
Thursday, 1 August 2024
Analyzing Artem Dovbyk through his goals

Friday, 7 July 2023
Cosa aspettarsi da Iraola al Bournemouth
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| Foto: profilo Twitter AFC Bournemouth |
Dopo una salvezza ottenuta contro qualsiasi pronostico della vigilia della stagione, il Bournemouth ha sorprendentemente scelto di chiudere il rapporto con il tecnico Gary O'Neil, il fautore della sorprendentemente stagione delle Cherries, per chiamare alla guida del club Andoni Iraola, ex calciatore dell'Athletic Bilbao e reduce da tre stagioni disputate ad alto livello sulla panchina del Rayo Vallecano con cui ha ottenuto prima un'inaspettata promozione in Liga e poi due brillantissime salvezze.
Con questa mossa la formazione del sud dell'Inghilterra ha deciso di prevenire le difficoltà che potevano emergere nella seconda stagione consecutiva in Premier League se non si fosse fatto lo sforzo di alzare il livello della squadra sia in termini di giocatori che in termini di proposta di gioco; questa mossa cerca di rispondere, quindi, a questa necessità.
Sunday, 7 May 2023
Le avversarie delle italiane: il Siviglia di Mendilibar
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| Foto. Pagina Facebook FC Sevilla. |
Con le formazioni italiane che continuano a raccogliere grandi risultati in questa stagione di coppe europee, provo ad arrivare alle semifinali di Europa League cercando di analizzare le squadre che andranno ad affrontare le formazioni italiane e che proveranno a rompere lo scenario di una finale tutta italiana a Budapest tra Juventus e Roma.
In questo articolo proverò ad analizzare il Siviglia avversario della Juventus: la formazione andalusa è la regina dell'Europa League, avendone portate a casa ben sei, di cui l'ultima nel 2020 ai danni dell'Inter di Antonio Conte al termine della fase finale disputata in Germania al termine del primo lockdown.
Oggi il Siviglia è allenato da Luis Mendilibar, terzo allenatore che siede sulla panchina del Sanchez Pizjuan dopo Loptegui e Sampaoli. L'ex allenatore dell'Eibar è riuscito a risollevare una squadra che aveva preso una pericolosissima china nella Liga, dove ha sostato per diverse settimane in zona retrocessione.
Il tecnico basco ha rimesso in piedi la squadra sevilllista usando gli stessi strumenti che gli hanno permesso di tenere nella massima serie spagnola l'Eibar per sei stagioni, ossia un 4-4-2 di base con pochissimi fronzoli ed estremamente diretto. Proprio l'analisi di questa strategia sarà l'oggetto di questo articolo.
Tuesday, 1 November 2022
L'Osasuna di Arrasate è il punto di riferimento della classe media della Liga?
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| Foto: pagina Facebook Club Atlético Osasuna |
Con l'uscita di scena di tre squadre spagnole su quattro dalla Champions League dopo la fase a gironi, si sta aprendo un dibattito sul livello della Liga, ed una partita che ci avrebbe raccontato qualcosa era quella che si disputava domenica alle 14 tra l'Osasuna ed il Real Valladolid, due squadre che si stavano mettendo in luce al di fuori di quel gruppo di squadre che si giocano l'accesso alle coppe europee.
La partita è terminata con una vittoria della squadra di Pamplona per 2-0 al termine di una partita dominata dalla formazione allenata da Jagoba Arrasate in cui lo stile di gioco dei navarri ha decisamente soverchiato quello dei Los Pucelanos. Ed è della strategia di gioco dell'Osasuna che mi occuperò in questo approfondimento.
Tuesday, 4 January 2022
Betis-Celta Vigo è stata una sfida di identità
Il 2022 della Liga è iniziato con un turno di campionato che celebra la fine del girone d'andata e che ha messo di fronte due squadre la cui identità tattica è molto marcata e ben distinta: da una parte il Betis ed il suo 4-2-3-1, dall'altra parte il Celta Vigo ed il suo ambiziosissimo 4-1-3-2.
