Showing posts with label Galatasaray. Show all posts
Showing posts with label Galatasaray. Show all posts

Friday, 9 April 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, Ep. 24




Ogni weekend inizia ad essere sempre più decisivo per le sorti dei vari campionati, così ogni match diventa importante per consolidare determinate situazioni di classifica o per cercare di inseguire sogni di gloria inattesi all'inizio di questa strana stagione. 

Per esempio in Premier la lotta per la Champions è sempre più intrigante e si incrocerà con una nuova sfida per Mourinho contro il suo passato più recente in Tottenham-Manchester United, con la Liga che potrebbe vivere un turno di campionato che può diventare un instant classic con il Clasico a Madrid e l'Atletico chiamato a mantenere la vetta contro un Betis le quotazioni sono in piena ascesa e la Bundesliga che mette di fronte Wolfsburg ed Eintracht che, oltre a promettere spettacolo, potrebbe dirci se potrà esistere una lotta per accedere ai primi 4 posti oppure no.

Diversi sono i temi emersi nelle ultime settimane, per questo la scelta delle partite da seguire in questo weekend segue questa doppia falsariga: da una parte i motivi di classifica, dall'altra la verifica di spunti tecnici emersi negli ultimi giorni.

LIGUE 1, METZ - LILLE (VENERDI' ORE 21)

Il campionato francese è senza dubbio uno dei più avvincenti d'Europa vista la grandissima lotta al vertice che, a 7 giornate dalla fine, vede ancora 4 squadre in lotta per il titolo divise tra di loro da appena 5 punti: in questa situazione chi ha dato una grande frustata è stato il Lille che, nello scorso weekend, ha espugnato il Parco dei Principi mettendo 3 punti tra se ed il Paris-Saint Germain. 

Questa sera la formazione di Galtier sarà chiamata a confermare la vetta della classifica in un impegno tutt'altro che comodo sul campo di una delle squadre più interessanti del campionato, ossia il Metz di Antonetti. 

Dopo un inizio complicato di stagione la squadra lorena ha iniziato a risalire la classifica con una serie di prestazioni solide e convincenti che l'hanno portata, ad un certo punto, ad essere in piena corsa per un posto in Europa nella prossima stagione: dopo la serie negativa di 1 punto nelle ultime 4 partite, tuttavia, gli uomini di Antonetti hanno perso terreno in questa lotta a vantaggio di Lens, Marsiglia e Rennes e facendosi superare anche dal Montpellier, squadre che sembrano, al momento, meglio attrezzate per il raggiungimento di questo obiettivo.

Del Metz avevo anche scritto in precedenza mettendo in risalto la grande capacità del club di costruire talenti in casa da cedere poi a squadre con maggiore forza economica: questo non ha mai consentito alla squadra granata di ambire a posizioni di classifica particolarmente nobili, anzi per molto tempo la squadra ha dovuto vivacchiare nella Ligue 2. Da quel momento le prestazioni di alcuni suoi elementi si sono ulteriormente innalzate: su tutti si stanno distinguendo, oltre al terzino destro Centonze, di cui avevo parlato precedentemente, il centrocampista centrale Pape Sarr, classe 2002, giocatore dalla grande facilità di calcio e che può sfruttare il suo fisico al meglio in fase di interdizione, ed il trequartista algerino Farid Boulaya, dalle cui giocate dipendono le fortune offensive della squadra.

Il trequartista algerino è l'elemento che rifinisce il gioco della squadra: se andiamo a vedere le statistiche del Metz in questa stagione, Boulaya è per distacco il giocatore che genera il maggior numero di expected assist ed è anche il secondo per xG prodotti dalla squadra. In alcune partite la forza di Boulaya è stata forse anche il limite in fase offensiva della formazione granata: qualora l'avversario si mostra in grado di limitare il giocatore algerino, la squadra fatica a rendersi pericolosa. Una dimostrazione è arrivata proprio dall'ultima partita di campionato persa a Montecarlo, dove il Metz non è mai stato in grado di rendersi pericolosa a causa del fatto che il movimento senza palla delle punte svuotava del tutto l'area di rigore avversaria; quando invece Boulaya riesce a pulire i possessi ed a coinvolgere gli esterni, allora il Metz riesce a portare un numero sufficiente di giocatori in avanti per creare pericoli. 

Di Pape Sarr, invece, impressionano le sue qualità balistiche: è già andato a segno per 3 volte in questa stagione (due volte in campionato, una volta in Coppa di Francia, dove ha realizzato questo bellissimo goal), mostrando tutta la sua qualità nel tiro da fuori area, tutte situazioni generate, come detto precedentemente, dalla capacità del Metz di riuscire a creare pericoli quando riesce ad attaccare l'area con diversi uomini abbassano così le linee avversarie: questo crea spazio per le conclusioni da fuori del centrocampista senegalese che, grazie alle sue prestazioni, ha anche esordito nella nazionale maggiore nelle qualificazioni per la Coppa d'Africa disputate due settimane fa. 

Il Lille, invece, arriva a questa gara reduce dalla pesantissima vittoria ottenuta a Parigi sabato scorso in una partita in cui la squadra di Galtier ha mostrato tutte le proprie capacità di generare le proprie migliori prestazioni quando può giocare in transizione. Per buonissima parte della partita, le volate di David, di Bamba e di Ikone hanno fatto saltare i meccanismi difensivi del PSG. 

La squadra di Galtier è stata più volte oggetto di mie analisi in questi mesi proprio per la sua specificità di squadra che pur cercando di evolversi all'interno di contesti in cui è chiamata a fare la partita è molto a proprio agio quando può agire in transizione o quando ha spazio per innescare la velocità dei suoi attaccanti.

Nell'esempio qui proposto vediamo come la squadra di Galtier sappia compattarsi nel suo 4-4-2 in fase di non possesso chiudendo ogni via d'accesso centrale per poi aggredire non appena l'avversario accetta di utilizzare le vie esterne; in transizione fa il resto la capacità di smarcamento alle spalle del terzino da parte di David e la velocità di Bamba ed Ikone. La partita con il PSG di sabato scorso si è giocata tutta su questa falsariga. Come si evince il Lille quando è senza palla ha un piano molto preciso e difficile da aggirare, al contrario quando è costretta a fare la partita le cose cambiano, specie quando non sono disponibili Yazici e Luiz Arajo, giocatori la cui tecnica e la capacità di gestire il pallone anche in spazi stretti ha permesso di portare a casa partite in cui la squadra di Galtier ha dovuto affrontare a sua volta squadre dal baricentro basso.

Dopo la vittoria di Parigi, dunque, per il Lille è il momento di giocarsi in queste giornate finali le proprie chance di portare a casa un titolo che avrebbe del clamoroso: il Metz ha bisogno, dal canto suo, di tornare a fare punti e per i suoi elementi più giovani è la partita ideale per mettersi in vetrina e mostrare il proprio valore. Non si prospetta una partita ricca di goal e di emozioni, ma sarà interessante vedere come le due squadre saranno in grado di affrontare un piano partita scomodo per entrambe.


BUNDESLIGA, BAYERN MONACO - UNION BERLINO (SABATO ORE 15,30)

Con la vittoria ottenuta a Lipsia nello scorso weekend il Bayern Monaco ha sostanzialmente ipotecato il nono titolo consecutivo andando a +7 sulla squadra di Nagelsmann. Fuori dalla Coppa di Germania, la squadra di Flick potrà adesso focalizzarsi sulla Champions League e cercando di gestire le forze in campionato potendo, appunto, sfruttare un vantaggio in classifica facilmente gestibile. In questo weekend, tuttavia, arriva un test molto serio per i bavaresi che dovranno affrontare l'Union Berlino, grande rivelazione di questa stagione che spera di poter chiudere la stagione addirittura sperando in un clamoroso piazzamento in zona Europa.

La formazione di Flick deve affrontare questa fase della stagione senza il suo centravanti Robert Lewandovski, un'assenza che ha un impatto non di poco conto per la squadra bavarese e che ben è stata riassunta dalla partita di Champions contro il PSG. Mentre nella partita contro il Lipsia dello scorso weekend il Bayern era riuscito a limitare l'assenza del centravanti polacco con una prestazione difensiva molto attenta sia a livello di reparto che a livello individuale che le ha permesso di capitalizzare al meglio la rete di Thomas Muller, la grande forza offensiva della formazione parigina ha messo, invece, a serio repentaglio la difesa della Champions vinta nella scorsa stagione.

