
Thursday, 1 August 2024
Analyzing Artem Dovbyk through his goals

Wednesday, 21 June 2023
Come spiegare la retrocessione dello Spezia?
E' durata tre anni l'avventura dello Spezia in serie A: lo spareggio perso contro il Verona ha condannato la squadra ligure al ritorno in serie B in una stagione in cui sembrava che la salvezza potesse essere raggiunta con sufficiente agilità dalla formazione spezzina, soprattutto per come si erano messe le cose dopo il girone di andata.
Invece il girone di ritorno è culminato con un crollo di risultati unito ad una grande rimonta del Verona fino ad arrivare all'ultimo atto del Mapei Stadium. In mezzo c'è stato l'esonero di Luca Gotti in favore di Leonardo Semplici, una mossa che cercheremo di capire da cosa sia stata dettata e di come non abbia ottenuto i risultati sperati.
Monday, 18 July 2022
Come il Napoli dovrebbe rimpiazzare Koulibaly?
Dopo otto stagioni corredate da 317 partite ufficiali, il ciclo di Kalidou Koulibaly a Napoli è volto al termine: giocatore e società hanno considerato l'offerta del Chelsea la migliore per tutte le parti in causa considerati i 31 anni del calciatore senegalese e la scadenza di contratto al termine della prossima stagione.
Di certo il Napoli doveva già mettere in conto, almeno per ragioni anagrafiche, la fine della storia con Koulibaly e ritengo che alla fine lo abbia fatto. Ora si tratta di capire come la società partenopea cercherà di sostituirlo, un compito molto complicato, soprattutto considerando che, sostanzialmente, il difensore ex Genk è un profilo del tutto insostituibile.
E qui entra in campo un discorso di tipo strategico: il Napoli cercherà di investire su un giocatore immediatamente in grado di prendersi la leadership difensiva oppure si deve puntare su un difensore di prospettiva demandando al lavoro di Spalletti nell'educare la linea difensiva.
IL PROFILO NECESSARIO
Trovare un giocatore che possa sostituire Koulibaly significa cercare un giocatore che possa essere in grado di garantire un'uscita del pallone pulita ed anche in grado di superare brillantemente la prima pressione ed allo stesso tempo essere in grado di garantire le giuste coperture in difesa, che sia mediante copertura della profondità o mediante la capacità di affrontare l'avversario diretto in uno contro uno.
Per questo motivo ho cercato, mediante l'uso delle statistiche, quale giocatore può essere in grado di svolgere i compiti finora svolti dal centrale senegalese, basandomi proprio su quegli aspetti. Da questa shortlist sono stati già esclusi giocatori che non possono essere accostati al Napoli o perché il prezzo del cartellino è fuori portata o perché sono stati già oggetto di operazioni di mercato in questa sessione (in principale mi riferisco a Nico Schlotterbeck, profilo ideale ma già acquistato dal Borussia Dortmund).
Gli elementi principali da seguire a livello statistico sono sicuramente la capacità di vincere i duelli inclusi quelli aerei, mentre con riguardo alla fase di possesso, un elemento molto importante da verificare è la frequenza e l'accuratezza dei passaggi nella trequarti avversaria, un fondamentale in cui negli anni Koulibaly si è rivelato particolarmente abile.
Chi ha già indicato una strada da seguire in tal senso è Soccerment, sito altamente specializzato in questo tipo di analisi nonché creatore, assieme all'ex match-analyst dell'Italia Antonio Gagliardi di un progetto di clusterizzazione dei calciatori definito, appunto The Clustering Project, oggetto di una recente interessantissima pubblicazione.
Usando, per l'appunto, questo tipo di analisi, abbiamo già un'idea di base sui profili ai quali il Napoli deve rivolgersi per trovare un sostituto all'altezza.
Kalidou #Koulibaly is set to leave #Napoli for #Chelsea. Using our clustering model, we can look for players who can fulfill a similar function on the pitch.
— Soccerment (@Soccerment_Blog) July 14, 2022
Grab a copy of #TheClusteringProject for more info 👇https://t.co/q0tv5DRHW6 pic.twitter.com/thxpqPrahW
UN ESPERIMENTO PER LA RICERCA DI UN PROFILO ADATTO
Ho preso in considerazione i difensori centrali in base a questi aspetti:
- Età tra i 20 ed i 26 anni
- Altezza non inferiore a 185 cm.
