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Monday, 15 November 2021

Gerrard all'Aston Villa è una prospettiva eccitante


Per l'Aston Villa questa doveva essere una stagione di rinnovamento, con una squadra costretta a cambiar pelle a causa della cessione di Jack Grealish al City che ha aggiusto risorse economiche ad un club che era già ben saldo sotto questo aspetto. Per questo il club ha investito nel ringiovanimento della rosa e in una strategia di lungo periodo che permettesse al club di poter tornare ad occupare almeno la parte sinistra della classifica.

Questa richiesta di rinnovamento è stata lasciata nelle mani di Dean Smith, l'allenatore che ha riportato il Villa in Premier dopo 3 anni in Championship e che è riuscito a mantenere la categoria per due anni di fila il tutto sotto il segno del capitano con la maglia numero 10 sul quale si appoggiava l'intera fase finale della manovra dei Villans. Con la partenza di Grealish era necessario rimodellare questa squadra ed il manager nativo di West Bromwich ha mostrato difficoltà a trovare uno schieramento coerente, pagando questa poca chiarezza di intenti con l'esonero (seppur ricollocandosi immediatamente in quel di Norwich).

Dalle parti del Villa Park serviva un allenatore in grado di dare un'identità tattica alla squadra, per questo motivo non poteva essere scelta migliore quella di rivolgersi a Steven Gerrard, un nome la cui fama precede qualsiasi cosa e che in questi primi anni da allenatore si sta mostrando un tecnico dalle idee molto chiare e con una gestione della squadra molto moderna ed innovativa.


4-3-3 COME PUNTO DI PARTENZA

In questi anni da allenatore ai Rangers l'ex capitano del Liverpool ha scelto il 4-3-3 come modulo di base per far giocare la sua squadra, ma come è sempre opportuno rimarcare, non è il modulo a definire la strategia di un allenatore quanto i princìpi di gioco ed il modo in cui la squadra si comporta con e senza la palla. Proprio per questo motivo gli interpreti del 4-3-3 di Gerrard determinano alcuni movimenti della squadra in campo.

Per esempio quando vuole consolidare il possesso dal basso, Gerrard inserisce tra i tre di centrocampo un "costruttore" in più da affiancare al vertice basso, in questo caso Lundstram si abbassa fuori linea per aiutare la costruzione dell'azione e permettere al terzino di parte (Barisic) di poter avanzare in campo, l'altro terzino (il capitano dei Rangers Tavernier) resta più basso in quanto spesso l'obiettivo della costruzione da dietro dei Rangers è servirlo per attivare una verticalizzazione da quel lato di campo sfruttando le ottime capacità del terzino inglese (uno dei tanti forti terzini destri prodotti in serie dal calcio inglese negli ultimi anni) di far progredire il gioco grazie al proprio destro molto educato.

Allo stesso tempo se l'avversario rende difficile la costruzione dal basso, ecco che è necessario avere una struttura in grado di andare a risolvere la questione "seconde palle", sotto questo aspetto è indispensabile il grande lavoro della punta centrale Morelos che diventa il target delle costruzioni dirette dei Rangers, coadiuvati dal terzo centrocampista più avanzato e dall'esterno offensivo, pronti a raccogliere la sponda del compagno o andare sulla ribattuta della difesa avversaria.

Spesso il piano gara di Gerrard prevede di bypassare la prima pressione avversaria mediante una costruzione diretta sulla punta, per questo i due centrocampisti che affiancano Davis hanno generalmente meno compiti di costruzione e più di supporto alla struttura della squadra in queste situazioni in cui il possesso è conteso, per questo motivo in questa partita contro il Celtic, partita la cui importanza ritengo superfluo specificare, i due centrocampisti al fianco di Davis sono Aribo e Kamara, con quest'ultimo molto più abile di Lundstram in queste fasi di gioco. Tuttavia, come si vede, la strategia è sempre quella di avere molti giocatori vicino alla palla, tanto meglio se in misura maggiore rispetto all'avversario.

Per questo motivo il 4-3-3 resta alla base del modo di giocare di Gerrard, è un sistema che gli permette di avere sempre un numero di giocatori in zona palla con gli interpreti che cambiano a seconda delle fasi di gioco che l'ex capitano del Liverpool si aspetta di dover affrontare con maggior frequenza nel corso della partita.


LO SVILUPPO LATERALE


Uno degli aspetti più facilmente riconoscibili del sistema di gioco implementato da Gerrard a Glasgow è lo sviluppo laterale del gioco, in particolare sul lato destro del campo, quello in cui viene schierato in campo Tavernier.

Ciò che emerge a livello visivo è anche confermato dai dati statistici: la squadra di Gerrard preferisce il lato destro del campo, ma in un quadro ancora più generale l'avanzamento avviene appunto lateralmente, con la zona centrale del campo utilizzata solamente per ribaltare il lato di gioco dopo aver mosso l'avversario sul lato forte per creare un lato debole. E qui troviamo un altro aspetto precipuo di una squadra che gioca con il 4-3-3, ossia l'utlizzo delle catene formate da terzino, mezzala ed esterno offensivo di parte per rendere possibili questo sviluppo laterale dell'azione di gioco, un elemento che accomuna il 4-3-3 di Gerrard con quello che ho raccontato in miei precedenti post in relazione a quello di Vincenzo Italiano e di Zdenek Zeman.


Un esempio di passmap tipico dei Rangers di Gerrard mostra chiaramente quanto siano accentuate le linee sul lato occupato dal giocatore con la maglia numero 2 dei Gers che puoi move il gioco sfruttando le combinazioni con il triangolo di sviluppo precedentemente menzionato, in questo caso completato dalla mezzala Arfield e da Aribo spostato nel tridente offensivo (anche la composizione dei tre attaccanti del 4-3-3 non è mai simile nelle scelte di Gerrard ma variano a seconda del tipo di partita da fare e dello schieramento difensivo avversario).


 
Nell'esempio si può vedere quali soluzioni cerca la squadra scozzese quando il gioco viene sviluppato lateralmente. In questo specifico esempio manca Tavernier, tuttavia la disposizione non cambia, vediamo il triangolo di sviluppo che non viene tenuto isolato dal resto della squadra. Come si può notare uno dei tre attaccanti ed uno dei centrocampisti creano a loro volta una linea di passaggio dopo che il triangolo ha attirato le linee difensive avversarie su quel lato.