Fonte dati FbRef StatsBomb
Le problematiche difensive dell'approccio voluto da Flick dal primo giorno in cui si è insediato all'Allianz Arena sono ben conosciute, tanto da rendere il Bayern una delle squadre maggiormente perforabili a livello europeo anche in confronto con squadre aventi lo stesso stile di gioco. Come si evince dal grafico elaborato qui di fianco, tra le squadre presenti nel quadrante in alto a destra, ossia quelle che esercitano maggiore pressione nella parte più alta del campo, la squadra bavarese è quella che concede più tiri ed occasioni più nitide ai propri avversari proprio in virtù di una difesa alta che, se presa alle spalle, diventa molto perforabile.

Questo è ciò che è successo contro il PSG in settimana, dove una squadra con giocatori come Neymar e Mbappè hanno trovato terreno fertile contro la linea difensiva della squadra di Flick, tuttavia mentre questo difetto viene accettato nel momento in cui la produzione offensiva permette alla squadra di chiudere sempre con almeno un goal in più dell'avversario, l'assenza di Lewandovski ha inciso profondamente nella capacità di concretizzare l'enorme mole di gioco prodotta contro la squadra di Pochettino.

La squadra allenata da Fischer rappresenta un'eccellenza dell'organizzazione in campo: sono diverse le trasformazione che l'allenatore svizzero ha dato a questa squadra con lo scopo di farla evolvere e di esaltare le caratteristiche dei propri giocatori. Indipendentemente dallo schieramento in campo la squadra di Fischer cerca di alternare attacchi diretti ad una impostazione maggiormente ordinata con uno sviluppo delegato agli esterni Trimmel e Lenz (o Ryerson) e con la coppia di centrocampisti formata da Andrich e Promel che giocano scaglionati uno davanti all'altro, con il primo che supporta la fase di costruzione ed il secondo che avanza alle spalle della seconda linea di pressione avversaria. Il passaggio alla difesa a 3 nasce dall'opportunità di usufruire in fase di impostazione di un piede educato come quello di Nico Sclotterbeck, centrale difensivo che può anche disimpegnarsi da terzino sinistro che abbiamo anche visto con la maglia della Germania nel recente europeo Under 21, e che ha saltato buona parte della stagione a causa di un grave infortunio muscolare. 








Fonte dati FbRef / StatsBomb
Questa organizzazione ha permesso di creare una squadra in grado di coprire sempre il campo nel modo migliore ed allo stesso tempo continuare a perseguire la strategia di lasciare l'onere del possesso palla all'avversario. A dimostrazione della specificità e dell'efficacia di questa squadra, i numeri mostrano come a livello dei principali campionati europei, l'Union Berlino sia l'unica squadra con un dato di possesso palla medio sotto al 50% a concedere meno di 10 tiri a partita, ma soprattutto con un pericolosità molto bassa (sulla base degli xG subiti per tiro) e con un saldo di xG a proprio favore, dato non riscontrabile in nessuna delle squadre presenti nella parte sinistra di questo grafico.

Per un Bayern che, quindi, si trova in mezzo a due sfide delicate di Champions, la partita contro una squadra ben organizzata come l'Union potrebbe essere un ostacolo molto più complicato del solito, per cui si prospetta una partita molto aperta e che potrebbe regalarci anche una sorpresa viste le difficoltà dovute alle assenze per la formazione di Flick.

SUPER LIG, GALATASARAY - FATIH KARAGUMRUK (SABATO ORE 18)

Il campionato turco è un campionato che sta vivendo quello che possiamo definire un vuoto di potere: non c'è una squadra che domini il campionato (seppur il Besiktas ha preso la testa della classifica con un certo margine) in questa stagione, una situazione opposta a quella politica, dove il potere è nelle mani di una sola persona la cui squadra, però, dopo aver vinto il campionato nella scorsa stagione, si trova addirittura invischiata nella lotta per non retrocedere.

Per questa ragione le tre grandi tradizionali di Turchia si stanno giocando il titolo ma senza, tuttavia, esaltare gli osservatori. Alle spalle di questo terzetto, ricolmo di giocatori in grado di fare la differenza sul suolo turco, si stanno affacciando diverse realtà interessanti che intendono modernizzare il tipo di calcio espresso in campionato, e tra queste esiste una squadra presa in consegna da un allenatore italiano, Francesco Farioli, ossia il Fatih Karagumruk, che l'ex assistente di De Zerbi al Sassuolo ha preso in consegna da un paio di settimane e che si prepara ad affrontare il Galatasaray all' Ali Sami Yen.

La squadra di Fatih Terim è reduce da due pesanti sconfitte consecutive ed una serie negativa con una sola vittoria nelle ultime 5 partite che ha fermato la corsa dei giallorossi che vincendo a febbraio il derby contro il Fenerbache (allora capolista) e vincendo sul campo dell'Alanyaspor, ex squadra di Farioli, aveva chiuso il mese di febbraio in testa alla classifica. 

Fonte passmap 11Tegen11
I movimenti sul mercato di gennaio hanno completato la squadra rendendola ancora più vicina ai princìpi di gioco di Terim basati sul possesso palla e sulla ricerca del gioco tra le linee per poi colpire in profondità, così a gennaio è stato ceduto Diagne al WBA in Premier League (dove non si sta comportando affatto male) sostituendolo con l'egiziano Mohammed, attaccante molto più mobile e molto più propenso ad attaccare la profondità al pari del nigeriano Onyekuru. Non è un caso che i guai siano iniziati nel momento in cui Feghouli, l'uomo deputato al gioco tra le linee e rifinitore principale nelle idee di Terim, è stato licenziato dal club per le critiche espresse al club in relazione alla tenuta del terreno di gioco dell' Ali Sami Yen. La vicenda non può non aver influito sulla squadra che ha perso un riferimento importante nello sviluppo del gioco, tanto da far perdere anche equilibrio tattico alla squadra che da allora fatica a risalire il campo con la stessa facilità che il trequartista algerino garantiva.

Dall'altra parte Farioli ha preso in consegna il Karagumruk da due settimane dopo aver iniziato la stagione da assistente presso l'Alanyaspor, squadra che per buona parte della stagione è stata anche in vetta alla classifica. Farioli ha un percorso professionale molto diverso rispetto ad altri allenatori italiani, visto che si è formato all'accademia del Barcellona per poi iniziare la propria carriera da assistente di Roberto de Zerbi, contribuendo, da allenatore dei portieri, alla crescita di Andrea Consigli nel gioco con i piedi. Nel suo periodo in Anatolia da vice-allenatore la scuola barcellonista assieme a quella di De Zerbi è stata ben visibile nello stile di gioco dell'Alanyaspor che, infatti, ha il dato di possesso palla più alto del campionato (58,9%) ed anche il dato più alto nei tiri effettuati (15,9 a partita). 

Ora Farioli è chiamato a portare le proprie idee di gioco dall'Anatolia alla periferia di Istanbul, dove ha trovato una squadra che, da neopromossa dopo 36 anni nelle leghe inferiori, ha deciso di puntare su una strategia di mercato molto singolare basata sull'acquisizione di diversi giocatori a parametro zero, di cui gran parte con un passato recente o meno nel campionato italiano: per citarne alcuni abbiamo Lucas Biglia, Fabio Borini, Andrea Bertolacci, Emiliano Viviano e Edin Zukanovic. 

Nelle due partite sin qui disputate si è già vista la mano del tecnico italiano che, con Viviano e Biglia ha i giocatori ideali per perseguire la ricerca del controllo del gioco tramite la costruzione dal basso ed il mantenimento del possesso palla (già oltre al 60% in entrambi i match fin qui disputati). Nei fermo immagine che ho selezionato, presi dalla partita vinta martedì contro l'Hatayspor, si nota subito uno schieramento in costruzione 2+3 molto simile a quello che De Zerbi propone a Sassuolo, così come vediamo le linee che si alzano in assenza di pressione avversaria con Viviano che gestisce il pallone anche diversi metri fuori dall'area di rigore. Ovviamente questi sono solo piccoli accorgimenti e certamente ci sarà da aspettarsi ulteriori evoluzioni, per questo sarà molto interessante capire il percorso di Farioli e di questa squadra che, a sorpresa, è in corsa per un posto in Europa nella prossima stagione.


