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Friday, 19 February 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 18


Dopo esserci goduti il ritorno delle coppe europee, il weekend torna per metterci di fronte ad un altro turno di campionato che, considerata la concomitanza con gli impegni europei di molte squadre, potrebbe vivere una fase decisiva che può spostare alcuni equilibri o ampliarne altri. Non scopro certo l'acqua calda nell'affermare che in questo periodo della stagione la gestione delle forze diventa fondamentale per definire l'esito della stagione.

Il calendario del weekend ci regalerà sfide importanti se non decisive come il derby di Milano che potrebbe indirizzare la lotta scudetto in serie A, la trasferta del Bayern a Francoforte che potrebbe diventare decisiva per la vittoria della Bundesliga ma anche per la lotta Champions. Per questo motivo ho scelto quattro partite che assumono per varie ragioni un peso fondamentale per giudicare le stagioni di alcune squadre o per indirizzare gli esiti di un campionato.


LIVERPOOL - EVERTON (SABATO ORE 18.30)

La giornata di Premier in programma questo weekend è clamorosamente piena di sfide di cartello e di tradizione: una di queste è il confronto tra Manchester City ed Arsenal che mette contro Pep Guardiola con quello che dovrebbe essere un suo discepolo, ossia Mikel Arteta. Tuttavia il match che merita maggiore attenzione è il derby della Merseyside tra Liverpool ed Everton: una sfida che rappresenta una grande rivalità storica ma che questa volta potrebbe avere risvolti anche decisivi per la lotta alla Champions League.

La squadra di Klopp è entrata nelle ultime settimane in un momento negativo frutto dei guai fisici che hanno colpito i Reds nel corso di questa stagione: proprio la partita d'andata fu l'evento che ha cambiato in negativo la stagione, con l'entrata di Pickford che mise ko il ginocchio di Van Dijk. Saltato il ginocchio del centrale olandese, è saltata anche l'architrave su cui poggia il sistema di gioco di Klopp, costringendolo a trovare soluzioni per non farsi trovare scoperta sulle incursioni dei due terzini Alexander-Arnold e Robertson.

Passmap Between The Posts
La vittoria in Champions contro il Lipsia ha visto una squadra ritrovare i propri punti di forza, ossia le connessioni tra il terzino e l'esterno d'attacco di parte e la ricerca del cambio di gioco da un terzino all'altro per scoprire l'avversario e disordinarne la pressione. Come si desume dalla passmap della partita, si nota anche il lavoro svolto dai due centrali difensivi Kabak e Henderson nel sostenere questa strategia di gioco e con le due mezzali Jones e Thiago Alcantara a tenere impegnati i centrocampisti centrali avversari. Le difficoltà del Lipsia a trovare la profondità ha reso sostenibile la strategia anche a livello difensivo, con la squadra di Nagelsmann brava a risalire il campo ma meno brava ad accedere all'area di rigore, cosa che, invece, ha saputo fare il Leicester di Rodgers sabato scorso.

L'Everton arriva a questo impegno con la consapevolezza di potersi giocare qualcosa di importante in questa stagione: Ancelotti in estate è riuscito ad ottenere sul mercato una serie di giocatori che gli hanno permesso di modificare l'identità di questa squadra che adesso può giocare un calcio fluido e tecnico, al contrario della scorsa stagione quando la squadra doveva sostanzialmente appoggiarsi su attacchi diretti verso Calvert-Lewin ed aggredire sulle seconde palle.

In fase di possesso lo schieramento della squadra di Ancelotti è un 4-1/2-3 con le mezzali e gli esterni offensivi che occupano le zone avanzate del campo ruotando tra di loro, a volte le rotazioni avvengono anche tra terzino e mezzala di lato. In fase di non possesso la squadra si schiera con un 4-1-4-1 dove gli esterni offensivi si affiancano alle mezzali a creare una linea a 4; la linea difensiva, invece, è protetta dal vertice basso.

La strategia costruita da Ancelotti è quella di occupare con quanti più uomini possibile i corridoi centrali del campo sfruttando i movimenti e le rotazioni tra le mezzali ed i trequartisti; l'ampiezza viene utilizzata solamente per liberare i terzini (in particolare Digne) in modo che con i loro cross possano generare occasioni grazie alle qualità aeree di Calvert-Lewin e grazie alla capacità della squadra di riempire con più uomini l'area di rigore.


Le principali difficoltà, invece, l'Everton le trova nella tenuta della linea difensiva che, spesso non viene sufficientemente assistita dai centrocampisti. Spesso e volentieri gli avversari possono pascolare negli spazi che si creano tra centrale difensivo e terzino, a questo si aggiunge la non grande predisposizione alle marcature in area di rigore dei centrali difensivi.

Sarà dunque un derby quello che si giocherà ad Anfield Road con due squadre ben riconoscibili nei loro pregi e nei loro difetti, all'andata ne venne fuori una grande lotta che terminò con un 2-2 ricco di emozioni, sono abbastanza sicuro che la stessa cosa la vedremo sabato nel tardo pomeriggio.


SALISBURGO - RAPID VIENNA (DOMENICA ORE 17)

Il campionato austriaco, dal momento in cui il gruppo Red Bull ha investito a Salisburgo, è un dominio della squadra della città di Mozart che detiene il titolo da 7 stagioni consecutive. Dalla scorsa stagione, tuttavia, diverse squadre hanno mostrato di avere progetti tecnici in grado di infastidire il dominio della squadra oggi allenata da Jesse Marsch. 

Lo scorso anno questo ruolo sembrava appannaggio del LASK di Lienz che, però, depauperò quanto buono di fatto prima del lockdown prendendosi una penalizzazione per non aver rispettato il protocollo COVID al rientro agli allenamenti; quest'anno, invece, la squadra che sta tenendo testa al Salisburgo è il Rapid Vienna di Didi Kuhbauer.

La squadra di Jesse Marsch ha ormai pochi segreti e, come ogni stagione, si trova a gennaio a dover riportare con una squadra completamente diversa rispetto a quella di inizio stagione. In questa stagione, tuttavia, l'unica partenza del mercato invernale è stata Dominik Szoboszlai, ceduto al Lipsia, ma sappiamo bene quanto fosse determinante l'ungherese per le fortune del Salisburgo.

I suoi sostituti, sul piano tecnico, dovrebbero essere Aaronson e Sucic, di cui ho parlato nel mio post di presentazione della sfida di Europa League contro il Villarreal, persa per 2-0, dove i due talenti del Salisburgo non sono riusciti a mettersi in luce restando avulsi dal gioco senza riuscire a giocare palloni nella zona centrale del campo, dove evidentemente il Villarreal è stato bravo a coprire quelle zone.

Fonte statistiche SofaScore

In campionato, invece, la ricerca e l'occupazione della zona di rifinitura avviene in maniera più frequente fino a trasformare il 4-4-2 in un 4-2-2-2. Tuttavia nella partita contro il Villarreal in Europa League, si trattava della prima volta in coabitazione tra i due giocatori ed il risultato non è stato dei migliori visto che il loro coinvolgimento è rimasto ai margini della squadra. Nella partita contro il Rapid Vienna alla squadra di Marsch servirà tornare alla sua versione migliore, quella cioè capace di sovraccaricare il centro del campo per cercare di aumentare il margine in testa alla classifica e, chissà, trovare idee utili a cercare di contendere la qualificazione agli ottavi di Europa League al Villarreal non ostante lo 0-2 di partenza.

Il Rapid si schiera sul campo con un 4-2-3-1 di base che, però, non è mai rigido in campo, tanto che si tratta di uno schieramento che è più facile vedere in fase di non possesso che in fase di possesso. Il 4-2-3-1 in fase di possesso cambia immediatamente in quanto i due centrocampisti centrali tendono a scaglionarsi a due altezze diverse anziché restare appaiati; stesso discorso vale per i due terzini, con il destro (Stojkovic) che partecipa molto più alla costruzione rispetto al terzino sinistro Ullmann che, invece, attacca maggiormente la profondità.

In fase di non possesso, invece, il Rapid è perfettamente allineato a quella che è la tendenza del calcio in Austria negli ultimi anni e che sta portando diversi allenatori cresciuti aldilà del Brennero a diventare dei riferimenti per il calcio europeo. La squadra di Kuhbauer aggredisce l'avversario con un baricentro molto alto ed orienta diversi giocatori sulla palla e sull'uomo, in perfetto stile gegenpressing. Come si evince dal fermo immagine il Rapid cerca la parità numerica in tutte le zone di campo tenendo permanentemente sotto pressione l'avversario. Non è un caso che il PPDA del Rapid sia addirittura superiore a quello del Salisburgo seppur per poco (7,6 contro 7,8 della squadra di Jesse Marsch).

