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Friday, 2 October 2020

Consigli per il weekend calcistico Stagione 20/21 Ep. 3

Il weekend che avrà inizio questa sera sancirà la fine di questa prima fase della nuova stagione sportiva, infatti la prossima settimana i club lasceranno il posto alle nazionali ed alla conclusione del calcio mercato, al termine del quale averemo una reale idea su quali saranno le corrette aspettative per società e tifosi.

Come da abitudine che intendo consolidare nel corso della stagione proverò a trovare spunti di interesse tra le sfide in programma nei prossimi giorni sulla base delle indicazioni o aspettative generate da quanto visto nelle ultime settimane, per questo sarà molto facile escludere le cosiddette "partite di cartello" per focalizzarci su sfide di minore appeal mediatico ma di grande interesse tecnico.


SERIE B, EMPOLI-MONZA (SABATO, ORE 16.15)


Il nostro campionato cadetto ha visto la luce a partire dallo scorso weekend, come per gli altri campionati anche le squadre della nostra seconda serie hanno dovuto affrontare le conseguenze del calendario super-congestionato della parte finale della scorsa stagione nonché delle difficoltà derivanti dalla positività al COVID di diversi giocatori. Capire i reali valori in campo è un esercizio ad oggi ancora troppo difficile visto il mercato aperto, ma si può immaginare quali siano i club che abbiano messo nel mirino la promozione in serie A, due di queste pretendenti sono senza dubbio Empoli e Monza.

La squadra toscana si è affidata in questa stagione ad Alessio Dionisi, giovane allenatore reduce da due ottime stagioni sulle panchine dell'Imolese e del Venezia dove ha proposto un gioco basato sul possesso palla e sulla costruzione da dietro ben intervallata dall'utilizzo dei palloni in verticale quando necessario.

Nella sfida d'esordio in quel di Frosinone, Dionisi ha portato una sorpresa nello schieramento in campo schierando contemporaneamente Moreo, La Mantia e Mancuso, tuttavia la vera novità è stata la posizione dell'ex attaccante di Venezia e Palermo che si è posizionato in una zona da trequartista atipico, chiamato a fare un gioco di sponda per le mezzali Bandinelli e Ricci che attaccano gli spazi creati dai tagli esterni delle due punte, il suo posizionamento al vertice di un rombo il cui vertice basso era, invece, un altro ex Venezia, ossia Stulac, ha fortemente disorientato le linee di centrocampo e difesa del Frosinone. staremo a vedere se Dionisi vorrà riproporre questa soluzione contro la squadra brianzola.

Il Monza, forte di una proprietà in grado di fare diversi investimenti, sta costruendo quella che dovrebbe essere la squadra da battere in campionato, con una rosa composta da almeno due elementi per ruolo in grado di fare la differenza in questa categoria; l'unico punto interrogativo è la capacità di Brocchi di riuscire a trovare in tempi ristretti il modo di far assimilare alla squadra i meccanismi di gioco del suo 4-3-1-2, non a caso nella prima di campionato contro la Spal la trasmissione di palla non è stata ottimale, inoltre buona parte dei giocatori in campo erano prevalentemente gli uomini che hanno riportato i brianzoli in serie B nella scorsa stagione.


Il sistema di gioco di Brocchi numericamente è lo stesso rispetto a quello proposto da Dionisi, tuttavia esiste una tensione più verticale ed un coinvolgimento dei terzini in zone più alte del campo, mentre il ruolo di raccordo tra centrocampo e punte è svolto da un giocatore tecnico come Machin (o D'Errico) anche se l'arrivo di Boateng potrebbe convincere Brocchi a sfruttarlo proprio in quella posizione, ad ogni modo i movimenti del trequartista sono completati da quelli delle due punte che hanno una il compito di attaccare la linea difensiva, l'altra di muoversi in ampiezza per aprire spazi per gli inserimenti delle mezzali, fondamentale in cui potrà fare la differenza Antonino Barillà ma anche lo stesso Machin. Come si evince dalle posizioni medie della partita contro la Spal il baricentro è tenuto alto dalla squadra brianzola anche perché spesso Brocchi richiede un pressing più alto ed aggressivo, al contrario dell'Empoli di Dionisi che lo attiva solo all'altezza del cerchio di centrocampo con i tre uomini più avanzati che schermano la zona centrale per costringere l'avversario a portare il pallone in zone laterali del campo per poi far scattare il pressing con le mezzali ed i terzini.
Per cui, pur in presenza di uno schema di base molto simile, le due squadre lo interpretano in maniera diversa e, soprattutto, con tipologie di giocatori differenti: per entrambe le formazioni una prova importante per capire subito quanto i propositi di promozione siano ben riposti.


BUNDESLIGA, EINTRACHT-HOFFENHEIM (SABATO, ORE 15.30)

Lo scorso weekend ha visto la Bundesliga cadere le sue principali pretendenti al titolo, ossia il Bayern Monaco ed il Borussia Dortmund, battute dalle squadre che adesso sono le uniche due ad essere in testa a punteggio pieno, ossia l'Augsburg e l'Hoffenheim, il cui 4-1 ai bavaresi ha mostrato le capacità di Sebastian Hoeness di saper colpire i punti deboli della squadra presieduta da suo nonno e la cui squadra B ha allenato con successo nella scorsa stagione.
Per questo la trasferta di Francoforte rappresenta un'altra prova importante per capire se il 3-4-3/3-4-1-2 mostrato nelle prime due gare di campionato sia davvero un metodo vincente per superare squadre che fanno della pressione alta ed asfissiante il proprio marchio di fabbrica.

