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Thursday, 11 February 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 17


Il weekend in partenza questa sera arriva alla vigilia del ritorno delle coppe europee con la prima tranche degli ottavi di finale di Champions League ed i sedicesimi di Europa League. Per questo motivo, come la scorsa settimana, ho voluto scegliere sfide che vede coinvolte squadre che saranno impegnate in Europa a partire dal prossimo martedì.


MANCHESTER CITY-TOTTENHAM (SABATO ORE 18.30)


Quando si affrontano Guardiola e Mourinho nulla può essere scontato e nulla può essere banale, per questo motivo Manchester City e Tottenham è una partita che non può non essere consigliata tanto più a poca distanza dal ritorno delle due squadre sul palcoscenico europeo.

Conoscendo i due allenatori, i rispettivi impegni continentali e la possibilità di alzare un trofeo è un'evenienza che non può essere messa in secondo piano, per questo l'incrocio nel bel mezzo dei turni di FA Cup, di Champions League e di Europa League e a poca distanza dall'ulteriore incrocio in finale di Coppa di Lega ci dice che questa partita ci dirà tante informazioni sullo stato delle due squadre a livello tattico ed a livello mentale.

Non è un mistero il differente approccio tattico dei due allenatori, un rapporto quasi antitetico di idea del gioco del calcio ma accomunati da un'idea: vincere quanti più trofei possibile.

Il Manchester City ha ormai intrapreso un cammino da schiacciasassi in Premier League certificato dal trionfo di domenica scorsa ad Anfield Road. Dopo un inizio difficile, Guardiola ha lavorato sul trovare un equilibrio alla propria squadra: il male che il tecnico catalano ha riscontrato nella squadra è quello di un timore generato dal rischio di subire le transizioni avversarie che si riverberava anche nella qualità del gioco espresso in fase di possesso.

Fonte dati FbRef/StatsBomb
L'obiettivo è stato raggiunto: la fase difensiva, con l'arrivo di Ruben Dias e l'integrazione nei meccanismi di Joao Cancelo (stagione clamorosa la sua) ha sostanzialmente annullato il fattore rischio in fase di non possesso. Come si evince dal grafico a lato, i numeri difensivi della squadra di Guardiola sono al top in Europa prendendo in considerazioni dati come i goal ed i tiri subiti ma anche gli xG subiti e, soprattutto gli xG subiti per tiro, il valore che l'anno scorso destava principale preoccupazione dalle parti dell'Etihad Stadium. Liberando psicologicamente e tatticamente diversi giocatori, questi sono tornati sui livelli del 2018 e del 2019: su tutti si sta distinguendo Ilkay Gundogan, alla miglior stagione con la maglia del City e, per proprietà transitiva, sotto la gestione Guardiola.

Il sistema creato da Mourinho al Tottenham, come da tradizione del tecnico portoghese, si muove su un percorso antitetico rispetto a quello di Guardiola, con un calcio fatto di compattezza e difesa della propria area di rigore per creare pericoli mediante le transizioni.

Nella prima parte di questa stagione l'approccio sembrava essere perfettamente funzionante, come ben ha dimostrato la gara d'andata vinta dagli Spurs per 2-0, dove Mourinho è riuscito a sfruttare le debolezze della fase di transizione del City in quel periodo utilizzando il lavoro di Harry Kane spalle alla porta nel nuovo ruolo di rifinitore per gli inserimenti di Son.

Fonte dati FbRef/StatsBomb
Nelle ultime settimane, tuttavia, i meccanismi del Tottenham sembrano essersi inceppati, da una parte gli avversari si sono mostrati in grado di saper manipolare il blocco basso predisposto da Mourinho muovendo i giocatori in modo tale da creare situazioni di superiorità numerica. A livello statistico l'inversione è ben visibile mediante l'andamento degli xG offensivi e difensivi nel corso del campionat: si nota abbastanza evidentemente come nelle ultime settimane gli xG subiti siano ben oltre la media tanto quanto gli xG a favore sono ben al di sotto del livello mediano.

Per esempio nella sfide perse contro Liverpool e Chelsea di recente, l'accorgimento utilizzato da Klopp e Tuchel è stato quello di impostare da dietro con tre uomini (quindi tenendo un terzino più basso) in modo da avere superiorità numerica rispetto alla coppia Son-Kane (o Vinicius, quando il centravanti inglese è stato ai box). Utilizzando le capacità di conduzione dei centrali difensivi (eh si, questa moda dei difensori che sanno impostare chissà a cosa serve, vero?) le linee di centrocampo e difesa del Tottenham sono costrette a fare delle scelte che generano a loro volta spazi che possono essere esplorati dall'avversario di turno.

Dopo la partita di domenica capiremo quanto le due squadre asseconderanno i propri princìpi di gioco o se cercheranno delle variazioni sul tema al fine di sorprendere l'avversario. Di certo è un grande confronto di stili e, soprattutto un match che indirizzerà le prossime settimane di lavoro dei due allenatori.


GETAFE - REAL SOCIEDAD (DOMENICA ORE 14)


La sfida di domenica tra il Getafe di Bordàlas e la Real Sociedad è un gigantesco confronto di stili tra due club che praticano un tipo di calcio diametralmente opposto: da una parte il calcio verticale ed aggressivo del Getafe, dall'altra parte un calcio fatto di possesso palla e ricco di qualità da parte della Real Sociedad.

Per il Getafe la sfida di domenica va a concludere una settimana molto pesante in termini di impegni, nel momento in cui tra sabato e martedì ha dovuto affrontare prima il Siviglia e poi il Real Madrid. Da entrambi i match la squadra ne è uscita sconfitta (3-0 a Siviglia, 2-0 a Madrid) e con l'idea che quest'anno la strategia che tante soddisfazioni ha dato nelle ultime due stagioni non stia portando i frutti sperati.

Per questo motivo con il mercato invernale il Getafe ha deciso di modificare la struttura del proprio attacco che, molto probabilmente, ha raggiunto il limite di età per essere ancora competitivo, facendo arrivare Kubo e Carles Alena a portare nuova linfa li davanti.

Come già segnalato nella mia recentissima analisi sulla partita giocata contro il Real Madrid in corso di settimana. l'arrivo dei due giocatori di proprietà di Real e Barcellona ha consentito un cambiamento nel modo di attaccare della squadra che può trovare alternative ai soliti lanci lunghi sulle punte per poi andare a giocare sulle seconde palle. Con Kubo e Alena si può portare e giocare il pallone muovendolo da un lato all'altro del campo e guadagnando campo con una trasmissione palla a terra o anche con transizioni palla al piede. Insomma è possibile che il Getafe stia cercando di cambiare pelle per ovviare al calo di rendimento delle sue punte storiche Angel e Mata.

Per la Real Sociedad questo impegno, invece, rappresenta la partita che precede quella contro il Manchester United in Europa League. Per la squadra di Alguacil le vicissitudini dello scorso mese di dicembre hanno parzialmente cancellato quanto di buono fatto nei primi mesi della nuova stagione. I diversi infortuni hanno avuto un impatto molto importante per il rendimento della squadra basca, in particolare quelli che hanno colpito David Silva e Mikel Oyarzabal, arrivati in contemporanea all'inizio di dicembre e che hanno dato via ad una serie di 2 sole vittorie nelle ultime 12 partite.

Fonte dati FbRef/StatsBomb
Come si evince dal grafico a lato, si può notare l'impatto che l'uscita alternata di scena di David Silva ed Oyarzabal per infortunio ha avuto sulla fluidità del possesso palla della Real Sociedad. La linea gialla mostra la divisione dei periodi, mentre i valori indicati sono la quantità dei passaggi nella trequarti avversaria (in rosso) e quelli in area di rigore (in blu). Proprio quest'ultimo aspetto è quello in cui l'impatto di David Silva era maggiormente visibile, non è casuale, quindi, che in sua assenza, la squadra abbia pagato e quindi non sia stata in grado di arrivare in porta con la stessa facilità della prima parte di stagione. Il ritorno progressivo dell'ex Manchester City, dunque, potrebbe essere la chiave della stagione della squadra di San Sebastian, notizia molto importante soprattutto alla luce dell'imminente sfida europea contro il Manchester United.

ROMA - UDINESE (DOMENICA ORE 12,30)


Dopo l'ultima giornata disputata la serie A ha definitamente stabilito che la lotta per lo scudetto è riservata al trio Milan, Inter, Juventus così come ha definito che anche nelle zone basse lo Spezia ha creato un solco tra se e le ultime quattro in classifica. Questa situazione ha visto protagoniste con conseguenze diverse Roma ed Udinese che domenica alle 12,30 si affrontano in un match con diversi spunti d'interesse.

