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Wednesday, 19 July 2023

Appunti dal precampionato: il Tottenham

Foto: Account Twitter Tottenham

Con la stagione 2023/2024 che avrà inizio tra poco meno di un mese, questo è il momento delle amichevoli precampionato, partite che non hanno valore in termini di risultato ma che sono molto utili agli allenatori per mettere in pratica determinate idee di gioco ed anche per provare alcuni calciatori in vista di un loro possibile utilizzo nel corso della stagione o se decidere di mandarli in prestito/cederli in base alle risposte derivanti da queste partite.

Per un osservatore esterno, quindi, cosa è utile osservare in queste partite? Questo dipende dalla squadra da analizzare, ma principalmente l'obiettivo è quello di capire quali idee e quali strategie l'allenatore sta cercando di portare avanti per sviluppare l'identità della propria squadra.

Primo esempio che voglio portare in questa fase di stagione è il Tottenham, che ieri ha affrontato il West Ham in un amichevole disputata in Australia, per cui un test importante per capire che tipo di lavoro sta portando avanti il nuovo allenatore Ange Postecoglou, chiamato dal presidente Levy a raccogliere l'eredità di Antonio Conte e di una stagione disastrosa culminata con la mancata qualificazione alle coppe europee.

Per cui ho cercato di analizzare alcuni meccanismi proposti dal tecnico australiano proveniente dal Celtic nel corso di questa prima amichevole allo scopo di capire che tipo di strategia sta cercando di portare al Tottenham.

Thursday, 10 February 2022

Hassenhuttl ha messo a nudo i limiti del Tottenham


Dopo il mercato di gennaio una delle formazioni da osservare con maggiore interesse è senza dubbio il Tottenham di Antonio Conte che ha deciso di aggiungere alla propria rosa due ex juventini come Rodrigo Bentancur e Dejan Kulusevski, due giocatori che destano curiosità per come il tecnico salentino potrebbe utilizzarli per inserirli nei meccanismi della sua squadra. Oltre a questo, gli Spurs sono chiamati a rincorrere un posto in Champions per la prossima stagione da cui alimentari i propositi per i quali l'ex allenatore dell'Inter è stato chiamato a White Hart Lane

Per questo motivo la partita contro il Southampton rappresentava un crocevia importante per avanzare la candidatura a favorita per quel quarto posto a cui ambiscono anche Manchester United, West Ham ed Arsenal. Ma la squadra allenata da Hassenhuttl promette di essere un cliente scomodissimo grazie al suo gioco super-aggressivo e la tanta interessantissima gioventù di cui l'allenatore austriaco dispone.

La partita è stata decisamente bella e giocata a ritmi altissimi, più per merito del Southampton che infatti è uscito dal Tottenham Hotspur Stadium con i 3 punti in tasca, frutto di una prestazione sontuosa a livello di applicazione tattica e di tenuta mentale dopo essere passata in svantaggio nella parte centrale della ripresa. Anche la statistica degli expected goals ha confermano la bontà del risultato finale rispetto a quanto visto in campo.




LE FORMAZIONI INIZIALI

Nella formazione iniziale Antonio Conte da continuità alla formazione tipo con cui ha iniziato la propria avventura sulla panchina degli Spurs, con Lucas Moura e Son alle spalle di Kane sostenuti sugli esterni da Reguilon ed Emerson Royal, mentre la difesa a 3 formata da Davinson Sanchez, Romero e Ben Davies è protetta dalla coppia Winks-Hojbjerg. 


Nel Southampton, Hassenhuttl non rinuncia al suo 4-4-2 che si trasforma in 4-2-2-2 in possesso. In attacco Che Adams è affiancato dal promettentissimo talento albanese Armando Broja di proprietà del Chelsea; i due vengono sostenuti da Armstrong ed Elyounoussi con Ward-Prowse e Oriol Romeu a smistare il gioco in mezzo. I due terzini scelti dall'ex allenatore del Lipsia sono Walker-Peters ed il francese ex Brest Perraud, mentre la super aggressiva coppia Bednarek-Salisu sono i centrali difensivi.



L'AGGRESSIVITA' DEI SAINTS DETTA IL CONTESTO TATTICO

Lo stile di gioco del tecnico del Southampton è da sempre riconoscibile, visto che parliamo di uno dei principali discepoli di Ralf Rangnick, l'attuale allenatore del Manchester United e fautore del progetto Red Bull. Ed infatti vedere giocare il Southampton è proprio un'esecuzione di quei principi di gioco basati sulla pressione continua sull'avversario e l'immediata riconquista del pallone appena perso. 

Un esempio lo vediamo sulla prima pressione non appena il Tottenham tentava di costruire l'azione: il baricentro della squadra è altissimo ed i tre centrali della squadra di Conte avevano sempre un uomo addosso. In questa specifica circostanza si può osservare la propensione del Southampton a difendere in avanti, con Armstrong che va a pressare Davies mentre Walker-Peters (il terzino destro) si alza per andare ad aggredire Reguilon. Tutto il sistema di pressing dei Saints si basa su queste scalate in avanti senza preoccuparsi in alcun modo di lasciare la coppia di centrali difensivi alle prese con Kane e Son.

La strategia ha decisamente funzionato non solo dal punto di vista del risultato (che nel calcio può sempre essere casuale) ma soprattutto dal quantitativo di palloni recuperati in avanti tra azioni di pressing e di gegenpressing, ossia di riconquista immediata del pallone appena perso. Tornando alla questione del rischio di lasciare Bednarek e Salisu soli contro gli attaccanti del Tottenham, il rischio era decisamente calcolato considerando che a fare da schermo ai due centrali difensivi c'erano i due mediani Romeu e Ward-Prowse, i cui intercetti e recuperi palla a metà campo danno un'idea ancora più precisa di quanto i Saints abbiano puntato a non far uscire gli avversari dalla propria metà campo.



LE INTENZIONI DEL TOTTENHAM DI CONTE IN POSSESSO

Come abbiamo visto in precedenza, la partita si è dipanata sull'atteggiamento del Southampton che ha dettato il contesto tattico della partita, per cui per la squadra di casa il problema era quello di trovare un modo per uscire dalla pressione avversaria senza buttare il pallone. All'interno delle enormi difficoltà avute nel riuscire a risalire il campo (specie nel primo tempo) le intenzioni degli Spurs su come cercare di sviluppare il gioco erano comunque visibili seppur poche volte siano riuscito a trovare la corretta esecuzione vista la grande aggressività dell'avversario.

In fase di costruzione il Tottenham si schierava con un 3+2 composto dai tre centrali difensivi ed i due mediani mentre i due esterni cercavano di staccarsi più in avanti per attirare i terzini ed aprire la retroguardia del Southampton in larghezza, sostanzialmente utilizzando il principio più in voga a Coverciano in questo momento dei 5 costruttori e 5 invasori. La disposizione in campo, visibile in questo esempio preso dal primo tempo, era più chiara da riconoscere nel secondo tempo, quando il Southampton ha, un po' per scelta un po' per un calo fisiologico, allentato la pressione rispetto alla prima parte di gara. In questo modo è stato anche più semplice vedere i meccanismi su cui Conte sta cercando di costruire la propria strategia offensiva.

L'obiettivo della strategia offensiva di Conte era quello di superare la prima pressione con un passaggio progressivo che raggiungesse il trio offensivo strutturato come nell'esempio: Lucas Moura che viene incontro e scambia con Kane e Son. I tre giocatori si muovono ad altezze diverse per cercare di disordinare le linee avversarie e per poter scambiare il pallone più rapidamente per raggiungere la profondità oppure, come ben visibile nell'esempio, creare un sovraccarico che attiri la linea difensiva creando un lato debole dove favorire gli inserimenti di Reguilon.

Rispetto alle sue ultime esperienze da allenatore, Conte ha rinunciato alle due punte, preferendo giocare con Son e Lucas Moura a sostegno di Kane, anche se spesso vediamo il meccanismo opposto, con il centravanti della nazionale inglese che viene incontro a sostegno della fase di sviluppo dell'azione per poi invitare il brasiliano ed il coreano ad attaccare la profondità. Dalla mappa delle posizioni medie della partita si possono anche notare le differenti altezze medie di Emerson e Reguilon, così come la posizione di Lucas Moura che tanto si è dato da fare per collegare centrocampo ed attacco, a dimostrazione della scelta del lato destro come quello di sviluppo dell'azione.








IL 4-2-2-2 IN SVILUPPO DEL SOUTHAMPTON

Uno degli elementi distintivi del modo di giocare di Hassenhuttl e di tutti gli allenatori cresciuti avendo come riferimento il metodo Rangnick è lo schieramento della squadra in fase di possesso palla, ossia con quello che sulla carta è un 4-4-2 che si trasforma in un 4-2-2-2 con le due ali che entrano dentro il campo facendo salire i terzini a dare ampiezza. Lo scopo è formare delle connessioni centrali in zona rifinitura (ossia la zona centrale tra difesa e centrocampo avversario) per sfondare centralmente ma anche per far stringere l'avversario e liberare i terzini al cross e, soprattutto, per avere tanti giocatori vicino alla palla per poterla riconquistare immediatamente appena persa o appena l'attacco tentato venga sventato dalla difesa avversaria.