Nella partita vinta contro il Bayern Monaco la strategia di gara messa in piedi da Hoeness è stata a dir poco perfetta, con il campo coperto in orizzontale ed in verticale grazie al 3-5-2 che in fase di non possesso si trasformava in un 3-5-2 ed in fase di possesso in un 3-4-1-2 con i movimenti di Baumgartner in zona di rifinitura.

La strategia dell'Hoffenheim nella vittoria contro il Bayern è riassunta in questa immagine: in fase di non possesso il 5-3-2 con linee corte permette di chiudere le zone centrali del campo mentre i movimenti tra le linee vengono gestiti dai centrali difensivi che si alzano su chi riceve il pallone in zona rifinitura, se il pallone viene spostato in zone laterali il centrocampista centrale di parte è già pronto al raddoppio assieme all'esterno chiudendo ogni possibilità al Bayern di innescare Sanè o Gnabry; infine i due attaccanti Dabbur e Kramaric si sono resi protagonisti di una grande prestazione sfruttando al meglio i limiti derivanti dall'utilizzo di una linea difensiva così alta da parte del Bayern: i loro smarcamenti al lato dei centrali difensivi del Bayern ha permesso alla squadra di Hoeness di verticalizzare rapidamente il possesso palla (che infatti è stato bassissimo, poco sotto al 30%) generando spazi giganteschi in cui attaccare, questo spiega le 4 reti, i 4 Xg realizzati e le 17 conclusioni a rete a fronte di appena 154 passaggi completati (meno di 12 passaggi per tiro effettuati). Oltre alla strategia di gara mi ha favorevolmente impressionato il rendimento individuale di tutti i giocatori della squadra di Sinzheim, per cui la trasferta di Francoforte ci dirà quanta continuità può avere questa squadra che, ricordiamolo, da ottobre parteciperà alla fase a gironi dell'Europa League.

L'Eintracht è giunto alla terza stagione di Adi Hutter sulla panchina, l'allenatore austriaco ha dato una forte identità verticale alla sua squadra, basata su un pressing aggressivo e sulla ricerca diretta delle punte: dopo l'esaltante stagione di due anni fa culminata con la semifinale di Europa League contro il Chelsea persa solo ai rigori e con una zona Champions sfuggita solo all'ultima giornata, la scorsa stagione è stata decisamente più avara di soddisfazioni a causa dello smantellamento sul mercato del trio d'attacco composto da Rebic, Jovic ed Haller che, certamente, ha portato soldi freschi nelle casse del club ma che ha indebolito i meccanismi della squadra non ostante gli arrivi di Andre Silva e Bas Dost che, però hanno fatto fatica costringendo l'Eintracht ad una stagione di metà classifica ed un cammino in Europa League interrotto agli ottavi contro il Basilea.


Senza grossi movimenti sul mercato e con meno impegni in programma il club e Hutter hanno deciso di non modificare la rosa e continuare a puntare sulla squadra delle ultime stagioni tornando al 3-4-1-2 che per un certo periodo della scorsa stagione fu messo da parte per un più prudente 4-4-2. Anche le costanti di gioco sono simili, con grande utilizzo degli esterni (in questa grafica di Between the Posts si evince chiaramente il tentativo di raggiungere gli attaccanti dalle zone laterali), d'altronde potendo contare in squadra di un giocatore come Kostic a sinistra e Almamy Toure a destra, la strategia non può essere considerata negativamente, per questo motivo anche i compiti dati ai centrocampisti centrali sono diversi, con uno deputato a dare copertura ai tre difensori e l'altro in posizione più avanzata a dividersi i mezzi spazi in zona di rifinitura con Kamada, il trequartista del 3-4-1-2, tuttavia i compiti cambiano a seconda degli interpreti messi in campo (per esempio l'uomo in più in copertura può diventare l'esterno destro se la coppia di centrali di centrocampo è composta da Kohr e Rode ed Ilsanker viene retrocesso nella linea difensiva). 

Sarà dunque una sfida tatticamente molto combattuta, con i due allenatori che lavoreranno su mosse e contromosse come in una partita di scacchi, con l'Eintracht che cercherà di trovare il modo per mettere in crisi i meccanismi di coperture dell'Hoffenheim che, d'altra parte vorrà far male con le sue transizioni.


LA LIGA, LEVANTE - REAL MADRID (DOMENICA ORE 17)


Includere una partita del Real Madrid dopo aver detto in premessa che cercherò di allontanarmi quanto più possibile dal mainstream mediatico appare come un controsenso, tuttavia la trasferta della squadra di Zidane allo stadio Ciutat de Valencia è un importante occasione per rivedere all'opera la squadra di Paco Lopez, una delle squadre della Liga che più attirano l'occhio per il proprio atteggiamento propositivo al limite della sfrontatezza.



Come si evince dai dati degli xG per partita, il Levante ha una produzione in termini di qualità offensiva che la mette tra le prime quattro del campionato, tutto nasce dalla peculiarità del 4-4-2 di Lopez, in cui i due esterni offensivi sono Campana e Bardhi che partono esterni ma sul lato opposto a quello del loro piede forte (i cosiddetti esterni a piede invertito) che permette loro di prendere possesso dei mezzi spazi in zona rifinitura ed attaccare la linea difensiva avversaria innescando le punte, tra cui si sta ritagliando uno spazio importante Jose Luis Morales, già arrivato a 3 goal ed 1 assist in questo inizio di stagione, dove lo scorso anno invece aveva chiuso la stagione con soli 4 goal e 2 assist al suo attivo; un atteggiamento, questo, che comporta, ovviamente, dei rischi, con i terzini che giocano molto alti togliendo copertura in fase di non possesso, una difficoltà che lo scorso anno era stata mitigata dalle grandi parate di Aitor Fernandez che l'anno scorso è stato il miglior portiere del campionato in base alla statistica dei post-shots xG, mentre quest'anno le sorti sembrano essersi ribaltate con il portiere classe 1991 che si trova all'ultimo posto in questa statistica con un differenziale di quasi 2 goal subiti in più rispetto a quelli attesi. 