In questo modo si permette un rapido cambio di lato promosso dal fatto che l'intero schieramento avversario è stato attirato dal sovraccarico a destra, così il pallone arriva al terzino opposto che può arrivare al cross mentre gli altri giocatori vanno ad occupare l'area di rigore avversaria. Non è da tralasciare, inoltre, il fatto che la massiccia presenza di uomini in maglia blu permetta la possibilità di riciclare il possesso in caso l'avversario riesca ad intercettare un passaggio o l'ingresso in area di rigore,

Sotto questo aspetto è molto importante l'utilizzo di Morelos nel muoversi negli spazi generati dal triangolo di sviluppo, qui vediamo come lo spazio tra le linee venga utilizzato dal centravanti colombiano per proporsi per un passaggio "a muro", ossia raccogliere un passaggio in avanti e scaricarlo alla mezzala opposta che sta accorrendo. Raramente Gerrard chiede agli attaccanti di affrettare l'assalto alla linea difensiva avversaria, preferisce disordinare lo schieramento avversario con questi movimenti muovendo contestualmente il pallone da un lato all'altro del campo.

Mediante il cambio di lato c'è spazio anche per creare situazioni di uno contro uno o delle sovrapposizioni che consentono ai Rangers di raggiungere l'area di rigore rapidamente e costringendo gli avversari a corse all'indietro molto faticose che spesso portano ad errori ma soprattutto alla concessione di molte palle inattive in cui il piede dei terzini unito alle doti aeree di diversi giocatori genera diverse situazioni di pericolo per gli avversari e, soprattutto tante reti. Non è un caso che la media di assist a partita di Tavernier sia aumentata esponenzialmente di stagione in stagione sotto la guida del neo-allenatore dell'Aston Villa.


LE CURA NELLE TRANSIZIONI DIFENSIVE


Le fasi di transizione sono quelle che spesso e volentieri decidono le partite, ed avere idee chiare su come gestire questa fase di gioco rappresenta un aspetto fondamentale della strategia di gara, e su questo aspetto Gerrard ha mostrato di aver preparato molto bene la sua squadra.

Come già anticipato, tutto parte da una immediata ricerca di recuperare il pallone una volta perduto, cosa resa possibile dalla concentrazione di uomini in zona palla. Qui siamo in una situazione in cui il Celtic ha appena recuperato un pallone: qui si nota come la squadra vada immediatamente a stringere nella zona dove si trova il pallone chiudendo quindi diverse linee di passaggio e accorciando immediatamente sul giocatore più vicino al portatore di palla: il più delle volte questo costringe gli avversari a calciare lungo il pallone che viene, quindi, fagocitato dai centrali difensivi dei Gers.

Nell'eventualità l'avversario riesca a superare la contropressione dei Rangers, la linea difensiva si mostra quasi sempre preparata a gestire la transizione avversaria scappando all'indietro e mantenendo la superiorità numerica in zona centrale: qui sono i due centrali a tenere a bada la punta centrale, mentre i due terzini ripiegano sui due esterni; qualora l'avversario giochi con due punte uno dei tre centrocampisti (generalmente il vertice basso della difesa) resta a protezione dei due centrali per garantire la superiorità numerica.


IDEE CHIARE IN FASE DI NON POSSESSO


Un altro elemento in cui la mano di Gerrard è visibile sta nell'organizzazione della squadra in fase di non possesso, partendo dalla prima pressione per arrivare al comportamento della linea difensiva. Anche qui i princìpi guidano il tutto, poi a seconda della disposizione dell'avversario vengono fatte le scelte degli uomini da utilizzare nelle varie sotto fasi.

In prima pressione si nota chiaramente la volontà di non permettere l'accesso alle zone centrali del campo: per chi gioca con il 4-3-3 spesso questo è un problema nel momento di stabilire chi deve prendere il centrale dei tre costruttori avversari. Gerrard risolve questo problema tenendo interni i tre attaccanti, ognuno assegnato a coprire le linee di passaggio ai tre uomini che formano la prima linea di costruzione avversaria. La strategia è quella di portare l'avversario a giocare la palla esternamente per poi scatenare la trappola con l'ausilio della linea laterale. In questo esempio i tre attaccanti seguono i tre centrali difensivi del Brondby, una volta che il pallone raggiunge la fascia è il terzino di parte a staccarsi per andare a prendere il "quinto" avversario; in caso di schieramento avversario con difesa a 4, i tre attaccanti si occupano dei centrali e del regista basso mentre una volta che il pallone viene portato sui terzini sono le mezzali a scalare su di loro per evitare che i terzini uscendo creino spazio alle loro spalle. 

Inoltre una volta che l'avversario riesce a sviluppare l'azione superando la trappola della prima pressione, la strategia rimane quella di negare la progressione al centro del campo: i tre centrocampisti ed i tre attaccanti sono molto stretti e compatti con i centrali difensivi pronti a spezzare la linea qualora il pallone raggiunga la zona rifinitura (ossia lo spazio tra la linea di centrocampo e quella di difesa). Il dato medio del PPDA è ovviamente molto basso contro le squadre di Premiership scozzese tecnicamente di gran lunga inferiori ai Rangers, mentre molto più indicativo della strategia di Gerrard è il dato nelle competizioni europee e nelle sfide dell'Old Firm: qui il dato si attesta poco sopra il 10 di media che sta a rappresentare un atteggiamento non particolarmente aggressivo ma allo stesso tempo tutt'altro che passivo in fase di non possesso.

Una volta che l'avversario è stato mandato al largo ecco invece il comportamento della linea difensiva che accorcia la diagonale costringendo l'avversario a ricominciare daccapo lo sviluppo dell'azione per assenza di sbocchi e di linee di passaggio che possano permettere delle triangolazioni o degli inserimenti o raggiungere il centro dell'area anche vincendo l'uno contro uno con l'avversario diretto: la strada verso la porta viene completamente sbarrata.

La cosa più logica per l'avversario a quel punto diventa il cambio di lato, ma anche qui la linea difensiva sa cosa fare per non trovarsi impreparata: il terzino sul lato debole scala esternamente mentre il resto della linea difensiva non accorcia la diagonale richiedendo alla mezzala di parte di chiudere lo spazio che si genera tra centrale difensivo e terzino, un meccanismo molto facilmente riconoscibile e che mostra pienamente quanta mano ci sia dell'allenatore nel codificare i movimenti della linea.

Questo atteggiamento può anche cambiare contro squadre che giocano con due punte e con il terzino chiamato ad uscire sul quinto avversario anziché su un esterno offensivo, per cui in questo caso la diagonale resta lunga e con uno dei centrocampisti che copre lo spazio tra centrale difensivo e terzino. Come detto precedentemente possono cambiare le funzioni ed i compiti ma non cambia la strategia: togliere accesso centrale all'avversario.

Anche in questo caso l'avversario deve cambiare lato per cercare di sfondare ed ancora una volta la struttura resta la stessa: qui il terzino si stacca dalla linea difensiva e resta in copertura dell'esterno offensivo che ha ripiegato sull'esterno avversario mentre la mezzala si occupa di chiudere la porta ad inserimenti tra terzino e centrale difensivo. Insomma ci troviamo di fronte a meccanismi difensivi molto consapevoli.