SERIE A, SAMPDORIA - NAPOLI (DOMENICA ORE 15)

I due recuperi infrasettimanali della serie A hanno finalmente chiarito il quadro della situazione per le prime posizioni: l'Inter è partita in fuga ed ha messo tra se e le proprie avversarie un margine oltre i 10 punti che le dovrebbe permettere di festeggiare il diciannovesimo scudetto anche con un discreto anticipo rispetto alla fine del campionato; per la zona Champions, invece, si è creato un gruppo molto compatto che parte dal Milan secondo in classifica e raggiunge le due romane al sesto e settimo posto più staccate. In questo momento la squadra che ha le uniche reali chance di cambiare l'ordine delle prime quattro posizioni è il Napoli di Gennaro Gattuso, reduce dalla sconfitta contro la Juventus di mercoledì che ha nuovamente ridimensionato le possibilità della formazione partenopea fermando un periodo di forma molto positivo: per questo motivo la trasferta a Marassi contro la Sampdoria rappresenta una sfida quasi decisiva per le ambizioni Champions.

Fonte statistiche WhoScored
La Sampdoria grazie alla vittoria contro il Torino prima della pausa ha messo in ghiaccio l'obiettivo minimo della salvezza, una condizione che ha permesso, finalmente, alla squadra di Ranieri di giocare una partita molto più spigliata in casa del Milan dove abbiamo potuto nuovamente ammirare le giocate di Manolo Gabbiadini, che sembra recuperato dai tanti infortuni di quest'anno, ma soprattutto quelle di Mikkel Damsgaard, il talento danese classe 2000 che, dopo essere stato messo inspiegabilmente ai margini nelle ultime settimane, si è imposto con forza con la maglia della Danimarca nell'ultima pausa per le nazionali, costringendo Ranieri a ridargli una maglia da titolare. Come si evince dalle statistiche, il giocatore danese rientra tra quella categoria di giocatori che in serie A sembrano essere in via di estinzione, ossia quelli che cercano di risolvere una situazione di duello con l'avversario mediante il dribbling: la statistica che ho riportato riguarda gli under 23 del nostro campionato in cui il danese si inserisce al terzo posto come dribbling tentati a partita. Spesso Ranieri ha scelto di relegarlo in panchina per poter avere in campo un 4-4-2 più ortodosso ed equilibrato, ma adesso che la classifica da meno pressioni potrebbe essere l'occasione per vedere una squadra più propositiva, sulla falsariga di quella vista a Milano, pronta ad esaltare le doti del danese.

Per il Napoli, invece, la trasferta di Torino nell'infrasettimanale ha mostrato nuovamente alcune lacune della squadra sia in termine di copertura dei ruoli che in termini di alcune scelte a livello individuale da parte dei calciatori. 

Fonte PlayerankBot
Come si evince dalle elaborazioni relative a come il Napoli ha coperto il campo e come ha gestito il pallone, si nota come praticamente la squadra azzurra non è stata in grado di utilizzare la fascia sinistra in fase offensiva, con Insigne chiamato a giocare la palla anche in zone molto basse del campo per far tentare di far progredire l'azione mentre, al contrario, la fascia destra grazie a Di Lorenzo e Lozano prima e Politano poi ha sviluppato meglio l'azione. Tuttavia, come si evince dal grafico relativo allo stile di gioco, il Napoli ha fatto fatica ad avanzare il campo: chi ha visto la partita ha potuto osservare come i centrocampisti raramente si sono assunti il rischio di tentare la giocata in profondità per il giocatore messicano, il cui mismatch in termini di velocità con Alex Sandro avrebbe potuto generare maggiori pericoli per la porta di Buffon ma così non è stato.

Per vincere a Genova contro la Samp il Napoli dovrà ritrovare una maggiore cattiveria intesa nel senso di maggiore propensione al rischio da parte dei propri centrocampisti nel muovere con maggiore rapidità il pallone: Ranieri è un allenatore molto abile nel costringere gli avversari a giocare male e sotto ritmo, una condizione in cui il Napoli ha mostrato di essere a forte disagio e contro la Juventus e nel resto della stagione, per cui sarà uno scontro molto interessante a livello tattico ed anche tecnico.

Friday, 5 February 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 16


Come già accennato nelle scorse settimane, il mese di gennaio ha fornito le sue sentenze dicendoci che la Bundesliga e la Liga sono ormai nelle mani di Bayern Monaco (capirai che sorpresa) e di Atletico Madrid (sorpresa fino ad un certo punto visto il loro andamento post-lockdown), la Premier League sembra tornare nelle mani di Guardiola, mentre in Francia ed in Italia c'è ancora grande incertezza. In serie A la situazione era anche preventivabile alla vigilia viste le difficoltà che la Juve sta avendo nel cercare di cambiare pelle, certo per chi ama l'alternanza al potere non è bello sapere che il campionato se lo giochino la Juve e le due milanesi, ma almeno abbiamo uno scenario più equilibrato rispetto agli ultimi anni; in Ligue 1, invece, la grande crescita di compagini come Lille, Lione ed altre alle spalle del PSG hanno permesso, per il momento, di colmare il gap tecnico, tanto che la squadra ora allenata da Pochettino si trova al terzo posto in classifica.

Fatta questa opportuna premessa, entriamo nel mese di febbraio, ossia il mese in cui rientrano in gioco le coppe europee, per questo motivo i miei consigli per il weekend si focalizzeranno, per la maggior parte, su squadre che tra un paio di settimane giocheranno per testare le proprie ambizioni al di fuori dei confini nazionali.


SUPER LIG, FENERBAHCE-GALATASARAY (SABATO ORE 17)

Ovviamente partiamo con l'eccezione alla regola rispetto a quanto scritto sopra, tuttavia il sentitissimo derby di Istanbul non poteva certo passare inosservato in questo weekend. Poche settimane fa avevo inserito tra i miei consigli un altro derby della vecchia Costantinopoli, tuttavia questo rappresenta probabilmente quello più sentito, visto che parliamo dello scontro tra la parte europea della città e quella asiatica.

Il Fenerbahce si presenta a questa sfida come la squadra del momento, sia perché è stata in grado di prendersi la vetta della classifica nello scorso weekend sfruttando la sconfitta del Besiktas contro il Trabzonspor, sia perché è stata la grande protagonista del mercato con l'acquisto di Mesut Ozil che, dopo essere stato messo fuori rosa all'Arsenal, proverà a rilanciarsi in quella che è la sua squadra del cuore.

L'arrivo del trequartista tedesco, oltre che per la ragioni affettive, assume una certa importanza a livello tecnico per la squadra allenata da Erol Bulut che potrebbe inserire Ozil nel 4-2-3-1 che sembra essere il modulo base della squadra, costruita per giocare in ampiezza e sfruttare le qualità del piede sinistro di Erkin sui cross e sui calci piazzati.

Fonte statistiche WhoScored
Il terzino sinistro turco è sostanzialmente la principale fonte di azioni pericolose per il Fenerbahce grazie ai suoi cross (2,7 riusciti a partita) che generano 2,7 passaggi-chiave a partita, rendendolo il secondo giocatore del campionato per questa statistica alle spalle dell'esterno offensivo del Basaksehir Edin Visca.

Questo approccio meno basato sulla ricerca del possesso e maggiormente basato sulla ricerca più rapida di un pallone giocabile in area di rigore è maggiormente visibile negli scontri diretti disputati finora dalla squadra giallo-blu, dove Bulut preferisce lasciare il possesso all'avversario per poi cercare di servire gli esterni nel tentativo di generare pericoli: una strategia che ha funzionato, per esempio, contro l'Alanyaspor, sicuramente la squadra più propositiva dell'intero campionato, partita vinta per 2-1 sfruttando al meglio un blocco compatto davanti all'area di rigore per poi trovare la giocata vincente in contropiede o con una giocata individuale. Il piano ha funzionato, dunque, ma gli arrivi di Ozil e, nell'ultimo giorno di mercato, di Kahveci dal Basaksehir mostrano come il club ritenga necessario migliorare la qualità della squadra in fase di possesso.

Di tutt'altro genere, invece, il calcio che Fatih Terim cerca di proporre sulla panchina del Galatasaray. Dello stile di gioco imposto dall'ex tecnico di Milan e Fiorentina ne avevo fatto accenno nel post precedente alla partita contro il Besiktas. Quella partita fu persa poiché Terim, nel tentativo di dare alla squadra quel senso di controllo del pallone, ha infarcito il centrocampo di giocatori di grande tecnica ma non propriamente propensi al movimento senza palla e, soprattutto, a correre all'indietro in caso di palla persa, ne è emersa una sfida in cui il Besiktas ha mostrato maggiore dinamismo al punto di soffocare con il proprio pressing il possesso della squadra di Terim (76% di passaggi riusciti contro l'84% di media), portando a casa il successo.

