla mappa è il baricentro alto della squadra, acuito ulteriormente dalla necessità di dover portare dalla propria parte l'inerzia del match sempre rimasta dalla parte dell'AZ. A differenza di quanto fatto dalla squadra ospite con il proprio centravanti Pavlidis, Haller è stato poco coinvolto nel possesso palla della squadra di Ten Hag: i suoi movimenti a venire incontro per giocare a muro con i centrocampisti avrebbero permesso alla squadra di rompere le linee difensive avversarie, cosa raramente accaduta nel corso della partita.

Dall'altra parte vediamo come la squadra di Jansen sia stata costretta a dover giocare una gara di trincea per lunghi tratti della partita. A livello di posizioni si può notare come la squadra in fase di possesso tenesse Sugawara e Wijndal a dare ampiezza e spettasse a loro anche il compito di legare la fase di costruzione con quella di sviluppo; ma soprattutto si può evincere quante volte la squadra si sia appoggiata sul centravanti Pavlidis per risalire il campo. I suoi duelli con i centrali dell'Ajax hanno spesso dettato alcuni momenti chiave della partita, tra cui il goal con cui il greco ha sbloccato la partita proprio su un'azione originata da un pallone da lui ripulito dopo un disimpegno dei propri compagni di squadra.

L'ORGANIZZAZIONE DELL'AZ IN FASE DI NON POSSESSO


Il dato del possesso palla a fine partita è stato abbastanza chiaro: l'Ajax ha chiuso il match con il 65% di possesso a proprio favore contro il 35% dell'AZ, per questo motivo la partita si è giocata principalmente su come la squadra ospite fosse in grado di rendere sterile il possesso avversario e massimizzare al meglio il proprio.

Anche nella progressione del dato nel corso della partita il pallone è sempre stato prevalentemente giocato dalla formazione ajacide, tuttavia, specie nel primo tempo, la squadra della Frisia ha cercato a tratti di sfruttare la grande qualità a propria disposizione per alleggerire la supremazia avversaria, e va detto che l'obiettivo è stato raggiunto, visto che la prima azione pulita costruita dall'Ajax è arrivata nei secondi iniziali del secondo tempo grazie ad una conclusione di Berghuis su suggerimento di Haller (proprio quel movimento che spesso è mancato nella partita della squadra di Ten Hag).



Questo sta a significare che l'organizzazione difensiva della squadra di Jansen è stata ottimale e ben preparata dal tecnico dell'AZ, il tutto grazie ad una strategia mista tra difesa posizionale e marcature a uomo.

Il primo elemento costante della fase difensiva della squadra di Alkmaar sta nella marcatura quasi a uomo di Wijndal su Antony: come si evince dall'esempio e come abbiamo avuto modo di vedere prima nel descrivere lo schieramento dell'Ajax in fase di possesso, il giocatore brasiliano era l'elemento deputato a dare ampiezza alla manovra della squadra per poi sfruttare le sue infinite qualità tecniche e nell'uno contro uno per generare situazioni di pericolo; vista la centralità del giocatore brasiliano nel sistema di gioco dei campioni d'Olanda, Jansen ha pensato bene di permettere al suo terzino sinistro di occuparsi solamente di lui staccandosi dalla linea difensiva sia su palla laterale che su attacco centrale. Decisivo a questo punto è stato il compito di De Wit che andava a coprire lo spazio che si creava tra terzino e centrale difensivo, assorbendo quindi l'inserimento del giocatore dell'Ajax di turno che andava ad attaccare quello spazio (in questo esempio è addirittura Timber a cercare l'inserimento in quella zona.

Il dato relativo ai duelli difensivi vinti dal terzino sinistro e capitano dell'AZ provano la bontà della scelta strategica dell'allenatore erede di Slot; la grafica, inoltre, ci mostra la grandissima partita anche di Midtsjo e Clasie nel negare gli inserimenti a Gravenberch e Tadic. Per un sistema offensivo così tecnico e basato sulle abilità negli uno contro uno come quello dell'Ajax, trovare una squadra con una strategia difensiva così ben preparata è stato davvero difficile generare pericoli per la porta di Vindhal. Il dato dei 3xG creati dalla squadra di Ten Hag alla fine della partita è frutto di 19 conclusioni la gran parte arrivate nell'arrembaggio finale (e per questo motivo il risultato finale è senz'altro bugiardo) ma soprattutto con una distanza media delle conclusioni di 18,41 metri dalla porta, poco meno di 3 metri in più rispetto alla media delle conclusioni effettuate in stagione dai prossimi avversari del Benfica negli ottavi di Champions League. Sono piccole statistiche che mostrano quanto comunque l'AZ sia stato in grado di limitare una squadra che spesso abbiamo visto arrivare al tiro con facilità irrisoria in questa stagione.

Secondo elemento di riferimento per capire la fase di difesa posizionale della squadra ospite, sta nella trasformazione del modulo di gioco in un 4-4-2 o 4-4-1-1 quando l'Ajax portava il gioco nella metà campo avversaria. Dall'esempio si possono notare le due linee da 4 ed allo stesso tempo si può notare ancora una volta le posizioni di Wijndal e De Wit, gli estremi mancini delle due linee che però adattano la propria posizione rispetto ai movimenti rispettivamente di Antony e dell'incursore dell'Ajax nel mezzo spazio sinistro (che, come abbiamo potuto vedere prima è un compito che poteva essere svolto da Berghuis ma anche mediante l'inserimento di un terzino o di un centrale difensivo, il tutto in nome della fluidità posizionale). In questo modo si può notare come la zona tra le linee sia ben serrata e gli inserimenti in profondità siano ben tracciati.

SI E' GIOCATO TUTTO SULLA PRESSIONE ALTA DELL'AJAX


Un aspetto che non è negoziabile nel sistema di gioco della squadra di Ten Hag è certamente quello di tentare di recuperare il pallone quanto più in alto possibile sul campo, un elemento reso strategicamente ancora più importante quando l'avversario cerca di non concederti spazi, come accaduto nella partita di domenica.

Per questo motivo l'utilizzo dei meccanismi di riconquista palla sono stati parecchio pronunciati, proprio perché la pressione esercitata ha costretto l'AZ ad abbassarsi, per cui riconquistare subito i palloni in zone alte del campo si è rivelato fondamentale per mettere sotto pressione la formazione di Jansen. Questo è il sistema della squadra di casa in fase di prima pressione, con ben cinque giocatori impegnati a contestare l'uscita da dietro avversaria, con un focus particolare sulla zona palla (tipico della scuola Ajax) oltre che ad una pressione individuale sui due centrocampisti avversari. Questo spiega anche il motivo per cui l'AZ abbia dovuto sfruttare prevalentemente i terzini o gli attacchi diretti verso Pavlidis per risalire il campo.

Ecco un esempio in fase di transizione difensiva, con i due centrali difensivi posizionati addirittura più in alto del mediano Alvarez: in questa circostanza il centrale difensivo argentino ha seguito preventivamente Karlsson fino al limite della trequarti offensiva, mentre il centrocampista messicano era in preventiva su Pavlidis. Come si evince non vi è un sistema di coperture preventive di squadra, ma si va alla ricerca del duello individuale a supporto della fase di riaggressione alta della squadra, accettando chiaramente il rischio di prendersi dei contropiedi con 60 metri di campo aperto.

Ovviamente questo atteggiamento ha permesso ai lancieri di avere il controllo non solo del possesso palla ma anche il dominio territoriale (occupato il terzo di campo dell'AZ per il 40% del tempo), nonché un indice PPDA di 8,48 che seppur denotando un valore molto positivo in termini di aggressività, rappresenta un valore superiore alla media stagionale di 7,45, a dimostrazione che Karlsson e compagni siano riusciti più volte di quanto facciano gli avversari affrontati dall'Ajax in questa stagione a superare la pressione esercitata. 

Il posizionamento in transizione offensiva di Karlsson davanti a Pavlidis ha reso spesso possibile la creazione di opportunità in contropiede che hanno generato situazioni di potenziale pericolo come ben visibile dagli esempi sotto, in cui spesso l'Ajax ha affrontato in due contro due gli attaccanti dell'AZ, una situazione che ben esemplifica l'idea di calcio della squadra di Amsterdam nel bene e nel male.




CONCLUSIONI


La vittoria dell'AZ all'Amsterdam Arena è un risultato sicuramente sorprendente e probabilmente premia eccessivamente la pur ottima prestazione della squadra di Jansen. Insomma, nonostante le cessioni di Koopmeiners, Stengs e Boadu, il club della Frisia sta mostrando di poter ricostruire un ciclo ancora competitivo dopo un inizio difficile resosi necessario per assorbire le partenze ed inserire nei meccanismi il principale acquisto stagionale, ossia Vangelis Pavlidis e dare centralità agli altri gioielli presenti in rosa, tra cui Sugawara, Wijndal, Jesper Karlsson e, ultimo ma non meno importante, Dani De Wit, giocatore la cui intelligenza calcistica e il riconoscimento degli spazi lo rendono un giocatore archetipico del talento olandese con un futuro da centrocampista moderno box to box che presto farà gola ai top club in Europa (specie in Premier League). 

La prestazione dell'Ajax non è stata certamente negativa, tuttavia la capacità dell'AZ di limitare i proprio esterni offensivi e gli inserimenti nei mezzi spazi ha tolto molte certezze alla fase di possesso della squadra di Ten Hag che ha provato ad ovviare alle difficoltà sfruttando l'altra grande specificità, ossia il suo sistema di pressione alta che, però, l'ha esposta difensivamente più di quanto preventivato e probabilmente la partita si è decisa proprio lì.

Thursday, 21 January 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 14



Inizia questa sera un altro weekend ricco di sfide molto interessante che potranno dare un indirizzo importante alla stagione di molte squadre (non dimenticate che ciò che accadrà a fine stagione sarà figlio di ciò che state vedendo in questo mese), per questo un incrocio come Milan-Atalanta può avere importanti conseguenze nella lotta per lo scudetto e la Champions in serie A, il duello tra le due Borussia e la sfida tra Leverkusen e Wolfsburg in Bundesliga ci dirà molto su cosa può succedere alle spalle del Bayern Monaco, così come in Francia il Monaco ha la possibilità di affossare i sogni di gloria mal riposti del Marsiglia e rilanciarsi in chiave Champions League dove è previsto un delicatissimo scontro diretto tra Rennes e Lille.