COSA DEVE AGGIUSTARE NELL'ASTON VILLA?


Ciò che è emerso nell'analisi dei Rangers di Steven Gerrard è l'identità e riconoscibilità che ha costruito in questi anni di regno sulla panchina della squadra scozzese: di questo sicuramente ha bisogno la squadra di Birmingham per risalire la china.

Con l'addio di Grealish e con gli investimenti su Buendia, Bailey ed Ings per ricostruire l'attacco, Dean Smith ha avuto difficoltà nel trovare il modo per dare fluidità alla manovra della sua squadra e soprattutto mantenere un certo equilibrio in campo.

Andando a vedere gli schieramenti messi in campo da Dean Smith nelle ultime settimane emerge chiaramente una difficoltà a trovare uno schieramento in campo definitivo e soprattutto soddisfacente ed in grado di mettere a proprio agio tutti gli interpreti a disposizione. Come emerge dalle formazioni disposte in campo nelle ultime giornate si desume chiaramente come Smith per trovare un certo equilibrio di schieramento ha dovuto tenere fuori di volta in volta alcuni singoli importanti come Buendia, Bailey ed Ings, a volte anche in maniera forzata causa infortuni. Insomma, come si desume anche dai numeri difensivi, la squadra ha spesso fatto fatica a trovare il modo per mantenere l'equilibrio in campo, con una coperta che è sembrata sempre molto corta e con poche idee in fase di possesso. Con il 3-5-2 si è visto un maggiore equilibrio ed anche una certa attitudine a prendere il controllo territoriale delle partite, come avvenuto nelle due vittorie consecutive ottenute contro Everton prima e Manchester United dopo, tuttavia la necessità di dover inserire Emiliano Buendìa nello scacchiere ed il ritorno alla difesa a 4 hanno portato ad un peggioramento delle prestazioni della squadra.

Un elemento su cui Gerrard probabilmente dovrà partire sta nell'istruire al meglio i due terzini, la cui centralità in fase di sviluppo dell'azione abbiamo avuto modo di vedere precedentemente ed è testimoniata dai numeri. Per questa ragione il primo intervento me lo aspetto proprio sulla qualità delle giocate di Cash e Targett e soprattutto su come il resto della squadra riuscirà a sostenere la spinta dei due esterni fornendo ad essi le giuste linee di passaggio ed anche le giuste coperture in caso di palla persa, per questo motivo sarà molto importante vedere il lavoro dell'ex numero 8 del Liverpool nel convincere i giocatori avanzati a muoversi in maniera più codificata e non esclusivamente chiamati a duelli individuali come accaduto in questa stagione.







Tra l'altro l'uscita dalla propria metà campo da parte dei Villans nelle ultime partite si basava molto spesso sull'appoggio a Targett sulla sinistra per poi cercare un pallone in verticale verso Watkins, tuttavia come si può vedere dall'esempio a lato, si nota chiaramente un'assenza di strategia di sviluppo con il centravanti ex Brentford che si muove per ricevere palla ma non trova sostegno per far progredire l'azione. Questa assenza di struttura in caso di palla persa si traduce poi in esposizione della squadra alle transizioni avversarie, e per quanto Smith si affidasse molto alle qualità individuali dei suoi centrali difensivi nel recuperare lo spazio di campo alle loro spalle, questo non si è rivelato sufficiente per fermare la forza offensiva avversaria.

Per questo motivo questo sarà l'aspetto da cui mi aspetto immediato impatto da parte di Gerrard, a questo aggiungo un obiettivo di medio periodo, ossia, copiando quanto fatto in questi anni a Glasgow, gestire la rosa al meglio e fare dei piccoli aggiustamenti allo schieramento della squadra in base a quali tipo di giocatori avrà bisogno per una specifica partita, per cui si divertirà ad alternare, specie nel tridente offensivo, un giocatore tecnico come Buendìa, due attaccanti forti come Watkins ed Ings ed un esterno come Bailey, ma senza stravolgere lo schieramento in campo, semplicemente affidando compiti specifici in base alle necessità della partita ed alle corde del singolo. 

Infine, c'è anche un obiettivo di lungo periodo: l'Aston Villa ha a disposizione alle spalle della prima squadra un'interessante settore giovanile, per cui all'ex tecnico dei Rangers verrà chiesto (e lui sarà molto stimolato da questo) di inserire progressivamente nel sistema i fratelli Chukwuemeka classe 2002 e 2003 che stanno emergendo anche nelle nazionali giovanili inglesi, il centravanti Archer che abbiamo visto già segnare in Coppa di Lega contro il Chelsea ed il centrocampista classe 2001 Jacob Ramsey, che ha già collezionato diverse presenze in questa stagione e potrebbe già essere un elemento su cui Gerrard poserà i propri occhi.

Tuesday, 29 December 2020

Chelsea-Aston Villa, la forza di chi sa e la debolezza di chi non sa



La sfida di ieri pomeriggio tra Chelsea ed Aston Villa ha messo di fronte due squadre che vivono due situazioni diverse e che, per molti aspetti, si sono viste sul campo: da una parte la squadra di Lampard che è reduce da una sconfitta molto pesante nel derby contro l'Arsenal a coronamento di un periodo molto complicato che sta togliendo certezze allo stesso allenatore dei Blues e, per proprietà transitiva, alla squadra; dall'altra parte abbiamo il Villa che sembra una squadra che ormai gioca a memoria con meccanismi ormai collaudati, con i suoi pregi ed i suoi difetti, ma che danno alla squadra stimoli e fiducia per affrontare ad armi pari qualsiasi avversario in questa Premier League, pur avendo, lo scorso anno ottenuto la salvezza all'ultima giornata.

Il pareggio finale è frutto di una partita che ha messo in evidenza queste situazioni da una parte e dall'altra, con i Blues che riescono a trovare il vantaggio nel primo tempo con un goal del solito Giroud, seppur senza creare chissà quante opportunità, per poi subire il goal del pareggio nella ripresa con El Ghazi, abile a sfruttare una situazione di superiorità numerica generata dall'infortunio di Christensen e non correttamente tamponata dalla squadra di Lampard.


LE FORMAZIONI



Il Chelsea si schiera con il 4-3-3 scelto ormai in pianta stabile da Lampard, che, dati gli impegni ravvicinati previsti dal calendario della Premier League, vede diverse rotazioni, con Havertz e Werner seduti in panchina al parti di Abraham, per lasciare posto a Giroud, Pulisic ed Hudson-Odoi; riposo anche per Reece James, con Azpilicueta al suo posto, insomma gli unici inamovibili sono Kante e Mason Mount.