Fonte dati SofaScore
Dopo la sconfitta il club ha capito che qualche cambiamento era necessario sfruttando la sessione di calcio mercato di gennaio, e così con la cessione del centravanti Diagne al WBA, il club ha deciso di riportare in prestito all'Ali Sami Yen il nigeriano Onyekuru che si è presentato in ottima forma nella sua gara d'esordio nello scorso weekend sul campo del Gaziantep realizzando, da subentrato, la doppietta che ha regalato agli uomini di Terim la terza vittoria consecutiva dopo la sconfitta contro il Besiktas rientrando, così, in corsa per la vittoria finale.







Fonte heatmap SofaScore
Con la decisione, dunque, di togliere dallo scacchiere tattico una punta relativamente prolifica come Diagne ma che amplifica la staticità della squadra in alcune situazioni (la heatmap stagionale del senegalese acquistato dal WBA mostra come sia a suo agio esclusivamente al centro dell'area di rigore), Terim sta cercando di chiudere il cerchio nella trasformazione della sua squadra limandone le inefficienze tecniche. 

Oltre alla rivalità sportiva, e non solo, tra le due compagini, esiste anche un enorme motivo di interesse tecnico visto il diverso stile di gioco espresso dalle due squadre che, però, stanno cercando di uscire dal proprio guscio costruito in questa prima parte di stagione per cercare di migliorarsi. E cosa ci sarebbe di meglio che vincere e/o dominare il derby più sentito della città per rilanciare in maniera definitiva le proprie ambizioni?


BUNDESLIGA, HOFFENHEIM-EINTRACHT FRANCOFORTE (DOMENICA ORE 15,30)

In una Bundesliga in cui la lotta per il primo posto si può ritenere (come da previsioni della vigilia) chiusa, è particolarmente esaltante la lotta per i 3 restanti posti in Champions, con il Dortmund che ha subito un'involuzione rispetto agli anni precedenti al punto da essere risucchiata da un gruppo di squadre ben costruite e dalla spiccata identità moderna. Tra queste squadre c'è l'Eintracht Francoforte di Adolf Hutter che, in questo 2021, ha messo in piedi una serie positiva di 5 vittorie in 6 partite che l'ha portata fino al quarto posto in classifica.

Avversario della squadra di Francoforte sarà l'Hoffenheim, che non ostante una classifica non particolarmente interessante, sta mostrando un interessante proposta calcistica e, soprattutto, è ancora in corsa in Europa League, dove affronterà nei sedicesimi di finale i norvegesi del Molde.

La squadra di proprietà del colosso informatico SAP è allenata da Sebastian Hoeness, nipote del dirigente del Bayern Monaco che ha costruito la squadra attorno ad una difesa a 3 e due punte con in mezzo diverse soluzioni che variano a seconda della partita e degli interpreti, con un triangolo che può essere composto da un vertice davanti alla difesa e due mezzali oppure invertito con due centrocampisti centrali ed un trequartista.

Come si evince dal fermo immagine a fianco, il sistema con la difesa a 3 permette alla squadra di Hoeness di risalire il campo sfruttando al meglio l'uscita dal terzo difensivo mediante l'uso del gioco laterale: il centrale difensivo di parte, l'esterno e la mezzala formano un triangolo che permette un'uscita del pallone pulita anche in azioni di pressing alto. Difatti l'avversario non può permettersi di lasciare libero il centrale difensivo di impostare, questo perché permetterebbe la possibilità di imbeccare la mezzala con un passaggio taglia-linee (e Adams e Posch, i "braccetti" dell'Hoffenheim sono molto abili nel giocare il pallone) se non addirittura una delle due punte (come si può evincere dalla disposizione in campo della squadra nel fermo immagine di sotto). Onde evitare questo tipo di situazioni è sempre l'esterno ad avere maggiori possibilità di ricezione, attivando, dunque, il meccanismo delle catene laterali che riescono a disordinare l'avversario permettendo di trovare spazi in zona rifinitura che possono essere sfruttati dagli attaccanti. Questo tipo di schieramento direi che rappresenti la scelta definitiva di Hoeness in relazione allo schieramento della squadra in campo, visto che i continui cambi di modulo effettuati in corso di stagione hanno portato ad una discontinuità di risultati che ha allontanato la squadra dalla prima metà della classifica.

Fonte tabella Understat
Le modifiche apportate dal tecnico hanno anche un risvolto a livello difensivo: l'Hoffenheim aveva un atteggiamento molto più aggressivo in fase di possesso con pressioni in zone più alte di campo a contestare sin dal principio il possesso avversario. Tuttavia questa scelta non sempre ha raccolto dei dividendi, anzi, sovente l'avversario di turno è arrivato con facilità nelle trequarti esponendo eccessivamente la difesa (l'Hoffenheim al momento è penultimo come xG subiti sulla base dei dati Understats). Per questo motivo Hoeness nelle ultime giornate è tornato sui propri passi richiedendo alla squadra un atteggiamento più conservativo in fase di non possesso (basta osservare il dato del PPDA dal momento del passaggio definitivo alla difesa a 3) che è bastato per recuperare un po' di terreno in classifica. La trasferta sul campo del Bayern lo scorso weekend ha nuovamente "sporcato" i numeri difensivi che sembravano in miglioramento, tuttavia la squadra ha mostrato di essere stata in partita per buona parte del match ed il 4-1 finale non ha rispecchiato fedelmente quanto visto in campo.

Dall'altra parte abbiamo una delle squadre del momento in Bundesliga, ossia l'Eintracht Francoforte di Adi Hutter che, dopo una buona parte del girone di andata in cui è andato alla ricerca dell'assetto giusto e di una continuità di rendimento che sembrava non arrivare, sembra aver trovato la quadratura del cerchio con il passaggio definitivo al 3-4-2-1 con Younes e Kamada alle spalle di Andre Silva. 

Questo schieramento ha innalzato le prestazioni dell'ex Napoli e del giapponese portando il tecnico austriaco alla scelta di far passare il club all'incasso con la cessione di Bas Dost al Bruges e sostituirlo con il prestito di Luka Jovic, cavallo di ritorno dal Real Madrid.

Dai fermo immagine a fianco si può notare il modo in cui l'Eintracht costruisce  le proprie azioni e genera i pericoli: il pattern è quello di creare un sovraccaricare un lato (con l'esterno, il braccetto ed il centrocampista di lato o, come nel secondo esempio, con l'esterno ed i due centrocampisti centrali), i due trequartisti occupano lo spazio tra le linee che deve impegnare le due linee avversarie liberando spazio sul lato debole, attivato da un cambio di gioco o da una rapida trasmissione del pallone da un lato all'altro del campo.

Con questo schieramento in campo la squadra di Hutter ha trovato il modo migliore per generare opportunità da rete, ma soprattutto ha iniziato a trovare con facilità la via della rete ed a portare a casa vittorie su vittorie, tanto che in una classifica virtuale del 2021 della Bundesliga l'Eintracht è in testa con 16 punti in 6 partite, 1 punto avanti al Bayern e 2 sul Borussia Moenchengladbach.

Fonte dati Understat
A trarre vantaggio da questo nuovo approccio non sono solamente i risultati, ma anche la fase difensiva: secondo i dati Understat l'Eintracht nel 2021 è la squadra che concede il minor numero di xG e, nonostante l'underperformance statistica, è la miglior difesa in coabitazione con Union Berlino, Wolfsburg e Werder Brema.

Inoltre, in questo contesto offensivo così qualitativo, sta trovando un'annata particolarmente prolifica l'ex milanista Andre Silva che, in questo 2021 sta addirittura tenendo testa, a livello realizzativo, niente meno che a Lewandovski.





La partita di Sinsheim, dunque, rappresenta un incrocio molto interessante tra due squadre che stanno trovando una propria continuità a livello di prestazioni e di strategia di gioco. Entrambe le contendenti amano utilizzare la zona tra linee di centrocampo e difesa per generare pericoli, la capacità delle due squadre di limitare l'accesso a quella zona di campo darà vita ad un duello tattico parecchio divertente che metterà alla prova le ambizioni di entrambe le squadre, da una parte per arrivare pronti all'imminente impegno Europeo, dall'altra parte per concretizzare quello che sarebbe il sogno sfumato per poco due stagioni fa: l'accesso alla Champions League.


PRIMEIRA LIGA, SPORTING BRAGA-PORTO (DOMENICA ORE 17)

A volte il calendario regala degli incroci che sembrano dettati dalla sceneggiatura di un film in cui si intrecciano storie che sembrano lontane ed invece appartengono tutte allo stesso disegno. Nel weekend in cui in Italia si incrociano Juventus e Roma, in Portogallo si incrociano le relative avversarie negli impegni europei: il Braga sarà impegnato contro i giallorossi nei sedicesimi di Europa League, i Dragoes affronteranno la squadra di Pirlo negli ottavi di Champions.