ATLETICO BILBAO - VILLARREAL (DOMENICA ORE 21)

La sfida di San Mames mette di fronte una sfida che potrebbe avere un impatto di non poco conto per la lotta per i posti europei nella Liga. L'Atletico Bilbao è in grandissima risalita da quando Marcelino ha preso le redini della squadra dopo l'esonero di Garitano.

La squadra basca, con l'arrivo dell'ex tecnico del Valencia (che è anche ex allenatore del prossimo avversario) ha ritrovato un approccio in grado di valorizzare gli elementi offensivi a propria disposizione. Sono bastati pochi accorgimenti al tecnico asturiano per far viaggiare al livello che il club ed i tifosi si aspettano, in particolare sotto la sua gestione si sono innalzate le prestazioni di Iker Munain, giocatore di elevato spessore tecnico che faticava a trovare una collocazione in campo con Garitano e che, invece, con Marcelino sembra aver ritrovato la centralità tecnica in questa squadra.

Fonte dati FbRef/StatsBomb
Come si evince dal grafico a fianco, il n.10 del Bilbao ha notevolmente alzato il proprio livello nella creazione di occasioni da rete. L'arrivo di Marcelino sulla panchina ha modificato l'atteggiamento della squadra in fase offensiva, Munain agisce con maggiore libertà nella trequarti avversaria ed il suo apporto in rifinitura è tangibile sia osservando la partita che osservando, come in questo caso, i soli numeri.




Il Villarreal arriva a questa sfida reduce dalla pesante vittoria in Europa League a Salisburgo, mentre il cammino in campionato sembra essersi arenato nella ultime settimane. 

Scouting report FbRef/StatsBomb

La squadra di Emery spesso fatica a trovare la giocata giusta in fase di rifinitura che, con l'infortunio di Samu Chukwueze, sembra essere delegata esclusivamente al grande lavoro di Gerard Moreno, autore di una prestazione clamorosa a Salisburgo e protagonista di una stagione strepitosa, ben riassunta dai numeri che lo rendono un attaccante quanto un esterno offensivo di prima fascia.

Il sistema voluto dall'ex tecnico di Siviglia, PSG ed Arsenal si basa sul possesso palla ed un tentativo di recupero del pallone che possa essere aggressivo. Proprio su quest'ultimo aspetto le cose non stanno andando come previsto (il PPDA è superiore a 10) soprattutto a causa del fatto che la linea difensiva fatica a sostenere un sistema di pressing alto e spesso tende a concedere spazi in situazioni di transizione o in situazione in cui l'avversario verticalizza rapidamente l'azione con una giocata individuale. Il Bilbao è una squadra che sa innescare rapidamente i giocatori tra le linee, per cui per la squadra di Emery, dopo l'ottima prestazione di Salisburgo, una prestazione ed un risultato positivi anche al San Mames possono dare nuove certezze al gruppo di Emery e far ripartire la stagione del Villarreal.


PSG - MONACO (DOMENICA ORE 21)

Il campionato francese, a differenza delle stagioni precedenti, si sta rivelando uno dei campionati più equilibrati e ricchi di spunti di tutta Europa e nel weekend si celebra la sfida tra il PSG ed il Monaco in un incrocio che ha rappresentato per diversi anni una rivalità tra due proprietà facoltose desiderose di giocarsi la supremazia nazionale.

Negli ultimi anni, tuttavia, questa rivalità è scemata a causa delle ultime pessime stagioni della squadra monegasca che invece, quest'anno sembra aver ritrovato quella competitività che sembrava perduta: dopo un periodo di assestamento, Niko Kovac ha trovato il sistema in grado di far rendere al meglio questa squadra che va a Parigi per giocarsi la sua chance di entrare addirittura in corsa per il titolo.

Il PSG, tuttavia, si presenta a questa grande sfida reduce dal capolavoro del Camp Nou in Champions League: pur con le assenze di Neymar e Di Maria, Pochettino ha saputo pescare le giuste risorse dalla sua rosa e soprattutto ha trovato una grande serata di Marco Verratti, giocatore diventato centrale nelle idee di Pochettino, tanto che in sua assenza abbiamo visto le peggiori prestazioni della squadra parigina nella giovane gestione del tecnico argentino (leggi trasferta di Lorient in campionato).

Fonte statistiche SofaScore
I numeri della prestazione di Verratti a Barcellona non rendono sufficientemente l'idea della sua prestazione a tutto campo, la sua resistenza al pressing e la capacità di ripulire palloni creando situazioni potenzialmente pericolose da momenti in cui l'azione sembra non avere inerzia. A mio parere la prestazione di Verratti e del PSG sono frutto del lavoro messo in piedi nelle ultime due stagioni da Thomas Tuchel che ha dato una personalità ed un'identità a questa squadra, tutti elementi di base su cui oggi Pochettino sta aggiungendo i propri accorgimenti. A questo si aggiunge l'aumento di competitività del campionato francese che costringe i parigini a dover tenere alta la soglia di attenzione anche in campionato, difatti questa partita contro il Monaco è molto importante per evitare di aggiungere alla lotta per il titolo anche la squadra di Kovac.








Da parte sua, invece, il Monaco ha intenzione di mettersi alla prova dopo che nel 2021 è riuscita, finalmente, a trovare un'identità di gioco ed un equilibrio tale da portarla al quarto posto solitario in classifica grazie ad una serie positiva aperta di 9 vittorie e 2 pareggi nelle ultime 11 partite tra campionato e coppa nazionale. Il sistema di gioco, ormai consolidato, vede un 3-2/5 in fase di possesso che si trasforma in 4-4-2 in fase di non possesso che esalta le qualità della coppia d'attacco Ben Yedder-Volland e che sta facendo esplodere il talento di Soufiane Diop oltre a quello della coppia di centrocampo Fofana-Tchouameni che ha margini di crescita devastanti.




Friday, 28 February 2020

Cosa vedere nel weekend #20




Superata una settimana particolare per motivi extra sportivi, nel weekend in arrivo molti di noi avranno bisogno di sapere come trascorrere il tempo se non ci fidiamo di uscire di casa, per cui, a maggior ragione provo a guidarvi su cosa vedere in questo weekend, soprattutto nelle ore che ci divideranno dai fuochi d'artificio di domenica sera dove ci troveremo a decidere se seguire Juventus-Inter o Real Madrid-Barcellona, programmate, ahimè, in contemporanea.

SERIE A

LAZIO-BOLOGNA (SABATO ORE 15)

Con lo scontro Juve-Inter in programma, come indicato in premessa, domenica sera, la collocazione oraria di Lazio-Bologna potrebbe portare la squadra di Inzaghi in vetta alla classifica almeno per le ore che la dividono dalla partita di Torino. Ma il compito non è propriamente semplice visto che all'Olimpico scenderà in campo il Bologna di Sinisa Mihajlovic, uno che in maglia Lazio lo scudetto lo ha vinto.

Le preoccupazioni per la squadra bianco-celeste nascono dalle difficoltà incontrate contro squadre che sono molto aggressive in fase di non possesso e che sanno essere aggressivi in possesso coprendo in ampiezza il campo.

L'esempio più calzante è senza dubbio quello dell'ultimo derby pareggiato contro la Roma, dove. come testimoniato dalle posizioni medie in fase di possesso elaborate dalla Lega Serie A, la posizione alta dei terzini giallorossi ha costretto Lazzari (una delle principali risorse dei bianco-celesti nello spostare l'azione dalla propria trequarti a quella avversaria) a giocare quasi tutti il match in linea con i propri difensori e, dunque, depotenziando offensivamente la squadra di Inzaghi.

Il Bologna, sempre secondo i dati della Lega Calcio, è una delle squadre che gioca con il baricentro più alto di tutto il campionato (52,42 metri) ed è la squadra con l'indice PPDA più basso dell'intero campionato (7,21, fonte Understats), indice ancora più attendibile dello stile aggressivo della squadra di Mihajlovic.

Sulla base dei dati di cui sopra sarà facile aspettarsi un Bologna super aggressivo che cercherà di tenere la Lazio all'interno della propria metà-campo, un atteggiamento che aveva consentito agli uomini di Mihajlovic di mettere a ferro e fuoco l'altra metà di Roma, ossia la Roma di Fonseca; l'arrivo di Barrow ha permesso di avere una maggiore ampiezza anche sul lato sinistro (con il lato destro presidiato da Orsolini).