Nell'Aston Villa, invece, Smith cambia pochissimo, se non le modifiche necessarie a coprire le assenze per infortunio di Barkley e Trezeguet e per la squalifica di Mings; per il resto il 4-3-3 dei Villans è quasi possibile recitarlo a memoria, con Cash e Targett terzini e Douglas Luiz e McGinn davanti alla difesa.


LO SVILUPPO DEL GIOCO A SINISTRA



Sia il Chelsea che l'Aston Villa hanno sviluppato il gioco prevalentemente dal lato sinistro del campo, la conferma numerica arriva anche dai dati presenti su WhoScored, la motivazione è data dalla presenza in quella zona di campo dei principali creatori di gioco delle due squadre, ossia Mason Mount e Jack Grealish.


Come si evince dai fermo immagine qui di fianco, la strategia del Chelsea prevedeva una costruzione bassa che cercava di manipolare la prima pressione dell'Aston Villa partendo sul lato destro per poi spostare il fronte del gioco sull'altro lato, dove Chilwell veniva lasciato libero a causa del focus sul pallone che i giocatori dell'Aston Villa avevano in fase di pressione, questo permetteva all'ex Leicester di far progredire l'azione sul lato sinistro.
L'azione poi prosegue con movimenti di Pulisic e Mount (cerchiati) che vanno a sovraccaricare il centro-sinistra del campo, costringendo l'Aston Villa a spendere uno dei due mediani e Bertrand Traorè in chiusura che, aggiunto alla posizione del terzino destro Cash lasciato stretto a compattare la linea difensiva dei Villans, permetteva spesso e volentieri a Chilwell di essere innescato completamente libero sulla fascia, con questo sviluppo dell'azione il Chelsea ha trovato il goal del vantaggio con Giroud ed ha cercato di creare le sue principali occasioni (8 i cross di Chilwell), in corso d'opera, tuttavia, l'Aston Villa ha aggiustato il proprio schieramento in fase di non possesso, togliendo Traorè dalla fase di prima pressione, tenendolo allineato ai centrocampisti, questo gli ha permesso di portare sempre un raddoppio sull'ex terzino del Leicester una volta che il pallone giungeva nella sua zona, ciò ha progressivamente disinnescato la manovra offensiva del Chelsea.

Dall'altra parte, invece, scopo dell'utilizzo della catena di sinistra era quello di avere quante più connessioni possibili per arrivare al tiro.

L'innesco della catena di sinistra per l'Aston Villa nasce, anzitutto, dalla manipolazione dello schieramento avversario partendo dalla costruzione dell'azione, questo avviene mediante un 4+2 che cerca di attrarre la pressione avversaria, come si evince da questo fermo immagine il Chelsea ha impiegato 6 uomini di movimento per bloccare lo sviluppo centrale del Villa, generando spazio alle spalle che poteva essere attaccato o mediante un pallone lanciato verso Watkins e Traorè se veniva usato il lato destro (3 duelli aerei vinti su 8 contro Christensen e Rudiger, non la soluzione ideale, dunque) o cercando palloni filtranti alle spalle delle linee di pressione sul lato sinistro, dove agivano Grealish e El Ghazi che, sfruttando il posizionamento di Kante in pressione su McGinn, avevano la possibilità di mettere in inferiorità numerica Azpilicueta, da qui la sceltra che la soluzione migliore era quella di attaccare il lato sinistro.

Da questo fermo immagine, invece, si evince ancora meglio come McGinn e Grealish si muovano allo scopo di mandare fuori posizioni i due centrocampisti centrali del Chelsea. lo scozzese qui si abbassa tra i due centrali attirando Kante mentre Grealish attira Jorginho, non appena il n.10 del Villa riceve palla, Targett è già pronto a ricevere lo scarico e poter portare il pallone nella metà campo avversaria dove potrà dialogare con El Ghazi e Grealish ed attaccare la linea difensiva del Chelsea; a differenza dei Blues le soluzioni preferite dalla squadra di Smith per andare al tiro sono le triangolazioni in zona di rifinitura in modo tale da liberare un uomo in area per andare al tiro (soluzione ben contrastata dalle qualità individuali in marcatura ed in lettura dell'azione da parte dei difensori del Chelsea), oppure cercare la giocata individuale per arrivare al tiro da fuori area dove sia Grealish partendo da sinistra usando il destro e Bertrand Traorè partendo da destra utilizzando il sinistro hanno cercato di portare pericoli alla porta di Mendy.


I CAMBI DI LAMPARD PER CAMBIARE LA PARTITA

Lampard a 20 minuti dalla fine ha cercato di rimescolare le carte per la sua squadra togliendo Jorginho e Giroud ed inserendo Havertz e Werner, ossia i due grandi acquisti dell'ultima sessione di mercato, scopo del cambio era quello di avere maggiore presenza in zona rifinitura nel momento in cui i raddoppi di Traorè sopra menzionati avevano di fatto disinnescato la catena sinistra del Chelsea. 

Con l'ingresso di Havertz il Chelsea ha iniziato ad occupare meglio i canali in zona di rifinitura e ad usare delle rotazioni al fine di migliorare la trasmissione del pallone, in questo fermo immagine è Azpilcueta a portare il pallone, Werner ed Havertz a venire incontro, Hudson-Odoi a dare profondità, Pulisic ad attirare Cash per liberare eventualmente la soluzione per Chilwell a sinistra, tuttavia come vedete Smith non cambia il proprio atteggiamento con la linea difensiva orientata sul pallone ed i due centrocampisti centrali che si occupano sia di dare copertura alla linea difensiva, sia a tener d'occhio l'eventuale ricezione di Havertz o Werner.

Il cambio di schieramento ha il vantaggio per gli uomini di Lampard, una volta trovata l'ampiezza (Hudson-Odoi è fuori inquadratura) di portare più uomini in area di rigore (soluzione poco praticata nel resto della partita principalmente per caratteristiche degli interpreti), in questo fermo immagine il Chelsea ha portato in area Havertz, Werner e Pulisic, ma anche in questo caso l'Aston Villa ha le idee chiare: i due di centrocampo chiudono lo spazio generato dall'uscita di Targett dalla linea difensiva che, a sua volta, resta a difesa del centro dell'area, Traorè chiude sul lato debole.


Il cambiamento dettato dai cambi ha avuto impatti anche sulla transizione difensiva della squadra di Lampard; come abbiamo visto nel paragrafo precedente, nel primo tempo Kante giocava in una posizione più avanzata in fase di non possesso, questo perché in transizione il lato di Grealish ed El Ghazi era teoricamente coperto da Azpilicueta; effettuati i cambi lo spagnoli è stato chiamato (come visto nei fermo immagine sopra) a proporsi di più in avanti a supporto dello sviluppo dell'azione, in questa maniera Grealish ha cercato in transizione di sfruttare lo spazio lasciato dal terzino, per questo motivo le grandi capacità in recupero di Kante si sono rese utili a protezione dei centrali difensivi che, altrimenti, si sarebbero trovati ad affrontare in uno contro uno lo stesso Grealish e Watkins, a dimostrazione di quanto il francese è un elemento a dir poco indispensabile per gli equilibri di questa squadra altrimenti molto fragili.