Già lo scontro delle ultime giornate di campionato della scorsa stagione (terminato con una vittoria del Betis per 3-2) aveva mostrato quanto fosse forte la contrapposizione tattica tra le due formazioni con il contesto tattico della partita dominato da Coudet e l'aggressività del suo schieramento ma comunque perdendola.
Questa volta l'ex tecnico del Racing Avellaneda si è vendicato del Betis e di Pelegrini andando a vincere per 2-0 al Benito Villamarin continuando a mostrare la bontà del suo stile di gioco nonostante le diverse assenze, riuscendo a portare il piano tattico della partita dalla propria parte nel corso del primo tempo esponendo il Betis alle sue difficoltà in fase di transizione difensiva.
In questa analisi cercherò di spiegare come entrambe le squadre abbiano comunque esposto il proprio piano tattico nel corso della partita, ma anche perché quello eseguito dal Celta Vigo sia stato quello migliore in campo portando la squadra galiziana a prendersi con merito l'intera posta in palio.
LE FORMAZIONI INIZIALI
Come indicato in premessa, Pelegrini e Coudet non derogano ai rispettivi sistemi di gioco nonostante qualche assenza da una parte e dall'altra: nel 4-2-3-1 del tecnico cileno non viene schierato dal primo minuto Nabil Fekir, così come Rodri, una scelta che, come vedremo, sarà forse decisiva in negativo per la formazione betica; dall'altra parte Coudet deve far fronte a molte assenze in difesa ed a centrocampo che lo portano a spostare Aidoo in posizione di terzino destro, Okay Yokuslu (20 minuti collezionati in tutta la stagione) nell'inedita posizione di centrale di difesa e Fran Beltran schierato come schermo davanti alla difesa del 4-1-3-2.
I PRINCIPI DEI DUE SCHIERAMENTI IN CAMPO
Sin dalle prime battute della partita si è capito come entrambi gli allenatori avrebbero cercato di fare le rispettive partite cercando di prendere il controllo del pallone e del territorio. Per questo motivo entrambe le squadre cercavano di intrappolare le relative fasi di possesso avversarie non concedendo l'avanzamento in campo.
GLI ERRORI IN POSSESSO DEL BETIS..
..E LE DIFFICOLTA' IN TRANSIZIONE
L'elemento tipico del 4-2-3-1 sta nel fatto che nella gran parte dei casi i due terzini salgono in avanti in fase di possesso, per cui è molto importante il lavoro che devono svolgere i due mediani nel dare protezione ai due centrali difensivi in fase di transizione, ossia il momento in cui l'avversario recupera palla e cerca di ribaltare il gioco nella metà campo offensiva.
Nella partita del Benito Villamarin la tattica del Celta è stata quella di usare il movimento delle proprie due punte al fine di mandare al tappeto i meccanismi di transizione difensiva del Betis, già di per se molto fragili visto che la coppia William Carvalho-Guardado non ha nella corsa all'indietro il proprio punto di forza. Per questo motivo la fase di transizione difensiva della squadra di Pelegrini è sostanzialmente nelle mani della coppia di centrali difensivi Bartra-Victor Ruiz, anch'essi molto più a loro agio in situazioni posizionali anziché la marcatura sull'uomo.
Lo schieramento in non possesso della squadra di Coudet ha poi permesso di evidenziare le inefficienze del sistema di Pelegrini una volta persa palla. Questo esempio è perfetto nel capire come lo scaglionamento del centrocampo del Celta faccia a fette il sistema della squadra di Pelegrini in questa fase di gioco, determinata da un errore di impostazione di Victor Ruiz: qui Guardado si era alzato per cercare spazio alle spalle del centrocampo dei galiziani, per cui il messicano stesso cerca di pressare Fran Beltran ma lascia spazio alle sue spalle per Denis Suarez che è libero in quanto William Carvalho è rimasto a dare copertura preventiva su Santi Mina, questo porterà il portoghese a scalare sul trequartista del Celta ma liberando ovviamente a propria volta il centravanti creando un due contro due tra attaccanti e difensori centrali del Betis.Questo esempio mostra chiaramente lo scopo del rombo di centrocampo creato da Coudet a centrocampo in fase di non possesso e la Y in fase di possesso: l'avversario è costretto più volte a rompere le linee ed a compiere delle scelte che generano continua superiorità posizionale per la sua squadra. Il Betis sotto questo aspetto non è stato in grado di porre in essere una contromossa adatta a prendere il controllo tattico della partita, e questo ha portato il tecnico argentino a portare a casa i 3 punti e la sfida tattica contro il collega cileno.