In questo esempio si vede chiaramente lo schieramento della squadra con le due ali Elyounoussi e Armstrong che entrano dentro il campo, i due mediani alle loro spalle ed i due attaccanti davanti ad essi, mentre i terzini Perraud e Walker-Peters occupavano l'ampiezza. Questo schieramento oltre a creare un sovraccarico nella zona centrale del campo per attivare l'eventuale meccanismo di riconquista della palla persa, ha avuto anche lo scopo di costringere Conte ad abbassare Lucas e Son per restringere gli spazi, in questo modo il Southampton oltre a sviluppare il gioco ha avuto modo di piantare le tende nella metà campo del Tottenham.

Anche la fase di costruzione era abbastanza riconoscibile con i due centrali difensivi ed i due centrocampisti centrali che si occupano di far partire l'azione per poi cercare di servire le ali nei mezzi spazi in zona rifinitura, una soluzione che il Southampton ha cercato di rendere possibile attraendo in pressione uno dei due centrocampisti centrali del Tottenham. In questo esempio è Winks ad uscire in pressione lasciando spazio alle proprie spalle per la ricezione di Elyounoussi.

Le posizioni medie tenute dai Saints nel corso della partita mostrano in maniera inequivocabile quanto abbiano puntato all'accorciare quanto più possibile il campo mantenendo una grande compattezza centrale e delegando l'ampiezza ai terzini. Ma soprattutto si può notare quanto alto sia il baricentro della squadra, con addirittura i due centrocampisti centrali (Oriol Romeu con il numero 6 e James Ward-Prowse con il numero 8) quasi alla stessa altezza delle due ali che stringono nei mezzi spazi.

Il tratto che unisce tutte le fasi di gioco della squadra di Hassenhuttl, a partire dalla fase di costruzione per finire alla fase difensiva posizionale è la grande compattezza dello schieramento. Anche le posizioni medie ci mostrano come tutta la squadra fosse cortissima e con tutti i giocatori uno vicino all'altro coprendo allo stesso tempo più altezze del campo.







LE DIFFICOLTA' DIFENSIVE DEL TOTTENHAM

Non è stato facile per il Tottenham trovare il modo per limitare i sovraccarichi creati in zona palla dal Southampton, per questo motivo nel corso del primo tempo la squadra di Conte è stata costretta a mantenere un baricentro basso per limitare le ricezioni delle ali e dei terzini. Ma tutto questo non è bastato visto che alla fine il Southampton ha chiuso la partita con 23 conclusioni effettuate di cui 15 da azione manovrata, un dato reso più allarmante dal fatto che queste occasioni sono arrivate mediante lo stesso tipo di dinamica. 

Mentre sulle progressioni centrali della squadra di Hassenhuttl il Tottenham sembrava in grado di chiudere gli spazi, l'altro lato della medaglia stava nello spazio che il Southampton riusciva a crearsi per arrivare ad entrare in area per vie esterne e, non appena il pallone arrivava in area ecco che la linea difensiva non si è mai mostrata in grado di gestire gli attaccanti avversari. I dati su come il Southampton sia entrato in area sono abbastanza sufficienti a capire come i pericoli siano giunti dalle fasce (8 cross tentati da Perraud), a questo si aggiunge il dato relativo ai cosiddetti DEEP passes (ossia i passaggi effettuati all'interno di un immaginario semicerchio intorno alla porta il cui diametro è di 20 metri): i Saints ne hanno effettuati appena 3, a sostegno della tesi che gli spazi centrali erano ben presidiati lasciando all'avversario il cross come unica arma per arrivare al tiro (statisticamente la soluzione meno efficiente di tutte).

Ciò che a livello strategico ha parzialmente funzionato non ha funzionato a livello pratico nel momento in cui i palloni giocati in area hanno creato il panico nella difesa del Tottenham. Esempio che calza a pennello è il comportamento della difesa sul goal del 2-2 firmato da Elyounoussi, dove tutta la linea difensiva ed i centrocampisti a supporto sono attratti dalla combinazione laterale tra Walker-Peters e Ward-Prowse che porterà. nonostante la superiorità numerica in area di rigore, il norvegese a colpire indisturbato alle spalle di Lloris. La stessa problematica si ripeterà due minuti dopo in occasione del goal di Che Adams che decide la partita, ma anche altre volte nel corso della partita è stato Lloris a metterci una pezza sull'eccessiva attrazione della linea difensiva nei confronti della palla una volta posizionati in area di rigore, un aspetto su cui Antonio Conte dovrà lavorare davvero tantissimo.


CONCLUSIONI

Tottenham-Southampton è stata una partita bellissima giocata a ritmi altissimi soprattutto grazie alla coraggiosissima strategia di gara della squadra del sud dell'Inghilterra, una strategia che ha messo in strenua difficoltà il Tottenham che ha avuto serissime difficoltà ad uscire dalla propria metà campo per quasi tutto il primo tempo.

Il dato relativo alla pericolosità dei possessi nel corso della partita mostra chiaramente quanto l'andamento della partita sia stato dettato dalla strategia della squadra di Hassenhuttl, con il Tottenham che è riuscito a giocare solo nei momenti in cui i Saints hanno preso fiato dalla loro continua ricerca della pressione asfissiante. 







L'unico appunto da cui Antonio Conte può ripartire dopo questa partita è che dopo le prime settimane di lavoro, il Tottenham sembra avere un disegno tattico riconoscibile, con la scelta del 3-4-2-1 come schema di base: gli arrivi di Bentancur e Kulusevski e la cessione di Alli sembrano confermare che la strada scelta è questa, con l'uruguaiano ed il polacco che al momento rappresentano rispettivamente i backup di uno dei due di centrocampo e di Lucas Moura. Dall'altra parte c'è una linea difensiva completamente da registrare in fase di difesa posizionale. 

Ultima nota personale di stampo nostalgico: il 4-2-4 riproposto nei minuti finali di partita dopo aver subito il goal del 2-3 di Adams potrebbe diventare il famoso piano B di Conte, chissà che nello sviluppo del suo lavoro nel nord di Londra il tecnico salentino non decida di rispolverare i playbook con cui si è fatto conoscere agli occhi del mondo come allenatore ai tempi di Bari.

Friday, 23 April 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 26


Inutile rimarcare che tipo di settimana sia stata questa per il calcio, una settimana senza ombra di dubbio gattopardesca in cui ognuno di noi, chi a favore o chi contro, ha tirato fuori tutta l'emozionalità possibile ed immaginabile di fronte a ciò che è stato, ciò che non è stato e ciò che sarà.

Personalmente tra domenica sera e martedì pomeriggio ho avuto serie difficoltà a trovare stimoli nel seguire delle partite e soprattutto a darne un senso. Ad esempio abbiamo assistito lunedì sera ad un Leeds-Liverpool in cui, in quello specifico momento, non c'era alcuna posta in palio nel momento in cui i Reds avrebbero comunque avuto un posto garantito nella nuova Superleague, mentre il Leeds, a sua volta, si sarebbe trovata a disputare la Champions League della UEFA nella prossima stagione, con entrambe le squadre a metà classifica in questo campionato.

Fatta questa digressione, sono bastate 48 ore per tornare a vivere il calcio giocato alla stessa maniera di prima e con gli stessi problemi (irrisolti, e forse irrisolvibili) di prima, per cui abbiamo seguito i vari turni infrasettimanali di campionato e adesso torniamo in questo weekend a seguire i campionati con anche un occhio alle semifinali delle coppe europee che, fatte salve improbabili sanzioni della UEFA, si disputeranno la settimana prossima.

Il weekend in arrivo propone davvero tanti match interessanti e decisivi per le sorti di diversi obiettivi stagionali nei vari campionati: la scelta delle partite da seguire in questo weekend si pone a metà strada tra ciò che vedremo nelle coppe, ciò che è successo in questa settimana ed il peso delle singole partite per gli obiettivi delle squadre.


MLS, SPORTING KANSAS CITY - ORLANDO CITY (SABATO ORE 1,30)

In una settimana in cui si è parlato tanto di Super League, della sua opportunità e fattibilità, uno dei discorsi più utilizzati è stato quello di avvicinare lo sport europeo a quello americano dove, appunto, le leghe sono chiuse e dove il livello di spettacolo è molto alto. Non fa eccezione nel panorama oltreoceano il campionato di calcio, ossia la MLS, che nasce come una lega chiusa ma che, come negli altri sport americani, non è composta da squadre bensì da franchigie, ossia da organizzazioni che scelgono in quale città giocare per ragioni fiscali, di strutture e bacino d'utenza. La MLS, inoltre, prevede, al pari delle altre leghe sportive americane, normative sul salary cup e, soprattutto, l'utilizzo del draft per inserire nuovi giocatori provenienti da leghe esterne, un sistema che crea interesse anche per queste leghe sulla falsariga di quanto accade per il basket NCAA o altri sport collegiali: un concetto, questo, totalmente assente in Europa e, soprattutto, assente nel sistema della Super League.

Fatta questa doverosa premessa, la nuova edizione della MLS è iniziata la settimana scorsa e, come fatto negli ultimi anni, si propone come campionato di riferimento per giocatori sudamericani che non si fidano a misurarsi nel breve periodo nei campionati europei, ma anche come campionato dove emergono talenti americani e canadesi pronti a tentare l'avventura in Europa e, soprattutto, accrescere il valore del movimento calcistico statunitense in vista dei Mondiali di casa nel 2026. Talenti come Antonio Davies del Bayern, Brenden Aaronson del Salisburgo e il neo-acquisto della Roma Bryan Reynolds sono alcuni esempi di elementi cresciuti nelle franchigie della MLS e sbarcati sul mercato europeo.