GLI INDISPENSABILI


A rendere questa partita molto bloccata a livello tattico molto godibile da seguire sono stati i duelli (a distanza e non) tra gli ispiratori del gioco Mason Mount e Jack Grealish e gli equilibratori Ngolo Kante e John McGinn.


Come si evince dalle statistiche elaborate da SofaScore Kante e McGinn si sono trovati diverse volte l'uno contro l'altro in campo dando vita a diversi duelli molto belli da vedere, in cui tecnica ed agonismo andavano di pari passo, come si evince dai numeri, inoltre, i due giocatori, al pari dei loro compagni di linea Jorginho e Douglas Luiz, sono stati molto impegnati in situazioni di duello (12 volte il francese, 16 volte lo scozzese) mentre si riconosce lo stile di gioco in fase di possesso, con il francese più preciso nei passaggi (80% di passaggi riusciti, con anche 3 passaggi-chiave) mentre lo scozzese cerca maggiormente passaggi rischiosi e, soprattutto, sa come portare avanti il pallone in conduzione (i 6 falli subiti, tra cui il fallo che è valsa l'ammonizione per lo stesso Kante).


Le partite di Grealish e Mount, invece, rappresentano al meglio lo stile di gioco delle due squadre, con il primo che dalla sua mattonella costruisce pericoli per gli avversari mediante i suoi dribbling e le connessioni con chi occupa la sua zona, rappresenta al meglio l'istinto verticale della formazione di Smith e la ricerca della giocata individuale per finalizzare l'azione; dall'altra parte abbiamo l'uomo attorno al quale Frank Lampard ha deciso (a dovuta ragione) di far girare il suo Chelsea, tocca una gran quantità di palloni, ha una capacità di cambiare il gioco che pochi anno a disposizione (7 lanci lunghi su 7 a segno), infine gli 88 tocchi mostrano quanto la squadra si affidi totalmente a lui per far progredire l'azione, insomma in questa stagione così delicata per il Chelsea l'innalzamento del livello di gioco del suo n.19 è sicuramente la più bella notizia al momento.

Thursday, 22 October 2020

Consigli per il weekend calcistico Stagione 20/21, ep. 5

















Da venerdì scorso è iniziato un periodo che vedrà quotidianamente partite per quattro settimane di fila, per cui con tutti gli eventi che ci sono in corso, concentrarsi su ciò che avviene nel solo weekend può essere limitativo visto il menu che ci troviamo di fronte ogni giorno, ma visto che sarebbe consigliabile restare a casa in questo periodo per limitare i contagi COVID, il weekend, specie per chi in settimana è preso da altri impegni, resta il momento migliore per godersi un po' di eventi sportivi dal proprio divano.

Come nelle precedenti settimane ho scelto dal palinsesto le partite e le squadre che mi destano maggiore interesse, non solo per la partita in se ma anche per conoscere alcune squadre in vista dei prossimi impegni oppure per rivedere squadre che mi hanno favorevolmente impressionato in questo periodo.

Prima di procedere alla presentazione delle mie scelte partiamo da una premessa, questo weekend prevede una partita che non necessita di presentazioni ne di consigli, si gioca Barcellona-Real Madrid al Camp Nou, appuntamento sabato alle ore 16, non aggiungo altre considerazioni ed analisi ma non perdetevela!.


PREMIER LEAGUE UCRAINA, VORSKLA POLTAVA-SHAKHTAR DONETSK (SABATO ORE 13)


La prestazione dello Shakhtar a Madrid in Champions League è stata sorprendente sia perché si tratta pur sempre di disporre a proprio piacimento del Real Madrid, ma anche perché si tratta di una prestazione ottenuta non ostante le tante assenze (non che il Real fosse a pieno organico, anzi) e dopo un inizio di campionato tutt'altro che dominante se comparato con il dominio espresso nella massima divisione ucraina negli ultimi anni.

Difatti in questo momento la classifica del campionato ucraino vede la squadra di Castro all'inseguimento della Dynamo Kiev di Lucescu e del suo avversario di sabato, per cui dopo la vittoria di Madrid ed in attesa di un'importantissima sfida interna contro l'Inter, riuscire a riprendere la vetta della classifica scavalcando il Vorskla potrebbe certificare ulteriormente la bontà del lavoro del tecnico portoghese in piena continuità con quanto fatto da Fonseca negli anni precedenti.

La squadra allenata da Maksimov è impattata dalle assenze causa COVID, seppur non ai livelli dello Shakhtar, ma a sufficienza per costringere il tecnico ucraino a modificare il 3-4-3 di base con un 4-4-1-1 nell'ultima sfida di campionato vinta contro l'Olimpik Donetsk per 1-0 principalmente per ovviare dell'assenza degli esterni offensivo Ibrahim Kane, classe 2000, e Pavlo Rebenok; per questo la squadra della città di Poltava perde un po' della sua brillantezza offensiva ed anche alcuni meccanismi che probabilmente hanno necessitato di qualche revisione. 
Nella partita vinta nell'ultima giornata ad essere stato decisivo ai fini della vittoria è stato l'ingresso in campo in corso d'opera del trequartista Shcherbak, autore dell'assist per il goal di Kulach, capocannoniere della squadra con 4 reti e terminale offensivo designato.

Lo Shakhtar visto a Madrid (al netto del forte abbassamento del baricentro nel secondo tempo) parte chiaramente favorito in questa sfida, tuttavia le tante assenze causa COVID hanno portato Castro a tenere lo stesso 11 in campo per tutti i 90 minuti e dato l'impegno contro l'Inter in Champions, è giusto pensare che il tecnico portoghese possa rischiare di mettere in campo qualche elemento con meno esperienza, per esempio sarei curioso di capire se ci sarà spazio per il 21enne Marquinhos Cipriano, scuola San Paolo, esterno offensivo ideale per un 4-2-3-1 come quello dello Shakhtar che però finora ha raccolto solo 32 minuti in questa stagione.

LIGA, ATLETICO MADRID-BETIS (SABATO ORE 21)


La sfida del Wanda Metropolitano tra la squadra di Simeone e quella di Pellegrini è una sfida che merita di essere vista soprattutto per capire su cosa le due compagini hanno diritto a competere in questa stagione.

Per il terzo anno di fila gli osservatori (me compreso) cercano di capire se questo possa essere l'anno buono per la "decholizzazione" dell'Atletico Madrid, una cultura che ha reso grande questa squadra nel momento in cui il gap a livello di seguito ed a livello economico era sensibilmente inferiore a quello di Barcellona e Real, ma che adesso sembra penalizzare gli elementi a disposizione di Simeone.