LE MIGLIORIE DEL SECONDO TEMPO DEL BETIS
Pelegrini ha cercato di rimescolare le carte nel corso dell'intervallo togliendo Lainez ed inserendo Rodri: con l'ingresso di quest'ultimo si è certamente vista qualche miglioria nello schieramento della squadra betica, apparsa un po' più fluida ed in grado di controbattere al sistema di marcature a uomo del centrocampo avversario.
Rodri ha sostanzialmente fatto ciò che Lainez non ha fatto nel primo tempo, ossia entrare dentro al campo e creare linee di passaggio promuovendo delle rotazioni con Canales che potessero costringere i galiziani a fare delle scelte su quali spazi liberare. Nell'esempio si vede Rodri che viene incontro sfruttando un movimento di Canales che attira Denis Suarez. Il Celta sceglie di non concedere le profondità ed il passaggio in zona centrale del campo, liberando la zona tra le linee e soprattutto l'ampiezza che il Betis ha cercato di sfruttare con le corse di Bellerin e Moreno. Questa strategia si è ulteriormente acuita con l'uscita di Guardado per Fekir, con quindi maggiori rotazioni tra lui, Canales e Rodri e con Juanmi che cercava di accompagnare Willian Jose al centro dell'attacco.Questa scelta ha permesso al Betis di avere il controllo del pallone e quello territoriale nel secondo tempo, permettendole di migliorare anche i meccanismi di riconquista del pallone, tuttavia il Celta è sempre riuscito a tenere la partita sui binari di duelli individuali che hanno portato il Betis a forzare più volte la giocata e sbagliarla, rendendo quindi poco produttiva la supremazia della squadra di Pelegrini.
CONCLUSIONI
La sfida tra Betis e Celta Vigo era una sfida tra le identità dei due allenatori Pelegrini e Coudet, ha avuto la meglio quest'ultimo grazie alla capacità dei propri centrocampisti di avere la superiorità numerica in mezzo al campo determinata dal 4-1-3-2 rispetto al 4-2-3-1. Pelegrini dal canto suo non è riuscito a sua volta a creare superiorità nella trequarti avversaria a causa di un atteggiamento troppo rigido della sua squadra nel primo tempo.
Thursday, 25 November 2021
Xavi sta ricostruendo il Barcellona
Ovviamente il picco di questa situazione si è raggiunto quest'estate con il club impossibilitato a depositare il nuovo contratto di Leo Messi dando il via in maniera forzata ad un processo di ricostruzione dell'identità originaria del club, con la Masia che torna al centro del progetto calcistico. Questo progetto è stato affidato a Ronald Koeman che, nonostante importanti sforzi, non è riuscito a trovare una quadra a questa squadra, per cui il presidente Laporta non ha perso tempo a richiamare nella terra promessa il figliol prodigo Xavi che, dopo il ritiro dal calcio giocato, ha esercitato le sue idee tattiche sotto il sole ed i milioni degli sceicchi qatarioti.
Ho provato ad analizzare le prime due partite della gestione Xavi al fine di individuare le principali costanti del tecnico catalano che, manco a dirlo, si basano sui principi ingeriti negli anni trascorsi da calciatore nella cantera prima e in prima squadra poi al Camp Nou, ossia gioco di posizione e creazione di triangoli per lo sviluppo dell'azione, senza dimenticare i meccanismi di riconquista immediata del pallone una volta perso.
FORMAZIONI DIVERSE MA DISPOSIZIONI SIMILI
Nelle idee di gioco di Xavi ci sono dei princìpi che vanno oltre ai moduli di gioco, per questo motivo nelle due partite disputate finora sotto la sua gestione si sono visti due schieramenti sulla carta diversi ma che poi si strutturavano sul campo in maniera pressoché simile, questo allo scopo di inserire i calciatori in base alle proprie caratteristiche ma anche per aggiustare lo schieramento della squadra in base allo schieramento avversario.