Per il Real, dunque, si tratta di un'altra partita di una certa importanza per stabilire quanto sia sostenibile il sistema che Zidane sta mettendo in piedi in questa stagione, ossia un rombo che cerca di far coesistere uno tra Kroos e Modric, Odegaard vertice avanzato del rombo e un attacco con Benzema e Jovic.

La parte problematica dello schieramento tattico del Real resta, specie con un rombo, la copertura della larghezza, specie in fase di transizione difensiva, in questa immagine il Betis aveva recuperato palla nella zona di Carvajal ed aveva innescato una transizione in cui il Real si è mostrato decisamente scoperto, inoltre quando attaccata lateralmente la linea difensiva del Real mantiene la diagonale lunga ma senza che nessun centrocampista (se si eccettua Casemiro) legge gli inserimenti dei centrocampisti avversari; lo scaglionamento del Betis in questa azione è molto simile ad un tipico scaglionamento del Levante in fase offensiva, per cui se la formazione valenciana sarà in grado di sfruttare questo punto debole del Real ci sono tutti i presupposti per vedere la squadra di Zidane in seria difficoltà, tuttavia per trovarsi in questa situazione il Levante dovrà essere in grado di superare la pressione del Real a centrocampo senza commettere errori e soprattutto organizzare a sua volta una pressione alta effettuata in maniera organica. 
Ci sono tutti i presupposti per una partita ricca di emozioni e di goal, con tanti capovolgimenti di fronte da un lato all'altro del campo, oltre a tante belle giocate a livello tecnico e chissà che non venga fuori l'upset di giornata.


PREMIER LEAGUE, LEICESTER - WEST HAM (DOMENICA, ORE 13)


Una delle partite che ha fatto più scalpore nella scorsa settimana è stata senz'altro quella che ha visto il Leicester andare ad espugnare l'Etihad Stadium di Manchester rifilando ben 5 reti al City di Pep Guardiola, una vittoria che ha issato le Foxes in testa alla classifica della Premier assieme all'Everton di Ancelotti ed al Liverpool.

Domenica all'ora di pranzo per la squadra di Rodgers arriva una partita con presupposti tattici diversi rispetto alla partita col City, dove Vardy e compagni si sono esaltati in fase di transizione sfruttando gli spazi lasciati dal City il cui rombo di costruzione è stato attratto in posizioni avanzate dallo schieramento compatto con baricentro basso del Leicester in fase di non possesso, un atteggiamento insolito per un allenatore propositivo come il nordirlandese, tuttavia il rispetto verso la forza dell'avversario lo ha portato a questa strategia che ha reso raramente pericoloso il City fino a portarlo ad esporsi nelle transizioni che hanno esaltato le qualità di Vardy nell'attaccare la linea difensiva e l'abilità di Barnes di muoversi negli spazi lasciati dal compagno.

Proprio la connessione tra Vardy e Barnes è la costante della fase offensiva del Leicester in questa stagione, indipendentemente se il piano partita è di tipo propositivo o reattivo; le posizioni medie nella partita interna contro il Burnley alla seconda giornata mostrano come entrambi occupino le posizioni più avanzate in campo, questo sbilanciamento del gioco verso sinistra, in situazioni di partita con squadre chiuse, permette di creare un lato debole sul lato opposto in cui sta sguazzando Timothy Castagne, giunto quest'estate dall'Atalanta e che ha raccolto in queste prime tre giornate 1 goal e 2 assist, portando alcuni meccanismi sviluppati sotto la guida di Gasperini anche in un nuovo contesto come quello del Leicester, ribaltando la mistica dei giocatori che perdono di valore al di fuori del sistema Atalanta. La varietà di soluzioni che Rodgers ha a disposizione a livello di uomini ed anche (come dimostrato a Manchester) di schieramento tattico, rendono il Leicester una squadra in grado di dare continuità a quanto messo in mostra lo scorso anno, mostrando di poter superare le difficoltà viste nella fase finale della scorsa stagione che le sono costate la qualificazione alla Champions.

A far visita al King Power Stadium ci sarà il West Ham di David Moyes, squadra che, guardando la rosa, dovrebbe ambire a posizioni importanti, invece ci troviamo a parlare di una squadra con un forte senso di incompiutezza dato dalla mancanza di continuità nelle prestazioni di diversi dei suoi uomini, ma soprattutto la difficoltà a trovare un abito tattico equilibrato per la squadra.

Dopo la sconfitta interna contro il Newcastle alla prima giornata Moyes ha notato la necessità di trovare un equilibrio che il 4-2-3-1 evidentemente non sembrava in grado di dare, così è passato al 3-4-3 spostando Cresswell in posizione di braccetto di sinistra e Masuaku esterno, questo, oltre alle coperture, permette agli Hammers di dare maggiore libertà a Pablo Fornals e Jarod Bowen che possono agire nella trequarti avversaria associandosi con gli esterni: la modifica ha portato ad una sconfitta contro l'Arsenal (immeritata stando al dato degli xG) e ad una vittoria clamorosa per 4-0 contro il Wolverhampton resa possibile grazie ad un piano di gioco basato sulle transizioni usando, appunto le connessioni laterali o l'attacco diretto su Antonio per poi risalire il campo con le seconde palle.