Come se non bastassero questi importantissimi quanto interessanti scontri, ho voluto inserire nei miei consigli per il weekend quattro sfide che rappresentano eventi altrettanto importanti in cui gli spunti di interesse sono molteplici.

Per cui eccovi qui i miei consigli per il weekend.


FINALE COPA SUDAMERICANA, LANUS - DEFENSA Y JUSTICIA (SABATO ORE 21)

E' una finale tutta argentina quella che sabato sera, nello scenario dello stadio dedicato a Mario Kempes in quel di Cordoba, aggiudicherà la Copa Sudamericana, la seconda competizione per club più importante del Sud America dopo la Copa Libertadores.

Si affrontano due formazioni che esprimono un tipo di calcio molto diverso tra loro: da una parte abbiamo il Lanus che ha costruito il suo cammino su un calcio basato sull'utilizzo della fisicità dei suoi attaccanti per poi andare a lottare sulle seconde palle, dall'altra abbiamo il Defensa y Justicia di Hernan Crespo che cerca, invece, di esprimere un calcio maggiormente tecnico e corale.

Il Lanus allenato da Luis Zubeldìa, proverà a riportare la coppa nella bacheca dei Granate dopo quella vinta da Barros Schelotto nel 2013, lo farà utilizzando un sistema di gioco basato su un 4-4-2 con le due punte, ossia l'eterno Jorge Sand e "El Puma" Orsini, chiamati a lottare a mani nude su ogni pallone rilanciato dalle loro parti. A completare il quadro c'è la coppia di centrocampo formata da Belmonte (classe 1998, giocatore con un ottimo senso della posizione) e Facundo Quignon chiamati a chiudere ogni via d'accesso davanti alla difesa ed a riciclare i palloni in fase di possesso; tuttavia, il fiore all'occhiello della squadra resta l'esterno offensivo Pedro de la Vega, classe 2001, giocatore dallo spunto in velocità e dalla corsa davvero impressionante, il puntello ideale per andare a lottare sulle seconde palle successive ai duelli delle due punte.

Nelle due semifinali disputate contro il Velez la formazione di Zubeldìa è riuscita a trovare il passaggio del turno non ostante sia stata messa sotto in lungo ed il largo dagli avversari, tra le grandi parate di Lautaro Morales e gli errori in fase di conclusione della squadra di Mauricio Pellegrino, i Granate sono riusciti a rendere produttiva la propria strategia di gioco iper-speculativa, funzionerà anche in finale?

Le statistiche relative alla partita di ritorno lasciano pochi dubbi su chi abbia fatto la partita, ma mai come in questo caso si può affermare che queste cose appartengono alla particolarità del gioco del calcio.






Di tutt'altro tenore, invece, il cammino del Defensa y Justicia: la squadra oggi allenata da Hernan Crespo ha costruito un percorso negli anni basato su un calcio di qualità e di possesso, non è un caso che l'ex attaccante del Parma, della Lazio e delle due milanesi sia succeduto ad un allenatore molto in vista in Sud America, ossia Sebastiàn Beccacece, rosarino e, manco a dirlo visto il suo luogo di nascita, discepolo del bielsismo.

Il gioco del Defensa y Justicia si basa su uno schieramento molto fluido (un 3-1-4-2 sulla carta che si trasforma in un 4-1-3-2) dove una continua serie di rotazioni permette alla squadra di occupare in maniera sempre efficiente i corridoi in larghezza ed in profondità.

Una situazioni tipica che la squadra di Crespo riesce a creare è quella di riuscire con continui movimenti incontro e conseguente attacco dello spazio lasciato dal movimento generato; in questo caso l'azione era partita sovraccaricando il lato sinistro di attacco (continua è la ricerca di triangoli in fase di sviluppo laterale del gioco) fino a creare un lato debole nella zona opposta che viene attaccata da una mezzala (la maggior parte delle volte Valentìn Irralde) che dialoga con una delle due punte per attaccare la linea difensiva con una triangolazione, nel frattempo due giocatori mantengono l'ampiezza per creare maggiori spazi tra centrali e terzini avversari. Tutti i 4 goal della semifinale di ritorno contro il Coquimbo Unido che hanno portato l' El Halcon all'ottenere il meritatissimo pass per questa finale.

Quella che si prospetta, dunque, è una finale decisamente aperta a qualsiasi epilogo il cui contesto tattico vedrà sicuramente il Defensa y Justicia cercare di fare la partita e sfruttare le proprie catene e rotazioni al fine di superare il blocco centrale del Lanus che, dalla sua parte, cercherà di far fruttare al meglio le capacità fisiche delle sue due punte e la velocità di De La Vega, dunque una contrapposizione di stili che rende questa finale a mio parere più interessante di quella che si disputerà a distanza di una settimana per l'assegnazione della Copa Libertadores.


SERIE A, JUVENTUS-BOLOGNA (DOMENICA ORE 12,30)

La sconfitta di San Siro contro l'Inter ha aperto enormi interrogativi sullo status dei lavori di ammodernamento della Juve affidati ad Andrea Pirlo: il cambio di mentalità richiesto alla formazione bianconera per diventare una squadra di valore europeo fatica ad insinuarsi in maniera continua, per questa ragione la partita contro una squadra aggressiva contro il Bologna rappresenta una sfida che improvvisamente assume un ruolo decisivo per il proseguimento della stagione della Juventus.

Il principale problema della squadra bianconera al momento sta nella gestione degli spazi tra centrocampo e difesa, situazione di difficoltà che si acuisce nel momento in cui si generano situazioni di transizione difensiva, dove la richiesta di Pirlo di recuperare immediatamente il pallone non collima con le letture delle linee alle spalle degli uomini in pressione.

E' stata già ampiamente discussa in rete la modalità con cui la Juventus ha preso il goal del 2-0 contro l'Inter, una situazione determinata sì da due grandi giocate individuali di Bastoni e Barella, ma in cui si nota chiaramente che la disposizione della squadra mostra delle inefficienze che hanno portato il centrocampista sardo ad inserirsi in uno spazio a metà strada tra Bentancur e Frabotta (ad una settimana di distanza non vi è ancora una risposta univoca su chi dovesse seguirlo). Questo tipo di difficoltà della Juventus nel gestire situazioni di difesa più aggressiva è emerso anche in altre partite: molto facile ricordare l'esempio del goal di Vlahovic nella partita contro la Fiorentina, in quel caso Bentancur non aveva seguito lo smarcamento preventivo di Ribery, una situazione che si è intuito Prandelli aveva già preparato alla lavagna prima della partita, a dimostrazione che queste difficoltà della formazione bianconera rappresentano un punto debole su cui gli avversari impostano la loro partita.

Ed è proprio l'occupazione dello spazio tra le linee il punto di forza del Bologna di Mihajlovic, una squadra che il tecnico serbo ha costruito per aggredire l'avversario e cercare di avere la supremazia territoriale.

Come si evince dal fermo immagine qui a lato, la squadra felsinea occupa con diversi uomini la zona tra le linee tramite rotazioni posizionali tra i vari giocatori, lo scopo è riuscire a trovare una rapida triangolazione, magari passando tramite la zona 14 (ossia quella zona che vedete delimitata dalle due strisce tratteggiate gialle) dove innescare rapide triangolazioni per superare la linea o trovare i tagli dei giocatori che partono dall'esterno. Qualora l'avversario non conceda la linea di passaggio centrale, il Bologna accetta di portare il pallone sull'esterno, in quanto la densità di uomini negli ultimi 20 metri permette di invadere l'area di rigore con più uomini e rendere, quindi, molto pericolose anche le soluzioni tramite cross o traversoni.

I 13 tiri prodotti a partita rappresentano un ottimo indice della qualità del gioco offensivo dalla squadra di Mihajlovic, tuttavia come nella scorsa stagione l'eccessivo sforzo chiesto alla squadra in termini di movimento senza palla viene pagato in fase conclusiva, visto che il saldo tra xG prodotti e goal realizzati è negativo (-1,7 secondo FbRef).
Anche in fase difensiva, il sistema voluto dal tecnico serbo genera diversi rischi che, alla fine dei conti, non stanno pagando: il dato del PPDA (8,93 secondo Understat) denota un approccio molto aggressivo della squadra in fase di non possesso, tuttavia il rovescio della medaglia sta nelle occasioni concesse agli avversari che sono tra le più pericolose dell'intero campionato in media (0,12 xG subiti per tiro).

Analizzando le due squadre, dunque, emergono molti punti in comune che lasciano intuire la possibilità di vedere una partita con molte occasioni da una parte e dall'altra: ciò che può cambiare è lo stato mentale con cui le due squadre affronteranno la partita, di certo il Bologna avrà meno pressione nel fare risultato rispetto alla Juventus e cercherà di togliere ulteriori certezze alla squadra di Pirlo che, invece, dovrà mostrare di essere pronta a tenere in mano partite contro avversarie in grado di saper sfruttato lo spazio tra le linee.


SCHALKE 04 - BAYERN MONACO (DOMENICA ORE 15,30)

Quello in programma alla Gazprom Arena di Gelsenkirchen domenica pomeriggio è il più classico testa-coda che il calendario potesse creare. Da una parte abbiamo la squadra più in crisi d'Europa, ultima in classifica ed alle prese con una grave crisi societaria, dall'altra parte, invece, abbiamo la squadra che molti definiscono la più forte d'Europa, definizione confermata dall'albo d'oro della Champions League.

Lo Schalke 04 è stata la principale vittima della pandemia che ha acuito le problematiche finanziarie del club della Ruhr, costretto a dover seguire una strada di forte ridimensionamento a causa del forte indebitamento della società generato da una gestione negli anni passati decisamente poco oculata. La principale colpa del club è stata quella di non aver saputo monetizzare dalla cessione di giocatori plasmati dal proprio settore giovanile e che hanno lasciato lo Schalke a parametro zero o per cifre davvero irrisorie. Tutta questa situazione ha generato lo status attuale, ossia un club che, non potendo neanche contare sugli incassi derivanti dagli spalti sempre pieni e traboccanti di passione della Gazprom Arena si è trovata a mettere in piedi una squadra che non sembra in grado di reggere il confronto con la categoria, soprattutto a livello mentale.

