Il weekend calcistico si è chiuso ieri sera con l'esordio della nazionale Under 20 nel Mondiale maschile di categoria, una competizione tornata a quattro anni di distanza (in genere si gioca ogni due anni ma il COVID nel 2021 fece saltare l'edizione) e che nell'ultima edizione aveva visto gli azzurri allora allenati da Nicolato chiudere al quarto posto.
Oggi Nicolato è salito di livello andando ad allenare la nazionale Under 21, per cui la sua eredità è stata raccolta da Carmine Nunziata, tecnico federale di lunga data ed ex centrocampista con militanze in diversi club tra cui il Padova ed il Torino con i quali ha anche ottenuto la promozione in serie A, massima serie che, però, ha giocato molto meno di quanto meritasse.
Ieri la sua nazionale Under 20, seppur messa in piedi in pochi giorni (pazzesco che una competizione del genere non sia nel calendario FIFA) ci ha regalato grande calcio con la vittoria sul Brasile per 3-2 che restituisce solo in parte il senso di appagamento estetico che questa squadra ha trasmesso.
Per questo cercherò di spiegare rapidamente come il rombo preparato dal tecnico azzurro abbia esaltato le caratteristiche dei nostri giocatori più importanti, mostrando come il calcio italiano stia cercando a livello federale di tirarsi fuori dal quel senso di vetusto che pervade le analisi degli addetti ai lavori per portare i nostri calciatori ad essere parte di un calcio più in linea con le necessità contemporanee.