La sconfitta subita in Champions per mano del Bayern in settimana a messo a nudo tutti i limiti di una squadra che, pur avendone i mezzi, non riesce a far rendere al meglio i propri uomini, una situazione che ben ha riassunto sul suo account twitter Ricardo Rubio:





Il Betis, invece, è ripartito in questa stagione consegnando la panchina a Pellegrini, in una ricerca reciproca di rilancio dopo le ultime stagioni non propriamente esaltanti in cui entrambi hanno puntato sulla costruzione delle squadre con tanta qualità dalla metà campo in su ma senza riuscire a farla esprimere al meglio; il tecnico cileno ha deciso di costruire la squadra con un 4-2-3-1 .

Come si evince dalla passmap della partita vinta contro il Valencia, la formazione di Pellegrini affida il proprio gioco coinvolgendo le zone esterno del campo, dove i terzini e gli esterni di parte si sovrappongono e creano diverse triangolazioni con il supporto di Fekir, chiamato dalla sua posizione di trequartista di dare maggiore qualità al possesso grazie alle sue giocate palla al piede (2,5 dribbling riusciti a partita e 2,8 falli subiti), non è un caso che le maggiori opportunità siano partite dai piedi di Joaquin (2,6 passaggi-chiave a partita) e Canales (2,3 passaggi-chiave ed anche 2 assist al suo attivo), con quest'ultimo che viene schierato da Pellegrini o come esterno offensivo a sinistra o come centrale di centrocampo, scelta avvenuta quando il tecnico cileno non aveva William Carvalho a propria disposizione. L'ultima partita persa contro la Real Sociedad, tuttavia, ha mostrato che se l'avversario è in grado di bloccare questi sfoghi laterali e tenere Fekir fuori dal gioco (o ancora peggio quando è lui stesso in una di quelle giornate di abulia) la squadra mostra segnali di essere del tutto innocua e con i due terzini alti e senza la cerniera di William Carvalho diventa anche molto vulnerabile in fase di non possesso.



PREMIER LEAGUE, ASTON VILLA-LEEDS (VENERDI ORE 21)


Il programma della Premier League e dell'intero weekend si apre con quella che a mio parere è la sfida più eccitante di tutto il fine settimana, al Villa Park si affrontano due formazioni che portavano con se un hype gigantesco dato, da una parte, dalla campagna acquisti e di rinnovi contrattuali del Villa da club con idee chiare ed ambiziose, dall'altra il Leeds con il progetto tecnico iniziato tre anni fa in Championship con la panchina assegnata a Marcelo Bielsa che ha costruito un meccanismo il quale oltre a riportare i Whites in Premier League dopo 17 anni, ha messo in luce una serie di individualità che sembravano destinate ad un percorso da comprimari nella Championship e che invece, adesso sono in misura fissa nell'agenda di Southgate e di altri commissari tecnici per il prossimo europeo.


Partendo dall'Aston Villa, il clamoroso inizio di stagione con 4 vittorie nelle prime 4 partite trae origine, a mio parere, dal lavoro svolto da Dean Smith nel momento più difficile della scorsa stagione, ossia la ripresa della Premier dopo il lockdown: in quel momento il Villa si presentava al restart della stagione con la peggior difesa del campionato, frutto di un atteggiamento molto propositivo ma che creava troppe opportunità agli avversari, tanto più che la capacità realizzativa della squadra in fase di possesso era tutt'altro che positiva visto che nessuno degli attaccanti a disposizione di Smith, in particolare Wesley, non sono stati in grado di trovare la via della rete. Così dopo il lockdown, sull'orlo della retrocessione, il tecnico ha preferito abbassare il baricentro della squadra e cercare di blindare la propria area di rigore e sperare nelle giocate degli uomini avanzati, la strategia si è rivelata efficace in termini di numeri difensivi (come si evince dalla grafica di Understat esposta sopra) e soprattutto ha permesso, grazie alle prodezze del capitano Jack Grealish, di portare a casa la salvezza all'ultima giornata complice anche il crollo finale del Watford.

E proprio dalla lezione dell'ultima stagione, allenatore e club hanno deciso di ripartire per costruire una squadra maggiormente competitiva: il primo passo è stato rinnovare e mantenere gli elementi più importanti della scorsa stagione, ossia il già citato capitano Jack Grealish, il duo di centrali difensivi formati da Konsa e Mings ed il brasiliano Douglas Luiz perno davanti alla difesa ed ago della bilancia dell'equilibrio della squadra di Smith; alla loro conferma il club ha completato la squadra con un recruiting da 10 in pagella: nel ruolo di terzino destro è arrivato Matthew Cash, reduce da una grande stagione con il Nottingham Forest in Championship, mentre per il ruolo del centravanti, il grande buco della scorsa stagione, il club ha deciso di fare un investimento importante per Ollie Watkins, capocannoniere della scorsa Championship con la maglia del Brentford, con cui ha sfiorato la Premier, ha coperto il ruolo del portiere acquistando un signor estremo difensore come Emiliano Martinez dall'Arsenal e, ciliegina sulla torta, ha preso in prestito dal Chelsea Ross Barkley che si è già rivelato decisivo con la rete al 90' contro il Leicester ma soprattutto ha permesso a Smith il passaggio al 4-2-3-1 che, così assemblato, permette di contenere gli avversari con un 4-4-1-1 che chiude le zone centrali ed allo stesso tempo permette sufficiente elasticità sulla base di come l'avversario cerca di attaccare (raddoppio terzino-ala in caso di attacco laterale, abbassamento di Douglas Luiz in caso di movimenti in zona di rifinitura da parte delle punte), mentre in fase di possesso permette a Grealish di avere un giocatore in più con cui connettersi e con cui ruotare le posizioni assieme a Watkins permettendo anche a McGinn di mostrare le proprie qualità negli inserimenti, insomma un meccanismo che sembra ben costruito e che, al momento, è decisamente ben suffragato dai risultati (punteggio pieno e miglior difesa con 2 goal e 3,9 xG subiti, dato StatsBomb).

Anche il Leeds, come molti di noi speravano, sta mantenendo le promesse di inizio stagione, la curiosità di vedere i principi di gioco di Bielsa nella competizione che, al momento, rappresenta il pantheon tattico a livello mondiale, era gigantesca e ciò che sta proponendo il Leeds in queste prime giornate è un piacere per gli occhi; il calendario ha già messo di fronte i Whites con Liverpool e City dando vita a due partite molto avvincenti dove è riuscita a raccogliere un punto ma ha mostrato che la sua squadra può davvero giocarsela con chiunque, stesso discorso per la partita di lunedì scorso persa contro il Wolverhampton in cui gli uomini di Bielsa meritavano molto di più, partita che ho analizzato separatamente nel blog e dove potrete trovare un compendio del modo di giocare della squadra dello Yorkshire.