Se andiamo a vedere la rosa dello Schalke, infatti, alcuni dei giocatori a disposizione dell'allenatore Christian Gross, ritornato ad allenare in Europa per assistere al capezzale della squadra di Gelsenkirchen, troviamo diversi giocatori il cui livello tecnico è decisamente alto ma, finora, non in grado di trovare il modo di risolvere le complessità di base del calcio: difendere contro le squadre più forti, attaccare contro le squadre che non concedono spazi.

Con l'arrivo del tecnico svizzero al termine del turno di campionato post-natalizio le cose sembravano aver trovato la svolta con la vittoria sull'Hoffenheim che aveva dato diverse indicazioni positive: il ritorno di Kolasinac, di ritorno a Gelsenkirchen in prestito dall'Arsenal, sembrava aver risolto il problema della leadership difensiva, Harit sembrava essere tornato su dei livelli importanti, ma soprattutto la squadra sembrava poter prendere vantaggio dallo shock generato dall'impatto sulla squadra e sulla Bundesliga da Matthew Hoppe, centravanti statunitense classe 2001 buttato nella mischia da Gross e che all'esordio da titolare mette a segno una tripletta che lo lancia agli onori delle cronache.

Il centravanti ha continuato a segnare anche nelle due partite successive che, però, lo Schalke ha perso contro l'Eintracht ed il Colonia (quest'ultima all'ultimo minuto dopo aver dominato la partita), di certo i suoi smarcamenti e la sua velocità sono la principale arma che la squadra di Gross cercherà di sfruttare contro la difesa del Bayern Monaco.




Sicuramente la fase difensiva è il punto debole della squadra campione d'Europa che inizia il girone di ritorno di questa Bundesliga con 4 punti di vantaggio sul Lipsia e 7 punti sul Leverkusen, per cui tutto lascia intravedere che anche questa stagione sembra destinata al trionfo in campionato della squadra di Flick.

Il sistema messo in piedi dal tecnico tedesco è ormai chiaramente riconoscibile, così come erano intuibili i "bug" di questo sistema basato su una pressione altissima sostenuta da una linea difensiva che difende sempre in avanti e mantiene il proprio posizionamento al limite della linea di centrocampo: in questo modo l'avversario una volta in possesso del pallone viene compresso in spazi ridottissimi quasi mostrando l'idea di volerlo soffocare. La presenza di attaccanti veloci o giocatori abili in dribbling, tuttavia, permette all'avversario di poter superare questa pressione e generare situazioni ad altissimo coefficiente di pericolosità, questo spiega, quindi, i dati difensivi del Bayern che, ad oggi, è la settima difesa della Bundesliga.


La partita, dunque, si presenta come un probabile monologo del Bayern Monaco, a rafforzare la tesi ci sono le 8 reti realizzate all'andata dalla squadra di Flick, a dimostrazione di un divario non solo tecnico ma anche a livello mentale e psicologico. Il percorso delle due squadre nelle ultime settimane mostra che la confidenza del Bayern nel suo approccio è al momento inattaccabile, mentre le difficoltà dello Schalke sono ancora lì, mostrate da una classifica che adesso è davvero allarmante, tuttavia gli stimoli derivanti dalle prestazioni di Hoppe e l'arrivo di giocatori come Kolasinac e lo stesso Huntelaar possono permettere alla squadra di Gross di trovare quello scatto per rialzare la testa  e tentare di sfidare il Bayern con meno arrendevolezza rispetto alla gara d'andata.


FEYENOORD - AZ ALKMAAR (DOMENICA ORE 16,45)


Il campionato olandese continua a proporre nel calendario match di grandissimo interesse, questo è dovuto anche all'aumento di qualità delle contendenti con almeno 6 squadre in grado di potersi giocare i piazzamenti più importanti in classifica, ognuna mostrando un tipo di gioco diverso e soprattutto mostrando tanti giocatori di grandissima prospettiva da osservare.

La sfida tra Feyenoord ed Az Alkmaar rispetta decisamente i prerequisiti di cui sopra a cui si aggiunge una posizione di classifica che vede le due squadre divise da un solo punto, rispettivamente al quarto e quinto posto in classifica a 6 e 7 punti di distacco dall'Ajax capolista. E giusto per non far mancare ulteriori spunti di interesse, è anche la sfida di Arne Slot, ormai ex allenatore dell'AZ, licenziato dal club alla fine di dicembre proprio perché aveva trovato un accordo per allenare il Feyenoord a partire dalla prossima stagione.

Al momento, invece, la squadra di Rotterdam è allenata da un monumento del calcio olandese, ossia Dick Advocaat, allievo di Rinus Michels ed esportatore del 4-3-3 di matrice olandese anche al di fuori dei confini (in particolare come prosecutore del lavoro di Hiddink prima in Corea del Sud e poi in Russia). Pur aderendo alla scuola olandese e pur utilizzando il 4-3-3 Advocaat usa per le sue squadre un atteggiamento meno aggressivo, e questo è visibile nel modo di giocare del suo Feyenoord, con il 4-3-3 che in fase di non possesso di trasforma in un 4-4-2 con Toornstra (una delle mezzali) che si alza a supporto della punta Jorgensen in pressing, mentre gli esterni offensivi compattano la linea di centrocampo.

Fonte Stats WhoScored
L'uomo-chiave del Feyenoord è senza ombra di dubbio il suo capitano: Steven Berghuis, decisamente il dominatore delle statistiche offensive della squadra di Rotterdam con le sue 10 reti, i 6 assist, i 3,9 tiri a partita, i 2,9 passaggi-chiave (ossia i passaggi che portano un compagno al tiro) ed 1,8 dribbling (unica statistica offensiva in cui è battuto da un suo compagno di squadra, ossia Jens Toornstra)

Come si può evincere guardando le statistiche qui a fianco, il Feyenoord, differentemente da molto squadre della Eredivisie ha una età media molto avanzata; sono pochi i giocatori sotto i 23 anni ma tutti sono di buona prospettiva.

Su tutti probabilmente c'è il centrale difensivo argentino Marcos Senesi, migliore in campo nella sfida persa lo scorso weekend contro l'Ajax, dove ha mostrato la capacità di saper gestire bene i duelli con un attaccante di spessore come Haller, ha un ottimo sinistro in fase di impostazione (difatti è il giocatore con il maggior numero di passaggi effettuati a partita, 62,5), una qualità che in un centrale difensivo nel calcio moderno può fare la differenza ad alti livelli; nei duelli in uno contro uno deve ancora migliorare (la finta subita da Gravenberch domenica scorsa ha causato il goal valso la sconfitta finale), tuttavia resta un giocatore da guardare con occhio molto attento.

L'AZ, invece, si presenta al De Kuip reduce da una serie di risultati che le ha permesso di superare un inizio di stagione complesso (causa il COVID che ha complito diversi elementi della rosa) complicato dalla vicenda dell'esonero di Arne Slot, l'uomo che ha plasmato questa squadra fino a renderla un punto di riferimento di costruzione di una squadra utilizzando i giocatori forgiati dal proprio settore giovanile. La panchina è stata affidata a Pascal Jansen, vice dello stesso Slot e rimasto a dare continuità al progetto della squadra che, infatti, dopo un periodo difficile culminato con l'eliminazione dall'Europa League nella nefasta serata di Rijeka, adesso ha ripreso vigore con una serie di 5 vittorie nelle ultime 7 partite che hanno fatto risalire la squadra in classifica, per questo la partita di Rotterdam potrebbe essere la grande chance per l'AZ per portarsi ai confini della zona Champions.

Come Berghuis per il Feyenoord, l'AZ ha un leader tecnico talmente debordante che questa potrebbe essere la sua ultima stagione in Olanda: Teun Koopmeiners sta vivendo la stagione della sua totale e definitiva esplosione: giocatore in grado di garantire qualità della manovra e copertura in fase difensiva in eguale misura, tanto che viene schierato indifferentemente da centrale difensivo o da vertice basso davanti alla difesa, e grazie al piede sinistro che si ritrova ha già messo a segno 11 goal e 4 assist in questa stagione a cui si aggiungono le qualità in impostazione (71 passaggi completati a partita), tutte qualità che le grandi squadre stanno appuntando perché personalmente non vedo squadra in Europa a cui il capitano dell'AZ non possa fare comodo.

 



Nei miei precedenti post avevo segnalato gli altri grandi elementi di prospettiva a disposizione dell'AZ come Stengs e Boadu, a cui quest'anno si sono aggiunti Jesper Karlsson (5 goal, 6 assist, 1,7 passaggi-chiave a partita) e Zakaria Abouklal, giocatore dalla grande tecnica e che esteticamente ruba l'occhio per la capacità di andar via in dribbling nello stretto, forse esagerando a volte nella ricerca della giocata individuale.

Insomma, anche questa sfida mette di fronte due squadre in grado di esprimere un calcio di ottimo livello e, ancora una volta avremo una partita di Eredivisie con talento traboccante da entrambe le parti: la sfida è tra la maggiore esperienza della squadra di Advocaat e la gioventù pronta a salire al potere.

Friday, 28 February 2020

Cosa vedere nel weekend #20




Superata una settimana particolare per motivi extra sportivi, nel weekend in arrivo molti di noi avranno bisogno di sapere come trascorrere il tempo se non ci fidiamo di uscire di casa, per cui, a maggior ragione provo a guidarvi su cosa vedere in questo weekend, soprattutto nelle ore che ci divideranno dai fuochi d'artificio di domenica sera dove ci troveremo a decidere se seguire Juventus-Inter o Real Madrid-Barcellona, programmate, ahimè, in contemporanea.

SERIE A

LAZIO-BOLOGNA (SABATO ORE 15)

Con lo scontro Juve-Inter in programma, come indicato in premessa, domenica sera, la collocazione oraria di Lazio-Bologna potrebbe portare la squadra di Inzaghi in vetta alla classifica almeno per le ore che la dividono dalla partita di Torino. Ma il compito non è propriamente semplice visto che all'Olimpico scenderà in campo il Bologna di Sinisa Mihajlovic, uno che in maglia Lazio lo scudetto lo ha vinto.

Le preoccupazioni per la squadra bianco-celeste nascono dalle difficoltà incontrate contro squadre che sono molto aggressive in fase di non possesso e che sanno essere aggressivi in possesso coprendo in ampiezza il campo.