Le squadre favorite per la vittoria del titolo sono altre (vedi Seattle, i campioni uscenti di Columbus, l'Atlanta United allenato dall'ex romanista Heinze e i Los Angeles Football Club di Carlos Vela), tuttavia una partita interessante da seguire, a mio parere, è quella che mette di fronte lo Sporting Kansas City e l'Orlando City, due squadre diverse come tipologia di gioco e che hanno comunque aspettative importanti da questa stagione.

Fonte passmap: sito web MLS
La franchigia della città del Missouri ha iniziato la stagione con una vittoria sul campo dei Red Bull di New York, rimontando la rete della stella nascente della squadra newyorchese, ossia Caden Clark. Dal canto suo la squadra allenata da Peter Vermes ha messo in campo il diciottenne Gianluca Busio, da cui ci si attende molto in chiave futura e che agisce da centravanti nel 4-3-3 di base. Tuttavia a livello offensivo, il giocatore su cui probabilmente ripone le proprie speranze Kansas City è nell'attaccante di origine ungherese Daniel Salloi, reduce da un paio di stagioni molto deludenti dopo una stagione in doppia cifra nel 2018, che ha realizzato il goal della vittoria a New York al termine di un'azione corale che identifica lo stile di gioco della squadra, parso molto diretto e che utilizza molto le fasce per progredire, soprattutto quella destra, dove il terzino di parte Lindsey tende ad alzarsi, mentre sul lato opposto Luis Martins resta prevalentemente bloccato in costruzione a supporto dei due centrali difensivi: le connessioni con centrocampisti e attaccanti avvengono, come si evince dalla passmap, mediante cambi di gioco e lanci lunghi.

Diverso, invece, è lo stile di gioco di Orlando che, grazie al lavoro del suo allenatore Oscar Pareja, ha fatto risalire le quotazioni della franchigia della città di Disneyworld. Unitamente al lavoro del tecnico argentino, anche la rosa a sua disposizione è notevolmente migliorata e presenta individualità molto interessanti anche andando oltre le presenze "di grido" nel roster come l'ex Manchester United Nani e l'ex milanista Pato. Nella partita d'esordio contro l'Atlanta United di Gabriel Heinze, la squadra della Florida ha mostrato ottime qualità sia in fase di possesso sia in fase di non possesso con un pressing molto intelligente che ha costretto la squadra di Heinze a non trovare quasi mai sbocchi centrali.

Il tecnico colombiano ha mostrato di saper tenere la squadra in campo con sistemi di gioco differenti ma sempre portati ad occupare in maniera efficace il centro del campo: così il 4-4-2 di base con cui la squadra si schiera, si trasforma in fase di possesso in un 4-2-2-2 in cui i due esterni di centrocampo entrano in zona rifinitura mentre sono i terzini a creare l'ampiezza. Nell'esempio qui di fianco si nota chiaramente come Mueller e Nani (i due esterni nominali del 4-4-2) si accentrino per giocare il pallone, mentre le due punte cercano di attaccare la profondità. Anche con il passaggio al 4-3-3 nel secondo tempo, i concetti non sono cambiati ma cambiano solo i compiti dei giocatori: i due esterni offensivi hanno uno il compito di restare largo (Mueller), l'altro si occupa di attaccare la profondità assieme alla punta (Nani), mentre spetta alle due mezzali (Perea, entrato al posto della punta Akindela, ed uno tra Urso e Mendez che, invece nel primo tempo agivano esclusivamente da mediani) occupare la zona centrale del campo. In questa maniera Orlando pur avendo un possesso palla basso, è riuscito comunque ad avere una supremazia territoriale rispetto all'avversario, è mancata solo la giocata giusta in fase di finalizzazione ed anche un po' di energia nei minuti finali per dare maggiore concretizzazione a quanto proposto, chissà se con un clima meno torrido rispetto a quello della Florida, la squadra di Pareja riesca a mostrare quanto di buono visto su tutti i 90 minuti.

LIGA, VILLARREAL-BARCELLONA (SABATO ORE 16,15)


Il livello di thrilling che la Liga spagnola raggiungerà in queste ultime giornate di campionato potrebbe farlo passare alla storia: in 6 punti abbiamo 4 squadre che tenteranno tutto il possibile per portare a casa il titolo ed in questa lotta a 4 va inserito un calendario che presenta sia scontri diretti come quelli tra Barcellona ed Atletico e tra Real Madrid e Siviglia che partite tostissime come quella che vedrà protagonista la squadra di Koeman domenica pomeriggio sul campo del Villarreal.

La squadra di Unai Emery deve pensare al campionato per difendere uno dei due posti destinati all'Europa League, dove si trova in lotta con Real Sociedad e Betis, ma deve anche pensare alla semifinale della stessa competizione contro l'Arsenal. L'andamento dei sottomarini gialli è molto ondivago in campionato mentre è stato decisamente spedito in Europa, dove evidentemente la mistica sevillista del suo allenatore ha molto aiutato nella doppia sfida dei sedicesimi di finale contro il Salisburgo, vinta ma senza grandissimi meriti. che nei turni successivi, agevolati da sorteggi non impossibili se confrontati con altri accoppiamenti. Tuttavia, sorte favorevole da parte, la squadra di Emery ha mostrato in Europa League di saper mettere in campo grande personalità e sfruttare al meglio la propria tecnica ed il proprio controllo della partita per tenere lontano ogni tipo di pericolo.

Fonte passmap BetweenThePosts
A rendere possibile questa strategia e migliorarla con il passare delle settimane c'è stato sicuramente il fatto di aver potuto recuperare una serie di assenze con cui il Villarreal aveva dovuto convivere nei mesi precedenti e che aveva costretto lo stesso Emery a provare soluzioni tattiche non efficienti (vedi l'utilizzo della difesa a 3 o schierare Foyth davanti alla difesa). Non appena il Villarreal è potuto tornare al 4-4-2 con i suoi elementi migliori, la strada si è chiaramente messa in discesa ed ha permesso ai sottomarini gialli di ripristinare quella superiorità tecnica rispetto ai propri avversari. Come si evince dalla passmap relativa alla partita vinta nello scorso weekend sul campo del Levante, il 4-4-2 si sostiene con il lavoro di Parejo a centrocampo che cerca di trovare Moi Gomez (nella fattispecie, altrimenti Trigueros) o Gerard Moreno (stagione clamorosa la sua) tra le linee, mentre sugli esterni abbiamo Samu Chukwueze che dialogando con Gerard Moreno parte dall'esterno per entrare in campo con il suo sinistro, mentre sul lato opposto il terzino Pedraza spinge per sovrapporsi e/o arrivare sul fondo. Questi meccanismi, tuttavia, funzionano prevalentemente quando l'undici a disposizione non perde troppi pezzi, altrimenti molti meccanismi faticano a trovare la giusta esecuzione, e questo ha influito pesantemente sul cammino della squadra in campionato, come ad esempio è accaduto nel turno infrasettimanale contro l'Alaves, dove l'assenza di Pau Torres ha tolto un difensore in grado di far partire l'azione in maniera pulita oltre che un giocatore in grado di coprire le discese di Pedraza a sinistra, stesso discorso applicabile all'assenza di Coquelin nel coprire il lato destro del campo.

Il Barça, invece, giunge a questo impegno reduce dalla trionfale vittoria della Coppa del Re, primo trofeo portato a casa dalla gestione Koeman, e chissà che non resti l'unico vista la grande progressione che la squadra sta avendo nel corso di questa stagione che l'ha portata, sostanzialmente, a raggiungere le due squadre di Madrid nella lotta per il titolo.

Fonte grafici Calcio Datato
Questa progressione segue una progressione tattica della squadra blaugrana basata su un lavoro di comprensione di Koeman della rosa a propria disposizione: per il tecnico olandese erano tante le situazioni di difficile risoluzione a livello tattico ma con un lavoro molto paziente spesso corredato da pesanti sconfitte (vedi il 3-0 subito dalla Juventus nel girone di Champions che è costato al Barça il primo posto nel girone e, indirettamente, l'eliminazione contro il PSG) che però sembra aver portato la squadra sui livelli attesi e che ha rimesso Leo Messi nuovamente la centro del mondo Barça.

Uno dei dilemmi tattici che Koeman ha risolto è stata la coesistenza di Messi e Griezmann nonché quella tra Busquets e De Jong: la soluzione è stata il passaggio alla difesa a 3 con due varianti, una con De Jong centrale difensivo con licenza di avanzare in fase di possesso, e l'altra con Pique al centro della difesa e l'olandese che si schiera da mezzala al fianco di Busquets in un 3-5-2 dove il centro-sinistra è presidiato da Pedri. Questo sistema, inoltre, permette ai due esterni Dest e Jordi Alba di spingere a volontà permettendo alla squadra di avere sufficiente ampiezza soprattutto nel momento in cui c'è da rifinire l'azione: ne è venuto fuori un meccanismo che nel corso delle settimane si è perfezionato, permettendo al Barcellona di esprimersi nuovamente su livelli che, personalmente, non vedevo dai tempi di Luis Enrique.

Rovescio della medaglia del progetto portato avanti da Koeman è quello che la gioventù messa in campo dai vari Pedri, Dest, Dembele, Moriba, Araujo e Mingueza, da un lato porta quella freschezza che è resa visibile dal modo di esprimersi della squadra, ma dall'altra parte nelle partite contro avversari attrezzati in termini di personalità e forza tecnica come Real Madrid e PSG, si evidenzia ancora il lavoro da fare in termini di esperienza e gestione di situazioni complesse della partita. La trasferta all'Estadio della Ceramica potrebbe rappresentare un nuovo test di maturità per la squadra contro un avversario che potrebbe sottrarre ai blaugrana il contesto tattico ed il controllo della partita.