SUPERIORITA' NUMERICA IN PRIMA COSTRUZIONE
STRUTTURA DELLA SQUADRA IN SVILUPPO
LA RICERCA DEL PASE DE LA MUERTE
DIFESA IMBATTUTA GRAZIE ALLA RIAGGRESSIONE
CONCLUSIONI
Il lavoro da fare per Xavi è decisamente enorme ma le prime due partite ci hanno fatto intendere che la strada sembra tracciata e che la semina è in pieno corso. Il lato negativo di queste due partite sta nel fatto che la squadra finalizza poco e male (l'unico goal è arrivato su un calcio di rigore anche piuttosto generoso).Da un lato sembra che Depay, l'uomo più vicino all'idea di finalizzatore in questa squadra, dopo un inizio di stagione travolgente sembra essere un tantino appannato e compie spesso scelte sbagliate con il pallone tra i piedi; dall'altro lato i vari ragazzini che agiscono alle sue spalle o al suo fianco sembrano ancora leggermente restii ad andare alla conclusione se non hanno la porta spalancata davanti ai loro occhi.
Ma la grande quantità di talento che il tecnico catalano dovrà innaffiare in questi mesi rende tutti molto ottimisti sulla crescita di questa squadra e, nei minuti in cui si è visto in campo contro il Benfica, un esempio quasi allegorico delle aspettative riposte in questo progetto è Ousmane Dembele, entrato in campo a mezzora dalla fine costruendo diverse opportunità potenziali con i suoi allunghi sulla destra.
Tuesday, 24 August 2021
Come sta andando il Barcellona senza Messi?
Il 5 agosto è ancora fresco nella mente dei tifosi del Barcellona e dei tanti seguaci della squadra blaugrana in giro per il mondo, tuttavia per lo stesso motivo per il quale Messi ha lasciato il Barça accasandosi al PSG, Ronald Koeman sta continuando nel suo processo di reset tecnico della squadra iniziato nella seconda parte della seconda stagione: the show must go on. Sotto le direttive della presidenza Laporte la squadra catalana prova a rimettere la Masia al centro del villaggio e ricostruire un'identità di gioco.
Per questa ragione la partita di sabato sera a Bilbao era un test utile per capire che cosa aspettarci da questa squadra e come sta proseguendo il lavoro del tecnico olandese su una della panchine oggettivamente più scomode d'Europa in questo momento. Con un pizzico di sorpresa dal mio personale punto di vista, Koeman ha messo in soffitta il 3-4-3 che tanto bene aveva impressionato nella seconda parte della scorsa stagione per riproporre il 4-3-3 a cui sono tanto affezionati dalle parti del Camp Nou. Escluso ovviamente Messi, invece, gli interpreti sono rimasti praticamente gli stessi con un'unica eccezione: Memphis Depay.
LE FORMAZIONI DI ATHLETIC-BARCELLONA
Il 4-3-3 di Koeman dunque prevede una linea difensiva composta da Dest-Garcia-Pique-Jordi Alba, Busquets a fare da pivote affiancato da De Jong e Pedri ed il tridente offensivo formato da Griezmann-Braithwaite e Griezmann.
Il 4-4-2 è il cavallo di battaglia storico dell'Athletic Bilbao e del proprio allenatore Marcelino: la linea difensiva è composta da Leque a destra, Balenziaga a sinistra (in attesa del ritorno di Yuri Berchiche) e la coppia centrale formata da Vivian e Inigo Martinez; la linea di centrocampo è composta da Berenguer e Muniain sugli esterni e Dani Garcia e Vencedor al centro mentre la coppia d'attacco è Inaki Williams-Sancet.
COSTRUZIONE VS PRIMA PRESSIONE
Uno degli elementi di sfida a livello tattico tra le due compagini è stato, come ampiamente previsto, tra la costruzione del Barcellona e la prima pressione aggressiva della squadra di Marcelino, una pressione alta e mista uomo-zona che non ha permesso alla squadra di Koeman di risalire il campo nonostante il tecnico olandese tenesse i due terzini legati in fase di costruzione proprio per avere una sfogo laterale alla manovra su cui però la squadra basca aveva buon gioco a far indirizzare la manovra.