L'esempio più calzante è senza dubbio quello dell'ultimo derby pareggiato contro la Roma, dove. come testimoniato dalle posizioni medie in fase di possesso elaborate dalla Lega Serie A, la posizione alta dei terzini giallorossi ha costretto Lazzari (una delle principali risorse dei bianco-celesti nello spostare l'azione dalla propria trequarti a quella avversaria) a giocare quasi tutti il match in linea con i propri difensori e, dunque, depotenziando offensivamente la squadra di Inzaghi.

Il Bologna, sempre secondo i dati della Lega Calcio, è una delle squadre che gioca con il baricentro più alto di tutto il campionato (52,42 metri) ed è la squadra con l'indice PPDA più basso dell'intero campionato (7,21, fonte Understats), indice ancora più attendibile dello stile aggressivo della squadra di Mihajlovic.

Sulla base dei dati di cui sopra sarà facile aspettarsi un Bologna super aggressivo che cercherà di tenere la Lazio all'interno della propria metà-campo, un atteggiamento che aveva consentito agli uomini di Mihajlovic di mettere a ferro e fuoco l'altra metà di Roma, ossia la Roma di Fonseca; l'arrivo di Barrow ha permesso di avere una maggiore ampiezza anche sul lato sinistro (con il lato destro presidiato da Orsolini).

Proprio mentre la squadra emiliana sembrava poter mettersi in corsa per un posto in Europa, il doppio turno interno contro Genoa ed Udinese l'ha vista raccogliere solamente un punto a causa della tremenda sequenza di infortuni che ha colpito i rossoblu ed anche ad uno standard nelle esecuzioni difensive ed offensive ben al di sotto rispetto a quanto prodotto, un trend che il Bologna si porta dietro da inizio stagione. Ci sono due dati statistici che confermano questo aspetto per la squadra bolognese, da un lato la capacità di convertire in rete gli xG prodotti (secondo una media dei vari modelli parliamo di circa 4 goal in meno realizzati rispetto a quanto prodotto in termini di xG), mentre c'è un dato in cui il Bologna si trova ad essere fanalino di coda in classifica, ossia i post-shot xG elaborati da StatsBomb e fruibili mediante FbRef, in cui, in base alla direzione dei tiri subiti, Skorupski (o Da Costa nella sua unica apparizione) ha subito più di 6 goal oltre a quanto ci si attendeva dai tiri subiti, un dato che, tra l'altro si contrappone in maniera totale con i numeri di Strakosha, il cui saldo è in attivo di quasi 6 reti.

Sulla base dei dati di cui sopra, se il Bologna riuscirà con il suo pressing e con la sua aggressività a chiudere la Lazio nella propria trequarti, per la squadra di Inzaghi sarà difficile rendersi pericolosa in avanti, ma basterà un piccolo errore individuale, a cui il Bologna spesso si espone, per far inclinare il piano della partita a favore di Immobile e compagni. 

PREMIER LEAGUE

In Premier il calendario ci propone diverse sfide di grande interesse come la sfida tra il Tottenham ed il Wolverhampton, con Mourinho che ha bisogno di ritrovare la vittoria per alimentare le speranze di aggancio alla zona Champions e la sfida tra West Ham e Southampton che potrebbe rivelarsi decisiva per la lotta salvezza. Inoltre il weekend in arrivo è quello della finale di Coppa di Lega (o Carabao Cup se vogliamo utilizzare il nome commerciale) tra Manchester City ed Aston Villa, con Guardiola che, dopo aver quasi ipotecato i quarti di Champions vincendo a Madrid, proverà ad aggiungere un altro trofeo alla sua bacheca personale ed a quella del City sotto la sua gestione. La partita che, tuttavia, desta maggiore interesse per i temi tattici, tecnici e di classifica è la sfida di Goodison Park tra l'Everton di Ancelotti ed il Manchester United, reduce dalla trionfale notte di Europa League contro il Bruges.

EVERTON-MANCHESTER UNITED (DOMENICA ORE 15)


A Goodison Park domenica pomeriggio si gioca una partita che ci dirà se Ancelotti potrà seriamente considerare l'accesso all'Europa (anche la più importante) come un'opzione perseguibile da qui a fine stagione: la sconfitta subita la scorsa settimana sul campo dell'Arsenal ha ricacciato indietro in classifica i Toffees ma non ha certo ridimensionato il valore della squadra di Ancelotti che, ospitando uno United che sembra in ottima forma, può rilanciare le proprie ambizioni.

Dal suo arrivo sulla panchina dell'Everton, Ancelotti ha fissato come schieramento tattico il 4-4-2 che ha utilizzato nella sua esperienza a Napoli, mantenendone gli aspetti positivi ma anche quelli negativi, come ad esempio la difficoltà a coprire gli spazi alle spalle delle linee di pressione.
Ciò che sta mancando in termini di risultati ad Ancelotti sono proprio le partite contro le cosiddette "top 6" visto che le due uniche sconfitte in Premier sono arrivate per mano di Manchester City ed Arsenal a cui aggiungere la sconfitta in FA Cup per mano del Liverpool di Klopp; per questa ragione il ciclo di partite in arrivo con lo United domenica e Chelsea e Leicester nelle prossime settimane ci aiuteranno a capire il livello di competitività raggiunto dalla squadra e permetterà, probabilmente, ad Ancelotti di capire quali pedine muovere nel prossimo calciomercato. 

A livello tattico il lavoro di Ancelotti è facilmente riconoscibile dallo scaglionamento del suo 4-4-2 che non cambia a seconda degli avversari ma cambia in base agli interpreti: dall'analisi delle azioni difensive si evince che, indipendentemente dall'avversario, l'Everton cerca sempre di aggredire l'avversario anche in zone alte del campo, con i due centrali di centrocampo (in genere Delph e Sigurdsson, o Schneiderlin quando l'islandese viene spostato più largo) che aggrediscono sull'uscita di palla dell'avversario ma soprattutto sulle seconde palle quando il pallone viene giocato lungo su Calvert-Lewin per sfruttarne le sue doti aeree, un pattern che spesso l'Everton usa per far progredire l'azione più rapidamente; questa opzione difficilmente può creare dividendi contro lo United vista la grande forza fisica dei centrali a disposizione di Solskjaer, per cui Ancelotti ha l'occasione in questa partita di escogitare nuove strategie per portare il pallone in zone pericolose di campo.

Il Manchester United è in un grande momento di forma e, soprattutto, l'arrivo di Bruno Fernandes sembra aver aiutato Solskjaer a migliorare l'atteggiamento della squadra in partita ed a sopperire, con la sua connessione con James, Martial e Greenwood, alle assenze di Pogba e Rashford.

Dalla mappa delle sue giocate elaborata da StatsZone si nota il fatto che, pur partendo da posizione di trequartista centrale, il suo punto di forza è il continuo movimento senza palla che gli permette di ricevere palla in posizioni di campo dove può meglio valutare la posizione dei compagni e sfruttarne al meglio i movimenti; nella partita contro il Watford si vede il suo sforzo nel venire a prendere il pallone anche nella propria metà campo e muovere il pallone anche utilizzando la sua grande capacità in conduzione (le stelle verdi rappresentano i dribbling completati), insomma il portoghese ha portato quell'imprevedibilità ed una migliore divisione del campo in zona offensiva di cui hanno giovato i giocatori offensivi ed anche Fred, che finalmente un partner con cui parlare la stessa lingua calcistica. 
Ancelotti finora non ha mostrato, con i suoi meccanismi, di saper tenere a bada i movimenti di un giocatore dalle caratteristiche del portoghese, lo si è visto domenica scorsa contro Ozil, per cui sarà interessante vedere come Ancelotti riuscirà a limitare le connessioni tra Bruno Fernandes e l'attacco dei Red Devils.


LA LIGA

Con il sorpasso avvenuto la scorsa settimana, il Barcellona di Setien si presenta al Clasico di domenica sera con due punti di vantaggio sul Real Madrid, a questo si aggiunge l'intermezzo europeo che ha visto i blaugrana, seppur con grosse difficoltà, uscire indenni da Napoli ed il Real sconfitto al Bernabeu dal Manchester City e quindi in una condizione psicologia tutt'altro che ottimale, tuttavia il precedente della gara d'andata, con ancora Valverde alla guida del Barça, rende fiducioso il Real sulla possibilità di portare a casa il match ed operare il contro-sorpasso. Per il resto la giornata parte questa sera con la Real Sociedad che ospita il Valladolid e con tanti scontri pieni di spunti interessanti, uno di questi vede di fronte due delle squadre che nelle ultime settimane hanno destato le migliori impressioni, ossia Granada e Celta Vigo.

GRANADA-CELTA VIGO (SABATO ORE 21)


La sfida del Nuevo Estadio de Los Cármenes vede di fronte due squadre in un ottimo momento di forma, con i padroni di casa reduci da due vittorie consecutive e con il ritorno della semifinale di Coppa del Re da affrontare contro il Bilbao nel corso della settimana, dall'altra parte il Celta Vigo che grazie a risultati di prestigio come il pareggio ottenuto al Santiago Bernabeu contro il Real Madrid e alla vittoria in rimonta contro il Siviglia, ha inanellato una serie positiva che l'ha tirata fuori dalla zona retrocessione.

La squadra andalusa indipendentemente dal modulo di partenza utilizzato si dispone in campo con un 4-4-2 asimmetrico, molto diretto (43% di possesso palla medio, 120 passaggi completati nella propria metà campo contro i 163 di media della Liga, 122 passaggi completati nella metà campo avversaria contro i 172 di media della Liga, dato Soccerment) ed aggressivo in fase di non possesso (PPDA pari a 9,34 secondo i dati di Understats, ma ulteriormente diminuito a 6,23 dopo la gara ultra passiva di Barcellona a metà gennaio).

Come si evince dalla mappa delle posizioni medie delle ultime due partite, il 3-5-2/ 5-3-2 esposto sulla carta, in realtà è un 4-4-2 in cui l'asimmetria è maggiormente accentuata dalla posizione di Foulquier che da ampiezza a destra, mentre Victor Diaz resta in posizione più accentrata a sostegno dei due centrali difensivi di ruolo, mentre Neva da larghezza a sinistra, a centrocampo Gonalons e la grande rivelazione Yangel Herrera fanno legna, mentre Machis attacca partendo da sinistra unendosi alle due punte Soldado e Carlos Fernandez; dunque un sistema che copre molto bene il campo e che permette di trovare la porta in maniera molto diretta e con maggiori margini di pericolosità, difatti le 5 reti realizzate nelle ultime due partite sembrano dar ragione ai nuovi accorgimenti voluti da Diego Martinez.