Per la squadra di Fonseca questa partita precede la sfida in terra portoghese contro il Braga, un incrocio per nulla comodo considerando la grande quantità di talento di cui dispone la squadra che in passato fu allenata anche dall'attuale allenatore giallorosso. La partita contro la Juventus ha riaperto alcune ferite nel rapporto tra la critica e la squadra di Fonseca: come contro la Lazio, pur prendendo in mano la partita, alla squadra è mancata la capacità di convertire questo controllo del gioco in pericoli per la porta avversaria.

Tuttavia se andiamo a guardare il rendimento della squadra dato dai freddi numeri, si contano sulle dita di una mano le partite in cui la Roma abbia concesso di più al proprio avversario, ma in certe partite la squadra giallorossa paga una qualità individuale minore rispetto alle concorrenti. Per questo è sempre opportuno rammentare che alla vigilia della stagione la Roma non era certo pronosticata come la favorita per entrare tra le prime quattro, ed invece la classifica dice che, al momento la squadra di Fonseca è proprio lì a giocarsela.

Fonte dati Understat
Come si evince dalla classifica degli expected points creata da Understat, in questo momento la Roma sarebbe addirittura in testa alla classifica, seppure il margine tra le prime 6 in classifica è davvero risicato. Questo dimostra che quanto messo sul campo dalla formazione di Fonseca è su un livello molto elevato e che merita molto credito, soprattutto per la capacità di far proseguire la squadra a seguire un determinato percorso ed una determinata strategia di gioco non ostante il grande scetticismo della città di Roma nei confronti di questa squadra.

Guardando la classifica di Understat, anche l'Udinese ha un valore di punti attesi che la porrebbe addirittura in zona Europa League, ma i risultati finora non hanno dato seguito a quanto visto a livello statistico. Sono diverse le partite di questo campionato in cui la squadra bianconera ha avuto diverse occasioni per portare a casa la vittoria salvo sprecare le opportunità create per poi subire alle prime difficoltà difensive.
Fonte FbRef/StatsBomb
La problematica principale dell'Udinese è stata la concretizzazione offensiva. I numeri mostrano che la squadra friulana è la squadra con il maggior divario negativo tra reti realizzate e reti attese in base al modello xG di StatsBomb, ed il principale responsabile è Kevin Lasagna: l'ex centravanti del Carpi di Castori ha mostrato una scarsissima confidenza come evidenziato dai numeri che mostrano l'impatto della sua underperformance realizzativa su quella dell'Udinese. La cessione di Lasagna al Verona e l'arrivo di Fernando Llorente cambia completamente la tipologia di presenza offensiva: lo spagnolo può essere utilizzato non solo come finalizzatore ma anche come uomo su cui indirizzare attacchi diretti da essere sfruttati da inserimenti di giocatori come Pussetto, Pereyra e lo stesso Deloufeu, senza contare le capacità in tal senso anche di Rodrigo De Paul, il leader tecnico di questa squadra.

La partita dell'Olimpico, dunque, mette di fronte due squadre che sanno giocare a calcio e sanno come trovare il modo per avere il controllo delle partite. Entrambe soffrono di difficoltà a concretizzare quanto prodotto, la partita di domenica vedrà la Roma alla ricerca di sempre diverse soluzioni per cercare di iniziare un percorso di miglioramento o accontentarsi di essere forte con le più debole e debole con le più forti, per l'Udinese la possibilità di mostrare che le modifiche all'attacco portate dal mercato siano la soluzione alle difficoltà a fare risultato a dispetto di una buona qualità di gioco proposta.


WOLFSBURG - BORUSSIA MOENCHENGLADBACH (DOMENICA ORE 18)


In Bundesliga la fuga del Bayern dovrebbe aver archiviato il discorso sulla vittoria finale del torneo, mentre la lotta alle spalle per il raggiungimento delle posizioni valide per le coppe europee è totalmente nel vivo e ricca di contendenti. Due di queste contendenti sono il Wolfsburg ed il Borussia Moenchangladbach, due squadre guidate da due tecnici austriaci come Glasner e Rose, entrambi austriaci ed entrambi discepoli del credo calcistico di Rangnick e del modello Red Bull.

Di queste due squadre abbiamo più volte parlato in passato, il loro calcio è basato sostanzialmente sugli stessi princìpi, ossia verticalità e recupero immediato del pallone una volta perso. In questo momento la sfida tra le due compagini arriva in prossimità di un impegno importantissimo per la squadra di Marco Rose, chiamata ad affrontare il Manchester City negli ottavi di Champions, un impegno che sta rischiando di togliere focus alla squadra dal campionato, tuttavia la trasferta sul campo del Wolfsburg è uno snodo che può rivelarsi decisivo per la corsa ai primi quattro posti.

Il Wolfsburg, grazie al suo stile di gioco molto aggressivo si è ritagliato un posto di rilievo nella zona alta della classifica, fino a giungere al terzo posto in classifica con 3 punti di vantaggio sulla quinta classificata (il Bayer Leverkusen) e addirittura 6 punti sull'accoppiata Borussia Dortmund-Borussia Moenchengladbach.

Fonte grafico: Calcio Datato
Questa classifica è frutto della striscia positiva di 4 vittorie consecutive con altrettanti clean sheets. Il miglioramento della fase difensiva è frutto di un rendimento di molti calciatori che si è innalzato in fase di non possesso ed una gran tenuta nei duelli individuali (elemento di non poco conto in un campionato come la Bundesliga dove tante partite vivono di duelli a tutto campo). In questo contesto sono esplose le prestazioni di Maxence Lacroix, centrale difensivo classe 2000, altro esemplare della lunga lista di difensori centrali francesi nati tra fine anni '90 ed inizi del nuovo secolo molto abile sia nella marcatura individuale che nella copertura dello spazio alle sue spalle, non escludo che nei prossimi mesi possa già essere un importante uomo mercato.

Il Moenchengladbach era partito molto bene in questo 2021 con 6 risultati utili consecutivi che avevano rilanciato la squadra di Rose nella lotta Champions, a questo si è aggiunta la qualificazione ai quarti di finale di Coppa di Germania in cui dovranno affrontare il Borussia Dortmund.

A fermare la risalita dei Die Fohlen c'è stata la sconfitta interna di domenica scorsa nel derby contro il Colonia, una sconfitta che ha mostrato un punto debole della squadra di Rose, ossia i palloni persi: cominciano ad essere tante le reti o le conclusioni subite a seguito di un errore in impostazione o per una palla persa nella propria trequarti. Il goal che è valso la sconfitta contro il Colonia nasce da un pallone perso malamente da Lainer in disimpegno, inoltre andando a ritroso nelle partite del Gladbach in questa stagione troviamo molte situazioni di palloni gestiti male nella propria trequarti.

Fonte grafico: Calcio Datato
Ad ogni modo questo difetto, unito ad alcune difficoltà a sostenere la linea difensiva in fase di non possesso, non offuscano il valore di questa squadra che continua a mettere in mostra grandi qualità sia di squadra che individuali. Una su tutte in questa stagione è Florian Neuhaus, centrocampista classe 1997 che sotto la guida di Marco Rose è diventato un centrocampista in grado di dominare a centrocampo e di essere pronto a svolgere tutti i ruoli ed i compiti richiesti per un centrocampista moderno. Come si evince dalle radar chart sopra, le qualità in play-making ed in fase di finalizzazione sono da centrocampista di vertice, i numeri difensivi, invece, restano ancora non ottimali, a dimostrazione che il Moenchengladbach sta correndo qualche rischio di troppo dietro per permettere al suo centrocampista di completarsi come centrocampista a tutto tondo.

La sfida di Wolfsburg si presenta, dunque, ricca di spunti ed è pronta a regalare tanto spettacolo. Dal racconto relativo alle due squadre potrebbe apparire il Wolfsburg come netto favorito, ma il Gladbach in questa stagione ha mostrato che negli scontri diretti è sempre in grado di tirar fuori il meglio di se e sono certo che la trasferta alla Wolkswagen Arena non sarà da meno.


PANATHINAIKOS - OLYMPIACOS (DOMENICA ORE 18,30)

In questo weekend il calendario propone una sfida che rappresenta una delle principali rivalità a livello europeo. Come già raccontato nelle scorse settimane per altri derby, le porte chiuse fanno perdere buona parte della magia di sfide come questa, tuttavia la rivalità tra Panathinaikos ed Olympiacos mantiene un certo fascino anche di fronte ad uno stadio vuoto ed anche di fronte ad una certa disparità di valore tra le due compagini.