FINALE DI CARABAO CUP, TOTTENHAM-MANCHESTER CITY (DOMENICA, ORE 17,30)

Dopo che l'Inghilterra ha sventato il progetto Super League, due attrici di quel progetto si affrontano domenica pomeriggio per giocarsi il primo trofeo stagionale nell'isola, sicuramente il meno prestigioso dei tre messi in palio ma d'altronde vincere sotto l'arco di Wembley non dispiace mai a nessuno. 

Le due contendenti a questa vittoria hanno ulteriori storie da dover raccontare dopo questa settimana o per ciò che accadrà nella prossima: da una parte abbiamo il Tottenham che ha esonerato Mourinho il giorno dopo aver annunciato l'ingresso nella già defunta Super League, dall'altra parte abbiamo un City reduce dall'eliminazione dalla FA Cup e che mercoledì sarà impegnato nell'andata della semifinale di Champions League contro il PSG. 

L'esonero dell'allenatore portoghese arriva, a mio parere, a consolidare il pensiero che il suo percorso ed i suoi metodi di lavoro non sono più all'altezza del calcio attuale: ricordiamo che è stato lui a portare nel calcio il sistema di allenamento basato sulla periodizzazione tattica. Con il passare degli anni il suo sistema per motivare i giocatori non ha attecchito in nessuno degli spogliatoi dove poi ha messo piede, questo perché penso che certi concetti come determinazione, metterci la passione ed altre cose di questo tipo non possono essere trasmessi in un contesto privo di stimoli tecnici. In questa stagione e mezza a White Hart Lane, oltre ad aver raccolto pochi risultati di rilievo, Mourinho non è stato in grado di migliorare nessuno dei giocatori a propria disposizione: gli stessi Kane e Son erano già forti prima e lo sono anche adesso, mentre gli altri giocatori della rosa non hanno innalzato il proprio livello. Penso che un allenatore oggi quando entra in uno spogliatoio debba convincere i propri giocatori ad essere compatti nel seguire un obiettivo se esiste una strada tecnica per ottenerlo. E questo Mourinho sembra non in grado di trasmetterlo.

Al suo posto il club del nord di Londra ha deciso di affidare la panchina, quanto meno temporaneamente, a Ryan Mason, ex giocatore degli Spurs ed elemento dello staff di Jose Mourinho: purtroppo Mason ha dovuto terminare anzitempo la sua carriera da calciatore per un grave incidente di gioco e adesso si ritrova ad allenare una squadra in cerca di un trofeo assente dal 2008, anche in quel caso si trattava della Coppa di Lega.

Fonte passmap BetweenThePosts
La prima apparizione del Tottenham sotto la gestione di Mason ha visto qualche modifica al modo di giocare della squadra, probabilmente influenzato anche dall'assenza di Harry Kane, tuttavia abbiamo visto una squadra che ha esercitato il 61% del possesso palla e qualche novità nella distribuzione dei compiti: in assenza del centravanti Mason ha chiesto la profondità principalmente a Bale e Son, chiamati ad attaccare la linea difensiva avversaria mediante tagli dall'esterno (nel caso del gallese) o inserimenti tra terzino e centrale avversario (nel caso del coreano), mentre Lo Celso e Lucas Moura si occupavano di giocare il pallone tra le linee. Infine è opportuno notare come i compiti dei due terzini fossero diversi, con Reguillon chiamato a spingere a sinistra, mentre Aurier restava più spesso bloccato in fase di costruzione per supportare i due centrali difensivi ed i due centrali di centrocampo contro la pressione del Southampton. La prestazione non è stata brillantissima, tuttavia la squadra ha mostrato di saper sfruttare bene l'ampiezza del campo e riempire l'area di rigore con più uomini come in occasione del goal di Gareth Bale.

Il City si presenta, ovviamente, da favorito di questa finale: il lavoro svolto da Guardiola in questa stagione è stato snocciolato da più parti, soprattutto con riguardo alla capacità di rinnovare i princìpi di gioco posizionale della squadra rimodellando i compiti di alcuni interpreti, i maggiori esempi sono, ovviamente, i numeri e le prestazioni di Gundogan e l'esplosione del classe 2000 Phil Foden. Ma ciò che mi piace sottolineare è quanto sia efficace la fase difensiva del City, non solo perché riannodando i fili del gioco posizionale il controllo del gioco e la rapidità del recupero palla ne hanno tratto vantaggio ma anche perchè la squadra quanto attaccata sa ricompattarsi e, soprattutto le linee difensive mostrano di chiudere perfettamente il centro del campo e, soprattutto di limitare le soluzioni per chi possiede la palla.

 



La partita di FA Cup dello scorso weeek-end contro il Chelsea, però, ha nuovamente mostrato delle lacune nella pressione del Manchester City, ben aggirata dalla squadra di Tuchel e che ha portato ad una sconfitta che, oltre ad aver negato l'accesso alla finale di coppa, potrebbe aver minato alcune certezze negli uomini di Guardiola su cui magari Mason può costruire il proprio piano-gara.

Thursday, 11 February 2021

Consigli per il weekend calcistico, stagione 20/21, ep. 17


Il weekend in partenza questa sera arriva alla vigilia del ritorno delle coppe europee con la prima tranche degli ottavi di finale di Champions League ed i sedicesimi di Europa League. Per questo motivo, come la scorsa settimana, ho voluto scegliere sfide che vede coinvolte squadre che saranno impegnate in Europa a partire dal prossimo martedì.


MANCHESTER CITY-TOTTENHAM (SABATO ORE 18.30)


Quando si affrontano Guardiola e Mourinho nulla può essere scontato e nulla può essere banale, per questo motivo Manchester City e Tottenham è una partita che non può non essere consigliata tanto più a poca distanza dal ritorno delle due squadre sul palcoscenico europeo.

Conoscendo i due allenatori, i rispettivi impegni continentali e la possibilità di alzare un trofeo è un'evenienza che non può essere messa in secondo piano, per questo l'incrocio nel bel mezzo dei turni di FA Cup, di Champions League e di Europa League e a poca distanza dall'ulteriore incrocio in finale di Coppa di Lega ci dice che questa partita ci dirà tante informazioni sullo stato delle due squadre a livello tattico ed a livello mentale.

Non è un mistero il differente approccio tattico dei due allenatori, un rapporto quasi antitetico di idea del gioco del calcio ma accomunati da un'idea: vincere quanti più trofei possibile.

Il Manchester City ha ormai intrapreso un cammino da schiacciasassi in Premier League certificato dal trionfo di domenica scorsa ad Anfield Road. Dopo un inizio difficile, Guardiola ha lavorato sul trovare un equilibrio alla propria squadra: il male che il tecnico catalano ha riscontrato nella squadra è quello di un timore generato dal rischio di subire le transizioni avversarie che si riverberava anche nella qualità del gioco espresso in fase di possesso.

Fonte dati FbRef/StatsBomb
L'obiettivo è stato raggiunto: la fase difensiva, con l'arrivo di Ruben Dias e l'integrazione nei meccanismi di Joao Cancelo (stagione clamorosa la sua) ha sostanzialmente annullato il fattore rischio in fase di non possesso. Come si evince dal grafico a lato, i numeri difensivi della squadra di Guardiola sono al top in Europa prendendo in considerazioni dati come i goal ed i tiri subiti ma anche gli xG subiti e, soprattutto gli xG subiti per tiro, il valore che l'anno scorso destava principale preoccupazione dalle parti dell'Etihad Stadium. Liberando psicologicamente e tatticamente diversi giocatori, questi sono tornati sui livelli del 2018 e del 2019: su tutti si sta distinguendo Ilkay Gundogan, alla miglior stagione con la maglia del City e, per proprietà transitiva, sotto la gestione Guardiola.

Il sistema creato da Mourinho al Tottenham, come da tradizione del tecnico portoghese, si muove su un percorso antitetico rispetto a quello di Guardiola, con un calcio fatto di compattezza e difesa della propria area di rigore per creare pericoli mediante le transizioni.

Nella prima parte di questa stagione l'approccio sembrava essere perfettamente funzionante, come ben ha dimostrato la gara d'andata vinta dagli Spurs per 2-0, dove Mourinho è riuscito a sfruttare le debolezze della fase di transizione del City in quel periodo utilizzando il lavoro di Harry Kane spalle alla porta nel nuovo ruolo di rifinitore per gli inserimenti di Son.

Fonte dati FbRef/StatsBomb
Nelle ultime settimane, tuttavia, i meccanismi del Tottenham sembrano essersi inceppati, da una parte gli avversari si sono mostrati in grado di saper manipolare il blocco basso predisposto da Mourinho muovendo i giocatori in modo tale da creare situazioni di superiorità numerica. A livello statistico l'inversione è ben visibile mediante l'andamento degli xG offensivi e difensivi nel corso del campionat: si nota abbastanza evidentemente come nelle ultime settimane gli xG subiti siano ben oltre la media tanto quanto gli xG a favore sono ben al di sotto del livello mediano.

Per esempio nella sfide perse contro Liverpool e Chelsea di recente, l'accorgimento utilizzato da Klopp e Tuchel è stato quello di impostare da dietro con tre uomini (quindi tenendo un terzino più basso) in modo da avere superiorità numerica rispetto alla coppia Son-Kane (o Vinicius, quando il centravanti inglese è stato ai box). Utilizzando le capacità di conduzione dei centrali difensivi (eh si, questa moda dei difensori che sanno impostare chissà a cosa serve, vero?) le linee di centrocampo e difesa del Tottenham sono costrette a fare delle scelte che generano a loro volta spazi che possono essere esplorati dall'avversario di turno.