Il Celta Vigo si presenta a Granada con la consapevolezza che Oscar Garcia, subentrato a Fran Escribà a novembre, sembra aver trovato la strada per far risalire la china alla squadra galiziana, il cui talento a disposizione merita una situazione di classifica migliore.

L'analisi della progressione degli xG mostrano le differenze tra la gestione Escribà (parte sinistra del grafico) e la gestione Garcia, si nota come la fase difensiva non abbia subito variazioni rilevanti (difatti la linea di tendenza non mostra particolari inclinazioni), mentre la fase offensiva mostra sensibili miglioramenti, questo grazie al ritorno ad una focalizzazione su un calcio di possesso, in cui la tecnica degli interpreti a disposizione potesse emergere, e così gente come Rafinha, Fran Beltran e Brais Mendez può operare con maggior agio e creare opportunità per Pione Sisto, Santi Mina e, soprattutto, Iago Aspas, capitano ed anima di questa squadra che domani sera cercherà a Granada di mettersi alla prova contro un avversario che fa dell'aggressività e della contestazione del possesso avversario il proprio marchio di fabbrica, insomma Granada-Celta Vigo è una tipica sfida tra le due anime della Liga, il calcio tecnico e di possesso dei galiziani contro il calcio fatto di verticalizzazione ed aggressione alta degli andalusi.  

BUNDESLIGA

Il campionato tedesco ha confermato anche questa settimana di essere la competizione di livello più avanzato in Europa, la vittoria e dominio annesso del Bayern Monaco sul campo del Chelsea in Champions ed il passaggio del turno brillante ottenuto da Bayer Leverkusen e Wolfsburg in Europa League (in attesa di sapere il destino dell'Eintracht, chiamato a difendere 3 goal di vantaggio a Salisburgo nel tardo pomeriggio di oggi). A rendere ancora più interessante il campionato tedesco è la lotta a 5 per la vittoria finale, suddivise da 6 punti, il prossimo weekend vedrà scontrarsi tra di loro due di esse, ossia il Lipsia, squadra sulla quale questo blog ha speso milioni di bellissime parole, ed il Bayer Leverkusen, squadra che, come lo scorso anno, sta trovando una interessante continuità di rendimento nel corso del girone di ritorno. Tuttavia, oltre a consigliare lo scontro di cui sopra, vi consigliamo un altro match di particolare interesse, ossia la sfida tra l'Union Berlino ed il Wolfsburg.

UNION BERLINO - WOLFSBURG (DOMENICA ORE 13,30)


La sfida che si gioca all'Alte Försterei di Berlino sarà teatro di una sfida di grande interesse tra due squadre che sono in ottima forma per le quali questa partita può essere uno spartiacque di una certa importanza per il raggiungimento dei rispettivi obbiettivi.

L'Union Berlino si è presentato in Bundesliga per la prima volta nella propria storia, legata principalmente alla sua appartenenza geografica alla DDR e resa squadra culto per il grande apporto della tifoseria alla crescita del club e. per questo, ha raccolto tanti estimatori e tifosi anche al di fuori dei confini tedeschi. Fatta la doverosa premessa culturale sulla società, parlando di campo la squadra di Fischer ad inizio stagione sembrava la principale candidata al ritorno immediato in 2.Bundesliga ed invece, dopo le prime giornate di assestamento e dopo il passaggio al 3-4-3/3-5-2 ha iniziato una risalita che la vede in questo momento veleggiare a metà classifica con ben 9 punti di vantaggio sul Fortuna Dusseldorf, la squadra che in questo momento disputerebbe lo spareggio contro la terza della 2.Bundesliga.


L'analisi delle posizioni medie dell'Union nelle ultime due partite ci mostra degli elementi ormai caratteristici della squadra di Fischer, ossia possesso palla lasciato all'avversario, fase offensiva demandata al lavoro degli esterni (Lenz a sinistra, Ryerson o Trimmel a destra) ed alle doti aeree del centravanti Sebastian Andersson (8,52 duelli di testa vinti a partita, pari al 53% dei duelli aerei affrontati, fonte Soccerment); il passaggio alla difesa a 3 ha, inoltre, migliorato le prestazioni individuale del centrale difensivo Keven Schlotterbeck, classe 1997, il cui duello con Weghorst potrebbe essere una delle chiavi di lettura del match.

Il Wolfsburg è in un ottimo momento di forma con 4 vittorie nelle ultime 5 partite tra Bundesliga ed Europa League, serie in cui la squadra di Glasner si è qualificata agli ottavi di finale di Europa League ai danni del Malmoe ed è rientrata in corsa per un posto in Europa anche per la prossima stagione; la partita di domenica a Berlino contro un'altra squadra in grande forma servirà a mettere alla prova le qualità di Weghorst e compagni e mostrare di aver acquisito la flessibilità in termini di approccio vista nelle ultime settimane.

Le statistiche elaborate dagli analisti di Soccerment mostrano le qualità della squadra di Glasner già analizzate nelle scorse settimane: la fase difensiva continua ad essere ottimale grazie alla ricerca della conquista immediata del pallone ed anche grazie ad un ottimo rendimento dei centrali Brooks e Knoche, specie sui palloni alti, mentre il gioco offensivo  poco basato sul possesso palla (media inferiore al 50%) e molto di più su giocate dirette e verticali il cui target è Weghorst supportato dai centrocampisti alle sue spalle.

L'analisi delle due squadre lascia intendere la possibilità di una partita in cui saranno le seconde palle a fare la differenza, sotto questo aspetto il Wolfsburg dovrà amministrare al meglio l'assenza di Guilavogui. il suo uomo di equilibrio nella metà campo difensiva.


LIGUE 1


La sconfitta patita dal Marsiglia contro il Nantes sabato scorso ha definitivamente chiuso i conti, semmai ci fosse stata una chance di tenerli aperti, per quel che riguarda la lotta al titolo, con il PSG che può gestire un vantaggio di 13 punti che le può permettere di concentrare tutta l'attenzione sulla gara di ritorno in Champions League contro il Borussia Dortmund e gestire gli uomini a sua disposizione; alle spalle dei parigini e del Marsiglia che, a sua volta, non ostante l'ultima sconfitta, ha sotto controllo il secondo posto in classifica, continua la lotta per il terzo posto in Champions e per l'accesso all'Europa, una lotta che coinvolge diverse squadre e che è aperta a tantissimi scenari; due di queste protagoniste si affrontano domani sera e sono Montpellier e Strasburgo.

MONTPELLIER - STRASBURGO (SABATO ORE 20)

La sfida dello Stade de la Mosson tra Montpellier e Strasburgo potrebbe valere l'iscrizione per una delle contendenti alla corsa per un posto in Europa la prossima stagione; le due squadre hanno in comune diverse statistiche numeriche che rendono somiglianti i rispettivi stili di gioco in fase di possesso, mentre le differenze esistono in fase di non possesso. 

La formazione occitana, allenata da Der Zakarian, si differenzia per la grande aggressività in fase di non possesso, incentrata sul grande lavoro dei centrali di centrocampo, a cui avevamo fatto già accenno nelle settimane passate ed una fase di possesso molto verticale e basata sullo sfruttare il lavoro dei centrali di lato della difesa a 3 e sui cross degli esterni.

La mappa dei passaggi in verticale mostrano chiaramente come spesso e volentieri l'impostazione da dietro è finalizzata a cercare direttamente i tre uomini offensivi, qualora non sia questa la strada seguita, la mappa ci mostra il grande utilizzo dei cross. Le statistiche confermano il trend indicando il Montpellier come la squadra con più cross effettuati a partita (22) e più passaggi lunghi effettuati per partita (71), a livello individuale la statistica che conferma l'approccio verticale di Der Zakarian è data dai 6,7 passaggi lunghi a partita del centrale brasiliano Hilton (fonte dei dati WhoScored).

Ad affrontare la squadra occitana ci sarà lo Strasburgo; la squadra alsaziana è avanti al Montpellier in classifica di 2 punti e, come indicato in premessa, ha degli elementi in comune con essa. visto che anche la squadra allenata da Thierry Laurey in fase di possesso ama giocare in verticale e si affida molto spesso ai cross (è seconda in entrambe le statistiche proprio al Montpellier).

In fase di non possesso, invece, come mostrato dalla mappa predisposta da Between the Posts in relazione alla trasferta dello Strasburgo in casa del Lione ci mostra come la squadra di Garcia non sia riuscita ad accedere centralmente all'area di rigore avversaria, questo perché l'approccio voluto da Laurey è di non andare ad aggredire alto ma lavorare sulle coperture delle linee di passaggio per eliminare ogni possibilità di accesso per l'avversario alla fascia centrale del campo. L'approccio della squadra alsaziana in non possesso ha pagato grossi dividendi in termini di tenuta difensiva visto che la media dei tiri subiti è pari a 9,7 secondo i dati WhoScored, dato inferiore solamente a quello di Angers e Marsiglia.

La Ligue 1 difficilmente regala contesti tattici particolarmente evoluti e le due contendenti in questione, infatti, ne sono una dimostrazione, ma si sa che il campionato francese crea principalmente un contesto atto alla costruzione ed alla crescita di talenti, per cui alla fine a decidere la sfida dello Stade de la Mosson saranno le individualità a disposizione delle due squadre a cui sarà demandato di rompere le strategie difensive dei rispettivi avversari.


BONUS TRACK


MANCHESTER CITY - ASTON VILLA, FINALE DI CARABAO CUP


Come già accennato in precedenza, il prossimo weekend assegnerà il primo titolo in Inghilterra, con il Manchester City che affronta l'Aston Villa nella tipica cornice di Wembley per la finale di Coppa di Lega, per Guardiola è la possibilità di aggiungere un ulteriore trofeo alla bacheca, per l'Aston Villa, in piena lotta per evitare la retrocessione dalla Premier, battere il City sarebbe un'impresa clamorosa ma ha sufficiente tecnica a centrocampo per mettere in difficoltà i fragili meccanismi difensivi della squadra di Guardiola, che deve rinunciare nuovamente a Laporte per circa un mese.