Il Panathinaikos è in una fase difficile della sua storia, non vince il campionato dal 2010 e negli ultimi anni sta subendo un grosso ridimensionamento tanto da essere stata superata nelle gerarchie del calcio ellenico dalle due squadre di Salonicco e dall'AEK Atene.

Anche questa stagione era partita malissimo per i Trifylli con 3 pareggi e 2 sconfitte nelle prime 5 giornate che hanno portato il club a chiamare in panchina una figura di grande esperienza come il rumeno Laszlo Boloni che in poco tempo è riuscito a dare una certa solidità alla squadra conferendole un atteggiamento flessibile a livello tattico a seconda dell'avversario, smontando il 4-3-3 che il suo predecessore Dani Poyatos (proveniente dalle giovanili del Real Madrid) aveva provato ad implementare senza successo.

Fonte grafico Wyscout
Come si evince dalle statistiche, il sistema voluto da Boloni ha portato il Pana ad avere numeri da squadra a cui non piace fare la partita. Il dato del possesso palla vede addirittura un valore medio inferiore al 50%, frutto di un atteggiamento attendista nelle partite contro squadre che le sono superiori o di pari livello, ma anche nelle partite con avversari inferiori nel momento in cui trova il goal del vantaggio. Altra prova di un atteggiamento non proprio propositivo dei Trifylli è quello che emerge dal dato dei tiri effettuati: il Pana è una delle squadre che va al tiro di meno in campionato, tuttavia a dimostrazione che ciò nasce da un approccio conservativo della squadra, è opportuno far notare che nel dato relativo alla percentuale di tiri in porta ed in quello degli xG per tiro, la squadra di Boloni si trova davanti a tutte: numeri ascrivibili in genere a squadre che attaccano utilizzando prevalentemente il contropiede.

In questo contesto di difficoltà è difficile trovare giocatori che possano al momento aizzare la fantasia dei tifosi del Pana, tuttavia oltre alla delegazione di lingua spagnola presente in rosa e capeggiata dal trequartista argentino Lucas Villafanez e dal centrale difensivo (utilizzato anche da centrale di centrocampo) spagnolo Fran Velez, va segnalata la crescita del classe '99 Argyris Kampetsis, nato centravanti ma, non trovando spazio in quella posizione, Boloni ha deciso di dirottarlo come esterno offensivo di sinistra e nell'ultimo mese ha messo a referto 3 goal ed 1 assist, chissà che non possa essere lui la carta che il Panathinaikos utilizzerà per battere i grandi rivali del Pireo.

Diverso il discorso per l'Olympiacos, tornato a dominare il campionato dopo un intermezzo di AEK e PAOK nel 2018 e nel 2019 e che, sotto la guida di Pedro Martins, sta cercando di costruire un ciclo basato su un sistema di gioco che favorisca il possesso palla e l'utilizzo della tecnica nella trequarti avversaria. Questo sistema, oltre a garantire degli ottimi risultati (18 vittore e 3 pareggi in 21 giornate di campionato), ha permesso a molti elementi di mettersi in luce e quindi poter mettere in piedi una strategia di player-trading che nelle ultime due stagioni ha prodotto dividendi interessanti.
Lo scorso anno arrivò la cessione di Daniel Podence al Wolverhampton per 20 milioni di Euro, quest'anno quella di Tsimikas al Liverpool per 13 milioni, tutto denaro utile a dare fiato alle casse del club e poter permettere di andare sul mercato alla ricerca di nuovi profili da lanciare. 

Fonte FbRef/StatsBomb
In questa stagione i giocatori che si stanno mettendo maggiormente in luce sono il centrale difensivo senegalese Ousseynou Ba, centrale schierato da Martins accanto ad uno tra Semedo e Sokratis (arrivato nel mercato invernale) e Mady Camara, classe 1997 guineano, centrocampista che può agire sia nei due di centrocampo del 4-2-3-1 dell'Olympiacos ma anche come sotto-punta. Le prestazione di entrambi questi elementi potrebbe renderli a partire dalla prossima sessione di mercato, le nuove plusvalenze su cui fondare il proseguimento di questo ciclo vincente. Sotto questo aspetto sarà interessante vedere quanto il dominio in campionato possa riflettersi sul cammino in Europa League, dove da giovedì la squadra del Pireo sarà impegnata in un affascinante incrocio contro il PSV Eindhoven.

Lo status delle due squadre suggerisce una partita a senso unico a favore dell'Olympiacos, tuttavia l'atteggiamento del Panathinaikos potrebbe creare fastidi alla fase offensiva della squadra di Martins, a questo si aggiunge il valore che il derby ha, specie in questo momento, per la squadra di Boloni ed ecco che, quindi, l'andamento della partita non sarà così scontato.

Friday, 30 October 2020

Consigli per il weekend calcistico Stagione 20/21, ep. 6


Messa alle spalle un'altra settimana piena di impegni, ci affacciamo già verso un nuovo weekend ricco di partite importanti, con tante squadre che devono dare delle risposte importanti ed altre che, invece, dovranno mostrare la propria tenuta tra tanti impegni ravvicinati e le assenze per COVID.

Il calendario del weekend prevede scontri di un certo prestigio come Manchester United-Arsenal, così come un Napoli-Sassuolo che promette grande spettacolo, così come il derby di Genova a concludere il weekend domenica sera. tutte sfide che non necessitano grandissime presentazioni, ragion per la quale, come da mia abitudine quest'anno, mi focalizzo sul presentare altre sfide che generano grande interesse per i temi che metteranno in evidenza.

CHAMPIONSHIP, BRISTOL CITY - NORWICH (SABATO ORE 13.30)


La Championship, la serie B inglese, è sempre più un campionato interessantissimo da seguire, un tempo era amato dai nostalgici del Kick and Rush per il grande livello agonistico del campionato, tuttavia negli ultimi anni l'appetibilità della Premier League a livello economico ha convinto molti investitori a gettarsi nel business proprio acquisendo una squadra di Championship, affidarla ad un manager con principi di gioco maggiormente contemporanei per poi tentare la scalata alla massima divisione dove poter consolidare la posizione economica del club e, dunque, tentare di scalare la gerarchia del calcio inglese. 

Per questa ragione ogni stagione di Championship mostra dei progetti di grande interesse poi replicati in Premier League con più o meno successo: esempi positivi sono sicuramente quelli di Wolverhampton e Leeds, ma anche lo stesso Norwich che, pur retrocedendo, è riuscito a consolidare le proprie casse incassando dalle cessioni di Godfrey e Lewis 44 milioni di Euro, una cifra che impreziosisce il lavoro di scouting del club e che, sotto la guida di Daniel Farke, confermato alla guida della squadra non ostante la retrocessione, proveranno a ripetere l'esperimento con gli acquisti di Przemyslaw Placheta (esterno offensivo del Wroclaw, acquisto più oneroso dell'ultima finestra di mercato (3 milioni spesi) dopo il centravanti Hugill arrivato dal West Ham.

Ed è proprio la partita dei Canaries sul campo del Bristol City quella che inserisco nella watchlist di questo weekend, con i Robins che sono partiti molto bene in una stagione in cui la città del sud-ovest dell'Inghilterra si aspetta un passo di avanti in termini di ambizione da parte della squadra. Nel corso dell'estate si era parlato per la panchina di nomi come Chris Hughton, ex allenatore del Brighton, e niente meno che Steven Gerrard, ma alla fine si è deciso di dare una chance al traghettatore della fase finale della scorsa stagione, Dean Holden.

Il tecnico nord-irlandese ha settato la propria squadra su un 3-5-2 in cui l'occupazione dei mezzi spazi permette una rapida ed efficiente progressione del pallone, molto importante in questo contesto è il ruolo svolto dai due braccetti della difesa a 3 (in genere Wyner e Moore, quest'ultimo si alterna con Mawson) ed anche quello delle due mezzali (Weimann e Paterson) sempre molto abili a generare linee di passaggio e rendere sempre pericolose le fasi di possesso dei Robins associandosi all'esterno di parte in fase di sviluppo, mentre l'altra mezzala va a riempire l'area di rigore assieme alle due punte e l'esterno opposto.  Nell'esempio di cui all'immagine sopra si vede chiaramente il modo in cui la squadra attacca, con l'esterno sinistro che raggiunge il mezzo spazio, gli attaccanti che attirano i centrali difensivi, le due mezzali che si buttano dentro dopo aver portato il pallone in zona di rifinitura, dall'immagine si vede anche la posizione del vertice basso di centrocampo che, assieme ai tre centrali difensivi è chiamato a rallentare un'eventuale transizione avversaria.
Questa disposizione in campo ha permesso ai Robins di portare a casa le prime quattro partite di campionato salvo poi rallentare nelle ultime 4 partite dove ha raccolto 2 punti ma continuando a mostrare quanto di buono visto nelle prime giornate.