Il Braga si presenta a questa sfida allo scopo di avvicinare proprio la squadra di Conçeicao, al momento rimasta come unica credibile contendente al titolo alle spalle dello Sporting Lisbona, il cui allenatore Ruben Amorim è l'ideatore della squadra che oggi il Braga propone in campo nazionale ed europeo con importanti ambizioni.

L'attuale allenatore Carlos Carvalhal ha ereditato da Amorim il 3-4-3 rimodellandone lo schieramento ma mantenendo inalterata la strategia di gioco. Il tecnico, tra l'altro nativo della città del nord del Portogallo, alterna al 3-4-3 un 3-4-2-1 o un 4-4-2 asimmetrico in cui, però, la strategia resta la stessa, ossia occupazione della trequarti avversaria in ampiezza e ricerca dell'uomo alle spalle della linea difensiva.

Indipendentemente, quindi, dallo schieramento di base, lo scopo della strategia offensiva del Braga è l'occupazione dei cosiddetti "contenitori", ossia i cinque corridoi che determinano il campo in ampiezza. Come si evince dai fermo immagine a fianco, i due esterni Galeno ed Esgaio giocano molto larghi ed in zona di campo molto avanzata, sostanzialmente all'altezza dei tre d'attacco (nel primo caso tre attaccanti, nel secondo caso due trequartisti ed una punta). Per questo motivo il Braga ha come scopo quello di far progredire il pallone per raggiungere lo spazio tra le linee avversarie, ovviamente determinati meccanismi cambiano in base agli interpreti in campo: nel primo caso gli attaccanti cercano di sfruttare la linea alta degli avversari per attaccarla alle spalle, nel secondo caso i due trequartisti si muovono tra le linee per innescare la palla filtrante in un secondo momento.

Le maggiori difficoltà, invece, la squadra di Carvahal le trova in fase di non possesso, dove si evince una ricerca del recupero del pallone in maniera aggressiva, come confermato dal dato relativo al PPDA, tuttavia questo atteggiamento non sempre raccoglie molti dividendi, anzi il Braga (pur subendo pochi tiri a partita) ne concede di molto pericolosi, come si evince dal posizionamento nel grafico sopra. Questo ha portato il Braga a lasciare per strada alcuni punti sanguinosi per strada in questa stagione rovinando un cammino che l'avrebbe ulteriormente avvicinata alla vetta, ora distante 9 punti.

Il Porto, invece, dovrà affrontare questa partita con la necessità di non lasciare punti per strada, visto che lo Sporting rischia seriamente di prendere il largo in classifica. In tutto questo Conçeicao sta lavorando a consolidare il sistema di gioco della squadra affinché sia pronto a giocarsi da qui al termine della stagione le proprie chances sia in campionato che nell'ottavo di finale di Champions.

Fonte passmaps Wyscout
Dall'analisi delle ultime partite emerge chiaramente qual è lo schieramento scelto dall'ex giocatore di Lazio, Parma ed Inter, ed anche un'idea di fondo degli uomini sui quali sta puntando. Lo schieramento è un 4-4-2 di base che in fase di possesso si trasforma nello scaglionamento che vedete raffigurato nelle passmaps qui di fianco.
I due centrocampisti centrali hanno sostanzialmente compiti diversi: Uribe ha il compito di restare ancorato ai due centrali difensivi, sia per aiutare l'uscita del pallone da dietro, sia per dare copertura contro eventuali transizioni; l'altro centrocampista,  Sergio Oliveira, ha un ruolo di supporto alla fase di sviluppo, testimoniato dai suoi 1,9 passaggi-chiave a partita, oltre ai 7 goal e 4 assist ed il lavoro a sostegno della catena di destra, ossia il lato di campo dove, assieme a Tecatito Corona, vengono costruite le principali opportunità da rete. L'altro lato di campo è quello utilizzato, invece, da Otavio o Luis Diaz, chiamati ad attaccare il lato debole generato dagli attacchi da destra o rifinire per l'attacco alla linea difensiva dei due attaccanti Marega e Taremi che, come abbiamo visto nel precedente post possono essere innescati anche dai lanci di Uribe.

La partita, dunque si prospetta di alto livello, alle specificità tattiche delle due squadre si aggiunge la variabile dei 3 punti in palio che iniziano ad essere molto pesanti; nella gara d'andata il Porto è riuscito a mettere a nudo le difficoltà della squadra di Carvahal, per cui vedremo quanto in questi mesi il Braga è cresciuto e se può essere una squadra in grado di dire qualcosa nella lotta per la Champions. Infine, come indicato in premessa, per Juventus e Roma questa sarà la partita ideale per capire i punti di forza e debolezza di queste due squadre in vista degli imminenti impegni europei.

PREMIER LEAGUE, SHEFFIELD UNITED-CHELSEA (DOMENICA ORE 20,15)

Una delle principali novità del 2021 è stata la scelta del Chelsea di esonerare Frank Lampard, reo di non essere riuscito ad inserire in squadra i grandi acquisti di questa estate (in particolare Werner ed Havertz) in quanto non è stato in grado di trovare una proposta di gioco adatta ai giocatori che il club gli ha affidato. Al suo posto è arrivato Thomas Tuchel, il cui compito resta tutt'altro che semplice viste le tante contraddizioni che questa squadra porta con se in termini di caratteristiche dei giocatori in rosa.

In questo weekend la squadra di Tuchel va ad affrontare lo Sheffield United ultimo in classifica in una trasferta meno semplice di quanto la classifica possa indicare. La squadra di Wilder ha avuto un girone d'andata davvero disastroso con 2 punti racimolati nelle prime 16 partite, uno score che ha portato le Blades ad una situazione di classifica disperata. 

Eppure vedendo giocare la squadra di Wilder lo schieramento ed i principi di gioco non sono mutati rispetto allo scorso anno, dove lo Sheffield United si è proposto alla Premier con il suo calcio fatto di inserimenti e sovrapposizioni il cui marchio di fabbrica era dato dagli sganciamenti dei due braccetti della difesa a 3 che andavano a proporsi in sovrapposizione con l'esterno di parte. 

Fonte dati FbRef/StatsBomb
Tuttavia un difetto che la squadra di Wilder si è portato dietro dalla scorsa stagione e che in questa si è acuito è quello relativo alla fase di finalizzazione. Il grande sforzo prodotto in fase di sviluppo della manovra non trova sufficiente riscontro nell'area di rigore avversaria. Per dare un maggior senso al discorso, il grafico a fianco mostra i valori offensivi della Premier League nelle ultime due stagioni: già dalla scorsa stagione lo Sheffield United concludeva poco (anzi, era la squadra con meno conclusioni effettuate in tutto il campionato) e questa mancanza non le ha permesso dopo il lockdown di dare seguito a quanto fatto nei primi 2/3 di stagione (quando le Blades veleggiavano in zona europea). In questa stagione la situazione è peggiorata in quanto il dato numerico delle conclusioni per partita è diminuito (pur essendoci il WBA quest'anno che fa peggio), a questo si aggiunge la diminuzione della pericolosità delle conclusioni (dato reso visibile dalla grandezza dell'indicatore) e soprattutto è anche aumentata la forbice tra reti realizzate e gli xG prodotti. Per cui non basta la diminuzione del volume e della qualità delle conclusioni, ma anche la capacità realizzativa è ulteriormente diminuita. Il rendimento nel corso delle ultime settimane, tuttavia, sembra essere migliorato: le 3 vittorie ottenute nell'ultimo mese ha ridato vigore agli uomini di Wilder, in particolare la vittoria sorprendente ad Old Trafford ha ridato fiducia alla squadra.

Nei pochi giorni di lavoro, invece, Tuchel ovviamente non ha potuto creare chissà cosa per mettere mano alle problematiche della sua squadra: sicuramente i test che ha dovuto affrontare finora gli hanno permesso di studiare bene le problematiche che la squadra ha, visto che ha dovuto affrontare avversari molto chiusi e che, quindi, concedono davvero pochi spazi, una situazione in cui il Chelsea ha mostrato di essere molto a disagio sotto la guida di Lampard. 