- Numero Presenze, almeno 10 da titolare nell'ultimo anno con almeno 1500 minuti in campo
- Almeno il 10% dei passaggi rispetto al totale dei passaggi dovevano essere destinati nella trequarti avversaria
- Almeno il 14% dei passaggi effettuati rispetto al totale dei passaggi effettuati dovevano essere passaggi progressivi
Ne è emerso il grafico che segue:
Il grafico prova a mettere insieme una serie di dati indispensabili ad ottenere un profilo in grado di svolgere le stesse funzioni di Koulibaly nell'economia del gioco del Napoli. Per questo motivo una prima scelta poteva essere fatta prendendo esclusivamente i giocatori situati nel quadrante più alto a destra del grafico, tuttavia va considerata sia la tendenza che la capacità nel far avanzare il gioco in fase di possesso.
Per questo motivo all'interno del grafico ho selezionato i giocatori appartenenti al lato destro del grafico (quindi i migliori per percentuale di duelli vinti) ma con valori migliori sia in termini di esecuzione dei passaggi progressivi (ossia i passaggi che fanno avanzare sensibilmente il gioco della squadra) che in termini di passaggi verso la trequarti.
I profili migliori in tal senso sono tanti, tuttavia ho deciso di sceglierne quattro che hanno i numeri migliori in termini di avanzamento del gioco; ora l'analisi passa all'osservazione delle caratteristiche di questi giocatori e, soprattutto, sul contesto tattico determinato dalle squadre in cui giocano.
MARCOS SENESI
Il centrale argentino del Feyenoord è reduce da due stagioni importanti in Eredivisie, dove ha mostrato di essere un difensore centrale in grado di svolgere diverse funzioni. Le statistiche ci dicono che siamo di fronte ad un giocatore in grado di vincere oltre il 70% dei duelli ed il 59% di quelli aerei, la sua percentuale di precisione dei passaggi progressivi supera abbondantemente l'80%, mentre la percentuale di accuratezza dei passaggi verso la trequarti avversaria è di poco inferiore al 74%.
Il modo di giocare del Feyenoord sollecita molto sia le sue qualità in possesso che quelle in non possesso.
Se l'assenza di Koulibaly toglierà molto al Napoli in fase di impostazione, Senesi potrebbe essere molto utile a colmare quell'assenza, a livello difensivo mostra ottima competenza sia nella letture che nelle uscite dalla linea difensiva. Al Feyenoord tendeva a difendere molti metri fuori dall'area di rigore, con Spalletti non sempre sarà così, per cui dovrà anche mostrare un livello di attenzione in cui Koulibaly ha raggiunto livelli di eccellenza, ma solo dopo una stagione e mezzo di apprendistato (ricordate le difficoltà del senegalese nell'anno di Benitez e nelle prime settimane della gestione Sarri?).
PERR SCHUURS
Il difensore dell'Ajax rappresenta un altro elemento che è cresciuto nelle giovanili del club di Amsterdam con un forte imprinting verso la difesa in spazi larghi e per una forte responsabilità in fase di impostazione dell'azione.
Anche i numeri di Schuurs lo rendono adatto ad essere un profilo in grado di ricoprire i compiti che Koulibaly era in grado di svolgere. Ha una percentuale di duelli vinti di poco inferiore al 74%, mentre è sotto al 50% quando parliamo di duelli aerei (sicuramente il punto meno forte nel perorare la sua causa), mentre dove sicuramente eccelle è la sua qualità in fase di impostazione con l'85% di accuratezza dei passaggi progressivi e quasi l'81% dei passaggi verso la trequarti avversaria.
![]() |
| Fonte heatmap: Sofascore. |
Come può Schuurs inserirsi nel contesto del Napoli di Spalletti e come può non far rimpiangere Koulibaly? Abbiamo avuto modo di vedere le ottime capacità e la predisposizione a prendersi responsabilità in fase di impostazione così come la sua capacità sui duelli individuali e nella copertura della profondità. Rispetto a Senesi, oltre alle difficoltà che possono emergere nella difesa delle palle alte, dove mostra qualche difetto da limare, preferisce indubbiamente occupare il centro-destra nella difesa a quattro, ragion per la quale non potrebbe essere almeno come posizione il perfetto sostituto del senegalese.