Proprio mentre la squadra emiliana sembrava poter mettersi in corsa per un posto in Europa, il doppio turno interno contro Genoa ed Udinese l'ha vista raccogliere solamente un punto a causa della tremenda sequenza di infortuni che ha colpito i rossoblu ed anche ad uno standard nelle esecuzioni difensive ed offensive ben al di sotto rispetto a quanto prodotto, un trend che il Bologna si porta dietro da inizio stagione. Ci sono due dati statistici che confermano questo aspetto per la squadra bolognese, da un lato la capacità di convertire in rete gli xG prodotti (secondo una media dei vari modelli parliamo di circa 4 goal in meno realizzati rispetto a quanto prodotto in termini di xG), mentre c'è un dato in cui il Bologna si trova ad essere fanalino di coda in classifica, ossia i post-shot xG elaborati da StatsBomb e fruibili mediante FbRef, in cui, in base alla direzione dei tiri subiti, Skorupski (o Da Costa nella sua unica apparizione) ha subito più di 6 goal oltre a quanto ci si attendeva dai tiri subiti, un dato che, tra l'altro si contrappone in maniera totale con i numeri di Strakosha, il cui saldo è in attivo di quasi 6 reti.

Sulla base dei dati di cui sopra, se il Bologna riuscirà con il suo pressing e con la sua aggressività a chiudere la Lazio nella propria trequarti, per la squadra di Inzaghi sarà difficile rendersi pericolosa in avanti, ma basterà un piccolo errore individuale, a cui il Bologna spesso si espone, per far inclinare il piano della partita a favore di Immobile e compagni. 

PREMIER LEAGUE

In Premier il calendario ci propone diverse sfide di grande interesse come la sfida tra il Tottenham ed il Wolverhampton, con Mourinho che ha bisogno di ritrovare la vittoria per alimentare le speranze di aggancio alla zona Champions e la sfida tra West Ham e Southampton che potrebbe rivelarsi decisiva per la lotta salvezza. Inoltre il weekend in arrivo è quello della finale di Coppa di Lega (o Carabao Cup se vogliamo utilizzare il nome commerciale) tra Manchester City ed Aston Villa, con Guardiola che, dopo aver quasi ipotecato i quarti di Champions vincendo a Madrid, proverà ad aggiungere un altro trofeo alla sua bacheca personale ed a quella del City sotto la sua gestione. La partita che, tuttavia, desta maggiore interesse per i temi tattici, tecnici e di classifica è la sfida di Goodison Park tra l'Everton di Ancelotti ed il Manchester United, reduce dalla trionfale notte di Europa League contro il Bruges.

EVERTON-MANCHESTER UNITED (DOMENICA ORE 15)


A Goodison Park domenica pomeriggio si gioca una partita che ci dirà se Ancelotti potrà seriamente considerare l'accesso all'Europa (anche la più importante) come un'opzione perseguibile da qui a fine stagione: la sconfitta subita la scorsa settimana sul campo dell'Arsenal ha ricacciato indietro in classifica i Toffees ma non ha certo ridimensionato il valore della squadra di Ancelotti che, ospitando uno United che sembra in ottima forma, può rilanciare le proprie ambizioni.

Dal suo arrivo sulla panchina dell'Everton, Ancelotti ha fissato come schieramento tattico il 4-4-2 che ha utilizzato nella sua esperienza a Napoli, mantenendone gli aspetti positivi ma anche quelli negativi, come ad esempio la difficoltà a coprire gli spazi alle spalle delle linee di pressione.
Ciò che sta mancando in termini di risultati ad Ancelotti sono proprio le partite contro le cosiddette "top 6" visto che le due uniche sconfitte in Premier sono arrivate per mano di Manchester City ed Arsenal a cui aggiungere la sconfitta in FA Cup per mano del Liverpool di Klopp; per questa ragione il ciclo di partite in arrivo con lo United domenica e Chelsea e Leicester nelle prossime settimane ci aiuteranno a capire il livello di competitività raggiunto dalla squadra e permetterà, probabilmente, ad Ancelotti di capire quali pedine muovere nel prossimo calciomercato. 

A livello tattico il lavoro di Ancelotti è facilmente riconoscibile dallo scaglionamento del suo 4-4-2 che non cambia a seconda degli avversari ma cambia in base agli interpreti: dall'analisi delle azioni difensive si evince che, indipendentemente dall'avversario, l'Everton cerca sempre di aggredire l'avversario anche in zone alte del campo, con i due centrali di centrocampo (in genere Delph e Sigurdsson, o Schneiderlin quando l'islandese viene spostato più largo) che aggrediscono sull'uscita di palla dell'avversario ma soprattutto sulle seconde palle quando il pallone viene giocato lungo su Calvert-Lewin per sfruttarne le sue doti aeree, un pattern che spesso l'Everton usa per far progredire l'azione più rapidamente; questa opzione difficilmente può creare dividendi contro lo United vista la grande forza fisica dei centrali a disposizione di Solskjaer, per cui Ancelotti ha l'occasione in questa partita di escogitare nuove strategie per portare il pallone in zone pericolose di campo.

Il Manchester United è in un grande momento di forma e, soprattutto, l'arrivo di Bruno Fernandes sembra aver aiutato Solskjaer a migliorare l'atteggiamento della squadra in partita ed a sopperire, con la sua connessione con James, Martial e Greenwood, alle assenze di Pogba e Rashford.

Dalla mappa delle sue giocate elaborata da StatsZone si nota il fatto che, pur partendo da posizione di trequartista centrale, il suo punto di forza è il continuo movimento senza palla che gli permette di ricevere palla in posizioni di campo dove può meglio valutare la posizione dei compagni e sfruttarne al meglio i movimenti; nella partita contro il Watford si vede il suo sforzo nel venire a prendere il pallone anche nella propria metà campo e muovere il pallone anche utilizzando la sua grande capacità in conduzione (le stelle verdi rappresentano i dribbling completati), insomma il portoghese ha portato quell'imprevedibilità ed una migliore divisione del campo in zona offensiva di cui hanno giovato i giocatori offensivi ed anche Fred, che finalmente un partner con cui parlare la stessa lingua calcistica. 
Ancelotti finora non ha mostrato, con i suoi meccanismi, di saper tenere a bada i movimenti di un giocatore dalle caratteristiche del portoghese, lo si è visto domenica scorsa contro Ozil, per cui sarà interessante vedere come Ancelotti riuscirà a limitare le connessioni tra Bruno Fernandes e l'attacco dei Red Devils.


LA LIGA

Con il sorpasso avvenuto la scorsa settimana, il Barcellona di Setien si presenta al Clasico di domenica sera con due punti di vantaggio sul Real Madrid, a questo si aggiunge l'intermezzo europeo che ha visto i blaugrana, seppur con grosse difficoltà, uscire indenni da Napoli ed il Real sconfitto al Bernabeu dal Manchester City e quindi in una condizione psicologia tutt'altro che ottimale, tuttavia il precedente della gara d'andata, con ancora Valverde alla guida del Barça, rende fiducioso il Real sulla possibilità di portare a casa il match ed operare il contro-sorpasso. Per il resto la giornata parte questa sera con la Real Sociedad che ospita il Valladolid e con tanti scontri pieni di spunti interessanti, uno di questi vede di fronte due delle squadre che nelle ultime settimane hanno destato le migliori impressioni, ossia Granada e Celta Vigo.

GRANADA-CELTA VIGO (SABATO ORE 21)


La sfida del Nuevo Estadio de Los Cármenes vede di fronte due squadre in un ottimo momento di forma, con i padroni di casa reduci da due vittorie consecutive e con il ritorno della semifinale di Coppa del Re da affrontare contro il Bilbao nel corso della settimana, dall'altra parte il Celta Vigo che grazie a risultati di prestigio come il pareggio ottenuto al Santiago Bernabeu contro il Real Madrid e alla vittoria in rimonta contro il Siviglia, ha inanellato una serie positiva che l'ha tirata fuori dalla zona retrocessione.

La squadra andalusa indipendentemente dal modulo di partenza utilizzato si dispone in campo con un 4-4-2 asimmetrico, molto diretto (43% di possesso palla medio, 120 passaggi completati nella propria metà campo contro i 163 di media della Liga, 122 passaggi completati nella metà campo avversaria contro i 172 di media della Liga, dato Soccerment) ed aggressivo in fase di non possesso (PPDA pari a 9,34 secondo i dati di Understats, ma ulteriormente diminuito a 6,23 dopo la gara ultra passiva di Barcellona a metà gennaio).

Come si evince dalla mappa delle posizioni medie delle ultime due partite, il 3-5-2/ 5-3-2 esposto sulla carta, in realtà è un 4-4-2 in cui l'asimmetria è maggiormente accentuata dalla posizione di Foulquier che da ampiezza a destra, mentre Victor Diaz resta in posizione più accentrata a sostegno dei due centrali difensivi di ruolo, mentre Neva da larghezza a sinistra, a centrocampo Gonalons e la grande rivelazione Yangel Herrera fanno legna, mentre Machis attacca partendo da sinistra unendosi alle due punte Soldado e Carlos Fernandez; dunque un sistema che copre molto bene il campo e che permette di trovare la porta in maniera molto diretta e con maggiori margini di pericolosità, difatti le 5 reti realizzate nelle ultime due partite sembrano dar ragione ai nuovi accorgimenti voluti da Diego Martinez.