RITORNA IL CAMPIONATO RUSSO


Classifiche fornite da Sofascore Risultati



Dopo la pausa invernale, il campionato russo torna in campo con lo Zenith in netto vantaggio sulle inseguitrici (+10 sul Krasnodar, +11 su Rostov, CSKA Mosca e Lokomotiv Mosca) quando mancano 11 giornate alla fine. Il campionato russo non è uscito benissimo a livello europeo, con nessuna rappresentante che è giunta alla fase ad eliminazione diretta di entrambe le competizioni. Il livello tecnico a livello individuale sembra tutto sbilanciato dalla parte della squadra di San Pietroburgo, mentre alle spalle si fatica ad intravedere una capacità di generare talenti anche a livello locale, tutti dati che non inducono all'ottimismo anche per il cammino della nazionale ai prossimi Europei dopo l'exploit del mondiale casalingo. Oltre ai gemelli Miranchuk del Lokomotiv Mosca e lo stesso Odzoev dello Zenith, i giocatori su cui si può tentare a puntare qualche centesimo sono il centrocampista del CSKA Ivan Oblyakov, classe 1998, chiamato ad un salto di qualità definitivo, ed il compagno di squadra Igor Diveev, centrale difensivo mancino classe 1999; se invece vogliamo muovere il focus sul reparto offensivo l'unico prospetto di rilievo è l'esterno destro d'attacco del Krasnodar Shapi Suleimanov, classe 1999, che tra competizioni di club e nazionale Under 21 ha messo a segno 8 goal e 7 assist.


EREDIVISIE, AJAX-AZ (DOMENICA ORE 20)


Come all'andata, le due contendenti al titolo in Olanda si affrontano distanti 3 punti in classifica ed entrambi reduci da un'altra delusione europea: la gara d'andata, disputata lo scorso 15 dicembre, si è disputata dopo la retrocessione dei lancieri dalla Champions e la pesante sconfitta della squadra di Arne Slot sul campo dello United in Europa League senza pregiudicarne la qualificazione. Domenica tornano ad affrontarsi dopo essere state entrambe eliminate in Europa League rispettivamente da Getafe e LASK Linz, ossia due formazioni dalla forte connotazione tattica che hanno mostrato i limiti delle due formazioni.

La gara d'andata, introdotta da un grande hype derivante dal grande talento a disposizione delle due formazioni, fu tutt'altro che spettacolare e fu risolta nei minuti finali da un goal di Boadu su una confusa azione di calcio d'angolo; entrambe le squadre (vedi numero di passaggi completati sulla trequarti) sembravano restie ad affrontarsi a viso aperto ed il goal nei minuti finali premiò, seppur oltremodo, un progressivo forcing della squadra di Alkmaar.


















RICOMINCIA LA MLS

Dall'altra parte del continente prende il via la MLS che quest'anno vedrà aggiungersi una nuova squadra, ossia l'Inter Miami, presieduta da David Beckham, che ha deciso di entrare nella competizione di certo non in punta di piedi, acquisendo Rodolfo Pizarro, centrocampista/trequartista messicano di grande valore ed occupando la prima casella destinata ai "designated playersall'esterno d'attacco argentino dell'Estudiantes Matias Pellegrini.

Per il resto le favorite dovrebbero essere le stesse della scorsa stagione, con i detentori di Seattle che non hanno modificato la squadra, così come le altre due principali contendenti, ossia l'Atlanta United, vincitrice due stagioni fa, e il Los Angeles Football Club, dominatrice della regular season nella scorsa stagione.

Tra le novità della stagione, oltre all'esordio di Miami, c'è il cambio di panchina a New York sponda City, con l'approdo di Ronny Delia, ex Celtic e Valerenga, rimanendo in tema di allenatori, molta curiosità per Thierry Henry che, dopo la negativa esperienza a Montecarlo, decide di ricominciare da Montreal; se invece, anche se a 33 anni, sperate ancora nella rinascita di Giuseppe Rossi, allora sarà interessante capire come andrà la sua avventura tra le montagne dello Utah, a Salt Lake City.

Friday, 13 December 2019

Cosa vedere nel weekend #14


Ci siamo lasciati alle spalle l'ultimo turno delle coppe europee, con i 5 principali campionati europei che hanno monopolizzato la fase ad eliminazione diretta della Champions League; adesso ci si butta a capofitto nei campionati che, da qui fino a metà febbraio, saranno padroni del calendario dei club, assieme alle coppe nazionali, per cui da ora inizia la fase in cui probabilmente le classifiche prenderanno la fisionomia definitiva. Il weekend in arrivo ci regala diversi spunti di attenzione, tra scontri diretti, il derby della Lanterna, l'esordo di Gattuso sulla panchina del Napoli, la situazione sulle panchine di Everton ed Arsenal, le trasferte impegnative di Real e Barcellona prima del Clasico di mercoledì prossimo e, per finire, il duello a distanza PSG-Marsiglia in Ligue 1 e, da non perdere, la sfida al vertice della Eredivisie tra l'AZ Alkmaar e l'Ajax reduce dal tonfo europeo.

IL DERBY DELLA LANTERNA VALE LA ZONA SALVEZZA

Genoa e Sampdoria si affrontano nel derby divise da un solo punto ma in una posizione che in pochi preventivavano alla vigilia della stagione, con un Genoa chiamato ad un'annata di riscatto dopo la salvezza risicata all'ultima giornata nella scorsa stagione e la Sampdoria chiamata a ricominciare un ciclo dopo l'addio di Giampaolo alla cui guida la Samp ha sfiorato l'Europa per tre stagioni di seguito oltre a mettere in vetrina tanti giovani gioielli che hanno rimesso in sesto le casse blucerchiate. Alla nuova stagione le due squadre si sono presentate con due nuovi allenatori, Andreazzoli da una parte e Di Francesco dall'altra che non sono riusciti a dare equilibrio alle proprie squadre facendole precipitare in fondo alla classifica, portando le società a sollevarli dall'incarico dopo rispettivamente 8 e 7 giornate di campionato in cui i due allenatori hanno raccolto appena una vittoria a testa; al loro posto le due società hanno scelto opzioni completamente diverse: i grifoni hanno deciso di continuare con idee di calcio propositivo ed offensivo affidando la panchina a Thiago Motta, proveniente dal settore giovanile del PSG; dall'altra parte i blucerchiati hanno virato su Claudio Ranieri, noto per un approccio più conservativo, ma soprattutto per dare certezze alle squadre partendo dalla solidità difensiva.
L'arrivo dei nuovi tecnici ha portato delle modifiche evidenti alle due squadre che ne hanno tratto vantaggio in termini di identità tattica ma che ha modificato solo in parte i risultati, con Ranieri che è riuscito quantomeno a portare fuori la Samp dalla zona retrocessione, cosa non riuscita ancora al tecnico genoano, per questa ragione il derby rappresenta un redde rationem per le due squadre rendendo il derby ancora più pesante in termini di risultato rispetto a quanto già non lo sia per sua tradizione.
Con l'arrivo di Ranieri la Samp ha trovato un maggiore equilibrio, il tecnico romano ha iniziato la propria avventura in blucerchiato con un 4-4-2 molto corto che rinunciava alla fase offensiva ma che ha tolto spazi agli avversari, permettendogli di strappare 3 clean sheets nelle prime 5 partite (lasciando a secco due attacchi particolarmente prolifici come quelli di Roma ed Atalanta); ritrovate le certezze difensive Ranieri è passato al rombo a centrocampo che ha esaltato le qualità ed i movimenti di Gaston Ramirez e di Manolo Gabbiadini, innalzando la qualità della manovra offensiva blucerchiata.

Dalla progressione delle differenze in termini di expected goals si nota ad occhio nudo come il cambio di panchina dopo la partita di Verona abbia portato un cambiamento in positivo per la Sampdoria; inoltre, conclusosi il primo ciclo di partite della gestione Ranieri con il pareggio casalingo contro l'Atalanta, il tecnico romano ha sfruttato la pausa per disegnare un atteggiamento più offensivo che ha pagato in termini di gioco proposto, ma non ancora in termini di risultati, influenzati negativamente dalle difficoltà a livello individuale di diversi elementi della rosa blucerchiata; ora resta da capire come Ranieri vorrà affrontare il derby, se dando seguito ai propositi propositivi o se fare un passo indietro per portare a casa almeno un punto e fermare l'emorragia di tre sconfitte consecutive (seppur immeritate) tra campionato e Coppa Italia.

Dall'altra parte della città il cambio di panchina più che un cambio di mentalità ha portato delle modifiche nell'utilizzo degli uomini a disposizione, sicuramente il giocatore che ha tratto giovamento dalla gestione Thiago Motta è Kevin Agudelo, il ventenne centrocampista colombiano non aveva mai visto il campo con Andreazzoli, mentre Motta lo ha buttato nella mischia nel secondo tempo della partita d'esordio contro il Brescia dove il suo ingresso ha avuto un impatto decisivo sul match, da quel momento il colombiano non ha più lasciato il campo fino al minuto 73 della partita di Lecce dove si è fatto espellere e salterà il derby. 

L'impatto del colombiano sul gioco del Genoa versione Thiago Motta è esemplificato dal grafico elaborato da Soccerment da dove si deduce tramite la statistica sui passaggi chiave (KP90) e sulla sua centralità nei possessi che hanno generato expected goals (xGBuildup90 e xGChain90), per cui chiave della partita per i rossoblu sarà cercare un modo per rimpiazzarlo proprio nella partita più sentita della stagione, considerato il fatto che l'altro giocatore ad avere grande impatto negli ultimi 20 metri è Goran Pandev, anche lui espulso a Lecce e dunque assente anche lui nel derby. L'unica soluzione che sembra presente in rosa per Thiago Motta sembra essere Luka Lerager, tuttavia i numeri in fase di rifinitura sono di gran lunga inferiori rispetto a quelli del colombiano, tuttavia il danese può fornire quel pizzico di fisicità in più che in una partita dall'alto tasso agonistico come il derby della lanterna può essere decisivo per i grifoni per piegare l'esito della partita dalla propria parte.
Genoa e Samp si presentano quindi a questo derby con diversi progressi dal punto di vista del gioco e della tenuta del campo ma che per cause differenti (mancanza di continuità sui 90' per il Genoa, mancanza di qualità individuale nei blucerchiati) non hanno ancora prodotto i risultati attesi, indubbiamente il derby sarà il test decisivo per entrambe le contendenti ed un risultato positivo potrebbe essere la svolta attesa della stagione.