Dunque per il Leicester si ribalta il piano tattico della partita, dato che si passa ad un avversario che terrà il baricentro basso e tenterà di innescare due giocatori temibilissimi come Fornals e Bowen, la cui sola presenza in campo è, a mio parere, un ulteriore motivo di interesse per seguire questa sfida.

LIGUE 1, LENS-SAINT ETIENNE (SABATO ORE 17)


Una squadra che ha attirato l'occhio degli osservatori in queste prime battute della nuova stagione è il Lens: la squadra del nord della Francia è tornata in Ligue 1 e la sta affrontando con importanti ambizioni, come testimonia l'acquisto di Fofana dall'Udinese e del portiere venezuelano Farinez, tuttavia al momento i due neo acquisti non hanno praticamente mai visto il campo (28 minuti in totale per Fofana) ma l'interesse per questa squadra resta aperto per via di tre giocatori (uno per reparto) che si stanno mettendo in grandissima luce.

Stesso discorso, dall'altra parte, per il Saint Etienne che, con Puel alla guida, ha iniziato un'operazione di forte ringiovanimento della rosa che nelle prime giornate ha raccolto frutti interessanti, tra cui la vittoria al Velodrome di Marsiglia appena tre giorni dopo che la squadra di Villas-Boas aveva espugnato il Parco dei Principi, mettendo in mostra un'ottima organizzazione difensiva che, però, nelle ultime due partite sembra aver risentito della ormai imminente partenza di Wesley Fofana direzione Leicester.

Per cui, per meglio presentarvi questa partita, proverò ad indicarvi i principali protagonisti che si sono messi in mostra in queste prime giornate:

Il primo è il centrale difensivo Facundo Medina, schierato come braccetto di sinistra nella difesa a 3, in queste prime 5 partite è l'unico della squadra ad aver completato tutti i 450 minuti della stagione, molto attento nelle chiusure difensive, ancora in difficoltà nei duelli aerei ed anche negli uno contro uno ma adatto a situazioni di difesa posizionale ed anche sufficientemente aggressivo in situazioni di transizione, un profilo, dunque, molto utile sia se si vuole difendere in avanti, sia se si preferisce mantenere una linea difensiva bassa. Dall'altra parte Claude Puel ha potuto contare solo nelle prime 3 giornate delle prestazioni di Wesley Fofana, la scelta su come sostituirlo al momento è passata sulle spalle di Moukoudi, altro interessante centrale difensivo che merita osservazione, tuttavia due partite disputate non possono essere un campione sufficiente a livello statistico per capire il reale valore del ragazzo.

A dare protezione al reparto difensivo del Lens vi è Cheick Doucuré: il maliano è il vero e proprio frangiflutti a protezione alla difesa (il dato sugli intercetti è il migliore del campionato nel suo ruolo, tra i migliori anche nella statistica dei passaggi e tiri bloccati, 1,8 a partita), a questo si aggiungono ottime qualità in conduzione della palla (0,6 palloni persi a partita a fronte di 1,6 contrasti subiti a cui aggiungere 1,8 dribbling tentati a partita di cui solo 0,2 falliti, un dato che lo inserisce nella stessa categoria, giusto per fare un esempio, di Bruno Guimaraes del Lione).


Fonte Squawka


Ad affrontarlo ci sarà Mahdi Camara, suo omologo nel centrocampo dei Les Verts, giocatore dai livelli in fase di non possesso molto simili a quelli di Doucuré e che in fase di possesso, invece, mostra di avere qualcosa in più a livello di gestione della palla ma meno in conduzione, ad ogni modo si tratta di due giocatori che in queste prime giornate si sono posti a livelli top nella competizione e vederli l'uno contro l'altro sarà molto interessante.

Anche in fase offensiva possiamo sbizzarrirci in termini di qualità e talento a disposizione delle due squadre, con da una parte il tridente Kakuta-Ganago-Sotoka capace di produrre un livello di xG inferiore solo a quello del PSG, dall'altra parte qualità e gioventù traboccano con gente come Bouanga-Hamouma-Aouchiche-Nordin a comporre un quartetto offensivo che sa far malissimo specie in transizione offensiva, situazione che la squadra di Puel cercherà di creare nel corso della sfida di sabato pomeriggio.

Fonte Squawka


PRIMEIRA LIGA, TONDELA-BRAGA (SABATO, ORE 22)


L'obbiettivo per cui consigliare questa partita nasce dal fatto che il campionato portoghese ogni anno, quasi al pari del campionato francese, riesce sempre a mettere in mostra talenti interessantissimi che poi vanno a popolare i campionati principali finanziando il player-trading delle società portoghesi, facilitato anche dai rapporti con il procuratore più potente del mondo, ossia Jorge Mendes.

Un esempio fulgido di questa strategia messa in atto dalle squadre portoghesi è dato dallo Sporting Braga che, nella finestra di mercato dello scorso gennaio ha ceduto il suo gioiello Trinçao al Barcellona per 31 milioni di Euro acquisendo dal Barça per 8 milioni di Euro il canterano Abel Ruiz, entrambe mosse gestite ed orchestrate dalla Gestifute di Jorge Mendes.

Con gli infortuni in attacco di Nico Gaitan, Paulinho e Rui Fonte, la partita con il Tondela sembra essere la partita adatta a vedere in campo dal primo minuto il ventenne spagnolo, che avrà il compito di mostrare sul campo l'hype che gli amanti della cantera blaugrana hanno nei suoi confronti, visto che in queste prime due partite ha collezionato 60 minuti ma senza creare nulla di buono al momento (nessun tiro per lui), ma soprattutto dovrà tirar fuori il Braga dall'ultimo posto in classifica, visto che ha subito due sconfitte nelle due prime partite, seppur dando ottima dimostrazione di se soprattutto nel corso della gara inaugurale della stagione in cui è stato sconfitto dal Porto ma dominando a tratti il primo tempo della partita.