Il Celta Vigo si presenta a Granada con la consapevolezza che Oscar Garcia, subentrato a Fran Escribà a novembre, sembra aver trovato la strada per far risalire la china alla squadra galiziana, il cui talento a disposizione merita una situazione di classifica migliore.

L'analisi della progressione degli xG mostrano le differenze tra la gestione Escribà (parte sinistra del grafico) e la gestione Garcia, si nota come la fase difensiva non abbia subito variazioni rilevanti (difatti la linea di tendenza non mostra particolari inclinazioni), mentre la fase offensiva mostra sensibili miglioramenti, questo grazie al ritorno ad una focalizzazione su un calcio di possesso, in cui la tecnica degli interpreti a disposizione potesse emergere, e così gente come Rafinha, Fran Beltran e Brais Mendez può operare con maggior agio e creare opportunità per Pione Sisto, Santi Mina e, soprattutto, Iago Aspas, capitano ed anima di questa squadra che domani sera cercherà a Granada di mettersi alla prova contro un avversario che fa dell'aggressività e della contestazione del possesso avversario il proprio marchio di fabbrica, insomma Granada-Celta Vigo è una tipica sfida tra le due anime della Liga, il calcio tecnico e di possesso dei galiziani contro il calcio fatto di verticalizzazione ed aggressione alta degli andalusi.  

BUNDESLIGA

Il campionato tedesco ha confermato anche questa settimana di essere la competizione di livello più avanzato in Europa, la vittoria e dominio annesso del Bayern Monaco sul campo del Chelsea in Champions ed il passaggio del turno brillante ottenuto da Bayer Leverkusen e Wolfsburg in Europa League (in attesa di sapere il destino dell'Eintracht, chiamato a difendere 3 goal di vantaggio a Salisburgo nel tardo pomeriggio di oggi). A rendere ancora più interessante il campionato tedesco è la lotta a 5 per la vittoria finale, suddivise da 6 punti, il prossimo weekend vedrà scontrarsi tra di loro due di esse, ossia il Lipsia, squadra sulla quale questo blog ha speso milioni di bellissime parole, ed il Bayer Leverkusen, squadra che, come lo scorso anno, sta trovando una interessante continuità di rendimento nel corso del girone di ritorno. Tuttavia, oltre a consigliare lo scontro di cui sopra, vi consigliamo un altro match di particolare interesse, ossia la sfida tra l'Union Berlino ed il Wolfsburg.

UNION BERLINO - WOLFSBURG (DOMENICA ORE 13,30)


La sfida che si gioca all'Alte Försterei di Berlino sarà teatro di una sfida di grande interesse tra due squadre che sono in ottima forma per le quali questa partita può essere uno spartiacque di una certa importanza per il raggiungimento dei rispettivi obbiettivi.

L'Union Berlino si è presentato in Bundesliga per la prima volta nella propria storia, legata principalmente alla sua appartenenza geografica alla DDR e resa squadra culto per il grande apporto della tifoseria alla crescita del club e. per questo, ha raccolto tanti estimatori e tifosi anche al di fuori dei confini tedeschi. Fatta la doverosa premessa culturale sulla società, parlando di campo la squadra di Fischer ad inizio stagione sembrava la principale candidata al ritorno immediato in 2.Bundesliga ed invece, dopo le prime giornate di assestamento e dopo il passaggio al 3-4-3/3-5-2 ha iniziato una risalita che la vede in questo momento veleggiare a metà classifica con ben 9 punti di vantaggio sul Fortuna Dusseldorf, la squadra che in questo momento disputerebbe lo spareggio contro la terza della 2.Bundesliga.


L'analisi delle posizioni medie dell'Union nelle ultime due partite ci mostra degli elementi ormai caratteristici della squadra di Fischer, ossia possesso palla lasciato all'avversario, fase offensiva demandata al lavoro degli esterni (Lenz a sinistra, Ryerson o Trimmel a destra) ed alle doti aeree del centravanti Sebastian Andersson (8,52 duelli di testa vinti a partita, pari al 53% dei duelli aerei affrontati, fonte Soccerment); il passaggio alla difesa a 3 ha, inoltre, migliorato le prestazioni individuale del centrale difensivo Keven Schlotterbeck, classe 1997, il cui duello con Weghorst potrebbe essere una delle chiavi di lettura del match.

Il Wolfsburg è in un ottimo momento di forma con 4 vittorie nelle ultime 5 partite tra Bundesliga ed Europa League, serie in cui la squadra di Glasner si è qualificata agli ottavi di finale di Europa League ai danni del Malmoe ed è rientrata in corsa per un posto in Europa anche per la prossima stagione; la partita di domenica a Berlino contro un'altra squadra in grande forma servirà a mettere alla prova le qualità di Weghorst e compagni e mostrare di aver acquisito la flessibilità in termini di approccio vista nelle ultime settimane.

Le statistiche elaborate dagli analisti di Soccerment mostrano le qualità della squadra di Glasner già analizzate nelle scorse settimane: la fase difensiva continua ad essere ottimale grazie alla ricerca della conquista immediata del pallone ed anche grazie ad un ottimo rendimento dei centrali Brooks e Knoche, specie sui palloni alti, mentre il gioco offensivo  poco basato sul possesso palla (media inferiore al 50%) e molto di più su giocate dirette e verticali il cui target è Weghorst supportato dai centrocampisti alle sue spalle.

L'analisi delle due squadre lascia intendere la possibilità di una partita in cui saranno le seconde palle a fare la differenza, sotto questo aspetto il Wolfsburg dovrà amministrare al meglio l'assenza di Guilavogui. il suo uomo di equilibrio nella metà campo difensiva.


LIGUE 1


La sconfitta patita dal Marsiglia contro il Nantes sabato scorso ha definitivamente chiuso i conti, semmai ci fosse stata una chance di tenerli aperti, per quel che riguarda la lotta al titolo, con il PSG che può gestire un vantaggio di 13 punti che le può permettere di concentrare tutta l'attenzione sulla gara di ritorno in Champions League contro il Borussia Dortmund e gestire gli uomini a sua disposizione; alle spalle dei parigini e del Marsiglia che, a sua volta, non ostante l'ultima sconfitta, ha sotto controllo il secondo posto in classifica, continua la lotta per il terzo posto in Champions e per l'accesso all'Europa, una lotta che coinvolge diverse squadre e che è aperta a tantissimi scenari; due di queste protagoniste si affrontano domani sera e sono Montpellier e Strasburgo.

MONTPELLIER - STRASBURGO (SABATO ORE 20)

La sfida dello Stade de la Mosson tra Montpellier e Strasburgo potrebbe valere l'iscrizione per una delle contendenti alla corsa per un posto in Europa la prossima stagione; le due squadre hanno in comune diverse statistiche numeriche che rendono somiglianti i rispettivi stili di gioco in fase di possesso, mentre le differenze esistono in fase di non possesso. 

La formazione occitana, allenata da Der Zakarian, si differenzia per la grande aggressività in fase di non possesso, incentrata sul grande lavoro dei centrali di centrocampo, a cui avevamo fatto già accenno nelle settimane passate ed una fase di possesso molto verticale e basata sullo sfruttare il lavoro dei centrali di lato della difesa a 3 e sui cross degli esterni.

La mappa dei passaggi in verticale mostrano chiaramente come spesso e volentieri l'impostazione da dietro è finalizzata a cercare direttamente i tre uomini offensivi, qualora non sia questa la strada seguita, la mappa ci mostra il grande utilizzo dei cross. Le statistiche confermano il trend indicando il Montpellier come la squadra con più cross effettuati a partita (22) e più passaggi lunghi effettuati per partita (71), a livello individuale la statistica che conferma l'approccio verticale di Der Zakarian è data dai 6,7 passaggi lunghi a partita del centrale brasiliano Hilton (fonte dei dati WhoScored).

Ad affrontare la squadra occitana ci sarà lo Strasburgo; la squadra alsaziana è avanti al Montpellier in classifica di 2 punti e, come indicato in premessa, ha degli elementi in comune con essa. visto che anche la squadra allenata da Thierry Laurey in fase di possesso ama giocare in verticale e si affida molto spesso ai cross (è seconda in entrambe le statistiche proprio al Montpellier).

In fase di non possesso, invece, come mostrato dalla mappa predisposta da Between the Posts in relazione alla trasferta dello Strasburgo in casa del Lione ci mostra come la squadra di Garcia non sia riuscita ad accedere centralmente all'area di rigore avversaria, questo perché l'approccio voluto da Laurey è di non andare ad aggredire alto ma lavorare sulle coperture delle linee di passaggio per eliminare ogni possibilità di accesso per l'avversario alla fascia centrale del campo. L'approccio della squadra alsaziana in non possesso ha pagato grossi dividendi in termini di tenuta difensiva visto che la media dei tiri subiti è pari a 9,7 secondo i dati WhoScored, dato inferiore solamente a quello di Angers e Marsiglia.