SUPER SUNDAY IN PREMIER LEAGUE

Con il giovedì di Europa League che ha impegnato Wolves, Manchester United ed Arsenal, il calendario ha messo le tre formazioni nel programma domenicale della Premier League in tre partite di sicuro interesse, con lo United reduce dalle pesanti vittorie contro Tottenham e City che affronta all'Old Trafford il nuovo Everton ora in mano a Duncan Ferguson (in attesa di un manager definitivo?), l'Arsenal (anch'esso in attesa del nuovo manager) che affronta il City all'Emirates ed infine il nostro consiglio di giornata, Wolverhampton-Tottenham.

WOLVERHAMPTON-TOTTENHAM (DOMENICA ORE 15)

In pochi ad inizio stagione avrebbero immaginato ad inizio stagione che questa partita si sarebbe giocata con il Wolverhampton con 1 punto di vantaggio sugli Spurs, eppure tra le trame di questi primi mesi di Premier League si è inserito anche la progressiva ascesa della squadra allenata da Nuno Espirito Santo capace di approfittare delle difficoltà della squadra ora allenata da Mourinho, nonché delle difficoltà di Arsenal e Manchester United, per issarsi fino al sesto posto in classifica a cui si aggiunge il passaggio del turno in Europa League portato a termine con un turno in anticipo. La stagione dei Wolves è iniziata molto presto con i preliminari di Europa League questa estate (dove ha eliminato il Torino) che hanno portato un po di appannamento in campionato, con la prima vittoria arrivata solo alla settima giornata con il Watford, da quel momento in poi la squadra di Nuno ha inanellato una serie di risultati positivi con 17 punti raccolti (uno in più del City, battuto per 2-0 all'Etihad) e sole 8 reti subite (solo il Leicester meglio con 5 reti subite).

Ad essere decisivo nella crescita dei Wolves è stato il passaggio da un più prudente 3-5-2 a un 3-4-3 che permette la convivenza tra Doherty e Adama Traore sulla fascia destra generando una mole offensiva maggiore, questo è confermato dall'analisi degli expected goals: con il passaggio dal 3-5-2 al 3-4-3 (successivamente alla partita con il Chelsea, esclusa la sfida contro il Manchester City) è iniziato un progressivo innalzamento degli xG creati (come indicato dalla linea di tendenza del grafico) ed un progressivo abbassamento degli xG subiti.

A testare i progressi della squadra di Nuno sarà dunque il Tottenham che Mourinho sta cercando di plasmare dopo il termine dell'era Pochettino; al momento in Premier ha portato a casa tre vittorie nelle quattro partite disputate lasciando l'intera posta in palio al Manchester United nella gara del suo ritorno all'Old Trafford dopo l'esonero, ed anche nella trasferta di Monaco contro il Bayern nel match ormai ininfluente di Champions. In sostanza Mourinho ha permesso agli Spurs di tornare a vincere contro squadre alla propria portata senza riuscire ancora ad innalzare il livello contro squadre aventi gli stessi obiettivi se non superiori.

A livello tattico il Tottenham di Mourinho è facilmente riconoscibile con il 4-2-3-1 reso asimmetrico dalla posizione più bassa del terzino sinistro che accompagna i due centrali in fase di impostazione con Aurier liberato da compiti difensivi a condurre il pallone sulla fascia destra, l'ampiezza a sinistra la da Son, giocatore che rispecchia in pieno l'identikit del giocatore tipo voluto da Mourinho; il giocatore che, invece, è rinato sotto la gestione del tecnico portoghese è sicuramente Dele Alli, messo al centro del progetto tecnico, ha ricambiato la fiducia di Mourinho con 3 goal e 3 assist in 4 partite, permettendogli di raggiungere con 9 presenze, lo stesso bottino della scorsa stagione in Premier (5 goal e 3 assist). La trasferta di Wolverhampton ci dirà quale è la vera dimensione degli Spurs in questa stagione, soprattutto in vista del percorso nella FA Cup ed in Champions League, trofei a cui Mourinho vorrà puntare per cominciare a mettere il proprio segno a White Hart Lane, il tutto in attesa di capire come cambierà il roster della squadra dopo la finestra di mercato di gennaio.

STA FINENDO IL DOMINIO DEL BAYERN IN BUNDESLIGA?

La scorsa giornata di campionato ha portato il Bayern Monaco a 7 punti dalla vetta ma soprattutto al settimo posto in classifica; i troppi infortuni in difesa stanno avendo un grande peso per la formazione ora allenata da Flick che, pur producendo moltissimo in attacco (è in testa alla classifica degli xG prodotti, indipendentemente dal modello utilizzato), quando attaccata concede tantissimo, migliore esemplificazione è stata la partita persa a Moenchengladbach sabato scorso, dove si è fatta rimontare dopo aver dominato buona parte della partita, a causa di due goal presi dagli sviluppi di un calcio di punizione prevedibile e su un calcio di rigore generato da un intervento senza senso di Javi Martinez. Chi ne sta approfittando sono dunque lo stesso Moenchengladbach, in testa da diverse settimane ed il Lipsia, reduce da un grande momento di forma e dal passaggio del turno di Champions come prima del girone; il Dortmund insegue le prime due della classe con un ritardo di 5 e 4 punti e che, grazie alla sconfitta dell'Inter contro il Barcellona, ha potuto festeggiare il passaggio agli ottavi di Champions; a mancare l'en plein per le squadre tedesche è stato il Leverkusen, a cui la risalita delle ultime settimane non è bastata a risalire la china nel girone, le aspirine sono attese sabato dal derby contro il Colonia ultimo in classifica e sono chiamate a dare continuità al proprio momento di forma in campionato (10 punti nelle ultime 4 partite).

COLONIA-BAYER LEVERKUSEN (SABATO ORE 15.30)

Colonia e Leverkusen sono divise da 15 minuti di treno, tanto può bastare a dare un senso alla rivalità che può esistere tra le due squadre che si affrontando sabato pomeriggio al RheinEnergie Stadion in situazioni di classifica completamente opposte, con i padroni di casa reduci da una serie negativa di 1 punto nelle ultime 6 partite che l'ha affondata fino all'ultimo posto in classifica; il cambio di allenatore con il passaggio da Beierlozer a Gisdol anziché migliorare le cose sembra anche averle peggiorate, con tre partite disputate con tre moduli diversi ed ancora poche idee messe in campo. Sotto la guida di Beierlozer il Colonia ha provato ambiziosamente un calcio molto aggressivo nel tentativo di recuperare il più rapidamente possibile il pallone ed ancora più possibilmente in zone alte del campo.

 L'approccio del tecnico proveniente dal Regensburg è mostrato a livello statistico dall'indice PPDA, ossia l'ammontare dei passaggi avversari concessi prima di un'azione difensiva, più basso è il numero, maggiore è il livello di aggressività dell'approccio voluto dal tecnico, come si evince dal grafico elaborato sulla base dei PPDA elaborati da Understats, con Beierlozer in panchina il Colonia era sesto in classifica in questa statistica. Ad aggiungere elementi statistici a questo approccio vi è l'alto numero di tackle tentati a partita (meno solo di Paderborn e Lipsia), ma anche l'alto numero di falli commessi (15,8 a partita, squadra più fallosa del campionato) e di cartellini (38, di cui 3 rossi); considerando la debolezza della squadra nella difesa da palla inattiva (0,66 Xg subiti a partita in questo fondamentale, peggio solo il Mainz secondo le elaborazioni di Between the Posts).


Date le circostanze di cui sopra la società ha fatto saltare la panchina di Beierlozer sostituendolo con l'ex Amburgo Gisdol che in queste tre partite ha implementato immediatamente un approccio più attendista (testimoniato dalla regressione nel dato del PPDA del Colonia dal suo arrivo, ho anche indicato il dato relativo al Mainz, nel frattempo passato sotto la guida dello stesso Beierlozer) ma che non ha risolto il problema della difesa sulle palle inattive (secondo i dati Understats 1,52 xG subiti durante la gestione Gisdol, nessuno ha fatto peggio).

Il Leverkusen si presenta dunque a questo derby con l'obiettivo di continuare la propria striscia positiva aperta da 4 partite in Bundesliga a cui si erano aggiunte le vittorie contro Atletico Madrid e Lokomotiv in Champions, serie interrotta dalla sconfitta di mercoledì sera contro la Juventus nella sfida finale dei gironi. Il marchio di fabbrica della squadra di Bosz è la grande aggressività in fase di non possesso (pressione alta fin dalla trequarti avversaria) testimoniata da un PPDA di 7,52 (dato Understats), dato migliore in tutta la Bundesliga, atteggiamento esemplificato dall'azione che ha portato al goal di Bailey nella vittoria all'Allianz Arena contro il Bayern.


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In fase di possesso il Leverkusen se non può affondare come nell'azione sopra, tende a consolidare il possesso (59,7% di possesso palla medio, secondo solo al Bayern Monaco); a Colonia il Leverkusen tornerà ad affrontare una squadra che giocherà con il baricentro basso e la costringerà a fare la partita, per cui vedremo come Bosz, con il ritorno a pieno regime di Havertz e Bailey modificherà il giro palla della squadra, con Wendell che resta basso con i centrali di difesa a consolidare il palleggio mentre Lars Bender o Weiser a destra si associano con Bellarabi per portare l'azione nella trequarti avversaria. Le passmaps delle partite disputate contro Friburgo e Wolfsburg (due squadre che lasciano il possesso all'avversario senza fare grande pressione fino a metà campo) dimostra come il possesso venga consolidato sul lato sinistro sull'asse Sven Bender-Wendell e poi delegando al lato destro il progresso del possesso nella tre quarti avversaria (il 42% degli attacchi del Leverkusen arriva dal lato destro).

















































BARCELLONA E REAL MADRID RIUSCIRANNO A STACCARE LA CONCORRENZA?

La Liga si affaccia alla giornata 17 dopo aver portato tutte le proprie rappresentanti alla fase ad eliminazione diretta delle coppe europee (Barça, Real Madrid, Valencia, Atletico in Champions, Getafe, Espanyol, Siviglia in Europa League) il che mostra la grande competitività del campionato spagnolo, una competitività visibile anche nelle sfide tra squadre non di primo livello, per questa ragione, pur essendo in programma due trasferte importanti per Real e Barça rispettivamente a Valencia e San Sebastian contro la Real Sociedad, la partita scelta per la prossima giornata di campionato è la gara interna del Getafe contro il Valladolid.