Il Norwich, invece, sta seguendo un percorso opposto a quello dei suoi avversari, dopo un inizio stentato, una serie di 3 vittorie consecutive fermata nel turno infrasettimanale dal pareggio raccolto nei minuti finali a Brentford, ha riportato la squadra allenata da Franke nelle posizioni di vertice che sono coerenti con la rosa a disposizione dell'allenatore tedesco.

Anche le statistiche (fonte WhoScored) suggeriscono che i Canaries sono probabilmente la squadra dalla maggior qualità in questo campionato, visto il dato del possesso palla (59,5% di media), quello della percentuale di passaggi completati (83,8%) a cui si aggiunge il dato dei tiri effettuati a partita (17,4) che la pongono in testa a tutte e tre le graduatorie, mostrando come il possesso palla prolungato porta anche ad una certa mole di produzione offensiva, d'altronde potendo contare li davanti su gente come Buendia, Cantwell,  Vrancic e Pukki ed i neo arrivati Placheta e Hugill è molto difficile sorprendersi per certi numeri.

Ciò che, invece, la squadra di Farke si è portata dietro dall'esperienza in Premier sono le difficoltà difensive, l'atteggiamento che porta tanti uomini nella metà campo avversaria inevitabilmente concede spazi agli avversari che la linea difensiva fatica a contenere, non a caso le statistiche affermano che il Norwich subisce più di 10 tiri a partita di media (nona in questa graduatoria).

La classifica vede le due squadre appaiate in classifica dopo il turno infrasettimanale, li davanti c'è il Reading che a sorpresa sta facendo corsa a se (7 vittorie ed 1 pareggio in 8 partite disputate), il percorso  ed i progetti delle due squadre non prevedono la possibilità di restare fuori dalle prime 6, una sconfitta nella sfida di Ashton Gate potrebbe mettere una delle due contendenti in una posizione scomoda mettendo a repentaglio quanto di buono costruito finora.


LA LIGA, CELTA VIGO - REAL SOCIEDAD (DOMENICA, ORE 16)


La sfida del Balaidos è un altro test importante per testare le ambizioni della Real Sociedad di Imanol Alguacil che, dopo aver fatto sognare San Sebastian la scorsa stagione fino al lockdown, quest'anno ci riprova pur con un calendario che ha aggiunto agli impegni della Liga quelli dell'Europa League. Nel corso dell'estate la società basca ha dovuto lavorare per trovare un sostituto di Martin Odegaard, tornato a Madrid dal prestito con un anno di anticipo, e non poteva esserci sostituto migliore che David Silva che ha deciso di vestire la maglia dei Los Txuri-urdin al termine del contratto con il Manchester City.

L'arrivo del mago ha permesso ad Alguacil di poter avere maggiore qualità a costo di avere meno corsa rispetto ad Odegaard, ma i meccanismi del 4-3-3 ordito dal tecnico basco hanno saputo subito adattarsi alle necessità dettate dal nuovo ingresso potenziandone ulteriormente i punti di forza.

Rispetto allo scorso anno la Real Sociedad sembra tenere meno il possesso (52,6% di media contro il 56,6% della scorsa stagione) ma la rapidità di pensiero e di esecuzione di David Silva e Mikel Oyarzabal rende possibile andare alla squadra andare al tiro con maggiore frequenza e maggiore pericolosità; come si evince dal grafico qui a fianco, il possesso palla si traduce con minore frequenza rispetto alla media in un accesso alla trequarti avversaria, tuttavia una volta raggiunta questa zona di campo, solo il Cadice accede con più frequenza all'area di rigore avversaria e non vi è dubbio che questo dato è ascrivibile all'impatto di David Silva in zona di rifinitura, non casualmente vi è lui in testa alla statistica dei passaggi effettuati verso l'area di rigore avversaria (20).

Il Celta, invece, si presenta a questa partita con la speranza di trovare un successo ed una prestazione che tolga la squadra da quella situazione di alunno intelligente che non si applica che ormai stiamo vivendo da circa tre stagioni: un roster che dalla trequarti in su dispone di giocatori di livello europeo, tuttavia sia a livello organizzativo sia a livello di roster nella metà campo difensiva, il livello della squadra galiziana è, a mio parere, molto basso, per cui nelle ultime due stagioni al Balaidos l'incubo retrocessione è stato scacciato solo all'ultima giornata e questo inizio di stagione, non ostante le sempre buone intenzioni in fase iniziale, continua a far temere per un'altra annata di sofferenza.

Per ovviare a questa situazione il tecnico Oscar Garcia ha deciso di schierare la squadra con un 3-5-2 che in fase di non possesso diventa un 5-3-2 in cui la squadra si abbassa molto e cerca di chiudere l'accesso all'area di rigore, un sistema che ha permesso di ridurre i rischi, tuttavia la difesa resta esposta a diversi errori individuali dei centrali; come si evince dal grafico qui a fianco, i dati relativi alla quantità di pressione esercitata in avanti mostrano il Celta al terzultimo posto, a dimostrazione del baricentro basso tenuto dalla squadra.
Tuttavia in questo contesto così difficile la squadra galiziana sta lanciando qualche elemento dalla propria cantera che aggiunge un senso di identità galiziana alla squadra, gli esempi più interessanti sono il terzino destro (usato come quinto di destra) Sergio Carreira, autore del goal del pareggio nell'ultima sfida di campionato a Levante, elemento molto valido in fase di possesso ma che ha molto da lavorare in fase difensiva, l'altro elemento di interesse è il diciottenne Gabriel Veiga, giocatore la cui caratteristica di buttarsi negli spazi senza palla si può rilevare come decisiva in una squadra che sembra avere mancanze sotto questo aspetto.

Le sfide contro Barcellona e Atletico Madrid hanno mostrato le difficoltà della squadra galiziana nel rendersi pericolosa nella metà campo avversaria, la partita contro un'altra squadra di livello metterà alla prova i meccanismi, specie quelli offensivi, e capire se questa stagione può essere di livello superiore rispetto alle ultime due; allo stesso tempo la partita di Europa League di ieri sera della Real Sociedad contro il Napoli ha mostrato le difficoltà dei baschi nel rendersi pericolosa nel momento in cui trova di fronte una squadra che difende con un blocco basso, per cui anche dagli uomini di Alguacil ci si aspetta un ulteriore salto di qualità che possa giustificare le speranze di una stagione di vertice.


PREMIER LEAGUE, LIVERPOOL-WEST HAM (SABATO ORE 18.30)


Per il Liverpool dopo la Champions, la Supercoppa Europea ed il Mondiale per Club del 2019 e la vittoria della Premier nel 2020, si trova a dover fronteggiare una stagione che sembra una gigantesca corsa ad ostacoli, con una catena di infortuni clamorosa nel reparto centrale difensivo che pone non pochi interrogativi su quale possa essere la tenuta dei Reds in questa stagione e soprattutto quanto l'infortunio di Van Dijk metta di fronte Klopp al quesito su quanto sia necessario insistere su una fase di non possesso aggressiva in assenza del miglior difensore del mondo negli uno contro uno: la prima risposta è arrivata facendo scalare Fabinho al centro della difesa, ma nella sfida di martedì in Champions contro il Midtjylland anche il brasiliano è dovuto uscire anzitempo per infortunio costringendo Klopp ad inserire Williams in quella posizione.

Le difficoltà nel gestire questo tipo di situazione per la squadra di Klopp sono evidenti, soprattutto in termini di spazio lasciato alle spalle della linea difensiva, specie quando i due terzini (ossia i registi occulti della squadra, ma neanche tanto occulti), si spingono molto in avanti senza lasciare le giuste coperture: una situazione di questo tipo ha causato il clamoroso tonfo contro l'Aston Villa prima di entrare nella pausa per le nazionali.
In una situazione di questo tipo si aggiunge anche la necessità di dover gestire i tanti impegni ravvicinati, questo sta progressivamente portato Klopp a mantenere lo stesso tipo di strategia ma modificando progressivamente lo schieramento in campo della squadra anche mediante rotazioni degli uomini tra una partita e l'altra: nelle due partite di Champions fin qui disputate, per esempio, Klopp ha contemporaneamente tolto dal campo i tre d'attacco durante la sfida contro l'Ajax e tenendoli in panchina nei primi 60' della sfida contro il Midtjylland, una situazione inedita rispetto agli scorsi anni, dove Mane, Firmino e Salah erano pressoché inamovibili; tuttavia la principale novità sta anche nel fatto che il tecnico tedesco, anche grazie all'innesto di Thiago, stia iniziando a pensare a mettere da parte in alcune circostanze il 4-3-3 verso un 4-2-3-1 con dunque un doppio mediano che copra le avanzate dei terzini e protegga la difesa dalle eventuali transizioni avversarie: questo schieramento lo abbiamo vista sia nella partita contro lo Sheffield United dello scorso weekend, sia contro il Midtjylland in Champions, seppur con diversi interpreti.