Dopo la partita di domenica capiremo quanto le due squadre asseconderanno i propri princìpi di gioco o se cercheranno delle variazioni sul tema al fine di sorprendere l'avversario. Di certo è un grande confronto di stili e, soprattutto un match che indirizzerà le prossime settimane di lavoro dei due allenatori.


GETAFE - REAL SOCIEDAD (DOMENICA ORE 14)


La sfida di domenica tra il Getafe di Bordàlas e la Real Sociedad è un gigantesco confronto di stili tra due club che praticano un tipo di calcio diametralmente opposto: da una parte il calcio verticale ed aggressivo del Getafe, dall'altra parte un calcio fatto di possesso palla e ricco di qualità da parte della Real Sociedad.

Per il Getafe la sfida di domenica va a concludere una settimana molto pesante in termini di impegni, nel momento in cui tra sabato e martedì ha dovuto affrontare prima il Siviglia e poi il Real Madrid. Da entrambi i match la squadra ne è uscita sconfitta (3-0 a Siviglia, 2-0 a Madrid) e con l'idea che quest'anno la strategia che tante soddisfazioni ha dato nelle ultime due stagioni non stia portando i frutti sperati.

Per questo motivo con il mercato invernale il Getafe ha deciso di modificare la struttura del proprio attacco che, molto probabilmente, ha raggiunto il limite di età per essere ancora competitivo, facendo arrivare Kubo e Carles Alena a portare nuova linfa li davanti.

Come già segnalato nella mia recentissima analisi sulla partita giocata contro il Real Madrid in corso di settimana. l'arrivo dei due giocatori di proprietà di Real e Barcellona ha consentito un cambiamento nel modo di attaccare della squadra che può trovare alternative ai soliti lanci lunghi sulle punte per poi andare a giocare sulle seconde palle. Con Kubo e Alena si può portare e giocare il pallone muovendolo da un lato all'altro del campo e guadagnando campo con una trasmissione palla a terra o anche con transizioni palla al piede. Insomma è possibile che il Getafe stia cercando di cambiare pelle per ovviare al calo di rendimento delle sue punte storiche Angel e Mata.

Per la Real Sociedad questo impegno, invece, rappresenta la partita che precede quella contro il Manchester United in Europa League. Per la squadra di Alguacil le vicissitudini dello scorso mese di dicembre hanno parzialmente cancellato quanto di buono fatto nei primi mesi della nuova stagione. I diversi infortuni hanno avuto un impatto molto importante per il rendimento della squadra basca, in particolare quelli che hanno colpito David Silva e Mikel Oyarzabal, arrivati in contemporanea all'inizio di dicembre e che hanno dato via ad una serie di 2 sole vittorie nelle ultime 12 partite.

Fonte dati FbRef/StatsBomb
Come si evince dal grafico a lato, si può notare l'impatto che l'uscita alternata di scena di David Silva ed Oyarzabal per infortunio ha avuto sulla fluidità del possesso palla della Real Sociedad. La linea gialla mostra la divisione dei periodi, mentre i valori indicati sono la quantità dei passaggi nella trequarti avversaria (in rosso) e quelli in area di rigore (in blu). Proprio quest'ultimo aspetto è quello in cui l'impatto di David Silva era maggiormente visibile, non è casuale, quindi, che in sua assenza, la squadra abbia pagato e quindi non sia stata in grado di arrivare in porta con la stessa facilità della prima parte di stagione. Il ritorno progressivo dell'ex Manchester City, dunque, potrebbe essere la chiave della stagione della squadra di San Sebastian, notizia molto importante soprattutto alla luce dell'imminente sfida europea contro il Manchester United.

ROMA - UDINESE (DOMENICA ORE 12,30)


Dopo l'ultima giornata disputata la serie A ha definitamente stabilito che la lotta per lo scudetto è riservata al trio Milan, Inter, Juventus così come ha definito che anche nelle zone basse lo Spezia ha creato un solco tra se e le ultime quattro in classifica. Questa situazione ha visto protagoniste con conseguenze diverse Roma ed Udinese che domenica alle 12,30 si affrontano in un match con diversi spunti d'interesse.

Per la squadra di Fonseca questa partita precede la sfida in terra portoghese contro il Braga, un incrocio per nulla comodo considerando la grande quantità di talento di cui dispone la squadra che in passato fu allenata anche dall'attuale allenatore giallorosso. La partita contro la Juventus ha riaperto alcune ferite nel rapporto tra la critica e la squadra di Fonseca: come contro la Lazio, pur prendendo in mano la partita, alla squadra è mancata la capacità di convertire questo controllo del gioco in pericoli per la porta avversaria.

Tuttavia se andiamo a guardare il rendimento della squadra dato dai freddi numeri, si contano sulle dita di una mano le partite in cui la Roma abbia concesso di più al proprio avversario, ma in certe partite la squadra giallorossa paga una qualità individuale minore rispetto alle concorrenti. Per questo è sempre opportuno rammentare che alla vigilia della stagione la Roma non era certo pronosticata come la favorita per entrare tra le prime quattro, ed invece la classifica dice che, al momento la squadra di Fonseca è proprio lì a giocarsela.

Fonte dati Understat
Come si evince dalla classifica degli expected points creata da Understat, in questo momento la Roma sarebbe addirittura in testa alla classifica, seppure il margine tra le prime 6 in classifica è davvero risicato. Questo dimostra che quanto messo sul campo dalla formazione di Fonseca è su un livello molto elevato e che merita molto credito, soprattutto per la capacità di far proseguire la squadra a seguire un determinato percorso ed una determinata strategia di gioco non ostante il grande scetticismo della città di Roma nei confronti di questa squadra.

Guardando la classifica di Understat, anche l'Udinese ha un valore di punti attesi che la porrebbe addirittura in zona Europa League, ma i risultati finora non hanno dato seguito a quanto visto a livello statistico. Sono diverse le partite di questo campionato in cui la squadra bianconera ha avuto diverse occasioni per portare a casa la vittoria salvo sprecare le opportunità create per poi subire alle prime difficoltà difensive.
Fonte FbRef/StatsBomb
La problematica principale dell'Udinese è stata la concretizzazione offensiva. I numeri mostrano che la squadra friulana è la squadra con il maggior divario negativo tra reti realizzate e reti attese in base al modello xG di StatsBomb, ed il principale responsabile è Kevin Lasagna: l'ex centravanti del Carpi di Castori ha mostrato una scarsissima confidenza come evidenziato dai numeri che mostrano l'impatto della sua underperformance realizzativa su quella dell'Udinese. La cessione di Lasagna al Verona e l'arrivo di Fernando Llorente cambia completamente la tipologia di presenza offensiva: lo spagnolo può essere utilizzato non solo come finalizzatore ma anche come uomo su cui indirizzare attacchi diretti da essere sfruttati da inserimenti di giocatori come Pussetto, Pereyra e lo stesso Deloufeu, senza contare le capacità in tal senso anche di Rodrigo De Paul, il leader tecnico di questa squadra.

La partita dell'Olimpico, dunque, mette di fronte due squadre che sanno giocare a calcio e sanno come trovare il modo per avere il controllo delle partite. Entrambe soffrono di difficoltà a concretizzare quanto prodotto, la partita di domenica vedrà la Roma alla ricerca di sempre diverse soluzioni per cercare di iniziare un percorso di miglioramento o accontentarsi di essere forte con le più debole e debole con le più forti, per l'Udinese la possibilità di mostrare che le modifiche all'attacco portate dal mercato siano la soluzione alle difficoltà a fare risultato a dispetto di una buona qualità di gioco proposta.


WOLFSBURG - BORUSSIA MOENCHENGLADBACH (DOMENICA ORE 18)


In Bundesliga la fuga del Bayern dovrebbe aver archiviato il discorso sulla vittoria finale del torneo, mentre la lotta alle spalle per il raggiungimento delle posizioni valide per le coppe europee è totalmente nel vivo e ricca di contendenti. Due di queste contendenti sono il Wolfsburg ed il Borussia Moenchangladbach, due squadre guidate da due tecnici austriaci come Glasner e Rose, entrambi austriaci ed entrambi discepoli del credo calcistico di Rangnick e del modello Red Bull.

Di queste due squadre abbiamo più volte parlato in passato, il loro calcio è basato sostanzialmente sugli stessi princìpi, ossia verticalità e recupero immediato del pallone una volta perso. In questo momento la sfida tra le due compagini arriva in prossimità di un impegno importantissimo per la squadra di Marco Rose, chiamata ad affrontare il Manchester City negli ottavi di Champions, un impegno che sta rischiando di togliere focus alla squadra dal campionato, tuttavia la trasferta sul campo del Wolfsburg è uno snodo che può rivelarsi decisivo per la corsa ai primi quattro posti.

Il Wolfsburg, grazie al suo stile di gioco molto aggressivo si è ritagliato un posto di rilievo nella zona alta della classifica, fino a giungere al terzo posto in classifica con 3 punti di vantaggio sulla quinta classificata (il Bayer Leverkusen) e addirittura 6 punti sull'accoppiata Borussia Dortmund-Borussia Moenchengladbach.