DEPAY LEADER TECNICO?
L'ex giocatore del Lione sembra aver preso sul serio la propria avventura con la maglia del Barça: la precedente avventura in un top club come il Manchester United non era stato proprio da ricordare, per questo motivo le perplessità sulle capacità dell'olandese di imporsi in un contesto così importante come quello catalano erano da prendere sul serio. Ed invece queste prime apparizioni mostrano che lo scetticismo sembra essere mal riposto e che il numero 9 di Koeman (uno che gli ha dato responsabilità anche con la maglia degli Oranje).
Con la fuoriuscita di Messi, personalmente mi aspettavo una maggiore centralità da parte di Antoine Griezmann, ma al momento il francese non mostra la stessa attitudine del proprio compagno di squadra, mostrando di volere il pallone tra i piedi e sempre girato con le spalle dietro alla porta. Al n.7 blaugrana serve un miglioramento nei movimenti senza palla ed è un punto su cui Koeman dovrà molto lavorare, perché partendo dal mezzo spazio di destra ed accentrandosi potrebbe creare molti spazi per gli inserimenti di De Jong e magari ritagliarsi uno spazio da falso nove nello schieramento con libertà di movimento in zona rifinitura pronto a scambiarsi di posizione con lo stesso Depay e con Braithwaite che, sotto questo aspetto, sembra essere meglio inserito nei meccanismi.
IL 4-4-2 DEL BILBAO
Precedentemente ho mostrato come lo schieramento dell'Athletic si compattasse in un 4-4-2 in fase di difesa posizionale, ma di fatto è l'unica situazione di gioco in cui abbiamo visto la squadra di Marcelino schierarsi in campo in questo modo. Leggendo la storia del club e dell'allenatore negli ultimi anni si può essere facilmente indotti a pensare ad uno schieramento particolarmente rigido, invece non è affatto così, anzi, già dalla fase di prima pressione abbiamo visto come la squadra si scaglioni sul campo.
Stesso discorso vale per la fase di possesso, dove il 4-4-2 si trasforma, soprattutto in mezzo al campo, dove Dani Garcia e Vencedor hanno compiti diversi: il numero 16 dell'Athletic, a differenza di Dani Garcia, è sostanzialmente un invasore, anche perché la fase di costruzione dei baschi non è particolarmente elaborata visto che la costante degli uomini di Marcelino è la ricerca immediata della giocata in verticale.
Questi movimenti uniti alla capacità di smistare il gioco di Inigo Martinez col suo educatissimo sinistro hanno spesso messo in difficoltà la squadra di Koeman, che ha sofferto tantissimo il gioco diretto della squadra di Marcelino, soprattutto nella parte iniziale del secondo tempo quando è sembrata in balia della squadra basca, complice la stanchezza di Pedri e la fuoriuscita dal match di Braithwaite.
CONCLUSIONI
Il percorso per la ricostruzione di un Barcellona competitivo fuori dal campo è estremamente lungo e tortuoso, quello in campo è iniziato dalla scorsa stagione e potrebbe dare delle soddisfazioni in prospettiva. Allo stato dell'arte Koeman sta cercando di fare del proprio meglio per tenere al vertice la squadra blaugrana, il test del San Mames è sempre uno dei più difficili da affrontare e forse per Pedri e compagni è stato quasi un bene affrontarlo subito per capire dove questa squadra deve migliorare e dove, invece, è già ad un buon punto.
Con l'uscita di scena di Messi alcuni meccanismi si sono inceppati, per esempio i famosi (o famigerati, per gli avversari) Pase de la Muerte di Jordi Alba non sono ancora recepiti dagli elementi avanzati della squadra, le rotazioni in zona rifinitura ci sono ma faticano a far progredire l'azione, così come quando la attaccata questa squadra fatica a trovare le giuste coperture; dal punto di vista degli aspetti positivi c'è la capacità di Depay di dare alla squadra quella profondità che spesso le è mancata nelle ultime stagioni.