Il West Ham si presenta ad Anfield Road, invece, dall'alto di una striscia positiva di 4 risultati utili consecutivi raccolti nell'ordine contro Wolverhampton, Leicester, Tottenham e Manchester City: in ognuna di queste partite la squadra di Moyes ha messo in mostra diverse qualità che le hanno consentito di portare a casa con brillantezza il risultato finale: di queste quattro partite, in cui gli Hammers hanno raccolto 8 punti, quella che ha dato le maggiori emozioni ai tifosi è stata sicuramente la partita pareggiata a White Hart Lane contro il Tottenham rimontando tre reti nei 15 minuti finali di partita con il goal del pareggio realizzato da Lanzini con una magnifica conclusione da fuori area.

Nel corso del mercato il club ha cercato a tutti i costi di mettere sotto contratto un difensore di spessore, per diverse settimane c'è stato un forte forcing sul Burnley per cedere Tarkowski (si è arrivati ad offrire anche a 40 milioni di Euro), tuttavia Sean Dyche ha resistito alla tentazione di cederlo e così per ovviare a quelli che sono i limiti della difesa centrale, David Moyes ha deciso di passare in maniera definitiva alla difesa a 5 e ad una fase di possesso con un blocco basso con due centrocampisti come Soucek e Rice a proteggere la zona centrale del campo, questo permette agli elementi di maggior tasso tecnico della squadra di poter svolgere i propri compiti difensivi in maniera limitata e sempre pronti a muoversi in transizione dove possono sfruttare al meglio le proprie qualità in conduzione ed associarsi con gli esterni difensivi molto abili a generare pericolose sovrapposizioni.

Attuando questa strategia la squadra di Moyes si sta rivelando una delle più efficienti su entrambi i fronti di gioco, infatti il grafico che ho elaborato mediante le statistiche rese disponibili da StatsBomb tramite la piattaforma FbRef ci mostra come gli Hammers stiano viaggiando sopra la media sia in termini di xG prodotti per ogni partita che in termini di xG subiti, questo è anche dovuto al fatto che questa strategia esalta anche le caratteristiche di molti elementi chiave della formazione londinese, in particolare sono esaltate le qualità di Pablo Fornals e Jarrod Bowen così come crescono progressivamente le quotazioni di Tomas Soucek a centrocampo, giocatore che già lo scorso anno allo Slavia Praga aveva mostrato tutta la sua intelligenza e la sua qualità sia in fase di possesso che in fase di non possesso.

Per capire, quindi, i progressi e gli adattamenti del Liverpool, il test contro gli Hammers è davvero importante e ci darà davvero tante informazioni da cui potremo ipotizzare che Liverpool sarà nei prossimi mesi e se questo Liverpool sia in grado di confermare il titolo conquistato nella scorsa stagione.

BUNDESLIGA, BORUSSIA MOENCHENGLADBACH-RB LIPSIA (SABATO ORE 18.30)


La sfida tra queste due squadre è sicuramente il match più interessante di questo weekend, vedremo ancora una volta l'uno contro l'altro Marco Rose e Julien Nagelsmann, due degli allenatori che appartengono ad una scuola calcistica simile, con il tecnico del Gladbach che è uno dei discepoli della scuola Rangnick e del modello Red Bull, e l'altro che in questo momento sta portando il club di punta di questo progetto nato in Austria verso vette ogni anno sempre più elevate dopo aver raggiunto lo scorso anno la semifinale di Champions League.

Il Gladbach è partito in Bundesliga ad un ritmo non altissimo, complici alcuni infortuni che hanno tenuto fuori Thuram e Plea nelle battute iniziali della stagione e che tuttora mostrano di non essere al 100% della forma, soprattutto quest'ultimo, autore di molti errori di esecuzione e di scarsa lucidità nella partita di Champions contro il Real Madrid che i Die Fohlen hanno gettato alle ortiche nei minuti di recupero.






Non ostante queste difficoltà nella tenuta fisica (ed anche mentale) della squadra nell'arco dei 90 minuti, è visibile la mano dell'allenatore austriaco, così come è visibile il modo in cui la squadra sia cresciuta sotto la sua gestione: l'evoluzione della squadra ha portato i Die Fohlen a non essere solo riconoscibile per le sua capacità di stritolare l'avversario in fase di non possesso (atteggiamento che è stato, tra l'altro, in parte smussato, basta vedere il blocco posizionale medio utilizzato contro Inter e Real in Champions) ma anche per il sistema molto lucido in fase di possesso, con la coppia di centrali di centrocampo Kramer e Neuhaus sempre molto abili a gestire il possesso del pallone e le rotazioni posizionali sulla trequarti avversaria grazie ai movimenti di Thuram che taglia dall'esterno, Plea che viene incontro in zona di rifinitura e la grande lettura degli spazi di Stindl. Questi movimenti e questa confidenza in fase di possesso ha permesso alla squadra di Rose nella scorsa stagione di mandare in tilt la fase di non possesso di Wolfsburg e dello stesso Lipsia, per questo motivo l'assalto dei bianco-verdi alla capolista della Bundesliga potrebbe darci indicazioni molto importanti sulle ambizioni di entrambe le squadre.

Riguardo il Lipsia, la squadra di Nagelsmann ed il suo modello di lavoro è stato oggetto di numerosi post sul mio blog: la partenza di Werner sembrava potesse ridimensionare la stagione della squadra sassone dopo la semifinale di Champions dello scorso anno, ed invece ecco che dopo 5 giornate sono in testa alla Bundesliga alla vigilia di una partita che potrebbe realmente darci la giusta dimensione della squadra.


Tuttavia la pesante sconfitta (quanto meno per il punteggio) subita a Manchester in Champions League mercoledì sera ha mostrato alcuni punti di debolezza del sistema predisposto da Nagelsmann; lo United ha praticamente ingabbiato Kevin Kampl, il deus ex machina attorno al quale gira il sistema del Lipsia, isolandolo il gioco del Lipsia ha ristagnato nella zona destra del campo anche perché la carta Angelino non poteva essere imbeccata come nelle partite precedenti visto che l'esterno ex Manchester City era tenuto a bada da Wan-Bissaka. Sicuramente Rose avrà avuto modo di osservare le difficoltà della squadra di Nagelsmann a Manchester e, vista la capacità mostrata contro il Real di saper ingabbiare la manovra offensiva avversaria, starà già all'opera per replicare il trattamento alla capolista della Bundesliga. Il grafico indicato sopra mostra il livello di coinvolgimento di Kampl sinora nelle partite del Lipsia, non è casuale come le partite in cui il coinvolgimento è stato minore (ossia le partite contro Manchester e Leverkusen) il Lipsia non sia stato in grado di dominare la partita come voluto dal suo allenatore e, soprattutto, rappresentano le due partite in stagione in cui il Lipsia non ha vinto, per cui la trasferta a Moenchengladbach servirà a capire se Nagelsmann ha un piano B per la sua squadra dando per assodato che Rose cercherà di ingabbiare il centrocampista slovacco.


JUPILER PRO LEAGUE, ANDERLECHT-ANVERSA (DOMENICA ORE 13.30)


Il massimo campionato belga continua a generare spunti di grande interesse, come già segnalato in un post di due settimane fa, ma questo interesse non riguarda solo la fucina di talenti che questo campionato mette in vetrina, ma anche l'aumento di livello tecnico della competizione, che è dimostrata dai buoni risultati del Bruges in Champions (4 punti in 2 partite e contro la Lazio avrebbe meritato di portare a casa anche la seconda vittoria), ed anche dalla classifica cortissima con 11 squadre in 6 punti.