Fonte passmaps Between The Posts
Dall'analisi delle prime partite della gestione dell'allenatore tedesco ciò che si evince è che il percorso iniziato sembra prevedere una spina dorsale da cui iniziare la costruzione della manovra con tre giocatori a formare la linea difensiva e due centrocampisti davanti a loro. Come si evince dalle passmaps a fianco, il giocatore che sembra essere diventato centrale nelle idee dell'ex tecnico del PSG è Mateo Kovacic, giocatore in grado di saper svolgere diversi compiti in fase di costruzione e di sviluppo della manovra, non è un caso che il croato sia il giocatore con il maggior numero di passaggi progressivi in entrambe le partite. Altra chiave di lettura, che ha molto funzionato nella partita contro il Burnley, è quella di utilizzare l'ampiezza del campo per smuovere gli schieramenti bassi degli avversari, non è un caso che le due reti realizzate nella sfida di domenica scorsa portino la firma di Azpilicueta e Marcos Alonso, con quest'ultimo ripescato da Tuchel dal dimenticatoio in cui Lampard lo aveva lasciato. Insomma lo scopo del lavoro di Tuchel, al momento, sembra incentrato sul trovare il modo per liberare gli spazi per le giocate tra le linee per attivare la qualità dei vari elementi di cui dispone in rosa, la partita di Sheffield ci dirà, dopo 4 partite, lo stato di evoluzione di questo progetto, considerando che il 23 febbraio arriva la sfida all'Atletico Madrid in Champions League.


LIGA, BETIS-BARCELLONA (DOMENICA ORE 21)

Il weekend si chiude domenica sera con una sfida di grandissimo interesse tra il Betis di Manuel Pellegrini ed il Barcellona di Ronald Koeman, due squadre che in questo 2021 sembrano aver alzato il proprio rendimento dopo mesi alquanto turbolenti (per usare un gigantesco eufemismo). In campionato entrambe le squadre sono in serie positiva aperta.

Il Betis è schierato da Pellegrini da inizio stagione con un 4-2-3-1 abbastanza standard, la rosa sostanzialmente è la stessa su cui hanno messo le mani nelle ultime stagioni Quique Setien e Rubi, entrambi ne sono usciti con quelle mani scottate. In particolare quest'ultimo, reduce dalla grande stagione all'Espanyol, ha pagato le difficoltà con l'esonero pochi giorni dopo il ritorno in campo dopo il lockdown, ma soprattutto non era riuscito a risolvere alcune difficoltà della squadra a trovare la profondità.

Pellegrini, con il suo 4-2-3-1 ha cercato di ovviare a questa difficoltà cercando di fornire ampiezza alla manovra della squadra ed utilizzando i suoi giocatori di maggiore tecnica come Canales e Fekir per svolgere ruoli di raccordo a seconda della catena laterale prescelta per lo sviluppo dell'azione. L'ex Real Madrid supporta la catena di sinistra, mentre il franco-algerino tende a supportare quella sul lato opposto.

Fonte passmaps Wyscout
Come si evince dalla mappa dei passaggi effettuati per avanzare il campo, il Betis in fase di sviluppo trasforma il suo 4-2-3-1 mediante gli spostamenti, come accennato sopra, di Canales e Fekir che appoggiano terzino ed ala del proprio lato. La differenza tra le due passmaps, come si può evincere dai numeri evidenziati dalle combinazioni più frequenti, è data prevalentemente dalla scelta del lato preferito per generare pericoli, questo può dipendere dall'avversario o dagli interpreti: per esempio sulla fascia destra l'utilizzo di Joaquin o di Lainez modifica la tipologia di combinazioni, stesso discorso sul lato opposto tra Rodri (o Ruibial) e Tello.
Difatti Pellegrini tende sempre ad inserire un esterno a piede invertito da una parte ed un esterno classico dall'altra proprio per avere variazioni del gioco su un lato o sull'altro. Nell'ultima partita contro l'Osasuna le diverse assenze hanno portato il tecnico cileno a schierare Joaquin da un lato e Rodri dall'altra, appiattendo le soluzioni a disposizione della squadra una volta raggiunta la trequarti avversaria: non è un caso, infatti, che il goal della vittoria sia arrivato da una giocata di Tello che, sulla sinistra rientrando col destro ha fornito l'assist per la rete di Borja Iglesias.

Fonte grafico Understat
Indubbiamente il tallone d'Achille della squadra di Pellegrini resta la fase difensiva: non ostante i lievi miglioramenti in termini numerici evidenziati dal grafico relativo agli xG subiti su azione in corso di stagione restano molte riserve sulla tenuta difensiva della squadra betica.
Molto spesso sulle palle che arrivano dalle zone laterali la difesa si mostra impreparata, in caso di cross dal fondo la linea difensiva tende a schiacciarsi lasciando spazi per i rimorchi, così come la zona di Emerson sul lato destro viene spesso utilizzata dagli avversari per esplorare spazi per superare la linea difensiva in situazioni di transizione ma anche di difesa posizionale: il terzino brasiliano mostra grossi limiti nelle letture difensive, pensare che da quella parte nel Barça agisce un certo Jordi Alba le prospettive non sono certo delle più rosee.

Jordi Alba non è certo l'unico elemento di pericolo che il Barcellona propone in quella zona di campo: la squadra di Koeman ha mostrato di poter sfruttare al meglio le qualità dei propri interpreti togliendo rigidità al 4-2-3-1 con cui era partito in questa stagione per passare ad uno schieramento molto fluido maggiormente identificabile in un 4-3-3 ma con molte rotazioni posizionali.

A rendere possibile queste modifiche sono stati due elementi che appartengono all'idea di rinnovamento che Koeman è chiamato a portare al Camp Nou: uno è il difensore Mingueza, proveniente dalla Masia blaugrana che, con la sua capacità di agire sia da terzo difensivo di destra che da esterno difensivo permette alla squadra di controbilanciare le sortite di Jordi Alba sul lato opposto; l'altro elemento è invece Pedri, classe 2002, sicuramente uno degli elementi più promettenti della propria generazione, arrivato al Barça dal Las Palmas per 10 milioni, soldi decisamente ben spesi per l'apporto che il canario sta portando alla squadra di Koeman, anche a livello economico, secondo i dati Transfermarkt il suo valore è già 5 volte tanto quello di acquisto.

Fonte heatmap Sofascore
Ma che giocatore è Pedri? Difficile assegnare un ruolo a questo ragazzo, nella versione Barça iniziale, ossia quella con un 4-2-3-1 più rigido, la sua posizione era quella di esterno a sinistra, ma con il passaggio a questo 4-3-3 maggiormente fluido sono esplose le sue qualità: come si evince dalla heatmap, la sua zona preferita di campo è il mezzo spazio di sinistra dove si associa spesso e volentieri con Messi e Jordi Alba per creare una catena a tratti immarcabile. Leo Messi ha già ben fiutato l'affare nell'avere come compagno un giocatore dalle qualità di Pedri e non manca mai l'occasione per andare a dialogare sullo stretto con lui regalandoci diverse situazioni di alto contenuto spettacolare che ci stanno progressivamente restituendo l'immagine che tutti ci portiamo dentro del Barcellona e del suo stile basato di tecnica e dialogo in spazi stretti.

Come per il Betis anche il Barça mostra alcuni problemi a livello difensivo: la rivoluzione forzata di Koeman ha portato molte modifiche al pacchetto arretrato dei blaugrana; con l'infortunio di Pique il tecnico olandese ha dato le chiavi della difesa all'uruguayano Ronald Araujo, promosso dalla formazione B al pari di Mingueza. Spesso alcuni errori individuali di questi giovani elementi hanno creato situazioni di pericolo gratuito per il Barça.

Le due squadre, dunque, si somigliano sotto alcuni aspetti, in particolare sul fatto che entrambe hanno pregi e difetti ben visibili che le accomunano e che, non ostante l'ottima serie positiva in questo inizio d'anno, generando ancora dubbi sulla continuità di questi risultati nelle prossime settimane, per questo la partita del Benito Villamarin ci dirà qualcosa in più su chi tra le due in questa fase di stagione si sta rivelando una mera illusione e chi, invece, sta trovando una reale strada da seguire.

Friday, 15 January 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 13


Questa sera inizia un altro weekend ricco di sfide che, seppur rese meno affascinanti dall'assenza del pubblico, mantengono un grosso impatto a livello di rivalità e di passione che genera per i tifosi ma anche per chi le segue da semplice osservatore. Già questa sera il derby di Roma rappresenta un confronto che si racconta da solo, ma anche la sfida di domenica sera tra Inter e Juventus non necessita particolari presentazioni.

Per scoprire quali sono le altri grandi rivalità che si consumeranno sul terreno di gioco da qui fino a domenica, seguite questo post e state certi che ne avrete di motivi di restare sul divano in questo weekend.