Se, però, vogliamo scommettere sulla prossima plusvalenza che il Braga potrebbe mettere in cantiere da qui a fine stagione, punterei le mie fiches su David Carmo, ventunenne centrale difensivo che ha preso posto al centro della linea difensiva dallo scorso gennaio senza poi lasciarlo, alto 196 cm, molto aggressivo in fase di non possesso (ammonito in entrambe le gare di campionato) e molto sicuro palla al piede (più di 80 passaggi a partita, ed anche utilizzo del lancio lungo), su di lui si legge di un'interessamento della Roma.

L'avversario del Braga è il Tondela, squadra che ha raccolto 1 punto nelle prime due partite ma ha mostrato di essere squadra di buona qualità e soprattutto molto propositiva che cerca di occupare la metà campo avversaria mediante le ottime qualità tecniche in conduzione dei propri terzini Bebeto e Khacef, ma anche dei propri centrocampisti, tanto che in queste prime due giornate di campionato si trova al terzo posto in termini di occupazione del terzo di campo avversario (fonte WhoScored).

A livello di classifica, dunque, potrebbe sembrare una sfida tra squadre di coda, ma Tondela-Braga è una partita che vede di fronte due squadre da osservare aldilà dei risultati ma vanno analizzate per ciò che sono in grado di produrre, sia in termini di gioco che di individualità da mettere in vetrina.


Friday, 8 November 2019

Cosa vedere nel weekend #10



Con questo weekend ci si affaccia alla terza pausa per le Nazionali che scandisce le fasi di questa prima parte di stagione. Si è trattata di una fase che non ha modificato di molto le gerarchie nei principali campionati europei, mentre chi si presentava a questa fase con problemi che hanno portato al cambio di allenatore ha ottenuto risultati alterni, per cui il prossimo weekend potrebbe essere il capolinea anche per altre guide tecniche in giro per l'Europa. Ecco i miei consigli per il prossimo weekend.

SERIE A

Continua il duello in vetta tra Juventus ed Inter, un punto separa la squadra di Sarri da quella di Conte che, in questa fase di stagione hanno creato il solco tra loro ed il resto della compagnia, in cui emergono le difficoltà del Napoli, esplose in settimana con il famoso "ammutinamento" della squadra contro la decisione della società di andare in ritiro; delle difficoltà partenopee ne sta approfittando la Roma di Fonseca, forse la squadra più interessante di questa fase di stagione assieme alla ormai "solita" Atalanta. Chi invece dopo un momento difficile sta alzando il proprio ritmo e si sta candidando per un posto in Champions è la Lazio di Simone Inzaghi e del capocannoniere Ciro Immobile, impegnati all'Olimpico contro il Lecce di Fabio Liverani, uno che ha lasciato il segno da calciatore sulla sponda biancoceleste del Tevere.

LAZIO-LECCE (DOMENICA ORE 15)

Il match dell'Olimpico promette spettacolo e diversi spunti d'interesse in una partita il cui pronostico dovrebbe essere orientato a senso unico per la formazione di Inzaghi, ma che può essere aperto a scenari sorprendenti considerando che la formazione di Liverani ha portato a casa punti sia contro il Milan che contro la Juventus. I numeri fotografano una situazione in cui la produzione offensiva dei biancocelesti sia di altissimo livello, soprattutto, rispetto agli anni passati, la produzione è superiore alla statistica degli expected goals, un dato che negli scorsi anni, specie lo scorso anno, ha spiegato il motivo per il quale la Lazio non riusciva a portare a casa in termini di risultati la grande qualità di gioco espressa, invece quest'anno i numeri ci dicono che Immobile e compagni hanno realizzato 24 reti a fronte di poco meno di 20 xG creati. A permettere questa efficienza in fase offensiva è il capocannoniere del campionato, Ciro Immobile, le cui prestazioni lo rendono il miglior giocatore del campionato per rendimento secondo l'algoritmo di Soccerment; in Europa meglio di lui solamente due giocatori che si chiamano Leo Messi e Robert Lewandovski.

Il confronto tra lui e l'attaccante del Bayern Monaco basato sui calcoli della piattaforma Understat evidenzia tramite i numeri anche le caratteristiche dei due giocatori in relazione al loro contributo al gioco della squadra: il polacco spesso viene utilizzato anche per giocare il pallone spalle alla porta, fondamentale non propriamente nelle corde del centravanti della Lazio che preferisce giocare in profondità o essere al massimo il rifinitore finale della manovra offensiva (lo si denota dal numero di passaggi chiave "KP90" e assist "A90").

Dall'altra parte il Lecce ha mostrato di non essere una vittima sacrificale in serie A, lo mostrano i 10 punti sin qui raccolti: Liverani ha deciso di giocarsi tutte le partite con un approccio mai conservativo, anche a costo di rischiare delle imbarcate (vedi i 4 goal subiti a San Siro dall'Inter o quelli subiti in casa contro il Napoli) ma senza lasciare nulla di intentato: i numeri mettono in evidenza quanto la squadra vada in difficoltà quando c'è da recuperare il pallone: il 40% di possesso palla medio ed i 16 passaggi di media consentiti agli avversari prima di recuperare il pallone (indice PPDA), i 26 xG subiti (a fronte di 21 goal subiti), sono dati in cui la formazione salentina è fanalino di coda nella serie A; a far da contraltare a questi dati ci sono i dati sulla qualità della squadra in fase di possesso: l'80% di passaggi riusciti sono un dato statistico che mette il Lecce al di sopra di tutte le sue concorrenti per la salvezza e che, nel corso delle partite, serve alla squadra di Liverani per spezzare il ritmo degli avversari con prolungate fasi di possesso rese possibili dalle qualità tecniche di Filippo Falco, ma anche dal lavoro dei terzini e delle mezzali (Tabanelli, Petriccione) che si aprono disordinando la pressione avversaria; a livello numerico questo si evince dal peso che hanno nella fase di possesso giallorossa le fasce laterali, in particolare quella sinistra, proprietà di Marco Calderoni, autore addirittura di 2 reti, tra cui quella che ha regalato il pareggio al Lecce nella partita contro il Milan.