A comandare la classifica si trova l'Anversa, squadra dalla grandissima tradizione ma che sembrava caduta in disgrazia negli ultimi anni, tuttavia dopo una risalita avvenuta negli ultimi anni, la squadra più antica del Belgio si trova oggi in vetta alla classifica del campionato dopo un inizio complicato (una vittoria nelle prime 4 giornate) in cui comunque ha portato a casa la coppa nazionale e adesso, dopo che la squadra ha interiorizzato i concetti di Ivan Leko, ha iniziato una scalata che l'ha portata ad issarsi momentaneamente in vetta. Per continuare questo periodo favorevole arriva un test importante, ossia la sfida contro l'Anderlecht di Vincent Kompany, una sfida dall'enorme blasone visto che parliamo delle ultime due squadre belga ad aver raggiunto una finale in una coppa europea, ossia le finali di Coppa delle Coppe del 1990 e del 1993 perse contro la Samp di Vialli e Mancini ed il Parma di Nevio Scala.

Il sistema di gioco che Leko sta implementando ad Anversa segue dei principi che in Italia conosciamo bene in quanto sono gli stessi proposti da Gasperini e Juric, 3-5-2 con marcature a uomo a tutto campo ed i due esterni in perenne proiezione offensiva. 
Come si evince da questa immagine presa dalla partita contro il Tottenham in Europa League, il centrale difensivo di sinistra De Laet ha seguito Bale fino al limite della sua area di rigore, quante volte avete visto fare la stessa cosa per esempio da Toloi o Palomino in serie A?

In fase di possesso il gioco dell'Anversa si basa sulla ricerca della giocata in verticale, il target è il centravanti Mbokani, che ha girovagato per l'Europa nel corso della sua carriera e che in Belgio sta trovando una discreta continuità di rendimento tanto da aver realizzato 4 reti in questo primo scorcio di stagione, una continuità in fase di finalizzazione che negli anni precedenti della sua carriera di fatto non si era mai vista; infine, a differenza di altre squadre della Jupiler Premier League l'età media della squadra di Leko è molto alta: lo stesso Mbokani ha 34 anni, il capitano Haroun perno del centrocampo ne ha uno in più. mentre elementi come l'esterno sinistro Juklerod (26 anni) ed i centrali difensivi Seck (28) e De Laet (31) sono nel già nel pieno se non oltre della loro maturità sportiva; tra gli elementi, invece, che hanno ancora una futuribilità e che quindi saranno interessanti da seguire in questa stagione, vi sono l'esterno destro giapponese Miyoshi (23 anni) e gli interni di centrocampo Hongla e Gerkens (22 e 25 anni rispettivamente).

L'Anderlecht, invece, sotto la guida di Vincent Kompany ha iniziato un percorso di ricostruzione della squadra dopo le deludenti prestazioni delle ultime stagioni e dopo aver messo le casse della società al sicuro con la cessione definitiva di Saelemakers al Milan e le cessioni di Roofe ai Rangers e soprattutto quella del gioellino Doku al Rennes, per un incasso totale di 39 milioni di Euro; i bianco-malva sono fuori dall'Europa in questa stagione e per questo hanno deciso di ringiovanire la rosa lanciando in prima squadra una formazione dall'età media molto bassa (per esempio nell'ultima partita di campionato era poco al di sopra di 23 anni) sulla quale l'ex capitano del Manchester City sta cucendo un sistema basato sui principi del calcio posizionale basato sul possesso palla (secondo possesso palla medio del campionato, 54,8%, alle spalle del solo Gent) ed il cui centro gravitazionale è il prossimo gioiello promesso del settore giovanile, ossia Yari Verschaeren, classe 2001 a cui Kompany sta progressivamente assegnando a lui compiti di sviluppo e di costruzione della manovra (fino allo scorso anno agiva maggiormente in zona rifinitura) facendogli seguire il percorso che un suo predecessore con quella maglia, ossia Dennis Praet, ha seguito con la maglia della Samp sotto la gestione di Marco Giampaolo.



Il minutaggio di questa stagione (212 minuti) non è ancora sufficiente a capire cosa ne sarà di questa transizione, ma si evince (dati SmarterScout) un'ottima capacità di recuperare palloni grazie ad un ottimo senso della posizione, mentre per essere appetibile su livelli superiori dovrà migliorare la difesa della palla, fondamentale non ancora al top a causa della sua esilità che può penalizzarlo contro squadre ricche di fisicità a centrocampo, tuttavia non si è preoccupato di questo Roberto Martinez che gli ha già concesso due apparizioni con la maglia della nazionale dove è stato utilizzato nei 3 di attacco del 3-4-3, mentre Kompany al momento lo alterna tra i tre d'attacco ed i tre di centrocampo nel suo 4-3-3, insomma la partita di domenica sarà molto bello vedere questo giocatore alle prese con le marcature a uomo del centrocampo dell'Anversa. 

Sarà dunque una partita tra due tipologie di squadra davvero molto differenti, da un lato il calcio di possesso e la rosa giovane dell'Anderlecht di Kompany, dall'altra parte il calcio diretto ed aggressivo dell'Anversa di Leko, uno scontro che merita tutta la nostra attenzione in questo weekend.

Friday, 18 September 2020

Consigli per il weekend calcistico Stagione 20/21 Ep. 1

Con la ripresa della Bundesliga e della Serie A la stagione calcistica 2020/2021 entra definitivamente nel vivo e con essa cercherò di analizzare di settimana in settimana elementi di particolare interesse scaturiti dai match disputati nel corso delle settimane precedenti per orientarci nel ginepraio di partite che ogni weekend ci metterà di fronte.

Partiamo dunque con l'analisi di questo weekend che mette in programma già partite di assoluto interesse (ogni riferimento a Chelsea-Liverpool non è casuale) ma che allo stesso tempo sarà orfana di alcune protagoniste (come il Barcellona nella Liga o Inter, Atalanta e Lazio in serie A), per questo motivo sarà interessante andare a focalizzarci su squadre già viste all'opera in queste prime settimane di questa nuova stagione o compagini che hanno progetti tecnici meritevoli di particolare attenzione.


PARMA-NAPOLI (DOMENICA ORE 12.30)


La scelta della partita da seguire per la prima del nostro massimo campionato sarebbe potuta anche cadere su Sassuolo-Cagliari, con un incrocio tra De Zerbi e Di Francesco che promette in ogni caso grande spettacolo, ma ho preferito virare sulla sfida del Tardini perché di fronte ci sono due squadre che stanno ricostruendo una propria identità e, per questo motivo, sarà molto interessante capire a che punto è il lavoro di Liverani e Gattuso.

Appena terminato lo scorso campionato, forse complice il cambio di assetto proprietario, il Parma ha vissuto una mini-rivoluzione tecnica, con l'addio di Faggiano e, conseguentemente, quello di D'Aversa, per passare alla direzione di Carli con Fabio Liverani alla guida tecnica: l'ex tecnico del Lecce ha mostrato idee di gioco molto interessanti in Salento nella scorsa stagione, un'idea praticamente opposta a quella del suo predecessore che, almeno nelle fasi iniziali di questa stagione, può portare delle difficoltà per la squadra emiliana.


La principale novità che Liverani ha portato con se è quella di tenere una linea difensiva più alta, un cambiamento non da poco per una squadra che con D'Aversa è sempre stata abituata a difendere sostanzialmente in area di rigore; nell'immagine qui a fianco, tratta dalla partita amichevole contro l'Empoli, si nota l'altezza della linea ma anche una maggiore propensione a lasciare spazi alle spalle in caso di uscita aggressiva di uno dei centrali difensivi (come accade in questo caso), per questo motivo servirà molto lavoro sul campo d'allenamento e sarà la sfida più importante per Liverani, ed il battesimo contro l'attacco del Napoli ci dirà molto sullo stato dei lavori.

Il Napoli ha iniziato il proprio cambiamento a dicembre dello scorso anno, quando ha deciso di sollevare dall'incarico Carlo Ancelotti consegnando una squadra sostanzialmente a fine ciclo nelle mani di Rino Gattuso; il lavoro del tecnico calabrese ha vissuto di alti e bassi proprio per le difficoltà a trovare un sistema in grado di mettere a proprio agio i calciatori presenti in rosa: la sua visione di gioco prevede un possesso palla che parta dal portiere ed un'aggressione alta sulla costruzione avversaria, un'idea, quest'ultima, che si è scontrata con la difficoltà mostrata dai suoi interpreti, di eseguire questo tipo di lavoro, per questa ragione i maggiori successi del Napoli (in particolare la vittoria della Coppa Italia) nella fase finale della scorsa stagione, sono nati grazie alla rinuncia di Gattuso ad adottare questa strategia optando per un blocco basso che ha disinnescato la manovra offensiva avversaria, permettendo ai partenopei di ottenere lo scalpo di Inter, in semifinale di Coppa Italia, Juventus in finale e limitando parecchio il Barcellona nell'ondata degli ottavi di Champions.