Oltre alle trame di gioco ci sono anche i numeri a certificare l'unicità del credo calcistico di Bielsa che, oltre a vedere il Leeds in testa alla classifica dei km percorsi e degli scatti effettuati, domina la statistica dei palloni contesi agli avversari in pressione e dei tackles effettuati, chiara dimostrazione della propensione della squadra a non accettare il possesso avversario e non abbassare mai il proprio baricentro, a questo si aggiunge il dato sul PPDA che ha visto i Whites passare davanti al Southamption di Hassenhuttl di cui ho già disquisito nei miei precedenti post

Il ritmo vertiginoso proposto dal Leeds contrapposto alla compattezza ed alla qualità dell'Aston Villa renderanno, a mio parere, ci regalerà una sfida che potrebbe diventare la giusta pubblicità per riconoscere l'innalzamento generale del livello della Premier League.



LIGUE 1, NIZZA-LILLE (DOMENICA, ORE 17)


All'Allianz Riviera di Nizza va in scena una sfida tra due squadre che si presentano con convinzioni differenti ma molto vicine in classifica con la squadra di Vieira che si trova la quarto posto con 13 punti a -4 dalla formazione di Galtier che si trova in testa alla classifica con grande merito.

Il Nizza si presenta a questa sfida reduce dal pesantissimo 6-2 subito in casa del Bayer Leverkusen in Europa League, dove da un lato si è vista l'inesperienza della squadra in un contesto come quello europeo, ma soprattutto si sono viste delle difficoltà da parte della squadra a mettere in pratica le idee di Patrick Vieira; l'ex capitano dell'Arsenal degli invincibili ha deciso di portare in costa azzurra un gioco basato sul possesso insistito cercando di attirare la pressione degli avversari e dunque sfruttare gli spazi generati da questa circolazione della palla. 

A livello numerico questa strategia di Vieira trova riscontro nel dato del possesso palla (pari al 58%) ma un possesso visivamente molto sterile e, come visto nella partita di Europa League contro il Leverkusen anche molto rischioso in quanto spesso messo in difficoltà da squadre che organizzano bene la prima pressione.

La sterilità del possesso della squadra nizzarda è testimoniata dalla difficoltà ad avanzare in campo, utilizzando i dati di StatsBomb presenti sulla piattaforma FbRef, si evidenzia come la squadra di Vieira sia all'ultimo posto come passaggi progressivi in tutto il campionato (poco più del 7% dei passaggi permettono alla squadra di avanzare sul terreno di gioco), un dato che conferma quanto visto già nella scorsa stagione e spiegato maggiormente nel dettaglio nel mio post riepilogativo sulla Ligue 1 al termine (forzato) della scorsa stagione. Fatta questa premessa allora qualcuno si chiederebbe come riesca questa squadra a rendersi pericolosa in zona offensiva, la risposta sta nella qualità elevata dei suoi elementi offensivi, su tutti l'ex Lione Amine Gouiri, esterno offensivo del 4-3-3 o seconda punta in caso di utilizzo di un 4-4-2 o nel 3-5-2 visto a Leverkusen, capace di guadagnare palla al piede quel campo che con il possesso palla la squadra non è in grado di ottenere. 

Il Lille, invece, si presenta a questo confronto da capolista del campionato, a dimostrazione che il percorso iniziato tre anni fa sotto la gestione di Galtier e la direzione tecnica di Luis Campos continua a raccogliere frutti non ostante le cessioni parecchio profittevoli per le casse della società che, però, non minano il valore tecnico della squadra.
Dopo aver tentato ad inizio stagione un 4-3-3 contro il Rennes, il tecnico marsigliese è tornato al 4-4-2 in continuità con le precedenti stagioni ma con una tensione meno verticale rispetto allo scorso anno: l'arrivo di Botman al centro della difesa ha reso possibile un impostazione da dietro più pulita, ma soprattutto l'avanzamento in campo non avviene più cercando il riferimento offensivo come Osimhen lo scorso anno e Leao l'anno precedente, bensì tramite combinazioni strette tra le punte ed i due esterni offensivi che si accentrano creando spazio per le sovrapposizioni dei terzini oppure tagliano alle spalle della linea difensiva per essere imbeccati dai passanti dalla zona di rifinitura; esempio di questo piano lo abbiamo visto con il goal del 3-1 realizzato sul campo dello Sparta Praga giovedì in Europa League, con Soumare che ha imbeccato in verticale il taglio di Ikone.




Ma la forza della squadra del nord della Francia sta principalmente nella fase difensiva, con Maignan che finora ha dovuto raccogliere solo due palloni da dentro la sua porta, questo sia per merito della compattezza della squadra in fase di non possesso, grazie alle idee chiare che la squadra ha su come indirizzare il possesso avversario per poi aggredirlo, ed anche quando l'avversario riesce ad andare al tiro, è lo stesso estremo difensore a mostrare il suo valore tra i pali visto che ad oggi con un saldo positivo di +4,3 in termini di xG post-tiro è per distacco il miglior portiere del campionato.

Per il Nizza di Vieira, dunque, un test decisivo per capire quali possano essere le reali ambizioni della squadra in questa stagione, per il Lille, invece, un risultato pieno anche in questa giornata potrebbe permettere alla squadra di sentirsi giustificata ad alzare l'asticella degli obiettivi e chissà, lanciare un guanto di sfida al PSG.


Friday, 25 October 2019

Cosa vedere nel weeekend #8


Terminata la parentesi europea, stasera si torna subito in campo per i campionati; gli accadimenti degli ultimi giorni aprono nuovi quesiti sui principali campionati, con serie A, Liga e Ligue 1 che sembrano aver già trovato un loro indirizzo, mentre Bundesliga e Premier risultano parecchio equilibrate ed aperte a diverse sorprese.

IL BAYERN PUÒ VINCERE LA BUNDESLIGA SENZA DIFESA?

L'infortunio di Sule sabato scorso ad Augusta ha dato il via ufficialmente all'emergenza difesa in casa Bayern: la squadra di Kovac fa molto fatica in difesa, con il colosso ex Hoffenheim unico a livello individuale in grado di tenere in piedi il reparto arretrato; il suo infortunio (unito a quello di Hernandez in Champions) apre innumerevoli quesiti per una squadra che ha il miglior attacco (ed il miglior attaccante in assoluto in questa prima parte di stagione, Lewandovski ha sempre segnato con la maglia del Bayern in questa stagione) ma che registra una difesa al settimo posto con 10 goal subiti in 8 partite. 
La partita di sabato contro l'Union Berlino (non proprio un avversario impossibile) ci dirà quali soluzioni Kovac vorrà mettere in piedi per ovviare all'emergenza che sarà tale fino alla pausa invernale, periodo in cui i bavaresi dovranno affrontare, però, tutte le squadre assiepate nel calderone di 9 squadre in 2 punti (escluse Schalke e Lipsia); se il tecnico croato riuscirà a far funzionare la difesa pur in una situazione di simile emergenza, allora la strada verso l'ottavo titolo consecutivo sarà presto tracciata, altrimenti sarà una grandissima lotta a cui tutti lassù vorranno partecipare rendendo la Bundesliga il campionato più equilibrato e spettacolare in questa stagione.