PREMIER LEAGUE, LEEDS-BRIGHTON (SABATO ORE 16)


Non è certamente una rivalità al livello di Manchester United e Liverpool (impegnate ad Anfield domenica pomeriggio) quella tra Leeds e Brighton, non è neanche una rivalità quella tra Bielsa e Potter, ma certamente Leeds e Brighton rappresentano le squadre più interessanti e brillanti come espressione di gioco della Premier League al di fuori delle squadre copertina e vederle giocare l'una contro l'altra dovrebbe essere garanzia di uno spettacolo da seguire con grande attenzione.

Il Leeds di Bielsa è ormai oggetto di culto per gli amanti di un calcio che non metta il solo risultato al centro di tutto ma anche come ottenerlo, ed il tecnico argentino lo sta facendo con un gruppo di giocatori che appena 3 anni fa valevano una piazza di basso livello di Championship e che ha portato a vestire la maglia delle proprie nazionali, tra cui quella prestigiosa dei tre leoni d'Albione.

Il 4-1-4-1 del Loco si contraddistingue per la ricerca continua degli spazi per far avanzare rapidamente il pallone, usando al meglio tutta l'ampiezza del campo per costringere gli avversari a fare delle scelte su quali coperture privilegiare, a questo si aggiunge una continua ricerca di triangolazioni e di movimenti atti a smarcarsi per liberare un compagno, tutto allo scopo di arrivare al tiro nel modo più rapido possibile.

Fonte dati FbRef - StatsBomb
Come si evince dal grafico, creato sulla base dei dati relativi ai passaggi effettuati per tiro limitatamente alle squadre con un possesso palla medio superiore al 55%, il Leeds è la seconda squadra nei 5 principali campionati europei, per "verticalità" all'interno di questo specifico lotto alle spalle del solo Lione. Questo dato testimonia l'efficacia a livello di produzione offensiva del lavoro di Bielsa, spesso criticato per un approccio troppo idealistico al gioco del calcio, tuttavia non è possibile negare l'efficacia dell'approccio sotto questi termini.

Fonte dati FbRef StatsBomb
Dal punto di vista difensivo, invece, emergono i punti di forza e di debolezza dell'approccio bielsista del Leeds: dal grafico si nota come i Whites come l'approccio iper-aggressivo quando l'avversario entra in possesso del pallone sia molto redditizio in termini di contestazione dei passaggi avversari (solo le avversarie dell'Eibar hanno maggiori difficoltà a giocare il pallone nei principali campionati). L'altra faccia della medaglia sta nel fatto che l'approccio basato sugli uno contro uno può saltare nel confronto con avversari ben dotati tecnicamente, questo spiega l'elevato numero di conclusioni subite per partita subiti, così come la grandezza dell'indicatore mostra che la qualità media dei tiri subiti è molto alta. Non è un caso che nello stesso quadrante sul grafico troviamo il Verona di Juric, un'altra squadra che fa degli uno contro uno a tutto campo un elemento distintivo.

Il Brighton è una delle squadre più interessanti della parte destra di classifica della Premier, questo grazie alle idee di gioco di Graham Potter, allenatore chiamato dal club a fornire un gioco esteticamente più godibile e con prìncipi di gioco basati su una maggiore qualità del possesso palla.


Fonte passmap Between the Posts
Lo schieramento ormai consolidato dei Seagulls è quello di un 3-4-3 o 3-4-1-2 a seconda degli interpreti a disposizione di Potter. Come si nota dalla passmap qui a fianco il gioco parte sempre dai tre centrali difensivi e tende a svilupparsi utilizzando gli esterni, uno dei principali elementi su cui l'allenatore del Brighton ha messo la propria mano è l'insistenza di pretendere dai difensori la conduzione del pallone al fine di attirare il pressing avversario, una situazione che può generare vantaggi nel momento in cui il pressing viene superato ma porta con se anche il rischio di perdere palloni in zone del campo molto pericolose. 
I dati statistici mostrano come l'atteggiamento della squadra di Potter comporti dei vantaggi: il Brighton è sesto in classifica se consideriamo il differenziale tra xG effettuati e subiti (dati FbRef/StatsBomb), tuttavia quando poi andiamo a vedere cosa comporta questo in termini di dati reali, notiamo dei differenziali tra aspettative e realtà disarmanti (4 reti in meno realizzate rispetto agli xG e addirittura quasi il doppio se parliamo di reti subite) e spiegano perché la situazione di classifica resta molto critica.

Quello di Elland Road, dunque, si presenta come un confronto tra due squadre dalla forte identità e che intendono trasformare in punti quanto di bello ed interessante propongono sul campo, da un lato vedremo come il Leeds riuscirà a contrastare il possesso palla prolungato del Brighton, dall'altra la squadra di Potter cercherà di sfruttare a proprio vantaggio i punti deboli della grande pressione esercitata dagli uomini di Bielsa per poter, finalmente, invertire il trend negativo di risultati che non seguono le prestazioni.


PRIMEIRA LIGA, PORTO-BENFICA (VENERDI' ORE 22)


Porto e Benfica rappresentano la più forte rivalità in essere in terra lusitana: da 18 anni è solo una delle due a vincere il titolo e nello stesso lasso di tempo sono state le uniche ad arrivare in fondo alle competizioni europee (1 Champions League e 2 Coppa Uefa/Europa League per il Porto, 2 finali consecutive di Europa League per il Benfica).

Questa sera le due squadre si affrontano in una situazione di classifica quasi inedita in queste ultime stagioni: entrambe sono all'inseguimento dello Sporting Lisbona capolista 4 punti più avanti, ragion per la quale una sconfitta nella sfida del Dragao potrebbe mettere a serio repentaglio la rincorsa al titolo.
A dare ulteriore valore al match c'è il fatto che si tratta di uno scontro a cui assisteranno con grande interesse sia la Juventus che l'Arsenal, ossia le prossime avversarie europee delle due contendenti.

Il Porto di Conceiçao basa il proprio sistema di gioco su un 4-4-2 di base ma che presto si sviluppa in un 4-2-3-1 in fase di possesso il cui scopo è essenzialmente quello di sovraccaricare un lato di campo con la palla per poi cercare di colpire l'avversario sul lato debole o comunque con movimenti alle spalle della linea difensiva. Come si evince dal fermo immagine sopra, il lato palla è occupato da 5 uomini mentre la punta Marega attacca la linea alle spalle (avendo come opzione anche il terzino sul lato opposto pronto ad attaccare alle spalle del quinto di difesa avversario).

Questo fermo immagine, invece, mostra chiaramente come il Porto utilizzi spesso questa strategia che si basa sull'attrarre il movimento della linea difensiva per poi tentare un attacco diretto alle spalle, sostanzialmente la zona di rifinitura viene utilizzata come esca per creare indecisione nella linea difensiva.

Dall'altra parte, invece, il Benfica è solito schierarsi con un 4-4-2 che resta, però, solamente sulla carta, visto che Jorge Jesus (cavallo di ritorno in panchina dopo la trionfale esperienza al Flamengo) prevede la trasformazione della squadra in un 4-2-2-2 in cui le connessioni tra i due attaccanti e i due giocatori in zona rifinitura sono continui e permettono di creare fraseggi di altissima qualità. In questo contesto, ovviamente, sono esaltate le qualità delle punte a disposizione delle Aguias, ossia Seferovic, Gian Luca Waldschmidt e soprattutto Darwin Nuñez, l'attaccante uruguayano classe 1999.



A questi elementi in attacco si aggiunge il grande apporto in fase di rifinitura di Rafa Silva e Adel Taarabt; insomma il Benfica è uno squadra dal livello tecnico davvero eccelso e che Jorge Jesus non si fa problemi a sfruttare al massimo del loro potenziale rendendo la sua squadra una delle più spettacolari dell'intero panorama europeo.

Il Porto, invece, rappresenta una tipologia di calcio diversa ma non meno interessante, con un attacco molto più muscolare con il talento, invece, maggiormente concentrato sulle fasce laterali, dove stazionano "Tecatito" Corona ed Otavio, le guide tecniche di questa squadra non ancora oggetto del player-trading del club che quest'anno ha fatto cassa grazie alla cessione di Alex Telles al Manchester United, già discretamente sostituito dal nigeriano Zaidu.

Da un lato vedremo dunque una squadra che cercherà di sfruttare la profondità (il Porto) e dall'altra una che cercherà di sfruttare lo spazio tra le linee (il Benfica). Allora saranno probabilmente le fasi di non possesso a decidere la partita, da una parte la squadra di Conceiçao ha seri problemi in fase di transizione difensiva (già 3 reti subite in contropiede in stagione) vista anche la grande quantità di uomini che spesso porta in zona offensiva; dall'altra parte, invece, sarà curioso seguire come Otamendi e Vertonghen riusciranno a non concedere spazio a Marega e Mehdi Taremi.