La Ligue 1 difficilmente regala contesti tattici particolarmente evoluti e le due contendenti in questione, infatti, ne sono una dimostrazione, ma si sa che il campionato francese crea principalmente un contesto atto alla costruzione ed alla crescita di talenti, per cui alla fine a decidere la sfida dello Stade de la Mosson saranno le individualità a disposizione delle due squadre a cui sarà demandato di rompere le strategie difensive dei rispettivi avversari.


BONUS TRACK


MANCHESTER CITY - ASTON VILLA, FINALE DI CARABAO CUP


Come già accennato in precedenza, il prossimo weekend assegnerà il primo titolo in Inghilterra, con il Manchester City che affronta l'Aston Villa nella tipica cornice di Wembley per la finale di Coppa di Lega, per Guardiola è la possibilità di aggiungere un ulteriore trofeo alla bacheca, per l'Aston Villa, in piena lotta per evitare la retrocessione dalla Premier, battere il City sarebbe un'impresa clamorosa ma ha sufficiente tecnica a centrocampo per mettere in difficoltà i fragili meccanismi difensivi della squadra di Guardiola, che deve rinunciare nuovamente a Laporte per circa un mese.

RITORNA IL CAMPIONATO RUSSO


Classifiche fornite da Sofascore Risultati



Dopo la pausa invernale, il campionato russo torna in campo con lo Zenith in netto vantaggio sulle inseguitrici (+10 sul Krasnodar, +11 su Rostov, CSKA Mosca e Lokomotiv Mosca) quando mancano 11 giornate alla fine. Il campionato russo non è uscito benissimo a livello europeo, con nessuna rappresentante che è giunta alla fase ad eliminazione diretta di entrambe le competizioni. Il livello tecnico a livello individuale sembra tutto sbilanciato dalla parte della squadra di San Pietroburgo, mentre alle spalle si fatica ad intravedere una capacità di generare talenti anche a livello locale, tutti dati che non inducono all'ottimismo anche per il cammino della nazionale ai prossimi Europei dopo l'exploit del mondiale casalingo. Oltre ai gemelli Miranchuk del Lokomotiv Mosca e lo stesso Odzoev dello Zenith, i giocatori su cui si può tentare a puntare qualche centesimo sono il centrocampista del CSKA Ivan Oblyakov, classe 1998, chiamato ad un salto di qualità definitivo, ed il compagno di squadra Igor Diveev, centrale difensivo mancino classe 1999; se invece vogliamo muovere il focus sul reparto offensivo l'unico prospetto di rilievo è l'esterno destro d'attacco del Krasnodar Shapi Suleimanov, classe 1999, che tra competizioni di club e nazionale Under 21 ha messo a segno 8 goal e 7 assist.


EREDIVISIE, AJAX-AZ (DOMENICA ORE 20)


Come all'andata, le due contendenti al titolo in Olanda si affrontano distanti 3 punti in classifica ed entrambi reduci da un'altra delusione europea: la gara d'andata, disputata lo scorso 15 dicembre, si è disputata dopo la retrocessione dei lancieri dalla Champions e la pesante sconfitta della squadra di Arne Slot sul campo dello United in Europa League senza pregiudicarne la qualificazione. Domenica tornano ad affrontarsi dopo essere state entrambe eliminate in Europa League rispettivamente da Getafe e LASK Linz, ossia due formazioni dalla forte connotazione tattica che hanno mostrato i limiti delle due formazioni.

La gara d'andata, introdotta da un grande hype derivante dal grande talento a disposizione delle due formazioni, fu tutt'altro che spettacolare e fu risolta nei minuti finali da un goal di Boadu su una confusa azione di calcio d'angolo; entrambe le squadre (vedi numero di passaggi completati sulla trequarti) sembravano restie ad affrontarsi a viso aperto ed il goal nei minuti finali premiò, seppur oltremodo, un progressivo forcing della squadra di Alkmaar.


















RICOMINCIA LA MLS

Dall'altra parte del continente prende il via la MLS che quest'anno vedrà aggiungersi una nuova squadra, ossia l'Inter Miami, presieduta da David Beckham, che ha deciso di entrare nella competizione di certo non in punta di piedi, acquisendo Rodolfo Pizarro, centrocampista/trequartista messicano di grande valore ed occupando la prima casella destinata ai "designated playersall'esterno d'attacco argentino dell'Estudiantes Matias Pellegrini.

Per il resto le favorite dovrebbero essere le stesse della scorsa stagione, con i detentori di Seattle che non hanno modificato la squadra, così come le altre due principali contendenti, ossia l'Atlanta United, vincitrice due stagioni fa, e il Los Angeles Football Club, dominatrice della regular season nella scorsa stagione.

Tra le novità della stagione, oltre all'esordio di Miami, c'è il cambio di panchina a New York sponda City, con l'approdo di Ronny Delia, ex Celtic e Valerenga, rimanendo in tema di allenatori, molta curiosità per Thierry Henry che, dopo la negativa esperienza a Montecarlo, decide di ricominciare da Montreal; se invece, anche se a 33 anni, sperate ancora nella rinascita di Giuseppe Rossi, allora sarà interessante capire come andrà la sua avventura tra le montagne dello Utah, a Salt Lake City.

Friday, 7 February 2020

Cosa vedere nel weekend #17



E' di nuovo venerdì, ed un nuovo weekend è all'orizzonte, come al solito abbiamo scelto le partite più interessanti da seguire in un weekend che sarà comunque pieno di eventi importanti come il derby di Milano, la sfida al vertice in Bundesliga tra il Bayern Monaco ed il Lipsia ed anche la seconda giornata del 6 nazioni di rugby, a cui dedicheremo spazio nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. Nelle mie gare consigliate per questo weekend ci sono spunti di interesse anche per i tifosi di Napoli e Juventus in quanto questo weekend ci darà informazioni importanti sullo stato di salute delle loro avversarie europee, ossia il Barcellona ed il Lione.

SERIE A

Dopo che la 22° giornata ha confermato le distanze tra le prime tre in classifica, il weekend prevede impegni tutt'altro che banali per le prime della classe con la Juve alle prese con la trasferta di Verona, contro una squadra di cui abbiamo già tessuto le lodi la scorsa settimana, l'Inter alle prese con il derby della Madonnina contro un Milan che ha voglia di trovare una vittoria per dare lustro alla stagione, la Lazio, invece, è impegnata a Parma, squadra sempre capace di far giocare male i propri avversari. Il mio consiglio per il weekend, invece, è la sfida di Firenze tra la squadra di Iachini e l'Atalanta di Gasperini.

FIORENTINA-ATALANTA (SABATO ORE 15)


La sfida dell' Artemio Franchi apre la serie di anticipi del sabato nel remake della sfida che in Coppa Italia ha visto prevalere la formazione di Iachini. La squadra viola ha approfittato della pausa natalizia per cambiare la propria guida tecnica, la fatica di Montella nel costruire un sistema basato sul possesso palla e sulla tecnica ha funzionato fino al momento dell'infortunio di Ribery, poi l'uscita di scena del francese ha tolto imprevedibilità al gioco della squadra mettendo a nudo l'assenza di soluzioni alternative del tecnico campano che ha pagato queste sue mancanze con l'esonero. Al posto di Montella la società viola ha chiamato Beppe Iachini, simbolo della Fiorentina da calciatore a cavallo tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90, alla sua prima esperienza su una panchina di un certo livello in serie A dopo aver costruito la propria carriera tra promozioni in serie A (Chievo, Sampdoria e Palermo) e poi come "aggiustatore" di squadre in lotta per la salvezza (lo stesso Palermo ed il Sassuolo del post Di Francesco, meno successo ad Udine ed Empoli dove non ha potuto terminare il suo lavoro), questo tramite ad un approccio basato sulla rinuncia al possesso palla ed affidandosi molto al fattore agonistico rispetto a quello tecnico; negli ultimi anni il suo modulo di riferimento è diventato il 3-5-2 che diventa 5-3-2 in fase di non possesso, non si è smentito nel corso di questo primo mese a Firenze dove ha tolto dal centrocampo Badelj, il metronomo designato da Montella, per inserire al suo posto Benassi, a sua volta escluso dalla gestione Montella, il tutto per avere più gamba a centrocampo.