Fonte grafico: Calcio Datato
Questa classifica è frutto della striscia positiva di 4 vittorie consecutive con altrettanti clean sheets. Il miglioramento della fase difensiva è frutto di un rendimento di molti calciatori che si è innalzato in fase di non possesso ed una gran tenuta nei duelli individuali (elemento di non poco conto in un campionato come la Bundesliga dove tante partite vivono di duelli a tutto campo). In questo contesto sono esplose le prestazioni di Maxence Lacroix, centrale difensivo classe 2000, altro esemplare della lunga lista di difensori centrali francesi nati tra fine anni '90 ed inizi del nuovo secolo molto abile sia nella marcatura individuale che nella copertura dello spazio alle sue spalle, non escludo che nei prossimi mesi possa già essere un importante uomo mercato.

Il Moenchengladbach era partito molto bene in questo 2021 con 6 risultati utili consecutivi che avevano rilanciato la squadra di Rose nella lotta Champions, a questo si è aggiunta la qualificazione ai quarti di finale di Coppa di Germania in cui dovranno affrontare il Borussia Dortmund.

A fermare la risalita dei Die Fohlen c'è stata la sconfitta interna di domenica scorsa nel derby contro il Colonia, una sconfitta che ha mostrato un punto debole della squadra di Rose, ossia i palloni persi: cominciano ad essere tante le reti o le conclusioni subite a seguito di un errore in impostazione o per una palla persa nella propria trequarti. Il goal che è valso la sconfitta contro il Colonia nasce da un pallone perso malamente da Lainer in disimpegno, inoltre andando a ritroso nelle partite del Gladbach in questa stagione troviamo molte situazioni di palloni gestiti male nella propria trequarti.

Fonte grafico: Calcio Datato
Ad ogni modo questo difetto, unito ad alcune difficoltà a sostenere la linea difensiva in fase di non possesso, non offuscano il valore di questa squadra che continua a mettere in mostra grandi qualità sia di squadra che individuali. Una su tutte in questa stagione è Florian Neuhaus, centrocampista classe 1997 che sotto la guida di Marco Rose è diventato un centrocampista in grado di dominare a centrocampo e di essere pronto a svolgere tutti i ruoli ed i compiti richiesti per un centrocampista moderno. Come si evince dalle radar chart sopra, le qualità in play-making ed in fase di finalizzazione sono da centrocampista di vertice, i numeri difensivi, invece, restano ancora non ottimali, a dimostrazione che il Moenchengladbach sta correndo qualche rischio di troppo dietro per permettere al suo centrocampista di completarsi come centrocampista a tutto tondo.

La sfida di Wolfsburg si presenta, dunque, ricca di spunti ed è pronta a regalare tanto spettacolo. Dal racconto relativo alle due squadre potrebbe apparire il Wolfsburg come netto favorito, ma il Gladbach in questa stagione ha mostrato che negli scontri diretti è sempre in grado di tirar fuori il meglio di se e sono certo che la trasferta alla Wolkswagen Arena non sarà da meno.


PANATHINAIKOS - OLYMPIACOS (DOMENICA ORE 18,30)

In questo weekend il calendario propone una sfida che rappresenta una delle principali rivalità a livello europeo. Come già raccontato nelle scorse settimane per altri derby, le porte chiuse fanno perdere buona parte della magia di sfide come questa, tuttavia la rivalità tra Panathinaikos ed Olympiacos mantiene un certo fascino anche di fronte ad uno stadio vuoto ed anche di fronte ad una certa disparità di valore tra le due compagini.

Il Panathinaikos è in una fase difficile della sua storia, non vince il campionato dal 2010 e negli ultimi anni sta subendo un grosso ridimensionamento tanto da essere stata superata nelle gerarchie del calcio ellenico dalle due squadre di Salonicco e dall'AEK Atene.

Anche questa stagione era partita malissimo per i Trifylli con 3 pareggi e 2 sconfitte nelle prime 5 giornate che hanno portato il club a chiamare in panchina una figura di grande esperienza come il rumeno Laszlo Boloni che in poco tempo è riuscito a dare una certa solidità alla squadra conferendole un atteggiamento flessibile a livello tattico a seconda dell'avversario, smontando il 4-3-3 che il suo predecessore Dani Poyatos (proveniente dalle giovanili del Real Madrid) aveva provato ad implementare senza successo.

Fonte grafico Wyscout
Come si evince dalle statistiche, il sistema voluto da Boloni ha portato il Pana ad avere numeri da squadra a cui non piace fare la partita. Il dato del possesso palla vede addirittura un valore medio inferiore al 50%, frutto di un atteggiamento attendista nelle partite contro squadre che le sono superiori o di pari livello, ma anche nelle partite con avversari inferiori nel momento in cui trova il goal del vantaggio. Altra prova di un atteggiamento non proprio propositivo dei Trifylli è quello che emerge dal dato dei tiri effettuati: il Pana è una delle squadre che va al tiro di meno in campionato, tuttavia a dimostrazione che ciò nasce da un approccio conservativo della squadra, è opportuno far notare che nel dato relativo alla percentuale di tiri in porta ed in quello degli xG per tiro, la squadra di Boloni si trova davanti a tutte: numeri ascrivibili in genere a squadre che attaccano utilizzando prevalentemente il contropiede.

In questo contesto di difficoltà è difficile trovare giocatori che possano al momento aizzare la fantasia dei tifosi del Pana, tuttavia oltre alla delegazione di lingua spagnola presente in rosa e capeggiata dal trequartista argentino Lucas Villafanez e dal centrale difensivo (utilizzato anche da centrale di centrocampo) spagnolo Fran Velez, va segnalata la crescita del classe '99 Argyris Kampetsis, nato centravanti ma, non trovando spazio in quella posizione, Boloni ha deciso di dirottarlo come esterno offensivo di sinistra e nell'ultimo mese ha messo a referto 3 goal ed 1 assist, chissà che non possa essere lui la carta che il Panathinaikos utilizzerà per battere i grandi rivali del Pireo.

Diverso il discorso per l'Olympiacos, tornato a dominare il campionato dopo un intermezzo di AEK e PAOK nel 2018 e nel 2019 e che, sotto la guida di Pedro Martins, sta cercando di costruire un ciclo basato su un sistema di gioco che favorisca il possesso palla e l'utilizzo della tecnica nella trequarti avversaria. Questo sistema, oltre a garantire degli ottimi risultati (18 vittore e 3 pareggi in 21 giornate di campionato), ha permesso a molti elementi di mettersi in luce e quindi poter mettere in piedi una strategia di player-trading che nelle ultime due stagioni ha prodotto dividendi interessanti.
Lo scorso anno arrivò la cessione di Daniel Podence al Wolverhampton per 20 milioni di Euro, quest'anno quella di Tsimikas al Liverpool per 13 milioni, tutto denaro utile a dare fiato alle casse del club e poter permettere di andare sul mercato alla ricerca di nuovi profili da lanciare. 

Fonte FbRef/StatsBomb
In questa stagione i giocatori che si stanno mettendo maggiormente in luce sono il centrale difensivo senegalese Ousseynou Ba, centrale schierato da Martins accanto ad uno tra Semedo e Sokratis (arrivato nel mercato invernale) e Mady Camara, classe 1997 guineano, centrocampista che può agire sia nei due di centrocampo del 4-2-3-1 dell'Olympiacos ma anche come sotto-punta. Le prestazione di entrambi questi elementi potrebbe renderli a partire dalla prossima sessione di mercato, le nuove plusvalenze su cui fondare il proseguimento di questo ciclo vincente. Sotto questo aspetto sarà interessante vedere quanto il dominio in campionato possa riflettersi sul cammino in Europa League, dove da giovedì la squadra del Pireo sarà impegnata in un affascinante incrocio contro il PSV Eindhoven.

Lo status delle due squadre suggerisce una partita a senso unico a favore dell'Olympiacos, tuttavia l'atteggiamento del Panathinaikos potrebbe creare fastidi alla fase offensiva della squadra di Martins, a questo si aggiunge il valore che il derby ha, specie in questo momento, per la squadra di Boloni ed ecco che, quindi, l'andamento della partita non sarà così scontato.

Thursday, 26 November 2020

Consigli per il weekend calcistico Stagione 20/21, ep. 8


 


Sarà un weekend calcistico abbastanza particolare, non è possibile a pochi giorni di distanza scindere il campo con il pensiero della morte del più grande artista calcistico della storia, sarà il primo weekend che il calcio giocherà senza che ad osservarlo (almeno con gli occhi mortali) ci sia il punto di riferimento per chi questo sport lo pratica sin da bambino. 

La mia scelta è caduta su 4 partite che mettono di fronte tanti spunti tecnici e tattici e dove le squadre impegnate andranno alla ricerca di risposte in termini di continuità rispetto a quanto fatto vedere nelle ultime settimane.


WOLFSBURG- WERDER BREMA (VENERDI' ORE 20,30)


Il weekend parte venerdì sera con l'anticipo della nona giornata di Bundesliga che vede di fronte due formazioni in grande crescita e reduci da una serie di risultati e prestazioni a dir poco incoraggianti che stanno riscattando dei periodi difficili vissuti negli ultimi mesi: da una parte, infatti, il Wolfsburg ha mancato l'accesso ai gironi di Europa League, eliminato dall'AEK Atene, dall'altra parte il Werder è reduce da una stagione pessima in cui è riuscita ad evitare la retrocessione all'ultima giornata per poi vincere lo spareggio contro l'Heidenheim in maniera molto faticosa.