Ma, dato che si parla anche di un possibile arrivo di Acerbi al San Paolo, l'olandese potrebbe essere una ottima soluzione per mantenere il livello di aggressività e fisicità di Koulibaly ma sul centro-destra, con Acerbi lasciato a svolgere compiti di copertura più nelle sue corde. Non sarebbe, inoltre, una soluzione peregrina quella di spostare Rrahmani sul centro-sinistra per far posto a Schuurs.
OUMAR SOLET
Il difensore centrale del Salisburgo è stata una delle maggiori sorprese di questa stagione assieme alla propria squadra, capace di raggiungere gli ottavi di finale di Champions League con la squadra austriaca mettendo in mostra tutte le proprie qualità, esaltate a sua volta dal calcio aggressivo ed iper-verticale di Jaissle.
Solet ha mostrato di saper giocare sia sul centro-destra che nel centro-sinistra difensivo, per cui da questo punto di vista non ci dovrebbero essere problematiche sulla sua posizione nella linea a 4 ne tantomeno sulla compatibilità con qualsiasi altro centrale sarà a disposizione di Spalletti nella prossima stagione.
L'incognita resta sullo stile di gioco che il tecnico di Certaldo vorrà applicare alla squadra nella prossima stagione: potendo contare di un attacco con giocatori molto veloci e con il ringiovanimento in atto della rosa, sarebbe affascinante vedere un Napoli cercare un gioco più verticale e meno basato sui fraseggi, in questo contesto Solet sarebbe perfetto, in un contesto più "ragionato" potrebbe trovarsi un po' più a disagio, ma sarebbe in ogni caso una sfida stimolante sia per la squadra che per il giocatore.
JHON LUCUMI'
L'ultimo nome che ho deciso di presentare ha valori leggermente inferiori rispetto ai tre profili finora proposti, ma potrebbe rappresentare una scelta "di continuità" rispetto alle caratteristiche di Kalidou Koulibaly. John Lucumì, infatti, è stato il giocatore che il Genk ha scelto per sostituire Omar Colley, il quale a sua volta aveva sostituito lo stesso centrale senegalese quando il Napoli lo ha prelevato dalla squadra belga.
Insomma, la tradizione ci dice che la squadra fiamminga ha una vasta conoscenza di profili in grado di ricoprire quei compiti, per cui in ultima istanza il Napoli potrebbe tornare nelle Fiandre e bussare alla porta per avere un giocatore in grado di fornire parte di quell'apporto che Koulibaly ha dato in questi anni. Tra l'altro il nome di Lucumì non dovrebbe tornare come nuovo per i tifosi del Napoli che lo hanno visto all'opera nella sfida di Champions pareggiata in casa del Genk ad ottobre del 2019.
Osservando i numeri del centrale colombiano, emerge un interessante 71% di duelli vinti (meglio di Senesi) ed un meno rassicurante 48% di duelli aerei vinti. Molto particolare, invece, è il rapporto con la fase di possesso: il 75% dei suoi passaggi progressivi sono accurati (inferiore solo a Senesi), mentre è addirittura migliore il dato relativo ai passaggi verso la trequarti, pari al 76%, unico dei giocatori analizzare ad avere questo valore in misura superiore rispetto a quello dei passaggi progressivi.
La vera perplessità su Lucumì sta nell'andamento dell'ultima stagione, dove ha mostrato di essere meno brillante rispetto alla stagione precedente. Ma determinate movenze e l'irruenza con cui tenta la giocata difensiva e si lancia in avanti con la palla tra i piedi ricordano veramente tanto Koulibaly, anche e soprattutto per la posizione in campo: il centrale colombiano occupa la posizione sul centro-sinistra della linea difensiva e, per di più, è anche di piede mancino, il che lo rende ancora più adatto non solo a coprire i compiti del senegalese ma anche di coprirne al meglio la posizione.
ALTRI POSSIBILI PROFILI?
La ricerca sopra esposta ha prodotto una lunga serie di profili, personalmente ne ho scelti quattro ognuna per delle ragioni specifiche e. soprattutto, perché ci sono delle situazioni di mercato che possono rendere possibili queste prese.
Leggendo il grafico all'inizio di questo articolo si possono trovare altri elementi degnissimi di menzione, uno su tutti è il camerunense Onguené, compagno di squadra di Solet al Salisburgo che, però, ha avuto diversi problemi fisici nella scorsa stagione che ne rendono poco consigliabile l'acquisto, oltre al fatto che il club proprietario del cartellino, ossia l'Eintracht Francoforte, deciderà di tenerlo nelle rotazioni visti gli impegni tra Bundesliga e Champions League.