Come si evince dalle statistiche elaborate da WhoScored il Lecce è la terza squadra in serie A per sviluppo del gioco sulla fascia sinistra. Per la Lazio dunque un test per nulla comodo contro una squadra che non cercherà di fare le barricate e che ha mostrato grande resilienza, soprattutto a livello mentale, per invertire la rotta di partite sulla carta già segnate, per questo motivo la Lazio dovrà dar fondo alle proprie qualità realizzative ritrovate in questa stagione per poter chiudere la partita molto prima del fischio finale.

PREMIER LEAGUE

Il campionato inglese vivrà domenica pomeriggio il suo grande show con la super-sfida di Anfield Road tra il Liverpool ed il Manchester City, divise da sei punti e da una rivalità storica tra le due città, divise da 60 km; la partita assume un valore quasi decisivo principalmente per la formazione di Guardiola, che, in caso di sconfitta, si troverebbe a -9 dalla squadra di Klopp. Preso atto che la partita da seguire sia quella di Anfield Road, uno sguardo attento lo merita anche, a mio parere, la sfida di Stamford Bridge, dove il Chelsea vorrà continuare la propria scalata affrontando il Crystal Palace, squadra mai comoda, ma soprattutto è ricca di spunti la gara di White Hart Lane dove il Tottenham di Pochettino dovrà disperatamente cercare il ritorno alla vittoria contro lo Sheffield United di Chris Wilder.

TOTTENHAM-SHEFFIELD UNITED (SABATO ORE 16)

La squadra di Pochettino ha messo al sicuro la qualificazione alla seconda fase della Champions League, adesso è ora di rimettersi in funzione in campionato, dove non trova la vittoria da 4 partite, ed il cliente che trova di fronte è tutt'altro che comodo, visto che arriva lo Sheffield United reduce da un periodo di forma in cui ha raccolto 11 punti nelle ultime 6 partite. Gli Spurs avevano costruito il ciclo Pochettino con una tipologia di gioco pienamente riconoscibile, una riconoscibilità che sembra andata perduta e che ora il tecnico argentino dovrà ritrovare assieme ai vari giocatori messi fuori causa dagli infortuni, in particolare è molto importante il recupero dall'infortunio di Tanguy Ndombele, la cui forza fisica sarà il grimaldello per permettere di condurre il pallone nella metà campo avversaria evitando l'utilizzo dei lanci lunghi e permettere ai vari Eriksen, Son, Lamela, Lo Celso ed Alli di poter combinare e tornare a costruire azioni offensive di una certa qualità.

Le passmaps delle partite contro il Watford (a destra) e contro l'Everton (a sinistra), ci mostrano quanto il Tottenham faccia fatica ad avvicinarsi alla porta avversaria con la manovra, nel caso della partita con il Watford, in assenza di Ndombele la circolazione non progredisce e Kane non riesce a ricevere palla; nella sfida con l'Everton la presenza di Ndombele fa progredire meglio il pallone, ma l'assenza di Kane toglie profondità alla manovra, infatti il Tottenham chiuderà la partita con soli 3 tiri tentati (!).

Dall'altra parte lo Sheffield United di Wilder vive di granitiche certezze, basate sul 3-5-2 e di un gioco diretto con un utilizzo estremo delle catene laterali in cui vengono coinvolti anche i centrali difensivi di lato (in particolare Basham a destra), il tutto sotto la direzione in mezzo al campo di Oliver Norwood, deus ex machina del sistema di Chris Wilder, capace di attivare i meccanismi di gioco della Blades con le sue aperture di prima intenzione che lo rendono il miglior esecutore di passaggi lunghi tra i giocatori di movimento dell'intera Premier League (7,8 passaggi lunghi riusciti a partita in media, al secondo posto con 6,6 passaggi c'è un certo Paul Pogba che, però ha disputato metà delle partite del centrocampista nord-irlandese).

La centralità di Norwood e le linee di passaggio dirette sono facilmente riconoscibili in questa passmap risalente all'ultimo successo in campionato contro il Burnley; il Tottenham dovrà stare molto attento a non scoprirsi, cosa che molto di sovente ha creato guai in questa stagione vista la grande difficoltà a recuperare dalle transizioni offensive avversarie, marchio di fabbrica dello Sheffield United.











LA LIGA

Il campionato spagnolo, così come la Bundesliga, dopo 12 giornate abbiamo 13 squadre in 5 punti e tre squadre in vetta alla classifica, Barcellona, Real Madrid, che devono recuperare anche la loro sfida saltata nello scorso weekend, e la Real Sociedad, piacevolissima sorpresa di questa prima fase di stagione.