Le due squadre si affrontano con una differenza di 3 punti tra di loro, frutto della sconfitta subita dagli uomini di Kohfeldt alla prima giornata, unica sconfitta subita dal Werder finora, mentre il Wolfsburg è al momento imbattuto con 3 vittorie e 5 pareggi al proprio attivo e reduce da 10 punti nelle ultime 4 partite.

La squadra di Glasner continua a mantenere l'identità che il tecnico austriaco ha portato a partire dalla scorsa stagione, rendendo i Die Wölfe una squadra riconoscibile per il suo atteggiamento aggressivo e molto verticale (8,92 l'indice di PPDA, il terzo alle spalle di Bayern e Lipsia e 10,35 di OPPDA, ossia il dato opposto, quello dei passaggi effettuati prima del cambio di possesso o di termine dell'azione, valore più alto di appena 6 squadre).




In questo video si può vedere notare l'approccio della squadra di Glasner sia in fase di possesso che non possesso: nella prima parte del video si nota la tensione verticale dello sviluppo del gioco da parte del Wolfsburg, con i due centrocampisti centrali Arnold e Schlager (una delle coppie di centrocampo a mio parere meglio assortite in tutta Europa) che si sistemano in verticale proprio allo scopo di creare situazioni di risalita disordinando le linee di pressione avversarie per arrivare con pochi passaggi ad affrontare la linea difensiva avversaria; nella seconda parte del video, invece, si nota l'aggressività della squadra nell'andare a contendere il pallone in tutte le zone del campo cercando di chiudere linee di passaggio ed allo stesso tempo di portare quanti più uomini possibile in zona palla.

Il Werder, invece, ha un approccio al gioco molto più coperto in fase di non possesso, con Kohfeldt che in questa stagione ha deciso di transitare verso una difesa a 3 abbandonando il 4-3-3 delle scorse stagioni: dal momento del passaggio di modulo il Werder ha subito 5 reti in 6 partite (quarta difesa del campionato), un risultato importante per quella che è stata la seconda peggior difesa della scorsa Bundesliga.

Ma sicuramente la prova di consapevolezza per i bianco-verdi è arrivata dalla grande prestazione in casa del Bayern nello scorso week-end, una prestazione in cui le modifiche tattiche in fase di non possesso di Kohfeldt hanno mostrato la loro bontà chiudendo ogni spazio centrale alla squadra campione d'Europa ed allo stesso tempo mostrando grandi qualità in fase di possesso, che ho voluto riassumere nel seguente video:





In fase di costruzione è molto interessante il movimento del difensore centrale della difesa a 3 (in questo caso Toprak) che fa un passo in avanti creando una seconda linea che può permettere di bypassare la prima linea di pressione del Bayern in zona centrale, mentre sull'esterno il braccetto di parte, il quinto ed il centrocampista centrale di parte creano una catena che disordina anche la seconda linea di pressione del Bayern mandando a vuoto il pressing bavarese per poi spostare il gioco sull'altro lato dove può agire Milot Rashica, coadiuvato da Augustinsson che, in fase di possesso, giocava ad un'altezza maggiore rispetto al suo omologo sull'altro lato Gebreselassie; queste situazioni hanno permesso al Werder di creare tanti problemi alla linea del Bayern anche in fase di transizione, vista anche la grande qualità negli smarcamenti preventivi ed in conduzione dell'esterno offensivo kosovaro, per il quale, a 24 anni, deve essere giunta la stagione in cui può (e deve) far esplodere il suo talento sul quale molti addetti ai lavori contano ciecamente.

Per le due squadre, quindi, l'avversario di turno rappresenta un ulteriore sfida per confermare i progressi delle ultime settimane, per il Werder la possibilità di vedere ulteriormente testata la propria fase di possesso da un'altra squadra super-aggressiva ma soprattutto testare la propria compattezza in fase di non possesso contro la verticalità degli uomini di Glasner che, invece, dovranno ulteriormente dimostrare la bontà dell'approccio aggressivo contro un avversario in grado di saper manipolare i meccanismi di pressione alta.


VALENCIA-ATLETICO MADRID (SABATO ORE 16,15)


E' arrivato il momento della stagione in cui dobbiamo andare a vedere come è messo l'Atletico Madrid, una squadra che da almeno 3 anni è in attesa di una trasformazione che fatica a completarsi, e dopo 10 partite ufficiali disputate forse quel momento sembra realmente arrivato. La vittoria sul Barcellona ed i contemporanei rallentamenti del Real Madrid stanno rendendo concreta l'opportunità per i colchoneros di potersi giocare fino in fondo il ritorno al successo nella Liga dopo quel magico 2014.

Il grafico che ho elaborato qui a fianco mostra che la fase difensiva dell'Atletico resta sempre caratterizzata da una totale copertura degli spazi ed un baricentro basso: in colonna troviamo il dato della percentuale dei passaggi concessi nella propria trequarti, mentre in riga si trovano la percentuale dei passaggi concessi in area rispetto a quelli concessi nella trequarti: messi da parte i dati della Real Sociedad la cui fase di non possesso aggressiva sta generando importanti dividendi (tra cui la momentanea vetta della classifica), l'Atletico Madrid è situata nel quadrante a sinistra, ossia quello dove troviamo squadre che giocano con un baricentro medio-basso dove si concede l'ingresso nell'ultimo terzo di campo ma la grande compattezza della squadra di Simeone rende molto complicato l'accesso all'area di rigore (valore molto sopra la media del campionato): questo atteggiamento ha portato a dei dati difensivi clamorosi come i 2 goal subiti in 8 partite ed un valore di 0,08 xG subiti per tiro, a questo si aggiungono le solite grandi prestazioni di Oblak a difesa della porta (93% di parate e +3,4 come saldo positivo dei psxG, ossia il dato degli xG basato solo sui tiri diretti verso lo specchio della porta, in cui il portiere sloveno è, manco a dirlo, il migliore del campionato). 

Ma ovviamente l'Atletico di quest'anno non è solo questo, Simeone ha abbandonato nelle ultime partite il 4-4-2, un modulo che da queste parti sembrava scolpito nella pietra, per orientarsi su un 3-5-2 dove si possa sfruttare al meglio in fase di possesso la corsa di Carrasco (schierato come quinto di sinistra come in nazionale) e la capacità di Marcos Llorente di leggere gli spazi generati dal movimento delle due punte, mostrando una rinnovata volontà del Cholo di voler adattare lo schieramento in campo alle caratteristiche dei suoi uomini di maggior talento.

La trasferta di Valencia sarà un'importante banco di prova contro una squadra che, seppur tra le mille difficoltà generate dalla gestione quanto meno discutibile del patron Lim, sta mostrando dei valori importanti, soprattutto nel mettere in mostra diversi elementi che possano continuare a generare fantasie positive per i tifosi valenciani.

La rivoluzione voluta dalla proprietà per ridurre i buchi di bilancio hanno portato a delle scelte sul mercato molto forti: come si evince dal riepilogo fornito da Transfermarkt il club valenciano ha svenduto sostanzialmente i pezzi pregiati della sua rosa, con addirittura il capitano Parejo, simbolo della squadra, ceduto a titolo gratuito ai rivali del Villarreal al pari di Coquelin, così come i giocatori di maggior valore come Rodrigo e Ferran Torres ceduti rispettivamente per 30 e 23 milioni di Euro; lo stesso riepilogo di Transfermarkt indica che gli incassi dalle cessioni, pari a 74,5 milioni di Euro, rappresentano un valore addirittura inferiore alla metà del valore di mercato dei giocatori, così come calcolato dal sito stesso, dunque una vera e propria svendita.


La squadra, dunque, ringiovanita ed indebolita rispetta allo scorso anno, è stata affidata a Javi Gracia, costretto a fare le proverbiali nozze con i fichi secchi, ma che, non potendo, di fatto, contare su arrivi dal mercato, ha deciso di non tradire il 4-4-2 appartenente alla tradizione di questa squadra e puntare sui diversi giocatori provenienti dalla cantera valenciana, in modo tale da utilizzare il fattore identitario per creare una leva per far partire questa stagione con il piede giusto. 
I risultati, effettivamente, stanno dando ragione al tecnico navarro, con il 4-4-2 molto compatto che funziona specialmente contro formazioni di alta classifica, visto che sia la Real Sociedad attuale capolista che il Real Madrid sono usciti sconfitti dallo scontro con il Valencia, e specie quest'ultimo match è stato il capolavoro della squadra di Javi Gracia, partita in cui abbiamo visto splendere il talento di Soler, nuovo simbolo tecnico della squadra, ma anche quello di Musah e, soprattutto, Hugo Guillamon, centrale difensivo classe 2000 che mostra una qualità molto rara nei difensori centrali contemporanei, l'attenzione posta all'uomo una volta che la linea difensiva è forzata ad abbassarsi in area di rigore, un livello di attenzione che gli ha permesso di tenere a bada un certo Karim Benzema, costretto a girare al largo dell'area di rigore per trovare il tiro (poi oh, un campione è un campione e così il francese è stato capace di trovare il goal con un gran tiro da fuori area).

Dati i precedenti con le grandi del campionato la trasferta valenciana rappresenta, dunque, una trappola pericolosissima per l'Atletico Madrid, sarà una sfida tra due squadre molto compatte in cui, con ogni probabilità, saranno i duelli individuali a fare la differenza a parità di intensità e strategia tattica.