L'altro elemento molto interessante è sicuramente il centrale del Braga Vitor Tormena, centrale di sinistra nella difesa a tre della formazione lusitana, fisicamente della struttura ideale per colmare il vuoto lasciato da Koulibaly. Tuttavia, il Braga gioca con una difesa a tre e con meccanismi diversi rispetto a quelli del Napoli, per cui non è garantito il fit a livello tattico. Oltre a questo, il Braga ha anche ceduto il suo compagno di reparto David Carmo al Porto, rendendo molto complicato uno scenario in cui possa cedere anche il brasiliano.
Chiosa finale la meriterebbero due giovani italiani in rampa di lancio come Caleb Okoli o Lorenzo Pirola, ma qui servirebbe un investimento non solo monetario ma anche di tempo per permettere a questi giocatori di crescere in un contesto più competitivo rispetto a quello in cui si sono misurati ad ora.
Tuesday, 3 May 2022
Con o senza scudetto, il Milan ha un suo stile di gioco
La lotta per lo scudetto terrà banco sulle bacheche dei nostri social e sulle prime pagine dei giornali fino a quando non scopriremo il vincitore che, con ogni probabilità, verrà decretato solo all'ultima giornata. A 270 minuti dalla fine delle ostilità il Milan ha un vantaggio di due punti rispetto ai cugini dell'Inter che non sappiamo se saranno sufficienti per poter festeggiare lo scudetto il 22 maggio ma il percorso della squadra di Pioli in queste ultime due stagioni è senza dubbio quello che ha permesso un miglioramento progressivo della squadra in entrambe le fasi e, che, a giudizio di chi vi scrive, rende la formazione rossonera la squadra con maggiori possibilità di aprire un ciclo vincente in Italia nei prossimi anni.
Questa crescita nasce dal momento in cui la dirigenza del Milan ha scelto quale strada intraprendere: con la richiesta da parte della proprietà di creare valore, Maldini e Massara si sono messi all'opera per iniziare un percorso di forte identità tecnica e tattica atta a modernizzare il modo di fare calcio dalle parti di Milanello; a tal scopo il club aveva anche scelto di delegare tutto ciò a Ralf Rangnick, salvo scegliere di tornare sui propri passi nel momento in cui la strada tracciata dall'ex capitano del Milan con Pioli in panchina stava seguendo tracce soddisfacenti.
Ma andiamo a scoprire come il Milan di quest'anno sia cresciuto e come la sua identità sia ben visibile, usando come riferimento la partita di domenica pomeriggio contro la Fiorentina.
IL DILATAMENTO DEGLI SPAZI COME ARMA OFFENSIVA
Il Milan di questa stagione è decisamente meno cinetico e verticale rispetto allo scorso anno, questo perché il centro di gravità della squadra non è più Calhanoglu, bensì Brahim Diaz; i due giocatori hanno caratteristiche decisamente diverse, per cui Pioli ha dovuto colmare l'assenza del turco con un sistema di gioco in possesso strutturato in modo tale da liberare spazio per l'ex giocatore del Manchester City ed anche per fornire maggiore centralità alle volate di Rafael Leao.
UN MODO DI DIFENDERE MODERNO QUANTO REDDITIZIO
TONALI ELEMENTO PIVOTALE DEL SISTEMA MILAN
BASTERA' PER LO SCUDETTO?
Friday, 15 April 2022
Roma ci ha svelato un Mourinho stratega tattico
Jose Mourinho è riuscito a portare la Roma in semifinale di Conference League battendo il Bodo/Glimt, magnifica realtà nordica del calcio che aveva assunto le sembianze di mostro dell'ultimo livello dopo i tre precedenti stagionali.
Il modo in cui ha raggiunto questa semifinale è coronamento di un percorso tattico che il tecnico portoghese ha portato avanti da inizio stagione fino a trovare la soluzione apparentemente ideale proprio nel momento in cui le partite hanno iniziato a pesare.
In questo percorso ha pesato particolarmente il lavoro svolto da Mourinho nel capire come impiegare al meglio gli elementi della propria rosa, un lavoro che è stato faticosissimo nei due anni precedenti per Fonseca (fino allo sbriciolamento mentale e fisico della parte finale della scorsa stagione) e che per lunghi tratti di questa stagione è stato particolarmente complesso anche per il tecnico di Setubal, il cui punto più basso è stato probabilmente il primo tempo della partita poi pareggiata con il Verona.