I numeri evidenziano il cambio di rotta a livello tattico, i dati maggiormente esemplificativi sono quelli relativi all'indice PPDA, acronimo di Passes Per Defensive Action, ossia misura quanti passaggi una squadra concede prima di porre in essere un'azione difensiva (intercetto, contrasto, rinvio), un dato che indica il livello di aggressività di una squadra, dove un indice basso indica un tentativo di andare a prendere il pallone più in alto, mentre un indice molto alto sta a significare che la squadra preferisce andare a contendere il pallone solo in un secondo momento, magari solo dopo che l'avversario supera la metà campo.
Da un confronto dei dati sul PPDA sotto la gestione Montella e sotto la gestione Iachini emerge chiaramente come il tecnico marchigiano abbia scelto un approccio decisamente conservativo, di fatto la Fiorentina di Iachini è riconoscibile per un baricentro molto basso e per concedere il possesso all'avversario (anche contro squadre come Spal e Genoa contro le quali ci si aspettava i viola prendessero l'iniziativa), lasciando la fase offensiva alle folate degli esterni Lirola e Dalbert ed agli scatti di Chiesa, nonché alla pericolosità sui calci piazzati (5,2 conclusioni a partita di media secondo i dati elaborati da Between The Posts, che la pongono al terzo posto in serie A in questa statistica).

Riguardo la squadra di Gasperini, invece, ne abbiamo già spese tante di parole, guardare una partita dell'Atalanta è una continua emozione data dal ritmo che la squadra riesce sempre ad imprimere sul terreno di gioco con il sistema di pressione orientato sull'uomo che tanti dividendi sta pagando in questi anni, sicuramente maggiori rispetto ai rischi che la squadra corre con un sistema così aggressivo. Se guardiamo ai numeri presi in termini assoluti, l'Atalanta ha il miglior attacco del campionato (59 reti realizzate), è la squadra che va maggiormente al tiro (19,7 tiri a partita che generano un valore di xG, secondo il modello Between The Posts, pari a 2,28 goal a partita), ma allo stesso tempo subisce meno tiri a partita di tutti, escluso la Roma (10,9 contro i 10,7 dei giallorossi) con un valore di xG subiti a partita pari a 0,95 (l'unica squadra migliore in questo dato è l'Inter con 0,85); tutti questi numeri, tuttavia, dovrebbero meritare una classifica migliore rispetto al comunque ottimo quarto posto a pari merito con la Roma che si presenterà, tra l'altro, a Bergamo la prossima settimana; nelle ultime due partite interne contro Spal e Genoa la squadra di Gasperini ha raccolto solamente un punto, a questo si aggiunge la sconfitta subita proprio contro la Fiorentina nel match di Coppa Italia, questo è determinato dal fatto che, pur producendo grandi numeri in termini di dominio, il sistema voluto dal tecnico piemontese comporta degli aspetti negativi che, seppur messi in preventivo, a volte costano il risultato, ed è così che un sistema basato sulla pressione uomo contro uomo ed aggressione alta richiede una concentrazione fisica e mentale per tutti i 90', per cui basta solo un momento di distrazione o una scalata difensiva non effettuata con i tempi giusti a far crollare il castello.

Il dato sui tiri concessi a Spal e Genoa nelle partite incriminate sono esemplificativi: il dominio dell'Atalanta si evince dai pochi tiri concessi agli avversari in termini quantitativi, tuttavia, specie contro il Genoa, i tiri concessi arrivano da posizioni molto favorevoli; la partita di Coppa Italia ci ha mostrato, inoltre, come lo schieramento basso voluto da Iachini costringe l'Atalanta a lasciare molto spazio alle spalle dei propri difensori, una situazione in cui un giocatore dalle caratteristiche di Federico Chiesa può andare a nozze, per cui dato il precedente di poche settimane fa, vedremo se Gasperini sarà in grado di trovare le giuste contromosse e lanciare un segnale importante per la volata Champions; per la Fiorentina, invece, c'è da valutare quale impatto ha lasciato sulla squadra la doppia sconfitta contro Inter e Juventus, le prime due della gestione Iachini, un altro risultato negativo deve portare a delle riflessioni sullo sviluppo che il tecnico marchigiano deve dare al proprio progetto tecnico, anche in virtù degli obiettivi ambiziosi che la società ha in prospettiva.

PREMIER LEAGUE

Per la prima volta nella storia la Premier League viene parzialmente incontro alle esigenze di una pausa invernale decidendo di suddividere la 26° giornata in due weekend per permettere ai club di gestire i carichi di lavoro in vista della fase finale della stagione a cui seguirà anche il campionato europeo, dove l'Inghilterra vuole avere un ruolo da protagonista. In questo weekend delle big scende in campo il solo Manchester City che affronta all'Etihad il West Ham che, a differenza della previsioni della vigilia, si trova clamorosamente a lottare per la salvezza; il nostro consiglio per il weekend, invece, è la sfida di Goodison Park, dove l'Everton di Ancelotti vuole continuare la propria risalita affrontando il Crystal Palace di Roy Hodgson.

EVERTON-CRYSTAL PALACE (SABATO ORE 13,30)


Ancelotti sta provando a ricostruire la stagione dell'Everton dopo le difficoltà della gestione Silva, già durante l'interregno di Duncan Ferguson la strada per la risalita era stata tracciata da un 4-4-2 molto diretto, con Calvert-Lewin target principale della manovra offensiva e con i centrocampisti ad aggredire le seconde palle; Ancelotti ha ereditato questo approccio ed ha iniziato a modellarlo unendo fasi di gestione del possesso a fasi di gioco diretto, utilizzando il lavoro degli esterni difensivi per dare ampiezza e quello degli esterni offensivi per riempire le zone centrali del campo (compito in cui si stanno mostrando a loro agio Walcott e Iwobi).

Questo mix tra semplificazione della strategia di gioco ed assegnazione di compiti che meglio si adattano alle caratteristiche degli uomini a sua disposizione, ha permesso ai Toffees di risalire la classifica; dati alla mano, dal momento dell'arrivo di Ancelotti sulla panchina, l'Everton sarebbe al secondo posto in classifica alle spalle solamente dei loro cugini marziani; la vittoria in rimonta ottenuta a Watford lo scorso sabato ha portato una grande iniezione di autostima non solo a livello di credibilità tattica della squadra ma anche e soprattutto a livello di tenuta e forza mentale da parte della squadra, un elemento su cui evidentemente il tecnico di Reggiolo ha lavorato molto bene in questo primo mese sulla panchina royal blue. Con questo andamento è evidente che dalle parti di Goodison Park si crede fortemente nella possibilità di giocarsi l'accesso ad un posto in Europa, tuttavia il test di domani contro il Crystal Palace ci darà risposte più concrete sulla continuità del lavoro del tecnico italiano.

Riguardo il Crystal Palace, è abbastanza condiviso il pensiero che si tratti di una squadra che fa della solidità il proprio marchio di fabbrica, lo si evince dal dato sugli xG prodotti (penultimo nei principali modelli di xG disponibili, solo il Newcastle ha numeri maggiori), dal dato sul PPDA (penultimo, sempre davanti al Newcastle, abbondantemente staccato) e dei tiri effettuati (ultimo posto con 9,4 tiri di media effettuati) sa cui si evince che si tratta di una squadra che ama lasciare il possesso agli avversari (46,4% il possesso palla medio) per poi aggredire quando riesce a portare il possesso avversario sugli esterni o in zone dove la pressione può essere esercitata senza scoprirsi eccessivamente.

Dalla mappa degli interventi difensivi del Palace si evince con maggiore chiarezza quali sono le zone di campo dove la squadra di Hodgson cerca di dare inizio alla pressione, approccio che non cambia sia in trasferta sul campo del City così come in casa contro lo Sheffield United, un approccio che infatti raccoglie i propri dividendi quando ben eseguito (vedi i 4 punti raccolti nelle due trasferte a Manchester) ma che fa andare la squadra in apnea quando trova di fronte avversari che scavalcano la pressione per andare a giocare sulle seconde palle (vedi ultime due sconfitte interne consecutive contro Southampton e Sheffield United, due squadre molto abili ad eseguire questo tipo di strategia), inoltre una volta che la squadra è in possesso palla, l'unica fonte di gioco sono i dribbling di Zaha (125 dribbling risuciti su 196 tentati, l'unico in Premier che si avvicina a quei livelli è Adama Traorè con 112 su 150). Per l'Everton dunque un test più che probante per misurare i progressi e potersi ufficialmente iscrivere alla corsa per l'Europa.


LIGA


Il campionato spagnolo arriva alla giornata numero 23, con Real e Barcellona che si sono isolate la davanti e che si giocheranno il titolo, ammesso che qualcuno riesca a fermare la corsa del Real, che sembra imbattibile in questo periodo, e con il Barcellona che dovrà dimostrare di poter portare avanti i principi di gioco di Setien anche fuori dal Camp Nou. Alle spalle delle due grandi di Spagna si è accesa, invece, una bellissima lotta per gli altri due posti in Champions, al momento occupati dal Siviglia e dal Getafe, che non possiamo più considerare come una sorpresa, ed a cui sono iscritte a pieno merito anche Valencia e Villarreal, mentre ci si trova invischiato l'Atletico Madrid, a secco di goal da 3 partite e che deve riprendere a correre, anche in vista dell'imminente ottavo di Champions contro il Liverpool. La mia scelta per questo weekend è la sfida del Benito Villamarin di Siviglia dove il Barcellona fa visita al Betis, per un ritorno nella tana dei bianco-verdi di Quique Setien.