SERIE A, TORINO-SPEZIA (SABATO ORE 18)

Nel weekend del derby di Roma e di Inter-Juventus anche la lotta alla salvezza presenta uno scontro molto interessante tra il Torino di Marco Giampaolo e lo Spezia di Vincenzo Italiano, due tecnici con idee di calcio molto precise e riconoscibili ma con differenti capacità nello riuscire a trasmetterle alle proprie squadre.

Che per Giampaolo l'avventura sulla panchina del Torino sarebbe stata una strada molto tortuosa era da mettere abbastanza in preventivo: la rosa granata era costruita per eseguire il calcio di Walter Mazzarri, un calcio quasi agli antipodi rispetto a quello dell'ex tecnico di Sampdoria e Milan.

E' sufficiente leggere la formazione-tipo del Torino per rendersi conto delle difficoltà che ha il tecnico nativo di Bellinzona a poter mettere in pratica il calcio che ha in mente, per questo non è un caso che abbia dovuto mettere in soffitta per un certo periodo il suo rombo di centrocampo e la difesa a 4 per passare ad un 3-5-2 maggiormente in linea con quanto visto nelle ultime stagioni dei granata.

Fonte passmap Between the Posts
Il passaggio alla difesa a 3 ha quanto meno permesso alla squadra di Giampaolo di avere delle soluzioni per l'uscita del pallone da dietro e nell'usare combinazioni per risalire il campo che non si limitassero al lancio verso Belotti sperando che l'attaccante bergamasco vinca i duelli individuali con il proprio marcatore. Il recupero di Izzo, per esempio, ha permesso la creazione di un triangolo, assieme a Singo ed a Lukic (quest'ultimi tra le poche note positive della stagione granata) che permetta alla squadra di avanzare con un minimo di concetto permettendo, allo stesso tempo, di esonerare Rincon da compiti di costruzione che non gli sono congeniali (l'assenza di un regista posizionato davanti alla difesa, elemento cardine del gioco di Giampaolo è la principale falla del Toro). Obiettivo di questa sessione di mercato per i granata, dunque, è quello di trovare gente in grado di non isolare Belotti nei suoi duelli individuali e trovare un sistema che permetta al pallone di muoversi in maniera più fluida; intanto, a mio parere, questa soluzione che vede il contemporaneo utilizzo di Lukic, Gojak e Linetty potrebbe essere un tampone che, una volta assorbito dalla squadra, potrebbe permettere alla squadra di Giampaolo di portare la testa fuori dalla sabbia.

Lo Spezia era partito nello scetticismo generale vista la rosa stracolma di esordienti in serie A, tuttavia il lavoro svolto da Vincenzo Italiano nella scorsa stagione aveva dato una chiara identità alla squadra che ha portato una forte consapevolezza nel gruppo sulle opportunità di giocarsela anche nella massima serie, e così con le difficoltà che il passaggi di categoria comporta, la squadra spezzina è riuscita a riproporre il proprio calcio anche in serie A senza mai farsi mettere sotto dai propri avversari.

Fonte dati FbRef StatsBomb
Come si evince dal grafico a fianco, la strategia di gioco di Vincenzo Italiano molto propositiva ed aggressiva comporta dei vantaggi in termini di capacità di recuperare il pallone così come di risalire il campo (molto suggestivo è l'utilizzo a tale scopo delle catene formate da terzino, mezzala ed esterno offensivo che ruotano all'interno di questa catena). A livello statistico il dato che spicca della squadra ligure è il dato degli xG su azione per tiro: in fase offensiva la qualità media dei tiri è la terza del campionato mentre a livello difensivo la qualità media dei tiri subiti è la peggiore della serie A, a dimostrazione dei vantaggi e degli svantaggi (calcolati) che il sistema genera.
La classifica, al momento, considerate le difficoltà ad inserire in rosa elementi con esperienza in serie A, mostra che il lavoro di Italiano funziona ed i 5 punti di vantaggio sulla zona retrocessione a questo punto della stagione rappresentano un risultato più che soddisfacente.

Dato che il gap di 5 punti coinvolge proprio le due squadre in analisi, è pressoché superfluo sottolineare l'importanza della partita, mentre è di sicuro interesse il confronto tra due allenatori che amano studiare soluzioni ambiziose per alzare il livello delle rispettive squadre.


SÜPERLIG, BESIKTAS-GALATASARAY (DOMENICA ORE 17) 


In un weekend ricco di sfide tra squadre rivali, non potevamo certo farci sfuggire uno dei derby più sentiti di Istanbul, ossia quello tra Besiktas e Galatasaray, che si affrontano domenica non solo per rinnovare la reciproca rivalità ma anche per giocarsi il primo posto in classifica nel momento che le due squadre sono divise da appena due punti con le Aquile Nere avanti di due punti e capolista del campionato.

I padroni di casa, dopo un inizio di stagione a rilento (3 sconfitte nelle prime 7 partite) hanno iniziato una lunga striscia positiva con 8 vittorie nelle ultime 10 partite, con i due esterni offensivi del 4-2-3-1 Ghezzal e Larin che hanno portato grande qualità nella trequarti avversaria ma soprattutto nella fase di finalizzazione, dove i loro tagli e la loro velocità nelle fasi di transizione offensiva rappresentano un grande pericolo per le difese avversarie.

Dall'osservazione delle posizioni medie tipiche della squadra allenata da Sergen Yalçin si nota come i due esterni offensivi tendano ad occupare quelle zone di campo ideale per effettuare i tagli nello spazio tra centrale difensivo e terzino avversario. Questa soluzione ha permesso all'esterno sinistro canadese Cyle Larin di essere l'attuale vicecapocannoniere del campionato con 11 reti, mentre l'algerino Rachid Ghezzal è il principale assist-man del campionato con 8 assist realizzati.

Fonte Posizioni Medie WhoScored


Sicuramente siamo lontani dai "fasti" della squadra che nel 2017 e nel 2018 aveva ben impressionato anche in Champions League ma sicuramente il lavoro svolto da Yalçin si sta rivelando sufficientemente efficace per rendere la squadra nuovamente competitiva per la vittoria finale del campionato, ed una vittoria nel derby contro il Galatasaray potrebbe consolidare oltre che il primato anche la consapevolezza del percorso che la squadra sta seguendo.

Quando parliamo di Galatasaray il primo nome che viene in mente è quello di Fatih Terim, per cui non c'è da sorprendersi se l'Imperatore abbia ripreso le redini della squadra per la quarta volta nella sua carriera. Anche per i Cimbom è tempo di austerità, nessun investimento sul mercato, unico nome di rilievo arrivato a parametro zero è quello di Arda Turan.

In questo contesto l'ex tecnico di Fiorentina e Milan si è messo all'opera per costruire una squadra che continuasse a giocare un calcio tecnico ed associativo in cui il gioco si sviluppi prevalentemente per vie centrali.

Fonte passmap StatsBomb
Per rendere possibile una fluida trasmissione del pallone Terim chiede ai centrocampisti avanzati del suo 4-1-4-1 di effettuare rotazioni e scambi di posizione che permettano alla squadra di avere il controllo del gioco nella trequarti avversaria e, soprattutto, permette ai giocatori più tecnici ed influenti come Belhanda e Arda Turan di essere sempre al centro del gioco e poter liberare spazi per l'attacco della linea difensiva avversaria o poter tentare l'aggiramento mediante le sovrapposizioni dei terzini sull'esterno.
Il Galatasaray con questo schieramento sembra aver trovato la propria strada che sembrava persa ad inizio stagione a causa delle cessioni e di alcuni infortuni importanti come quello di Muslera e, soprattutto, quello di Radamel Falcao che, pur non essendo più quell'attaccante che conoscevamo ai tempi dell'Atletico Madrid, resta sempre un giocatore importante per una squadra del livello attuale dei gialli e rossi di Istanbul.

Come avrete potuto evincere dall'analisi, il campionato turco non sta vivendo propriamente un'età d'oro e Besiktas e Galatasaray non sono da meno, tuttavia un derby ad Istanbul non è mai banale, in più vedere all'opera la tecnica nord-africana di Belhanda e Feghouli da una parte così come le volate di Ghezzal e Larin dall'altra, permette anche al valore tecnico della sfida di uscirne nobilitato.

Post in evidenza

Davide Possanzini and De Zerbi legacy

  We everybody know the style of play promoted by Roberto de Zerbi in his journey from Italy to Ukraine and now to Brighton in Premier Leagu...

Highlights