Ma proprio la reazione della squadra e la scossa data dagli ingressi di Zalewski, Bove e Volpato hanno probabilmente acceso la lampadina sia nell'allenatore che nella squadra, che nel 3-4-2-1 proposto da quel momento ad ora, sembra aver trovato il miglior compromesso in termini di equilibrio e di copertura del campo.
QUESTIONE DI MODULO?
Sulle pagine di questo blog ho sempre portato avanti il fatto che i moduli nel calcio di oggi contano molto poco, mentre devono contare i princìpi di gioco ed i compiti e le funzioni dei giocatori inseriti in un determinato sistema. Per cui parlare semplicemente di una svolta con il passaggio al 3-4-2-1 resta un discorso molto riduttivo, tuttavia è giusto anche, a volte, semplificare i discorsi e distinguere i comportamenti della Roma in base ai moduli con cui è stata schierata in campo nel corso dell'anno.
IL VALORE DEL QUADRATO MAGICO
Uno degli elementi che hanno permesso alla Roma di fare un passo in avanti importante a livello tattico alimentando i risultati positivi delle ultime settimane è senza dubbio quello di aver creato un sistema che permette alla squadra di scaglionarsi molto bene in campo creando le condizioni per porre i propri avversari di fronte ad una scelta su come bloccare la circolazione del pallone.
Interpreti diversi ma lo scaglionamento richiesto è lo stesso, in questo modo la Roma si è assicurata la possibilità di creare gioco e manipolare gli spazi: un procedimento, questo, che senza esagerazione sembra preso da Mourinho studiando il playbook di Tuchel, maestro nel creare sovraccarico centralmente per poi usare gli esterni come soluzione per aprire la scatola difensiva avversaria.
I DIVERSI UTILIZZI DEGLI ESTERNI
E' sufficiente guardare la passmap di Roma-Bodo di ieri per notare come siano stati sfruttati in modo diverso gli esterni: parlando di come la Roma era solita giocare con il 4-2-3-1 avevo accennato a come il pallone venisse giocato spesso su Karsdorp per poi tentare con un passaggio in avanti di raggiungere la profondità sfruttando le doti atletiche di Abraham e Zaniolo.
Questa ricerca non è stata certo soppiantata dal passaggio al quadrato centrale, anzi la centralità degli esterni (simpatico ossimoro) è ancora evidente nell'economia del gioco giallorosso. Per cui dalla passmap possiamo vedere molto bene quanto spesso l'olandese fosse coinvolto in fase di costruzione, mentre Zalewski sul lato opposto veniva servito quando era necessario rifinire l'azione.
QUALI SCENARI PER LA ROMA DI MOURINHO
Questa serie positiva della Roma apre interrogativi su quali possano essere le ambizioni della squadra giallorossa da qui al termine della stagione: l'attuale quinto posto in campionato e la semifinale di Conference League rendono appetitoso questo ultimo scorcio di annata, con la possibilità di portare a casa un trofeo continentale e magari cercare di tenere sotto pressione la Juventus per la lotta al quarto posto.
Per capire realmente quanto possano essere concrete le ambizioni della Roma il trittico di partite in arrivo contro Napoli, Inter e Leicester in trasferta ci dirà tutta la verità sulla bontà di questa evoluzione tattica del tecnico di Setubal.
A differenza delle sue esperienze passate, a Mourinho si sta chiedendo di creare valore nella rosa della Roma e questo primo anno è importante per capire quale strada seguire per migliorare gli uomini a disposizione. A questo va aggiunta la valorizzazione del talento di Zalewski (ed in parte quello di Afena), primo elemento della forte primavera giallorossa ad entrare in pianta stabile in questa squadra, vedremo se ci saranno chances anche per altri elementi come Darboe, Volpato e Bove.
E allora tornano in mente le parole della sua prima conferenza stampa di arrivo a Roma, quando predicò la necessità di portare avanti un lavoro su più anni, i fatti gli stanno dando ragione, ma forse il difficile inizia adesso.
Monday, 25 October 2021
Dionisi e Zanetti stanno plasmando Sassuolo e Venezia
Sabato pomeriggio al Mapei Stadium di Reggio Emilia è andata in scena la sfida tra il Sassuolo ed il Venezia, due squadra allenate dai due tecnici, assieme a Vincenzo Italiano, che meglio rappresentano la nuova generazione di allenatori italiani in grado di proporre un calcio propositivo ed in grado di utilizzare al meglio il materiale umano a propria disposizione.