BETIS-BARCELLONA (DOMENICA ORE 21)


Il 2020 del Barcellona è l'anno del ritorno della società ai suoi principi storici basati su un calcio di possesso dopo la parentesi Valverde che aveva spostato la strategia societaria più sui risultati di breve periodo che sull'apertura di un ciclo fondato sui giocatori provenienti dalla Cantera, strategia che aveva pagato i dividendi in campionato con le due vittorie consecutive della Liga ma che lasciava a desiderare in campo europeo, con le clamorose eliminazioni nel 2018 e nel 2019 contro Roma e Liverpool da una posizione di tre goal di vantaggio. Con l'arrivo di Setien in panchina la società catalana decide di tornare ai dettami del gioco di posizione e della filosofia cruyffiana, parte del DNA del club su cui si fonda storicamente non solo la prima squadra ma tutto il settore giovanile.

La partenza dell'avventura di Setien è stata scandita, per il momento, prevalentemente da cattive notizie, partendo dall'infortunio di Suarez e l'ennesimo stop di Ousmane Dembele, passando dalla sconfitta di Valencia nell'unica gara esterna giocata in campionato fino ad arrivare alle polemiche a mezzo stampa tra Abidal e Messi. A livello di campo, invece, il tecnico cantabro ha subito impostato un regime basato sul possesso palla e sulla creazione di rombi per far progredire il pallone, una mossa che da un lato ha consentito al Barça di avere percentuali di possesso palla mostruosi (in queste prime tre partite pari al 75% di media) ma allo stesso tempo la disposizione in campo degli interpreti ha portato a delle difficoltà evidenti nel portare la palla in zone pericolose di campo.

L'analisi statistica delle prime tre partite di Setien alla guida del Barcellona ci da importanti indicazioni su come si sia evoluta la squadra nelle ultime settimane:

 

Nella partita contro il Granada il dominio del possesso ristagnava a centrocampo, questo a causa dello schieramento basso ed attendista della formazione andalusa ed anche dalla disposizione voluta da Setien, con Sergi Roberto schierato come centrale di destra in una difesa a 3, l'ampiezza era data da Jordi Alba a sinistra e Ansu Fati a destra, con un centrocampo formato da Busquets, Rakitic e Vidal e Messi e Griezmann in attacco, tuttavia la posizione esterna di Fati e la continua necessità di movimenti a venire incontro dei due attaccanti per consolidare il possesso hanno tolto profondità al gioco, per cui le uniche soluzioni possibili al tiro erano quelle di riesumare le sovrapposizioni degli esterni per giocare la palla indietro per le esecuzioni di Messi, soluzione già molto cara a Valverde, per cui il dato relativo all'80% di possesso palla va tarato anche sul fatto che quasi la metà di questo possesso è avvenuto a metà campo ed ha portato a soli 6 tiri nello specchio e 18 tiri complessivi che hanno generato 1,9 xG (modello StatsBomb).

Lo schieramento non è cambiato nella trasferta di Valencia, con Setien che schiera a centrocampo contemporaneamente Busquets, De Jong ed Arthur,  tutti portatori di palla che generano un 74% di possesso palla più che sterile vista l'assenza di giocatori in grado di dare profondità, il Valencia ha gioco facile a tenere lontano i blaugrana dalla propria area di rigore e finisce grazie alle ripartenze a bucare la linea difensiva del Barça dove si evidenziano i limiti difensivi di Sergio Roberto.

La partita contro il Levante, quindi, ha rappresentato, dunque, la partita in cui Setien ha posto in essere i suoi primi aggiustamenti, con il ritorno al 4-3-3 con Semedo ed Alba sugli esterni e con Fati che torna a giocare in avanti con il compito di dare quella profondità mancata nelle partite precedenti; la mossa, complice un atteggiamento diverso dell'avversario rispetto ai precedenti, ha permesso ai catalani di risalire il campo in maniera più fluida ed arrivare a ridosso dell'area avversaria con più uomini (il 39% del gioco speso a centrocampo ed il 38% speso nella trequarti avversaria mostrano come lo schieramento abbia funzionato a dovere) e di essere quindi più pericolosa (9 tiri nello specchio e 3,3 xG prodotti), lato negativo di questo cambio di schieramento è dato dalle difficoltà nei meccanismi di recupero palla con un PPDA che supera i 10 passaggi decisamente al di sotto degli 8 passaggi in media concessi.

Domenica sera, dunque, arriva la prima verifica da non sbagliare per Quique Setien, e l'esame arriva dalla squadra che nelle ultime due stagioni lo ha lanciato alla ribalta; il Betis con Setien in panchina ha ritrovato l'Europa due anni fa ed un'identità di gioco altamente propositiva che il nuovo tecnico Rubi ha deciso di non rivoluzionare. Del Betis ci eravamo occupati qualche settimana fa indicando come l'ex tecnico dell'Espanyol stesse cercando un assetto definitivo per la squadra che sembra aver trovato con il passaggio al 4-1-4-1 con la difesa protetta dalla presenza di un uomo davanti alla linea  difensiva (ruolo sulla carta assegnato a William Carvalho ma assente da ottobre per infortunio, per cui nel ruolo si alternano Edgar Gonzalez o Marc Bartra), il che permette a Guardado e Canales di cercare la posizione migliore a centrocampo ed assistere al meglio la punta centrale con l'ausilio di Joaquin e Fekir dagli esterni.

Dal momento in cui Rubi è passato al 4-1-4-1 il rendimento della squadra betica si è allineato alle aspettative derivanti dal talento presente nella squadra, con un rendimento offensivo di altissimo livello ed una differenza tra xG realizzati e subiti (+4,02, dato Understat) migliore rispetto alle squadre aventi le sue stesse ambizioni, mentre a risaltare a livello statistico è il dato relativo alla pressione in fase di non possesso, con un PPDA pari a 7,75, dato superiore solamente a Siviglia e Real Sociedad in questo periodo. Su questo aspetto Rubi ha fatto un lavoro importante sotto questo aspetto smussando qualche angolo rispetto all'approccio ereditato da Setien, ora la squadra alterna fasi di pressing alto a fasi in cui tiene le linee dietro la metà campo per mantenersi corta e creare spazio alle spalle dell'avversario da aggredire una volta riconquistata la palla, una situazione che sembra essere il tallone d'Achille del Barça in questa stagione, dunque la sfida del Benito Villamarin si deciderà in questo tipo di situazione, per cui sarà qui che dovrà essere valutato il lavoro svolto da Setien e lo state dell'arte del suo processo di ricostruzione dell'identità blaugrana, un processo che in settimana ha subito una nuova battuta l'arresto a causa dell'eliminazione subita in Copa del Rey per mano dell'Atletico Bilbao.


BUNDESLIGA

Il girone di ritorno del campionato tedesco è iniziato con Bayern e Borussia Dortmund a riprendersi il centro della scena con le tre vittorie consecutive e la valanga di reti realizzate, mentre le protagoniste del girone d'andata Lipsia e Moenchengladbach hanno lasciato qualche punto di troppo per strada, complice un calendario meno semplice e qualche difficoltà di troppo che sta emergendo; quanto accaduto rende gli scenari ancora più interessanti in classifica, con le prime 4 squadre divise da 3 punti, a questo si aggiunge un programma della 21° giornata che metterà di fronte 4 delle prime 5 in classifica, con il solo Borussia Moenchengladbach impegnato contro il Colonia, in uno dei tanti derby renani, match comunque non comodo considerando l'ottimo momento di forma della squadra allenata da Gisdol. Avendo già analizzato Lipsia e Borussia Moenchengladbach la scorsa settimana, il big match che scegliamo di seguire in questo weekend (fermo restando che Bayern-Lipsia sarà una partita da non perdere) è quello della Bayarena tra il Leverkusen ed il Borussia Dortmund.

BAYER LEVERKUSEN- BORUSSIA DORTMUND (SABATO ORE 18.30)


A Leverkusen si affrontano due squadre dai principi di gioco non troppo dissimili tra di loro, ossia due squadre che basano la propria strategia sul possesso palla (seconda e terza squadra per possesso palla) ma con sfumature diverse nel tentativo di recuperare il pallone, molto più aggressivo quello del Leverkusen (PPDA 7,29), meno spregiudicato quello del Dortmund (PPDA 10,92).


Le statistiche sulle zone di gioco del pallone dimostrano come entrambe le squadre amano giocare il pallone da dietro, con il Dortmund che riesce a superare la metà campo con meno difficoltà rispetto al Leverkusen; la statistica sulla distribuzione del gioco in larghezza dimostra, invece, come entrambe le squadre preferiscano orientare i propri attacchi dalle corsie esterne. 