CHELSEA-TOTTENHAM (DOMENICA ORE 17,30)



La sfida di Stamford Bridge merita di essere vista perché non può mai passare in secondo piano una sfida tra Jose Mourinho e Frank Lampard, il giocatore che tanto ha contribuito ai successi di Mou in Inghilterra e che oggi sulla panchina del Chelsea sta provando a costruire un nuovo progetto vincente, mentre, dall'altra parte, Mourinho, con il suo calcio compatto e di transizioni ha riportato, finalmente, il Tottenham ad essere una contendente per la Premier.

I precedenti della scorsa stagione hanno visto Lampard prevalere in entrambi i precedenti, certo erano partite molto particolari in quanto il Tottenham nel primo confronto si trovò presto in 10 per l'espulsione di Son mentre nella gara di ritorno, disputata meno di due mesi dopo, sia Son che Kane erano ai box per infortunio: proprio questi ultimi due sono gli elementi su cui Mourinho ha costruito il suo Tottenham versione 2020/2021, mentre l'utilizzo della difesa a 3 da parte di Lampard nei due precedenti della scorsa stagione è stato messo in soffitta (utilizzato solo nella transferta ad Old Trafford) e vedremo quanta voglia avrà Lampard di riesumarlo per questo match.

Con il passaggio al 4-3-3 Lampard ha potuto dare a diversi uomini la possibilità di muoversi in maniera più organica ed in modo da esaltare al meglio le caratteristiche di ciascun singolo: nell'esempio preso dall'ultima partita di Premier contro il Newcastle si notano i principi posizionali della squadra ed anche le rotazioni tra i giocatori: dallo screenshot si nota Ziyech che scambia la posizione con Kovacic, mentre Mount (a cui Lampard ha dato piena libertà di movimento) si posizione in zona di rifinitura permettendo a Werner di attaccare con i suoi tagli da sinistra lo spazio che si crea tra centrale e terzino avversario, un marchio di fabbrica del tedesco, stessa cosa fa in questa circostanza Kovacic che sfrutta l'attenzione che i centrali devono riversare su Abraham e lo stesso Mount, per tenatare anche lui un movimento davanti o alle spalle del terzino avversario. Questa serie di opzioni è resa possibile, a mio parere, dalla presenza in campo di una punta centrale dalle caratteristiche di Abraham (stesso discorso vale per Giroud) che rende possibili queste rotazioni sia in verticale tra zona sviluppo e rifinitura che in ampiezza, dove i terzini possono a loro volta attaccare la linea con le sovrapposizioni; questo sistema permette a Lampard di sfruttare al meglio tutto il materiale a propria disposizione, visto che anche gente Havertz o Hudson-Odoi possono inserirsi al meglio in questo contesto, permettendo a Lampard di poter ruotare gli uomini a propria disposizione, un elemento indispensabile in un calendario così congestionato.

Dall'altra parte il Chelsea troverà una squadra che ha imparato molto bene dal proprio allenatore ad attrarre gli avversari nella propria metà campo per poi attaccare in transizione, per farlo Mourinho si è affidato ai due elementi offensivi principali della sua squadra (ossia Kane e Son) ricostruendo intorno a loro una nuova struttura di squadra puntellata sul mercato con acquisti mirati a tal scopo, mi riferisco principalmente a Hojbjerg in mezzo al campo, Sergio Reguilon sulla fascia sinistra e Tanguy Ndombele tra centrocampo ed attacco, quest'ultimo è stato un colpo di teatro positivo da parte di Mourinho, in genere poco propenso a riabilitare giocatori con cui non riesce a costruire rapporti empatici, invece con il francese (complice forse il peso che ha il suo costo sui conti del club) il tecnico portoghese è tornato sui suoi passi riconsegnandoli una centralità nel suo progetto tecnico; ciò che hanno portato questi tre elementi è la capacità di avanzare il campo in conduzione, rendendo possibili le transizioni degli Spurs.

Fonte Squawka
Come accennato prima, la trasformazione della squadra da parte di Mourinho è completata dall'apporto dato alla fase di rifinitura e realizzazione da parte di Kane e Son: il centravanti inglese, dopo una stagione di appannamento influenzata dai diversi infortuni subiti, quest'anno sembra aver trovato una nuova vita agendo spesso e volentieri con le funzioni di uomo di raccordo tra centrocampo ed attacco mettendo in difficoltà le scelte delle linee difensive sempre indecise se seguirlo o consegnarlo alla linea di centrocampo, una situazione che genera quel disordine nello schieramento offensivo avversario sufficiente a permettere a Son di sfruttare gli spazi generati dal suo movimento. Dai numeri indicati sopra, si evince quanto il coreano abbia raggiunto dei livelli clamorosi in finalizzazione, così come si può facilmente notare l'aumento di tocchi e passaggi a partita da parte di Kane (nonché di passaggi che portano al tiro, i cosiddetti Key Passes) a dimostrazione di un maggiore coinvolgimento del centravanti alla fase di possesso degli Spurs.

Con queste premesse sarà sicuramente una gara in cui possiamo prevedere le strategie dei due allenatori, con Lampard a cercare spazi e Mourinho a negarli, per cui la partita ci dirà quanto il Chelsea sia cresciuto al punto da sapere manipolare un blocco come quello del Tottenham (cosa non riuscita a Guardiola la scorsa settimana) ma anche quanto abbia trovato un equilibrio in base a come sarà in grado di contrastare le transizioni del Tottenham, per gli Spurs, invece, un risultato ed una prestazione positiva a Stamford Bridge può essere un ulteriore step per consolidare nello spogliatoio la strategia di Mourinho, e sappiamo tutti la storia cosa ci ha insegnato nei momenti in cui spogliatoio e l'allenatore portoghese entrano in simbiosi tra di loro.

 

COSENZA-SALERNITANA (DOMENICA ORE 21)


La serie B è arrivata alla nona giornata di un campionato in cui tante squadre reclamano un ruolo da protagonista, le otto giornate fin qui disputate sono già un campione sufficiente per stabilire l'identità che ciascuna squadra sta raggiungendo: le protagoniste della partita che ho scelto per questo weekend sono due squadre come Cosenza e Salernitana particolarmente identitarie e con visioni di calcio molto differenti tra di loro, elemento che rende questa partita molto interessante da seguire.

La Salernitana si presenta a questa trasferta da capolista del campionato in coabitazione con l'Empoli, una posizione influenzata anche dalla vittoria a tavolino decretata la scorsa settimana della sfida contro la Reggiana non disputata a causa del focolaio COVID che aveva colpito la squadra emiliana.

La guida tecnica della squadra granata, dopo l'anno tutto sommato positivo di Ventura, è stata affidata a Fabrizio Castori, allenatore che fa della compattezza e della copertura degli spazi la base della propria visione tattica che, in questa stagione si traduce in campo con un 4-4-2 classico in entrambe le fasi, con la fase di non possesso che si preoccupa di chiudere gli spazi come si evince dal fermo immagine, con le due linee orientate in zona palla; in fase di possesso invece, la presenza di Djuric in attacco viene utilizzata per costruire attacchi diretti verso la torre bosniaca, mentre la seconda punta Tutino diventa il target di giocate verticali immediate dalla difesa o da centrocampo; scopo di questa strategia è quello di sfruttare questa verticalità che i due attaccanti danno alla squadra per portare il gioco immediatamente nella trequarti avversaria per poi andare a giocare sulle seconde palle, una strategia in cui è ben riconoscibile la firma dell'allenatore marchigiano.

Dall'altra parte il Cosenza, grazie alla clamorosa salvezza ottenuta nella scorsa stagione, ha confermato in panchina Roberto Occhiuzzi che ha mantenuto intatta la mentalità mostrata dalla squadra nella fase finale della scorsa stagione: la squadra silana sta mostrando, pur all'interno di limiti individuali evidenti, un sistema di gioco molto coraggioso ed aggressivo ma allo stesso tempo in grado di mantenere una certa compattezza in fase di non possesso e soprattutto una linea difensiva a 3 sempre ben affiatata e che ha chiari i compiti assegnati.

In questo esempio, tratto dall'ultima partita di campionato, vinta sul campo del Frosinone, si nota chiaramente la propensione offensiva del 3-4-1-2 di Occhiuzzi, una squadra che ama invadere l'area avversaria con tanti uomini, specie quando l'ingresso in area arriva da zone esterne, per cui spesso troviamo questa situazione in cui l'esterno di parte va al cross, i 3 elementi offensivi cercano di coprire al meglio l'area di rigore coadiuvati dall'esterno opposto e da uno dei centrocampisti centrali (in genere Daniele Sciaudone, il motore dei Lupi) che arriva a rimorchio; un sistema molto diretto ed aggressivo di giocare che ha permesso al Cosenza di giocarsela anche nel corso della settimana contro il Parma in Coppa Italia mostrando un calcio davvero molto interessante e che potrà permettere alla squadra di togliersi delle soddisfazioni nel corso di questa stagione ed ottenere una salvezza meno sofferta rispetto a quella della scorsa stagione e, perché no, magari alzare le quotazioni in ottica di carriera futura, dello stesso Occhiuzzi, ma anche di alcuni elementi della rosa come il centrale difensivo Andrea Tiritiello ed il trequartista Bahlouli, classe 2000 in prestito dalla Sampdoria, che sta mostrando doti tecniche interessanti, ma forse ancora un po' troppo barocco e poco funzionale in alcune situazioni, tuttavia ha mostrato una certa crescita rispetto alla scorsa stagione.

Questa contrapposizione di stili, tra la solidità e l'essenzialità del pensiero calcistico di Castori, contro il coraggio e l'aggressività del Cosenza di Occhiuzzi potrebbero rendere questa partita molto più intensa e godibile rispetto ad una normale partita di serie B.

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