Il risvolto della medaglia di un baricentro basso come quello avuto dal Napoli in determinate partite la scorsa stagione era quello di non essere in grado di essere pericolosa in transizione offensiva, visto che le soluzioni offensive come Insigne o Mertens non sono propriamente dei velocisti, per questa ragione Gattuso sta studiando le mosse per migliorare la pressione alta ed allo stesso tempo avere delle opzioni importanti in fase di ripartenza, questa necessità ha portato a due soluzioni: la prima è l'arrivo di Victor Osimhen, acquisto più oneroso della storia del Napoli, la seconda è il possibile passaggio al 4-2-3-1 con Mertens in una posizione alle spalle del centravanti nigeriano.

Con l'arrivo del centravanti nigeriano dal Lille il Napoli si è assicurato un giocatore molto abile in fase di pressione (31% di pressioni vincenti, secondo i dati StatsBomb elaborati dalla piattaforma FBRef) ma anche un giocatore in grado di fare malissimo se lanciato in progressione ed anche utile in caso ci sia da affrontare un duello aereo e giocare di sponda; raccontato così sembra che si stia parlando di un giocatore perfetto, ma essendo un attaccante non deve mancare la fase realizzativa, e qui i livelli non sono propriamente eccezionali: come si desume dai dati riportati, tra i principali realizzatori della scorsa Ligue 1, Osimhen è l'unico ad avere un differenziale negativo tra goal realizzati e xG, per questo motivo. L'esordio al Tardini, quindi, ci darà tante importanti informazioni su come sarà questo Napoli.


SOUTHAMPTON-TOTTENHAM (DOMENICA, ORE 13)


La Premier ha avuto il suo battesimo nello scorso weekend, seppur a ranghi ridotti visto il rinvio delle partite delle due squadre di Manchester ed è stata oggetto di un post di presentazione su questo blog la scorsa settimana; in questo weekend il big-match sarà senz'altro quello tra Chelsea e Liverpool, con Lampard già chiamato a mostrare qualcosa contro i campioni in carica dopo l'esordio vincente ma molto balbettante in quel di Brighton, guarderemo con curiosità anche l'Arsenal che affronta il West Ham, l'Everton di Ancelotti che affronta in casa il WBA ed anche il Leeds di Bielsa che affronta il Fulhma di Parker ad Elland Road, tutte squadre in cerca di conferme positive dopo le ottime prestazioni nella prima giornata.  

Chi, invece, dalla prima giornata, ne è uscito ridimensionato sono Southampton e Tottenham, entrambe sconfitte di misura, rispettivamente da Crystal Palace ed Everton, e che hanno denotato difficoltà che questa partita ci dirà quanto sono lontane dall'essere risolte.

Il calcio del Southampton è fatto di occupazione degli spazi nella metà campo avversaria ed aggressione in zone alte del campo (il PPDA di 3,61 fatto registrare contro il Crystal Palace lo dimostra), genera anche situazioni pericolose in fase di transizione difensiva, dove la scelta di difendere in uno contro uno genera situazioni come quella che hanno portato al goal di Zaha nonché le diverse occasioni in contropiede che la squadra di Hassenhuttl ha subito nel corso della partita. Nell'esempio della foto si nota l'assenza di marcature preventive, soprattutto su Zaha che, in teoria, dovrebbe essere il giocatore avversario più pericoloso; dato che nel sud dell'Inghilterra domenica si presenterà un'altra squadra che ama difendere nella propria metà campo e sfruttare le transizioni come il Tottenham, per i Saints il test su come gestire questo tipo di partite è a dir poco probante.

Per il Tottenham e per Mourinho, invece, iniziare la Premier con due sconfitte in due partite sarebbe devastante a livello morale per una squadra, come denunciato più volte dall'allenatore portoghese, che già non si distingue per forza mentale; ma non è certo questo il problema principale visto sul campo dagli Spurs: nel giro di pochi mesi Mou ha dato al Tottenham l'identità che ha dato sempre alle sue squadre negli ultimi anni, ossia tanta passività ed attacchi solamente in transizione.

La Passmap della partita contro l'Everton (fonte Between the Posts) ha messo a nudo i limiti degli Spurs e delle scelte del suo tecnico: come si evince Alli e Kane si trovano sostanzialmente isolati dal gioco che progredisce solo tramite le catene esterne ma senza alcun accesso alla zona centrale del campo; il motivo è la scelta degli uomini in mezzo al campo, dove Mourinho ha scelto per tutto il match di fare a meno di Lo Celso, l'unico che sarebbe in grado di muovere il pallone per vie centrali con cognizione di causa; la trasferta di Southampton metterà il Tottenham di fronte ad una squadra decisamente aggressiva ma con i difetti in transizione difensiva che abbiamo visto sopra, per cui difficilmente vedremo Mou affrontare la sfida con un piano gara diverso, proprio perché il contesto sembra ideale per un contesto di baricentro basso e ripartenze che sfruttano la velocità di Lucas Moura e Son, ma se anche stavolta la partita richiederà un cambio di strategia come se la caverà?


HUESCA-CADICE (DOMENICA ORE 16)


Anche la Liga è tornata in campo la scorsa settimana, anch'essa a ranghi ridotti (e lo sarà anche questo weekend), per cui queste prime due giornate ci serviranno a conoscere meglio le squadre che vivono meno sotto la luce dei riflettori mainstream, ma che rendono la Liga il campionato più competitivo al mondo.

Per questa ragione la partita che consiglio per questo weekend vede di fronte addirittura due neopromosse, ossia l'Huesca ed il Cadice, con gli aragonesi che si presentano a questa partita forti del primo punto ottenuto in casa del Villarreal di Unai Emery mentre la squadra andalusa è stata sconfitta in casa dall'Osasuna per 2-0 ma non uscendone male dal punto di vista della prestazione; le neopromosse negli ultimi anni hanno portato nella Liga tanta qualità sia a livello tecnico che tattico alzando di molto il livello del campionato stesso, gli ultimi esempi sono quelli di Osasuna e Granada che tanto bene hanno figurato nell'ultima stagione, con gli andalusi che addirittura hanno trovato la qualificazione ai preliminari di Europa League.

L'Huesca arriva a questa partita con il punto ottenuto a Villarreal giocando, specie nel primo tempo, una partita di grande qualità, specie in fase di impostazione, con la squadra allenata da Michel che non ha paura a giocare palla a terra da dietro anche in presenza di un pressing aggressivo, contro il Villarreal abbiamo avuto modo di ammirare le qualità del terzino sinistro Galan in questa fase di gioco.






Il Cadice si presenta a questa Liga dopo aver sostanzialmente dominato la Segunda lo scorso anno e gestendo il vantaggio nella fase post-lockdown; lo stile di gioco della squadra andalusa, allenata da Alvaro Cervera, mostra una tensione decisamente più verticale potendo contare su un veterano come Alvaro Negredo al centro dell'attacco.

La Passmap della partita (fonte Between the Posts) contro l'Osasuna mostra chiaramente come le principali connessioni di gioco siano quelle tra il portiere ed Alvaro Negredo oppure le combinazioni sugli esterni (25 cross effettuati), in questo contesto, però, è emerso l'esterno offensivo classe 1994 Jorge Pombo, giocatore molto abile negli uno contro uno (4 dribbling riusciti contro l'Osasuna) e molto aggressivo in fase di non possesso, sarà molto interessante il suo duello con Maffeo su quella fascia.






BORUSSIA DORTMUND-BORUSSIA MOENCHENGLADBACH (SABATO ORE 18.30)


Tempo di dare il via al campionato anche nella Bundesliga tedesca, campionato che può vantare di avere tra le fila la vincitrice ed una semifinalista uscente dell'ultima Champions League oltre ad aver creato una generazione di allenatori che oggi sono presi a modello in Europa, rendendo la Bundesliga quindi un grande incubatore di novità tattica e rampa di lancio internazionale per grandissimi talenti.

Il calendario della prima giornata ha creato da subito degli accoppiamenti interessanti, tra cui l'esordio dei campioni del Bayern contro lo Schalke, ma anche la sfida tra Wolfsburg e Bayer Leverkusen, ma sicuramente a meritare la massima attenzione è la sfida tra il Borussia Moenchengladbach di Marco Rose ed il Borussia Dortmund allenato da Lucien Favre ed ancora più tracimante di talento rispetto allo scorso anno.