Il Leverkusen mostra una preferenza per il lato destro del campo che è la zona dove tendono ad agire Bellarabi ed Havertz, ossia i giocatori chiamati a rifinire il possesso palla della squadra di Bosz; dall'altra parte, invece, la distribuzione del gioco è equamente ripartita tra le due fasce, un approccio che si è ulteriormente rafforzato con la decisione di Favre di passare al 3-4-3, ragion per la quale il ruolo di Hakimi a destra e Guerreiro a sinistra è indispensabile per far progredire la manovra.

All'andata il Dortmund fece a fettine il Leverkusen grazie ad una tattica di gara attendista che le permettesse di lanciare le sue bocche da fuoco in contropiede, allora al centro dell'attacco del Dortmund c'era Paco Alcacer, oggi c'è il fenomeno del momento, ossia Erling Håland, a segno 7 volte nelle sue prime tre presenze in Bundesliga e nuovo target per gli assist di Jadon Sancho, arrivato a 12 goal e 12 assist in questa stagione; dunque sabato capiremo se Bosz avrà assimilato la lezione dell'andata e soprattutto se il nuovo vestito voluto da Favre per il suo Borussia reggerà all'impatto con una squadra dal livello superiore rispetto a quelle affrontate in questo inizio di 2020.




LIGUE 1

Il campionato francese ritorna in campo per la terza volta in una settimana dopo che il turno infrasettimanale ha aperto scenari interessanti per la lotta al terzo posto disponibile per l'accesso alla Champions con Rennes e Lille divise da 3 punti ed una classifica cortissima alle loro spalle, con il quinto posto del Montpellier ed il quindicesimo posto del Saint Etienne distanti appena 6 punti. Chi della classifica corta non ha da preoccuparsi è ovviamente il PSG che, dall'alto dei suoi 12 punti di vantaggio sul Marsiglia secondo, affronta in casa il Lione di Rudi Garcia, alle prese con una stagione complicatissima a cui non sembra in grado di dare la svolta.


PSG-LIONE (DOMENICA ORE 21)


La sfida del Parco dei Principi chiude il programma della giornata di campionato con lo scontro tra le squadre delle città più importanti di Francia; le due squadre sono distanti 25 punti, un margine che il Lione pensava di poter ridurre ad inizio stagione con la scelta di mettere alla direzione sportiva della società la vecchia gloria Juninho Pernambucano che ha scelto di affidare la panchina a Silvinho e passare al gioco di posizione, una scelta che, dopo le ottime premesse delle prime giornate di campionato, è naufragata dopo poche settimane portando la società a ripiegare sull'esperienza di Rudi Garcia.

Il campionato per il PSG è ormai diventato un laboratorio per Tuchel per far trovare alla sua squadra gli equilibri necessari ad affrontare al meglio la fase ad eliminazione diretta della prossima Champions League e la soluzione sembra essere giunta grazie all'approdo ad un 4-4-2 di base molto offensivo che può trasformarsi in un 4-2-4 o in un 4-2-2-2 a seconda delle situazioni di gioco; questo sistema permette a Tuchel di schierare insieme Neymar, Mbappe, Icardi e Di Maria, con quest'ultimo che finalmente ha ritrovato in questa stagione la continuità di rendimento che nel 2014 lo hanno portato a candidarsi al Pallone d'Oro dopo aver trascinato il Real Madrid a vincere la decima Coppa dei Campioni e l'Argentina fino alla finale mondiale del Maracanà.

Le statistiche elaborate da Soccerment mostrano il rendimento del "Fideo" in questa stagione, i numeri da top player li vediamo nelle statistiche inerenti la fase di rifinitura con una media di 3,4 passaggi chiave a partita ed una media di 0,54 expected assist a partita che si trasforma in 0,52 assist effettuati, tutti dati che lo vedono al top anche in confronto con giocatori i cui volumi in rifinitura sono simili, per citarne alcuni Papu Gomez, Ilicic e Jadon Sancho. Con la Ligue 1 in tasca, il PSG spera fortemente nell'impatto di Di Maria per poter fare il salto di qualità in Champions ormai atteso da diversi anni, i numeri promettono bene.




Con Neymar assente per infortunio (seppur al suo posto Tuchel schiererà Sarabia. giocatore su cui l'allenatore tedesco fa molto affidamento) la centralità di Di Maria nel gioco del PSG sarà maggiore, per cui siamo certi che Rudi Garcia dovrà studiare un piano per limitarlo, probabilmente inserendo costruendo una catena difensiva sul lato sinistro difensivo capace di limitare le giocate dell'argentino; a tal scopo sarà importante per il Lione il ritorno di Marçal, assente nel turno infrasettimanale contro l'Amiens in quanto squalificato; il brasiliano è il migliore dei suoi per statistiche difensive per intercetti (2,6 a partita) e contrasti riusciti (3,7 a partita), a dimostrazione di un atteggiamento molto aggressivo (che gli è costato anche due cartellini rossi in questa stagione) che renderà il suo duello con Di Maria molto interessante.

Ovviamente il duello Di Maria-Marçal non è l'unico spunto di interesse della partita, Rudi Garcia dopo alcuni miglioramenti dati alla squadra nelle settimane successive al suo arrivo, ha dovuto fronteggiare nuove difficoltà, in particolare gli infortuni di Depay e Reine-Adelaide (i migliori per dribbling riusciti del Lione fino al loro infortunio, rispettivamente 2 e 2,5 dribbling/partita) che lo hanno costretto a rivedere i meccanismi della sua squadra ed anche degli uomini da utilizzare dando maggiore spazio ai giovanissimi Caqueret e Cherki per cercare di avere diverse soluzioni per sfondare le linee difensive avversarie per vie centrali (assieme ad Aouar, 2,8 dribbling a partita).

Inoltre la sfida di Parigi sarà da considerare come una prova generale per il Lione in vista dell'ottavo di finale contro la Juventus e capire se gli aggiustamenti in termini di uomini e strategia saranno sufficienti a mettere i bastoni tra le ruote di squadre con maggiori risorse tecniche e permettere alla società di incrementare il valore dei suoi giovani per continuare ad alimentare la crescita economica del club e poter realizzare la grande strategia di fronteggiare ad armi pari il PSG a livello economico. L'età media dei giocatori schierati dal Lione in questa stagione è la terza più giovane alle spalle solo di Nizza e Lille, anche loro con proprietà che intendono portare avanti la stessa strategia per colmare nel lungo periodo il gap economico con il PSG.

COSA ALTRO VEDERE?

PORTO-BENFICA (SABATO ORE 21.30)


In Portogallo va di scena il grande classico tra il  Porto ed il Benfica allo stadio Dragao, è la sfida tra le prime due in classifica ed è l'unica chance, probabilmente, nelle mani di Sergio Conceiçao per riaprire il campionato, visto che la sua squadra è distante 7 punti rispetto alle aquile, le quali stanno dominando il campionato grazie alle 18 vittorie in 19 partite, con l'unica sconfitta arrivata proprio nella gara d'andata. A livello di rendimento, tuttavia, le distanze non sono così ampie, come d'altronde dimostrato dalla gara d'andata, a livello tecnico/tattico le due squadre hanno poche differenze, il che potrebbe rendere questa partita una sfida di duelli individuali anziché di strategie di squadra.

Il Benfica fa molto affidamento sulla tecnica dei propri giocatori principali, cossi Pizzi e Cervi, i quali giocano esterni nel 4-4-2 di Bruno Lage con il compito di accentrarsi ed associarsi con le punte Rafa Silva e Carlos Vinicius, lo sfogo sugli esterni è dato dai terzini Andre Almeida a destra e, soprattutto, Grimaldo a sinistra, la difesa è supportata dal lavoro della coppia di mediani davanti alla difesa, ruolo in cui il Benfica ha deciso di rimediare alla partenza di Gedson Fernandes direzione Tottenham con l'acquisto di Julian Weigl dal Borussia Dortmund, giocatore che aggiunge anche pulizia all'uscita palla. 

Stesso canovaccio tattico per il Porto di Conceiçao, anch'esso basato su un 4-4-2, tuttavia le assenze nelle ultime settimane e la flessibilità del tecnico rispetto allo schieramento avversario lo porta alcune volte a modificare lo schieramento, come avvenuto la scorsa settimana a Setubal dove si è schierato con il 4-3-3. In fase di possesso il gioco parte dai due centrali con Danilo Pereira a supporto, subito dopo si cerca la verticalizzazione per vie centrali con "Tecatito" Corona che da ampiezza a destra (partendo da esterno basso o da ala) ed Otavio che si accentra (partendo da destra o sinistra, dipende dallo schieramento proposto da Conceiçao) per associarsi con le due punte Marega e Tuquinho Soares, l'ampiezza a sinistra è data dall'ex interista Alex Telles che, in questa stagione, ha al suo attivo 6 goal e 5 assist.

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