Insomma, il cartello lavori in corso è ben evidente ma Koeman sta inserendo nei meccanismi progressivamente i nuovi elementi e l'idea è quella di un gruppo di lavoro che si è rafforzato di fronte alle disgrazie societarie (i giocatori subentrati, per esempio, sono entrati molto bene in partita, vedi Sergi Roberto ricollocato nella sua posizione naturale a centrocampo) per questo ritengo che seguire l'evoluzione di questo Barcellona nel corso della stagione potrà essere un esercizio molto interessante.
Wednesday, 10 February 2021
Come il Real Madrid ha scoperto la difesa a 3
A due settimane di distanza dall'impegno europeo contro l'Atalanta, il Real Madrid affronta a Valdebebas il Getafe in quello che è uno dei derby della città di Madrid. La squadra di Bordalàs dopo due stagioni in cui con il suo stile di gioco diretto ed aggressivo l'ha portata a rendersi protagonista anche al di fuori dei confini iberici.
La squadra di Zidane ha bisogno dei 3 punti da questa partita per mantenere una distanza ancora ragionevole dalla testa della classifica e, soprattutto, non perdere contatto con il Barcellona per ottenere il secondo posto in classifica. Ma, cosa più importante, l'atteggiamento aggressivo in fase di non possesso del Getafe potrebbe essere una prova generale per le merengues in vista della sfida contro l'Atalanta.
In una situazione di totale emergenza difensiva il Real, schierato in un'inedita difesa a 3, riesce, dopo un primo tempo in cui ha faticato a superare lo schieramento compatto del Getafe, a trovare le soluzioni nel corso della ripresa per riuscire a portare a casa la vittoria trovando le reti proprio nel momento in cui Bordalàs aveva provato a giocarsi le carte per tentare addirittura il colpaccio.
LE FORMAZIONI
LA DIFESA A 5 DEL REAL
LO SCHIERAMENTO COMPATTO DEL GETAFE
IL SECONDO TEMPO STAPPA LA PARTITA
CONCLUSIONI
Friday, 16 October 2020
Consigli per il weekend calcistico Stagione 20/21 Ep. 4
Terminata la pausa delle nazionali che ha lasciato indicazioni non del tutto attendibili nel momento in cui molte nazionali sono state penalizzate dalle assenze di diversi giocatori colpiti dal COVID, trascinando con se polemiche sul calendario messo in piedi da FIFA e UEFA, ritorna il calcio dei club, soprattutto si torna a fare sul serio, visto che non ritornano solo i campionati ma tornano anche le competizioni europee nel corso della prossima settimana, per questa ragione i miei consigli del weekend sono orientati a conoscere alcune squadre che vedremo impegnate da martedì tra Champions ed Europa League e di cui mi piacerebbe conoscere e farvi conoscere qualcosa in più.
Sarà il weekend, questo dei derby di Liverpool e di Milano che possono valere la vetta della Premier e della Serie A, ma è anche il weekend del derby di Glasgow, e quest'ultimo è una delle partite che ho scelto per questa preview del weekend calcistico.
IN ATTESA DI CHELSEA-SIVIGLIA (MARTEDÌ ORE 21)
GRANADA-SIVIGLIA (SABATO ORE 13)
CHELSEA-SOUTHAMPTON (SABATO ORE 16)
IN ATTESA DI MIDTJYLLAND-ATALANTA (MERCOLEDÌ ORE 21)
Dopo essere stata lei ad essere messa a battesimo nella scorsa Champions, per l'Atalanta arriva il momento, alla sua seconda partecipazione, di dare il battesimo al Midtjylland, formazione danese dal progetto molto affascinante (basato sui principi del MoneyBall) che l'ha portata nel giro di pochi anni a raggiungere la cima del calcio danese scalzando il Copenaghen e mettendo in mostra un gioco molto piacevole e lanciando tanti talenti molto interessanti che avranno a disposizione in Champions di una vetrina ancora più importante per mettersi in mostra.
MIDTJYLLAND-ODENSE (SABATO ORE 16)
NAPOLI-ATALANTA (SABATO ORE 15)
IN ATTESA DI STANDARD LIEGI-RANGERS (GIOVEDI ORE 18,55)
STANDARD LIEGI - BRUGES (SABATO ORE 20,45)
CELTIC-RANGERS (SABATO ORE 13,30)
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