Il Dortmund si presenta a questa stagione con l'ambizione di contendere davvero il titolo al Bayern Monaco, l'unico fuoriuscito dal mercato è stato Hakimi che, però, è stato sostituito più che degnamente da Meunier; alla fine anche Jadon Sancho è rimasto a disposizione del tecnico svizzero che spera di poter contare anche del miglior Marco Reus, mentre a centrocampo l'arrivo di Bellingham aggiunge una nuova scelta per Favre che, in questo modo, può retrocedere Emre Can nella difesa a 3 che rimane, anche a livello di profondità numerica, il tallone d'Achille della squadra che, però, potrà contare su un assetto tattico consolidato, ossia il 3-4-3, che mette a proprio agio tutti i talentuosissimi talenti di cui dispone.

In fase di impostazione i 3 difensori ed i 2 centrocampisti formano le linee di costruzione al fine di avere superiorità numerica rispetto al pressing avversario o, come nel caso della partita di coppa della scorsa settimana contro il Duisburg vengono creati spazi per rendere possibile l'innesco dei trequartisti in zona di rifinitura in cui accede eventualmente anche uno dei centrocampisti centrali.
Raggiunta la metà campo avversaria i 5 "invasori" sono composti dai due esterni che danno l'ampiezza mentre le tre punte (in questo caso Haaland, Sancho e Reyna) occupano le corsie centrali, in questo modo la squadra può innescare al meglio il talento infinito di cui dispone li davanti. Questo assetto è quello che Favre ha raggiunto con il 3-4-3 impostato a partire dal girone di ritorno della scorsa stagione e reso letale grazie all'arrivo di Haaland.

Il Gladbach, invece, si presenta a questa stagione con la rinnovata ambizione data dal ritorno nella fase a gironi di Champions e da un progetto tecnico di spessore grazie al lavoro di Marco Rose in panchina, un progetto che avrà la sua continuità in questa stagione grazie al mantenimento della rosa dello scorso anno a cui sono stati aggiunti due elementi come Wolf e Lazaro a dare maggiore profondità al centrocampo.
Sulla base delle indicazioni ricevute dal precampionato e dalla partita di Coppa di Germania, con ogni probabilità Rose utilizzerà il 4-4-2 che diventa 4-2-2-2 in fase di possesso con i due esterni offensivi che si accentrano in zona rifinitura e si associano con le due punte, una situazione posizionale che vedete rappresentata nell'esempio a fianco, con i terzini che danno ampiezza ed i due esterni che entrano in campo ed occupano i mezzi spazi; in fase di non possesso Marco Rose l'hanno scorso ha avuto un approccio meno aggressivo rispetto a quello visto nei suoi anni a Salisburgo (PPDA nella scorsa Bundesliga pari a 10,82), la pressione viene attivata solo di fronte a determinati trigger, per questo motivo non sempre vediamo folate di giocatori che vanno a ri-aggredire il pallone come accade per tutte le squadre allenate da allievi di Ralf Rangnick, chissà che al secondo anno il tecnico austriaco non abbia intenzione di alzare il livello della propria squadra a partire da queste situazioni ed il Borussia Dortmund potrebbe essere un ottimo banco di prova.

RENNES-MONACO (SABATO ORE 21)


Il campionato francese, complice il fatto che ha chiuso le ostilità della stagione 2019-2020 senza rientrare dal lockdown, in questo weekend scende in campo per la quarta giornata; dopo tre giornate, abbastanza a sorpresa, a comandare la classifica è il Saint Etienne di Claude Puel, in testa a punteggio pieno e senza reti subite; il capolavoro per i verdi è arrivato proprio ieri sera grazie alla vittoria per 2-0 sul campo del Marsiglia in una sfida che valeva il primato in classifica.

Non ostante la squadra di Puel sia la capolista, due delle squadre che più hanno impresso positivamente in queste tre giornate sono Rennes e Monaco che si affrontano sabato sera in una sfida che potrebbe valere il primato visto il contemporaneo impegno ostico del Saint-Etienne a Nantes e la trasferta del Lille a Marsiglia.

La squadra bretone ha una società con importanti ambizioni, concretizzabili anche grazie alla qualificazione in Champions League ottenuta nella scorsa stagione, questo ha permesso al Rennes di poter trattenere (almeno finora) i migliori elementi della rosa (incluso quel fenomeno di Camavinga a centrocampo); Julien Stephan ha costruito una squadra che si differenzia moltissimo rispetto alla tendenza delle squadre francesi di costruire squadre che pensano prima a difendere, ha implementato un 4-3-3 con concetti di gioco posizionale e con tanta tecnica in fase di rifinitura dell'azione grazie ad interpreti come Raphael (2,3 dribbling e 1,3 key passes a partita finora, numeri in continuità con quelli della scorsa stagione). A questo contesto tecnico la società sta supportando l'allenatore con gli acquisti di Guirassy al centro dell'attacco (doppietta all'esordio la scorsa settimana) prelevato dall'Amiens, e di Terrier, esterno offensivo arrivato dal Lione e giocatore di cui si attende l'esplosione in questa stagione, a questo si aggiunge la capacità di buttare nella mischia i talenti del proprio settore giovanile, lo scorso anno c'è stata l'esplosione di Camavinga, questa, invece, sembra essere la stagione di Brandon Soppy, terzino destro classe 2002, già in grado di mettersi in mostra grazie alla sua grande aggressività e l'uso del fisico nei duelli individuali.

Dall'altra parte abbiamo il Monaco di Niko Kovac, giunto quest'estate al posto di Moreno che, prima del lockdown, sembrava aver trovato un sistema per far funzionare la squadra monegasca; il tecnico croato è intervenuto nel solco del lavoro iniziato dal suo predecessore istituzionalizzando un 4-3-3 in cui mettere a proprio agio i giocatori di maggiore tecnica come Golovin e Cesc Fabregas, affiancandoli a giocatori in grado di equilibrare lo schieramento come Fofana (arrivato nel mercato di gennaio scorso dallo Strasburgo) e Tchouameni (tornato dal prestito a Bordeaux); la strategia dell'ex allenatore del Bayern ha finora portato 7 punti in 3 partite, con miglioramenti costanti principalmente nella fase difensiva, dove quest'anno il Monaco può anche contare su Axel Disasi, decisamente uno dei migliori centrali difensivi della scorsa stagione con la maglia del Reims.

Il lavoro di Stephan sembra essere, naturalmente, in uno stato più avanzato rispetto a quello di Kovac, per cui i bretoni partono favoriti, ma sarà importante leggere il comportamento delle due squadre contro avversari che amano giocare il pallone allo stesso modo e soprattutto sarà importante capire lo stato di salute a livello difensivo di queste due squadre contro attacchi ben strutturati e dotati di grande qualità individuale.


IL PSV DI SCHMIDT (PSV-EMMEN, SABATO ORE 20)


Uno dei progetti tecnici più attesi di questa stagione è quello che ha riportato Roger Schmidt in Europa, dove ha accettato l'offerta del PSV per rendere nuovamente competitiva la squadra di Eindhoven e per implementare le sue idee di calcio nel laboratorio tattico per eccellenza d'Europa, ossia l'Olanda; il calcio di Schmidt è l'estremizzazione dei concetti iper-verticali resi celebri dal Ralf Rangnick e dal metodo Red Bull, dunque ricerca continua della verticalità ed immediata riaggressione sul portatore di palla, nel suo caso addirittura innescata da un passaggio in verticale volutamente sbagliato.

Nella prima giornata di campionato a Groningen abbiamo vista solo a sprazzi le idee di gioco del tecnico austriaco che, probabilmente sta ancora valutando gli uomini a propria disposizione, tanto che abbiamo visto lunghi tratti di possesso prolungato e sviluppo dell'azione mediante un approccio di calcio posizionale con il 4-4-2 di partenza che si trasforma in un 3-1-4-2 in fase di possesso, dove uno dei centrocampisti centrali si abbassa tra i centrali di difesa per far partire l'azione, gli esterni d'attacco che occupano i mezzi spazi in zona di rifinitura (zona di campo fondamentale nei principi di gioco di Schmidt) mentre i due terzini forniscono l'ampiezza.

In questa immagine si notano i principi di Schmidt con la squadra che, già dalla fase di possesso, sta pensando ad un'eventuale recupero palla in caso il giocatore in possesso perda il duello individuale, nelle immediate vicinanze del pallone ci sono 4 uomini più altri 3 pronti ad andare in chiusura (ed il terzino sinistro è fuori dall'inquadratura ma è largo a sinistra), in questo momento il PSV ha solo 2 uomini in marcatura preventiva, tuttavia l'atteggiamento aggressivo porta il Groningen a lasciare un solo giocatore contro la linea difensiva che, dunque, può operare in superiorità numerica.
Non abbiamo visto spesso, tuttavia, questo tipo di approccio nel corso della partita di Groningen, per cui vedremo se, con una settimana di lavoro in più, vedremo questi principi applicati con maggiore continuità.

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