La partita è terminata 3-1 per la formazione nero-verde, un risultato che ha premiato la capacità di Dionisi di saper cambiare in corsa lo schieramento della propria squadra (complice il cambio forzato di Djuricic) e penalizzato oltremodo un Venezia che ha perso i propri riferimenti nel momento in cui ha visto uscire dal campo per infortunio il suo gioiello Gianluca Busio, mettendo a nudo alcune difficoltà della squadra date dal faticoso inserimento in gruppo dei tanti acquisti arrivati nel corso dell'ultimo mercato estivo.
LE FORMAZIONI
Alla lettura delle formazioni iniziali si poteva intuire il piano iniziale di gara dei due allenatori, con Dionisi che prosegue sul solco del 4-2-3-1 ereditato da De Zerbi, mentre Zanetti conferma, a sua volta, un 4-3-3 molto atipico viste le caratteristiche dei giocatori schierati a centrocampo ed in attacco, denotando la ricerca di un sistema di gioco quanto più fluido possibile.
Dopo la doppietta sul campo del Genoa, Scamacca riprende la maglia da titolare in attacco con Raspadori confermato alle sue spalle, a sinistra confermato anche Djuricic in luogo di Boga, per il resto formazione consolidatissima. Stesso discorso per quel che riguarda la linea difensiva del Venezia: la coppia centrale della scorsa stagione composta da Svoboda e Ceccaroni fornisce garanzie a Zanetti, così come la grande forza fisica ed atletica di Ebuehi e Haps ai loro lati; l'assenza dell'ultimo minuto di Aramu e l'infortunio patito da Johnsen contro la Fiorentina, portano a qualche variazione a centrocampo ed in avanti, con Crnigoj ad affiancare Ampadu e Busio confermatissimi a centrocampo, mentre Okereke e Kiyine operano davanti al fianco di Henry.
POCHI SPAZI A DISPOSIZIONE PER IL SASSUOLO
Gran parte del contesto tattico della partita è stato dettato dalla ricerca degli spazi da parte del Sassuolo: diverse sono state le modifiche che Dionisi ha dovuto operare a partita in corso per trovare il modo di forzare il blocco centrale predisposto dal Venezia.
LA FLUIDITA' DEL VENEZIA IN COSTRUZIONE
IL CAMBIO DJURICIC-TRAORE CAMBIA VOLTO AL SASSUOLO
Con l'ingresso in campo di Traorè il Sassuolo ha cambiato volto, non solo in termini di rendimento ma anche di disposizione in campo. Mossa di Dionisi nell'intervallo (vedi mappa tocchi) di abbassarlo per liberare più spazio in verticale per Frattesi. #SassuoloVenezia pic.twitter.com/FQbfkR2fDs
— La Setta degli Sportivi Intelligenti (@somethingleft) October 23, 2021
CONCLUSIONI
Sassuolo e Venezia hanno disputato una partita molto bella e godibile con due allenatori che hanno cercato di giocarsi la partita cercando di prendere in mano il controllo delle operazioni e dettare il contesto tattico della stessa.
Entrambe le squadre hanno cercato di giocare sempre il pallone da dietro e cercare di manipolare gli schieramenti difensivi avversari: ne è venuta fuori una partita con anche diverse fasi di rapide transizioni e capovolgimenti di fronte, infatti poi a vincere la partita è stata la squadra che ha saputo eseguire al meglio le giocate a livello tecnico.
Post in evidenza
Davide Possanzini and De Zerbi legacy
We everybody know the style of play promoted by Roberto de Zerbi in his journey from Italy to Ukraine and now to Brighton in Premier Leagu...
Highlights
-
Source: @svenskfotboll Fifa Women World Cup reached the quarter-final stage and one of the more interesting clash was between the Japanese t...
-
Artem Dovbyk had a breakout season last year playing for Girona; a season which allowed him to be the Pichichi of La Liga and his team to r...
-
UWCL group phase started last week and the focus of this edition is to understand if there is some team able to stop Barcelona's domin...
-
Photo Credit: Selección Uruguaya on X Last night the Uruguayan selection was able to win at "La Bombonera" against the World C...
-
Fonte foto: Figc.it Era una spedizione partita con l'intenzione non tanto di vincere la competizione, quanto quella di far tornare l...






