REAL SOCIEDAD-LEGANES (VENERDÌ ORE 21)

La formazione basca allenata da Imanol Alguacil, tecnico cresciuto internamente alla società (ed attenzione, il suo posto nel settore giovanile lo ha preso Xabi Alonso) si sta imponendo come una delle realtà più interessanti di questa edizione della Liga e, data la classifica cortissima e le difficoltà delle tre grandi Barça, Real ed Atletico, per loro potrebbero aprirsi discorsi interessantissimi in classifica, a patto che trovino un pizzico in più in termini di continuità. I numeri della stagione fin qui per gli uomini di Alguacil la pongono al quarto posto nella classifica dei migliori attacchi, terzo posto come dato di possesso palla, il tutto grazie alla grande qualità degli interpreti a disposizione della formazione basca, su tutti sta emergendo il grande talento di Martin Odegaard, giunto in prestito dal Real Madrid, in cerca di quella consacrazione attesa da diversi anni e che, sotto il cielo di San Sebastian, si sta finalmente verificando: Imanol Alguacil preferisce farlo partire prevalentemente defilato a destra dove può utilizzare il suo sinistro per rifinire l'azione (2.55 passaggi chiave di media a partita), è molto interessante da notare come si associa facilmente per caratteristiche con la punta centrale Willian Jose (o Isaac) e con Oyarzabal (o Januzaj) sull'altro mezzo spazio.

Ecco esemplificato l'asse Odegaard, Oyarzabal, Willian Jose (fonte Wyscout)

All'Anoeta a far visita ad Odegaard e compagni ci sarà il Leganes ultimo in classifica e con una grave crisi di produzione offensiva (appena 5 reti realizzate) e soprattutto tante difficoltà nel trovare il giusto assetto tattico, una situazione che ha portato la società ad esonerare Mauricio Pellegrino prima ed il traghettatore Cembranos poi. A sedersi sulla panchina della formazione castillana sarà il messicano Aguirre, reduce dal fallimento sulla panchina dell'Egitto nell'ultima Coppa d'Africa; Cembranos aveva provato a stabilire la squadra con un 4-3-3 che si è rivelato vincente contro il Mallorca ma perdente contro l'Eibar, ora vedremo se il tecnico messicano vorrà continuare sullo stesso percorso tattico del suo predecessore o se intenderà portare qualcosa di nuovo. Lo sapremo questa sera al fischio d'inizio.


BUNDESLIGA

Questa fase di stagione in Germania ha coinciso prevalentemente con le cadute fragorose del Bayern Monaco che hanno portato all'addio di Kovac e con il Borussia Moenchengladbach di Marco Rose che ha preso il comando delle operazioni e che, nello scorso turno, con la vittoria di Leverkusen, ha anche allungato a +3 sulle inseguitrici. Il weekend in arrivo è quello che vedrà di fronte le squadre che hanno dominato gli ultimi anni di Bubdesliga, ossia il Bayern Monaco ed il Borussia Dortmund, che si sfideranno alla Bayern Arena (fu Allianz Arena) domani pomeriggio alle 18.30. Oltre al big match la nostra attenzione va proprio sulla capolista, che cercherà di sfruttare dello scontro diretto per allungare: al Borussia-Park arriva il Werder Brema.

BORUSSIA MOENCHENGLADBACH - WERDER BREMA (DOMENICA 13.30)

Il campionato della squadra bianco-nero-verde è una sorpresa solo se comparata con le precedenti stagioni, dove Hecking non è stato in grado di portare il Borussia sui livelli che la rosa sembrava poter suggerire. Il cambio di strategia con l'arrivo di Marco Rose dal Salisburgo è stato pianificato per sfruttare al meglio il potenziale della rosa, ulteriormente ringiovanita nel corso del mercato di quest'anno e finanziata dalla cessione di Thorgan Hazard al Borussia Dortmund.
L'esempio principale del progetto della dirigenza del 'Gladbach ha il nome di Marcus Thuram, che ormai sta dismettendo i panni del figlio d'arte per diventare uno dei giocatori più interessanti del panorama europeo, con caratteristiche non fungibili con altri giocatori, vista la sua capacità di sapersi muovere partendo largo, da dove può svolgere il ruolo di rifinitore (4 assist finora in Bundesliga) e di finalizzatore ma solo quando riesce a trovare accesso alla zona centrale dell'area di rigore, mostrando, dunque, una grande intelligenza nella scelta della giocata giusta.

La mappa di tiro creata da Understat ci mostra l'accuratezza del francese nel cercare la conclusione da posizione centrale, inoltre in area di rigore il figlio di Lilian Thuram può anche sfruttare le sue grandi doti fisiche (grazie ai suoi 192cm); i suoi 5 goal finora realizzati sono frutto di 4,15 xG, a dimostrazione, anche numerica, delle qualità sopra menzionate. 
A pagare la chirurgica precisione di Thuram in area di rigore è stata ieri sera la Roma di Fonseca; la partita ha dimostrato che una squadra di qualità (grazie alle conduzioni di Veretout e la tecnica di Pastore) può essere in grado di bypassare la pressione della formazione di Rose, mandata a vuoto a lunghi tratti dalla Roma. La partita con il Werder Brema rappresenta un test importante per la squadra di Rose, visto che di fronte si trova un avversario che è molto indietro in classifica ma che non ha potuto ancora esprimere il proprio valore a causa di una lunga serie di infortuni; Kohfeldt sta lentamente ritrovando alcuni elementi che dovrebbero permettere alla sua squadra di tornare a macinare il gioco piacevole visto lo scorso anno, intanto dopo un inizio di stagione difficile il Werder ha messo in fila cinque pareggi tra cui due sui campi di Dortmund, Francoforte e Leverkusen, a centrocampo può disporre di giocatori come Nuri Sahin e l'ex Ajax Klaasen attorno al quale in genere ruota il possesso palla della squadra di Kohfeldt, un possesso che passa da Sahin per essere distribuito sulla fasce (in particolare quella destra) e cercare gli attaccanti che svariano su tutto il fronte d'attacco per ricevere palloni giocabili; le statistiche indicano come il Werder tiri tanto ma, purtroppo, tira anche male (ogni tiro effettuato ha possibilità inferiori al 10% di essere realizzato).