LA MISSIONE (IMPOSSIBILE?) DI MACHIN ALL'ESPANYOL


Pablo Machin si è creato una posizione di rilievo come allenatore nella realtà del calcio spagnolo grazie al magnifico lavoro svolto da allenatore del Girona, che ha portato per la prima volta in Liga nel 2017 per poi portare a casa una splendida salvezza l'anno dopo (stagione terminata addirittura nella parte sinistra della classifica); dopo queste due splendide stagioni arriva la chiamata del Siviglia che decide di ripartire da lui dopo l'annata più ombre che luci delle gestioni Berizzo e Montella, sembrava la scelta giusta, il gioco aggressivo ed iper-verticale proposto fa volare il Siviglia in testa dove ci resta fino a dicembre, poi un crollo fisico e mentale che porta il tecnico all'esonero dopo l'inopinata eliminazione in Europa League per mano dello Slavia Praga. Durante l'ultima pausa per le nazionali l'Espanyol lo chiama per sostituire David Gallego e tirare fuori la seconda squadra di Barcellona da una situazione di classifica clamorosamente difficile, ma soprattutto cominciare a costruire un'idea di gioco che produca pericoli per le difese avversarie, visto che ad oggi i pericos sono ultimi sia come goal fatti che come xG prodotti. Nella gara d'esordio contro il Villarreal il 3-5-2 di Machin non sembra aver attecchito, visto che la qualità delle occasioni prodotte è stata ancora pressoché nulla. La trasferta sul campo del Levante segue quella di Europa League, vincente, a Ludogorets, una sconfitta potrebbe davvero rendere la montagna da scalare per Machin molto ripida.

DE BRUYNE-GREALISH, SFIDA TRA RIFINITORI

Il calendario della Premier League mette di fronte in questo weekend Manchester City e Aston Villa, da un lato la squadra che sta cercando di fare la storia del calcio inglese con Guardiola che sta cambiando i paradigmi calcistici del Regno Unito, dall'altra parte una neopromossa che si è trovata negli ultimi tre anni nella scomoda posizione di nobile decaduta dopo essere inopinatamente retrocessa in Championship nel 2016. Due squadre che giocano un calcio molto diverso e che quindi possono dare vita ad un match davvero interessante da seguire, ma non solo a livello di squadra (dove la superiorità del City non è in discussione), quanto a livello di prestazioni individuali, soprattutto a centrocampo, dove da un lato vedremo i tanto osannati (a ragione) De Bruyne e David Silva, ma dall'altro ci sono Grealish e McGinn, le cui prestazioni stanno emergendo a livello statistico in questa stagione, e le cui prestazioni stanno portando i Villans a tirarsi fuori dalle zone basse della classifica; le loro capacità in fase di rifinitura, in esecuzione di un approccio più diretto, spesso derivante dalla necessità di dover agire in contropiede (come vedete, i numeri non sono tanto lontani da quelli dei giocatori del City, pur all'interno di un approccio alla fase di possesso molto diverso) possono essere un grattacapo non da poco per Guardiola, alle prese con gli infortuni che stanno falcidiando tutti i giocatori a cui delegare la pretezione della porta di Ederson (a Laporte ed Otamendi si è aggiunto Rodri).



SAMPDORIA, RANIERI AGGIUSTERÀ TUTTO? 

Dopo la scorsa pausa la Sampdoria ha deciso di porre fine alle proprie sofferenze rescindendo consensualmente il contratto con Eusebio Di Francesco, decisamente una scelta sbagliata in un momento sbagliato per la società blucerchiata. Come lo scorso anno a Roma, a succedere al tecnico abruzzese è arrivato Claudio Ranieri, chiamato a portare la sua esperienza ed il suo approccio tattico più stabile ad un gruppo di giocatori apparso particolarmente confuso sotto la guida di Di Francesco.
La partita d'esordio contro la Roma ha visto una Samp che finalmente è riuscita a limitare l'avversario con un approccio meno aggressivo in fase difensiva ma focalizzato alla chiusura delle linee di passaggio grazie ad un 4-4-2 compatto ed una strategia di gara con i primi 30' chiusi nella propria metà campo per venire fuori alla distanza (come dimostra la progressione degli xG, fonte Understats).
Domenica nel lunch match i doriani avranno la trasferta di Bologna, contro una delle squadre migliori dal punto di vista della produzione offensiva, anche se poco premiata in fase di realizzazione; la prestazione della squadra di Mihajlovic in casa della Juventus ha mostrato anche una forte solidità mentale oltre che una squadra bella da vedere con la palla in possesso.
Il test per il lavoro di Ranieri sarà decisamente importante per capire se davvero il tecnico romano riuscirà anche a Genova a confermare la propria fama di "aggiustatore".




NANTES-MONACO, VINCE LA DIFESA O L'ATTACCO?

La Ligue 1 si è lasciata alle spalle 10 giornate, tante ne sono servite al PSG per mettersi in fuga lasciando alle altre 19 squadre l'onere di rendere interessante il campionato dal punto di vista della classifica; e la classifica alle spalle della formazione di Tuchel è a dir poco interessante con diverse squadre date alla vigilia come degne al massimo di veleggiare per la seconda metà della classifica che, invece, si trovano, al momento, in posizioni che le porterebbero in Champions League.
Un esempio di questo tipo di squadre è il Nantes, allenato da Christian Gourcuff, che si trova al secondo posto in classifica grazie a dei numeri difensivi alquanto sorprendenti, per merito di un approccio molto aggressivo in fase difensiva che ha generato una media di 9.5 tiri subiti a partita (che si riduce a 7.6 quando gioca alla Beaujoire, dove finora non ha ancora preso goal in campionato).
A rompere l'imbattibilità interna dei gialloverdi ci proverà l'indecifrabile Monaco di Jardim, a sua volta a caccia della prima vittoria esterna della stagione trascinati dalla prolifica coppia d'attacco Slimani-Ben Yedder, con il francese che, al momento, il capocannoniere del campionato con i suoi 8 goal, di cui 3 realizzati su assist dell'algerino (migliore connessione assist-gol del campionato).
I due, inoltre, sono rispettivamente al primo ed al quarto posto nella classifica di rendimento del campionato nelle ultime 6 giornate, con l'algerino al terzo posto in assoluto nella classifica dei 5 campionati principali.




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