GETAFE-REAL VALLADOLID (DOMENICA ORE 12)

La formazione di Pepe Bordalas continua a sorprendere e per il secondo anno di fila si trova a questo punto della stagione a sognare la Champions League, tuttavia, a differenza dello scorso anno, per la squadra della periferia di Madrid, il livello è stato mantenuto inalterato pur in presenza di un appuntamento aggiuntivo come l'Europa League, il cui girone è stato superato con brillantezza grazie alla vittoria netta per 3-0 nella sfida decisiva contro i russi del Krasnodar. Il gioco del Getafe si basa su un 4-4-2 molto solido che si trasforma in un 4-2-4 in fase di possesso; la peculiarità del sistema imposto da Bordalas è la compattezza in orizzontale ed in verticale delle linee, questo permette di recuperare il pallone molto velocemente (PPDA pari a 6,81, i migliori nella Liga), strategia utilizzata anche nella fase offensiva, dove il gioco si basa su passaggi diretti verso le punte per poi andare ad aggredire sulle seconde palle (l'indice OPPDA, ossia il numero di passaggi fatti prima di un'azione difensiva avversaria, è pari a 5,63, il più basso della Liga).

La passmaps del Getafe evidenzia ulteriormente lo stile di gioco; lancio verso le punte e palla indietro (o recupero della seconda palla) su Arambarri che distribuisce il gioco; dallo schieramento si evince, inoltre, la distribuzione in larghezza della squadra di Bordalas, i dati Whoscored evidenziano come lo sviluppo del gioco del Getafe sia distribuito al 38% sulla fascia sinistra, 39% sulla fascia destra e solamente il 23% in zona centrale.









Domenica mattina nell'anticipo mattutino al Coliseum Alfonso Perez arriva il Valladolid, conosciuto ai più per essere la squadra di proprietà di Ronaldo, quello "vero", come amano dire (a ragione) quelli che hanno vissuto il calcio degli anni 90. La squadra bianco-viola, allenata da Sergio González, ha un'identità tendenzialmente simile a quella del Getafe, ossia quella di schierarsi prevalentemente con un 4-4-2 e con un gioco basato sul lavoro degli esterni (il terzino sinistro Nacho è il giocatore che crea più passaggi chiave per partita, 1,1).


Dall'elaborazione dei passaggi in avanti proposta da Between the Posts si evice chiaramente come il gioco del Valladolid sia orientato sull'utilizzo delle fasce laterali (secondo le statistiche di WhoScored il 42% del gioco dei bianco viola si svolge sul lato sinistro ed il 35% sul lato destro), per cui prepariamoci a vedere tanti duelli sulle fasce, tuttavia il Valladolid dovrà fare qualcosa in più rispetto a quanto proposto nelle ultime partite (non segnano da 4 partite) che li ha portati ad occupare l'ultimo posto per xG creati (sempre secondo il modello di Between the Posts).





LA LIGUE 1 SEMPRE PIÙ' LABORATORIO VINCENTE

Perché questo titolo? Ci sono tante ragioni per ritenere la Ligue 1 un campionato in grandissima crescita, anzitutto ci sono dei risultati a segnalarlo: la nazionale campione del mondo è composta da calciatori quasi tutti svezzati da questo campionato (l'unica eccezione che mi viene in mente è quella di Griezmann) che poi vanno a giocare in altri campionati solo perché le scelte strategiche (escluso il PSG) sono quelle di non appesantire i conti, anzi di finanziarli con operazioni di mercato che possono portare a progetti di lungo periodo molto importanti, come testimonia il Lione che ha raggiunto gli ottavi di Champions per il secondo anno di fila, come testimoniano realtà come Lille, Bordeaux, Monaco, Marsiglia e, ultimo in ordine cronologico, Nizza, le quali sono state acquisite da realtà economiche internazionali pronte a tentare di investire nella crescita tecnica ed economica di queste società. E' opportuno segnalare che alcune di queste realtà sono state accolte con molto scetticismo, una di queste è Bordeaux, dove i fondi americani che detengono la proprietà del club girondino sono in fase di disimpegno a causa di frizioni sulla gestione sportiva ed economica. Una situazione, questa, che si protrae da diversi mesi in cui, però, si sta disimpegnando molto bene Paulo Sousa, che ha visto fermata domenica scorsa in quel di Marsiglia una striscia positiva di 5 partite che aveva portato il Bordeaux fino al terzo posto in classifica.

BORDEAUX-STRASBURGO (DOMENICA ORE 15)

Dopo un inizio di gestione tecnica molto complicato, il Bordeaux di Paulo Sousa ha trovato un proprio equilibrio ed una continuità tecnica e tattica che hanno portato la squadra girondina a ridosso della zona europea, una posizione di classifica che, al momento, sembra la giusta dimensione visti gli uomini a disposizione del tecnico portoghese. Infatti la classifica posiziona la squadra di Paulo Sousa al quinto posto dopo aver anche assaporato il terzo posto prima della sconfitta di Marsiglia, tuttavia i numeri esprimono una grande overperformance soprattutto a livello offensivo, dove abbiamo un numero di goal segnati che eccede la quantità di expected goals di +11,69, un dato dovuto principalmente alle grandi capacità di tiro da fuori area di De Preville (capace di prendere la porta per il 50% dei suoi tiri), Adli e di Otavio.

I dati elaborati da WhoScored mostrano chiaramente come la soluzione di tiro più scelta sia il tiro da fuori, soluzione statisticamente poco efficiente ma che al momento sta premiando la formazione di Paulo Sousa (11 reti sinora realizzate sui 28 totali). 
Dato che la statistica rende questi numeri poco sostenibili nel lungo periodo, il Bordeaux dovrà trovare soluzioni di tiro meno complesse per migliorare le proprie prestazioni, Paulo Sousa sembra aver individuato la soluzione in Josh Maja, che ha preso il posto da titolare nelle ultime 4 partite.

La sua mappa di tiro sembra orientata a prendersi conclusioni col giusto grado di pericolosità media, tuttavia è andato al tiro in questo lasso di tempo per 7 volte, realizzando 4 reti, un dato sporcato dalla partita vinta per 6-0 contro il Nimes in cui ha messo a segno 3 reti su 4 tiri tentati. A Marsiglia non ha praticamente preso palla pur facendo un lavoro importante in fase di pressing, se il Bordeaux riesce a dargli maggiori opportunità di tiro ecco che finalmente Paulo Sousa potrà aver trovato la mossa giusta per portare il Bordeaux in alto.

Il testi di domenica contro lo Strasburgo sarà importante proprio per capire se ci siano i margini per portare avanti questo processo di miglioramento della qualità del gioco, questo perché la squadra alsaziana ha gli strumenti adatti a mettere in difficoltà il Bordeaux, soprattutto da quando è passata alla difesa a 4, con una fase di non possesso che costringe gli avversari a spostare il gioco sulle fasce per poi aggredire il portatore, un sistema che ha avuto finora alterne fortune ma che ha quantomeno tirato fuori gli alsaziani dalle zone calde della classifica e soprattutto potrebbe mettere a disagio il possesso palla della squadra di Sousa che spesso va in difficoltà se non può gestire il possesso, come accaduto nella partita persa a Marsiglia la scorsa settimana.

AZ ALKMAAR- AJAX, SHOWDOWN PER LA EREDIVISIE

Domenica alle 16,45 la Eredivisie vivrà il momento di massimo spettacolo visto che ad affrontarsi ci saranno le due squadre migliori del campionato, non solo in termini di punteggio (la seconda classificata che ospita la prima), ma anche in termini di identità tecnica e tattica, difatti probabilmente le due squadre sono il capostipite della rinascita del calcio olandese, con un forte ritorno del lavoro sull'identità e sulle qualità tecniche dei settori giovanili.
Basandoci sulle migliori formazioni possibili delle due squadre che entreranno in campo domenica (basandoci sugli algoritmi di WhoScored) probabilmente vedremo in campo due squadre composte rispettivamente da 4/11 (l'AZ) e 5/11 da giocatori provenienti dal proprio settore giovanile, un dato che non sorprende se prendiamo come riferimento la storia dell'Ajax, mentre lo è di meno per l'AZ che ha iniziato un processo da alcuni anni di potenziamento delle regole di scouting e sviluppo del proprio settore giovanile che hanno portato alla costruzione di giocatori che hanno raggiunto dei livelli di rendimento altissimi grazie ad un lavoro non solo sulle qualità tecniche ma anche sulle capacità di leggere gli spazi in campo (una qualità, quest'ultima, insita nel DNA del popolo olandese e da cui Johann Cruyff e Rinus Michels hanno dato il via alla rivoluzione del calcio totale degli anni '70), ed è così che nello scorso ottobre l'under 21 olandese ha schierato in campo contemporaneamente 4 elementi che ora sono titolarissimi in prima squadra ossia Boadu, Koopmeiners, Stengs, Wijndal e De Wit, con i primi 3 che sono stati autori delle 4 reti con cui i giovani oranje hanno messo al tappeto i pari età del Portogallo.
L'Ajax dal canto suo metterà in campo Mazraoui (e/o Sergino Dest), Veltman, Blind, Van de Beek e Lang, anche loro prodotti del proprio settore giovanile, tornato a sfornare grandi talenti come è accaduto fino alla seconda metà degli anni '90. 
Entrambe le squadre sono reduci da una parentesi europea poco edificante, con l'Ajax clamorosamente eliminato dalla Champions e retrocesso in Europa League per mano del Valencia, e con l'AZ, seppur già qualificato alla fase ad eliminazione diretta dell'Europa League, malamente sconfitto per 4-0 dal Manchester United all'Old Trafford, forse dimostrando che la giovane età della squadra fa ancora brutti scherzi a livello internazionale. La parentesi negativa, tuttavia, non deve far perdere interesse ad una sfida in cui vedremo davvero tanto talento in campo spinto anche dall'approccio offensivo delle due squadre che hanno in comune il dato sul possesso palla (58% AZ contro il 61% dei lancieri) e i dati offensivi mostruosi con Boadu e compagni che viaggiano ad una media di 2,4 goal a partita e la squadra di Ten Hag ad una media di 3,3 goal a partita, insomma una partita da non perdere per chi ama il calcio del talento puro.

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