Le passmaps delle ultime due partite (in trasferta a Leverkusen ed in casa contro il Friburgo) mostrano esattamente come funziona l'impostazione degli uomini di Kohfeldt, con Sahin che riceve palla dai difensori; in caso di pressione sull'ex giocatore di Dortmund e Real Madrid, il gioco viene portato a destra dove Gebre Selassie dialoga direttamente con le punte che vengono incontro. Questo pattern molto consolidato nell'impostazione da dietro del Werder sarà la chiave della partita, se il Borussia riuscirà a disinnescare con il suo pressing il possesso della squadra di Brema sarà una partita a senso unico viste le debolezze del Werder in fase passiva una volta persa palla, altrimenti vedremo una partita molto aperta ed interessante in cui sarà la qualità dei singoli a dover fare la differenza.

LIGUE 1

La clamorosa sconfitta del PSG a Digione la scorsa settimana non ha di certo riaperto il discorso per il titolo, anzi per gli uomini di Tuchel la sconfitta è stata indolore visto il vantaggio di 7 punti sull'Angers secondo in classifica. La vittoria del Digione, assieme agli altri risultati maturati la scorsa settimana ha creato una classifica cortissima alle spalle del PSG con un distacco tra l'Angers secondo ed il Nimes ultimo di appena 9 punti; per questa ragione è sufficiente una serie positiva di risultati per sognare in grande ed una serie di sconfitte per farsi risucchiare dalla lotta per non retrocedere. Un riassunto di questa situazione è la sfida tra Nantes e Saint Etienne in programma alla Beaujoire domenica pomeriggio.

NANTES - SAINT ETIENNE (DOMENICA ORE 17)

L'arrivo di Claude Puel a Saint Etienne ha cambiato marcia alla stagione dei Les Verdes, un impatto che è facilmente visibile prendendo la classifica di Ligue 1 dalla data di arrivo dell'ex allenatore di Southampton e Leicester, classifica in cui il Saint Etienne è al comando con 10 punti in 4 partite, tra cui spicca la vittoria nel sentitissimo derby del Rodano contro il Lione proprio nella gara d'esordio di Puel, partita che poi è costata la panchina a Silvinho. Chi ha tratto grande vantaggio dall'arrivo di Puel è stato sicuramente Denis Bouanga, collocato come attaccante esterno nel tridente offensivo, il gambiano si è preso il ruolo del protagonista vincendo per quattro volte consecutive il premio di migliore in campo dato dagli algoritmi di WhoScored.


A fermare Bouanga ed il Saint Etienne ci proverà il Nantes di Gourcuff, reduce da tre sconfitte consecutive figlie di un'abulia offensiva presente anche quando i risultati erano positivi perché retti dalle ottime prestazioni difensive, in particolare dalle parate di Lafont. Motivo di interesse di questa partita sarà il duello a distanza tra lo stesso Bouanga e Moses Simon, l'unico elemento del Nantes capace di accendere la fantasia dei tifosi grazie alle sue accelerazioni, qui sotto il confronto statistico elaborato dall'algoritmo di Soccerment.



LA FINALE DI MLS (DOMENICA ORE 21.30)

A chiudere il weekend ci sarà la sfida tra Seattle Sounders e Toronto FC che, per la terza volta nelle ultime 4 stagioni, deciderà il vincitore della MLS; le due precedenti finali si sono giocate entrambe al BMO Field di Toronto, quest'anno invece toccherà al CenturyLink Field della città della Microsoft, già casa dei Seattle Seahawks della NFL. I favori del pronostico vanno ai padroni di casa, sia per il fattore campo che per la qualità offensiva espressa nel corso dei playoff dove ha eliminato i vincitori della regular season, ossia i Los Angeles Football Club di Carlos Vela con un 3-1 frutto di un piano gara finalizzato a facilitare le giocate di Lodeiro e Ruidiaz, protagonisti indiscussi della partita e di questi playoff. Dalla passmap si evince facilmente come non ci fosse alcun interesse verso un possesso basso (lasciato nelle mani di Los Angeles) ma semplicemente una ricerca di un modo rapido per arrivare ai due uomini li davanti e lasciarli dialogare per arrivare al tiri, la tattica ha funzionato visto che le tre reti portano la loro firma.


Dall'altra parte Toronto si presenta a questa finale dopo aver fatto fuori le favorite della Eastern Conference, ossia il New York City Football Club e l'Atlanta United campione in carica, anche qui il protagonista principale ha il nome di un singolo, come Lodeiro per Seattle, l'uomo in più per Toronto è senza dubbio Alejandro Pozuelo, titolare della maglia n.10 che prima era sulle spalle di Sebastian Giovinco: sostanzialmente è lo spagnolo il centro di gravità per Toronto che ha faticato tantissimo nel corso dell'anno a trovare un equilibrio in mezzo al campo: alla fine il tecnico Greg Vanney ha trovato la soluzione con Micheal Bradley (si esatto, ancora lui, l'ex romanista) davanti alla difesa sostenuto da Osorio e Delgado; contro Atlanta la vittoria è arrivata in maniera più casuale che frutto di una particolare strategia di gara, a meno che concedere a Barco e compagni tante conclusioni confidando che non la buttassero in rete non fosse incluso nel piano gara. 

La mappa dei tiri concessi ad Atlanta dalla formazione canadese dimostrano quanto la vittoria ottenuta sia stata un puro caso, per cui Vanney dovrà trovare delle soluzioni per non lasciare la propria difesa in balia di Lodeiro e Ruidiaz.

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